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Evasione_ arriva il redditometro

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					LA REPUBBLICA, 19 LUGLIO 2009

Evasione, arriva il redditometro di massa
Dalle mini-barche alle pay tv, il fisco non indagherà più solo sui ricchi
di Luca Iezzi

Un "redditometro di massa" per rendere il fisco più intelligente, in grado analizzare i consumi dei contribuenti -
non solo quelli ricchi ma anche quelli medi - e vedere quanto le dichiarazioni dei redditi siano rispondenti al reale
tenore di vita. È la ricetta proposta dalla commissione bicamerale che vigila sull'anagrafe tributaria.
Il presidente della commissione Maurizio Leo (Pdl) ha chiarito alle Camere che le varie banche dati dello Stato
già conoscono molto del patrimonio degli italiani: auto, immobili, barche, spese voluttuarie e di lusso, basterebbe
aggiornarle e metterle in comunicazione tra loro per recuperare una parte dei 100 miliardi di euro evasi ogni
anno: «I riscontri che fa l'Agenzia delle Entrate su quel settore danno risultati positivi - insiste Leo - i
contribuenti in quel caso devono “star zitti”: quando dichiarano 10.000 euro e poi hanno auto di lusso c'è poco da
fare: devono pagare e basta».
Redditometro e l'accertamento sintetico ora vengono applicati solo in casi di indagini approfondite (il fisco ha
l'obiettivo è di raggiungere i 35 mila controlli l'anno nel 2011 cioè lo 0,1% delle dichiarazioni dei redditi). Solo
allora si verificano anche spese insolite (dalle rette per scuole esclusive per i figli, ad acquisti in oggetti d'arte
fino alla frequentazione dei casinò) e se il reddito necessario per sostenere quel tenore di vita supera del 25%
quanto dichiarato per due periodi d'imposta, sta al contribuente dimostrare che l'anomalia non è frutto d'evasione.
La proposta è rendere automatica e su larga scala una verifica analoga: ad esempio obbligare gli amministratori
di condominio a dichiarare chi paga le spese ordinarie per stanare chi vive in immobili di pregio, o ha in affitto
locali non dichiarati. Facilmente accertabile anche la spesa annua in abbonamenti a pay tv o con gestori
telefonici. Seconde e terze case sarebbero rintracciabili grazie ai contratti di luce e gas per "non residenti". Anche
il redditometro attuale dovrebbe essere aggiornato: la relazione fa presente come «la maggior parte delle barche
italiane (498.000 su 592.000) non sono immatricolate perché al di sotto dei 10 metri». Renderle visibili
indicherebbe cittadini di «elevata capacità contributiva» visto che le "barchette" costano dai 5-6.000 ai 350.000
euro. Altre modifiche per i veicoli: via le roulotte ormai rese desuete dai caravan, e non limitare la classificazione
delle auto in base alla cilindrata, ma al loro costo reale. La commissione sottolinea anche l'inaffidabilità delle
indicazioni del Pubblico registro automobilistico. Allo stesso modo andrebbero allargarti gli accertamenti su beni
acquistati in leasing e l'entità delle disponibilità finanziarie verificato non solo su depositi bancari e postali o sulle
polizze assicurative, ma anche sulle più moderne società di gestione del risparmio.
Tra le altre soluzioni suggerite c'è la detassazione del reddito in più dichiarato rispetto all'anno precedente,
incentivando così a imponibili crescenti. I pensionati potrebbero ricevere uri bonus se si affidano al "borsellino
elettronico" utilizzando sistemi come bancomat, carte di credito o postali che rendono tracciabile ogni
pagamento. Tutte soluzioni, secondo la commissione, che porterebbe a risultati migliori degli studi di settore che
hanno sostanzialmente fallito nel combattere l'evasione tra i lavoratori autonomi. Sull'inadeguatezza degli "studi
di settore" è d'accordo la Cgia di Mestre, visto che la rigidità dei "redditi presunti" per le varie categorie porterà
un terzo delle partite Iva (1,2 milioni su 3,7) a dichiarare guadagni "non congrui" cioè più bassi delle aspettative
del fisco rendendoli suscettibili di accertamento.

LA REPUBBLICA, 19 LUGLIO 2009
Un articolo del decreto anticrisi le equipara ai ministeri. L’allarme della Cgil
Società pubbliche sotto tutela, stop ad assunzioni e
consulenze
Dalla Rai alle Ferrovie, dall’Anas alle Poste, ecco la nuova stretta del governo
di Roberto Mania

Pubblico è bello. La crisi finanziaria ha bloccato le privatizzazioni e il governo ha deciso di "riconquistare",
almeno per le politiche del personale, le aziende pubbliche. A loro vuole applicare gli stessi vincoli alle
assunzioni e ai contratti previsti per il pubblico impiego. Poste, Ferrovie, Anas, ma anche la Rai, come i ministeri


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o le Asl. Un passo indietro, per un verso, ma un passo avanti, dall'altro, in direzione di un neo dirigismo che già è
emerso con gli interventi sulle tariffe elettriche e su quelle autostradali.
La strategia del governo, ma soprattutto del titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, è scritta - nero su bianco -
all'articolo 19 del decreto in discussione alla Camera. Si legge: «Le disposizioni che stabiliscono, a carico delle
amministrazioni, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale si applicano anche alle società a partecipazione
pubblica totale o di controllo». Ora, esclusi esplicitamente i grandi gruppi quotati in Borsa, Eni e Enel, e la
holding industriale Finmeccanica, si capisce che ad essere interessate dovrebbero essere appunto quelle società
che pur avendo una gestione privatistica sono sostanzialmente pubbliche. Perché le controlla lo Stato, con il top
management scelto dal governo quasi sempre nella logica dello spoils system. Appunto le Poste, le Ferrovie, la
Rai e l'Anas. A loro vanno aggiunte – il decreto lo dice, pur essendo la relazione tecnica piuttosto avare di
dettagli - le municipalizzate come le società del trasporto pubblico locale.
«Questa - ha detto il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni - è una vera e propria rilegificazione
surrettizia di tutte le materie relative al personale, ma è anche un intervento sbagliato sull'autonomia delle
imprese. Il governo dica con chiarezza qual è il suo obiettivo».
Così la politica dei cosiddetti "tagli orizzontali", perseguita da Tremonti, estende la sua sfera di influenza. Se il
decreto passerà senza modifiche (a scanso di equivoci il deputato del Pdl, Remigio Ceroni, ha presentato
«d'accordo con il governo» un emendamento che ricalca la stessa norma) il blocco delle assunzioni, già fissato
per le amministrazioni pubbliche, si applicherà anche alle aziende partecipate. Stesso discorso per il controllo del
turn over, cioè il ricambio del personale, stabilito al 10 per cento. Ciò vuol dire che ogni 100 dipendenti che
usciranno, ne potranno entrare 10. E, a questo punto, potrebbe essere problematico il rispetto del piano di gra-
duale assorbimento dei precari (quasi 15 mila) nelle Poste concordato dall'azienda con i sindacati, come pure il
normale e delicato turn over dei macchinisti delle Ferrovie. Sia le Poste sia le Ferrovie pare si siano fatte sentire
nelle commissioni parlamentari. Preoccupazioni ci sarebbero anche a Viale Mazzini. Aziende che dovrebbero
adeguare non solo le politiche contrattuali a quelle del pubblico impiego (dove per il biennio 2008-2009 gli
incrementi sono stati all'interno del 3,2 per cento) ma anche quelle delle consulenze: per ciascuno budget limitato
al 30 per cento di quello del 2004.


