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					                                                              MENSILE DI MUSICA




 MEDICINE SHOW
REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE : VIA SASSOFERRATO

ANNO II NUMERO 1
                                                       6, 00197 ROMA . TELEFONO : 06 32650332. FAX : 06 32655658. E - MAIL : INFO @ MEDICINE - SHOW . NET
                                                              WWW.MEDICINE-SHOW.NET                                                       GENNAIO 2005



              Doc‟s Opening                                                   quat/ùn-due-tre(pausa)/ùn-due-tre-quat/ùn-due-tre (pausa). Io
                                                                              uscivo dal pianerottolo. Tutto questo rumore mi piaceva. Quando
      BUON ANNO DAL MEDICINE SHOW                                             passava il vaporetto grosso, la linea 1, tremavano perfino i vetri.
                                                                                 Un giorno incontrai per strada il mio maestro delle elementari.
   Avevamo ancora in bocca il sapore acidulo del Dom Perignon                 Aveva un tamburo in braccio. Scoprii che lui era in realtà un
(ché il vostro Doc si sa trattar bene) che a destarci dall‟atmosfera di       musicista che si manteneva facendo il maestro delle elementari.
festa ci pensa il dolore per la scomparsa del grande Rocky Roberts.           Prendemmo un caffè e parlammo di musica. Io gli parlai dei
Ho sentito dire: “Campava solo su due canzoni”. E vi par poco?                rumori. Lui mi disse che per la stagione di concerti del
Quell‟uomo-molla dal sorriso irresistibile e gli occhiali alla Ray            conservatorio curava la sezione di musica contemporanea. Così, per
Charles se n‟è andato all‟altro mondo con una certezza: fra                   la prima volta in vita, a ventiquattr‟anni, andai a un concerto. In
cent‟anni ci sarà sempre chi urlerà stasera mi butto oppure con tutte le      quel primo concerto suonarono solo strumenti a percussione. Il
ragazze sono tremendo. Che per lui voleva dire “stasera me ne faccio          mio maestro delle elementari era tutto sudato. Il giorno dopo
un paio” e “sono uno sciupafemmine”. Per noi, più modestamente,               comperai un disco di Edgar Varèse.
“stasera, dopo quattro mesi, ci provo” e “a dire il vero, con le                 Decisi che non ero stato abbastanza diligente. Avevo provato ad
donne sono pessimo”. Ma già cantarlo, questo nostro sfigame, ti               ascoltare la musica, ma disordinatamente. Dovevo fare in altro
dava coraggio!                                                                modo. Comperai dei libri. Cominciai a frugare a lungo nei negozi di
   Bando alle tristezze! Il Medicine Show è pronto ad accogliervi             musica. Qualche commesso mi guardava male, all‟epoca andava
con nuove e sempre più mirabolanti sorprese. Il vostro Doc, così,             molto rubare nei negozi di musica, ma in somma, io stavo badando
non può far altro che augurarvi buon anno e buon divertimento!                alla mia formazione.
                                                                                 Grazie ai libri comperai dischi di Igor Stravinskij, Arnold
                                                                              Schömberg, Goffredo Petrassi, Luigi Dallapiccola, Federico
                             Band Major                                       Ghedini, Luciano Berio, e altri. Grazie ai rovistamenti nei negozi di
                                                                              musica scoprii il primo disco dei King Crimson, quello con la bocca.
              I SUONI MI PIACCIONO,                                           Lo comperai per la bocca. Cominciai a leggere le riviste, e allora
             MA IL SILENZIO È PIÙ SEXY                                        comperai i dischi degli Area, di Anthony Braxton e di Alvin Curran.
                                                                              Ascoltai tutte queste cose e capii che la musica era tutta una cosa
                             di GIULIO MOZZI                                  sola. Smisi di ascoltare Emerson Lake & Palmer.
                                                                                 Cominciai a risalire e ridiscendere per li rami. Dai King Crimson
   A me la musica non piace tanto. Cioè, sì, mi piace, ma mi                  passai a Robert Fripp, da Fripp a Brian Eno, da Eno a Steve Reich
piacciono di più i suoni.                                                     ed Erik Satie. Da Varèse a Frank Zappa (altro che il Circo
   A casa mia, quand‟ero piccolo, non si ascoltava musica. Non                Americano!). Da Curran a John Cage. E così via.
avevamo il giradischi né la radio né la televisione. La domenica                 Una volta mi capitò un disco tutto pieno di suoni di grilli. Lo
pomeriggio, si leggeva. Noi piccoli leggevamo i giornalini o i                registrai su una cassetta e andai (era pieno inverno), ad aspettare la
librettini adatti a noi, stesi sul tappeto, i genitori in poltrona            gente all‟uscita dalla sala concerti del conservatorio. Avevo il
leggevano il Corriere della Sera, Epoca, Grazia.                              registratore a pile in una tracolla. Mi nascosi in un androne del
   Ogni tanto, nelle occasioni ufficiali, in piazza suonava la banda          palazzo di fronte, che era mezzo aperto e sventrato per
municipale. Andavamo ad ascoltarla.                                           ristrutturazione. Faceva una bella eco. Tutti uscivano, con le
   Quando avevo dodici anni una zia mi portò al circo. Era il Circo           orecchie ancora piene di Mozart Beethoven Mozart, e sentivano i
Americano. La cosa che mi piacque di più fu l‟orchestra dei clown.            grilli. In pieno inverno! Sentivo le voci commentare, sorprese.
C‟era un clown specialista a sbagliare tutto. Faceva sempre le note           Scalpicciavano per il freddo. Non andavano più via. Io alzavo o
sbagliate, sbagliava il volume, troppo piano o troppo forte, oppure           abbassavo il volume, a seconda. Non mi scoprirono. Doveva essere
si grattava le orecchie quando toccava a lui suonare. Lo so adesso,           lì anche il critico musicale del giornale locale, perché due giorni
che sbagliava. Allora mi pareva che facesse una musica divertente.            dopo, nella pagina della cultura, c‟era l‟articolo sul concerto, e finiva
Lo penso anche adesso.                                                        con questa storia dei grilli d‟inverno. Una cosa molto bella, molto
   Abitavamo a Sottomarina di Chioggia, d‟estate quasi tutti i giorni         poetica, scriveva il critico musicale.
andavamo in spiaggia. A una cert‟ora facevo il riposino, steso                   Due settimane dopo tornai con le frenate dei treni registrate in
all‟ombra sull‟asciugamano. Non dormivo davvero. Entravo e                    stazione a Venezia. Appoggiai il registratore su una grossa scatola
uscivo da un dormiveglia. Sentivo il rumore del mare, i passi della           per dargli più cassa armonica. Mi sgamarono subito. Due giorni
gente nella sabbia, le conversazioni, i toc-toc dei tamburelli, le            dopo, sul giornale locale, il critico musicale diceva che ero «un
radioline accese, qualche grido, i mangiadischi, risate. In certi giorni      vandalo».
gli altoparlanti dei Bagni Vittoria, vicini ai Bagni Astoria dove                I treni mi piacciono ancora molto. Ci viaggio spesso, due tre
andavamo noi, mandavano le canzonette: Ventiquattromila baci,                 volte la settimana, per il mio lavoro. Mi dispiace un po‟ che gli
Piccola Kathy, Per il pizzo della sottana. Ogni tanto il bagnino lanciava     Eurostar e quei treni nuovi lì non facciano più dei bei rumori come
segnali col fischietto, se vedeva qualcuno in acqua allontanarsi              una volta. Adesso fanno ronzii, non sferragliamenti. Ma
troppo. I suoni andavano e venivano, come io entravo e uscivo dal             invecchiando ho imparato ad apprezzare anche i ronzii.
dormiveglia. Mi piaceva molto.                                                   In questo preciso momento, mentre sto scrivendo, sul giradischi
   Il figlio del mio vicino di sotto teneva una batteria in soffitta. Ogni    c‟è un disco di Brian Eno del 1974: Taking Tiger Mountain (by
pomeriggio saliva un paio d‟ore a esercitarsi. Era grande, aveva              Strategy). I canarini dall‟altra stanza rispondono alla musica a modo
quattordici anni. La cosa più difficile che faceva era: ùn-due-tre-           loro. Fuori della finestra c‟è un prato comunale con merli e
cinciallegre, qualche pensionato col cane, e più in là del prato il             capirete), quelle in cui Titta Di Girolamo spia Sofia (interpretata da
traffico, non tanto. Il computer sul quale scrivo fa bip o cling,               Olivia Magnani), o quelle in cui lei osserva lui. Tutti quei giochi di
secondo il caso. Le mie dita fanno sulla tastiera un taptaptap                  sguardi, meravigliosamente (e artisticamente) orchestrati. Tu sei lì, a
leggero (sono molto veloce).                                                    bearti di cotanta goduria visiva, e le tue orecchie vengono aggredite
   Mi piacciono i suoni.                                                        da certi stacchi di quartetto d‟archi melensi, insipidi, che riuscirebbero
   Ma la mia canzone preferita, quella che io e il mio amore quando             a banalizzare anche un‟inquadratura di Wenders tanto sembrano
la ascoltiamo ci guardiamo negli occhi e pensiamo che questa è                  saltar fuori da uno spot del Mulino Bianco: neanche il peggior
veramente la nostra canzone, è Silence is Sexy degli Einsturzende               Michael Nyman (quello più smielato e ruffiano), neanche il Philip
Neubauten.                                                                      Glass più compromesso con lo show biz, neanche Rachel Portman
   I suoni mi piacciono, ma il silenzio è più sexy.                             (quella che ha scritto la colonna sonora de Le regole della casa del sidro,
                                                                                per intenderci) riuscirebbero a concepire stacchi del genere. Viene in
                                                                                mente una sola domanda, precisa: perché tanto odio? (Verso lo
                      Sparate sul pianista                                      spettatore, intendo).
