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0 1 … zero uno … cifra

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					d, D Quarta lettera dell'alfabeto italiano e latino. La sua          Zinnemann. Interpreti: Montgomery Clift, Burt
 origine risale al daleth fenicio, passando dal delta greco.         Lancaster, Frank Sinatra. Titolo originale: From Here to
 In italiano è un'occlusiva dentale sonora.                          Eternity
 In metrologia d (minuscola) rappresenta l'abbreviazione            Da una casa di morti Opera in tre atti di L. Jan´cek,
 di deci-o indica il giorno (inglese day).                           libretto proprio (Brno, 1930).
 In biochimica una D (maiuscola) è una vitamina.                    dabbàsso, avv. Di sotto, in basso. ~ giù.
 In chimica la D (maiuscola) è il simbolo del deuterio.             dabbenàggine, sf. Ingenuità, candore che indicano
 In fisica indica il coefficiente di diffusione o lo                 semplicità di mente e facilità a lasciarsi ingannare. ~
 spostamento dielettrico.                                            semplicioneria, stupidità. <> accortezza, avvedutezza.
 In musica, nei paesi anglosassoni e tedeschi, D equivale                 deriv. da dabbene.
 alla nota Re secondo un'antica intavolatura musicale,              dabbène, agg. invar. Buono, probo. ~ onesto. <>
 tuttora in uso (sistema di Oddone di Cluny). In questi              disonesto.
 paesi, la D maiuscola può indicare la tonalità di re                     agg. invar. decent, honest.
 maggiore, la d minuscola la tonalità di re minore.                       da da bene.
d. C. Sigla di dopo Cristo.                                         Dabrowa Górnicza Città (132.000 ab.) della Polonia,
da, prep. 1 Forma i complementi di moto da, per e verso              nel voivodato di Katovice.
 luogo e gli stati in luogo. • arrivava da una riunione             Dacca (o Dhaka) Capitale del Bangladesh (6.000.000
 sfiancante di lavoro. 2 Esprime allontanamento,                     ab.), situata sul fiume Burhi; porto fluviale a
 separazione o distacco. •: :li odi familiari mi divisero da         Narayanganj. Importante centro industriale del Paese
 lei. 3 Indica provenienza, origine o causa. • molti termini         con industrie alimentari, tessili, chimiche, del vetro, del
 italiani derivano dal francese. 4 Esprime una qualità,              legno e cantieri navali. Nel 1947, con la divisione della
 una caratteristica, una stima, una misura o un prezzo               colonia britannica in Unione Indiana e Pakistan, divenne
 • sala da pranzo; giovane dal cuore d'oro. 5 Ha                     capitale della provincia orientale di quest'ultimo e, dal
 significato temporale. • è da ieri che ti sto aspettando. 6         1971, del Bangladesh.
 Ha valore di mezzo e modale. • uscì dalla porta di                 daccànto, avv. A fianco. ~ vicino.
 servizio. 7 Introduce il fine, la destinazione o lo scopo a        daccàpo, o da càpo, avv. e sm. avv. 1 Da capo, di
 cui qualcosa è adibito. 8 Può indicare una quantità                 nuovo, un'altra volta, da principio. ~ ancora. • rieccoci
 approssimativa e una limitazione. 9 Concorre alla                   daccapo con questa faccenda! 2 In uno scritto o nelle
 formazione di locuzioni avverbiali. 10 Con gli articoli             composizioni a stampa indica il cominciare una nuova
 determinativi forma le preposizioni articolate. 11                  riga. • andare daccapo dopo il punto.
 Quando è seguita da un infinito introduce proposizioni              sm. Didascalia che prescrive la ripetizione di un brano.
 consecutive e finali. 12 Sigla di deca-. 13 Primo elemento               avv. once again, over again.
 di composti nominali col valore dieci; preposto al nome            dacché, cong. 1 Da quando. 2 Poiché, giacché. ~
 delle unità di misura, ne indica il multiplo di ordine              siccome.
 dieci.                                                                   cong. since.
      prep. 1 (provenienza) from. 2 (destinazione) to. 3            dacèlide, sm. Piccolo uccello coraciiforme australiano
 (stato in luogo) at. 4 (moto per luogo) through. 5                  della famiglia degli Alcedinidi dal piumaggio bianco e
 (agente, causa) by. 6 (come) like. 7 (con valore                    bruno.
 consecutivo) as. 8 (durata) for. 9 (decorrenza) since. 10          Dachau Città della Baviera (33.000 ab.) situata nelle
 (limitazione) in.                                                   vicinanze di Monaco. Nel 1933 vi fu costruito il primo
      lat. de ab; nel significato [12]: dal greco déka dieci.        campo di concentramento nazista. Ospitò
Da Lat Città (105.000 ab.) del Viet Nam, nell'Annam                  complessivamente 200.000 prigionieri di cui 70.000
 meridionale. Capoluogo della provincia di Lam Dong.                 circa morirono. Il lager fu liberato il 28 aprile 1945.
Da Nang Città (492.000 ab.) del Viet Nam, nell'Annam,               dachiardìte, sf. Silicato idrato di sodio, potassio e calcio
 capoluogo della provincia di Quang Nam-Da Nang. Porto               del gruppo delle zeoliti. Si presenta in piccoli cristalli di
 del mar Cinese Meridionale, nella baia omonima. Le                  colore biancastro.
 principali industrie sono alimentari, tessili (filatura del        Dachstein Vetta (2.995 m) dell'Austria, nelle Alpi
 cotone e della seta) e, vicino al porto, si trovano                 Orientali. La cima più elevata delle Prealpi del
 numerosi cantieri navali. Importante base militare                  Salisburgo.
 costruita dagli Stati Uniti durante la guerra del Viet             dàcia, sf. (pl.-cie o-ce) Villetta rustica russa.
 Nam. Sede di un museo sugli usi e costumi delle antiche            Dàcia Antica regione della Tracia, regno dei daci. Abitata
 popolazioni locali.                                                 da popolazioni, divise in tribù, dedite alla pastorizia e
da pòco => "dappoco"                                                 all'agricoltura, fu ripetutamente invasa da stirpi celtiche.
Da Pónte, Lorènzo (Vittorio Veneto 1749-New York                     Il re Burebista (60 a. C.) conquistò Tracia e Pannonia.
 1838) Pseudonimo di Emanuèle Conegliano, librettista e              Dopo numerosi scontri con i romani, si giunse a una
 poeta di corte a Vienna, scrisse tre libretti per Mozart (Le        riappacificazione (89) che segnò l'inizio della
 nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte). Si                  colonizzazione romana del Paese. Con la definitiva
 trasferì in America nel 1819 ove scrisse le sue Memorie             conquista da parte di Traiano, al termine delle guerre
 (1823-1827).                                                        daciche (101-106), fu ridotta a provincia romana.
Da Quarto al Volturno. Noterelle d'uno dei Mille                     All'arrivo dei goti, nel 271, fu abbandonata da Aureliano.
 Memorie di G. C. Abba (1880, 1891).                                dàcico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla Dacia o ai daci.
Da qui all'eternità ved. "Di qui all'eternità"                       Guerre daciche
 Da qui all'eternità                                                 Insieme delle campagne condotte tra il 101 e il 106 a. C.
 Film drammatico, americano (1953). Regia di Fred                    da Traiano contro i daci. Il ricordo di queste guerre è

                                                                1
 tramandato da numerose opere d'arte in Dacia e a Roma                • In meccanica sono chiamati galletti i dadi per il
 (Colonna traiana).                                                   serraggio manuale. Può avere forma esagonale,
dàco, sm. (f.-a; pl. m.-ci) Chi apparteneva alla                      quadrata, ad alette, a foro cieco, cilindrica e scanalata, a
 popolazione dell'antica Dacia, corrispondente all'attuale            farfalla. Per evitare allentamenti del dado si ricorre al
 Romania.                                                             suo bloccaggio usando la copiglia, le rondelle e il
D'Acquìsto, Sàlvo (Napoli 1920-Palidoro, Roma 1943)                   controdado.
 Carabiniere. Durante la seconda guerra mondiale, in                 dadòforo, sm. Portatore di fiaccola.
 cambio della vita di ventidue ostaggi si fece fucilare dai                dal greco dás, dadós fiaccola e phóros che porta.
 tedeschi. Fu insignito della medaglia d'oro.                        dadolàta, sf. Insieme di piccoli dadi di pane, legumi ecc.
dacrioadenìte, sf. Infiammazione delle ghiandole                      usati come guarnizione per le minestre.
 lacrimali.                                                          Dadra e Nagar Haveli Stato (139.000 ab.) federato
dacriocistìte, sf. Infiammazione del sacculo lacrimale.               dell'India, capoluogo Silvassa.
dactilìte, sf. Infiammazione o l'infezione delle dita.               dadùco, sm. Nell'antica Grecia, sacerdote che occupava
Dad (Papà) Film drammatico, americano (1989). Regia                   il secondo posto nella gerarchia sacerdotale dopo lo
 di Gary David Goldberg. Interpreti: Jack Lemmon, Ted                 ierofante. Il deduco celebrava Eleusi portando la sacra
 Danson, Olympia Dukakis. Titolo originale: Dad                       fiaccola di Demetra.
dàda, agg. e sm. invar. agg. Dadaista.                               Daedong Fiume (458 km) della Corea del Nord. Nasce
 sm. Dadaismo o suo seguace.                                          dal Monte Nangnimsan e sfocia nel mar Giallo.
Dadàglio, Luìgi (Sezzadio, Alessandria 1914-Roma                     Daegu Città (2.229.000 ab.) della Corea del Sud,
 1990) Cardinale italiano. Fu consacrato vescovo nel 1960             capoluogo della provincia di Gyeongsang Settentrionale.
 e divenne cardinale nel 1985 per mano di Giovanni Paolo             Daejeon Città (1.050.000 ab.) della Corea del Sud,
 II. Coordinò la conferenza episcopale dell'America                   capoluogo della provincia di Chungcheong Meridionale.
 Latina.                                                             daemon Nel linguaggio informatico designa un
dadaìsmo, sm. Corrente artistica letteraria di                        programma che, nel sistema UNIX, viene sempre
 avanguardia fondata nel 1916 a Zurigo da Tzara, Arp e                eseguito in background.
 altri membri del Cabaret Voltaire. Movimento futurista,             daffàre, o da fàre, sm. invar. Insieme di occupazioni
 esaltava il carattere anarchico dell'individuo, il rifiuto           varie che richiede un'attività costante.
 della cultura (il nome del movimento deriva da un nome                    sm. toil, work.
 scelto a caso in un dizionario francese) e della morale. Il         D'Afflìsio Morèri, Elisabètta Attrice italiana morta
 movimento fu rigorosamente pacifista, a differenza del               intorno al 1760 a Finale Emilia, conosciuta anche con il
 futurismo. I dadaisti nella pittura usavano tecniche non             soprannome di Passalacqua. Appartenente a una
 convenzionali, a volte stravaganti, mentre nella                     famiglia di attori, fece parte anche della compagnia
 letteratura rifiutavano ogni vincolo sintattico. Tale                teatrale di G. Imer. Recitò al teatro San Samuele di
 rifiuto totale di regole fisse e schemi e la visione della           Venezia, dove conobbe C. Goldoni, con il quale ebbe una
 libertà come massima espressione della vita condussero               tormentata relazione. Per lei, Goldoni scrisse Don
 allo scioglimento del movimento nel 1922. Molti                      Giovanni Tenorio.
 esponenti passarono al surrealismo.                                 dàfne, sf. Genere di arbusti o suffrutici dai fiori rossi e
      franc. dadaisme, deriv. da dada.                                profumati della famiglia delle Timelacee. Numerose
dadaìsta, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Relativo al                      specie sono tossiche e vengono utilizzate in farmacia.
 dadaismo.                                                           Dàfne Nella mitologia greca ninfa, figlia di Peneo, dio dei
 sm. Seguace del dadaismo.                                            fiumi, e di Gea. Fu amata da Apollo e, per fuggire da lui,
Dàddi, Bernàrdo (Firenze ca. 1290-ca. 1348) Pittore.                  chiese aiuto al padre che la tramutò in albero d'alloro.
 Tra le opere Trittico di Ognissanti (1328, Firenze, Uffizi)          Questa pianta divenne da allora sacra ad Apollo.
 e Storie dei Santi Lorenzo e Stefano (ca. 1330, Firenze,            Dàfni Personaggio mitologico, pastore siciliano figlio di
 Santa Croce, Cappella Pulci).                                        Ermete, inventore del canto bucolico. Una ninfa lo
Daddy Nostalgie Film drammatico, francese (1990).                     accusò di infedeltà e lo accecò.
 Regia di Bertrand Tavernier. Interpreti: Dirk Bogarde,              Dafni e Cloe Romanzo di Longo il Sofista (II-III sec.).
 Jane Birkin, Odette Laure. Titolo originale: Daddy                  dàfnia, sf. Piccolo crostaceo (Daphnia pulex), detto
 Nostalgie                                                            anche pulce d'acqua (per i rapidi movimenti con cui si
dàdo, sm. 1 Piccolo cubo di vario materiale (osso, legno,             muove), dell'ordine dei Cladoceri, planctonico, d'acqua
 avorio o materiale plastico) con l'incisione, sulle facce, di        dolce. Serve da nutrimento ai pesci. Di forma rotonda è
 punti da uno a sei, in modo che le due facce opposte                 munita di antenne che usa come mezzo di locomozione
 diano sempre sette come somma. Usato per diversi                     in acqua.
 giochi, per lo più d'azzardo, fin dall'antichità. 2 Ogni            dàga, sf. Spada corta a due tagli.
 oggetto di forma cubica. 3 Prisma di forma solitamente              D'Àgata, Màrio (Arezzo 1926-) Pugile italiano,
 esagonale con foro filettato che si avvita sull'estremità            sordomuto. Fu campione italiano dei pesi gallo nel 1953,
 della vite. 4 Blocchetto di metallo che nell'arrampicata             europeo nel 1955 e mondiale nel 1956.
 su roccia viene incastrato sulla roccia e utilizzato come           dagherrotipìa, sm. Antico sistema di fotografia.
 ancoraggio. 5 Base della colonna.                                   dagherròtipo, sm. Apparecchio usato per la
      sm. 1 dice, die. 2 (cuc.) stock cube. 3 (mecc.) screw           dagherrotipia; la lastra di rame argentato sulla quale si
 nut.                                                                 imprimeva l'immagine ottenuta con la dagherrotipia e
      lat. datum, deriv. da datus, p.p. di dare.                      l'immagine stessa.
 • Il dado è tratto. Frase pronunciata da Giulio Cesare              Daghestan Centro industriale della Gran Bretagna posto
 mentre passava il Rubicone.                                          a nord del Tamigi, nato per lo sviluppo di grandi officine

                                                                 2
 automobilistiche. È diviso nei due distretti della Grande         dàino, sm. Mammifero Artiodattilo (Dama dama)
 Londra di Barking and Dagenham e di Redbridge.                     ruminante della famiglia dei Cervidi. Il maschio, lungo
dàgli, prep. e inter. prep. Composta da da e gli.                   circa 1,50 m e alto quasi un metro, ha grandi corna
 inter. Si usa per esortare, incitare.                              larghe e appiattite, che si rinnovano ogni anno, mantello
Dagobèrto Nome di sovrani.                                          rossiccio con macchie bianche d'estate, grigio scuro
 Dagoberto I                                                        d'inverno. Ha ottime carni e la pelle conciata è morbida e
 (600 ca.-Saint-Denis 639) Figlio di Clotario II, fu re             flessibile. Un tempo molto diffuso in Europa, vive oggi,
 d'Austrasia dal 623 e nel 629 riunì i regni merovingi              anche in Italia, nei parchi demaniali e nelle riserve.
 sottomettendo parte della Britannia.                               Daino, sm.
 Dagoberto II                                                       (f.-a) Pelle usata per fare guanti e simili.
 (652-679) Santo, re d'Austrasia dal 676 al 679.                         sm. 1 fallow deer. 2 (pelle) chamois leather,
 Dagoberto III                                                      buckskin.
 (699-715) Re di Neustria dal 711 al 715, venne in seguito         Dairàgo Comune in provincia di Milano (4.337 ab., CAP
 spodestato da Pipino d'Héristal.                                   20020, TEL. 0331).
Daguerre, Louis-Jacques (Cormeilles 1787-Bry-sur-                  Dairy Belt Regione degli USA, tra i Grandi Laghi e la
 Marne 1851) Pittore e inventore francese. Realizzò a               Costa Atlantica.
 Parigi, nel 1822, il diorama, genere di spettacolo in cui         daisy-wheel, sf. invar. Tipo di stampante seriale per
 mostrava la visione di ampi paesaggi. Elaborò nel 1839 il          elaboratore.
 procedimento fotografico di dagherrotipia.                        Dakar Capitale del Senegal (1.382.000 ab.) all'estremità
Dagùri Popolazione mongola della Cina nordorientale                 meridionale della penisola di Capo Verde. Principale
 costituita da circa settanta migliaia di individui parlanti        porto commerciale e peschereccio (pesca del tonno)
 una propria lingua, il daguro, e praticanti una religione          dell'Africa occidentale. Centro commerciale e sede di
 sciamanica di origine siberica. Sono dediti alla caccia,           industrie chimiche, cantieristiche, petrolchimiche,
 all'agricoltura, all'allevamento e allo sfruttamento delle         meccaniche e del cemento. Cresciuta attorno a una
 risorse forestali.                                                 roccaforte francese del 1857, divenne capitale dell'Africa
Dahlak Gruppo di isole del mar Rosso, davanti alle coste            occidentale francese nel 1904.
 dell'Eritrea.                                                     dakota Popolazione amerindia della famiglia Sioux,
Dahra Regione montuosa dell'Algeria, tra la valle del               stanziata in origine nella regione dei Grandi Laghi e
 Chélif e la costa mediterranea.                                    organizzata in tribù (santee, yankton, teton). I dakota
dài, prep. art. m. pl. e inter. prep. Composta da da e i.           furono sottomessi solo nel 1864. Oggi vivono in riserve
 inter. Come dagli, si usa per incitare.                            assegnate dagli stati del Montana, del Dakota del Sud e
      inter. come on.                                               del Minnesota.
Daiàno Comune in provincia di Trento (615 ab., CAP                 Dakota del Nord Stato degli USA (634.000 ab., 183.119
 38030, TEL. 0462).                                                 km2) posto al confine con il Canada. È pianeggiante a
Daïas Regione dell'Algeria, tra i monti Oulad Naïl a nord           est, mentre presenta degli altipiani a ovest, attraversati
 e il Mzab a sud.                                                   dal fiume Missouri. La ricchezza economica si fonda
daily, agg. invar. Nei paesi anglosassoni indica i                  sull'agricoltura (cereali) e sull'allevamento del bestiame.
 quotidiani.                                                        È ricco di risorse minerarie (petrolio, lignite e gas
Daily Express Quotidiano britannico fondato nel 1900                naturale) e possiede una notevole attività industriale
 da Arthur Pearson che sperimentò la prima pagina.                  (alimentare, meccanica ed elettrotecnica). La capitale è
 Durante la seconda guerra mondiale era al primo posto              Bismarck.
 per la tiratura. Nel 1966 passò al secondo posto dopo il          Dakota del Sud Stato degli USA (693.000 ab., 199.730
 Daily Mirror.                                                      km2), caratterizzato da un vasto altopiano, con vette che
Daily Herald Quotidiano britannico fondato nel 1912                 raggiungono i 2.207 m, nel gruppo dei Black Hills. La
 come organo ufficiale del partito laburista. Fu acquistato         produzione si basa sull'allevamento del bestiame e
 dal Daily Mirror nel 1964 e quindi sostituito da The Sun.          connesse industrie di trasformazione, affiancate da
Daily Mail Quotidiano britannico fondato nel 1896. Tra il           industrie minerarie (oro, argento, petrolio, ferro). Fino
 1920 e il 1930 rappresentò il primo quotidiano per                 al 1889 costituiva lo stato unico del Dakota con il Dakota
 tiratura del mondo.                                                del Nord. La capitale è Pierre.
Daily Mirror Quotidiano britannico illustrato fondato              dal, prep. art. m. pl. Composta da da e il.
 nel 1903 come giornale femminile e trasformato                    Dal Fiume (520 km) della Svezia, formato dall'unione dei
 successivamente in un quotidiano illustrato per                    fiumi Västerdal e Österdal. Sfocia nel golfo di Botnia.
 aumentarne la tiratura. Fu acquistato nel 1984 da Robert          Dal Fèrro, Scipióne (Bologna 1465-Bologna 1526)
 Maxwell assieme al gruppo Mirror a cui appartiene.                 Matematico. Fornì la regola per risolvere algebricamente
Daily News Quotidiano britannico di indirizzo liberale              le equazioni di terzo grado. La sua opera, andata
 fondato nel 1846 da Charles Dickens. Sostenne la causa             perduta, conteneva probabilmente problemi di
 unionista durante la guerra di secessione americana e le           geometria risolti con l'uso del compasso.
 guerre d'indipendenza italiane. Cambiò nome nel 1930              Dàl Molìn, Tommàso (Altissimo, Vicenza 1902-
 diventando il News Chronicle.                                      Desenzano 1930) Aviatore italiano. Fu tra i primi a
Daily Telegraph Quotidiano londinese fondato nel 1855,              superare i 500 Km/h.
 di tendenza conservatrice. Nel 1937 ha assorbito il               Dàl nuòvo mòndo Titolo della sinfonia numero 5 in mi
 Morning Post diventando il Daily Telegraph and                     minore opera 95 di Dvor´k ispirata al poema Il canto di
 Morning Post.                                                      Hiawatha di Longfellow. Composta nel 1893, l'autore la


                                                               3
 chiamò così perché la scrisse nel "nuovo mondo", ossia                 Guggenheim), Giraffa che brucia (Basilea), Il grande
 in America, dove visse per alcuni anni.                                paranoico (Rotterdam, Boymans van Beuningen
Dal Pózzo, Pàolo (Firenze 1397-1482) Astronomo e                        Museum), Crocefissione (MOMA di New York) e La
 matematico, aderì al gruppo di astronomi che, nel XV                   Venere a cassetti (1936, Parigi, collezione privata).
 sec. a Firenze, iniziò gli studi di astronomia e geografia;           dàlia, sf. Pianta erbacea appartenente al la famiglia delle
 fu collaboratore di Brunelleschi nella realizzazione della             composite. Originaria del Messico, ha foglie alterne e
 cupola del Duomo di Firenze e costruì lo Gnomone                       fiori in capolini. Coltivata per le qualità ornamentali,
 solstiziale in Santa Maria del Fiore, molto importante                 esistono molte varietà di ibridi dai molti colori
 perché gli consentì di stabilire l'inclinazione dell'ellittica.        appariscenti.
Dal tuo al mio Romanzo di G. Verga (1905).                                   sf. dahlia.
Dal vicolo del trionfo Romanzo di R. Huch (1902).                      Dalia azzurra, La Film poliziesco, americano (1946).
Daladier, Édouard (Carpentras 1884-Parigi 1970)                         Regia di George Marshall. Interpreti: Veronica Lake,
 Politico francese. Di ideologia radical-socialista, fu                 Alan Ladd, William Bendix. Titolo originale: The Blue
 presidente del consiglio nel 1933, nel 1934 e dal 1938 al              Dahlia
 1940. Non si oppose all'espansionismo nazista e nel 1938              Dàlila Personaggio biblico. Donna filistea, cortigiana di
 sottoscrisse gli accordi di Monaco.                                    Gaza, divenne l'amante di Sansone al fine di carpirgli il
Dalài Lama Monti della Cina, nel Tibet, tra i Monti                     segreto della sua forza e venderlo ai filistei. Saputo che la
 Tanglha e Ning Ting.                                                   forza di Sansone risiedeva nella folta chioma non esitò a
dàlai-lama, sm. invar. Titolo con il quale si indica il                 tagliarla notte tempo. La sua vicenda ha ispirato l'opera
 capo assoluto del buddhismo tibetano (lamaismo); un                    francese Sansone e Dalila, di Camille Saint-Saëns, in cui
 tempo sovrano dello stato teocratico tibetano per                      il ruolo di Dalila è affidato a un mezzo soprano. Famoso
 concessione del Kubylai Khan, imperatore mongolo                       anche il dipinto Dalila e Sansone di A. Mantegna
 (XIII sec.), fino all'epoca della conquista del Tibet da               (National Gallery di Londra).
 parte della Cina (1959). Viene considerato l'incarnazione             dàlla, prep. art. f. sing. Composta da da e la.
 terrena del bodhisattva Avalokitesvara, dio protettore                Dàlla Chièsa, Càrlo Albèrto (Saluzzo 1920-Palermo
 del Tibet. Il quattordicesimo dàlai-lama Tenzin Gyatso                 1982) Generale dei carabinieri. Dal 1978 coordinò le
 ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1989.                      indagini sulle Brigate rosse. Dal 1982 fu prefetto di
Dalälven Fiume (520 km) della Svezia. Sfocia nel golfo di               Palermo; venne assassinato lo stesso anno dalla mafia.
 Botnia.                                                               Dalla mia vita. Poesia e verità Opera autobiografica di
Dale, Henry (Londra 1875-Cambridge 1968)                                J. W. Goethe (1809-1814, 1830).
 Neurofisiologo inglese. Scoprì e chiarì il ruolo                      Dalla parte di lei Opera di narrativa di A. De Céspedes
 dell'acetilcolina quale mediatore chimico degli impulsi                (1949).
 nervosi. Nel 1936 fu insignito del premio Nobel con O.                Dàlla Pòrta, Niccolò (Trieste 1910-) Fisico italiano,
 Loewi.                                                                 professore dell'università di Padova. Ha diretto
D'Alèma, Màssimo (Roma 1949-) Politico. Deputato dal                    importanti ricerche nella fisica delle alte energie
 1987, fu direttore de L'Unità dal 1988 al 1990 e dal 1994              utilizzando la tecnica delle emulsioni nucleari. Si
 è segretario nazionale del PDS dal 1994, quando sostituì               interessa anche di astrofisica e di cosmogonia.
 Achille Occhetto. Nel 1997 è diventato presidente della               Dalla Russia con amore Romanzo di I. Fleming (1957).
 Commissione bicamerale per le riforme istituzionali.                  Dalla Védova (o Dalla Védoa), Vincènzo (Murano
 Nell'ottobre del 1998 ha sostituito R. Prodi alla guida del            sec. XVIII) Decoratore di vetri. Noto per aver introdotto,
 governo.                                                               verso il 1750, la tecnica dell'incisione del vetro alla
D'Alembert, Jean-Baptiste ved. "Alembert, Jean-                         rotella.
 Baptiste Le Rond d'"                                                  Dàlla, Lùcio (Bologna 1943-) Cantante e cantautore
Dalen, Gustaf (Stensport 1869-Stoccolma 1937) Fisico                    (Piazza grande, L'anno che verrà, Attenti al lupo,
 svedese. Inventò una valvola solare che consente                       Caruso e Canzone).
 l'accensione e lo spegnimento automatico dei fari e delle             Dallapìccola, Luìgi (Psino 1904-Firenze 1975)
 boe. Per questo nel 1912 fu insignito del premio Nobel.                Compositore. Autore tra l'altro di Volo di notte (opera,
Dalí, Salvador Felipe Jacinto (Figueras 1904-1989)                      1940), Il Prigioniero (opera, 1950) e Ulisse (opera,
 Pittore spagnolo. A Madrid frequentò la scuola di belle                1968).
 arti e conobbe F. García Lorca e L. Buñuel. All'inizio                Dallas Città degli USA (1.010.000 ab., area metropolitana
 della sua carriera, la sua arte era ispirata a quella                  3.655.000 ab.) nel Texas. Situata al centro di enormi
 metafisica di pittori come G. De Chirico e C. Carrà;                   distese di piantagioni di cotone, è sede di numerose
 trasferitosi a Parigi (1928), entrò in contatto con Picasso,           industrie per la sua lavorazione. Fondata nel 1841, nel
 Miró, Breton e, di conseguenza, con l'arte surrealista.                dopoguerra divenne uno dei principali centri
 Allontanatosi dal surrealismo nel 1934, si indirizzò verso             dell'industria del petrolio. Sono presenti anche industrie
 il realismo classicheggiante e virtuosistico. Durante la               tessili, automobilistiche, aeronautiche e alimentari. Nel
 guerra, si trasferì negli Stati Uniti. Specialmente nel                1963 vi fu assassinato il presidente Kennedy.
 dopoguerra, la sua creatività si indirizzò ai settori più             dallàto, avv. Da parte, accanto, di fianco.
 diversi, dalle illustrazioni (Don Chisciotte, Bibbia,                 dàlle, prep. art. f. pl. Composta da da e le.
 Divina Commedia) ai gioielli, ai mobili, alla grafica;                Dalle Dèstre, Vincènzo (Treviso ?-prima del 1543)
 collaborò con L. Buñuel in alcuni suoi film (L'âge d'or,               Pittore. Fu attivo a Treviso e a Venezia (1505-1537),
 Le chien andalou). Tra le opere Persistenza della                      dove, tra l'altro, collaborò con G. Bellini nella
 memoria (1931, New York, Museum of Modern Art), La                     decorazione del Palazzo Ducale. Tra le opere, Madonna
 nascita dei desideri liquidi (1932, Venezia, Collezione

                                                                   4
 in trono e Santi e la Sacra famiglia (Treviso, Museo               Dam, Henrik (Copenaghen 1895-1976) Biochimico
 Civico) e Circoncisione (Venezia, Museo Correr).                    danese. Compì importanti studi sulla vitamina E e scoprì
dàllo, prep. art. m. sing. Composta da da e lo.                      la vitamina K. Nel 1943, insieme a E. A. Doisy, fu
Dall'Óngaro, Francésco (Mansuè, Treviso 1808-Napoli                  insignito del premio Nobel per la medicina.
 1873) Commediografo. Tra le opere Il fornaretto di                 dàma, sf. 1 Donna di nobile condizione. ~ nobildonna.
 Venezia (1855).                                                     <> plebea, popolana. 2 Gioco antichissimo, praticato da
dàlmata, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Della Dalmazia.                  due giocatori che, muovendo a turno una delle dodici
 • Membro di antiche tribù illiriche stanziate nella                 pedine su una scacchiera, devono cercare di eliminare
 penisola balcanica; nel 156 a. C. i dalmati iniziarono un           tutte quelle avversarie. 3 Nel ballo, la donna che danza
 lungo scontro con i romani, terminato con                           in coppia con il ballerino.
 l'assoggettamento del territori all'impero romano.                       sf. 1 lady. 2 (gioco) draughts. 3 (nel ballo) partner.
 In zoologia è una specie di cane, caratterizzato da                      franc. antico dame.
 macchie nere o marroni su un mantello bianco, resa                 Dama di picche, La Opera in tre atti e sette quadri di P.
 celebre dal noto film della Disney, La carica dei 101.              I. Cajkovskij, libretto di M. Cajkovskij (San Pietroburgo,
Dalmati, Margherita (Chalkida 1921-) Scrittrice greca.               1890).
 Tra le opere, Schizzi nella nebbia, pubblicata nel 1952 e           Dama di picche, La
 Mare di Citera pubblicata nel 1971. Tradusse le                     ved. "Donna di picche, La"
 principali opere dei poeti italiani in greco in modo               damalìsco, sm. (pl.-chi) Nome comune e genere di
 estremamente accurato e preciso.                                    Mammiferi Ruminanti della famiglia dei Bovidi, Antilopi
dalmàtica, sf. 1 Tunica bianca corta portata dai romani.             africane dalle corna che si incurvano all'indietro.
 2 Paramento liturgico indossato dal diacono e dal                  Damanhzr Città (226.000 ab.) dell'Egitto, capoluogo del
 vescovo nella messa.                                                governatorato di Beheira.
Dalmau, Luis (not. 1428-1460) Pittore spagnolo. Tra le              damascàre, v. tr. Lavorare il panno a damasco, fiorami.
 opere Madonna dei consiglieri (1445, Barcellona, Museo             damascàto, agg. e sm. Di tessuti realizzati in cotone,
 de Bellas Artes de Cataluña).                                       lino o fibre miste, sul diritto dei quali appaiono disegni
Dalmàzia Regione storico geografica dei Balcani, divisa              in rilievo. I damascati sono usati soprattutto per
 tra Croazia, Bosnia Erzegovina e Montenegro. Si estende             tappezzerie, biancheria da tavola e simili.
 lungo la costa affacciata sul mar Adriatico,                       damascatùra, sf. Il damascare.
 comprendendo numerose isole e isolotti. Notevole è la              damaschinàre, v. tr. Decorare una superficie metallica
 produzione di vino, olio, tabacco e frutta. Lungo il                con intarsi d'oro e d'argento.
 litorale molto attiva è l'industria del turismo. Più volte         damàsco, sm. (pl.-chi) Tessuto di seta di filati diversi ma
 invasa da Roma, fu conquistata nel 117 a. C. e divenne              di un solo colore il cui disegno, in genere a fiorami,
 provincia romana nell'11 a. C. Suddivisa tra i regni di             risalta per contrasto di lucentezza sul fondo.
 Croazia e Serbia, fu oggetto di contesa tra Ungheria e                   sm. damask.
 Venezia che riuscì a conquistarla nel 1409 e a detenerne           Damàsco Città della Siria (1.326.000 ab.), capitale dello
 il controllo fino all'avventura napoleonica (1797-1814).            Stato. Sorge sulle pendici dell'Antilibano, tra cui svetta il
 Passò sotto il controllo austriaco nel 1814; a seguito del          monte Herbon. Centro di molti traffici commerciali, è un
 trattato di Rapallo divenne iugoslava, tranne Zara e le             fiorente mercato agricolo (cereali, tabacco, ortaggi e
 isole del Quarnaro, italiane fino al 1947. Città principali         frutta) e sviluppata è anche l'industria tessile, conciaria e
 sono Zara, Spalato, Ragusa, Sebenico.                               alimentare. Non mancano piccole imprese artigiane,
Dàlmine Comune in provincia di Bergamo (18.511 ab.,                  continuazione della vecchia tradizione araba (tappeti,
 CAP 24044, TEL. 035). Centro industriale (prodotti                  damaschi, armi cesellate). Capitale aramaica nel 1000 a.
 chimici, tessili, siderurgici, alimentari e                         C., fu soggetta a molte dominazioni (assiri, persiani,
 metalmeccanici). Gli abitanti sono detti Dalminesi.                 babilonesi). Divenne possesso romano a opera di
Daloa Città (61.000 ab.) della Costa d'Avorio. Capoluogo             Alessandro Magno nel 66 a. C. Fu conquistata dai
 del dipartimento omonimo.                                           musulmani nel 635 e venne incorporata nell'impero
Dalton, John (Eaglesfield 1766-Manchester 1844)                      ottomano nel 1076, rimanendovi fino al 1918, quando
 Chimico e fisico inglese. Si dedicò allo studio dei gas ed          entrò a far parte del mandato francese. Dal 1940 è la
 elaborò la legge delle proporzioni multiple e l'ipotesi             capitale dello stato indipendente della Siria. Numerosi
 atomica, ipotizzando l'uguaglianza degli atomi di un                sono i monumenti islamici conservati, l'Accademia
 determinato elemento e l'invariabilità del loro peso;               Araba, le moschee, tra le quali quella degli Omayyadi.
 teorizzò inoltre che il peso atomico di un composto fosse           Damàsco
 uguale alla somma dei pesi dei suoi componenti. Studiò              Distretto (1.363.000 ab.) della Siria, ai confini con il
 su se stesso il fenomeno visivo omonimo (daltonismo).               Libano.
daltònico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Effetto da daltonismo.            Damaskinos, Dimitrios Papandreu (Dobritsa 1889-
      agg. colour-blind.                                             Atene 1949) Arcivescovo di Atene di religione ortodossa.
daltonìsmo, sm. Impossibilità congenita di percepire le              Fu reggente di Grecia dal 1944 al 1946.
 differenze tra gli altri colori e il rosso (protanopia) o il       Dàmaso Nome di papi.
 verde (deuteranopia). Il termine daltonismo è stato                 Damaso I
 coniato per ricordare il fisico inglese J. Dalton il quale,         (304?-384) Santo, papa dal 366. Si batté in
 essendone affetto, già nel 1798 ne descrisse i sintomi. ~           collaborazione con l'imperatore Teodosio e con
 acromatopsia, discromatopsia.                                       Sant'Ambrogio contro le eresie ariane e donatiste.
d'altrónde, loc. avv. D'altra parte, per altro.                      Damaso II
                                                                     (-Roma 1048) Papa per ventiquattro giorni, nel 1048.

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D'Amàto, Enrìco (Roma 1932-) Attore e regista italiano.            Dàmocle (sec. IV a. C.) Cortigiano di Dionigi I il Vecchio,
 Affermatosi come attore al Piccolo Teatro di Milano, ha            tiranno di Siracusa. Questi per dimostrare la caducità
 collaborato con Strehler e con altri importanti registi            della felicità dei potenti, durante un banchetto gli fece
 teatrali. Ha lavorato anche come attore e regista                  sospendere sul capo una spada appesa a un crine di
 televisivo. Si ricordano Vita è sogno (1980) e Il                  cavallo.
 precettore (1983).                                                Damodar Fiume (541 km) dell'India, affluente del fiume
Dàmbel Comune in provincia di Trento (432 ab., CAP                  Hooghly.
 38010, TEL. 0463).                                                Damoh Città (77.000 ab.) dell'India, nel Madhya
Dame blanche, La Opera comica in tre atti di F. B.                  Pradesh. Capoluogo del distretto omonimo.
 Boileldieu, libretto di E. Scribe (Parigi, 1825).                 D'amore si muore Dramma di G. Patroni Griffi (1958).
dameggiàre, v. intr. Frequentare compagnie di dame.                damper, sm. invar. Piccolo ammortizzatore installato
Damerìni, Massimiliàno (Genova 1951-) Pianista                      sulla testa di un albero motore allo scopo di annullare e
 italiano. Ha cominciato molto presto a lavorare nei                smorzare le eventuali vibrazioni torsionali.
 principali enti e nelle maggiori istituzioni concertistiche       Dampier Penisola dell'Australia, protesa nell'oceano
 italiane.                                                          Indiano.
damerìno, sm. Chi è lezioso e ricercato nel vestire. ~              Dampier
 bellimbusto. <> straccione.                                        Arcipelago dell'oceano Indiano, davanti alla costa
Dames Anglais Gruppo di cinque vette del massiccio del              nordoccidentale dell'Australia.
 Monte Bianco.                                                     Dampier, William (East Coker 1652-Londra 1715)
Damiàni, Damiàno (Pasiano 1922-) Regista                            Navigatore inglese. Tra il 1699 e il 1701 compì
 cinematografico. Diresse Quien sabe? (1967), Il giorno             un'importante spedizione esplorando le coste
 della civetta (1968), L'inchiesta (1987) e L'angelo con la         nordoccidentali dell'Australia e scoprendo l'omonimo
 pistola (1991).                                                    arcipelago in Nuova Guinea.
Damiàno Martire insieme a Cosma a Ciro in Siria                    DAMS Sigla di Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo.
 durante la persecuzione di Diocleziano del 125 ca.                dan, sm. invar. Nel judo, grado supplementare
 Patrono dei medici.                                                assegnato ai detentori della cintura nera.
damièra, sf. Scacchiera per il gioco della dama.                   Dana, James Dwight (Utica 1813-New Haven 1895)
Damiétta Città (90.000 ab.) dell'Egitto, capoluogo del              Geologo statunitense. Insieme con il figlio Edward
 governatorato omonimo.                                             Salisbury compì importanti ricerche di mineralogia e
damigèlla, sf. 1 Fanciulla di nobile famiglia; signorina. ~         petrografia.
 fanciulla. 2 Damigella d'onore è la fanciulla che                 danace, sm. 1 Moneta d'argento dei persiani acheminidi
 accompagna la sposa nel corteo nuziale. ~ donzella.                del V sec. a. C. 2 In Grecia una di tali monete veniva
Damigella di Bard, La Commedia di S. Gotta (1936).                  posta nella bocca dei defunti per pagare il pedaggio del
damigélla di Numìdia Nome volgare dell'Anthropoides                 traghetto della palude Acherusia negli Inferi.
 virgo, una grossa gru che vive principalmente in Africa e         Dànae Personaggio mitologico, figlia di Acrisio, re di
 Asia.                                                              Argo. Zeus la fecondò in forma di pioggia d'oro,
damigiàna, sf. Recipiente di vetro a forma di grande                generando con lei Perseo.
 fiasco ricoperto in genere di fibre vegetali.                     Danàidi Secondo la mitologia antica, le cinquanta figlie
      sf. demijohn.                                                 di Danao, re della Libia. Per espressa volontà del padre,
      franc. dame-jeanne.                                           alla prima notte di nozze, uccisero tutti i loro cinquanta
Damilàno, Maurìzio (Scarnafigi 1957-) Atleta. Nei 200               mariti; solo Linceo venne risparmiato da Ipermestra. Per
 km di marcia, ottenne la medaglia d'oro alle olimpiadi             tale delitto, le Danaidi, uccise con il padre da Linceo,
 del 1980 e vinse i mondiali di Roma (1987) e di Tokyo              vennero condannate nell'Ade al trasporto di acqua con
 (1991).                                                            botti senza fondo.
damìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi gioca a dama.                    Dànao Personaggio mitologico, figlio di Belo. Impose alle
Damma Rilievi montuosi della Svizzera, nelle Alpi                   cinquanta figlie di uccidere i rispettivi mariti figli di suo
 Bernesi. Vetta più elevata il Dammastock (3.630 m).                fratello Egitto. Ipermestra si rifiutò di ubbidire, tutte le
Dammàm, Ad Città (128.000 ab.) dell'Arabia Saudita,                 altre furono condannate nell'Ade a riempire una botte
 capoluogo della provincia Orientale.                               senza fondo.
dammar, sm. invar. Voce malese che indica una sorta                danàro => "denaro"
 di residenza fornita da alberi originari della Nuova              danaróso, agg. Che ha molto denaro, agiato. ~ ricco. <>
 Zelanda e dell'Indonesia.                                          povero.
Dammastock Massiccio (3.630 m) montuoso della                      Dance, George il Gióvane (Londra 1741-1825)
 Svizzera, tra le Alpi Bernesi e le Alpi di Glarona.                Architetto. Tra le opere il Royal College of Surgeons a
damméno, agg. invar. Inferiore per grado o capacità.                Londra (1806-1813).
 <> dappiù.                                                        dancing, sm. invar. Locale da ballo. ~ discoteca.
damnatio memoriae, loc. sost. f. invar. Locuzione                  dànda, sf. Ciascuna delle due strisce di tessuto o di cuoio
 latina che significa "condanna della memoria".                     con cui si sorreggono i bambini quando iniziano a
 Nell'antica Roma era un provvedimento con il quale si              camminare.
 dichiarava un detentore del potere supremo dello stato            dandìsmo, sm. Ostentazione di eleganza, di
 come nemico pubblico e se ne proscriveva ogni forma di             ricercatezza.
 ricordo. Tale condanna fu pronunciata anche contro                Dàndolo, Andrèa (?-1298) Ammiraglio veneziano. Perì
 l'imperatore Costantino.                                           in una battaglia contro i genovesi a Curzola.
dàmo, sm. Giovane amato. ~ fidanzato.                               Dàndolo Andrea

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 (Venezia 1307-1354) Doge di Venezia dal 1343, lottò         Danièle, Pìno (Napoli 1955-) Cantante e cantautore
 contro Genova e contro i turchi, ai quali riconquistò        rock-blues. Tra le canzoni più note Je so' pazzo, Napule
 Zara. Fu anche insigne giurista e curò una raccolta di       è e l'album Dimmi cosa succede sulla terra (1997).
 tutti i trattati stipulati tra Venezia e gli stati italiani Danimàrca Monarchia costituzionale ereditaria
 (Liber blancus) e levantini (Liber albus).                   dell'Europa centrosettentrionale, formata dalla penisola
Dàndolo, Enrìco (Venezia 1107?-Costantinopoli 1205)           dello Jutland (Jylland) e da circa 500 isole; è limitata a
 Ammiraglio, doge di Venezia dal 1192, fornì le navi          nord e a ovest dal Mare del Nord, a est dal Mar Baltico
 (cinquanta galee) per la quarta crociata (1202-1204).        mentre confina a sud con la Germania.
 Vinse più volte in mare i pisani e, in cambio dell'aiuto     La penisola dello Jylland può considerarsi la
 offerto durante la crociata, ebbe l'appoggio delle truppe    continuazione del bassopiano germanico che si protende
 cristiane per riconquistare Zara e per assaltare             verso la Svezia. La massima altitudine è di soli 173 m sul
 Costantinopoli (1204). Sotto la sua amministrazione,         livello del mare (Ejer Bavnehúj).
 Venezia conobbe un periodo di splendore economico e          Il tratto di mare intermedio è occupato da tre grandi
 culturale.                                                   isole (Fionia, Sjælland e Lolland) e circa 500 isole.
Dàndolo, Francésco (?-1339) Doge di Venezia dal 1329.         Le isole sono separate tra loro e dalle zone continentali
 In battaglia contro gli scaligeri acquisì Bassano, Treviso,  da numerosi bracci di mare; tra i più importanti: il
 Castelfranco e Ceneda (1337-1338).                           Piccolo Bælt (Lille Bælt), il Grande Bælt (Store Bælt) e
Dàndolo, Giovànni (?-1289) Doge di Venezia dal 1280.          Øresund.
Dàndolo, Mìlly (Milano 1895-1946) Scrittrice italiana di      Da ricordare anche lo Skagerrak e il Kattegat che
 numerosi romanzi di vena romantica. Tra le opere, È          separano la penisola dello Jylland dalla penisola
 caduta una donna (1936) e Croce e delizia (1944).            scandinava, separati a loro volta dal Capo Grenen,
Dàndolo, Vincènzo (Venezia 1758-Varese 1819)                  estrema punta settentrionale del paese.
 Chimico. Tra i suoi lavori, sono da ricordare le             Le coste occidentali sono piatte e uniformi, orlate da
 traduzioni delle opere di A. Lavoisier e C. Berthollet,      lagune e con fondali bassi.
 oltre al manuale Fondamenti della scienza fisico-            La costa orientale e quella delle isole sono invece molto
 chimica (1795).                                              frastagliate, ricchissime di insenature e porti naturali
Dandong Città (524.000 ab.) della Cina, nella provincia       dalla tipica conformazione (fiordi).
 del Liaoning.                                                Il clima è tipicamente oceanico mitigato da correnti
dandy, sm. invar. 1 Chi segue i dettami della moda più        umide di origine atlantica (Corrente del Golfo).
 raffinata nel comportamento e soprattutto                    Caratteristiche sono le fitte nebbie invernali.
 nell'abbigliamento. ~ elegantone. 2 Tipo di                  La capitale è Copenaghen (1.367.000 ab.), sulla costa
 imbarcazione da diporto.                                     orientale di Sjælland che raccoglie un quarto della
danelaw, sm. invar. In Inghilterra, territorio abitato dai popolazione complessiva del paese e che è situata in una
 danesi invasori, corrispondente alla Northumbria, alla       posizione ideale per i traffici commerciali tra la
 Mancia orientale e all'Anglia orientale.                     Danimarca e la Svezia meridionale e rappresenta un
Danelija, Georgij (Tbilisi 1930-) Regista                     importante centro economico, politico e amministrativo.
 cinematografico russo. Diresse A zonzo per Mosca             La seconda città per importanza è Ärhus (194.000 ab.),
 (1966) e Kin-dza-dza (1987).                                 nello Jylland, importante porto e sede di numerose
danése, agg. e sm. e sf. agg. Della Danimarca.                industrie.
 sm. e sf. 1 Chi è nato in Danimarca. 2 Lingua parlata in     Altre città sono Odense, Älborg, Frederiksberg e
 Danimarca.                                                   Gentofte.
     agg. Danish. sm. e sf. Dane.                             La Danimarca è uno dei paesi più economicamente
Danièle Il quarto profeta della Bibbia. Membro della          avanzati del mondo e secondo solo al Lussemburgo nella
 tribù di Giuda, venne deportato da giovane in Babilonia      Comunità Economica Europea per reddito pro capite.
 dove fu educato alla corte di Nabucodonosor (605-562 a.      L'economia si è basata principalmente fino agli anni
 C). Il suo libro, scritto in lingue ebraica e aramaica e in  recenti sull'agricoltura praticata con l'ausilio delle più
 greco, narra di visioni avute tramite alcune                 moderne tecnologie. Da considerarsi tra le meglio
 interpretazioni fornitegli da un messaggero celeste. Tale    organizzate del mondo, anche se la sua funzione è oggi
 visione venne interpretata come un presagio dello            meno rilevante (partecipa per circa il 5% alla formazione
 sterminio dei quattro imperi (persiano, babilonese,          del prodotto nazionale lordo) rimane tuttavia un fattore
 medo e greco) per la realizzazione del regno di Dio.         essenziale del benessere del paese; è tradizionalmente
Daniele Cortis Romanzo di A. Fogazzaro (1885).                basata sulla coltivazione dei cereali ed è stata dal secolo
Danièle da Voltèrra (Volterra ca. 1509-Roma 1566)             scorso reindirizzata al servizio dell'allevamento (foraggi
 Daniele Ricciarelli detto Daniele da Volterra. Pittore       e sottoprodotti di altre coltivazioni).
 manierista. Allievo di B. Peruzzi e di Perin del Vaga (con   Si coltivano ortaggi, patate, barbabietole da zucchero con
 il quale collaborò nella Cappella del Crocefisso in San      un'organizzazione marcatamente cooperativistica
 Marcello al Corso), fu attivo a Roma, dove divenne           (cooperative di medi e piccoli coltivatori).
 seguace di Michelangelo. Tra le opere Vita di Q. Fabio       Il patrimonio zootecnico è ingente (bovini, suini e
 Massimo (prima metà del XVI sec., Roma, Palazzo              animali da cortile).
 Massimo alle Colonne), Deposizione (ca. 1545, Roma,          Fiorente la produzione casearia (il burro in particolare,
 Trinità dei Monti, Cappella Orsini) e Busto di               tradizionalmente esportato in Gran Bretagna) e
 Michelangelo (Firenze, Bargello).                            l'industria di trasformazione della carne suina (gli
                                                              insaccati tradizionalmente esportati in Germania).
                                                              La pesca nel Mare del Nord è molto attiva e alimenta

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l'industria di trasformazione, rappresentando una voce       la Danimarca conosce un periodo di espansione
importante dell'esportazione.                                economica e commerciale; nel 1772 Cristiano VII lascia il
La Danimarca è povera di risorse energetiche e la            potere a Struensee, che governa con una forma di
produzione di energia elettrica è quasi interamente di       dispotismo illuminato e decide importanti riforme.
origine termica, alimentata da risorse di importazione       All'inizio del XIX sec. la Danimarca aderisce alla lega dei
(petrolio e carbone).                                        paesi neutrali, ma la pressione inglese (bombardamento
L'industria più tradizionale è quella legata alla            di Copenaghen nel 1801 e 1807) la spinge nell'orbita
trasformazione dei prodotti dell'agricoltura e della         francese. Con la pace di Kiel (1814), la Danimarca perde
zootecnia, ma attivi sono anche il settore tessile del       la Norvegia e riceve in compenso il Lussemburgo. Nel
cotone e della lana e il settore cartario.                   1849 Federico VII promulga una Costituzione
Di tutto rispetto è anche l'industria di base, in            democratica. Nel 1864 a seguito della guerra dei Ducati,
particolare quella siderurgica (acciaio e ghisa) e           la Danimarca deve cedere lo Slesvig, l'Holstein e il
metallurgica (lavorazione di alluminio, piombo e zinco);     Lauenburg alla Prussia e all'Austria. Nel 1866 un
l'industria metalmeccanica è sostanzialmente di natura       emendamento costituzionale crea due camere, il
navale, con i grandi cantieri di Copenaghen, Helseingúr,     Landsting e il Folketing.
Svendborg, ma produce anche macchinari e veicoli.            Nel 1901 la formazione di una classe operaia fortemente
Tipica è la produzione di biciclette.                        sindacalizzata contribuisce all'ascesa al potere di una
Ben sviluppate le industrie chimiche, in particolare         maggioranza radicale e socialista. Dopo la prima guerra
quelle che producono prodotti destinati all'agricoltura      mondiale l'Islanda diventa indipendente, ma resta unita
(fertilizzanti); produzioni tipiche del settore              al regno tramite la persona del re. Nel 1920 un plebiscito
manifatturiero, ovunque contraddistinto da                   restituisce il nord dello Slesvig alla Danimarca, rimasta
un'eccellente qualità dei prodotti, sono le manifatture di   neutrale durante la prima guerra mondiale. Nel periodo
tabacco e le celebri porcellane.                             fra le due guerre il potere è quasi costantemente nelle
Nota in tutto il mondo è anche la birra di produzione        mani dei socialdemocratici, che introducono importanti
danese.                                                      riforme sociali. Durante la seconda guerra mondiale la
STORIA Popolato a partire dal Neolitico, il paese            Danimarca è occupata dai tedeschi, ma il re Cristiano X
conosce nell'età del bronzo una cultura molto elaborata.     resta al potere, favorendo la resistenza. Nel 1944
Nel IX sec. i danesi e i norvegesi (vichinghi) razziano le   l'Islanda si distacca completamente dalla Danimarca.
coste dell'Europa occidentale e circa cento anni dopo la     Nel dopoguerra il partito socialdemocratico, diretto da J.
dinastia Jylland unifica il paese, che progressivamente si   O. Krag, domina la scena politica e restituisce al paese la
cristianizza. Svend I (986-1014) s'impadronisce              sua prosperità. Nel 1972 la regina Margherita II succede
dell'Inghilterra e il figlio Knud il Grande regna            al padre, Federico IX e un anno dopo la Danimarca entra
sull'Inghilterra, la Danimarca e una parte della             nel Mercato Comune. Nel 1982 i conservatori arrivano al
Scandinavia; ma nel 1042 l'Inghilterra si affranca dalla     potere con Poul Schluter; essi vincono le elezioni del
Danimarca.                                                   1984, 1987, 1988 e 1990. Nel 1993 dopo le dimissioni di
Nel XII sec. si sviluppa il regime feudale, mentre           P. Schluter, il leader del partito socialdemocratico, Poul
l'influenza della Chiesa romana si rafforza, moltiplicando Nyrup Rasmussen, forma un nuovo governo. I danesi
le chiese e i monasteri. Nel 1167 il vescovo Assalonne       approvano la ratifica del trattato di Maastricht, che era
fonda Copenaghen e l'era dei Valdemar segna l'apogeo         stato respinto con un primo referendum nel 1992, ma
della civiltà medioevale della Danimarca. Nel XIII sec. si   non entrano nel 1998 nell'Unione europea. Nel marzo
ha un indebolimento politico ed economico, dovuto alla       1998 il partito di Rasmussen rivince le elezioni
concorrenza commerciale delle città anseatiche; il           parlamentari.
risollevamento avviene a opera di Valdemar IV (1340-         • Abitanti-5.230.000
1375) e soprattutto della figlia Margherita                  Superficie-43.092 km2
Valdemarsdotter, che realizza l'unione dei tre regni         Densità-121,4 ab./km2
scandinavi sotto il dominio danese (unione di Kalmar,        Capitale-Copenaghen
1397).                                                       Governo-Monarchia costituzionale ereditaria
Il XVI sec. è caratterizzato dall'egemonia culturale         Moneta-Corona danese
tedesca e dall'affermazione di una prosperosa borghesia      Lingua-Danese
commerciale nei porti. Nel 1523 l'unione di Kalmar viene     Religione-Protestante (luterana)
definitivamente infranta con l'elezione di Gustavo Vasa     Daninos, Pierre (Parigi 1913-) Umorista. Tra le opere Il
al trono di Svezia e nel 1536 il luteranesimo diventa        carnet del maggiore Thompson (1954) e Vacanze a tutti
religione di stato. La guerra tra Danimarca e Svezia         i costi (1958).
(1563-1570) per il possesso degli stretti (Sund) consacra dannàbile, agg. Condannabile. ~ punibile.
la Danimarca come guardiano del Baltico e segna la fine dannàre, v. v. tr. Condannare. ~ punire. • verrà
della dominazione anseatica.                                 dannato per i suoi atti peccaminosi.
La Danimarca partecipa alla guerra dei Trent'Anni            v. rifl. 1 Andare all'inferno. ~ perdersi. <> redimersi. •:
(1625-1629), ma è sconfitta. Nel 1645 attaccata e vinta      :i dannerai l'anima con questi atteggiamenti. 2
dagli Svedesi, deve rinunciare a percepire dagli Svedesi i   Affaticarsi penosamente intorno a una cosa. ~
pedaggi sugli stretti e nel 1658 la pace di Roskilde         affannarsi. 3 Tormentarsi, disperarsi. ~ crucciarsi. <>
assegna la Scania alla Svezia. Nel 1665 la monarchia         rasserenarsi. • continuo a dannarmi su un progetto che
danese diventa ereditaria, sforzandosi invano di             non sembra mai terminare
recuperare la Scania. Nel 1720 con il trattato di                 v. tr. to damn. v. rifl. to be worried to death.
Frederiksborg, ottiene il sud dello Slesvig. Nel XVIII sec.       lat. damnare condannare, deriv. da damnum danno.

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dannataménte, avv. In modo forte, intenso. ~                        D'Annùnzio, Gabrièle (Pescara 1863-Gardone Riviera
 maledettamente.                                                     1938) Poeta e scrittore italiano; trascorsa l'adolescenza a
Dannati della terra, I Opera di sociologia di F. Fanon               Prato, studiò dal 1881 a Roma dove incominciò a
 (1961).                                                             frequentare l'ambiente mondano dei primi del
Dannati di Varsavia, I Film di guerra, polacco (1957).               Novecento. A questo periodo risalgono le prime opere,
 Regia di Andrzej Wajda. Interpreti: Teresa Izewka,                  Primo vere e Canto novo, già piene di quella sensualità e
 Wienczylaw Glinski, Stanislaw Mikulski. Titolo originale:           raffinatezza che saranno i caratteri dominanti della sua
 Kanal                                                               produzione. Successivamente elaborò la filosofia di
dannàto, agg. e sm. agg. 1 Condannato all'inferno. <>                Nietzsche e il modello del superuomo, spogliandolo di
 redento. • gridare come un'anima dannata, in modo                   ogni implicazione di carattere etico: da qui il
 disperato. 2 Maledetto. ~ disperato. 3 Terribile. ~                 sensualismo delle sue opere, senza alcuna limitazione di
 insopportabile. • questo tempo dannato mi impedisce di              tipo moralistico o psicologico, si afferma sempre più
 fare qualsiasi cosa. 4 Smisurato. ~ enorme. • una paura             prepotentemente, accompagnato da maestria e
 dannata del vuoto.                                                  sensibilità musicale. A questo periodo risalgono le
 sm. 1 Chi è condannato all'inferno. 2 Cattivo, scellerato.          Laudi, il cui libro terzo viene considerato all'unanimità il
 ~ sciagurato. <> buono.                                             suo capolavoro. Dopo l'incontro e l'amore con Eleonora
dannazióne, inter. e sf. inter. Esprime rabbia e                     Duse (1897) si avvicinò anche al teatro. Nel 1910 lasciò
 disappunto. ~ accidenti.                                            l'Italia, per problemi economici che sfociarono nel
 sf. 1 Il dannare e l'essere dannato. ~ perdizione,                  sequestro di tutti i suoi beni, e visse per qualche anno in
 condanna. 2 Tormento, pena. ~ sofferenza. <> gioia.                 Francia. Ritornato nel 1915, fu attivo nella vita politica,
      sf. damnation.                                                 ponendosi a favore degli interventisti e partecipando
      lat. damnatio,-onis.                                           direttamente alla guerra; compì anche gesti clamorosi,
Dannazione di Faust, La Leggenda drammatica in                       come la beffa di Buccari e il volo su Vienna, gettando
 quattro parti e un epilogo di H. Berlioz (Parigi, 1846).            volantini in favore dell'evento bellico. Nel 1919 marciò su
danneggiaménto, sm. Il danneggiare e l'essere                        Ronchi e fu presente alla conquista di Fiume, divenendo
 danneggiato. ~ danno.                                               capo della reggenza italiana del Carnaro. La produzione
danneggiàre, v. v. tr. 1 Fare danno. 2 Nuocere, ledere. ~            letteraria della maturità si attesta su temi più riflessivi e
 offendere. <> difendere. 3 Deteriorare, mettere fuori               malinconici, e, dal 1920, lo scrittore si ritira nella
 uso. ~ sciupare. <> aggiustare.                                     splendida villa sul Garda, il Vittoriale, trasformato in
 v. rifl. Rovinarsi. ~ guastarsi.                                    mausoleo pieno di cimeli della sua Vita inimitabile.
      v. tr. 1 to damage. 2 (guastare) to spoil.                     Massimo esponente del decadentismo italiano, ebbe un
      deriv. da danno.                                               successo enorme presso i contemporanei, riuscendo a
danneggiàto, agg. e sm. Che, chi ha subito un danno. ~               superare la prosaicità dell'Italia giolittiana, con una vita
 guastato, svantaggiato. <> integro, risarcito.                      che voleva rifarsi al modello del superuomo di Nietzsche.
dànno, sm. 1 Pregiudizio a cosa o a persona. ~                       Attualmente la critica ne mette in risalto le enormi
 nocumento. <> beneficio, giovamento. 2 Somma                        capacità formali, nonché l'influenza che ha avuto nel
 destinata al risarcimento di un danno. 3 Guasto. ~                  periodo storico in cui operò e in quello immediatamente
 lesione. <> riparazione.                                            successivo. La potenza suggestiva del linguaggio
      sm. 1 damage. 2 (personale) harm, injury.                      dannunziano ha esercitato notevole influenza sullo
      lat. damnum.                                                   sviluppo successivo della letteratura italiana. Tra le sue
 • A livello giuridico può essere contrattuale, qualora              poesie, Primo vere, Canto novo, Poema paradisiaco e i
 derivi da violazione di obbligazioni contrattuali;                  quattro libri (Maia, Elettra, Alcyone, Merope) delle
 extracontrattuale, se deriva da atto illecito. Esiste poi il        Laudi. Tra i romanzi, Il piacere, L'innocente, Il trionfo
 danno patrimoniale, consistente nella riduzione del                 della morte, Il fuoco, Forse che sì forse che no. Tra le
 patrimonio o nel mancato guadagno, dovuto a                         tragedie, La città morta, Francesca da Rimini, La
 comportamento illecito altrui; il danno alla persona,               fiaccola sotto il moggio, La nave, Fedra. Tra le opere
 qualora la persona venga danneggiata a livello fisico; il           autobiografiche, La Leda senza cigno, Notturno, Le
 danno biologico che consiste nella lesione del diritto alla         faville del maglio. Postumo l'epistolario Solus ad solam.
 salute, con incidenza su tutte le persone                          Dànta di Cadore Comune in provincia di Belluno (603
 indipendentemente dalla capacità di guadagno. È                     ab., CAP 32040, TEL. 0435).
 previsto anche il danno morale, di natura non                      dànte, sm. Daino.
 patrimoniale e suscettibile di valutazione per il                  Dànte Alighièri (Firenze 1265-Ravenna 1321) È
 risarcimento, solo se l'illecito abbia natura penale.               considerato, grazie alla sua opera maggiore La divina
dannosaménte, avv. In modo dannoso. ~ nocivamente.                   commedia, uno dei fondatori della letteratura italiana.
dannosità, sf. L'essere dannoso. ~ nocività.                         Dante Alighieri nacque a Firenze nel maggio 1265, da
dannóso, agg. Che reca danno. ~ nocivo. <>                           Alighiero di Bellincione e da Bella d'ignoto casato. Era
 vantaggioso.                                                        una famiglia nobile, non ricca, e schierata con i Guelfi. In
      agg. injurious, harmful.                                       quegli anni Firenze stava diventando la città più potente
dannunzianèsimo, sm. Atteggiamento letterario e di                   dell'Italia centrale e una delle maggiori per ricchezza e
 costume legato alle opere e allo stile di vita di Gabriele          popolazione del mondo occidentale. L'attività
 D'Annunzio.                                                         manifatturiera e mercantile l'aveva resa indipendente
dannunziàno, agg. e sm. agg. Di D'Annunzio o relativo                dalle strutture e dai poteri feudali. I Guelfi ritornarono al
 alla sua opera.                                                     potere a Firenze nel 1266 e bandirono i Ghibellini che
 sm. Chi imita D'Annunzio.                                           erano al governo da sei anni. Poche le notizie

                                                                9
sull'infanzia del poeta. Da alcuni documenti risulta che       tardi si recò a Roma in ambasciata presso il pontefice e si
Dante perse la madre all'età di tredici anni e il padre nei    trattenne fino ai primi di novembre, mentre il principe
cinque anni successivi. Secondo la narrazione della Vita       francese Carlo di Valois faceva il suo ingresso a Firenze.
Nuova nel 1274 all'età di nove anni, ebbe il primo             Dante fu condannato per baratteria ed esiliato il 27
incontro con Beatrice della quale si innamorò.                 gennaio 1302. I primi dieci anni del suo esilio furono
Rivedendola dopo nove anni ne ebbe un dolcissimo               incerti; Dante scrisse due canzoni probabilmente
salutare e gli sembrò di raggiungere la beatitudine. Da        destinate ad essere commentate nei due ultimi trattati
questo momento iniziò per Dante il percorso decisivo           del Convivio. La prima giustamente detta la grande
che l'avrebbe portato all'affermazione della sua moralità      canzone dell'esilio presenta tre donne allegoriche che
e libertà in mezzo agli impulsi della passione. Dante fece     circondano il cuore innamorato del poeta dicendo di
tirocinio letterario con il poeta stilnovista Guido            essere state abbandonate dagli uomini (Tre donne
Cavalcanti (ca. 1250-1300) al quale sono ispirate le           intorno al cor mi son venute); l'altra canzone parla degli
prime poesie della Vita Nuova (1292-1294). Nel periodo         uomini privi di virtù, specialmente degli uomini avari
compreso tra il 1283 e il 1290 Dante scrisse le poesie dei     (Doglia mi reca). Fra il periodo delle poesie liriche e la
primi ventisette capitoli della Vita Nuova e parte di          lunga elaborazione della Divina Commedia sembrò
quelle comprese nelle Rime. Nel frattempo sposò                svilupparsi una fase di perfezionamento filosofico-
Gemma Donati (1285) e cominciò a partecipare                   letterario e di lavoro prosastico rappresentata
attivamente alla vita politica del comune fiorentino. Già      dall'elaborazione del De vulgari eloquentia e del
dalle prose della Vita Nuova risulta che verso il 1293 la      Convivio. Il Convivio venne iniziato verso la fine del
cultura di Dante si estendeva oltre il campo della poesia      1304 e la sua redazione si protrasse oltre la primavera
volgare con la lettura del De consolatione Philosophiae        del 1306 prima di arrestarsi alla conclusione del quarto
di Boezio e del trattato De amicitia di Cicerone. I segni      trattato; il De vulgari eloquentia, scritto in latino e
di questa trasformazione si possono trovare nel Convivio       quindi destinato ai dotti, fu interrotto nel mezzo del
che presenta una versione diversa dell'episodio della          secondo libro. Dante nel De vulgari eloquentia tratta
donna gentile inserito nella Vita Nuova; traspare la           l'argomento relativo all'esigenza di un volgare illustre,
tentazione amorosa, ma Dante cerca di rifarsi una degna        comune a tutte le regioni d'Italia, accanto alla varietà dei
reputazione dando rilievo alla sua appassionata                quattordici dialetti principali distinti da Dante. Il
competenza in filosofia. La vita politica di Firenze era       secondo libro è dedicato alla capacità espressiva e all'uso
stata modificata dagli Ordinamenti di Giustizia (1293)         migliore del volgare nella poesia. L'ampiezza delle
che toglievano il diritto di partecipazione a coloro che       notizie filosofiche, letterarie, scientifiche e ancor di più
non fossero iscritti a un'Arte, quindi a tutti i nobili che    la loro precisione lasciano pensare che Dante avesse a
ritenevano per etica di classe di non dover esercitare un      disposizione molti libri e, data la sua condizione di esule,
mestiere o una professione. Questa disposizione colpì          ne deriva la supposizione che egli si trovasse in un attivo
anche Dante, ma nel 1295 gli Ordinamenti furono rivisti        centro di studi, forse a Bologna presso l'università.
e i nobili riammessi a partecipare alla vita politica con      All'età di quarant'anni Dante con un'esperienza di vita
l'impegno di farsi registrare nel libro di una delle Arti.     intensa, d'amore, di poesia, di cultura e di impegno
Dante entrò a far parte di quella dei medici e degli           politico, era stato cacciato dalla città natale, infamato
speziali. Documenti d'archivio che si riferiscono agli anni    dalle imputazioni della sentenza di bando, con il ricordo
dalla fine del 1295 all'autunno del 1301 permettono di         di una bella esistenza passata e un futuro politico oscuro.
seguire la traccia di Dante in molti consigli e uffici del     Ci furono tentativi da parte dei fuoriusciti di rientrare a
Comune, mentre si acuiva in città la lotta tra le fazioni      Firenze nel 1302 e nel 1304; entrambi però fallirono.
dei Bianchi e Neri che si erano sostituite ai Guelfi e ai      Dante partecipò al convegno dei fuoriusciti tenutosi a
Ghibellini. Al 1296 risale probabilmente l'inizio delle        San Godenzo in Mugello. La mediazione per
rime petrose. Dante manifestò in queste una visione            rappacificare Bianchi e Neri svolta dal cardinale Niccolò
tormentosa e passionale dell'amore, vissuto e concepito        da Prato, inviato a Firenze da papa Benedetto XI,
questa volta come forza crudele che ferisce e distrugge.       successore di Bonifacio VIII, nella primavera del 1304,
Queste poesie costituiscono un elaboratissimo                  fallì. Risale a questo periodo una lettera scritta in latino
esperimento di metrica e di stile. Il ciclo delle rime         da Dante a nome degli esuli fiorentini. Niccolò da Prato
petrose ebbe molta importanza per gli esperimenti              lasciò Firenze nel giugno 1304 scagliando l'interdizione
tecnici e tematici e ancora più che per l'amplificazione       sulla città; il 7 luglio morì Benedetto XI e tredici giorni
del mondo poetico di Dante. In questa fase della lirica        più tardi i fuoriusciti fiorentini vennero sconfitti alla
dantesca l'amore non era più una dimensione                    Lastra.
psicologica in cui il libero arbitrio attuava il destino       Per quanto riguarda la composizione della Divina
morale e spirituale dell'uomo, ma un campo di agitazioni       Commedia, pare che il poema fosse stato iniziato in
tormentose da cui l'impotenza morale era sorta come            latino prima dell'esilio di Dante, interrotto e poi ripreso
tentazione. Dante uscì da questa fase quando scrisse la        in volgare quando Dante ricevette da Firenze, tramite il
Divina Commedia. Contrario alle mire egemoniche del            marchese Moroello Malaspina, i canti scritti in
pontefice Bonifacio VIII, si schierò fra i capi di parte       precedenza. In questo periodo (1307) Dante si trovava in
bianca e nel giugno del 1300, facendo parte dei sei priori     Lunigiana con un incarico diplomatico affidatogli dallo
chiamati a governare la città, tentò con i suoi colleghi di    stesso Moroello Malaspina. La veridicità
reprimere la lotta tra Bianchi e Neri mandando in esilio       dell'interruzione sembrerebbe fondata, in quanto si può
sette capi di parte bianca e sette di parte nera. Nel 1301     notare nel racconto una specie di frattura tra il settimo e
fu tra quelli che si rifiutarono di mettere a disposizione     l'ottavo canto. La Divina Commedia, quasi tutta scritta
di papa Bonifacio VIII un reparto di cento soldati. Più        durante l'esilio, narra l'itinerario che porta il poeta

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dall'inferno all'empireo, quindi da una estremità                  Sant'Elena di Verona lesse la Quaestio de aqua et terra
dell'universo all'altra, iniziando con la discesa al centro        (1320). Al ritorno da Venezia a Ravenna, nel settembre
della terra nel mondo della colpa non perdonata. La                1321 Dante morì.
Commedia è l'unica opera letteraria il cui argomento               La divina commedia
abbraccia la totalità dell'esistente, l'intero universo            È stata iniziata nel 1307, negli ultimi anni di vita dal
contemplato insieme nella sua dimensione integrale,                poeta; il termine commedia si contrappone a quello di
nella sua natura fisica. Il viaggio di Dante si svolge tutto       tragedia, per lo stile adottato e per il finale positivo. Il
nell'altro mondo, con un dichiarato intento spirituale;            poema è diviso in tre cantiche (Inferno, Paradiso e
fino agli ultimi canti del Paradiso la materia del                 Purgatorio) di trentatré canti ciascuna, oltre a un canto
racconto rimane però ancorata al mondo terreno dal                 introduttivo; consta di 14.233 versi, in endecasillabi in
quale né dannati, né penitenti, né beati possono                   terzine a rima concatenata. Narra di un viaggio
distogliere l'affetto e il pensiero. Iniziata sotto il trinomio    immaginario del poeta nell'oltretomba, compiuto nel
dominante della filosofia, dell'amore, della passione              1300, anno del giubileo, sotto la guida di Virgilio nei
politica, la Divina Commedia termina con l'assoluta                primi due regni e di Beatrice prima e San Bernardo poi,
integrazione del sapere filosofico concordante con                 nel paradiso. Il viaggio è la metafora della società,
l'assunzione dell'amore. La Commedia venne composta                guidata dalla ragione (Virgilio), mirante alla felicità
negli anni che videro l'elezione di Arrigo VII, la sua             terrena (paradiso terrestre), illuminata dalla rivelazione
discesa in Italia, la sua morte seguita un anno dopo da            (Beatrice), per giungere alla massima felicità eterna
quelle di papa Clemente V e di Filippo il Bello. Tutti             (Empireo). La Commedia, summa della cultura del
questi avvenimenti furono vissuti in prima persona da              tempo e massima espressione delle capacità espressive
Dante che successivamente si rifugiò a Verona presso               di Dante, ebbe grande successo e diffusione immediata;
Cangrande della Scala, vicario per l'Italia del successore         dimenticata con il classicismo, fu ripresa dal
di Arrigo VII. Gli ultimi canti dell'Inferno e i primi del         romanticismo ed è a tutt'oggi una delle manifestazioni
Purgatorio risalgono al periodo compreso tra il 1308 e il          culturali più significative di tutti i tempi.
1310. Proprio nel 1310, a ottobre, Arrigo VII discese in          Dànte Alighièri (Società) Associazione culturale
Italia con il consenso di papa Clemente V; nel frattempo           fondata nel 1889, ha svolto un'estesa attività culturale
Dante scriveva l'epistola latina Ai principi e popoli              nei paesi verso i quali si è rivolta l'emigrazione italiana.
d'Italia. Arrigo VII fu incoronato a Milano il 6 gennaio           Ha istituito, tra l'altro, corsi di italiano per gli emigrati.
1311; Cangrande della Scala succedette ad Alboino quale           dante causa, loc. sost. f. invar. Indica il soggetto
signore di Verona. Dante scrisse le epistole latine Ai             giuridico che trasmette ad altri un diritto nell'acquisto a
Fiorentini e A Arrigo VII. A questi anni risale forse              titolo derivativo.
anche il trattato De Monarchia. L'opera, in tre libri,            Dante, Joe (1948-) Regista cinematografico statunitense,
sostiene la necessità di una monarchia universale, al di           collaboratore di Corman e di Spielberg. Diresse
sopra di tutti i regnanti e con il compito di svolgere la          Gremlins (1984), Gremlins 2 (1990) e Matinée (1992).
funzione di supremo arbitro delle loro contese.                   dantésca, sf. Sedia cinquecentesca con braccioli a forma
L'autorità imperiale deriva da Dio che nel suo disegno             di X.
provvidenziale l'ha concessa al popolo romano che ha              dantésco, agg. (pl. m.-chi) Relativo a Dante Alighieri e
avuto il compito di unificare il mondo, rendendolo                 alla sua opera.
adatto all'accoglimento del messaggio evangelico. Il              Dànti, Vincènzo (Perugia 1530-1576) Architetto e
rapporto dell'autorità imperiale con l'autorità religiosa è        scultore. Tra le opere Onore che vince l'inganno
descritto dalla metafora dei due soli: nessuna                     (scultura, ca. 1560, Firenze, Museo del Bargello).
subordinazione, ma autonomia. La rispettiva sfera di              dantìsmo, sm. 1 Studio di Dante. 2 Parola o locuzione
azione è distinta. L'Impero deve riverenza alla Chiesa,            coniata da Dante.
poiché il fine della Chiesa (la salvezza eterna) e più alto       dantìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di Dante.
di quello dell'Impero (il benessere sulla terra). Gli ultimi      dantìstica, sf. Studio di Dante e delle sue opere.
canti del Purgatorio furono scritti negli anni tra il 1311 e      Danton, Georges-Jacques (Arcis-sue-Aube 1759-Parigi
il 1313. Nel 1312 fu soppresso l'ordine dei Templari.              1794) Uomo politico francese, fu avvocato del re, aderì
Arrigo VII, ricevuto da Clemente V l'ordine di desistere           alla rivoluzione e creò a Parigi il club dei cordiglieri
dall'impresa contro Roberto d'Angiò re di Napoli, pose             (agosto 1789). Diede inizio alle manifestazioni di massa
l'assedio a Firenze il 19 settembre e lo tolse due mesi            che condussero alle stragi del Campo di Marte (luglio
dopo. Nel 1313, Arrigo VII fu scomunicato. Scagliatosi             1791) e all'arresto di Luigi XVI. Capo dei montagnardi
contro il re di Napoli, morì poco dopo a Buonconvento.             alla convenzione di settembre, istituì il tribunale
Cangrande della Scala riportò una vittoria sui padovani            rivoluzionario e il comitato di salute pubblica, del quale
nei pressi di Vicenza nel 1314; il 200 aprile dello stesso         fu anche presidente (1793). Fu arrestato, su ordine di
anno, morto Clemente V, Dante scrisse l'epistola Ai                Robespierre, in quanto ritenuto responsabile del
cardinali italiani (1314) e un'epistola A un amico                 fallimento della Compagnia delle Indie e giustiziato con
fiorentino (1315). Il Ghibellino Uguccione della Faggiola          la ghigliottina.
riportò una inutile vittoria sui fiorentini vicino a              D'Antòni, Sèrgio (Caltanissetta 1946-) Sindacalista. Dal
Montecatini. La sentenza capitale emanata contro Dante             1991 fu segretario generale della CISL.
venne confermata. A Ravenna diventò signore Guido                 danubiàno, agg. Del fiume Danubio o delle regioni che
Novello da Polenta, mentre al pontificato veniva eletto            esso attraversa.
Giovanni XXII (1316). Dante scrisse L'Epistola a                   Culture danubiane
Cangrande contenente la dedica del Paradiso al signore             Culture preistoriche originatesi nella regione dell'alto
di Verona. Si trasferì poi a Ravenna. Nella chiesa di              Danubio, esempi delle prime culture neolitiche europee

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 (5500-4000 a. C.). La fonte di sostentamento era fornita            v. tr. e intr. to dance.
 dall'agricoltura e dall'allevamento.                                franc. antico dancier.
 Principati danubiani                                           danzatóre, sm. (f.-trìce) Chi danza. ~ ballerino.
 Formazioni politico territoriali, formatesi nel XIX sec.       Dànzica Città della Polonia (461.000) sulla costa
 nella regione balcanica del basso Danubio e sottomesse          sudoccidentale del golfo omonimo che si affaccia sul mar
 all'impero ottomano (Bulgaria, Serbia, Moldavia). Nel           Baltico. Sorge a ovest della foce del fiume Vistola.
 1862 Alessandro Giovanni I Cuza venne eletto gospodaro          Capoluogo del voivodato omonimo è principale sbocco
 dei due principati, riunitisi nel 1866 nel principato di        sul mare del Paese. Fu capitale del ducato di Pomerania
 Romania.                                                        (XII sec.). Città anseatica si proclamò indipendente sotto
 Scuola danubiana                                                la protezione polacca (1454). Divenne un importante
 Insieme di artisti tedeschi della prima metà del 1500 (A.       sbocco sul mar Baltico, soprattutto per il commercio dei
 Altdorfer, W. Huber, H. Leinberger), attivi tra le città di     cereali. A seguito della seconda spartizione della Polonia,
 Linz e Ratisbona, che elaborarono delle opere                   venne consegnata alla Prussia nel 1793, rimanendo
 impregnate di una forte passionalità.                           tedesca fino al 1919, quando fu dichiarata città libera
Danùbio Fiume dell'Europa centrorientale (2.860 km).             dalla Società delle Nazioni. Fu oggetto di dispute tra la
 Nasce dalla Foresta Nera in Germania e sfocia, dopo un          Polonia e la Germania che riuscì a occuparla nel 1939.
 lunghissimo tragitto, nel mar Nero, al confine tra              Venne liberata nel 1945 dall'esercito tedesco per essere
 Romania e Ucraina. È navigabile dalla città di Ratisbona        poi annessa alla Polonia. Il centro storico della città
 fino alla foce (2.379 km), presentando dei regimi non           conserva ancora qualche monumento antico, come la
 uniformi, con correnti pericolose. Rimane una delle             cattedrale di Santa Maria, il palazzo del Municipio e la
 principali vie di comunicazione dell'Europa, regolata da        porta della Gru.
 una convenzione internazionale, firmata a Belgrado da           Danzica
 tutti i paesi attraversati.                                     Golfo della Polonia, nel mar Baltico, tra la penisola di
 Danubio                                                         Hel e quella russa di Samland.
 Opera di critica letteraria di C. Magris (1989).                Danzica
dànza, sf. 1 Successione di movimenti eseguiti a ritmo di        Voivodato (1.438.000 ab.) della Polonia, nei pressi del
 musica. ~ ballo. 2 Testo di musica scritto per essere           fiume Vistola e della Pomerania orientale.
 danzato. 3 Intrigo. ~ briga.                                   Daóne Comune in provincia di Trento (609 ab., CAP
      sf. dance.                                                 38080, TEL. 0465).
      deriv. da danzare.                                        dàpe, sf. (pl. f. dàpe, m. dàpi) 1 Vivanda. ~ vettovaglia. 2
 Danza classica                                                  Banchetto. ~ libagione. 3 Nutrimento spirituale.
 Stile del balletto classico, caratterizzato da alcuni schemi   Daphnis et Chloé Sinfonia coreografica in un atto e tre
 che prevedono cinque posizioni fisse, da una delle quali        quadri di M. Ravel, libretto di M. Fokine (Parigi, 1812).
 partono tutti i movimenti. Venne regolata dall'Académie        dappertùtto, avv. In ogni parte, in tutti i luoghi. ~
 Royale de Danse di Parigi (1661).                               ovunque.
 Danza di società                                                    avv. everywhere.
 Modo di svago e di riunione molto diffuso già dall'VIII        dappiè, o dappiède, avv. Nella parte inferiore, ai piedi.
 sec. Tuttora esiste il ballo delle debuttanti. Danza libera    dappiù, agg. Superiore per grado o capacità. <>
 Stile di ballo, nato all'inizio del XIX sec., che prevede       dammeno.
 l'inosservanza dei principi e delle regole fisse della danza   dappocàggine, sf. L'essere dappoco. ~ inettitudine.
 classica.                                                      dappòco, agg. invar. 1 Che vale poco o nulla. ~ inetto.
 Danza folclorica                                                ~ valente. 2 Che ha poca importanza.
 Rappresentazione spettacolare di balli etnici.                      agg. invar. worthless, inept.
 Danza moderna                                                  dappòi, avv. 1 Più tardi. ~ dopo. 2 Dopo che.
 Sviluppo americano della danza, influenzata dal jazz,          dappoiché, avv. Dopo che. ~ poiché.
 dalla tradizione popolare e creata da M. Graham negli          Dappòrto, Càrlo (Sanremo 1911-Roma 1989) Attore
 anni '20.                                                       cinematografico comico e caratterista. Il suo nome resta
 Danza nuova                                                     legato alla rivista, nella quale esordì nel 1937, e alle
 La ricerca di gesti e movimenti ritmici che si distaccano       commedie musicali (Snob, 1950; Giove in doppiopetto,
 da quelli convenzionali.                                        1954-56).
Danza del dolore, La Opera di poesia di D. Levertov             Dappòrto, Màssimo (Milano 1945-) Attore. Figlio
 (1967).                                                         d'arte, dopo un inizio come attore di commedie brillanti,
Danza delle luci, La Film musicale, americano (1933).            approdò al piccolo schermo per interpretare personaggi
 Regia di Mervyn Le Roy. Interpreti: Dick Powell, Joan           drammatici in Storia d'amore e d'amicizia (1982),
 Blondell, Ruby Keeler. Titolo originale: Gold Diggers of        Diventerò padre (1987), Mignon è partita (1988), Non
 1933                                                            siamo soli (1992). Ha lavorato anche nelle miniserie
Danza di Venere, La Film musicale, americano (1933).             televisive Come una mamma (1990) e Amico mio (1994,
 Regia di Robert Z. Leonard. Interpreti: Joan Crawford,          1995), in cui interpretò il ruolo del dottor Magri.
 Clark Gable, Fred Astaire. Titolo originale: Dancing Lady      dapprèsso, o da prèsso, avv. Vicino nello spazio e nel
Danza macabra Dramma di A. Strindberg (1901).                    tempo.
Danza nella foresta Dramma di W. Soyinka (1960).                dapprìma, avv. In un primo momento, prima. ~
danzànte, agg. Che danza.                                        inizialmente. <> successivamente.
danzàre, v. v. tr. Eseguire un ballo.                                avv. at first.
 v. intr. Ballare. ~ piroettare, volteggiare.                   dapprincìpio, avv. All'inizio, da principio.

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Daqahlîya Governatorato (3.889.000 ab.) dell'Egitto.              alimentari, tessili, metallurgiche, chimiche e
 Capoluogo El-Manszra.                                            meccaniche.
dàra, sf. Insieme dei pezzi di riserva delle navi a vela. ~       Città (757.000 ab.) della Tanzania, capoluogo della
 droma.                                                           regione di Pwani.
Darbhanga Città (135.000 ab.) dell'India, nel Bihar.             Daret, Jacques (Tournai? ca. 1404-dopo il 1468) Pittore
Darboux, Gaston (Nîmes 1842-Parigi 1917) Matematico               fiammingo. Tra le opere Adorazione dei Magi (1534-
 francese. Compì studi di geometria infinitesimale.               1535, Berlino, Gemäldegalerie).
Dardanèlli Stretto della Turchia (lungo 71 km, largo da 1        Dàrfo Boàrio Tèrme Comune in provincia di Brescia
 a 10 km e profondo 50-90 m) che collega l'Europa e               (13.206 ab., CAP 25047, TEL. 0364). Centro industriale
 l'Asia Minore e mette in comunicazione il mar Egeo con           (prodotti siderurgici) in Valcamonica. Importanti
 il mar di Marmara. Di notevole importanza strategica,            stabilimenti idrotermali nella frazione di Boario Terme.
 nel 1915-1916 fu teatro di uno sbarco fallimentare               Gli abitanti sono detti Darfensi.
 anglofrancese, ideato da Churchill e terminato con una          Darfur Stato (3.094.000 ab.) federato del Sudan,
 cocente sconfitta.                                               capoluogo El Fasher. Spicca il massiccio vulcanico del
Dàrdano Personaggio mitologico, figlio di Zeus e della            Gebel Marra (3.088 m).
 ninfa Elettra. Fu capostipite dei dardani o troiani.            Darhan Città (89.000 ab.) della Mongolia, costituente
dardeggiàre, v. v. tr. Colpire con i dardi.                       un'unità amministrativa.
 v. intr. 1 Scoccare dardi. 2 Di sole, di occhiate               dàrico, o darìco, sm. Moneta d'oro in uso presso i
 infiammate e simili.                                             persiani achemenidi che fu creata da Dario I.
dàrdo, sm. 1 Arma simile alla freccia da lanciare con            Dàrio Nome di sovrani.
 l'arco. ~ strale. 2 Fulmine, raggio infuocato, sguardo. ~        Dario I
 saetta.                                                          => "Dario I"
      sm. dart.                                                   Dario II
      franc. dard, dal francone darod.                            (?-404 a. C.) Re di Persia dal 424. Nella guerra del
dàre, v. e sm. v. tr. 1 Trasferire da sé ad altri qualcosa        Peloponneso appoggiò Sparta.
 che si possiede, che si conosce. ~ fornire, procurare. <>        Dario III
 prendere. • gli diedero l'appartamento in affitto. 2             (380 ca.-Ecatompilo 330 a. C.) Re di Persia dal 336, fu
 Porgere. ~ offrire. • non si deve dare cibo agli animali         l'ultimo achemenide. Alessandro Magno lo sconfisse tre
 dello zoo. 3 Regalare, elargire. ~ donare. <> carpire. •         volte: a Granico (334), Isso (333) e Arbela (331). Venne
 darebbe se stesso per il prossimo, se potesse. 4                 ucciso dal satrapo della Battiana Besso.
 Concedere. ~ accordare. <> rifiutare. • dare il passo,          Dàrio I (550-486 a. C.) Figlio di Istarpe, divenne re nel
 farsi da parte. 5 Consegnare, affidare. ~ assegnare. 6           521 a. C. in seguito all'uccisione di Gaumata. Allargò
 Pagare. ~ sborsare. <> riscuotere. 7 Vendere. 8                  l'impero su tutta la valle dell'Indo, sulla Tracia e impose
 Fruttare, rendere. ~ produrre. 9 Fornire. ~ procurare. 10        la sua supremazia sulla Macedonia e sulle isole
 Comunicare una notizia. 11 Prescrivere e somministrare           dell'Egeo. Divise l'impero in satrapie, controllate da
 una medicina. 12 Infliggere, provocare. ~ arrecare. • gli        satrapi. Combatté contro gli sciti, senza successo e sedò
 diedero tante botte, che passò un mese all'ospedale. 13          le rivolte nelle città greche dell'Asia Minore e della
 Impartire ordini. 14 Considerare, definire (solo al              Tracia (500-493 a. C.), prendendo lo spunto per
 participio passato). 15 Organizzare. • questa sera i tuoi        dichiarare guerra alla Grecia (guerre persiane). Fu
 vicini danno una festa.                                          sconfitto a Maratona dai greci (490 a. C.).
 v. intr. 1 Imbattersi. ~ inciampare. 2 (solo di case e          Darío, Rubén (Metapa 1867-Leon 1916) Poeta. Tra le
 finestre) Guardare, essere rivolto. 3 Colpire. • dare            opere Azzurro (1888) e Canti di vita e di speranza
 nell'occhio, non passare inosservati.                            (1905).
 v. intr. pron. 1 Verificarsi. ~ accadere. 2 Battersela. ~       dark music, loc. sost. f. invar. Filone musicale nato
 svignarsela. • darsela a gambe.                                  alla fine degli anni '60 come prosecuzione dell'ultimo
 v. rifl. 1 Arrendersi. ~ abbandonarsi. 2 Spacciarsi. 3           punk. La dark music si collega con una visione
 Dedicarsi. ~ applicarsi. • si diede completamente alla           pessimistica del mondo e con un abbigliamento di tono
 passione politica.                                               mistico-religioso.
 sm. 1 Ciò che uno deve, di denaro, ad altri. 2 Il passivo       Darlan, François (Nérac 1881-Algeri 1942) Ammiraglio
 nei bilanci.                                                     francese. Durante la seconda guerra mondiale, fu tra i
      v. tr. 1 to give. 2 (produrre) to produce, to yield. 3      principali esponenti del regime filotedesco di Vichy, ma
 (qualificare) to call. v. intr. (porta, casa: guardare) to       dopo lo sbarco alleato in Algeria, passò con questi ultimi.
 open on, to look on. v. intr. pron. 1 to devote oneself. 2       Venne ucciso in un attentato.
 (da fare) to bustle about. sm. (econ.) debt, amount due.        Darling Il fiume (2.720 km) più lungo dell'Australia.
      lat. dare.                                                  Nasce nel Queensland e confluisce nel Murray
Darè Comune in provincia di Trento (188 ab., CAP                  percorrendo il Nuovo Galles del Sud.
 38080, TEL. 0465).                                              Darmstadt Città (140.000 ab.) della Germania,
Dare e avere Opera di poesia di S. Quasimodo (1961).              nell'Assia meridionale.
Dar-es-Salaam Città della Tanzania (1.488.000 ab.).              Darò un milione Film commedia, italiano (1935). Regia
 Situata in un'insenatura del Tanganica, il suo porto,            di Mario Camerini. Interpreti: Vittorio De Sica, Assia
 all'imbocco del canale di Zanzibar sull'oceano Indiano, è        Noris.
 utilizzato anche per i traffici di Zambia e Zaire. Tra le sue   D'Arónco, Raimóndo (Gemona del Friuli 1857-
 risorse, l'esportazione di caffè, canna da zucchero,             Sanremo 1932) Architetto. Tra le opere la loggia e la
 tabacco, cotone e piretro. Sono presenti anche industrie

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 torre dei Sisli a Istanbul (1899) e i padiglioni                      venne anche combattuta sul piano scientifico e sul piano
 dell'Esposizione di Arte Decorativa a Torino (1902).                  teorico. Erasmus Darwin morì nel 1802 a Derby quando
D'Arrìgo, Stéfano (Alì, Messina 1919-Roma 1992)                        aveva poco più di settant'anni. Robert Darwin studiò
 Romanziere. Esordì nel 1957 con la raccolta di poesie                 medicina e la praticò con successo, diventando anche
 Codice siciliano. Tra le altre opere, Horcynus Orca                   molto ricco. Stabilitosi a Shrewsbury, sposò Susannah
 (1975), imperniato sulla storia di un pescatore siciliano             Wedgwood dalla quale ebbe sette figli di cui due maschi:
 che arruolatosi in Marina, torna nella sua terra d'origine            Erasmus Alvey, nato nel 1804, e Charles Robert, nato nel
 dopo aver affrontato numerose disavventure tra cui la                 1809.
 lotta contro un'orca, e Cima delle nobildonne (1985).                 Charles Darwin trascorse l'infanzia dorata del figlio di
dàrsena, sf. Parte più interna di un porto. ~ approdo.                 una facoltosa famiglia a Shrewsbury, nella grande e
     sf. dockyard, dock.                                               lussuosa casa fatta costruire dal padre sul colle
D'artagnan Uno dei quattro protagonisti della trilogia di              Frankwell. A otto anni morì la madre e le sorelle presero
 Alexandre Dumas padre costituita dai libri I tre                      le redini della famiglia e cercando a modo loro di
 moschettieri, Vent'anni dopo e Il viscone di Bragelonne.              educare il giovane fratello. A sedici anni fu mandato
 Il personaggio si ispira a Charles de Batz o de                       all'università di Edimburgo dove già studiava il fratello
 Montesquiou, conte di D'artagnan che fu capitano dei                  maggiore Erasmus. Questa università era la migliore
 moschettiere durante il regno di Luigi XIV.                           della Gran Bretagna per gli studi scientifici, ma Charles
Daru Città di Papua Nuova Guinea, che si affaccia sul                  ebbe una brutta impressione dell'insegnamento e provò
 golfo dei Papua, in corrispondenza dello stretto di                   ripugnanza per la medicina. Il padre gli propose allora di
 Torres.                                                               lasciare la medicina e di intraprendere la carriera
darviniàno, o darwiniàno, agg. Che si riferisce a                      ecclesiastica (1828). Charles si interrogò sulla propria
 Darwin e alle sue teorie.                                             vocazione religiosa e decise definitivamente di
darvinìsmo, o darwinìsmo, sm. Teoria del naturalista                   frequentare l'università di Cambridge per studiare
 inglese Charles Darwin sull'evoluzione delle specie.                  teologia. A Cambridge nel 1829 conobbe il reverendo
Darwin Città (74.000 ab.) dell'Australia, capitale del                 Henslow, giovane botanico e il reverendo Sedgwick,
 Territorio del Nord.                                                  professore di geologia; si appassionò alle scienze naturali
Darwin, Charles Robert (Shrewsbury 1809-Down                           e alla Natural Theology del Paley. In questi anni le
 1882) Naturalista inglese. La comprensione della vita e               guerre napoleoniche procurarono all'Inghilterra notevoli
 dell'opera di Darwin sono strettamente legate a quelle                problemi ma al tempo stesso portarono al crollo del
 del nonno. Erasmus Darwin era nato il 12 dicembre 1731                regno di Spagna che determinò un forte movimento delle
 a Helston Hall (Nottingham). Figlio di un avvocato, fu                colonie sudamericane verso l'indipendenza. I porti del
 un grande personaggio e le sue opere ebbero notevole                  Sudamerica furono aperti al commercio inglese e
 influenza sul nipote Charles. Appassionato di poesia                  vennero inviate navi a compiere il rilevamento
 arcadica e classicheggiante, Erasmus era in politica                  idrografico delle coste e dei canali del continente. Il
 giacobino. Dopo aver studiato a Cambridge e a                         capitano King compì una lunga crociera tra il 1826 e il
 Edimburgo, si laureò nel 1756 in medicina; lo stesso                  1830 con due navi attrezzate, l'Adventure e la Beagle. Il
 anno si trasferì a Lichfield e vi iniziò l'attività di medico.        servizio idrografico pensò che fosse utile completare il
 Nel 1757 sposò Mary Howard, continuando nel                           rilevamento della Terra del Fuoco e di condurre una rete
 frattempo a esercitare la sua professione di medico a                 di misure geodetiche nei vari continenti e mari. Perciò
 Lichfield, cittadina non lontana da Birmingham che                    organizzò una nuova spedizione guidata dal capitano
 risentiva gli influssi e lo svilupparsi dell'attività                 Fitzroy, ottimo cartografo. Fitzroy scelse la Beagle,
 manifatturiera e il coinvolgimento nello sviluppo della               brigantino di 240 tonnellate. I preparativi durarono
 scienza e della tecnica. Erasmus conobbe numerosi                     quasi un anno e nel frattempo si cercò un naturalista da
 protagonisti di questi progressi e insieme a loro                     aggregare alla spedizione. Il compito del naturalista era
 organizzò il club Lunar Society nel quale venivano                    quello di riportare notizie sui prodotti utili o preziosi
 dibattuti problemi sociali e scientifici. Nel 1758 nacque             delle terre esplorate. Il capitano Fitzroy scelse Charles
 Charles Darwin senior. Laureatosi brillantemente in                   Darwin perché molto qualificato per l'osservazione e la
 medicina a Edimburgo, scrisse alcuni saggi, accolti con               raccolta di materiali interessanti. La spedizione ebbe
 grande favore dal pubblico scientifico dell'epoca. Morì               inizio il 27 dicembre 1831; la Beagle salpò lasciando un
 però giovanissimo di infezione. Il secondo figlio,                    paese in condizioni drammatiche: il governo dei whig si
 Erasmus, era di tutt'altro carattere; nato nel 1759 morì              prestava a trasformare le strutture politiche e sociali per
 suicida a quarant'anni. Il terzo figlio, Robert Warning,              le quali la rivoluzione industriale aveva condotto alla
 nacque nel 1766. Nel 1780 Erasmus si sposò in seconde                 miseria molti cittadini, scontrandosi con la Camera dei
 nozze con Elisabeth Chandos Pole e si trasferì a Derby.               Lord e con il nuovo sovrano. Fermenti di rivolta
 Sette anni dopo Robert W. Darwin ottenne la laurea in                 serpeggiavano per il paese, alla fame si aggiunse il
 medicina e si stabilì a Shrewsbury. Il dottor Erasmus                 colera. A bordo della Beagle la situazione era
 Darwin pubblicò nel 1789 la sua prima opera intitolata                drammatica. Tra il comandante e l'equipaggio si era
 Gli amori delle piante sul sistema sessuale delle piante.             sviluppata una situazione di forte tensione, a seguito
 L'opera ottenne un grande successo. Nel 1784 Erasmus                  della punizione di alcuni marinai. Charles Darwin,
 pubblicò la sua seconda opera, La zoonomia o leggi                    sofferente di mal di mare, doveva stare immobile sulla
 della vita organica, su problemi generali di psicologia,              sua amaca. Alle Canarie fu imposta la quarantena per il
 biologia, patologia. In essa si incontrano e scontrano le             colera. La situazione migliorò successivamente e la nave
 teorie delle correnti illuministiche e romantiche.                    acquistò una grande reputazione per l'efficienza del suo
 Quest'opera fu accolta da molti con grande favore, ma                 equipaggio e la perizia del capitano. Nel 1832 in Gran

                                                                  14
Bretagna il progetto di riforma venne approvato anche           frattempo si ammalò e scrisse una lettera testamento alla
dalla Camera dei Lord, mentre la Beagle dopo aver               moglie indicandole di affidare il manoscritto a un abile
esplorato la coste della Patagonia e delle Falkland             naturalista che lo completasse e lo preparasse per la
affrontò i mari della Terra del Fuoco. Nelle vicinanze di       stampa. Dopo questo episodio si dedicò allo studio
Capo Horn restò per settimane in balìa di un uragano.           sistematico dei Cirripedi, Crostacei marini che vivono
Nonostante avesse un bagaglio di nozioni scientifiche           attaccati alle rocce o agli oggetti galleggianti; a questo
limitato, Charles Darwin riuscì a compiere un ottimo            lavoro dedicò otto anni durante i quali pubblicò quattro
lavoro; questa esperienza di rilevamento della flora, della     monografie, le prime due nel 1851, le altre due nel 1854.
fauna e geologico di tanti paesi nuovi e remoti risultò         Terminato il lavoro sui Cirripedi si dedicò assiduamente
molto positiva. Charles era dotato di una eccellente            allo sviluppo della sua teoria, raccolse dati su dati e
capacità di osservazione e si dedicò all'analisi di tutto       compilò un grosso trattato. Il 1° luglio 1858 Darwin lesse
quanto veniva trovato, dalla formazione di certe                alla Linnean Society una nota sull'evoluzione mediante
concrezioni minerali al movimento degli stami dei               selezione naturale e presentò una nota con analogo
cactus, dal lampeggiare degli insetti luminosi                  contenuto speditagli da Alfred Wallace dall'Indonesia.
all'orogenesi delle Ande, dallo sviluppo del senso              Dopo questo episodio Darwin si decise a redigere l'opera
dell'olfatto nei condor al ruolo svolto dalle gigantesche       l'Origine della specie che venne pubblicata il 26
alghe Macrocystis come substrato di una fiorente fauna.         novembre 1859. Quest'opera non fu accolta bene, in
Darwin aveva ereditato sicuramente queste doti dal              particolar modo da Owen, invidioso nel vedersi portare
padre ma anche dal nonno Erasmus. Sorprendente fu il            via un'idea sulla quale aveva molto riflettuto e scritto.
suo sforzo metodico di fornire spiegazioni attraverso un        Entusiasmo nei confronti di Darwin fu dimostrato da
paziente lavoro induttivo e una vasta tessitura di ipotesi.     Thomas Huxley. L'Origine della specie era un'opera
Nel 1834 fu abolita la schiavitù nei domini britannici.         concepita in un paese che con la libera concorrenza
Una seconda spedizione della Beagle raggiunse le acque          aveva creato un impero sparso in tutto il mondo. Darwin
della Terra del Fuoco, eseguendo un rilevamento delle           dovette far fronte a una violenta e inaspettata reazione
coste del Sudamerica. La Beagle rientrò in patria nel           dei naturalisti delusi e del clero anglicano e, trovandosi
1836 e trovò il paese profondamente rinnovato: il               impreparato, attese che la situazione si attenuasse da
sistema elettorale era stato riformato, erano state             sola; il battagliero Huxley invece usò le sue capacità
emanate le leggi sulle fabbriche e sui poveri, era nata         dialettiche per combattere. Il primo sconfitto fu il
anche l'università di Londra. Londra era nel frattempo          vescovo Wilbeforce, il 30 giugno 1860 a Oxford.
diventata un centro scientifico fiorente e vigoroso e           Successivamente Darwin si dedicò agli studi di botanica
Darwin venne accolto con grandi onori. Henslow                  e alla fecondazione delle orchidee; arrivò a spiegare i
pubblicò estratti delle sue lettere, fece conoscere le sue      legami tra fiori e insetti dal punto di vista
teorie geologiche, le collezioni di animali e di fossili        dell'impollinazione. Nel 1862 pubblicò I diversi
sudamericani che destarono vivissimo interesse. Questa          apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono
improvvisa notorietà lo stupì molto e ancora di più lo          fecondate. Nel 1864 gli fu conferita la Copley Medal, il
sorprese il fatto di essere ricercato da persone come           più alto riconoscimento al merito scientifico in Gran
Charles Lyell, Robert Brown e Richard Owen. Nel 1837            Bretagna. In seguito si occupò della rielaborazione
dopo un breve soggiorno a Cambridge si stabilì a Londra.        dell'opera Le variazioni degli animali e delle piante allo
Si dedicò subito alla pubblicazione di tre volumi di            stato domestico (1868) iniziata precedentemente.
resoconti redatti da vari naturalisti sui materiali da lui      L'opera portò alla luce la personalità di Darwin; questa
raccolti; compose infine il terzo volume della Narrative        volta non venivano più rielaborate le teorie di Buffon e di
of the Surveying Voyages of H.M.S. Adventure and                Erasmus Darwin sulla ereditarietà; le gemmule di
Beagle, lavoro diventato famoso con il nome di Viaggio          Charles Darwin avevano forte analogia con le molecole
di un naturalista intorno al mondo. Quest'opera rese            organiche o con quelle animali ipotizzate dai biologi del
illustre Darwin anche al di fuori dell'ambiente                 Settecento. Darwin indagò sull'origine e sulle basi della
accademico e della stessa Inghilterra. Il libro riportava       variabilità, come logiche conseguenze della sua teoria
una grande massa di notizie scientifiche attendibili e          evolutiva. Nel frattempo venivano pubblicate altre opere
controllate unite a una particolare vivacità di stile. Nel      sull'evoluzione. Nel 1871 Darwin decise di rompere il
1839 Darwin sposò la cugina Emma Wedgwood, donna                silenzio mantenuto per prudenza sul tema relativo
schiva e gentile che si dedicò esclusivamente alla              all'origine dell'uomo e pubblicò l'Origine dell'uomo e la
famiglia. Dopo sei anni di soggiorno a Londra Darwin            scelta in rapporto al sesso. L'opera fu un successo grazie
lasciò la capitale rinunciando a molte cariche e si ritirò a    alle capacità di osservazione dell'autore che sviluppò
Down nel Kent (1842) per condurre una vita di                   nuove idee sulla posizione dell'uomo nell'ordine dei
gentiluomo di campagna.                                         Primati. In quest'opera Darwin inserì alcune
Nel 1837 aveva formulato appunti ricchi di elementi             considerazioni sulla mimica. Queste idee
nuovi e personali sulla teoria dell'evoluzione; prese in        successivamente rielaborate furono alla base di un altro
considerazione la variabilità della specie considerando la      volume: L'espressione delle emozioni negli uomini e
ripercussione nella trasformazione della specie stessa.         negli animali (1872). Durante gli ultimi anni di vita
Darwin arrivò a concludere che l'agente della selezione         Darwin seppe rinnovarsi e cominciò a trattare i problemi
era la mortalità differenziata; a completamento della           del movimento e della sessualità nei vegetali mettendo a
teoria cercò di spiegare anche la divisione in entità           punto un tipo di logica induttivo-deduttiva sperimentata
separate della specie stessa. Verso la fine del 1844 dopo       solo occasionalmente. La sua ultima opera La
aver terminato la stesura del Saggio ebbe timore di             formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici
pubblicarlo temendo il fallimento della sua opera. Nel          fu pubblicata nel 1881. Darwin morì il 19 aprile 1882. La

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 società vittoriana in cui visse gli aveva attribuito i         data logger, loc. sost. m. invar. Apparato per eseguire
 massimi onori. Una rappresentanza parlamentare                  in modo automatico e in successione preordinata misure
 propose la sepoltura nell'abbazia di Westminster: qui fu        diverse, fornendo poi i risultati in forma numerica.
 sepolto il 26 aprile accanto ai grandi artefici del pensiero   data plotter, loc. sost. m. invar. Apparecchio che
 moderno: Faraday, Lyell, Newton.                                serve per tracciare grafici o disegni in modo automatico.
Darwin, George Howard (Down, Kent 1845-Newnham                   Viene comandato tramite un'unità di comando e può
 Grange, Cambridgeshire 1912) Scienziato inglese figlio di       essere collegato a un elaboratore elettronico. ~
 Charles Robert. Studiò in special modo il moto terrestre        diagrammatore.
 e l'evoluzione geologica. È noto per la teoria del                   in inglese significa tracciatore di dati.
 rallentamento della velocità di rotazione dei corpi celesti    data processing, loc. sost. m. invar. Elaborazione
 determinato per attrito della marea.                            elettronica delle informazioni. Viene generalmente
darwinìsta, agg. e sm. agg. Relativo alle teorie di C. R.        abbreviata in DP o in EDP, ossia Electronic DP.
 Darwin.                                                        database, loc. sost. m. invar. Letteralmente significa
 sm. Seguace delle teorie di C. R. Darwin.                       base di dati. Nel linguaggio informatico indica un
D'Àrzo, Sìlvio (Reggio Emilia 1920-1952) Scrittore. Tra          archivio di informazioni che, in genere, può essere
 le opere Casa d'altri (postumo, 1953).                          consultato da un vasto numero di utenti.
Dasà Comune in provincia di Vibo Valentia (1.496 ab.,           datàbile, agg. Che si può datare.
 CAP 88013, TEL. 0963).                                         datagram, sm. invar. Nel linguaggio informatico indica
Dasiàtidi Famiglia di Pesci Selaci Raiformi dal corpo di         il formato standard di dati per un pacchetto che viene
 forma ovale o quadrangolare aventi uno o più aculei             spedito con il protocollo Internet; è costituito da un
 velenosi sul dorso e una coda sottile.                          mittente, da un destinatario e dai dati.
Dasipòdidi Famiglia di Mammiferi Sdentati americani.            datàre, v. tr. 1 Segnare la data. 2 Attribuire per ipotesi a
 Comprendono specie provviste di un carapace osseo               un determinato periodo.
 formato da scudi disposti trasversalmente e coperti di               v. tr. to date.
 squame cornee e capaci di appallottolarsi, come                      deriv. da data.
 l'armadillo.                                                   datàrio, sm. 1 Timbro composto da cilindri mobili che
Dasiùridi, sm. invar. Famiglia di Mammiferi                      recano in rilievo l'indicazione di giorno, mese e anno e
 Marsupiali australiani, carnivori e insettivori.                che, fatti ruotare, consentono di comporre la data
Dassault, Marcel (Parigi 1892-Neville-sur-Seine 1986)            desiderata per poi imprimerla su lettere, documenti e
 Costruttore di aerei francese. Fondò una società                simili. 2 Indicatore di data in un orologio.
 aeronautica e produsse aerei quali il Mirage e il Mistère-     datàto, agg. 1 Provvisto di data. 2 Non più attuale. ~
 Falcon.                                                         superato. <> attuale.
Dassin, Jules (Middletown 1911-) Regista                        datazióne, sf. Assegnazione di una data e la data
 cinematografico statunitense. Diresse Forza bruta               assegnata.
 (1947), La città nuda (1948), Rififi (1955), Mai di            date In informatica è il nome di un comando del sistema
 domenica (1960) e Topkapi (1964).                               operativo UNIX che permette di modificare o stampare
Dat Sigla di Digital audio tape.                                 la data nel formato corrente.
dàta, sf. 1 Indicazione del luogo, giorno, mese e anno. 2       datio in solutum, loc. sost. f. invar. Locuzione latina
 Tempo, epoca. ~ periodo. 3 Termine. ~ scadenza.                 che significa "dazione in pagamento". ~ dazione.
      sf. date.                                                 datìvo, agg. e sm. Del terzo caso della declinazione
 Linea del cambiamento di data                                   indoeuropea recante il termine a cui si rivolge l'azione
 Linea introdotta con i fusi orari al congresso di               verbale.
 Washington del 1884, tracciata in modo tale da evitare         dàto, agg. e sm. agg. 1 Certo, definito, stabilito. ~
 divisioni delle terre (Siberia e alcune isole dell'oceano       determinato. <> indefinito. • in dati casi puoi pure
 Pacifico). Attraversando la linea da ovest a est si torna       astenerti. 2 Votato, devoto. ~ dedito.
 indietro di un giorno sul calendario, da est a ovest si         sm. 1 Elemento accertato o conosciuto. ~ informazione,
 avanza di un giorno.                                            notizia. <> congettura, ipotesi. • dato di fatto, dati
data bus, loc. sost. m. invar. Fascio di collegamenti            sperimentali. 2 In informatica, ogni informazione che
 tra elementi di un sistema di telecomunicazioni o di            può essere trattata da un calcolatore.
 elaborazione che serve per trasmettere dati.                         agg. given. sm. datum.
data collection, loc. sost. f. invar. Apparecchiatura                 lat. datum, da datus, p.p. di dare.
 ausiliaria per impianti telefonici privati che serve a         datolìte, sf. Borosilicato basico di calcio. Si presenta in
 raccogliere e analizzare i dati che arrivano dalla rete         cristalli monoclini di colore giallo, verdastro o bianco.
 telefonica e a trasferirli in blocco a un computer             Datong Città (798.000 ab.) della Cina, nella provincia
 connesso alla rete.                                             dello Shanxi.
      in inglese significa raccolta dati.                       datóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi dà, chi concede. 2 Datore di
data flow computer, loc. sost. m. invar. Elaboratore             lavoro è colui che ha alle proprie dipendenze lavoratori
 in cui la sequenza delle operazioni è guidata dal flusso        retribuiti.
 dei dati. Solo quando tutti i dati di ingresso di                    sm. employer.
 un'istruzione sono disponibili questa viene eseguita da        dàttero, sm. Pianta molto alta (fino 30 m) con ciuffo
 un processore libero e atto allo scopo. I dati possono          apicale di foglie e bacche (datteri) molto ricche di
 provenire da una precedente operazione, ma anche                zuccheri, diffusa in Africa del nord e nell'Asia tropicale;
 dall'esterno del sistema.                                       in Europa viene coltivata come pianta ornamentale. Il
                                                                 frutto è commestibile.

