La povera Milva si sveglinel cuo

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La povera Milva si sveglinel cuo Powered By Docstoc
					La povera Milva si svegliò nel cuore della notte, sudata e tremante.. che terribile incubo! Ridotta a
fare l’elemosina per le vie del centro, stracci luridi addosso, i suoi bellissimi capelli rossi tutti
sporchi e spettinati e almeno tre dita di ricrescita bianca! E cosa peggiore di tutte Sofia Loren che
rideva di lei additandola con quelle dita ossute e lampadate! Ancora tremante si mise a pensare che
in fondo quel sogno nascondeva una sua reale paura, effettivamente non sapeva davvero più che
fare della sua vita.. i bei tempi del successo erano andati, le apparizioni nei programmi televisivi
ormai un ricordo.. la gente aveva addirittura smesso di riconoscerla per strada e cosa peggiore di
tutte il conto in banca cominciava a piangere.. macchè piangere, disperarsi! Milva decise che era il
momento di riprendere le redini della sua vita, la squallida povertà non era cosa per lei e senza soldi
come avrebbe potuto farsi preparare ancora quel meraviglioso strudel tirolese dalla sua colf
filippina?? No, non poteva nemmeno sopportarne l’idea!
Come faceva sempre nei momenti di grande stress si mise a leggere e l’ispirazione le venne proprio
da “I Promessi Sposi”, il suo libro preferito dopo il “Manuale delle Giovani Marmotte”, sì avrebbe
preso esempio dall’Innominato, in fondo anche lui aveva cambiato radicalmente la sua vita. Ecco,
l’Innominato aveva imboccato la retta via dopo aver condotto per anni una vita alquanto discutibile,
mentre lei non aveva mai fatto in vita sua niente di veramente cattivo.. bè certo a parte quella volta
alla stazione, ma in fondo era stata solo un’innocente spintarella, non era certo colpa sua se quella
vecchina era inciampata nel suo bastone cadendo sui binari.. e il treno in transito proprio in quel
momento? Una terribile coincidenza o forse semplicemente il destino, ad ogni modo inutile pensarci
ancora!! Concluse che, essendo la conversione la caratteristica principale dell’Innominato, anche lei
avrebbe dovuto convertirsi a qualcosa.. al crimine per esempio! Ma che tipo di crimine? Qualcosa
di redditizio possibilmente (lo strudel fumante ancora aleggiava nei suoi pensieri..), un bel furto
magari.. sì perché no, il furto le sembrò la soluzione ideale..
Come Sofia Loren ormai da anni e anni si era trasferita in America, anche Milva, che non voleva
certo essere da meno, era emigrata all’estero, a Parigi per la precisione; non che la città le piacesse
particolarmente, a dire il vero non sopportava più i francesi e il loro irritante accento.. quante volte
avrebbe dovuto ripetere ancora che il suo nome era Milva non Milvà??? Sì, rubare qualcosa a Parigi
le sembrava sempre di più un’ottima idea, qualcosa di molto costoso magari.. la Gioconda!! Ma
certo, come aveva potuto non pensarci prima!
Pensò che per rubare qualcosa in un museo non c’è metodo migliore che sembrare parte del museo
stesso.. e così decise che si sarebbe travestita da Cleopatra.. in fondo aver speso tutti quei soldi per
quel costume il carnevale scorso cominciava a dare i suoi frutti! Complimentandosi con sé stessa
per la sua arguzia Milva impiegò il resto della notte nella vestizione, alle prime luci dell’alba era
pronta, pensò che non si era mai vista una Cleopatra più bella e affascinante di lei.. nemmeno
quell’arrogante di Sofia Loren sarebbe stata in grado di far di meglio!
A quel punto non le restava che entrare al Louvre, rubare il quadro e uscirne indenne.. decise di
concentrarsi solo sul primo passo, non le piaceva mettere troppa carne al fuoco! Entrare al museo..
semplice, avrebbe acquistato il biglietto! Ma forse vestita da Cleopatra in biglietteria avrebbe
attirato troppa attenzione.. Decise che sarebbe entrata vestita normalmente e si sarebbe travestita
solo dopo, nei bagni del museo.. e così fece. Canticchiando le note di “Walk like an Egyptian”, per
entrare meglio nella parte, Cleo-Milva si aggirava guardinga per i corridoi del Louvre, fino a
quando dietro una spessa coltre di turisti giapponesi la vide. Ecco la Gioconda in tutto il suo
splendore.. mica tanto grande pensò! Meglio così, sarebbe stato più facile nasconderla!
Rubare il quadro fu un gioco da ragazzi.. si intrufolò semplicemente nel gruppo di turisti giapponesi
e tutto ad un tratto urlò “Mio Dio ma quella è una bomba!”, dopodichè approfittò del panico e della