L’ECO DI BERGAMO, 19 LUGLIO 2009
Negli ultimi mesi l’attività è scesa di oltre il 30% ed ha comportato il ricorso a Cig ordinaria in
particolare per gli addetti alla produzione
Crisi, la nautica bergamasca cerca di ritrovare la rotta
Il calo della domanda ha portato cassa integrazione nei cantieri orobici. Riva e Sessa Marine
guardano al futuro con nuovi prodotti e piani di crescita
di Luca Cuni

A fatica si tiene la rotta e soprattutto i posti di lavoro, nonostante la brusca frenata cominciata a fine anno 2008,
legata a un calo della domanda. Il comparto nautico bergamasco, realtà rilevante dell'economia della nostra
provincia (sono 65 le sole imprese che si occupano di costruire e riparare imbarcazioni), soffre ma resta a galla e
si cominciano a intravedere segnali di cauto ottimismo. Sembra essere questa l'indicazione che si leva dai
cantieristi e dall'indotto, tutti, chi più chi meno, toccati duro dalla «tempesta» della recessione. Andamento che ha
costretto parecchi di loro, a fronte delle negative ricadute sulle commesse di lavoro stimate fra il 30% e il 50%, a
ricorrere già da febbraio, dopo l'utilizzo di ferie residue per i lavoratori e alla non conferma di contratti di
somministrazione a termine, alla cassa integrazione ordinaria a rotazione, utilizzata in particolare per gli addetti
alla produzione. Misure nella gran parte tuttora in corso e che hanno coinvolto complessivamente oltre 800
addetti nella nostra provincia. Anche se il peggio potrebbe essere alle spalle, c'è in generale la consapevolezza
che il mercato sarà diverso da quello effervescente degli anni scorsi. Colpita è anche 1'eccellenza anche alla
Persico stampi di Nembro, dove è nata «Luna Rossa», di fronte a un calo della domanda ritenuto strutturale, è
stata concordata, seppure in maniera soft, l'uscita di personale.
La Riva (gruppo Ferretti) di Sarnico, come altri player non solo italiani, sta ricorrendo alla cassa integrazione
ordinaria a rotazione. Lo confermano Sara Piazza, di Filca Cisl Valle Camonica e Gabriele Calzaferri di Fillea-
Cgil: «A maggio è iniziato il ricorso alla cassa ordinaria a rotazione, chiesta dall'azienda per tutti i circa 200
addetti, sia operai che impiegati, che si concluderà ad inizio agosto ed ha interessato sia lo stabilimento di
Sarnico sia quello della Spezia. A breve avremo un incontro con la proprietà per capire le prospettive per i
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lavoratori al rientro dalla chiusura estiva. C'è il timore che la cassa possa proseguire anche a settembre a fronte di
una congiuntura di mercato complicata». In più c'è la questione della riorganizzazione finanziaria avviata nel
gruppo Ferretti che, in una nota, ha comunicato: «Crediamo molto nel nostro business e nella forza che il Gruppo
Ferretti ha da sempre dimostrato, quale uno dei principali operatori mondiali nel mercato della nautica di lusso e
al momento stiamo rilevando dei segnali di ripresa». Gli investimenti intanto non si sono fermati, tanto che Riva
presenterà al salone di Cannes il 9 settembre il nuovo modello "86 “Domino”, un open di 26 metri costruito nel
cantiere di La Spezia, evoluzione dei modelli “63 “Vertigo” e “68 Ego Super”.
A nuovi progetti punta anche la Sessa Marine di Cividate al Piano, che ha nel cassetto per la prossima stagione la
messa sul mercato di cinque ue nuovi modelli. Ma la società non ha escluso la necessità di ricorrere alla cassa
integrazione ordinaria nel periodo settembreottobre con modalità da stabilire. «Sessa Marine ha chiesto a maggio
13 settimane di cassa ordinaria per l'intera azienda, oltre 200 dipendenti - conferma Massimiliano Ratti di
Filcem-Cgil Bergamo -. L'effettivo utilizzo è però stato limitato a una ventina di addetti a giugno e poco meno di
50 in queste settimane. La proprietà ci ha peraltro presentato in questi giorni un interessante piano di crescita».
La debolezza dei cantieri si ripercuote poi nell'accessoristica. «L'impressione è che la repentina contrazione
seguita al salone di Genova del 2008 avrebbe potuto portare a conseguenze ben peggiori al comparto e va
riconosciuto che la possibilità di ricorrere alla cassa ordinaria ci ha aiutato a sostenere mesi critici - sottolinea
Luciano Paissoni, direttore della Foresti & Suardi di Predore e presidente del Consorzio lombardo della nautica
nel quale figurano anche altre due aziende orobiche (Besenzoni di Sarnico e Italian Propellers di Grumello del
Monte) -. Non va dimenticato che per le piccole aziende artigianali la situazione è ancora pesante e diventerebbe
insostenibile se prolungata per l'intero 2009». Per la Foresti & Suardi la cassa è stata chiesta per tutti i 50
dipendenti per 13 settimane da inizio marzo ad inizio giugno ed è stata riaperta da questo mese fino a metà
settembre con utilizzo a rotazione settimanale.
Tra le principali aziende del settore in cassa integrazione c'è anche la Uniesse Marine di Chiudono. «Il
provvedimento - dice Luca Legramanti della Filca-Cisl di Bergamo - è stato chiesto per l'intera azienda (una
cinquantina di dipendenti) dalla fine di giugno fino alla fine di agosto: malo sforzo è per limitare il più possibile
il ricorso all'ammortizzatore sociale nell'attesa di “ossigeno” dai mercati». La panoramica sulle aziende prosegue
con Ezio Gaspari, responsabile marketing della Besenzoni di Sarnico, specializzata in accessori: «In questo
semestre abbiamo registrato un calo degli ordini del 30% per una crisi che sembra abbia colpito il settore delle
barche di piccola taglia più dei megayacht - dice -. Dal punto di vista industriale, oltre al ricorso alla cassa
integrazione per tre settimane per una ventina di addetti in primavera, si è spinto l'acceleratore sull'efficienza, sua
ricerca e innovazione e sul garantire più attenzioni al cliente». Conclude Paola Barcella, responsabile
Comunicazione di Rio Yachts di Villongo: «Si cerca di far fronte alla contrazione, mentre il settore attende con
ansia le prossime fiere di Cannes e Genova che daranno maggiori risposte».


L’ECO DI BERGAMO, 19 LUGLIO 2009

Gli artigiani contro il Fisco: «Studi di settore sballati»
L’accusa della Cgia; in molti pagheranno più tasse del dovuto. La Commissione di Vigilanza:
«Opportuno un cambio di passo»
I correttivi anticrisi già introdotti per gli studi di settore non bastano. Le difficoltà dalla congiuntura sono state
ancora più forti e per l'anno di imposta 2008 un contribuente su tre rischia di non essere congruo e non adeguato
con gli studi di settore. Vale a dire non rispetta quanto richiesto dall'amministrazione finanziaria in termini di
ricavi e conseguentemente di tasse da versare all'Erario.
Lo stima l'Associazione degli artigiani di Mestre (Cgia), rilevando che pertanto, su una platea di circa 3.700.000
partite Iva che sono interessate dagli studi di settore, circa un milione e duecentomila attività non risultano essere
in linea con le pretese del fisco. Dalla Cgia ricordano che per l'anno di imposta 2007 i non congrui e non adeguati
erano circa uno su quattro, precisamente il 26,3% contro il 33,5% che si ipotizza si registrerà nel 2008.
« È il frutto della congiuntura in atto», afferma il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che invita
«tutti coloro che sono vittime della crisi a non adeguarsi a quegli studi che hanno pretese non giustificabili».

