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DISCUSSIONE DI UN CASO PRATICO



IL FATTO

Andrea possiede in mala fede continuativamente e pacificamente da diciannove anni un campo di
proprietà di Michele. A questo punto Michele, per evitare che Andrea usucapisca il fondo
stesso, gli invia una lettera raccomandata con cui lo diffida a restituirgli l'immobile. Andrea
non abbandona il campo. Dopo tre anni Michele conviene Andrea in giudizio chiedendo
l'accertamento del suo diritto di proprietà e la condanna di Andrea al rilascio del fondo.


TESI DELL'ATTORE

Michele dimostra di essere proprietario provando di essere erede per testamento dello zio,
Donato, che gli aveva lasciato l'immobile dopo averlo pacificamente posseduto per trentacinque
anni. Andrea non ha maturato il ventennio per usucapione perché Michele ha interrotto
l'usucapione stessa mediante l'invio della lettera raccomandata. L'articolo 1165 c.c. stabilisce
infatti che gli atti interruttivi della prescrizione interrompono anche l'usucapione. Ora,
l'articolo 2943 c.c. stabilisce che la prescrizione (cioè l'estinzione del diritto per la prolungata
inattività del suo titolare) può essere interrotta:
- dalla notifica dell'atto introduttivo di un procedimento giudiziario, dalla domanda proposta
nel corso di un giudizio,
- da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore.
L’articolo 1219 c.c. stabilisce che il debitore è costituito in mora “mediante intimazione o
richiesta fatta per iscritto” (sul concetto di mora, cioè di ritardo nell'adempimento v. cap. 7,
§ 25). E’ evidente dunque che l'intimazione compiuta per iscritto a Andrea nel diciannovesimo
anno del possesso da parte di quest'ultimo ha avuto l'effetto di interrompere l'usucapione da
parte di Andrea. il periodo ventennale è ricominciato a decorrere da zero e pertanto all'atto
dell'inizio della causa Andrea poteva vantare solo tre anni di possesso.


TESI DEL CONVENUTO
Andrea non contesta che Michele sia stato proprietario dell'immobile, ma sostiene (chiedendo
al giudice il relativo accertamento) di averne usucapito la proprietà. A suo avviso l'articolo
2943, ultimo comma, c.c. non si applica all'usucapione.


LA SOLUZIONE DEL CASO

Il giudice riconosce l'intervenuta usucapione in favore di Andrea e respinge tutte le domande di

Michele, dichiarando Andrea proprietario del fondo.


MOTIVI DELLA DECISIONE

E’ vero che l'articolo 1165 c.c. richiama per l'usucapione le norme in materia di interruzione
della prescrizione, ma tale richiamo è effettuato solo a quelle disposizioni che appaiano
applicabili alla materia dell'usucapione. Ora, le norme sulla costituzione in mora sono dettate
esclusivamente con riguardo ai rapporti obbligatori e non ai rapporti reali; infatti la mora è il
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ritardo nell'adempimento di un'obbligazione, cioè di un diritto personale, di credito. La relativa
normativa non appare pertanto applicabile alla diversa materia dei rapporti reali. Di
conseguenza, se il proprietario vuole interrompere il periodo di usucapione deve necessaria-
mente far notificare al possessore la domanda giudiziale (citazione v. cap. 16, § 6 a) del
procedimento di rivendica. Nel caso di specie tale notifica è avvenuta dopo ventidue anni di
possesso continuato da parte di Andrea e pertanto troppo tardi per interrompere l'usucapione
(v. Cass. 10 giugno 1981, n. 3773 ,in Foro it., 1983,1,1996).




QUESITI RISOLTI
1.Andrea ha concesso in locazione un suo appartamento a Michele. Al termine del contratto,
però, Michele si rifiuta di andarsene dall'immobile, sostenendo che il contratto si é rinnovato.
Può Andrea intentare contro Michele l'azione di spoglio?


2.Andrea ha concesso in locazione a Michele un alloggio e Michele vi si è installato. L'estate
successiva, mentre Michele è al mare, Donato contatta Andrea per l'acquisto dell'appartamen-
to. Andrea chiede allora a Michele di spedirgli le chiavi, per mostrare l'immobile a Donato.
Una volta ricevute le chiavi, Andrea si rifiuta di restituirle a Michele, ritornato dal mare. A
Michele spetta un 'azione possessoria?


3.Andrea, per raggiungere il proprio fondo, transita da quattro anni tutti i giorni per una
strada situata sul fondo di proprietà di Michele. Un giorno, Michele sbarra la strada con un
muro in cemento e mattoni. Andrea esperisce nei suoi confronti un 'azione di reintegrazione,
lamentando lo spoglio della servitù di passaggio da lui posseduta. Michele ammette di avere
sbarrato la strada, ma asserisce che lo ha fatto perché Andrea non aveva ancora usucapito il
diritto di servitù e chiede che il pretore dichiari che tale diritto non esiste. A chi darà
ragione il giudice?


4.Andrea si è impossessato di un appartamento sfitto che egli sa essere di proprietà di
Michele, ha cambiato la serratura della porta d'ingresso, e lo ha concesso in locazione a
Donato per un canone di affitto di cinquantamila lire al mese. Michele, venutolo a sapere,
intenta un’azione di rivendica contro Andrea, al termine della quale viene accertato il diritto di
proprietà di Michele. Donato lascia spontaneamente l'alloggio, dopo aver corrisposto rego-
larmente il canone pattuito a Andrea. Supponendo che l'“equo canone” (cioè il canone dovuto
per legge) dell'immobile fosse pari a centomila lire mensili, quale somma potrà richiedere
Michele a Andrea? Avrebbe fatto differenza se Donato non avesse mai corrisposto a Andrea il
canone pattuito pur trovandosi nella possibilità di farlo?


5.Andrea ha concesso in affitto a Michele un fondo rustico per un certo canone annuale. Dopo
qualche mese Andrea emigra in Australia, mentre Michele continua a coltivare il campo, ma
cessa di corrispondere il canone, perché non è a conoscenza dell'indirizzo di Andrea. Dopo
trent'anni Andrea ritorna e richiede la restituzione del fondo. Michele gli obietta di averlo
usucapito.
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6.Andrea è proprietario di un appezzamento di terreno incolto. Michele, che ritiene in
perfetta buona fede e senza colpa grave di esserne proprietario, inizia a coltivarlo, Dopo
tredici anni di possesso ininterrotto da parte di Michele, Andrea rivendica il fondo presso
Michele, ma quest'ultimo gli obietta di averne usucapito la proprietà. Chi ha ragione?


7.Andrea si reca in un quartiere di una grande città in cui notoriamente vengono vendute
autoradio rubate. Michele gli offre in vendita al prezzo di centomila lire un'autoradio di mar-
ca, quasi nuova, del valore commerciale di settecentomila lire. Andrea accetta la proposta,
paga la somma richiesta e si porta via l'oggetto. Successivamente Donato, proprietario
dell'autoradio rubata, riesce a rintracciarla presso Andrea e gliene richiede la consegna.
Andrea è tenuto a restituire l'autoradio a Donato?

				
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