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     sm. date.                                                 Dausset, Jean (Tolosa 1916-) Immunologo francese.
 Dàttero di màre, sm.                                           Compì importanti studi di immunoematologia e nel
 Mollusco (Lithophaga lithophaga) della famiglia dei            1980 insieme a B. Benacerraf e a G. Snell fu insignito del
 Mitilidi e della classe dei Bivalvi. Di colore marrone,        premio Nobel.
 misura fino a 10 cm. Perfora la roccia grazie alla            Dauthendey, Max (Würzburg 1867-Malang, Isola di
 secrezione di un liquido acido.                                Giava 1918) Scrittore tedesco. Autore di influenza
dattìlico, agg. (pl. m.-ci) Verso composto da dattili.          romantica, ha spesso ambientato le sue narrazioni in un
dattilo- Primo elemento di parole composte.                     oriente favoloso, ispirato dai suoi viaggi. Tra le opere, le
     dal greco dáktylos dito.                                   novelle Lingam (1909) e Die acht Gesichter am Biwasee
dàttilo, sm. Piede della metrica greca e latina costituito      (Le otto visioni sul lago di Biwa, 1911).
 da una sillaba lunga e da due brevi.                          Davàgna Comune in provincia di Genova (1.696 ab., CAP
dattilografàre, v. tr. Scrivere a macchina.                     16022, TEL. 010).
     v. tr. to type.                                           Davangere Città (196.000 ab.) dell'India, nello stato di
     deriv. da dattilografo.                                    Karnataka.
dattilografìa, sf. La tecnica dello scrivere a macchina.       davànti, avv., prep., sm. e agg. avv. e prep. 1 In
     sf. typing.                                                presenza, al cospetto di. ~ in faccia. • non voleva far
dattilogràfico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda la                scenate davanti ai figli. 2 Di fronte. ~ dinanzi. <>
 dattilografia.                                                 dietro. • si sedette davanti a lei per guardarla meglio.
dattilògrafo, sm. 1 Chi sa scrivere a macchina. 2               sm. La parte anteriore. ~ fronte. <> didietro.
 Addetto alla dattilografia.                                    agg. Anteriore. • la parte davanti del palazzo.
     sm. typist.                                                     avv. 1 in front. 2 (dirimpetto) opposite. 3 (prima)
     da dattilo-+-grafo.                                        before. sm. e agg. front.
dattiloscopìa, sf. Esame delle ceste cutanee dei                     lat. de ab ante.
 polpastrelli delle dita (dermatoglifo), dalle quali si        davantìno, sm. Pettorina negli abiti femminili.
 ricavano le impronte digitali, uniche per ogni individuo,     davanzàle, sm. Soglia della finestra su cui appoggiano
 che ne consentono l'identificazione.                           gli stipiti. ~ parapetto.
dattiloscòpico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda la                     sm. windowsill.
 dattiloscopia.                                                davànzo, o d'avànzo, avv. Più del necessario. ~ molto.
dattiloscrìtto, agg. e sm. Scritto eseguito con la                   avv. more than enough.
 macchina da scrivere.                                         Davao Città (850.000 ab.) delle Filippine, nell'isola di
dattiloscrìvere, v. tr. Dattilografare, scrivere a              Mindanao.
 macchina.                                                     Dave: Presidente per un giorno Film commedia,
Dattilòttero, sm. Genere di Pesci Actinopterigi                 americano (1993). Regia di Ivan Reitman. Interpreti:
 Dattilopteriformi caratterizzati dalla presenza di pinne       Kevin Kline, Sigourney Weaver, Frank Langella. Titolo
 natatorie pettorali aventi forma di ali con le quali si        originale: Dave
 possono sollevare fino a 1 m sopra al livello del mare. È     Davèrio Comune in provincia di Varese (2.060 ab., CAP
 chiamato anche pesce rondine.                                  21020, TEL. 0332).
dattórno, o da tórno, avv. Intorno, vicino. ~                  Daves, Delmer (San Francisco 1904-La Jolla 1977)
 dappresso.                                                     Regista cinematografico statunitense. Diresse La fuga
datùra, sf. Genere di piante arbustacee, erbacee o              (1947), L'amante indiana (1950) e Quel treno per Yuma
 arboree, proprie delle regioni a clima temperato o             (1957).
 tropicale, della famiglia delle Solanacee.                    Davì, Luìgi (Valdigna d'Aosta 1929-) Scrittore italiano.
Dàua Fiume (580 km) dell'Etiopia. Nasce dall'Acrocoro           Tra i più noti autori della corrente denominata narrativa
 Etiopico e si unisce al Ganale.                                industriale, esordì con la raccolta di racconti Gimcana
Daubigny, Charles-François (Parigi 1817-1878)                   che furono pubblicati nel 1957 da Vittorini. Tra le opera
 Pittore francese. Tra le opere Paesaggio presso Pontoise       si ricordano anche L'aria che respiri (1964) e Il vello
 (1866, Brema, Kunsthalle) e Paesaggio o Il prato dei           d'oro (1965).
 Graves (1875, Parigi, Musée d'Orsay).                         Davico, Oskar (Sabac 1909-Belgrado 1989) Romanziere
Daudet, Alphonse (Nîmes 1840-Parigi 1897) Scrittore.            serbo. Tra le opere La poesia (1952) e Titolo provvisorio
 Tra le opere Lettere dal mio mulino (1866) e Tartarino         dell'infinito (1958).
 di Tarascona (1872).                                          David (geografia) Città (51.000 ab.) del Panam´,
Daugavpils Città (127.000 ab.) della Lettonia, sul fiume        capoluogo della provincia di Chiriquí.
 Dvina Occidentale.                                            Dàvid (storia) (Betlemme 1075-ivi 993 a. C) Re
daun, sm. Uno dei tre stadi di ritiro della glaciazione del     d'Israele, appartenuto alla tribù di Giuda. Dopo aver
 Würm.                                                          ucciso il gigante Golia, fu nominato comandante
Dàunia Monti del Subappennino pugliese, tra Puglia e            dell'esercito dal re Saul. Al suo ritorno dopo la cacciata
 Campania. Vetta più elevata il Monte Cornacchia (1.152         operata dal re stesso per gelosia, venne unto da Samuele
 m).                                                            re di Giudea e d'Israele. Conquistò Gerusalemme,
Daunou, Pierre-Claude-François (Boulogne-sur-Mer                ponendola come capitale e collocandovi l'arca
 1761-Parigi 1840) Politico francese. Sacerdote                 dell'Alleanza. Sconfisse molti popoli nemici (filistei,
 rivoluzionario, dopo la caduta di Robespierre nel 1794,        framei, moabiti), portando all'unità il suo regno.
 collaborò attivamente alla costituzione dell'anno III          Neppure la rivolta di Assalonne riuscì a intaccare il
 (1795), che inaugurò il direttorio.                            prestigio del re, che esercitava il suo potere sul territorio
                                                                tramite governatori locali. Gli vengono attribuiti

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 cinquantanove dei salmi della Bibbia.                         Davisson, Clinton Joseph (Bloomington 1881-
 David                                                          Charlottesville 1959) Fisico statunitense. In
 Opera in cinque atti di D. Milhaud, libretto di A. Lunel       collaborazione con L. H. Germer scoprì la diffrazione
 (Milano, 1954).                                                degli elettroni nei cristalli. Nel 1937 fu insignito del
David Copperfield Romanzo di Ch. Dickens (1849-                 premio Nobel con G. P. Thomson.
 1850). Opera parzialmente autobiografica, che segue il        Dàvoli Comune in provincia di Catanzaro (4.954 ab., CAP
 protagonista dalla fanciullezza al matrimonio attraverso       88060, TEL. 0967).
 vari tentativi e insuccessi. È probabilmente il romanzo       davvéro, avv. 1 In verità, certamente. ~ effettivamente.
 più noto di Dickens. David è salvato dalla prozia Betsey       <> magari, forse. 2 Esprime incredulità. 3 Molto,
 Trotwood che lo libera da un patrigno crudele, da un           veramente. ~ oltremodo. 4 Sul serio. ~ realmente.
 padrone depravato e dalle umiliazioni del lavoro. Viene            avv. 1 indeed, really. 2 (naturalmente) of course.
 messo a fare pratica presso un legale, Wickfield, della cui   Davy, Humphrey (Penzance 1778-Ginevra 1829)
 figlia Agnes diventa amico. David sposa Dora,                  Chimico inglese. Scoprì e isolò diversi elementi tra cui
 irresponsabile e bambina, ma non trova una vera felicità       sodio, potassio e fluoro. Diede il nome a una lampada di
 se non quando, morta Dora, si accorge di avere sempre          sicurezza per minatori da lui realizzata in collaborazione
 amato Agnes. Conosciuto e apprezzato per la sua ironia         con M. Faraday.
 di rappresentazione e per l'intreccio, David Copperfield,     Dawes, Charles Gates (Marietta 1865-Evanston 1951)
 ispirandosi alle prime esperienze di Dickens porta alla        Finanziere e politico statunitense. Nel 1923 fu a capo di
 luce i maltrattamenti dei bambini che caratterizzavano         un comitato internazionale per le riparazioni di guerra e
 l'Inghilterra vittoriana.                                      con l'omonimo piano assicurò un prestito internazionale
 David Copperfield                                              alla Germania. Nel 1925 fu insignito del premio Nobel
 Film drammatico, americano (1934). Regia di George             per la pace.
 Cukor. Interpreti: Freddie Bartholomew, Frank Lawton,         Dawson Fiume (640 km) dell'Australia, nel Queensland.
 W. C. Fields. Titolo originale: David Copperfield              Nasce dai Monti Carnarvon e confluisce nel Mackenzie.
David, d'Angers (Angers 1788-Parigi 1856) Nome d'arte          dawsonìte, sf. Carbonato basico d'alluminio e sodio, si
 di Pierre-Jean David. Scultore francese. Tra le opere          presenta in cristalli lamellari rombici o aciculari, incolori
 Monumento funebre di Botzaris a Missolungi (1827).             o bianchi.
David, Gérard (Oudewater ca. 1460-Bruges 1523)                 day after, loc. sost. m. invar. 1 Il giorno successivo a
 Pittore fiammingo. Stabilitosi a Bruges nel 1483, subì         una guerra nucleare. 2 Il giorno successivo a un
 l'influenza dei migliori pittori della tradizione olandese.    avvenimento importante.
 Lavorò anche per committenti liguri (Polittico per San        Day After, The (Il giorno dopo) Film drammatico,
 Girolamo della Cervara, Genova, Palazzo Bianco). Tra le        americano (1983). Regia di Nicholas Meyer. Interpreti:
 opere Cristo inchiodato alla croce (ca. 1480, Londra,          Jason Robards, Jo Beth Williams, Steve Guttenberg.
 National Gallery; pannelli ad Anversa, Musée Royal des         Titolo originale: The Day After
 Beaux-Arts), Giustizia di Cambise (1498-1499, Bruges,         day by day, loc. sost. m. invar. Programmazione di
 Groeningen Museum) e Le nozze di Cana (1503-1505,              un'impresa a breve termine. Si contrappone alla
 Parigi, Louvre).                                               pianificazione a medio o lungo periodo.
David, Jacques-Louis (Parigi 1748-Bruxelles 1825)              day hospital, loc. sost. m. invar. Ospedale attrezzato
 Pittore francese. Partecipò attivamente alla vita pubblica     per praticare terapie ed esami a pazienti che sono
 durante la rivoluzione e nel 1804 divenne primo pittore        ricoverati soltanto per una giornata e servizio effettuato
 di Napoleone Bonaparte, le cui gesta rappresentò nei           da tali ospedali.
 suoi dipinti. Tra le opere Il giuramento degli Orazi          Day Lewis, Daniel (Londra 1958-) Attore
 (1784, Parigi, Louvre), La morte di Marat (1793,               cinematografico inglese. Interpretò My Beautiful
 Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts), Le Sabine            Laundrette (1985), L'insostenibile leggerezza dell'essere
 (1799, Parigi, Louvre) e Napoleone che valica il San           (1988), Il mio piede sinistro (1989, premio Oscar per il
 Bernardo (1800, Parigi, Malmaison).                            miglior attore protagonista), L'ultimo dei Mohicani
Davis Stretto tra l'isola di Baffin e la Groenlandia.           (1992), Nel nome del padre (1993), L'età dell'innocenza
Davis, Bette (Lowell 1908-Neully-sur-Seine 1989)                (1993) e La seduzione del male (1996).
 Attrice cinematografica americana, vinse il premio Oscar      Dayan, Moshe (Degania 1915-Tel Aviv 1981) Militare e
 con l'interpretazione nei film Paura d'amare (1935) e          politico israeliano. In qualità di capo di stato maggiore
 Jezebel, la figlia del vento (1938). Fra gli altri film,       nel 1956 e di ministro della difesa nel 1967, riportò
 Piccole volpi (1941), Eva contro Eva (1950), per il quale      importanti vittorie contro gli arabi.
 vinse il premio come migliore attrice al Festival di          Dayton Città (194.000 ab.) degli USA, nello stato
 Cannes, Pranzo di nozze (1956), Che fine ha fatto Baby         dell'Ohio.
 Jane? (1963), Piano piano dolce Carlotta (1964), Le           Daytona Beach Città degli Stati Uniti (182.000 ab.)
 balene d'agosto (1989).                                        posta nell'Ohio a nord-est di Cincinnati. Centro
Davis, Jefferson Finis (Christian County 1808-New               commerciale, possiede università, musei, un centro di
 Orleans 1889) Politico statunitense. Durante la guerra di      ricerca aeronautica oltre a industrie meccaniche, della
 secessione dal 1861 al 1865 fu presidente della                carta e di strumenti di precisione.
 Confederazione degli stati del sud.                           Dazai, Osamu (Aomori 1909-Tokyo 1948) Romanziere
Davis, Stuart (Filadelfia 1894-New York 1964) Pittore           giapponese. Tra le opere La moglie di Villon (1947) e Il
 statunitense. Tra le opere Lucky Strike (1921, New York,       sole si spegne (1947).
 Museum of Modern Art) e Paesaggio ritmico (1938,              dazebào, sm. invar. Giornale murale manoscritto di
 Bloomington, Indiana University Art Museum).                   origine cinese.

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D'Azèglio => "Azeglio"                                         De America Saggio di G. Piovene (1953).
daziàre, v. tr. Imporre un dazio sulla merce.                  De Amìcis Buonsollàzzi, Ànna Lucìa (Napoli 1733?-
daziàrio, agg. Del dazio.                                       1816) Cantante d'opera. Figlia di cantanti, debuttò a
dazière, sm. Guardia daziaria.                                  Bologna 1755. Si esibì nei più importanti teatri europei e
dàzio, sm. Imposta diretta che colpisce i prodotti              fu apprezzata anche dal compositore W. A. Mozart che le
 importati e, raramente, anche quelli esportati. Può            destinò la parte di Giunia nella sua opera Lucio Silla
 essere fiscale, quando mira a procacciare introiti allo        (1772).
 stato; il dazio è detto economico qualora sia imposto su      De Amìcis, Edmóndo (Oneglia 1846-Bordighera 1908)
 prodotti finiti per salvaguardare l'industria nazionale        Scrittore e poeta italiano. Partecipò alla battaglia di
 dalla concorrenza estera. I dazi interni (fra città) sono      Custoza (1866) e alla presa di Roma, che gli ispirarono i
 scomparsi nel 1971. ~ dogana, pedaggio.                        primi racconti militari, riuniti in La vita militare (1868).
      sm. tax, duty.                                            La fama internazionale giunse con il libro Cuore (1886).
      lat. datio,-onis, deriv. da dare.                         Per la poesia va ricordata la raccolta Poesie (1880); altre
Dàzio Comune in provincia di Sondrio (319 ab., CAP              opere, di carattere ironico e prosaico, anticipatrici del
 23010, TEL. 0342).                                             crepuscolarismo, sono Gli amici, Il romanzo di maestro,
dazióne, sf. Azione del dare. ~ consegna.                       Amore a ginnastica (riscoperto da I. Calvino), La
DB Sigla di Data Base (banca dati).                             carrozza di tutti, Primo maggio.
 db                                                            De Amore Trattato di Andrea Cappellano (ca. 1185).
 Sigla di decibel.                                             De André, Fabrìzio (Genova 1940-) Cantautore. Tra le
DBA Sigla di Data Base Administration (banca dati               opere La guerra di Piero e La canzone di Marinella. Fra
 amministrativi).                                               gli album Creuza de ma (1984, in genovese), Le nuvole
DBMS Sigla di Data Base Management System (sistema              (1990) e Anime salve (1996).
 di gestione di database). È un insieme di componenti          De anima Opera di filosofia di Aristotele (IV sec. a. C.).
 hardware e software che permette la gestione dei              De architectura Trattato di Vitruvio Pollione (27-23 a.
 database.                                                      C.).
DBS Sigla di Direct Broadcasting Satellite (diffusione         De Backey, Micheal (Lake Charles 1908-) Medico
 diretta da satellite).                                         statunitense. Realizzatore di un cuore artificiale, fu uno
dc Sigla di direct current (corrente continua).                 dei fondatori della moderna cardiochirurgia.
DCC Sigla di Digital Compact Cassette (cassetta compatta       De' Bàrbari, Jàcopo (Venezia? ca. 1445-ca. 1515)
 digitale).                                                     Pittore. Tra le opere Veduta prospettica di Venezia
DCE Sigla di Data Circuit-terminating Equipment                 (1500, Venezia, Museo Correr).
 (dispositivo di terminazione di un circuito dati). In         De' Bàrdi, Donàto (Pavia, attivo prima metà del XV
 informatica indica quei dispositivi (come i modem) che         sec.) Pittore. Tra le opere Crocifissione (Savona,
 costituiscono l'interfaccia tra un terminale e una linea di    Pinacoteca).
 comunicazione.                                                De Bartholomaeis, Vincènzo (Carapelle di Calvisio
DCS Sigla di Decreto del Capo dello Stato.                      1867-Milano 1953) Filologo. Docente a Genova e
DD Sigla di Decreti Delegati.                                   successivamente a Bologna, si occupò, in particolare,
DDA Sigla di Direzione Distrettuale Antimafia.                  delle letterature romanze. Tra le opere, Origini della
DDL Sigla di Disegno di Legge.                                  poesia drammatica in Italia (1924) e La poesia
ddp Sigla di differenza di potenziale.                          provenzale in Italia nei secoli XII e XIII (1930).
DDT Sigla che indica il diclorodifeniltricloroetano, la cui    De bello civili Opera di storia di C. G. Cesare (45 a. C.).
 formula è C14H9Cl5. Si tratta di polvere bianca, amorfa,      De bello gallico Opera di storia di C. G. Cesare (52-51 a.
 non solubile in acqua, ma solubile nei solventi organici.      C.).
 La sua funzione insetticida venne scoperta da P. H.           De Benedétti, Àldo (Roma 1892-1970) Commediografo.
 Müller; il suo utilizzo è stato di molto ridotto nel mondo     Tra le opere Due dozzine di rose scarlatte (1936).
 perché non biodegradabile e per sospette proprietà            De Benedétti, Pàolo (Asti 1928-) Saggista e poeta
 cancerogene.                                                   italiano. Come saggista si è occupato delle letterature
de, prep. Forma che assume la preposizione semplice di          antiche, soprattutto di quella ebraica, e di lingue
 davanti a un articolo.                                         orientali e ha curato la pubblicazione di classici religiosi.
De Agostìni, Albèrto Marìa (Pollone 1883-Valdocco               Come poeta ricordiamo Requiem (1950) e Diciotto
 1960) Geografo. Missionario nell'America latina, effettuò      poesie (1955).
 spedizioni di studio nella Terra del Fuoco, i cui risultati   De Benedétti, Sèrgio (Firenze 1912-) Fisico italiano. Si
 sono raccolti in I miei viaggi nella Terra del Fuoco           è dedicato allo studio della fisica delle particelle
 (1934) e Trenta anni nella Terra del Fuoco (1955).             elementari e in particolare del positronio e dell'effetto
De Agostìni, Giovànni (Pollone Vercelli 1863-Milano             Mössbauer.
 1941) Geografo, cartografo, editore e fondatore               De Berardìnis, Lèo (Salerno 1940-) Attore e regista
 dell'omonimo istituto geografico, dapprima con la sede a       teatrale. Allestì l'Amleto, Delirio, Adda passà 'a nuttata
 Como (1895) quindi a Roma nel 1901. L'istituto si trova        e Metamorfosi.
 oggi a Novara. Tra le molte opere, Calendario Atlante De      De Bòno, Emìlio (Cassano d'Adda 1866-Verona 1944)
 Agostini (dal 1904), Il mondo geografico (1926) e Imago        Politico e militare fascista. Da generale, fu quadrumviro
 Italiae (1941). Applicò il rigore scientifico agli studi di    della marcia su Roma e ministro delle colonie dal 1929 al
 geografia rinnovando completamente la cartografia              1935. Il 25 luglio 1943 si dichiarò contrario a Mussolini e
 italiana.                                                      per questo fu processato e fucilato.
De agricultura Trattato di M. P. Catone (II sec. a. C.).

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De Bòsio, Gianfrànco (Verona 1924-) Regista teatrale,             Giuseppe Garibaldi e l'anno dopo (1861) venne eletto
 cinematografico e televisivo. Dal 1957 al 1968 fu                senatore.
 direttore del Teatro Stabile di Torino.                         De consolatione philosophiae Opera di filosofia di A.
De Broglie => "Broglie"                                           M. T. S. Boezio (prima metà VI sec.).
De Càrlo, Andrèa (Milano 1952-) Romanziere. Tra le               De Coubertin => "Coubertin"
 opere Treno di panna (1981), Uccelli da gabbia e da             De Crescènzo, Luciàno (Napoli 1928-) Scrittore. Tra le
 voliera (1982), Arcodamore (1993) e Uto (1995).                  opere Così parlò Bella vista (1977), Storia della filosofia
De Càrlo, Giancàrlo (Genova 1919) Architetto e                    greca (1983), Il dubbio (1992), Panta rei (1994) e
 urbanista. Tra le opere i dormitori per studenti a Urbino        Ordine e disordine (1996).
 (1962) e il quartiere operaio a Terni (1971-1974).              de cuius, loc. avv. Abbreviazione della locuzione latina
De Catilinae coniuratione Opera di politica e storia di           de cuius bonis agitur, che significa "colui dei cui beni si
 C. G. Sallustio (ca. 42 a. C.).                                  tratta", usata per indicare una persona defunta in
De Cerésa, Ferrùccio (Genova 1922-Roma 1993) Attore               relazione all'apertura della sua successione patrimoniale.
 italiano. Interprete eclettico, rappresentò con efficacia       De Cùrtis, Antònio => "Totò"
 sia ruoli comici che drammatici. Tra le interpretazioni         De Dion, Albert marchése di (Nantes 1856-Parigi
 ricordiamo Vecchio mondo di Arbuzov, La tana del lupo            1946) Pioniere dell'automobilismo francese. Nel 1881
 di R. Zena e Le tre sorelle di Cechov.                           allestì un'officina per la costruzione di autoveicoli; nel
De Césare, Raffaèle (Frascati 1920-) Saggista italiano.           1895 iniziò la produzione di un triciclo con motore a
 Autore di numerosi saggi storico-sociali, tra cui                scoppio monocilindrico. Ideò il famoso ponte De Dion
 segnaliamo Balzac a Roma (1959), Romanticismo                    per il collegamento dei semiassi posteriori alle ruote
 italiano e Romanticismo francese (1968), Silvio                  motrici.
 Spaventa e i suoi tempi (1991).                                 De docta ignorantia Opera di filosofia di Niccolò da
De Céspedes, Àlba (Roma 1911-Parigi 1997) Scrittrice.             Cusa (1440).
 Tra le opere Dalla parte di lei (1949) e Quaderno               De doctrina christiana Opera di teologia di
 proibito (1952).                                                 Sant'Agostino (IV-V sec.).
De Chìrico, Giórgio (Volos, Grecia 1888-Roma 1978)               De Duve, Christian (Thames-Ditton 1917-) Medico
 Pittore inizialmente metafisico, influenzò notevolmente          belga di origine inglese. Nel 1974 in collaborazione con
 il movimento surrealista. Compì gli studi a Monaco di            A. Claude e G. E. Palade scoprì i lisosomi e per questo
 Baviera nel 1906; nel 1910 a Parigi conobbe P. Valéry e          furono insigniti del premio Nobel.
 G. Apollinaire. Dal 1916, con l'incontro con C. Carrà           de facto, loc. avv. Espressione latina che significa "di
 avvenuto a Ferrara, iniziò ufficialmente la teorizzazione        fatto". Viene utilizzata per indicare l'esistenza di una
 della pittura metafisica. Per metafisica De Chirico              situazione indipendentemente dalla sua configurazione
 intende la realtà avulsa dal contesto ambientale consueto        giuridica. ~ effettivamente.
 (per esempio un guanto di gomma appeso accanto a una            De Felìce, Rènzo (Rieti 1929-Roma 1996) Storico.
 testa di gesso, come in Canto d'amore del 1914, oppure           Allievo di F. Chabod e D. Cantimori, ha insegnato nelle
 una piazza completamente vuota, come nella Malinconia            università di Torino e di Roma. Tra le opere Storia degli
 autunnale del 1915). Questo è il mezzo con cui De                ebrei italiani sotto il fascismo (1961) e Mussolini
 Chirico cerca di esprimere la realtà interiore, in una           (biografia in 7 volumi 1965-1990). Basata su un
 ricerca che lo avvicina a tutta la cultura europea degli         minuzioso lavoro archivistico, l'opera presenta
 inizi del secolo. Dal 1918 collaborò con il fratello Andrea      un'enorme massa di materiali di documentazione. Sul
 (più noto con lo pseudonimo di A. Savinio) e con C.              piano ideologico, individua nel fascismo elementi di
 Carrà alla rivista Valori plastici. Con gli artisti di Valori    razionalità e ne sottolinea la diversità dal nazismo,
 plastici (C. Carrà, R. Melli, G. Morandi e A. Soffici)           prendendo le distanze dalla storiografia postbellica
 partecipò alle esposizioni di Berlino (1921) e di Firenze        prevalente, che del fascismo aveva dato un giudizio
 (1922). Nel 1925 partecipò a Parigi alla prima mostra di         totalmente negativo.
 pittura surrealista. Nel 1935 abbandonò il surrealismo          De Fèo, Sàndro (Modugno 1905-Roma 1968) Scrittore.
 per dedicarsi a dipinti baroccheggianti e spettacolari. Tra      In qualità di giornalista letterario e critico teatrale e
 le sue opere si ricordano, La torre rossa (1913, Venezia,        cinematografico, è stato collaboratore di numerosi
 collezione Guggenheim), Mistero e malinconia di una              quotidiani e periodici italiani (Corriere della Sera, Il
 strada (1914, New Canaan, collezione Resor), La Gare             Messaggero, Il Mondo, Omnibus, Oggi e L'Espresso).
 Montparnasse, L'enigma dell'ora, Testa di cavallo, Le            Ha pubblicato tre romanzi (Gli inganni, 1962, La giudia,
 muse inquietanti (1918, Milano, collezione privata),             1963, e I cattivi pensieri, 1967).
 Ettore e Andromaca (1917, Milano, collezione Mattioli),         De Ferràri, Giovànni Andrèa (Genova 1598-1669)
 Mobili nella valle (1927, Roma, collezione privata), Pesci       Pittore italiano. Formatosi alla scuola di B. Castello e
 sacri (1919), Interni metafisici (1916-1918).                    dello Strozzi, fu attivo in quasi tutta la Liguria ed ebbe
De civitate Dei Opera di teologia di Sant'Agostino (413-          come allievi Valerio Castello e il Grechetto. Tra le opere,
 426).                                                            permeate di un naturalismo calato nella vita di tutti i
De Concìliis, Lorènzo (Avellino 1776-1866) Patriota.              giorni, occorre ricordare il Sacrificio di Isacco (Genova,
 Dopo i moti carbonari del 1820, fu eletto deputato al            Accademia Ligustica) e L'ebbrezza di Noè (Genova,
 Parlamento. Successivamente esiliato, riparò in Spagna,          Palazzo Bianco).
 Gran Bretagna, a Corfù e in Francia. Nel 1848 prese             De Ferràri, Gregòrio (Porto Maurizio 1647-Genova
 parte ai moti di Napoli e nel 1860 fu l'artefice                 1726) Pittore. Tra le opere La Primavera e L'Estate
 dell'insurrezione dell'Irpinia. Affidò le terre liberate a       (Genova, Palazzo Rosso).


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De Filìppo, Eduàrdo (Napoli 1900-Roma 1984) Autore               frappe nucleare). Represse duramente le rivolte del
 e interprete del teatro italiano e internazionale. Con gli      maggio 1968.
 altri fratelli, attori come lui, recitò nella compagnia        De' Gràssi, Giovannìno (Attivo a Milano fine del XIV
 comica di E. Scarpetta fino al 1945, anno in cui creò il        sec.-1398) Miniatore, scultore e pittore. Tra le opere
 teatro di Eduardo. Le sue opere più importanti sono             Taccuino di disegni (Bergamo, Biblioteca Civica).
 Natale in casa Cupiello, Napoli milionaria, Questi             De Gregòri, Francésco (Roma 1951-) Cantautore di
 fantasmi, Filumena Marturano, Le voci di dentro,                musica leggera italiano. Tra i suoi successi ricordiamo
 Sabato, Domenica e Lunedì, Il sindaco del rione Sanità,         Pablo, Generale, La donna cannone e Titanic.
 Gli esami non finiscono mai. Numerosi sono anche i             de gustibus non est disputandum, loc. avv.
 contributi alla cinematografia (L'oro di Napoli di V. De        Espressione latina che significa "non si deve discutere
 Sica) e la trasposizione su grande schermo delle sue            sui gusti".
 opere teatrali (Filumena Marturano, Napoli                     De Haas, Max (Amsterdam 1903-) Regista olandese.
 milionaria).                                                    Appartenne alla scuola documentaristica. Tra le opere
De Filìppo, Peppìno (Napoli 1903-Roma 1980) Attore e             La ballata del cappello a cilindro (1936).
 commediografo. Figlio di Eduardo, lavorò nel cinema            De Havilland, Olivia (Tokyo 1916-) Attrice
 con Fellini (Luci del varietà, 1951 e Boccaccio '70, 1962)      cinematografica statunitense. Interpretò Via col vento
 e fu autore di numerose commedie.                               (1939).
De Filìppo, Titìna (Napoli 1898-Roma 1963) Attrice e            De immortalitate animae Opera di filosofia di
 commediografa. Figlia di Eduardo, interpretò numerose           Sant'Agostino (IV-V sec.).
 commedie dei fratelli o scritte da lei stessa.                  De immortalitate animae
De Finétti, Brùno (Innsbruck 1906-Roma 1985)                     Opera di filosofia di P. Pomponazzi (1516).
 Matematico e statistico. Tra le sue opere, Teoria della        De infelicitate principum Trattato di P. Bracciolini
 probabilità (1970) e Probabilità, induzione e statistica        (1440).
 (1972).                                                        de iure, loc. avv. Espressione latina che significa "di
De finibus bonorum et malorum Opera di filosofia di              diritto". Viene utilizzata per indicare la configurazione
 M. T. Cicerone (ca. 44 a. C.).                                  giuridica di una certa situazione.
De Fondùtis, Agostìno (Crema? attivo fine del XV-               De iure pacis ac belli Opera giuridica di U. Grozio
 inizio del XVI sec.) Scultore. Tra le opere Pietà (1483,        (1625).
 Milano, Santa Maria presso San Satiro).                        De Keersmaeker, Teresa (1960-) Ballerina e
De Funès, Louis (1914-1983) Attore comico francese.              coreografa fiamminga. Fondò il gruppo Rosas, che
 Interpretò Tre uomini in fuga (1966).                           interpretava la danza con aggressività e violenza.
De Gàsperi, Alcìde (Pieve Tesino 1881-Sella di                  De Klerk, Frederik Willem (Johannesburg 1936-)
 Valsugana 1954) Statista e uomo politico italiano. Fu           Uomo politico sudafricano, presidente della Repubblica
 membro del parlamento di Vienna e fautore                       sudafricana dal 1989 fino al 1994, quando l'incarico fu
 dell'annessione trentina all'Italia. Deputato del partito       gestito da W. Botha. È stato responsabile, con N.
 popolare italiano, nel quale sostituì Sturzo nella carica di    Mandela, dell'avvio del processo di pace e il
 presidente dopo la morte, partecipò alla secessione             superamento dell'apartheid. Nel 1993 ha ricevuto con
 dell'Aventino (1923-1925). Venne incarcerato per la sua         Mandela il premio Nobel per la pace.
 opposizione al fascismo; partecipò attivamente nella           De Kooning, Willem (Rotterdam 1904-Long Island
 resistenza, durante la quale risollevò il Partito popolare,     1997) Pittore statunitense. Ritenuto tra i più autorevoli
 trasformandolo in Democrazia cristiana. Fu più volte            esponenti dell'espressionismo astratto e dell'arte
 presidente del consiglio e dedicò tutta la sua vita politica    informale del cosiddetto Action Painting, con S. Pollock,
 alla ricostruzione dell'Italia postbellica, in un clima         dal 1950 in avanti la sua arte è caratterizzata da
 fortemente improntato all'opposizione socialcomunista,          particolare interesse per i paesaggi e le figure femminili.
 che cercò di arginare con un partito di centro formato da       Tra le opere Luce d'agosto (ca. 1946, Scottsdale,
 tutte le forze laiche e moderate. Fervido sostenitore           Collezione privata) e Donna I (1950-1952, New York,
 dell'Alleanza atlantica e della Comunità europea, fu il         Museum of Modern Art).
 primo presidente della CECA.                                   De la causa, principio et uno Opera di filosofia di G.
De Gàsperis, Àngelo (Maggiora 1910-Milano 1962)                  Bruno (1584).
 Chirurgo. Fece della chirurgia toracica una disciplina         De Laurèntiis, Dìno (Torre Annunziata 1919-)
 unitaria.                                                       Produttore cinematografico di film d'autore e celebri
De Gaulle, Charles André Joseph Marie (Lille 1890-               kolossal.
 Colombey-les-Deux-Églises 1970) Generale e politico            De legibus Opera di politica di M. T. Cicerone (53-52 a.
 francese divenne sottosegretario di stato alla guerra.          C.).
 Fuggito a Londra per l'ascesa al potere di Pétain,             De libero arbitrio Trattato di L. Valla (1439).
 sospinse i francesi alla lotta contro il nazismo. Fu            De libero arbitrio
 presidente della repubblica (1944-1946) e tornò                 Opera di filosofia di Erasmo da Rotterdam (1524).
 successivamente alla politica vera e propria in occasione      De Lìbero, Lìbero (Fondi, Latina 1906-Roma 1981)
 dell'acutizzarsi della crisi d'Algeria, rafforzando             Poeta. Tra le opere Il libro del forestiero (1930-1942) e
 ulteriormente i poteri del capo dello stato. Risolta la         Scempio e lusinga (1930-1956).
 questione algerina, cercò di riportare la Francia a livelli    De libertate christiana Opera di teologia di M. Lutero
 elevati in ambito internazionale, mirando alla ripresa dei      (1520).
 rapporti con la Germania e al rafforzamento                    De l'infinito universo e mondi Opera di filosofia di G.
 dell'apparato militare (uscita dalla NATO e force de            Bruno (1584).

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De Lorde, André (Tolosa 1871-Antibes 1942) Autore               De Niro, Robert (New York 1943-) Attore
 teatrale francese. Tra le opere, Au téléphone (1901), Le        cinematografico americano. Protagonista dei film Il clan
 système du docteur Goudron (1903), Dernière torture             dei Barker, Mean Streets (1974), Il padrino parte
 (1904), La nuit rouge (1905), Terre d'épouvante (1907)          seconda (1975) che gli valse l'Oscar per la migliore
 e L'homme de la nuit (1921).                                    interpretazione, Taxi driver (1976), Novecento Atto I e
De Lùllo, Giórgio (Roma 1921-1981) Attore e regista              Atto II, New York New York (1977), Il cacciatore (1978),
 teatrale. Nel 1954 insieme a R. Valli fondò la Compagnia        Toro scatenato (1980), ancora premiato con l'Oscar,
 dei Giovani.                                                    L'assoluzione, premiato come migliore attore con l'Oscar
De magnalibus urbis Mediolani Trattato di Bonvesin               (1981), Re per una notte (1982), C'era una volta in
 de la Riva (1288).                                              America (1984), Innamorarsi (1984), Mission (1986),
De Màrchi, Emìlio (Milano 1851-1901) Romanziere. Tra             Prima di mezzanotte, Risvegli, La notte e la città, Bronx
 le opere Il cappello del prete (1887), Demetrio Pianelli        (1993, di cui è stato anche regista), Frankenstein di
 (1890) e Giacomo l'idealista (1897).                            Mary Shelley (1994), Casinò (1995), Sleepers (1996), La
De Martìno, Ernèsto (Napoli 1908-Roma 1965)                      stanza di Marvin (1997), Ronin (1998).
 Etnografo. Tra le opere Il mondo magico (1948) e Sud e         De Nìttis, Giusèppe (Barletta 1846-St-Germain-en-
 magia (1953).                                                   Laye 1884) Pittore. Tra le opere Lungo la Senna
De Martìno, Francésco (Napoli 1907-) Politico. Dal               (Milano, Galleria d'Arte Moderna) e Paesaggio (1866,
 1964 al 1966 e dal 1972 al 1976 fu segretario del PSI. Tra      Napoli, Museo e Galleria Nazionale di Capodimonte).
 il 1968 e il 1972 fu vicepresidente del consiglio e dal 1991   De officiis Opera di filosofia di M. T. Cicerone (44 a. C.).
 è senatore a vita.                                             De oratore Opera di retorica di M. T. Cicerone (55 a. C.).
De Màuro, Tùllio (Torre Annunziata 1932-) Linguista.            De otio religioso Prosa di F. Petrarca (1347).
 Tra le opere Storia linguistica dell'Italia unita (1963).      De Palma, Brian (Newark 1940-) Regista
De Mille, Agnes (1908-1993) Coreografa e ballerina               cinematografico statunitense. Diresse Il fantasma del
 statunitense.                                                   palcoscenico (1974), Vestito per uccidere (1980), Gli
De Mille, Cecil Blount (Ashfield 1881-Hollywood 1959)            intoccabili (1987), Doppia personalità (1993), Carlito's
 Regista e produttore statunitense. Diresse I dieci              Way (1994), Missione impossibile (1996), Omicidio in
 comandamenti (1923), Cleopatra (1934) e Il più grande           diretta (1998).
 spettacolo del mondo (1952).                                   De pictura Trattato di pittura di L. B. Alberti (1435).
de minimis non curat praetor, loc. avv. Espressione             De Pinedo, Francésco (Napoli 1890-New York 1933)
 latina che significa "il pretore non si cura delle cose di      Aviatore. In qualità di generale, nel 1925 compì il volo
 minima importanza" e che viene utilizzata per dire che          dei tre continenti della durata di 360 ore. Nel 1928
 una persona importante non dà peso alle piccolezze.             compì la trasvolata atlantica.
De Mìta, Cirìaco (Nusco 1928-) Politico democristiano.          De Pìsis, Filìppo (Ferrara 1896-Milano 1956)
 Dal 1963 al 1994 fu parlamentare e più volte ministro. Fu       Pseudonimo di Filippo Tibertelli. Pittore e letterato; si
 inoltre presidente del consiglio nel 1988 e 1989,               accostò da prima al genere metafisico, facendo la
 segretario dal 1982 al 1988 e presidente della DC dal           conoscenza di De Chirico, Carrà e G. Morandi; elaborò
 1989 al 1992. Entrato nel PPI (1993), fu riconfermato           poi il suo stile a Parigi. Famose sono le sue nature morte
 deputato nel 1996.                                              (Natura morta sulla spiagga) e le vedute di Londra,
De monade, numero et figura Opera di poesia di G.                Parigi, Venezia (Venezia la salute). Tra le altre opere
 Bruno (1591).                                                   Natura morta romantica (1924-1925, Torino, Galleria
De Monticèlli, Robèrto (Firenze 1919-Milano 1987)                d'Arte Moderna) e Natura morta con scultura (1927,
 Critico teatrale, giornalista e scrittore italiano. Lavorò      Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).
 come critico teatrale per il Giorno e per il Corriere della    De Prèdis, Giovànni Ambrògio (Milano ca. 1455-
 Sera. Scrisse il romanzo L'educazione teatrale (1986).          Milano? dopo il 1508) Pittore. Tra le opere Ritratto
De Morgan, Augustus (Madura, India 1806-Londra                   dell'imperatore Massimiliano (1502, Vienna,
 1871) Matematico inglese. Fu fondatore insieme a G.             Kunsthistorisches Museum).
 Boole dell'algebra della logica. Da lui prende il nome un      De primo rerum principio Opera di filosofia e teologia
 teorema fondamentale dell'algebra booleana, che mette           di G. Duns Scoto (XIII-XIV sec.).
 in relazione gli operatori logici and, or e la negazione.      de profundis È l'inizio di un salmo penitenziale
 Tra le sue opere, Logica formale o calcolo dell'inferenza       utilizzato nella liturgia dei defunti. Significa "dal
 (1847).                                                         profondo" e funge da titolo all'intero salmo.
De mulieribus claris Opera di erudizione di G.                  De Quincey, Thomas (Greenheys, Manchester 1785-
 Boccaccio (1361-1362).                                          Edimburgo 1859) Memorialista. Tra le opere Confessioni
De natura deorum Opera di filosofia di M. T. Cicerone            di un oppiomane inglese (1821) e Suspiria de profundis
 (45-44 a. C.).                                                  (1845).
De Nicòla, Enrìco (Napoli 1877-Torre del Greco 1959)            De re aedificatoria => "Architettura, L'"
 Giurista e uomo politico. Avvocato penalista ha ricoperto      De reductione artium ad theologiam Opera di
 incarichi politici nel periodo prefascista e del primo          filosofia e teologia di San Bonaventura da Bagnoregio
 fascismo (presidente della camera dal 1920 al 1923).            (1254-1255).
 Capo dello stato dal 1946, fu il primo presidente della        De republica Opera di politica di M. T. Cicerone (53-52
 neonata Repubblica italiana in seguito all'entrata in           a. C.).
 vigore della costituzione (1° gennaio 1948); fu anche          De rerum natura Poema in esametri di T. Lucrezio Caro
 presidente del senato e della corte costituzionale.             (I secolo a. C.). L'opera, suddivisa in sei libri, per un
                                                                 totale di 7415 versi, aveva come scopo la divulgazione

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 della teoria epicurea e la liberazione degli uomini dalla       dell'università di Roma. Ha studiato profondamente la
 paura della morte e degli dei. L'inno a Venere dell'inizio      storia del movimento cattolico italiano successivo
 sembra contrapporsi al terrificante quadro della peste di       all'unità d'Italia. Dirige la Rivista di storia sociale e
 Atene, una sorta di trionfo della morte contro il trionfo       religiosa. È stato eletto senatore nel 1987 nelle file della
 della vita, senza conciliazione degli opposti.                  Democrazia cristiana. Tra le opere Storia del movimento
 Secondo la fisica epicurea, che recupera le teorie              cattolico in Italia (1966), L'utopia politica di Luigi
 atomistiche di Leucippo e Democrito, l'universo vive del        Sturzo (1972) e Da Luigi Sturzo ad Aldo Moro (1989).
 moto incessante di atomi, che si aggregano e disgregano        De Róssi, Michèle Stéfano (Roma 1834-Rocca di Papa
 originando le realtà esistenti; nascita e morte sono            1898) Studioso di paleontologia e geologo. Specializzato
 costituite da questo continuo processo di aggregazione e        in vulcanologia, si dedicò anche allo studio dei fenomeni
 disgregazione; l'anima è anch'essa una combinazione             sismici che osservò con strumenti di rilevazione da lui
 fortuita di atomi che cessa di vivere                           costruiti.
 contemporaneamente al corpo. Il fondamento del sapere          De' Róssi, Vincènzo (Fiesole 1525-Firenze 1587)
 è la sensazione. La morte non deve essere temuta perché         Scultore. Allievo dello scultore B. Bandinelli, lo seguì a
 pone fine alle sensazioni. Tutti i fenomeni hanno cause         Roma, dove fu attivo fino al 1560. Quindi tornò a
 naturali: gli dei non devono essere temuti poiché non si        Firenze. Tra le opere, Sculture per la Cappella Cesi in
 preoccupano delle vicende umane. L'atarassia, cioè              Santa Maria della Pace (Roma) e Paride ed Elena
 l'imperturbabilità è il presupposto della felicità. L'uomo      (Firenze, Giardino di Boboli).
 felice è colui che riconosce come regola dell'esistenza il     De Sànctis, Francésco (Morra Irpina 1817-Napoli
 piacere, inteso come soppressione del dolore,                   1883) Critico e storico della letteratura, considerò la
 soddisfazione dei bisogni naturali e limitazione dei            storia letteraria inscindibile dalla storia civile. Massimo
 desideri. Questo è il motivo per cui il De rerum natura si      esponente italiano della critica romantica, fu molto
 apre con un'invocazione a Venere, simbolo dell'amore e          apprezzato da Croce. Tra le sue opere, i Saggi critici,
 del piacere cui tendono naturalmente tutti gli esseri           Saggio sul Petrarca, Storia della letteratura italiana
 viventi. Lucrezio riteneva che il mondo fosse regolato          (suo capolavoro), La letteratura italiana del sec. XIX,
 dalle leggi naturali e non dall'intervento degli dei,           opere autobiografiche quali Un viaggio elettorale, La
 mentre la civiltà era opera degli uomini e non degli dei.       giovinezza, pubblicato postumo.
 Queste teorie anticipano quelle della scienza e della          De Sànctis, Gaetàno (Roma 1870-1957) Storico. Tra le
 filosofia moderna.                                              opere Storia dei romani (1907-1964) e Storia dei greci
 Lucrezio si mostra costantemente attento al problema            (1939).
 del linguaggio. Il libro, poco apprezzato per la sua           De Sànctis, Sànte (Parrano 1862-Roma 1935) Psicologo
 posizione antireligiosa, fu rivalutato dagli umanisti per le    e psichiatra. Nel 1905 ebbe la prima cattedra di
 sue qualità poetiche. Lo stile severo, capace di durezze e      psicologia sperimentale in Italia. Fu tra i primi a
 di eleganze è sempre nobile e concreto e non cede mai           dedicarsi alla neuropsichiatria infantile, occupandosi
 alle ampollosità della retorica.                                della cura di bambini con deficit mentali, per i quali
De revolutionibus orbium coelestium Opera                        fondò anche asili e scuole. Tra le sue opere, I sogni,
 scientifica di N. Copernico (1543).                             Studi clinici e psicologici di un alienista (1899),
De Rìtis, Beniamìno (Ortona a Mare 1889-Roma 1956)               Educazione dei deficienti (1915) e Trattato di psicologia
 Giornalista italiano. Fu collaboratore di diversi giornali      sperimentale (1930).
 italiani ed esteri e corrispondente a New York del             De Sàntis, Giusèppe (Fondi 1917-) Sceneggiatore e
 Corriere della Sera. Tra le opere, Storia del popolo russo      regista cinematografico. Diresse Caccia tragica (1948),
 (1919), The Roman Accord (1929) e La terza America              Riso amaro (1949) e Non c'è pace tra gli ulivi (1950).
 (1937).                                                        De secreto conflictu curarum mearum Prosa di F.
De Robèrtis, Giusèppe (Matera 1888-Firenze 1963)                 Petrarca (1342-1358).
 Critico letterario. Tra le opere Scrittori del Novecento       De sensu rerum et magia Opera di filosofia di T.
 (1940) e Saggio sul Leopardi (1944).                            Campanella (1604).
De Robèrto, Federìco (Napoli 1861-Catania 1927)                 De servo arbitrio Opera di teologia di M. Lutero (1525).
 Scrittore. Tra le opere I viceré (1894) e Documenti            De Séta, Vittòrio (Palermo 1923-) Regista
 umani (1888).                                                   cinematografico. Diresse Banditi a Porgosolo (1961) e
De Ròsa, Dàrio (Trieste 1919-) Pianista italiano. Allievo        Un uomo a metà (1966). Per la TV diresse Diario di un
 del conservatorio di Trieste, è stato il promotore del Trio     maestro (1972).
 di Trieste, composto, oltre che da lui, da R. Zanettovich e    De Sìca, Vittòrio (Sora 1901-Parigi 1974) Regista e
 L. Lana, prestigioso complesso musicale di livello              attore cinematografico, maestro del neorealismo.
 internazionale. Ha formato con la moglie un duo per             Interpretò con successo film e opere teatrali. Ottenne
 pianoforte e si è dedicato anche all'insegnamento.              due premi Oscar con Sciuscià (1946) e Ladri di biciclette
De Ròsa, Fernando (Milano 1908-Cabeza Leja, Madrid               (1948). Gli altri film sono I bambini ci guardano,
 1936) Antifascista italiano. Studente all'università di         Miracolo a Milano, Umberto D, L'oro di Napoli, La
 Torino, noto per il suo attivismo politico contro il regime     ciociara, Matrimonio all'italiana, Il giardino dei Finzi
 fascista e contro la monarchia ritenuta sua complice.           Contini. Tra le sue interpretazioni, Gli uomini che
 Fuggì dall'Italia e riparò in Spagna. Nel 1929 compì un         mascalzoni, Il signor Max, Pane, amore e fantasia,
 attentato contro Umberto di Savoia a Bruxelles.                 Padri e figli, Il generale Della Rovere.
 Partecipò alla guerra civile spagnola e morì in battaglia.     De Simóne, Giórgio (Milano 1932-) Scrittore italiano.
De Ròsa, Gabrièle (Castellammare di Stabia 1917-)                Tra le opere ricordiamo L'incisione (1981), L'armonista
 Storico italiano. Docente di storia contemporanea               (1984), Il lettore arrabbiato (1976) e L'escluso (1979).

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De Simóne, Robèrto (Napoli 1933) Regista teatrale.              De voluptate Trattato di L. Valla (1431).
 Fondò la Nuova compagnia di canto popolare nel 1966             De voluptate
 insieme a Eugenio Bennato.                                      Opera di filosofia di M. Ficino (1457).
De Sitter, Wilhelm (Sneek 1872-Leida 1934)                      De vulgari eloquentia Trattato di Dante Alighieri
 Astronomo, matematico e fisico olandese, fu nel 1919            (1303-1304).
 direttore dell'osservatorio di Leida; fondò la moderna         De Zòlt, Maurìlio (San Pietro di Cadore 1950-) Sciatore
 cosmologia, creando modelli stazionari ed evolutivi             di fondo. Ai mondiali del 1987 fu medaglia d'oro nella 50
 dell'universo e mettendo in pratica la teoria della             km e nel 1994 ottenne l'oro olimpico nella staffetta 4x10
 relatività di A. Einstein.                                      km.
De Staël, Nicholas (San Pietroburgo 1914-Antibes 1955)          DEA Sigla di Drug Enforcement Agency (ente repressione
 Pittore francese. Tra le opere Rue Gauguet (1949,               della droga).
 Boston, Museum of Fine Arts).                                  dèa, sf. 1 Divinità femminile. 2 Donna di grande bellezza.
De Stèfani, Albèrto (Verona 1879-Roma 1969) Politico                 sf. goddess.
 di ideologia fascista. Fu ministro delle finanze dal 1922           lat. dea.
 al 1925 e del tesoro dal 1923 al 1925. Nella riunione del      Dead, The (Gente di Dublino) Film drammatico,
 Gran consiglio del fascismo del 25 luglio 1943, si              americano (1987). Regia di John Huston. Interpreti:
 pronunciò a favore dell'Ordine del giorno di Dino Grandi        Anjelica Huston, Donal McCann, Dan O'Herlihy. Titolo
 che chiedeva le dimissioni di Benito Mussolini.                 originale: The Dead
De Stijl (Lo stile) Rivista fondata a Leida nel 1917 da T.      deadlock, sm. invar. Letteralmente significa stallo. Nel
 Van Doesburg, portavoce del gruppo omonimo, attorno             linguaggio informatico indica quella situazione in cui più
 al quale gravitò il neoplasticismo. Tra i membri del            processi concorrenti si bloccano perché sono in attesa
 gruppo architetti (J. J. P. Oud; G. Rietveld; C. Van            che venga liberata una risorsa di sistema.
 Eestern), scultori (Van Tongerloo; Arp) e pittori              deambulàre, v. intr. Passeggiare. ~ camminare.
 (Mondrian, Van der Leck).                                      deambulazióne, sf. L'atto del camminare; il
De suis ipsius et multorum ignorantia Epistole di F.             camminare. ~ locomozione, camminata.
 Petrarca (1367).                                                    lat. tardo deambulatio,-onis, deriv. da deambulare.
De Tìvoli, Serafìno (Livorno 1826-Firenze 1892)                 deamicisiàno, agg. 1 Relativo all'opera di Edmondo De
 Pittore. Tra le opere L'antica pescaia a Bougival (1864,        Amicis. 2 Che ha toni patetici e moralistici.
 Milano, Galleria d'Arte Moderna).                              Dean, James (Marion 1931-Paso Robles 1955) Attore
De Trinitate Opera di teologia di Sant'Agostino (399-            cinematografico statunitense. Interpretò La valle
 419).                                                           dell'eden (1954), Gioventù bruciata (1955) e Il gigante
De Valera, Eamon (NewYork 1882-Dublino 1975)                     (1956). Morì in un incidente d'auto.
 Politico irlandese, capo dell'organizzazione                   deaspirazióne, sf. In linguistica, perdita
 rivoluzionaria Sinn Fein (1917) e fondatore del partito         dell'aspirazione o del valore di aspirata.
 Fianna Fail. Eletto presidente del governo, attuò una          débâcle, sf. invar. Sconfitta rovinosa. ~ disfatta. <>
 politica di separazione dalla Gran Bretagna, che portò          vittoria.
 alla dichiarazione di indipendenza. Dal 1959 al 1973 fu        débauche, sf. invar. 1 Sregolatezza. ~ dissolutezza. 2
 presidente della Repubblica irlandese.                          Atto o atteggiamento vizioso. 3 Orgia. ~ baccanale.
De Valois, Ninette (Blessington 1898-) Coreografa e             debbiàre, v. tr. Trattare un terreno mediante il debbio.
 ballerina irlandese. Fu fondatrice e direttrice fino al 1963   débbio, sm. Pratica agricola che consiste nel bruciare le
 del Royal Ballet di Londra.                                     stoppie dei cereali dopo la mietitura.
De Vècchi, Césare Marìa (Casal Monferrato 1884-                 debellàre, v. tr. Sconfiggere in modo decisivo. ~
 Roma 1959) Politico fascista. Ebbe il titolo di                 annientare.
 governatore della Somalia, del Dodecanneso e fu                     v. tr. 1 to defeat. 2 (malattia) to eradicate.
 ministro dell'educazione nel 1935 e 1936. Il 25 luglio              lat. debellare terminare la guerra.
 1943 si oppose a Mussolini.                                    debellatóre, agg. e sm. Chi, che debella.
De Vìo, Tommàso détto il Caetàno (Gaeta 1468-                   Debenedétti, Giàcomo (Biella 1901-Roma 1967) Critico
 Roma 1583) Cardinale. Contribuì a diffondere il                 letterario. Tra le opere Saggi critici (1929) e Il romanzo
 tomismo e alla stesura della bolla contro Lutero Exsurge        del Novecento (postumo, 1971).
 Domine.                                                        debilità, sf. 1 Debolezza fisica. ~ gracilità. 2 Debolezza
De viris illustribus Opera di storia di C. Nepote (34 a.         morale.
 C.).                                                           debilitànte, agg. e sm. Di sostanze che debilitano. ~
 De viris illustribus                                            stancante. <> ricostituente.
 Opera di storia di T. C. Svetonio (dopo il 113).               debilitàre, v. v. tr. 1 Togliere le energie vitali del corpo
 De viris illustribus                                            umano. ~ indebolire. <> irrobustire. 2 Snervare. ~
 Prosa di F. Petrarca (1338).                                    sfibrare. <> rilassare, tonificare.
de visu, loc. avv. Detto di persona, in modo distratto.          v. intr. pron. Indebolirsi. ~ deperire, consumarsi. <>
De vita Caesarum Opera di storia di T. C. Svetonio               rimettersi, rifiorire.
 (121).                                                              v. tr. to weaken.
De vita solitaria Opera di poesia di F. Petrarca (1346).             lat. debilitare, deriv. da debilis debole.
De Vìti De Màrco, Antònio (Lecce 1858-Roma 1943)                debilitàto, agg. Che è indebolito. ~ deperito. <>
 Economista. Tra le sue opere, Il carattere teorico              rinforzato.
 dell'economia finanziaria (1888) e Primi principi              debilitazióne, sf. Il debilitare e il debilitarsi. ~
 dell'economia finanziaria (1928).                               debolezza, fiacchezza.

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debitaménte, avv. Secondo il diritto o il dovere; nel             indica quell'insieme di operazioni che vengono eseguite
 modo dovuto. ~ convenientemente. <> indebitamente.               per rilevare e correggere gli errori di un programma.
débito, agg. e sm. agg. Dovuto, doveroso. ~                      Debussy, Claude Achille (Saint-Germain-en-Laye
 appropriato. <> indebito.                                        1862-Parigi 1918) Compositore francese, subì l'influsso
 sm. 1 Obbligo di restituire qualcosa a qualcuno e ciò che        di R. Wagner e di M. Musorgskij, nonché della musica
 è dovuto. ~ deficit. <> credito. 2 Dovere, impegno. ~            orientale e dei simbolisti (P. Verlaine). Studiò al
 obbligo. 3 In ambito giuridico è la posizione passiva in         conservatorio di Parigi con A. F. Marmontel. Alla
 un rapporto d'obbligazione.                                      magniloquenza wagneriana contrappose la raffinatezza
     agg. proper, due. sm. 1 debt. 2 (comm.) debit.               minuta e l'eleganza della scrittura. Amico di pittori e di
     lat. debitum, deriv. da debitus, p.p. di debere dovere.      poeti, tra cui P. Louys e S. Mallarmé, espresse nella sua
 Debito consolidato                                               musica il clima poetico raffinato e decadente di quel
 Insieme di debiti a lunga scadenza dello stato; sono             tempo. La sua arte intese cogliere le sensazioni sottili, i
 redimibili quando è stabilito l'impegno alla restituzione        colori e i profumi della natura. Per queste sue
 del capitale o degli interessi; irredimibili qualora lo stato    caratteristiche, il linguaggio musicale di alcune opere di
 si impegni a pagare solo gli interessi a tempo indefinito.       Debussy viene indicato con il termine di impressionismo
debitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi ha contratto un          musicale. Tra esse si ricordano il Prélude à l'après-midi
 debito. <> creditore.                                            d'un faune (1892), ispirato a S. Mallarmé, i Notturni
     sm. debtor.                                                  (1897-1899), Cinq poèmes de Baudelaire (1899), Fêtes
debitòrio, agg. Del debito; di debitore.                          galantes (1892), Proses lyriques (1893) e le Chansons de
débole, agg. e sm. agg. 1 Che ha forze scarse; gracile,           Bilitis (1898, su poesie di P. Louys), Pélleas et Mélisande
 snervato. ~ debilitato. <> forte. • si sentiva ancora            (1902, musiche sul dramma di M. Maeterlinck). In
 debole, nonostante la malattia fosse passata. 2 Che              seguito, si orientò verso un modo classico di costruzione
 manca di energia e di autorità. ~ fiacco. <> gagliardo,          richiamandosi alla tradizione clavicembalistica francese.
 aitante. • avevano instaurato un governo debole. 3 Che           Questo nuovo orientamento si rispecchia negli schizzi
 cede facilmente. ~ arrendevole. • la difesa era il punto         sinfonici Il mare (1905), nelle Immagini (1905 e 1907),
 debole dello schieramento. 4 Che procede lentamente. ~           nel Martirio di San Sebastiano (1911, su testo di G.
 lento. 5 Vago. • serbava un debole ricordo di quei               D'Annunzio) e nelle Sonate (1915-1916). Inoltre, sono da
 momenti. 6 Mediocre. LOC: era debole nelle materie               ricordare i lavori per pianoforte attraverso i quali si
 scientifiche.                                                    esprime la raffinata sensibilità dell'autore: le Stampe
 sm. 1 Persona priva di forza, di autorità. 2 Inclinazione,       (1903), i ventiquattro Preludi (1910-1913) e gli Studi
 disposizione. ~ predisposizione. • aveva un debole per le        (1915). Altre opere: la Piccola suite (1889), la Suite
 donne dalla folta capigliatura bionda. 3 Il lato più             bergamasca, le Maschere (1904), L'isola gioiosa (1904),
 opinabile di un'argomentazione. • il debole del tuo              Due danze per arpa e archi (1904), La scatola dei
 discorso. 4 Preferenza, simpatia. ~ inclinazione. <>             balocchi (1913) e Sei epigrafi antiche per pianoforte a
 antipatia.                                                       quattro mani (1914).
     agg. 1 feeble, weak. 2 (luce) dim. 3 (suono) faint. sm.     debuttànte, agg., sm. e sf. Che, chi è principiante. ~
 weak point.                                                      esordiente. <> veterano.
     lat. debilis.                                               debuttàre, v. intr. 1 Esordire sulle scene. ~ muovere i
debolézza, sf. 1 L'essere debole. ~ fragilità. <> forza. 2        primi passi, iniziare. 2 Dare inizio a un'attività. ~
 Azione da debole. ~ indecisione. 3 Difetto abituale,             intraprendere. <> cessare.
 punto debole. ~ pecca. <> merito.                                    v. intr. 1 to make oneself début.
     sf. weakness.                                                    franc. debuter.
Débora e Jaele Dramma in tre atti di I. Pizzetti, libretto       debùtto, sm. 1 Il debuttare. ~ esordio. 2 Prima teatrale.
 proprio (Milano, 1922).                                              sm. début.
debordàre, v. intr. 1 Uscire dai bordi. ~ traboccare. <>              franc. début.
 scarseggiare. 2 Eccedere. ~ esagerare.                          Debye, Petrus Josephus (Maastricht 1884-Ithaca
     franc. deborder.                                             1966) Chimico e fisico olandese. Perfezionò in
debosciàto, agg. e sm. Che, chi è sregolato, dedito alle          collaborazione con P. Sherrer un sistema di diffrazione
 dissolutezze. ~ vizioso. <> perbene.                             dei raggi X utilizzando polveri cristalline. Fu insignito
Debré, Michel (Parigi 1912-Montlouis-sur-Loire 1996)              del premio Nobel nel 1936.
 Politico francese. Di ideologia gollista, fu più volte          deca- Prefisso che nel sistema metrico decimale indica la
 ministro e presidente del consiglio dal 1959 al 1962.            moltiplicazione per dieci.
Debrecen Città (217.000 ab.) dell'Ungheria, capoluogo                 dal greco deka dieci.
 della contea di Hajdú-Bihar. Importante mercato di              dèca, sf. e sm. sf. Decade.
 prodotti agricoli e del bestiame. Attivo nodo ferroviario        sm. Biglietto da diecimila.
 di smistamento delle merci, sede di un aeroporto e di           decabrìsti Cospiratori russi che organizzarono una
 due università. Industrie ferroviarie, tessili, meccaniche       congiura contro lo zar Nicola I nel dicembre del 1825.
 e del tabacco. Nelle vicinanze della città si trovano           décade, sf. 1 Periodo di dieci giorni. 2 Paga che si
 giacimenti di gas naturale. Di origine medievale, fu uno         corrisponde ogni dieci giorni.
 dei centri della Riforma e nel 1849 vi fu proclamata            decadènte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che è in decadenza, in
 l'indipendenza dell'Ungheria.                                    declino. ~ declinante, fatiscente, al tramonto. <> fresco,
debugging, sm. invar. Letteralmente significa                     giovane, nascente, sorgente. 2 Relativo al decadentismo.
 eliminazione dei bachi. Nel linguaggio informatico               sm. e sf. Esponente del decadentismo.
                                                                      franc. décadent.

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decadentìsmo, sm. Corrente di pensiero e letteraria               spontanea o indotta di un sistema dinamico e da un
 formatasi in Francia verso il 1880, il cui risultato più         livello energetico elevato a uno inferiore con relativa
 noto è il romanzo A ritroso di J. K. Huysmans                    emissione di energia in forma di radiazione o particelle.
 pubblicato nel 1884. Il decadentismo, come                      decadràmma, sf. Moneta d'argento usata dagli antichi
 atteggiamento spirituale, si diffuse pressoché in tutta          popoli ellenici.
 Europa, assumendo connotati differenti a seconda del            decadùto, agg. Andato in decadenza. ~ degradato. <>
 luogo. Si trattò di un movimento d'opposizione; il               prospero.
 decadentismo infatti si oppose al razionalismo                  decaèdro, sm. Poliedro con dieci facce.
 classicista, al romanticismo e soprattutto all'ideologia        decaffeinàre, v. tr. Eliminare la caffeina. ~
 positivista e alla società industriale che ha portato al         decaffeinizzare.
 diffondersi di nazionalismi e a conflitti sociali. Il termine   decaffeinàto, agg. e sm. agg. Privato della caffeina.
 decadentismo è impiegato anche in senso assoluto, come           sm. Caffè decaffeinato.
 categoria generale dello spirito, per indicare un modo di             agg. decaffeinated.
 considerare le cose. In questo senso è definita decadente       decaffeinazióne, sf. Operazione del decaffeinare.
 anche l'opera di certi poeti della tarda latinità. Non è        decaffeinizzàre, v. tr. Decaffeinare.
 facile trovare elementi comuni alle varie sfumature del         decaffeinizzazióne, sf. Operazione che consiste
 movimento. Al centro della sensibilità decadente sta il          nell'eliminazione dal caffè della maggior parte della
 rifiuto della normale esistenza borghese e la                    caffeina.
 valorizzazione di tutto ciò che pare sottrarsi a essa. Di       decàgono, sm. Poligono con dieci vertici.
 qui deriva tutta una serie di atteggiamenti che                 decagràmmo, sm. Misura di peso equivalente a dieci
 forniscono le coordinate della poetica e sensibilità             grammi.
 decadentista. In alcuni esponenti prevale una visione           decalcàre, v. tr. Ripassare i contorni di un disegno con
 aristocratica della vita (dandismo e estetismo) i cui            una punta in modo da ottenerne una copia su una carta
 esempi tipici possono essere individuati sia nell'autore         che sta sotto.
 sia nel protagonista di numerosi romanzi di quel                decalcificàre, v. v. tr. Privare del calcio, ridurne il
 periodo, come, per esempio, Des Esseintes di Huysmans,           contenuto.
 Dorian Gray di Wilde, Andrea Sperelli di D'Annunzio. In          v. rifl. Perdere calcio.
 altri autori si nota una ricerca dell'esotico o                       v. tr. to decalcify.
 dell'esoterico; in altri infine una volontà trasgressiva che          da de-+ calcificare.
 si attua con il rifiuto della morale e con esperienze non       decalcificatóre, sm. Apparecchio per trattare l'acqua
 convenzionali (allucinazioni, uso di droghe). Questo             utilizzata per le caldaie e per altri usi industriali.
 distacco dalla morale umana porta spesso a posizioni            decalcificazióne, sf. Il decalcificarsi.
 reazionarie, a cui corrisponde a livello artistico una          decalcomanìa, sf. Il processo per il quale si
 concezione sacrale dell'arte. Avendo come fine la resa           trasferiscono su una superficie liscia figure o scritte
 immediata del mondo interiore e non la                           dipinte con mezzi speciali su carta e l'immagine così
 rappresentazione oggettiva del mondo esterno, il                 ottenuta.
 decadentismo inventa nuovi procedimenti artistici, quali        decàlitro, sm. Misura di capacità equivalente a dieci
 il monologo interiore, capaci di rendere in letteratura il       litri.
 mondo dell'inconscio scoperto in quegli anni. Quasi tutti       decàlogo, sm. (pl.-ghi) 1 I dieci comandamenti dati da
 i maggiori autori del primo Novecento sono in qualche            Dio a Mosè sul monte Sinai. 2 Insieme di precetti da
 misura influenzati dal decadentismo (per esempio, M.             osservare in una determinata attività.
 Proust, J. Joyce, F. Kafka, L. Pirandello) e hanno un                 sm. decalogue.
 rapporto privilegiato con l'analisi psicologica. Tra gli              lat. decalogus, dal greco dekàlogos.
 esponenti più significativi, sono da ricordare C.               Decalogo quattro, Il Film drammatico, polacco (1988-
 Baudelaire, O. Wilde, P. Verlaine, A. Rimbaud, G.                1989). Regia di Krzysztof Kieslowski. Interpreti:
 D'Annunzio, G. Pascoli, D. Campana, I. Svevo, E. A. Poe.         Adrianna Biedrzynska, Janusz Gajos, Arthur Barcis.
decadentìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg.                     Titolo originale: Dekalog Cztery
 Decadentistico.                                                 Decameron Raccolta di novelle di G. Boccaccio (1348-
 sm. e sf. Seguace o esponente del decadentismo.                  1351). La cosiddetta cornice dell'opera è ambientata a
decadènza, sf. Il decadere, declino. ~ decadimento.               Firenze durante la peste del 1348. Mentre la città è in
      sf. 1 decline. 2 (dir.) forfeiture, loss.                   preda alla peste, sette ragazze (Pampinea, Fiammetta,
      deriv. da decadere.                                         Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile ed Elissa) e tre
decadére, v. intr. 1 Passare da uno stato di forza o              ragazzi (Panfilo, Filostrato e Dioneo) della nobiltà, alla
 prosperità a una condizione di debolezza o miseria. ~            ricerca di aria più salubre, si trasferiscono in un palazzo
 deperire. <> progredire. • molti nobili sono decaduti nel        di campagna a poca distanza da Firenze e decidono di
 giro dell'ultimo secolo. 2 Perdere giuridicamente un             organizzarsi e passare il tempo in modo piacevole,
 diritto, in seguito a scadenza temporale. ~ cadere in            ricreando un'immagine ideale della convivenza civile che
 prescrizione, scadere.                                           la peste stava distruggendo. Tra i dieci verrà eletto, a
      lat. decidere, incrociato con l'italiano cadere.            turno, un re o una regina che regoli la vita di ogni
decadiménto, sm. 1 Il decadere. ~ decadenza. <>                   giornata scegliendo un tema al quale ciascuno dovrà
 ascesa, ripresa. 2 In fisica è il fenomeno per cui               attenersi per le novelle da raccontare nella giornata. Il
 particelle nucleari e subnucleari si trasformano; sta alla       venerdì e il sabato restano liberi da impegni narrativi.
 base del decadimento radioattivo, ossia la perdita di            Farà eccezione il solo Dioneo, che resterà libero di
 attività di una sorgente radioattiva. 3 Transizione              scegliersi il soggetto indipendentemente dal tema.

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 L'allegra brigata produce così 100 novelle che danno il         decapottàbile, agg. Di automobile, a cui si può mettere
 titolo alla raccolta, dal greco deka (dieci) e emera             e togliere la capotta.
 (giorno). I temi trattati, nell'ordine, sono: 1. Tema libero         agg. convertible.
 2. Fortuna e peripezie 3. Ingegno e abilità 4. Amori            decapottàre, v. tr. Togliere la capotta a un'automobile.
 tragici 5. Amori a lieto fine 6. Motti di spirito 7. Beffe ai   decarburàre, v. tr. Ridurre il contenuto di carbonio alla
 mariti 8. Beffe varie 9. Tema libero 10. Cortesia e              superficie di un metallo per riscaldamento.
 liberalità. In generale, si può notare la relativa leggerezza   decarburazióne, sf. In siderurgia, trattamento di
 dei temi proposti. Alcuni soggetti tendono a ricorrere           riduzione del tenore di carbonio nelle leghe del ferro.
 con maggiore frequenza di altri: in primo luogo il              decartellizzazióne, sf. Politica avente lo scopo di
 rapporto amoroso in tutte le sue possibili variazioni (gli       decentrare l'economia tedesca attuata in Germania nel
 sono dedicate ben 3 giornate su 10); l'ingegno, l'astuzia e      1945 al termine della Seconda guerra mondiale in
 l'intelligenza (una giornata specifica e varie novelle che       seguito agli accordi di Postdam.
 esaltano queste qualità); qua e là affiora la satira del        decasìllabo, agg. e sm. Verso composto da dieci sillabe.
 mondo religioso; avventure, peripezie, viaggi (una              decàstilo, agg. Edificio classico che ha dieci colonne
 giornata dedicata); le beffe (ben due giornate dedicate al       sulla facciata.
 tema). A livello più profondo, l'opera rispecchia anche         decathlèta, sm. (pl.-i) Nell'atletica leggera, specialista
 comportamenti non esemplari, come il cinismo sociale e           del decathlon.
 il realismo economico, diffusi nella società italiana.          dècathlon, sm. invar. Gara maschile d'atletica leggera
 Considerato un modello di stile classico, il Decamerone          comprendente i 100, 400, 1.500 m piani, i 110 m a
 fu eletto da P. Bembo (Prose della volgar lingua, 1525)          ostacoli, salto in lungo, in alto e con l'asta, lancio del
 come esempio letterario da imitare insieme a Dante e a           giavellotto, del peso e del disco. A ogni atleta viene
 Petrarca. La sua influenza è percepibile ancora oggi             assegnato un punteggio, in base ai risultati ottenuti, e
 nell'impronta aulica che caratterizza l'italiano scritto.        quindi viene stilata una classifica finale. Ottimo
 L'opera ha influenzato i Racconti di Canterbury di G.            interprete ne fu l'inglese Daley Thompson.
 Chaucer (1386-1400). Episodi del Decamerone sono stati          decatissàggio, sf. Il decatizzare.
 portati sullo schermo da P. P. Pasolini nel 1971.               decatizzàre, v. tr. Bagnare le stoffe e i cappelli di feltro
Decameron, Il Film commedia, italiano (1971). Regia di            per togliere loro il lustro e per renderli irrestringibili e
 Pier Paolo Pasolini. Interpreti: Franco Citti, Ninetto           ingualcibili.
 Davoli, Angela Luce, Silvana Mangano.                           decatlèta, sm. Atleta che gareggia nel decathlon.
decàmetro, sm. Misura di lunghezza equivalente a dieci           dècatlon => "decathlon"
 metri.                                                          Decauville, Paul (Petit Bourg 1846-Neuilly-sur-Seine
decampàre, v. intr. 1 Levare il campo. ~ sloggiare. 2             1922) Industriale francese. Progettò una ferrovia a
 Recedere dalle proprie opinioni.                                 scartamento ridotto con installazioni mobili per lavori di
decanàto, sm. Grado, ufficio di decano.                           cantiere.
decàno, sm. 1 Cardinale anziano con particolari funzioni         Decazes, Élie (Saint-Martin-de-Laye 1780-Decazeville
 nel Sacro Collegio. 2 Chi, per anzianità o per età, occupa       1860) Politico francese esponente della restaurazione. Di
 il primo posto tra coloro che ricoprono determinati uffici       ideologia moderata fu presidente del consiglio nel 1919 e
 o esercitano certe professioni.                                  1920 con Luigi XVIII.
decantàre, v. v. tr. 1 Lodare, esaltare, magnificare. ~          dècca, sm. In marine e aeronautica, sistema di
 celebrare. <> minimizzare, ridimensionare. 2                     radionavigazione senza visibilità che si basa sulla
 Sottoporre a decantazione. ~ filtrare.                           presenza di una rete di stazioni fisse che, emettendo
 v. intr. Subire la decantazione.                                 onde elettromagnetiche di grande lunghezza,
      v. tr. to praise.                                           permettono al pilota di capire la propria posizione
decantatóre, sm. Apparecchio per la separazione                   confrontando i valori delle ricezioni.
 tramite decantazione di sostanze non miscibili.                 Deccan Penisola storica e geografica dell'India, racchiusa
decantazióne, sf. 1 Sedimentazione e conseguente                  dal fiume Narmada, dal golfo del Bengala e dal mare
 separazione di due liquidi non miscibili o di un solido da       Arabico. Vastissimo altopiano, al centro del quale sono
 un liquido. ~ filtraggio, colatura. 2 Liberazione da             posti sistemi collinari irregolari, tra i quali s'intreccia un
 elementi estranei.                                               reticolato idrografico che spinge le acque fino al golfo del
decapàggio, sm. 1 Operazione di pulitura mediante                 Bengala. A ovest le coste sono strette e alte, mentre a
 sostanze chimiche di una superficie metallica da sali,           oriente la costa è frammezzata da lagune e acquitrini. La
 ossidi ecc. 2 Operazione di preparazione di una                  penisola è soggetta alla furia dei monsoni; le coste sono
 superficie metallica allo scopo di semplificare                  piovose, l'altopiano arido e stepposo, mentre l'area
 l'applicazione su di essa di una vernice o di una pittura.       interna è sfruttata a pascolo e colture (cereali e cotone).
decapàre, v. tr. 1 Pulire una superficie metallica                Altri prodotti sono riso, ananas, ortaggi, tè, spezie e
 mediante decapaggio. 2 Eliminare le parti ridipinte di un        caffè, caucciù, teak e sandalo. Nelle città costiere
 quadro. 3 Togliere il gesso da una pittura murale.               presenti anche attività industriali. I fiumi principali sono
decapitàre, v. tr. Mozzare la testa. ~ ghigliottinare.            Godavari, Cauveri, Mahanadi.
      v. intr. to decapitate.                                    Decèbalo (?-106) Re dei daci dall'86. Perse il regno in
      lat. tardo decapitare, comp. da de-+ deriv. da caput,-      seguito alla sconfitta riportata nel 101 e 102 per mano di
 itis testa.                                                      Traiano. Dopo un tentativo insurrezionale, si uccise.
decapitazióne, sf. 1 Il decapitare. 2 La pena che                decédere, v. intr. Morire. ~ spirare. <> nascere.
 consiste nell'essere decapitato.                                     lat. decedere, comp. da de-+ cedere ritirarsi.
      lat. tardo decapitatio,-onis.

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decedùto, agg. e sm. Morto.                                     di potenza di un segnale, che in elettrotecnica e acustica
     agg. deceased, dead.                                       esprime il rapporto fra due potenze.
deceleràre, v. tr. e intr. Ridurre la velocità. ~              decìdere, v. v. tr. 1 Risolvere una controversia. ~
 rallentare. <> accelerare.                                     definire. <> lasciare in sospeso. 2 Prendere una
decelerazióne, sf. Il decelerare.                               decisione. ~ risolvere, concludere. • non poteva decidere
deceleròmetro, sm. Apparecchio atto a misurare la               da solo. 3 Stabilire. ~ determinare, fissare. •: :ecisero
 decelerazione di un corpo mobile che rallenta e a              che era ora di fissare una data definitiva. 4 Convincere.
 indicarla su di un quadrante.                                  • l'ha deciso a prendere l'automobile nuova
decembrìsti 1 Denominazione dei membri                          v. intr. Stabilire, determinare. ~ fissare.
 dell'associazione bonapartista del Dieci dicembre (1859-       v. rifl. Risolversi, abbandonare esitazioni e perplessità.
 1851). Il nome fu esteso anche ai fautori del colpo di         <> esitare. • si decise che era ora di entrare in azione.
 stato del 2 dicembre 1851 contro Luigi Napoleone. 2                 v. tr. e intr. to decide. v. intr. pron. 1 to make up
 Altra denominazione dei decabristi.                            one's mind. 2 (risolversi) to bring oneself.
decemviràto, sm. 1 La carica del decemviro. 2                        lat. decidere, comp. da de-+ caedere tagliare.
 L'insieme dei decemviri.                                      decìdua, sf. La parte superficiale della mucosa uterina
decèmviro, sm. Componente di un collegio di dieci               che viene espulsa durante il secondamento. ~ caduca.
 magistrati.                                                   deciduàti Mammiferi Placentati nei quali durante la
decennàle, agg. e sm. agg. Che dura dieci anni; che             gravidanza insieme alla placenta si sviluppa una parte
 ricorre ogni dieci anni.                                       della mucosa uterina che viene poi espulsa dopo il parto.
 sm. Decimo anniversario di un avvenimento.                     Questo termine fu proposto da Th. Huxley.
     agg. e sm. decennial.                                     decìduo, agg. Destinato a cadere.
Decennàli Feste dell'antica Roma che furono istituite da       decifràbile, agg. Che si può decifrare. ~ comprensibile.
 Augusto nel 27 a. C., quando il senato rinnovò il suo          <> indecifrabile.
 incarico per altri dieci anni, e in seguito celebrate dagli   decifràre, v. tr. 1 Interpretare una scrittura in cifra. ~
 imperatori per celebrare il decimo anniversario di regno.      decodificare. <> codificare. • l'esercito nemico riuscì a
decènne, agg., sm. e sf. agg. 1 Che ha dieci anni. 2 Che        decifrare il dispaccio del corriere che era stato inviato.
 dura da dieci anni o dieci anni.                               2 Rendere chiaro qualcosa di difficile o oscuro. ~
 sm. e sf. Chi ha dieci anni.                                   svelare. • finalmente era riuscita a decifrare il suo
decènnio, sm. Spazio di dieci anni.                             carattere.
     sm. decade.                                                     v. tr. 1 to decode. 2 (fig.) to decipher.
decènte, agg. 1 Che è conforme a pudore, dignità, decoro             da de-+ deriv. da cifra.
 e simili. ~ decoroso, dignitoso. <> indecente. 2              decifratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi decifra.
 Adeguato. ~ commisurato.                                      decifrazióne, sf. Il decifrare e l'effetto.
     agg. decent, respectable, proper.                         decìgrado, sm. Misura pari a un decimo di grado.
     lat. decens,-entis, p.pres. di decere essere              decigràmmo, sm. Misura pari a un decimo di grammo.
 conveniente.                                                  decìlitro, sm. Misura pari a un decimo di litro.
decentraménto, sm. 1 Allontanamento dal centro                 dècima, sf. 1 Offerta di una parte dei redditi alla chiesa
 cittadino. ~ frazionamento. <> accentramento. 2                per il mantenimento di culto. 2 Imposta del 10%. 3
 Trasferimento di funzioni a organi periferici. ~               Intervallo di altezza tra due note, di dieci gradi.
 smistamento, scorporo. <> accentramento.                       • Tributo pari alla decima parte del raccolto, o rendita,
decentràre, v. tr. 1 Allontanare dal centro. ~ dislocare.       che veniva anticamente pagato al sovrano, al feudatario,
 <> accentrare. 2 Delegare funzioni e compiti a uffici          alla chiesa. La decima cominciò a essere messa in
 periferici. <> centralizzare.                                  discussione con la rivolta protestante e soppressa con la
     v. tr. to decentralize.                                    rivoluzione francese. In Italia venne abolita nel 1887.
decentràto, agg. Che è stato sottoposto a                      decimàle, agg. e sm. agg. Che usa o è riferito alla
 decentramento. ~ periferico, autonomo. <> centrale,            rappresentazione dei numeri in base dieci. • cifra
 accentrato, centralizzato.                                     decimale: uno delle cifre 0, 1, … 9 (così come le "cifre
decènza, sf. 1 Qualità del decente. ~ decoro, dignità. <>       binarie" sono 0 e 1); nell'uso comune con cifra decimale
 indecenza. 2 Rispetto delle regole del decoro, del pudore      si intende una delle cifre scritte a destra della cifra che
 e della dignità. ~ buon costume. <> impudicizia.               rappresenta l'unità (ma dovrebbe essere più
     lat. decentia, deriv. da decens,-entis.                    propriamente chiamata "cifra frazionaria": se il numero
decerebellàre, v. tr. Asportare il cervello.                    10.011 è scritto in base due, le cifre frazionarie 0, 1 e 1
decespugliaménto, sm. Eliminazione dei cespugli che             sono da intendere come binarie, non decinmali).
 ricoprono un terreno.                                          sm. La cifra posta a destra della virgola (o del punto, se
decespugliatóre, sm. Attrezzo agricolo a motore                 si usa questo al posto della virgola, come nell'usuale
 portatile per tagliare cespugli, arbusti e simili.             notazione scientifica) in un numero espresso in base
decèsso, sm. Morte. ~ dipartita. <> nascita.                    dieci ~ decimo.
     sm. death.                                                      agg. e sm. decimal.
     lat. decessus,-us.                                              franc. decimal.
deci- Prefisso usato nel sistema metrico decimale per          decimàre, v. tr. 1 Punire per una colpa molto grave un
 indicare le unità di misura che rappresentano la decima        reparto militare uccidendo un soldato estratto a sorte
 parte dell'unità fondamentale.                                 ogni dieci. ~ sterminare. 2 Ridurre in modo
decibèl, sm. invar. Decima parte del bel, simbolo dB,           considerevole. • la peste ha decimato le popolazioni
 unità di misura del livello d'attenuazione, di guadagno o

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 dell'epoca.                                                     si era innamorata di un uomo molto deciso. 3
     lat. decimare, deriv. da decimus decimo.                    Determinato. ~ fissato. <> indeterminato, vago. • una
decimazióne, sf. Il decimare e l'essere decimato.                risposta decisa fugò ogni suo dubbio.
decìmetro, sm. Misura pari a un decimo di metro.                     agg. 1 resolute, decisive. 2 (concluso) bold.
decimillèssimo, agg. num. ord. Che corrisponde al                    lat. decisus, p.p. di decidere.
 numero diecimila in una serie.                                 decisòrio, agg. Che decide.
decimilli- Prefisso che indica la decimillesima parte           declamàre, v. tr. Leggere o recitare in tono solenne, con
 dell'unità fondamentale.                                        espressione oratoria. ~ recitare.
decimillìmetro, sm. Decima parte del millimetro. Ha             declamàto, sm. Tipo di canto simile al recitativo nel
 simbolo dmm.                                                    quale la melodia si adatta al testo.
dècimo, agg. num. ord., sm. 1 agg. Che occupa il                declamatóre, sm. (f.-trìce) Chi declama.
 posto numero dieci in una sequenza. 2 sm. La cifra posta       declamatòrio, agg. Di chi declama, che sa di
 a destra della virgola (o del punto) in un numero               declamazione. ~ solenne. <> pacato.
 espresso in base dieci • 2.6 è l'arrotondamento ai decimi      declamazióne, sf. Il declamare; il modo e la tecnica con
 della radice quadrata di 7. 3 sm. La decima parte di una        cui si declama.
 cosa • circa due decimi della popolazione sono di età          declaratòria, sf. Sentenza di carattere dichiarativo.
 superiore ai 60 anni                                           declaratòrio, agg. Dichiarativo.
     agg. e sm. tenth.                                          declassaménto, sm. L'essere declassato, il declassare.
Decimomànnu Comune in provincia di Cagliari (6.332              declassàre, v. tr. Passare da una classe superiore a una
 ab., CAP 09033, TEL. 070).                                      inferiore. ~ degradare.
Decimopùtzu Comune in provincia di Cagliari (4.113 ab.,              v. tr. to declass, to downgrade, to lower in status.
 CAP 09010, TEL. 070).                                          declinàbile, agg. Che si può declinare.
Decín Città (55.000 ab.) della repubblica Ceca, nella           declinàre, v. v. tr. 1 Citare per genere, numero e caso le
 Boemia Settentrionale.                                          forme di un nome, di un pronome, di un aggettivo o di
decìna, sf. Dieci unità o una quantità di circa dieci            un articolo. 2 Rendere noto. • declinare le proprie
 persone o cose simili.                                          generalità. 3 Evitare, non accettare. ~ rifiutare. <>
     sf. 1 ten. 2 (una decina) about ten.                        accettare. • declinò ogni invito per quella settimana.
Dècio (Budalia 200 ca.-Abritto 251) Carlo Messio Quinto          v. intr. 1 Tendere gradualmente verso il basso. ~
 Valeriano Traiano. Imperatore romano dal 249, primo             abbassarsi. <> innalzarsi. 2 Essere in declino, volgere
 degli illirici, fu responsabile della prima sistematica         verso la fine. ~ decadere, tramontare. • il sole ormai
 persecuzione contro i cristiani. Nel tentativo di               declinava all'orizzonte e loro due non sapevano ancora
 ristabilire il culto della religione romana, emanò nel 250      cosa fare. 3 Venir meno. ~ digradare. 4 Spostarsi da una
 un editto secondo il quale ogni cittadino doveva                direzione. • declinare dalla retta via.
 possedere un documento che attestava di aver compiuto               v. tr. to decline. v. intr. 1 to slope down. 2 (fig.) to
 un sacrificio pubblico agli dei.                                decline.
Dècio Mùre, Pùblio Console romano. Nel 340 a. C.                     lat. declinare, comp. da de-+ clinare inclinare.
 secondo la leggenda, per assicurare la vittoria contro i       declinatóre, sm. Apparecchio formato da un lungo ago
 latini alle falde del Vesuvio, immolò la sua vita agli dei      calamitato che oscilla su di un perno all'interno di una
 infernali.                                                      scatola provvista di punti di riferimento diametralmente
 Dècio Mure Publio                                               opposti.
 Console romano, nipote dell'omonimo console. Nella             declinatòrio, agg. Aggettivo usato insieme al sostantivo
 guerra contro Taranto venne sconfitto da Pirro ad Ascoli        eccezione.
 Satriano nel 279 a. C.                                          Eccezione declinatoria
decisionàle, agg. Di decisione, che si può decidere.             Mezzo processuale che mira a negare la giurisdizione o la
decisióne, sf. 1 Deliberazione, scelta. ~ risoluzione. <>        competenza del giudice nel giudicare una determinata
 indecisione. • tutti aspettavano una sua decisione. 2           controversia.
 Energia, risolutezza. ~ fermezza. <> incertezza. • la          declinazióne, sf. 1 Il declinare e l'essere declinato. 2
 decisione nelle scelte lo contraddistingueva. 3                 Nome di una coordinata utilizzata in sistemi di
 Determinazione di volontà giudiziaria che definisce la          coordinate celesti; viene misurata in gradi da 0° a 90°,
 materia oggetto di un processo. ~ provvedimento,                spostandosi dall'equatore al Polo. 3 In linguistica è il
 decreto.                                                        complesso di modifiche e flessioni di articoli, nomi,
     sf. decision.                                               aggettivi, pronomi.
     lat. decisio,-onis, deriv. da decisus, p.p. di decidere.        sf. declension.
decisionìsmo, sm. Tendenza a privilegiare le decisioni           Declinazione astronomica
 operative di un problema a scapito della discussione o a        Una delle due coordinate celesti (l'altra è l'ascensione
 spostare il compito di prendere decisioni da un organo          retta) di un astro, corrispondente all'arco di meridiano
 collegiale a singole persone.                                   compreso tra l'astro stesso e l'equatore celeste; la sua
decisionìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Che, chi pratica o      misurazione viene fatta in gradi sessagesimali (da 0° a
 sostiene il decisionismo.                                       90°) ed è preceduta dal nome dell'emisfero cui
decisìvo, agg. Determinante, risolutivo. ~ conclusivo.           appartiene l'astro.
 <> incerto.                                                     Declinazione magnetica
     agg. decisive.                                              L'angolo formato dal meridiano geografico e da quello
decìso, agg. 1 Deliberato, definito. ~ concluso. <>              magnetico (indicato dalla bussola) in un punto della
 indefinito. 2 Energico, risoluto. ~ sicuro. <> indeciso. •      superficie terrestre.