L'INTERVENTO DI BORTOLUSSI. «Le stime che abbiamo elaborato per l'anno di imposta 2008 ci dicono
che molti operatori economici hanno subito delle ripercussioni economiche durissime e, nonostante le modifiche,
gli accorgimenti e i correttivi anticrisi introdotti negli ultimi mesi dall'amministrazione finanziaria, questo

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strumento non è ancora in grado di fotografare con obbiettività la situazione economica che grava sul Paese. Con
la conseguenza che a molti autonomi si chiede di pagare di più rispetto all'anno scorso su incassi presunti che non
corrispondono alla realtà», spiega Bortolussi. « Sia chiaro - aggiunge : il ministro Tremonti non ha nessuna
responsabilità. Ha ereditato una situazione molto compromessa e sta tentando con determinazione di recuperare e
alcune delucidazioni avvenute nei mesi scorsi lo confermano. Per il 2009, ad esempio, l'Agenzia delle entrate ha
ribadito con forza come gli studi di settore siano solo uno dei parametri su cui si baserà il lavoro di accertamento
fiscale». Se prima, infatti, la non congruità poteva potenzialmente far scattare un accertamento con adesione da
parte del fisco - precisa la Cgia - oggi il non adeguamento non lo avvia più con certezza.
Inoltre, nel caso il contenzioso finisca alla Commissione tributaria sarà l'Agenzia delle entrate, e non più il
contribuente, a dover dimostrare l'esistenza di maggiori ricavi non dichiarati. «Per questo - conclude Bortolussi -
stiamo invitando tutti coloro che sono vittime della crisi a non adeguarsi a quegli studi di settore che hanno
pretese non giustificabili dopo il peggioramento del quadro economico avvenuto nell'ultimo anno».

NEL MIRINO DEI PARLAMENTARI. «Oggi non vi è chi non veda come gli studi di settore, da soli, siano
fisiologicamente incapaci di individuare in maniera credibile la capacità contributiva. Evidentemente, se
l'evasione ha dimensioni ancora patologiche nel nostro Paese, una parte di responsabilità va attribuita anche alla
complessiva inadeguatezza degli studi di settore. È quindi opportuno un cambio di passo», affermano anche i
parlamentari della commissione bicamerale di Vigilanza sull'Anagrafe tributaria nel documento conclusivo
dell'indagine sull'evasione.

L’ECO DI BERGAMO, 19 LUGLIO 2009
Tra le altre proposte per combattere l’evasione la detassazione degli aumenti di reddito
I parlamentari: censire anche le barchette
Nel redditometro potrebbero finire anche i natanti che non vengono immatricolati perché sono
al di sotto dei dieci metri
Da una parte l'incentivo a dichiarare di più detassando gli incrementi registrati dal reddito di anno in anno.
Dall'altra il ricorso a strumenti di controllo più sofisticati e meno fastidiosi, come un «redditometro di massa»
basato non su beni di lusso ma su beni di utilizzo diffuso. Sono questi due degli ingredienti della «ricetta» per la
lotta all'evasione stilata da parlamentari di Camera e Senato nell'ambito di una apposita indagine realizzata dalla
commissione bicamerale di Vigilanza sull'anagrafe tributaria. Una realtà, quella dell'evasione, che «secondo
recenti stime avrebbe raggiunto circa i 100 miliari di euro l'anno». La commissione, nel documento conclusivo
approvato in settimana, ipotizza anche: la reintroduzione di un «concordato preventivo» per i lavoratori au-
tonomi, che consenta loro di concordare gli importi dovuti in base ad alcuni indicatori; l'arrivo del «borsellino
elettronico» per pagare le pensioni, e da collegare alla social card, per consentire la tracciabilità dei pagamenti;
un censimento anche per le piccole imbarcazioni da diporto per le quali la legge italiana non prevede
l'immatricolazione. La logica seguita è che «per una efficace strategia di recupero del gettito tributario evaso»
servono da una parte pungoli positivi a essere corretti, dall'altra disincentivi a evadere.

GLI AUMENTI DI REDDITO. È la parte di «incentivo» per la lotta all'evasione. L'ipotesi avanzata è quella di
«un sistema di imposizione più favorevole sui maggiori redditi prodotti dai contribuenti di ridotte dimensioni
rispetto ai redditi relativi al periodo di imposta precedente, al netto dell'effetto inflazione».
Per questo - spiega la commissione parlamentare - bisognerebbe prevedere l'applicazione di un'aliquota ridotta.

IL CONCORDATO PREVENTIVO. Il rapporto propone anche la reintroduzione, per i lavoratori autonomi più
piccoli, del «concordato preventivo», con il quale concordare con il fisco - in base a determinati parametri - gli
importi da pagare. In questo caso - viene spiegato dagli esperti - la detassazione potrebbe essere collegata al
maggior reddito dichiarato rispetto al concordato.

IL REDDITOMETRO DI MASSA. L'attuale redditometro è basato su alcuni beni considerati « di lusso» e
consente di ricostruire i redditi del contribuente «indagato» in base al patrimonio posseduto e a quel che serve per
gestirlo. La commissione parlamentare invece propone un utilizzo «di massa» prendendo come base beni
largamente utilizzati e non di nicchia, facendolo diventare automatico. Una sorta di «misuratore» del reddito in
base ai beni posseduti.
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BARCHE E BARCHETTE
Ora, ad esempio, il redditometro valuta le imbarcazioni immatricolate. Mala maggior parte dei natanti italiani
(498 mila su 592mila) non sono immatricolati perché al di sotto dei 10 metri e non utilizzati oltre le 12 miglia
marine. Secondo la commissione parlamentare invece andrebbe avviato una censimento - magari rendendo
obbligatorio alle assicurazioni la segnalazione della polizza per il risarcimento danni che il proprietario deve
sottoscrivere - perché anche la «barchetta» è un indicatore di « elevata valenza» per risalire ai redditi del
contribuente: costa dai 5-6.000 ai 350.000 euro con spese di gestione che crescono in proporzione.

IL PORTAFOGLIO ELETTRONICO. Sull'evasione - spiega il rapporto della commissione Parlamentare -
non bisogna avere un approccio ideologico. L'evasione si annida dove c'è meno visibilità dei redditi. Ecco allora
che potrebbe essere utile l'uso di « borsellino elettronico», che consenta di avere una tracciabilità dei pagamenti,
sul quale accreditare i redditi da parte dello Stato (come le pensioni). Anche perché potrebbe essere integrato con
l'attuale struttura della Social Card. L'uso per gli anziani è difficile? La proposta è di non rendere il «borsellino
tracciabile» obbligatorio, ma di favorirne l'uso con meccanismi incentivanti. Per esempio si potrebbe prevedere
l'uso di un bonus aggiuntivo che consenta di spendere 1.100 a fronte di un accredito di 1.000 euro. Lo Stato
recupererebbe la differenza con il maggior gettito fiscale. Oppure il calcolo automatico delle spese effettuate che
possono essere portate in detrazione con la dichiarazione dei redditi.


L’ECO DI BERGAMO, 19 LUGLIO 2009

«la tromba d’aria nell’Alto Sebino. Un inferno durato
trenta secondi»
Il giorno dopo tra Riva di Solto e Solto Collina: nessun ferito, ma momenti di terrore. Zorzino il
centro più colpito: danni a 25 case. Un tetto in rame volato via per 100 metri
di Giuseppe Arrighetti

Hanno colori diversi, adesso, i tetti lungo la strada tra Solto Collina e Riva di Solto: tegole nuove, rosse o
arancioni, vicino a tegole vecchie, più grigie o marroni. Quelle nuove sono state posate proprio ieri: per tutto il
giorno i proprietari delle case investite dalla tromba d'aria di venerdì pomeriggio e i volontari della Protezione
civile hanno lavorato per sistemare i danni provocati dal maltempo. Cinquemila gli alberi divelti, secondo una
prima stima.

TEGOLE OVUNQUE E ALBERI DIVELTI. I primi tetti scoperchiati si incontrano a Solto Collina, subito
dopo l'oratorio del paese: basta guardarsi attorno per vedere tegole ribaltate e alberi caduti. Come nera casa di
Fausto Olivari, che ieri si è messo al lavoro per sistemare il tetto e il giardino. Una decina di olivi erano riversi a
terra, mentre metà del tetto era scoperchiato: per terra le grondaie di rame e le tegole. «E qui da vedere – racconta
- quello che è successo: io non so di preciso come sia potuto accadere tutto questo perché non ero qui al momento
della tromba d'aria. Però mi ha chiamato mio figlio dicendo: "Papà rientra perché siamo senza casa". Adesso non
ci rimane che darci da fare per sistemare piano piano tutto quello che eravamo riusciti a costruire». Olivari sta
partendo con un trattore carico di tegole rotte. Dietro di lui, con un rastrello a pulire il prato della sua casa, c'è
Gianbattista Volpi che racconta: «In trenta secondi è venuto il finimondo: una tromba d'aria è scesa dalla valle di
Fonteno, è entrata in paese e poi è venuta di qua, verso Zorzino. Non abbiamo realizzato subito la gravità della
situazione. Oggi invece abbiamo visto il disastro che ha combinato».