                                                                                   Si salva dal disastro, per miracolo, una sola scelta azzeccata (che
                  NO, NON SI FA COSÌ                                            però ne vale dieci): la bellissima Rossetto e cioccolato cantata dalla voce di
                                                                                Ornella Vanoni (altro che Valerie Trabelijahr), che spunta fuori
             Una pessima colonna sonora per un gran film                        dall‟autoradio a un certo punto e viene ripresa dai due mafiosi che la
                                                                                canticchiano, durante un viaggio in macchina. “Si fa così, rossetto e
                          di DAVIDE L. MALESI
                                                                                cioccolato / e non mangiarli sarebbe un peccato…”. Balsamo per le
                                                                                orecchie, davvero (e poi s‟accorda alla perfezione con la scena, il
   Leggo che il regista e sceneggiatore Paolo Sorrentino gira i suoi
                                                                                paesaggio, il dialogo, tutto). Quanto al resto, pollice verso. Ma che,
film (qualche titolo: La voce dell‟amore, L‟amore non ha confini e Le
                                                                                scusate, ciò non vi dissuada dal vedere il film: il quale, colonna
conseguenze dell‟amore) avendo già a disposizione la musica della
                                                                                sonora a parte, è proprio bello (nonostante certe cattive recensioni,
colonna sonora. Gli piace “orchestrare le scene in base al suono”,
                                                                                cfr. Tullio Kezich). Anzi, è un film bellissimo: sì, mi azzardo a
pare (la frase che ho messo tra virgolette è di Stanley Kubrick). Da
                                                                                rischiare un superlativo. E sono certo che non avrò mai di che
ciò si può evincere che: 1) Paolo Sorrentino ha una certa sensibilità
                                                                                pentirmene.
musicale; 2) Paolo Sorrentino riesce a dirigere grandi film, anche se la
                                                                                   (Un‟ultima cosa: responsabile dello scempio, cioè delle musiche del
musica che ha scelto per “orchestrare le scene” è platealmente
                                                                                film, è un certo Pasquale Catalano).
orrenda. Mi spiego. Chi conosce il responsabile di questa rubrica sa
ch‟egli tende a fare un uso abbastanza accorto dei superlativi, quando
scrive di film, o di libri, o di musica. Dopotutto, le forme d‟arte che
ho appena citato hanno una lunga e fortunata, nonché avventurosa,
tradizione; molto è stato già detto e fatto, sia nel tentativo di scavare                        GLI INNI NAZIONALI
gli abissi dell‟orrore, sia in quello di raggiungere i vertici della bellezza                  DI ADRIANO CELENTANO
(né è raro il caso di autori che abbiano prodotto cose atroci cercando
di toccare altitudini sublimi,). In un certo senso, dunque, all‟orrore           Elogio del molleggiato che sembra non perdere mai un colpo
siamo vaccinati; e ai capolavori, anche. Se dico che una colonna
sonora è orrenda, vuol dire che in ogni caso è riuscita a suscitare in me                                  di MARCO CANDIDA
delle sensazioni, malgrado i vaccini di cui dicevo. In negativo, ma
sempre di emozioni si tratta: e c‟è chi sostiene che pure l‟indignazione           L‟ultimo album di Adriano Celentano uscito il 12 novembre 2004
e l‟orrore siano, malgrado tutto, forme di interesse.                           contiene una canzone che secondo me ha le potenzialità per
Io no. Nel senso che eccitarmi e commuovermi per il bello, mi va                diventare un inno nazionale: si intitola C‟è sempre un motivo, che è
bene (sono un esteta?); indignarmi e spaventarmi per l‟orrido, non mi           anche il titolo dell‟intero album, composto di undici canzoni.
va bene affatto (sì, mi sa che sono un esteta). E, a peggiorare la                 Per “inno nazionale” intendo una canzone molto popolare, una
situazione (qui, in questo caso specifico, intendo) c‟è il fatto che la         canzone della quale tutti conoscono almeno l‟aria principale e
colonna sonora di Le conseguenze dell‟amore si sforza, fallendo, di             qualche parola. In un Paese come l‟Italia nel quale quasi non si
annichilire la bellezza di una pellicola (quasi) perfetta. Segnalo gli          conoscono le parole dell‟inno nazionale ufficiale – il che suona ben
obbrobri più clamorosi. La lunghissima, estenuante e meravigliosa               paradossale visto che siamo da sempre un popolo di canterini –
sequenza iniziale (che per algida raffinatezza fa venire in mente               conoscere l‟aria principale e qualche parola del testo di una canzone
l‟Antonioni de L‟eclisse) è accompagnata da una canzonetta sfibrante,           non è così scontato.
Scary World Theory dei Lali Puna: una specie di nenia minimale, un                 Negli ultimi cinquant‟anni Adriano Celentano ha cantato almeno
tappetino di suoni elettronici mesti e striminziti. E, poiché al peggio         quattro canzoni “inni nazionali”: Azzurro, Il ragazzo della Via Gluck,
non c‟è mai fine, la cantante solista del gruppo è una certa Valerie            Una carezza in un pugno e L‟emozione non ha voce. A ben guardare tra
Trabelijahr, che per sua (e anche mia, e vostra) disgrazia ha una delle         queste “la canzone inno nazionale” per così dire più inno nazionale
peggiori voci da gatta morta che si siano mai sentite. Al che mi sono           è Azzurro, di Conte-Pallavicini. Alzi la mano chi non l‟ha cantata
tappato le orecchie, e mi sono immaginato la stessa sequenza                    almeno una volta durante una gita scolastica o ad una festicciola di
introduttiva accompagnata dagli archi del complesso di Gideon                   compleanno. Alzi la mano chi non ne conosce almeno i versi
Kremer (ad essere esatti, mi sono immaginato di ascoltare un pezzo              “Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro per me” e “e allora io
in particolare: La calle 92, da GIDEON KREMER PLAYS ASTOR                       quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te”. Il ragazzo della
PIAZZOLLA). Poi: le sequenze in cui il protagonista del film, Titta Di          Via Gluck invece assomiglia di più a un “inno generazionale”: ciò
Girolamo (interpretato da uno smagliante Toni Servillo) prende la               non toglie che tutti conoscano questa canzone, che ne esistano un
sua automobile per andare in banca. Sono, ahimé, accompagnate da                milione di storpiature, che sia stata e sia ancora stracantata e
una spaventosa e martellante musica elettronica che irrompe nelle               popolarissima. Anche Una carezza in un pugno – il quarantacinque giri
orecchie del malcapitato spettatore senza il benché minimo                      più venduto nella storia della musica leggera italiana – è
avvertimento, neanche il beneficio di una dichiarazione di guerra:              conosciutissimo tanto da poter rientrare nella categoria “canzone
l‟effetto è paragonabile a quello di una trombetta da carnevale, nella          inno nazionale”, sebbene, anche qui, di suo, Una carezza in un pungo
quale un infame dei peggiori si metta a spernacchiare durante i                 somigli di più ad una “canzone d‟amore che più amore non si può”.
passaggi più solenni di un Requiem per i caduti. Le scene più                   Chi non conosce quel “ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre stai
“d‟atmosfera” (e scusatemi la definizione, ma sono certo che                    già pensando a un altro uomo”? Forse di questa non si riconosce
subito il titolo, ma in sé la canzone è stata ed è cantatissima. Infine     solito un cantante normale cerca di crearsi uno stile e di scrivere
la più recente – 1999 – L‟emozione non ha voce che ha segnato “la           delle belle canzoni: un artista come Celentano, invece, non ha il
rinascita” di Celentano – con un restyling della voce che adesso            bisogno di inventarsi uno stile (lo ha già lì naturalmente: direi che lo
risulta più maschia, più ruvida e che nel corso del tempo si è per          stile di Celentano è il risultato di una serie di errori di impostazione)
così dire sgonfiata, si è arrochita rendendola adattabile a molti più       non ha addirittura bisogno di cantare belle canzoni (e quando lo fa
generi –, che tutti hanno cantato o hanno sentito cantare per               queste diventano “inni nazionali”) o canzoni facilmente
televisione – visto che Celentano è un personaggio amatissimo               orecchiabili: può anzi cantare pezzi tutto sommato lagnosi e con
dall‟establishment televisivo – e anche potente di suo – e gode di una      testi scritti malissimo (tutti i dischi dell‟ultima metà degli Anni
visibilità forse paragonabile soltanto a quella di Silvio Berlusconi.       Ottanta e dei primi Novanta stanno lì a dimostralo): perché
   Sì, queste quattro canzoni sono “inni nazionali”: non lo so se           Celentano possiede naturalmente la sua arte e può fare quel che
funzionino da collettore dell‟identità nazionale, ma sono “inni             vuole – anche non usare la testa. Del resto, che cosa significa
nazionali” nel senso che ho chiarito all‟inizio – e poi Adriano             l‟espressione “l‟arte di cantare” se non: cantare. Al di là dello stile, al
Celentano è certamente un “collettore d‟identità nazionale”: come           di là delle belle canzoni, al di là di tutto, ciò che importa è il canto:
Mike Bongiorno, come Giulio Andreotti, come Enzo Biagi                      la voce: il timbro: una cosa la cui mancanza o mediocre presenza
ciascuno nel suo ambito, Adriano Celentano è un mostro sacro                nessuno stile o bella canzone può pretendere di sostituire.
della musica leggera italiana che ha attraversato tutte le epoche
dell‟Italia del dopoguerra sempre ai vertici delle classifiche. Ora, la                                         ***
potenza espressiva della voce – cioè il modo come la voce di
Celentano riempie la melodia della canzone –, la potenza espressiva            Ora, ma questa non è una conclusione, perché C‟è sempre un motivo
del personaggio – cioè il modo celeberrimo come Celentano si                ha le potenzialità per diventare un “inno nazionale”? Perché
muove –, ciò che Celentano rappresenta in Italia e il suo potere            Adriano Celentano la canta magnificamente. Perché la canzone è in
mediatico, tutti questi elementi fanno sì che quando Adriano                tonalità maggiore (è quasi un giro di do). Perché la canzone è stata
Celentano trovi un‟ottima canzone da cantare, questa diventi un             quasi pensata per essere una canzone inno: prima di tutto parla di
inno nazionale, un successo che sbanca le classifiche e rimane nel          una persona che cammina – e faccio notare che Azzurro e Il
tempo. Di questo non si può dire di nessuno in Italia: non lo si può        Ragazzo della Via Gluck sono stati rappresentati attraverso video in
dire di Vasco Rossi, non si può dire, forse, nemmeno più di Mina.           cui nel primo caso Celentano è il capofila di un “trenino umano” e
Lo si può dire solo di Adriano Celentano.                                   nel secondo caso per tutta la durata della canzone Celentano
                                                                            cammina in mezzo a quartieri industriali –; in secondo luogo nel
                                   ***                                      ritornello della canzone ci sono cori che moltiplicano e potenziano
                                                                            la voce di Celentano come se tante persone lo seguissero nel suo
   Adriano Celentano è uno splendido significante. Non importa il           cammino – e faccio notare che Azzurro che ha tre ritornelli nel
significato di ciò che canta: come tutti i più grandi artisti – e           terzo ritornello presenta una serie di voci che si sovrappongono a
Celentano è l‟Artista: è un Significante appunto: tanto è vero che          quella di Celentano –; infine C‟è sempre un motivo è la classica bella
quando si canta una canzone di Celentano spessissimo non si canta           canzone anche con una struttura vagamente atipica.
la canzone ma si canta la voce di Celentano – slegato dalle dittature del      Ragazzi, cosa ci volete fare?, avete visto quanti superlativi ho
senso e della gabbia estetica. Per questo Celentano può permettersi         usato?!, queste sono solo considerazioni che ho nella testa (sono
di cantare canzoni con un solo accordo come il Mondo in Mi Settima          considerazioni un po‟ fantascientifiche, d‟accordo, bizzarre fin che
o Prisecolinensonanciusol oppure di rendere canzoni mediocri ottime         si vuole, d‟accordo…) però io amo da sempre Adriano Celentano –
canzoni o addirittura “inni nazionali” – è opinione diffusa infatti         lo ascolto da quando ho undici anni con grande imbarazzo del mio
che Una Carezza in un pugno sia una canzone mediocre resa grande            migliore amico di allora Federico Chiodi – e lo volevo dire: volevo
dal modo come Celentano l‟abbia interpretata. Questo fa il Grande           dire i miei perché. Del resto, io procedo per miti: vedo tutto buio e
Artista o Il Genio: rende attraente ciò che non sembra avere nulla          nero, ci sono tante cose che non vanno, ma ogni tanto trovo
di attraente in forza della sua sola potenza espressiva.                    persone nelle quali vedo tutta la luce del mondo: come se queste
   La tonalità dell‟armonie delle canzoni di Adriano Celentano di           persone fossero aspirapolvere cosmici di luce stellare: come se la
solito sono in minore. Più precisamente, le canzoni di Celentano –          risucchiassero tutta dentro di sé (una stella brilla nella sera, o
è possibile verificarlo dando un‟occhiata ad un qualunque                   sbaglio?) non lasciandone per nessun‟altro.