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declìno, sm. Decadenza, tramonto. ~ decadimento. <>             • Operazione che consente a un aeromobile di staccarsi
 ascesa.                                                        da suolo. Durante la fase di decollo un aeroplano
     sm. decline.                                               normale rulla sulla pista di involo e deve aumentare
     deriv. da declinare.                                       progressivamente la propria velocità fino a quando non
Declino e caduta Romanzo di E. A. Waugh (1928).                 riesce a sostenersi senza l'ausilio del carrello.
Declino e caduta dell'impero romano Opera di                    Nell'operazione di decollo esiste un momento, chiamato
 storia di E. Gibbon (1776-1788).                               punto critico e determinato dalla lunghezza della pista,
declinòmetro, sm. Strumento per la misurazione della            oltre il quale l'aeroplano non ha più la possibilità di
 declinazione magnetica.                                        arrestare la propria corsa e deve necessariamente
declìve, agg. 1 Che va abbassandosi in modo graduale. 2         involarsi. Oltre che dalla pista di involo di un aeroporto,
 Che è in pendio.                                               è possibile decollare dalla superficie dell'acqua
declìvio, sm. Pendio. ~ china. <> piano, pianura.               (idrovolante) o dal ponte di una portaerei. Esistono
decloruràre, v. tr. Eliminare i cloruri.                        infine velivoli da trasporto che necessitano di un breve
declorurazióne, sf. Procedimento terapeutico atto a             tratto per decollare (STOL) e velivoli militari che
 eliminare dall'organismo i cloruri in eccesso.                 possono decollare verticalmente (VSTOL).
DECnet Architettura di rete della società elettronico-         decolonizzàre, v. tr. Liberare dalla dipendenza
 informatica Digital Equipment Corporation.                     coloniale. <> colonizzare.
déco, agg. invar. Di uno stile decorativo in voga negli        decolonizzazióne, sf. L'atto e l'effetto del
 anni venti del Novecento.                                      decolonizzare. <> colonizzazione.
decoder, sm. invar. Decodificatore.                            decolorànte, agg. e sm. Di sostanza che ha la proprietà
decodificàre, v. tr. 1 Nella teoria della comunicazione,        di decolorare.
 riottenere l'informazione originaria del codice in cui era    decoloràre, v. tr. Eliminare o attenuare il colore. ~
 stata trasformata. 2 Decifrare, comprendere. ~                 stingere, scolorare, scolorire. <> tingere, colorare,
 interpretare. 3 Tradurre in un linguaggio chiaro un            colorire.
 messaggio scritto in codice.                                       v. tr. to bleach.
     v. tr. to decode.                                         decolorazióne, sf. Trattamento che rimuove o attenua il
decodificatóre, sm. (f.-trìce) 1 Che decodifica un              colore di un materiale.
 messaggio. 2 Dispositivo o sistema che interpreta             decombènte, agg. Che pende verso il basso.
 messaggi o dati codificati. ~ decoder.                        decomissioning, sm. invar. Smantellamento delle
     sm. decoder.                                               centrali nucleari non più utilizzate.
     deriv. da decodificare.                                   decomponìbile, agg. Che si può decomporre.
decodificazióne, sf. Risultato e azione                        decomponibilità, sf. L'essere decomponibile.
 dell'interpretazione di un messaggio attraverso un            decompórre, v. v. tr. 1 Scindere un composto in altri
 codice.                                                        meno complessi o nei suoi elementi. ~ digradare. 2
 In ambito giuridico è il fenomeno che si verifica              Dividere in parti. ~ scomporre. 3 Scomporre un numero
 affidando a leggi speciali numerose riforme con lo scopo       nei suoi fattori primi. 4 Sottoporre a disgregazione.
 di ottenere un miglioramento del sistema giuridico.            v. intr. pron. 1 Scindersi di un composto nei suoi
 Particolarmente utilizzata nel campo del diritto civile, la    elementi costitutivi o in altri composti più semplici. ~
 decodificazione ha prodotto numerose leggi speciali che,       digradarsi. <> conservarsi. 2 Disgregarsi, corrompersi.
 affiancando il codice, hanno modificato norme come, per        ~ putrefarsi. <> comporsi. • il corpo si stava ormai
 esempio, quelle che regolano i rapporti di lavoro, i           decomponendo da due giorni.
 contratti di locazione e la disciplina del commercio.              v. tr. to decompose.
decokizzazióne, sf. Asportazione, durante la                        franc. decomposer, incrociato con l'italiano
 cokizzazione, del coke formato nelle camere di reazione.       comporre.
 Di solito viene eseguita utilizzando mezzi idraulici.         decomposizióne, sf. 1 Processo di digradazione delle
decollàre, v. v. tr. Decapitare.                                sostanza biologiche in altre più semplici. ~ scissione. 2
 v. intr. 1 Lo staccarsi di un aeromobile da terra o di un      Scomposizione. ~ disfacimento. <> integrità.
 idrovolante dall'acqua. ~ prendere il volo. <> atterrare. •   decompressióne, sf. Passaggio da uno stato di
 non potevano decollare a causa del maltempo. 2                 pressione elevata a uno minore. • camera di
 Svilupparsi, ottenere successo. ~ sfondare. <> fallire.        decompressione, ambiente in cui questa diminuzione
     v. intr. to take off.                                      viene effettuata in modo graduale.
     lat. decollare decapitare, comp. da de-+ deriv. da             franc. decompression.
 collum collo.                                                 decomprìmere, v. tr. Diminuire la compressione. <>
Decollatùra Comune in provincia di Catanzaro (3.617             comprimere.
 ab., CAP 88041, TEL. 0968).                                   deconcentràre, v. v. tr. Far perdere la concentrazione.
decollazióne, sf. L'atto di decapitare.                         ~ distrarre.
décolleté, agg. e sm. invar. agg Scollato.                      v. intr. pron. Perdere la concentrazione. ~ distrarsi. <>
 sm. 1 Scollatura di abito femminile. 2 Abito scollato. 3       concentrarsi.
 Parte del corpo lasciata scoperta dalla scollatura.           deconcentràto, agg. Privo della concentrazione
decòllo, sm. 1 Manovra del decollare (di un aeromobile).        necessaria. ~ distratto. <> concentrato.
 <> atterraggio. 2 Inizio di un funzionamento completo         deconcentrazióne, sf. Mancanza di concentrazione. ~
 (di un'attività, di una ditta).                                distrazione. <> concentrazione.
     sm. take-off.
     deriv. da decollare.

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decondizionàre, v. v. tr. Liberare da un                          decoróso, agg. Conforme al decoro. ~ dignitoso. <>
 condizionamento.                                                  indecente.
 v. rifl. Liberarsi da un condizionamento.                              agg. dignified, decorous, decent, proper.
decongelàre, v. tr. Scongelare. <> congelare.                     decorrènza, sf. 1 Il decorrere. 2 Il termine da cui
      v. tr. to defrost.                                           qualcosa comincia ad avere effetto.
decongestionaménto, sm. Il decongestionare, il                    decórrere, v. intr. 1 Trascorrere. ~ passare. 2
 decongestionarsi, l'essere decongestionato.                       Cominciare ad avere effetto. <> scadere.
decongestionànte, agg. e sm. Di farmaco che riduce o                    v. intr. 1 to run, to start, to elapse, to pass. 2 (avere
 elimina una congestione.                                          effetto) to have effect, to come into force.
decongestionàre, v. v. tr. Eliminare o attenuare una                    lat. decurrere, comp. da de-verso il basso + currere
 congestione. • decongestionare i bronchi.                         correre.
 v. intr. pron. 1 Cessare d'essere congestionato. <>              decórso, agg. e sm. agg. Trascorso, passato. ~ scaduto.
 congestionarsi. 2 Cessare un ingombro. • l'incrocio si            <> attuale.
 decongestionò con l'arrivo di due vigili.                         sm. Svolgimento, evoluzione. ~ andamento.
      v. tr. to decongest.                                              sm. course.
      franc. decongestionner, incrociato con l'italiano                 lat. decursus,-us, deriv. da decursus, p.p. di
 congestionare.                                                    decurrere.
decontaminàre, v. tr. Eliminare la contaminazione di              decorticàre, v. tr. Togliere la corteccia.
 qualcosa. ~ depurare, risanare, bonificare. <>                         dal lat. cortix-icis corteccia.
 contaminare.                                                     decorticazione, sf. Asportazione chirurgica del
      v. tr. to decontaminate.                                     rivestimento, fisiologico o neoplastico, di un organo.
decontaminazióne, sf. Il decontaminare, l'essere                  decòtto, sm. Bevanda ottenuta facendo bollire a lungo
 decontaminato. ~ contaminazione. • la                             una sostanza vegetale in acqua a scopo medicamentoso.
 decontaminazione della zona procedette molto                      ~ infuso.
 lentamente.                                                            sm. decoction.
      deriv. da decontaminare.                                    decozióne, sf. Il fare i decotti.
decontrazióne, sf. Rilasciamento dei muscoli. <>                  decreménto, sm. Calo. ~ diminuzione. <> incremento.
 contrazione.                                                     decrepitézza, sf. L'essere decrepito. ~ senilità
decoràre, v. tr. 1 Abbellire, adornare. ~ addobbare. <>           decrèpito, agg. 1 Estremamente vecchio. ~ vecchio. <>
 deturpare. 2 Insignire di una decorazione, di una                 giovane. 2 Logoro. ~ cadente. 3 Sorpassato. ~ antiquato.
 onorificenza. ~ fregiare. <> degradare.                           <> nuovo.
      v. tr. to decorate.                                               agg. decrepit.
      lat. decorare, deriv. da decorus.                                 lat. decrepitus, comp. da de-+ deriv. da crepare.
decorativìmo, sm. In un'opera d'arte o del pensiero,              decrescèndo, sm. Diminuendo.
 preponderanza di motivi puramente decorativi.                    decrescènte, agg. Che decresce. <> crescente.
decoratìvo, agg. 1 Atto a decorare. ~ ornamentale. <>             decrescènza, sf. Il decrescere. ~ diminuzione.
 strutturale, funzionale. • arti decorative, arti il cui scopo    decréscere, v. intr. Calare. ~ diminuire. <> crescere.
 è quello di ornare e abbellire gli oggetti. 2 Di persona               v. intr. 1 to diminish, to decrease. 2 (prezzi) to go
 che, anche se intrinsecamente priva di valore, possiede           down.
 notevoli qualità esteriori. ~ appariscente. <> interiore,              lat. decrescere, comp. da de-+ crescere.
 reale, vero. • era un personaggio molto decorativo,              decresciménto, sm. Modo ed effetto del decrescere. ~
 quindi aveva molte possibilità di essere eletto in quella         diminuzione.
 zona.                                                            decretàle, agg. e sf. agg. Decreto pontificio redatto in
      agg. ornamental, decorative.                                 forma di lettera.
      franc. decoratif.                                            sf. Lettera decretale.
decoràto, agg. e sm. agg. Abbellito da decorazioni. ~             decretàre, v. tr. 1 Ordinare per mezzo di un decreto. ~
 abbellito. <> disadorno.                                          deliberare. <> revocare. 2 Stabilire. ~ decidere.
 agg. e sm. Che, chi è stato insignito da una decorazione.              lat. mediev. decretare, deriv. da decretum.
 ~ fregiato.                                                      decréto, sm. 1 Deliberazione della volontà. ~ ordine. 2
decoratóre, sm. (f.-trìce) Chi esegue lavori di                    Ciò che è stabilito da una volontà o da una forza
 decorazione. ~ pittore, affrescatore.                             superiore all'uomo. 3 Provvedimento giurisprudenziale
decorazióne, sf. 1 Lavoro di abbellimento con elementi             di solito non motivato. ~ ordinanza. 4 Atto nominativo
 decorativi. ~ ornamento. 2 Ciò che serve a decorare. ~            del governo. 5 Legge emanata dal potere esecutivo senza
 guarnizione. <> deturpazione. 3 Onorificenza. ~                   previa delegazione dell'autorità legislativa. ~ delibera.
 medaglia.                                                              sm. decree.
      sf. decoration.                                                   lat. decretum, deriv. da decretus, p.p. di decernere
      deriv. da decorare.                                          decidere.
decòro, sm. 1 Coscienza della propria dignità, che si              • Nell'ambito giuridico è il risultato dell'attività
 riflette nel comportamento. ~ decenza. 2 Lustro. ~                legislativa del potere esecutivo, sotto forma di legge
 splendore. 3 Onore. ~ prestigio. 4 Correttezza. ~                 (soggetto ad approvazione delle due camere e ratificato
 educazione. 5 Contegno. ~ compostezza.                            dal capo dello stato). Tale attività può essere esercitata
      sm. 1 decorum. 2 (contegno) dignity.                         solo in casi di necessità e urgenza per il Paese, in quanto
      lat. decorum.                                                l'attività legislativa è di esclusiva competenza del
                                                                   parlamento. Il decreto può avere la forma del decreto
                                                                 31
 legge, quando deve essere sottoposto a presentazione al        dedicàre, v. v. tr. 1 Consacrare un tempio, un
 parlamento per la conversione in legge, o di decreto            monumento ecc. a una divinità, a santi o intitolare alla
 legislativo, quando è emanato dal governo su delega del         memoria di qualcuno. ~ intitolare. • nella piazza misero
 parlamento.                                                     un monumento dedicato ai caduti. 2 Offrire in atto di
decretóne, sm. Nel gergo politico indica un decreto che          omaggio un libro a qualcuno. ~ donare. 3 Volgere le
 regola sotto un unico titolo numerose materie.                  proprie attività a un determinato fine. ~ rivolgere. •
decriptàre, o decrittàre, v. tr. Interpretare un                 dedicò parte della sua vita al fratello, senza averne
 crittogramma, decodificare. ~ decifrare. <> cifrare,            riconoscenza.
 crittografare.                                                  v. rifl. 1 Consacrarsi a una cosa. ~ votarsi. •: :i dedicò
Decroux, Étienne (Parigi 1898-1991) Celebre mimo                 anima e corpo allo studio. 2 Badare. ~ occuparsi. <>
 francese.                                                       disinteressarsi
decùbito, sm. 1 Posizione assunta dal malato a letto. 2               v. tr. to dedicate. v. rifl. to devote oneself.
 Piaga da decubito, quella che compare durante una                    lat. dedicare, comp. da de-+ dicare consacrare, da
 lunga degenza a letto nelle parti di cute compresse             dicere dire.
 contro il materasso.                                           dedicatàrio, sm. Persona cui si dedica qualcosa.
decumàno, sm. 1 Nell'antica Roma, ogni soldato della            dedicàto, agg. Consacrato, offerto, votato.
 decima legione. 2 Ciascuna delle vie che attraversano la       dedicatòria, sf. Lettera di dedica.
 città o l'accampamento dei romani da oriente a                 dedicatòrio, agg. Che serve a dedicare.
 occidente.                                                      Lettera dedicatoria
decuplicàre, v. tr. Moltiplicare per dieci.                      Lettera con cui si dedica un'opera del pensiero a
dècuplo, agg. e sm. agg. Dieci volte maggiore.                   qualcuno.
 sm. Quantità dieci volte più grande.                           dedicazióne, sf. Atto o cerimonia con cui si consacra
decùria, sf. Ognuna delle dieci divisionidel Senato e            una chiesa o un altare.
 della Curia dell'antica Roma. Squadra di dieci soldati.        dedifferenziazióne, sf. Passaggio di ritorno da processi
decurióne, sm. Nell'antica Roma comandante di una                complessi a processi più semplici.
 decuria di cavalieri. I decurioni venivano scelti in base al   dedìtici Popolazioni antiche che, in seguito alla vittoria
 censo e costituivano l'organo più importante nel governo        su di loro da parte dei romani, si erano sottomesse a
 della città, con carica ereditaria (Curiales).                  Roma in modo volontario tramite una resa a discrezione
 Dal medioevo al 1800 fu il membro dell'amministrazione          (deditio).
 comunale.                                                      dèdito, agg. Che si dedica con cura costante a qualcuno.
decurtàre, v. tr. Ridurre, diminuire. ~ tagliare. <>             ~ devoto.
 accrescere.                                                          agg. devoted, dedicated.
      lat. decurtare, comp. da de-+ curtare accorciare.               lat. deditus, p.p. di dedere consegnare.
decurtazióne, sf. 1 Il decurtare e l'effetto. 2                 dedizióne, sf. Il dedicarsi completamente a un'attività, a
 Diminuzione, riduzione. ~ taglio.                               un ideale, a una persona. ~ abnegazione. <> egoismo.
decussàto, agg. In araldica, che ha forma di X.                       sf. dedication.
 Chiavi decussate                                                     lat. deditio,-onis.
 Stemma della Santa Sede.                                       dé-doc, sm. invar. Denominazione antica del
 Croce decussata                                                 comandante delle truppe di una provincia nel Tonchino.
 Croce di Sant'Andrea.                                          dedótto, agg. 1 Derivato. ~ desunto. 2 Sottratto. ~
decùsse, sf. 1 In araldica indica la forma a X: in decusse,      detratto.
 a forma di croce di Sant'Antonio. 2 Moneta romana di           deducìbile, agg. Che si può dedurre. ~ detraibile,
 bronzo avente il valore di dieci assi, indicato dal segno X.    sottraibile. <> indeducibile, indetraibile.
dedàleo, agg. 1 Relativo a Dedalo. 2 Fatto con abilità. ~       dedùrre, v. tr. 1 Desumere, arguire. ~ capire. <>
 ingegnoso. 3 Molto abile. ~ industrioso.                        indurre. 2 Sottrarre. ~ detrarre. <> aggiungere.
dèdalo, sm. Labirinto, intrigo (dal leggendario Dedalo).              v. tr. 1 (capire) to deduce. 2 (sottrarre) to deduct.
 ~ meandro.                                                           lat. deducere, comp. da de-+ ducere guidare.
      sm. maze, labyrinth.                                      deduttìvo, agg. Di deduzione, che si basa su deduzione.
Dédalo Mitico artefice ateniese. Dopo aver ucciso il            deduzióne, sf. 1 Il dedurre e l'effetto. ~ inferenza. <>
 nipote Talo, per gelosia di mestiere, fuggì a Creta presso      induzione. 2 Procedimento logico attraverso il quale è
 il re Minosse e per lui costruì il labirinto di Cnosso,         possibile dedurre affermazioni particolari, partendo da
 dimora del minotauro. Per aver favorito gli amori di            una o più generali. Nella logica aristotelica è sinonimo di
 Pasifae, fu rinchiuso nel labirinto da dove riuscì a fuggire    sillogismo. ~ desunzione. 3 Sottrazione. ~ detrazione. 4
 in volo con il figlio Icaro, grazie a due paia di ali da lui    Ciò che si deduce. ~ conclusione.
 costruite con cera e penne.                                          sf. deduction.
Dedalus Romanzo di J. Joyce (1917).                                   lat. deductio,-onis.
Dedekind, Richard (Brunswich 1831-1916) Matematico               • In matematica è un procedimento per cui si può
 tedesco. Diede importanti contributi alla teoria dei            ottenere da concetti generali, altri particolari, tramite
 numeri e delle funzioni algebriche. Nel 1872 elaborò la         l'applicazione successiva di regole di trasformazione
 prima definizione rigorosa di numero reale.                     sintattica. La tesi può essere dedotta da un'ipotesi
dèdica, sf. Dedicatoria; atto e parole con cui si offre          iniziale attraverso una dimostrazione.
 qualcosa a qualcuno. ~ epigrafe.                               dee-jay, sm. invar. Disk-jockey.
      sf. dedication.
      deriv. da dedicare.

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Deep Purple Gruppo hard rock inglese, operante dagli           defervescènza, sf. Discesa graduale della temperatura
 anni '70 (Deep Purple, 1970, Fireball, 1971) fino a oggi       che precede la convalescenza, nei malati che hanno
 (Live at the Olympia, 1997).                                   malattie acute.
deerhound, sm. invar. Cane da corsa inglese                          dal lat. defervescere sbollire.
 appartenente al gruppo dei Levrieri.                          defetàri, sm. pl. In origine denominazione dei registri
deetanizzazióne, sf. Separazione, ottenuta per                  catastali normanni, ora identifica i registri del catasto in
 frazionamento e successivo riassorbimento, dell'etano da       genere.
 un prodotto petrolifero.                                            dal greco diphthéra pergamena.
défaillance, sf. invar. Improvvisa debolezza. ~                defettìbile, agg. Che può mancare, venire meno o cadere
 cedimento.                                                     in colpa. <> indefettibile.
defalcàre, v. tr. Togliere una quantità da un'altra più        defezionàre, v. intr. Abbandonare l'organizzazione per
 grande, dedurre. ~ detrarre. <> aggiungere.                    cui si milita.
     v. tr. to deduct.                                         defezióne, sf. Abbandono, rinuncia. ~ ritiro.
defalcazióne, sf. Atto ed effetto del defalcare.                     sf. defection, desertion.
defàlco, sm. (pl.-chi) Il modo e l'effetto del defalcare.            lat. defectio,-onis, deriv. da defectus, p.p. di deficere.
defaticàrsi, v. rifl. Alleviare con opportuni esercizi la      Deffand, Marie de Vichy-Champrond marchesa di
 sensazione di fatica.                                          (Champrond 1697-Parigi 1780) Autrice di un epistolario
defatigànte, agg. Che smaltisce la stanchezza. <>               pubblicato postumo con il titolo Corrispondenza
 affaticante.                                                   completa (1865).
defatigàre, v. tr. Smaltire la stanchezza. <> stancare.        defibrillatóre, sm. Apparecchio usato per arrestare la
defatigatòrio, agg. Detto di procedura, eccezione,              fibrillazione cardiaca.
 incidente ecc. volti a prolungare la causa giudiziaria per    defibrillazione, sf. Applicazione al cuore di una scarica
 stancare l'avversario.                                         elettrica in corrente continua allo scopo di
default, sm. invar. (ingl.) Modalità o valore di un             depolarizzarne completamente la massa.
 parametro con cui opera automaticamente una                   defibrinazióne, sf. Estrazione, ottenuta mediante
 macchina o un programma in mancanza di un scelta               sbattitura, dal sangue travasato durante la coagulazione,
 specifica dell'operatore. • il default del programma è la      della fibrina in esso contenuto.
 visualizzazione nel font Times di dimensione 12; • il         deficiènte, agg., sm. e sf. agg. Mancante, lacunoso,
 valore di default delle variabili è 0; • per default i dati    difettoso. ~ insufficiente. <> sufficiente.
 sono arrotondati a 3 cifre                                     agg., sm. e sf. 1 Individuo con limitazioni mentali. ~
defecàre, v. v. tr. Purificare un liquido precipitandone le     ritardato, subnormale. <> normale, sano. 2 Cretino. ~
 impurezze.                                                     imbecille. <> intelligente.
 v. intr. Espellere le feci. ~ evacuare, scaricarsi.                 agg. 1 (insufficiente) insufficient. 2 (mancante in)
defecazióne, sf. 1 Purificazione di un liquido. 2               deficient in. sm. e sf. 1 mental defective, mental
 Espulsione delle feci.                                         deficient. 2 (stupido) idiot.
defenestràre, v. tr. 1 Buttare dalla finestra. 2                     lat. deficiens,-entis, p.pres. di deficere.
 Estromettere qualcuno da una carica o da un impiego. ~        deficiènza, sf. 1 Insufficienza, limitatezza. ~ scarsezza.
 cacciare, licenziare. <> nominare, chiamare, insignire.        <> sufficienza. 2 Mancanza, difetto. ~ lacuna. <>
defenestrazióne, sf. Il defenestrare, l'essere                  completezza, sufficienza. 3 Stupidità. ~ inettitudine. <>
 defenestrato.                                                  ingegno.
defensionàle, agg. Della difesa.                                     sf. shortage, deficiency.
deferènte, agg. 1 Che porta fuori, giù. 2 Che si rimette             deriv. da deficiente.
 alla volontà degli altri per rispetto. ~ remissivo. <>        dèficit, sm. invar. 1 Eccedenza del passivo sull'attivo. ~
 arrogante. 3. Ossequioso, pieno di riguardo ~ rispettoso.      disavanzo, ammanco. <> surplus. 2 Perdita. ~
 <> impudente.                                                  disavanzo. 3 Insufficienza, deficienza, difetto. ~ carenza.
     agg. deferential, respectful.                                   sm. invar. deficit.
 Circolo deferente                                              Deficit pubblico
 Con riferimento al sistema tolemaico, è il circolo             Sproporzione eccessiva tra le uscite e le entrate correnti
 eccentrico sul quale si muove il centro di un circolo          del settore pubblico, causata da una cattiva gestione del
 minore (epiciclo), rispetto alla Terra; l'epiciclo viene a     denaro pubblico in concomitanza con una eccessiva
 sua volta descritto con moto uniforme da un pianeta. In        tendenza inflazionistica. Viene arginato con l'emissione
 questo modo Tolomeo era in grado di spiegare il moto           di titoli del debito pubblico o di carta moneta, con
 apparente dei pianeti che, diversamente da Sole e Terra,       ulteriore aggravio dell'inflazione. Quando il deficit
 hanno un movimento in senso retrogrado o diretto               pubblico supera notevolmente e costantemente il
 rispetto alle stelle.                                          prodotto interno lordo (PIL), rappresenta un grave
deferènza, sf. L'essere deferente, atteggiamento                pericolo per la stabilità della moneta nazionale.
 rispettoso. ~ ossequio, rispetto. <> insolenza.                Deficit spending
     deriv. da deferente.                                       Politica di deliberato disavanzo pubblico, operata in fase
deferiménto, sm. Il deferire.                                   di recessione; fu teorizzata da J. M. Keynes. Consiste
deferìre, v. tr. 1 Sottoporre a esame. ~ rimettere. 2           nella sostituzione della domanda privata (carente) con
 Rinviare. ~ demandare.                                         quella pubblica; con tale sistema è possibile fornire
     v. tr. 1 (esaminare) to submit. 2 (dir.) to refer. 3       nuovo impulso alle attività economiche di una nazione,
 (denunciare) to report.                                        riducendo drasticamente la disoccupazione.
     lat. deferre, comp. da de-+ ferre portare.

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deficitàrio, agg. 1 Che è in passivo, in perdita. 2            deflettóre, sm. 1 Elemento meccanico o mobile che
 Insufficiente. ~ carente.                                      serve a orientare i flussi di liquidi o gas. 2 Vetro
defìggere, v. tr. Staccare. <> affiggere.                       orientabile del finestrino anteriore di un'automobile.
defilàre, v. v. tr. Sottrarre truppe o mezzi dalla vista del         sm. quarter light, quarter vent.
 nemico.                                                       defloràre, v. tr. Privare della verginità. ~ sverginare.
 v. rifl. Sottrarsi a un impegno, rendersi irreperibile. ~     deflorazióne, sf. L'atto del deflorare, l'essere deflorata.
 imboscarsi.                                                   defluìre, v. intr. 1 Scorrere verso il basso (detto di
defilàto, agg. Che sta in disparte. ~ appartato.                fluidi). ~ scendere. <> affluire. 2 Muoversi verso
défilé, sm. invar. Sfilata di moda. ~ passerella.               l'esterno. ~ uscire. <> entrare.
definìbile, agg. Che si può definire. ~ determinabile. <>            v. intr. to flow.
 indefinibile.                                                 deflùsso, sm. 1 Il defluire. 2 Uscire come una corrente.
definìre, v. tr. 1 Determinare con le parole la natura e il     3 Volume d'acqua che passa attraverso una sezione di un
 carattere di qualcosa. ~ precisare. 2 Risolvere una lite. ~    canale o di un fiume in un tempo determinato. ~ flusso.
 terminare. 3 Determinare segnando dei limiti. ~                     sm. ebb.
 delimitare.                                                         lat. defluxus,-us, deriv. da defluere scorrere via.
      v. tr. 1 to define. 2 (terminare) to settle, to          Defoe, Daniel (Londra 1660-Moorfields 1731) Scrittore
 determine.                                                     inglese. Per nascita e istruzione Defoe fu estraneo alla
      lat. definire, comp. da de-+ finire delimitare.           sfera di gusto raffinato e di cultura classica che
definitivaménte, avv. In modo definitivo.                       dominava la letteratura inglese del suo tempo. Di
definitìvo, agg. 1 Che serve a definire. 2 Che decide in        religione presbiteriana, egli apparteneva al ceto
 modo conclusivo qualcosa, finale. ~ conclusivo. <>             anticonformista del commercio che iniziò ad avere
 provvisorio. • doveva prendere una decisione definitiva        importanza politica verso la fine del secolo. Messosi in
 questa volta; in definitiva, in conclusione. 3 Che non         affari, si trovò in bancarotta nel 1692. Fu la prima di
 consente ulteriori ricorsi o sindacazioni. ~ irrevocabile.     numerose crisi finanziarie. Si guadagnò la notorietà con i
 <> revocabile. • atto definitivo.                              suoi libelli politici e satirici. Per uno di essi, La via più
      agg. final, definitive.                                   breve con i dissenzienti, fu condannato e imprigionato
      lat. definitivus limitato, decisivo.                      tre volte. Politicamente si schierò prima con i whig
definìto, agg. Determinato, preciso. ~ certo. <>                (1700), poi con i tory per seguire il politico R. Harley suo
 indefinito.                                                    protettore (1710), poi di nuovo con i whig (1714). Fondò
definitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi definisce.           The Review (1704), la cui rubrica Scandal Club fu il
definitòrio, agg. Che definisce, che può definire.              primo esempio di cronaca giornalistica mondana. A circa
definizióne, sf. 1 Atto del definire. 2 Insieme delle           sessant'anni lasciò progressivamente l'impegno politico
 parole che precisa il significato di un vocabolo. ~            e iniziò una nuova carriera come scrittore. Robinson
 spiegazione. 3 Decisione. ~ risoluzione. • giunsero infine     Crusoe (pubblicato nel 1719) è il primo di una serie di
 a una definizione della lite. 4 Precisione dei particolari     racconti di avventure che hanno reso famoso Defoe
 in un'immagine fotografica o televisiva. ~ nitidezza. •        anche se suscitano alcune perplessità tra i lettori colti. Le
 aveva un obiettivo fotografico ad alta definizione.            sue narrazioni sono caratterizzate da uno stile vivace e
      sf. 1 definition. 2 (decisione) settlement.               immediato e dalla capacità di osservazione della società
      lat. definitio,-onis.                                     e degli esseri umani isolati. Nei suoi protagonisti c'è un
defiscalizzazióne, sf. Abolizione della fiscalizzazione.        po' della vitalità, dell'umanità e talvolta dell'ingegnosità
 <> fiscalizzazione.                                            dell'autore.
deflagrànte, agg. Di sostanza esplosiva che presenta            Altre opere furono Ulteriori avventure di R. Crusoe
 una combustione molto rapida e della combustione               (1719), Il capitano Singleton (1720), Moll Flanders
 stessa.                                                        (1722) e Lady Roxana (1724). Numerosi anche i saggi
deflagràre, v. intr. 1 Detto degli esplosivi di lancio,         (Saggio sui progetti, 1697); scritti polemici e satirici (Il
 bruciare molto rapidamente. ~ esplodere. 2 Manifestarsi        vero inglese, 1701; La via più breve con i dissenzienti,
 all'improvviso e violentemente. ~ scoppiare.                   1702) e narrazioni di viaggio (Giro attraverso tutta
deflagrazióne, sf. 1 Esplosione progressiva. ~ scoppio.         l'isola di Gran Bretagna, 1724; Nuovo viaggio intorno
 2 Manifestazione improvvisa e violenta di un conflitto.        al mondo).
      sf. deflagration.                                        defogliànte, o defoliànte, agg. e sm. Detto di
      lat. deflagratio,-onis.                                   composto chimico che, versato sulle piante, provoca la
deflazionàre, v. tr. Indurre alla deflazione.                   caduta delle foglie.
deflazióne, sf. Riduzione della carta moneta in                deforestàre, v. tr. Tagliare un bosco. ~ diboscare.
 circolazione.                                                 deforestazióne, sf. Diboscamento.
deflazionìstico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della                deformàbile, agg. Che si può deformare. ~ sformabile.
 deflazione.                                                    <> indeformabile.
      agg. deflationary.                                       deformànte, agg. Che deforma. ~ deturpante.
deflessióne, sf. Il deflettere.                                deformàre, v. v. tr. 1 Rendere deforme; deturpare. ~
deflèttere, v. intr. 1 Deviare dalla direzione prefissa,        sformare. <> abbellire. • aveva una grossa cicatrice che
 cambiare strada. 2 Recedere da un'opinione. ~                  gli deformava il viso. 2 Alterare, svisare. ~ falsare. • in
 rinunciare.                                                    quelle condizioni era portato a deformare la realtà.
deflettometrìa, sf. Studio e tecnica della deflessione          v. intr. pron. 1 Perdere forma. • gli stivali si deformano
 delle radiazioni elettromagnetiche in materiali aventi         con l'umidità. 2 Mutare nei contorni.
 indici di rifrazione diversi.                                       v. tr. 1 to deform. 2 (alterare) to put out of shape. 3

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 (fig.) to distort. v. intr. pron. to lose its shape.             si complica diventando pericolosa. ~ peggiorare. <>
      lat. deformare, comp. da de-+ deriv. da forma               migliorare. • il cancro fa degenerare i tessuti. 3 Passare
 aspetto.                                                         i limiti. • la discussione degenerò rapidamente,
deformazióne, sf. 1 Il deformare, il deformarsi, l'effetto        sfiorando la rissa. 4 Trasformarsi. • l'indulgenza può
 e la parte deformata. ~ ammaccatura. • aveva una                 degenerare in debolezza
 deformazione alla gamba sinistra. 2 Alterazione di una                v. intr. to degenerate.
 forma. 3 Travisamento. • la deformazione della verità è               lat. degenerare, comp. da de-+ deriv. da genus,-eris
 la sua attività preferita.                                       stirpe.
      sf. deformation.                                           degeneràto, agg. e sm. Di persona il cui
      lat. deformatio,-onis.                                      comportamento degenera; vizioso, corrotto. ~
defórme, agg. Che si allontana dalla sua forma naturale           depravato. <> retto.
 o normale. ~ malformato. <> normale, sano.                      degenerazióne, sf. 1 Degradazione, decadenza. ~
      agg. 1 deformed. 2 (sfigurato) disfigured.                  decadimento. 2 Modificazione, alterazione. ~
deformità, sf. L'essere deforme. ~ deformazione. <>               corruzione.
 regolarità.                                                           lat. tardo degeneratio,-onis.
      sf. deformity.                                             degènere, agg. 1 Che ha perduto le qualità originarie. ~
defosforazióne, sf. Operazione di eliminazione del                degenerato. 2 Corrotto, pervertito. ~ indegno.
 fosforo da ghisa o acciaio.                                           agg. degenerate.
defraudàre, v. tr. Togliere con la frode; non dare ciò che       degènte, sm. Di persona che giace ammalata in
 spetta. ~ frodare.                                               ospedale. ~ paziente. <> dimesso, guarito.
      v. tr. to defraud.                                               sm. 1 (ricoverato) in-patient. 2 (persona) bedridden.
defraudatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi defrauda.                lat. degens,-entis, p.pres. di degere trascorrere.
defraudazióne, sf. Atto ed effetto del defraudare.               degènza, sf. Periodo di permanenza di un malato in letto
defùngere, v. intr. Morire. ~ crepare.                            o di ricovero in ospedale. ~ ricovero.
defùnto, agg. e sm. Di ottenere da concetti generali, R:               deriv. da degente.
 vivente.                                                        degerminàre, v. tr. 1 Rimuovere i germogli dalle patate
      agg. late, dead. sm. dead person, deceased.                 che sono conservate al buio. 2 Togliere il germoglio
Degas, Edgar Hilaire Germain (Parigi 1834-Saint                   dall'orzo che servirà per preparare il malto utilizzato per
 Valéry-sur-Somme, 1917) Pittore e scultore francese.             fabbricare la birra.
 Nato nell'agiata famiglia di un banchiere, venne                deglabrazióne, sf. Caduta di peli e capelli tale da
 principalmente educato dal padre, che lo indirizzò verso         rendere glabra la parte del corpo interessata.
 i classici. A diciotto anni abbandonò gli studi giuridici       deglaciazióne, sf. 1 Ritiro dei ghiacciai. 2 Fase tra due
 per dedicarsi al disegno. Aderì all'impressionismo, grazie       glaciazioni.
 all'amicizia con É. Manet e la frequentazione del Café          dégli, prep. art. m. pl. Composta da di e gli.
 Guerbois, con l'intento di trasmettere l'importanza             Degli eroici furori Opera di filosofia di G. Bruno (1585).
 dell'espressività del disegno rispetto all'insieme dei          Dégli Espòsti, Pièra (Bologna 1939-) Attrice
 colori. I suoi soggetti preferiti furono le ballerine, i nudi    cinematografica e teatrale. Interpretò Storia di Piera
 femminili, le corse ippiche. Partecipò alla prima mostra         (1983).
 degli impressionisti nel 1874. Tra le sue opere più             deglutinàre, v. tr. Eseguire una deglutinazione.
 importanti, Ballerine alla sbarra, Fantini davanti alle         deglutinazióne, sf. Fenomeno del linguaggio popolare
 tribune (1869-1872, Parigi, Musée d'Orsay), L'ufficio dei        che consiste nell'eliminazione di una parte iniziale e
 cotoni a New Orleans (1873, Pau, museo), La scuola di            variabile di una parola perché scambiata per un articolo
 danza (1874, Parigi, Louvre), L'assenzio (1876, Parigi,          o simile.
 Musée d'Orsay), Caffè concerto, La prova (1877,                 deglutìre, v. tr. Far passare gli alimenti dalla bocca
 Glasgow, Art Gallery).                                           all'esofago. ~ inghiottire. <> rigettare.
degasolinàggio, sm. Operazione di eliminazione dal gas                 v. tr. to swallow.
 naturale degli idrocarburi che si liquefano facilmente.         deglutizióne, sf. Il deglutire.
degassàggio, sm. (pl.-gi) 1 In chimica indica la rapida          degnàre, v. v. tr. Giudicare degno. <> disdegnare.
 apertura dello stampo di oggetti di materia plastica che         v. intr. pron. Accondiscendere a fare qualcosa. ~
 viene eseguita all'inizio della fase di indurimento. 2 In        consentire. <> negare.
 petrolchimica, estrazione degli idrocarburi gassosi da                v. tr. e intr. pron. to condescend, to deign.
 petrolio grezzo, benzine ecc. al fine di ridurre la                   lat. dignare (-ari), deriv. da dignus.
 pressione del vapore.                                           degnazióne, sf. Il degnare e il degnarsi. ~
degassaménto, sm. 1 Estrazione dei gas disciolti in un            condiscendenza, sufficienza.
 liquido ottenuta mediante assorbimento da parte di una          dégno, agg. 1 Che merita qualcosa. ~ meritevole. <>
 superficie o di un solido. 2 In metallurgia è                    immeritevole. 2 Stimabile, onesto. ~ retto. <>
 l'eliminazione del gas presente in un pezzo solido o in un       screditato. 3 Idoneo, adeguato. ~ adatto. <> indegno.
 metallo fuso prima della colata.                                      agg. 1 dignified. 2 (onesto) trustworthy. 3 (idoneo)
degassatóre, sm. 1 Apparecchio atto a indicare la                 to deserve. 4 (lodevole) praiseworthy.
 presenza di idrocarburi gassosi in detriti di perforazione            lat. dignus.
 o fanghi. 2 Apparecchio per estrarre i gas disciolti in un      Dègo Comune in provincia di Savona (1.938 ab., CAP
 liquido. Viene usato specialmente nelle caldaie.                 17010, TEL. 019).
degeneràre, v. intr. 1 Cambiare in qualcosa di peggiore;         degradàbile, agg. Che può subire una degradazione.
 pervertirsi, deteriorarsi. ~ degradare. 2 Di malattia che       degradànte, agg. Che degrada.
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degradàre, v. v. tr. 1 Privare del rango per indegnità. ~       Dei hanno sete, Gli Romanzo storico di A. France
 declassare. <> promuovere. 2 Umiliare, avvilire. ~              (1912).
 mortificare. • è una situazione che degrada l'animo. 3         Dei sepolcri Poemetto di U. Foscolo (1807). Opera
 Svilire. ~ abbassare. <> nobilitare. 4 Erodere. • gli           poetica (chiamato carme dall'autore) composta di 295
 agenti atmosferici degradarono nel tempo quelle                 endecasillabi sciolti, nata da un'interpretazione negativa
 formazioni rocciose.                                            dell'editto napoleonico di Saint-Cloud (emanato nel
 v. intr. Digradare. ~ scendere.                                 1804, esteso all'Italia nel 1806) che imponeva la
 v. intr. pron. Subire un degrado. ~ deteriorarsi. • i           sepoltura fuori delle mura cittadine. Il poeta sostiene che
 campi coltivati si degradano rapidamente se viene a             i monumenti non servono tanto ai morti (All'ombra dei
 mancare l'acqua.                                                cipressi e dentro l'urne / confortate di pianto è forse il
 v. rifl. Abbrutirsi, svilirsi. ~ umiliarsi.                     sonno / della morte men duro?), ma sono un invito per i
      v. tr. 1 to degrade. 2 (mil.) to demote. v. intr. pron.    vivi (A egregie cose il forte animo accendono / l'urne dei
 to deteriorate. v. rifl. to demean oneself.                     forti) come insegna il culto dei morti delle antiche civiltà
      lat. degradare, comp. da de-+ deriv. da gradus             (Dal dì che nozze, tribunali ed are / diero alle umane
 scalino.                                                        belve esser pietose / di se stesse e d'altrui). Il carme si
degradazióne, sf. 1 Il degradare. ~ degrado. 2                   conclude con l'esaltazione della poesia (... l'armonia /
 Abbrutimento morale. ~ abiezione. 3 Abbassamento. 4             vince di mille secoli il silenzio) che conserva la memoria
 Demolizione delle rocce a opera di agenti atmosferici.          degli eroi, ripianando le ingiustizie che possano aver
degràdo, sm. Deterioramento, riferito in special modo a          sofferto in vita e rendendo onore sia ai vincitori che ai
 fattori ecologici, urbanistici, sociali e simili. ~             vinti (E tu onore di pianti, Ettore, avrai / ove fia santo e
 degradazione.                                                   lagrimato il sangue / per la patria versato, e finché il
      sm. decay, deterioration.                                  Sole / risplenderà sulle sciagure umane). Composizione
      deriv. da degradare.                                       unitaria ed equilibrata nella quale si fondono in armonia
degù, sm. invar. Nome volgare dell'Octodon degus, un             ispirazioni romantiche, patriottiche e letterarie, è il
 mammifero roditore della famiglia degli Octodontidi,            lavoro poetico più importante dell'autore.
 diffuso soprattutto nell'America meridionale.                  Deianìra Personaggio mitologico, moglie di Eracle, ne
degustàre, v. tr. Assaggiare qualcosa per riconoscerne le        causò involontariamente la morte facendogli indossare
 qualità o assaggiarne il sapore. ~ assaporare.                  una veste imbevuta del sangue avvelenato del centauro
      v. tr. to taste.                                           Nesso, che lei riteneva essere un filtro d'amore. Per
degustatóre, sm. (f.-trìce) Chi assaggia i cibi per              questo si suicidò.
 professione.                                                   deicìda, agg. e sm. 1 Che, chi uccide Dio. 2 Che, chi ha
degustazióne, sf. 1 Il degustare. ~ assaggio. 2 Pubblico         ucciso Gesù.
 esercizio con mescita di bevande alcoliche, specialmente       Deidamìa Personaggio mitologico, figlia di Licomede, re
 vino. ~ enoteca.                                                di Sciro. Dall'amore con Achille, nacque Neottolemo.
      sf. tasting, sampling.                                    deidr(o)- Prefisso di termini chimici che serve a indicare
      lat. tardo degustatio,-onis.                               l'eliminazione di atomi di idrogeno da un composto
dèh, inter. Esclamazione che esprime desiderio,                  chimico.
 preghiera, meraviglia, esortazione ecc.                        deidràsi, sf. invar. Gruppo di Enzimi che catalizzano
Dehiwala-Mount Lavinia Città (196.000 ab.) dello Sri             l'addizione o il distacco di una molecola d'acqua da altre
 Lanka, nella Provincia Occidentale.                             molecole, organiche o inorganiche.
Dehn, Max (Amburgo 1878-Black Mountain, North                   deidratàre, v. tr. Disidratare. <> idratare.
 Carolina 1952) Matematico tedesco. Studiò con D.               deidratazióne, sf. Disidratazione. <> idratazione.
 Hilbert e fu docente a Francoforte fino al 1935. Nel 1936      deidrocolesteròlo (7-), sm. Precursore della vitamina
 riparò negli Stati Uniti d'America. Noto per gli studi di       D2.
 topologia (teoria dei nodi).                                   deidrocorticosteróne, sm. Ormone secreto dalla
Dehra Dun Città (211.000 ab.) dell'India, nello stato            corteccia surrenale dotato di attività corticomimetica.
 dell'Uttar Pradesh. Capoluogo del distretto omonimo.           deidrogenàre, v. tr. Eliminare da un composto
déi, prep. art. m. pl. Composta da di e i.                       l'idrogeno che vi è presente.
Dei delitti e delle pene Saggio filosofico di C. Beccaria       deidrogenàsi, sm. Classe di enzimi che intervengono
 (1764). L'opera è uno dei trattati di giustizia penale che      nei processi biologici di ossiriduzione. Hanno un ruolo
 hanno avuto più influenza. L'autore sostenne che la pena        essenziale negli scambi respiratori della cellula e nei
 non deve essere superiore a quella sufficiente per il           meccanismi di produzione di energia.
 mantenimento dell'ordine pubblico. Per questo motivo,          deidrogenazióne, sf. Azione del deidrogenare.
 rifiutò le forme barbariche di violenza e di vendetta           Consente di ottenere sostanze di base dell'industria
 gestite dallo stato, come la pena capitale e la tortura, e      chimica. È presente anche negli esseri viventi.
 propose l'irrogazione di pene socialmente utili. Le idee di    deiezióne, sf. 1 Deposito di materiale trasportato dalle
 Beccaria vennero riprese dal riformatore inglese Jeremy         acque o dal vento nei punti in cui la forza di
 Bentham e influenzarono le leggi penali di numerosi             trascinamento diminuisce. • deiezioni fluviali. 2 Attività
 paesi europei.                                                  di un vulcano. 3 Scarica del ventre.
Dei doveri dell'uomo Opera moralista di G. Mazzini                    lat. deiectio,-onis, deriv. da deiectus, p.p. di deicere
 (1861).                                                         buttare giù.
Dei gratia, loc. avv. Locuzione latina che significa "per       deificàre, v. tr. Divinizzare. ~ mitizzare.
 grazia di Dio".


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Deimos Satellite più distante (23.500 km) e più piccolo             lombardo e piemontese. Le sue opere sono esposte alla
 (raggio di 7,5 km) del pianeta Marte; venne scoperto nel           Galleria d'arte moderna di Milano.
 1877 da A. Hall. Il suo periodo orbitale è di 1,26 giorni.        Dél Buòno, Orèste (Isola d'Elba 1923-) Giornalista e
deindustrializzazióne, sf. Tendenza di un sistema                   scrittore. Tra le opere I peggiori anni della nostra vita
 economico a ridurre l'attività industriale. <>                     (1971), Amori miei (1985), I grandi ladri (1992) e Amici,
 industrializzazione.                                               amici degli amici, maestri... (1994).
deinos, sm. invar. Vaso greco risalente ai secc. VII e V           Dél Càiro, Francésco (Santo Stefano in Brivio, Varese
 a. C. di forma rotonda e privo di piedi e di anse.                 1607-Milano 1665) Pittore. Tra le opere Il ritrovamento
deionizzàre, v. tr. 1 Rimuovere gli ioni presenti in un             di Mosè (1645, Torino, Galleria Sabauda).
 mezzo. 2 Eliminare gli ioni presenti nell'acqua                   Del Cónte, Ròsa (Voghera 1907-) Saggista. Docente di
 utilizzando una resina scambiatrice di ioni.                       lingua e letteratura romena presso le università di
deionizzazióne, sf. Eliminazione degli ioni che si                  Milano (1949) e di Roma (1967-1982). Ha avuto il pregio
 originano tra i due elettrodi di un interruttore a corrente        di divulgare la letteratura e la cultura romena con
 alternata per semplificare l'estinzione dell'arco elettrico        originali studi e traduzioni degli autori romeni T.
 che si genera all'apertura del circuito e per impedire un          Arghezi, L. Blaga, Eminescu e A. E. Bakonski. Tra le
 nuovo innesco.                                                     traduzioni Mastro Manole di L. Blaga (1974) e Il borgo
deiopèia, sf. Genere di Insetti Lepidotteri Eteroneuri              di cristallo di T. Arghezi (1983). Tra gli studi critici e gli
 della famiglia degli Arctidi, costituito da farfalle dalle ali     approfondimenti La lirica di L. Blaga (1971), Mihai
 bianche con numerose macchie di colore arancione e                 Eminescu o dell'Assoluto (1962), Eminescu, poeta
 nero.                                                              metafisico (1982) e Invito alla lettura di Arghezi (1967).
Deiòtaro I (115?-40 a. C.) Tetrarca dei galati e alleato dei       Dél Dùca, Jàcopo (Cefalù ca. 1520-Messina ca. 1601)
 romani. Nel 63 Pompeo lo incoronò re e in cambio egli lo           Scultore. Tra le opere Tomba di Elena Savelli (1570,
 appoggiò nelle guerre civili. Nel 45 cadde in disgrazia            Roma, San Giovanni in Laterano).
 presso Cesare, ma fu difeso da Cicerone.                          Dél Giùdice, Danièle (Roma 1949-) Romanziere. Tra le
Dèir-ez-Zor Città (93.000 ab.) della Siria, sul fiume               opere Lo stadio di Wimbledon (1983) e Atlante
 Eufrate. Capoluogo del distretto omonimo.                          occidentale (1985).
deiscènte, agg. Di frutto che ha la proprietà della                Dél Giùdice, Vincènzo (Trani 1884-Roma 1970)
 deiscenza. <> indeiscente.                                         Giurista. Esperto di diritto ecclesiastico. Tra le opere, La
deiscènza, sf. Proprietà di un frutto di aprirsi                    separazione della chiesa dallo stato come concetto
 spontaneamente per lasciare uscire il seme. <>                     giuridico (1913) e Manuale di diritto ecclesiastico
 indeiscenza.                                                       (1962).
deìsmo, sm. Concezione filosofica che ammette solo                 Del modo di trattare i popoli della Valdichiana
 l'esistenza di un Dio come causa del mondo e una forma             ribellati Opera di politica di N. Machiavelli (1503).
 di religione fondata sulla ragione, negando la                    Del modo tenuto dal duca Valentino nello
 rivelazione, i dogmi e il culto. Per i deisti, infatti, bisogna    ammazzare Vitellozzo Vitelli Opera di politica di N.
 distinguere fra religione naturale, fondata sulla ragione,         Machiavelli (1503).
 e religioni storiche, non prive di errori e di particolari        Del non essere e della natura Opera di filosofia di
 assurdi. Numerosi deisti sottoposero i testi sacri a una           Gorgia di Lentini (IV sec. a. C.).
 critica rigorosa, che mise in evidenza sia la difficoltà di       Dél Pòggio, Càrla (Napoli 1925-) Attrice
 pervenire a un'interpretazione sicura sia le                       cinematografica. Interpretò Caccia tragica (1948) e Luci
 contraddizioni o le assurdità, come per esempio i                  del varietà (1951).
 miracoli. Nato in Inghilterra e poi diffusosi in Francia e        Del primato morale e civile degli italiani Opera di
 Germania, il deismo combatté ogni settarismo, in nome              politica di V. Gioberti (1843).
 della ragione, a favore di una religione comune a tutti gli       Del Rio, Dolores (Durango 1905-Newport Beach 1983)
 uomini. I maggiori esponenti furono J. Locke (La                   Attrice cinematografica messicana. Interpretò Ramona
 ragionevolezza del cristianesimo, 1695), M. Tindal                 (1928) e La vergine indiana (1946).
 (Cristianesimo antico come la creazione, 1730), D.                Del romanzo e in genere dei componimenti misti
 Hume (Storia naturale della religione, 1755, e Dialoghi            di storia e invenzione Opera di critica letteraria di A.
 sulla religione naturale, 1779), Voltaire (Lettere inglesi,        Manzoni (1845).
 1734; Trattato sulla tolleranza, 1763 e Il dizionario             Del Vaux, Laurent (Gand 1696-Nivelles 1778) Scultore
 filosofico, 1764), G. E. Lessing (Sulla realtà delle cose          olandese. Amante del classicismo francese che traspose
 fuori di Dio, 1760-1765) e C. Wolff (Pensieri razionali).          nelle sue opere, lavorò all'abbazia di Westminster e al
deìsta, sm. (pl.-i) Fautore del deismo.                             pulpito della chiesa di Nivelles.
deità, sf. invar. 1 Natura, essenza divina. 2 L'essere             delabializzazióne, sf. Articolazione di un fonema con
 divino. ~ dio.                                                     arrotondamento minore delle labbra.
deìttico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Elemento linguistico che          Delacroix, Eugène (Charenton-Saint-Maurice 1798-
 attribuisce alla frase una specifica connotazione di               Parigi 1863) Pittore francese, uno dei più importanti
 spazio e di tempo.                                                 esponenti della scuola romantica di Francia. Tutto il suo
Dèiva Marìna Comune in provincia di La Spezia (1.546                cammino artistico è commentato nel Journal. Tra le
 ab., CAP 19013, TEL. 0187).                                        altre opere, La morte di Sardanapalo, La libertà che
dél, prep. art. m. sing. Composta da di e il.                       guida il popolo e Donne di Algeri, esposte al Louvre di
Del Bòn, Àngelo (Milano 1898-Desio, Milano 1952)                    Parigi.
 Pittore italiano. Autore di numerosi paesaggi e nature            delanàggio, sm. Asportazione della lana dalle pelli ovine
 morte, tra il 1929 e il 1935 aderì all'antinovecentismo            ottenute dallo scuoiamento dell'animale abbattuto,

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 eseguita per utilizzare in modo separato la lana e il          alto riconoscimento. Tra le oltre cinquanta opere
 cuoio.                                                         pubblicate, si ricordano Elias Portolu (1903), Cenere
Deland, Margaret Wade (Allegheny, Pennsylvania                  (1904), L'edera (1906), Colombi e sparvieri (1912),
 1857-Boston, Massachusset 1945) Scrittrice americana.          Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915), La
 Nelle sue opere (John Ward, Preacher, 1888; Sydney,            madre (1920), Il segreto dell'uomo solitario (1921),
 1890; Filippo e sua moglie, 1894)traspose i temi tipici        Cosima (postumo, 1937). La Deledda ha saputo
 della vita provinciale americana, legati a esperienze          registrare con straordinaria lucidità drammi che non
 autobiografiche.                                               sono solo quelli dell'isola nativa, ma dell'uomo in cerca
delatìvo, agg. Caso proprio di alcune lingue                    di libertà e di affermazione.
 ugrofinniche. Indica un movimento di discesa da.              dèlega, sf. 1 Il delegare. 2 Procura con cui si affida un
delatóre, sm. (f.-trìce) Spia. ~ confidente.                    incarico ad altri. ~ incarico.
     sm. 1 police informer. 2 (dir.) delator.                        sf. (procura) proxy.
     lat. delator,-oris.                                       delegànte, agg. sm. e sf. Che, chi delega.
Delaunay Terk, Sonia (Ucraina 1885-Parigi 1979)                delegàre, v. tr. 1 Autorizzare qualcuno a compiere un
 Pittrice russa. Tra le opere Prisma solare simultaneo n.       atto in propria vece. ~ demandare. 2 Affidare ad altri
 31 (1914, Parigi, Collezione Delaunay).                        l'esecuzione di funzioni che di solito sono di propria
Delaunay, Robert (Parigi 1885-Montpellier 1941)                 competenza. ~ incaricare.
 Pittore francese. Tra le opere Paesaggio con disco (1906-           v. tr. to delegate.
 1907, Parigi, Musée National d'Art Moderne), Città di         delegàto, agg. e sm. Che, chi è deputato da altri a
 Parigi (1911-1912, Parigi, Musée National d'Art                svolgere determinate funzioni o a compiere certi atti. ~
 Moderne) e Una finestra (1912, Parigi, Musée National          inviato. <> delegante.
 d'Art Moderne).                                                • rappresentante delegato, delegato apostolico, inviato
Delaware Stato (658.000 ab., 5.295 km2) degli USA               dal papa in una regione per tutelare gli interessi religiosi.
 nordorientali, che si affaccia sull'oceano Atlantico.               sm. delegate, representative.
 Confina con gli Stati più importanti dell'est (Maryland,      delegazióne, sf. 1 Il delegare. 2 Circoscrizione
 Pennsylvania), con l'oceano e la baia omonima. Per il          territoriale e sede in cui un delegato esplica le proprie
 territorio molto pianeggiante e il clima umido, molto          funzioni. ~ collegio. 3 Commissione di più delegati a cui
 sviluppate sono le colture di cereali (mais e frumento), di    è stato affidato un incarico di rappresentanza. ~ gruppo.
 frutta e ortaggi. Praticato anche l'allevamento (pollami e          sf. delegation.
 bovini) e la miticultura. Sono presenti industrie                   lat. delegatio,-onis.
 chimiche, tessili, meccaniche, cantieristiche. Delle          delegittimàre, v. tr. Privare di legittimità determinati
 vicende storiche rimane qualche edificio, come la Old          organi o poteri. <> legittimare.
 Swedes Church di Wilmington. Fu una delle tredici                   v. tr. to delegitimize.
 colonie che fondarono gli USA. La capitale è Dover.           delegittimazióne, sf. Il delegittimare, l'essere
 Delaware                                                       delegittimato.
 Fiume (435 km) degli USA. Nasce nello stato di New            delenda Carthago, loc. avv. Locuzione latina che
 York e sfocia nella baia omonima.                              significa "bisogna distruggere Cartagine". Deriva dalla
delazióne, sf. Accusa segreta. ~ denuncia.                      frase "Ceterum censeo Carthaginem esse delendam",
     sf. information, delation.                                 ossia "Del resto io ritengo che Cartagine debba essere
Delbrück, Max (Berlino 1906-Pasadena 1981) Fisico e             distrutta", con la quale Catone il Vecchio concludeva
 biologo statunitense di origine tedesca. Compì studi           tutti i suoi discorsi.
 approfonditi sulla genetica virale e batterica. Insieme a     deletèrio, agg. Che porta grave danno, rovina fisica o
 A. Hershey e S. Luria, nel 1969 fu insignito del premio        morale. ~ dannoso. <> benefico.
 Nobel per la medicina.                                              agg. 1 damaging. 2 (salute) harmful.
Delcassé, Theophile (Pamiers 1852-Nizza 1923)                  Deleuze, Gilles (Parigi 1925-1995) Critico letterario. Tra
 Politico francese. Ministro degli esteri dal 1898 al 1905,     le opere Marcel Proust e i segni (1964), Foucault (1986)
 promosse l'intesa cordiale con la Gran Bretagna.               e Nietzsche e la filosofia (1992, in collaborazione con
delèbile, agg. Che si può cancellare. ~ cancellabile. <>        Guattari).
 indelebile.                                                   delezióne, sf. Perdita di un frammento di un
Delèbio Comune in provincia di Sondrio (2.755 ab., CAP          cromosoma. Può essere comunque compatibile con la
 23014, TEL. 0342).                                             vita, ma solo se il frammento è piccolo oppure se la
Delèdda, Gràzia (Nuoro 1871-Roma 1936) I pregiudizi e           perdita di verifica allo stato eterozigote.
 le remore di un ambiente familiare chiuso fecero sì che,      Dèlfi Antica città della Grecia (Focide), divenne famosa
 nonostante l'ottimo profitto, la Deledda lasciasse             per la presenza dell'oracolo (VIII sec.), dedicato a Gea e
 l'educazione scolastica subito dopo la scuola elementare.      ad Apollo. Subì moltissime dominazioni, saccheggi e
 Scrittrice autodidatta e lettrice disorganica ma di            distruzioni; anche i romani ne sottrassero le ricchezze,
 straordinaria assiduità, scrisse molti romanzi e racconti      fino a quando il tempio non fu chiuso da Teodosio con
 impregnati di suggestioni veriste, decadenti e                 l'avvento del cristianesimo. I recenti scavi compiuti dai
 dannunziane. Nel 1900 si trasferì a Roma, dopo aver            francesi hanno riportato alla luce i resti del tempio di
 sposato un impiegato del ministero delle finanze               Apollo, i tesori di molte città, il teatro, lo stadio e il
 conosciuto a Cagliari. La sua vastissima produzione            tempio di Atena Pronaia.
 ottenne un grande successo di pubblico sia in Italia che      dèlfico, agg. (pl. m.-i) 1 Di Delfi, antica città della Grecia.
 fuori. Nel 1926 le fu assegnato il premio Nobel per la         2 Profetico.
 letteratura, prima scrittrice italiana a ricevere questo

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Delfinàto Regione storica della Francia sudorientale,             Delianuòva Comune in provincia di Reggio Calabria
 compresa tra le Alpi e il fiume Rodano. È formato dai             (3.718 ab., CAP 89012, TEL. 0966).
 dipartimenti dell'Isère, della Drômee e delle Hautes             delibàre, v. tr. 1 Prendere un piccolo assaggio di cibo o
 Alpes. È diviso in due zone, una settentrionale poco              di bevanda assaporandolo con gusto. ~ degustare. 2
 abitata e una meridionale, costituita da un altopiano             Trattare una questione superficialmente. 3 Riconoscere
 coltivato a cereali, foraggi e alberi da frutta. Fu abitato in    efficace una sentenza pronunciata da un tribunale
 origine dai galli, prima di venire annesso alla Gallia            straniero.
 romana. Divenne regione autonoma nell'XI sec. Le città           delibazióne, sf. Procedimento con il quale la corte
 più importanti sono Grenoble, Valence e Vienne.                   d'appello dichiara, con sentenza, l'efficacia di una
Delfìni, Antònio (Modena 1908-1963) Scrittore. Tra le              sentenza straniera in Italia. La sentenza non deve essere
 opere Il ricordo della Basca (1938).                              contraria a sentenze pronunciate in Italia.
Delfìnidi Famiglia di Mammiferi Cetacei del sottordine            delìbera, sf. 1 Ponderata decisione presa da persona o da
 degli Odontoceti comprendente numerose specie                     organismo competente. ~ deliberazione. 2 Fermo
 carnivore munite di mascelle con denti di forma conica            proposito, decisione. ~ intenzione.
 tutti uguali tra di loro.                                             deriv. da deliberare.
delfinièra, sf. 1 Fiocina con alette snodate che serve per        deliberànte, agg. Che delibera, atto a deliberare.
 catturare i delfini. 2 Rinforzo che viene fatto nella parte      deliberàre, v. v. tr. 1 Decidere, stabilire (di organismi
 del sacco della rete tartana che striscia sul fondo               collegiali e simili). ~ decretare. • attendevano che il
 utilizzando reti speciali.                                        consiglio deliberasse la questione. 2 Aggiudicare, nelle
Delfìno Piccola costellazione a nord-est dell'Aquila; si           aste pubbliche. • il quadro fu deliberato con un'offerta
 trova nell'emisfero celeste boreale ed è osservabile nelle        relativamente bassa rispetto al valore.
 notti estive.                                                     v. intr. Prendere una decisione che ha valore esecutivo,
delfìno, sm. 1 Mammifero cetaceo marino 2 Stile di                 stabilire. ~ disporre.
 nuoto che cerca di simulare l'andatura del delfino,                   v. tr. to come to a decision on, to deliberate on. v.
 incarnando il corpo con un movimento ritmico e                    intr. to decide.
 simultaneo di braccia e gambe. 3 Titolo dato al                       lat. deliberare, comp. da de-+ deriv. da libra
 primogenito dei re di Francia. 4 Chi è considerato il             bilancia.
 probabile successore di un personaggio in una carica             deliberataménte, avv. Di proposito. ~
 importante.                                                       volontariamente.
     sm. 1 dolphin. 2 (primogenito) dauphin. 3                    deliberatìvo, agg. Che vale a deliberare.
 (successore) probable successor.                                 deliberàto, agg. e sm. agg. Voluto, volontario. ~
 • Cetaceo odontoceto (Delphinus delphis), con corpo               intenzionale. <> involontario.
 allungato e di colore nero verdastro sul dorso, bianco sul        sm. Deliberazione. ~ decisione.
 ventre. Ha un muso appuntito e pinna dorsale                          agg. intentional, deliberate.
 triangolare; vive in mari aperti, in branchi, nutrendosi di      deliberazióne, sf. Il deliberare e l'effetto. ~
 pesci e molluschi.                                                provvedimento.
Delfìno, Giusèppe (Torino 1921-) Schermidore.                          lat. deliberatio,-onis.
 Campione italiano individuale di spada nel 1959, 1960,           delicatézza, sf. 1 L'essere delicato. <> indelicatezza. •
 1962, 1963 e campione olimpionico a Roma (1960);                  aveva una delicatezza della pelle molto piacevole. 2
 campione olimpionico a squadre a Helsinki (1952),                 Azione di un animo delicato; finezza. ~ gentilezza. <>
 Melbourne (1956) e Roma (1960) e campione del mondo               sgarbatezza. 3 Fragilità, deteriorabilità. ~ gracilità. <>
 a squadre nel 1950, 1953, 1954, 1957, 1958.                       solidità. 4 Attenzione. ~ prudenza. • serviva delicatezza
delgrp In informatica è il nome di un comando del                  in quell'affare. 5 Raffinatezza di vita e di modi. ~
 sistema operativo UNIX che permette al superuser di               squisitezza. • preparava molte delicatezze culinarie.
 eliminare un gruppo di utenti dal sistema.                            sf. 1 delicacy. 2 (tatto) tact, tactfulness.
Delhi Città dell'India (6.000.000 ab.) nel Punjab, sulla          delicàto, agg. 1 Soave, morbido al tatto. ~ gentile. <>
 riva sinistra del fiume Yamuna. È divisa in due parti, una        indelicato. • aveva una mano molto delicata. 2 Facile a
 antica e una moderna, con funzioni amministrative,                guastarsi. ~ fragile. <> solido. •: : un pacco molto
 detta Nuova Delhi. La ricchezza proviene dall'agricoltura         delicato. 3 Difficile, critico. ~ imbarazzante. • certe
 (cereali e cotone), dall'artigianato (ricami e lavorazione        questioni sono molto delicate. 4 Piacevole. ~ raffinato. 5
 dell'oro e argento), da poche industrie alimentari,               Di suono, dolce. 6 Di cibo, facile da digerire. ~ leggero. 7
 chimiche e tessili. Fu fondata attorno all'anno 1000 da           Di colore, gradevole. 8 Gracile. ~ cagionevole. <>
 musulmani turchi che ne fecero la capitale di un impero           robusto
 islamico. Venne conquistata nel 1206 dai mamelucchi;                  agg. 1 delicate. 2 (salute) frail. 3 (gentile)
 nel 1398 da Tamerlano, prima di iniziare una vertiginosa          considerate, thoughtful.
 decadenza, interrotta con Moghul che la fece centro                   lat. delicatus, affine a deliciae piaceri.
 dell'impero con il nome di Shahjahanabad. Nel XIX sec.           Delicéto Comune in provincia di Foggia (4.304 ab., CAP
 divenne capitale delle Indie britanniche fino al 1974             71026, TEL. 0881).
 quando ottenne l'indipendenza. Sono pochi i resti                delicious, sm. invar. Nome di varietà pregiate di meli
 dell'epoca indù, mentre più numerosi sono quelli                  dai frutti abbastanza grossi di colore rosso su sfondo
 moghul, ossia la tomba di Humayun, la Grande                      giallo.
 Moschea, il Forte Rosso.                                         delikatessen, sf. pl. Specialità gastronomiche;
Dèlia Comune in provincia di Caltanissetta (4.537 ab.,             delicatezze.
 CAP 93010, TEL. 0922).

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delimitàre, v. tr. Chiudere entro limiti precisi; definire.          categoria nella quale vengono solitamente distinti i reati
 ~ circoscrivere.                                                    (l'altra sono le contravvenzioni). L'appartenenza a
delimitatóre, sm. Carattere utilizzato per segnalare                 questa o a quella categoria dipende dalla gravità del
 l'inizio e la fine di una stringa di caratteri.                     delitto e dalla severità della pena.
delimitazióne, sf. Il delimitare, l'essere delimita, la cosa              sm. 1 offence, crime. 2 (assassinio) murder.
 che si delimita.                                                         lat. delictum, deriv. da delictum, supino di
      lat. tardo delimitatio,-onis.                                  delinquere.
delineaménto, sm. Il delineare, il delinearsi.                      Delitto dell'accademico Sylvestre Bonnard, Il
delineàre, v. v. tr. 1 Rappresentare con linee essenziali,           Romanzo di A. France (1881).
 abbozzare. ~ schizzare. • con pochi tratti essenziali ne           Delitto d'onore, Un Romanzo di G. Arpino (1961).
 aveva delineato il volto. 2 Descrivere sommariamente. ~            Delitto e castigo Romanzo di F. M. Dostoevskij (1866).
 tracciare. • gli delineò rapidamente il programma                   Capolavoro psicologico nel quale il tema della critica alla
 politico.                                                           società contemporanea si mescola ai problemi universali
 v. intr. pron. 1 Essere visibile nelle forme essenziali. 2          del delitto, del rimorso, della colpa e della redenzione.
 Presentarsi in forma ancora indefinita. 3 Prospettarsi. ~           Raskolnikov, povero studente di San Pietroburgo, uccide
 apparire. • si delineava ai suoi occhi una situazione               una vecchia usuraia e sua sorella, per procurasi denaro e
 difficile.                                                          poter continuare gli studi, impedendo che la propria
      v. tr. to outline. v. intr. pron. 1 to show up. 2 (fig.) to    sorella Andotja si sacrifichi sposando un ricco
 appear.                                                             pretendente. Questo tema serve all'autore per esplorare
      lat. delineare, comp. da de-+ deriv. da linea linea.           la natura e la giustificazione dell'atto delittuoso e la
delinquènte, agg., sm. e sf. agg. Colpevole. ~                       psicologia dell'uomo. In tutta la vicenda, tre sogni
 malfattore. <> onesto.                                              angosciosi del protagonista (uno prima del delitto, uno
 sm. e sf. 1 Chi ha commesso azioni illecite o malvagie. ~           dopo il delitto e uno alla fine del libro) rivestono
 fuorilegge. 2 Persona disonesta. ~ farabutto. <>                    importanza cruciale. Alla fine, Raskolnikov, attraverso
 onestuomo.                                                          l'amore per la giovane Sonja, decide di accettare la
      sm. e sf. criminal, delinquent.                                punizione e si costituisce.
delinquènza, sf. 1 Atto del delinquere. ~ nefandezza.               Delitto in bianco Film giallo, britannico (1946). Regia di
 <> onestà. 2 Criminalità. ~ malavita. <> rettitudine.               Sidney Gilliat. Interpreti: Alastair Sim, Sally Gray,
      sf. delinquency, criminality.                                  Rosamund John. Titolo originale: Green for Danger
delìnquere, v. intr. Commettere uno o più delitti.                  Delitto perfetto Film thriller, americano (1998). Regia
deliquescènte, agg. Detto di sostanza che presenta il                di A. Davis. Interpreti: M. Douglas, G. Paltrow, V.
 fenomeno della deliquescenza.                                       Mortensen.
deliquescènza, sf. Fenomeno per cui certe sostanze                  Delitto perfetto, Il Film giallo, americano (1954). Regia
 solide si sciolgono nel vapore acqueo contenuto nell'aria.          di Alfred Hitchcock. Interpreti: Ray Milland, Grace
delìquio, sm. Svenimento. ~ mancamento.                              Kelly, Robert Cummings. Titolo originale: Dial "M" for
delirànte, agg. 1 Che delira. 2 Privo di misura. ~                   Murder
 irragionevole, sfrenato. <> ragionevole, sensato.                  delittuóso, agg. Che costituisce delitto. ~ criminoso. <>
      agg. delirious.                                                innocente.
deliràre, v. intr. Essere fuori di sé, vaneggiare. ~                delìzia, sf. 1 Piacere intenso e raffinato. ~ beatitudine,
 sragionare. <> ragionare.                                           piacere. 2 Cosa prelibata. ~ leccornia.
      v. intr. 1 to be delirious. 2 (fig.) to rave.                       sf. delight.
delìrio, sm. 1 Esaltazione della mente provocata da                       lat. deliciae, deriv. da delicere attrarre.
 malattia o da passione. ~ farneticazione, vaneggiamento.           deliziàre, v. v. tr. Dare piacere, procurare delizia. ~
 <> lucidità, sanità. 2 Stato di coscienza caratterizzato da         dilettare. <> addolorare, rattristare. • la sua sola
 convinzioni erronee o illogiche. 3 Entusiasmo collettivo,           presenza le deliziava l'animo.
 esaltazione passionale. ~ eccitazione. <> calma.                    v. rifl. Trarre piacere da qualcosa. ~ dilettarsi. <>
      sm. 1 delirium. 2 (fig.) frenzy.                               addolorarsi, rattristarsi. • si deliziava a praticare sport
      lat. tardo delirium, deriv. da delirare.                       estremi e pericolosi.
 • Sintomo psicotico caratterizzato da contenuti di                       deriv. da delizia.
 coscienza fantastici e immaginati. È provocato da                  deliziósa, agg. e sf. Adattamento dell'inglese delicious.
 incapacità di rielaborare le esperienze quotidiane.                deliziosaménte, avv. In modo delizioso. ~
delirium cordis, loc. sost. m. invar. Fibrillazione                  gradevolmente.
 dell'atrio cardiaco.                                               delizióso, agg. 1 Che arreca delizia. ~ gustoso. <>
      in lat. significa "delirio del cuore".                         disgustoso. 2 Ricco di grazia e attrattiva. ~ incantevole.
delìrium trèmens, sm. invar. Grave agitazione                        <> sgradevole.
 psicomotoria conseguente ad alcolismo cronico.                           agg. 1 delightful. 2 (gustoso, squisito) delicious.
Delitàla, Giàcomo (Sassari 1902-Milano 1972) Penalista                    lat. tardo deliciosus.
 italiano. Dal 1947 docente di diritto penale all'università        délla, prep. art. f. sing. Composta da di e la.
 di Milano, fu anche autore di varie opere e direttore              Délla Bélla, Stéfano (Firenze 1610-1664) Incisore e
 responsabile della Rivista italiana di diritto o procedura          pittore toscano. Dopo un'iniziale attività come scultore
 penale.                                                             nel laboratorio del padre, si dedicò in seguito
delìtto, sm. Violazione grave della norma penale, con                all'incisione e alla pittura. Tra le opere Entrata in Roma
 danno grave ad altra persona, commessa da persona                   dell'ambasciatore di Polonia (Roma, Galleria Nazionale
 imputabile. ~ crimine, misfatto. I delitti sono la seconda          d'Arte Antica, Gabinetto delle Stampe).

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Délla Càsa, Giovànni (Mugello 1503-Montepulciano                  1422, Lucca, San Frediano, Cappella Trenta) e Storie
 1556) Poeta e letterato, di formazione umanista,                 della Genesi (1425-1438, incompiuto, Bologna, San
 intraprese la carriera ecclesiastica, divenendo segretario       Petronio, Portale Maggiore).
 di stato con Paolo IV. Le sue opere più importanti sono         Della ragion di stato Opera di politica di G. Botero
 le Rime e il trattato Il Galateo, destinato a guidare un         (1589).
 giovane nelle vicissitudini della vita quotidiana.              Délla Ròbbia, Andrèa (Firenze 1435-1528) Scultore.
Délla Càsa, Lisa (Burgdorf, Berna 1919-) Soprano,                 Nipote e allievo di Luca, capostipite della famosa
 interprete soprattutto di opere di J. Strauss e W. A.            famiglia di scultori e ceramisti, ne proseguì l'opera,
 Mozart.                                                          arricchendola con una maggiore ricchezza descrittiva e
Délla Còrte, Andrèa (Napoli 1883-Torino 1968) Critico             pittorica. Tra le opere Putti (1463-1466, Firenze,
 musicale italiano. Dopo aver collaborato con diverse             Ospedale degli Innocenti, Portico) e Incontro tra i santi
 pubblicazioni del settore, nel 1919 divenne critico              Francesco e Domenico (1490-1495, Firenze, Ospedale di
 musicale del quotidiano La Stampa e dal 1926 si dedicò           San Paolo, Loggia).
 all'insegnamento. Oltre al Dizionario della musica,             Délla Róbbia, Giovanni (Firenze 1469-1529) Scultore
 pubblicato nel 1925 con la collaborazione di G. M. Gatti,        fiorentino. Lavorò nelle chiese di Santa Croce, San
 ha lasciato numerosi saggi sulla musica italiana del             Lorenzo e Santa Maria Novella, ove si conserva un suo
 Settecento. Tra le opere, Paisiello (1922), L'opera              pregevole lavabo della sacrestia (1497). A Pistoia è
 comica italiana del '700 (1923), Niccolò Piccinni (1928),        conservata una decorazione dell'Ospedale del Ceppo
 Pergolesi (1936), Bellini (1936), Storia della musica            (1525).
 (1936) e Gluck (1948).                                          Délla Róbbia, Luca (Firenze 1400-1482) Maggiore
Della Germania Prosa di Madame de Staël (1810).                   esponente della famiglia di scultori e ceramisti, fu autore
Délla Grèca, Vincènzo (Palermo 1600 ca.-Roma 1660)                di sculture in marmo a Firenze (prima opera
 Architetto. Attivo a Roma fino al 1660. Tra le opere,            documentata è la Cantoria, 1431-1439, oggi conservata
 Completamento della facciata dei Santi Domenico e                nel museo dell'Opera del duomo) e in bronzo. La sua
 Sisto a Roma, che era stata iniziata da N. Torriani.             fama è legata all'uso della terracotta invetriata, di cui gli
Della guerra Trattato di K. von Clausewitz (1832).                si attribuisce l'invenzione, ma che certamente fu da lui
Délla Pòrta, Giàcomo (Genova 1533-Roma 1602)                      perfezionata. La possibilità di colorare le superfici con
 Architetto, allievo di Vignola, fu autore di splendide           uno smalto lucente aggiungeva alle qualità plastiche,
 facciate di chiese romane (chiesa del Gesù, Madonna dei          proprie della scultura, quelle cromatiche della pittura.
 Monti, Sant'Atanasio dei Greci, San Giovanni dei                 Della Robbia si serve di pochi colori (bianco, azzurro,
 Fiorentini) e di palazzi (palazzo dei Conservatori,1564-         verde, giallo e viola). L'azzurro funge da sfondo ed esalta
 1568, su progetto di Michelangelo, palazzo Maffei,               le linee delle figure su di esso disposte; il bianco con la
 palazzo Aldobrandini, palazzi di Piazza Campitelli a             riflessione della luce contribuisce all'idealizzazione delle
 Roma, Villa Aldobrandini a Frascati); completò il                figure. L'equilibrio e la serenità di rappresentazione
 palazzo del Campidoglio (facciata e scalea del palazzo           ottenuti con questa tecnica si adattano perfettamente ai
 senatorio) e, rielaborando il progetto di Michelangelo,          soggetti raffigurati. Famose, tra le sculture in terracotta
 continuò la costruzione della cupola di San Pietro (1588-        sono la Madonna della mela, la Madonna del roseto e la
 1589), opera che lo rese famoso. Attraverso la                   Madonna di via dell'Agnolo (tutte conservate a Firenze,
 rielaborazione di alcuni tipi edilizi rinascimentali,            nel Museo Nazionale del Bargello).
 contribuì con le sue opere a dare un'impronta nobile a          Délla Róvere, Alessàndro (Casale Monferrato 1815-
 numerosi edifici della capitale.                                 Torino 1864) Generale italiano. Nominato nel 1861
Délla Pòrta, Giambattista (Napoli 1535-1615)                      luogotenente del re in Sicilia, in qualità di ministro della
 Scienziato partenopeo, beneficiò degli studi compiuti            Guerra (1861-1864) contribuì all'organizzazione
 alla corte dell'imperatore Carlo V e dopo il 1579 si             dell'esercito italiano nei primi anni di unità nazionale.
 trasferì prima a Roma e poi a Ferrara, dove fu accolto          Délla Séta, Alessàndro (Roma 1879-Castéggio, Pavia
 alla corte di Alfonso II d'Este. Prima di entrare                1944) Archeologo. Professore presso le università di
 nell'ordine dei gesuiti (1585) fu attivo in molti campi, tra     Genova e di Roma, fu incaricato nel 1919 della direzione
 cui la matematica, il magnetismo e l'ottica; scrisse molti       della Scuola archeologica italiana ad Atene. Pubblicò
 trattati, che gli valsero la fama europea e l'accusa di          numerose opere, tra le quali Religione e arte figurata
 stregoneria. Il suo lavoro più importante (Magia                 (1912), Italia antica (1922) e I monumenti dell'antichità
 naturalis, 1558) fu infatti posto all'indice dalla Santa         classica (1926).
 Inquisizione. Con l'opera De refractione (1593) spiegò il       Délla Vàlle, Federìco (Asti ca. 1560-Milano 1628)
 funzionamento della camera oscura e rivendicò la                 Tragediografo. Tra le opere Ester, Judith, La reina di
 paternità dell'invenzione del telescopio.                        Scotia (tutte del 1627-1628).
Délla Pòrta, Guglièlmo (1490/1500-Roma 1577)                     Délla Vàlle, Filìppo (Firenze 1697-Roma 1768)
 Scultore. Tra le opere Monumento a Paolo III Farnese             Scultore. Fu allievo di C. Rusconi e svolse la propria
 (1549-1575, Roma, San Pietro).                                   attività a Roma, dove collaborò con P. Bracci
Délla Quèrcia, Jàcopo (Siena 1371/74-1438) Scultore.              all'esecuzione delle statue della fontana di Trevi. Tra le
 Esponente del classicismo rinascimentale, figlio                 opere Temperanza (ca. 1734, Roma, San Giovanni in
 dell'orafo Pietro d'Agnolo, deve il proprio soprannome al        Laterano, Cappella Corsini) e Annunciazione (ca. 1750,
 Borgo della Quercia Grossa, località nelle vicinanze di          Roma, Sant'Ignazio).
 Siena dove ebbe origine la sua famiglia. Tra le opere           Déll'Abàte, Niccolò (1509/12-ca. 1571) Pittore. Tra le
 Tomba di Ilaria del Carretto (1406-1407, Lucca, San              opere Ratto di Proserpina (Parigi, Louvre).
 Martino), Pala d'altare della famiglia Trenta (1416-

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Dellannoy, Jean (1908-) Regista cinematografico                    dei Leoni, che prende il nome dalle nove statue di leoni,
 francese. Diresse Sinfonia pastorale (1946) e Dio ha              scolpiti in marmo di Naxos. A est della terrazza si trova il
 bisogno degli uomini (1950).                                      lago Sacro, oggi prosciugato, dove secondo il mito
Dell'Àra, Ùgo (Roma 1921-) Famoso coreografo e                     Latona partorì Apollo. A sud del lago, oltre l'Agorà degli
 ballerino.                                                        italici, ha inizio l'area sacra ad Apollo, che comprendeva
Dell'arte della guerra Opera di politica di N.                     vari edifici dedicati al dio. Tra i meglio conservati la sala
 Machiavelli (1519-1520).                                          della Nave o dei Tori, la sala dei Nassi, i tre templi di
délle, prep. art. f. pl. Composta da di e le.                      Apollo, il tempio di Artemide. Dietro il santuario di
Délle Fàve, Umbèrto (San Severo, Foggia 1912-Roma                  Apollo sorge l'attuale museo. L'importanza di Delo come
 1986) Politico italiano. Eletto deputato nel 1948, fu             centro religioso iniziò dopo l'anno 1000 a. C. a seguito
 ministro del lavoro nel secondo governo Moro e                    della conquista degli Ioni che fondarono il tempio di
 presidente della RAI-TV.                                          Apollo. Il via vai dei pellegrini e le celebrazioni annuali
Délle Maségne, Jacobèllo (not. 1383-1409) Scultore.                in onore del dio consentirono un certo sviluppo del
 Tra le opere Iconostasi di San Marco a Venezia (1394).            commercio. Dal VI sec. Delo cominciò a entrare
Délle Maségne, Pièr Pàolo (not. 1383-1403) Scultore.               nell'ambito dell'influenza di Atene e nel suo santuario
 Tra le opere Altare di San Francesco a Bologna (1388-             veniva conservato il tesoro della Lega Attica. Con il
 1392).                                                            trasferimento del tesoro ad Atene, iniziò
Delle navigazioni et viaggi Prosa di G. Ramusio (1550,             un'accentuazione del carattere sacro dell'isola che non
 1553, 1559).                                                      poté più essere sede di traffici, ospitare tombe, essere
Délle Piàne, Càrlo (Roma 1936-) Attore                             luogo di nascite e morti. Di conseguenza, i suoi abitanti
 cinematografico e teatrale. Interpretò Una gita                   si trasferirono nella vicina isola di Rinia, e Delo, dopo un
 scolastica (1983), Festa di laurea (1985), Regalo di              altro breve periodo di fioritura in epoca ellenistica e
 Natale (1986), Condominio (1991), Dichiarazioni                   romana, iniziò un lento declino.
 d'amore (1994) e Io e il re (1995).                              delocalizzàto, agg. Di orbitale molecolare non
Delleàni, Lorènzo (Pollone, Biella 1840-Torino 1908)               attribuibile a due soli atomi.
 Pittore. Dopo aver frequentato l'Accademia Albertina di          Delon, Alain (Sceaux 1935-) Attore e produttore
 Torino, iniziò a dipingere tele con soggetti storici come         francese. Interpretò Rocco e i suoi fratelli (1960),
 l'Assedio di Ancona (1860) e Caterina Cornaro (1880).             L'eclisse (1962), Il Gattopardo (1963) e Mister Klein
 In seguito si dedicò alla paesaggistica.                          (1976).
Dèlli, Dèllo (Firenze 1404-Valencia? 1470) Pittore. Tra le        Delors, Jacques (Parigi 1925-) Politico francese. Di
 opere Giudizio finale (1445, Salamanca, cattedrale                ideologia socialista, fu presidente della Commissione
 Vecchia).                                                         CEE dal 1985 al 1994 ed elaborò il piano per
Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della                       l'integrazione monetaria europea.
 successiva guerra Opera di storia di C. Cattaneo                 dèlta, sm. invar. 1 Nome della quarta lettera
 (1849).                                                           dell'alfabeto greco. 2 La regione a forma triangolare che
déllo, prep. art. m. sing. Composta da di e lo.                    un fiume delinea ramificandosi presso la foce. 3 In fisica
Dèllo Comune in provincia di Brescia (3.662 ab., CAP               indica i raggi formati da elettroni secondari prodotti
 25020, TEL. 030).                                                 dalla ionizzazione di particelle ad alta energia nella
Delluc, Louis (Cadouin 1890-Parigi 1924) Cineasta                  materia.
 francese. Promosse la critica cinematografica.                    Delta padano
Dell'unità della lingua italiana e dei mezzi per                   Denominazione del delta formato dal Po nel litorale
 diffonderla Opera di critica letteraria di A. Manzoni             adriatico.
 (1868).                                                          Delta Regione dell'Egitto, presso le foci del Nilo.
Delmarva Penisola degli USA, tra la baia di Delaware e            Delta Amacuro Territorio federale (91.000 ab.) del
 quella di Chesapeake.                                             Venezuela, capoluogo Tucupita.
Dèlo Isola della Grecia dell'arcipelago delle Cicladi. Si         Delta di Venere, Il Racconto di A. Nin (1977).
 dice essere stata luogo di nascita di Artemide e Apollo.         deltaplàno, sm. Apparecchio di volo formato da una
 Divenne centro religioso e ospitò la lega omonima (478-           struttura rigida a forma di tubo che sorregge due ali.
 454 a. C.). Fu sottomessa ai greci fino alla morte di             Viene pilotato tramite lo spostamento del corpo
 Alessandro Magno; tra il III e II sec. a. C. fu città stato       dell'uomo. Può essere dotato anche di un piccolo motore.
 indipendente, prima di essere devastata da Mitridate II                sm. hang-glider.
 re del Ponto. Gli scavi hanno portato alla luce resti            deltazióne, sf. Ultimo stadio dell'attività di un corso
 antichissimi, tanto da farne il centro archeologico più           d'acqua consistente nella formazione di una foce a delta.
 importante della Grecia (tempio di Apollo, tempio dei            deltìzio, agg. 1 Riferito a un delta. 2 Avente la forma di
 Deli, portici). Il quartiere del teatro corrispondeva             un delta.
 all'antica zona residenziale, con abitazioni signorili           deltòide, sm. Termine anatomico che designa il muscolo
 decorate da mosaici policromi tra cui la casa di Dioniso,         della spalla che ricopre l'articolazione scapolo omerale.
 la casa dei Delfini, la casa delle Maschere. Dietro il           delùbro, sm. Santuario, tempio pagano.
 quartiere del teatro, sulle pendici del monte Cinto,             delucidàre, v. tr. Rendere chiaro, comprensibile. ~
 sorgevano i templi dedicati a divinità straniere, tra le          spiegare.
 quali quelle dei siriani e degli egizi. Oltre il quartiere del   delucidazióne, sf. Il delucidare; spiegazione. ~
 teatro, verso il mare sorgeva il porto commerciale e più          chiarimento.
 oltre il porto Sacro, separati dall'Agorà. Da qui la via               sf. clarification, explanation.
 delle Processioni, portava verso nord fino alla terrazza

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delùdere, v. tr. 1 Non essere all'altezza delle attese        demènte, agg. sm. e sf. 1 Che, chi è effetto da demenza.
 altrui. ~ disattendere. <> soddisfare. 2 Disilludere. ~       ~ alienato, folle. <> sano. 2 Scemo, incapace,
 scontentare, ingannare. <> illudere.                          squilibrato. ~ deficiente. <> lucido.
     v. tr. to disappoint.                                    demènza, sf. 1 Perdita parziale o totale dell'intelligenza
     lat. deludere beffare.                                    che accompagna certe malattie mentali. ~ follia, pazzia.
delurk Nel gergo informatico degli utilizzatori di Internet    <> sanità. 2 Stupidità, incapacità. ~ imbecillità. <>
 indica l'azione di un utente che si dichiara apertamente      lucidità.
 come lettore abituale di un certo gruppo di news (in          Demenza senile
 genere quelle che riguardano stili di comportamento           Sindrome degenerativa, dovuta a cause sconosciute, che
 alternativi).                                                 compare molto frequentemente dopo il sesto decennio di
delusióne, sf. 1 Il deludere, l'essere deluso. ~               vita. I sintomi consistono in perdita di iniziativa, di
 disinganno. <> illusione. 2 Cosa o persona che delude.        memoria, di interesse, di coinvolgimento emotivo, ma
     sf. disappointment.                                       anche in fenomeni deliranti e allucinatori.
     lat. tardo delusio,-onis.                                demenziàle, agg. Relativo a demente o a demenza.
delùso, agg. Che ha subito una delusione. ~                   demeritàre, v. tr. e intr. 1 Rendersi immeritevole. 2
 disingannato. <> contento.                                    Non meritare più.
Delvaux, André (Heverlee 1926-) Regista                       demèrito, sm. Azione che merita biasimo. ~ disonore.
 cinematografica belga. Diresse Una sera... un treno           <> merito.
 (1969) e Benvenuta (1983).                                   Demètra Dea greca della fecondità, della Terra. Figlia di
Delvaux, Paul (Antheit 1897-Veurne 1994) Pittore belga.        Crono e Rea, ebbe da Zeus la figlia Kore. Il centro più
 Tra le opere La nascita del giorno (1937, Venezia,            importante per la sua venerazione fu Eleusi. I romani la
 Collezione Guggenheim) e Donne-alberi (1937, Venezia,         identificarono con Cerere.
 Collezione Guggenheim).                                      Demètrio Nome di sovrani.
demagnetizzàre, v. tr. Smagnetizzare.                          Macedonia Demetrio I Poliorcete
demagogìa, sf. (pl.-gìe) 1 Degenerazione della                 (336?-Apamea sull'Oronte 283 a. C.) Figlio di Antigono
 democrazia. 2 L'accattivarsi il favore delle masse con        Monoftalmo, alla sua morte nel 301, tentò di assumere il
 promesse di miglioramenti difficilmente realizzabili.         controllo della Grecia, allora sotto Cassandro. Alla morte
     sf. demagogy.                                             di quest'ultimo nel 297 prese possesso della Macedonia e
demagògico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della demagogia.          ne divenne re nel 293. Nel 285 fu sconfitto durante una
demagògo, sm. (pl.-ghi) Chi si ispira ai metodi e ai fini      spedizione in Asia.
 della demagogia.                                              Demetrio II Etolico
Demanda, Sierra de la Massiccio montuoso spagnolo,             (275?-229 a. C.) Figlio di Antigono Gonata, gli succedette
 del Sistema Iberico. Vetta più elevata il Cerro de San        nel 239 come re di Macedonia. Sconfisse gli etoli.
 Lorenzo (2.265 m).                                            Russia Demetrio IV Donskoj
demandàre, v. tr. Affidare, rimettere. ~ delegare. <>          (1350-1389) Figlio di Ivan II, divenne gran principe di
 avocare.                                                      Mosca dal 1362. Sconfisse i tartari dell'Orda d'Oro sul
demanganizzazióne, sf. Eliminazione dalle acque                Don (1380) ed estese i possessi del suo principato sugli
 potabili o industriali dei sali di manganese.                 altri stati russi.
demaniàle, agg. Del demanio.                                   Siria Demetrio I Sotere
demanialità, sf. L'essere demaniale.                           (187-150 a. C.) Figlio di Seleuco IV, fu ostaggio a Roma
demànio, sm. Insieme dei beni dello stato e di enti            dal 175 al 162 e in quest'ultimo anno divenne re. Riuscì
 pubblici. Appartengono al demanio statale il lido del         ad arginare la rivolta giudaica dei Maccabei (161).
 mare, i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi, le acque         Demetrio II Nicatore
 pubbliche e le opere per la difesa nazionale. I beni          (161?-125 a. C.) Figlio di Demetrio I Sotere, cacciato
 demaniali godono dell'inalienabilità e                        l'usurpatore Bala gli succedette al trono nel 145. Nel 140
 dell'incommerciabilità.                                       venne catturato dai parti; riuscì a rientrare in possesso
     sm. state property.                                       del regno nel 129, ma nel 126 fu battuto e ucciso da un
     franc. antico demaine, dal lat. dominium.                 usurpatore.
demantòide, sm. Varietà di granato verde usata per             Demetrio III Eucairo
 fabbricare gioielli.                                          (?-88 a. C.) Figlio di Antioco VIII, fu re di Siria dal 95
demarcàre, v. tr. Tracciare. ~ segnare.                        insieme al fratello Filippo I. Perì prigioniero dei parti.
demarcazióne, sf. Il demarcare, l'essere demarcato. ~         Demètrio Falerèo (Falero 350 ca.-Egitto 285 a. C.)
 confine.                                                      Politico ateniese. Governatore di Atene dal 317, cercò di
     sf. demarcation.                                          instaurare il regime teorizzato dai filosofi. Demetrio
demàrco, sm. 1 Nella Grecia antica e in Attica, capo           Poliorcete lo cacciò nel 307 ed egli morì in Egitto.
 eletto di un demo. 2 Sindaco greco.                          Demetrio Pianelli Romanzo di E. De Marchi (1890).
     dal greco dêmos demo e árchein essere a capo.            demilitarizzàre, v. tr. Smilitarizzare. <> militarizzare.
demaschiatùra, sf. Operazione consistente nello               demineralizzazióne, sf. Formazione irregolare nel
 staccare per la prima volta il sughero dalla quercia da       sistema nervoso centrale di aree di distribuzione focale
 sughero.                                                      della guaina melica, generalmente seguita da
d'emblée, loc. avv. Locuzione francese che significa "al       infiammazione.
 primo colpo" e che viene usata per indicare una vittoria     deminerallizzàre, v. tr. Eliminare sostanze minerali da
 ottenuta con facilità in un gioco di carte.                   un liquido o da un materiale.