SOCCORSI EFFICIENTI. Poco più avanti, sempre a Solto Collina, è sorta negli ultimi anni una nuova zona
residenziale. Qui sono state costruite tante seconde case e tante abitazioni principali, proprio di fronte alla Corna
dei Trentapassi. Pensare a quel che poteva accadere mette i brividi: adagiato in un campo da tennis c'è un tetto in
rame che si è sollevato dalla copertura ed è volato per quasi cento metri. Si è fermato a ridosso della casa del
figlio di Gabriele Aquilina, che racconta: «Ero a Forlì per lavoro, mi hanno avvisato di quel che stava
succedendo: sono tornato in tutta fretta e ho trovato il tetto divelto, mentre in giardino era tutto ribaltato: vasi e
barbecue, lampade strappate dal soffitto». Unica consolazione, l'efficienza della macchina dei soccorsi: «Ho
trovato tante gente impegnata».
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Proprio vicino alla casa di Aquilina infatti c'è Fausto Carrara, l'assessore provinciale alla Protezione civile che,
fresco di nomina, ha dovuto gestire questa emergenza: «Sono rimasto piacevolmente sorpreso - dice l'assessore -
nel vedere circa sessanta volontari che sono intervenuti immediatamente dopo la tromba d'aria. Oggi sono sui
tetti a riparare i danni, e soprattutto a portare sicurezza alla popolazione che deve stare tranquilla: non ci risulta
nessun danno strutturale, per cui non dobbiamo emettere ordinanze di sgombero».

LA CONTA DEI DANNI. Norma Polini sindaco di Riva di Solto, traccia un primo bilancio dei danni che il
maltempo ha causato nel territorio di sua competenza: «Sono 25 le abitazioni investite dalla tromba d'aria nella
zona di Zorzino: quattro o cinque sono in gravi condizioni. Fortunatamente però non è successo nulla alle
persone». Proprio al tornante di Zorzino ci sono una casa la cui copertura è stata interamente sollevata e una
veranda ridotta a uno scheletro di pali di legno. In uno degli appartamenti abita Patrizia Cabrera con la sua
famiglia: «Sono stati appena cinque minuti, ma in così poco tempo è successo di tutto e di più. Ero con i miei
bambini in casa, e per fortuna a noi non è capitato nulla di male. Però abbiamo avuto tanta paura: la nostra casa è
stata forse la più danneggiata di tutte». Nel giardino di questa casa una piscina si è riempita di foglie e un cane si
aggira tra le macerie. Nel sottoscala è stata portata l'auto di famiglia, una monovolume, che venerdì era però
all'aperto: non ha più il lunotto posteriore, e il parabrezza è da cambiare. Il tetto è stato coperto con un telo di
cellophane. Da qui si vede il lago: ieri mattina sembrava una lastra di ghiaccio, in serata invece era tornato verde
e azzurro, bello come sempre. Da qui si riparte per sistemare tutto.


BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009
Maltempo sul Bresciano. Tempo di bilanci dopo due giorni di grandinate e trombe d’aria che hanno
interessato le valli e i laghi della nostra provincia
Raffiche di vento a Breno. Scoperchiato il Liceo
Nel cortile parte della copertura in lamiera. Una quindicina di interventi per i vigili del fuoco.
Nevischio in alta quota
di Luciano Ranzanici

Ha provocato danni, ma non ingenti, il fortunale che si è abbattuto nel tardo pomeriggio di venerdì e ieri mattina
sul Bresciano con forti raffiche di vento nella notte che hanno colpito soprattutto Vallecamonica e Valtrompia.
Il vento fortissimo che ha soffiato in Vallecamonica per l'intera notte e in mattinata ha provocato danni seri alla
copertura in lamiera del liceo Golgi di Breno, scoperchiandone una parte e lasciando due aule senza tetto. Il
fortunale si è abbattuto ieri mattina poco dopo le 8 sull'edificio di via Folgore. Il vento è penetrato nel sottotetto
ed ha sollevato letteralmente circa 150 metri di lamiera scaraventandola nel sottostante spazio che divide due ali
della scuola. Il personale non docente del liceo ha provveduto ad avvertire i vigili del fuoco locali che sono
intervenuti tempestivamente sul posto per mettere in sicurezza l'edificio e subito dopo sono sopraggiunti anche i
tecnici della Provincia (ente proprietario dell'immobile) per verificare l'entità dei danni e per decidere l'intervento
di ripristino della copertura, che avverrà già nei prossimi giorni.
Intanto il maltempo ha fatto registrare qualche grandinata sull'alto Garda e in Valtenesi, qualche auto ammaccata
a San Felice, ma i danni sono inferiori a quanto si è temuto vedendo quel cielo color ocra. Sul Mortirolo e sulle
cime più alte della Valcamonica è ricomparsa la neve.
Ieri mattina i vigili del fuoco di Brescia e dei distaccamenti sparsi per la provincia hanno effettuato in totale una
quindicina di interventi con la messa in sicurezza di alberi pericolanti e rami che il vento aveva spezzato (in
particolare a Salò è stato rimosso un albero caduto). Sul Benaco ieri mattina la Guardia costiera ha effettuato tre
interventi di soccorso: due barche a vela aiutate a rientrare in porto a Desenzano e alla Rocca di Manerba e un
surfista recuperato a Toscolano. Le raffiche di vento lo avevano sospinto troppo allargo.




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BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009
Sebino e Valcamonica. Presentate ieri a Lovere due iniziative di Legambiente per valorizzare la qualità
delle acque e le offerte turistiche sostenibili della montagna
Ambiente, tra goletta e trekking
È partita ieri una camminata di due giorni fino a Borno, in memoria di Diana Zanaglio. Via al
monitoraggio del lago
di Domenico Benzoni

La Carovana delle Alpi, la goletta dei laghi ed un trekking alla memoria. Queste le proposte di Legambiente
alfine di tutelare e valorizzare il territorio dal Sebino alla Valcamonica. La prima delle iniziative che
caratterizzeranno l'estate è dedicata ai due maggiori fondovalle lombardi, vale a dire quello valtellinese e quello
camuno. Partiamo dal trekking camuno alla memoria: è cominciata ieri e prosegue oggi la camminata organizzata
dai circoli di Legambiente della Vallecamonica e dell'Alto Sebino, dedicata a Diana Zanaglio, bornese,
scomparsa l'inverno scorso e pioniera dei progetti turistici di Legambiente. Lei aveva cullato un sogno: partire da
Lovere e giungere a Ponte di Legno con un percorso tutto a piedi che servisse a far apprezzare le bellezze ma
anche la delicatezza del territorio camuno. Non ne ha avuto la possibilità, così i suoi amici hanno pensato bene
renderle merito, concretizzando la proposta con una prima tappa di due giorni da Lovere a Borno. «Un segnale
agli amministratori affinché, in vista del piano casa della Regione, assicurino maggior cura alla tutela del
territorio - ha commentato Eleonora Mercuri, coordinatrice di Legambiente turismo nel corso di una conferenza
stampa ieri a Lovere - mettendo sotto tutela i paesaggi più preziosi come centri storici, malghe, borgate in quota,
fasce fluviali e lacustri».
La Carovana prevede anche un ciclo trekking sul Sentiero Valtellina. Per quanto riguarda il Sebino, invece, torna
la Goletta dei laghi con indagini diffuse finalizzate a controllare lo stato di salute dell'acqua. Iseo ed altri centri
lacustri verranno visitati dai tecnici dell'associazione, con l'obiettivo di effettuarne il monitoraggio. Prelievi,
analisi, restituzione dei risultati, iniziative, tutto con l'intento di persuadere amministratori pubblici e cittadini
dello stretto legame esistente tra lago, fondovalle e montagna. «Risorse turistiche di prim'ordine e dense di valori
culturali - sottolineano Walter Bontempi e Massimo Rota di Legambiente Vallecamonica e Alto sebino - ma
delicate e meritevoli di essere salvaguardate dalle aggressioni del cemento».


BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009

Le tappe. Il via domani da Marone tra dibattiti e analisi
di Giuseppe Zani

Ecco le tappe della «Goletta dei laghi-Cigno Azzurro» sul Sebino. Si comincia, domani, al campeggio Riva di
San Pietro, a Marone, alle 17,30, con aperitivo e conversazione sul tema del turismo sostenibile cui sono invitati
gli operatori del settore, gli amministratori pubblici e gli ospiti attualmente in riva al Sebino. Mercoledì 22, con
partenza al porto di Sulzano alle 9,45, sono previste una gita in battello alla volta di Montisola e la visita al
Museo della pesca allestito presso l'azienda «La Rete srl» di Siviano dal titolare Fiorello Turla: un luogo che è un
inno alla cultura materiale dei pescatori d'acqua dolce. Nel frattempo, i tecnici della «Goletta dei laghi» avranno
analizzato i campioni d'acqua prelevati secondo i ,criteri standard degli anni scorsi davanti alle spiagge più
frequentate e allo sbocco dei torrenti nel lago. Giovedì, infine, a Lovere, nella sala dette Comunità montane, dalle
10 alle 13 si svolgerà, promosso dai circoli di Legambiente Alto e Basso Sebino, il convegno su «Il lago visto da
vicino: un anno di impegno per la salvaguardia del lago». Un tema quanto mai attuale sul Sebino.




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BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009
Bienno. Oggi la tradizionale festa in Valdajone anticiperà il prossimo avvio dei lavori di ristrutturazione
dell’edificio
L’ex colonia cambia volto
Con fondi per 280mila euro la storica casa per le vacanze diventerà un rifugio alpino aperto da
maggio a ottobre
di Paolo Morandini

È un appuntamento estivo tradizionale, ma l'edizione odierna della festa della Valdajone di Bienno, a quota 1.630
metri, sarà diversa dalle altre. Perchè anticiperà il prossimo avvio del recupero della vecchia colonia estiva della
località: un edificio storico nel quale tantissimi biennesi hanno trascorso giorni di vacanza, e che ora verrà
adeguato con 280 mila euro messi a disposizione dalla Regione.
«In tutti gli album dei ricordi dei biennesi c'è almeno una foto della colonia di Valdajone -sottolinea il sindaco
Germano Pini -: sono davvero pochi i concittadini sopra i trent'anni che non hanno trascorso almeno una vacanza
o un campo scuola lassù. Dagli anni '50 fino alla fine dei '70 qui si svolgevano i turni di vacanza estivi del
Comune; poi per la colonia è iniziata la decadenza. Per capirci, la corrente elettrica, è arrivata solo poco più di un
anno fa grazie al progetto "Area Vasta- Valgrigna",che ha stanziato quasi 5 milioni di euro per la valorizzazione
ambientale, culturale e turistica, della foresta regionale della Valgrigna».
Ora, col nuovo finanziamento regionale, in parte utilizzabile per interventi sulla viabilità montana e sui fabbricati
della: località Campolungo, si attuerà un recupero funzionale e statico della casa vacanze a scopi ricettivi: in
sintesi nascerà un rifugio alpino aperto da maggio a ottobre. Nel frattempo, il gruppo alpini di Bienno (che oggi
gestisce la struttura) ha realizzato qui anche un nuovo bivacco aperto tutto l'anno. «Il recupero e l'adeguamento -
aggiunge il sindaco Pini - permetterà di incentivare gli accessi a questa zona valorizzando il territorio e
sviluppando le attività sportive».
E la festa? Oggi, nella località montana raggiungibile solo con fuoristrada o a piedi, in tre ore di cammino da
Bienno, terranno banco la messa, uno stand gastronomico che offrirà un pranzo a base di prodotti tipici e, nel
pomeriggio, una serie di giochi e intrattenimenti adatti agli adulti e ai bambini.

BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009

Cedegolo. Un taglio del nastro per la Baita Adamè
di Luciano Ranzanici

È una bella storia di volontariato e di amore per la montagna quella che negli anni è stata costruita attorno alla
«Baita Adamè» di cedegolo.
Una vicenda iniziata negli anni Novanta, quando l'allora presidente della sezione di Cedegolo del Club alpino
italiano, Leone Romelli, insieme a Tonino Albertelli e a una manciata di altri amici, pensò di attuare il recupero
di due vecchi edifici, o meglio dei ruderi collocati ai 2.150 metri di altezza dell’omonima valletta.
Per attuare l'operazione, i due pionieri decisero di dare vita a un gruppo di volontari ad hoc e di adottare per il
sodalizio il nome della Baita, e gradualmente riuscirono a ristrutturare i fabbricati, che sono di proprietà del
Comune di Cedegolo e che sono stati ceduti in comodato per mezzo secolo alla sezione del Cai. Ben prima della
fine del secolo scorso, la costruzione è diventata il riferimento di tanti escursionisti e amanti della montagna, ma
Leone Romeni e Tonino Albertelli, ritenendo che si potesse fare meglio e di più, hanno voluto dare vita a un
secondo intervento di sistemazione della Baita Adamè, forse il definitivo, e per oggi è stata programmata
l'inaugurazione dei lavori di ristrutturazione, iniziati lo scorso anno. La struttura ricettiva si sviluppa su due piani,
dispone di 33 posti letto e di sala da pranzo e servizi, oltre che di un bivacco invernale (non gratuito) con sei posti
e dotato di telefono satellitare. I gestori hanno raggiunto il loro scopo, e oggi l'edificio si presenta ancora più
accogliente e funzionale, adatto a ospitare gruppi organizzati, escursionisti, gruppi giovanili (grest e centri estivi).
La priorità di utilizzo della costruzione in quota, secondo i principi originari dei soci fondatori, va ai cittadini di
Cedegolo e Grevo e ai gruppi dei due paesi, agli iscritti alle sezioni locali e di altre sezioni del Cai e ai gruppi
organizzati di almeno 10 persone, che possono soggiornare in baita per una settimana. Quest'oggi, dicevamo, si
farà festa per l'inaugurazione (organizzata con la Pro loco della Valsaviore): ritrovo alle 10 davanti alla Baita;
alle 11 la celebrazione della messa e alle 11.45 il saluto delle autorità. Poi la spaghettata per tutti.
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BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009
Capodiponte, Pisogne, Bienno. Da sabato al 30 agosto il calendario riproporrà l’incontro delle mostre
mercato
Tre paesi si mettono in vetrina
Sommario
di Eletta Flocchini