canzoniere – si giocano su due o tre accordi che di solito sono la             Adriano Celentano per me è uno di questi miti. Quando lo
minore, mi settima, o si minore, fa settima. Tuttavia, ci sono alcune       ascolto io semplicemente sto bene. Lo so che Celentano piace a
canzoni che hanno accordi in maggiore: il ritornello di Azzurro è in        molti, lo so che non mi sono accorto solo io che Celentano è un grande
maggiore (re maggiore, la settima e altri accordi); Il ragazzo della Via    cantante, lo so che non potrà mai essere il mio segreto, una cosa che
Gluck è in maggiore (re maggiore, la settima e si minore settima);          solo io so; e tuttavia, mi piace pensare che ci siano dei precisi
Una carezza in un pugno è in maggiore (è un giro di do maggiore con         motivi per cui Celentano per me è un mito e che questi precisi
qualche variazione). Sto sostenendo, in altre parole, che tutte le          motivi, anche se bizzarri o fantascientifici, siano solo miei.
volte che Celentano canta in tonalità maggiore realizza una un                 Ecco qua dunque: Viva Adriano Celentano!
canzone bellissima. Tutte le migliori canzoni di Adriano Celentano –
tolta Una storia d‟amore (“Tu non sai cosa ho fatto quel giorno               Se rido se piango ci sarà un motivo
quando io la incontrai/ in spiaggia ho fatto il pagliaccio per                Se penso se canto mi sento più vivo
mettermi in mostra agli occhi di lei/ che scherzava con tutti i               Se vinco se perdo rientra nel gioco
ragazzi all‟infuori di me/ perché perché perché io le piacevo…”) –            Ma in fondo mi basta che mi pensi un poco
quelle che hanno ottenuto maggior successo, sono costruite intorno
ad una tonalità maggiore. A questo punto è interessante notare                Se guardo se sento è perché ci credo
quanto poco Celentano canti in tonalità maggiore: come dire quanto            Se parlo se ascolto è perché ci vedo
poco Celentano si sia dedicato a cantare belle canzoni: quanto più            Adesso se pensi che sono appagato
si sia affidato esclusivamente alla potenza espressiva della sua voce.        Hai fatto un errore, non ho ancora finito
   Il che, con qualche salto, mi porta a considerare che tutto il             Se grido più forte è per farmi sentire
successo che Celentano ha avuto e sta avendo è dovuto in gran                 E poi mi conosci non amo mentire
parte alla sua voce e a se stesso e non alla bellezza delle sue canzoni.      Se cerco ancora la strada più breve
E questo, mutatis mutandis, è esattamente ciò che fa Il Genio. Di             Lavoro di notte ne ho date di prove
                                                                                      maestria. Capii allora che i Queen erano davvero il mio racconto di
  Cammino                                                                             formazione. La mia potenza sprigionava nel coro di I want it all, mi
  Cammino                                                                             commuovevo su Who wants to live forever, colonna sonora dell‟orribile
  Vado incontro al domani                                                             HIGHLANDER (curiosa coincidenza quella dei Queen, fare grandi
  Mi sento più forte se ti tengo le mani…                                             colonne sonore per film di merda come FLASH GORDON e appunto
                                                                                      HIGHLANDER) e infine il mio inno privato, quello che ha scandito le
                                                                                      tappe della mia liberazione sessuale: I want to break free. Gli ultimi tre
                  LO STATO DELL’UNIONE                                                album dei Queen, quelli che ho vissuto personalmente come un
                                                                                      evento, con una partecipazione quasi spasmodica e con l‟ansia di
   Courtney Love ha deciso di risolvere i suoi problemi finanziari con una            sapere dove sarebbero arrivati, annunciavano l‟apocalisse degli anni
autobiografia che verrà pubblicata da un editore pronto a versarle a fondo            „80. Un‟apocalisse che tramutò tutto: era un periodo nel quale ancora
perduto, indipendentemente dalla qualità del libro, mezzo milione di dollari.         una compagnia dei carabinieri spiccava mandato di cattura per il
Uscirà poi in primavera il suo nuovo album che dovrà riscattare il fallimento di      marchese “Alphonse Donatienne De Sade”, presentandosi
AMERICA´S SWEETHEART. Negli ultimi mesi la Love ha scritto i testi                    teneramente negli uffici delle Dedalo Edizioni a caccia del pervertito
delle canzoni con Billy Corgan (ex Smashing Pumpkins). Il lavoro sarà                 autore de La filosofia del boudoir. Avevo 12 anni e non sapevo la
registrato in una prigione femminile.                                                 differenza tra la parola “frocio” e la parola “lesbica”; sapevo solo che
                                                                                      a tavola non le potevo dire.
   Noel Gallagher ha annunciato che il prossimo 16 maggio uscirà il nuovo                Freddy ancora ci guardava dentro le sue attillate tutine con il petto
album degli Oasis. “È il nostro migliore tra gli ultimi quattro che abbiamo           villoso in bella vista, il suo sorriso dentato e l‟aria da finto ingenuo.
inciso”. In estate la band affronterà un tour negli stadi inglesi: sono stati già     KIND OF MAGIC (1986), THE MIRACLE (1989), INNUENDO (1991)
venduti 330mila biglietti.                                                            avvertivano che sarebbe giunta la fine di tutto, della guerra fredda,
                                                                                      ma anche della pace occidentale. INNUENDO fu un album che deluse
   Uscirà nel 2005 Control, attesissimo film che ripercorre la vita e la              tantissimo i fan, ma divenne la colonna sonora dei pomeriggi sportivi
carriera di Ian Curtis, il leader suicida dei Joy Division. Il film è tratto dal      di Tele Più 2 e per me fu il verbo. Quest‟ultimo album è quello
libro di Deborah Curtis, Touching From A Distance, e vedrà il debutto                 definito il testamento dell‟artista Freddy Mercury.
alla regia cinematografica del fotografo Anton Corbijn – noto per aver diretto           Freddy Mercury aveva da poco intrapreso una carriera da solista
molti dei più celebri video degli U2. Il cating è previsto per il prossimo aprile.    con alcuni indimenticabili performance registrate nel primo album
                                                                                      solo nel 1985, A BAD GUY. Si era messo in ghingheri per cantare con
   Gli U2 avrebbero dovuto iniziare il loro nuovo tour mondiale di 114 date il        una cicciona Barcelona a spese del comitato olimpico spagnolo.
1° marzo a Miami. Ma, secondo una fonte vicina alla band, le prime date               Vestito in smoking a fare il Carreras de noantri era insostenibile.
verranno posposte per imprecisate “ragioni di salute”. Non inizia al meglio,          Quel pomeriggio che lo vidi conciato in quella maniera scandalosa
dunque, il 2005 per Bono e soci, anche se potranno consolarsi con l‟ingresso          come se si fosse presentato al premio Strega mi creò forte imbarazzo.
nella Rock & Roll Hall of Fame, prevista per il 14 marzo.                                Poi Freddy morì e la causa fu l‟Aids; era il 24 novembre 1990. Lì
                                                                                      che capii un sacco di cose, che “frocio” non era una brutta parola, o
   Una lettera scritta il 22 ottobre 1962 da John Lennon al Servizio                  almeno non aveva il contenuto orribile che pensavo, ma era solo un
Sanitario Nazionale britannico sarà messa all‟asta per non meno di 13mila             cattivo modo di appellare una persona omosessuale.
sterline. Nella lettera – battuta a macchina – Lennon chiede di essere                   Devo fare una digressione perché I want to break free mi ha
reintegrato nella lista del servizio sanitario gratuito, dalla quale era stato        liberato e aperto la mente. La lampadina si è accesa in questi giorni,
depennato perché il NHS pensava che egli si fosse trasferito ad Amburgo a             mentre leggevo Confessioni di una maschera, capolavoro di Mishima
tempo indeterminato. Questo il testo della lettera: “In verità ho lasciato il Paese   che con gran gaudio leggo nella preziosa versione dei Meridiani
soltanto per una scrittura (come musicista) in Germania, ma sono ritornato in         Mondadori che ho ciulato durante un esproprio privato in una
Inghilterra circa tre mesi più tardi. Sarei pertanto a voi grato se reinseriste il    Feltrinelli. Il protagonista, cinquenne, un giorno vede “il ragazzo
mio nome nella Lista del National Health Service. Cordiali saluti, Jhon               che scende per il pendio”, un umile trasportatore di liquami, quel
Lennon”.                                                                              giovane secco lo attrae, è un‟attrazione terribile, simile a quella di
                                                                                      un profondo dolore. “Il ragazzo portava in spalla due secchi per il
                                                                                      liquame, aveva la fronte fasciata con un panno sudicio, due belle guance colorite
                                                                                      e gli occhi radiosi: era un bottinaio, l‟addetto alla vuotatura dei pozzi neri, e
           LE “REGINE” DELLA SEGA                                                     discendeva la strada distribuendo il peso dei recipienti su entrambe le gambe.
    Quando Freddie Mercury gridava: “I want to break free!”                           Indossava un paio di tabi da lavoro e dei calzoni blu. Lo guardai con
                                                                                      un‟attenzione insolita per un bambino di cinque anni. Non potevo ancora
                              di MARIO DESIATI                                        intuirne il significato, ma quella fu la prima rivelazione di una certa forza, la
                                                                                      prima voce oscura e misteriosa che mi chiamava, e il fatto che si manifestasse
   Una volta mi stavo facendo una sega e pensai a Roger Taylor                        nella figura di un bottinaio fu quanto mai allegorico. I liquami sono infatti il
vestito da donna con una parrucca bionda da teen americana anni                       simbolo della terra e la voce che mi chiamava era quella dell‟amore maligno
cinquanta. Era un fotogramma tratto dal video I want to break free,                   della nostra Madre Primigenia”.
leggendario perché i quattro membri della band giravano vestiti da                       Mentre il cinquenne alter ego di Mishima ha quella visione di
donna, o meglio da vecchie battone in disarmo. Lì ho capito che i                     fronte al trasportatore di merda, io l‟ho avuta a 14 anni davanti a
Queen sono stati la mia adolescenza. Senza di loro non avrei mai                      Roger Taylor conciato da donna. Nessuna Madre primigenia, solo
dato uno sbocco alla mia vitalità. Grazie ai Queen non divenni                        MTV, anzi Videomusic.
fascista mentre tutti quelli che mi stavano attorno gridavano “Na-                       Ecco la digressione. Ero fidanzato con una scassacazzi gelosissima,
na-na Naziskin” e prendevano a calci le matricole del ginnasio io                     avevo 18 anni e da poco giravo con la Cinquecento di mia madre.
preferivo crogiolarmi in THE MIRACLE, specchiarmi nell‟orrenda                        Stavamo sempre in giro dentro questa auto, mangiavamo la pizza,
copertina dell‟album dove un immondo Giano quadriforme con il                         ascoltavamo cattiva musica romantica, le leggevo inquietanti e
volto dei 4 artisti mi guardava abbagliato. Il video impazzava nelle                  morbose poesie da autentico scoppiato, imparavamo a conoscere i
televisioni locali, quattro bambini nei panni delle regine si                         nostri reciproci dettagli fisici. Questa tipa mi sembrava normale, poi
muovevano più sciolti che mai. Roba da matti, ma erano talmente a                     uscì di brocca e iniziò a dare segni di una gelosia malata, non voleva
loro agio che le contorsioni di Freddy Mercury venivano riprodotte                    che il mio telefono di casa fosse occupato, mi controllava il diario, mi
da quei quattro mocciosi col culo ancora sporco con grande                            proibiva di andare al cinema con gli amici, non voleva che
trascorressi molto tempo in ambienti popolati da altre ragazze, poi              Alcuni mesi dopo qualcuno mi disse di Brigitta. Stava al mare con i
iniziò a farmi seguire da due suoi spasimanti sfigatissimi, un ciccione        quattro percussionisti senegalesi. Aveva un costume bianco intero e
che le sbavava dietro e un giallastro quattrocchi pieno di forfora.            quelli le mettevano le mani dentro a fare i porci comodi loro.