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demiscelatóre, sm. Circuito con funzioni di filtro che            Il comune rappresenta la prima forma di autogoverno
 viene posto vicino alle prese di un impianto di antenna          popolare (medioevo). I padri del concetto attuale di
 televisiva allo scopo di separare i segnali VHF da quelli        democrazia si possono considerare i giusnaturalisti
 UHF.                                                             (Rousseau e Montesquieu in particolare). Le esperienze
demi-sec, agg. invar. Semisecco, detto di vino o                  rivoluzionarie americane e francesi furono le prime
 liquore.                                                         espressioni della democrazia moderna.
demistificàre, v. tr. Criticare radicalmente l'immagine          Democrazìa cristiàna Partito fondato da alcuni
 ufficiale di qualcuno o qualcosa mettendone in evidenza          membri del Partito popolare antifascista, sorto in Italia
 le caratteristiche reali, dissacrare. ~ demitizzare.             nel 1943, ispirato alla dottrina sociale della chiesa.
demistificazióne, sf. Il demistificare, l'essere                  Inizialmente la politica della Democrazia cristiana è
 demistificato.                                                   sempre stata mirata all'allontanamento della sinistra
demitizzàre, v. tr. Riconsiderare un evento o un                  (PCI, PSI) dal governo; in seguito vi fu l'apertura al PSI
 personaggio liberandolo dalle componenti leggendarie.            (centrosinistra) operata da Aldo Moro. Dopo l'uccisione
 ~ smitizzare. <> mitizzare.                                      di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, movimento
demitizzazióne, sf. Il demitizzare, l'essere demitizzato.         terroristico di estrema sinistra, la segreteria del partito
demiurgìa, sf. Attività del demiurgo.                             venne affidata a De Mita e in seguito a Forlani. La
demiùrgico, agg. (pl. m.-ci) Di demiurgo.                         Democrazia cristiana è stata ridimensionata in modo
demiùrgo, sm. (pl.-ghi o-gi) L'ordinatore o l'artefice            significativo nel 1992, investita anche da una serie di
 dell'universo secondo molte religioni.                           inchieste giudiziarie sulla corruzione dei partiti
Demme, Jonathan (Long Island 1944-) Regista                       (tangentopoli). Nel gennaio del 1994 il partito si divise e
 cinematografico statunitense. Diresse Qualcosa di                nacquero il Partito popolare italiano e il Centro cristiano
 travolgente (1986), Il silenzio degli innocenti (1991) e         democratico.
 Philadelphia (1993).                                            Democrazia in America, La Opera di storia di Ch. A.
demo- 1 Primo elemento di parole composte. 2                      M. de Tocqueville (1835-1840).
 Abbreviazione di democratico.                                   democristiàno, agg. e sm. agg. Che era della
      dal greco dêmos popolo.                                     Democrazia Cristiana.
democraticaménte, avv. In modo democratico.                       sm. Chi era iscritto alla Democrazia Cristiana o ne
democraticità, agg. L'essere democratico.                         condivideva l'ideologia.
democràtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Della                      agg., sm. e sf. Christian Democrat.
 democrazia. ~ popolare, ugualitario. <>                         Demòcrito (Abdera 460-370 a. C.) Filosofo greco, fu
 antidemocratico, dittatoriale. 2 Di persona che rispetta         discepolo di Leucippo, del quale riprese ed elaborò la
 le persone di grado inferiore. ~ paritario. <> dispotico,        dottrina. Fondò l'atomismo, con il quale cercava di dare
 tirannico. • aveva un capo dai modi democratici.                 un'interpretazione della realtà in termini meccanicistici
 sm. 1 Che segue i principi della democrazia. 2 Iscritto a        e materialisti. La figura di Democrito ha tutti i caratteri
 un partito democratico.                                          del freddo uomo di scienza, sostanzialmente non
      agg. democratic. sm. democrat.                              interessato ai problemi religiosi né ai conflitti sociali o
      greco demokratikòs.                                         politici. Il mondo di Democrito è un mondo dominato
democràtico délla sinìstra, partìto (PDS) Partito                 dai meccanismi impersonali della materia, del caso e
 sorto nel 1991 dal partito comunista italiano sotto la           della necessità. Al di là delle speranze e dei progetti
 spinta riformista di A. Occhetto. Una minoranza del PCI          umani, c'è la sola realtà degli atomi e del vuoto. L'unico
 non ha aderito all'iniziativa di Occhetto e ha costituito        modo in cui l'uomo può controllare questo mondo sta
 Rifondazione Comunista. La sconfitta elettorale del 1994         nel conoscerlo. Per Democrito, l'intera realtà è composta
 ha portato alla segreteria M. D'Alema che ha guidato il          di atomi eterni, immutabili, invisibili e indivisibili. Il
 partito alla vittoria alle elezioni politiche del 1996 nella     mondo si forma in seguito al movimento vorticoso degli
 coalizione dell'Ulivo guidata da R. Prodi.                       atomi. Dalle collisioni e dalle aggregazioni degli atomi
democratizzàre, v. v. tr. Rendere democratico.                    prendono forma le cose. La sensazione e la conoscenza
 v. intr. pron. e rifl. Diventare democratico.                    avvengono sempre per contatto fisico. Sottili pellicole
democratizzazióne, sf. Il rendere democratico.                    atomiche colpiscono gli organi di senso e poi gli atomi
democrazìa, sf. 1 Forma di governo, in cui la sovranità           psichici. Di fronte all'impossibilità di controllare il
 appartiene al popolo, in modo diretto oppure tramite i           mondo, l'uomo di Democrito persegue una saggezza
 propri rappresentanti eletti. ~ governo popolare. <>             priva di desideri e di speranze, di progetti e di miti. Le
 monarchia, assolutismo. 2 Governo, paese democratico.            sue virtù saranno quelle dell'autocontrollo e della libertà
 3 Atteggiamento di chi è rispettoso con le persone di            interiore. Democrito ha scritto oltre sessanta opere, di
 condizione inferiore.                                            cui la più importante fu Il piccolo ordinamento
      sf. democracy.                                              dell'universo. Di questa vasta produzione restano solo i
 • Il termine, oggi positivo, originariamente assunse             titoli e poco più di 200 frammenti, per di più tutti brevi.
 anche sfumature negative, intendendo significare una            démodé, agg. invar. Passato di moda. ~ disusato. <>
 forma di governo non ottimale, in quanto retta da un             moderno.
 popolo ignorante, incapace di promuovere                        Demodècidi Famiglia di Aracnidi Acari comprendente
 effettivamente il progresso della società. Le prime forme        specie di piccole dimensioni e dal corpo vermiforme.
 di democrazia risalgono alle colonie greche dell'Asia           demodex, sm. invar. Genere di Aracnidi Acari della
 Minore verso il VII sec. a. C. e alla Grecia, dove il            famiglia dei Demodecidi che comprende specie di
 cittadino, intervenuto all'assemblea sovrana, poteva             dimensioni microscopiche viventi nei follicoli piliferi di
 esporre la propria opinione e partecipare alla votazione.        uomini e animali.

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demodossologìa, sf. Disciplina che studia gli elementi        Demoni, I Romanzo di F. M. Dostoevskij (1871-1872).
 sociali, tecnici e psicologici che concorrono a formare       L'opera concentra la propria attenzione sui nichilisti
 l'opinione pubblica.                                          russi, che equivalgono sostanzialmente a contestatori
demodulatóre, sm. Circuito elettrico in grado di               radicali o rivoluzionari. Nel libro l'autore intende
 produrre una demoluzione.                                     rappresentare la distruzione alla quale va incontro la
demodulazióne, sf. Nelle telecomunicazioni il                  gioventù sradicata che ha perso Dio e con Dio ha perso
 procedimento con il quale si divide il segnale a bassa        anche il contatto con il popolo. In realtà, il romanzo è
 frequenza da un'oscillazione portante ad alta frequenza.      considerato uno dei più complessi e difficili di
 Viene effettuata mediante un circuito elettronico,            Dostoevskij, contraddittorio, tormentato, cupo, con
 chiamato appunto demodulatore, che può essere di due          l'incarnazione del male di Nikolaj Stavrogin che dopo
 tipi. Quando la portante è modulata in ampiezza, il           aver ispirato demonicamente numerosi delitti si uccide.
 segnale viene rivelato mediante un raddrizzatore posto        Demoni, I
 in serie a un gruppo resistenza-condensatore. Se invece       Romanzo di H. von Doderer (1956).
 il segnale è modulato in frequenza, il demodulatore          demonìaco, agg. (pl. m.-ci) Del demonio. ~ diabolico,
 provvede a trasformarlo in modulazione di ampiezza e,         infernale. <> celestiale.
 quindi, a rivelarlo con un circuito simile a quello          demònico, agg. (pl. m.-ci) Del demonio; di un demone.
 descritto in precedenza.                                     demònio, sm. 1 Spirito del male e causa del disordine
demografìa, sf. Disciplina che studia lo stato e il            morale e cosmico. ~ diavolo. <> angelo. 2 Di persona,
 movimento numerico della popolazione.                         brutta e cattiva, fastidiosa. • era brutto come il demonio!
demogràfico, agg. (pl. m.-ci) Riferito alla demografia.        3 Persona sveglia, abile o molto intelligente. • avevano
      agg. demographic.                                        un attaccante che era un vero demonio.
demolìre, v. tr. 1 Buttar giù, smantellare edifici. ~               sm. demon, devil.
 abbattere. <> costruire. 2 Rovinare, screditare. ~                 lat. daemonium, dal greco daimònion, deriv. da
 distruggere.                                                  daimòn dio.
      v. tr. to demolish.                                     demonìsmo, sm. Tendenza di alcune religioni a
      lat. demoliri, comp. da de-+ moliri abbattere.           spiegare i fenomeni della natura come manifestazioni
demolitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi demolisce.          demoniache.
demolizióne, sf. Il demolire, l'essere demolito. ~            demonizzàre, v. tr. Far apparire demoniaco, animato
 smantellamento. <> costruzione.                               da cattive intenzioni.
      lat. demolitio,-onis.                                   demonologìa, sf. (pl.-gìe) Studio delle credenze
demologìa, sf. Disciplina che studia le tradizioni             religiose sui demoni e sul demonio.
 popolari.                                                    demonomanìa, sf. Delirio a sfondo religioso avente per
demoltìplica, sf. Dispositivo o sistema di trasmissione        oggetto il terrore per il diavolo o per l'inferno.
 atto a effettuare una riduzione di velocità, generalmente    demonstratio, sf. invar. Parte della formula durante la
 di rotazione. ~ demoltiplicatore.                             quale, nel processo formulare romano, l'attore esponeva
demoltiplicàre, v. tr. Ridurre una grandezza secondo           i fatti.
 un determinato rapporto.                                     Demónte Comune in provincia di Cuneo (2.134 ab., CAP
demoltiplicatóre, sm. Dispositivo tecnico che cambia il        12014, TEL. 0171).
 rapporto di velocità. ~ demoltiplica.                        demoplutocrazìa, sf. Durante il periodo fascista
Dèmone Valle della Sicilia nordorientale, tra i Monti          indicava in senso dispregiativo il governo dei paesi
 Nebrodi e la costa tirrenica.                                 democratici dominati dai ceti ricchi.
dèmone, sm. 1 Termine derivato dal greco daimon. Già          demopsicologìa, sf. Scienza che studia la psicologia di
 dai tempi antichi, era credenza popolare l'esistenza di       un popolo attraverso i suoi usi e le sue tradizioni.
 forze soprannaturali, capaci di influenzare positivamente    demoralizzànte, agg. Scoraggiante, deprimente. ~
 o negativamente la vita delle persone. Nelle religioni        frustrante.
 politeiste, rappresenta un essere intermedio tra la          demoralizzàre, v. v. tr. Deprimere il morale di
 divinità e l'uomo, a volte buono ma il più delle volte        qualcuno; scoraggiare. ~ avvilire, frustrare. <>
 cattivo. Nel cristianesimo medievale, i demoni erano          confortare, incoraggiare.
 considerati degli angeli, sottomessi a Satana, caduti nel     v. intr. pron. Scoraggiarsi. ~ abbattersi. <> rincuorarsi.
 peccato. La demonologia, ha portato in molte religioni             v. tr. to demoralize. v. intr. pron. to lose heart.
 alla pratica dell'esorcismo (funzioni religiose tendenti a         franc. démoraliser.
 liberare dal maligno l'essere o la cosa invasati) compiuta   demoralizzàto, agg. Avvilito, scoraggiato. ~ abbattuto.
 da religiosi o laici. ~ diavolo. <> angelo. 2 Genio di        <> rianimato, rincuorato.
 natura benigna o maligna. 3 Demonio. 4 Passione              demoralizzazióne, sf. Il demoralizzare, il
 travolgente. ~ ossessione, impulso.                           demoralizzarsi, lo stato d'animo di chi è demoralizzato.
      sm. demon.                                               ~ abbattimento, avvilimento.
      lat. daemon,-onis, dal greco dàimon.                    demòrdere, v. intr. Rinunciare, cedere. ~ desistere.
Demone meschino, Il Romanzo di F. Sologub (1905).             demoscopìa, sf. Rilevazione e analisi degli orientamenti
Demone, Il Opera di poesia di M. J. Lermontov                  dell'opinione pubblica su determinati argomenti.
 (postuma 1841).                                              demoscòpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla demoscopia.
demonetazióne, o demonetizzazióne, sf. Il ritirare            Demospònge Classe del regno animale, del tipo dei
 una moneta dalla circolazione.                                Poriferi, sottoregno dei Metazoi, denominate anche
demonetizzàre, v. tr. Privare del valore monetario.            spugne cornee. Vi appartiene la comune spugna da


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 bagno; sono organismi che vivono in colonia e hanno          denaturazióne, sf. 1 In biochimica, alterazione delle
 spicole silicee e cornee.                                     proprietà delle proteine, di solito irreversibile. 2
Demòstene (Atene 384-Calauria 322 a. C.) Oratore e             L'aggiunta di sostanze particolari a prodotti sottoposti a
 uomo politico greco, fu difensore della libertà di Atene e    un determinato regime fiscale per evitare che vengano
 della Grecia. Costituì una coalizione di città greche         usati per fini diversi da quelli per i quali sono venduti.
 contro Filippo il Macedone, che fu oggetto delle quattro      Alcol denaturato
 Filippiche (350-341) e delle tre Olintiache (351-348).        Alcol etilico sottoposto a denaturazione per evitare che
 Capo del partito dirigente, difese Ctesifonte con             sia usato a scopi alimentari.
 l'orazione Per la corona (330). Costretto all'esilio,         Denaturazione delle proteine
 perché coinvolto nello scandalo di Arpalo, rientrò in         Modifica delle proprietà chimico-fisiche delle proteine
 patria in seguito alla morte di Alessandro e ricoprì un       conseguente a riscaldamento, a variazione del pH o
 ruolo importante nella rivolta contro Antipatro. Si uccise    all'azione di alte concentrazioni di sali.
 per non essere catturato dai nemici, dopo la sconfitta di    denazionalizzàre, v. tr. 1 Far sì che qualcuno o
 Atene (322).                                                  qualcosa perda del tutto o in parte le tradizioni o i
 Demostene                                                     caratteri nazionali. ~ snazionalizzare. 2 Far tornare
 (?-413 a. C.) Generale ateniese. Ebbe un ruolo                privata un'azienda precedentemente nazionalizzata.
 importante nella guerra del Peloponneso.                     dendri-, o dendro- Primo elemento di vocaboli
demòtico, agg. (pl. m.-ci) Popolare.                           composti.
demotìsmo, sm. Voce o locuzione di origine popolare.                dal greco déndron albero.
demotivàre, v. v. tr. Privare di motivazione psicologica.     dendrìte, sf. 1 Aggregato cristallino di aspetto
 v. intr. pron. Perdere la motivazione psicologica.            arborescente, caratterizzato da un colore che lo distingue
demotivàto, agg. Psicologicamente non motivato. ~              dalla roccia a cui appartiene. Minerali a cristallizzazione
 disinteressato. <> motivato.                                  dendritica sono il rame e l'argento nativi.
      agg. demotivated.                                        2 In biologia ogni ramificazione della cellula nervosa che
Dempsey, William Harrison "Jack" (Manassa,                     conduce l'impulso verso il corpo cellulare.
 Colorado 1895-New York 1983) Pugile statunitense. Fu         dendroaspis, sm. invar. Genere di Rettili Ofidi della
 campione del mondo assoluto dei pesi massimi dal 1919         famiglia degli Elapidi, serpenti africani velenosi, lunghi
 al 1926. Disputò 142 incontri vincendone 136 di cui 107       più di 2 m, detti comunemente mamba.
 per KO.                                                      dendròbate, sm. Genere di Anfibi Anuri della famiglia
demuscazióne, sf. Uccisione delle mosche effettuata            dei Dendrobatidi, con dita provviste di ventose che
 con insetticidi.                                              utilizzano per muoversi sugli alberi sui quali vivono.
Demuth, Charles (Lancaster 1883-New York 1935)                Dendrocèlo, sm. Genere di Platelminti Turbellari
 Pittore statunitense. Tra le opere Machinery (1920, New       dell'ordine dei Tricladi, viventi in acqua dolce.
 York, Metropolitan Museum of Art).                           Dendrochiròti Ordine di Echinodermi Oloturoidi
dèna, sf. Moneta fiorentina d'argento del valore di 10 lire    provvisti di tentacoli a ciuffo arborescente, comuni in
 fiorentine. Fu coniata durante il regno di Ludovico II        tutti i mari.
 Borbone mentre era reggente Maria Luisa (1803-1807).         dendroclimatologìa, sf. Metodo di studio dei
      dal lat. deni a dieci a dieci.                           paleoclimi che si basa sull'osservazione degli anelli di
denàrio, sm. Unità monetaria d'argento dell'antica             accrescimento annuale degli alberi.
 Roma la cui prima emissione risale al 220 a. C.              dendrocronologìa, sf. Metodo di datazione assoluta
 Ufficialmente costituiva anche la denominazione               fondato sulla determinazione dell'età di una pianta
 dell'unità monetaria d'oro.                                   ottenuta mediante l'analisi degli strati di crescita
      dal lat. deni a dieci a dieci.                           annuale degli alberi
denàro, sm. 1 Moneta in uso presso gli antichi romani. 2      dendrografìa, sf. Parte della botanica dedicata allo
 Moneta d'argento coniata da Carlo Magno. Corrisponde          studio degli alberi.
 alla dodicesima parte del soldo e a 0,5 grammi d'argento.    dendròide, agg. 1 Relativo a organismi o a organi che
 Si diffuse ovunque come mezzo di scambio per le varie         presentano ramificazioni come le Spugne e i Coralli. 2 Si
 merci. 3 Il mezzo di scambio e di misura del valore di        dice della forma della radice delle piante superiori.
 tutte le merci. ~ pecunia.                                   dendròlago, sm. Nome comune e genere di Mammiferi
      sm. 1 money. 2 (contante) ready money, cash.             Marsupiani della famiglia dei Macropodidi. ~ canguro.
 • Il tempo è denaro. Frase contenuta negli Essays di               dal greco déndron albero e legós lepre.
 Francesco Bacone.                                            dendròmetro, sm. Strumento atto a misurare le
denaróso ved. "danaroso"                                       dimensioni di un albero.
denasalizzàre, v. tr. Togliere da un fonema l'elemento        Deneb La stella, appartenente alle giganti bianche, più
 nasale.                                                       luminosa della costellazione del Cigno; ha magnitudine
denatalità, sf. Tendenza delle nascite a diminuire nel         1,3.
 tempo.                                                       denegàre, v. tr. Negare con decisione, ricusare. ~
denaturànte, agg. e sm. Detto di sostanza usata per la         rifiutare.
 denaturazione.                                               Deneuve, Catherine (1943-) Attrice cinematografica
denaturàre, v. tr. 1 Trattare sostanze con additivi che        francese. Nome d'arte di Catherine Dorléac. Figlia di
 ne impediscano usi diversi da quelli previsti dalla legge.    attori, giovanissima ebbe ruoli minori in Le collegiali
 2 Alterare. ~ snaturare.                                      (1958) e Les petits chats (1959) e in due film con
denaturàto, agg. Sottoposto a denaturazione.                   protagonista la sorella maggiore Françoise Dorléac, Les
                                                               portes claquent (1960) e Ce soir ou jamais (1960). Nei

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 primi anni Sessanta, Roger Vadim (ex marito e                   Denizli Città (203.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia
 pigmalione di Brigitte Bardot) cercò di lanciarla in Il          occidentale. Capoluogo della provincia omonima.
 vizio e la virtù (1962), ma solo con il successivo Les          Dènno Comune in provincia di Trento (1.052 ab., CAP
 parapluies de Cherbourg di Jacques Demy raggiunse il             38010, TEL. 0461).
 successo e con Bella di giorno (1967) di Luis Buñuel si         denocciolàto, agg. Privato del nocciolo. ~ snocciolato.
 affermò a livello internazionale come una delle figure di       denominàle, agg. e sm. Di parola, derivata da un
 riferimento del cinema francese. Bellezza statuaria e            nome.
 provocante, si è affermata per il suo fascino ed eleganza,      denominàre, v. v. tr. Imporre un nome. ~ chiamare.
 alimentati dall'attività pubblicitaria per il profumo            v. intr. pron. Avere per nome, prendere un nome. ~
 Chanel e successivamente da una propria società di               chiamarsi.
 produzione di profumi e gioielli. Tra i suoi film di                  v. tr. to name.
 successo, Repulsion (1965), Le creature (1966), Bella di              lat. denominare, comp. da de-+ nominare.
 giorno (1967), Manon 70 (1967), La mia droga si                 denominatìvo, agg. e sm. Di una parola formata con la
 chiama Julie (1969), Tristana (1970), Non toccare la             radice di un nome.
 donna bianca (1973), Fatti di gente per bene (1974),            denominàto, agg. Che ha nome. ~ chiamato.
 L'ultimo metrò (1980), Speriamo che sia femmina                 denominatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. e sm. Che, chi
 (1984), Indocina (1992) e Il convento (1995).                    denomina.
Deng Xiaoping (Guangyan 1904-Pechino 1997) Uomo                   sm. 1 Il termine della frazione che le dà il nome,
 politico cinese, moderato e pragmatico. Fu stretto               indicando in quante parti è divisa l'unità. •
 collaboratore di Mao Tse-tung. Acquisì in Francia nel            denominatore comune, multiplo comune a tutti i
 1924 le idee comuniste e dopo aver fatto parte del               denominatori delle frazioni considerate. 2 Elemento
 comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC), ne         comune. • tutte quelle situazioni avevano un comune
 divenne segretario generale nel 1959, restando in carica         denominatore.
 fino al 1966. All'inizio della rivoluzione culturale, fu              sm. denominator.
 attaccato ed escluso nel 1969 dal comitato centrale con               lat. denominatòr,-oris.
 l'accusa di essere un deviazionista di destra. All'inizio       denominazióne, sf. Il denominare e l'essere
 degli anni '70, appoggiato da Chou En-Lai, riuscì a              denominato. • vino a denominazione d'origine
 tornare al governo con la carica di vice primo ministro          controllata, a certificazione che la vite utilizzata
 (1975). Alla morte di Mao (1976) recuperò                        proviene dalla zona indicata.
 completamente il potere; le sue aperture economiche e                 sf. denomination, name.
 di relazioni con gli occidentali, e soprattutto con gli Stati         lat. denominatio,-onis designazione.
 Uniti, non portarono a una maggiore democrazia interna          denotàre, v. tr. 1 Dare a vedere, a conoscere. ~ indicare.
 e sfociarono nei movimenti studenteschi di Tien-An-              2 Essere elemento identificatore. ~ contrassegnare.
 Men (repressione di Pechino, giugno 1989).                            v. tr. to show, to denote.
dengue, sf. invar. Infezione endemico-epidemica simile           denotazióne, sf. Indicazione. ~ indizio.
 all'influenza, trasmessa da alcune zanzare nei paesi            Denpasar Città (261.000 ab.) dell'Indonesia, capoluogo
 tropicali, in oriente e nel Mediterraneo orientale.              della provincia di Bali.
Dènice Comune in provincia di Alessandria (243 ab., CAP          densìmetro, sm. Strumento per determinare la densità
 15010, TEL. 0144).                                               dei liquidi o dei gas.
denicotizzàre, v. tr. Togliere o ridurre la nicotina nel         densità, sf. 1 L'essere denso. ~ consistenza,
 tabacco.                                                         concentrazione. <> inconsistenza, rarefazione. 2 Il
denigràre, v. tr. 1 Parlare male di una persona o di una          rapporto tra la massa e il volume di un corpo. Quando
 cosa, togliendole il merito, la stima e simili. ~ sparlare.      viene espressa come rapporto tra la massa del corpo e
 <> decantare, incensare. 2 Screditare, calunniare. ~             quella di un egual volume di acqua distillata a 4 °C, si
 diffamare. <> lodare.                                            parla di d. relativa; è un numero puro, e coincide con il
      v. tr. to denigrate.                                        peso specifico relativo. Più in generale si chiama densità
      lat. denigrare.                                             il rapporto tra una data grandezza e l'estensione su cui
denigratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi denigra. ~            essa si distribuisce (densità lineare di massa, densità
 diffamatore. <> adulatore.                                       elettrica superficiale, …).
denigratòrio, agg. Che è atto o tende a denigrare. ~                   sf. density.
 diffamatorio, infamante. <> elogiativo.                          Densità elettrica e densità di corrente
denigrazióne, sf. Il denigrare e l'essere denigrato.              In elettrologia, misurano, rispettivamente, la quantità di
Denikin, Anton Ivanovic (Varsavia 1872-Ann Arbor                  carica elettrica e di corrente che attraversa un
 1947) Generale russo. Tra il 1918 e il 1920 fu al comando        conduttore.
 dell'esercito controrivoluzionario che si oppose ai              Densità di popolazione
 sovietici in Ucraina e nella Russia meridionale. Battuto,        Il rapporto tra il numero delle persone che popolano un
 andò in esilio.                                                  Paese e la sua estensione.
Denis, Maurice (Granville 1870-St-Germain-en-Laye                 Densità di un insieme ordinato
 1943) Pittore francese. Tra le opere Le Muse (Parigi,            In matematica è la proprietà di un insieme ordinato per
 Musée National d'Art Moderne) e Bagnanti (1899,                  cui, per ogni coppia di valori A e B (con A che precede
 Parigi, Petit Palais).                                           B), esiste un terzo valore C che segue A e precede B.
denitrazióne, sf. 1 Recupero di acido nitrico da una              Densità di frequenza e di probabilità di una variabile
 miscela solfonitrica esausta. 2 Reazione chimica che si          casuale
 ottiene togliendo gruppi nitrici a un composto.                  La densità di frequenza in un certo intervallo è il

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 rapporto tra la frequenza relativa con cui la variabile         (all'esterno) e polpa dentaria (all'interno). Il dente nasce
 casuale sperimentalmente assume valori nell'intervallo e        dalla corona ricoperta di smalto e rimane fissato negli
 l'ampiezza dell'intervallo stesso; la densità di probabilità    alveoli della mascella tramite la radice. L'uomo adulto ha
 in x è il limite per Δx → 0 del rapporto tra la probabilità     trentadue denti collocati negli alveoli mascellari e
 con cui la variabile casuale assume valori in [x, x+Δx] e       mandibolari. I primi denti, denominati da latte,
 Δx.                                                             appaiono verso il sesto mese di vita, per cadere intorno
densitometrìa, sf. 1 Misurazione del grado di opacità            al sesto anno e venire sostituiti da quelli definitivi.
 del negativo fotografico ottenuta usando un                    Dènte dél Gigànte Vetta (4.014 m) delle Alpi Graie, nel
 densitometro. 2 In medicina, metodica che serve per             massiccio del Monte Bianco.
 determinare la composizione corporea.                          dènte di leóne, sm. => "tarassaco"
densitòmetro, sm. Strumento che serve a misurare in             dentellàre, v. tr. Fare dentelli.
 modo veloce la densità ottica di un negativo fotografico.      dentellària, sf. Nome comune della Plumbago
dènso, agg. 1 Che ha una gran massa e piccolo volume;            europaea, una pianta erbacea perenne della famiglia
 compatto. ~ condensato. <> rado. 2 Che contiene                 delle Plumbaginacee, che cresce nei in Europa in luoghi
 qualcosa in grande quantità; pieno. ~ fitto. <> scarso.         aridi.
      agg. 1 dense. 2 (fitto) thick.                            dentellàto, agg. Fatto a dentelli.
      lat. densus.                                              dentellatùra, sf. L'insieme dei dentelli e il modo in cui
Dent Blanche Monte (4.357 m) della Svizzera, nelle Alpi          sono composti.
 Pennine.                                                       dentèllo, sm. 1 Sporgenza a forma di piccolo dente. 2
Dent d'Hérens Monte (4.179 m) delle Alpi Pennine,                Piccolo parallelepipedo sporgente che, in serie con altri,
 all'inizio della Valtournenche.                                 forma modanature o cornici.
dentàle, agg., sm. e sf. agg. Del dente.                        dèntice, sm. Pesce (Dentex vulgaris) della famiglia degli
 agg. e sf. Di consonante, che si pronuncia poggiando la         Sparidi e dell'ordine dei Perciformi. Di colore argentato,
 lingua contro i denti anteriori.                                misura sino a 1 m. Vive nel Mediterraneo e
 sm. Legno al quale si attacca il vomere dell'aratro.            nell'Atlantico. Ha i denti anteriori allungati e forti con
      agg. dental.                                               cui caccia prede di ogni genere. Viene pescato
dentàlio, sm. Mollusco (Dentalium vulgare) della                 soprattutto per le sue carni assai pregiate.
 famiglia dei Dentalidi e della classe degli Scafopodi.               sm. dentex.
 Lungo 8 cm, è protetto da una conchiglia conica. Vive          Denticéti => "Odontoceti"
 nei fondali sabbiosi del Mediterraneo.                         denticìda, agg. (pl. m.-i) Relativo all'apertura della
dentalium, sm. invar. Genere di Molluschi Scafopodi              capsula, quando questa avviene per mezzo di denti
 della famiglia dei Dentalidi, aventi conchiglia a forma di      situati alla sommità della stessa.
 cono.                                                          denticolàto, agg. Munito di piccoli denti.
dentària, sf. Genere di piante erbacee rizomatose della         dentièra, sf. 1 Dentatura artificiale. La prima dentiera fu
 famiglia delle Crocifere che presentano grandi fiori            applicata nel 1770 dal medico francese Alexis Duchateau.
 bianchi, lilla o viola. Tipiche delle regioni temperate         ~ protesi. 2 Asta dentata. ~ cremagliera.
 settentrionali, le dentarie vengono anche coltivate nei              sf. set of false teeth, dentures.
 giardini a scopo ornamentale.                                  dentifrìcio, agg. e sm. agg. Atto a pulire i denti.
dentàrio, agg. Relativo ai denti.                                sm. Di sostanza che serve per la pulizia dei denti.
      agg. dental.                                                    sm. toothpaste.
dentàta, sf. 1 Colpo dato con i denti. 2 Morso e segno          dentìna, sf. Diversamente detta anche avorio, è la
 lasciato da un morso.                                           sostanza che forma la struttura del dente attorno alla
dentàto, agg. 1 Che ha denti. 2 Che ha sporgenze a               polpa dentaria.
 forma di denti.                                                dentinàle, agg. Di canali microscopici presenti nella
 Muscoli dentati                                                 dentina, i quali consentono alla polpa dentaria di
 Termine anatomico che designa i muscoli che uniscono            penetrare nel dente con ramificazioni fino ad arrivare
 la scapola alle costole (grande dentato) e quelli che           allo smalto.
 uniscono i processi spinosi vertebrali alle singole costole    Dentiròstri Denominazione di un gruppo di Uccelli
 (piccolo dentato).                                              Passeriformi che veniva utilizzato nelle classificazioni
dentatrìce, sf. Macchina utensile che serve a fabbricare i       antiche.
 denti degli ingranaggi.                                        dentìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Il medico specialista nei
dentatùra, sf. Il complesso dei denti e la loro                  denti. ~ odontoiatra.
 disposizione.                                                        sm. e sf. dentist.
      sf. set of teeth.                                         dentìstico, agg. (pl. m.-ci) Di dentista. ~ odontoiatrico.
dènte, sm. 1 Ciascuno dei piccoli organi presenti nella               agg. dental.
 bocca dei Vertebrati che servono a masticare il cibo. 2        dentizióne, sf. Lo spuntare dei denti.
 Elemento sporgente di un oggetto o di un meccanismo. 3         dentòma, sm. (pl.-i) Tumore benigno che si sviluppa nel
 Estremità dei bracci dell'ancora. 4 Cima appuntita di un        dente adulto a partire da denti in via di sviluppo oppure
 monte.                                                          in embrioni dentari. ~ odontoma.
      sm. 1 tooth. 2 (ruota) cog. 3 (forchetta) prong. 4        D'Entrecasteaux, Antoine-Raymond-Joseph de
 (cima) jagged peak.                                             Bruni (Entrecasteaux, Var 1737-Mare di Giava 1793)
      lat. dens, dentis.                                         Esploratore francese. Arruolatosi in marina a soli
 • Il dente è formato da una parte esterna detta smalto, e       quindici anni, nel 1785 divenne comandante della flotta
 da una interna, a sua volta distinta in dentina                 nelle Indie orientali e poi fu nominato governatore

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 dell'isola Maurizio. Promosso al grado di                     Denver Città (468.000 ab.) degli USA, sul fiume South
 contrammiraglio, nel 1791 partì alla ricerca                   Platte, capitale dello stato del Colorado.
 dell'esploratore Jean-François La Pérouse, che da tre         deo gratias, loc. inter. 1 Espressione di ringraziamento
 anni non dava proprie notizie dall'Australia. Pur non          a Dio nella messa in latino. 2 Esclamazione di sollievo o
 portando a compimento la propria missione,                     di gioia.
 Entrecasteaux ebbe la possibilità di perlustrare le coste     deodorànte, agg. e sm. Di sostanza, capace di
 dell'Australia meridionale, della Tasmania e della             deodorare.
 Caledonia, eseguendo accurati rilievi geografici di                sm. deodorant.
 quell'area inesplorata. Scoprì inoltre un gruppo di isole     deodoràre, v. tr. Correggere o eliminare odori non
 vulcaniche accanto alla costa di Papua-Nuova Guinea            desiderati o sgradevoli.
 che, in suo onore, vennero battezzate isole                   deontologìa, sf. Il complesso delle norme morali che
 d'Entrecasteaux.                                               regolano certe professioni.
déntro, avv., prep. e sm. avv. 1 Nella parte interna. ~        deontològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla deontologia.
 internamente. <> esternamente. • essere messo dentro,         Deoria Città (56.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Uttar
 essere incarcerato. 2 Nell'animo. ~ intimamente. <>            Pradesh, capoluogo del distretto omonimo.
 esteriormente.                                                deostruìre, v. tr. Liberare da un'ostruzione. <>
 prep. 1 In, nel. • essere dentro la politica. 2 Nella parte    ostruire.
 interna. ~ entro. <> fuori.                                   depacchettizzazióne, sf. Processo di ricomposizione di
 sm. La parte interna. ~ interno. <> esterno.                   un messaggio in una rete di trasmissione a pacchetto.
     1 inside. 2 (fig.) inwardly. prep. 1 inside. 2 (entro)     Questa operazione è fattibile solo se sono stati ricevuti
 within.                                                        tutti i pacchetti nei quali era stato suddiviso il
     lat. de intro.                                             messaggio.
denuclearizzàre, v. tr. Sgombrare una zona da                  deparaffinazióne, sf. Operazione di separazione della
 installazioni nucleari.                                        paraffina da un olio lubrificante.
denuclearizzàto, agg. Liberato dalla presenza di armi          Depardieu, Gérard (Châteauroux 1948-) Attore
 nucleari.                                                      cinematografico francese. Interpretò Mon oncle
denudaménto, sm. Il denudare, il denudarsi.                     d'Amérique (1980), L'ultimo metrò (1980), Danton
denudàre, v. tr. v. tr. 1 Rendere nudo, snudare, svestire.      (1983), Sotto il sole di satana (1987), Cyrano de
 ~ spogliare. <> vestire. 2 Gettare nella miseria. ~            Bergerac (1990), Una pura formalità (1994), Il
 immiserire. 3 Svelare. ~ palesare. <> mascherare.              collonnello Chabert (1994), Amleto (1996).
 v. rifl. Spogliarsi. ~ svestirsi. <> vestirsi.                depauperaménto, sm. Il depauperare e l'essere
denudazióne, sf. Il denudare e l'effetto.                       depauperato. ~ impoverimento.
denùncia, sf. 1 Il denunciare, l'essere denunciato, la cosa    depauperànte, agg. In agricoltura, relativo a specie o
 che si denuncia. ~ delazione. 2 Dichiarazione spontanea        coltura che impoverisce il terreno.
 o richiesta per legge. ~ rapporto. 3 Disdetta di un           depauperàre, v. tr. Rendere povero. ~ impoverire. <>
 contratto o di un trattato che non si ha intenzione di         arricchire.
 rinnovare.                                                    depenalizzàre, v. tr. Togliere a un atto il carattere di
     sf. 1 charge, accusation, denunciation. 2                  reato che aveva in precedenza.
 (dichiarazione) statement, declaration. 3 (redditi)                v. tr. to decriminalize.
 income tax return.                                            depenalizzazióne, sf. Provvedimento con il quale si
 • Atto attraverso cui le autorità giudiziarie vengono a        trasforma un reato di minore gravità in illeciti
 conoscenza di un fatto che può rappresentare un reato          amministrativi. Viene regolata da due leggi del 1975 e
 perseguibile d'ufficio. È una dichiarazione o                  1981. La competenza spetta a organi amministrativi
 comunicazione richiesta dalla legge al fine di ricevere        (prefetto, sindaco).
 una difesa od ottemperare a un obbligo.                       dépendance, sf. invar. Edificio minore annesso a uno
denunciànte, agg., sm. e sf. Che, chi denuncia;                 principale.
 denunciatore.                                                 depennàre, v. tr. 1 Togliere con un tratto di penna una o
denunciàre, v. tr. 1 Sporgere denuncia contro qualcuno,         più parole. ~ cancellare. 2 Eliminare, escludere. ~
 dichiarare alle autorità competenti. ~ accusare. 2             togliere. 3 Radiare. ~ espellere.
 Rendere palese, manifestare. ~ rivelare. • aveva                   lat. mediev. depennare, comp. da de-+ deriv. da
 denunciato per primo il malcostume dilagante delle             penna.
 tangenti. 3 Disdire un contratto o un trattato che non si     deperìbile, agg. Soggetto a deterioramento. ~
 ha intenzione di rinnovare.                                    degradabile. <> indeperibile.
     v. tr. 1 to report, to denounce. 2 (rivelare) to show.         agg. perishable.
     lat. denuntiare.                                               deriv. da deperire.
denunciatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi denuncia. ~       deperibilità, sf. L'essere deperibile.
 denunciante.                                                  deperiménto, sm. 1 Perdita di forza, di energia. ~
denùnzia e derivati => "denuncia e derivati"                    esaurimento. 2 Deterioramento di cose. ~ consunzione.
denutrìto, agg. Nutrito in modo scarso o insufficiente. ~           sm. poor state of health.
 deperito. <> pasciuto.                                        deperìre, v. intr. 1 Perdere forza, salute, bellezza. ~
     agg. undernourished.                                       debilitarsi. <> irrobustirsi. 2 Deteriorarsi, guastarsi. ~
denutrizióne, sf. Nutrizione non sufficiente e                  alterarsi.
 deperimento che ne consegue.                                       v. intr. to waste away, to lose strength.
     sf. malnutrition.                                              lat. deperire, comp. da de-+ perire.

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deperìto, agg. 1 Debilitato, sciupato. ~ patito. 2            depolverizzatóre, sm. Depuratore che serve per
 Deteriorato, guasto. ~ alterato.                              eliminare le particelle presenti, in sospensione, in un
     agg. run-down.                                            gas.
Depèro, Fortunàto (Fondo, Val di Non 1892-Rovereto            depolverizzazióne, sf. Operazione di asporto da un gas
 1960) Pittore. Tra le opere Figura seduta a un tavolo del     delle polveri presenti in esso. ~ depurazione.
 caffè (1918, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e La casa      deponènte, agg. e sm. agg. e sm. Nella grammatica
 del mago (1919-1920, Torino, Collezione privata).             latina, si dice di un verbo con forma passiva e significato
depersonalizzazióne, sf. In psicologia è l'inibizione di       attivo.
 processi emotivi causata da controcariche violente. È         sm. Lettera o numero aggiunto sotto la riga.
 tipica delle psicosi.                                        depórre, v. v. tr. 1 Porre, mettere giù. ~ posare. <>
depigmentàto, agg. Che ha subito una                           sollevare. 2 Rimuovere da un incarico. ~ dimettere. • è
 depigmentazione.                                              stato deposto dalla carica di direttore amministrativo.
depigmentazióne, sf. Decolorazione della pelle                 3 Togliersi di dosso. 4 Abbandonare, desistere. ~
 provocata da una malattia.                                    lasciare. 5 Produrre uova. •: : pesci depongono molte
depilàre, v. tr. Rendere privo di peli. ~ radere, rasare.      uova.
     v. tr. to depilate, to remove hair from.                  v. tr. e intr. Riferire in giudizio. ~ testimoniare. • fu
depilatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Apparecchio o prodotto       chiamato per deporre al processo in aula.
 che serve a eliminare i peli.                                 v. intr. 1 Fornire elementi utili alla formazione di un
depilatòrio, agg. e sm. Di sostanza che serve per              giudizio. ~ dichiarare, affermare. • i fatti depongono
 depilare.                                                     completamente a tuo sfavore. 2 Sedimentare.
     agg. depilatory, hair-removing.                               v. tr. 1 (depositare) to deposit, to put down. 2 (dir.,
depilazióne, sf. Il depilare, il depilarsi e l'essere          testimoniare) to testify, to give evidence. 3 (destituire da
 depilato.                                                     carica) to remove.
     deriv. da depilare.                                           lat. deponere comp. da de-+ ponere porre incrociato
depistage, sm. invar. In pedagogia indica soggetti             con l'italiano porre.
 portatori di handicap psicofisico per i quali è necessario   deportàre, v. tr. Sottoporre a deportazione. ~ confinare.
 attuare un'efficace terapia di recupero nella scuola          <> rimpatriare.
 materna o dell'obbligo.                                           v. tr. to deport.
depistàggio, sm. Il depistare, l'essere depistato.            deportàto, agg. Sottoposto a deportazione. ~ esiliato.
depistàre, v. tr. Far uscire dalla giusta pista, fornendo      <> rimpatriato.
 indicazioni fuorvianti.                                      deportazióne, sf. Pena consistente nel trasferire
     v. tr. to mislead, to sidetrack.                          qualcuno lontano dalla madrepatria. ~ esilio. <>
dépliant, sm. invar. Pieghevole pubblicitario. ~               rimpatrio.
 opuscolo, pieghevole.                                        depositànte, sm. e sf. Chi deposita o dà qualcosa in
     sm. invar. brochure, leaflet.                             deposito.
deploràbile, agg. Da deplorare.                               depositàre, v. v. tr. 1 Consegnare una cosa ad altri
deploràre, v. tr. 1 Compiangere, lamentare. ~                  perché la custodiscano, per poi restituirla a richiesta o a
 commiserare. <> rallegrarsi. 2 Biasimare. ~ riprovare.        una data scadenza. ~ affidare. <> prendere. • depositare
 <> approvare.                                                 i cappotti al guardaroba. 2 Di liquidi, lasciar posare sul
     v. tr. to disapprove of, to deplore.                      fondo le particelle solide in sospensione. ~ sedimentare.
     lat. deplorare, comp. da de-+ plorare piangere.           3 Posare. ~ deporre. <> sollevare. 4 Registrare. LOC.
deplorazióne, sf. Il deplorare e l'essere deplorato. ~         depositare la firma, per permettere verifiche di
 disapprovazione, biasimo. <> approvazione, plauso.            autenticità.
     sf. disapproval.                                          v. intr. pron. Posarsi sul fondo. ~ decantare.
     lat. deploratio,-onis pianto.                                 v. tr. 1 to put down. 2 (dare in deposito) to deposit. 3
deplorévole, agg. Degno di biasimo, miserevole,                (lasciare) to leave. 4 (registrare) to register. 5
 riprovevole. ~ biasimevole. <> lodevole.                      (immagazzinare) to store.
     agg. regrettable, deplorable.                                 deriv. da deposito.
depolarizzàre, v. tr. Provocare una depolarizzazione.         depositàrio, agg. e sm. 1 Che, chi ha ricevuto qualcosa
depolarizzazióne, sf. In elettronica, eliminazione             in deposito. ~ consegnatario. 2 Che, chi custodisce,
 dell'idrogeno che si forma sull'elettrodo positivo di una     difende, salvaguarda. ~ custode.
 pila durante il suo funzionamento.                                sm. depositary.
 Depolarizzazione della luce                                  depositàto, agg. 1 Posto. ~ deposto. 2 Affidato. ~
 Fenomeno fisico consistente nella perdita di                  consegnato.
 polarizzazione da parte di un fascio luminoso causata da      Marchio depositato
 rifrazioni e riflessioni disordinate.                         Marchio industriale registrato e quindi coperto dal
 Onda di depolarizzazione                                      diritto di esclusiva.
 In fisiologia è l'influsso nervoso della superficie del      depòsito, sm. 1 Il depositare, il depositarsi, l'essere
 neurone.                                                      depositato; ciò che si deposita. 2 Luogo dove si lasciano
depolimerizzazióne, sf. Trasformazione di un                   temporaneamente gli oggetti. ~ magazzino. 3 L'atto con
 composto polimero in un composto di forma più                 cui si deposita. ~ custodia. 4 In diritto è un contratto
 semplice. <> polimerizzazione.                                reale gratuito, con il quale il depositario riceve dal
depoliticizzàre, v. tr. Liberare qualcuno o qualcosa           depositante una cosa mobile con l'obbligo di custodirla e
 dagli influssi politici.                                      di restituirla. 5 Accumulo di materiale dovuto all'azione

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 di agenti naturali. ~ sedimento. 6 Rimessa di autobus,        • In psichiatria è uno stato mentale evidenziato da
 locomotive ecc.                                               riduzione delle attività psichiche e motorie, incapacità di
     sm. 1 deposit. 2 (accumulo di materiale) sediment,        progettare il futuro, ansia. Può essere ereditaria
 deposit. 3 (locale) warehouse, depot. 4 (merci) storage.      (depressione endogena) oppure derivare da traumi
 5 (bagagli) left-luggage office.                              psichici (reattiva), cronica o acuta. Può essere curata con
 Deposito bancario                                             farmaci o con la psicoterapia.
 Operazione tramite cui la banca riceve una determinata        Depressione sull'orizzonte
 somma di denaro da parte del depositante, con l'obbligo       In relazione a un osservatore che si trova a una certa
 di restituirla (maggiorata degli interessi). Può essere in    altezza sul livello del mare, è l'angolo compreso tra il
 conto corrente (pagabile a vista e mediante assegni) e a      piano tangente alla superficie terrestre passante per un
 risparmio (pagabile con un certo preavviso).                  punto e quello parallelo alla superficie terrestre in quello
deposizióne, sf. 1 L'atto del deporre, l'essere deposto. 2     stesso punto. La depressione apparente risulta essere
 Testimonianza davanti a un magistrato. ~ dichiarazione.       molto inferiore a quella vera, per l'effetto della rifrazione
 3 In arte, opera figurativa che rappresenta Gesù deposto      atmosferica; in questo modo la superficie terrestre
 dalla croce. 4 Allontanamento forzato da un potere. ~         sembra più piatta di quello che è realmente.
 rimozione.                                                   depressìvo, agg. 1 Atto a deprimere. 2 Di depressione.
     sf. 1 deposition. 2 (da carica) removal. 3                    agg. depressive.
 (testimonianza) testimony, evidence.                         deprèsso, agg. e sm. agg. Che si trova in condizione di
     lat. tardo depositio,-onis.                               depressione. ~ abbattuto, demoralizzato. <> rianimato,
depotenziàre, v. tr. Diminuire la potenza. ~ indebolire.       rincuorato.
 <> potenziare.                                                sm. Che si trova in stato di depressione.
depravàre, v. tr. Rendere cattivo, viziare, corrompere. ~          agg. depressed. sm. depressive.
 pervertire.                                                       lat. depressus, p.p. di deprimere.
depravàto, agg. e sm. Corrotto, viziato. ~ pervertito.        depressóre, agg. 1 Di muscolo, che abbassa l'organo a
 <> morigerato.                                                cui è unito. 2 Di nervo che, opportunamente stimolato,
     agg. corrupt, depraved. sm. e sf. degenerate.             determina l'abbassamento della pressione arteriosa.
depravatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi deprava.         depressurizzàre, v. tr. Portare la pressione dell'aria in
depravazióne, sf. 1 Il depravare e l'essere depravato. ~       un ambiente da valori superiori a quelli dell'esterno. <>
 degenerazione. 2 Pervertimento morale. ~ corruzione.          pressurizzare.
 <> rettitudine.                                              depressurizzazióne, sf. Il depressurizzare, l'essere
     lat. depravatio,-onis.                                    depressurizzato. <> pressurizzazione.
deprecàbile, agg. Che sarebbe da deprecare. ~                 Depretis Canale del Piemonte, le cui acque derivano
 biasimevole. <> stimabile.                                    dalla Dora Baltea.
deprecàre, v. tr. Biasimare energicamente,                    Deprètis, Agostìno (Mezzana Corti, Bressana Bottarone
 disapprovare. ~ riprovare.                                    1813-Stradella 1887) Uomo politico, fino all'età di
     v. tr. to deprecate, to condemn.                          quarant'anni seguì l'ideologia mazziniana. Nel 1848 fu
     lat. deprecari, comp. da de-+ precari pregare.            deputato al parlamento subalpino (collegio di Stradella)
deprecatìvo, agg. Che depreca, atto a deprecare.               con incarichi di amministratore terriero. Cominciò nel
deprecazióne, sf. Il deprecare. ~ disapprovazione.             1859 ad avvicinarsi alle idee politiche di Cavour e, dopo
     lat. deprecatio,-onis.                                    aver ricoperto l'incarico di governatore a Brescia, nel
depredàre, v. tr. 1 Mettere a sacco, spogliare. ~              1860 divenne prodittatore di Sicilia. Nel 1862 venne
 saccheggiare. 2 Sottrarre qualcosa con l'inganno o con la     nominato ministro dei lavori pubblici nel governo
 violenza. ~ derubare.                                         Rattazzi e quattro anni dopo, ministro delle finanze e
     v. tr. to plunder, to rob.                                della marina con il governo Ricasoli. Nel 1873, dopo la
     lat. depraedari, comp. da de-+ praedari.                  morte di Rattazzi, tornò all'opposizione e guidò la
depredatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi depreda.          sinistra. Fermo oppositore del governo Minghetti, nel
depredazióne, sf. 1 Rapina, saccheggio. ~ razzia. 2            1876 con la rivoluzione parlamentare, riuscì a formare il
 Devastazione. ~ rovina.                                       suo primo governo di sinistra. Ricoprì quindi l'incarico
depressionàrio, agg. Che riguarda una depressione.             di presidente del consiglio per circa undici anni.
depressióne, sf. 1 Area che si trova sotto al livello del      Importanti leggi vennero varate o abolite: varo della
 mare o a un livello inferiore rispetto a quello delle         legge Coppino sull'istruzione elementare (gratuita e
 regioni circostanti. ~ avvallamento. <> dosso, duna. 2        obbligatoria); l'abolizione del corso forzoso della lira;
 Abbassamento di livello di una superficie. ~ buca. <>         l'abolizione della tassa sul macinato e approvazione della
 rialzo 3 In economia è sinonimo di recessione, ossia          riforma elettorale al fine di aumentare il numero degli
 quella fase discendente di un ciclo economico. ~              aventi diritto. Concluse la Triplice Alleanza con gli
 congiuntura. <> espansione. 4 Alterazione dell'umore          imperi dell'Europa centrale (1881) e diede inizio alla
 caratterizzata da malinconia e scarso interesse per il        politica espansionistica in Africa (1885) che sfociò nella
 futuro. 5 Avvilimento, debolezza. ~ sconforto. <>             sconfitta di Dogali del 1887. Agevolò l'industria e
 allegria. 6 Zona di bassa pressione atmosferica               l'agricoltura italiana fissando dei dazi doganali sui
 raffigurata da isobare concentriche con valore                prodotti esteri. Favorì lo sviluppo dei lavori per la
 decrescente verso l'interno.                                  costruzione di strade e ferrovie.
     sf. depression.                                          deprezzaménto, sm. Il deprezzare e l'effetto.
     lat. depressio,-onis, deriv. da depressus, p.p. di       deprezzàre, v. v. tr. 1 Fare diminuire di valore, di
 deprimere.                                                    prezzo. ~ svalutare. <> rivalutare. 2 Stimare meno del

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 giusto. ~ declassare. <> valorizzare.                         Derain, André (Chatou 1880-Garches 1954) Pittore
 v. intr. pron. Diminuire di valore. ~ svalutarsi.              francese. Tra le opere Il ponte di Westminster (1906,
     v. tr. to depreciate, to lower the price of. v. intr.      Parigi, Musée d'Orsay) e Paesaggio (1908, Zurigo,
 pron. to depreciate.                                           Kunsthaus).
     lat. tardo depretiare, comp. da de-+ deriv. da            D'Èramo, Lùce (Roma 1928-) Scrittrice. Tra le opere
 pretium prezzo.                                                Deviazione (1979), Nucleo zero (1981), Partiranno
deprimènte, agg. e sm. agg. 1 Che deprime. ~                    (1986), Ultima luna (1993) e Si prega di non disturbare
 demoralizzante. <> incoraggiante. 2 Che abbassa la             (1995).
 pressione sanguigna.                                          dérapage, sm. invar. Il derapare.
 sm. Farmaco che abbassa la pressione sanguigna.               derapàre, v. intr. L'effettuare da parte di un aereo o di
deprìmere, v. v. tr. Abbattere fisicamente o                    un veicolo simile una deviazione, uno spostamento
 moralmente. ~ demoralizzare, indebolire. <>                    laterale in modo improvviso e rapido.
 rincuorare.                                                   derattizzànte, agg. e sm. Di sostanza velenosa che
 v. intr. pron. Avvilirsi, abbattersi. ~ demoralizzarsi.        uccide i topi.
     v. tr. to depress.                                        derattizzàre, v. tr. Liberare dai topi.
     lat. deprimere, comp. da de-+ premere premere.            derattizzazióne, sf. Il derattizzare e l'effetto.
deprivazióne, sf. Perdita, carenza. ~ mancanza.                Dèrbidi Famiglia di Insetti Emitteri Omotteri
deproteinizzazióne, sf. Detrazione di proteine da una           comprendente cicale dalle ali lunghe e dal corpo sottile.
 sostanza o da un mezzo.                                       Derborence Romanzo di Ch. F. Ramuz (1934).
depuràre, v. v. tr. 1 Eliminare le impurità. ~ purificare.     Derby Città (215.000 ab.) della Gran Bretagna, nella
 <> inquinare. 2 Rimuovere errori e imperfezioni. ~             contea omonima.
 correggere. 3 Liberare da elementi corrotti. ~ epurare.        Derby
 v. intr. pron. Diventare puro. ~ purificarsi.                  Contea (851.000 ab.) della Gran Bretagna, che si estende
     v. tr. to purify.                                          fino ai Monti Pennini.
depuratìvo, agg. e sm. agg. Atto a depurare.                   derby, sm. invar. 1 Corsa al galoppo per puledri di tre
 sm. Medicamento che serve a depurare.                          anni. 2 Competizione tra due squadre di calcio della
depuratóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che depura.              stessa città o regione.
 sm. 1 Chi depura. 2 Apparecchio che serve a depurare.         Derby, Edward Geoffrey Stanley cónte di (Knowsley
     sm. purification plant.                                    1799-1869) Politico britannico conservatore. Fu primo
depurazióne, sf. Rimozione delle impurità.                      ministro nel 1852, 1858, 1859 e dal 1866 al 1868.
deputàre, v. tr. Destinare qualcuno allo svolgimento di        derealizzazióne, sf. In psicologia, processo che porta
 un compito. ~ incaricare.                                      alla perdita del senso della realtà.
deputàto, agg. e sm. agg. Designato. ~ destinato.              deregolamentàre, v. tr. Liberare da regolamenti,
 sm. Membro della camera eletto dai cittadini come              sbloccare. ~ liberalizzare. <> regolamentare.
 rappresentante in parlamento per esercitarvi il potere        deregulation, sm. invar. Deregolamentazione; in
 legislativo. ~ parlamentare, onorevole.                        particolare, liberalizzazione delle attività economiche dai
     sm. deputy.                                                vincoli imposti dall'autorità pubblica.
 • In Italia, il termine designa i membri della camera dei     derelìtto, agg. e sm. agg. Che è lasciato in completo
 deputati, per la cui elezione, dal 1993, viene adottato il     abbandono materiale e morale. ~ solo, trascurato.
 metodo maggioritario uninominale per il 75 % dei seggi,        sm. Chi si trova in una condizione di estrema miseria e
 assegnando i rimanenti con il metodo proporzionale. I          solitudine. ~ meschino, povero, tapino.
 deputati beneficiano della cosiddetta immunità                     agg. derelict. sm. wretch.
 parlamentare, che garantisce loro la libertà necessaria a          lat. derelictus, p.p. di derelinquere abbandonare.
 svolgere la propria attività politica. Anche questa norma     derelizióne, sf. In diritto, abbandono volontario di cosa
 costituzionale è stata modificata nel 1993, abolendo           propria che può, pertanto, divenire oggetto di
 l'obbligo di ottenere l'autorizzazione di un'apposita          occupazione.
 commissione parlamentare per sottoporre un deputato a         derequisìre, v. tr. In diritto, restituire un bene
 procedimento penale.                                           precedentemente requisito al proprietario, essendo
deputazióne, sf. 1 Il compito, il mandato che si assegna        decaduti i motivi che ne avevano giustificato la
 al deputato. 2 Commissione di persone incaricate di            requisizione.
 svolgere particolari funzioni. 3 Delegazione.                 deresponsabilizzàre, v. v. tr. Esimere da
     sf. 1 deputation. 2 (pol.) position of deputy.             responsabilità.
dequalificàre, v. tr. Abbassare il livello della qualifica      v. intr. pron. Perdere la coscienza delle proprie
 professionale. ~ squalificare.                                 responsabilità.
dequalificazióne, sf. Perdita o decremento della               deretàno, sm. 1 La parte posteriore del corpo umano. ~
 qualifica professionale di un lavoratore.                      natiche, glutei. 2 Sedere. ~ posteriore.
deragliaménto, sm. Il deragliare e l'effetto.                       sm. buttocks, bottom.
deragliàre, v. intr. L'uscire dalle rotaie di un treno, di     derìdere, v. tr. Prendere in giro. ~ schernire.
 un tranvai ecc.                                                    v. tr. to deride, to mock, to laugh.
     v. intr. 1 to be derailed, to go off the rails. 2 (far         lat. deridere, comp. da de-+ ridere.
 deragliare) to derail.                                        derisióne, sf. Il deridere. ~ dileggio.
deragliatore, sm. Dispositivo che serve a spostare la               lat. tardo derisio,-onis, deriv. da derisus, p.p. di
 catena nel cambio di velocità delle biciclette.                deridere.
                                                               derìso, sm. Derisione. ~ dileggio.

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derisóre, agg. e sm. Che, chi deride.                             se F: x,y F(x,y) è a 2 input, con F'o con F'o con
                                                                                                        x       1
derisòrio, agg. Che è fatto per deridere.                         ∂F(x,y)/∂x viene indicata la derivata parziale rispetto
derìva, sf. 1 Corrente marina superficiale prodotta da            alla prima variabile.
 venti di direzione costante. 2 Deviazione di un natante o derivatìvo, agg. 1 Dovuto a derivazione. ~ derivato. 2
 di un aereo per azione della corrente. 3 Andare alla             Che produce derivazione.
 deriva: lasciarsi andare al corso degli eventi. 4 Tavola o derivàto, agg. e sm. agg. Che deriva da qualcosa.
 lama metallica applicata alla chiglia di alcune                  agg. e sm. 1 Voce che deriva da un'altra lingua o da un
 imbarcazioni per aumentarne la stabilità; parte fissa di         altro vocabolo. 2 Sostanza ricavata da un'altra.
 un velivolo, alla quale è incernierato il timone di             derivatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Di ciò che serve a
 direzione.                                                       derivare.
      sf. drift.                                                 derivazióne, sf. 1 Il derivare e l'essere derivato. ~
      franc. dérive.                                              discendenza. 2 Processo di formazione di una parola da
 • In elettronica è la fluttuazione del livello di zero che si    un'altra già esistente. ~ etimologia. 3 Diramazione di un
 verifica in un circuito privo di segnale. Particolarmente        conduttore elettrico in più conduttori. ~ ramo. 4
 critica è la deriva in uscita di un amplificatore di             Prelievo da un bacino naturale o artificiale di acque da
 tensione continua. Viene causata da variazioni di                utilizzare per la produzione di energia elettrica o per
 temperatura di particolari componenti (resistori,                irrigazione. 5 Origine. ~ provenienza. 6 Nel calcolo è il
 transistor ecc.) e può essere parzialmente compensata            procedimento per ottenere la derivata di una funzione.
 con l'adozione di stabilizzatori chopper o con l'uso di               sf. derivation, diversion.
 particolari tecniche differenziali.                                   lat. derivatio,-onis.
 Deriva dei continenti                                            Derivazione d'acqua
 Teoria geologica formulata da A. Wegener, in relazione           Prelievo di acqua da un corso o da uno specchio d'acqua
 alla quale l'attuale disposizione dei continenti sarebbe         al fine di consentire l'irrigazione o per svolgere attività
 stata provocata dalla spaccatura di un'unica massa               industriali.
 (Pangea), i cui frammenti si sarebbero mossi sotto              derivòmetro, sm. Apparecchio che misura la deriva
 l'azione della rotazione e delle forze endogene terrestri.       rispetto al suolo degli aeromobili.
 Piano di deriva                                                 dèrma, sm. Strato intermedio della cute,
 Negli aerei è il piano stabilizzatore fisso verticale di coda    fondamentalmente costituito da tessuto connettivo
 dei veicoli, sul quale è incernierato il timone di               riccamente vascolarizzato e con fibre nervose e
 direzione. Permette di correggere le imbardate durante           muscolari. Dal derma si evidenziano una serie di papille i
 le virate e di atterrare anche quando la pista è investita       cui capillari nutrono lo strato germinativo
 da vento laterale.                                               dell'epidermide e i peli.
 Pinna di deriva                                                       greco dèrma pelle.
 Nelle navi è la continuazione della chiglia che ne              derma-, dermato-, dermo- Primi elementi di vocaboli
 impedisce lo spostamento trasversale (scarroccio).               composti.
derivàbile, agg. 1 Che si può derivare. 2 Che ammette                  dal greco dérma-atos pelle.
 almeno una derivata (di funzione matematica).                   dermaschèletro, sm. Aggregato di piastre ossee e
derivàre, v. v. tr. 1 Far provenire, trarre. ~ dedurre,           calcaree presente in alcuni Vertebrati e negli
 ricavare. 2 Deviare (in particolare un corso d'acqua, ad         Echinodermi che si forma in corrispondenza dei
 es. per usi agricoli). 3 calcolare la derivata di una            connettivi cutanei o sottocutanei.
 funzione.                                                       dermatìte, sf. Infiammazione della cute, che può essere
 v. intr. Trarre origine; scaturire. ~ sgorgare.                  limitata a zone circoscritte o estesa a tutto il corpo. La
      v. tr. e intr. to derive                                    sintomatologia della dermatite è strettamente collegata
      franc. dériver, dall'oland. drijven trascinare.             al grado di irritazione dell'area interessata: nei casi più
derivàta, sf. Concetto matematico che esprime la                  lievi può limitarsi al semplice arrossamento
 rapidità con cui una funzione F varia al variare                 accompagnato da prurito. Nelle forme più gravi, è invece
 dell'input. Viene indicata con F'. Al posto di F'(x) si          possibile che il derma desquami e dia origine alla
 scrive anche dF(x)/dx. Questa seconda notazione                  formazione di croste. È dovuta a molti fattori, quali
 richiama il fatto che la derivata F'(p) di F in p può essere     microbi, parassiti, allergia e sostanze tossiche.
 definita come il limite per x che tende a 0 del rapporto dermatocaliptrògeno, sm. Tessuto meristematico dal
 tra la differenza dei valori che assume F al passare             quale, nelle gimnosperme e nei dicotiledoni, si originano
 dell'input da p a p+x e la differenza x dei valori             la cuffia e l'epidermide. È posto nell'apice radicale.
 dell'input. Se F(t) è lo spazio in metri percorso da un         dermatofìta, sm. Nome generico di Funghi patogeni,
 oggetto dopo t secondi, F'(t) esprime la velocità in m/s         parassiti dell'epidermide, che provocano alterazioni di
 dell'oggetto all'istante t (se prendo t = 10 calcolando         vario genere.
 (F(t+t)-F(t))/t ottengo la velocità media misurata su dermatògeno, sm. Tessuto meristematico situato
 un intervallo di 10 sec; se prendo man mano t più               nell'apice vegetativo da cui si origina l'epidermide.
 piccoli ottengo valori che approssimano sempre meglio il dermatologìa Branca della medicina che si occupa della
 valore della velocità all'istante t. Se F è una funzione         pelle.
 continua F'(x), se esiste, rappresenta la pendenza del          dermatològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla
                                                                  dermatologia.
 grafico della funzione nel punto P = (x, F(x)), ovvero
                                                                 dermatòlogo, sm. (pl. m.-gi) Medico specialista in
 la pendenza della tangente nel punto P al grafico di F.          dermatologia.
 Le derivate di funzioni a più variabili possono essere                sm. dermatologist.
 parziali, ossia calcolate rispetto a una variabile alla volta:
                                                               53
dermatomicòsi, sf. Malattia della pelle provocata da           Dermòtteri Ordine di Mammiferi comprendente la sola
 funghi parassiti.                                              famiglia dei Cinocefalidi con l'unico genere
dermatomiòma, sm. (pl.-i) Tumore benigno che si                 Cynocephalus.
 sviluppa sui muscoli lisci della cute. Provoca dolore e, a    Dernìce Comune in provincia di Alessandria (292 ab.,
 volte, contrazione dei muscoli interessati.                    CAP 15056, TEL. 0131).
dermatomiosìte, sf. Malattia caratterizzata da un              dernier cri, loc. sost. m. invar. Locuzione francese
 processo infiammatorio localizzato alla pelle e ai muscoli     corrispondente all'italiana ultimo grido che indica
 scheletrici, dove si formano accumuli di cellule               l'ultima novità nel campo della moda.
 infiammatorie che portano alla distruzione dei tessuti.       dèroga, sf. 1 Il derogare e l'effetto. ~ eccezione. 2
 Spesso si manifesta in associazione ad altre malattie. Si      Eccezione a una disposizione. ~ dispensa.
 ritiene che possa essere una malattia su base                       sf. dispensation.
 autoimmune.                                                         deriv. da derogare.
dermàtomo, sm. Dermatotomo.                                    derogàbile, agg. Che si può derogare.
dermatoneuròsi, sf. Malattia della pelle di origine            derogàre, v. intr. 1 Togliere, in parte o del tutto,
 nervosa.                                                       autorità a una legge o simili. 2 Non osservare quanto
dermatosclèrosi, o dermatoscleròsi, sf. =>                      stabilito in precedenza. ~ contravvenire.
 "sclerodermia"                                                      lat. derogare, comp. da de-+ rogare.
dermatoscopìa, sf. Esame microscopico in vivo della            derogatìvo, agg. Che ha la forza di derogare.
 cute per definire la natura delle lesioni osservate sulla     derogatòrio, agg. 1 Che permette di derogare. 2 Che
 stessa.                                                        contiene una deroga.
dermatòsi, sf. Termine medico che designa                       Clausola derogatoria
 genericamente qualsiasi affezione della cute.                  Clausola posta in un testamento con la quale si
dermatòtomo, sm. Apparecchio utilizzato in chirurgia            annullano tutti i testamenti antecedenti.
 per tagliare lamine cutanee di piccolo spessore che           derogazióne, sf. Deroga.
 verranno innestate su ustioni o piaghe non cicatrizzanti.     Deróvere Comune in provincia di Cremona (396 ab.,
 ~ dermatomo.                                                   CAP 26040, TEL. 0372).
Dermatozòi Parassiti cutanei di uomini e animali.              derràta, sf. Prodotto agricolo di uso alimentare solo in
Dermàtteri Ordine di Insetti Pterigoti Ortotteri, con           quanto posto in vendita. ~ merce.
 corpo appiattito e apparato masticatore molto                       sf. pl. foodstuffs.
 sviluppato. Sono muniti di elitre rudimentali e cerci         derrick, sm. invar. Torre metallica piramidale per
 terminali che finiscono con una grossa pinza. Hanno            sostenere e manovrare le attrezzature per la perforazione
 corpo scuro, sono notturni e molte specie, pur essendo         petrolifera.
 provviste di ali, si muovono a terra. Subiscono               Derrida, Jacques (El-Biar, Algeria 1930-) Filosofo
 metamorfosi parziale e vivono in ambienti umidi. Si            francese. Tra le opere La voce e il fenomeno (1967), La
 nutrono di frutta e vegetali anche se esistono alcune          scrittura e la differenza (1967), La grammatologia
 specie carnivore. Questi insetti, possono infettare le         (1967), I limiti della filosofia (1972), Gli stili di Nietzsche
 piante, ma non procurano danni all'uomo. Esemplare è           (1978), La cartolina da Socrate a Freud e oltre (1980),
 la forbicina (Forficula auricularia).                          Essere giusti con Freud (1994) e Donare il tempo
Dermèstidi Famiglia di Insetti Coleotteri Diversicorni          (1996).
 che presentano antenne clavate.                               derrìsta, sm. (pl.-i) Operaio preposto alla manovra dei
dèrmico, agg. (pl. m.-ci) Del derma.                            derrick.
dermochèlide, sf. Rettile (Dermochelys coriacea) della         Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure
 famiglia delle Dermochelidi e dell'ordine dei Testudinati.     Film d'avventura, giapponese (1975). Regia di Akira
 Lunga 2 m, pesa 50 kg. Vive nei mari caldi, ma si              Kurosawa. Interpreti: Juri Solomin, Maksim Munzuk.
 riproduce sulla terraferma.                                    Titolo originale: Dersu Uzala
Dermochelìdi Famiglia di Rettili Cheloni comprendente          derubàre, v. tr. Appropriarsi di qualcosa che appartiene
 tartarughe dalle zampe atte al nuoto e corazza                 ad altri. ~ rubare.
 indipendente.                                                       v. tr. to rob.
dermogènesi, sf. Formazione di derma ed epidermide a                 da de-+ rubare.
 partire dal foglietto esterno dell'embrione.                  derubàto, agg. e sm. Che, chi ha subito un furto.
dermografìsmo, sm. Reazione cutanea che alcuni                 derubricàre, v. tr. Qualificare in un processo penale un
 soggetti presentano in presenza di un'irritazione              fatto come reato di gravità minore rispetto a una
 meccanica della pelle.                                         precedente configurazione giuridica.
dermòide, sf. Sostanza che ha l'aspetto e la consistenza       derubricazióne, sf. 1 Modificazione di un reato da più
 della pelle conciata.                                          grave a meno grave. 2 Abrogazione di una norma o di un
dermosifilopatìa, sf. Branca della medicina che studia          suo paragrafo.
 le malattie veneree (in particolare leutiche) e della cute.   Deruta Comune in provincia di Perugia (7.640 ab., CAP
dermosifilopàtico, agg. (pl. m.-ci, f.-che) Relativo alle       06053, TEL. 075).
 malattie veneree e della cute.                                Dèrvio Comune in provincia di Lecco (2.782 ab., CAP
dermotropìsmo, sm. Proprietà che hanno certe                    22050, TEL. 0341).
 sostanze e taluni microbi e che consiste nel fissarsi         dervìscio, sm. Monaco musulmano di vita austera.
 elettivamente sui tessuti cutanei.                            Derzavin, Gravil Romanovic (Sokura, Kazan 1743-
                                                                Zvanka, Novgorod 1816) Poeta russo. Tra le opere A


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 Eugenio, vita a Zvanka (1807) e Ode sulla mortalità           descrivìbile, agg. Che si può descrivere. <>
 (1816).                                                        indescrivibile.
DES Sigla di Data Encryption Standard (standard per la         descrizióne, sf. Il descrivere e le parole con cui si
 codifica dei dati). È un metodo, utilizzato in informatica,    descrive. ~ narrazione, relazione, illustrazione.
 per la codifica di informazioni riservate.                         sf. description.
Des Moines Città (193.000 ab.) degli USA sul fiume                  lat. descriptio,-onis, deriv. da descriptus, p.p. di
 omonimo, capitale dello stato di Iowa. Nelle sue               describere.
 vicinanze si trovano miniere di carbone. Le risorse           Descrizione dell'India Opera di erudizione di Abu'l
 economiche principali si basano sulle industrie                Raihan al-Biruni (X-XI sec.).
 alimentari, meccaniche, chimiche, tessili, della gomma,       Desdèmona Protagonista del dramma Otello di
 editoriali e di cosmetici. Sede di un'università e di un       Shakespeare. Moglie di Otello che la uccide a causa della
 importante museo di arte moderna e contemporanea.              sua furiosa gelosia, scatenata dall'inganno di Jago.
desacralizzàre, v. tr. 1 Ridurre un tempio, una cosa o         desensibilizzànte, agg. Si dice di un tipo di inchiostro
 una persona alla condizione profana tramite un rito. 2         trasparente che servono a inibire la capacità di ricalco di
 Smitizzare. ~ demitizzare.                                     certe zone del lato trasmittente di carte fisiche o della
Desaguadero Fiume andino (325 km) della Bolivia, che            superficie ricevente di carte chimiche.
 nasce dal lago Titicaca. Sfocia nel lago Poopo.               desensibilizzàre, v. Sottoporre a desensibilizzazione.
Desai, Shri Morarji Ranchodji (Bhadeli 1896-Bombay              <> sensibilizzare.
 1995) Politico indiano del Partito Janata. Fu primo           desensibilizzazióne, sf. 1 Riduzione di sensibilità di
 ministro dal 1977 al 1979.                                     un'emulsione di luce. 2 Attenuazione o rimozione della
desalificazióne, sf. Asportazione dal petrolio grezzo dei       sensibilità di un organo. 3 Riduzione o eliminazione di
 sali in emulsione acquosa (soprattutto cloruro di sodio).      un'allergia mediante l'utilizzo di piccole dosi di antigene.
desametasóne, sm. Corticosteroide di sintesi che                <> sensibilizzazione.
 esercita una forte azione antiflogistica e antiallergica,          deriv. da desensibilizzare.
 presentando un potere di ritenzione di acqua e sodio          Desenzàno dél Gàrda Comune in provincia di Brescia
 particolarmente ridotto.                                       (21.183 ab., CAP 25015, TEL. 030). Centro agricolo
Desàna Comune in provincia di Vercelli (1.053 ab., CAP          (coltivazione di frutta e viti) e stazione climatica del lago
 13034, TEL. 0161).                                             di Garda. Vi si trovano resti di villa romana, risalenti al
desaparecido, agg. e sm. (pl. m.-dos) Di persona                IV sec. Gli abitanti sono detti Desenzanesi.
 scomparsa, in realtà rapita e uccisa per motivi politici.     desèrtico, agg. (pl. m.-ci) Proprio del deserto; simile al
Desargues, Girard (Lione 1591-1661) Matematico                  deserto.
 francese. Compì importanti studi di geometria                 desertìcolo, agg. Che vive nel deserto.
 proiettiva.                                                   desertificàre, v. tr. 1 Trasformare in deserto. 2
desattellizzazióne, sf. Distaccamento politico dei paesi        Eliminare ogni attività umana ed economica di una
 satelliti dall'Unione Sovietica.                               regione.
descamisados 1 Nome dato dai conservatori spagnoli ai          desertificazióne, sf. Progressiva trasformazione di un
 liberali fautori della rivoluzione del 1820. 2                 terreno fertile in deserto a causa di degenerazione
 Denominazione dei sostenitori del generale Perón in            geologica e climatica.
 Argentina.                                                    desèrto, agg. e sm. agg. 1 Di luogo, incolto o inabitato;
Descartes        "Cartesio"                                     vuoto. ~ disabitato. <> popolato, abitato. 2 Di persona,
deschétto, sm. Il tavolo di lavoro dei calzolai. ~              derelitta. ~ abbandonato.
 bischetto.                                                     sm. 1 Vasta regione con scarsissime precipitazioni, vita
désco, sm. (pl.-chi) 1 Tavola su cui si mangia; mensa. 2        animale ridotta e vegetazione precaria, di solito stepposa
 Pancone, banco (desco del macellaio).                          o coperta di sabbia. ~ landa. 2 Luogo privo di vita,
descolarizzazióne, sf. Teoria che si oppone alla                disabitato. ~ desolato. <> ameno.
 scolarizzazione, in quanto strumento che limita le                 agg. deserted, desert. sm. desert.
 capacità e le valenze culturali.                               • Nei deserti l'escursione termica è la causa della
descrittivìsmo, sm. Tendenza all'uso, da parte di artisti       disgregazione delle rocce in ciottoli e sabbie. Esistono
 e scrittori, di descrizioni oltremodo particolareggiate.       deserti caldi (tipici della fascia tropicale e caratterizzati
descrittìvo, agg. 1 Che descrive. 2 Che descrive l'aspetto      da temperature diurne molto elevate e da notevoli
 morfologico di un oggetto studiato. 3 Che rappresenta          escursioni termiche) e deserti freddi (tipici delle aree
 solo aspetti esteriori. • stile molto descrittivo.             continentali, in cui la temperatura massima non è
     lat. descriptivus, deriv. da descriptus, p.p. di           elevata). Le condizioni di vita, a causa dell'assenza
 describere descrivere.                                         d'acqua, sono comunque difficili. La vegetazione è molto
descrittóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi descrive.           ridotta (piante xerofile) se non del tutto inesistente, così
descrìvere, v. tr. 1 Rappresentare con parole le                come la fauna, limitata a qualche esemplare di ragno,
 caratteristiche di un oggetto, una persona o un evento. ~      scorpione, rettili e roditori. Qualche zona verde è
 raffigurare. 2 Tracciare il percorso di un oggetto in          riscontrabile nei pressi di falde acquifere (oasi). Il
 movimento. ~ segnare. •: :l proiettile descrive una            deserto più vasto è il Sahara (Africa).
 traiettoria parabolica. 3 Manifestare. • cercava di           Deserto dei tartari, Il Romanzo di D. Buzzati (1940). Il
 descriverle la gioia che gli aveva procurato, con quel         romanzo rappresenta la trasposizione in libro del
 semplice gesto                                                 sentimento dell'autore che, in servizio nella fortezza del
     v. tr. to describe.                                        Corriere della Sera, ha l'impressione che il tempo passi
     lat. describere, comp. da de-+ scribere scrivere.          nella vana attesa della gloria. Il titolo doveva essere La

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 fortezza, poi l'autore preferì il titolo attuale, perché il    desideróso, agg. Che desidera qualcosa. ~ bramoso,
 deserto ha un valore simbolico, mentre i tartari                desioso. <> appagato, sazio.
 conferiscono un profumo di epopea con la loro stessa                 agg. longing for, eager.
 assenza. Mancano indicazioni precise di tempo e di             desidìa, sf. Negligenza, pigrizia. ~ accidia.
 luogo: il tenente Drogo si trova in un posto di frontiera,     design, sm. invar. 1 Progettazione di manufatti che
 tra montagne e deserto. È considerato il romanzo                concilia le esigenze funzionali e tecniche con quelle
 dell'attesa, nel quale i personaggi vivono unicamente           estetiche. 2 La linea di un oggetto prodotto
 nell'attesa di un avvenimento mitico che potrà procurare        industrialmente.
 la gloria o la morte.                                          designàre, v. tr. 1 Indicare in modo determinato. ~
desessualizzazióne, sf. Processo psichico nel quale              additare. 2 Proporre a un incarico, a un ufficio. ~
 vengono annullati i contenuti sessuali da conflitti, vissuti    destinare.
 emozionali e altro.                                                  v. tr. to designate.
Desgrazi de Giovannin Bongee, I Opera di poesia di                    lat. designare, comp. da de-+ deriv. da signum
 C. Porta (1812-1813).                                           segno.
déshabillé, sm. invar. 1 Vestaglia di donna. 2 Essere in        designàto, agg. e sm. Che, chi è stato destinato a un
 deshabillè, non essere ancora vestito.                          certo incarico.
desiàre, v. tr Desiderare.                                      designatóre, sm. (f.-trìce) Chi designa.
desideràbile, agg. Che si può desiderare, che è degno di        designazióne, sf. Il designare, l'essere designato. ~
 essere desiderato. ~ allettante, attraente. <>                  indicazione.
 indesiderabile.                                                      lat. designatio,-onis.
desideràre, v. tr. 1 Aspirare alla soddisfazione di un          designer, sm. e sf. invar. Chi si occupa
 bisogno, di un piacere o a possedere qualcosa. ~ ambire.        professionalmente di design.
 • lasciare a desiderare, non soddisfare per nulla. 2           desinàre, v. intr. e sm. v. intr. Fare il pasto principale
 Volere, bramare. ~ agognare. • desiderava comunicare            della giornata, alla mattina o alla sera.
 con lei. 3 Sentire la mancanza. ~ sognare. • desiderava              franc. antico disner, dal lat. volg. disiunare.
 solo riposare.                                                  sm. Il pasto principale della giornata.
     v. tr. 1 to want, to wish for. 2 (bramare) to desire, to         da desinare.
 long for.                                                      desinènza, sf. Elemento mobile che si aggiunge alla
     lat. desiderare rimpiangere, avere mancanza di.             radice della parola per formare una forma flessa.
desideràta, sm. pl. Cose desiderate; richieste.                       sf. inflexion, ending.
desideràto, agg. e sm. agg. Aspettato, bramato;                 desinenziàle, agg. Relativo alla desinenza.
 auspicato. ~ ambito.                                           desinit in piscem Espressione latina utilizzata dal poeta
 sm. Ciò che si desidera.                                        Orazio che significa "finisce a forma di pesce", riferito
desidèrio, sm. 1 Il desiderare. ~ cupidigia. <>                  alla sirena. Si usa per indicare cose che hanno un finale
 avversione. 2 Ciò che si desidera. ~ sogno, aspirazione. 3      deludente rispetto alle premesse.
 Voglia sessuale. ~ brama. 4 Nostalgia. ~ rimpianto.            desìo, sm. Desiderio. ~ anelito.
     sm. 1 wish. 2 (brama) desire.                              Dèsio Comune in provincia di Milano (34.085 ab., CAP
     lat. desiderium, deriv. da desiderare.                      20033, TEL. 0362). Centro industriale (prodotti tessili,
Desidèrio Duca di Tuscia, succedette al re Astolfo nel           meccanici e mobilifici). Gli abitanti sono detti Desiani.
 regno longobardo con l'appoggio di papa Stefano II.            Dèsio, Ardìto (Palmanova, Udine 1897-) Geologo e
 Cercò anche di avvicinarsi alle famiglie dei franchi            alpinista. Nel 1929 prese parte alla spedizione alpinistica
 facendo sposare le sue figlie Ermengarda e Gerberga agli        sul Karakorum e nel 1954 guidò la spedizione italiana
 eredi di Pipino, Carlo Magno e Carlomanno. Questa sua           che conquistò il K2. Scrisse Geologia applicata
 politica di intreccio tra interessi politici e privati non      all'ingegneria (1958) e Sulle vie delle sete, dei ghiacci e
 diede i risultati sperati: morto Carlomanno, la vedova          dell'oro (1988).
 Gerberga tornò a Pavia presso Desiderio, mentre                desióso, agg. Desideroso. ~ bramoso.
 Ermengarda fu ripudiata da Carlo Magno. Anche per              desipiènte, agg. 1 Ignorante. ~ incolto. 2 Sciocco. ~
 Desiderio, così come era successo per Astolfo, la               fesso.
 minaccia longobarda costrinse il papa Adriano I a              desipiènza, sf. 1 L'essere incolto. ~ ignoranza. 2
 chiamare in aiuto Carlo Magno, allorché Desiderio               L'essere sciocco. ~ stupidità.
 riprese a marciare verso Roma (772). La sorte di               desìstere, v. intr. Non continuare. ~ smettere. <>
 Desiderio era segnata: dopo la sconfitta di Susa (773) e        continuare, insistere.
 aver resistito all'assedio di Pavia, fu fatto prigioniero e          v. intr. to desist, to give up.
 mandato in esilio in Francia. Con la sua morte terminò il            lat. desistere, comp. da de-+ sistere stare fermo.
 regno dei longobardi, iniziato circa duecento anni prima.      desjatìna, sf. Unità di misura russa di aree. Equivale a
Desiderio (Canaglie di lusso) Film commedia,                     10.925 m2.
 americano (1936). Regia di Frank Borzage. Interpreti:          desktop computer, loc. sost. m. invar. Elaboratore
 Marlene Dietrich, Gary Cooper, John Halliday. Titolo            da tavolo, costituito da un'unità centrale di dimensioni
 originale: Desire                                               ridotte, video e tastiera.
Desidèrio da Settignàno (Settignano ca. 1430-Firenze            desktop publishing, loc. sost. m. invar. Sistema
 1464) Scultore. Tra le opere Ritratto femminile (ca.            integrato di elaborazione e stampa, formato
 1450, Firenze, Museo del Bargello) e Monumento                  generalmente da un personal computer e di una
 funebre di Carlo Marsuppini (1455, Firenze, Santa               stampante a esso collegata, rivolto alle aziende.
 Croce).

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desman, sm. invar. Nome volgare della Desmana                  Despiau, Charles (Mont-de-Marsan 1874-Parigi 1946)
 moschata, un mammifero insettivoro appartenente alla           Scultore francese. Tra le opere Nudo di giovinetta (1925,
 famiglia dei Talpidi. ~ talpa acquatica.                       Parigi, Musée National d'Art Moderne).
Desmarestiàli Ordine di Alghe Feoficee brune                   dèspota, sm. (pl.-i) 1 Monarca assoluto. ~ tiranno. 2 Chi
 caratterizzate da riproduzione sessuale oogama. Vivono         esercita la propria autorità con arbitrii e tirannie. ~
 nelle acque marine fredde.                                     dittatore, assolutista.
Desmidiàcee Famiglia di Alghe Clorofite dell'ordine            despotàto, sm. Nome attribuito ad alcuni regni
 delle Desmidiali.                                              governati da principi con dignità di despoti.
Desmidiàli Ordine di Alghe Clorofite comprendente              Desprès, Josquin (Beaurevoir ca. 1440-Valenciennes
 forme microscopiche di acqua dolce. Si trovano nelle           1521) Compositore franco-fiammingo. Autore di messe,
 acque ferme e trasparenti.                                     mottetti e chansons polifoniche.
desmo- Primo elemento di parole composte.                      desquamàre, v. v. tr. Provocare desquamazione.
     dal greco desmós legame, legamento.                        v. intr. pron. Subire desquamazione.
Desmoceras, sm. invar. Genere di Ammoniti della                desquamazióne, sf. 1 Alterazione superficiale delle
 famiglia dei Desmoceratidi vissuto nel Cretaceo.               rocce con distacco di frammenti in forma di squame. 2
 Presentava una conghiglia a forma di piccolo ombelico          Perdita fisiologica di frammenti della superficie cutanea.
 decorata da un intreccio di grossi cercini e coste sottili.   dessert, sm. invar. L'ultima portata di un pasto, in
desmòdio, sm. Genere di piante arbustacee, arboree o            genere frutta o dolce.
 erbacee della famiglia delle Papilionacee, caratteristiche    Dessì, Giusèppe (Villacidro, Cagliari 1909-Roma 1977)
 delle zone tropicali e subtropicali.                           Romanziere. Tra le opere San Silvano (1939) e Paese
desmodròmico, agg. (pl. m. ci, f.-che) Di collegamento          d'ombre (1972).
 tra due organi meccanici dei quali uno trascina l'altro a     Dessiè Città (69.000 ab.) dell'Etiopia, capoluogo della
 velocità fissata.                                              regione dell'Uollò.
desmodus, sm. invar. Genere di Mammiferi Chirotteri            désso, pron. dimost. Forma rafforzativo di esso.
 della famiglia dei Desmodontidi comprendente                  destabilizzànte, agg. Che tende a destabilizzare.
 pipistrelli originari dell'America tropicale.                 destabilizzàre, v. tr. Rendere instabile. ~ squilibrare.
desmognàto, agg. Del cranio degli Uccelli nel quale i           <> consolidare.
 mascellari sono a contatto tra di loro seguendo la linea           v. tr. to destabilize.
 mediana e dinanzi al vomere.                                  destabilizzazióne, sf. Il destabilizzare, l'essere
desmolàsi, sf. Denominazione data agli enzimi che               destabilizzato.
 scindono i legami carbonio-carbonio delle molecole            destalinizzàre, v. tr. Togliere il carattere staliniano a
 organiche producendo acqua, biossido di carbonio e             uno stato, a una politica o a un partito.
 residui azotati.                                              destalinizzazióne, sf. Il destalinizzare.
desmologìa, sf. Branca dell'anatomia che studia i              destàre, v. v. tr. 1 Svegliare, risvegliare. ~ ridestare. <>
 legamenti dei tendini.                                         addormentare. 2 Suscitare. ~ provocare. <> sopire,
Desmomiàri Ordine di Tunicati Taliacei comprendente             spegnere. 3 Stimolare. ~ indurre.
 la sola famiglia dei Salpidi.                                  v. intr. pron. 1 Svegliarsi. ~ ridestarsi. 2 Nascere.
Desmoscolècidi Famiglia di Nematodi marini della                    v. tr. 1 to wake up. 2 (fig.) to awaken.
 famiglia dei Desmoscolecoidei che presentano una                   lat. deexcitare, comp. da de-+ excitare.
 cuticola anellata rivestita di setole.                        destinàre, v. tr. 1 Assegnare. ~ affidare. •: :'edificio fu
Desna Fiume (1.130 km) della parte europea dell'ex              destinata a usi civili. 2 Dirigere una lettera. ~
 URSS. Confluisce nel Dnepr.                                    indirizzare, mandare. 3 Stabilire in modo irrevocabile. ~
desolànte, agg. Che sconforta. ~ sconfortante.                  fissare. • ormai era tutto destinato ad accadere come
desolàre, v. tr. 1 Affliggere. ~ angosciare. 2 Devastare. ~     aveva voluto lui
 distruggere.                                                       v. tr. 1 to assign. 2 (stabilire) to fix.
desolàto, agg. 1 Sconsolato, afflitto. ~ angosciato. <>             lat. destinare assicurare, comp. da de-+ stare stare.
 contento, soddisfatto. 2 Devastato. ~ distrutto.              destinatàrio, sm. Persona a cui è destinato qualcosa.
     agg. 1 (persona) sorry. 2 (paesaggio) desolate.                sm. 1 consignee. 2 (postale) addressee.
desolazióne, sf. 1 Afflizione, sconforto. ~ costernazione.     destinazióne, sf. 1 Il destinare, l'essere destinato. ~
 <> fiducia, ottimismo. 2 Stato di abbandono. ~                 destino. 2 Il fine a cui una cosa è destinata. ~ scopo. •
 squallore.                                                     tutto ciò che verrà devoluto avrà per destinazione i
     lat. tardo desolatio,-onis.                                paesi del terzo mondo. 3 Residenza o ufficio assegnati a
desolforàre, v. tr. Eliminare lo zolfo presente in una          un impiegato. 4 Meta di un viaggio. • la destinazione
 lega, in una miscela o in un composto.                         della missione era ancora ignota. 5 Indirizzo. ~
desossi- Prefisso indicante la sostituzione di un atomo di      recapito. • non è mai giunto a destinazione.
 ossigeno con uno di idrogeno all'interno di una                    sf. 1 destination. 2 (ufficio assegnato) posting.
 molecola.                                                          lat. destinatio,-onis.
desossicorticosteróne, sm. Ormone corticosurrenale             Destini, I Opera di poesia di A. de Vigny (postuma 1864).
 appartenente al gruppo degli steroidi.                        destìno, sm. 1 Potenza superiore all'umana volontà che
desossiribonucleàsi, sf. Denominazione di due enzimi            opera secondo leggi arcane e inalterabili. ~ provvidenza.
 in grado di idrolizzare il DNA.                                2 Destinazione. 3 Fato. ~ sorte.
desossiribonuclèico, agg. => "DNA"                                  sm. fate, destiny.
                                                                    deriv. da destinare.