confusione generati per rubare indisturbata la Gioconda, sotto il naso delle guardie impegnate nella
ricerca della fantomatica bomba.. che mossa geniale! Allo scattare dell’allarme tutti pensarono si
trattasse del pericolo bomba e Milva non dovette far altro che mescolarsi alla fiumana di gente
scalpitante, ma mentre si affrettava per i corridoi del Louvre verso l’uscita vide un bambino indicare
nella sua direzione e lo sentì gridare: “Guarda mamma, c’è Milvà vestita da Cleopatra che scappa
con la Gioconda!” Dannati fan! Quante probabilità c’erano di incontrare un bambino francese, suo
fan, che la riconoscesse così travestita??? Doveva assolutamente scappare, adesso che la sua
identità era svelata casa sua non sarebbe stata più sicura, la polizia sarebbe arrivata sicuramente nel
giro di poche ore.. che fare? Dove andare? Improvvisamente le venne in mente la discoteca
abbandonata che sorgeva sulla collina in fondo al quartiere.. perfetta! Luci psichedeliche, divanetti,
magari qualche alcolico abbandonato.. si sarebbe divertita un mondo e di certo nessuno avrebbe mai
pensato di cercarla lì! Fece una veloce tappa a casa per procurarsi l’essenziale per i futuri giorni di
latitanza: qualche vestito, una coperta, l’immancabile Manuale delle Giovani Marmotte, qualche
provvista e ciò che era avanzato dello strudel tirolese.. davvero non avrebbe potuto vivere senza!!
Una volta sistemata su un divanetto appartato della discoteca Milva cominciò a sentirsi sollevata, in
fondo le cose non erano andate poi così male, avrebbe solo dovuto lasciar passare un po’ di tempo
per far calmare le acque e poi tutto sarebbe stato più facile. Decise di premiarsi con un’immancabile
fetta di strudel ma proprio in quel momento cominciò a sentire dei rumori.. qualcuno stava
entrando! Dannazione! Si nascose velocemente dietro il divanetto e vide entrare uno dopo l’altro
almeno una ventina di uomini incappucciati.. pensò preoccupata ad una setta satanica. Quando però
gli uomini incappucciati cominciarono a recitare quello che sembrava un giuramento di fedeltà
Milva capì che non erano fanatici di satana.. ma bensì di Enrico Fermi!! Avevano infatti studiato a
fondo le opere del famoso fisico e stavano progettando di costruire una bomba atomica per liberarsi
finalmente dell’intera popolazione francese.
Milva pensò che non aveva mai sentito niente di più meraviglioso.. perche’non ci aveva pensato
lei?? Altro che rubare la Gioconda, una bomba atomica sarebbe dovuto essere il suo piano!! Stava
per uscire allo scoperto e chiedere agli uomini incappucciati di poter entrare a far parte della loro
setta quando improvvisamente le porte si spalancarono e un fiume di poliziotti invase la discoteca..
Milva si aggrappò alla speranza che fossero lì per una semplice retata e che, con un po’ di fortuna,
non si accorgessero di lei, ma poi con orrore lo vide.. l’Ispettore Gadget! Allora no, non poteva
essere così semplice, l’ispettore si occupava solo di casi importanti, doveva essere lì per lei!
Dannato Ispettore! Avrebbe potuto sfuggire a qualsiasi poliziotto ne era sicura, ma a lui no.. i suoi
OpOpSuperpoteri erano davvero troppo! Nell’ultimo anno aveva assicurato alla legge almeno una
ventina di tremendi criminali tra cui niente popò di meno che il mostro di Lochness, Jack Lo
Squartatore e l’intera Banda Bassotti!
Quando l’OpOpNasoFiutatore dell’Ispettore (programmato su “strudel-odour” sotto consiglio della
colf filippina) puntò nella sua direzione Milva non ebbe nemmeno il coraggio di fuggire, aveva
sentito parlare fin troppo delle OpOpPinzeCatturaCriminali e non aveva nessuna intenzione di
provarle di persona. Milva maledì lo strudel, la sua colf filippina e Sofia Loren che sicuramente
avrebbe riso di lei; quando l’Ispettore Gadget rivolgendosi agli altri agenti disse: “Et voilà ecco
Milvà”, rossa in volto dalla rabbia non potè far altro che arrendersi e lasciarsi ammanettare.

Da dietro le sbarre della sua cella parigina Milva si mise a riflettere su quanto le era accaduto.. tutto
sommato forse l’idea del furto non era stata proprio la scelta migliore.. anzi adesso che ci pensava
lucidamente tutta questa storia le sembrava solo un lungo momento di follia..Tutto era cominciato
con quel maledetto incubo.. se solo non l’avesse mai fatto.. ecco a pensarci bene forse nemmeno i
cinque piatti di strudel mangiati prima di andare a dormire erano stati una grande idea..

				
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posted:3/20/2010
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