Questi due tipi ce li avevo sempre alle calcagna quando non ero con
la scassacazzi, così la mia naturale fedeltà verso la mia prima storia
seria, si tramutò nel gusto della sfida. Sfuggire a questo comintern di
controllo.
   Mi ero preso una sbandata per una ragazza un anno più grande di
me, si chiamava Brigitta. Bastava quel nome a farmene incapricciare.
Era minuta e formosa, girava sempre in stivali e pantacollant,
alternava un cardigan grigio a una felpa blu, aveva la mani lunghe e
poco curate, un sorriso ammiccante con una finestrella al centro dei
due incisivi. Avevo in testa I want to break free; volevo essere libero di
uscire con chi mi pareva, ma non volevo scaricare la mia ragazza
gelosa che ritenevo di amare (“sicuramente è una forma di
insicurezza” pensavo da coglione). Erano i bellissimi e teneri anni
dell‟adolescenza, quando ancora i sentimenti sono confusi, quando si
ragiona solo sui sentimenti, si prendono le scelte sempre sbagliate e si
pensa che tutto sia definitivo e incontrovertibile.
   Mi ingegnai e trovai modo di corteggiare Brigitta con artifici da
circo. Mi sdoppiavo come un illusionista. L‟unico momento della
giornata in cui non ero seguito dai due segugi era quando stavo con la
mia ragazza e la notte. Così, dopo che la riaccompagnavo, andavo a
trovare Brigitta in una pizzeria dove lei lavorava. Si passava il tempo a
parlare – anche lei aveva un ragazzo, più piccolo di qualche mese, che
a quell‟età era davvero un abisso. Me la lavorai con disperazione.
Contavo balle incredibili, facevo gaffe storiche, le regalavo cassette,
libri e tocchi di hashish.
   Mollò. La prima volta che ci baciammo fu durante la gita scolastica,
le nostre classi erano nello stesso pullman e lì realizzai il mio
capolavoro, l‟unica cosa decente realizzata nella mia vita. Brigitta
ascoltava un walkman e io avevo memorizzato I want to break free. “I
want to break free e voglio baciarti”, le dissi. Tutti erano scesi in una
stazione di servizio, il ciccione e il forfora erano distratti dalle bocce
della mia fidanzata che si stava cambiando un maglione. Le soffiai un
bacio sulle labbra. Da allora iniziò una roba torbidissima. Lasciavo la
mia ragazza e andavo alla pizzeria di Brigitta, la prendevo a la riportavo
a casa e nell‟androne del suo palazzo ci tiravamo i linguoni. I suoi
linguoni però sapevano di maschio, di ragazzo che scende per il pendio
con il secchio di liquami. Perché anche Brigitta era fidanzata e anche
Brigitta prima di vedere me si vedeva col suo ragazzo. I capelli di
Brigitta sapevano di Iceberg Uomo e la bocca di fumo e liquirizia, pur
lei non fumando e non mangiando girelle di liquirizie.
   “La smettiamo di tirarci i linguoni?” chiesi una volta, ormai stufo
di baciarla soltanto. Poi le chiesi di toccarle il seno e lei mi consentì di
farlo solo sopra il maglione. Poi lei mi disse che non voleva tradire il
suo ragazzo, ma contrattò con me una sega. Mi sembrò una cosa
pervertita, ma io lo fui altrettanto e le chiesi di farmela al cinema o in
qualche luogo strano perché c‟era più gusto. Trovammo una via di
mezzo durante un festival di artisti per strada. Lei era una specie di
organizzatrice di questa roba e conosceva tutti. Mi piaceva la sua
sicurezza. Mi portò sul camioncino dei percussionisti senegalesi. Lì
mi tirò la sega. Fu l‟esperienza sessuale più eccitante che avessi mai
provato. Ricordo la sua faccia paonazza e confusa mentre mi tirò
dentro questo camion che puzzava di scoreggia e come mi baciava il
collo mentre mi smanettava l‟uccello.
   Da allora ci siamo visti una dozzina di volte, ci tirammo soltanto i
linguoni e niente altro. Lasciai la mia ragazza e lei lasciò il suo, ma
non pensammo di iniziare una storia, smettemmo di vederci, forse ci
piaceva che le nostre bocche sapessero di donna e di uomo. Che
eravamo un po‟ bisessuali, che le regine conciate da donne in quel
video indimenticabile avevano ragione.
   I Queen tornarono quell‟anno con un album – era il 1995 – si
chiamava MADE IN HEAVEN, ma non se li cagò nessuno. Il mondo
ancora piangeva per la scomparsa di Kurt Cobain e lo scioglimento
dei Nirvana.
                     Il pop nel canone letterario                              Non chiudete per me le vostre porte, superbe biblioteche
                                                                               perché ciò che mancava su tutti i vostri scaffali pieni,
             CANZONI AL LORO POSTO/5                                           e di cui voi avevate più bisogno, vi porto.
In che modo il blues e il rock „n‟ roll stanno all‟America come agli
                                                                                Come in base ad un‟integrazione segreta, da quei giorni le
      italiani la Commedia e Il Cantico delle Creature                       canzoni popolari iniziano a far parte della letteratura americana,
                                                                             malgrado il fatto continui ad essere disconosciuto. Negli anni Venti,
                         di LEONARDO COLOMBATI                               Robert Johnson racconterà in blues i suoi incontri con il diavolo
                                                                             dei crossroads e un decennio più tardi Hank Williams e Woody
1. Radici
                                                                             Guthrie daranno voce a quel grande, indistinto popolo rurale alle
   Il dibattito sull‟opportunità di definire «poeti» i migliori tra i
                                                                             prese con la Grande Depressione. Non è tanto una questione di
cantautori italiani è piuttosto sterile; ma offre qualche motivo
                                                                             qualità, ma di radici. Le pop songs stanno all‟America come agli
d‟interesse se affrontato dall‟altra sponda dell‟Atlantico.
                                                                             italiani la Commedia e il Cantico delle Creature.
   Va detto subito che nessuna canzone è riportata nella Norton
                                                                                Mentre le jazz-bands impazzano nei club di New York, l‟America
Anthology of Poetry, che si conclude con questo verso di Leslie
                                                                             depressa degli anni ‟30 canta i blues di Robert Johnson, Charley
Marmon Silko: “Guarda il cielo, adesso: più freddo del fiume
                                                                             Patton e Son House, figli degli spirituals che s‟elevavano dai campi
ghiacciato”. Eppure, sotto quel cielo livido, lungo il fiume della
                                                                             di cotone. Per le strade ventose di Chicago, il signor McKinley
Storia Americana, altre voci hanno avanzato «attraverso tutte le
                                                                             Morganfield, in arte Muddy Waters, s‟esercita alla chitarra
interferenze, gli occultamenti, i turbamenti e gli stratagemmi verso i
                                                                             suonando qualche pezzo tradizionale del suo natìo Mississippi
primi princìpi», per dirla con Whitman.
                                                                             Delta, fino a quando, è il 1948, non decide di registrarne un paio su
   Ho detto voci. È o non è, la poesia, a composition written for
                                                                             78 giri: sono I can‟t be satisfied e I feel like going home. Repertorio blues
performance by the human voice? Nell‟Inno omerico a Ermes il protagonista,
                                                                             classico, certo; ma il ragazzo decide di amplificare la sua chitarra,
figlio di Zeus e Maia, è ancora bambino quando cattura una
                                                                             elettrificandola, e di circondarsi di alcuni musicisti quali Ernest
tartaruga, l‟accoppa, ne prende a martellate il guscio staccandolo dal
                                                                             “Big” Crawford al basso, Jimmy Rogers alla seconda chitarra
midollo e con alcune canne e budella di pecora ci costruisce la
                                                                             (ritmica!), Otis Spann al piano e Little Walter all‟armonica, e … e
prima lira, con cui canta la storia d‟amore dei suoi genitori e la sua
                                                                             bum! nasce il rhythm „n‟ blues! Muddy Waters jumps one, Last time I fool
stessa nascita. La morte, già prefigurata dall‟etimologia del nome
                                                                             around with you , Lousiana blues e Long distance call sono le prime
tartaruga, piomba sull‟animale per far sì che si celebri l‟amore: eros e
                                                                             composizioni originali in cui Muddy definisce un sound inaudito
tanatos sono già presenti, inscindibili, all‟origine della poesia. E la
                                                                             fino a quel momento e che diventerà la base per tutta la musica
musica gli dà forma.
                                                                             popolare del XX (e XXI) secolo: dalla miscela tra r&b e il gospel
   Ma torniamo in America. Nel 1619, mentre George Herbert
                                                                             scaturirà il soul, dal connubio tra il r&b e il country & western (a
versificava su Redenzione e Peccato, il capitano John Smith ben più
                                                                             sua volta figlio del folk), nascerà il rock „n‟ roll. È dunque doveroso
prosaicamente riportava nella sua General History of Virginia: “Verso
                                                                             indicare in Waters la pietra angolare della moderna musica pop:
la fine d‟agosto arrivò un soldato olandese che ci vendette venti
                                                                             ogni singolo chiatarrista blues che verrà dopo di lui renderà tributo
negri”. Nelle albe degli Stati del Sud, sotto un cielo zafferano,
                                                                             alle rasoiate del suo slide, a partire da Buddy Guy e Otis Rush, per
iniziano a risuonare le work songs:
                                                                             non parlare di B.B. King (l‟uomo che renderà più urbano il r&b).
                                                                                Altro padre del genere è Willie Dixon. Era nato a Vicksburg,
  Bisogna raccogliere il cotone…
                                                                             Mississippi, il 1° luglio 1915. Trentenne formò i Big Three Trio
  Bisogna raccoglierlo per tutto questo campo.
                                                                             assieme a Leonard Baby Doo Caston e Bernardo Dennis, con cui
  L‟abbiamo piantato in aprile con la luna piena.
                                                                             prese a suonare nei club di Chicago. Al contrario del resto della
  Abbiamo avuto un‟estate calda e secca
                                                                             scena blues della città ventosa, che utilizzava un suono scarno
  ed è per questo che è fiorito così presto.