Collane di pietre dure; sciarpe di seta, statue e pupazzi di legno; dipinti a olio; streghe, fate e folletti e chi più ne
ha più ne metta. Il gran bazar dell'artigianato artistico sta per tornare nuovamente in scena su una serie di
palcoscenici offerti dalla Valcamonica. Bisognerà attendere solo la, fine di questa settimana e poi, da sabato al
prossimo 30 agosto a riempire borghi, vicoli e loggiati torneranno le mostre mercato.
Anche quest'anno saranno tre gli appuntamenti previsti: da sabato al 2 agosto l'esordio delle bancarelle e dei
laboratori avverrà a Pescarzo di Capodiponte; poi, dall'8 al 16 agosto la scena sarà occupata da Pisogne, mentre
dal 22 al 30 agosto toccherà alla manifestazione di Bienno. Come sempre, ogni mostra sarà caratterizzata dalla
particolare disposizione degli spazi espositivi, fra cantine, cortili e piazze.
Disseminate in mezzo alla storia di questi luoghi, testimoniata dai antichi palazzi, da torri consumate e da vecchie
case contadine, le botteghe degli artigiani prenderanno vita offrendo ai turisti un salto indietro nel tempo per
ritrovare tradizioni, vecchi mestieri e il lavoro manuale dei nostri nonni. E anche quest'anno i centri storici
saranno animati anche da giocolieri, artisti e teatranti che, nelle intenzioni degli organizzatori, renderanno l'atmo-
sfera ancora più suggestiva. «Anche quest'anno ci presentiamo insieme - ha sottolineato il sindaco di
Capodiponte Francesco Manella in occasione della vernice - perchè l'unione fa la forza, e in questo modo
possiamo anche ottimizzare le risorse». Il primo a partire fra i paesi coinvolti sarà proprio Capodiponte, che come
gli anni precedenti ospiterà la rassegna nella frazione Pescarzo. Grande novità di quest'anno la partecipazione di
Gubbio e degli sbandieratori.
Dopo la città delle incisioni rupestri sarà il turno di Pisogne, quest'anno alla XII edizione della mostra mercato.
«Abbiamo creato una commissione di giovani - ha ricordato l'assessore alla Cultura Marina Berlinghieri -
incaricata dell'organizzazione, e abbiamo previsto una decina di mostre; e come l'anno scorso tornerà il concorso
internazionale di liuteria con una mostra imperdibile».
A chiudere la giostra di esposizioni sarà Bienno, il paese che per primo ha inaugurato, 19 anni fa, le mostre
mercato in Valcamonica. «Questi eventi - ha sottolineato Clemente Morandini, assessore alla Cultura -
rappresentano una grande occasione per dare maggiore risalto e visibilità ai nostri territori. Stavolta anche
attraverso le visite all'ecomuseo del vaso Re e della valle dei Magli».


BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009
Artogne. Nella cornice del Centro volo Nord
Turisti dell’aria: torna il raduno degli ultraleggeri
Una cinquantina di velivoli per una gara sulla bassa valle
di Domenico Benzoni

Si vivrà una giornata, speciale, oggi, nella cornice del «Centro volo Nord» di Artogne: il programma prevede la
«vernice» di un velivolo ultraleggero che permetterà il controllo ambientale del territorio e una manifestazione
aerea per far conoscere le bellezze della Vallecamonica.
Sulla pista che costeggia il fiume Oglio sono attesi più di una cinquantina di velivoli, per la maggior parte con le
insegne verde-bianco-rosse, ma nel gruppo ci saranno anche alcuni equipaggi tedeschi. Un bello sforzo
organizzativo per Gianni Bonafini e Riccardo Ziliani, che del Centro volo sono gli animatori.
Il percorso di gara degli aerei prevede partenza e atterraggio ad Artogne con il sorvolo di Piancamuno, Solato,
Piazze e lago Moro: un periplo da ripetere per otto volte.
Per quanto riguarda invece 1'ultraleggero acquistato perla Protezione civile grazie a un contributo della Regione
Lombardia, avrà il compito di segnalare la presenza di incendi, frane, smottamenti in corso sull'intero territorio
camuno. Si alzerà in volo di routine la domenica, ma anche ogni volta che la Comunità montana o la Provincia lo
richiederanno. In soli venti minuti dall'allerta sarà in grado di raggiungere e perlustrare il Tonale, fornendo
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indicazioni dettagliate e precise agli operatori della Protezione civile incaricati di intervenire da terra per ogni
evenienza. «Il Centro volo Nord soddisfa la passione di chi ama librarsi nell'aria, ma offre anche importanti
occasioni per far conoscere la Valcamonica dal punto di vista turistico - commentano Bonafini e Ziliani -, dato
che chiunque arriva da noi in volo non manca di meravigliarsi perle bellezze che possiamo offrire».
La giornata prevede il raduno alle 9,30 alla presenza delle autorità locali e valligiane, la benedizione
dell'ultraleggero e successivamente i decolli della quarta «Volata di Valcamonica».


BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009
Provaglio. Il Comune ritocca la piattaforma delle rette del Campus
Micronido, tariffe più leggere per le famiglie non residenti
di Fausto Scolari

Ritocchi al ribasso per le rette di frequenza al servizio di micronido del campus per l’infanzia di Provaglio. La
Giunta ha reso così operativi i contenuti della convenzione stipulata nel dicembre del 2008 con l'asilo di
Provezze. Nell'accordo è previsto che le tariffe vengano fissate di anno in anno sulla scorta. dell'orario di
frequenza scelto dai genitori dei piccoli ospiti. Il servizio offre il part-time (mattina o pomeriggio), l'orario
normale (dalle 7.30 alle 16) e il prolungato (dalle 7.30 alle 18). Dopo un confronto con i gestori degli asili nido
aperti nei Comuni limitrofi, la Giunta di Provaglio ha ritenuto opportuno tagliare di 20 euro le rette dei bambini
non residenti. La riduzione ha offerto l'opportunità di ridefinire l'intera griglia del tariffario del Campus
dell'infanzia relativo all'anno scolastico 2009-10.
Per quanto riguarda il part-time, le famiglie di Provaglio pagheranno 340 euro, quelle non residenti, 40 euro in
più. Chi opta per 1' orario normale deve pagare 380 euro al mese se abita in paese, 430 euro se gli utenti
provengono da altri paesi. La, retta sale 410 euro (residenti) e 480 euro (non i residenti) per le famiglie che scel-
gono l'orario prolungato. Alla cifra vanno aggiunti, in tutti i casi, i 60 euro per il blocchetto dei buoni pasto.


BRESCIAOGGI, 19 LUGLIO 2009
Ome. Al via in un clima di collaborazione
Il sindaco Filippi ha presentato la sua Giunta
Leonardo Vizza vicesindaco e assessore Affari generali
A Ome un'aula magna strapiena ha accolto il giuramento del neo sindaco Aurelio Filippi, che non ha nascosto un
po' di commozione. Il pubblico ha applaudito convinto il primo cittadino ed i membri di maggioranza e
minoranza quando hanno sottolineato la volontà di superare la fase elettorale, aspra ma sostanzialmente corretta,
per lavorare per il bene del paese. Il clima è quello volto alla collaborazione, seppur nella divisione dei ruoli, con
una sottolineatura di controllo da, parte delle minoranze.
Dopo la lunga lettura da parte del segretario comunale (durata quasi un'ora) di tutti gli articoli di legge in merito
alle condizioni di eleggibilità, compatibilità, e convalida degli eletti alla carica di sindaco e di consigliere, il
consiglio ha recepito la necessità di una proceduta di verifica per il consigliere di minoranza Mario Bonera della
lista «Noi con Voi per Ome». Il consigliere ha in corso un contenzioso con il Comune, per un'ammenda che sarà
discussa a breve davanti al giudice di pace, in merito ad una presunta violazione relativa ad alcune insegne
luminose presso il centro sportivo. Il sindaco, superato almeno per il momento questo primo scoglio, ha poi
comunicato i componenti della Giunta comunale. Al fianco del neo sindaco Aurelio Filippi, che si è tenuto la
delega al Bilancio e Pubblica istruzione siederanno: Leonardo Vizza che assumerà la carica di vice sindaco e
assessore agli Affari generali, territorio e turismo e con delega a Lavori pubblici per la parte contrattualistica;
Giovanni Rolfi sarà l'assessore alla Sanità e servizi sociali, con delega alla Edilizia privata, mentre Simone Peli è
assessore alla Cultura e Alessandro Prati assessore ai Lavori Pubblici e alla parte tecnica. L’assise comunale ha
poi deliberato in merito alla proroga di servizi quali i punti luce e l'igiene urbana.