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destituìre, v. tr. Esonerare da un ufficio. ~ deporre. <>          <> sinistra. 3 La parte corrispondente alla posizione di
 assegnare, incaricare.                                            questa mano.
     v. tr. to remove, to dismiss.                                     agg. 1 right. 2 (abile) adroit, skilful.
     lat. destituere, comp. da de-+ statuere stabilire.                lat. dexter,-tera,-terum.
destituìto, agg. 1 Deposto, esonerato ~ rimosso. 2                destrocardìa, sf. Posizione anomala del cuore che si
 Sprovvisto. ~ privo.                                              presenta con il tronco vascolare a sinistra e la punta a
destituzióne, sf. Il destituire, l'essere destituito. ~            destra.
 rimozione, allontanamento. <> assegnazione,                      destrogìro, agg. Rivolto verso destra. ~ destrorso. <>
 designazione.                                                     levogiro.
     lat. destitutio,-onis abbandono.                             destròrso, agg. Che gira da sinistra verso destra. <>
désto, agg. Che non dorme. ~ sveglio.                              sinistrorso.
     agg. wide awake.                                             destròsio, sm. Sinonimo di glucosio.
     deriv. da destare.                                           destrutturàre, v. tr. Disorganizzare un insieme
destoricizzàre, v. tr. Descrivere e valutare un evento,            strutturato. ~ scomporre.
 un'idea o un personaggio al di fuori del suo contesto            Destutt de Tracy, Antoine-Louis-Claude (Parigi
 storico.                                                          1754-1836) Filosofo. Tra le opere Elementi d'ideologia
Destouches, André Cardinal (Parigi 1672-1749)                      (1801-1817) e Commentario allo "Spirito delle leggi"
 Compositore francese. Tra le opere, Issé (1697), Amadis           (1811).
 de Grèce (1699) e Le carnaval et la folie (1704).                desuèto, agg. Caduto in disuso, non consueto. ~
dèstra, sf. 1 La mano che si trova dalla stessa parte del          abbandonato, obsoleto. <> consueto.
 fegato, opposta alla sinistra. ~ dritta, diritta. <> sinistra.        lat. desuetus, p.p. di desuescere disabituare.
 2 Parte che è dallo stesso lato della mano destra. 3             desuetùdine, sf. Il cessare di una consuetudine;
 L'insieme dei partiti conservatori, i cui deputati in             dissuetudine. ~ disuso. <> consuetudine.
 genere in parlamento si siedono alla destra del                  Dèsulo Comune in provincia di Nuoro (3.213 ab., CAP
 presidente. 4 La parte conservatrice di un partito. <>            08032, TEL. 0784).
 sinistra.                                                        desultóre, sm. Cavallerizzo che faceva esercizi di
     sf. 1 right. 2 (pol.) the Right. 3 (mano) right hand.         volteggio da un cavallo all'altro tenendoli con le briglie
 Destra storica                                                    contemporaneamente.
 Partito liberale moderato, formato da Cavour, capo del           desùmere, v. tr. 1 Dedurre, arguire. ~ congetturare. 2
 regno di Sardegna e d'Italia fino al 1876. Pose in atto una       Trarre, ricavare. ~ derivare.
 forte pressione fiscale e una politica di accentramento               v. tr. to deduce, to infer.
 amministrativo.                                                       lat. desumere, comp. da de-+ sumere prendere.
destraménte, avv. Con destrezza. ~ abilmente.                     desumìbile, agg. Che si può desumere.
destràno, sm. 1 Denominazione generica di                         desùnto, agg. 1 Dedotto. ~ arguito. 2 Ricavato. ~ tratto.
 polisaccaridi prodotti da microrganismi cresciuti in             desurriscaldaménto, sm. Operazione che riduce la
 soluzione di saccarosio. 2 In farmaceutica la soluzione al        temperatura di surriscaldamento di un vapore
 6% di esso presenta le proprietà fisiche di densità e             permettendogli di tornare allo stato saturo per poter
 viscosità del plasma sanguigno.                                   essere utilizzato negli impianti di riscaldamento.
destreggiaménto, sm. Il destreggiarsi.                            detective, sm. invar. Poliziotto privato. ~ investigatore.
destreggiàre, v. intr. e intr. pron. Procedere con                Detective's story Film giallo, americano (1966). Regia di
 accortezza superando situazioni difficili; sapersela              Jack Smight. Interpreti: Paul Newman, Lauren Bacall,
 cavare. ~ barcamenarsi.                                           Julie Harris. Titolo originale: Harper
     deriv. da destro, nel senso di abile.                        detector, sm. invar. Strumento atto a rilevare varie
destreggiàrsi, v. intr. pron. Agire con la destrezza               grandezze.
 necessaria per riuscire nel proprio intento.                     deteinàto, agg. Privato del tutto o in parte della teina.
destrézza, sf. 1 Prontezza nell'operare. ~ agilità. <>                 agg. decaffeinated.
 farraginosità. 2 Accortezza, astuzia. ~ sagacia. <>              detenére, v. tr. 1 Tenere in proprio possesso. ~
 dabbenaggine. 3 Abilità ~ ingegnosità.                            possedere. <> cedere. 2 Tenere in prigione,
     sf. dexterity, skill.                                         imprigionare. ~ incarcerare. 3 Avere in detenzione
destrièro, sm. 1 Cavallo da battaglia. 2 Cavallo da sella          qualcosa, senza avere intenzione di possederla. ~
 di buona qualità.                                                 conservare. <> lasciare.
destrìna, sf. Denominazione generica di sostanze amorfe                v. tr. 1 to possess, to have. 2 (incarico) to hold. 3
 risultanti dalla degradazione della fecola o dell'amido.          (incarcerare) to hold, to detain.
destrìsmo, sm. 1 Tendenza a usare prevalentemente gli                  lat. detinere, comp. da de-+ tenere.
 arti posti nella parte destra del corpo. <> mancinismo. 2        detentìvo, agg. Restrittivo della libertà personale.
 Tendenza politica e culturale verso posizioni ideologiche             agg. prison.
 di destra.                                                       detentóre, sm. (f.-trìce) Chi detiene.
dèstro, agg. e sm. agg. 1 Che, in una persona, si trova                sm. holder.
 nella parte del fegato; che si trova nella direzione             detenùto, agg. e sm. Che, chi è carcerato. ~ galeotto,
 corrispondente. ~ dritto. <> sinistro. 2 Sciolto, pronto.         recluso, prigioniero.
 ~ abile. <> maldestro. • era destro nei movimenti. 3                  sm. prisoner.
 Corretto.                                                        detenzióne, sf. 1 Il detenere una cosa. ~ possesso. 2
 sm. 1 Opportunità favorevole. ~ occasione. • colse il             Pena restrittiva della libertà personale, diversa
 destro per avviare la sua iniziativa. 2 La mano destra.           dall'arresto e dalla reclusione. ~ carcerazione. <>

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 scarcerazione.                                                 influenzato pensatori quali R. Cartesio, T. Hobbes, B.
      sf. 1 (dir.) detention, holding. 2 (possesso)             Spinoza. Sul piano scientifico, la più rigorosa definizione
 possession.                                                    del determinismo è opera dell'astronomo e matematico
      lat. tardo detentio,-onis, deriv. da detentus, p.p. di    P.-S. Laplace (1749-1827): "Dobbiamo raffigurarci lo
 detinere arrestare.                                            stato presente dell'universo come l'effetto del suo stato
detergènte, agg. e sm. Di prodotto che serve a                  anteriore e come causa di quello che seguirà". La teoria
 detergere.                                                     determinista influenzò parecchio le teorie materialista
      agg. e sm. 1 detergent. 2 (latte) cleansing, cleanser.    (J. De La Mettrie, D. Holbach) e positivista (C. H. de
detèrgere, v. tr. 1 Pulire. ~ nettare. <> insudiciare,          Saint-Simon, 1760-1825, A. Comte, 1798-1857, H.
 insozzare. 2 Togliere via. ~ asciugare.                        Spencer, 1820-1903), fino a quando nel Novecento
      lat. detergere, comp. da de-+ tergere.                    venne messo in crisi dalla termodinamica e dalla fisica
deterioràbile, agg. Che si può deteriorare. ~ deperibile,       quantistica (principio di indeterminazione di W.
 delicato. <> indeteriorabile, indeperibile.                    Heisenberg).
deterioraménto, sm. Il deteriorare, il deteriorarsi e          determinìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace del
 l'effetto. ~ degrado. <> conservazione, mantenimento.          determinismo.
deterioràre, v. v. tr. Ridurre in cattivo stato. ~ guastare.   determinìstico, agg. (pl. m.-ci) Che è proprio del
 <> accomodare, aggiustare.                                     determinismo.
 v. intr. pron. Divenire peggiore. ~ alterarsi. <>             deterrènte, agg. e sm. 1 Di arma che può scoraggiare
 conservarsi, durare.                                           eventuali aggressioni. ~ scoraggiante. <> incentivante. 2
      v. tr. to damage, to make worse. v. intr. pron. 1 to      Di mezzo che può distogliere dall'eseguire una
 deteriorate. 2 (guastarsi) to perish.                          determinata azione. ~ freno. <> pungolo.
      lat. tardo deteriorare, deriv. da deterior peggiore.           agg. e sm. deterrent.
deterióre, agg. Peggiore.                                      detersióne, sf. Il detergere e l'essere deterso.
determinàbile, agg. Da potersi o da doversi                    detersìvo, agg. e sm. agg. Atto a detergere.
 determinare. ~ definibile, quantificabile. <>                  sm. Prodotto che provoca la scomparsa delle particelle di
 indeterminabile, imprecisabile.                                sporco dalla superficie di ogni oggetto, con l'azione
determinànte, agg., sm. e sf. agg. Che determina. ~             dell'acqua.
 decisivo, risolutivo. <> indeterminante.                            agg. e sm. detergent.
 sm. e sf. 1 Elemento determinante. <> irrilevante. 2 In        • Ai saponi originari, si sono affiancati prodotti sintetici,
 matematica il determinante di una matrice quadrata è           ottimi per prestazioni ma dannosi per l'ambiente e
 un valore (calcolato a partire dagli elementi della matrice    spesso causa di reazioni allergiche sulla pelle.
 stessa) che permette di "determinare" alcune                  detestàbile, agg. Degno d'essere detestato. ~ esecrabile.
 caratteristiche della matrice (ad es. se esso è 0 si ha che    <> ammirevole, apprezzabile.
 la matrice non è invertibile).                                detestàre, v. tr. Avere in odio, esecrare. ~ odiare. <>
      agg. determining, decisive. sm. determinant.              ammirare, stimare.
determinàre, v. v. tr. 1 Stabilire esattamente i termini di          v. tr. to hate, to detest.
 qualcosa, fissare. ~ indicare. 2 Prendere una risoluzione.          lat. detestari, comp. da de-+ testari.
 ~ decidere. 3 Produrre. 4 Specificare, definire. ~            detonànte, agg. e sm. Di sostanza che provoca la
 chiarire. 5 Influire, provocare. ~ causare.                    detonazione degli esplosivi. ~ deflagrante, esplosivo. <>
 v. rifl. Risolversi. ~ decidersi.                              antidetonante, antideflagrante.
      v. tr. to determine.                                     detonàre, v. intr. Scoppiare con fragore. ~ deflagrare,
      lat. determinare, comp. da de-+ terminare                 esplodere.
 delimitare.                                                         lat. detonare, comp. da de-+ tonare.
determinatézza, sf. L'essere determinato; esattezza. ~         detonatóre, sm. Dispositivo che innesca la carica di
 precisione.                                                    scoppio di un proiettile o di un ordigno qualora il
determinatìvo, agg. Che serve a determinare. <>                 dispositivo d'accensione risulti essere insufficiente.
 indeterminativo.                                               Consiste in un involucro metallico al cui interno si
determinàto, agg. 1 Definito, convenuto. ~ stabilito. <>        trovano una sostanza esplosiva innescante (primario) e
 imprecisato. 2 Speciale, singolare. ~ particolare. <>          una dirompente. Vengono usati detonatori anche per gli
 generico. 3 Deciso, risoluto. ~ fissato. <> vago. 4            esplosivi impiegati nell'industria estrattiva e delle
 Quantità di valore certo. ~ preciso. <> indeterminato.         costruzioni. Possono essere a miccia oppure elettrici e
      agg. 1 stated, given. 2 (singolare) particular. 3         permettono di brillare un certo numero di ordigni
 (deciso) resolute.                                             esplosivi contemporaneamente oppure con ritardi
determinazióne, sf. 1 Il determinare e l'essere                 programmati. I detonatori elettrici possono essere
 determinato. ~ risolutezza. <> esitazione. 2 Proposito. ~      collegati tra loro in serie, in parallelo o in serie-parallelo.
 risoluzione. <> indeterminazione.                              Il ritardo tra le diverse esplosioni di una volata di mine
      sf. determination.                                        può essere utilizzato per ottenere una riduzione delle
      lat. determinatio,-onis.                                  vibrazioni (come nel caso dell'abbattimento di un
determinìsmo, sm. Teoria filosofica che afferma                 edificio senza danneggiare quelli circostanti) o una
 l'universalità del principio causale e la concatenazione       frantumazione mirata della roccia (nel caso delle
 necessaria di tutti i fenomeni secondo il rapporto di          miniere).
 causa-effetto. La prima formulazione del determinismo         detonazióne, sf. 1 Il detonare e il suo effetto. 2
 era già presente nell'atomismo di Democrito (460-370 a.        Esplosione fragorosa. ~ scoppio.
 C.), poi ripresa da Epicuro (341-270 a. C.). Ha                     deriv. da detonare.

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detonòmetro, sm. Dispositivo applicato a un motore             dettàre, v. tr. 1 Dire parola per parola quello che un
 standard Cfr per il rilevamento della detonazione              altro deve scrivere. ~ scandire. 2 Consigliare, avvertire.
 provocata dalla benzina in esame.                              ~ suggerire. • si era fatto dettare tutta la soluzione del
detractus, sm. Detrazione fatta al patrimonio di                problema. 3 Imporre, ordinare. ~ prescrivere. • furono
 cittadini o di stranieri in vigore nell'epoca medievale.       dettate le condizioni della resa.
detraìbile, agg. Che si può detrarre. ~ sottraibile. <>              v. tr. 1 to dictate. 2 (consigliare) to tell. 3 (legge) to
 indetraibile, indeducibile.                                    lay down the law.
detraibilità, sf. Il detrarre e l'effetto.                           lat. dictare, da dicere dire.
detràrre, v. tr. e intr. 1 Togliere via, decurtare,            dettàto, agg. e sm. agg. Pronunciato ad alta voce perché
 sottrarre. ~ levare. <> aggiungere, addizionare. 2             sia scritto.
 Nuocere al buon nome di qualcuno sparlandone. ~                sm. 1 Ciò che viene scritto sotto dettatura. 2 Modo di
 denigrare.                                                     scrivere relativo a lingua e stile.
     v. tr. to take away, to deduct.                                 sm. dictation.
     lat. detrahere, comp. da de-+ trahere.                    dettatóre, sm. (f.-trice) 1 Chi parla, chi scrive. 2 Colui
detrattóre, sm. (f.-trìce) Chi nuoce al buon nome di            che detta.
 qualcuno o di qualcosa. ~ denigratore, ammiratore.            dettatùra, sf. Il dettare.
detrazióne, sf. 1 Sottrazione. ~ defalco. <>                         sf. dictation.
 maggiorazione. 2 Calunnia. ~ diffamazione. 3                  Detti Opera di poesia di Iacopone da Todi (XIII-XIV sec.).
 Diminuzione. ~ riduzione. <> aumento.                         Detti e contraddetti Prosa di K. Kraus (1909).
     sf. 1 deduction. 2 (d'imposta) tax allowance.             détto, agg. e sm. agg. 1 Enunciato per mezzo di parole.
     lat. detractio,-onis, deriv. da detractus.                 ~ parola. <> sottaciuto. 2 Che è già stato nominato. ~
detriménto, sm. Pregiudizio, danno. ~ svantaggio. <>            sopraddetto. 3 Soprannominato.
 beneficio.                                                          lat. dictus, p.p. di dicere.
detrìtico, agg. (pl. m.-ci) Di detrito, formato dai detriti.    sm. 1 Parola. ~ discorso. 2 Facezia. ~ arguzia. 3 Motto,
detrìto, sm. Residuo di una sostanza distrutta o ridotta        proverbio. ~ sentenza.
 in frantumi. ~ avanzo, resto, scoria.                               agg. named, called, know as. sm. saying.
     sm. detritus.                                                   lat. dictum, s. da dictus.
     lat. detritum, da detritus, p.p. di deterere              detumescènza, sf. Riduzione di una tumefazione.
 frantumare.                                                   deturpaménto, sm. Il deturpare e lo stato della cosa
Detroit Città degli USA (1.090.000 ab.) nello stato del         deturpata.
 Michigan, vicino al confine con il Canada. È stata a lungo    deturpàre, v. tr. Rendere turpe, sfigurare. ~ deformare.
 capitale dell'automobile, per la presenza delle industrie      <> abbellire, migliorare.
 della Ford, General Motors, Chrysler; è sede anche di               v. tr. to disfigure.
 importanti industrie chimiche, aeronautiche,                        lat. deturpare, comp. da de-+ turpare.
 farmaceutiche, nonché importante porto del sistema dei        deturpatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi deturpa.
 Grandi Laghi. Venne fondata dal francese Cadillac nel         deturpazióne, sf. Il deturpare e l'effetto; la cosa che
 1701; fa parte degli USA dal 1796.                             deturpa.
detronizzàre, v. tr. 1 Deporre dal trono. ~ spodestare.        Deucalióne Figlio di Prometeo sopravvisse con la moglie
 <> incoronare. 2 Privare di una carica. ~ destituire.          Pirra al diluvio provocato da Zeus per distruggere
detrusóre, sm. Strato muscolare contrattile della vescica       l'umanità, grazie all'arca costruita su consiglio del padre.
 urinaria.                                                      Giunti a Parnaso, secondo l'oracolo di Delfi, gettarono
détta, sf. Usato solo nella locuzione a detta di.               dietro di loro delle pietre, simbolo delle ossa della madre
     sf. according to.                                          Terra, dalle quali nacquero uomini e donne.
dettagliànte, sm. e sf. Venditore al minuto. ~                 deumidificàre, v. tr. Ridurre il tasso d'umidità dell'aria.
 rivenditore. <> grossista.                                    deumidificatóre, sm. Dispositivo per deumidificare.
     sm. retailer.                                             deus ex machina, loc. sost. m. invar. 1 Espressione
dettagliàre, v. tr. Circostanziare. ~ descrivere,               latina che significa "una divinità da un macchinario".
 particolareggiare. <> riassumere, schematizzare.               Nelle tragedie la divinità veniva calata sulla scena da una
     v. tr. to give full details of, to detail.                 macchina. L'espressione è usata per indicare un
dettagliataménte, avv. In modo dettagliato. ~                   intervento inatteso e risolutorio di una situazione critica.
 minuziosamente.                                                2 Persona o evento che risolve una situazione difficile. •
dettagliàto, agg. Particolareggiato, circostanziato. ~          il deus ex machina della situazione.
 minuzioso. <> abbozzato, generico.                            deuteranopìa, sf. Incapacità di vedere il verde.
     agg. in detail, detailed.                                 deutèrio, sm. Isotopo dell'idrogeno con simbolo D o 2H,
dettàglio, sm. 1 Particolare, circostanza. ~ minuzia. <>        detto anche idrogeno pesante. Il suo nucleo è formato da
 sostanza, succo. • in dettaglio, in modo molto                 un protone e da un neutrone. Le sue caratteristiche
 particolareggiato; vendita al dettaglio, al minuto. 2          fisiche, a eccezione della temperatura di ebollizione,
 Coordinamento fra i servizi a bordo di una nave militare,      sono simili a quelle dell'idrogeno. Il suo ossido, detto
 di cui è responsabile l'ufficiale di dettaglio.                acqua pesante, è impiegato con l'ossigeno nei reattori
     sm. 1 detail. 2 (comm.) retail.                            atomici per rallentare i neutroni.
     franc. detail.                                            deutero- Primo elemento di parole composte derivato dal
dettàme, sm. 1 Precetto, legge. ~ norma. 2                      greco déuteros, che significa "secondo".
 Suggerimento, avvertimento. ~ consiglio.                      deuterocanònico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a quei libri
                                                                dell'Antico e Nuovo Testamento ricevuto dalla Chiesa nel

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 canone ufficiale dei libri sacri solo dopo alcune            deviàre, v. v. intr. 1 Uscire dalla propria via per
 contestazioni.                                                prenderne un'altra. ~ dirottare, sviare. <> incanalare,
deuteromicèti Sinonimo di Funghi imperfetti.                   instradare. 2 Discostarsi dalla norma, uscire dall'usanza,
deuteróne, sm. Sinonimo di deutone.                            dalla regola. ~ fuorviare. 3 Allontanarsi. ~ discostarsi.
Deuteronòmio Quinto libro del Pentateuco. Si tratta di         <> attenersi a, seguire. • deviare dall'argomento, fare
 una nuova edizione dei precetti dati da Mosè nei libri        una digressione.
 precedenti al popolo ebraico.                                 v. tr. Far deviare, far cambiare direzione. ~ sviare. •
Deuterostòmi Gruppo della classificazione del regno            deviarono la corrente del fiume, per potere effettuare i
 animale appartenente al sottoregno dei Metazoi e              lavori sulla sponda.
 comprendente gli animali più evoluti e differenziati.              v. intr. to deviate, to turn off. v. tr. to divert.
 Comprende i seguenti tipi: Chetognati, Pogonofori,                 lat. deviare, comp. da de-+ deriv. da via strada.
 Pterobranchi, Enteropneusti, Echinodermi e Cordati.          deviàto, agg. e sm. Che, chi ha comportamenti devianti.
deutóne, sm. Nucleo dell'atomo di deuterio o idrogeno         deviatóio, sm. Scambio ferroviario.
 pesante formato da un protone e da un neutrone.              deviatóre, sm. Ferroviere addetto alla manovra di uno
deutoplàsma, sf. L'insieme delle sostanze di riserva           scambio ferroviario.
 incluse nel citoplasma dell'uovo e costituite da piccole     deviazióne, sf. 1 Il deviare e l'effetto. ~ digressione. 2
 sfere di sostanze albuminoidi.                                Modificazione rispetto alla posizione naturale, normale.
Deutsch, Helene (Przemysl, Polonia 1884-Cambridge,             ~ degenerazione.
 Massachusetts 1982) Psicanalista, allieva di S. Freud, fu          sf. 1 deviation. 2 (stradale) diversion, detour.
 la prima donna ad assumere nel 1923 la direzione                   lat. tardo deviatio,-onis.
 dell'Istituto Psicoanalitico di Vienna. Emigrata negli        Deviazione magnetica
 Stati Uniti d'America, si occupò quasi esclusivamente         Angolo formato dall'ago magnetico con il meridiano
 degli aspetti della psicologia femminile, mettendone in       magnetico del luogo.
 risalto, come tratti fondamentali, la passività, il           Deviazione standard
 masochismo e il narcisismo. Identificò e descrisse il         In statistica è la media quadratica degli scarti dalla
 concetto di personalità tipo "come se", attualmente di        media aritmetica di un insieme di determinazioni
 grande interesse. Tra i suoi saggi, Psicologia della          sperimentali. Viene usato come indice dell'errore
 donna.                                                        commesso usando il valore medio invece dei valori
Deux-Sèvres Dipartimento (346.000 ab.) della Francia           osservati.
 centro-occidentale, capoluogo Niort.                         deviazionìsmo, sm. Tendenza a deviare dall'ortodossia
Deva Città (79.000 ab.) della Romania, nella                   di un partito.
 Transilvania.                                                deviazionìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi pratica il
devalutazióne, sf. Abbassamento ufficiale della moneta         deviazionismo.
 di un paese. ~ svalutazione.                                 devisceràto, agg. Che è stato privato delle viscere.
devanagàrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Alfabeto usato per       devitalizzàre, v. tr. Togliere l'attività vitale di un
 la lingua sanscrita e per un certo numero di lingue           organo.
 indiane moderne.                                             devmo Sigla di devotissimo.
devastàre, v. tr. 1 Rovinare con impeto e saccheggiando.      devoltóre, sm. Generatore elettrico collegato in maniera
 ~ depredare. 2 Deturpare. ~ distruggere. 3 Imbruttire. ~      che la forza elettromotrice prodotta si sottragga alla
 sfigurare.                                                    tensione erogata da un'altra sorgente.
      v. tr. to ravage, to devastate.                         devolutìvo, agg. Relativo alla devoluzione.
      lat. devastare, comp. da de-+ vastare rendere vuoto.    devoluzióne, sf. 1 Destinazione di una somma a un
devastatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi devasta.           determinato uso. 2 Trasferimento di beni o diritti.
devastazióne, sf. 1 Distruzione, desolazione. ~ rovina. 2           sf. transfer, devolution.
 Saccheggio, sterminio. ~ depredazione.                             lat. tardo devolutio,-onis, deriv. da devolutus, p.p. di
      lat. tardo devastatio,-onis.                             devolvere.
développé, sm. Voce francese che identifica un                 Guerra di devoluzione
 movimento d'adagio nella danza accademica.                    Guerra combattuta tra Spagna e Francia negli anni 1667-
deverbàle, agg. e sm. Di nome che deriva da un verbo.          1668 per la rivendicazione del possesso dei Paesi Bassi
Dèvero Valle delle Alpi Lepontine, in provincia di             spagnoli da parte del re Luigi XIV di Francia in nome
 Novara.                                                       della moglie Maria Teresa, figlia del defunto re di Spagna
devetrificazióne, sf. 1 Difetto di un rivestimento             Filippo IV. La Francia si opponeva a Carlo II di Spagna,
 ceramico consistente nell'opacità della vetrina. 2 Difetto    figlio di secondo letto di Filippo IV. La guerra si concluse
 dei vetri dovuto a un processo di cristallizzazione.          con la pace di Aquisgrana (1668) in cui la Francia
deviaménto, sm. Atto del deviare.                              rinunciò ai territori che aveva invaso della Franca
deviànte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che va o porta fuori          Contea, conservando però le Fiandre.
 strada. ~ fuorviante. 2 Che manifesta devianza. ~            devòlvere, v. tr. 1 Trasmettere, destinare ad altri o a un
 anomalo.                                                      uso diverso un bene o un diritto; dare, destinare. ~
 sm. e sf. Chi manifesta devianza.                             donare, elargire. 2 Far scendere giù. ~ varare.
deviànza, sf. 1 In sociologia è il comportamento sociale            v. tr. to give, to assign, to devolve, to transfer.
 individuale o di un gruppo, caratterizzato da aspettative          lat. devolvere, comp. da de-+ volvere volgere.
 diverse da quelle condivise dalla società o dalla            Devon (Canada) Isola del Canada, nell'Arcipelago
 violazione di norme sociali prestabilite. 2 Somma dei         Artico.
 quadrati degli scarti di una variabile.

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Devon (Gran Bretagna) Contea (1.049.000 ab.) della               dharma, sm. Voce sanscrita che nella civiltà indiana
 Gran Bretagna, capoluogo Exeter.                                 indica la legge sotto tutti i suoi aspetti: civile, metafisico,
devoniàno, agg. e sm. agg. Relativo al terzo periodo del          politico, religioso e sociale.
 Paleozoico.                                                     dharmasutra, sm. Voce sanscrita che nell'antica India
 sm. Periodo dell'era Paleozoica seguito al Siluriano e           designava le raccolte di precetti di diritto sia profano che
 precedente al Carbonifero.                                       religioso relativi ai doveri tipici delle varie caste e di
 • È caratterizzato da calcari madreporici e arenarie             ciascuno dei quattro periodi della vita dell'uomo.
 rosse. Prende il nome dalla contea di Devon in Gran             Dhaulagiri Cima (8.172 m) del Nepal, nel gruppo
 Bretagna, luogo in cui si depositarono coltri                    dell'Himalaya.
 sedimentarie, terrestri e marine. I primi esseri viventi        D'hok Regione (293.000 ab.) dell'Iraq, che confina a nord
 furono i branchiopodi che affiancarono le ammoniti.              con la Turchia.
 Solo in seguito si diffusero i plocodermi e Pesci               Dhôtel, André (Attigny 1900-Parigi 1991) Romanziere
 cartilaginei e ossei. Sulla terraferma apparvero ragni,          francese. Dopo la pubblicazione di una raccolta di versi
 insetti e i primi anfibi; tra le piante le felci e le            intitolata Le petit livre clair (1927) e del saggio L'oeuvre
 spermatofiti.                                                    logique de Rimbaud (1933), si dedicò all'insegnamento
devotio moderna Movimento di riforma religiosa di                 della filosofia prima in Grecia e poi in Francia.
 carattere mistico e ascetico nato nei Paesi Bassi verso la       Raggiunse il successo solo nel 1955, con la pubblicazione
 fine del XIV sec.                                                del romanzo Le pays où l'on n'arrive jamais. Altre sue
devòto, agg. e sm. agg. 1 Che è pronto a far sacrificio di        opere degne di nota sono i romanzi Les rues de l'aurore
 sé a Dio, lo prega abitualmente e ne segue i precetti. ~         (1947), La nouvelle chronique fabuleuse (1984) e
 credente. • animo devoto. 2 Che si dedica interamente a          Histoire d'un fonctionnaire (1984), oltre al volume di
 un ideale. ~ dedicato. • era devoto al principio della           poesie La vie passagère (1978).
 libertà. 3 Affezionato, fedele. ~ fidato. • un amico            Dhulia Città (210.000 ab.) dell'India, nello stato del
 devoto.                                                          Maharashtra.
 sm. 1 Che frequenta assiduamente le sacre funzioni. ~           di, prep. e sm. prep. 1 Indica la proprietà, l'autore. 2
 credente. <> ateo, irreligioso. 2 Persona affezionata e          Indica un moto da luogo (uscire di casa). 3 Esprime
 fedele. ~ rispettoso.                                            l'origine, la denominazione, il luogo di nascita (è di
      agg. 1 devout, pious. 2 (fedele) devoted.                   Genova; la città di Palermo). 4 Indica un insieme di cui
      lat. devotus, p.p. di devovere offrire in voto.             si considera solo una parte (un po' di astuzia, alcuni di
Devòto, Giàcomo (Genova 1897-Firenze 1974)                        noi, sono venuti degli amici; ma è meglio l'ho detto ad
 Linguista. Tra le opere I fondamenti della storia                amici piuttosto che l'ho detto a degli amici). 5 Si
 linguistica (1951) e Dizionario della lingua italiana (con       riferisce all'oggetto o al soggetto di un sentimento
 G. C. Oli, 1971).                                                (l'amore dei genitori). 6 Assume valore appositivo (un
devozionale, agg. Di devozione.                                   tesoro di ragazzo). 7 Indica la materia, il contenuto, lo
devozióne, sf. 1 Vivo sentimento religioso. • la                  strumento, il mezzo, il modo, lo scopo o la causa (vaso di
 devozione della popolazione era veramente molto                  vetro, bicchiere di latte, vivere di rendita, venire di
 radicata. 2 Venerazione speciale verso qualche santo. 3          corsa, muro di cinta, teatro di prosa, sporco di grasso,
 Deferenza affettuosa verso una persona; dedizione,               morto di fame). 8 Introduce una colpa (lo accusano di
 rispetto. ~ fedeltà. • con devozione, formula di chiusura        truffa). 9 Introduce una specificazione di tempo
 utilizzata nelle lettere.                                        determinato (d'estate). 10 Indica una limitazione (bello
      sf. devoutness, devotion.                                   di faccia; lo conosco di vista). 11 Esprime una misura,
      lat. devotio,-onis, deriv. da devotus, p.p. di devovere.    una stima, un prezzo (bambino di 6 anni, pesce di 2 kg.
Dewar, James (Kincardine-on-Forth 1842-Londra 1923)               12 Introduce l'argomento di uno scritto o una
 Fisico inglese. Compì importanti studi sulle basse               conversazione (parlano di politica, libro di
 temperature.                                                     matematica). 13 Concorre alla formazione di locuzioni
Dewey, John (Burlington 1859-New York 1952) Filosofo              preposizionali e avverbiali (prima di pranzo, andare di
 e pedagogista americano, fondò lo strumentalismo,                sotto). 14 Si fonde con l'articolo determinativo,
 dottrina secondo cui l'intelligenza è un prodotto                formando le preposizioni articolate del, dello, dei, degli,
 dell'evoluzione biologica, mezzo per adattarsi                   della, delle. 15 Può esprimere una funzione distributiva
 all'ambiente. Tra le sue opere, Scuola e società, Scuola         (di dieci in dieci). 16 Può introdurre il secondo termine
 ed educazione, Logica e Teoria dell'immagine.                    di paragone in una comparazione (più veloce di me, più
dextrarum iunctio, loc. avv. Presso i Romani era l'atto           di un'ora).
 di stringersi la mano destra da parte degli sposi durante        sm. Nome della lettera d.
 il rito nuziale                                                       prep. 1 of. 2 (causa, mezzo) with. 3 (una certa
Dezful Città (181.000 ab.) dell'Iran, nel Khuzistan.              quantità) some. 4 (provenienza) from, out of. 5 (tempo)
Dezzo Fiume (36 km) che nasce dalle Alpi Orobie in                in. 6 (argomento) about. 7 (negazione) any. 8
 Lombardia. Confluisce nell'Oglio.                                (comparazione) than (better than you), of (the best of
DG Sigla di Direzione Generale.                                   all), in (the biggest hotel in the town).
dg Simbolo del decigrammo.                                       dì, sm. Giorno.
DGV Sigla di Direzione Generale delle Valute.                          sm. day.
Dhaka Città (6.105.000 ab.) del Bangladesh, capitale             Di Cènta, Manuèla (Paluzza, Udine 1964-) Sciatrice di
 dello stato.                                                     fondo. Alle olimpiadi del 1994 vinse l'oro nella 15 e nella
                                                                  30 km, l'argento nella 5 km e nella staffetta. Fu vincitrice
                                                                  della Coppa del mondo nel 1994 e nel 1996.

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Di chi è la colpa? Romanzo di A. Herzen (1846).                insorge bruscamente a causa di un'infezione virale
Di Giàcomo, Salvatóre (Napoli 1860-1934) Poeta e               pancreatica. I secondi possono invece essere curati con
 scrittore, la sua produzione è ricca di riferimenti           farmaci antidiabetici più blandi e includono tutti quei
 realistici e popolari e presenta un verismo limitato dal      pazienti, generalmente di media età e con parenti di
 gusto per i toni patetici. La sua poesia fu malinconica e     primo grado già affetti da diabete mellito, in cui la
 intrisa di intensa musicalità. Tra le sue opere, le           patologia ha uno sviluppo graduale. Nella terapia del
 commedie 'O voto, Mese mariano, Assunta Spina. Tra le         diabete mellito, i farmaci antidiabetici e l'insulina
 poesie, Ariette e sonette, Poesie. Scrisse le parole della    devono essere associati a una dieta molto rigida,
 famosa canzone Marechiaro.                                    caratterizzata dalla quasi totale assenza di zuccheri e
Di Giovànni, Vincènzo (Salaparuta, Trapani) 1832-              bevande alcoliche.
 1903) Filologo e filosofo. Sacerdote, ha lasciato                 sm. diabetes.
 l'importante opera Storia della filosofia in Sicilia dai      Diabete bronzino
 tempi antichi al secolo XIX (1872).                           Diabete mellito associato alla cirrosi epatica.
Di là dal bene e dal male Opera di filosofia di F. W.          Diabete insipido
 Nietzsche (1886).                                             Malattia caratterizzata da una grande emissione di urina
Di là del fiume e tra gli alberi Romanzo di E.                 molto diluita, a causa di un assorbimento ridotto
 Hemingway (1950).                                             dell'acqua da parte dei tubuli renali.
Di Piètro, Antònio (Montenero di Bisaccia 1950-)              diabètico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Di diabete.
 Magistrato e uomo politico. Attivo dal 1985 a Milano, nel     sm. Malato di diabete.
 1992 ha partecipato all'inchiesta Mani pulite,               Diaboliche, Le Racconto di J. A. Barbey d'Aurevilly
 combattendo la corruzione politica. Nel 1995 ha lasciato      (1874).
 la magistratura e nel maggio 1996 è entrato a far parte      Diabolici, I Film drammatico, francese (1954). Regia di
 del governo Prodi come ministro dei lavori pubblici.          Henri-Georges Clouzot. Interpreti: Simone Signoret,
 Coinvolto a sua volta in inchieste giudiziarie, si è          Vera Clouzot, Charles Vanel. Titolo originale: Les
 dimesso. Nel 1997 è diventato senatore nelle file             diaboliques
 dell'Ulivo. Nel marzo 1998 a Sansepolcro (Arezzo), ha        diabòlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di diavolo. ~ demoniaco. <>
 proclamato la nascita di una nuova formazione politica        angelico. 2 Maligno, perfido. ~ infernale. <> celestiale.
 italiana, battezzata Italia dei valori.                       • Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Sentenza
Di qua dal paradiso Romanzo di F. S. Fitzgerald (1920).        citata nei Sermoni di San Bernardo.
Di qui all'eternità Romanzo di J. Jones (1951).               diac, sm. Semiconduttore al silicio a due elettrodi a
Di Stefano, Alfredo (Buenos Aires 1926-) Calciatore            conduzione bidirezionale.
 argentino. Dal 1953 al 1964 giocò con il Real Madrid         diacciàre, v. tr. Far divenire freddo come il ghiaccio.
 conquistando la Coppa dei Campioni ben cinque volte.         diàccio, agg. Freddo, gelato come il ghiaccio.
Di Stéfano, Giusèppe (Motta Sant'Anastasia 1921-)             diachènio, sm. Frutto secco, costituito da due acheni.
 Tenore con predilezione per i ruoli lirico-drammatici.       diacinèsi, sf. Quinto e ultimo stadio della profase della
Di Vittòrio, Giusèppe (Cerignola 1892-Lecco 1957)              meiosi. In questa fase diminuisce il numero dei chiasmi,
 Sindacalista e uomo politico, fu deputato socialista nel      aumenta la spiralizzazione dei cromosomi, si spostano e
 1921 e comunista nel 1924. Venne condannato a dodici          scompaiono nucleolo e membrana nucleare.
 anni di carcere, che scampò fuggendo in Francia ove          diàclasi, sf. Frattura che si produce in una massa
 continuò la sua attività politica. Organizzò le barricate     rocciosa in seguito a movimenti tellurici o ad altre cause
 internazionali in Spagna, fu arrestato in Francia nel 1941    meccaniche.
 ed estradato in Italia dove fu esiliato a Ventotene. Dal     diaconàle, agg. Relativo al diacono o al diaconato.
 1943 riorganizzò il sindacato, divenendo segretario della    diaconàto, sm. Secondo degli ordini maggiori che
 CGIL negli anni della rottura dell'unità sindacale. Dal       attribuisce al chierico la facoltà di assistere il sacerdote
 1949 fu presidente della Federazione sindacale mondiale       durante le funzioni liturgiche.
 (FSM) e deputato alla costituente.                           diaconéssa, sf. Nella chiesa cristiana primitiva e in varie
dia- Primo elemento di parole composte derivato dal            chiese protestanti, donna addetta a determinati riti.
 greco dià, ossia attraverso.                                 diaconìa, sf. 1 Ufficio di diacono nelle comunità
DIA Sigla di Direzione Investigativa Antimafia.                cristiane primitive. 2 Operazione per le opere
diabase, sf. Roccia effusiva di colore verde la cui            assistenziali in alcune chiese protestanti. 3 Titolo
 composizione è la stessa dei gabbri, ma con giacitura         attribuito ai cardinali.
 filoniana e struttura ofitica.                               diàcono, sm. Chierico che ha ricevuto l'ordine del
diabète, sm. Malattia del ricambio (diabete mellito),          diaconato.
 consistente nell'alterazione permanente del metabolismo           sm. deacon.
 degli zuccheri, dovuta a insufficiente produzione                 lat. diaconus, dal greco diàkonos ministro del
 d'insulina. Può essere ereditaria; nel diabetico è            tempio.
 riscontrabile un'elevata quantità di zucchero nelle urine    diacrìtico, agg. (pl. m.-i) Di segno grafico che modifica
 e glicemia alta. Nel caso venga trascurata, la malattia       un altro segno (per esempio la cediglia in francese).
 può portare al coma iperglicemico o ipoglicemico. I          diacronìa, sf. Prospettiva storica, evolutiva
 pazienti affetti da diabete mellito vengono suddivisi in      nell'osservazione degli eventi e dei fenomeni, specie
 due classi: gli insulinodipendenti (IDDM) e i non-            linguistici.
 insulinodipendenti (NIDDM). I primi devono sottoporsi        diacrònico, agg. (pl. m.-ci) Della diacronia.
 costantemente alla terapia insulinica e comprendono
 generalmente soggetti giovani, nei quali la malattia

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dìade, sf. 1 Unità di due elementi che si integrano              vagina, sul collo dell'utero prima del rapporto sessuale.
 reciprocamente. 2 Coppia di cromosomi omologhi uniti                 sm. 1 (divisorio) screen. 2 (anat., fotog.) diaphragm.
 allo stadio zigotene della profase della meiosi.                • Muscolo dei Mammiferi che separa la cavità toracica da
diadèlfo, agg. Si dice degli stami saldati per i filamenti       quella addominale; è collegato allo sterno, alle costole e
 in due gruppi.                                                  alle vertebre lombari. Facilita l'inspirazione poiché,
diadèma, sm. (pl.-i) 1 Nell'antichità classica e presso i        abbassandosi, consente la dilatazione della cavità
 popoli orientali, fascia di tela o cerchio d'oro portato sul    toracica e dei polmoni. Il suo controllo è molto
 capo. 2 Ornamento del capo, con gemme, che portano le           importante nelle tecniche di canto, specie di quello
 signore nei ricevimenti di gala. 3 Corona reale.                lirico.
     sm. 1 diadem. 2 (femminile) tiara.                          Diaframma di apertura limitata
     lat. diadema,-atis, dal greco diàdema, deriv da             In fotografia è il dispositivo che regola il fascio di luce
 diadèin legare.                                                 che attraversa un obiettivo per raggiungere la pellicola.
 • Di origine incerta, era usato dai greci e aveva               Tale apertura è indicata da un numero, ottenuto
 significato religioso o civile; per i sacerdoti era un          dividendo la lunghezza focale dell'obiettivo per il
 simbolo di consacrazione agli dei mentre per i sovrani          diametro dell'apertura.
 asiatici era simbolo di potenza civile. Alessandro Magno       diaframmàre, v. tr. Limitare l'ampiezza del fascio di
 usò come diadema reale una fascia bianca piena di               raggi che attraversa un sistema ottico.
 preziose decorazioni che fu indossata da tutti i suoi          diaframmàtico, agg. Relativo al diaframma.
 successori. Per i romani aveva un significato negativo in      diaftorèsi, sf. Metamorfismo regressivo o retrogrado
 quanto simboleggiava una dominazione di tipo                    che, nell'epizona, subiscono le rocce che sono già state
 tirannico; fu usato per la prima volta da Diocleziano. Dal      sottoposte a un metamorfismo di grado maggiore nella
 IV sec. acquistò prestigio fino a diventare un'opera di         mesozona o nella catazona.
 oreficeria; un cerchio d'oro veniva sormontato di pietre       diagènesi, sf. Trasformazione subita da un deposito
 preziose, perle e opali. I mosaici di Sant'Apollinare           sedimentario a opera di organismi che lo consolidano
 Nuovo a Ravenna, testimoniano come il diadema fosse             attraverso processi di cementazione e di cristallizzazione
 utilizzato da molti imperatori d'Oriente. Nel medioevo in       o a opera di acque di infiltrazione.
 occidente venne chiamato corona, frontale e ghirlanda          diaginico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai caratteri ereditari
 acquisendo un significato regale e religioso; nel               legati al sesso che si trasmettono attraverso le femmine e
 rinascimento il suo scopo fu solo decorativo. Questo            si presentano nei maschi.
 prezioso gioiello oggi è usato solo da principesse o           diàgnosi, sf. invar. 1 Determinazione della natura e dei
 regine.                                                         caratteri di una malattia, dedotta dagli esami analitici e
diàdico, agg. Che concerne la diade, che è duplice.              dai sintomi. 2 Analisi di un fenomeno. • la diagnosi
diàdoco, sm. (pl.-chi) 1 Ciascuno dei successori di              della situazione economica non lascia molto da sperare.
 Alessandro Magno. 2 Titolo del principe ereditario in                sf. diagnosis.
 Grecia.                                                              greco diagnosis, deriv. da diagignòskein distinguere.
diadococinesìa, sf. Facoltà di eseguire rapidamente una         diagnòsta, sm. Medico particolarmente abile nel
 successione di movimenti antagonisti.                           formulare diagnosi.
diadùmeno Una delle statue più importanti di Policleto          diagnòstica, sf. Branca della medicina relativa alla
 raffigurante un giovane atleta.                                 formulazione della diagnosi.
diafanimetrìa, sf. In metrologia è la misurazione del           diagnosticàre, v. tr. Riconoscere mediante diagnosi.
 grado di visibilità e trasparenza dell'atmosfera.              diagnòstico, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Di diagnosi.
diafanìmetro, sm. Strumento ottico.                              sm. Medico che fa la diagnosi.
diafanità, sf. Proprietà dei corpi diafani.                     diagonàle, agg., sm. e sf. agg. Trasversale, obliquo. ~
diàfano, agg. 1 Che lascia passare la luce. ~ trasparente.       trasverso.
 <> opaco. 2 Pallido, delicato, gracile. ~ esile. <>             sm. Stoffa tessuta obliquamente rispetto all'ordito.
 robusto, forte.                                                 sf. 1 Segmento tracciato fra due vertici opposti di un
diafanoscopìa, sf. Illuminazione attraverso le ossa di           poligono. 2 Ogni linea che passa di traverso in uno
 cavità naturali del corpo per studiarne la trasparenza.         spazio.
diàfisi, sf. Corpo di un osso lungo.                                  agg. e sf. diagonal.
diafonìa, sf. Dissonanza, discordanza.                                lat. diagonalis, dal greco diagonios, comp. di dia-, da
diafònico, agg. (pl. m.-ci) Discordante.                         dia attraverso + deriv. da gonìa angolo.
diàfora, agg. e sf. In meteorologia è la linea che unisce i     diagràmma, sm. (pl.-i) 1 Rappresentazione grafica di
 punti della Terra con uguale escursione termica annuale.        una funzioni o altri tipi di relazioni matematiche. 2
diaforèsi, sf. Sudorazione abbondante.                           Disegno che rappresenta un fenomeno.
diaforètico, agg. (pl. m.-ci) Di rimedio che favorisce la             sm. diagram.
 sudorazione.                                                    Diagramma di flusso
diafràmma, sm. (pl.-i) 1 Elemento divisorio, che serve a         Rappresentazione grafica di un algoritmo. È usato in
 separare. 2 Muscolo del torace. 3 Nelle macchine                informatica nell'analisi dei problemi di stesura di
 fotografiche, disco provvisto di un foro ad apertura            programmi.
 regolabile che serve a limitare la luce trasmessa alla          Diagramma C-L (colore-luminosità)
 pellicola dall'obiettivo. 4 La laminetta vibrante degli         È la rappresentazione grafica, elaborata da Hertzsprung-
 apparecchi acustici. 5 In medicina è un contraccettivo di       Russel, della magnitudine assoluta delle stelle in
 barriera che consiste in un cappuccio di gomma con              funzione del loro tipo spettrale o colore. È normalmente
 bordo arrotolato, che la donna inserisce, attraverso la         detto diagramma H-R.
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diagrammàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al diagramma.                 sm. dialect.
dialèfe, sf. Iato tra due vocali consecutive, la seconda               lat. dialectos (-us), dal greco diàlektos.
 all'inizio della parola seguente.                               dialettòfono, agg. e sm. Che, chi parla un dialetto.
dialettàle, agg. Che è proprio del dialetto; che si riferisce    dialettologìa, sf. Ramo della linguistica che studia i
 al dialetto.                                                     dialetti.
dialettalìsmo, sm. Vocabolo o espressione di origine             dialettòlogo, sm. (pl.-gi) Esperto, studioso di
 dialettale.                                                      dialettologia.
dialèttica, sf. 1 Arte della discussione e del dialogo e         dialipètalo, agg. e sf. agg. Si dice del fiore con corolla
 della ricerca della verità attraverso discussioni e              formata da petali non concresciuti.
 argomenti esposti secondo rapporti logici ed efficaci. 2         sf. pl. Gruppo di piante coripetale caratterizzate dalla
 Capacità di sostenere un discorso logico e convincente;          corolla dialipetala.
 abilità nel discutere. ~ loquacità.                             diàlisi, sf. 1 Procedimento impiegato al fine di separare
      lat. dialectica (ars), dal greco dialektikè (tèchne).       sostanze colloidi da quelle cristalline, tramite opportune
 • Iniziata da Zenone di Elea, con i sofisti e Platone            membrane. 2 In medicina è l'eliminazione, ottenuta con
 coincide con l'indagine filosofica circa il rapporto tra         appositi strumenti, dell'urea contenuta in eccesso nel
 l'uno e la molteplicità. Per Aristotele è una parte della        sangue. Trattamento indispensabile nell'insufficienza
 logica; per Kant, quella trascendentale è l'errore della         renale cronica per scongiurare l'autointossicazione
 ragione che supera i limiti dell'esperienza. L'idealismo         dell'organismo e quindi la morte.
 postkantiano e il pensiero di Hegel si occupano del             dializzàre, v. tr. Sottoporre a dialisi.
 concetto di dialettica come logica del divenire, come           dializzatóre, sm. Apparecchio con cui si effettua la
 rapporto tra l'infinito e il finito. Per Hegel in particolare    dialisi.
 essa è il movimento della realtà razionale che si basa su       diàllage, sf. Figura retorica per cui molti argomenti
 tesi, antitesi, sintesi, in cui ogni momento finito s'invera     convergono alla stessa conclusione.
 nel rapporto con l'assoluto. Tale concezione resiste            diallàgio, sm. Silicato alluminifero di calcio, ferro e
 tutt'oggi.                                                       magnesio appartenente al gruppo dei pirosseni
Dialettica dell'illuminismo Opera di filosofia di M.              monoclini. Si trova in natura in cristalli verdi e bruni.
 Horkheimer con T. Adorno (1944).                                diallèlo, sm. Nella logica antica è il tipo di ragionamento
dialèttico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Proprio della           che si sforza di dare per dimostrato ciò che in realtà è
 dialettica. 2 Convincente. • aveva una grande abilità            proprio da dimostrare.
 dialettica.                                                     dialogàre, v. v. tr. Scrivere, ridurre in dialogo.
 sm. Che è abile nella discussione.                               v. intr. 1 Aprire un dialogo. ~ comunicare, colloquiare. •
      lat. dialecticus, dal greco dialektikos, deriv. da          cercava di non dialogare con l'opposizione. 2
 dialegein parlare.                                               Conversare, discorrere. ~ parlare.
dialètto, sm. Sistema linguistico, caratteristico di una         dialogàto, agg. e sm. agg. Che ha forma di dialogo.
 determinata zona geografica, più o meno simile alla              sm. Testo scritto o ridotto in forma di dialogo.
 lingua ufficiale nazionale, ma che non ha acquisito lo          Dialoghi Titolo sotto cui vengono comunemente riuniti i
 statuto sociale e culturale di tale lingua. Se in un'area        35 dialoghi attribuiti al filosofo greco Platone (Atene 417
 linguistica, in cui sono parlate numerose lingue affini,         a. C.-347 a. C.). I dialoghi, importanti dal punto di vista
 una di queste viene elevata a lingua ufficiale e viene           concettuale e artistico, sono: l'Apologia di Socrate,
 appresa da tutti i parlanti che vivono in quell'area, tutte      Critone, Lachete, Eutifrone, Carmide, Liside, Ione, Ippia
 le altre diventano dialetti. È quanto è accaduto in Italia       maggiore, Ippia minore, Protagora, Menone,
 fra il Duecento e il Cinquecento, quando il toscano ha           Menesseno, Cratilo, Eutidemo, Simposio, Fedone,
 assunto un ruolo dominante tra i tanti volgari italiani. La      Repubblica, Fedro, Parmedide, Teeteto, Sofista, Politico,
 distinzione tra lingua e dialetto non è strettamente             Filebo, Timeo, Crizia, Ermocrate. Dal punto di vista
 linguistica, ma piuttosto sociopolitica: la lingua è             stilistico, il dialogo è un genere letterario che Platone ha
 sostenuta da istituzioni come la scuola, la letteratura, il      elaborato in modo originale e portato a livelli altissimi di
 giornalismo e serve a una comunicazione più vasta,               perfezione. L'ampiezza della sua produzione e la
 talvolta anche internazionale. Il dialetto riguarda solo         molteplicità degli interessi teorici dell'autore fanno
 istituzioni culturali locali e viene impiegato soprattutto       ritenere Platone il più grande personaggio della storia
 per le comunicazioni orali in ambiti geograficamente             della filosofia. L'influsso delle teorie platoniche è
 ristretti, generalmente come strumento alternativo               sensibile ancor oggi, a distanza di 2400 anni.
 rispetto alla lingua ufficiale. Tuttavia, i dialetti hanno      Dialoghi con Leucò Romanzo di C. Pavese (1947).
 costituito il serbatoio linguistico che ha arricchito           Dialoghi d'amore Opera di Leone Ebreo (postuma
 l'italiano moderno. Dal punto di vista storico, l'uso            1535).
 letterario del dialetto si trova già nel Rinascimento           Dialoghi degli dei Prosa di Luciano (seconda metà II
 (Ruzante), fra Settecento e Ottocento viene assunto              sec.).
 come strumento realistico (C. Goldoni, G. G. Belli, C.          Dialoghi dei morti Opera di filosofia di Luciano
 Porta). Il ricorso al dialetto, da C. Porta in poi, si fa più    (seconda metà II sec.).
 frequente (Eduardo, S. Di Giacomo, G. Verga, P. P.               Dialoghi dei morti
 Pasolini, C. E. Gadda), utilizzato sia per arricchire            Opera di filosofia di B. de Fontenelle (1683).
 l'italiano sia in modo esclusivo. In Italia sono                Dialoghi delle carmelitane Dramma di G. Bernanos
 distinguibili molti dialetti, con caratteri distintivi spesso    (postumo 1952).
 risalenti a fattori storici e sociali. ~ gergo, parlata,
 vernacolo. <> lingua.

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Dialoghi delle carmelitane, I Opera in tre atti e dodici        diamànte, sm. 1 Carbonio puro cristallizzato, il più duro
 quadri di F. Poulenc, testo di G. Bernanos (Milano,             dei minerali. 2 Strumento avente una piccola punta di
 1957).                                                          diamante che viene usato dai vetrai per tagliare il vetro.
Dialoghi delle cortigiane Dialoghi di Luciano (seconda           ~ tagliavetro. 3 Carattere tipografico di corpo molto
 metà II sec.).                                                  piccolo. 4 Nel baseball, il quadrato centrale del campo
dialoghìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi scrive dialoghi.           da gioco.
dialògico, agg. (pl. m.-ci) Di dialogo.                              sm. diamond.
dialogìsmo, sm. Forma dialogica.                                     lat. tardo diamas,-antis.
dialogìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Scrittore di dialoghi.          • Materiale formato da carbonio cristallizzato nel
dialogìstico, agg. (pl. m.-ci) Dialogico.                        sistema cubico, con forma di ottagono o esacisottaedro.
dialogizzàre, v. tr. Ridurre in forma di dialogo.                Ha una durezza di 10 nella scala di Mohs e un
diàlogo, sm. (pl.-ghi) 1 Discorso alterno di due o più           caratteristico splendore. Risulta inattaccabile dagli acidi,
 persone; conversazione. ~ colloquio. 2 Componimento             ha peso specifico di 3,52 g/cm3 e brucia a 800 °C. I
 di un brano che usa la forma dialogica. 3 Componimento          principali giacimenti si trovano in Zaire e nella
 per due o più voci o per due o più strumenti.                   Repubblica sudafricana. Sono generalmente di
     sm. dialogue.                                               dimensioni non adatte alla creazione di gemme, per le
     lat. dialogus, dal greco diàlogos, deriv. da                quali devono essere sottoposti a lavorazioni di tagli (a
 dialègesthai conversare.                                        rosetta, a brillante). Il diamante più celebre fu il
 • Nell'antica filosofia è il trattato che tende alla verità,    Cullinan, trovato a Pretoria nel 1905, con peso grezzo di
 tramite l'esposizione di concetti opposti. Sorse con            3.106 carati. Viene, per la maggior parte, usato nella
 Platone, che nei Dialoghi ripropone i temi di Socrate.          lavorazione tecnica e industriale (seghe, abrasivi,
 Nella letteratura cristiana è diventato il mezzo                perforatrici); solo una minima parte viene destinata alla
 apologetico per trattare temi morali e filosofici. Il primo     produzione di oggetti preziosi.
 esempio di prosa scientifica in volgare è stato il Dialogo     diamantìfero, agg. Che contiene diamanti.
 sopra i due massimi sistemi di Galileo Galilei.                diametràle, agg. Relativo al diametro.
 In poesia è tipico dell'epica e della lirica corale greca,     diametralménte, avv. 1 Lungo la linea del diametro. 2
 connotata da elementi fortemente drammatici.                    In opposizione diretta.
Dialogo della divina provvidenza Prosa religiosa di             diàmetro, sm. Ogni corda che passa per il centro di un
 santa Caterina da Siena (1378). Testo dettato da santa          cerchio, di una sfera, di un ellisse o un'iperbole; è di
 Caterina ad alcuni discepoli. Conosciuto anche con titoli       misura doppia rispetto a quella di un raggio. In una
 diversi, come Trattato della divina provvidenza, Libro          parabola è ogni retta parallela all'asse.
 della divina rivelazione, o Dialogo della divina dottrina.          sm. diameter.
 Fu diffuso in vari manoscritti, con numerose varianti. La       Diametro apparente
 prima edizione a stampa si ebbe nel 1472. Attualmente,          Angolo dal quale, dal centro della Terra, viene visto il
 reca la suddivisione in trattati e capitoli che era assente     diametro lineare di un oggetto celeste esteso. Per la
 nei codici manoscritti. Comprende 167 capitoli, con un          Luna, esso varia in relazione alla distanza dalla Terra;
 primo gruppo di otto costituenti una sorta di                   per il Sole, esso cambia durante l'anno per effetto
 introduzione. Il resto dell'opera è suddiviso in Trattato       dell'orbita ellittica della Terra.
 della discrezione (capitoli dal IX al LVIV) sulla              diàmine, inter. Esprime stupore, riprovazione,
 conoscenza di Dio e di sé stessi, Trattato dell'orazione        impazienza.
 (LXV al LXXXIV) sulla comunicazione personale con              diammìde, sf. Composto chimico che contiene due
 Dio, Trattato della provvidenza (LXXXV-CLIII) sulla             funzioni ammidiche.
 salvezza delle anime e Trattato dell'obbedienza (CLIV-         diammìna, sf. Composto chimico che possiede due
 CLXVII). I titoli sono parzialmente indicativi, in quanto       funzioni amminiche. Sono composti basici e danno sali.
 non sempre corrispondono al contenuto, che tocca               diàna, sf. 1 Stella che appare in cielo all'alba prima del
 diversi argomenti. L'obiettivo che si propone l'opera è         sorgere del Sole (il pianeta Venere). 2 Segnale della
 quello di condurre il cristiano all'amore di Dio anche          sveglia nelle caserme. 3 Incitamento all'azione. 4
 attraverso il timore dei castighi.                              Termine con cui gli alchimisti indicavano l'argento. 5
Dialogo della lingua Saggio di J. de Valdés (1535,               Scimmia africana della famiglia dei Cercopitecidi con
 pubblicato postumo nel 1737).                                   sottogola bianco e caratteristica barba.
Dialogo sopra i due massimi sistemi Opera                       Diàna Personaggio mitologico, dea romana.
 scientifica di G. Galilei (1632).                               Identificazione della greca Artemide.
Dialogo sopra la nobiltà Prosa di G. Parini (1757).             diandrico, agg. (pl. m.-ci) Si dice di caratteri ereditari
Dialogus de oratoribus Opera di storia di C. Tacito              legati al sesso che si trasmettono attraverso i maschi e si
 (68-96).                                                        presentano nelle femmine.
diamagnètico, agg. (pl. m.-ci) Di diamagnetismo.                diàndro, agg. Riferito a un fiore che porta due soli stami.
diamagnetìsmo, sm. Proprietà per cui una sostanza               dianètica, sf. Secondo la definizione data dalla chiesa di
 (argento, bismuto, oro ecc.) con permeabilità magnetica         Scientologia che ne ha depositato il marchio è la
 inferiore all'unità ha magnetizzazione indotta in senso         tecnologia del risanamento spirituale basata sulle opere
 opposto a quella del campo inducente. I corpi                   di Ron Hubbard e anche i relativi servizi e prodotti
 diamagnetici vengono respinti da un magnete.                    offerti da tale chiesa e dalle associazioni affiliate.
Diamànte Comune in provincia di Cosenza (4.953 ab.,             dianisidìna, sf. Base di formula (CH3O)(NH2)C6H3-
 CAP 87023, TEL. 0985).                                          C6H3(NH2)(OCH3) che fonde a 131°. Utilizzata per la
                                                                 preparazione di coloranti azoici sostantivi.

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Diàno Arentìno Comune in provincia di Imperia (518              Diario
 ab., CAP 18010, TEL. 0183).                                    Diario di K. Mansfield (postumo 1927).
Diàno Castèllo Comune in provincia di Imperia (1.506            Diario
 ab., CAP 18010, TEL. 0183).                                    Diario di A. Nin (1966-1976).
Diàno d'Àlba Comune in provincia di Cuneo (2.734 ab.,          Diario a Stella Epistole di J. Swift (postuma 1766-1768).
 CAP 12055, TEL. 0173).                                        Diario d'Algeria Opera di poesia di V. Sereni (1947).
Diàno Marìna Comune in provincia di Imperia (6.067             Diario del 1835 Diario di H. M´cha (1835).
 ab., CAP 18013, TEL. 0183).                                   Diario del ladro Romanzo di J. Genet (1949).
Diàno San Piètro Comune in provincia di Imperia (991           Diario del seduttore, Il Opera di filosofia di S. A.
 ab., CAP 18010, TEL. 0183). Centro agricolo (olive,            Kierkegaard contenuta in Aut Aut (1843).
 ortaggi, frutta) e della floricoltura.                        Diario di Anna Frank (o Diario) Memorie di A. Frank
dianoètico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della dianoia. ~           (1946). L'autrice, nata il 12 giugno 1929 e morta nel
 discorsivo.                                                    marzo del 1945, era una giovane ebrea di Amsterdam
diànoia, sf. Per i filosofi greci antichi, in particolare       che, per due anni, mentre si nascondeva dalle
 Platone e Aristotele, era la conoscenza discorsiva, che        persecuzioni naziste durante la seconda guerra
 procede cioè per gradi, in contrapposizione con quella         mondiale, tenne un commovente diario, che è stato
 intuitiva.                                                     pubblicato subito dopo la fine della guerra. Dopo la
dianthus, sm. Genere di piante erbacee perenni o annue          scoperta del nascondiglio segreto della famiglia, tutti i
 note soprattutto con il nome di garofani. Ne esistono          componenti di essa, compresa Anna, vennero deportati,
 trecento specie.                                               per il fatto di essere ebrei. Anna venne deportata nel
diànzi, avv. Poco fa.                                           campo di concentramento di Bergen-Belsen e in esso
diàpason, sm. 1 Registro di una voce o di uno                   morì. La casa di Anna Frank ad Amsterdam è oggi
 strumento. ~ tessitura. 2 Strumento mediante il quale è        diventata un museo in ricordo della sfortunata famiglia e
 possibile creare un suono con una determinata                  delle persecuzioni antiebraiche.
 frequenza. 3 Culmine. ~ apice.                                Diario di un curato di campagna Romanzo di G.
 • Il diapason è formato da un'asta d'acciaio a forma di U.     Bernanos (1936). Il romanzo è costituito dal diario del
 Fatto vibrare, percuotendo una delle estremità (rebbi),        curato di Ambricourt, parrocchia dell'Artois, e dalla
 produce onde acustiche con frequenza diversa a seconda         lettera che invia al curato di Torcy il suo amico Louis
 del diapason stesso. Viene usato nella pratica musicale.       Dufréty, prete spretato, per riferire della sua morte. Il
 Diapason elettromagnetico                                      diario copre tre mesi, che vanno dal trasferimento del
 Diapason usato per il controllo dei circuiti elettrici.        giovane curato ad Ambricourt alla morte. Il prete non
diapedèsi, sf. Migrazioni dei leucociti fuori dalle pareti      conosce la propria malattia né la sua gravità. Le
 vasali.                                                        sofferenze fisiche rappresentano la manifestazione
diapènte, sf. Termine musicale impiegato dai teorici            concreta del demonio e il male spirituale di un'epoca
 greci e del Rinascimento per indicare l'intervallo di          tendente al materialismo.
 quinta giusto.                                                Diario di un curato di campagna, Il Film
diapirìsmo, sm. Fenomeno che porta alla formazione              drammatico, francese (1950). Regia di Robert Bresson.
 dei diapiri.                                                   Interpreti: Claude Laydu, Jean Rivière, Jean Danet.
diàpiro, sm. Massa di rocce plastiche e leggere risalite        Titolo originale: Journal d'un curé de campagne
 attraverso le rocce sovrastanti più pesanti e più recenti.    Diario di un parroco di campagna Romanzo di N.
diapositìva, sf. Copia fotografica positiva su mezzo            Lisi (1942).
 trasparente, usata soprattutto per proiezioni.                Diario di un poeta appena sposato Opera di poesia di
      sf. slide, transparency.                                  J. R. Jiménez (1917).
diaproiettóre, sm. Proiettore per diapositive.                 Diario di un ritorno al paese natale Dramma di A.
diarchìa, sf. Sistema di governo in cui il potere viene         Césaire (1939).
 esercitato da due persone o da due organi politici.           Diario di un sognatore Prosa di L. Malerba (1981).
diarco, agg. (pl. m.-chi) riferito alla radice che ha due      Diario di una cameriera => "Memorie di una
 arche legnose.                                                 cameriera, Le"
Diari intimi Prosa di Ch. Baudelaire (postuma 1909).           Diario intimo Diario di H. F. Amiel (postumo 1884).
diària, sf. Compenso giornaliero corrisposto                   Diario minimo Saggio di U. Eco (1963).
 all'impiegato in trasferta come rimborso forfetario delle     Diario spirituale Trattato di religione di Sant'Ignazio di
 spese di viaggio e di soggiorno. ~ indennità.                  Loyola (1544-1545).
      sf. daily allowance.                                     diarìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Scrittore di diari.
diàrio, sm. 1 Cronaca giornaliera degli avvenimenti visti      diarrèa, sf. Emissione reiterata di feci nel corso della
 o vissuti. 2 Registro giornaliero. ~ agenda. • diario di       giornata per cause diverse (infezioni, malattie epatiche,
 classe, in cui a scuola vengono scritti gli argomenti          neoplasie, uso eccessivo di antibiotici). Le diarree
 trattati nelle lezioni. 3 Libro in cui si annotano gli         possono essere acute, dovute a intossicazioni e infezioni,
 avvenimenti che accadono giorno per giorno. 4                  e croniche, causate da infiammazioni intestinali, da
 Calendario. • diario degli esami.                              intolleranze alimentari o da tumori. Conseguenza
      sm. journal, diary.                                       comune a tutti i tipi di diarrea è un'eccessiva
      lat. diarium giornale, deriv. da dies, diei giorno.       disidratazione, causata dall'abnorme eliminazione di
Diario Diario di E. e J. de Goncourt (1887-1896).               liquidi con le feci. Oltre a curarne le cause, la terapia
 Diario                                                         deve anche combattere l'impoverimento idrico
 Diario di J. Renard (postumo 1926).                            dell'organismo che, soprattutto in tenera età, può

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 comportare conseguenze molto gravi.                          diatermìa, sf. Metodo terapeutico che utilizza le correnti
 Insieme con il vomito, compare frequentemente nei             ad alta frequenza per sviluppare effetti termici nei
 bambini, complicando il quadro di malattie o infezioni        tessuti.
 intercorrenti. Il rischio più grave cui va incontro un       diatèrmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla diatermia.
 bambino in caso di vomito e diarrea è quello della           diatermocoagulazióne, sf. Metodo terapeutica che
 disidratazione, che potrebbe addirittura mettere in           sfrutta la diatermia per distruggere tessuti organici.
 pericolo la vita del piccolo paziente. Per questo motivo     diàtesi, sf. 1 Funzione del verbo che riguarda il rapporto
 bisogna portare in ospedale i bambini colpiti da diarrea e    che intercorre tra l'azione espressa e il soggetto. 2
 vomito consistenti, dove sarà possibile combattere la         Insieme di diverse manifestazioni morbose che possono
 disidratazione per via endovenosa. ~ dissenteria. <>          essere riportate tutte alla stessa causa.
 stipsi, costipazione.                                             greco diathesis disposizione, deriv. da diatithenai
      sf. diarrhoea.                                           disporre, comp. da dià-, da dià attraverso + tithenai,
diarròico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla diarrea.             porre.
diartròsi, sf. Tipo di articolazione caratterizzata da una    Diatomèe Classe di Alghe unicellulari molto diffuse nel
 grande mobilità.                                              fitoplancton di acqua dolce e di mare. Possiedono
diascopìa, sf. Proiezione, spesso ingrandita, su uno           membrane cellulari ricche di silicio che costituiscono
 schermo di un'immagine trasferita su un supporto              gusci rigidi a due valve; il loro deposito sui fondali dà
 trasparente.                                                  origine a vasti giacimenti (diatomiti).
diascòpio, sm. Apparecchio per la proiezione ottica di        diatonìa, sf. Disposizione dei suoni secondo l'ordine
 un oggetto illuminato in trasparenza.                         della scala naturale.
diàspora, sf. Dispersione di un popolo nel mondo dopo         diatònico, agg. (pl. m.-ci) Che procede per toni e
 l'abbandono delle sue sedi di origine. ~ emigrazione. • la    semitoni naturali e per grandi congiunti.
 diaspora degli Ebrei.                                        diàtono, sm. Tipo di muro formato da un unico filare di
      greco diaspora dispersione, deriv. da diaspeirein        blocchi, usato in particolare in Grecia dall'età classica
 disseminare.                                                  fino a tutto il IV sec. a. C.
diasporàmetro, sm. Coppia di prismi diastimometrici           diatrèto, sm. Nome attuale di un tipo di calice diffuso in
 suscettibili di rotazione reciproca automatica comandata      età imperiale romana.
 dal tacheometro-teodolite.                                   diàtriba, o diatrìba, sf. 1 Discussione intorno a un
diàsporo, sm. Idrossido d'alluminio, AlOOH, contenuto          argomento filosofico. 2 Discorso violento di accusa,
 nelle bauxiti che si presenta in cristalli prismatici         critica o rimprovero nei confronti di qualcuno. ~
 rombici.                                                      diverbio. 3 Disputa, rissa. ~ discussione.
diasprìgno, agg. Riferito al diaspro.                         Diatribe Opera di filosofia di Epitteto (I-II sec.).
diàspro, sm. Varietà compatta di quarzo usata come            diatryma, sf. Genere di uccello corridore preistorico,
 pietra ornamentale.                                           alto più di due metri, con becco possente, testa enorme e
diastàsi, sf. Nome di un enzima estratto dall'orzo             forse piumaggio nero, diffuso nei depositi eocenici.
 germogliato, che trasforma l'amido in maltosio.              diàvola, sf. 1 Donna brutta e cattiva. 2 Donna dinamica,
diastèma, sm. Spazio che si osserva tra due denti              energica. 3 Detto di un modo di cucinare il pollo.
 consecutivi si alcune scimmie.                               diavolàccio, sm. 1 Persona mite, incapace di fare del
diasteroisomerìa, sf. Tipo di isomeria presentata da           male. 2 Specie di trappola che serve per catturare gli
 alcuni composti organici che contengono almeno due            uccelli di notte.
 atomi di carbonio asimmetrici.                               diavolerìa, sf. 1 Azione diabolica, malvagia. ~ malizia,
diàstilo, agg. Secondo Vitruvio era un tempio in cui           perfidia. 2 Stravaganza, bizzarria. ~ stranezza.
 l'intercolumnio aveva una larghezza corrispondente a tre          deriv. da diavolo.
 diametri della colonna.                                      diavoléto, sm. Scompiglio, baccano. ~ fracasso.
diàstole Movimento di dilatazione delle cavità del cuore,     diavolétto, sm. 1 Diminutivo di diavolo. 2 Fanciullo
 conseguente al rilassamento della corrispondente              vispo e vivace. 3 Bigodino.
 muscolatura. Nel ciclo cardiaco, la diastole                 Diavoli di Loudun, I Opera in tre atti di K. Penderecki,
 contemporanea dei ventricoli destro e sinistro segue          libretto proprio (Amburgo, 1969).
 quella dei due atri e coincide con il riempimento delle      diavolìo, sm. Confusione. ~ strepito.
 corrispondenti cavità; viene poi seguita dalla loro          diàvolo, inter. e sm. inter. Esprime meraviglia,
 contrazione (sistole) che provvede a spingere il sangue       dispetto, impazienza, ira e simili.
 nel piccolo e grande circolo.                                 sm. (f.-a,-essa) 1 Lo spirito del male, l'angelo ribelle,
 Nella metrica italiana è lo spostamento dell'accento, per     l'abitante e signore dell'inferno. ~ demonio. <> angelo.
 motivi di ritmica, verso la fine della parola.                2 Si usa nelle esclamazioni per esprimere meraviglia,
diastòlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla diastole.           stizza, impazienza e simili. 3 Persona sgradevole o
diastrofìsmo, sm. Insieme delle deformazioni e dei             malvagia. 4 Persona vivace, irrequieta. 5 Viene usato con
 corrugamenti subiti da zone della crosta terrestre sotto      funzione rafforzativa nelle frasi interrogative o
 l'azione di forze interne.                                    esclamative. 6 Persona mite e bonaria (buon diavolo). 7
diatermanità, sf. Proprietà che hanno i corpi                  Persona perseguitata dalla sfortuna (povero diavolo). 8
 diatermani.                                                   Nome di una figura nel gioco dei tarocchi. 9 Arnese di
diatermàno, agg. Di corpo, che ha la proprietà di              ferro che aiuta l'accensione dei fornelli.
 lasciare passare il calore.                                   loc. agg. e avv. alla diavola 1 Alla disperata, alla peggio.
                                                               2 Un modo di cucinare il pollo.
                                                                   sm. devil.

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     lat. diabolus, dal greco diàbolos, deriv. da diabàllein    Monnier, Tina Irissari, Laetitia Carfano. Titolo originale:
 calunniare.                                                    Le diable probablement
 • Nel cristianesimo è la creatura infernale che spinge        diàvolo spinóso, sm. Nome volgare del moloch
 l'uomo verso il compimento di atti malvagi e al peccato.       horridus, piccolo rettile lacertile che vive nei deserti
 Nella religione cristiana, il diavolo è impersonificato in     sabbiosi dell'Australia occidentale e meridionale con una
 Lucifero, guida degli angeli caduti nel peccato e opposti a    lunghezza che va dai 18 ai 22 cm e corpo ricoperto di
 Dio. La teologia lo individua come l'origine del male e la     grosse spine.
 venuta di Gesù Cristo sulla terra, rappresenta la lotta per   Diavolo zoppo, Il Romanzo di A. R. Lesage (1707).
 sconfiggere la malvagità. Già nei tempi antichi,              Diaz del Castillo, Bernal (Medina del Campo 1492-
 l'immaginazione popolare cercava di rappresentare il           Città del Messico 1581?) Cronachista. Tra le opere Vera
 malvagio come un'orribile creatura a metà tra l'uomo e         storia della conquista della Nuova Spagna (1632).
 l'animale. Il diavolo è presente in ogni religione, con       Dìaz, Armàndo (Napoli 1861-Roma 1928) Militare, capo
 nomi diversi, ma tutti indicanti una figura negativa e         dell'ufficio operazioni del comando supremo. Durante la
 malvagia (Iblis nell'islamismo, Ahiman nello                   prima guerra mondiale sostituì L. Cadorna in seguito
 zoroastrismo).                                                 alla disfatta di Caporetto (1917), conducendo l'esercito
 Diavolo di mare                                                alle vittorie di Piave e di Vittorio Veneto. Fu nominato
 Pesce conosciuto anche con il nome di cefalottera,             ministro della guerra nel primo ministero di Mussolini
 appartenente alla famiglia dei Selaci. Ha il corpo a forma     (1922-1924) e fu insignito del titolo di Duca della
 di rombo, pinne sulla testa e si nutre prevalentemente di      Vittoria.
 molluschi. Predilige le acque marine calde.                   Dìaz, Bartolomeo (Algarve 1450 ca.-Atlantico
 Diavolo di Tasmania                                            meridionale 1500) Navigatore portoghese. Nel 1488 aprì
 Mammifero marsupiale, conosciuto anche con il nome di          la via per l'India passando per la prima volta il Capo
 diavolo orsino, appartenente alla famiglia dei Dasiuridi.      delle Tempeste (oggi detto di Buona Speranza).
 Ha mantello nero, predatore, voracissimo e aggressivo,        Díaz, José Porfirio (Oaxaca 1830-Parigi 1915) Politico
 preferisce cacciare uccelli e mammiferi di ridotte             messicano. Fu a capo del governo dal 1876 al 1880 e dal
 dimensioni nella notte.                                        1884 al 1911 con metodi dittatoriali. F. Madero lo abbatté
Diavolo al Pontelungo, Il Romanzo di R. Bacchelli               con la rivoluzione liberale nel 1911.
 (1927).                                                       diazìna, sf. Nome generico dato a tre composti isomeri
diàvolo di màre, sm. Nome volgare del Mobula                    che risultano dalla sostituzione della piridina di uno dei
 mobular, pesce raiforme detto anche mobula o                   gruppi CH di un atomo di azoto.
 cefalottera.                                                  diazo- Primo elemento di parole composte della
Diàvolo di Tènda, pìzzo dél Cima (2.914 m) tra le valli         terminologia chimica che indica la presenza di due atomi
 Brembana e Seriana, nelle Alpi Orobie.                         di azoto tenuti insieme tra loro da un doppio legame.
Diavolo è femmina, Il Film commedia, americano                 diazoacètico, agg. (pl. m.-ci) Detto di un acido instabile
 (1935). Regia di George Cukor. Interpreti: Katharine           di formula N2CHCO2H i cui esteri si formano per azione
 Hepburn, Cary Grant. Titolo originale: Sylvia Scarlett         dell'acido nitroso sul glicollato di etile.
Diavolo in corpo, Il Romanzo di R. Radiguet (1923).            diazoanidrìde, sf. Nome generico dei composti aventi
 L'autore iniziò la composizione di quest'opera, che            formula ArN2ON2Ar dove Ar rappresenta un gruppo
 rientra nel genere dei romanzi psicologici, all'età di soli    arile; derivano dall'azione di un acido su di un diazotato
 sedici anni. Il romanzo racconta una storia d'amore            alcalino. Sono instabili ed esplosivi.
 proibito, senza lieto fine: durante la prima guerra            1 Detto di composti che si formano per azione dell'acido
 mondiale un adolescente, Jacques, diviene l'amante di          nitroso sulle arilammine primarie. 2 Detto di un
 Marthe, una giovane donna sposata il cui marito è al           procedimento di stampa di tipo fotografico usato per la
 fronte. Come dirà l'autore, il libro rappresenta la libertà    riproduzione di documenti e disegni al tratto.
 e la mancanza di attività, dovute alla guerra, che            diazometàno, sm. Gas giallo tossico e vescicante.
 formano un giovane e uccidono una giovane. Davanti             Essendo un composto molto reattivo, permette di
 alle responsabilità che dovrebbe assumersi, appare             ottenere gli esteri metilici degli acidi e i metileteri dei
 chiaro che l'eroe non è ancora maturo, mentre Marthe si        fenoli con svolgimento di azoto.
 ammala e muore. Il marito tornato dal fronte alleverà il      diazoreazióne, sf. Reazione che evidenzia alcuni
 bambino che non è il suo. La vicenda è raccontata in           composti aromatici presenti nelle urine o nel siero,
 prima persona dal protagonista e il tono, in bilico tra        quando sono in corso malattie come la tubercolosi, la
 innocenza e trasgressione, rispecchia i turbamenti di          febbre tifoide, l'itterizia ecc.
 un'età ingrata. Claude Autant-Lara ne ricavò un film nel      diazotipìa, sf. Stampa di tipo fotografico che si vale di
 1947.                                                          sostanza diazoiche e con la quale si ottengono immagini
 Diavolo in corpo, Il                                           colorate su carta e su tessuti.
 Film drammatico, francese (1947). Regia di Claude             dibàttere, v. v. tr. 1 Discutere il pro e il contro delle
 Autant-Lara. Interpreti: Gérard Philipe, Micheline             questioni. ~ esaminare. 2 Agitare. ~ dimenare.
 Presle, Denise Grey. Titolo originale: Le diable au corps      v. rifl. Fare movimenti convulsi, agitarsi, contorcersi. ~
diàvolo orsìno, sm. Nome volgare del cophylus harrisi,          dimenarsi.
 marsupiale comune in Tasmania e per questo detto                   v. tr. to discuss, to debate. v. rifl. to struggle.
 anche diavolo di Tasmania.                                         da di-+ battere.
Diavolo probabilmente, Il Film drammatico, francese            dibattimentàle, agg. Del dibattimento.
 (1977). Regia di Robert Bresson. Interpreti: Antoine          dibattiménto, sm. 1 Il dibattere. ~ discussione. 2
                                                                Trattazione di un processo davanti ai giudici. ~ processo.

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      sm. 1 debate. 2 (dir.) hearing.                          asserire. • dichiarare tutti i redditi. 5 Rendere
      deriv. da dibattere.                                     manifesto. ~ rivelare. • le aveva dichiarato le sue
dibàttito, sm. Disputa, dibattimento su un determinato         intenzioni, ora attendeva una risposta concreta. 6
 argomento. ~ discussione.                                     Confessare. ~ palesare.
      sm. debate, discussion.                                  v. rifl. 1 Proclamarsi. ~ pronunciarsi. • l'imputato si
      deriv. da dibattere.                                     dichiarò innocente. 2 Spiegarsi. ~ manifestarsi.
dibenzil- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la          v. tr. to declare.
 presenza di una molecola di due gruppi benzilici                  lat. declarare manifestare, comp. da de-+ deriv. da
 C6H5CH2 o anche di due gruppi benzoilici C6H5CO.              clarus chiaro, incrociato con l'italiano chiaro.
Dibër Distretto (154.000 ab.) dell'Albania, nella regione     dichiarataménte, avv. In modo manifesto. ~
 di Tirana-Durazzo. Capoluogo Peshkopi.                        esplicitamente.
Dibiàsi, Klàus (Solbad Hall, Austria 1947-) Tuffatore         dichiarativaménte, avv. In funzione dichiarativa.
 italiano. Nel 1968, nel 1972 e nel 1976 fu campione          dichiaratìvo, agg. Che serve a dichiarare.
 olimpico dalla piattaforma dei 10 m. Conquistò il titolo     dichiaràto, agg. Manifesto, palese. ~ esplicito.
 mondiale nel 1973 e 1975.                                    dichiaratóre, sm. (f.-trice) Colui che dichiara.
diblàstico, agg. (pl. m.-ci) Detto di Metazoi con la parete   dichiarazióne, sf. 1 Il dichiarare e il dichiararsi. ~
 del corpo costituita da due soli foglietti, entoderma ed      affermazione, asserzione. 2 Lo scritto e le parole con cui
 ectoderma, formati ognuno da un solo strato di cellule        si dichiara. ~ esposizione, illustrazione. 3 Documento
 che compongono l'epitelio.                                    diplomatico tramite cui due o più stati manifestano le
diboscaménto, sm. Il diboscare e l'effetto.                    loro intenzioni circa questioni internazionali.
diboscàre, v. tr. Tagliare, del tutto o in parte, un bosco.        sf. declaration, statement.
Dibranchiàti Sottoclasse di Molluschi Cefalopodi                   lat. declaratio,-onis.
 caratterizzati da un solo paio di branchie.                   Dichiarazione dei diritti dell'uomo
dibrom-, o dibromo- primi elementi di vocaboli chimici         Dichiarazione approvata dall'Assemblea costituente
 che indicano la presenza di due atomi di bromo in una         francese nel 1789, con la quale si ribadiva l'uguaglianza
 molecola.                                                     politica e sociale di tutti i cittadini e l'inviolabilità dei
dibrucàre, v. tr. Tagliare tutti i rami secchi o inutili di    diritti naturali e imprescindibili dell'uomo.
 una pianta.                                                   Dichiarazione dei redditi
Dibuk, Il Leggenda drammatica in un prologo e tre atti di      Dichiarazione obbligatoria fatta da tutti i contribuenti al
 L. Rocca, libretto di R. Simoni (Milano, 1934).               fisco, affinché l'organo di controllo fiscale possa venire a
dicàce, agg. Satirico, caustico, pungente. ~ mordace.          conoscenza dell'imponibile e stabilire di conseguenza le
dicariofìto, sm. È la generazione di cellule a dicarion nei    imposte dovute tramite il principio dell'autotassazione.
 Funghi Basidiomiceti e Ascomiceti.                            Dichiarazione di indipendenza
dicàrion, sm. Insieme di due nuclei ben distinti presenti      Dichiarazione con la quale le tredici colonie d'America
 nei miceli secondari dei Basidiomiceti e nelle ife            proclamarono la propria indipendenza e la costituzione
 ascogene degli Ascomiceti.                                    di una confederazione di stati, miranti al benessere del
dicàsio, sm. Cima che porta due rami fra loro opposti al       popolo. Su questo modello, venne redatta la costituzione
 di sotto del fiore terminale.                                 degli Stati Uniti d'America nel 1787.
dicastèro, sm. Ministero.                                     dicianidrìna, sf. Composto organico derivato dalla
      sm. ministry.                                            sostituzione di due idrogeni con due gruppi-CN.
dicatalètto, agg. Si dice di un verso composto di due         diciannòve, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero
 emistichi entrambi catalettici.                               formato da dieci più nove unità.
dìcco, sm. (pl.-chi) 1 Intrusione di una massa magmatica       sm. invar. Le cifre o le lettere che indicano il numero
 nella frattura di una roccia. 2 Diga. ~ argine.               diciannove.
dicefalìa, sf. Mostruosità che consiste nella presenza di          agg. e sm. nineteen.
 due teste in uno stesso individuo.                           diciannovènne, agg., sm. e sf. agg. num. ord. Di
dicèmbre, sm. Nel calendario gregoriano è il nome del          diciannove anni.
 dodicesimo e ultimo mese dell'anno.                           sm. e sf. Persona che ha diciannove anni d'età.
      sm. December.                                           diciannovèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che in una
dicerìa, sf. Voce priva di fondamento e spesso                 sequenza corrisponde al numero diciannove.
 calunniosa. ~ chiacchiera.                                    sm. e sf. La diciannovesima parte.
      sf. rumour, piece of gossip.                            diciannovìsta, sm. e sf. Termine con cui vennero
      deriv. dal lat. dicere dire.                             indicati i primi aderenti al movimento fascista nato a
Diceria dell'untore Romanzo di G. Bufalino (1981).             Milano nel 1919.
dicheto- Primo elemento di vocaboli chimici che indica la     diciassètte, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero
 presenza in una molecola di due funzioni chetoniche.          formato da dieci più sette unità.
dichetóne, sm. Composto che contiene due funzioni              sm. invar. Le cifre o le lettere che indicano il numero
 chetoniche.                                                   diciassette.
dichiarànte, agg., sm. e sf. Che, chi rilascia una                 agg. e sm. seventeen.
 dichiarazione.                                               diciassettènne, agg., sm. e sf. agg. num. ord. Di
dichiaràre, v. v. tr. 1 Esporre, rendere chiaro. ~             diciassette anni.
 spiegare. 2 Intimare una guerra. 3 Nominare,                  sm. e sf. Persona che ha diciassette anni d'età.
 proclamare. ~ riconoscere. • fu dichiarato vincitore
 della manifestazione. 4 Affermare formalmente. ~

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diciassettèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che in una           dicogamìa, sf. 1 Maturazione non contemporanea degli
 sequenza corrisponde al numero diciassette.                     organi sessuali maschili e femminili nelle piante con fiori
 sm. e sf. La diciassettesima parte.                             ermafroditi. 2 Fecondazione incrociata necessaria per la
dicìbile, agg. Che può essere detto.                             conservazione della specie presso gli organismi
Dicièmidi Classe di Mesozoi che comprende animali                ermafroditi.
 parassiti degli organi escretori dei Cefalopodi.               Dicomàno Comune in provincia di Firenze (4.570 ab.,
dicioccaménto, sm. Estrazione dei ciocchi che sono               CAP 50062, TEL. 055).
 rimasti nel terreno dopo l'abbattimento degli alberi.          Dicotilèdoni Classe delle Gimnosperme, a cui
dicioccàre, v. tr. Effettuare il dicioccamento.                  appartengono piante con semi forniti di due foglie
diciottènne, agg., sm. e sf. agg. num. ord. Di diciotto          trasformate (cotiledoni), dotate di accrescimento
 anni.                                                           secondario sia del fusto che della radice. La radice è a
 sm. e sf. Persona che ha diciotto anni d'età.                   fittone; il fusto ha struttura primaria e cilindrica in cui
diciottèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che in una               legno e libro hanno andamento concentrico. Le foglie
 sequenza corrisponde al numero diciotto.                        hanno nervatura centrale ramificata, formate da quattro
 sm. e sf. La diciottesima parte.                                o cinque elementi, distinti in calici e corolle. A questa
diciòtto, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero               famiglia appartengono le Ranuncolacee, le Magnoliacee,
 formato da dieci più otto unità.                                le Violacee e le Rosacee.
 sm. invar. Le cifre o le lettere che indicano il numero        dicotomìa, sf. Separazione netta tra due elementi,
 diciotto.                                                       divisione in due.
      agg. e sm. eighteen.                                      dicotòmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che si riferisce alla
dicitóre, sm. (f.-trìce) Chi declama prosa o versi in            dicotomia. 2 Che si divide e si suddivide di due in due.
 pubblico.                                                      dicòtomo, agg. 1 Che appare illuminato per metà dal
dicitùra, sf. 1 Breve scritta che serve di indicazione, di       sole; si usa anche per la luna. 2 Si dice di una parte della
 chiarimento. ~ didascalia. 2 Forma con cui una cosa è           pianta ramificata a dicotomia.
 detta o scritta. 3 Locuzione. ~ espressione.                   dicroìsmo, sm. Proprietà posseduta da sostanze
      sf. words.                                                 cristallizzate nel gruppo dimetrico che presentano due
Dickens, Charles (Portsmouth 1812-Rochester 1870)                direzioni principali di assorbimento della luce.
 Scrittore inglese, di modeste e difficili origini, cominciò    dicromatìsmo, sm. Disturbo del senso cromatico che
 la sua carriera come stenografo del regno. Cominciò a           consiste nel poter percepire solo due colori fondamentali
 scrivere dei romanzi a puntate, Il Circolo Pickwick, che        e quelli che risultano dalle loro combinazioni.
 gli assicurarono un grande successo di pubblico. Da            dicromàto, sm. Sale derivato dall'acido dicromico.
 allora in poi, iniziò la vera produzione letteraria, con       dicroscòpico, agg. Dicesi di una lente che permette di
 opere come Le avventure di Oliver Twist, Nicholas               osservare i fenomeni di dicroismo.
 Nickleby e La bottega dell'antiquario, nelle quali             Dicrùridi Famiglia di Uccelli Passeriformi propri della
 denunciò la realtà sociale tramite la favola e i racconti       fascia tropicale dall'Africa alla Nuova Guinea; vi
 leggeri. A seguito del viaggio in America, pubblicò             appartiene il drongo.
 Martin Chuzzlewit e David Copperfield, la sua opera più        dicumaròlo, sm. Sostanza utilizzata in terapia come
 importante, dedicata all'infanzia mai goduta. Altre opere       anticoagulante.
 sono La piccola Dorrit, La casa desolata, Grandi               Didactica magna Opera di pedagogia di Comenio
 speranze, Il nostro comune amico e il suo ultimo                (1657).
 romanzo incompiuto, Il mistero di Edwin Drood. La sua          didascalìa, sf. 1 Scritta esplicativa posta sotto
 produzione è stata caratterizzata da una profonda               un'illustrazione. ~ dicitura, dizione, legenda. 2 Nota
 denuncia della società vittoriana. Il suo merito maggiore       intercalata nel dialogo di un dramma che serve di
 è stato quello di descrivere la realtà avvolta da un alone      avvertenza per gli attori. 3 Dicitura che aiuta la
 di grottesco e simbolico, mescolando il comico e il             comprensione di un film muto o parlato in lingua
 tragico.                                                        straniera. ~ sottotitolo. 4 Ogni parola o frase scritta sulla
Dickinson, Emily (Amherst 1830-1886) Poetessa                    partitura musicale.
 americana, visse sempre in solitudine nel suo paese                  sf. 1 caption. 2 (sottotitolo) subtitle.
 natale, divenendo una delle più importanti figure della              lat. didascalia, dal greco didaskalia istruzione.
 letteratura americana. Nelle sue poesie temi                   didascàlico, agg. (pl. m.-ci) Che si propone di insegnare.
 fondamentale sono la morte, Dio, l'amore spesso fonte di        ~ istruttivo, educativo.
 sofferenza, la natura; si sforzò di trovare possibili          didàttica, sf. Branca della pedagogia che ha per oggetto
 incontri tra individualismo e puritanesimo e di                 l'insegnamento e il suo metodo, in relazione con la
 coniugare concetti opposti come eternità e contingenza,         concezione dell'educazione. Si affermò con il pensatore
 immortalità e disfacimento.                                     ceco Comenio (Didactica Magna, 1657), per svilupparsi
diclamidòto, agg. Dicesi del fiore fornito di calice e           poi con J.-J. Rousseau (1712-1778), J. Locke (1632-
 corolla.                                                        1704), J. H. Pestalozzi (1746-1827), F. Fröbel (1782-
diclìno, sm. Dicesi dei fiori unisessuali provvisti o di         1852), J. F. Herbart (1776-1841), i quali individuarono
 pistilli o di stami.                                            nella psicologia dell'allievo un elemento fondamentale
diclor(o)- Primi elementi di termini chimici che indicano        del rapporto didattico, a tal punto da adattare contenuti
 la presenza di due atomi di cloro in un molecola.               e tempi di apprendimento alle fasi dello sviluppo del
diclorobenzène, sm. Uno qualsiasi dei tre derivati del           bambino e dell'adolescente. Comenio mosse da due
 benzene di formula C6H4Cl2.                                     principi fondamentali: la perfettibilità dell'uomo e il
                                                                 valore di una retta educazione. Con una visione

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 lungimirante, egli ipotizzò una formazione articolata in        illuminista con la sua energia stimolatrice dell'iniziativa
 quattro cicli da sei a venticinque anni, con lo scopo di        individuale e sottilmente critico degli assetti istituzionali
 realizzare il più alto grado di umanità. In J. J. Rousseau      costituiti.
 si incontrano i primi accenni all'educazione alla libertà,     didiètro, avv. e sm. avv. Di dietro. ~ dietro.
 che troveranno particolare eco in tutta la pedagogia            sm. La parte posteriore.
 moderna. J. H. Pestalozzi considerò la famiglia come           didìmio, sm. Miscela di neodimio e praseodimio,
 centro formativo, poiché le facoltà dell'uomo sono              considerata in passato un elemento.
 presenti in germe fin dalla nascita. J. Locke e J. F.          didìnami, agg. Riferito agli stami di un fiore quando
 Pestalozzi fondarono filosoficamente il principio della         sono quattro, due lunghi e due corti.
 conoscenza umana basata nella sensibilità. J. Herbart          Dìdio Giuliano, Màrco (Milano 133-Roma 193)
 ritenne che la vita psichica dovesse fornire il metodo e gli    Imperatore romano. Acquistò con il denaro la corona
 strumenti per la didattica. Egli sostenne che per evitare       imperiale ma il suo regno durò solo settanta giorni. Il
 che l'istruzione cessi con la fine della scuola deve essere     senato romano infatti lo fece assassinare per consentire
 radicata nell'interesse dell'individuo.                         l'incoronazione di Settimio Severo.
didàttico, agg. (pl. m.-ci) Che è fatto per insegnare. ~        Didion, Joan (Sacramento, California 1934-) Scrittrice
 istruttivo.                                                     statunitense. Caratterizzata da uno stile tagliente e
      agg. 1 didactic. 2 (insegnamento) teaching.                amaro, è autrice di opere assai critiche verso il modo di
Diddley, Bo (1928-) Pseudonimo di Ellas McDaniel.                vivere americano. Tra le opere, Prendila come viene
 Cantante e chitarrista statunitense di blues e rock'n roll.     (1970), Diglielo da parte mia (1977), Democrazia
Didèlfidi Famiglia di Mammiferi Marsupiali arboricoli.           (1984).
 Le femmine hanno l'abitudine di coricarsi i piccoli sul        Didóne Regine di Tiro, figlia di Belo, fondò Cartagine,
 dorso.                                                          dopo essere fuggita per l'uccisione del marito Sicheo da
didéntro, avv. e sm. avv. Di dentro.                             parte del fratello. Virgilio, nell'Eneide, immagina che
 sm. La parte interna.                                           Didone ospiti presso la sua reggia Enea fuggito da Troia
didèrmico, agg. (pl. m.-ci) In embriologia è una                 e che si uccida dopo la sua partenza.
 caratteristica tipica dei Poriferi e dei Celenterati che       Didone abbandonata Melodramma di P. Metastasio
 presentano solo l'ectoderma e l'endoderma.                      (1724).
Diderot, Denis (Langres 1713-Parigi 1784) Filosofo e            Didone e Enea Opera in sei quadri di H. Pourcell,
 scrittore francese, uno dei maggiori rappresentanti             libretto di N. Tate (Londra, 1689).
 dell'illuminismo. Di famiglia borghese, si diplomò in          didùncolo, sm. Genere di Uccelli Colombiformi cui
 lettere nel 1732 a Parigi. Visse a lungo di espedienti,         appartiene una sola specie vivente nelle isole Samoa, il
 lezioni private, traduzioni e precarie collaborazioni           didunculus strigoristris.
 editoriali. A Parigi conobbe J.-B. D'Alembert, J.-J.           die, sm. invar. Forma antica e letteraria per di.
 Rousseau, È. Condillac e F. M. Grimm. L'esordio come           dièci, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero
 autore avvenne nel 1746 con i Pensieri filosofici. Altri        naturale corrispondente a nove unità più una.
 libelli filosofici gli costarono l'arresto e la detenzione a    sm. invar. 1 Il numero dieci e le cifre o la lettera (X) che
 Vincennes nel 1749. A questi stessi anni risale                 lo indicano. 2 Il massimo voto scolastico attribuibile.
 l'elaborazione del progetto dell'Enciclopedia. All'opera            agg. e sm. ten.
 collaborarono i più insigni intellettuali del tempo, tra cui   Dieci comandamenti, I Film storico, americano (1955).
 Rousseau e Voltaire, ma soprattutto D'Alembert che fu           Regia di Cecil Blount De Mille. Interpreti: Charlton
 condirettore dal 1751 al 1758. Grazie a una                     Heston, Anne Baxter, Yul Brynner. Titolo originale: The
 determinazione e a una costanza eccezionali, Diderot            Ten Commandments
 riuscì, in circa vent'anni di lavoro, a superare tutti i       Dieci piccoli indiani Romanzo di A. Christie (1939).
 problemi connessi all'impresa. Svolse di persona la             Dieci piccoli indiani
 maggior parte degli incarichi esecutivi e la correzione di      Film poliziesco, americano (1945). Regia di René Clair.
 tutte le bozze. L'opera fu completata nel 1772 con la           Interpreti: Barry Fitzgerald, Walter Huston, Louis
 pubblicazione dell'undicesimo volume delle tavole che           Hayward. Titolo originale: And then There Were None
 integravano i diciassette volumi del testo. Solo allora        diecimìla, agg. e sm. agg. num. card. invar. Dieci volte
 Diderot trovò il tempo di dedicarsi alle opere che era          mille.
 venuto abbozzando nel frattempo e di affrontare nuovi           sm. invar. Il numero diecimila e le cifre o le lettere che lo
 lavori spaziando in tutti i campi del sapere e in vari          indicano.
 generi letterari. Diderot scrisse molto e pubblicò poco.       diecìna => "decina"
 La maggior parte delle opere fu pubblicata postuma;            dièdro, sm. 1 Porzione di spazio compresa tra due
 perciò una classificazione cronologica è impossibile da         semipiani aventi origine dalla medesima retta. 2 In
 stabilire con certezza. Al gruppo di opere propriamente         alpinismo, struttura della roccia formata dall'incontro ad
 letterarie appartengono i Gioielli indiscreti (1747), La        angolo di due pareti.
 monaca (fosca descrizione della vita claustrale, 1760), Il     dieffenbàchia, sf. Genere di piante delle Aracee, diffuse
 nipote di Rameau (dialogo filosofico-morale, 1821) e            nelle zone tropicali del continente americano, con foglie
 Giacomo il fatalista e il suo padrone (romanzo-saggio,          sempreverdi, a macchie gialle. Molto apprezzata come
 1773). Tra le opere teatrali, Il figlio naturale (1757) e Il    pianta ornamentale.
 padre di famiglia (1758). Tra i saggi, Saggio di pittura,      Diego, Gerardo (Santander 1896-Madrid 1987) Poeta.
 Il sogno di D'Alembert (1769), Il paradosso sull'attore         Tra le opere Versi umani (1925) e Poemi fatti apposta
 (1773) e La poesia drammatica. Attraverso                       (1932).
 l'Enciclopedia si diffuse in tutta Europa il pensiero

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dielèttrico, agg. e sm. Materiale poco conduttore di           diesel, sm. 1 Motore a combustione interna. 2 Macchina
 corrente elettrica; viene usato come sinonimo di isolante      dotata di motore diesel.
 elettrico.                                                         sm. diesel engine.
 Le costanti dielettriche del vuoto                             • Nel motore diesel il pistone comprime l'aria nel
 Costanti relative o assolute, definibili in base alla legge    cilindro fino a riscaldarla a una temperatura superiore a
 elettrostatica di Coulomb. Essa è pari a 8,85418.10-12         quella di autoaccensione del combustibile, che viene poi
 F/m.                                                           iniettato direttamente nella camera di scoppio. Vengono
 Costante dielettrica                                           abitualmente distinti in motori lenti e veloci. I primi,
 Grandezza caratteristica di ogni materiale dielettrico,        utilizzati principalmente nelle installazioni fisse, sono
 uguale al rapporto tra induzione e campo elettrico.            caratterizzati da potenze molto elevate e bruciano
Diels, Otto Paul Hemann (Amburgo 1876-Kiel 1954)                combustibili pesanti (nafte). I secondi vengono usati nel
 Chimico tedesco. Riuscì insieme all'allievo Kurt Alder a       campo dell'autotrazione, sviluppano potenze meno
 sintetizzare i dieni (composti a due doppi legami),            elevate e usano combustibili più leggeri (gasolio per
 realizzando la reazione che porta il suo nome, le cui          autotrazione). I motori diesel sono caratterizzati da alti
 applicazioni hanno permesso la sintesi della vitamina D,       rapporti di compressione e rumorosità elevata; tuttavia
 della canfora e del cortisone. Per questo Diels e Alder        l'economicità dei combustibili e i consumi ridotti ne
 furono insigniti nel 1950 del premio Nobel per la              hanno decretato un notevole successo sia nel campo
 chimica.                                                       dell'autotrasporto pesante che in quello delle
diencèfalo, sm. Parte del cervello interposta fra il tronco     autovetture.
 encefalico e gli emisferi cerebrali. Presente in tutti i      Diesel, Rudolf (Parigi 1858-canale della Manica 1913)
 vertebrati, nell'uomo svolge fondamentali attività di          Ingegnere tedesco, compì i propri studi in Gran Bretagna
 correlazione poiché tutti i settori diencefalici sono          e presso la scuola politecnica di Monaco. Fu l'inventore
 collegati a determinati settori corticali.                     del motore a combustione interna per combustibili
diène, sm. 1 Idrocarburo che contiene due doppi legami.         pesanti (gasolio, nafta), detto appunto motore diesel.
 ~ diolefina. 2 Suffisso utilizzato in chimica per indicare    dièsis, sm. Alterazione musicale che aggiunge mezzo
 la presenza nella molecola di due doppi legami.                tono alla nota; il segno che lo rappresenta.
diènico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo ai dieni. 2 Dicesi di          sm. sharp.
 una sintesi realizzata a partire dai dieni coniugati.         dièta, sf. 1 Regime alimentare caratterizzato
Dientzenhofer, Christoph (Sankt Margarethen 1655-               dall'assunzione di determinate qualità e quantità di cibo
 Praga 1722) Architetto tedesco. Tra le opere la chiesa di      per motivi di salute o igienici. • il medico gli ha
 San Nicola a Praga (1703-1705).                                prescritto una dieta molto rigida. 2 Astinenza dal cibo o
Dientzenhofer, Kilian Ignaz (Praga 1689-1751)                   da certi cibi. ~ digiuno. 3 Privazione sessuale. ~
 Architetto tedesco. Tra le opere la chiesa di San Giovanni     astinenza. 4 Assemblea politica o parlamentare di alcuni
 della Roccia (1730-1739) e la chiesa di San Nicola a           stati.
 Praga (1732-1752).                                                 sf. diet.
dièresi, sf. 1 Separazione di due articolazioni vocaliche           lat. diaeta, dal greco diaita regola di vita; nel
 in due sillabe distinte. 2 Notazione formata da due            significato [4]: lat. dieta, deriv. da dies giorno.
 puntini posti sopra una vocale per indicare metafonesi. 3     dietètica, sf. Studio della composizione degli alimenti.
 Taglio chirurgico.                                            dietètico, agg. (pl. m.-ci) Di dieta.
     lat. diaeresis, dal greco diairesis divisione, da              lat. tardo diaeteticus, dal greco diaitetikòs.
 diairein separare.                                            dietetìsta, sm. e sf. Esperto in dietetica.
diervìlla, sf. Genere di piante arbustacee presenti in         dietil- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la
 America e in Asia a foglie caduche e con fiori variamente      presenza di due gruppi etile in una molecola organica.
 colorati. Sono ornamentali la diervilla coracensis e la       dietilchetóne, sm. Chetone di formula C2H5COC2H5;
 diervilla fluoribonda.                                         abbastanza solubile in acqua, bolle a 103° ed è dotato di
dies a quo, loc. avv. Espressione usata in diritto per          proprietà ipnotiche.
 indicare la data iniziale dalla quale decorrono gli effetti   dietilènico, agg. (pl. m.-ci) Detto di un composto che
 di determinati atti giuridici.                                 contiene due doppi legami etilinici.
dies a quo non computatur in termino, loc. avv.                dietilstilbestròlo, sm. Composto non steroideo ad
 Massima giuridica che indica come il computo di una            azione estrogenica utilizzato nella terapia del carcinoma
 determinata scadenza inserita in un'obbligazione debba         prostatico e di quello mammario.
 iniziare dal giorno successivo a quello di stipulazione.      dietìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Medico specialista in
dies ad quem, loc. avv. Espressione usata in diritto per        dietetica.
 indicare il termine entro il quale va compiuta una            dietologìa, sf. Parte della medicina che studia la
 determinata attività.                                          composizione e l'equilibrio degli alimenti per scopi
Dies irae Sequenza attribuita a Tommaso da Celano               terapeutici.
 (XIII sec.).                                                  dietòlogo, sm. e sf. (pl. m.-gi) Dietista.
 Dies Irae                                                          sm. dietician.
 Film drammatico, danese (1943). Regia di Carl Theodor         dietoterapìa, sf. Terapia tramite prescrizioni dietetiche.
 Dreyer. Interpreti: Thorkild Roose, Lisbeth Movin, Anna       Dietrich, Marlene (Berlino 1901-Parigi 1992) Nome
 Svierkier. Titolo originale: Vredens Dag                       d'arte di Marie Magdalene von Losch, attrice
dies irae, loc. sost. m. invar. 1 Il giorno del giudizio. 2     cinematografica e cantante tedesca. Dopo la
 Il momento della resa dei conti.                               consacrazione in Germania con L'angelo azzurro (1930),
                                                                è riuscita a imporsi anche in America e a Hollywood,

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 come donna fatale per eccellenza. Tra i moltissimi film,         difenìle, sm. Idrocarburo presente nel catrame del
 Marocco, Disonorata, Venere bionda, Capriccio                     carbon fossile, preparato per azione del sodio sul
 spagnolo, Desiderio, Scandalo internazionale, Rancho              bromobenzene.
 Notorius, Testimone d'accusa, Vincitori e vinti, Gigolò.         difenilène, sm. Gruppo bivalente il cui nome entra nella
 Ha scritto anche due libri, Il diavolo è donna e                  designazione corrente di composti carbocilici o
 l'autobiografia Marlene D.                                        eterociclici ad anelli condensati.
diètro, avv., prep. e sm. avv. 1 Nella parte posteriore.          difensìva, sf. Difesa.
 ~ didietro. <> davanti. • salirono entrambi dietro, nel                sf. defensive.
 cassone del furgone. 2 Appresso. ~ accanto. 3 Indietro.          difensivìsmo, sm. Atteggiamento di chi assume una
 4 Alle spalle. ~ in coda, posteriormente. <>                      condotta difensiva.
 anteriormente. • avevano ormai lasciato dietro l'ultima          difensìvo, agg. Di difesa; atto a difendere.
 stazione di rifornimento.                                              agg. defensive.
 prep. 1 Nella parte posteriore o retrostante; di là da una             lat. mediev. defensivus, deriv. dal lat. defensus, p.p.
 persona, da una cosa. • dietro le quinte, al riparo da            di defendere.
 sguardi altrui. 2 Al seguito. ~ appresso. • correre dietro       difensóre, agg. e sm. agg. Che difende. • avvocato
 a qualcuno. 3 Dopo. ~ poi.                                        difensore.
 sm. La parte posteriore. ~ didietro. <> davanti.                  sm. 1 Chi difende. ~ sostenitore, protettore. <>
     avv. 1 behind. 2 (in fondo, sul retro) at the back.           aggressore, detrattore, nemico. 2 Avvocato. ~ legale. <>
 prep. 1 behind. 2 (tempo) after. sm. rear, back.                  assistito, patrocinato. 3 Cavaliere. ~ paladino. 4
     lat. deretro.                                                 Guardiano. ~ sorvegliante. 5 Giocatore delle linee
Dietro il paesaggio Opera di poesia di A. Zanzotto                 arretrate di una squadra sportiva che ha essenzialmente
 (1951).                                                           compiti difensivi. 6 Chi sostiene una idea e cerca di farla
Dietro le quinte di una leggenda Film documentario,                affermare.
 americano (1988). Regia di David Hinton. Titolo                        sm. 1 defender. 2 (avvocato) counsel for the defence.
 originale: The Making of: Gone with the Wind                      3 (protettore) supporter.
Dietro l'immagine Opera di storia e critica d'arte di F.                lat. defensor,-oris, deriv. da defensus, p.p. di
 Zeri (1987).                                                      defendere difendere.
dietrofrónt, o diètro frónt, loc. inter. e sm. loc.               difésa, sf. 1 Il difendere e il difendersi. ~ protezione. <>
 inter. Si usa come comando a militari, ginnasti o alunni          offesa. 2 L'avvocato che difende l'imputato a giudizio. 3
 affinché si volgano in direzione opposta.                         Parole o scritto con cui si difende. 4 Insieme di organi
 sm. 1 L'atto del dietrofront. 2 L'ordine di dietrofornt. 3        atti a respingere offese nemiche. 5 Tutto ciò che serve a
 Cambiamento improvviso di opinione. ~ voltafaccia.                difendere; schermo. ~ riparo. 6 Azione difensiva di una
     sm. about-turn.                                               squadra sportiva contro gli attaccanti della squadra
     da dietro + fronte.                                           avversaria; l'insieme dei giocatori a cui tale azione è
dietrologìa, sf. Nel linguaggio giornalistico, la ricerca          affidata.
 dei fatti occulti nascosti dietro un evento o di ciò che si            sf. defence.
 nasconderebbe dietro parole o azioni altrui.                           lat. tardo defensa, deriv. da defensus.
dietromotóri, sm. invar. Disciplina del ciclismo su                Collegio di difesa
 pista in cui il corridore è preceduto da una motocicletta.        Insieme di avvocati che si sono assunti il patrocinio degli
Dieudonné, Jean (Lille 1906-Parigi 1992) Matematico                imputati in questioni legali, o delle parti in casi civili.
 francese. Tra i principali esponenti del gruppo Bourbaki,         Legittima difesa
 studiò attivamente la geometria algebrica e la topologia.         Reazione spontanea e diretta dell'aggredito nei confronti
difàtti, cong. Infatti. ~ appunto.                                 dell'aggressore; la legge in questi casi riconosce la
     cong. as a matter of fact, in fact.                           legittimità solo se la difesa è proporzionata all'offesa
     da di + fatti.                                                subita.
difèndere, v. v. tr. 1 Proteggere da pericoli o da offese;         Meccanismi di difesa
 salvare, patrocinare, salvaguardare. ~ tutelare,                  In psicanalisi è la modalità attraverso cui l'individuo
 proteggere. • doveva difendere l'onore della famiglia. 2          tende a proteggere il proprio Io in ogni momento in cui
 Sostenere le ragioni di qualcuno, parteggiare. ~                  l'esistenza è difficile e spiacevole.
 spalleggiare. 3 Scagionare. ~ discolpare. <> incolpare. 4        Difesa dei lupi Opera di poesia di H. M. Enzensberger
 Riparare. ~ coprire. <> scoprire.                                 (1957).
 v. rifl. 1 Proteggersi, coprirsi. ~ ripararsi. <> scoprirsi. •   Difesa e illustrazione della lingua francese Saggio
 cercava di difendersi dal freddo con una misera giacca.           di J. Du Bellay (1549).
 2 Giustificarsi. ~ discolparsi. 3 Destreggiarsi. ~               diféso, agg. Riparato. ~ protetto. <> indifeso.
 barcamenarsi. 4 Far valere i propri diritti. • chiedeva                lat. defensus, p.p. di defendere.
 solo di potersi difendere da quelle ignobili accuse, di          difettàre, v. intr. 1 Avere difetto o mancanza di
 fronte a un tribunale.                                            qualcosa. 2 Essere difettoso.
     v. tr. 1 to defend. 2 (spalleggiare, sostenere) to                 v. intr. to be defective.
 support.                                                               deriv. da difetto.
     lat. defendere, comp. da de-+ fendere colpire.               difettìvo, agg. 1 A cui manca qualcosa, imperfetto. ~
difendìbile, agg. Che si può difendere. ~ sostenibile.             manchevole. 2 Di quei verbi o sostantivi mancanti di
difenil- Primo elemento di parole composte della                   alcune forme del paradigma.
 terminologia chimica indicante la presenza di due gruppi               agg. defective.
 fenilici in una molecola organica.