                                                                             costruito sul tandem chitarra-armonica, Dixon non disdegnava di
                                                                             includere il piano e i fiati negli arrangiamenti delle sue canzoni,
   Due secoli più tardi Charles Dickens, visitando Filadelfia, giurò
                                                                             lasciando per se le parti di basso oltre a cantare col suo vocione
che avrebbe dato qualsiasi cosa per una strada curvilinea. Sotto la
                                                                             corposo. Narra la leggenda che una sera incontrò Muddy Waters
superficie caustica della battuta, v‟era comunque la genuina
                                                                             nei cessi di un club della città e gli insegnò il riff e il testo di Hoochie
ammirazione per quell‟ordine ortogonale. È il progresso! La
                                                                             coochie man. In effetti, il misconosciuto Dixon ha scritto una serie
macchina americana fila a tutto vapore e non c‟è davvero il tempo
                                                                             impressionante di grandi canzoni blues che, interpretate da altri
per preoccuparsi degli schiavi. Come ci ricorda Thomas Pynchon
                                                                             artisti, hanno fatto la storia del genere: basti ricordare altri due
nel suo saggio The Deadly Sins. Sloth: “Nearer my couch, to thee”, “le
                                                                             brani portati al successo da Muddy Waters come You shook me e I
questioni di ordine spirituale non erano così d‟immediata
                                                                             just wanna make love to you, e poi Evil, Spoonful e Little red rooster (per
percezione quanto quelle materiali, come la produttività! La Pigrizia
                                                                             Howlin‟ Wolf) e Pretty thing (per Bo Diddley); per non parlare
non era più tanto un peccato contro Dio o un bene spirituale
                                                                             dell‟influenza che avrà su molte bands degli anni ‟60, quali Cream,
quanto un peccato contro quel particolare tipo di tempo, uniforme,
                                                                             Yarbirds, Rolling Stones e Led Zeppelin, che riproporranno spesso
a senso unico, generalmente non reversibile… insomma contro il
                                                                             e volentieri il suo repertorio.
tempo dell‟orologio che ci manda tutti a letto presto e presto ci
                                                                                Terza colonna del genere è John Lee Hooker, nato il 22 agosto
risveglia”.
                                                                             1917 sulle rive del Mississippi. Nel 1933 si trasferisce a Memphis e
   Quando nel 1865, al termine della guerra di successione la
                                                                             poi a Detroit dieci anni più tardi, dove inizia a suonare in piccoli
schiavitù fu abolita, gli spiritual continuarono a salire verso tutti i
                                                                             club. La leggenda vuole che sia stato il grande T-Bone Walker a
cieli del Paese, mentre le chitarre suonavano dodici misure di nuove
                                                                             mettergli in braccio la sua prima chitarra elettrica: John inizia ad
blue notes su cui cantare:
                                                                             usarla, inventando il suo stile unico, assolutamente non ritmico – e
                                                                             a volte fuori ritmo. Il 12 giugno 1948 entra per la prima volta in
  Appoggerò la testa su qualche binario ferroviario
                                                                             uno studio di registrazione dove incide Rocks, Leavin‟ Chicago,
  e lascerò che il treno delle 2:19 dia pace alla mia mente.
                                                                             Wednesday evening blues e My first wife left me. Nel settembre dello
                                                                             stesso anno esce il suo primo 45 giri, Boogie chillen/Sally May. Se-
  Ma l‟Accademia è impegnata a far le pulci a Wordsworth, a
                                                                             guono Hobo blues, Hoogie boogie, Weeping willow boogie e Crawling kings-
raccontarsi per la millesima volta in che modo Coleridge sognò
                                                                             nake, incise nel 1949, House rent boogie (1950), I‟m in the mood (1951),
Kublai Kahn e persino l‟autore di Song of exposition implora:
                                                                             Rock house boogie (1952), Down child (1953), I‟m ready e The syndicator
(1955), Dimples (1956), I love you honey (1958). Nel 1960 Hooker                 chitarra – che ha definito la proprietà ritmica e la struttura armonica
coglie un altro successo con Whiskey and wimmen, bissato nel 1961                del genere rock – e quelle canzoni intramontabili, fonte d‟ispirazione
dal suo brano più famoso Boom boom.                                              per tutto quello che verrà dopo di lui (compresi Elvis, i Beatles, i
                                                                                 Beach Boys, gli Stones, Springsteen e il punk). Un song-book
2. A wop bop a loo lop                                                           inimitabile, da studiare attentamente anche per quanto riguarda i testi,
    Intanto, nel 1955, succede qualcosa di imprevedibile. Un‟autentica           sicuramente i più profondi e sintonizzati con la propria epoca fino
cospirazione. La storia della musica popolare brucia in un attimo,               all‟avvento di Mr. Zimmermann. Insomma, è certamente di Chuck
come un cerino. Sul principio è un grido che però in pochi ascoltano.            Berry la corona di Re del Rock (con buona pace del Pelvis).
Mr. Elias McDaniel – in arte Bo Diddley – non ha mai nascosto di                    La tiritera del bianco che ruba al nero – un carillon che a
considerarsi l‟unico, vero e originale padre del rock „n‟ roll. L‟assunto        proposito del rock „n‟ roll non smette di suonare da cinquant‟anni –
da cui muove è di tipo oggettivo: il 45 giri Bo Diddley/I‟m a man fu             è un falso problema. Il nuovo genere è la perfetta miscela tra
pubblicato il 4 maggio 1955, esattamente dieci giorni prima di Rock              rhythm & blues (nero) e country (bianco). E se è vero che l‟idea
around the clock di Bill Haley & The Comets (che spesso viene indicato           può essere stata originariamente di Diddley e Berry, è indiscutibile
come incipit ufficiale); per non parlare poi di Ain‟t that a shame di Fats       l‟apporto non soltanto in termini di popolarità ma anche più
Domino, uscita a luglio, o di Maybellene del rivale Chuck Berry,                 strettamente creativo di gente come Jerry Lee Lewis, Carl Perkins e
pubblicata nell‟agosto di quello stesso anno. Seguiranno Tutti frutti di         Buddy Holly, per non parlare di quel tizio che, assieme ai suoi
Little Richard (gennaio 1956), Elvis con Heartbreak Hotel e Blue suede           Comets, si presentò all‟America in un giorno di maggio del 1955,
shoes di Carl Perkins (marzo 1956). Bando ai calcoli cronologici, è              col suo ricciolo impomatato, il faccione improbabile e la voce
comunque vero che il rock „n‟ roll si fonda sulla triade chitarra                baritonale, e l‟America non lo scordò mai più. Se è appurato che
elettrica-basso-batteria, e se è indubbio che la prima ha il copyright di        Rock around the clock non fu – come in molti continuano a dire – la
Chuck Berry, la ritmica tribale ed ossessiva così importante nelle               prima canzone rock „n‟ roll in assoluto, è stata certamente quella che
definizione del genere nasce senza dubbio dal Bo-beat. Il dodicenne              ha conquistato per prima la gente (venticinque milioni di copie
Elias ricevette la sua prima chitarra in regalo dalla sorella Lucille (un        vendute). Ed è strano che Bill Haley, l‟alfiere di questo genere ribelle
nome, un destino) e decise per l‟occasione di soprannominarsi Bo                 e sfrontato fosse un mediocre cantante country, tutt‟altro che angry,
Diddley. Batterista dilettante e discreto violinista, il ragazzo prese a         che dopo essere stato baciato dalla fortuna ed aver sfornato qualche
suonare la chitarra come se fosse un tamburo, mentre continuava a                altra canzone più che decente come See you later alligator e Shake rattle
boxare e a lavorare nei cantieri come muratore. Insieme ad una                   and doll, verrà man mano risucchiato da una schiera di rockers più
piccola band, riuscì anche a registrare un demo delle sue prime due              talentuosi di lui e morirà, alcolizzato, nel 1981.
canzoni, Uncle John e I‟m a man, che propose senza successo a varie                 Un destino simile – ma un diverso finale di partita – avrà Carl
etichette r&b fino a che un giorno i fratelli Leonard e Phil Chess,              Perkins. A sette anni impara a suonare su una chitarra che suo
proprietari della Chess Records (e scopritori, più o meno                        padre ha ricavato da una scopa e una scatola di sigari. A diciannove,
contemporaneamente, di Chuck Berry), lo convinsero a cambiare il                 assiste ad una scenetta curiosa: un ragazzo intima alla sua bella di
testo di Uncle John e di registrare per loro la nuova versione del brano,        non pestargli i piedi durante un ballo, perché le sue scarpe di
chiamata Bo Diddley, oltre ad I‟m a man. Che cos‟era quella musica?              camoscio blu si rovinerebbero. Carl torna a casa e, seduto su un
Sicuramente qualcosa di nuovo, di inaudito: un rozzo e sfrenato                  sacco di patate, scrive Blue suede shoes. La Sun gliela fa registrare e
miscuglio di blues e country che prendeva vita da un cupo sfondo di              arriva il successo: due milioni di copie vendute. Ma il povero Carl si
beat ipnotico (accentuato da un geniale uso delle maracas) e da                  fa investire da un auto e rimane un anno in convalescenza, mentre
quell‟incredibile chitarra roller-coaster della Gretsch, oblunga e               assiste all‟isterismo di massa che accompagna la cover della sua
squadrata che Bo percuoteva più che suonare, utilizzando effetti                 canzone eseguita da un ragazzo più bello di lui, forse più bravo,
speciali davvero innovativi come il riverbero e la distorsione. Sempre           senz‟altro più fortunato: Elvis Presley. I travasi di bile s‟alternano a
nel 1955 esce il 45 giri Diddley daddy, e poi Pretty thing e I‟m looking for a   falstaffiane bevute. Sfiorato dalla fama, e subito dimenticato, Carl
woman. Nel 1956 sarà la volta di Who do you love?, poi, nel 1957                 trova però la forza di comporre altre grandi canzoni, come Honey
usciranno Hey! Bo Diddley, Mona e Before you accuse me, fino ad arrivare         don‟t, Matchbox e Everybody‟s trying to be my baby, tutte riprese dai
al 1960 con Roadrunner e a You can‟t judge a book by the cover, che nel          Beatles negli anni Sessanta. Finalmente disintossicatosi dall‟alcol e
1962 chiude la fase più originale di Bo.                                         dall‟incubo presleyano nel 1967, Perkins coninuerà ad esibirsi nei
    Non se la prenda, Mr. McDaniel. Ma il rock „n‟ roll è Chuck                  revival e verrà inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1987.