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GIORNALE DI BRESCIA, 19 LUGLIO 2009

Edolo. Cent’anni di treno sognando il Mortirolo
Grande festa e progetti futuri in occasione del centenario della ferrovia
di Paolo Testini

Cent'anni di treno, festeggiati in un sabato mattina che, se non ci fosse il calendario a ricordare che siamo in estate, poteva
passare per una giornata di autunno inoltrato. Come testimonia il manifesto storico, ristampato per l'occasione dal Comune
di Edolo, cent'anni fa, il 18 luglio del 1909 alle 9.50 arrivò, a Edolo il primo treno ordinario.
Ieri, un secolo dopo, Edolo ha accolto il treno storico che ha risalito la linea Brescia-Iseo-Edolo per festeggiare il centenario
di attività. Composto dal Carro Nafta Elettrico 517 costruito nel 1979 dalle officine Reggiane, da una ALn668 Fiat del 1979
e dall'automotrice diesel ALnl204 «Schienenbus» realizzata nel 1957 dalla Macchifer di Varese, il mini convoglio ha deluso
le aspettative dei tanti cittadini di Edolo e dei turisti che speravano di poter ascoltare l'inconfondibile fischio ed ammirare il
soffio di fumo di una locomotiva a vapore: Una delusione che non ha fatto perdere d'animo il primo cittadino di Edolo,
Vittorio Marniga, che ha ribadito ieri il suo impegno ad organizzare un convegno entro la fine del 2009 in cui si parlerà del
futuro della ferrovia camuna.
Un anniversario importante. «Stiamo celebrando l'anniversario di una ferrovia - ha dichiarato Marniga nel suo intervento
rivolgendosi alle altre autorità presenti ed ai rappresentanti di Ferrovie Nord - che per 100 anni ha portato su e giù per la
Valcamonica passeggeri e merci. La Brescia-Iseo-Edolo nacque da un grande pensiero, che divenne poi una grande idea, un
grande progetto ed infine una grande realizzazione. Oggi la strada ferrata della Valcamonica porta il segno degli anni. Ecco
allora - ha aggiunto Marniga - l'importanza di gettare le basi per pensare finalmente a quello sfondamento verso Nord della
ferrovia, con il traforo del Mortirolo di cui già si parlava nel 1909. Se tutte le istituzioni e alcuni investitori privati dovessero
unire le loro forze, questo grande pensiero potrebbe diventare realtà nei prossimi anni». È un progetto ambizioso quello del
sindaco edolese che, una volta concretizzato, potrebbe riportare la ferrovia ai fasti degli anni d'oro. Epoca di cui ci ha parlato
Antonio Zani, classe 1924, che ha lavorato per la linea camuna dal settembre del 1941 sino alla pensione, nel settembre del
1984, meritando una medaglia d'oro al merito «per lungo e lodevole servizio». «Sino agli anni '70 - ha raccontato Zani, che
fu responsabile della stazione di Edolo dal '64 al 1984 - i binari erano sempre ingombri e le locomotive facevano la spola tra
Edolo e le stazioni di Malonno e Cedegolo per recuperare tutti i vagoni dei treni merci che trasportavano principalmente
carni destinate al vicino macello e legname». Un aneddoto in particolare racconta di un convoglio con bestiame proveniente
dall'Est, bestiame che si rivelò affetto da afta epizootica. Venne pertanto ordinata la quarantena per il convoglio e fu imposto
uno stringente regolamento che imponeva procedure precise anche agli addetti delle macellerie che entravano in contatto con
le bestie malate.
Un tuffo nel passato. «Erano tempi diversi - continua Zani - in cui le giornate di lavoro andavano a volte dalle 4 alle 22.
Posso dire con orgoglio che in 43 anni non ho mai marcato un'assenza per malattia, visto che i primi tre giorni di malattia
non erano retribuiti e la perdita di un giorno di stipendio poteva mandare in difficoltà una famiglia». Anche il funzionamento
della ferrovia era differente. «Non vi erano i telefoni - conclude Zani -e pertanto si lavorava con il telegrafo alfine di dirigere
il traffico dei convogli. Inoltre ogni mattina, prima del passaggio del primo treno, alcuni carrelli percorrevano tutta la linea
per poter verificare l'assenza di ostacoli ed ingombri sul tracciato». Infine due curiosità. Sino agli anni '60 era in uso una Fiat
«Topolino» adattata per viaggiare su rotaia con la quale, ogni fine mese, i funzionari della ferrovia salivano da Iseo per
portare le paghe ai dipendenti. Una volta all'anno invece un altro gruppo di funzionari risaliva l'intera tratta per premiare i
giardini più belli che si trovavano lungo la strada ferrata. Con l'arrivo del treno delle 11.03, che è poi ripartito alla volta di
Brescia alle 11.50 la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo è tornata alla quotidiana routine in una giornata che, nelle speranze di
qualcuno, potrebbe porre la prima pietra di un futuro prolungamento.


GIORNALE DI BRESCIA, 19 LUGLIO 2009

A lezione di ecomuseo
Arriva un corso di formazione per nuovi operatori
Un corso per operatori ecomuseali. L'iniziativa è stata presentata nell'ambito degli incontri de «l1 mio ecomuseo», incontri
mirati alla sensibilizzazione ed al coinvolgimento della popolazione della Valle riguardo al patrimonio di culture del proprio
territorio e indirizzati principalmente agli abitanti degli ecomusei camuni («Vaso Rè e della Valle dei Magli- di Bienno e
Prestine, «Concarena Montagna di luce» di Malegno, Losine, Cerveno é Ono San Pietro e «Nel bosco degli alberi del pane»
di Capo di Ponte. Ceto, Cimbergo e Paspardo).
Il corso, riservato a 40 partecipanti già operanti sul territorio o che vogliano immettersi in questo settore, si svolgerà dall'8
settembre al 30 ottobre e avrà una durata complessiva di 40 ore. Sarà articolato in tre moduli: il primo tratterà la storia degli
ecomusei sia in Italia che in Europa, il secondo analizzerà i soggetti delle realtà ecomuseali mettendole quindi in relazione
con il territorio, e l'ultimo si occuperà delle dinamiche di intervento nell'ambito locale e del coinvolgimento degli abitanti
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degli ecomusei. Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi agli uffici dei Comuni aderenti all'iniziativa, oppure contattare gli
uffici di competenza per gli ecomusei: «Concarena montagna di luce» 0364.434012, info@comune.cerveno.bs.it; «Il vaso
Rè e la Valle dei Magli» 0364.40001-0364.300307, info@ecomuseovasore.it; «Nel bosco degli alberi del pane»
0.364.436127, uff.unico@unionecetocimbergopaspardo.bs.it.


GIORNALE DI BRESCIA, 19 LUGLIO 2009

Gianico. Fiaccolata sulle morti bianche
C'era dentro tutto, nel silenzio del corteo di Gianico di giovedì sera. C'erano rabbia e sgomento, c'erano le lacrime di amici e
conoscenti di tanti morti sul lavoro c'era la voglia di tornare a vivere, di farsi forza a vicenda. E, tutti, hanno ricordato che il
lavoro serve per vivere e non per morire. Le ottocento fiaccole che hanno sfilato dietro lo striscione di Cgil, Cisl e Uil di
VallecamonicaSebino erano facce di ogni nazionalità, rappresentanti di ogni impiego, tutti a testimoniare una solidarietà
umana che è necessaria almeno quanto l'esigenza di una maggior sicurezza sul posto di lavoro. Le organizzazioni sindacali
hanno scelto Gianico, a ventiquattre'ore dai funerali del giovane Elia Cantoni, morto a 21 anni in un cantiere edile. Mischiati
tra la folla, anche i suoi genitori. Dall'ingresso del paese, il corteo si è mosso fin nel cuore del centro storico raccogliendosi
nella piccola piazza del Comune dove sono stati scanditi nomi, luoghi e circostanze delle tredici morti bianche dell'ultimo
anno, «che sono cinque nell'ultimo mese e due nell'ultima settimana».
Dietro la cordata dei sindacalisti, presenti alcuni sindaci valligiani: Francesco Abondio per Darfo Boario Terme, Maddalena
Lorenzetti di Artogne, Renato Pè di Piancamuno, Alberto Tosa di Saviore dell'Adamello e Mario Pendoli che ha fatto gli
onori di casa e, visibilmente commosso, ha salutato la folla alla fine della manifestazione.
«Rimbocchiamoci le maniche. per diffondere la cultura della sicurezza sul posto di lavoro - ha affermato Pendoli -.
Facciamo il possibile, per quel poco che possiamo, perché prima che sindaci e amministratori siamo uomini». Domenico
Ghirardi, segretario della Cgil ha spiegato che «chiediamo una società più attenta al valore della vita e più giustizia perché è
assurdo che chi viene preso a rubare un'autoradio viene processato in 48 ore e chi vede morire un proprio caro sul posto di
lavoro deve affrontare cause che durano anni e che, troppo spesso, rimangono impunite».
Francesco Diomaiuta, segretario della Cisl, rilancia infine un «percorso di confronto con le istituzioni per una maggior
diffusione della cultura della sicurezza dei lavoratori e alle imprese chiediamo il rispetto delle regole e degli impegni».