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difètto, sm. 1 Insufficienza, mancanza. ~ scarsità. <>             x+Δx se in tale intervallo il suo grafico proseguisse con la
 abbondanza. • la vista ti fa decisamente difetto. 2               stessa pendenza che aveva in x).
 Imperfezione fisica o morale; tendenza negativa. ~ vizio,         Calcolo differenziale
 deformazione. <> dote. LOC. aveva trovato l'uomo che              Parte del calcolo infinitesimale relativa al concetti di
 apparentemente non aveva difetti. 3 Peccato, torto. ~             derivata.
 colpa.                                                            Modelli differenziali
     sm. 1 flaw, defect. 2 (mancanza) want, lack.                  \differenziaménto, sm. 1 Il differenziare e il
     lat. defectus,-us, deriv. da defectus, p.p. di deficere       differenziarsi; l'atto e l'effetto. 2 In biologia, il
 mancare, comp. da de-+ facere fare.                               mutamento graduale della struttura o funzione delle
difettóso, agg. 1 Che ha qualche difetto. ~ imperfetto.            cellule.
 <> perfetto. 2 Manchevole, scarso. ~ lacunoso. <>                      deriv. da differenziare.
 sufficiente.                                                     differenziàre, v. v. tr. 1 Rendere differente; distinguere.
     agg. faulty, defective.                                       ~ diversificare. <> uguagliare. 2 Fare differenze tra cose
     deriv. da difetto.                                            o persone. ~ discriminare. <> equiparare.
diffamàre, v. tr. Intaccare la buona fama di qualcuno              v. intr. pron. Diventare differente. ~ distinguersi.
 con maldicenze. ~ calunniare. <> lodare.                               v. tr. to differentiate. v. intr. to differ.
     v. tr. to slander, to libel.                                       deriv. da differenza.
     lat. diffamare, comp. da dis-+ deriv. da fama.               differenziàto, agg. Che presenta differenze. ~ distinto.
diffamatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi diffama. ~                  agg. differentiated.
 calunniatore. <> elogiatore.                                     differenziazióne, sf. Il differenziare, il differenziarsi, la
diffamatòrio, agg. 1 Che è atto a diffamare. 2 Che                 differenza che ne risulta.
 diffama. ~ denigratore. <> celebrativo, elogiativo.              differìbìle, agg. Che si può differire. ~ dilazionabile,
diffamazióne, sf. 1 Il diffamare e l'effetto; denigrazione.        procastinabile. <> indifferibile, indilazionabile.
 ~ calunnia. <> lode. 2 Reato che consiste nel recare             differiménto, sm. Aggiornamento, rinvio. ~ dilazione.
 offesa all'altrui reputazione.                                   differìre, v. v. tr. Rinviare qualcosa a un momento
     sf. slander.                                                  successivo, procrastinare. ~ rimandare. <> anticipare.
     deriv. da diffamare, lat. tardo diffamatio,-onis.             v. intr. Essere diverso, differenziarsi. ~ distinguersi. <>
 • Viene considerata dalla legge come delitto contro               rassomigliare, somigliare.
 l'onore della persona ed è punibile, a querela dell'offeso,            v. tr. to defer, to postpone. v. intr. to be different.
 con la reclusione fino a un anno o con una multa. Si                   lat. differre.
 differenzia dall'ingiuria, che consiste in un'offesa rivolta     differìta, sf. Trasmissione radiotelevisiva registrata che
 direttamente alla persona presente.                               viene mandata in onda in un momento successivo. <>
differènte, agg. Che non ha la stessa forma o qualità              diretta.
 rispetto a un'altra cosa o persona; diverso, disuguale. ~              sf. recording.
 dissimile. <> uguale.                                            diffìcile, agg., sm. e sf. agg. 1 Che richiede abilità,
     agg. different.                                               fatica; complicato. ~ difficoltoso. <> facile. 2 Arduo da
     lat. differens,-entis, p.pres. di differre.                   capire, spiegare e simili. ~ complesso. <> semplice. •
differenteménte, avv. In modo differente. ~                        era una presentazione con concetti difficili per i non
 diversamente.                                                     addetti. 3 Pieno di preoccupazioni, ansie e simili. 4 Poco
differènza, sf. 1 L'essere differente; la quantità o la            probabile. ~ improbabile. <> prevedibile, probabile. •: :
 qualità per cui si differisce. ~ diversità. <> uguaglianza.       difficile che ciò accada. 5 Pieno di disagi, di ostacoli. ~
 • fra i due non c'era grande differenza di età. 2                 scomodo. <> agevole, comodo. 6 Intrattabile,
 Risultato dell'operazione di sottrazione. ~ resto. 3              permaloso. ~ bisbetico. <> sereno, tranquillo. • era un
 Somma di denaro che manca per completare un                       tipo difficile. 7 Grosso, pesante. <> leggero, lieve. 8
 pagamento. • doveva pagare la differenza di costo fra il          Sgradevole. ~ scabroso
 biglietto di prima e di seconda classe. 4 Discordia,              sm. e sf. Persona incontentabile, intrattabile.
 contrasto. ~ dissenso.                                            sm. solo sing. Punto difficile. ~ difficoltà. • adesso viene
     sf. difference.                                               il difficile.
     lat. differentia, deriv. da differens,-entis.                      agg. 1 hard, difficult. 2 (improbabile) improbable.
differenziàbile, agg. Che si può differenziare.                         lat. difficilis, comp. da dis-+ facilis.
differenziàle, agg. e sm. agg. 1 Di differenza, che si            difficilménte, avv. 1 Con difficoltà. ~ stentatamente.
 basa su una differenz. 2 di strumento impiegato per               <> facilmente. 2 Con poca probabilità. ~
 misurare la variazione di una grandezza fisica rispetto ad        improbabilmente. <> probabilmente, prevedibilmente.
 un valore di riferimento .                                       difficoltà, sf. 1 L'essere difficile; ciò che è difficile. ~
 sm. 1 Elemento che differenzia, divario, variazione (il d.        complessità. <> facilità. 2 Ristrettezza di mezzi. • era in
 d’inflazione, i differenziali salariali) 2 Nelle automobili,      difficoltà economiche. 3 Fatica. ~ sforzo. • aveva grande
 organo collocato tra l'albero di trasmissione e i semiassi        difficoltà a preparare quell'esame. 4 Ostacolo che si
 delle ruote motrici; ha lo scopo di favorire la                   oppone al conseguimento di qualcosa. ~ complicazione.
 trasmissione uniforme del moto quando si percorrono               <> semplicità. • appianate tutte le difficoltà, si poteva
 traiettorie curvilinee (opera differenziando la velocitè di       ora procedere con il progetto. 5 Contrarietà. ~ avversità.
 rotazione delle ruote motrici). 3 In matematica,                       sf. difficulty.
 variazione tendenziale di una funzione al variare della                lat. difficultas,-atis, comp. di dis-+ facultas,-atis
 variabile di input (il differenziale di F in x è F'(x)Δx: è la    facoltà.
 variazione che F subirebbe per l'input che passa da x a
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difficoltóso, agg. Che presenta difficoltà. ~ complicato,             maggiore concentrazione a una dove sono meno
 complesso. <> facile.                                                concentrati. Tale fenomeno può riguardare sia sostanze
diffìda, sf. L'atto legale di diffidare.                              solide, che liquide che gassose.
      sf. notice, warning.                                            Diffusione della luce
      deriv. da diffidare.                                            Fenomeno per il quale un fascio di raggi luminosi,
diffidàre, v. v. tr. Intimare ad altri con atto legale di fare        investendo un ostacolo, devia in tutte le direzioni. Può
 o di non fare qualcosa. ~ vietare, proibire. <>                      essere per riflessione quando il raggio incidente viene
 autorizzare, permettere.                                             riflesso in ogni direzione; per diffrazione quando la
 v. intr. Non avere fiducia. ~ sospettare. <> fidarsi.                radiazione incontra ostacoli di misure comparabili con la
      v. tr. to warn. v. intr. to distrust, to to be suspicious.      propria lunghezza d'onda.
      lat. diffidere.                                                diffusìvo, agg. 1 Che ha la forza di diffondersi. 2 Che
diffidènte, agg. Che diffida. ~ sospettoso. <> fiducioso.             diffonde o che si diffonde.
      agg. wary, suspicious.                                         diffùso, agg. 1 Sparso largamente, propagato. ~ esteso. 2
diffidènza, sf. L'essere diffidente; mancanza di fiducia.             Prolisso, lungo. ~ ampio.
 ~ sfiducia. <> fiducia.                                                   lat. diffusus, p.p. di diffundere.
      sf. wariness, suspicion.                                       diffusóre, agg. e sm. (f. diffonditrice) 1 Che, chi
      lat. diffidentia, deriv. da diffidens,-entis.                   diffonde. 2 Speciale apparecchio che si applica a una
diffluènte, sm. Corso d'acqua secondario che si stacca                lampadine perché dia luce diffusa. 3 Apparecchio per
 dal ramo principale. <> affluente.                                   estrarre lo zucchero dalle barbabietole.
diffluènza, sf. Divisione in bracci di un corso d'acqua o            difilàto, agg. e avv. agg. Diritto, rapido. ~ celere.
 di un ghiacciaio.                                                    avv. 1 Direttamente e celermente. 2 Di seguito, senza
difflugìa, sf. Genere di Protozoi sarcodici; sono amebe               interruzione.
 con citoplasma protetto da una capsula a forma di calice                  avv. directly, straight.
 costituita di materiali detritici agglutinati.                      difiodónte, agg. Riferito ai Mammiferi che presentano
diffóndere, v. v. tr. 1 Spargere abbondantemente;                     due successive dentizioni quando i denti da latte
 spandere intorno ~ disseminare. <> concentrare. • la                 vengono sostituiti da quelli permanenti.
 sua risata diffondeva allegria in quell'ambiente. 2                 difonìa, sf. Disturbo della fonazione che consiste
 Divulgare, propagare. ~ diramare. <> arginare,                       nell'emettere contemporaneamente due suoni differenti.
 circoscrivere. • il nemico diffondeva notizie di disfatta.          difosgène, sm. Composto usato come gas bellico
 v. intr. pron. 1 Spargersi per largo spazio. ~ spandersi. •:         durante la prima guerra mondiale.
 :n profumo di pizza si diffuse rapidamente nella stanza.            difrónte, o di frónte, agg. invar. e avv. agg. invar.
 2 Propagarsi, dilungarsi. ~ diramarsi. • le notizie in               Che sta di faccia. ~ antistante.
 questa casa si diffondono con una rapidità disarmante.               avv. Posto dinanzi. ~ davanti.
 3 Dilungarsi a parlare o a scrivere                                 dìftera, sf. 1 Veste di pelle portata da gente umile. 2
      v. tr. e intr. pron. 1 to diffuse. 2 (notizie) to circulate,    Pelle conciata per uso scrittorio.
 to spread.                                                          diftèrico, agg. (pl. m.-ci) Di difterite.
      lat. diffundere, comp. da dis-+ fundere versare.               difterìte, sf. Malattia infettiva acuta, contagiosa,
diffórme, agg. 1 Non conforme, discordante. ~                         provocata dal Corynebacterium diphteriae. È
 differente. 2 Deforme. ~ malformato.                                 localizzabile nella faringe e provoca la formazione di
difformità, sf. L'essere difforme. ~ diversità.                       membrane fibrose e l'immissione in circolo di tossine
diffràngere, v. v. tr. 1 Provocare la diffrazione della luce.         dannose per il cuore, il tessuto nervoso e i reni. Può
 2 Frantumare. ~ spezzare.                                            essere curata con siero antidifterico e antibiotici.
 v. intr. pron. Subire il fenomeno della diffrazione.                      sf. diphtheria.
diffrazióne, sf. Propagazione per onde, che si verifica               Difterite dei polli
 quando tali onde incontrano ostacoli oppure diaframmi,               Malattia infettiva da virus.
 che ne limitano l'estensione. Essendo relativa a tutte le           dìga, sf. 1 Sbarramento artificiale atto a regolare il
 onde, si può avere diffusione della luce, del suono, dei             deflusso di un corso d'acqua o con funzioni difensive
 raggi X ecc. Particolari sono i fenomeni di diffusione               diverse. ~ argine. 2 Freno, difesa. ~ riparo.
 della luce da parte di un diaframma circolare; la luce                    sf. 1 dam. 2 (portuale) breakwater. 3 (argine) dyke.
 monocromatica prodotta da una sorgente puntiforme,                        franc. digue, dall'oland. dijk.
 che attraversa un piccolo foro rotondo, non produce                  • Opera idraulica che prevede la costruzione del relativo
 sullo schermo una zona d'ombra definita e netta, ma una              bacino artificiale. L'acqua raccolta viene utilizzata nelle
 figura di diffusione formata da un disco luminoso                    centrali idroelettriche per la produzione di energia o per
 centrale e da una serie di anelli concentrici chiari e scuri.        l'irrigazione. Possono essere a gravità quando hanno
diffusaménte, avv. In modo diffuso. ~ ampiamente.                     sezione verticale; un tipo particolare di questa diga è
diffusìbile, agg. Che si può diffondere facilmente.                   quella a scogliera, costruita con del pietrame compattato
diffusibilità, sf. L'essere diffusibile.                              con vibrazioni meccaniche. Altro tipo è quello a terra,
diffusióne, sf. 1 Il diffondere e il diffondersi. 2                   costruita con materiali argillosi che consentono una
 Divulgazione, propagazione. ~ emanazione.                            tenuta idraulica. L'altro grande modello di diga è quello
      sf. 1 spread, diffusion. 2 (divulgazione) circulation. 3        ad arco, in cui la spinta dell'acqua dell'invaso viene
 (fis.) scattering.                                                   trasferita sulle pareti laterali su cui appoggia la diga
      lat. diffusio,-onis.                                            stessa. La più grande diga del mondo è quella delle Tre
 • Fenomeno per cui gli atomi o le molecole degli                     Gole, iniziata sullo Yangtze Kiang nel 1997 e la cui
 elementi o dei composti chimici passano da una zona di               consegna è prevista per il 2009.

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digàmma, sm. Sesta lettera degli alfabeti greci arcaici           Digióne Città della Francia (141.000 ab.), capoluogo della
 derivata dal segno fenicio waw.                                   Côte-d'Or. È un importante centro commerciale e
digàstrico, agg. e sm. (pl.-ci) Muscolo del collo a forma          industriale (industrie chimiche, alimentari, meccaniche
 di ansa che va dall'apofisi mastoidea dell'osso temporale         e calzaturiere). Di origine gallo romana, divenne capitale
 alla faccia posteriore della mandibola.                           del ducato di Borgogna nel XIII sec., passando alla
Digenèi Altro nome dei Distomidi, derivato dal loro ciclo          Francia nel 1477. Sono conservati ancora alcuni edifici
 biologico caratterizzato da un'alternanza di generazione          dell'epoca, la chiesa di Notre-Dame, il palazzo Vogüé, la
 che si svolge in due o tre ospiti.                                chiesa di San Michele e la chiesa di San Benigno.
Digenis Akritas Poema di anonimo (ca. X sec.).                    digit, sm. invar. Sinonimo di carattere nel gergo tecnico
digerènte, agg. Che provvede alla digestione.                      informatico.
     agg. digestive.                                              digitàle, agg. 1 Delle dita. 2 Segnale che può assumere
digerìbile, agg. Che si digerisce facilmente; che si può           solamente alcuni valori fissati nel suo intervallo di
 digerire. <> indigeribile.                                        validità. Un caso particolare di segnale digitale è quello
digeribilità, sf. L'essere digeribile.                             usato per la rappresentazione binaria interna al
digerìre, v. tr. 1 Trasformare gli elementi ingeriti in            calcolatore, perché può assumere solo i valori 0 e 1. <>
 elementi assimilabili. ~ assimilare. <> rigettare.                analogico. 3 Angiosperma (Digitalis purpurea) della
 • aveva digerito con difficoltà il pranzo. 2 Sopportare,          famiglia delle Scrofulariacee e dell'ordine delle Tubiflore.
 accettare. ~ tollerare. • certe tue manie non riesco              Pianta erbacea originaria dell'Europa utilizzata in
 proprio a digerirle! 3 Assimilare, comprendere un                 medicina per la sua azione cardiotonica e diuretica.
 concetto, una materia e simili. ~ capire. • certe materie             agg. 1 (delle dita) finger. 2 digital.
 eccessivamente tecniche erano difficili da digerire. 4           digitalìna, sf. Composto che consiste in una miscela dei
 Riuscire a dominare.                                              glucosidi amorfi alcoolsolubili estratti dalla digitale. ~
     v. tr. 1 to digest. 2 (fig.) to stand.                        digitossoside.
     lat. digerire, comp. da dis-+ gerere portare.                digitalizzàre, v. tr. Somministrare digitale a un
digest, sm. invar. 1 Riassunto di un articolo o di un              organismo secondo una metodica ben determinata.
 libro. 2 Piccolo volume che contiene una selezione di            digitalizzatóre, sm. Sinonimo di coordinatometro.
 riassunti.                                                       digitalizzazióne, sf. Trasformazione di un segnale, il cui
digestióne, sf. Insieme di processi biochimici attraverso          andamento rispetto al tempo è dato in forma continua,
 cui gli esseri viventi trasformano il cibo o le sostanze di       in una successione dei valori numerici corrispondenti, a
 riserva in composti più semplici, solubili, assimilabili e        intervalli di tempo prefissati.
 utilizzabili dalle cellule. Il primo processo inizia in bocca    digitàre, v. tr. 1 Comporre su una tastiera. 2 In musica,
 e comprende la salivazione e la formazione del bolo; la           diteggiare.
 ptialina della saliva trasforma gli amidi in maltosio. Il             v. tr. 1 to punch. 2 (inform.) to type.
 bolo, passando dall'esofago, scende verso lo stomaco ove         digitàto, agg. 1 Di animale, che ha i piedi con più dita. 2
 è attaccato dai succhi gastrici, contenenti acido                 Che è stato composto su una tastiera.
 cloridrico, pepsina e chimosina, che trasformano le              digitazióne, sf. Il digitare e il suo effetto.
 proteine in peptoni. Il cibo viene ridotto in chimo dai          Digitìgradi Mammiferi che camminano appoggiando al
 movimenti circolari; è versato nell'intestino, provocando         suolo tutta la superficie delle dita.
 l'emissione del succo pancreatico e della bile dal fegato.       digiunàre, v. intr. 1 Astenersi parzialmente o
 La bile ha la funzione di trasformare i grassi in                 totalmente dal cibo per un determinato periodo. ~ essere
 emulsioni, agevolando l'assimibilità da parte della               a dieta, far digiuno. <> mangiare. 2 Rinunciare a
 steapsina. Il chimo viene ancora trasformato in chilo             qualcosa che si desidera.
 dagli enzimi prodotti dal succo enterico, prodotto dalla              v. intr. 1 to starve oneself. 2 (rel.) to fast.
 mucosa intestinale, per essere scomposto in sostanze più              lat. tardo ieiunare.
 facilmente assimilabili. Nel colon avviene una digestione        digiunatóre, sm. (f.-trìce) Chi digiuna.
 detta secondaria, a opera di batteri. La parte di cibo non       digiùno, agg. e sm. agg. 1 Che non ha ancora mangiato.
 digerita costituisce le feci.                                     2 Che si astiene dal cibo. 3 Che è privo. • era
 In chimica è la decomposizione di una sostanza da parte           completamente digiuno di faccende amministrative.
 di appositi reattivi chimici o di enzimi elaborati da             sm. Astinenza parziale o totale dai cibi. • il lungo digiuno
 microrganismi.                                                    aveva indebolito il fisico; essere a digiuno, condizione di
     sf. digestion.                                                chi non ha mangiato o non mangia.
     lat. tardo digestio,-onis.                                        agg. fasting. sm. fast.
digestìvo, agg. e sm. agg. Che serve alla digestione; che              lat. ieiunus digiuno.
 aiuta la digestione.                                             digiunoìleo, sm. Porzione dell'intestino tenue compresa
 sm. Bevanda che aiuta la digestione.                              fra il cieco e il duodeno.
     agg. digestive. sm. liqueur.                                 digiunostomìa, sf. Abboccamento chirurgico del
     lat. tardo digestivus.                                        digiuno alla pelle dell'addome.
digèsto, agg. e sm. agg. Digerito.                                diglossìa, sf. Forma particolare di bilinguismo che si ha
 sm. Raccolta delle leggi dei più autorevoli giuristi              quando l'uso delle due lingue viene alternato a seconda
 romani, compilata per disposizione dell'imperatore                dei contesti e delle circostanze.
 Giustiniano.                                                     dìgma, sm. Luogo o edificio dove i mercanti all'ingrosso
digiàmbo, sm. Successione di due giambi; interpretabile            esponevano le loro merci per la vendita.
 come il metro giambico indivisibile o come costituente           Dignàno Comune in provincia di Udine (2.549 ab., CAP
 una dipodia giambica.                                             33030, TEL. 0432).

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dignità, sf. 1 Nobiltà che l'uomo ha per sua natura, per il     dilacerazióne, sf. Tecnica di chirurgia cardiaca per
 suo grado, per le sue qualità e rispetto che egli ha di sé e    dilatare un ostio stenosato.
 che suscita negli altri per merito della sua condizione. ~     dilagàre, v. intr. 1 Estendersi come a formare un lago;
 decoro. • la sua dignità non gli consentiva di accettare        espandersi. ~ invadere. • il nemico dilagò sul territorio
 simili condizioni. 2 Ufficio elevato e persone che lo           dopo aver abbattuto le barriere difensive poste sui
 coprono. ~ carica, grado, onore. •: :e più alte dignità         confini. 2 Affermarsi. • il malcostume delle tangenti
 dello Stato erano presenti alla cerimonia funebre               dilagava in quella società capitalistica.
     sf. dignity.                                                    v. intr. to flood, (anche fig.) to spread.
     lat. dignitas,-atis, deriv. da dignus degno.                    da di-+ deriv. da lago.
dignitàrio, sm. Chi è investito di una dignità. ~ autorità,     dilaniàre, v. tr. 1 Lacerare, sbranare. ~ smembrare. 2
 maggiorente.                                                    Tormentare. ~ straziare.
dignitóso, agg. Che si comporta con dignità; che rivela              v. tr. to tear to pieces.
 dignità. ~ decoroso. <> indecente, indecoroso.                      lat. dilaniare, comp. da dis-+ laniare fare a pezzi.
     agg. 1 dignified. 2 (decoroso) respectable, decent.        dilapidàre, v. tr. Spendere smodatamente, dissipare. ~
DIGOS Sigla di Divisione Investigazioni Generali e               sperperare. <> conservare, serbare.
 Operazioni Speciali della Polizia di Stato.                         v. tr. to waste, to squander.
Digosz, Jan (Brzeznica 1415-Cracovia 1480) Storico. Tra              lat. dilapidare dissipare.
 le opere Annales seu cronicae inediti regni Poloniae           dilapidatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dilapida. ~
 (1455-1480).                                                    sperperatore.
digradàre, v. v. tr. 1 Nelle arti figurative, disporre in       dilapidazióne, sf. 1 Il dilapidare e l'effetto. 2 Sperpero.
 gradazione. 2 Degradare.                                        ~ spreco.
 v. intr. 1 Scendere a un livello inferiore. ~ degradare. <>    dilatàbile, agg. Che si può dilatare.
 ascendere. 2 Abbassarsi un poco alla volta. ~ declinare.       dilatabilità, sf. L'essere dilatabile.
 <> salire.                                                     dilataménto, sm. Dilatazione.
     v. intr. to slope down.                                    dilatàre, v. v. tr. 1 Rendere più largo, estendere,
digradazióne, sf. Il digradare.                                  ampliare. ~ allargare. <> restringere. 2 Aumentare il
digràmma, sm. (pl.-i) Successione di due lettere che             volume di un corpo. ~ espandere. <> contrarre. 3
 rappresentano un solo suono.                                    Differire. ~ rimandare. 4 Diffondere, divulgare. ~
digrassàre, v. tr. 1 Togliere il grasso o la parte eccedente     propagare.
 di grasso dalla carne macellata o dalla superficie di un        v. intr. pron. 1 Diventare più largo, ingrossarsi. ~
 liquido. 2 Togliere macchie di grasso dagli abiti.              allargarsi. 2 Aumentare di volume. ~ espandersi.
digredìre, v. intr. Fare una digressione.                            v. tr. e intr. pron. to dilate.
digressióne, sf. L'allontanarsi dall'argomento del                   lat. dilatare, comp. da dis-+ deriv. da latus ampio.
 discorso. ~ divagazione.                                       dilatàto, agg. 1 Che ha subito una dilatazione; largo. ~
digressìvo, agg. Che costituisce una digressione.                aperto. 2 Vitreo. ~ inespressivo.
digrignaménto, sm. Il digrignare i denti.                       dilatatóre, agg. (f.-trìce) Che dilata.
digrignàre, v. tr. Detto dei cani e anche dell'uomo,            dilatatòrio, agg. Che serve a dilatare.
 mostrare i denti facendoli stridere come manifestazione        dilatazióne, sf. Il dilatare e il dilatarsi; l'essere dilatato.
 di furore e di rabbia impotente.                                    lat. tardo dilatatio,-onis.
     v. tr. (denti) to grind one's teeth.                        • In fisica è la variazione delle dimensioni di un corpo
     da di-+ franc. antico grignier.                             dopo aver subito sollecitazioni meccaniche o variazioni
digrossaménto, sm. 1 Il digrossare. 2 Affinamento. ~             di temperatura. Si hanno dilatazioni termiche e
 dirozzamento.                                                   meccaniche a seconda delle sollecitazioni subite. In
digrossàre, v. v. tr. 1 Rendere meno grosso. ~ sgrossare.        relazione delle dimensioni della dilatazione, può essere
 2 Cominciare a raffinare. ~ dirozzare. 3 Impartire i            lineare, superficiale o cubica.
 primi elementi di una disciplina o di un'arte. ~ istruire.     dilatòmetro, sm. Strumento usato per la misura delle
 v. rifl. Farsi meno rozzo.                                      dilatazioni termiche dei liquidi e dei solidi.
diguazzaménto, sm. Il diguazzare.                               dilatòrio, agg. Che tende a ritardare.
diguazzàre, v. intr. Agitarsi nell'acqua.                       dilavaménto, sm. Il dilavare e l'essere dilavato.
Digul Fiume (670 km) della Nuova Guinea, nell'Irian             dilavàre, v. tr. Di piogge o acque torrenziali che
 occidentale. Nasce dai monti Maoke e sfocia nel mar             denudano le rocce, asportando la terra dai terreni in
 degli Arafura.                                                  pendio.
diibridìsmo, sm. Incrocio di due razze differenti per           dilavàto, agg. 1 Eroso dalle acque. 2 Sbiadito, pallido. ~
 due caratteri ereditari.                                        slavato.
diìbrido, sm. Individuo che è eterozigote per due fattori       dilazionàbile, agg. Che si può dilazionare. ~
 mendeliani.                                                     rateizzabile, prolungabile. <> indilazionabile.
diiod(o)- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la       dilazionàre, v. tr. Differire nel tempo, rimandare
 presenza di due atomi di iodio in una molecola.                 l'esecuzione o il completamento di una azione o
diktat, sm. invar. Imposizione tassativa, ordine                 un'attività. ~ procrastinare.
 perentorio imposto da una delle parti in un atto                    v. tr. to defer, to delay
 internazionale.                                                dilazióne, sf. Differimento, rinvio. ~ proroga.
dilaceràre, v. tr. 1 Lacerare con forza; sbranare. ~                 sf. 1 delay, extension. 2 (proroga) postponement.
 dilaniare. 2 Tormentare. ~ torturare.                               lat. dilatio,-onis.


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dileggiàre, v. tr. Deridere, beffeggiare. ~ schernire.           <> addensare. 3 Esporre qualcosa con sovrabbondanza
     v. tr. to deride, to mock.                                  di parole.
dileggiatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dileggia.               v. tr. to dilute.
diléggio, sm. Derisione sprezzante. ~ scherno.                       lat. diluere, comp. da dis-+ lavere bagnare.
dileguàre, v. v. tr. Far scomparire, fugare. ~ disperdere.      diluìto, agg. Reso meno denso e concentrato. ~
 v. intr. e intr. pron. Scomparire, scappare. ~ svanire. <>      stemperato.
 apparire, comparire.                                           diluizióne, sf. Il diluire, l'essere diluito.
     v. tr. e intr. to disappear, to vanish.                    dilungàre, v. v. tr. 1 Mandare per le lunghe; differire. ~
     lat. deliquare, comp. da de-+ liquare.                      prolungare. 2 Distendere. ~ allungare.
diléguo, sm. 1 Il dileguare o il dileguarsi. 2 Caduta di un      v. intr. pron. 1 Scostarsi dall'argomento, parlare in modo
 fonema.                                                         prolisso. ~ divagare. 2 Allontanarsi. ~ discostarsi.
dilèmma, sm. (pl.-i) 1 Difficile scelta tra due possibilità.         da di-+ deriv. da lungo.
 ~ alternativa. 2 Problema insolubile, dubbio. ~ assillo.       diluviàle, agg. Da diluvio.
     sm. dilemma.                                               diluviàno, agg. Del tempo del diluvio.
dilettànte, agg., sm. e sf. 1 Che, chi svolge un'attività       diluviàre, v. v. tr. (non comune) Mangiare
 sportiva o si dedica a un'arte o a una scienza per diletto e    abbondantemente e con voracità.
 non per lucro o per dovere. ~ amatore, appassionato. <>         v. intr. 1 Piovere a dirotto. ~ piovere a catinelle. <>
 professionista. 2 Che, chi manca di esperienza. ~               gocciare, gocciolare. 2 Susseguirsi a ritmo ininterrotto; a
 incompetente. <> competente, professionista.                    profusione.
     agg., sm. e sf. amateur.                                        v. intr. to pour down.
dilettantésco, agg. (pl. m.-chi) Da dilettante.                      lat. diluviare, deriv. da diluvium.
dilettantìsmo, sm. 1 Il praticare un'attività sportiva da       dilùvio, sm. 1 Pioggia dirotta. ~ acquazzone, temporale.
 dilettante. <> professionismo. 2 L'attendere a un'attività      2 Grande quantità. ~ abbondanza.
 con atteggiamento da dilettante.                                    sm. 1 deluge, downpour. 2 (inondazione) flood.
dilettantìstico, avv. Di dilettante; praticato, fatto da             lat. diluvium deriv. da diluere.
 dilettanti.                                                     • Dopo di noi il diluvio! Frase pronunciata dalla
dilettàre, v. v. tr. Dare diletto. ~ divertire. <> annoiare.     Marchesa di Pompadour a Luigi XV, per consolarlo dopo
 v. rifl. Provare piacere. ~ divertirsi. <> annoiarsi.           la battaglia di Rossbach (5 novembre 1757).
     v. tr. to delight. v. rifl. to enjoy.                       • Cataclisma che, secondo tradizioni religiose o
dilettévole, agg. Che dà diletto. ~ piacevole. <>                mitologiche, sommerse la terra. Si dice che fu scatenato
 sgradevole.                                                     dalla divinità per punire ed eliminare l'umanità a causa
dilètto, agg. e sm. agg. Caro, amato.                            della sua corruzione. Ai pochi sopravvissuti avrebbero
 sm. 1 Persona amata. 2 Ciò che dà piacere. 3 Sentimento         affidato il compito di diffondere il genere umano. Tutto
 piacevole e soave dell'animo o del corpo. ~ gioia. 4            ciò nella Bibbia è narrato nella Genesi, in riferimento a
 Passatempo, svago. ~ divertimento.                              Noè, che salvò la sua famiglia e una coppia di tutte le
     agg. beloved, dear. sm. delight, pleasure.                  creature sull'arca, costruita per volontà divina.
     lat. dilectus, p.p. di diligere apprezzare.                dim. Abbreviazione musicale di diminuendo.
dilettóso, agg. Dilettevole.                                    dìma, sf. Sinonimo tecnico di sagoma.
dilezióne, sf. 1 Amore spirituale che unisce a un'altra         dimagraménto, sm. Il dimagrire e l'effetto. ~
 persona. 2 Benevolenza. ~ affetto.                              dimagrimento.
diligènte, agg. Fatto con diligenza; che ha diligenza. ~        dimagrànte, agg. e sm. Che fa dimagrire.
 coscienzioso. <> negligente.                                        agg. slimming.
     agg. 1 diligent. 2 (preciso) accurate.                     dimagràre, v. v. tr. Far dimagrire.
     lat. diligens.-entis, p.pres. di diligere.                  v. intr. Diventare magro. ~ snellirsi, smagrire. <>
diligènza, sf. 1 Cura scrupolosa nell'eseguire un lavoro;        ingrassare.
 accuratezza, esattezza. ~ attenzione. <> negligenza. 2              v. intr. 1 to lose weight, to get thinner. 2 (per dieta)
 Grande carrozza pubblica a cavalli che un tempo veniva          to slim.
 usata per trasportare le persone da un luogo a un altro.       dimagriménto, sm. Il dimagrire e l'effetto. ~
     sf. 1 care, diligence. 2 (carrozza) stagecoach.             dimagramento.
     lat. diligentia.                                           dimagrìre, v. intr. Perdere peso per una diminuzione
diliscàre, v. tr. Pulire dalle lische.                           dei grassi di deposito in un organismo; diventare magro.
Dillinger è morto Film drammatico, italiano (1969).             dimàne, avv. e sm. avv. Espressione antica per domani.
 Regia di Marco Ferreri. Interpreti: Michel Piccoli, Anita       sm. Il giorno seguente.
 Pallenberg, Annie Girardot.                                    Dimàro Comune in provincia di Trento (1.054 ab., CAP
Dilthey, Wilhelm (Biebrich, Renania 1833-Siusi,                  38025, TEL. 0463).
 Bolzano 1911) Filosofo tedesco. Tra le opere                   dimazzatùra, sf. Operazione manuale che consiste nel
 Introduzione alle scienze dello spirito (1883) e Studi sui      frantumare pietre col martello per ottenere pietrisco per
 fondamenti delle scienze dello spirito (1905).                  pavimentazione stradale.
dilucidàre e derivati => "delucidare e derivati"                Dîmbovita Distretto (562.000 ab.) della Romania,
diluènte, agg. e sm. Di liquido atto a sciogliere, diluire.      capoluogo Tîrgoviste.
 ~ solvente.                                                    dimenaménto, sm. Agitazione in qua e in là.
diluìre, v. tr. 1 Sciogliere una sostanza solida in un          dimenàre, v. v. tr. Agitare in qua e in là. ~ scuotere.
 liquido. ~ disciogliere. <> concentrare, condensare. 2          v. rifl. 1 Agitarsi, contorcersi. 2 Adoperarsi per fare o
 Rendere meno concentrato, meno denso. ~ stemperare.

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 dire qualcosa. ~ affaccendarsi.                              dìmetro, agg. e sm. Dicesi di un verso composto di due
     v. tr. to shake, to wave. v. rifl. to toss and turn.      metri che comprendono quattro piedi per le serie
dimenìo, sm. Il dimenare o dimenarsi prolungato.               giambiche, trocaiche e anapestiche, mentre hanno solo
dimensionaménto, sm. Il dimensionare, l'essere                 due piedi per le serie dattiliche e coriambiche.
 dimensionato.                                                diméttere, v. v. tr. 1 Far uscire. ~ allontanare. 2
dimensionàre, v. tr. 1 Definire le dimensioni di               Esonerare da una carica. ~ destituire. <> assumere. 3
 qualcosa. 2 Stabilire il giusto valore di qualcosa o di       Congedare. ~ accomiatare.
 qualcuno.                                                     v. rifl. Abbandonare volontariamente un lavoro, un
dimensióne, sf. 1 In geometria semplice, ogni misura           impiego, una carica. ~ licenziarsi, abdicare.
 che individua l'estensione di un corpo, ossia la                  v. tr. to discharge, to dismiss. v. rifl. to resign.
 lunghezza, la larghezza e l'altezza. ~ formato, misura. 2         lat. dimittere, comp. da dis-+ mittere mandare.
 Valore, misura. ~ grandezza.                                 dimezzaménto, sm. Divisione a metà.
     sf. 1 dimension. 2 (misura) size.                        dimezzàre, v. tr. Dividere qualcosa a metà. ~ smezzare.
     lat. dimensio,-onis misurazione.                          <> raddoppiare.
 Dimensione di una grandezza fisica                                v. tr. to halve.
 Insieme di esponenti caratterizzanti le unità di misura           da di-+ deriv. da mezzo.
 delle grandezze fondamentali nella definizione di unità      diminuéndo, sm. 1 Minuendo. 2 Notazione musicale
 di misura della grandezza considerata.                        che indica la diminuzione graduale dell'intensità di un
dimenticàbile, agg. Che si può dimenticare. <>                 suono nell'esecuzione.
 indimenticabile.                                             diminuìbile, agg. Che si può diminuire. ~
dimenticànza, sf. Il dimenticare e l'effetto. ~ amnesia,       assottigliabile.
 smemoratezza.                                                diminuìre, v. v. tr. 1 Rendere minore. ~ ridurre. <>
     sf. oversight, slip.                                      aumentare. 2 Avvilire, sottovalutare. ~ sminuire. <>
dimenticàre, v. v. tr. 1 Perdere o togliersi la memoria di     esaltare. • questa situazione diminuisce i tuoi meriti.
 qualcosa o di qualcuno. ~ obliare. <> ricordare. •            v. intr. Farsi minore. ~ ridursi. <> ingrandirsi. • la
 beveva cercando di dimenticare quella brutta faccenda.        piena del fiume non accennava a diminuire.
 2 Lasciare qualcosa in un luogo per distrazione. ~                v. tr. 1 to decrease, to diminish, to reduce. 2 (prezzi)
 scordare. <> aver cura di. 3 Trascurare. ~ omettere. <>       to bring down. v. intr. to decrease, to fall, to diminish.
 tener presente. • non voleva rischiare di dimenticare i           lat. deminuere, comp. da de-+ minuere fare più
 propri doveri. 4 Perdonare. • dimenticò velocemente le        piccolo.
 offese ricevute.                                             diminuìto, agg. Ridotto. <> aumentato.
 v. intr. e intr. pron. Non ricordarsi. ~ scordarsi. <>       diminutìvo, agg. e sm. Di nome o aggettivo alterato con
 ricordarsi. • non voleva dimenticarsi dei suoi amici.         un suffisso che indica diminuzione o tono affettivo. • il
     v. tr. e intr. pron. to forget.                           diminutivo di faccia è faccina.
     lat. dementicare, comp. da de-+ deriv. da mens,               lat. deminutivus.
 mentis mente.                                                diminuzióne, sf. Il diminuire e l'essere diminuito. ~
dimenticatóio, sm. Nella locuzione mettere nel                 riduzione. <> aumento.
 dimenticatoio significa non voler più pensare a una cosa          sf. reduction, decrease, diminishing.
 o a una persona.                                                  lat. deminutio,-onis.
diméntico, agg. (pl. m.-chi) 1 Che dimentica facilmente;      dimissionàre, v. tr. Esonerare da un incarico ~
 che si è dimenticato. 2 Noncurante. ~ trascurato. 3 Di        licenziare.
 poca memoria. ~ smemorato.                                   dimissionàrio, agg. Che dà o ha dato le dimissioni.
dimerizzazióne, sf. Polimerizzazione che interessa due        dimissióne, sf. 1 Il dimettere, il dimettersi l'essere
 molecole.                                                     dimesso. 2 Al plurale, atto con cui si rinuncia a un
dìmero, agg. e sm. agg. Che è formato da due articoli o        impiego, a una carica, a un ufficio. ~ rinuncia,
 da due parti.                                                 licenziamento.
 sm. Molecola risultante dall'unione di due molecole               sf. resignation.
 identiche.                                                        lat. dimissio,-onis invio in congedo.
dimessaménte, avv. In modo dimesso.                           Dimitrov, Georgi (Radomiz 1882-Mosca 1949) Politico
dimésso, agg. Umile. ~ modesto. <> agiato, lussuoso.           bulgaro. Di ideologia comunista, fu segretario del Partito
     agg. (umile) humble, modest.                              comunista bulgaro e presidente del consiglio dal 1946 al
dimestichézza, sf. Confidenza, intimità. ~ familiarità.        1949.
 <> inesperienza, disabitudine.                               Dimitrovgrad Città (127.000 ab.) della Russia, nella
dimetil- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la       provincia di Simbirsk.
 presenza di due gruppi metilici in una molecola.             dimodoché, o di modo che, cong. In maniera che; in
dimetilammìna, sf. Ammina alifatica secondaria di              modo tale che. ~ cosicché.
 formula NH(CH3)2. È solubile in acqua e presenta un          dimoiàre, v. intr. Sciogliersi della neve o del ghiaccio in
 odore sgradevole.                                             poltiglia di acqua e fango.
dimetilxantìna, sf. Sinonimo di teobromina.                   dimòra, sf. 1 Il dimorare; sosta, permanenza in un luogo.
dimètrico, agg. (pl. m.-ci) In cristallografia, il gruppo      ~ soggiorno. 2 Luogo in cui si abita. ~ casa. • essere
 dimetrico è l'insieme dei sistemi di simmetria trigonale,     senza fissa dimora, essere continuamente in
 esagonale e tetragonale nel quale si hanno due costanti       movimento.
 parametriche uguali e la terza differente.                        sf. residence.
                                                                   deriv. da dimorare.
                                                             80
dimoràre, v. intr. Trattenersi più o meno a lungo in un           dinàmetro, sm. Strumento utilizzato per misurare
 luogo. ~ abitare.                                                 l'ingrandimento dei cannocchiali.
     v. intr. to reside.                                          Dinàmi Comune in provincia di Vibo Valentia (3.245 ab.,
dimorfìsmo, sm. In zoologia è il fenomeno a causa del              CAP 88010, TEL. 0966).
 quale in una stessa specie sono presenti individui con           dinàmica, sf. 1 Lo studio dei movimenti di un sistema e
 forme diverse.                                                    delle loro cause (•la d. della bicicletta). 2Il susseguirsi di
 Dimorfismo sessuale                                               avvenimenti nel tempo e nello spazio (•la d. di un
 Fenomeno che si verifica quando, nella stessa specie, i           racconto, la d. di un avvenimento). ~ svolgimento,
 due sessi presentano caratteristiche diverse, dovute a            andamento.
 caratteri sessuali secondari.                                         sf. dynamics.
 Dimorfismo stagionale                                             • Branca della meccanica che si occupa del moto dei
 Variazione di forme e colori, nello stesso individuo, a           corpi in relazione alle cause che lo provocano. Le prime
 seconda delle stagioni.                                           nozioni di dinamica vennero elaborate da Galileo Galilei,
dimòrfo, agg. Che presenta due forme distinte.                     anche se il contributo più significativo si ebbe da I.
Dimorfodónte, sm. In paleontologia è quel genere di                Newton. Sono tre i principi fondamentali della dinamica.
 Rettile Pterosauro vissuto durante il Lias in Inghilterra.        Primo principio della dinamica
dimostràbile, agg. Che si può dimostrare. ~                        Ogni corpo tende a mantenere il suo stato di quiete o di
 comprovabile, documentabile. <> indimostrabile,                   moto rettilineo uniforme fino a quando non
 indocumentabile.                                                  intervengono forze esterne a modificarne lo stato.
dimostrabilità, sf. L'essere dimostrabile.                         Secondo principio della dinamica
dimostrànte, sm. e sf. Chi prende parte a una                      L'accelerazione è proporzionale alla forza e la costante di
 dimostrazione pubblica.                                           proporzionalità è la massa.
dimostràre, v. v. tr. 1 Mostrare in modo inequivocabile;           Terzo principio della dinamica
 rendere palese. ~ manifestare. • doveva dimostrare                A ogni azione corrisponde una reazione uguale e
 come funzionava il nuovo programma del computer. 2                contraria.
 Provare la verità di un asserto tramite ragionamento. ~           La legge fondamentale si traduce nella formula F= ma,
 attestare. 3 Fare una dimostrazione pubblica. ~                   dove m è la massa del punto materiale, F la forza e a
 contestare, manifestare. • gli dimostrava continuamente           l'accelerazione del punto.
 affetto e riconoscenza. 4 Tirare le somme. ~ concludere.         dinamicaménte, avv. Da un punto di vista dinamico;
 v. rifl. Darsi a conoscere. ~ rivelarsi. • egli si dimostrò in    con dinamismo. ~ attivamente. <> staticamente.
 quell'occasione un vero uomo.                                    dinamicità, sf. L'essere dinamico. <> staticità.
     v. tr. 1 to demonstrate. 2 (mostrare) to show. v. rifl.      dinàmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di fenomeno che varia in
 to prove, to show.                                                relazione all'intervento di forze. Relativo alla dinamica. 2
     lat. demonstrare, comp. da de-+ monstrare.                    Dotato di vitalità, movimento; che agisce senza posa. ~
dimostratìvo, agg. 1 Che tende a dimostrare; di                    attivo, alacre. <> statico, flemmatico, inattivo. •
 dimostrazione. LOC. azione dimostrativa, azione                   conduceva una vita molto dinamica. 3 Che si trasforma
 militare di attacco condotta su un obiettivo secondario           continuamente. • il programma politico non sembrava
 per distogliere da quello primario. 2 Di pronome o                ben definito, anzi era ancora molto dinamico.
 aggettivo col quale si indica la lontananza o la vicinanza            agg. dynamic.
 di un oggetto o di una persona a cui ci si riferisce.                 greco dynamikòs, deriv. da dynamis forza.
     lat. demonstrativus.                                         dinamìsmo, sm. Qualità di chi o di ciò che è dinamico.
dimostratóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi dimostra. 2 Chi                 ~ movimento, attività. <> immobilismo, immobilità.
 spiega, per mestiere, le qualità e l'utilizzo di un prodotto     dinamitàrdo, agg. e sm. agg. Compiuto con la
 da vendere.                                                       dinamite o con altro esplosivo.
dimostrazióne, sf. 1 Il dimostrare e l'effetto. ~                  agg. e sm. Che, chi compie atti di distruzione con la
 spiegazione. 2 Manifestazione pubblica. 3 Grande                  dinamite.
 spiegamento di forze militari.                                   dinamìte, sf. 1 Potente esplosivo. 2 Tutto ciò che ha un
     sf. demonstration.                                            effetto esplosivo, che fa molto scalpore.
     lat. demonstratio,-onis.                                          sf. dynamite.
 • Ragionamento deduttivo che tende a ricostruire la               • La dinamite è formata da nitroglicerina e sostanze
 verità di una proposizione, partendo da assiomi o da              spugnose o gelatinose. Può essere attiva o passiva a
 altre proposizioni, già dimostrate vere. In matematica è          seconda che prenda parte o no alle reazioni esplosive;
 sostituito dal termine prova.                                     venne ottenuta casualmente da A. Nobel nel 1866.
DIN 1 Sigla delle tabelle di unificazione per le norme            dìnamo, sf. Macchina che converte energia meccanica in
 utilizzate in tutti i settori della tecnica. Derivato             elettrica e viceversa. È composta da un magnete
 dall'espressione tedesca Das Ist Norm (la norma è                 (induttore o statore) che crea un campo magnetico, da
 questa). 2 Sistema di misura della sensibilità dei                un rotore o indotto che ruota liberamente all'interno
 materiali fotografici basato su norme DIN.                        dello statore, da un collettore a lamelle solidale con
din dòn Voce onomatopeica con cui si indica il suono               l'indotto provvisto di spire interessate da un campo
 delle campane.                                                    magnetico. Nel 1830 il francese Hippolyte Pixii e
dìna, sf. Unità di misura della forza nel sistema CGS. È la        l'americano George Clark costruirono le prime dinamo.
 forza che un'accelerazione di 1 cm/s2 imprime a una               In Italia nel 1860 A. Pacinotti utilizzò come statore un
 massa di 1 g.                                                     magnete permanente tra le cui espansioni polari ruotava


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 un anello (anello di Pacinotti).                               Dine, Jim (Cincinnati 1935-) Pittore statunitense. Tra le
      sf. dynamo.                                                opere Trittico "Il completo bianco III" (1964,
dinamoelèttrico, agg. (pl. m.-ci) Si dice macchina               Amsterdam, Stedelijk Museum).
 dinamoelettrica una macchina elettrica utilizzata per la       dìngo, sm. Mammifero australiano, appartenente alla
 trasformazione di energia elettrica in energia meccanica        famiglia dei Canidi. Di piccola taglia (50 cm al garrese)
 e viceversa.                                                    ha pelo fulvo e abitudini notturne. Si ciba di piccoli
dinamometamorfìsmo, sm. Insieme dei processi di                  roditori che caccia nella boscaglia.
 trasformazione mineralogica e strutturale delle rocce          Dìni, Lambèrto (Firenze 1931-) Economista e politico.
 dovuti ai movimenti orogenetici prodotti a differenti           Diresse la Banca d'Italia dal 1979 al 1994, quindi fu
 profondità della crosta terrestre.                              ministro del tesoro nel governo Berlusconi e gli
dinamomètrico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce a un            succedette nel 1995 alla guida di un esecutivo tecnico
 dinamometro.                                                    con mandato fino alle elezioni 1996. Fondatore di
dinamòmetro, sm. In fisica è lo strumento per la                 Rinnovamento italiano, ha sostenuto nelle elezioni del
 misurazione statica delle forze. I tipi più semplici sono       1996 la coalizione dell'Ulivo ed è entrato nei governo
 considerati quelli elastici, costituiti generalmente da una     Prodi e D'Alema come ministro degli esteri.
 molla elicoidale: la misura della forza è data dalla           Dìni, Ulìsse (Pisa 1845-1918) Matematico. Compì studi
 deformazione elastica della molla. Fu inventato nel 1754        importanti nel campo della teoria delle funzioni e delle
 dal francese Hulien Le Roy.                                     equazioni differenziali. Diresse la Scuola Normale, fu
dinamoscopìa, sf. Osservazione degli organi durante il           socio dell'Accademia dei Lincei (dal 1882) e deputato.
 loro funzionamento.                                             Scrisse Fondamenti per la teoria delle funzioni di
dinamotóre, sm. Macchina elettrica a collettore                  variabili reali (1878).
 impiegata nell'impianto elettrico delle autovetture.           diniègo, sm. (pl.-ghi) Rifiuto, negazione. ~ no. <>
dinanderie, sf. Oggetto di ottone fuso che prende il             assenso, sì.
 nome dalla città belga di Dinant.                                   sm. refusal, denial.
Dinantiàno, agg. e sm. Si dice del piano inferiore del          dinitro- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la
 periodo Carbonifero compreso tra la fine del Devoniano          presenza di due gruppi NO2 in una molecola.
 e il piano Namuriano del Carbonifero. È suddiviso in           dinitrofenòlo (2,4-), sm. Derivato del fenolo con
 ulteriori due piani: il Tournaisiano e il Viseano.              formula chimica OH(NO2)2C6H3. Fonde a 111°C. È usato
dinànzi, agg. invar., avv. e prep. agg. invar. 1 Che si          come esplosivo e per la preparazioni di coloranti allo
 trova nella parte anteriore. ~ davanti. 2 Che viene prima.      zolfo.
 ~ precedente.                                                  dinitrotoluène, sm. Derivato del toluene di formula
 avv. 1 Di fronte. ~ avanti. 2 Prima.                            C6H3(CH3)(NO2)2.
 prep. 1 Davanti. ~ innanzi. 2 Di fronte. ~ dirimpetto. 3       dinnànzi => "dinanzi"
 In presenza. 4 Prima.                                          dinoccolàre, v. tr. Rompere le giunture.
 nella loc. avv. dinanzi a 1 Alla presenza di. 2 Di fronte a,   dinoccolàto, agg. Che ha movimenti sciolti e un po'
 davanti a.                                                      slegati.
      prep. in front.                                                agg. lanky.
      lat. de in antea.                                         dinoceràs, sm. Genere di Mammiferi ungulati presenti
dinar, sm. invar. Antica unità di peso in vigore in              nell'Eocene, con cranio ridotto e protuberanze ossee.
 Arabia; corrisponde a circa una dramma e mezzo del             dìnodo, sm. Elettrodo di un tubo termoelettrico che ha il
 sistema greco e bizantino.                                      compito di emettere elettroni secondari.
dìnaro, sm. Unità monetaria di alcuni paesi, tra cui            Dinofìlidi Famiglia di Archianellidi marini, cui
 Algeria e Iraq.                                                 appartiene solo il genere Dinophilus, la cui lunghezza
dinastìa, sf. 1 Serie di re o di principi di una medesima        non supera mai i 2 mm.
 famiglia che si succedono al governo di uno stesso paese       Dinoménidi Famiglia di Crostacei Decapodi Brachiuri
 o di paesi diversi. ~ stirpe, ramo. • la dinastia borbonica     cui appartiene il granchio del genere Dynomene.
 regnò sull'Italia meridionale. 2 L'insieme degli               Dinòmidi Famiglia di Mammiferi Roditori che
 appartenenti a una stessa famiglia che si succedono in          presentano arti brevi ma robusti, orecchie piccole e
 una stessa attività. ~ casato. • era l'ultimo erede di una      corpo tozzo. Comprende un solo genere con una sola
 dinastia di petrolieri.                                         specie, il pacarana, lungo circa 90 cm, che vive nelle
      greco dynasteia potenza, deriv. da dynastes.               zone montane della Bolivia e del Perú.
dinàstico, agg. (pl. m.-ci) Della dinastia.                     Dinorah (ossia Il pellegrinaggio a Ploërmel) Opera
dìnatron, sm. invar. Tubo termoelettronico la cui                semiseria di G. Meyerbeer, libretto di J. Barbier e M.
 griglia si trova a un potenziale positivo maggiore di           Carré (Parigi, 1859).
 quello dell'anodo.                                             dinornis, sm. Genere di Uccelli corridori aventi corpo
Dinder Fiume (485 km) dell'Africa orientale. Nasce dal           slanciato, becco corto e appuntito e zampe munite di tre
 lago Tana in Etiopia e confluisce nel Nilo Azzurro.             dita con il primo rivolto all'indietro.
Dindigul Città (170.000 ab.) dell'India, nello stato di         dinos, sm. Nome di un tipo do vaso greco.
 Tamil Nadu.                                                    dinosàuro, sm. Gruppo estinto di Rettili dell'era
dindìn Voce onomatopeica che indica un tintinnio.                mesozoica suddiviso nei due ordini dei Saurischi (simili
dìndio, o dìndo, sm. Voce dialettale con cui si identifica       ai coccodrilli) e degli Ornitischi (simili agli Uccelli).
 il tacchino.                                                    Molti esemplari erano di dimensioni enormi (lunghi fino
                                                                 a 30 m) con arti posteriori sviluppati, coda lunga e
                                                                 robusta, testa molto piccola e il corpo ricoperto di

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 squame e spine. Vissero sia sul terreno che nell'acqua. Le     Dio nascosto, Il Opera di critica letteraria di L.
 specie più note sono l'iguanodonte, il brontosauro, il          Goldmann (1955).
 tirannosauro. Scomparvero improvvisamente e                    Dio ne scampi dagli Orsenigo Romanzo di V.
 misteriosamente circa sessantacinque milioni di anni fa,        Imbriani (1876).
 forse in seguito alle trasformazioni geofisiche del            diobelìa, sf. Sussidio giornaliero in vigore nell'Attica a
 pianeta. Un'altra ipotesi di estinzione si rifà all'impatto     favore dei cittadini rimasti disoccupati o impoveritisi per
 di un grosso meteorite sul pianeta: ciò avrebbe sconvolto       effetto della guerra spartana (413-404 a. C.).
 il clima a causa delle grandi quantità di polveri sollevate    diocesàno, agg. e sm. Della diocesi; che, chi appartiene
 in atmosfera, che rimasero in sospensione per un tempo          alla diocesi.
 così lungo da abbassare la temperatura terrestre; i            diòcesi, sf. Circoscrizione ecclesiastica sottoposta alla
 dinosauri e molte altre specie non sarebbero riusciti ad        giurisdizione di un vescovo.
 adattarsi ai cambiamenti che ne derivarono.                          sf. diocese.
Dinòstrato (sec. IV a. C.) Matematico. Compì importanti         Dìocle (secc. II-I a. C.) Matematico greco. Si dedicò allo
 studi sulla rettificazione della circonferenza.                 studio del cissoide, una curva utile per la risoluzione del
dinotèrio, sm. Genere di Mammiferi Proboscidati                  problema della duplicazione del cubo.
 vissuti dal Miocene al Pliocene.                               Diocleziàno, Gàio Aurèlio Valèrio (Salona 240-313)
dintórni, sm. pl. Nelle adiacenze. ~ adiacenze, paraggi.         Imperatore romano, fu governatore della Mesia e
      sm. pl. surroundings, outskirts.                           comandante dei pretoriani. Riorganizzò l'impero tramite
dintórno, o d'intórno, avv. Da ogni parte.                       delle riforme costituzionali (tetrarchia) nominando
      avv. round.                                                Massimiano augusto, Costanzo e Galerio cesari. Divise
Dìo, sm. (f. dèa, pl. dèi) 1 Ente supremo nelle religioni        l'impero in prefetture, diocesi e province, riformò
 monoteiste e ciascuno degli esseri immortali dotati di          l'esercito, tentò di limitare il dilagare dell'inflazione,
 diversi attributi nelle religioni politeiste. ~ domineddio,     imponendo tributi sistematici; impose in campo
 il creatore, il padre, il padreterno. 2 Uomo che possegga       religioso la figura divina dell'imperatore, attuando una
 qualche qualità in modo supremo.                                persecuzione verso manichei e cristiani. Si ritirò a vita
      sm. god.                                                   privata, dalla quale poté assistere al crollo del sistema
      lat. deus.                                                 tetrarchico, che lo condusse al suicidio.
 • Dio me l'ha data, guai a chi la tocca. Frase                 dìodo, sm. In elettronica è un componente a due
 pronunciata da Napoleone mentre cingeva la Corona               terminali nel quale la corrente è unidirezionale, ossia si
 Ferrea durante la cerimonia dell'incoronazione a re             verifica solo per una determinata polarità della tensione
 d'Italia il 26 maggio 1805.                                     applicata. I diodi sono dispositivi a semiconduttore
 • Nelle religioni politeistiche, ognuno degli esseri            formati da un piccolo cristallo di germanio o di silicio, in
 ritenuti superiori all'uomo, con attributi sovrumani e          cui due regioni a drogaggio opposto creano una
 immortali. Nel cristianesimo e nelle religioni                  giunzione pn. Quando viene polarizzato direttamente è
 monoteistiche, l'essere supremo, eterno, infinito e             caratterizzato da una bassa resistenza; quando invece la
 perfetto, creatore dell'universo e ordinatore del caos          polarizzazione è inversa la sua resistenza aumenta
 primordiale. Concepito come uno ("non avrai altro Dio           notevolmente, senza però diventare infinita.
 all'infuori di me") e trino nel cristianesimo (Padre, Figlio    Diodo emettitore di luce (LED)
 e Spirito Santo), altri suoi attributi sono l'onniscienza,      Diodo che genera radiazioni luminose. Realizzato con
 l'immutabilità, la bontà e l'onnipotenza. Generalmente          una giunzione all'arseniuro-fosfuro di gallio (GaAsP),
 alla base dei principi del bene e della morale. La              viene normalmente utilizzato come indicatore di
 rivelazione di Dio al genere umano è per i cristiani            funzionamento di apparecchiature elettroniche.
 contenuta nei libri del Nuovo e Antico Testamento e             Diodo raddrizzatore
 rappresenta il Padre di Gesù. Nella filosofia occidentale       Diodo utilizzato come elemento circuitale in elettronica.
 il concetto di Dio fu elaborato da Anassagora come              Il suo impiego più comune è la trasformazione di una
 intelletto che ordina il mondo e da Platone come                corrente alternata in una impulsiva a onda dimezzata
 demiurgo creatore dell'universo. L'idea di Dio è stata          che, dopo un adeguato spianamento per mezzo di un
 interpretata ed elaborata in maniera diversa dai vari           condensatore di notevole capacità, permette
 pensatori nel corso dei secoli, assumendo connotati e           l'alimentazione di apparecchiature a corrente continua.
 caratteristiche differenti, da essere supremo a sostanza        Spesso vengono usati quattro diodi raddrizzatori in
 immanente, da causa prima e motore del mondo a                  configurazione a ponte per ottenere correnti impulsive a
 fondamento dell'etica umana. La filosofia moderna ha            onda intera.
 creato una cesura tra le verità di fede e le verità di          Diodo Shottky
 ragione, arrivando ad affermare l'impossibilità della           Diodo ricavato dal normale diodo a semiconduttore,
 dimostrazione razionale dell'esistenza di Dio.                  caratterizzato da un'elevata rapidità di risposta a basse
 L'idealismo hegeliano concepì Dio come immanente alla           correnti.
 realtà nella quale si manifesta; il positivismo e il            Diodo Zener
 marxismo si attestarono invece su posizioni atee.               Diodo simile a quello raddrizzatore, impiegato come
Dio e i suoi doni, Un Romanzo di I. Compton-Burnett              stabilizzatore di corrente continua o come generatore di
 (1963).                                                         tensione di riferimento.
Dio ha bisogno degli uomini Film drammatico,                     Fotodiodo
 francese (1950). Regia di Jean Delannoy. Interpreti:            Tipo di diodo che rivela la variazione di intensità
 Pierre Fresnay, Madeleine Robinson, Daniel Gélin.               luminosa nel campo visibile e nell'infrarosso vicino.
 Titolo originale: Dieu a besoin des hommes

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Diodon, sm. Genere di Pesci Actinopterigi                       Dionìgi di Alicarnàsso (Alicarnasso I sec. a. C.) Storico
 Tetraodontiformi con corpo rivestito da spine mobili, a         greco. Tra le opere Antichità romane (dal 7 a. C.).
 volta erettili.                                                Dionìgi l'Agricoltóre (Lisbona 1261-Santarém 1325)
Diodóntidi Famiglia di Pesci Actinopterigi cui                   Figlio di Alfonso III, gli succedette come re di Portogallo
 appartiene il genere Diodon.                                    dal 1279. Fu fondatore a Lisbona nel 1290 della prima
Diodòro Sìculo (Agirio ca. 90-ca. 20 a. C.) Storico greco.       università portoghese.
 Tra le opere Biblioteca (60-30 a. C.).                         dionisìaco, agg. (pl. m.-ci) 1 Di Dioniso. 2 Inebriante,
Diofànto (sec. II) Matematico greco (in greco                    entusiastico. ~ esaltante.
 Dióphantos). Compì importanti studi sulle equazioni di         Dionìsio (papa) (?-Roma 268) Santo e papa dal 259 al
 primo e secondo grado. Attivo alla scuola di Alessandria,       268. Uno dei formulatori del dogma trinitario, condannò
 ha scritto tredici libri di Aritmetica, raccolta di problemi    modalismo e sabellianesimo. Nel concilio da lui
 sui numeri di cui sono giunti fino a noi solo sei libri, e I    convocato a Roma nel 262, condannò la dottrina eretica
 numeri poligonali, opuscolo su temi marginali. Oggi si          che sosteneva la subordinazione del Figlio al Padre
 dicono diofantee equazioni algebriche a coefficienti            (subordinazionismo) e che anticipava le tematiche
 interi di cui si vuole cercare soluzioni intere.                dell'arianesimo.
diofisìsmo, sm. Termine teologico per designare il              Diòniso (o Bacco) Dio greco del vino e dell'ebbrezza,
 dogma della dottrina cattolica definito nel concilio            figlio di Zeus e di Semele. Il suo culto, che rappresentava
 ecumenico di Calcedonia del 451 relativo alle due nature,       l'evasione dalla condizione umana, confluì nell'orfismo e
 divina e umana, di Gesù Cristo.                                 nei riti misterici, simbolo del trionfo della natura. Alle
Diògene Laèrzio (Laerte, Cilicia, prima metà III sec.)           sue feste è collegata l'origine delle rappresentazioni
 Storico greco. Tra le opere Vite dei filosofi.                  drammatiche e del dramma satiresco.
Diogneto, Epistola a Trattato religioso e apologista di         Dionisòtti, Càrlo (Torino 1908-Londra 1998) Critico
 anonimo (ca. III sec.):                                         letterario. Tra le opere Geografia e storia della
dioicìsmo, sm. Proprietà delle specie vegetali dioiche           letteratura italiana (1967) e Machiavellerie (1980).
 (quelle rappresentate da individui maschili e femminili        diòpside, sm. Silicato di calcio e di magnesio e poco
 distinti). Rappresenta il solo caso in cui lo zigoto risulti    ferro appartenente al gruppo dei pirosseni monoclini. È
 unisessuato.                                                    un componente di rocce eruttive basiche, ultrabasiche e
diòico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle piante che                metamorfiche.
 possiedono organi maschili e femminili su organismi            dioràma, sm. (pl.-i) Serie di panorami che mediante
 diversi. ~ eterotallico.                                        effetti di prospettiva e mediante un'opportuna
Diomède Personaggio mitologico, eroe greco figlio di             illuminazione producono l'effetto di una visione reale.
 Tideo, re di Argo. Fu spesso compagno di Ulisse in             diorìte, sf. Roccia intrusiva formata principalmente da
 rischiose avventure e partecipò alla guerra di Troia.           plagioclasio di colore bianco e da minerali colorati tipo
Diomedèa, sf. Genere di Uccelli Procellariformi cui              anfiboli, pirosseni e miche. A seconda della presenza o
 appartengono almeno una decina di specie di albatro.            meno di quarzo e del minerale colorato più abbondante
Diomedèidi Famiglia di Uccelli marini Procellariformi            si distinguono in quarzifere, non quarzifere, micacee,
 cui appartengono i due generi di albatro Diomedea e             anfiboliche o pirosseniche.
 Phoebetria.                                                    Diòscuri Appellativo dei gemelli Castore e Polluce, eroi
Dióne (astronomia) Satellite di Saturno, scoperto da G.          della mitologia greca, figli di Leda e di Zeus che si unì a
 Cassini nel 1684; è all'undicesimo posto per distanza           lei sotto forma di cigno. Castore era mortale e Polluce
 (377.500 km) e al quarto per grandezza (raggio di 560           no. Alla morte di Castore, Polluce rifiutò l'immortalità
 km); il suo periodo orbitale è di 2,74 giorni.                  poiché non poteva dividerla con il fratello, così ottennero
Dióne (mitologia) Divinità greca figlia di Oceano e Teti         di trascorrere a giorni alterni una giornata nell'Olimpo e
 o, secondo i racconti orfici, di Urano e Gaia. Fu amata da      l'altra nel regno dei morti. Erano considerati divinità
 Giove e con lui venerata a Dodona; secondo una                  benefiche perché aiutavano i combattenti e i marinai. Il
 tradizione avrebbe partorito Venere.                            loro culto era diffuso in particolare a Sparta.
Dionìgi Nome di tiranni.                                        Dioscùride di Sàmo (Fine del IV sec. o del II sec. a. C.)
 Dionigi I il Vecchio                                            Pittore greco. Tra le opere Suonatori ambulanti e
 (Siracusa 432?-367 a. C.) Tiranno di Siracusa dal 405,          Consultazione di una fattucchiera (I sec.? a. C., Napoli,
 conquistò quasi tutta la Sicilia, parte della Magna Grecia      Museo Archeologico Nazionale, da originali di
 e del litorale adriatico, ove fondò Ancona e colonizzò          Dioscuride).
 Adria. Avverso a Cartagine fino alla morte, appoggiò           Diospiràli Ordine di piante arboree e arbustacee delle
 Sparta contro l'espansione ateniese.                            regioni tropicali comprendente sette famiglie; le più
 Dionigi II il Giovane                                           importanti sono le Sapotacee e le Ebenacee.
 Figlio di Dionigi I, gli succedette dal 367 al 344,            diossàno, sm. Etere ciclico ottenuto per trattamento del
 terminando il conflitto con Cartagine e ospitando               glicol etilico con acido solforico diluito durante
 Platone come consigliere. Lo zio Dione lo cacciò nel 357,       l'ebollizione.
 ma egli tornò in patria nel 347. Il corinzio Timoleonte lo     diossi- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la
 esiliò definitivamente nel 344 a Corinto.                       presenza di due ossidrili in una molecola.
Dionìgi d'Alessàndria, détto il Grànde (Alessandria             diossifenilalanìna, sf. Amminoacido ottenibile per
 190 ca.-264?) Santo, vescovo di Alessandria d'Egitto dal        sintesi da vanillina e acido ippurico, ma non facilmente
 247 e padre della chiesa greca. Si oppose alle                  isolabile per idrolisi. È presente in molti vegetali.
 persecuzioni di Valeriano e Decio e scrisse Sulla natura       diossìna, sf. Idrocarburo aromatico clorurato, formato
 e Confutazione e apologia.                                      da quattro atomi di carbonio e due di ossigeno (2,3,7,8,-

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 tetraclorodibenzo-paradiossina o TCDD). È un                     dipendènza, sf. 1 Il dipendere. ~ subordinazione. <>
 sottoprodotto della produzione dei fenoli policlorurati,          indipendenza. •: :avorava alle dipendenze di qualcuno,
 usati come diserbanti; si forma anche nell'incenerimento          non lavorava in proprio. 2 La dépendance di alcuni
 di rifiuti contenenti clorobenzoli, clorofenoli ed eteri di       edifici. • era alloggiato nella dipendenza dell'albergo
 difenile. Molto tossica se dispersa nell'ambiente,                     sf. 1 dependence. 2 (farmaci) addiction.
 contamina per anni il terreno. Nel 1976, a Seveso, una           dipèndere, v. intr. 1 Essere causato o determinato. ~
 dispersione accidentale della sostanza ha obbligato               derivare. <> causare, dare luogo. • la tua timidezza
 all'abbandono dell'area contaminata in attesa della               dipende essenzialmente dalla insicurezza di fronte agli
 bonifica.                                                         altri. 2 Essere in rapporto di subordinazione rispetto a
diòttra, sf. 1 Strumento topografico per tracciare                 qualcuno. ~ sottostare. <> comandare, dirigere. • l'ora
 allineamenti tra punti distanti o angoli su un terreno. 2         di arrivo dipende dalle condizioni di traffico. 3 Di
 Tacca di mira di un'arma da fuoco.                                proposizioni, essere rette. • la proposizione causale di
diottrìa, sf. Unità di misura usata in ottica per misurare         dipende dalla principale.
 la potenza o convergenza di una lente e in oculistica per              v. intr. 1 to depend on. 2 (essere alle dipendenze) to
 misurare le capacità visive (PotenzaInDiottrie =                  be subordinate to. 3 (economicamente) to be dependent
 1/DistanzaFocaleInMetri).                                         on. 4 (derivare) to derive, to come from, to result.
diòttrica, sf. Parte dell'ottica che studia la rifrazione               lat. dependere, comp. da de-+ pendere.
 della luce.                                                      dipentène, sm. Sinonimo di limonene racemico.
diòttrico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce alla diottrica.      dipeptìde, sm. Generica denominazione che designa le
dióttro, sm. Sistema ottico centrato costituito                    ammidi derivanti dalla condensazione di due
 dall'associazione di due mezzi trasparenti con diverso            amminoacidi come la glicilglicina.
 indice di rifrazione, divisi da una superficie piana             Dipignàno Comune in provincia di Cosenza (3.865 ab.,
 (diottro piano) o da una superficie sferica (diottro              CAP 87045, TEL. 0984).
 sferico), come nelle lenti.                                      dipìngere, v. v. tr. 1 Rappresentare le figure e le forme
Diourbel Città (78.000 ab.) del Senegal, capoluogo della           mediante colori. ~ disegnare. 2 Ornare con pitture. ~
 regione omonima.                                                  affrescare. • aveva preso l'impegno di dipingere il
dipanàre, v. v. tr. 1 Raccogliere il filo in un gomitolo           soffitto della cappella. 3 Dare la tinta, il colore. ~
 svolgendolo dalla matassa. ~ svolgere, sdipanare. <>              verniciare. 4 Rappresentare con vivacità, mediante la
 ammatassare. 2 Districare, sbrogliare. ~ chiarire. 3              scrittura o usando altri mezzi espressivi. ~
 Disfare. ~ sciogliere.                                            rappresentare. • nel descriverlo, lo dipinse come un
 v. intr. pron. 1 Svolgersi, detto di un filo. 2 Susseguirsi,      ragazzo meraviglioso. 5 Truccare. ~ imbellettare.
 distendersi.                                                      v. rifl. 1 Darsi il belletto, il trucco. ~ truccarsi. 2
      v. tr. 1 (gomitolo) to wind into a ball. 2 (fig.) to sort    Assumere un colore. • al tramonto il cielo si dipinse di
 out.                                                              rosso vivo.
dipanatóio, sm. Arnese per dipanare.                                    v. tr. 1 to paint. 2 (rappresentare) to depict.
dipanatùra, sf. Il dipanare.                                            lat. depingere, comp. da de-+ pingere dipingere.
dipartimentàle, agg. Di dipartimento.                             dipìnto, agg. e sm. agg. 1 Ornato con colori. ~
dipartiménto, sm. 1 In alcuni stati, ministero; in                 pitturato. <> pulito, bianco. • produceva delle
 Francia, circoscrizione amministrativa. ~                         ceramiche dipinte a mano. 2 Truccato. ~ imbellettato.
 compartimento. 2 Circoscrizione territoriale-                     <> naturale, lavato. • aveva il viso eccessivamente
 amministrativa della marina militare italiana. ~                  dipinto.
 divisione. • dipartimento militare marittimo. 3                   sm. Opera di pittura. ~ tela. • quel dipinto, valeva ormai
 Raggruppamento di discipline universitarie affini. • il           molti milioni.
 dipartimento di informatica era molto attivo in quel                   sm. painting.
 campo di ricerca                                                       lat. depictus, p.p. di depingere dipingere.
      sm. department.                                             dipl(o)- Primo elemento di parole composte derivante
      franc. department, deriv. da departir suddividere.           dal greco diplûs, ossia doppio.
dipartìre, v. v. tr. Dividere, separare. ~ allontanare.           diplacusìa, sf. Anomalia dell'apparato uditivo per cui le
 v. intr. pron. 1 Andare via da un luogo, partire. ~               due orecchie percepiscono una diversa sensazione di
 allontanarsi. 2 Morire. ~ perire. 3 Diramarsi. ~                  altezza in seguito all'emissione di un suono.
 ramificarsi.                                                     diplegìa, sf. Paralisi bilaterale o emiplegia doppia dovuta
      da di-+ partire.                                             di solito a una lesione cerebrale.
dipartìta, sf. 1 Distacco, partenza. ~ allontanamento. 2          diplèxer, sm. invar. Dispositivo elettronico che
 Morte. ~ trapasso. <> nascita.                                    consente di sommare due segnali distinti per
dipendènte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che dipende,                    convogliarli in un unico canale di trasmissione e
 subordinato. ~ subalterno. <> indipendente. • era da un           all'arrivo di separare i due segnali trasmessi
 punto di vista economico ancora dipendente dalla                  contemporaneamente.
 famiglia. 2 Soggetto legato. ~ vincolato. <> libero.             diplocòcco, sm. (pl.-chi) Genere di batteri della famiglia
 sm. e sf. Chi lavora alle altrui dipendenze. ~ sottoposto.        delle Lactobacillacee comprendente una sola specie, il
 <> capo. • i dipendenti statali hanno trattamenti                 Diplococcus pleumoniae, responsabile delle polmoniti
 previdenziali più favorevoli.                                     batteriche.
 sf. Proposizione dipendente.                                     diplodòco, sm. (pl-chi) Genere di giganteschi dinosauri
      agg. subordinate, dependent. sm. e sf. employee.             erbivori presenti nel Giurassico superiore, i cui resti


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 abbondano nel Colorado e nel Wyoming. Giungevano                trattare affari e relazioni personali. ~ abilità, accortezza,
 fino a 25 metri e a un peso di 20 tonnellate.                   tatto. • con maggiore diplomazia avresti potuto
dìploe, sm. Strato di tessuto spongioso posto tra i              ottenere ciò che volevi. 3 Il complesso delle persone e
 tavolati esterno e interno delle ossa del cranio.               degli organi per mezzo dei quali uno stato cura le
diplofìto, sm. Individuo vegetale con cellule contenenti         relazioni con un altro stato.
 un numero diploide di cromosomi.                                    sf. diplomacy, diplomatic service.
diplofonìa, sf. Disturbo della fonazione caratterizzato              franc. diplomatie.
 dall'emissione contemporanea di due suoni, uno nella           diplónte, sm. Organismo che allo stadio vegetativo è
 tonalità voluta e l'altro più basso; tale problema deriva       diploide in tutte le sue cellule, anche se possiede
 dalla vibrazione passiva di una corda vocale paralizzata.       un'alternanza di fase nucleare.
 ~ voce bitonale.                                               diplopìa, sf. Disturbo visivo consistente nella visione
diplòide, agg. Detto di cellula o individuo che presenta         sdoppiata delle immagini.
 diploidia.                                                     Diplòpodi Ordine di Artropodi Miriapodi con corpo
diploidìa, sf. Presenza in una cellula di due serie di           cilindrico. Detti comunemente millepiedi si nutrono di
 cromosomi, a due a due omologhi (paterno e materno).            sostanze organiche in decomposizione e vivono su un
 È tipica degli animali superiori.                               terreno umido.
diplòma, sm. (pl.-i) 1 Attestazione del conseguimento di        diplosòma, sm. (pl.-i) Centrosoma doppio.
 un titolo di studio. ~ licenza. 2 Attestazione ufficiale di    diplostèmone, agg. Relativo a un fiore o a un androceo i
 un'accademia, un'autorità, un ente che conferisce un            cui stami siano in numero doppio rispetto a quello dei
 titolo o un privilegio. ~ laurea, attestato. • diploma di       sepali o dei petali.
 laurea in ingegneria. 3 Atto solenne di una cancelleria        diplòstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla posizione delle
 imperiale o reale. LOC. ricevette un diploma di                 radichette laterali che si originano a coppia, anche se si
 onorificenza per i servigi resi alla monarchia.                 formano una per ogni lato di ogni area legnosa del fascio
     sm. diploma, certificate.                                   della radice principale.
     lat. diploma,-atis, dal greco diploma, deriv. da           diplotène, agg. e sm. Stadio della meiosi nel quale i
 diplùn rendere doppio, foglio piegato in due.                   cromosomi dimezzati si allontanano rimanendo attaccati
diplomàre, v. v. tr. Conferire un diploma scolastico.            solo nei chiasmi.
 v. intr. pron. Ottenere un diploma scolastico.                 diplozoon, sm. Genere di Platelminti Trematodi
     v. tr. to award a diploma to. v. intr. to obtain a          ermafroditi che vivono attaccati alle branchie di alcuni
 diploma.                                                        pesci d'acqua dolce.
diplomàtica, sf. 1 Scienza che studia i documenti. 2            Diplùri Ordine di piccoli Insetti Apterigoti senza ali cui
 Piccola valigia stretta di spessore e rigida usata per          appartengono i Campodea e gli Japyx.
 contenere documenti e simili.                                  Dìpnoi Ordine di Pesci Osteitti d'acqua dolce con corpo
 • Scienza che, insieme ad altre discipline (paleografia,        anguilliforme e arti appena abbozzati. Hanno doppia
 cronologia, storia del diritto), studia i documenti             respirazione e usano le branchie nell'acqua abbondante e
 (diplomi) e stabilisce i criteri necessari per controllarne     la vescica natatoria, usata come un polmone primitivo,
 l'autenticità e il valore come testimonianza storica. La        in acqua bassa o poco ossigenata. Sono considerati
 diplomatica generale si occupa dei fattori (autore              l'anello di congiunzione tra Pesci e Anfibi per la
 dell'azione, destinatario, dettatore, scrittore) e le           particolarità della respirazione.
 caratteristiche del documento (materiale, lingua, sigilli);    dipodìa, sf. Sequenza di piedi uguali o diversi.
 quella speciale studia i documenti esaminati da apposite       Dipòdidi Famiglia di Mammiferi Roditori. Noti anche
 fonti (sovrani, cancelleria e pontefici).                       come topi saltatori, vi appartengono il topo delle
diplomaticaménte, avv. 1 Secondo gli usi diplomatici;            piramidi e altre specie saltatrici.
 attraverso la diplomazia. 2 In modo abile e accorto, con       dipòi, o di pòi, agg. e avv. In seguito. ~ dopo.
 tatto. ~ abilmente.                                            dipòlo, sm. Insieme di due cariche elettriche o masse
diplomàtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Che si                magnetiche di uguale grandezza ma con segno contrario,
 riferisce agli antichi documenti. • edizione diplomatica,       poste a distanza ravvicinata. Caratteristica del dipolo è il
 riproduzione esatta e fedele di un manoscritto. 2               vettore coincidente con il segmento che unisce le due
 Relativo alla diplomazia. ~ abile. 3 Accorto, avveduto. ~       cariche, con verso dalla carica negativa alla positiva, che
 abile. • era molto diplomatico su certe delicate                viene chiamato momento dipolare. Classico esempio di
 questioni.                                                      dipolo è l'ago di una bussola magnetica.
 sm. 1 Agente diplomatico. ~ console, ambasciatore. • la         Nelle telecomunicazioni è un conduttore filiforme molto
 carriera di diplomatico non è semplice da                       piccolo, percorso da corrente costante per tutta la sua
 intraprendere. 2 Persona abile e accorta. 3 Dolce di            lunghezza. Viene definito elementare quando è percorso
 pasta sfoglia farcito di crema e di pan di Spagna               da corrente di ampiezza costante. Indispensabile nello
 imbevuto di liquore.                                            studio teorico delle antenne, essendo ogni antenna vista
     agg. diplomatic. sm. diplomat.                              come la somma di dipoli elementari. Una sua particolare
     deriv. da diploma.                                          applicazione pratica è invece il dipolo a mezz'onda,
diplomatìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Esperto in                    costituito da un conduttore che presenta corrente di
 diplomatica.                                                    ampiezza massima al centro e nulla alle due estremità.
diplomàto, agg. e sm. Che, chi è fornito di diploma.             Questo tipo di antenna ad alta direttività viene utilizzato
     agg. holding a diploma.                                     soprattutto nel campo delle onde corte e delle
diplomazìa, sf. 1 Complesso di procedure che regolano            microonde.
 le relazioni tra stato e stato. 2 Esperienza e astuzia nel

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diportìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi pratica la navigazione      diraspatùra, sf. Eliminazione dei raspi effettuata
 da diporto.                                                      tramite diraspatrice.
dipòrto, sm. Ricreazione, spasso. ~ svago.                       dirazzàre, v. intr. Perdere le caratteristiche della
      deriv. da diportare.                                        propria razza.
diprèsso, avv. Solo nella locazione a un dipresso, circa,        Dìrce Personaggio mitologico, moglie di Lico, re di Tebe.
 pressappoco. ~ suppergiù.                                        Mantenne a lungo Antiope in schiavitù; Dioniso la
dipropil- Primo elemento di vocaboli chimici che sta a            tramutò in fonte.
 indicare la presenza di due gruppi propilici nella              dìre, v. e sm. v. tr. 1 Enunciare per mezzo di parole. ~
 molecola.                                                        proferire, enunciare. <> tacere. 2 Rendere manifesto,
Dipsacàcee Famiglia di piante erbacee con fiori                   esporre. ~ dichiarare. <> celare. • disse apertamente ciò
 variamente irregolari riuniti in capolini.                       che pensava di lui e del suo progetto. 3 Esprimere. ~
dipsòmane, agg. e sm. Malato affetto da dipsomania.               significare. • aveva uno sguardo che diceva tutto. 4
dipsomanìa, sf. Impulso incontenibile a bere grandi               Parlare. ~ discorrere. 5 Indicare, denotare. ~
 quantità di bevande, soprattutto alcoliche.                      simboleggiare. • i luoghi che sono stati appena detti
Dipterocarpàcee Famiglia di piante arboree                        devono assolutamente rimanere riservati. 6 Recitare. ~
 sempreverdi tipiche delle regioni tropicali dell'Africa e        declamare. 7 Considerare. ~ valutare. 8 Celebrare. • dire
 dell'Asia.                                                       Messa.
Dirac, Paul Adrien Maurice (Bristol 1902-Tallahassee              v. intr. impers. Corre voce, è fama. • si dice che tu sia
 1984) Fisico inglese fondatore della meccanica                   ormai prossimo alla promozione.
 quantistica, ha conseguito il premio Nobel per la fisica         sm. Atto e modo del dire. • questo tuo dire mi fa molto
 nel 1933. Ha dimostrato teoricamente l'esistenza del             preoccupare.
 positrone e di tutte le antiparticelle delle diverse                 v. tr. 1 to say. 2 (raccontare un fatto, riferire) to tell.
 particelle.                                                      3 (esprimere) to mean.
 Equazione di Dirac                                                   lat. dicere.
 Dimostrazione dell'esistenza di uno stato energetico            Directed By John Ford Film documentario, americano
 negativo dell'elettrone. È alla base della meccanica             (1971). Regia di Peter Bogdanovich. Interpreti: John
 quantistica relativistica.                                       Ford, John Wayne, Henry Fonda, James Stewart. Titolo
diradaménto, sm. 1 Il diradare, il diradarsi. 2                   originale: Directed By John Ford
 Sradicamento di piante troppo fitte. 3 Intervento               director, sm. invar. Dispositivo elettronico per
 urbanistico che consiste nell'eliminazione delle                 l'indirizzamento delle telecomunicazioni utilizzato in
 costruzioni non conformi all'ambiente di un centro o di          alcuni tipi di centrali telefoniche automatiche.
 un quartiere di interesse storico-artistico.                    directory, sf. invar. Letteralmente significa indice. In
diradàre, v. v. tr. 1 Rendere più rado. ~ sfoltire. <>            informatica indica una parte del disco che contiene
 infoltire. 2 Fare una cosa meno frequentemente. • la             informazioni relative ai file memorizzati.
 nascita del bimbo fece diradare le loro passeggiate             direnàre, v. v. tr. Sfinire, sfiancare.
 mattutine nel parco.                                             v. rifl. 1 Affaticarsi eccessivamente. ~ sfiancarsi. 2 Avere
 v. intr. pron. Farsi rado. • si diradavano ormai le              atteggiamento servile.
 tenebre.                                                        dirètta, sf. Servizio o programma radiotelevisivo
      v. tr. to thin out, to cut down on, to reduce. v. intr.     trasmesso nel momento stesso in cui viene realizzato. <>
 pron. 1 to thin away. 2 (disperdere) to disperse.                differita.
      da di-+ deriv. da rado.                                         sf. live broadcast.
diradàto, agg. 1 Più rado. 2 Meno frequente.                     direttaménte, avv. 1 Per la via più breve e senza soste.
diramàre, v. v. tr. 1 Dividere in rami. ~ potare. • doveva        ~ dirittamente. 2 Subito. ~ immediatamente. <> senza
 diramare gli alberi da frutto in quella settimana. 2             fretta. 3 In modo diretto, senza intermediari. ~
 Diffondere in diverse parti, tra più persone. ~ divulgare.       personalmente. <> indirettamente.
 <> tacere, tenere segreto. • la circolare fu diramata a         direttìssima, sf. 1 Linea ferroviaria che mette in
 tutte le agenzie.                                                comunicazione attraverso la via più breve due centri già
 v. intr. pron. 1 Dividersi in rami. ~ ramificarsi. <>            altrimenti collegati. 2 Salita alpinistica per la via più
 contrarsi. 2 Suddividersi in due o più derivazioni. •            rapida. 3 Processo per direttissima, senza istruttoria.
 scendendo verso valle il fiume si diramava in più                    superl. f. di diretto.
 rigagnoli. 3 Derivare. ~ discendere.                            direttìssimo, agg. e sm. Antica denominazione dei
      v. tr. to send out, to issue. v. intr. to branch.           treni, oggi detti espressi, più veloci dei diretti e che si
      da di-+ deriv. da ramo.                                     fermano solo nelle stazioni principali.
diramazióne, sf. 1 Il diramarsi, la suddivisione in due o             sm. fast through train.
 più derivazioni. ~ biforcazione. • la diramazione dei                superl. di diretto.
 nervi. 2 Diffusione, invio. ~ trasmissione. 3 Punto in cui      direttìva, sf. 1 Norma impartita sulla condotta da tenere.
 avviene la diramazione. ~ bivio. 4 Strada secondaria che         ~ disposizione, ordine. • rispettare le direttive in modo
 si diparte dalla principale. • su questa diramazione             esatto. 2 Linea di condotta, orientamento. ~ indirizzo.
 troverete diversi punti di rifornimento. 5 Ramo. ~                   sf. instruction, directive.
 braccio. 6 Organizzazione periferica di un'impresa. ~                franc. directif, deriv. dal lat. directus.
 filiale.                                                        direttività, sf. Proprietà di sorgenti di suono o di onde
      deriv. da diramare.                                         elettromagnetiche per cui vengono emesse onde con
diraspàre, v. tr. Separare gli acini dai raspi.                   intensità maggiore in alcune direzioni, minore in altre.
diraspatrìce, sf. Macchina usata per diraspare l'uva.