Berry, l‟uomo che ha inciso più di ogni altro sull‟evoluzione del                   Finora abbiamo citato Presley quasi fosse un fantasma. Nel
nuovo genere musicale, il primo rocker a scriversi il proprio                    biennio 1954-„55, in realtà, lo era, o quasi. Si stava facendo le ossa
repertorio, il primo nero a essere idolatrato dai bianchi, l‟interprete          alla Sun, e cresceva bene – in molti dicono che fu quello il suo
migliore in musica dello stato d‟animo della gioventù americana degli            periodo creativo migliore. Un bel giorno, comunque, il giovanotto
anni ‟50. Nato a St. Louis nel 1926, a ventisette anni Chuck ottiene             dal ciuffo ribelle si mette nelle mani della potente RCA e piazza il
un‟audizione con Leonard Chess, boss dell‟etichetta blues Chess                  suo uppercut prima con il 45 giri Heartbreak Hotel/I was the one,
Records. Il primo singolo, Maybellene, balza al quinto posto delle               pubblicato il 27 gennaio 1956, poi con il primo album di successo
classifiche pop e al primo di quelle r&b. Seguono No money down                  della storia della pop music, quell‟ELVIS PRESLEY di cui i fan
(1955), Roll over Beethoven e Too much monkey business (1956), che               avevano già prenotato 400.000 copie! Bastano i titoli: le già citate
assurgeranno negli anni allo status di vere e proprie pietre angolari            Heartbreak Hotel e I was the one, e poi Blue suede shoes (povero Per-
del genere. Nel 1958, poi, Chuck piazza tre hits inimitabili come Sweet          kins!), Tutti frutti (Little Richards), I got a woman (Ray Charles), Money
little sixteen, Carol e soprattutto Johnny B. Goode, la canzone rock „n‟ roll    honey (The Drifters), I‟m gonna sit down and cry (Big Joe Turner) e
per eccellenza. Il decennio si chiude con altri due classici, Little             avanti ancora con I‟m counting on you, Blue moon, Shake rattle and doll,
Queenie e Back in the U.S.A. (che i Beach Boys trasformeranno in                 Trying to get you… Il disco fu registrato tra Nashville e New York,
Surfin‟ U.S.A. e i Beatles in Back in the U.S.S.R.). In quello stesso            assieme ai magici collaboratori dell‟inizio di carriera: D.J. Fontana,
1959, Berry viene arrestato con l‟accusa di aver fatto attraversare il           Scotty Moore, Bill Black, ma anche Chet Atkins e Floyd Kramer. Fu
confine ad una prostituta messicana di appena quattrodici anni, e                uno shock. Prima di lui c‟erano stati Bo Diddley, Bill Haley, Chuck
deve scontare ventiquattro mesi di reclusione. È lo spartiacque tra il           Berry, Little Richard e Fats Domino. Ma è solo quando arriva Elvis
periodo d‟oro e un altro, sicuramente meno rivoluzionario ma                     che il mondo comprende come nulla sarà più come prima e che il
comunque interessante: per tutti gli anni ‟60, Chuck effettua tournée            “gioco” del rock „n‟ roll sarebbe durato. Se ad altri andava il merito
da solo o con artisti di grido (come gli Animals), facendo conoscere a           di aver seminato, fu lui che raccolse: lui era il r‟n‟r, la
tutto il mondo, oltre al famoso duckwalk, il suono unico della sua               personificazione di un suono e di un‟idea, l‟immagine sempre in
movimento della rabbia, dei sogni e delle illusioni dei teenagers del                  finire e scoprire chi è l‟assassino, ma questo, a mio parere, è
secondo dopoguerra. Niente che davvero trasparisse da quelle                           l‟approccio al romanzo meno interessante. Alla conclusione del
canzoni; era il modo in cui lui le porgeva al pubblico,                                thriller ci si arriva, non per deduzione logica di un abile detective,
interpretandole con quella voce di velluto, agitandosi in danze per                    ma quasi per caso. Secondo. Potete scavare al di sotto della trama e
quei tempi scandalose, ammiccando con quella faccia da schiaffi                        farvi spazio all‟interno di una struttura ellittica che ricorda quella di
che trafiggeva i cuori in un istante. Tutti i ragazzi di quell‟epoca                   un reportage, o di un‟inchiesta, su un periodo storico di grande
volevano identificarsi con lui; ogni ragazza lo sognava e piangeva                     fermento sociale e politico. A leggerlo così, potete anche fregarvene
istericamente quando appariva in TV per l‟Ed Sullivan Show. Un                         del plot. Perché come i musicisti della New thing, volevano esprimere
fenomeno nuovo, misterioso e inquietante che ancora oggi, se                           ciò che essi sentivano e immaginavano, prescindendo da qualsiasi
ripensato, stupisce e lascia senza parole.                                             schema armonico o strutture ritmiche, così Wu Ming I, mescola le
                                                                                       carte, le voci, i bisbigli, i fatti. Aprite una pagina a caso e godetevi la
                                                                                       scena: ci sarà sempre qualcuno che parla, che vi dice la sua. Sono i
                                   IPSE DIXIT                                          personaggi: la compagna di uno dei giovani uccisi, un giardiniere
                                                                                       con la passione per il jazz, il direttore del quotidiano locale, un
    Nel mondo della musica d‟arte, oggi, uno dei problemi è che ti tocca               musicista e la critica musicale Sonia Langmut, le cui registrazioni
prenderla come una medicina cattiva. Nella maggior parte dei casi ti trovi di          fatte col butuba, costituiscono il fil rouge della narrazione. Ognuno
fronte a pezzi che sono troppo lunghi, troppo noiosi, troppo brutti. All‟idea che      di loro sembra sfilare davanti alle telecamere di un intervistatore
il compositore crede di aver attinto da qualcosa di “artistico” corrisponde il fatto   fuori campo: intervengono per raccontare il proprio punto di vista
che quella proposta non offre un granché a chi ascolta. Io ho un altro                 su quanto è accaduto quarant‟anni prima (l‟arco temporale della
atteggiamento: anche se la maggior parte della gente non ama ciò che faccio,           storia è dilatato) e le loro voci si sovrappongono, si contraddicono,
quelli a cui piace si divertono. Non consumano i miei brani perché hanno               rimandano una all‟altra, integrano i documenti usati per la
qualche valore “alto”, ma perché ci provano gusto. Supponi che io scriva sulla         ricostruzione della faccenda (articoli di giornale, rapporti di polizia,
copertina: “Attenzione, questa è arte”. Se qualcuno pensa che sia così,                testimonianze, confessioni) e se, all‟inizio, sembrano seguire
d‟accordo, ma l‟intenzione è un‟altra. La mia speranza è che le persone si             percorsi differenti e asincroni, sul finale tutti i nodi si sciolgono e
divertano ad ascoltare quello che io mi sono divertito a mettere insieme.              ogni cosa acquisisce la giusta prospettiva E, naturalmente, la
                                                                  (Frank Zappa)        molteplicità delle voci fa sì che di carne al fuoco ve ne sia in
                                                                                       abbondanza. C‟è il movimento delle Black Panthers, le
                                                                                       rivendicazioni dei neri in un‟età di feroce discriminazione sociale e
                                                                                       di povertà economica. Ci sono i complotti dell‟FBI e
                                                                                       dell‟establishment governativo. C‟è la musica naturalmente. Ma è ciò
                            I libri di Mrs. Hills                                      che succede sullo sfondo in cui si muovono i personaggi a
                 WU MING 1: “NEW THING”                                                imprimere carattere e originalità al romanzo: è l‟atmosfera evocata
                                                                                       dall‟autore, ad agire come il motore primo della narrazione. Che sia
                             di SEIA MONTANELLI                                        dipinto da un tono lirico o, invece, colloquiale; che segua la cadenza
                                                                                       del ritmo musicale o che si avvicini piuttosto, allo svolgimento di
   Durante una jam session cui ho assistito l‟anno scorso, Marcello                    un vero e proprio flusso di coscienza, è il setting il vero protagonista
Rosa – trombonista e compositore dotato di un formidabile swing –                      di questo libro. E la sensazione, alla fine, è che il libro sia stato
raccontava che negli anni della contestazione suonare il jazz                          pensato, meditato, studiato, tanto da acquisire una straordinaria
comportava il vedersi appiccicare addosso l‟etichetta di fascista: lui                 naturalezza. Ancora una cosa. E siamo giunti al terzo punto. Potete
stesso è stato addirittura aggredito da un ragazzo che                                 scegliere di leggere unicamente i monologhi di, John Coltrane,
evidentemente riconduceva al jazz un movente politico di matrice                       l‟uomo dei fantasmi, che da soli valgono il prezzo del libro (almeno dal
reazionaria. L‟idea che esistano, a più livelli, connessioni tra jazz e                mio punto di vista). Sono le parole di un uomo che sta per morire
politica, in cui il jazz possa essere, quasi, un veicolo per messaggi                  per aver troppo vissuto. Nell‟evocazione dei suoi ricordi e nella
d‟ordine ideologico è presente anche in New thing, il primo romanzo                    ricostruzione di frammenti della sua vita, si scende (o si sale?) nel
solista di Wu Ming 1, che ripercorre la storia del movimento nero                      poetico. Quasi un‟esitazione tra suono e senso, come diceva Verlaine.
per l‟emancipazione, alla fine degli anni „60, mescolando storia e
finzione. A ben guardare però, i personaggi, sembrano condurre la                        Wu Ming 1, New thing, Einaudi Stile libero, Big 2004, € 14,00
loro vita senza alcun sentore della reciproca influenza, tra la rivolta
che infiamma gli animi e la musica che l‟accompagna: è solo
musica. È, il free jazz, la nuova cosa spuntata fuori dalle mani (e dal                                I viaggi di Lord Cornelius Plum
cuore, e dal cervello) di Ornette Coleman, Albert Ayler, Archie
Shepp: ma, soprattutto, del guru John Coltrane. E può sembrare un                                         IL SIGNOR FANTASIA
paradosso che negli stessi anni il jazz venisse considerato “musica
fascista” in un luogo e “musica di contestazione” in un altro, sia                        Il dottor Leary mi aveva appena sussurrato all‟orecchio “turn on,
pure con un oceano di mezzo; d‟altronde, swing e New thing sono                        tune in, drop out”, che – SPLASH! – mi ritrovai lungo le sponde di un
diversi come il giorno e la notte. Tornando al romanzo,                                fiume, da dove emergeva per metà una grossa testa con occhi di
personalmente, vi ho colto la possibilità di fruire di una narrazione,                 finestra, presa d‟assalto da una miriade di imbarcazioni recanti le
per così dire, “su tre livelli”. Primo. Si può leggere New Thing come                  più strane figure: demoni, frati, uomini-otri e guerrieri con teste di
un thriller (incentrato sulla figura di un serial killer con la fissazione             uovo. Sopra la testa, un gigantesco pesce morto era squarciato
dei jazzisti d‟avanguardia). Questo a dire il vero non offre spunti                    all‟altezza del ventre, e ne fuoriuscivano uccelli e soldati in lotta.
particolarmente originali (salvo la sapiente orchestrazione                               Avevo già visto quella scena – ma non ricordavo dove, fino a
dell‟autore, che sceglie di “sparire” dalla pagina, raccontando la                     quando non mi venne incontro un vecchio piuttosto malmesso che
storia attraverso le testimonianze dei protagonisti montate come                       si presentò come messer Bosch.
per un documentario). Seguendo lo schema tipico del romanzo                               “Ah, ma non è opera mia”, mi disse, dopo che l‟ebbi informato
criminale, la trama di New Thing si sviluppa intorno ad una serie di                   da qual secolo io ero venuto. “Quell‟imbianchino di Pieter Bruegel
minacciosi eventi che turbano la routine di una comunità; e a                          è un po‟ di tempo che s‟è messo in testa di copiare il mio stile;
seguito di un‟indagine il colpevole viene scoperto e l‟ordine                          niente a che vedere coi miei quadri, comunque. Questo dovrebbe
costituito ripristinato. Si può leggere il libro per sapere come va a                  essere La tentazione di S. Antonio”.
  “Volete dirmi,” feci io, “che ci troviamo in un quadro?”                          condizionamenti continui e reiterati nel tempo: echi di note carpite
  “In un disegno, piuttosto. So che lo stampò messer Van der                        per caso di sera in una stazione. Un articolo letto di sfuggita dopo
Heyden non più tardi di due anni fa”.                                               la scuola durante l‟infanzia. Parole citate a bruciapelo da una
  “In che anno siamo, se la domanda non vi pare sconveniente?”                      compagna gnocca durante l‟ora d‟inglese. E così via, fino ai dischi
  “Nel millecinquecentocinquantotto, naturalmente” rispose il                       che ognuno ha amato od odiato durante tutto l‟arco della sua vita.