GIORNALE DI BRESCIA, 19 LUGLIO 2009

Esine. Il Pgt rimane ancora «congelato»
di Giuliana Mossoni

Bolle la pentola della vita politica e amministrativa di Esine. E la temperatura, in questi giorni di luglio, è salita di molto. A
rischiare di «scuocere» non è solo l'adozione del Piano di governo del territorio, sfumata negli ultimi tre mesi per due volte,
ma anche la «scottante» vicenda dei nuovi complessi commerciali (potrebbero essere tre). II sindaco Fiorino Fenini è
risoluto: la priorità è adottare il Piano al più presto e quindi, se non ci saranno novità, porterà per la terza volta il punto
all'ordine del giorno in un nuovo consiglio entro fine mese.
Le due minoranze, che hanno trovato unità in questa battaglia contro il «decisionismo antidemocratico della Giunta», hanno
così scritto una lettera aperta ai consiglieri di maggioranza e ai cittadini di Esine, Plemo e Sacca, per parlare del «Piano di
governo del territorio congelato».
Tante le domande e le accuse rivolte al sindaco. Su tutte, emerge la richiesta di spostare l'adozione dello strumento
urbanistico a settembre, «in un clima di maggiore collaborazione», approfittando del periodo estivo per «rimediare agli errori
commessi e approfondire la conoscenza degli argomenti, ascoltando anche i suggerimenti e affrontando i problemi ormai
assillanti». I cinque di opposizione chiedono una più ampia partecipazione della popolazione, «mai realmente coinvolta né
stimolata a esprimere le proprie istanze», accusando sindaco, giunta e professionista estensore di «leggerezza e incapacità
nella gestione del Pgt». È anche per questo che -ritiene l'opposizione - «sono maturi i tempi di un rimpasto qualificato degli
incarichi assessorili, che tenga conto delle competenze», per evitare scelte sbagliate «con un atteggiamento di maggiore
disponibilità al dialogo».
«La mancata approvazione del Pgt - scrivono -non è solo merito delle minoranze, ma anche di parte della maggioranza, che
la prima volta ha optato per il rinvio e la seconda non si è presentata».
«Nuovi incontri sul Pgt? - si meraviglia Fenini - Li abbiamo fatti, anche con i tecnici del paese, che lo hanno tutti condiviso.
Non capisco le preoccupazioni della minoranza. Il Pgt poteva essere più incisivo, ma ci sono molti diritti acquisiti dei
cittadini e potevamo solo prenderne atto. Perché aspettare? Per presentare qualcosa che interessa a qualcuno?».
Appuntamento al prossimo Consiglio.


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L’UNITÀ, 19 LUGLIO 2009
L’analisi
Alcuni brutti anni della nostra vita
Nelle primarie sarò con Ignazio Marino per il suo essere laico che non è un fatto marginale.
Sperando che porti un segno di discontinuità
di Furio Colombo

Mi piacerebbe cominciare con questo paragrafo: «poiché tanti elettori o potenziali elettori del Partito
Democratico mi tempestano di e-mail per sapere come mi sono schierato in queste primarie... ». Mi piacerebbe
ma non è vero. Qualche stretta di mano, qualche amichevole frase sussurrata e un solo invito, da Piero Fassino,
che sono andato ad ascoltare, lui e Franceschini, allo spazio Etoile di Roma. Fassino merita attenzione e rispetto.
Franceschini lo conosco come spettatore, in televisione e alla Camera. Ascoltandolo ne penso bene, ma il
rapporto, umano e politico, si ferma qui.
Mi piacerebbe spiegare ai lettori dell'Unità come mai il quotidiano Libero (18 luglio) mi proclama, dati alla
mano, il deputato più ribelle del Partito Democratico. È una definizione che si era meritato - negli Stati Uniti - il
senatore Robert Kennedy con il suo impegno contro la guerra in Vietnam negli anni Sessanta. È un primo posto
che condivido solo con i 5 deputati Radicali. Potrei spiegare che i miei 405 voti contrari al voto ufficiale del PD
alla Camera si devono principalmente al fatto che io voto sempre contro le leggi razziali della Lega Nord. Voto
contro anche quando si camuffano da trattati internazionali, come l'accordo con la Libia, che prevede ingenti
versamenti di fondi, italiani in cambio, da parte della polizia e delle forze armate libiche della caccia agli
immigrati in mare o nel deserto, anche dei naufraghi disperati che hanno un legittimo diritto di asilo politico.
Voto contro la Lega quando traveste la sua legge da federalismo fiscale, definizione nobile che evoca Carlo
Cattaneo e punta invece alla frantumazione dell'Italia, al fai da te delle Regioni ricche del Nord. Tanto che sta
diventando altrettanto forte e pericolosa la spinta a costruire un "partito del Sud" di chi non se la sente di restare
unito dalle leggi (il più delle volte leggi della Lega) e separato dalle risorse, tutte, dai treni alle strade, dalla
istruzione, alle cure mediche.
Dunque andrò a cercare altri spazi, nella terra non lieta, non colma di entusiasmo del Partito Democratico per
vedere se resta una occasione di essere utile. Riassumo.
1- Nelle primarie sarò con Ignazio Marino. Il suo essere laico non è un tema ripetuto e limitato. È un principio di
civiltà da cui dipende tutto il resto. Respingere per motivi teologici una ricetta medica in farmacia, negare la
sepoltura a Piergiorgio Welby per aver chiesto di porre fine alle sue sofferenze, perseguitare Beppino Englaro
che, dopo diciassette anni di pena imposta dallo Stato è riuscito a dare pace alla figlia, non sono fatti marginali
nella vita normale di un Repubblica democratica.
2 - Occorre rendersi conto che il momento che stiamo vivendo in questa Repubblica è molto più grave e
pericoloso e tragico di quanto molti, anche nel PD, sembrino credere. Nel PD, infatti, si sta dedicando
tranquillamente del tempo a ridiscutere delle colpe e dei meriti del vecchio Pci, a elencare le buone cose di Craxi,
a confrontarsi serenamente sull'età pensionabile delle donne, come in tanti convegni estivi organizzati per
occupare il fresco della sera. Intanto si cerca di non sapere che è cominciata la caccia alle badanti; che ci sono -
autorizzate e legali nella Repubblica italiana - le ronde squadristiche di Stato; che adesso esiste, nell'Italia nata
dalla Resistenza, il mostro giuridico del reato di clandestinità. Tutto ciò spiega l'iniziativa insolita del Presidente
della Repubblica Napolitano. Promulga una legge che dichiara inaccettabile, moralmente e giuridicamente, nei
suoi punti essenziali perché vede il pericolo di una contrapposizione grave. Vede il pericolo della Lega. Essa
impone il razzismo, ricatta il governo di cui fa parte, riduce la destra maggioritaria italiana, che pure avrebbe ben
altro respiro, al modello di Le Pen o del semi-fascista partito Jobik ungherese.
3 - Non so se la candidatura di Marino porterà con pienezza e fermezza il segno di discontinuità umana, morale,
civile, politica che è necessaria, adesso in Italia, con urgenza. Lo spero. E a questa speranza di discontinuità, di
contrapposizione netta, di appassionata difesa della Costituzione (che non concepisce nessuna abolizione dei
diritti civili, nessuna mutilazione all'autonomia della magistratura, nessun divieto alla libertà di stampa) offro il
sostegno che posso. So che è poco. Ma non è rinunciabile.




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