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direttìvo, agg. e sm. agg. 1 Che dirige e che tende a               partitura orchestrale, corale o collegata a un'azione
 dirigere. 2 Relativo a chi dirige.                                 scenica.
 sm. Organo direttivo.                                             dirham, o dirhem, sm. Unità monetaria in vigore in
      agg. managerial. sm. leadership.                              Marocco, diviso in 100 franchi marocchini e con simbolo
dirètto, agg. e sm. agg. 1 Che tende a un fine; volto. ~            DH, e negli Emirati Arabi, diviso in 100 fils e con
 indirizzato. <> generico. • programma diretto ai                   simbolo Dh.
 giovani. 2 Che procede senza soste o deviazioni. • per            diribitóre, sm. Nell'antica Roma era lo scrutatore
 vie dirette, in modo onesto. 3 Immediato. ~ esplicito.             giurato che curava lo svolgimento delle votazioni per
 <> indiretto. • imposte dirette, colpiscono i redditi del          scrutinio segreto e faceva lo spoglio dei voti segnandoli
 contribuente.                                                      con un punto su delle apposite tavolette.
 sm. 1 Treno che si ferma in poche stazioni. ~ espresso.           diribitòrio, sm. Locale in uso nell'antica Roma
 <> accelerato, littorina. 2 Colpo di pugilato, pugno               destinato ai diribitori per le operazioni di voto; più tardi
 sferrato a braccio teso.                                           fu utilizzato dagli ufficiali addetti all'arruolamento, alla
      agg. 1 direct. 2 (indirizzato) addressed. 3 (in un            paga e all'assegnazione dei soldati ai loro reparti.
 luogo) going to. sm. 1 (ferr.) fast train, through train. 2       Dirichlet, Peter Gustav Lejeune (Düren 1805-
 (pugno) straight.                                                  Gottinga 1859) Matematico tedesco di origine francese
      lat. directus, p.p. di dirigere porre in linea dritta.        applicò per primo la teoria delle funzioni analitiche allo
direttóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi dirige; capo. ~ dirigente.          studio dei problemi aritmetici, stabilendo le condizioni
 <> subalterno. • direttore responsabile dei lavori. 2              per lo sviluppo di una funzione trigonometrica.
 Membro del Direttorio francese.                                   dirigènte, agg., sm. e sf. agg. Che dirige. • la classe
      sm. 1 director, manager. 2 (scuola) head teacher,             dirigente di una nazione.
 head master. 3 (orchestra) conductor.                              sm. e sf. Chi svolge mansioni direttive. ~ capo, direttore,
      lat. director,-oris, deriv. da directus, p.p. di dirigere     principale, responsabile. <> dipendente, sottoposto,
 dirigere.                                                          subalterno.
direttoriàle, agg. Da, di direttore.                                    agg. 1 executive, managerial. 2 (classe) ruling class.
direttòrio, sm. Organo collegiale esecutivo del regime              sm. e sf. 1 manager. 2 (pol.) leader.
 politico, costituito in Francia durante la rivoluzione            dirigènza, sf. 1 L'attività, la funzione di dirigere; la
 francese. Fondato sulla costituzione termidoriana del              qualifica di dirigente. ~ guida, governo. 2 L'insieme dei
 1795, era composto da cinque membri, designati dal                 dirigenti di un'azienda. ~ direzione.
 consiglio dei Cinquecento e dagli anziani. Dotato di                   sf. 1 managership. 2 (staff dirigenziale) management.
 grandi poteri portò la Francia al disastro economico e            dirigenziàle, agg. Di dirigenza, dei dirigenti.
 favorì il colpo di stato di Napoleone Bonaparte nel 1799.         dirìgere, v. v. tr. 1 Essere a capo di una determinata
 In religione indica un regolamento ecclesiastico,                  attività e guidarne lo svolgimento. ~ comandare. <>
 riguardante le manifestazioni liturgiche e il ministero            eseguire, dipendere. • dirigeva in modo diligente i lavori
 pastorale di un ordine religioso o di una diocesi.                 del cantiere. 2 Volgere verso una direzione determinata,
direttrìce, agg. e sf. agg. 1 Che indica una direzione. 2           a un dato fine. ~ tendere. • diresse lo sguardo verso il
 Che fornisce una direttiva.                                        buio. 3 Dare la misura nelle esecuzioni musicali. 4
 sf. 1 Donna che dirige un'azienda, un ufficio e simili. 2          Indirizzare. ~ volgere.
 Linea lungo la quale si ha un moto, uno svolgimento. ~             v. rifl. 1 Andare verso un luogo o una persona. ~
 direzione.                                                         avviarsi. • si dirigevano entrambi al lavoro. 2
 • In geometria è una retta tale che il rapporto delle              Rivolgersi.
 distanze di un punto della conica dal fuoco e da essa sia              v. tr. 1 to direct, to turn. 2 (comandare) to run, to
 costante quando varia il punto stesso.                             manage. 3 (editoria) to edit. 4 (mus.) to conduct. v. rifl.
direzionàle, agg. e sm. agg. 1 Che si riferisce a una               to make, to head.
 direzione, che indica una direzione. • microfono                       lat. dirigere, comp. da dis-+ regere reggere.
 direzionale, capta i suoni solo da una prefissata                 dirigìbile, agg. e sm. agg. Che può essere diretto.
 direzione. 2 Relativo alla direzione di un'impresa, di             sm. Aeromobile munito di propulsore e di organi guida
 un'azienda ecc. • centro direzionale, insieme di edifici           che permettono la manovra durante il volo.
 che raggruppano le attività economiche di una città.                   deriv. da dirigere.
 sm. Strumento che indica l'orientamento di un aereo.               • È riempito di gas leggero, ha forma affusolata e nella
direzióne, sf. 1 Senso in cui persone e cose si muovono;            parte inferiore presenta una navicella atta al trasporto
 senso verso il quale si dirigono. ~ verso. 2 Il dirigere, il       dei passeggeri e delle merciNel 1852 il francese Henri
 guidare, il comandare. 3 Organo direttivo nell'ambito di           Giffard inventò il primo dirigibile, con il quale effettuò
 un'attività. ~ amministrazione.                                    un volo di circa 31 km. I primi modelli vennero sostituiti
      sf. 1 way, direction. 2 (direttivo) board of directors. 3     da quelli più solidi (detti Zeppelin, dal nome del
 (aziendale) management. 4 (editoriale) editorship. 5               costruttore) nel 1900, raggiungendo un grandissimo
 (locali della direzione) head office.                              successo nel corso degli anni. Vennero utilizzati per
      lat. directio,-onis, deriv. da directus, p.p. di dirigere.    numerose avventure, quali l'esplorazione del Polo Nord
 • In matematica è il carattere comune di un insieme di             di R. E. Amundsen sul Norge, di U. Nobile sull'Italia e il
 rette parallele, identificato in base alla posizione che una       giro del mondo in ventuno giorni con tre scali di Graf
 retta occupa nello spazio.                                         Zeppelin (1929). Il loro uso divenne sempre più raro in
 Direzione e concertazione                                          seguito a catastrofici incidenti (il più famoso è quello
 Attività di preparazione e interpretazione di ogni                 dell'Hindenburg 1937) provocati dall'infiammabilità dei
                                                                    gas usati.

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dirigìsmo, sm. Concezione politica che vuole                     rectitude.
 l'intervento dello Stato nella direzione delle attività             deriv. da diritto.
 economiche.                                                    dirizzàre, v. tr. Drizzare.
dirigìsta, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Relativo a dirigismo.     dirizzóne, sm. Ostinazione nell'errore, grosso equivoco.
 sm. Fautore del dirigismo.                                      ~ cantonata.
dirigìstico, agg. (pl. m.-ci) Ispirato al dirigismo, del        diroccaménto, sm. 1 Il diroccare. 2 Cumulo di rocce.
 dirigismo.                                                     diroccàre, v. tr. Abbattere un edificio. ~ demolire.
dirimènte, agg. Che dirime.                                     diroccàto, agg. Semidistrutto, in rovina. ~ cadente. <>
dirìmere, v. tr. Annullare, rompere, troncare. ~                 restaurato.
 risolvere.                                                          agg. crumbling, tumbledown, ruined.
      lat. dirimere, comp. da dis-+ emere prendere.             dirompènte, agg. Che squarcia e polverizza. ~
dirimpettàio, sm. Chi abita nell'appartamento o nella            esplosivo, impetuoso, distruttivo. • un esplosivo
 casa di fronte.                                                 dirompente; frutto dirompente, che giunge a
dirimpètto, o di rimpètto, agg. invar. e avv. agg.               maturazione, aprendosi e spargendo a terra i semi.
 invar. Che sta di fronte.                                      dirómpere, v. tr. 1 Rompere, spezzare. ~ frangere. 2
 avv. Di fronte, dinanzi. ~ davanti.                             Rendere agili le membra umane tramite esercizi.
      avv. e agg. opposite.                                          lat. dirumpere, comp. da dis-+ rumpere.
dirìtta, sf. Mano destra. <> manca.                             dirottaménto, sm. 1 Mutamento imposto con la forza
dirìtti (dichiarazione dei) Testo formulato dal                  della rotta fissata. 2 Deviazione.
 parlamento inglese nel febbraio 1689 al fine di regolare e     dirottàre, v. v. tr. 1 Far deviare dalla rotta prestabilita. ~
 circoscrivere l'autorità monarchica dopo la rivoluzione         cambiar rotta. 2 Sviare, depistare. ~ deviare.
 del 1688.                                                       v. intr. 1 Deviare dalla rotta. 2 Cambiare direzione.
dirìtto, avv. e sm. avv. 1 In linea retta. ~ lineare, retto.         v. tr. 1 (la rotta) to hijack. 2 (traffico) to divert. v.
 <> storto. 2 Direttamente.                                      intr. to change course.
 sm. 1 Insieme di norme giuridiche, approvate ed                     da di-+ deriv. da rotta.
 emanate dallo stato, regolanti il rapporto sociale             dirottatóre, sm. (f.-trìce) Chi compie un dirottamento.
 consentendo o vietando determinati comportamenti                    sm. hijacker.
 (diritto oggettivo). ~ legislazione. 2 La parte davanti di     dirótto, agg. 1 Che viene giù con foga e abbondanza. ~
 qualcosa. ~ fronte. <> retro. 3 Interesse tutelato dalla        scrosciante. <> rado, tenue. 2 Irrefrenabile, impetuoso.
 legge. 4 Scienza giuridica. ~ giurisprudenza 5 Pretesa          ~ incontenibile. <> moderato.
 che deriva da una consuetudine o da una norma morale.               agg. 1 torrential. 2 (pianto) unrestrained.
      avv. straight, directly. sm. 1 right, right side. 2            lat. diruptus, p.p. di dirumpere.
 (legge) law. 3 (tennis) forehand. 4 (tassa) toll, duty.        dirozzaménto, sm. 1 Il dirozzare. 2 Incivilimento. ~
 Diritti umani                                                   affinamento. 3 Ammaestramento. ~ insegnamento.
 Insieme di norme ritenute fondamentali per la persona          dirozzàre, v. v. tr. 1 Rendere meno rozzo, ingentilire. ~
 umana e che non possono essere minimamente violate              affinare. 2 Rendere meno ruvido. ~ sgrossare.
 (diritto all'uguaglianza senza discriminazioni di razza,        v. intr. pron. Diventare meno rozzo. ~ ingentilirsi.
 sesso, religione, lingua, al lavoro, alla sicurezza, alla      dirozzàto, agg. Reso meno rozzo, meno ruvido. ~
 cultura).                                                       affinato.
 Diritto positivo                                               dirozzatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dirozza.
 Diritto che regola la vita di una comunità organizzata in      dirugginàre, o ditugginìre, v. tr. 1 Strisciare due
 un preciso momento storico. È creato dall'uomo per              oggetti l'uno contro l'altro in modo da produrre un
 soddisfare i propri bisogni ed è contrapposto al diritto        rumore stridente. 2 Pulire dalla ruggine.
 naturale che prevede esigenze immutabili e immanenti           dirugginìo, sm. Suono stridulo prodotto dirugginendo
 dell'uomo.                                                      un ferro o sfregando tra di loro due ferri.
 Diritto soggettivo                                             dirugginìre, v. tr. 1 Levare la ruggine. 2 Di denti,
 Realizzazione della volontà umana per soddisfare propri         digrignarli. ~ digrignare. 3 Rimettere in funzione. ~
 interessi in conformità di una norma giuridica oggettiva.       riattivare.
 Possono essere trasmissibili o intrasmissibili, disponibili    dirupàre, v. intr. e intr. pron. 1 Precipitare dall'alto. 2
 o indisponibili, patrimoniali e non. Può essere pubblico        Essere scosceso. ~ scoscendersi.
 o privato a seconda che regoli i rapporti fra le istituzioni   dirupàto, agg. Pieno di dirupi, scosceso. ~ ripido.
 dello stato e fra lo stato e i cittadini (diritto              dirùpo, sm. Luogo roccioso e scosceso, voragine. ~
 costituzionale, penale, amministrativo, ecclesiastico e         precipizio. <> pianoro.
 processuale) oppure i rapporti fra i cittadini (diritto             sm. precipice, crag.
 privato, commerciale e del lavoro).                            dìruto, o dirùto, agg. 1 Cadente, diroccato. ~ demolito.
Diritto di uccidere, Il (Paura senza perché) Film                2 Scosceso. ~ dirupato.
 drammatico, americano (1950). Regia di Nicholas Ray.           dis- Prefisso che esprime l'idea di privazione o di
 Interpreti: Humphrey Bogart, Gloria Grahame. Titolo             malformazione.
 originale: In a Lonely Place                                   disabbellìre, v. v. tr. Far perdere la bellezza. ~
dirittùra, sf. 1 Andamento, moto in linea retta. 2               imbruttire.
 Coscienza di ciò che è giusto, onesto. ~ rettitudine. 3         v. intr. pron. Perdere in bellezza. ~ imbruttirsi.
 Nello sport, tratto rettilineo di pista.                       disabbigliàre, v. tr. Togliere gli abiti. ~ spogliare.
      sf. 1 straight. 2 (fig., onestà, rettitudine) honesty,    disàbile, agg., sm. e sf. Che, chi manca di alcune
                                                                 capacità mentali o fisiche. ~ handicappato.

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      agg., sm. e sf. disabled.                               disagiàre, v. v. tr. Mettere o tenere a disagio. ~
      da dis-+ abile.                                          scomodare.
disabilitàre, v. tr. Privare della possibilità di eseguire     v. rifl. Scomodarsi.
 particolari compiti o funzioni. <> abilitare.                      deriv. da disagio.
      da dis-+ abilitare.                                     disagiàto, agg. 1 Privo di agi, di comodità. ~ scomodo.
disabilitazióne, sf. 1 Operazione inversa all'abilitazione     <> agevole. 2 Che versa in cattive condizioni
 di un apparecchio telefonico. 2 In ambito ferroviario         economiche. ~ povero. <> agiato.
 rappresenta la soppressione dell'insieme dei                       agg. needy, poor, uncomfortable.
 collegamenti del posto.                                      disàgio, sm. 1 Mancanza di comodità e di agi. ~
disabitàto, agg. Privo di abitanti. ~ spopolato. <>            privazione. <> agiatezza. 2 Imbarazzo. ~ disappunto. 3
 abitato.                                                      Fastidio, disturbo. ~ impaccio. <> agio.
      agg. desert, uninhabited.                                     sm. 1 discomfort, uneasiness. 2 (fastidio)
disabituàre, v. v. tr. Far perdere un'abitudine. ~             inconvenience. 3 (disappunto) embarrassment.
 disavvezzare. <> abituare.                                         da dis-+ agio.
 v. intr. pron. Perdere un'abitudine. <> abituarsi.           Disagio della civiltà, Il Opera di psicologia di S. Freud
      v. intr. pron. to get out of the habit, to give up a     (1929).
 habit.                                                       disalberàre, v. tr. Privare una nave dell'alberatura.
      da dis-+ abituare.                                      disallineàre, v. tr. Disporre su linee diverse ciò che era
disaccentàre, v. tr. Privare dell'accento.                     allineato. <> allineare.
disaccóncio, agg. Disadatto.                                  disàmara, sf. Frutto costituito da due samare unite.
disaccoppiaménto, sm. 1 Azione o risultato del                disamàre, v. tr. Cessare di amare.
 disaccoppiare. 2 Il dispositivo di disaccoppiamento è        disambientàto, agg. Che si trova a disagio in un
 quello che ha lo scopo di annullare o attenuare               ambiente nuovo.
 l'influenza di accoppiamenti parassiti che si generano in    disambiguàre, v. tr. Togliere ambiguità a una parola o a
 impedenze comuni a più circuiti.                              una frase.
disaccoppiàre, v. tr. Dividere cose che sono accoppiate.      disàmina, sf. Esame attento.
 <> accoppiare.                                               disaminàre, v. tr. Esaminare attentamente. ~ vagliare.
disaccordàre, sm. Allontanare la frequenza di                 disamoraménto, sm. Il disamorare, il disamorarsi e
 risonanza di un circuito oscillante da quella                 l'effetto.
 fondamentale del segnale che gli viene applicato.            disamoràre, v. v. tr. Togliere ad altri l'amore o
disaccòrdo, sm. 1 In musica, mancanza di accordo. ~            l'interesse verso una persona o una cosa. ~
 disarmonia. <> armonia. 2 Discordanza, dissenso. ~            disaffezionare.
 contrasto. <> accordo.                                        v. intr. pron. Cessare di amare, perdere interesse. ~
      sm. disagreement.                                        disaffezionarsi. <> innamorarsi, affezionarsi.
disacerbàre, v. v. tr. Addolcire, mitigare. ~ lenire.         disamoràto, agg. e sm. Che, chi non prova più amore o
 v. intr. pron. Divenire meno tormentoso, meno aspro.          interesse. ~ disaffezionato. <> innamorato.
disadattaménto, sm. 1 Incapacità di adattamento. 2            disamóre, sm. Mancanza d'amore o d'interesse. ~
 Incapacità di risolvere i problemi posti dall'ambiente        disaffezione. <> amore, affetto.
 quotidiano.                                                  disancoràre, v. v. tr. 1 Togliere l'ancora. 2 Liberare da
disadattàto, agg. e sm. Di chi è caratterizzato da             un vincolo, rendere autonomo.
 disadattamento. ~ emarginato, isolato. <> adattato,           v. intr. pron. 1 Liberarsi dall'ancora. 2 Rendersi
 integrato.                                                    autonomo, staccarsi. ~ sganciarsi.
      agg. maladjusted. sm. misfit.                           disanimàre, v. v. tr. Togliere coraggio. ~ scoraggiare.
disadàtto, agg. 1 Non adatto. ~ inadeguato. <> adatto.         v. intr. pron. Perdersi d'animo. ~ scoraggiarsi.
 2 Privo delle attitudini necessarie. ~ negato. <> portato.         lat. deexaminare, comp. da de-+ examinare.
disadórno, agg. 1 Senza ornamenti. ~ sguarnito. <>            disappannàre, v. tr. Pulire una superficie lucida o
 adorno. 2 Semplice, sobrio. ~ essenziale. <> fastoso.         trasparente eliminando ciò che l'appanna.
      agg. unadorned, plain.                                        da dis-+ appannare.
disaffezionàre, v. v. tr. Far perdere l'attaccamento,         disappetènza, sf. Mancanza di appetito.
 l'affetto.                                                   disapprovàre, v. tr. Non approvare, criticare. ~
 v. intr. pron. Perdere l'affetto, l'attaccamento. ~           dissentire, biasimare. <> approvare.
 disamorarsi.                                                       v. tr. to disapprove of.
disaffezióne, sf. Perdita o diminuzione di attaccamento             da dis-+ approvare.
 o di affetto verso qualcuno o qualcosa. ~ disamore.          disapprovazióne, sf. 1 Il disapprovare. 2 Biasimo. ~
disagévole, agg. Non agevole. ~ scomodo.                       riprovazione. <> approvazione.
disagevolézza, sf. L'essere disagevole.                             sf. disapproval.
disàggio, sm. Differenza in meno del valore reale di una      disappùnto, sm. Senso di delusione, molestia o simili
 moneta cartacea o di un titolo rispetto al suo valore         causato dal verificarsi di situazioni che contrariano. ~
 nominale.                                                     contrarietà. <> soddisfazione.
disaggregàre, v. v. tr. Separare ciò che era aggregato. ~           sm. disappointment.
 disgregare.                                                  disarcionàre, v. tr. Far cadere dall'arcione.
 v. intr. pron. Dividersi, separarsi. ~ disgregarsi.          disarmànte, agg. Che è così semplice e ingenuo da far
disaggregazióne, sf. Il disaggregare, il disaggregarsi e       venir meno le ostilità nei suoi confronti.
 l'essere disaggregato.                                             agg. disarming.
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disarmàre, v. v. tr. 1 Togliere le armi. ~ smilitarizzare.      disassuefàre, v. v. tr. Togliere l'assuefazione. ~
 <> armare. • disarmare il nemico. 2 Togliere l'armatura         disabituare, disavvezzare. <> assuefare, avvezzare.
 di un edificio. 3 Togliere a una nave gli attrezzi necessari    v. intr. pron. Perdere l'assuefazione. <> assuefarsi.
 alla navigazione. 4 Togliere l'aggressività, la volontà di     disassuefazióne, sf. Il disassuefare e l'effetto. <>
 reagire. ~ calmare. <> eccitare. • la sua tranquillità mi       assuefazione.
 disarmava.                                                     disastràre, v. tr. Danneggiare grandemente.
 v. intr. 1 Ridurre gli armamenti. ~ smobilitare. <>            disastràto, agg. e sm. agg. Danneggiato in modo grave.
 armarsi. 2 Darsi per vinto. ~ cedere. <> battersi. • non        ~ sinistrato.
 voleva essere il primo a disarmare.                             sm. Chi ha subito un disastro.
     v. tr. e intr. to disarm.                                  disàstro, sm. 1 Disgrazia di notevoli proporzioni,
     da dis-+ armare.                                            calamità, catastrofe. ~ sciagura. <> provvidenza. • il
disarmàto, agg. 1 Privo di armi. ~ indifeso. <> armato.          terremoto fu un vero disastro per l'economia del paese.
 2 Inerme. ~ inoffensivo. <> agguerrito.                         2 Persona inadatta, incapace. ~ frana. <> asso. • è un
     agg. disarmed.                                              disastro quando cerca di fare lavori manuali. 3 Danno
disàrmo, sm. 1 Il disarmare e l'effetto. 2 Riduzione o           rilevante e irrimediabile. ~ fallimento. <> successo.
 abolizione degli armamenti. ~ smobilitazione. <>                    sm. disaster.
 riarmo.                                                             da dis-+ astro cattiva stella
     sm. disarmament.                                           disastrosaménte, avv. In modo disastroso.
     deriv. da disarmare.                                       disastróso, agg. 1 Pieno di disastri, di traversie. ~
 • Venne proposto per la prima volta nel 1889 per                disgraziato. <> fortunato. 2 Che causa disastri. ~
 scongiurare i conflitti armati internazionali (conferenza       rovinoso. <> benefico.
 dell'Aia), ma divenne operativo per gli armamenti navali            agg. disastrous.
 dopo la prima guerra mondiale (conferenza di                        deriv. da disastro.
 Washington nel 1921, di Ginevra nel 1927, di Londra nel        disattèndere, v. tr. 1 Non osservare, non applicare. ~
 1930). Nel secondo dopoguerra, il problema del disarmo          contravvenire. <> osservare, obbedire. 2 Non ascoltare,
 si affianca a quello dell'eliminazione delle armi nucleari,     non seguire.
 con i due protagonisti principali, USA e URSS. Dopo            disattènto, agg. Non attento. ~ distratto. <> attento.
 l'accordo firmato nel 1968 di non proliferazione, Nixon e           agg. inattentive.
 Breznev firmarono nel 1972 un accordo di limitazione           disattenzióne, sf. L'essere disattento. ~ distrazione. <>
 delle armi strategiche (SALT I); a questo ne seguì un           attenzione.
 altro firmato da Ford e Breznev, anticipatore del                   sf. 1 inattention, carelessness. 2 (svista, distrazione)
 successivo accordo. Questo, però non venne sottoscritto         oversight, slip.
 da Carter, per l'improvvisa invasione russa                         deriv. da disattento.
 dell'Afghanistan (1979). Si ritornò in un clima di guerra      disattivàre, v. tr. 1 Rendere inoffensivo togliendo
 totale nucleare, con i russi che stanziarono missili SS-20,     l'innesco a ordigni bellici. ~ disinnescare. <> innescare.
 ai quali gli americani contrapposero gli euromissili da         2 Fare cessare temporaneamente di funzionare. ~
 tutti i paesi membri della NATO. Reagan varò il progetto        disabilitare. <> attivare.
 Scudo spaziale. Si dovrà attendere il 1985, con l'avvento           v. tr. to deactivate.
 di Gorbaciov in Urss, perché si riavvii il processo di              da dis-+ attivare.
 disarmo, che ha portato una soluzione soddisfacente nel        disautoràre, v. tr. Privare di autorità.
 1987, mentre nel 1991 si sono conclusi i negoziati START       disavànzo, sm. Eccedenza del passivo sull'attivo, in un
 per la riduzione dei missili nucleari intercontinentali.        bilancio. ~ deficit. <> attivo, utile.
disarmonìa, sf. 1 Mancanza di armonia. ~ cacofonia.                  sm. deficit.
 <> assonanza. 2 Disaccordo. ~ discordanza. 3                        deriv. da disavanzare.
 Stonatura. ~ dissonanza. <> armonia.                           disavvedutaménte, avv. Senza badarci. ~
disarmònico, agg. (pl. m.-ci) Privo di armonia, non              inavvertitamente.
 armonico. ~ dissonante, stonato, scoordinato. <>               disavvedutézza, sf. L'essere disavveduto.
 armonico, armonioso.                                           disavvedùto, agg. Non avveduto, privo di avvedutezza,
disarmonizzàre, v. intr. Essere disarmonico, formare             incauto. ~ distratto. <> avveduto.
 disarmonia.                                                    disavventùra, sf. Contrarietà, sfortuna. ~ traversia. <>
disarticolàre, v. v. tr. 1 Amputare nelle articolazioni. 2       avventura.
 Lussare. ~ slogare. 3 Scomporre, dividere. ~ disgregare.            sf. mishap, misadventure.
 v. intr. pron. 1 Lussarsi. ~ slogarsi. 2 Perdere                    da dis-+ avventura.
 compattezza o consistenza. ~ disgregarsi.                      disavvertènza, sf. Mancanza di attenzione. ~
disarticolàto, agg. 1 Lussato. ~ slogato. 2 Privo di             disattenzione.
 coerenza e di unità. ~ disorganico. 3 Indistinto. <>           disavvezzàre, v. v. tr. Far perdere l'abitudine. ~
 articolato.                                                     disabituare. <> assuefare.
disarticolazióne, sf. Il disarticolare.                          v. rifl. Liberarsi da un'abitudine, da un vizio.
disartrìa, sf. Disturbo nell'articolazione delle parole.        disavvézzo, agg. Che ha perso o non ha mai avuto
disassimilazióne, sf. Insieme dei processi di                    un'abitudine.
 degradazione, per mezzo di cui la materia vivente si           disbasìa, sf. Disturbo dell'atteggiamento nella posizione
 trasforma in scorie liberando energia chimica, meccanica        eretta, passibile di aggravamento durante l'esecuzione
 o termica.                                                      dei movimenti indispensabili alla marcia.


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disboscaménto e derivati => "diboscamento e                    discerniménto, sm. Il discernere, in modo specifico il
 derivati"                                                      discernere con la mente. ~ criterio. <> dissennatezza,
disbrigàre, v. v. tr. Sbrigare con sollecitudine, risolvere.    faciloneria.
 ~ espletare.                                                        sm. understanding, discernment.
 v. rifl. Liberarsi dagli impacci.                             discésa, sf. 1 Il discendere. 2 Percorso in pendenza,
disbrìgo, sm. (pl.-ghi) Esecuzione di un lavoro, di             china. ~ pendio. <> salita. • la discesa dalla montagna è
 un'incombenza.                                                 forse ancora più difficile della salita, su quel tratto di
disbrogliàre, v. tr. Sbrogliare.                                parete. 3 Invasione. ~ calata. • la discesa di quelle
discacciàre, v. tr. Scacciare. ~ espellere.                     popolazioni primitive sortì un periodo di decadenza
discànto, sm. Contrappunto scritto o improvvisato,              della civiltà. 4 Gara di sci su un percorso in forte
 comune nel medioevo, al di sopra di un canto dato,             pendenza. • discesa libera. 5 Tramonto, declino. ~
 secondo il principio del moto contrario.                       decadenza.
discapitàre, v. intr. Scapitare. ~ perdere.                          sf. 1 descent, slope. 2 (strada) downhill. 3 (sci,
discàpito, sm. Scapito, perdita. ~ detrimento. <>               discesa libera) downhill race.
 benefico, guadagno.                                                 da disceso, p.p. di discendere.
discàrica, sf. 1 Scarico dei rifiuti e luogo in cui questi     discesìsmo, sm. Specialità sciistica.
 vengono lasciati. ~ immondezzaio. 2 Insieme delle             discesìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Sciatore specialista nelle
 operazioni di scarico delle merci di una nave mercantile.      gare di discesa.
     sf. rubbish tip, rubbish dump.                                  sm. e sf. downhill skier.
     deriv. da discaricare.                                    discettàre, v. tr. e intr. 1 Disputare, discutere. ~
discàrico, sm. (pl.-chi) 1 Scarico. 2 Giustificazione,          dibattere. 2 Sopraffare, contrastare. ~ avversare.
 discolpa. ~ scusa.                                            discettazióne, sf. Larga discussione su un argomento.
discàro, agg. Spiacevole. ~ sgradito.                          discheratòsi, sf. Alterazione del processo di
discendènte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che discende. ~             cheratinizzazione dei tegumenti.
 decrescente. <> ascendente. 2 Che diminuisce di               dischétto, sm. 1 Nel calcio, segno circolare sul terreno
 intensità o valore. • era una civiltà ormai nella fase         da gioco su cui si pone il pallone per eseguire i calci di
 discendente. 3 Proveniente, causato. ~ originario. <>          rigore. 2 Segnale di deviazione usato nelle ferrovie.
 risalente. • la linea discendente di quella famiglia                sm. (inform.) floppy disk, diskette.
 proseguì ininterrotta per diversi secoli.                     dischiodàre, v. tr. Togliere i chiodi. ~ schiodare.
 sm. e sf. Chi discende da qualcuno per vincoli di sangue.     dischiùdere, v. tr. Schiudere. ~ aprire. <> chiudere.
 ~ erede. <> antenato.                                         dischiùso, agg. Semiaperto, aperto. ~ schiuso.
     agg. descending. sm. e sf. descendant.                    discinesìa, sf. Difficoltà nei movimenti dovuta a
discendènza, sf. 1 Il discendere, il rapporto tra un            un'incoordinazione motoria causata da una paralisi
 individuo e i suoi avi. ~ progenie. <> ascendenza. 2 I         incompleta.
 discendenti. ~ prole.                                         discìngere, v. tr. Togliere dal fianco ciò che lo cinge.
discèndere, v. v. tr. Scendere. ~ calarsi. <> ascendere.       discìnto, agg. Vestito in modo succinto e scomposto. ~
 v. intr. 1 Andare verso il basso. ~ scendere. <> salire. 2     scoperto, seminudo. <> coperto, vestito.
 Avere origine. ~ provenire. <> risalire. • discendeva da            lat. discinctus, p.p. di discingere.
 un'antica famiglia nobiliare. 3 Venire di conseguenza. ~      disciògliere, v. v. tr. 1 Disfare ciò che lega, ferma,
 derivare. • viste le premesse, ne discende che non è un        liberare. ~ slegare. 2 Ridurre allo stato liquido, fondere.
 tipo adatto al nostro scopo.                                   ~ sciogliere.
     v. tr. to come down, to go down. v. intr. 1 to come        v. intr. pron. Liquefarsi. ~ sciogliersi.
 down, to go down. 2 (origine) to be descended from. 3          v. rifl. Liberarsi da ciò che lega, stringe. ~ slegarsi.
 (smontare) to get off.                                              v. tr. 1 to dissolve. 2 (fondere) to melt.
     lat. descendere, comp. da de-+ scandere salire.                 lat. dissolvere sciogliere.
discenderìa, sf. Galleria tra due livelli di una miniera.      disciòlto, agg. Sciolto.
discensionàle, agg. Di spinta o moto verso il basso. <>        disciplìna, sf. 1 Materia di studio e di insegnamento. ~
 ascensionale.                                                  dottrina, scienza. <> indisciplina. 2 Il complesso delle
discensìvo, agg. Che tende a discendere.                        norme alle quali deve attenersi un individuo o una
discènte, agg., sm. e sf. agg. Che impara.                      comunità e l'ubbidienza a tali norme. ~ normativa,
 sm. e sf. Discepolo, alunno. ~ scolaro. <> docente.            regola. • la disciplina nell'esercito è fondamentale. 3
discépolo, sm. 1 Chi studia sotto la guida e alla scuola        Ammaestramento, guida. ~ insegnamento. 4 Flagello
 altrui. ~ alunno. <> docente, insegnante. 2 Chi segue e        usato un tempo per penitenza. 5 Controllo. ~ freno. 6
 divulga gli insegnamenti di un maestro famoso senza            Nell'ambito religioso è il regolamento circa il governo e i
 esserne alla scuola. ~ seguace. <> maestro.                    riti della chiesa o di un ordine religioso. 7 Nel
     sm. disciple.                                              monachesimo orientale, punizione penitenziale praticata
     lat. discipulus, deriv. da discere imparare.               attraverso flagellazione con mazzo di funicelle e nodi;
discèrnere, v. tr. 1 Vedere distintamente. ~ distinguere.       era visto come strumento di ascesi.
 • cercava di discernere i contorni del suo viso al buio. 2          sf. 1 discipline. 2 (norme) regulation.
 Selezionare. ~ differenziare. • discernere il bene dal              lat. disciplina, deriv. da discipulus discepolo.
 male. 3 Comprendere. ~ conoscere.                             disciplinànti, o disciplinàti Denominazione di alcune
     v. tr. to discern.                                         confraternite i cui si colpivano vicendevolmente con un
     lat. discernere, comp. da dis-+ cernere separare.          flagello detto appunto disciplina.
discernìbile, agg. Che si può discernere.

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disciplinàre, agg., sm. e v. agg. Che concerne la                discogràfico, agg. e sm. agg. Di discografia o disco
 disciplina. • i provvedimenti disciplinari adottati erano        fonografico.
 molto severi.                                                    (pl. m.-ci) sm. Addetto alla discografia.
 sm. Insieme delle disposizioni relative allo svolgimento        discoidàle, agg. Che ha forma di disco.
 di un'attività.                                                 discòide, agg. e sm. agg. Discoidale.
 v. tr. 1 Abituare a una disciplina. ~ educare. 2 Regolare        sm. Compressa medicinale a forma di piccolo disco.
 qualcuno secondo criteri o norme particolari. ~ dirigere.       discolìbro, sm. (pl. dischilìbri o discolìbri) Libro cui
 v. rifl. Imporsi una disciplina. ~ educarsi.                     sono aggiunti uno o più dischi per integrare l'argomento
     agg. disciplinary. v. tr. to discipline.                     trattato.
disciplinatézza, sf. L'essere disciplinato. ~ ubbidienza.        dìscolo, agg., sf. e sm. Di chi si dimostra troppo vivace
 <> indisciplinatezza.                                            e insofferente alla disciplina. ~ disobbediente, ribelle.
disciplinàto, agg. Che osserva la disciplina. ~                   <> mite, buono.
 ubbidiente. <> indisciplinato.                                        lat. tardo dyscolus bisbetico, dal greco dyskolos.
     agg. 1 disciplined. 2 (regolato) regulated, orderly.        discoloràre, v. v. tr. Privare del colore.
disc-jockey, o disk-jockey, sm. invar. Presentatore di            v. intr. pron. Perdere il colore. ~ impallidire.
 un programma radiotelevisivo di musica leggera.                 discólpa, sf. L'atto del discolparsi e le ragioni addotte. ~
dìsco, sm. (pl.-chi) 1 Qualunque corpo piano e rotondo.           giustificazione. <> colpa.
 ~ cerchio, tondo, ruota. 2 Supporto rigido per registrare       discolpàre, v. v. tr. Difendere dall'accusa di una colpa. ~
 la musica (disco fonografico). ~ microsolco. 3 La figura         scagionare. <> incolpare.
 apparente del Sole, della Luna e dei pianeti. 4 Attrezzo         v. rifl. Provare la propria innocenza. ~ difendersi. <>
 circolare usato nelle gare di atletica leggera e le gare         accusarsi.
 stesse. 5 Apparecchio di segnalazione ferroviaria che                 v. tr. to clear of blame.
 indica la via libera o impedita. 6 In informatica,              Discomicèti Denominazione di un ordine di Funghi
 supporto circolare rigido per registrare i dati.                 Ascomiceti caratterizzati da corpi fruttiferi tipo apotecio;
     sm. 1 disc, disk. 2 (sport) discus. 3 (audio) record,        è stata abbandonata da molti micologi.
 disc.                                                           discomméttere, v. tr. Scompaginare.
     lat. discus, dal greco dìskos.                              disco-music, sm. invar. Genere di musica leggera con
 Disco digitale-Compact disc                                      base ritmica molto accentuata che si balla soprattutto
 Sistema di riproduzione del suono digitale, caratterizzato       nelle discoteche.
 dall'immagazzinamento dell'informazione tramite una             discondroplasìa, sf. Disturbo della crescita ossea che
 serie di piccole incisioni, disposte a spirale su un disco di    consiste in un ritardo di ossificazione e in un'asimmetria
 12 cm di diametro. La lettura, ottica, si realizza               delle cartilagini di coniugazione.
 utilizzando un raggio laser.                                    disconnessióne, sf. Operazione con cui si interrompe
 Disco fonografico                                                un collegamento telefonico o elettrico. ~ disinserimento.
 Disco piatto di resina vinilica, sulle cui facce è inciso un    disconnéttere, v. tr. Separare arruffando gli elementi di
 solco a spirale che contiene la registrazione di musica e        congiungimento. ~ sconnettere. <> connettere.
 parole. Le sue caratteristiche sono la modalità                 disconoscènte, agg. Non riconoscente. ~ ingrato.
 dell'incisione, la durata dell'incisione, la velocità di        disconoscènza, sf. Ingratitudine.
 rotazione, la distanza tra un solco e l'altro, il fatto di      disconóscere, v. tr. Non voler riconoscere. ~ rinnegare.
 essere monofonico o stereofonico. Fu inventato nel 1888          <> riconoscere.
 dal tedesco Emile Berliner.                                           v. tr. 1 (meriti) to disregard, to ignore. 2 (figlio) to
 Disco intervertebrale                                            disown.
 Disco fibrocartilagineo posto tra una vertebra e l'altra              da dis-+ conoscere.
 della colonna vertebrale.                                       disconosciménto, sm. Il non riconoscere qualcosa e
 Disco magnetico                                                  l'effetto.
 Supporto per la memorizzazione di dati, utilizzato come               sm. disownment.
 memoria di massa per elaboratori elettronici. Nei dischi        discontinuità, sf. 1 L'essere discontinuo. ~ incostanza.
 rigidi le testine di lettura e scrittura non strisciano sulla    <> regolarità. 2 Mancanza di continuità, frequente
 superficie; nei dischi floppy la scrittura avviene per           interruzione. ~ incostanza, saltuarità. <> continuità.
 strisciamento.                                                  discontìnuo, agg. Non continuo, intermittente. ~
 Disco WORM                                                       interrotto. <> continuo.
 Disco a lettura laser su cui i dati possono essere anche              lat. mediev. discontinuus, comp. da dis-+ lat.
 scritti dall'utente ma non possono essere cancellati.            continuus continuo.
discoblàstula, sf. Blastula derivante dalla                      disconvenìre, v. intr. Essere sconveniente, non
 segmentazione parziale discoidale delle uova                     convenire. ~ sconvenire. <> convenire.
 telelocitiche e di qualche tipo di uova eterolecitiche.         discopatìa, sf. Termine medico che designa
discòbolo, sm. Lanciatore di disco.                               genericamente una malattia del disco intervertebrale.
Discoglòssidi Famiglia di Anfibi Anuri con lingua non            discoprìre, v. tr. 1 Scoprire. ~ individuare. 2 Far
 protrattile a forma di disco.                                    conoscere, rendere noto. ~ palesare. 3 Inventare. ~
discoglòsso, sm. Nome volgare e genere di Anfibi Anuri            trovare. 4 Vedere. ~ scorgere.
 diffusi nelle regioni mediterranee; sono simili a               discordànte, agg. 1 Che non si accorda. ~ disarmonico.
 ranocchi.                                                        <> assonante, armonico. 2 Opposto. ~ contrastante. <>
discografìa, sf. Tecnica di registrazione su dischi               concordante.
 fonografici e loro riproduzione.

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discordànza, sf. 1 Mancanza di armonia, di accordo. ~           Discorso sull'origine e fondamento
 disarmonia. <> concordanza. 2 Contrasto di opinioni. ~          dell'ineguaglianza tra gli uomini Opera di filosofia
 screzio. <> accordo.                                            di J. J. Rousseau (1755).
     deriv. da discordare.                                      discostaménto, sm. Allontanamento.
discordàre, v. intr. e intr. pron. 1 Avere una diversa          discostàre, v. v. tr. Scostare. ~ distanziare. <>
 opinione. ~ dissentire. <> assentire, approvare. 2 Non          accostare.
 armonizzare, detto di suoni, colori e simili. ~ dissonare.      v. rifl. Scostarsi. ~ allontanarsi. <> accostarsi.
 <> armonizzare.                                                discòsto, agg. e avv. agg. Separato, lontano. ~ remoto.
     lat. discordare, deriv. da discors,-cordis.                 avv. Più o meno lontano.
discòrde, agg. Che non è in armonia, in concordia. ~                 agg. distant, faraway. avv. far away.
 disarmonico. <> concorde.                                      discotèca, sf. 1 Collezione di dischi fonografici. 2
     agg. discordant, conflicting.                               Istituzione privata e pubblica che raccoglie e conserva
     lat. discors,-ordis, comp. da dis-+ deriv. da cor,          dischi fonografici. 3 Locale da ballo provvisto di una
 cordis cuore.                                                   raccolta di dischi. ~ dancing.
discòrdia, sf. 1 Mancanza di concordia, di armonia;                  sf. 1 (locale) discotheque. 2 (raccolta, collezione)
 contrasto. ~ dissidio. <> concordia. 2 Diversità di             record library, record collection.
 vedute. ~ divergenza. <> accordo.                                   da disco +-teca.
     sf. 1 conflict, discord. 2 (dissidio, divergenza) clash,   discount, sm. invar. Esercizio pubblico che vende la
 disagreement.                                                   merce a prezzi inferiori a quelli correnti sul mercato.
     lat. discordia, deriv. da discors,-cordis.                 discount house, sf. invar. Negozio al dettaglio in cui
discòrdo, sm. Specie di canzone di origine provenzale le         vengono praticati forti sconti sui prezzi delle merci
 cui stanze discordano una dall'altra per ritmo, melodia,        offerte.
 struttura e a volte anche per lingua.                          Discovery Uno dei veicoli orbitali della navicella spaziale
discórrere, v. intr. Intrattenersi, conversare a lungo su        Space shuttle. La prima missione fu inviata nel 1984. A
 un argomento. ~ discutere. <> tacere.                           seguito dell'esplosione del Challenger nel 1986, la NASA
     v. intr. to converse, to talk.                              sospese le missioni per riprenderle poi nel 1988, anno in
     lat. discurrere, comp. da dis-+ currere.                    cui fu il primo shuttle a essere rimesso in orbita.
Discorsi alla nazione tedesca Opera di filosofia di J.          discrasìa, sf. Alterazione nella composizione biochimica
 G. Fichte (1807).                                               del sangue e dei liquidi organici legata a disturbi
Discorsi del dottor O'Grady, I Romanzo di A. Maurois             metabolici.
 (1922).                                                        discrédere, v. v. tr. Smettere di credere; non credere più
Discorsi dell'arte poetica Saggio di T. Tasso (1565-             a ciò cui si credeva prima.
 1566).                                                          v. intr. pron. 1 Cambiare parere. 2 Ammettere i propri
Discorsi e omelie Opera di oratoria sacra di San                 errori.
 Giovanni Crisostomo (seconda metà IV sec.).                    discreditàre, v. v. tr. Togliere credito, stima. ~
Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio Opera di              screditare.
 politica di N. Machiavelli (1513-1517).                         v. intr. pron. Perdere credito, stima. ~ screditarsi.
discorsivaménte, avv. 1 Con procedimento discorsivo.                 da dis-+ deriv. da credito.
 2 Con linguaggio semplice, non formale.                        discrédito, sm. Diminuzione o perdita del credito, della
discorsività, sf. L'essere discorsivo.                           stima. ~ disistima. <> stima.
discorsìvo, agg. 1 Che riguarda il discorso. 2 Facile a              sm. discredit.
 comprendersi e scorrevole. ~ piano. <> formale.                     da dis-+ credito.
     lat. mediev. discursivus.                                  discrepànte, agg. Differente, contrastante. ~ diverso.
discórso, sm. 1 Il discorrere e l'argomento di cui si            <> concorde.
 discorre; conversazione. ~ colloquio. • interrompere un        discrepànza, sf. 1 Differenza, divergenza. ~ divario. <>
 discorso. 2 Ragionamento ordinato intorno a un tema. ~          concordanza. 2 Diversità di idee, di opinioni ecc. ~
 trattazione. • doveva tenere un discorso quella sera al         disaccordo. <> rispondenza.
 comizio. 3 Enunciato che si articola in frasi concatenate.          sf. disagreement.
 <> requisitoria.                                                    lat. discrepantia.
     sm. 1 speech. 2 (conversazione) talk, conversation.        discrepàre, v. tr. Essere diverso.
     lat. discursus,-us, deriv. da discurrere.                  discretaménte, avv. 1 Abbastanza bene. ~
Discorso di un italiano sopra la poesia romantica                sufficientemente. <> scarsamente. 2 Con discrezione.
 Opera filosofica di G. Leopardi (postuma 1845).                 <> indiscretamente.
Discorso preliminare dell'Enciclopedia Opera                    discretézza, sf. L'essere discreto; il senso della misura.
 filosofica e scientifica di J. B. Le Rond d'Alembert            <> indiscretezza.
 (1750).                                                        discretìvo, agg. Atto a discernere.
Discorso sopra alcuni punti della storia                        discréto, agg. 1 Non importuno, non invadente, che non
 longobardica in Italia Opera di storia di A. Manzoni            causa molestia col suo comportamento. ~ riservato,
 (1822).                                                         riguardoso. <> indiscreto. • era un tipo discreto su certe
Discorso sopra la poesia Prosa di G. Parini (1761).              questioni. 2 Abbastanza buono, decente. ~
Discorso sul metodo Opera di filosofia e matematica di           soddisfacente. <> scarso. • era un discreto oratore. 3
 R. Cartesio (1637).                                             Non piccolo. ~ sufficiente. <> insufficiente. • un discreto
                                                                 pubblico partecipò alla manifestazione; • ci vuole una
                                                                 discreta faccia tosta per farlo. 4 Non eccessivo. ~

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 misurato. 5 Cauto, prudente. ~ moderato. <> incauto. 6           discùsso, agg. Che provoca polemiche e discussioni. ~
 Detto di grandezza o variabile numerica che può                   esaminato, contrastato, criticato.
 assumere solo valori "separati" l'uno dall'altro, elencabili          agg. controversial.
 in una successione.                                              discùtere, v. tr. 1 Analizzare i pro e i contro di una
      agg. 1 tactful, discreet. 2 (abbastanza buono)               questione. ~ dibattere. • si misero al tavolo per
 reasonable, fair, fairly good. 3 (moderato) moderate.             discutere la proposta. 2 Mettere in dubbio. ~ criticare. 3
      lat. discretus, p.p. di discernere distinguere,              Litigare, disputare. ~ questionare. <> intendersi. • non
 separare.                                                         intendeva mettersi a discutere per simili idiozie.
discrezionàle, agg. Detto di facoltà di fare quanto la                 v. tr. 1 to debate, to discuss. 2 (contestare, obiettare)
 legge non prescrive e non vieta, secondo l'arbitrio del           to question.
 magistrato.                                                           lat. discutere disperdere, comp. da dis-+ quatere
discrezionalità, sf. Facoltà di decidere e giudicare               scuotere.
 discrezionalmente.                                               discutìbile, agg. 1 Che si può discutere. ~ questionabile.
discrezióne, sf. 1 Facoltà di discernere, giudizio. ~              <> indiscutibile. 2 Sconveniente. ~ disdicevole. 3 Che
 oculatezza. <> stoltezza. 2 Facoltà di scegliere, volontà.        non è certo; dubbio. ~ incerto. <> indubbio.
 ~ arbitrio. 3 Capacità di tenere un segreto. 4 Senso della            agg. questionable.
 misura, moderazione, cautela, tatto. ~ riserbo. <>               discutibilità, sf. L'essere discutibile.
 indiscrezione.                                                   disdegnàre, v. tr. Rifiutare con sdegno, avere a sdegno.
      sf. discretion.                                              ~ disprezzare. <> stimare.
      lat. tardo discretio,-onis, deriv. da discretus, p.p. di         v. tr. to disdain, to scorn.
 discernere distinguere.                                          disdégno, agg. Sdegno con disprezzo. ~ spregio. <>
discriminànte, agg. e sf. agg. Che discrimina.                     rispetto.
 sf. Circostanza che toglie la responsabilità penale.             disdegnóso, agg. Pieno di disdegno. ~ sprezzante.
 • In matematica funzione D razionale intera dei                  Disdèridi Famiglia di Aracnidi Araneidi; sono ragni con
 coefficienti di una equazione algebrica, che annullandosi         sei occhi, quattro stigmi e sono diffusi nelle regioni
 costituisce condizione necessaria e sufficiente perché            mediterranee.
 l'equazione abbia almeno una radice doppia. Nel caso             disdétta, sf. 1 Il disdire. ~ rifiuto. 2 Sfortuna, iella. ~
 dell'equazione di secondo grado, ax2 + bx + c = 0 si ha: D        disgrazia. <> fortuna. 3 Atto col quale si disdice un
 = b2-4ac; se D > 0 le radici sono reali e distinte; se D < 0      contratto. ~ revoca.
 le radici sono coniugate e complesse.                                 sf. 1 cancellation. 2 (sfortuna) bad luck. 3 (atto)
 In ambito giuridico circostanza che annulla la                    notice.
 responsabilità di un reato.                                      disdettàre, v. tr. Dare la disdetta.
discriminàre, v. tr. 1 Fare una differenza, distinguere.          disdètto, agg. e sm. agg. 1 Negato. ~ smentito. 2
 ~ differenziare. <> accomunare. 2 Fare discriminazioni            Annullato. ~ revocato.
 di carattere razziale, sessuale, sociale o simili. ~              sm. Disdetta.
 emarginare. <> accettare, accogliere. 3 Togliere la              disdicévole, agg. Non conveniente, improprio. ~
 responsabilità penale. <> incolpare.                              sconveniente. <> conveniente.
      v. tr. to discriminate.                                     disdìre, v. v. tr. 1 Dire il contrario di quanto asserito in
      lat. discriminare, deriv. da discrimen,-inis                 precedenza. ~ smentire. <> confermare. 2 Ritrattare le
 separazione.                                                      cose promesse o dette. ~ ritrattare. <> rinnovare. 3
discriminatòrio, agg. Di discriminazione; che attua                Annullare un accordo, un impegno preso in precedenza o
 una discriminazione.                                              un contratto. ~ revocare. <> mantenere.
discriminatùra, sf. Scriminatura dei capelli.                      v. intr. Essere disdicevole, sconveniente (solo alla terza
discriminazióne, sf. 1 Il discriminare, il fare differenza.        persona singolare e non nei tempi composti).
 ~ distinzione. • discriminazione razziale. 2 Disparità di         v. rifl. Essere sconveniente, non addirsi.
 trattamento. • questa discriminazione di retribuzione                 v. tr. 1 (annullare) to cancel. 2 (contratto) to give
 non mi sembra giustificata.                                       notice.
      sf. discrimination.                                              da dis-+ dire.
      lat. discriminatio,-onis.                                   disdòro, sm. Vergogna, ignominia. ~ disonore. <>
discrìmine, sm. Distinzione, netta separazione. ~                  onore, gloria.
 divisione.                                                       diseccitazióne, sf. Diminuzione dell'intensità della
discromatopsìa, sf. Nome generico che designa diversa              corrente di eccitazione in una macchina elettrica.
 disturbi nella percezione dei colori.                            diseducàre, v. tr. Educare male o annullare gli effetti
discromìa, sf. Anormale pigmentazione cutanea.                     dell'educazione. <> educare.
discussióne, sf. 1 Attento esame di un argomento sulla            diseducatìvo, agg. Che diseduca.
 base di diverse opinioni, colloquio, dibattito. ~ dialogo. •     diseducazióne, sf. Danneggiamento o annullamento
 mettere in discussione. 2 Contrasto, diverbio, battibecco.        dell'educazione ricevuta. <> educazione.
 ~ litigio. <> intesa. • la discussione che hanno avuto, ha       disegnàre, v. tr. 1 Rappresentare per mezzo di segni e
 minato la loro amicizia.                                          linee. ~ dipingere. 2 Descrivere con parole. ~ illustrare.
      sf. 1 discussion. 2 (diverbio) argument.                     3 Abbozzare nella mente un lavoro prima di eseguirlo. ~
      lat. discussio,-onis scossa, deriv. da discussus, p.p. di    ideare.
 discutere.                                                            v. tr. 1 to draw. 2 (progettare) to design, to plan. 3
                                                                   (fig., illustrare) to outline.


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      lat. designare, comp. da de-+ deriv. da signum          disfaciménto, sm. 1 Il disfare, il disfarsi. 2
 segno.                                                        Decomposizione, corruzione. ~ putrefazione. 3
disegnatóre, sm. (f.-trìce) Chi disegna per professione.       Dissoluzione, rovina. ~ sfacelo. <> integrità.
      sm. designer, draughtsman.                              disfagìa, sf. Difficoltà che il paziente prova nel deglutire.
diségno, sm. 1 Rappresentazione di un oggetto mediante        disfàre, v. v. tr. 1 Scomporre, smantellare. ~ smontare.
 linee e segni; l'oggetto rappresentato. ~ schizzo. 2          <> comporre. • disfare l'esercito nemico. 2 Demolire,
 Progetto, intenzione, idea. ~ piano. 3 Arte di disegnare,     devastare. ~ distruggere. <> costruire. 3 Liquefare,
 modo di disegnare. 4 Schema. ~ intreccio.                     fondere. ~ sciogliere. <> coagulare, addensare. • il
      sm. 1 drawing. 2 (progetto) design, plan. 3 (schema)     calore disfa la panna montata. 4 Prostrare fisicamente.
 scheme. 4 (legge) government bill.                            ~ affaticare, sfibrare. <> rafforzare. • è disfatto dalla
      deriv. da disegnare.                                     febbre.
 Disegno industriale                                           v. intr. pron. 1 Ridursi in pezzi. ~ sgretolarsi. • è
 Detto anche design, ossia progettazione, attraverso la        un'abitazione che si disfa a vista d'occhio. 2 Andare in
 ricerca di forme artistiche, di oggetti d'uso, di             putrefazione. ~ spappolarsi. 3 Sciogliersi. ~ liquefarsi.
 produzione di serie. È sorto in Inghilterra nel secolo        <> raggrumarsi, rapprendersi. 4 Liberarsi, gettare. ~
 scorso, in concomitanza del movimento Arts and Crafts         sbarazzarsi. <> conservare. • doveva disfarsi di quei
 e si è sviluppato nel 1900 con il grande impulso fornito      vecchi abiti.
 dal Bauhaus; nel corso del secondo dopoguerra ha              v. rifl. Decomporsi. ~ consumarsi. <> mantenersi.
 sposato le tesi del consumismo.                                   v. tr. 1 to undo. 2 (sciogliere) to melt. 3 (distruggere)
 Disegno tecnico                                               to destroy. v. intr. pron. 1 to get rid. 2 (sciogliersi) to
 Rappresentazione di un oggetto da costruire e dei pezzi       melt. v. rifl. 1 to come undone. 2 (liberarsi) to get rid. 3
 che lo compongono, con tutti i dati necessari per la sua      (sciogliersi) to melt.
 realizzazione. Tale progettazione, realizzata con                 da dis-+ fare.
 particolari strumenti (sistemi informatici CAD), viene       disfasìa, sf. Difficoltà della parola o alterazione del
 fatta in proiezione ortogonale e in scala opportuna.          linguaggio causata da lesioni nervose centrali.
Disegno della pittura italiana Opera di critica d'arte        disfàtta, sf. Sconfitta definitiva di un esercito o di un
 di C. Brandi (1980).                                          complesso di forze. ~ rotta. <> vittoria.
diseguàle e derivati => "disuguale" e derivati                     sf. rout, defeat.
disequazióne, sf. Relazione di diseguaglianza tra             Disfatta, La Romanzo di A. A. Fadeev (1927).
 espressioni contenenti una o più incognite. La sua            Disfatta, La
 risoluzione consiste nell'individuare gli intervalli di       Romanzo di É. Zola contenuto nel ciclo I Rougon-
 valore per il quale la diseguaglianza è valida.               Macquart (1892).
disequilìbrio, sm. Squilibrio. <> equilibrio.                 disfattìsmo, sm. 1 Atteggiamento di chi, in tempo di
diserbànte, agg. e sm. Di sostanza capace di diserbare         guerra, tende a menomare la resistenza pubblica,
 un terreno e la sostanza stessa.                              militare o economica del proprio stato. 2 Atteggiamento
      sm. herbicide, weed-killer.                              di sfiducia.
diserbàre, v. tr. Eliminare le erbacce da un terreno.         disfattìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Che mostra
diserbo, sm. Eliminare le erbe infestanti che invadono         disfattismo. ~ pessimista. <> fiducioso.
 un terreno. ~ scerbatura.                                     sm. e sf. Chi ha un atteggiamento di sfiducia verso lo
diseredàre, v. tr. Privare della quota spettante               stato o una qualsiasi impresa.
 dell'eredità.                                                disfattìstico, agg. (pl. m.-ci) Di disfattismo, da
      v. tr. to disinherit.                                    disfattista.
      da dis-+ deriv. da erede.                               disfàtto, agg. 1 Gravemente prostrato. ~ abbattuto. <>
diseredàto, agg. e sm. Chi vive nella miseria; indigente.      energico. 2 Distrutto, smantellato. ~ rovinato. <>
 ~ povero. <> ricco.                                           integro.
disertàre, v. v. tr. 1 Abbandonare. ~ lasciare. 2 Mancare.    disfavóre, sm. Perdita del favore, svantaggio. ~
 <> partecipare.                                               disgrazia.
 v. intr. 1 Abbandonare l'esercito senza autorizzazione. ~    disfemìa, sf. Tipodi disfasia che consiste in disturbi nella
 fuggire. 2 Abbandonare un partito. 3 Non partecipare,         pronuncia.
 mancare a un congresso. ~ defezionare.                       disfìda, sf. Sfida. ~ provocazione.
      v. tr. to leave. v. intr. to desert.                    disfiguràre, v. tr. 1 Dare un'immagine o
      lat. volg. desertare, intensivo di deserere              un'interpretazione falsa. 2 Sfigurare.
 abbandonare.                                                 disfioràre, v. tr. 1 Sciupare. ~ avvizzire. 2 Levare i fiori.
disertóre, sm. (f.-trìce) Soldato che ha disertato. ~          3 Toccare con delicatezza. ~ sfiorare.
 fuggiasco.                                                   disfonìa, sf. Disturbo generico della fonazione. Si
      sm. deserter.                                            differenzia dalla disartria che consiste in un disturbo
      lat. desertor,-oris, deriv. da deserere abbandonare.     nell'articolazione delle parole e dalla dislalia che è il
diserzióne, sf. 1 Reato del militare che diserta. ~ fuga,      disturbo della pronuncia di alcuni suoni.
 tradimento. 2 Abbandono di una causa, di un partito e        disforìa, sf. Alterazione dell'umore in senso depressivo.
 simili. ~ defezione.                                         disfórme, agg. Non conforme. ~ contrastante.
      lat. tardo desertio,-onis.                              disformità, sf. L'essere disforme.
disestesìa, sf. Modificazione patologica della sensibilità,   disfrasìa, sf. Sinonimo di dislogia e logopatia.
 sia in senso della riduzione che dell'esagerazione.


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disfrenìa, sf. Esagerata sensazione di affanno dovuta a          disgregàre, v. v. tr. 1 Separare le parti che formano un
 paresi o a spasmo del diaframma, senza accelerazione             corpo. ~ frantumare. 2 Privare di coesione, di
 della frequenza respiratoria.                                    compattezza. ~ disunire. <> aggregare. • i diversi punti
disfunzióne, sf. Irregolarità nel funzionamento di un             di vista rischiano di disgregare l'unità del sindacato.
 organo sociale o biologico. ~ squilibrio, disservizio.           v. intr. pron. Frantumarsi, scindersi. ~ dividersi. <>
     sf. 1 disorder. 2 (disservizio) inefficiency.                aggregarsi. • il muro si disgregò rapidamente in seguito
disgelàre, v. v. tr. Liberare dal gelo, sgelare. ~ sciogliere.    ai vari colpi.
 v. intr. pron. Liberarsi dal gelo, sgelarsi. ~ sciogliersi.          v. tr. e intr. pron. to break up.
     da dis-+ gelare.                                                 disgregare, comp. da dis-+ deriv. da grex, gregis
disgèlo, sm. 1 Lo sciogliersi delle nevi e del ghiaccio. ~        gregge.
 scioglimento. <> congelamento. 2 Miglioramento dei              disgregatìvo, agg. Atto a disgregare.
 rapporti tra persone o gruppi prima ostili. ~ distensione.      disgregatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi disgrega.
 <> raffreddamento.                                              disgregazióne, sf. Il disgregare e l'effetto. ~
     sm. thaw.                                                    dissociazione. <> aggregazione.
     deriv. da disgelare.                                        disguìdo, sm. 1 Errore di spedizione o di recapito. 2
Disgelo, Il Romanzo di I. Erenburg (1954).                        Intoppo. ~ imprevisto. 3 Malinteso, equivoco. ~ sbaglio.
disgènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai caratteri ereditari           sm. postal error, error in postal delivery.
 sfavorevoli alla specie.                                        disgustàre, v. v. tr. 1 Dare disgusto, ripugnare. ~
disgeusìa, sf. Alterazione del gusto.                             nauseare. <> piacere. 2 Provocare ripugnanza, fastidio.
disgiùngere, v. v. tr. Separare cose congiunte. ~                 ~ infastidire. <> rallegrare, sollevare.
 staccare. <> congiungere.                                        v. intr. pron. 1 Provare nausea, disgusto. ~ stomacarsi. 2
 v. intr. pron. Separarsi, staccarsi. ~ scindersi. <>             Non essere più in buoni rapporti con qualcuno.
 congiungersi, associarsi.                                            v. tr. to disgust. v. intr. pron. to be disgusted.
     lat. disiungere, comp. da dis-+ iungere unire.                   deriv. da disgusto.
disgiungiménto, sm. Separazione. ~ allontanamento.               disgustàto, agg. 1 Nauseato, schifato. ~ stomacato. 2
disgiuntaménte, avv. Separatamente.                               Scandalizzato.
disgiuntìvo, agg. Atto a disgiungere. • proposizioni             disgustévole, agg. Che provoca disgusto. ~ disgustoso.
 disgiuntive, in grammatica suddividono un periodo in            disgùsto, sm. 1 Senso di ripugnanza, di nausea. ~
 più parti.                                                       ribrezzo. <> attrazione. 2 Repulsione morale. ~
     lat. disiunctivus, deriv. da disiunctus, p.p. di             riprovazione, deplorazione. <> apprezzamento, elogio.
 disiungere disgiungere.                                              sm. disgust.
disgiùnto, agg. 1 Non congiunto. ~ separato. <>                       da dis-+ gusto.
 congiunto. 2 Di due insiemi che non hanno elementi in           disgustóso, agg. Che provoca disgusto, stomachevole. ~
 comune.                                                          ripugnante. <> gradevole.
disgiunzióne, sf. 1 Separazione. 2 Distinzione. 3 In                  agg. disgusting.
 Logica (classica) è una formula del tipo A V B (o A U B o       disidratànte, agg. e sm. Di sostanza capace di
 …), che si legge "A o B" o "A or B", e che è falsa solo          disidratare. <> idratante.
 quando sia A che B sono false.                                  disidratàre, v. v. tr. Togliere acqua a una sostanza. ~
     lat. disiunctio,-onis.                                       deidratare. <> idratare.
disglobulinemìa, sf. Perturbazione del tasso delle                v. intr. pron. Subire una disidratazione. <> idratarsi.
 globuline plasmatiche durante alcuni tipi di affezioni.              v. tr. to dehydrate.
disgrafìa, sf. Alterazione dello facoltà dello scrivere.         disidratàto, agg. Che ha subito disidratazione.
disgràzia, sf. 1 Evento involontario e dannoso che               disidratazióne, sf. 1 Il disidratare e il disidratarsi. <>
 colpisce una o molte persone. ~ sventura. <> fortuna. •          idratazione. 2 Perdita eccessiva di liquidi da parte
 gli sono capitate tante disgrazie. 2 Perdita della grazia o      dell'organismo.
 del favore. • è caduto in disgrazia, ai suoi occhi. 3           disidròsi, sf. Dolorosa affezione cutanea caratterizzata
 Sfortuna. <> ventura. • per disgrazia.                           da un'eruzione vescicolosa che si sviluppa sulle superfici
     sf. 1 accident, mishap. 2 (sfavore) disgrace. 3              interdigitale delle dita delle mani.
 (sfortuna) misfortune, bad luck.                                disìllabo, agg. Bisillabo.
     da dis-+ grazia.                                            disillùdere, v. v. tr. Togliere le illusioni, deludere. ~
Disgràzia Monte (3.678 m) della Svizzera, nelle Alpi              disingannare. <> illudere.
 Retiche.                                                         v. intr. pron. Perdere le illusioni. ~ disincantarsi. <>
disgraziataménte, avv. Per disgrazia. ~                           illudersi.
 sfortunatamente. <> fortunatamente.                                  v. tr. to disenchant, to disillusion.
disgraziàto, agg. e sm. 1 Che, chi è colpito da disgrazie.            da dis-+ illudere.
 ~ sfortunato. <> fortunato. • era una persona                   disillusióne, sf. Delusione, frustrazione. ~ disinganno.
 disgraziata. 2 Che ha avuto un esito negativo. • la tua          <> illusione.
 risposta disgraziata, non ha fatto altro che peggiorare              sf. disillusionment, disillusion.
 la situazione. 3 Che ha poca grazia. ~ sgraziato.               disillùso, agg. Che ha perso le illusioni. ~ deluso. <>
     agg. 1 unlucky, unfortunate. 2 (tribolato) miserable.        illuso.
 sm. 1 wretch. 2 (sciagurato) scoundrel, rascal.                 disimballàggio, sm. L'operazione e il risultato del
     deriv. da disgrazia.                                         disimballare. <> imballaggio.
disgregàbile, agg. Che si può disgregare.                        disimballàre, v. tr. Togliere dall'imballaggio. ~ sballare,
disgregaménto, sm. Il disgregare.                                 spacchettare. <> imballare, impacchettare.

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disimpacciàre, v. tr. Togliere d'impaccio.                        disinfestazióne, sf. Il disinfestare.
disimparàre, v. tr. 1 Scordare ciò che si era                           sf. disinfestation.
 precedentemente imparato. ~ dimenticare. <>                      disinfettànte, agg. e sm. agg. Che disinfetta. ~
 imparare. 2 Perdere un'abitudine. ~ disabituarsi. <>              antisettico. <> infettante.
 abituarsi.                                                        sm. Sostanza che serve a disinfettare. ~ germicida.
     v. tr. to forget.                                                  agg. e sm. disinfectant.
disimpegnàre, v. v. tr. 1 Liberare da un impegno. ~               disinfettàre, v. tr. Rimuovere, distruggere i
 dispensare. <> impegnare. • non sono riuscito a                   microrganismi che provocano le infezioni. ~ sterilizzare.
 disimpegnare la giornata. 2 Rendere indipendente un               <> infettare.
 ambiente. 3 Riscattare una cosa data in pegno. ~                       v. tr. to disinfect.
 spignorare. 4 Eseguire bene una cosa. 4 Smettere di              disinfezióne, sf. 1 Il disinfettare e l'effetto. 2
 utilizzare un oggetto o una cosa.                                 Sterilizzazione. 3 Depurazione. ~ purificazione. 4
 v. rifl. 1 Liberarsi da impegni presi. ~ disobbligarsi. <>        Disinfestazione. ~ risanamento.
 impegnarsi. 2 Cavarsela bene in situazioni difficili. ~          disinfiammàre, v. v. tr. Togliere l'infiammazione a
 riuscire. • nonostante le evidenti difficoltà si è                qualcosa.
 disimpegnato bene in quel compito.                                v. intr. pron. Perdere l'infiammazione. <> infiammarsi.
     v. tr. 1 to release. 2 (riscattare) to get out of pawn, to   disinflazióne, sf. Moderata politica di riduzione del
 redeem. v. rifl. (disobbligarsi) to release oneself.              livello dei prezzi per frenare l'inflazione.
     da dis-+ impegnare.                                          disinformàto, agg. Poco, male o non informato. <>
disimpegnàto, agg. 1 Non impegnato sul piano politico              informato.
 e sociale. ~ qualunquista. <> attivista. 2 Libero. ~                   agg. 1 (poco informato) uninformed. 2 (male
 disponibile. <> impegnato.                                        informato) misinformed.
disimpégno, sm. 1 Ciò che libera da un impegno. 2                 disinformazióne, sf. Scarsa o cattiva informazione;
 Locale che disimpegna altre stanze.                               mancanza di informazione. <> informazione.
     sm. disengagement, lack of commitment.                       disingannàre, v. v. tr. 1 Togliere qualcuno dall'inganno
disimpiegàre, v. tr. Togliere da un impegno.                       mettendolo di fronte alla realtà. ~ svegliare. <>
disincagliàre, v. v. tr. Levare da un incaglio, da una             ingannare. 2 Deludere. ~ disilludere.
 secca.                                                            v. rifl. 1 Uscire dall'inganno, accorgersi del proprio
 v. intr. pron. o rifl. 1 Uscire da un incaglio. 2 Togliersi da    errore. ~ ricredersi. 2 Perdere le speranze, le illusioni. ~
 una situazione difficile.                                         disilludersi. <> illudersi.
disincàglio, sm. 1 Il disancagliare o il disincagliarsi. 2        disingànno, sm. Il disingannare, il disingannarsi e
 L'insieme delle operazioni marittime eseguite per                 l'effetto. ~ disillusione. <> inganno.
 disincagliare una nave.                                                sm. disillusion.
disincantàre, v. v. tr. Liberare dall'incantesimo, dalle          disinibìre, v. v. tr. Liberare da inibizioni, complessi. ~
 illusioni. ~ disilludere. <> illudere.                            sbloccare. <> inibire.
 v. rifl. Liberarsi dalle illusioni. ~ disilludersi. <>            v. intr. pron. Perdere le inibizioni. ~ sbloccarsi. <>
 illudersi.                                                        inibirsi.
disincantàto, agg. Pienamente consapevole della realtà,           disinibìto, agg. Privo di inibizioni. ~ disinvolto. <>
 smaliziato. ~ disilluso. <> illuso.                               inibito.
     agg. disenchanted.                                                 agg. uninhibited.
disincànto, sm. Il disincantare e l'effetto.                      disinibizióne, sf. 1 L'azione e l'effetto del disinibire. 2
     sm. disenchantment.                                           Franchezza. ~ disinvoltura.
disincarnàto, agg. Relativo di uno spirito distaccatosi           disinnamoràre, v. v. tr. Far perdere l'amore. <>
 dal corpo.                                                        innamorare.
disincentivàre, v. tr. 1 Eliminare o ridurre togliendo             v. intr. pron. 1 Cessare di essere innamorato. 2 Perdere
 l'incentivo. 2 Frenare una tendenza, un corso o simili            l'interesse per qualcosa. <> innamorarsi.
 rendendolo più gravoso. <> incentivare.                          disinnescàre, v. tr. Rendere inoffensivo un ordigno
disincentìvo, sm. Provvedimento che ha lo scopo di                 togliendo l'innesco. ~ disinnestare, inattivare. <>
 disincentivare. ~ freno.                                          innescare.
disincrostànte, agg. e sm. Di sostanza che impedisce la                 v. tr. to defuse.
 formazione di incrostazioni.                                     disinnésco, sm. (pl.-chi) L'operazione del disinnescare.
disincrostàre, v. tr. Togliere le incrostazioni. <>               disinnestàre, v. v. tr. Togliere l'innesto fra un organo
 incrostare.                                                       motore e un organo mosso da questo. ~ disinserire. <>
     da dis-+ incrostare.                                          innestare.
disincrostazióne, sf. Azione del disincrostare.                    v. intr. pron. Svincolarsi dall'innesto, detto di due organi
disindustrializzàre, v. tr. Privare delle industrie                meccanici o di due loro parti.
 esistenti.                                                             v. tr. 1 (mecc.) to disengage. 2 (scollegare) to
disindustrializzazióne, sf. Il disindustrializzare,                disconnect.
 l'essere disindustrializzato.                                          da dis-+ innestare.
disinfestàre, v. tr. Liberare da insetti, parassiti e simili.     disinnèsto, sm. Operazione del disinnestare. <>
 ~ risanare.                                                       innesto.
     da dis-+ infestare.                                          disinquinaménto, sm. L'azione e l'effetto del
disinfestatóre, sm. (f.-trìce) Chi è addetto alla                  disinquinare.
 disinfestazione.

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disinquinàre, v. tr. Liberare dall'inquinamento. ~               impacciato. 2 Ardito, sfacciato. ~ sfrontato. <>
 depurare. <> inquinare.                                         impacciato. 3 Casual.
      v. tr. to clean up, to depollute.                              agg. 1 self-assured, confident. 2 (sfrontato)
disinserìre, v. tr. Togliere qualcosa che era stato              unscrupulous.
 inserito, togliere i contatti. ~ disinnestare. <> inserire.    disinvoltùra, sf. 1 L'essere disinvolto, sicurezza di sé. ~
disinserìto, agg. 1 Disinnestato. 2 Si dice di persona che       spigliatezza. <> impaccio. 2 Mancanza di timore. ~
 non si è inserita in un gruppo. ~ disadattato. <>               spregiudicatezza. <> discrezione.
 inserito.                                                           sf. 1 self-assurance, confidence. 2 (sfrontatezza)
disinserzióne, sf. Operazione con la quale si blocca la          impudence. 3 (leggerezza) casualness, carelessness.
 selezione di un utente telefonico, inviandogli il tono di           spagn. desenvoltura.
 occupato allorché tutte le altre possibili vie di              disìo, sm. Forma poetica per desiderio o desio.
 collegamento sono risultate impegnate in altre                 disistìma, sf. Scarsa o sfavorevole considerazione. ~
 comunicazioni.                                                  spregio. <> stima.
disintasàre, v. tr. Liberare da un'intasatura. <>               disistimàre, v. tr. Avere stima. ~ svilire. <> stimare.
 intasare.                                                      disk-jockey, loc. sost. m. e f. invar. Chi, nelle
disintegràre, v. v. tr. 1 Ridurre in frammenti,                  trasmissioni radio-televisive e nelle discoteche, seleziona
 distruggere. ~ disgregare. • la bomba disintegrò l'intero       e presenta i dischi di musica leggera.
 palazzo. 2 Scindere l'atomo nei suoi componenti                dislalìa, sf. Disturbo della pronuncia della parola che
 elementari.                                                     talvolta può essere accompagnato da problemi della
 v. intr. pron. Ridursi in frammenti; distruggersi,              deglutizione e della respirazione. In genere è dovuto a
 dissolversi. ~ disgregarsi. • l'automobile si è                 lesioni o malfunzionamenti degli organi di fonazione.
 disintegrata in seguito all'urto.                              dislessìa, sf. Incapacità di leggere e ricordare le parole
      v. tr. 1 to disintegrate. 2 (scindere l'atomo) to split    scritte che si manifesta con la trasposizione e l'inversione
 the atom.                                                       delle sillabe durante la lettura.
      da dis-+ deriv. da integro intatto.                            sf. dyslexia.
disintegratóre, sm. Macchina per sminuzzare materiale           dislèssico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Che, chi è affetto da
 friabile.                                                       dislessia.
disintegrazióne, sf. Il disintegrare e l'effetto.               dislivèllo, sm. 1 Differenza di livello tra due punti;
disinteressaménto, sm. Mancanza di interessamento o              pendenza, gradino. ~ salto. 2 Diversità di condizioni;
 d'interesse. ~ indifferenza. <> interessamento.                 distacco, differenza. ~ divario.
disinteressàre, v. v. tr. Far perdere a qualcuno                     sm. difference in level.
 l'interesse per qualcosa. ~ disaffezionare. <>                 dislocaménto, sm. Il dislocare. ~ trasferimento.
 interessare.                                                   dislocàre, v. tr. 1 Trasferire in un luogo secondo
 v. intr. pron. Non interessarsi più a qualcosa o a              l'opportunità. ~ collocare. 2 Di nave, che sposta una
 qualcuno. ~ disaffezionarsi. <> interessarsi.                   quantità d'acqua con la parte immersa dello scafo.
      v. intr. pron. to take no interest.                            v. tr. to position, to station.
disinteressataménte, avv. In modo disinteressato. ~                  franc. disloquer.
 gratuitamente, imparzialmente.                                 dislocatio, sf. Voce latina utilizzata in traumatologia
disinteressàto, agg. 1 Che non opera per il proprio              ossea indicante una dislocazione di monconi di osso
 interesse. ~ spassionato. <> egoista. 2 Indifferente. ~         fratturato.
 distaccato. <> interessato. 3 Imparziale. ~ obiettivo. <>      dislocazióne, sf. 1 Il dislocare e l'effetto. ~ collocazione.
 parziale.                                                       2 Trasferimento. ~ spostamento.
      agg. disinterested.                                       dismenorrèa, sf. Sindrome dolorosa associata al ciclo
disinterèsse, sm. 1 Noncuranza del proprio utile. ~              mestruale.
 altruismo. <> interessamento. 2 Mancanza di interesse          dismésso, agg. 1 Smesso, malandato. ~ disusato. 2
 verso qualcosa o qualcuno. ~ indifferenza. <> interesse.        Esonerato, licenziato. ~ dispensato.
      sm. 1 (altruismo) unselfishness, disinterestedness. 2     dismetrìa, sf. Alterazione del movimento volontario che
 (indifferenza) indifference.                                    diventa improvvisamente brusco e fuori misura.
      da dis-+ interesse.                                       disméttere, v. tr. Non usare più, cessare di adoperare. ~
disintossicànte, agg. e sm. Di farmaco che                       smettere.
 disintossica.                                                       lat. dismittere, comp. da dis-+ mittere mandare.
disintossicàre, v. v. tr. Liberare un organo o un               dismissióne, sf. La dismissione di bandiera è il cambio
 organismo dalle sostanze tossiche. ~ depurare. <>               di nazionalità di una nave mercantile.
 intossicare.                                                   dismisùra, sf. Eccesso. ~ smoderatezza.
 v. rifl. Eliminare dall'organismo le sostanze tossiche. ~           sf. excess.
 disassuefarsi. <> intossicarsi.                                dismnesìa, sf. Alterazione della memoria che consiste
      v. tr. 1 to detoxify. 2 (alcolizzato) to treat for         nella difficoltà e nell'incompletezza nei ricordi.
 alcoholism. 3 (drogato) to treat for drug addiction.           dismutazióne, sf. Reazione chimica per cui una
      da dis-+ intossicare.                                      sostanza si trasforma in altre due in rapporto di
disintossicazióne, sf. Il disintossicare, il disintossicarsi,    ossidoriduzione fra loro.
 l'essere disintossicato. <> intossicazione.                    Disney, Walt (Chicago 1901-Burbank 1966) Nome d'arte
disinvestiménto, sm. Azione del disinvestire.                    di Walter Elias Disney, produttore e disegnatore
disinvòlto, agg. 1 Di chi agisce con libertà, senza              cinematografico americano, divenne famoso verso la fine
 pregiudizi; spigliato, agile. ~ disimpacciato. <>               del 1920 per aver creato, insieme a Ub Iwerks, il

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 personaggio di Mickey Mouse (Topolino), che divenne            disonorànte, agg. Che reca disonore. ~ disonorevole.
 protagonista di numerose storie e fumetti. Ottenne la           <> onorevole.
 celebrità con i cartoni animati, tra cui Biancaneve e i        disonoràre, v. v. tr. 1 Togliere l'onore, privare della
 sette nani (1938), Fantasia (1940), Cenerentola (1949),         dignità, screditare. ~ infamare. <> onorare. 2 Togliere la
 Pinocchio (1940). Dopo la sua morte la Disney ha                verginità. ~ sedurre.
 continuato i successi del fondatore con Dumbo, Bambi,           v. rifl. Perdere l'onore.
 La carica dei 101, fino ai più recenti La sirenetta (1990),         da dis-+ onorare.
 La bella e la bestia (1991), Le avventure di Peter Pan,        disonoràto, agg. Privo dell'onore.
 Aladdin, Il re Leone (1994), Il gobbo di Notre-Dame            disonóre, sm. 1 Diminuzione o perdita dell'onore. ~
 (1996). Numerosi anche i film con attori (Mary Poppins,         infamia. <> merito, orgoglio. 2 Stato di chi ha perduto
 20.000 leghe sotto i mari) e i documentari (L'isola delle       l'onore. ~ ignominia. 3 Persona che disonora. <> onore.
 foche). A questi fantastici personaggi e mondi, sono                sm. disgrace, dishonour.
 ispirati i parchi di Disneyland, di W. D. World e di           disonorévole, agg. Disonorante, indecoroso. ~
 EuroDisney.                                                     vergognoso. <> onorevole.
disnodàre, v. tr. Snodare. <> annodare.                         disópra, o di sópra, agg., avv. e sm. agg. Superiore.
Dìso Comune in provincia di Lecce (3.372 ab., CAP                <> disotto.
 73030, TEL. 0836).                                              avv. Sopra. <> sotto.
disobbedìre e derivati => "disubbidire e derivati"               sm. La parte superiore.
disobbligàre, v. v. tr. Liberare qualcuno da un obbligo,             agg. upper, over, above. avv. 1 (senza contatto)
 da un vincolo, da un impegno. <> obbligare.                     above. 2 (con contatto) on top. 3 (piano superiore)
 v. rifl. 1 Liberarsi da un obbligo. ~ svincolarsi. 2            upstairs. sm. upper part, top.
 Sdebitarsi, contraccambiando ciò che si è ricevuto. ~          disordinàre, v. v. tr. 1 Mettere in disordine. ~
 ricambiare.                                                     scompigliare. 2 Sconvolgere, confondere. ~
disoccupàre, v. v. tr. Lasciare libero, non occupare più.        scombussolare.
 <> occupare.                                                    v. intr. Essere eccessivo, sregolato. ~ eccedere.
 v. rifl. Rendersi libero da occupazioni o impegni.              v. intr. pron. 1 Uscire dall'ordine. 2 Confondersi. 3
disoccupàto, agg. e sm. agg. 1 Che è senza                       Subire un danno.
 occupazione, senza lavoro. ~ inattivo. <> impegnato. 2         disordinàto, agg. e sm. agg. 1 Che non è in ordine. ~
 Ozioso, inattivo. ~ inoperoso. <> occupato.                     caotico, trasandato. <> ordinato. 2 Privo di coerenza,
 sm. Chi non ha lavoro. ~ disponibile. <> occupato.              chiarezza. ~ confuso. 3 Privo di modo e misura. ~
     agg. unemployed. sm. e sf. unemployed person.               convulso. <> regolato.
disoccupazióne, sf. 1 Fenomeno sociale caratterizzato            sm. Persona disordinata.
 dalla scarsità di posti di lavoro. <> occupazione. 2                agg. disorderly, untidy.
 Condizione di chi non ha lavoro. 3 Insieme di tutti quelli     disórdine, sm. 1 Perturbamento dell'ordine, confusione.
 che non hanno lavoro.                                           ~ caos, baraonda. <> ordine. • in disordine in modo
     sf. unemployment.                                           confuso. 2 Mancanza di temperanza, di sobrietà. ~
 • Mancata utilizzazione dei fattori di produzione. Può          sregolatezza. • i disordini nel bere possono provocare
 essere totale o parziale, a seconda che si tratti di            seri danni. 3 Sciattezza. ~ trasandatezza. 4 Al plurale,
 inoperosità assoluta o temporanea; ciclica, qualora             moto popolare. ~ tumulto. <> ordine. • la città fu sede
 dipenda da fattori ciclici; cronica, ossia caratterizzata da    di disordini, in seguito a quell'arresto.
 lunghe inattività, interrotte a volte da prestazioni                sm. 1 disorder, confusion, untidiness. 2
 occasionali a basso tasso di produttività. Può essere           (sregolatezza) debauchery.
 prodotta da insufficiente mobilità della manodopera, sia            da dis-+ ordine.
 nel settore produttivo, che in quello geografico. Si dice      Disordine e dolore precoce Racconto di T. Mann
 tecnologica quando non c'è un adeguato grado di                 (1926).
 sviluppo delle capacità professionali, rispetto a quello       disorganicità, sf. L'essere disorganico, mancanza di
 delle tecnologie; strutturale, qualora non ci sia equilibrio    organicità.
 tra le risorse produttive e la pressione demografica e tra     disorgànico, agg. (pl. m.-ci) Che manca di organicità. ~
 la disponibilità di capitali e il lavoro.                       disomogeneo. <> organico.
disodontìasi, sf. Disturbo dell'eruzione dentaria dovuto        disorganizzàre, v. v. tr. Portare disordine in una cosa
 alla carenza di spazio sui mascellari o dall'orientamento       organizzata.
 difettoso dei denti.                                            v. rifl. Perdere l'ordine, scomporsi. ~ disgregarsi.
disomogeneità, sf. Mancanza di omogeneità. ~                    disorganizzàto, agg. 1 Privo di organizzazione. 2 Di
 disorganicità. <> omogeneità.                                   persona, che opera in modo disorganico. <> organizzato.
disomogèneo, agg. Che presenta disomogeneità. ~                      agg. disorganized.
 incongruente, disorganico. <> omogeneo.                        disorganizzazióne, sf. 1 Il disorganizzare, il
disonestà, sf. 1 L'essere disonesto. ~ slealtà. <>               disorganizzarsi. 2 Mancanza di organizzazione. ~
 moralità. 2 Atto disonesto. ~ truffa. <> onestà.                disordine. <> organizzazione.
     sf. 1 dishonesty. 2 (azione) fraud.                        disorientaménto, sm. 1 Mancanza di orientamento. ~
disonèsto, agg. 1 Che non è onesto. ~ sleale. <> morale.         frastornamento. <> orientamento. 2 L'essere
 2 Contrario al pudore. ~ turpe. <> onesto.                      disorientato; confusione. ~ smarrimento. <> equilibrio.
     agg. dishonest.                                            disorientàre, v. v. tr. 1 Far perdere l'orientamento. ~
     da dis-+ onesto.                                            frastornare. 2 Confondere, imbarazzare, sconcertare. ~
                                                                 stordire. <> orientare. • fu disorientato da quella

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 risposta apparentemente sincera.                             dispendióso, agg. Che porta dispendio. ~ costoso. <>
 v. intr. pron. 1 Perdere l'orientamento. ~ smarrirsi. 2       economico.
 Provare perplessità. ~ confondersi. <> orientarsi. •: :i          agg. costly, expensive.
 disorientava facilmente in simili situazioni                 dispènsa, sf. 1 Il dispensare. ~ distribuzione,
     v. tr. 1 to disorientate. 2 (confondere) to puzzle, to    assegnazione. 2 Luogo in cui si conservano le riserve di
 bewilder. v. intr. pron. to be confused.                      viveri. ~ cambusa, cantina, credenza. 3 Ogni fascicolo di
     da dis-+ orientare.                                       opere che si pubblicano con cadenza periodica. ~
disorientàto, agg. 1 Privo di orientamento. ~ perso,           puntata. • il suo romanzo fu pubblicato a dispense. 4
 frastornato. <> orientato. 2 Perplesso, confuso. ~            Atto concesso da un'autorità che dà la facoltà di non
 smarrito.                                                     osservare una prescrizione. ~ esenzione. • aveva la
disormeggiàre, v. v. tr. Levare l'ormeggio.                    dispensa che gli evitava di svolgere il servizio militare.
 v. intr. Rimanere privo di ormeggio.                              sf. 1 larder, pantry. 2 (luogo) sideboard. 3 (fascicolo)
disosmìa, sf. Termine generico usato per designare i           instalment, number. 4 (rel.) dispensation. 5 (esonero)
 diversi disturbi dell'olfatto.                                exemption.
disossàre, v. v. tr. Levare le ossa a un animale macellato.        deriv. da dispensare.
 v. intr. pron. Consumarsi fino all'osso.                     dispensàbile, agg. Di cui si può fare a meno.
     v. tr. to bone.                                          dispensàre, v. v. tr. 1 Distribuire con una certa
disossàto, agg. 1 Di animale, privato delle ossa. 2            larghezza. ~ elargire. <> trattenere. 2 Esimere da un
 Fiacco, molle. ~ indolente. 3 Snodato. ~ dinoccolato.         obbligo o levare un impedimento. ~ esentare. <>
disossidànte, agg. e sm. Di sostanza usata per                 obbligare, costringere.
 disossidare. <> ossidante.                                    v. rifl. Esimersi da fare qualcosa.
disossidàre, v. tr. Levare o ridurre l'ossigeno da un              v. tr. 1 to dispense, to distribute. 2 (esonerare,
 composto che lo contiene.                                     esentare) to exempt.
disossidazióne, sf. Il disossidare, l'essere disossidato.          lat. dispensare distribuire, intensivo di dispendere.
disostòsi, sf. Termine utilizzato per designare alcune        dispensàrio, sm. Istituto ospedaliero dove si danno
 malformazioni congenite nello sviluppo osseo dovute ad        consulti e medicamenti gratuiti.
 alterazioni a carico delle cartilagini fetali.               dispensatìvo, agg. Relativo al dispensare.
disostruìre, v. v. tr. Liberare da un'ostruzione. <>          dispensatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dispensa.
 ostruire.                                                    dispenser, sm. invar. 1 Supporto per presentare al
 v. intr. pron. Liberarsi da un'ostruzione. <> ostruirsi.      pubblico prodotti in vendita consentendone il prelievo
disótto, o di sótto, agg., avv. e sm. agg. invar. 1            diretto. ~ espositore. 2 Confezione di un prodotto fatta
 Inferiore. 2 Interno. <> disopra.                             in modo che se ne possa estrarre una quantità
 avv. Giù. ~ sotto. <> sopra.                                  determinata.
 sm. La parte inferiore o interna.                            dispensière, sm. (f.-a) 1 Chi dispensa. 2 Chi cura e
     agg. invar. (inferiore) lower, bottom. avv. 1             sorveglia la dispensa.
 underneath, below. 2 (in fondo) at the bottom. 3 (piano      dispepsìa, sf. Disturbo causato da una digestione
 inferiore) downstairs. sm. bottom, lower part.                irregolare.
dispàccio, sm. Comunicazione scritta da un'autorità in        dispeptico, agg. e sm. agg. Relativo alla dispepsia.
 special modo relativa ad affari di stato. ~ comunicato.       (pl. m.-ci) agg. e sm. Affetto da dispepsia.
     sm. dispatch.                                            disperàre, v. v. tr. Non sperare più di conseguire
dispaiàre, v. tr. 1 Separare ciò che forma un paio. 2          qualche cosa. <> sperare.
 Rendere sproporzionato. 3 Separare. ~ dividere.               v. intr. Perdere del tutto la speranza. ~ essere
disparàto, agg. Che non ha analogia o relazione con            pessimista. • disperava ormai di riuscire a farcela.
 altre persone o cose. ~ differente. <> simile.                v. intr. pron. Abbandonarsi alla disperazione. ~
disparére, sm. Opinione divergente, parere differente.         demoralizzarsi. <> confortarsi. • in una situazione
dispareunìa, sf. Sindrome dolorosa che si manifesta            simile c'era solo da disperarsi.
 nella donna durante il rapporto sessuale a causa di               v. intr. e intr. pron. to despair.
 infiammazione della vagina o di malattie organiche.               lat. desperare, comp. da de-+ sperare sperare.
dìspari, agg. invar. 1 Di numero, non divisibile per due.     disperàta, sf. 1 Componimento poetico di origine
 <> pari. 2 Non uguale. ~ diseguale.                           popolare in cui l'amante disperato dà sfogo al proprio
     agg. uneven, odd.                                         dolore. 2 Nel gioco delle carte, specie di tressette con due
disparìre, v. intr. Sparire, scomparire.                       giocatori.
disparità, sf. L'essere diverso; differenza. ~                disperataménte, avv. 1 Con disperazione. ~
 diseguaglianza. <> parità.                                    sconsolatamente. 2 Con grande solerzia, accanitamente.
     sf. difference.                                           ~ alacremente.
disparizióne, sf. Sparizione.                                 disperàto, agg. e sm. agg. 1 Privo di speranza. ~
dispàrte, avv. Nella locuzione avverbiale in disparte, in      scoraggiato. <> confortato. • era disperato per la
 luogo discosto o appartato.                                   perdita del lavoro. 2 Provocato da disperazione. ~
     avv. aside, apart.                                        angosciato. • quel gesto disperato, lo fece diventare un
dispèndio, sm. 1 Spesa notevole. ~ spreco. 2 Consumo           eroe. 3 Che non dà speranze. ~ irrimediabile.
 eccessivo. ~ sperpero, sciupio. <> conservazione,             sm. 1 Chi è in preda alla disperazione. 2 Chi è senza
 mantenimento.                                                 quattrini. ~ spiantato. • aveva come amicizie solo dei
     sm. waste.                                                disperati come lui. 3 Persona impegnata senza sosta in


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 qualche attività.                                               2 Rappresentare motivo di rammarico, pena, noia. ~
     agg. in despair, desperate. sm. wretch.                     addolorare. <> allietare.
disperazióne, sf. 1 Il non avere più speranze e lo stato         v. intr. pron. Provare dispiacere. ~ rammaricarsi. <>
 d'animo che ne consegue. ~ sconforto. <> speranza,              rallegrarsi. • si è molto dispiaciuto di vederti in queste
 ottimismo. • ogni suo atto era dettato dalla                    condizioni.
 disperazione. 2 Cosa o persona che fa disperare, che                 sm. 1 regret, sorrow. 2 (preoccupazioni) worries,
 causa molestie. • i suoceri erano la sua disperazione.          trouble. 3 (dolore) grief. v. intr. to be sorry, to displease.
     sf. desperation, despair.                                        lat. displicere, comp. da dis-+ placere piacere,
     lat. desperatio,-onis.                                      incrociato con l'italiano piacere.
disperdènte, sm. Sostanza che si aggiunge a una                 dispiaciùto, agg. Addolorato, rammaricato. ~ afflitto.
 dispersione per renderla stabile.                               <> contento.
dispèrdere, v. v. tr. 1 Allontanare l'uno dall'altro,                 agg. sorry.
 dividere. ~ sparpagliare. <> radunare, ricomporre. •           dispiegàre, v. v. tr. Spiegare, distendere. ~ schiudere.
 l'esercito riuscì a disperdere i rivoltosi. 2 Consumare,        v. rifl. Allargarsi, diffondersi. ~ spargersi.
 sperperare. ~ dissipare. <> economizzare, accumulare. •        displasìa, sf. Anomalo sviluppo di un tessuto.
 saresti in grado di disperdere tutto ciò che hai               display, sm. invar. 1 Schermo video e quadrante
 accumulato in una sola notte! 3 Mettere in rotta,               elettronico che rappresenta i dati elaborati da un sistema
 sconfiggere. ~ sgominare.                                       e i dati stessi. 2 Disposizione efficace dal punto di vista
 v. rifl. 1 Sperdersi, sbandarsi. ~ sparpagliarsi. • il          commerciale di prodotti in vendita.
 pubblico si disperse lungo le uscite laterali dello stadio.    displuviàle, agg. È detto rilievo displuviale quel rilievo
 2 Di energia, andare perduta. • tutto quel moto si              che determina lo spartiacque tra due bacini idrografici
 disperdeva inevitabilmente in calore. 3 Sprecare le             limitrofi.
 proprie forze intellettuali senza ottenere risultati. 4        displùvio, sm. 1 Spartiacque di un monte. 2 Linea
 Diradarsi. ~ svanire.                                           d'intersezione spartiacque formata dalle falde del tetto.
     v. tr. to scatter, to disperse.                            dispnèa, sf. Sensazione di difficoltà nel respirare dovuta
     lat. disperdere rovinare, comp. da dis-+ perdere            a cause diverse.
 mandare in rovina.                                             dispnòico, agg. e sm. agg. Relativo alla dispnea.
dispersióne, sf. 1 Il disperdere e il disperdersi, l'essere      (pl. m.-ci) agg. e sm. Affetto da dispnea.
 disperso. ~ sparpagliamento. 2 In chimica è un sistema         dispondèo, sm. Sequenza metrica costituita di due
 eterogeneo costituito da più fasi liquide, gassose o solide.    spondei, ovverossia di quattro sillabe lunghe.
 La fase che prevale è denominata disperdente, le altre         disponìbile, agg. e sf. agg. 1 Di cui si può disporre. ~
 disperse. ~ diluizione, emulsione. 3 In fisica fenomeno         accessibile. <> indisponibile. 2 Libero da impegni. ~
 per il quale un raggio luminoso policromatico,                  disimpegnato, disoccupato. <> affaccendato. 3 Privo di
 attraversando un elemento rifrangente, viene scomposto          pregiudizi e aperto a nuove esperienze. ~ aperto. <>
 in componenti monocromatici, formando uno spettro.              ottuso.
dispersività, sf. L'essere dispersivo.                           sf. La parte del patrimonio di cui il testatore può fare
dispersìvo, agg. 1 Che disperde le proprie forze. 2              l'uso che desidera. <> legittima.
 Disorganico. ~ disomogeneo.                                          agg. 1 available. 2 (non impegnato) vacant, free.
dispèrso, agg. 1 Perduto, smarrito. • veniva dato per           disponibilità, sf. 1 L'essere disponibile. ~ apertura. 2
 persona dispersa, invece non era vero. 2 Sparso. • le           Possibilità di disporre di qualcosa. 3 Temporanea
 forze militari erano ormai solo forze disperse sui vari         sospensione dal servizio di un funzionario per
 fronti, senza alcuna guida.                                     soppressione dell'ufficio, per riduzione del personale o
     agg. missing. sm. missing person.                           per misura disciplinare. 4 In economia, la somma
     da dis-+ perso.                                             liquida in banca di cui si può disporre.
dispersóre, sm. Corpo in genere metallico che, in una                 deriv. da disponibile.
 messa a terra, serve a disperdere a terra la corrente          dispórre, v. v. tr. 1 Porre le cose in modo ordinato. ~
 elettrica.                                                      collocare. 2 Rendere incline, disposto. •: :on sembrava
dispètto, sm. 1 Azione compiuta con l'intenzione di              molto disposto alla benevolenza. 3 Preparare. ~
 infastidire. ~ sgarbo. <> cortesia. • a dispetto di tutti,      apprestare. • dispose tutto affinché la festa riuscisse nel
 decise di andare comunque alla cerimonia. 2                     modo migliore. 4 Prescrivere, ordinare. ~ comandare. 5
 Irritazione, rabbia. ~ stizza. • il dispetto lo rode dentro.    Risolvere, stabilire. ~ deliberare
 3 Invidia. ~ rancore.                                           v. intr. 1 Poter usufruire di qualcosa. • non poteva
     sm. nasty trick, spitefulness.                              disporre completamente del suo tempo. 2 Essere
     lat. despectus,-us disprezzo, deriv. da despectus, p.p.     fornito, avere. ~ possedere.
 di despicere (comp. da de-+ specere) guardare dall'alto         v. rifl. 1 Prepararsi. ~ accingersi. • gli schieramenti si
 al basso.                                                       disposero sul campo di battaglia. 2 Ordinarsi. ~
dispettóso, agg. 1 Che si compiace di fare dispetti. 2 Che       distribuirsi.
 è fatto per dispetto.                                                v. tr. 1 to arrange. 2 (preparare) to prepare. 3
     agg. spiteful.                                              (stabilire) to provide. v. intr. 1 to dispose. 2 (decidere) to
dispiacére, sm. e v. sm. Senso di afflizione, amarezza,          decide. 3 (avere, essere dotato) to have.
 dolore. ~ pena. <> gioia, piacere. • ha provato molti                lat. disponere, comp. da dis-+ ponere porre,
 dispiaceri nella vita.                                          incrociato con l'italiano porre.
 v. intr. 1 Riuscire sgradito, disturbare. ~ infastidire. <>    dispositìvo, agg. e sm. agg. Atto a disporre.
 aggradare. • non gli dispiaceva affatto accompagnarla.          sm. 1 Elemento che serve a compiere una determinata

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 funzione in un meccanismo. ~ apparato, congegno. 2 La               v. tr. to scorn, to despise.
 parte della sentenza che contiene le decisioni del giudice.         lat. dispretiare.
 3 Organizzazione di un reparto sul terreno per affrontare     disprèzzo, sm. 1 Mancanza di considerazione verso
 il nemico.                                                     qualcosa o qualcuno. ~ disistima. <> apprezzamento. 2
     sm. device.                                                Noncuranza. ~ disdegno. <> ammirazione.
     deriv. dal lat. dispositus, p.p. di disponere.                  sm. scorn, contempt.
disposizióne, sf. 1 Il disporre, il disporsi, l'essere               deriv. da disprezzare.
 disposto, il modo in cui una cosa è disposta. ~ assetto. 2    disproporzióne, sf. Sproporzione.
 Naturale inclinazione a una cosa. ~ predisposizione. 3        dispròsio, sm. Elemento chimico, con simbolo Dy,
 Facoltà di servirsi in libertà di qualcosa o qualcuno. ~       numero atomico 66, peso atomico 162,5. È un metallo
 decisione. 4 Prescrizione, norma. ~ volere. 5 Di legge, la     appartenente al gruppo delle terre rare. Ha un aspetto
 cosa prescritta dalla legge. 6 Ordine. ~ assetto.              bianco argenteo, lucente; viene utilizzato nelle barre di
     sf. 1 arrangement, layout. 2 (stato d'animo) mood. 3       controllo dei reattori nucleari.
 (prescrizione) instruction, order. 4 (inclinazione,           dìsputa, sf. Discussione animata e soggetto della stessa.
 tendenza) inclination, bent.                                   ~ dibattito.
     lat. dispositio,-onis.                                          sf. quarrel, dispute.
 • In matematica, nel calcolo combinatorio, è il numero        disputàre, v. v. tr. 1 Contendersi una cosa. ~
 dei raggruppamenti di k elementi che si possono                contrastare. • disputare il premio di miglior giocatore. 2
 ottenere partendo da un insieme di n elementi. Se in           Prendere parte a una competizione sportiva. ~
 ogni raggruppamento non è possibile ripetere lo stesso         gareggiare. • disputare una gara sportiva. 3 Prendere in
 elemento la disposizione è detta semplice e il numero dei      esame. ~ discutere.
 raggruppamenti è n!/(n-k)!; in caso contrario è detta con      v. intr. 1 Difendere con ragionamenti la propria opinione
 ripetizione e il numero dei raggruppamenti è nk. Si ha         in opposizione a quella di una altro. • disputare di
 permutazione nel caso in cui n = k.                            letteratura. 2 Contendere. ~ gareggiare.
dispósto, agg. e sm. agg. 1 Collocato in un certo modo.              v. tr. 1 (contendere) to dispute, to contest. 2
 ~ ordinato. <> indisposto. 2 Incline. ~ orientato. • non       (gareggiare) to take part in. v. intr. to discuss, to quarrel.
 sembrava molto ben disposto ad accettare degli                      lat. disputare discutere, comp. da dis-+ putare fare i
 estranei in casa. 3 Pronto ad agire in un determinato          conti.
 modo. • era disposto a tutto pur di riuscire. 4 Stabilito,    disputazióne, sf. Arbitrata da un magister era una
 deliberato. ~ deciso. • l'ordine è stato disposto              forma di insegnamento tipica della scolastica che
 nell'ultima seduta del consiglio.                              consisteva in un dibattito tra due studenti, uno dei quali
 sm. Contenuto di un atto di disposizione. ~ decreto,           proponeva un argomento e l'altro la replica.
 delibera, disposizione.                                       disquilìbrio, sm. Perdita o mancanza di equilibrio.
     agg. 1 willing, ready. 2 (incline) disposed.              disquisìre, v. intr. Trattare con accuratezza, discutere
     lat. dispositus, p.p. di disponere.                        minuziosamente di qualcosa. ~ dissertare.
dispòtico, agg. (pl. m.-ci) Proprio di un despota o del        disquisizióne, sf. 1 Ricerca minuziosa di una verità. 2
 dispotismo. ~ tirannico. <> democratico. • governo dai         Particolareggiata esposizione di una tesi scientifica
 metodi dispotici, poco incline a rispettare le regole          controversa. ~ dissertazione.
 democratiche.                                                 Disraeli, Benjamin (Londra 1804-1881) Conte di
     greco despotikos, deriv. da despotes padrone.              Beaconsfield, uomo politico e scrittore britannico, fu
dispotìsmo, sm. 1 Governo assoluto, esercitato senza            deputato dei conservatori, divenendone capo in seguito
 alcun rispetto per le leggi. ~ dittatura, tirannia. <>         alla morte di Lord Bentinck. Elaborò un programma di
 democrazia, tolleranza. 2 Modo di comportarsi                  riforme sociali moderate (conservatorismo rinnovato) e
 autoritario e tirannico.                                       fu contrario al liberalismo economico di Peel. La sua
 • Storicamente è collocabile tra il XVI e XVIII sec.,          politica imperialistica portò alla proclamazione
 quando le monarchie occidentali, raggiunta l'unità             dell'impero delle Indie (1876) e all'opposizione
 nazionale, costituirono lo stato moderno, togliendo i          all'espansione russa nei Balcani, ottenendo il controllo di
 poteri all'aristocrazia, centralizzando e rafforzando          Cipro e della compagnia del Canale di Suez.
 l'amministrazione burocratica. Esso scomparve con il          disruptìvo, agg. Dicesi scarica disruptiva la scarica
 diritto illuminato dei sovrani Caterina II di Russia,          elettrica che si verifica in un dielettrico quando
 Federico II di Prussia e Giuseppe II d'Asburgo.                l'intensità del campo elettrico generato supera la rigidità
dispregiàre, v. tr. Avere in poco o in nessun pregio.           dielettrica.
dispregiatìvo, agg. Che mostra o esprime disprezzo.            dissacrànte, agg. Dissacratorio.
dispregiatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dispregia.             agg. desecrating.
disprègio, sm. Sentimento per cui non ci si interessa o si     dissacràre, v. tr. 1 Ridurre alla condizione profana. ~
 prova ripugnanza per qualcuno. ~ disprezzo.                    sconsacrare. 2 Mettere in discussione, sottoporre a
disprezzàbile, agg. 1 Che si può o si deve disprezzare. ~       critica radicale un'istituzione, un avvenimento storico,
 spregevole. 2 Di scarsa importanza. <> apprezzabile.           una persona ecc. ~ smitizzare.
disprezzàre, v. v. tr. 1 Ritenere indegno di stima. ~          dissacratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dissacra. ~
 sdegnare. <> stimare. 2 Non obbedire a ordini. ~               bestemmiatore.
 disubbidire. <> apprezzare.                                   dissacratòrio, agg. Che dissacra, che tende a dissacrare.
 v. rifl. Riputarsi indegno di stima. ~ svilirsi. <>           dissacrazióne, sf. Il dissacrare, l'essere dissacrato.
 apprezzarsi.