Maestro.                                                                               Prendiamo il nostro piccolo caso italiano. I quotidiani, dicevamo,
  Fu allora che vidi il Santo; il Sacro Libro davanti a sé, egli in                 pubblicano articoli su Bob Dylan in odore di Nobel. E lì, sotto le
ginocchio, pregava ai piedi di un albero, nel cui tronco aperto era                 colonne che arrivano a riempire spesso tutta la pagina, dietro le
assiso un musico intento a suonare il liuto.                                        fotine di Dylan col bandana (sempre quelle) ci sono,
  Quando rivolsi lo sguardo nuovamente verso messer Bosch,                          immancabilmente, i testi di Blowin‟ in the wind e di Knockin‟ on heaven‟s
quegli s‟era appena unito agli altri in coro e aveva preso a cantare:               door. Se l‟articolo è di Mario Luzzato Fegiz, di solito nei titoli citati
                                                                                    c‟è un refuso. Una “g” mancante ad esempio. O un gerundio che
  Caro Signor Fantasia, suonaci qualcosa,                                           diventa infinito. Un plurale che diventa singolare. E così via. A
  qualcosa che ci metta allegria;                                                   volte, quelli più osé arrivano a menzionare anche Chimes of freedom.
  fa in modo di sottrarci da questa tristezza:                                      Ma al di là dell‟importanza storica di queste canzoni nessuno,
  canta una canzone, suona la chitarra,                                             obiettivamente, può vincere il Nobel per aver scritto solo: “Bus-
  fai qualcosa di brillante.                                                        bus-bussando alla porta del Paradisoooo, Bus-bus bussando alla
                                                                                    porta del Paradisooo”. Più in là di questi versi molti non vanno.
  Tu sei il solo che possa farci felici,                                               Dall‟inizio del suo successo planetario, Bob Dylan è stato
  e se nel farlo ti viene da piangere,                                              oggetto di polemiche e incomprensioni come poche rockstars
  per favore, non essere triste;                                                    prima e dopo di lui.
  se avessi avuto una vita ordinaria                                                   Molti l‟hanno scambiato per il Messia, quando lui voleva essere
  non ti avremmo mai conosciuto.                                                    soltanto un musicista. O un poeta. Non è colpa sua se vedeva più
                                                                                    chiaramente degli altri ed entrambe le cose gli venivano
   Il Signor Fantasia stava ancora pizzicando le sue corde, quando                  particolarmente bene.
io con un balzo oltrepassai l‟iscrizione apposta ai piedi della stampa:                 Nella sua nuovissima autobiografia Chronicles, uscito da qualche
                                                                                    giorno qualche giorno in Italia, Dylan racconta di quando, reduce
                  MVLTAE TRIBVLATIONES IUSTORVM,                                    da un incidente in moto, si chiuse in casa per mesi tentando di
                DE OMNIBUS IIS LIBERABIT EOS DOMINVS                                difendersi dalle continue violazioni di domicilio dei fans che gli
                                                                                    chiedevano di diventare il capo materiale e spirituale del
  Feci appena in tempo a leggerla, e già mi trovavo di qua, col                     movimento giovanile degli anni „60. A lui, di tutta quell‟esaltazione,
dottor Leary che mi sorrideva ieratico.                                             non poteva fregare di meno. Aveva i suoi bambini da curare. Le sue
                                                                                    canzoni da scrivere. Le sue storie da raccontare.
                                                         LORD CORNELIUS PLUM           Sono arrivati a contestarlo per la scelta di usare chitarre
                                           (la canzone è Mr. Fantasy dei Traffic)   elettriche, per l‟acquisto di una macchina e il conseguente
                                                                                    abbandono della moto, per aver messo su famiglia ed essersi così
                                                                                    “imborghesito”. Ma vi rendete conto? Di volta in volta i figli dei
                 Barrel‟s House                                                     fiori, i bikers barbuti e gonfi di birra, gli ambientalisti, i puristi del
                                                                                    folk, le ragazze-madri, i reduci dal Vietnam, i preti, i rabbini e i
         BOB DYLAN E IL PREMIO NOBEL                                                boyscouts hanno avuto qualcosa da ridire sulle sue scelte di vita. Ma
        Ragioni di un incontro destinato a non arrivare mai                         perché? A chi doveva rispondere Bob Dylan, se non a se stesso?
                                                                                       In Don‟t look back, famoso e bellissimo documentario sul trionfale
                           di ARMANDO TRIVELLINI                                    tour inglese del ‟65 (che però a Bob non piacque per niente), un
                                                                                    giovane Dylan si fa beffe dei giornalisti che gli chiedono qua e là
    Da un po‟ di tempo a questa parte, sempre negli ultimi mesi                     pareri definitivi sulla vita, su Dio, sull‟amore, sulla letteratura. Lui,
dell‟anno, un pettegolezzo insinuante riempie pian piano e in modo                  timido e sprezzante davanti alla banalità com‟è sempre stato,
capillare le pagine della cultura dei nostri quotidiani: voci ben                   accorda nevroticamente la chitarra e risponde monosillabi
informate danno quasi per certo che il Premio Nobel per la                          provocatori. Appare cinico, ma in realtà sta solo tentando di
Letteratura, questa volta, andrà a Bob Dylan.                                       difendere la sua privacy, la sua intelligenza e l‟essenza delle sue
    Nessuno più di noi farebbe grande festa per un evento del                       canzoni.
genere, ma ogni volta che il maggior riconoscimento mondiale per                       Questa scena è l‟ emblema di tutta la sua carriera: Dylan ha
il lavoro di una vita di scrittura viene immancabilmente attribuito –               scritto centinaia di pezzi. Tra cui alcune importanti canzoni di
a torto o a ragione – a un altro candidato, tutti noi, in fondo, non                protesta. Che sono diventate famosissime per quello che
possiamo che guardarci negli occhi e ammettere che ce lo                            rappresentavano, per quello che dicevano e per ciò che forse
aspettavamo.                                                                        riuscirono a innescare. Blowin‟ in the wind, scritta nel „63 fu, ai tempi,
    Certo non riteniamo che i professoroni svedesi manchino di                      una bomba. Una rivoluzione sociale.
sensibilità verso un tipo di cultura differente da quella accademica.                  Poi ha scritto altre cose. Non snaturandosi, ma crescendo e
Tutt‟altro: asserragliati dietro i vetri del palazzo che si erge in quella          maturando. Migliori delle prime. Molte sono grandiose. Bellissime.
parte di Stoccolma in cui il mare del Nord forma un austero dedalo                  Del massimo livello. E tutti hanno continuato a chiedergli solo
di isolette e insenature, quei giudici inappellabili hanno più volte                pareri sui diritti civili, sulla vita, su Dio, sull‟amore, sul mondo, sui
dimostrato di possedere menti aperte e larghezza di vedute verso                    suoi soldi, sui giovani, sulle cravatte, sulla droga, sulla letteratura.
mondi molto lontani dal loro. Quello che pensiamo però è che, di                    Così lui ha cercato di difendersi stravolgendo sempre di più le
Bob Dylan, non conoscano bene tutta l‟opera. Perché generalmente                    interpretazioni dei suoi classici durante i concerti, per tentare di
pochi, di Bob Dylan, conoscono realmente l‟opera.                                   preservarne la linfa vitale senza dover sentire la gente che le cantava
    Una rockstar è molto più in vista di qualsiasi scrittore, seppur                caricandole di melassa.
famoso.                                                                                La statura letteraria di Dylan non è opinabile. È stato un pioniere
    Ciò implica il fatto che di lui o di lei si abbia, volenti o nolenti, un        del racconto in forma di canzone. Dopo aver ereditato il bagaglio
pre-giudizio, ovvero un‟opinione più o meno inconscia nata da                       folk di Woody Guthrie ha arricchito le sue liriche con la visionarietà
della poesia della beat generation e con la lucidità nervosa di una                generazione, sospesa tra i miti infranti degli anni Sessanta e la
osservazione attenta dell‟animo umano. È maestro di retorica,                      smania anticonformista dell'era punk. Di questo quartetto, gli ultimi
nell‟accezione più tecnica del termine. Ha creato personaggi                       ad arrivare alla loro opera prima furono proprio i Television di
invidiabili e situazioni imprevedibili. Ha un verso molto personale.               Tom Verlaine (all'anagrafe Thomas Miller), lo stralunato chitarrista
   Ma tutto questo, secondo noi, non è così chiaro ai componenti                   dal collo da cigno che quella volta a Roma ci premurammo di
della Nobel Academy. E come potrebbe? Chi si è premurato di                        mandare vaffanculo: era un appassionato di poesia decadente (da
snocciolare loro in sequenza Visions of Johanna, Sara, Sad eyed lady of            cui il suo pseudonimo) e aveva un passato di scaricatore di porto e
the lowlands, Like a rolling stone, One more cup of coffee, It‟s all over now      commesso di libreria. La band, oltre a Verlaine, comprendeva Bill
baby blue, Isis, It‟s all right ma‟, Desolation row, Man in the long black coat,   Ficca, Richard Lloyd e Fred Smith. Preceduto dal singolo Little
Maggie‟s Farm per dirne solo una piccola manciata?                                 Johnny Jewel, edito dall'etichetta indipendente Ork, nel 1977 giunse il
    Non sappiamo granché di come siano i commenti musicali sui                     loro primo album per la Elektra: MARQUEE MOON, che è uno degli
quotidiani svedesi, ma se anche loro hanno uno o più Mario                         esordi più impressionanti della storia del rock. Ricordo molto bene
Luzzato Fegiz, magari biondi e baffuti, una spiegazione per la fatica              quando l‟ascoltai per la prima volta: ero a Milano, nel 1988, a casa
che sembra fare Dylan nel vincere il Nobel incominciamo a darcela:                 di Bernardino Sassoli – valente redattore del Medicine Show,
è possibile che, come per noi, il sostrato pre-giudiziale dei                      l‟uomo che nella mia adolescenza mi ha fatto scoprire, nell‟ordine,
professoroni nei confronti del poeta di Duluth si sia formato                      Springsteen, gli U2, i Joy Division, i Cure e Prince. E i Television,
attraverso la lettura dei testi di due o al massimo tre canzoni.                   appunto. B. mise la cassetta nello stereo e ne uscì il riff iniziale di See
Sempre le stesse e non eccezionali dal punto di vista letterario.                  no evil, un garage-rock meccanico che, contestualizzato nell‟epoca in
Scelte da quelli che credono di conoscere Dylan e che lo                           cui uscì il disco, era già un manifesto: i Television reinventavano il
fraintendono da decenni.                                                           il ruolo della chitarra elettrica, trasformandolo in uno strumento più
   Per questo, un po‟ risentiti e quindi rancorosi, lanciamo un                    simile al sitar dei raga e alla viola di John Cale che al trade-mark di
appello ai giornalisti di tutto il mondo (che, siamo certi, non                    Chuck Berry. In un'era (quella punk) in cui gli assoli erano
vedranno mai): se volete parlare del Nobel a Bob Dylan fate in                     praticamente illegali, i Television innalzarono il suono della chitarra
modo di non farglielo perdere ogni anno. Leggetevi un po‟ le                       a “icona metafisica”. E proprio Patti Smith dirà: “Il suono della
traduzioni di venti (non diciamo tutti, solo venti) testi tra i suoi               chitarra di Tom Verlaine fa pensare all'urlo di mille uccelli”.
migliori. Poi leggeteli anche in lingua originale.Tra una cartella                 Nacquero così il folk-rock secco e straziato di Venus, la ballata
stampa e un pezzo prefatto potreste allora scoprire anche voi con                  scomposta di Elevation e un altro pugno di folgorazioni di rock
sorpresa che il ragazzo, come vi avevano detto, con le parole ci sa                vibrante, nel segno di un umore che alterna malinconia e arroganza,
fare davvero.                                                                      spavalderia e disperazione, mentre Guiding light è una sorta di ninna
                                                                                   nanna da day after. E poi c‟è Marquee Moon, una jam lunga dieci
                                                                                   minuti con le chitarre che imitano lo sfavillare della luna sull'acqua
                          Desert Island Discs                                      in un crescendo marziale ed estatico; è una piccola sinfonia acida,
                                                                                   figlia del free-jazz di Coltrane e della psichedelia dei Grateful Dead.
         TELEVISION: “MARQUEE MOON”                                                MARQUEE MOON conquista subito la critica di tutto il mondo, ma
                                                                                   in patria vende poco. I Television sono troppo stridenti e
                         di LEONARDO COLOMBATI                                     anacronistici (quasi dei Byrds a nervi scoperti) per avere successo.
                                                                                   Verlaine e soci spopoleranno invece in Inghilterra, influenzando
   Vidi Tom Verlaine in concerto a Roma, in uno striminzito locale                 non poco il passaggio alle forme più desolate della new wave di Joy
sulla via Ostiense. Doveva essere, credo, il 1990. Saremo stati, in                Division, Echo & The Bunnymen, Cure e compagnia bella.
tutto, duecento spettatori. Suonò per meno di un‟ora,
accompagnandosi alla chitarra acustica, e non riconobbi una sola                               HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO
canzone in tutto il set: era roba tratta dai suoi album solisti, dischi
che non ho mai ascoltato. Io ero lì – tutti erano lì – perché                        Marco Candida è nato il 4 settembre 1978 a Tortona, dove
quell‟allampanato chitarrista con la faccia da Steve Buscemi dopo                  tuttora risiede. Lavora nell‟ufficio Qualità Sicurezza e Ambiente
un incidente era stato il leader dei Television. Verso il quarantesimo             presso una ditta che produce conglomerato bituminoso. Il suo blog
minuto si levò il primo urlo (macché urlo! si trattenevano i colpi di              è marco2.clarence.com.
tosse come ad una prima alla Scala): “See no evil!”. Il buon Tom
lanciò uno sguardo da eroe tragico: lui era Re Lear e noi, là sotto,                   Mario Desiati, pugliese, è nato nel 1977. Nel 2000 è stato
tanti Edgardo, superstiti di un‟Apocalisse che si chiama crollo di un              inserito nell‟antologia I poeti di vent‟anni (Stampa 2000, a cura di
mito, e pareva quasi che recitassimo in coro: “Al peso di questi tristi            Mario Santagostini). Nel 2003, con l‟editore PeQuod, ha pubblicato
tempi dobbiamo piegarci, dire ciò che sentiamo, e non ciò che                      il suo primo romanzo, Neppure quando è notte, che gli è valso un
dovremmo” (Shakespeare, Re Lear). Perché noi sentivamo di                          articolo entusiastico di Enzo Siciliano sulla prima pagina de l‟Unità.
meritarci qualche pezzo da MARQUEE MOON o da ADVENTURE (i                          È segretario di redazione della rivista Nuovi Argomenti.
due straordinari monumenti eretti dai Television), eppure sentivamo
piccole folk-songs sussurrate da un tipetto smilzo e dall‟aria                        Salvatore Di Taranto è nato la notte tra il 30 aprile e il 1°
epilettica. Quando dicemmo ancora ciò che non avremmo dovuto                       maggio 1983 (proprio mentre moriva Muddy Waters), frequenta
– uno spettatore urlò (si fa sempre per dire): “Days!” – Verlaine si               l‟università, lavora in nero per mantenersi agli studi ed è quasi
alzò dallo sgabello, mise la chitarra sottobraccio e lasciò il palco,              sempre al verde.
senza farvi più ritorno. Nell‟audience fu tutto un “li mortacci sua!”,
“‟sto gran fijo de „na mignotta!” ed altre allocuzioni che di certo                   Chi volesse collaborare al Medicine Show con articoli, recensioni, racconti
mai si erano udite nel tempio dell‟underground newyorkese, quel                    sulla musica, può inviare il materiale (in formato Word) - assieme a poche ed
Cbgb‟s che alla metà degli anni Settanta diventò il laboratorio della              essenziali notizie biografiche, al seguente indirizzo: info@medicine-show.net.
new wave. Lì dentro, Patti Smith, i Ramones, i Talking Heads e i                   Valuteremo tutte le proposte.
Television incendiavano l‟audience con un nuovo sound, che
gettava le basi del punk e cambiò forse per sempre la storia del
rock. Rifacendosi ai Velvet Underground, i pionieri newyorkesi                                         GIUNGLA D’ASFALTO
innestavano nella canzone tradizionale una serie di variazioni
sonore che esprimevano le nevrosi e l'alienazione di una nuova                        I Rangers si sono dati appuntamento ad Harlem ieri notte e Magic Rat con la
                                                                                   sua macchina tirata a lucido ha attraversato il confine del Jersey. Una ragazza
scalza, seduta sul cofano di una Dodge, beve birra calda sotto la soffice pioggia          buona come colonna sonora per i minuti di relax. Rimettere a palla
estiva. Rat entra in città, si rimbocca i calzoni. Insieme tenteranno una storia           THE IDEAL CRASH? Perché no? Il disco miscela distorsione e
d‟amore, scomparendo per la Flamingo Lane.                                                 sensualità. Come è possibile direte voi? Miracoli da dEUS. Si ma
    Le Massime Autorità si sono precipitate per la Flamingo alla ricerca di Rat e          dopo? Magari puoi ascoltarti Captain Beefheart che diciamo è un
della ragazza scalza. I ragazzi di qui somigliano a delle ombre, sempre in                 modello per i dEUS e dopo Capitano CuorediManzo non puoi non
silenzio, mano nella mano. Dalle chiese alle prigioni il mondo intero è muto               ascoltare Frank Zappa.
stanotte, mentre noi prendiamo il nostro posto nella giungla d‟asfalto.                      Ma poi uno vuole sapere se c‟è qualcosa di nuovo sotto il sole. E
    La gang della mezzanotte è al completo: c‟è un appuntamento a notte fonda.             non bastano i concerti programmati e poi annullati per motivi seri.
S‟incontreranno sotto quella gigantesca insegna della Esso che rimanda una bella           Non basta nemmeno un altro inedito messo in download a 0,99
luce di città. Amico, danno un‟opera sulla Turnpike... un balletto sta per essere          centesimi ma con una procedura abbastanza difficile tanto che ho
combattuto per i vicoli davanti ai poliziotti locali, fino a quando Cherry Tops            dovuto scaricarlo gratis in p2p. Anche qui titolo emblematico e
squarcerà questa notte sacra.                                                              profetico, If you don‟t get what you want… Già che si fa?
    La strada è viva, mentre i debiti segreti vengono saldati e si stabiliscono contatti     Speriamo in dEUS!
che poi svaniscono nel nulla. I ragazzi fanno luccicare le chitarre come coltelli,
spintonandosi per gli amplificatori, gli affamati e i perseguitati esplodono in rock                          IL SUPPLEMENTO DI GENNAIO
„n roll bands, fronteggiandosi l‟un l‟altro nelle strade della giungla d‟asfalto.
    Nel parcheggio i visionari si vestono della loro rabbia più nuova, nelle strade                    Non perdetevi il Supplemento a questo numero:
secondarie le ragazze ballano i dischi suonati dal DJ. Amanti dal cuore solitario
si struggono negli angoli bui, disperati nella notte che avanza: un solo sguardo, un
sospiro, e sono già spariti.                                                                              BOB DYLAN
    Due cuori battono ai piedi della città, i motori dell‟anima corrono attraverso
una notte così tenera! In una camera da letto chiusa a chiave, sospiri di deboli                            Lungo le torri di guardia
rifiuti e poi la resa. Rat è stato ucciso in un tunnel dal suo stesso sogno, e i colpi                              ________________
rimbombano nei corridoi della notte. Nessuno guarda mentre l‟ambulanza si
allontana o quando la ragazza spegne la luce della stanza.                                            6 PAGINE CON UNA BIOGRAFIA DEL MENESTRELLO
    Fuori, la strada è in fiamme in un valzer di morte, sospesa tra ciò che è carne e                   DI DULUTH E ALCUNI DEI SUOI TESTI MIGLIORI
la fantasia, e i poeti, quaggiù, non scrivono niente su queste cose: stanno alla larga                              ________________
e lasciano che tutto accada e nel culmine della notte arriva il loro momento e così
                                                                                                        Per ricevere i Supplementi del Medicine Show
cercano di fare un‟onesta figura. Ma finiscono feriti – nemmeno morti – stanotte,
                                                                                                                basta iscriversi alla Newsletter,
nella giungla d‟asfalto.                                                                                        inviando la propria richiesta a:
                                          (Bruce Springsteen, Jungleland, 1975)                                   info@medicine-show.net

                                                                                                             BUON DIVERTIMENTO             !!!
                       SPERIAMO IN DEUS!
                          di SALVATORE DI TARANTO

   A voler credere nel vangelo secondo Tom Barman, i dEUS
stanno per tornare. Nel suo ultimo messaggio sul sito ufficiale
(www.deus.be) tutto è molto chiaro e spiegato nei minimi dettagli:
uno sguardo critico al passato e uno abbastanza malizioso al futuro.
Infatti più che un messaggio sembrano le confessioni di Barman o
chiamatele pure dichiarazioni d‟intenti: “È arrivato il tempo di fare
chiarezza dopo un‟estate confusionaria” scrive all‟inizio. Di parole
dolci non c‟è ne sono per nessuno. First of all c‟è la spiegazione
dell‟annullamento del tour dovuto (anche) ai problemi di salute del
chitarrista Craig Ward che era assente giustificato. Ma dopo c‟è una
bella strigliata “diplomatica” per Danny Mommens che come dice
lo stesso Barman “ha lasciato Klaas, Stef e me con mezzo disco e
una band amputata” per l‟unico motivo che non voleva sentirsi
“solo un bassista” .
   Ma quello che davvero conta è che Tom Barman in primis e i
ragazzi (nuovo bassista e nuovo chitarrista) si sentono ispirati: “se
non avessimo già sette belle canzoni non so cosa avremmo fatto, ad
ogni modo arrenderci non è nostra intenzione”
   Ci avevano lasciati nel ‟99 con THE IDEAL CRASH, a parte la
raccolta di singoli del 200,1 NO MORE LOUD MUSIC, con l‟inedita
Nothing really ends (che è tutta una profezia…). Per tutti quelli che
vengono definiti abbastanza snobisticamente fans – cioè noi che a
delle canzoni associamo ricordi, esperienze e buone sensazioni e
magari speriamo sempre che nuove canzoni buone siano il presagio
di nuove esperienze e buone vibrazioni e cose così eccetera – bè,
per noi che credevamo nei dEUS è iniziato un brutto periodo.
   D‟accordo uno può riascoltarsi il violino impazzito di Suds &
Soda e tutto quel capolavoro che è WORST CASE SCENARIO, il loro
primo lavoro. Si potrebbe anche riascoltare IN A BAR UNDER THE
SEA, non tutto s‟intende, ma almeno il ritmo e la miscela di Fell off
the floor, man mettono di buon umore e la delicatezza di Serpentine è
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