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dissalàre, v. tr. 1 Togliere il sale da acque marine. 2           dissepólto, agg. Che è stato tolto dalla sepoltura. ~
 Eliminare l'eccesso di sale da un alimento.                       esumato. <> sepolto.
      v. tr. to desalinate.                                       disseppelliménto, sm. Atto ed effetto del disseppellire.
dissalatóre, sm. Apparecchio che serve per dissalare.              <> seppellimento.
dissalazióne, sf. Il dissalare e l'effetto.                       disseppellìre, v. tr. 1 Togliere dalla sepoltura. ~
dissaldàre, v. v. tr. Staccare levando le saldature. <>            esumare. <> seppellire. 2 Rimettere in uso. ~ riesumare.
 saldare.                                                          3 Togliere qualcosa di sotto terra. ~ dissotterrare. <>
 v. intr. pron. Separarsi per distacco della saldatura. <>         sotterrare.
 saldarsi.                                                        dissequestràre, v. tr. Liberare da un sequestro. <>
dissanguaménto, sm. Il dissanguare, il dissanguarsi,               sequestrare.
 l'atto e l'effetto.                                                    v. tr. to release from seizure.
dissanguàre, v. v. tr. 1 Levare una grande quantità di            dissequèstro, sm. Revoca di un sequestro; liberazione
 sangue. ~ salassare. 2 Impoverire. ~ depauperare.                 di beni dal vincolo del sequestro. <> sequestro.
 v. intr. pron. 1 Perdere molto sangue. 2 Rovinarsi               disserràre, v. v. tr. Aprire, dissuggellare. ~ schiudere.
 economicamente. ~ impoverirsi.                                    v. intr. pron. 1 Aprirsi. ~ schiudersi. 2 Scagliarsi. ~
      v. tr. 1 to bleed. 2 (impoverire) to suck dry. v. intr. 1    lanciarsi.
 to lose blood. 2 (impoverirsi) to ruin oneself.                  dissertàre, v. intr. Trattare di un argomento con
dissanguàto, agg. 1 Senza più sangue. ~ esangue. 2                 competenza, discutere. ~ disquisire.
 Ridotto in miseria. ~ rovinato.                                  dissertatóre, sm. (f.-trìce) Chi disserta.
      agg. bloodless.                                             dissertatòrio, agg. Proprio della dissertazione.
dissapóre, sm. Turbata armonia del rapporto tra due               dissertazióne, sf. Scritto o discorso relativo a un
 persone. ~ screzio.                                               argomento scientifico. ~ disquisizione.
      sm. disagreement.                                                 sf. dissertation.
dissecàre, v. tr. Separare elementi anatomici dalle               disservìzio, sm. Funzionamento difettoso di un servizio.
 strutture circostanti per isolarli ed esaminarli.                      sm. inefficiency.
disseccàre, v. v. tr. 1 Togliere l'umidità, seccare,              dissestàre, v. tr. 1 Privare di stabilità. ~ squilibrare. 2
 prosciugare. ~ essiccare. <> ammollare. 2 Esaurire. ~             Recare grave danno alle condizioni economiche. <>
 isterilire.                                                       assestarsi.
 v. intr. pron. Prosciugarsi. ~ seccarsi.                               v. tr. (econ.) to ruin.
      lat. dissecare, comp. da dis-+ secare tagliare.             dissestàto, agg. 1 Ridotto in cattive condizioni. ~
disselciàre, v. tr. Privare del selciato.                          malridotto. <> sano. 2 Gravemente danneggiato. ~
dissellàre, v. tr. Togliere la sella.                              rovinato. <> stabile, solido.
disseminàre, v. tr. 1 Spargere qua e là. ~ disperdere.                  agg. uneven.
 <> ammassare, ammucchiare. 2 Divulgare. ~                        dissèsto, sm. Cattivo stato economico e finanziario. ~
 diffondere.                                                       fallimento, rovina, crisi, crollo. <> attivo, credito.
      lat. disseminare, comp. da dis-+ seminare.                        sm. financial trouble.
disseminatóre, sm. (f.-trìce) Chi dissemina. ~                    dissetànte, agg. e sm. Di bevanda, che disseta.
 seminatore.                                                            agg. refreshing, thirst-quenching.
disseminazióne, sf. 1 Il disseminare, l'essere                    dissetàre, v. v. tr. 1 Togliere la sete. ~ abbeverare. 2
 disseminato. 2 Dispersione dei semi. ~ spargimento.               Soddisfare. ~ appagare. <> assetare.
dissennàre, v. tr. Far perdere il senno.                           v. rifl. Togliersi la sete.
dissennatézza, sf. L'essere dissennato.                                 da dis-+ deriv. da sete.
dissennàto, agg. Privo di senno. ~ insensato. <> lucido,          dissettóre, sm. Chi fa le dissezioni.
 savio.                                                           dissezionàre, v. tr. Sottoporre a dissezione.
      agg. foolish, senseless.                                    dissezióne, sf. Il dissecare e l'effetto.
dissensióne, sf. Discordia di opinioni, di intenti,               dissidènte, agg., sm. e sf. agg. Che dissente. ~
 discordia. ~ disparere.                                           dissenziente. <> allineato, inquadrato, benpensante.
dissènso, sm. 1 Il dissentire. ~ contrasto. <> accordo. •          sm. e sf. Chi, in seno a un gruppo, dissente sulla linea
 ci fu molto dissenso a quella proposta. 2                         della maggioranza.
 Disapprovazione. ~ riprovazione. <> assenso. • il suo                  agg., sm. e sf. dissident.
 dissenso gli provocava insicurezza.                                    lat. dissidens,-entis, p.pres. di dissidere discordare.
      sm. dissent.                                                dissidènza, sf. 1 Contrasto o dissidio di opinioni. 2
      lat. dissensus,-us, deriv. da dissensum.                     L'insieme dei dissidenti.
dissentàneo, agg. Non consentaneo. ~ differente. <>               dissìdio, sm. Dissenso o contrasto tra due o più persone
 consentaneo.                                                      o gruppi, controversia. ~ discordia.
dissenterìa, sf. => "diarrea"                                           sm. disagreement.
dissentèrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Di dissenteria.               lat. tardo dissidium separazione, deriv. da dissidere.
 sm. Chi soffre di dissenteria.                                   dissigillàre, v. tr. Aprire rompendo i sigilli. <> sigillare.
dissentìre, v. intr. Avere opinioni differenti, non essere        dissimilàre, v. tr. 1 Modificare un fonema sotto
 d'accordo. ~ discordare. <> assentire.                            l'influsso di un altro fonema. 2 Rendere dissimile.
      v. intr. to disagree.                                       dissimilazióne, sf. Cambiamento di un suono per la
      lat. dissentire, comp. da dis-+ sentire avere opinione.      vicinanza di un altro suono simile o identico.
dissenziènte, agg. Chi dissente. <> assenziente.


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dissìmile, agg. Che ha qualità o caratteristiche diverse.       violenza come metodo di lotta, nell'ammissione delle
 ~ differente. <> simile.                                       attività criminose svolte, pur senza rinnegare la propria
     agg. dissimilar, unlike, different.                        appartenenza ideologica. In caso di riconoscimento di
dissimmetrìa, sf. Mancanza di simmetria. ~                      tale comportamento, al dissociato viene concessa una
 asimmetria. <> simmetria.                                      riduzione di pena, in base alla legge del 1987.
dissimulàre, v. tr. 1 Nascondere ciò che una persona ha        dissodàbile, agg. Che si può dissodare.
 nell'animo. ~ fingere. 2 Coprire. ~ occultare.                dissodaménto, sm. Il dissodare.
     v. tr. 1 to dissimulate, to dissemble. 2 (occultare) to   dissodàre, v. tr. Rompere un terreno per renderlo
 conceal.                                                       coltivabile. ~ arare, vangare.
dissimulàto, agg. Non manifesto esteriormente,                      v. tr. to till.
 nascosto. ~ celato.                                           dissogonìa, sf. Fenomeno biologico in cui la
dissimulatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dissimula.        maturazione sessuale avviene in due periodi distinti
dissimulazióne, sf. Il dissimulare e l'effetto. ~               della vita, quello larvale e quello adulto, mentre quando
 mascherare, simulare. <> esibire, esporre.                     l'animale accresce e si sviluppa non si presenta attività
dissipaménto, sm. Il dissipare, l'essere dissipato. ~           sessuale. Si riscontra principalmente negli ctenofori.
 sperpero.                                                     dissòlto, agg. Disfatto. ~ sciolto.
dissipàre, v. v. tr. 1 Disperdere. ~ dissolvere. • il calore   dissolùbile, agg. Che si può dissolvere.
 dissipa l'umidità della nebbia. 2 Sciupare inutilmente. ~          agg. soluble.
 scialacquare. • aveva dissipato l'intero patrimonio in        dissolubilità, sf. L'essere dissolubile.
 brevissimo tempo.                                             dissolutézza, sf. 1 L'essere dissoluto. 2 Sfrenatezza di
 v. intr. pron. Disperdersi, svanire. ~ dissolversi. • il       costumi. ~ depravazione. <> moralità.
 fumo si è dissipato anche grazie all'azione del vento.        dissolutìvo, agg. Atto a dissolvere.
     v. tr. 1 to dispel, to dissipate. 2 (sperperare,          dissolùto, agg. e sm. agg. 1 Che manca di freni morali,
 scialacquare) to squander, to waste.                           sregolato. ~ licenzioso. <> morale. 2 Scostumato,
     lat. dissipare, comp. da dis-+ sipare gettare.             depravato. ~ osceno. <> pudico.
dissipatézza, sf. Tendenza a dissipare; l'essere dissipato.     sm. Persona dissoluta.
Dissipatio H. G. Romanzo di G. Morselli (postumo                    agg. loose, dissolute, licentious.
 1977).                                                        dissoluzióne, sf. 1 Il dissolvere, il dissolversi, l'essere
dissipàto, agg. e sm. agg. 1 Che scialacqua, sperpera. 2        dissolto. ~ dissolvimento. 2 Disfacimento,
 Che è dedito all'ozio e conduce una vita disordinata;          disgregazione. ~ scioglimento. 3 Sfacelo morale. ~
 sregolato. ~ vizioso.                                          decadenza.
 sm. Persona che trascorre la sua vita cercando solo il        dissolvènte, agg. e sm. Che, chi dissolve.
 divertimento e i piaceri.                                     dissolvènza, sf. 1 Il dissolversi. 2 Trucco
dissipatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi dissipa beni e ricchezze      cinematografico (o radiofonico) per ottenere la graduale
 proprie o altrui. ~ scialacquatore. 2 Apparecchio              sparizione di ciò che appare sullo schermo (ciò che si
 elettrodomestico per triturare e convogliare nelle             sente).
 fognature i rifiuti della cucina.                                  sf. fading, dissolve.
dissipazióne, sf. 1 Sperpero, sciupo, dilapidazione. ~         dissòlvere, v. v. tr. 1 Disunire, disgregare. ~ separare. 2
 spreco. 2 Sregolatezza di vita.                                Far sparire, dissipare. ~ disperdere. 3 Sciogliere. ~
dissociàbile, agg. Che si può dissociare.                       stemperare. 3 Chiudersi in dissolvenza (di immagini o
dissociabilità, sf. L'essere dissociabile.                      suoni).
dissociàre, v. v. tr. 1 Separare cose che stanno insieme.       v. intr. pron. 1 Sciogliersi, disgregarsi. ~ disfarsi. 2
 ~ scindere. <> associare. 2 Produrre una dissociazione         Svanire, dileguarsi. ~ dissiparsi.
 chimica.                                                           v. tr. e intr. pron. 1 to dissolve. 2 (disperdere) to
 v. rifl. Non aderire a qualcosa, dividersi da altri. ~         disperse. 3 (sciogliere) to melt 4 to fade out (chiudere o
 staccarsi. <> associarsi.                                      chiudersi in dissolvenza).
     v. rifl. to dissociate oneself.                                lat. dissolvere, comp. da dis-+ solvere sciogliere.
dissociatìvo, agg. Atto a dissociare.                          dissolviménto, sm. Dissoluzione.
dissociàto, agg. e sm. 1 Chi soffre di dissociazione           dissomigliànte, agg. Che non somiglia. ~ dissimile. <>
 psichica. ~ alienato, folle. <> lucido, normale. 2 Di          somigliante.
 persona che si scosta dalle idee che lo legavano a un         dissomigliànza, sf. Il dissomigliare, l'essere
 gruppo terroristico o criminale.                               dissomigliante. ~ diversità. <> somiglianza.
dissociazióne, sf. 1 Il dissociare, il dissociarsi, l'essere   dissomigliàre, v. intr. e intr. pron. Essere dissimile,
 dissociato. ~ separazione. <> unione. 2 In chimica             non somigliare. <> somigliare.
 scissione di molecole in atomi, gruppi atomici o ioni         dissonànte, agg. 1 Che produce dissonanza. ~
 attraverso l'azione del calore o tramite il passaggio della    disarmonico. <> armonico. 2 Discordante. ~ divergente.
 sostanza in soluzione. <> fusione. 3 In psichiatria            <> concordante.
 processo che conduce all'incapacità di effettuare             dissonànza, sf. 1 Disaccordo di suoni. ~ stonatura,
 associazioni logiche e alla disintegrazione della              disarmonia. <> armonia. 2 Discordanza di idee, di
 personalità; è tipico della schizofrenia. <> associazione.     sentimenti. ~ disaccordo. <> consonanza, accordo.
     lat. dissociatio,-onis.                                   dissonàre, v. intr. 1 Produrre dissonanza. ~ stonare. 2
 Dissociazione dal terrorismo                                   Essere discordante. ~ discordare.
 In ambito giuridico è il comportamento di un autore di        dissotterraménto, sm. Il dissotterrare, l'essere
 reato di terrorismo, consistente nella rinuncia alla           dissotterrato.

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dissotterràre, v. tr. 1 Togliere da sotto terra. ~                      sf. distance.
 disseppellire. <> seppellire. 2 Riportare alla memoria. ~              lat. distantia, deriv. da distare.
 rievocare. <> sotterrare.                                          Distanza angolare
dissuadére, v. v. tr. Convincere qualcuno a desistere da            Misura dell'angolo sotto il quale due punti vengono
 un proposito, distogliere. ~ sconsigliare. <> convincere.          osservati da un determinato punto di osservazione.
 v. rifl. Convincersi a non fare qualcosa.                          Distanza focale
     v. tr. to dissuade.                                            Distanza tra il fuoco e il centro di una lente o il vertice di
     lat. dissuadere, comp. da dis-+ suadere persuadere.            uno specchio.
dissuasióne, sf. Il dissuadere, l'essere dissuaso.                  In astronomia, uno dei problemi più spinosi è costituito
dissuasìvo, agg. Atto a dissuadere.                                 dalla misurazione delle distanze dei corpi celesti tra loro;
dissuàso, agg. 1 Rimosso dal suo proposito. 2                       questo problema è stato risolto ricorrendo a metodi
 Sconsigliato, sviato. ~ distolto.                                  particolari, tra cui quello molto preciso delle parallassi
dissuèto, agg. Non più avvezzo. ~ desueto. <> consueto.             spettroscopiche che, dallo studio dello spettro di un
dissuetùdine, sf. Disuso. ~ desuetudine.                            oggetto, riesce a risalire alla sua luminosità e quindi alla
dissuggellàre, v. tr. Aprire. ~ dischiudere.                        sua distanza. Un altro metodo utilizzato è quello
distaccaménto, sm. 1 Il distaccare e il distaccarsi. 2              trigonometrico che fornisce direttamente la parallassi
 Parte di un corpo militare posta in permanenza in                  diurna e annua di un corpo celeste; studiando la prima è
 guarnigione differente da quella del corpo cui                     possibile stabilire la distanza degli oggetti del sistema
 appartiene.                                                        solare; dalla seconda si ricava la distanza delle stelle
distaccàre, v. v. tr. 1 Rimuovere con forza, separare. ~            lontane pochi parsec. Un ultimo metodo di indagine,
 allontanare. <> attaccare, avvicinare. 2 Destinare a un            basato sull'effetto Doppler, è quello delle stelle variabili,
 distaccamento militare. • il reparto fu distaccato in              che analizza l'intensità cangiante delle righe dello spettro
 altra sede. 3 Trasferire per motivi di servizio. • la scuola       del calcio.
 fu distaccata in più sezioni distinte. 4 Acquistare               distanziamènto, sm. Azione ed effetto del distanziare.
 vantaggio in una competizione sportiva.                           distanziàre, v. tr. 1 Porre a una certa distanza. ~
 v. rifl. 1 Allontanarsi. ~ separarsi. <> avvicinarsi. •            allontanare. <> accostare, avvicinare. 2 Superare
 aveva cominciato lentamente a distaccarsi da quelle                qualcuno in abilità, impegno ecc. 3 Conquistare
 amicizie. 2 Distinguersi per qualità o doti particolari,           vantaggio sull'avversario. ~ distaccare.
 risaltare. ~ emergere. 3 Disaffezionarsi.                              v. tr. 1 to distance, to space out, to place at intervals.
     v. tr. to separate, to detach. v. rifl. 1 to be detached. 2    3 (lasciare indietro) to leave behind, to outdistance.
 (fig.) to grow away.                                              distanziatóre, agg. e sm. agg. Che serve a distanziare.
     da staccare.                                                   sm. Apparecchio che mantiene distanziati due o più
distaccàto, agg. 1 Separato. ~ distanziare. 2                       pezzi.
 Indifferente. ~ noncurante. <> attaccato.                         distanziomètrico, agg. (pl. m.-ci) Che serve per la
     agg. detached.                                                 misura della distanza.
distàcco, sm. (pl.-chi) 1 Il distaccare, il distaccarsi,           distanziòmetro, sm. Cannocchiale per misurare la
 l'essere distaccato. 2 Il sentirsi indifferente. ~                 distanza da un'asta graduata.
 indifferenza. <> interesse. • fu trattato con molto               distàre, v. intr. 1 Essere a una determinata distanza. 2
 distacco da quelle persone. 3 Separazione. ~                       Discordare. ~ divergere.
 allontanamento. <> avvicinamento. • il distacco dalla             disteleologìa, sf. Teoria filosofica che nega l'idea di
 famiglia è sempre poco piacevole. 4 Distanza tra due               finalità della natura e quindi le teorie finalistiche, dopo
 partecipanti a una competizione sportiva. • il distacco            aver verificato l'esistenza di organi senza alcuna
 dal gruppo degli inseguitori era aumentato                         funzionalità.
 ulteriormente.                                                    distèndere, v. v. tr. 1 Allungare o allargare cose piegate
     sm. 1 (fig.) detachment. 2 (separazione) separation.           o ristrette. ~ dispiegare. <> piegare. 2 Rendere meno
 3 (distanza fra concorrenti in gara) gap.                          teso. ~ allentare. <> tendere. 3 Mettere a giacere. ~
     deriv. da distaccare.                                          coricare, sdraiare. <> alzare, rizzare. 4 Fare un sottile
distàle, agg. Si riferisce alle parti di un organo più              strato di qualcosa. 5 Rilassare. ~ calmare. <> agitare.
 lontane dal centro del corpo, dall'asse del ramo o dalla           v. intr. pron. Estendersi, allargarsi. ~ spargersi. <>
 radice di un arto.                                                 raccogliersi.
distànte, agg. e avv. agg. 1 Lontano nello spazio e nel             v. rifl. 1 Mettersi a giacere. ~ sdraiarsi. <> alzarsi. 2
 tempo. ~ discosto. <> vicino. 2 Distaccato, indifferente.          Dilungarsi. 3 Riposarsi. ~ rilassarsi.
 ~ riservato. <> partecipe. 3 Diverso. ~ differente.                    v. tr. 1 to extend, to stretch out. 2 (sdraiare) to lay. 3
 avv. Lontano. ~ discosto. <> vicino.                               (tendere) to spread. v. intr. pron. to lie down.
     agg. distant, far away. avv. far away.                             lat. distendere, comp. da dis-+ tendere.
distànza, sf. 1 Intervallo di spazio che intercorre tra due        distène, sm. Sinonimo di cianite.
 cose, luoghi o persone. ~ lontananza. <> vicinanza. 2             distensióne, sf. 1 Il distendere e il distendersi. 2
 Intervallo di tempo. ~ periodo. 3 Nelle gare di corsa, la          Allentamento di una tensione. ~ relax, rilassamento.
 lunghezza del percorso. 4 Differenza, diversità. ~                     sf. 1 (pol.) détente. 2 (relax) relaxation, stretching.
 disuguaglianza. <> somiglianza. 5 In matematica la                     lat. distensio,-onis, deriv. da distendere.
 distanza tra due figure è la lunghezza del segmento più           distensìvo, agg. Atto a distendere; che produce una
 breve avente estremi sulle due figure; vi possono                  distensione. ~ rasserenante, rilassante. <> faticoso,
 comunque essere diverse definizioni del concetto di                pesante.
 distanza                                                               agg. relaxing.

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distésa, sf. 1 L'insieme delle cose distese una accanto                agg. refined, distinguished.
 all'altra. 2 Grande estensione. ~ piana, pianura.                     lat. distinctus, p.p. di distinguere distinguere.
      sf. stretch, expanse.                                       distinzióne, sf. 1 Il distinguere e l'effetto. 2 Differenza.
distesaménte, avv. 1 A distesa. 2 Con abbondanza di                ~ diversità. <> uniformazione. 3 Maniere che denotano
 particolari. ~ diffusamente.                                      una persona raffinata. ~ finezza. <> grossolanità,
distéso, agg. 1 Steso, allungato. ~ sdraiato. <> dritto,           rozzezza. 4 Segno d'onore, preferenza. ~ riguardo. 5
 eretto. 2 Di luogo, spazioso. ~ ampio. 3 Che giace. ~             Raffinatezza, signorilità. ~ eleganza. <> ordinarietà.
 coricato.                                                             sf. distinction.
dìstico, sm. (pl.-ci) Strofa di due versi.                        distocìa, sf. Parto molto difficoltoso.
distillàre, v. v. tr. 1 Sottoporre a distillazione. ~ estrarre.   distògliere, v. v. tr. 1 Rimuovere qualcuno dal suo
 2 Mandare fuori goccia a goccia. ~ stillare.                      proposito. ~ dissuadere. <> convincere. 2 Allontanare.
 v. intr. Colare goccia a goccia.                                  ~ sviare. 3 Distrarre. ~ fuorviare.
      v. tr. to distil.                                            v. rifl. Allontanarsi.
distillàto, agg. e sm. agg. Che ha subito distillazione.               v. tr. 1 to take away. 2 (fig.) to dissuade.
 sm. Prodotto ottenuto per distillazione.                         distomatòsi, sf. Malattia, tipica dei ruminanti, causata
distillatóio, sm. Apparecchio per distillare. ~ alambicco.         dalla presenza nell'organismo di vermi parassiti
distillatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi distilla.             trematodi, detti appunto distomi. Si differenziano in
distillazióne, sf. Metodo di separazione di un liquido             polmonari, epatiche, intestinali e buccofaringee a
 volatile da altre sostanze in esso disciolte, o più liquidi a     seconda dell'apparato che colpiscono.
 volatilità diverse. Si ottiene facendo bollire il liquido in     Distòmidi Ordine di Platelminti Trematodi cui
 un distillatore, condensando il vapore in un refrigerante         appartengono il piccolo e grande distoma e alcuni altri
 e raccogliendolo poi in un collettore.                            vermi piatti. Lunghi fino a 30 mm, sono provvisti di due
 È detta frazionata quando i componenti della miscela,             ventose prive di uncini.
 per diverse temperature di ebollizione, vengono raccolti         distonìa, sf. Alterazione del tono dei tessuti e del sistema
 distintamente.                                                    nervoso.
distillerìa, sf. Stabilimento ove si effettua la                  distòrcere, v. v. tr. 1 Torcere con violenza. ~ storcere. 2
 distillazione.                                                    Produrre una distorsione. 3 Falsare. ~ travisare.
      sf. distillery.                                              v. rifl. Contorcersi. ~ torcersi.
dìstilo, agg. Relativo a una costruzione che presenta due         distòrre, v. tr. Distogliere.
 colonne sulla fronte.                                            distorsiòmetro, sm. Strumento usato in elettroacustica
distimìa, sf. Disturbo psichico consistente in una grave           per valutare la qualità di un trasduttore tramite misura
 alterazione del tono dell'umore che provoca l'insorgere           della distorsione.
 di stati depressivi o euforici, spesso alternantisi              distorsióne, sf. 1 Alterazione, stravolgimento. ~
 ciclicamente.                                                     deformazione. 2 In medicina è un evento traumatico che
distìnguere, v. v. tr. 1 Separare con la mente una cosa            colpisce le strutture capsulo-legamentose di
 da un'altra notandone la differenza. ~ differenziare. <>          un'articolazione senza determinare uno spostamento
 uniformare. • non era capace di distinguere il bene dal           delle superfici articolari. 3 In fisica è il fenomeno per il
 male. 2 Ripartire, dividere. ~ separare. <> unificare. •          quale la forma d'onda del segnale di uscita da un sistema
 l'intervento era distinto in due parti. 3 Discernere              non è uguale a quella d'entrata. 4 In ottica è un tipo di
 usando uno dei sensi. ~ discernere. • non riusciva bene           aberrazione per cui i contorni dell'immagine ottenuta
 a distinguere gli odori, in seguito al raffreddore. 4             sono deformati rispetto all'immagine reale.
 Segnare per rendere riconoscibile. ~ contrassegnare. 5                sf. 1 sprain. 2 (fis.) distortion.
 Rendere famoso. ~ segnalare.                                      • La distorsione spesso si verifica durante le attività
 v. intr. pron. Emergere, segnalarsi. ~ evidenziarsi. • in         sportive. Molto frequenti quelle a livello del ginocchio,
 mezzo agli altri si distingueva per le sue capacità.              della caviglia, delle dita della mano. La parte interessata
      v. tr. to distinguish. v. intr. pron. to stand out.          si presenta tumefatta e gonfia e il soggetto avverte vivo
      lat. distinguere, comp. da dis-+ stinguere pungere.          dolore all'esecuzione dei movimenti. La prima cosa da
distinguìbile, agg. Che si può distinguere. ~                      fare è quella di applicare del freddo sulla zona
 riconoscibile. <> indistinguibile.                                traumatizzata (possibilmente del ghiaccio). Unitamente
distìnguo, sm. invar. Distinzione cavillosa. ~ cernita.            a ciò, sollevare l'arto colpito e se è possibile eseguire un
 <> unificazione.                                                  bendaggio. Utile, comunque, effettuare un controllo in
distìnta, sf. Nota analitica di più cose. ~ lista.                 una struttura specialistica.
      sf. note, list.                                             distòrto, agg. 1 Torto. ~ storto. <> dritto. 2 Falsato. 3
distintaménte, avv. 1 In modo distinto. 2                          Sbagliato, traviato. ~ perverso.
 Separatamente. ~ disgiuntamente.                                      agg. warped, twisted.
distintìvo, agg. e sm. agg. Atto a distinguere.                   distràrre, v. v. tr. 1 Trarre qua e là con forza. 2 Volgere
 sm. Contrassegno che serve a distinguere.                         altrove, sviare. ~ distogliere. • certi rumori lo
      agg. distinguishing, distinctive. sm. 1 badge. 2 (pol.)      distraevano dallo studio. 3 Sottrarre e utilizzare
 emblem.                                                           qualcosa per scopi diversi da quelli previsti. 4 Divertire.
distìnto, agg. 1 Separato, differente. ~ diverso. <>               ~ svagare. • si sentiva in dovere di distrarla, dopo la
 indistinto. • l'edificio era composto da due parti distinte.      fatica di quel periodo.
 2 Facilmente percepibile. ~ chiaro. <> confuso. • si              v. rifl. 1 Sviare l'attenzione da ciò che si sta facendo. 2
 avvertivano due suoni chiaramente distinti. 3 Dai modi            Divertirsi. ~ svagarsi. • aveva bisogno di distrarsi un po'
 signorili, nobile. ~ esimio. <> rozzo.                            quella sera.

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     v. tr. 1 to divert, to distract. 2 (svagare) to amuse, to     le relative probabilità [ ].
 entertain. v. rifl. 1 to be distracted. 2 (divertirsi) to         • In analisi matematica è un funzionale lineare e
 amuse oneself, to enjoy oneself.                                  continuo tra certe funzioni continue di variabile reale e
     lat. distrahere, comp. da dis-+ trahere trarre,               l'insieme dei numeri reali.
 incrociato con l'italiano trarre.                                 • Nei motori a combustione interna, è l'insieme delle
distrattaménte, avv. Con distrazione.                              operazioni meccaniche, regolanti la successione e la
distràtto, agg. e sm. Di persona distratta. ~ sbadato.             durata delle varie fasi del ciclo termodinamico; indica
 <> attento.                                                       anche il complesso degli organi preposti a tali funzioni.
     agg. 1 absent-minded. 2 (disattento) inattentive.             Nelle macchine a vapore, la distribuzione del vapore
distrazióne, sf. 1 Il distrarre e il distrarsi. 2 La cosa che      avviene attraverso un insieme di tubazioni in un
 distrae; svago. ~ diversivo. • devi concederti qualche            dispositivo detto cassetto della distribuzione.
 distrazione ogni tanto. 3 Impiego di una somma di                 Distribuzione del reddito
 denaro o di un altro bene per uno scopo diverso da                Attribuzione del reddito prodotto agli operatori
 quello a cui era destinato. 4 Mancanza di attenzione. ~           economici del sistema.
 deconcentrazione, attenzione, concentrazione. • la sua           districàre, v. v. tr. Liberare da un intrigo. ~ sbrogliare.
 distrazione è ben nota a tutti. 5 Estensione con                  <> intricare.
 lacerazione di un tessuto muscolare.                              v. rifl. Liberarsi. ~ sciogliersi.
     sf. 1 inattention. 2 (svago) distraction, recreation,             v. tr. to unravel, to disentangle.
 entertainment. 3 (sbadataggine) carelessness.                    District of Columbia Distretto federale (606.000 ab.)
     lat. distractio,-onis, deriv. da distractus.                  degli USA, tra lo stato del Maryland e quello della
 • Le distrazioni sono lesioni muscolari gravi in quanto si        Virginia. Sede della capitale Washington. Il territorio è
 verifica la rottura di un certo numero di fibre muscolari.        attraversato dal fiume Potomac. I suoi abitanti sono in
 Sono quelle situazioni che normalmente vengono                    maggioranza impiegati negli uffici statali e
 definite come strappo. Si manifestano con dolore                  dipartimentali. Le risorse economiche si basano sulla
 spontaneo, tumefazione, ecchimosi, limitata possibilità           ricerca e lo sviluppo nel settore scientifico e sul turismo.
 di compiere movimento.                                            Fondata dal Congresso nel 1790, è sede governativa dal
distrétta, sf. Grave difficoltà per mancanza di denaro.            1871.
distrétto, sm. Circoscrizione amministrativa, militare o          Distrito Nacional Distretto (2.313.000 ab.) della
 giudiziaria. ~ ambito, dipartimento.                              Repubblica Dominicana. Sede della capitale Santo
     sm. district.                                                 Domingo.
distrettuàle, agg. Del distretto.                                 distrofìa, sf. Crescita anomala di un tessuto a causa di
distribuìre, v. tr. 1 Dividere tra diverse persone in base         un irregolare nutrimento dello stesso. Le forme più
 a determinati criteri. ~ ripartire. <> conglobare. 2              conosciute sono le distrofie muscolari, che colpiscono
 Disporre, ordinare cose o persone secondo un criterio. 3          soprattutto soggetti in giovane età e sono causate da
 Dare, assegnare. ~ dispensare.                                    alterazioni genetiche ereditarie. Esse provocano atrofie o
     v. tr. 1 to give out, to distribute. 2 (disporre) to          pseudoipertrofie (muscoli ingrossati, ma scarsamente
 arrange, to place. 3 (ripartire) to share out.                    funzionali) e, negli stadi più avanzati delle patologie,
     lat. distribuere, comp. da dis-+ tribuere attribuire.         sostituzione delle masse muscolari con tessuto fibroso o
distributìvo, agg. Che vale a distribuire.                         adiposo. Non esistono terapie in grado di curare le
 • In matematica una struttura dotata delle operazioni             distrofie, per cui è essenziale che il paziente venga
 binarie "*" e "o" soddisfa la proprietà distributiva di "*"       sottoposto a fisioterapia, allo scopo di prevenire la
 rispetto a "o" se valgono le seguenti relazioni: (x o y) * z      degenerazione delle masse muscolari.
 = (x * z) o (y * z); z * (x o y) = (z * y) o (z * y). Nel caso   distròfico, agg. (pl. m.-ci) Di distrofia o affetto da
 dei numeri reali abbiamo che vale la proprietà                    distrofia.
 distributiva della moltplicazione rispetto alla addizione.       distrùggere, v. v. tr. 1 Ridurre in rovina, abbattere. ~
distributóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi distribuisce. 2 Nome di         demolire. <> costruire. • la campagna è stata distrutta
 diversi apparecchi meccanici per distribuire oggetti o            dall'uragano. 2 Ridurre in nulla, sterminare. ~
 erogare sostanze.                                                 annientare. <> risparmiare. • il fuoco contribuì a
     sm. 1 distributor. 2 (automatico) vending. 3                  distruggere il resto della città. 3 Ridurre in pessime
 (benzina) service station.                                        condizioni, guastare. ~ rovinare. <> aggiustare. • le
distribuzionàle, agg. Relativo al modo in cui una serie            fatiche della giornata lo avevano completamente
 di elementi viene distribuita in un insieme.                      distrutto. 4 Estenuare. ~ stancare. 5 Uccidere. ~
distribuzióne, sf. 1 Il distribuire, l'essere distribuito. ~       ammazzare. <> graziare, salvare.
 assegnazione. <> conglobamento. 2 Il complesso degli              v. intr. pron. Andare in rovina. ~ rovinarsi.
 organi che regolano l'alimentazione di un motore                  v. rifl. 1 Ridursi in pessime condizioni di salute. ~
 termico. 3 L'insieme delle attività commerciali e di              rovinarsi. 2 Struggersi. ~ consumarsi.
 servizio intermedie tra la produzione delle merci e il                v. tr. to destroy.
 consumo. 4 Fornitura al domicilio degli utenti di vari                lat. destruere, demolire, comp. da de-+ struere
 servizi pubblici.                                                 costruire.
     sf. 1 distribution. 2 (postale) delivery.                    distruttìvo, agg. Che distrugge, atto a distruggere.
 • In statistica è la associazione alle varie modalità che        distrùtto, agg. 1 Che ha subito una distruzione;
 può assumere una variabile casuale le relative frequenze          stroncato, devastato, demolito. ~ annientato. 2 Privato
 rilevate in una indagine statistica [ ]; in calcolo delle         di energia. ~ affaticato.
 probabilità è la funzione che associa alle varie modalità
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     agg. 1 (esausto) exhausted. 2 (abbattuto) broken,         disuguàle, agg. 1 Non uguale. ~ diverso. <> uguale. 2
 shattered.                                                     Non uniforme. ~ irregolare. 3 Mancante di unità. ~
distruttóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi distrugge. ~        disorganico. 4 Discontinuo. ~ incostante.
 vandalo.                                                           agg. 1 unequal. 2 (non uniforme) uneven. 3 (non
distruzióne, sf. 1 Annientamento, devastazione. ~               uguale) different.
 soppressione. 2 Rovina, morte. ~ sterminio. 3                 disumanàre, v. tr. Togliere le qualità proprie dell'uomo.
 Demolizione. ~ malora. <> ricostruzione.                      disumanità, sf. 1 L'essere disumano. ~ brutalità. 2 Atto
     sf. destruction.                                           disumano. ~ crudeltà.
     lat. destructio,-onis.                                    disumanizzàre, v. v. tr. Privare delle qualità proprie
Distruzione della distruzione, La Opera di filosofia di         dell'uomo.
 Averroè (XII sec.).                                            v. intr. pron. Divenire disumano.
Distruzione della ragione, La Opera di filosofia di G.         Disumanizzazione dell'arte, La Opera di estetica di J.
 Luk´cs (1954).                                                 Ortega y Gasset (1925).
disturbàre, v. v. tr. 1 Recare molestia. ~ molestare. •        disumàno, agg. 1 Privo di umanità, crudele. ~ feroce.
 non voleva essere disturbato da nessuno in quel                <> umano. 2 Che non sembra umano, selvaggio. ~
 pomeriggio. 2 Comportare conseguenze negative a                bestiale.
 un'attività. • le manifestazioni di piazza disturbarono i          agg. cruel, inhuman.
 lavori dell'assemblea.                                        disuniformità, sf. Mancanza di uniformità.
 v. rifl. Prendersi il disturbo di fare qualcosa. ~            disunióne, sm. 1 Separazione di ciò che è unito. 2
 incomodarsi. • non avrebbe dovuto disturbarsi per              Discordia. ~ disaccordo. <> unione.
 queste inezie!                                                disunìre, v. v. tr. 1 Separare ciò che è unito, distaccare. ~
     1 to disturb. 2 (molestare) to bother, to trouble. 3       dividere. 2 Disgregare. ~ disaggregare.
 (dare malessere) to upset. v. rifl. to put oneself out.        v. rifl. e rifl. rec. Dividersi. ~ separarsi.
     lat. disturbare sconvolgere, comp. da dis-+ turbare       disunìto, agg. Privo di unione, di coesione. ~ diviso. <>
 turbare.                                                       unito.
disturbàto, agg. 1 Che è affetto da disturbi mentali o da      disùria, sf. Difficoltà nella minzione dovuta a cause
 nevrosi. 2 Affetto da qualche malessere.                       varie.
disturbatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi disturba. ~       disusàre, v. tr. 1 Far cadere in disuso. 2 Smettere di
 importuno.                                                     usare.
distùrbo, sm. 1 Il disturbare e l'effetto; la cosa che         disusàto, agg. 1 Caduto in disuso. ~ obsoleto. 2 Non
 disturba. ~ molestia. 2 Leggera irregolarità nel               abituato. ~ desueto. 3 Uscito di moda. ~ antiquato.
 funzionamento di un organo. ~ affezione. 3 Fastidio,          disùso, sm. Cessazione d'uso. ~ desuetudine. <> uso.
 incomodo. 4 Difetto di funzionamento di un                         sm. disuse.
 apparecchio. ~ malfunzionamento.                              disùtile, agg. e sm. 1 Non utile. ~ inutile. <> utile. 2 Di
     sm. 1 trouble. 2 (intenzionale) jamming. 3                 persona, inetto. ~ ozioso.
 (interferenza) noise.                                         disutilità, sf. L'essere disutile. <> utilità.
disubbidiènte, agg. Che non ubbidisce. <> ubbidiente.          disvèllere, v. tr. Svellere, strappare.
     agg. disobedient.                                         disvestìre, v. tr. 1 Svestire. 2 Liberare.
disubbidiènza, sf. Il disubbidire. <> ubbidienza.              disviàre, v. v. tr. Far uscire di strada.
     sf. disobedience.                                          v. intr. Deviare.
disubbidìre, v. intr. e tr. Non ubbidire. ~ trasgredire.       disvitaminòsi, sf. Difetto di produzione o di apporto di
 <> ubbidire.                                                   vitamine.
     v. intr. to disobey.                                      disvogliàre, v. tr. Far perdere la voglia o l'interesse.
disuggellàre, o dissuggellàre, v. tr. 1 Rompere i              disvolére, v. tr. 1 Non volere più quello che si voleva
 sigilli. 2 Aprire lettere o simili.                            prima. 2 Cambiare volontà.
disuguagliànza, sf. 1 L'essere disuguale. ~ disparità. <>      ditàle, sm. Piccolo cappuccio usato per proteggere il dito
 pariteticità. 2 Relazione matematica tra due grandezze o       quando si usa l'ago.
 numeri una maggiore dell'altra. ~ ineguaglianza. <>                sm. thimble.
 uguaglianza.                                                  ditalìno, sm. Tipo di pasta da minestra.
 • Relazione tra due numeri o grandezze a e b, omogenei e      ditàta, sf. 1 Segno lasciato da un dito. 2 Colpo dato con
 non uguali. Viene espressa con i simboli > (maggiore di)       un dito.
 e < (minore di). Essa gode di alcune proprietà ossia non           sf. fingerprint, fingermark.
 cambia aggiungendo o sottraendo, moltiplicando o              Dìte Personaggio mitologico, dio romano della ricchezza e
 dividendo a entrambi i membri le stesse quantità;              dell'oltretomba. Fu l'identificazione del greco Plutone.
 moltiplicando o dividendo i membri per una quantità           diteggiàre, v. v. tr. Marcare le note con cifre
 negativa, il segno va modificato con il suo simmetrico (<      corrispondenti al dito che le esegue.
 con >).                                                        v. intr. Muovere opportunamente le dita per eseguire un
 Disuguaglianza triangolare                                     pezzo musicale.
 Disuguaglianza sussistente tra i lati di un triangolo, tale   diteggiatùra, sf. Atto e tecnica del diteggiare.
 per cui un lato risulta essere inferiore alla somma degli     diteìsmo, sm. Credenza in due dei uguali, uno buono e
 altri due e superiore alla loro differenza.                    uno malvagio.
     inequality.                                               ditio- Prefisso di vocaboli chimici indicante la presenza di
disuguagliàre, v. tr. Rendere diseguale. <> uguagliare.         due atomi di zolfo nella molecola.


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ditiràmbico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo al ditirambo. 2         carica del dittatore.
 Esagerato, sperticato. ~ eccessivo.                                  lat. dictatura.
ditiràmbo, sm. 1 Canto corale in onore del dio                        sf. dictatorship.
 dell'antica Grecia Dionisio. 2 Componimento discorsivo          • Magistratura straordinaria a cui i romani ricorrevano
 destinato a lodare con entusiasmo.                              in gravi situazioni che richiedevano unità di comando. Il
 • Il ditirambo era accompagnato da musiche e danze, per         dittatore, nominato dai consoli col senatus consultum,
 esaltarne il carattere orgiastico. Aristotele afferma che       veniva scelto fra i più validi consulares (ex consoli). Esso
 sia all'origine della tragedia. Nelle letterature moderne è     era indipendente dal senato, insindacabile e la sua carica
 un componimento polimetro gioioso e vivace legato al            non poteva durare più di sei mesi. Il primo dittatore fu
 tema dell'ebbrezza e dell'allegrezza conviviale. In Italia      nominato intorno al 500 a. C. e si occupò delle lotte
 venne introdotto G. Chiabrera, anche se il capolavoro fu        seguite alla cacciata dei Tarquini da Roma. Fino al 356 a.
 il Bacco in Toscana di F. Redi.                                 C., potevano essere eletti dittatori solo i patrizi,
Ditirambo della rosa Dramma di A. Sikelianos (1932).             successivamente anche i plebei. Dopo il III sec. a. C. la
ditìsco, sm. Genere di Insetti coleotteri (Dytiscus), il cui     dittatura fu utilizzata solo da Cesare e da Silla per motivi
 principale esponente è il Dytiscus marginalis, lungo            politici, cambiandone però la modalità di elezione, fino a
 quasi 4 cm, di forma ovale e di colore verde-giallastro.        essere abolita nel 44 a. C. con la legge di Antonio.
 Vola di notte ed è buon nuotatore. Le larve sono note per       Attualmente la dittatura rappresenta una forma di
 la loro voracità.                                               governo con potere dato a una sola persona che assume
dìto, sm. (pl. dita) 1 Parte estrema, articolata e mobile        le funzioni legislative ed esecutive, acquisendo un
 con la quale terminano mani e piedi. 2 Cosa la cui forma        significato che si avvicina più alla tirannia dei greci che
 richiama quella del dito. 3 Parte del guanto che riveste il     alla dittatura romana.
 dito. 4 Misura o quantità pari a circa la larghezza di un      Dìtteri Ordine di Insetti di medie e piccole dimensioni,
 dito.                                                           con ali anteriori molto sviluppate e quelle posteriori,
 [plurale: i diti (considerati distintamente l'uno               modificate in bilancieri, adatte al volo. Hanno apparato
 dall'altro), le dita (considerate nel loro insieme)]            boccale pungente succhiatore e metamorfosi completa.
      sm. 1 finger. 2 (piede) toe.                               Sono dannosi a piante e animali. Tra gli esemplari,
      lat. digitus.                                              zanzare, tafani e mosche.
 • Il dito è costituito da tre ossa, falange, falangina e       dìttero, o dìptero, agg. Termine con cui viene indicato
 falangetta tranne alluce e pollice che ne hanno due. La         il tempio avente una doppia fila di colonne intorno alla
 parte dorsale della falangetta termina con l'unghia.            cella.
Dito nell'occhio, Il Commedia di D. Fo (1953).                  Dittersdorf, Karl Ditters von (Vienna 1739-Neuhof
dìtola, sf. Fungo (Ramaria aurea) della famiglia delle           1799) Compositore austriaco. Autore di oltre 100
 Claviriacee e della classe dei Basidiomiceti.                   sinfonie e concerti per vari strumenti solisti.
 Commestibile.                                                  dìttico, sm. (pl.-ci) Insieme di due tavole, di legno o di
ditóne, sm. 1 Accrescitivo di dito. 2 Alluce.                    avorio (valve), unite da una cerniera, scolpite o dipinte e
ditrochèo, sm. Sequenza di due trochei, a volte                  collegate da cerniere con chiusura a libro.
 considerata come unità metrica indivisibile.                   dittologìa, sf. Struttura della lingua letteraria e poetica
dìtta, sf. Titolo di un'impresa industriale e commerciale e      costituita da una coppia di elementi omologhi collegati
 l'impresa stessa. ~ impresa.                                    da una congiunzione, in genere la e.
      sf. house, firm, company.                                 dittongàre, v. tr. e intr. Far dittongo.
dittàfono, sm. Apparecchio provvisto di altoparlante che        dittongazióne, sf. Trasformazione di una vocale
 si usa negli uffici per comunicare da una stanza all'altra.     semplice in un dittongo.
Dittàino Fiume (81 km) della Sicilia orientale. Nasce dai       dittòngo, sm. (pl.-ghi) Unione di due elementi vocalici
 Monti Erei e confluisce nel Simeto.                             in una sola emissione di voce.
Dittamondo Poema di F. degli Uberti (1347-1367).                      sm. diphthong.
dittatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi governa o comanda con           diurèsi, sf. (alla greca diùresi) Emissione di urina
 pieni poteri e in modo autoritario. ~ despota, tiranno. 2       nell'arco delle 24 ore. Una diuresi di 1.000-1.800 ml è
 Nell'antica Roma magistrato supremo straordinario, con          normale per un individuo adulto di corporatura media.
 pieni poteri. 3 Persona autoritaria, dispotica. ~               Tuttavia tale valore può subire considerevoli variazioni
 oppressore.                                                     conseguenti a fattori esterni, come la stagione, la
      sm. dictator.                                              temperatura e l'umidità ambientale e la quantità di
Dittatore, Il (Il grande dittatore) Film commedia,               liquidi introdotti nell'organismo.
 americano (1940). Regia di Charlie Chaplin. Interpreti:        diurètico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Capace di far
 Charlie Chaplin, Paulette Goddard, Jack Oakie. Titolo           aumentare la diuresi.
 originale: The Great Dictator                                   sm. Farmaco capace di far aumentare la diuresi.
dittatoriàle, agg. 1 Esercitato da un dittatore. ~              diurnìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Lavoratore assunto a
 tirannico. <> democratico. 2 Da dittatore, dispotico. ~         tempo indeterminato, ma retribuito a giornata.
 autoritario.                                                   diùrno, agg. e sm. agg. 1 Del giorno. 2 Che avviene
dittatòrio, agg. Dittatoriale.                                   durante il giorno. <> notturno. 3 Di tutti i giorni. ~
dittatùra, sf. 1 Regime politico in cui tutti i poteri sono      giornaliero. 4 Di ogni giorno. ~ quotidiano.
 concentrati in una sola persona o organo. ~ dispotismo,         sm. Albergo diurno.
 tirannia. • la dittatura dei paesi del petrolio, situazione          agg. daytime, day.
 in cui i produttori di greggio condizionano le scelte degli    diutùrno, agg. Che dura a lungo.
 altri paesi. 2 Ufficio e dignità del dittatore; durata della

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dìva, sf. 1 Dea. 2 Attrice o cantante molto famosa. ~ star.      e una quantità scalare data dalla somma delle derivate
     sf. star.                                                   parziali delle componenti del vettore in base agli assi
divagaménto, sm. Il divagare.                                    coordinati. Se in tutto il campo la divergenza è nulla, il
divagàre, v. v. tr. Svagare. ~ distrarre.                        campo è detto solenoidale.
 v. intr. 1 Andare qua e là. 2 Allontanarsi dall'argomento       In genetica è la variazione della frequenza genica da una
 di cui si sta parlando. ~ esulare. 3 Divertire. ~ ricreare.     generazione a quella successiva.
 v. rifl. Svagarsi. ~ distrarsi.                                divèrgere, v. intr. 1 Muovere in direzioni diverse,
     v. intr. to digress.                                        tendere a scostarsi. ~ discostarsi. <> confluire. • il suo
     lat. tardo divagari, comp. da dis-+ vagari vagare.          discorso stava iniziando a divergere dagli obiettivi
divagazióne, sf. Il divagare e il divagarsi. ~ distrazione.      dell'assemblea. 2 Essere in contrasto. ~ contrastare. <>
divampàre, v. intr. 1 Accendersi con fiamma grande e             convergere. • nonostante le opinioni politiche
 improvvisa. ~ esplodere. 2 Manifestarsi con violenza. 3         divergessero la loro amicizia rimase sempre ben salda.
 Infiammarsi. ~ ardere. <> smorzare.                                 v. intr. to diverge.
     v. intr. to blaze up, to flare up.                              da convergere, sostituendo dis-a con-.
divàno, sm. Lungo sedile imbottito, con uno schienale e         diversaménte, avv. 1 In modo diverso. ~
 due braccioli. ~ canapé, sofà.                                  differentemente. <> ugualmente. 2 In caso diverso. ~
     sm. sofa, divan.                                            altrimenti. 3 In caso contrario. ~ contrariamente.
     arabo diwan.                                               diversificàre, v. v. tr. Rendere diverso. ~ differenziare.
Divano occidentale-orientale Opera di poesia di J. W.            <> parificare.
 Goethe (1814-1819).                                             v. intr. pron. Essere diverso. ~ differenziarsi. <>
divaricaménto, sm. Il divaricare, il divaricarsi, l'essere       uniformarsi.
 divaricato.                                                         v. tr. to vary, to diversify.
divaricàre, v. v. tr. Distendere allargando. ~ allargare.       diversificazióne, sf. Diversità presente tra due persone
 <> avvicinare, stringere.                                       o tra due cose.
 v. rifl. Allargarsi. ~ divergere.                              diversióne, sf. 1 Deviazione. ~ divagazione. 2
     v. tr. to open wide.                                        Procedimento tattico che consiste nell'attaccare il
divaricàta, sf. In ginnastica, piccolo salto con                 nemico in un luogo lontano da quello previsto.
 divaricazione delle gambe.                                          sf. diversion.
divaricàto, agg. Allargato, aperto.                             diversità, sf. 1 L'essere diverso. ~ differenza. <>
divaricatóre, sm. Strumento chirurgico per divaricare.           similarità. 2 Ciò che rende diverso. 3 Varietà. ~
divaricazióne, sf. 1 Il divaricare e l'essere divaricato. 2      molteplicità. <> uguaglianza.
 Spazio tra due parti divaricate.                                    sf. difference, diversity.
divàrio, sm. Diversità. ~ differenza.                                lat. diversitas,-atis.
     sm. difference.                                            diversìvo, agg. e sm. agg. Che è atto a divergere, a
     deriv. da divariare.                                        deviare.
divedére, v. tr. Solo nella locazione dare a divedere,           sm. Mezzo per distogliere qualcuno da un'idea, da
 mostrare chiaramente.                                           un'attività, da una preoccupazione e simili. ~
Divedro, val Solco vallivo della Val d'Ossola in                 distrazione.
 Piemonte. È attraversato dal torrente Diveria.                      sm. distraction, change, diversion.
diveggiàre, v. intr. Assumere atteggiamenti divistici.          divèrso, agg., pron. e sm. agg. 1 Che procede o è
divèllere, v. v. tr. Estirpare, strappare. ~ sradicare.          rivolto in un'altra direzione. 2 Dissimile, differente. ~
 v. rifl. Allontanarsi a fatica.                                 disuguale. <> uguale.
divèlto, agg. Strappato, estirpato. ~ sradicato.                 agg. e pron. indef. pl. Molte persone. ~ parecchi. • erano
divenìre, sm. Il passare da uno stato a un altro.                diversi giorni che non si faceva vivo.
 • Concetto filosofico che esprime il cambiamento                sm. Chi si comporta in modo non conforme ai canoni di
 assoluto e sostanziale del tutto che va dal nulla all'essere    vita comunemente accettati. • in quella società così
 e dall'essere al nulla. La concezione della realtà come di      conformista, si sentiva un diverso.
 un perenne divenire è tipica della filosofia antica di              agg. 1 (differente) different. 2 pl. (parecchi) several,
 Eraclito (tutto scorre); questi si contrapponeva alla           various. pron. pl. many, quite a few.
 filosofia dell'essere o dell'immortalità di Parmenide.              lat. diversus, p.p. di divertere deviare.
 Nella concezione moderna ha avuto la sua elaborazione          divertènte, agg. Che diverte. ~ ameno. <> monotono,
 con la filosofia di Hegel.                                      noioso.
diventàre, v. intr. Divenire. ~ formarsi, trasformarsi.              agg. fun, amusing.
     v. intr. to become.                                        divertìcolo, sm. Dilatazione a forma di sacco della
     lat. diventare, intensivo di devenire.                      parete di una cavità naturale di organi quali, per
divèrbio, sm. Contesa viva a parole. ~ alterco, disputa.         esempio, la vescica e l'utero, causata dal cedimento della
     sm. quarrel, dispute, altercation.                          parete stessa.
divergènte, agg. Che tende a scostarsi. ~ differente. <>        diverticolòsi, sf. Presenza in un organo di diverticoli; in
 convergente.                                                    particolare si riscontra nell'esofago, nel duodeno e
divergènza, sf. Tendenza a scostarsi. ~ differenza. <>           nell'intestino tenue.
 convergenza.                                                   divertiménto, sm. Ciò che serve a divertire. ~ svago. <>
     sf. disagreement.                                           noia, tedio.
 • In matematica, relativamente a un vettore u in un                 sm. 1 pleasure, amusement. 2 (passatempo)
 campo vettoriale, che permette la relazione tra il vettore      recreation, pastime.
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Divertimento 1889 Romanzo di G. Morselli (postumo                    La lunga narrazione è suddivisa in tre sezioni dette
 1975).                                                              cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), per un totale
divertìre, v. v. tr. 1 Dar sollievo distraendo. ~ ricreare.          di 100 canti e circa 14000 versi, organizzati in terzine.
 <> importunare, seccare. 2 Distogliere. ~ distrarre. <>             L'Inferno contiene 34 canti, Purgatorio e Paradiso
 assillare, impensierire.                                            contengono 33 canti ciascuno.
 v. rifl. 1 Occupare il proprio tempo piacevolmente. ~               Il viaggio di Dante viene raccontato con un'efficacia di
 ricrearsi. • sentiva l'esigenza di divertirsi in modo               rappresentazione delle tappe percorse e dei personaggi
 spensierato, dimenticando tutte le preoccupazioni. 2                incontrati da imprimerli in modo indelebile nella mente,
 Avventurarsi in relazioni amorose non impegnative.                  anche se il lettore moderno può avere qualche difficoltà a
      v. tr. to amuse. v. rifl. to enjoy oneself, to amuse           capire la struttura del mondo dell'aldilà immaginato e
 oneself, to have a good time.                                       descritto da Dante, che si basa sulle idee medioevali del
      lat. divertere portare via, comp. da dis-+ vertere             sistema tolemaico nel quale la terra si poneva al centro
 volgere.                                                            di tutto. Nonostante questo, la descrizione è così
divertissement, sm. invar. Divertimento,                             realistica che nell'inconscio collettivo dopo Dante è
 spiritosaggine. ~ facezia.                                          probabilmente difficile immaginare un aldilà strutturato
divertìto, agg. Che mostra divertimento. ~ allegro.                  diversamente da come lui l'ha immaginato: un
divezzaménto, sm. Il divezzare, l'essere divezzato ~                 gigantesco imbuto che sprofonda nei pressi di
 slattamento.                                                        Gerusalemme (Inferno); una montagna che sorge agli
divezzàre, v. v. tr. Togliere l'abitudine. ~ disabituare.            antipodi di Gerusalemme (Purgatorio), con in cima il
 <> abituare. 2 Di lattante, slattare. ~ svezzare. <>                Paradiso Terrestre; un Paradiso distribuito nelle sfere
 allattare.                                                          celesti entro una candida rosa.
 v. rifl. Perdere un'abitudine.                                      Il viaggio ideale che l'autore intraprende dura circa una
divide et impera, loc. avv. Espressione latina usata per             settimana, con inizio nella notte del Venerdì santo dell'8
 indicare il criterio politico di dividere e mantenere               aprile 1300.
 discordi gli avversari per meglio tenerli sottomessi.               Oltre a comprendere la struttura del mondo e ad avere la
dividèndo, sm. 1 Quantità o numero da dividere. 2                    visione della condizione delle anime dopo la morte,
 Parte di utile che spetta a ogni azionista di una società.          guidato prima da Virgilio, che lo accompagna per tutti i
      sm. dividend.                                                  9 gironi dell'Inferno e il Purgatorio (2 balzi + 7 cornici),
divìdere, v. v. tr. 1 Fare in parti una cosa, spezzettare. ~         poi da Beatrice nel viaggio attraverso i 9 cieli concentrici
 scomporre. <> unificare. 2 Distribuire le parti divise di           del Paradiso, giungerà ad avere la visione di Dio (l'amor
 un tutto. ~ suddividere. 3 Separare cose o persone. ~               che muove il sole e l'altre stelle). Nell'ultimo tratto verrà
 disgiungere. <> congiungere. 4 Indurre discordia tra le             accompagnato da San Bernardo in sostituzione di
 persone. 5 Eseguire una divisione. 6 Separare due                   Beatrice.
 litiganti prima che vengano alle mani. ~ allontanare. <>            Il viaggio iniziato tra gli orrori dell'Inferno, attraverso un
 avvicinare. • cercava di dividerli prima che accadesse il           percorso di redenzione, sale progressivamente fino alla
 peggio. 7 Condividere. • dividono un piccolo                        Verità e alla Luce. Nell'ultimo canto della Commedia
 appartamento da ormai più di un anno.                               (XXXIII del Paradiso) Dante mette sulle labbra di San
 v. intr. pron. 1 Essere distinto. ~ distinguersi. 2 Seguire         Bernardo una preghiera alla Vergine che è insieme
 direzioni diverse.                                                  dichiarazione di fede e rappresenta la sintesi del viaggio
 v. rifl. 1 Cessare la convivenza, lasciarsi. ~ separarsi. 2         ultraterreno (Vergine Madre, figlia del tuo figlio, /
 Dedicarsi contemporaneamente a più attività. • si                   umile e alta più che creatura, / termine fisso d'eterno
 divideva fra la pratica sportiva agonistica e l'hobby per           consiglio, / tu se' colei che l'umana natura /nobilitasti
 i motori.                                                           sì, che il suo fattore / non disdegnò di farsi sua fattura /
      v. tr. 1 to divide. 2 (ripartire) to split. 3 (spartire) to    ... Or questi, che da l'infima lacuna / dell'universo infin
 share out. v. intr. pron. 1 (separarsi) to part. 2 (separarsi       qui ha vedute / le vite spiritali ad una ad una, /
 di coniugi) to separate.                                            supplica a te, per grazia, di virtute / tanto che possa
      lat. dividere.                                                 con gli occhi levarsi / più alto verso l'ultima salute.).
 • Divide et impera. (Dividi e comanda) Seminando l'odio             Animata da un'alta coscienza civile, morale e religiosa, la
 fra i nemici, li si rende deboli (Filippo II di Macedonia).         Divina Commedia è l'opera poetica più importante
divièto, sm. 1 Imposizione per legge di non fare                     composta in lingua italiana e possiede un'umanità e una
 qualcosa. ~ veto. <> autorizzazione. 2 Proibizione in               bellezza che trascendono il tempo nel quale il poema fu
 genere. 3 Ostacolo. ~ impedimento.                                  creato.
      sm. prohibition.                                              divinaménte, avv. 1 In modo divino. ~ celestialmente. 2
Divignàno Comune in provincia di Novara (1.093 ab.,                  Ottimamente. ~ perfettamente.
 CAP 28010, TEL. 0321).                                             divinàre, v. tr. Indovinare il futuro mediante tecniche
Divina Commedia, La Poema di Dante Alighieri (1306-                  divinatorie. ~ predire, profetare.
 1321). Probabilmente iniziato nel 1307 e terminato                 divinatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Profetico.
 appena prima della morte dell'autore nel 1321,                      sm. Chi esercita la divinazione.
 originariamente era intitolato semplicemente                       divinatòrio, agg. 1 Che si riferisce alla divinazione. 2
 Commedia. L'aggettivo divina fu usato per la prima volta            Profetico.
 dal Boccaccio, appassionato estimatore ed editore di               divinazióne, sf. Tecnica per indovinare il futuro da
 Dante, nella sua biografia di Dante (il cosiddetto                  segni manifestati dagli dei. ~ predizione.
 Trattatello in laude di Dante), ma solo nel 1555 apparve           divincolaménto, sm. Il divincolare e il divincolarsi. ~
 stampato nell'edizione di Ludovico Dolce.                           contorcimento.

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divincolàre, v. v. tr. Piegare e torcere in qua e in là.          ripartizione produttiva, raggiungendo il suo massimo
 v. rifl. Torcersi, dimenarsi, dibattersi. ~ contorcersi. <>      con l'introduzione della catena di montaggio, ossia
 abbandonarsi.                                                    tramite specializzazioni produttive di reparto.
     v. rifl. to writhe, to wriggle.                             Divisione Cancro Romanzo di A. I. Solzenicyn (1968).
divincolàrsi, v. rifl. Agitarsi per liberarsi da una presa.      divisionìsmo, sm. Movimento pittorico diffusosi in
 ~ contorcersi.                                                   Italia tra il 1885 e il 1915. Tendeva alla massima
divinità, sf. 1 L'essere divino, dio. ~ ente supremo. 2           luminosità, proponendosi di ottenerla rinunciando alla
 Essenza o natura di dio.                                         mescolanza dei colori sulla tavolozza per accostarli puri
     sf. divinity.                                                alla tela, a pennellate leggere. In Francia fu preceduto
divinizzàre, v. tr. 1 Rendere o considerare divino. ~             dal Pointillisme di G. Seurat e di P. Signac, che nel 1884
 deificare. <> umanizzare. 2 Esaltare come cosa divina;           adottarono il principio della scomposizione del colore. I
 glorificare. ~ celebrare.                                        massimi esponenti in Italia furono G. Segantini, G.
divinizzazióne, sf. Il divinizzare, l'essere divinizzato. ~       Previati, A. Morbelli, G. Pelizza da Volpedo.
 apoteosi.                                                       divisionìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Pittore seguace del
divìno, agg. 1 Di Dio, della divinità. <> umano. • la             divisionismo.
 natura divina. 2 Che viene da Dio, dalla divinità. 3 Che        divìsmo, sm. 1 Ammirazione fanatica verso personaggi
 appartiene a Dio. 4 Che è degno di Dio. 5 Perfetto. ~            molto noti. 2 Comportamento ostentato dai personaggi
 eccellente. <> satanico, abietto. • è un artista dal tocco       famosi per attirare l'attenzione. ~ protagonismo.
 divino.                                                         divìso, agg. Che è frazionato in parti, separato,
     agg. divine, godlike.                                        appartato. ~ scisso.
     lat. divinus, deriv. da divus.                              divisóre, agg. e sm. agg. e sm. Che, chi divide.
 • Errare è umano, perdonare è divino. Citazione                  sm. 1 Secondo termine di una divisione. 2 Numero
 contenuta nell'Essay on Criticism di Alexander Pope.             contenuto esattamente in più numeri.
Divinópolis Città (110.000 ab.) del Brasile, nello stato di      divisòrio, agg. e sm. Atto a dividere, che divide. ~
 Minas Gerais.                                                    separatorio, tramezza.
divìsa, sf. 1 Uniforme propria a determinate categorie di             sm. partition wall.
 persone. ~ livrea. 2 Frase allegorica scritta in uno            divìstico, agg. (pl. m.-ci) Proprio del divismo; di divo o
 stemma, in un'insegna. 3 Moneta o titoli esteri. ~ valuta.       diva.
 4 Discriminatura dei capelli.                                   dìvo, agg. e sm. agg. 1 Divino. ~ sublime. 2 Illustre. ~
     sf. 1 uniform. 2 (moneta) currency.                          celebre.
divisaménto, sm. Il divisare e l'effetto.                         sm. Personaggio molto noto.
divisàre, v. tr. Far proposito, ripromettersi. ~                      sm. star.
 prefiggersi.                                                    divoràre, v. v. tr. 1 Mangiare con ingordigia. ~
divisìbile, agg. 1 Che si può dividere. ~ frazionabile. <>        rimpinzarsi. 2 Compiere rapidamente. 3 Distruggere. ~
 indivisibile. 2 Di numero che si può dividere                    annientare. • il fuoco divorò rapidamente il bosco. 4 Di
 esattamente per un altro.                                        beni, consumarli. ~ scialacquare. 5 Di passioni, agitare
divisibilità, sf. L'essere divisibile.                            fortemente. • si sentiva divorato dalla passione per
 • In matematica è la proprietà di un numero intero di            quella ragazza.
 venire espresso quale prodotto di altri due numeri interi.       v. intr. pron. Struggersi. ~ consumarsi. • si divorava
 Esistono dei criteri di divisibilità diretti che consentono      dall'invidia.
 la verifica di queste proprietà in casi notevoli.                    v. tr. to devour.
divisionàle, agg. 1 Che concerne la divisione. 2 Di                   lat. devorare, comp. da de-+ vorare inghiottire.
 moneta che rappresenta una frazione di unità monetaria.         divoratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi divora. ~
 ~ divisionario.                                                  mangione.
divisionàrio, agg. e sm. agg. Di divisione. ~                    divorziàre, v. intr. Fare divorzio. ~ separarsi, dividersi.
 divisionale.                                                     <> accasarsi, sposarsi.
 sm. Generale comandante di una divisione.                            v. intr. to divorce, to be divorced.
divisióne, sf. 1 Il dividere, il dividersi, l'essere diviso. ~   divorziàto, agg. e sm. Che, chi ha sciolto il proprio
 ripartizione, separazione, distinzione, discordia. 2             matrimonio con il divorzio.
 Operazione inversa della moltiplicazione. 3 Nell'esercito,           sm. divorcee.
 unità tattica fondamentale. 4 Ripartizione interna di una       divòrzio, sm. Sentenza del giudice che sancisce lo
 pubblica amministrazione comprendente più sezioni o              scioglimento del matrimonio civile e la cessazione degli
 uffici. 5 In biologia è la divisione cellulare che consente      effetti civili del matrimonio celebrato con rito religioso. I
 la creazione di nuove cellule, uguali tra loro (scissione).      coniugi riacquistano i diritti preesistenti al matrimonio.
     sf. 1 division. 2 (amm.) department.                         Con la sentenza di divorzio il tribunale stabilisce le
     lat. tardo divisio,-onis.                                    norme circa l'affidamento dei figli, la loro tutela, dispone
 Divisione del lavoro                                             inoltre circa l'assegno di mantenimento all'ex coniuge
 In economia è il principio secondo il quale ogni                 che ne ha bisogno. Il divorzio è stato introdotto in Italia
 lavoratore si dedica a un'unica operazione elementare.           nel 1970 e confermato da un referendum popolare nel
 Di origine lontanissima, il concetto è stato ripreso da A.       1974 e successivamente modificato nel 1987.
 Ferguson e da A. Smith, alla fine del XVII sec.; la                  sm. divorce.
 divisione economica ha conosciuto un grandissimo                Divorzio all'italiana Film commedia, italiano (1962).
 sviluppo, passando attraverso tre tappe fondamentali:            Regia di Pietro Germi. Interpreti: Marcello Mastroianni,
 l'agricoltura, il commercio e l'industria e la relativa          Daniela Rocca, Stefania Sandrelli.

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divorzìsmo, agg. Atteggiamento di chi è divorzista. <>            concepito da Voltaire negli anni della permanenza alla
 antidivorzismo.                                                  corte di Federico II di Prussia come opera polemica e
divorzìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Del divorzio e        popolare, rispetto all'Enciclopedia di D. Diderot e J. B.
 del divorzismo.                                                  d'Alembert che l'autore riteneva troppo cauta nel
 sm. e sf. 1 Chi è favorevole all'introduzione del divorzio.      proposito di rinnovamento delle coscienze. Venne
 2 Legale specializzato nelle cause di divorzio. <>               completato a Ferney e pubblicato proprio in un
 antidivorzista.                                                  momento di difficoltà del progetto di D. Diderot.
divozióne, sf. Devozione.                                         Conteneva 614 articoli: di estetica e critica letteraria (tra
divulgaménto, sm. Il divulgare.                                   cui Antichi e moderni, Arte drammatica, Bello, Epopea,
divulgàre, v. v. tr. 1 Rendere nota una cosa. ~                   Gusto, Storia); di filosofia (tra cui Anima, Aristotele,
 diffondere. <> tacere. 2 Esporre in forma chiara e               Ateismo, Bene, Tutto va bene, Cause finali, Uomo,
 comprensibile cognizioni di ambito specialistico. ~              Natura, Filosofia); di critica religiosa (tra cui Abbazia,
 chiarire. 3 Rendere disponibile. <> celare.                      Abramo, Corano, Apostoli, Catechismi, Dio, Dogmi,
 v. intr. pron. Venire largamente noto. ~ diffondersi.            Martiri, Preghiere, Religione); di critica e politica
     v. tr. 1 to divulge, to disclose. 2 (rendere                 sociale (tra cui Certezza, Democrazia, Uguaglianza,
 comprensibile, volgarizzare) to popularize.                      Schiavi, Guerra, Imposte, Leggi, Tortura, Patria).
     lat. divulgare, comp. da dis-+ deriv. da vulgus volgo.       Voltaire riteneva la formula del portatile più adatta a
divulgatìvo, agg. Atto a divulgare.                               una diffusione capillare. Numerosi articoli, di estrema
divulgatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi divulga.              varietà, tanto per gli argomenti che per la forma e il
divulgazióne, sf. Il divulgare, il divulgarsi, l'essere           tono, hanno il fascino delle sue pagine migliori e
 divulgato.                                                       riportano continuamente al tema preferito della lotta
     lat. tardo divulgatio,-onis.                                 alla superstizione, al fanatismo, agli errori giudiziari e
divulsióne, sf. 1 In patologia ortopedica è il meccanismo         all'ingiustizia sociale.
 di frattura ossea detto anche per strappamento. 2               Dizionario storico-critico Opera di filosofia di P. Bayle
 Terminologia della tecnica chirurgica indicante una              (1696-1697).
 dilatazione brusca e forzata di un canale ristretto quale il    dizióne, sf. 1 Il pronunciare parole in modo chiaro e
 retto, l'uretra o il collo dell'utero.                           intelligibile; modo di pronunciare. ~ pronuncia. 2 Modo
Diwaniya Città (61.000 ab.) dell'Iraq, capoluogo del              di dire. ~ espressione. 3 Recita di versi o di prose; modo
 governatorato di Qadissiya.                                      di recitare. ~ declamazione.
Dix, Otto (Gera 1891-Singen 1969) Pittore tedesco. Tra le              sf. pronunciation, diction.
 opere Il venditore di fiammiferi (1920, Stoccarda,                    lat. dictio,-onis, deriv. da dictus, p.p. di dicere dire.
 Staatsgalerie) e Trittico della guerra (1923-1932,              Dizzàsco Comune in provincia di Como (393 ab., CAP
 Stoccarda, Staatsgalerie).                                       22020, TEL. 031).
dixieland, sm. invar. Forma tradizionale di jazz                 DJ Sigla di Disk Jockey.
 originaria di New Orleans.                                      Djerba Isola (93.000 ab.) della Tunisia, nel settore
Diyarbakir Città (376.000 ab.) della Turchia,                     meridionale del golfo di Gabès. Il suo territorio è
 nell'Anatolia orientale. Capoluogo della provincia               prevalentemente pianeggiante e ricco di acque.
 omonima.                                                         L'agricoltura si basa sulla coltivazione di palme, frutta e
dizigòte, o dizigòtico, agg. Relativo a gemelli che si            primizie. Caratteristica dell'isola è la pesca delle spugne.
 sviluppano in uova fecondate da due differenti                   Centro turistico e balneare.
 spermatozoi e che portano pertanto alla costituzione di         Djerid, Chott Lago (7.700 km2) della Tunisia, nella zona
 due embrioni separati.                                           sudoccidentale del paese.
dizionàrio, sm. Testo contenente l'elenco alfabetico di          DL Sigla di Decreto Legge.
 tutti i vocaboli di una lingua e le relative definizioni o la   DM Sigla di Decreto Ministeriale.
 corrispondente traduzione in lingua straniera. Può              DMA Sigla di Direct Memory Access (accesso diretto in
 contenere anche i vocaboli di una determinata disciplina         memoria). In informatica indica una tecnica di
 (per esempio dizionario medico), oppure nomi propri e            trasferimento dati tra la memoria e una periferica senza
 termini storico scientifici (per esempio dizionario              intervento diretto della CPU.
 enciclopedico). ~ glossario, vocabolario.                       Dmytryk, Edward (Grand Forks 1908-) Regista
     sm. dictionary.                                              cinematografico statunitense. Diresse L'ombra del
     deriv. da dizione.                                           passato (1944), Odio implacabile (1947),
Dizionario dei sinonimi Opera di linguistica di N.                L'ammutinamento del Caine (1954), I giovani leoni
 Tommaseo (1830).                                                 (1958) e Mirage (1965).
Dizionario della lingua italiana Dizionario di N.                DNA Sigla dell'acido desossiribonucleico, composto
 Tommaseo (in collaborazione con B. Bellini; terminato            chimico macromolecolare appartenente agli acidi
 da G. Meini) (1858-1879). Opera monumentale di acuta             nucleici; è presente nel nucleo di tutte le cellule, come
 analisi della lingua italiana, che mantiene tuttora un           trasmettitore dell'informazione genetica. Esso costituisce
 notevole valore come opera di consultazione per un uso           i cromosomi del nucleo cellulare. È un polimero formato
 appropriato e consapevole del lessico italiano, oltre che        da due lunghe catene di nucleotidi, a forma di elica,
 per gli studiosi della lingua.                                   intrecciate a formare la cosiddetta doppia elica a spirale.
Dizionario filosofico Opera filosofica di Voltaire                La sua struttura fu scoperta nel 1953 da F. Crick e J.
 (1764). Intitolato dall'autore Dictionnaire Philosophique        Watson che segnarono così una tappa fondamentale
 portatif o La Raison par alphabet (Dizionario filosofico         nella biologia. Ogni nucleotide è formato a sua volta da
 portatile o La Ragione in ordine alfabetico) il lavoro fu        unità alternantisi in carboidrati e gruppi fosforici con

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 una base azotata unita a unità di carboidrato. Nel DNA il        da Guido d'Arezzo. Nei Paesi anglossassoni si indica con
 carboidrato è il desossiribosio; le quattro basi azotate         la lettera C.
 sono la adenina (A), la guanina (G), la timina (T) e la               sm. C, do.
 citosina (C). Adenina e guanina sono basi puriniche,             Chiave di do
 mentre timina e citosina sono pirimidiniche. Le quattro          È il segno che indica, sul pentagramma, la posizione del
 basi in una catena di acido nucleico si uniscono alle            do3.
 quattro basi dell'altra al fine di permettere                   Dobb, Maurice (Londra 1900-Cambridge 1976)
 l'appaiamento dell'adenina con la guanina e della timina         Economista inglese. Tra le sue opere, Problemi di storia
 con la citosina. Le basi in sequenza sono le componenti          del capitalismo (1946) ed Economia del benessere ed
 del codice genetico. Le due catene sono unite da legami          economia socialista (1969).
 d'idrogeno formatisi tra le coppie di basi azotate. Il DNA      Dobbiàco Comune della provincia di Bolzano (3.000 ab.,
 ha proprietà di autoduplicazione: esso rende possibile il        CAP 39034, TEL. 0474) situato in val Pusteria. Centro di
 raddoppio dei cromosomi prima della divisione cellulare          villeggiatura e sport invernali. Monumenti di rilievo
 e la trasmissione dei caratteri ereditari. Durante la            sono il castello del XVI sec. e la cattedrale barocca. La
 riproduzione cellulare per divisione, la doppia elica si         denominazione tedesca è Toblach.
 apre in due metà, su ciascuna delle quali si associano i        Doberdò dél Làgo Comune in provincia di Gorizia
 corrispondenti nucleotidi presenti nella cellula. Dato che       (1.422 ab., CAP 34070, TEL. 0481).
 ogni base di ogni elica può unirsi solo con la                  dobermann, sm. Originario della Germania, è un fedele
 corrispondente base dell'altra, le due nuove doppie              cane da guardia. Selezionato da un incrocio tra diverse
 eliche formatesi a seguito della divisione sono identiche        razze, deve il nome al suo primo allevatore. Impiegato
 all'originaria. Il DNA controlla poi la produzione di RNA        dapprima come cane da guardia e in seguito come cane
 e quindi la sintesi delle proteine necessarie alla vita delle    poliziotto e da guerra. Presenta un mantello di colore
 cellule e dell'organismo intero.                                 nero o marrone.
 DNA ricombinante                                                Döblin, Alfred (Stettino 1878-Freiburg im Breisgau
 Tecnica d'ingegneria genetica che consente di trasferire         1957) Romanziere. Tra le opere Berlin Alexanderplatz
 frammenti di DNA da una cellula all'altra                        (1929) e Senza quartiere (1935).
 indipendentemente dal grado di parentela tra le due             doblóne, sm. Moneta d'oro spagnola.
 cellule. Ciò avviene usando particolari enzimi, detti di        Dobric Città (116.000 ab.) della Bulgaria, capoluogo del
 restrizione.                                                     distretto omonimo.
DNC Sigla di Direct Numerical Control (Controllo                 Dobroljubov, Nikolaj Aleksandrovic (Niznij
 numerico diretto).                                               Novgorod 1836-San Pietroburgo 1861) Critico letterario
Dnepr Fiume dell'Europa orientale (terzo per lunghezza            russo. Tra le opere Che cos'è l'oblomovismo? (1859).
 dopo Volga e Danubio), lungo 2.201 km. Nasce in                 DOC Sigla di Denominazione di Origine Controllata.
 Russia, dal Rialto del Valdai, attraversa la Bielorussia e      dóccia, sf. (pl.-ce) 1 Canale in materiale vario che sporge
 l'Ucraina e sfocia nel mar Nero, presso Herson, nel golfo        dal muro di un edificio per scaricare all'esterno l'acqua
 di Odessa. Navigabile per 1.900 km, è importante per il          piovana. ~ grondaia. 2 Canale. 3 Apparecchiatura
 trasporto di merci. Affluenti principali sono i fiumi            idraulica che serve a spruzzare l'acqua in modo uniforme
 Desna, Pripjat e Beresina. Vi sorgono le centrali                sul corpo; locale in cui si trova tale impianto. • subire
 idroelettriche di Kremencug e Kahovka. Porti principali          una doccia fredda, far sbollire ogni entusiasmo. 4 Bagno
 sono i centri di Dnipropetrovsk, Smolensk, Kiev, Orsa e          fatto usando la doccia. 5 Apparecchio ortopedico usato
 Zaporozje.                                                       per l'immobilizzazione degli arti.
Dnestr Fiume (1.352 km) dell'Ucraina. Nasce dai Carpazi                sf. shower.
 e sfocia nel mar Nero presso Odessa. Il suo corso segna il            deriv. dal lat. ductio,-onis conduttura, deriv. da
 confine tra Ucraina e Moldavia. Navigabile nel corso             ductus, p.p di ducere condurre.
 medio inferiore, riceve numerosi affluenti e le acque di        docciàre, v. v. tr. 1 Lasciar cadere un liquido come una
 un bacino idrografico. Nella stagione invernale, un lungo        doccia. 2 Sottoporre a una doccia.
 tratto del fiume rimane ghiacciato. Sfruttato per la             v. intr. Scendere o colare riferito a liquidi.
 produzione di energia elettrica, viene utilizzato per il        docciatùra, sf. Doccia a scopo curativo.
 trasporto di cereali, ortaggi, bestiame e legname. Bagna        doccionàta, sf. Insieme di vari doccioni collegati fra
 le città di Mogilev-Podolski, Soroki e Tiraspol. Durante         loro.
 la seconda guerra mondiale fu teatro di numerose e              doccióne, sm. Parte terminale della grondaia che serve a
 decisive battaglie tra tedeschi, romeni e russi.                 scaricare l'acqua lontano dai muri e consistente in
Dniprodzerinsk Città (284.000 ab.) dell'Ucraina, nella            un'opera di scultura con figure di animali o grottesche.
 provincia di Dnipropetrovsk.                                    Doce, Rio Fiume (1.000 km) del Brasile. Nasce dalla
Dnipropetrovsk Città (1.189.000 ab.) dell'Ucraina,                Serra do Espinhaço e sfocia nell'oceano Atlantico.
 capoluogo della provincia omonima.                              docènte, agg. e sm. agg. Di chi insegna. ~ insegnante.
DNS Sigla di Domaine Name System, sistema che in                  <> discente.
 Internet gestisce i nomi di dominio e li trasforma in            sm. Chi insegna. ~ insegnante. <> allievo.
 indirizzi numerici.                                                   agg. teaching. sm. e sf. 1 (universitario) lecturer. 2
do, sm. invar. In Italia e in altri Paesi latini è il nome        (insegnante) teacher.
 della prima nota dell'unica tonalità priva di alterazioni in    docènza, sf. Titolo e professione di docente.
 chiave (nel sistema tonale). Questa denominazione nasce               sf. university teaching, university lecturing.
 dal cognome del musicologo G. B. Doni che la introdusse         DOCG Sigla di Denominazione di Origine Controllata e
 nel XVII sec. Ha sostituito il nome originario, ut, creato       Garantita.

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dòcile, agg. 1 Disposto a ubbidire, a farsi guidare. ~          che servono a documentare qualcosa. ~ archivio,
 arrendevole. <> indocile. 2 Di cose, che si adattano           materiale. 3 Prova che si fonda sui documenti.
 facilmente a un determinato uso. ~ malleabile. <> duro,       documénto, sm. 1 Atto che costituisca una prova. ~
 difficile. 3 Che apprende con grande facilità. ~               attestato, certificato. • il contratto è il documento che ti
 versatilità.                                                   obbliga a rispettare l'accordo. 2 Testimonianza storica.
     agg. meek, docile.                                         3 Qualsiasi cosa che costituisca materiale di
     lat. docilis, deriv. da docere insegnare.                  informazione. 4 Attestazione rilasciata da una pubblica
docilità, sf. L'essere docile.                                  amministrazione. ~ certificato. • documento di identità.
docimologìa, sf. Studio scientifico dei criteri di                   sm. paper, document.
 valutazione del profitto scolastico e dei metodi d'esame.           lat. documentum insegnamento, derivato da docere
docimològico, agg. (pl. m.-ci) Di docimologia.                  insegnare.
docking, sm. invar. Insieme della manovre di aggancio          dodeca- Primo elemento di parole composte il cui
 e di attracco fra due veicoli spaziali.                        significato è dodici.
dòcmio, sm. Piede o metro risultante da una breve, due         dodecaèdro, sm. Poliedro con dodici facce.
 lunghe, una breve e una lunga con un rapporto da 3 a 5 o      dodecafonìa, sf. Metodo compositivo creato da A.
 da 5 a 3. In ogni caso la genesi e la forma sono ancora        Schönberg tra il 1919 e il 1924. Usa i dodici suoni della
 oggi molto discusse.                                           scala cromatica, non sulle basi delle relazioni tonali, ma
Doctor Jekyll and Mister Hyde Film dell'orrore,                 su quelle della serie; tali relazioni ne determinano il
 americano (1921). Regia di John S. Robertson.                  modo d'impiego nelle linee melodiche e negli accordi
 Interpreti: John Barrymore, Nita Naldi, Martha                 (musica seriale). Ha caratterizzato buona parte della
 Mansfield. Titolo originale: Dor. Jekill and Mr. Hyde          musica del Novecento. Maggiori esponenti furono A.
doctor test, loc. sost. m. invar. Dosaggio dello zolfo          Webern, Boulez, Stockhausen, L. Nono.
 contenuto nelle benzine o nel gas liquido ottenuto per        dodecafònico, agg. (pl. m.-ci) Di dodecafonia.
 precipitazione di piombito di sodio.                          dodecàgono, sm. Figura piana composta da dodici lati e
Doctorow, Edgar (New York 1931-) Romanziere. Tra le             dodici angoli.
 opere Ragtime (1975) e Il lago delle strolaghe (1979).        Dodecanèso Insieme delle dodici isole del mar Egeo,
documentàbile, agg. Che si può documentare. ~                   nell'arcipelago delle Sporadi meridionali,       nomo della
 comprovabile, certificabile. <> indocumentabile.               Grecia (145.000 ab.) con capoluogo Rodi. È composto da
documentàle, agg. Di documento.                                 dodici isole maggiori, tra cui Rodi, Coo, Calchi, Lero e
documentàre, v. v. tr. 1 Dimostrare con documenti;              numerose isolette e scogli. Il territorio è aspro e
 corredare di documenti. ~ comprovare. • doveva                 montuoso con coste frastagliate e scarsa vegetazione. Le
 documentare ciò che era accaduto. 2 Rifornire del              risorse economiche sono principalmente agricole (olio,
 materiale che serve a una ricerca.                             vino, frutta, ortaggi), allevamento, ovini, pesca delle
 v. rifl. Procurarsi informazioni dettagliate su qualcosa o     spugne e turismo. Fu colonizzato dai veneziani e dai
 qualcuno. • doveva documentarsi sull'argomento prima           genovesi nel XII sec.; passato nel 1522 dall'ordine di
 di potersi esprimere.                                          Malta ai turchi. Nel 1912, durante la guerra italo-turca,
     v. tr. to document. v. rifl. to gather information.        fu occupato e colonizzato dagli italiani. Alla fine della
     deriv. da documento.                                       seconda guerra mondiale, con il trattato di pace di Parigi
documentàrio, agg. e sm. agg. 1 Relativo a documenti;           (1947), fu definitivamente restituito alla Grecia.
 proprio di documenti. 2 Di documentazione, che serve a        dodecàno, sm. Idrocarburo saturo di formula C12H26;
 documentare.                                                   fonde a-12 °C e bolle a 214 °C.
 sm. Pellicola cinematografica che costituisce un              dodecasìllabo, agg. e sm. Di verso composto da dodici
 documento con scopo divulgativo, informativo o                 sillabe.
 didattico relativo a particolari aspetti della realtà.        dodecìle, sm. Gruppo monovalente di formula C12H25
     sm. documentary.                                           derivato dal dodecano.
 • Nacque con il cinema, ossia con le riprese effettuate dal   Doderer, Heimito von (Vienna 1896-1966)
 vivo e divenne arte creativa con Vertov, Flaherty e Ivens.     Romanziere. Tra le opere L'occasione di uccidere (1938),
 Nella storia del cinema è stato considerato la forma più       La scalinata (1951) e I demoni (1956).
 avanzata d'intervento culturale e politico, con il quale si   Dodes' Ka-den Film drammatico, giapponese (1970).
 sono cimentati alcuni fra i cineasti più famosi, tra cui       Regia di Akira Kurosawa. Interpreti: Yoshitaka Zuschi,
 Marquer, Herzog, Delvaux, Schmid, Schroeter.                   Kin Sugal, Kyoko Tange. Titolo originale: Dodes' Ka-den
documentarìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Regista o autore di       dodicènne, agg., sm. e sf. Di dodici anni.
 documentari.                                                  Dodicesima notte, La Dramma di W. Shakespeare
documentarìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un                (1599-1600).
 documentario.                                                 dodicèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che occupa il
documentàrsi, v. intr. pron. 1 Cercare la                       numero dodici in una sequenza.
 documentazione. 2 Procurarsi le prove.                         sm. Ciascuna delle dodici parti uguali in cui è suddivisa
documentàto, agg. 1 Che si vale di documenti                    un'unità.
 attendibili. 2 Basato su fonti sicure. 3 Che è frutto di            agg. e sm. twelfth.
 un'attenta indagine. ~ attendibile. 4 Di persona molto        dódici, agg. e sm. agg. num. card. invar. Che è
 informata su qualcosa.                                         composto di dieci unità più due.
documentazióne, sf. 1 Il documentare, il documentarsi,          sm. invar. 1 Le cifre o le lettere che indicano il numero
 l'essere documentato. 2 Raccolta di dati, documenti ecc.       dodici. 2 Le dodici: mezzogiorno o mezzanotte.
                                                                     agg. e sm. twelve.

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Dódici Nome di alcune vette delle Alpi. Le più elevate           una dottrina che viene più affermata, mostrata che
 sono nelle Dolomiti (3.094 m) e in Valsugana (2.341 m).         sentita e provata.
Dodoma Città (204.000 ab.) della Tanzania, capitale              sm. Persona dogmatica.
 dello stato e capoluogo della regione omonima.                       lat. dogmaticus, dal greco dogmatikòs.
dodrànte, sm. Presso i romani rappresentava il tutto di         dogmatìsmo, sm. 1 Qualsiasi posizione filosofica che
 una cosa qualsiasi meno un quarto; per esempio era una          giunge a formulare verità assolutamente certe. 2
 moneta che corrispondeva a 3/4 di asse; un verso                Tendenza a considerare assolutamente vere le proprie
 composto di tre quarto di un dimetro coriambico;                opinioni, non accettando di metterle in discussione.
 un'eredità di tre quarti.                                      dogmatizzàre, v. intr. Parlare o scrivere in tono
dóga, sf. Ciascuna delle assicelle di legno che formano il       cattedratico. ~ sentenziare.
 corpo di botti, barili ecc.                                    Dógna Comune in provincia di Udine (299 ab., CAP
dogàle, agg. Del doge.                                           33010, TEL. 0428).
Dògali Villaggio in Eritrea vicino a Massaua. Fu teatro di       Canale delle Alpi Carniche, tra la Sella di Sompdogna e il
 una sanguinosa sconfitta (500 morti) da parte delle             centro omonimo.
 truppe italiano guidate da T. De Cristoforis nella prima       Dogo Isola (25.000 ab.) del Giappone. La più vasta del
 guerra italo-etiopica (26 gennaio 1887).                        gruppo delle Oki.
dogalìna, sf. Vestito veneziano a maniche larghe portato        Doha Città (217.000 ab.) del Qatar, sul golfo Persico.
 in Italia dal XIV al XVI sec. Era lungo fino alle ginocchia     Capitale dello stato.
 per gli uomini e fino alle caviglie per le donne.              Dohnányi, Ernö (Bratislava 1877-New York 1960)
dogàna, sf. 1 Dazio d'entrata e di uscita delle merci in         Compositore ungherese. È autore, tra l'altro, di cinque
 uno stato. ~ gabella. 2 L'ufficio che riscuote il dazio         opere e balletti.
 relativo passaggio di beni e capitali da uno stato a un        Doidalsas (Metà del III sec. a. C.) Scultore greco. Tra le
 altro e il luogo dove si trova.                                 opere Afrodite al bagno (ca. 250, Roma, Museo
     sf. 1 (dazio) duty. 2 (locale) customs.                     Nazionale Romano, copia romana).
doganàle, agg. Relativo alla dogana.                            doìna, sf. Nella letteratura popolare romena, è la poesia
     agg. customs.                                               lirica che esprime amore, rimpianto o dolore.
doganière, sm. Agente dello stato addetto alle                  Doisy, Edward (Hume 1893-Saint Louis 1986)
 operazioni inerenti la dogana.                                  Biochimico statunitense. Insieme a H. Dam nel 1943 fu
     sm. customs officer.                                        insignito del premio Nobel. Riuscì a isolare la vitamina
dogàre, v. tr. 1 Mettere le doghe. 2 Fregiare con una            K.
 striscia.                                                      Doktor Faust Opera di F. Busoni, libretto proprio,
dogàto, o dogàdo, sm. 1 Ufficio e dignità del doge. 2            incompiuta e terminata da Ph. Jarnach (Dresda, 1925).
 Durata della carica di un doge. 3 Il Palazzo Ducale a          Doktor Faustus Romanzo di T. Mann (1947). È
 Venezia. 4 Il territorio della Repubblica Veneta.               considerato uno dei tre romanzi più importanti di Mann,
dòge, sm. Supremo magistrato della repubblica di                 insieme ai Buddenbrook e alla Montagna incantata.
 Venezia dall'VIII al XVIII sec. Il primo doge fu Paoluccio      Ispirandosi liberamente al personaggio della tragedia
 Anafesto (697-717), l'ultimo Ludovico Manin che abdicò          omonima di Christopher Marlowe (1592) e al Faust di J.
 nel 1797. A partire dal 1339 anche nella repubblica di          W. Goethe (1830), Mann narra la storia del compositore
 Genova, venne usato tale termine per indicare il                Adrian Leverkün, che, per ottenere il dono della
 supremo magistrato.                                             creatività, ha venduto l'anima al diavolo. Adrian
dòglia, sf. 1 Dolore. ~ sofferenza. 2 Al plurale, dolori che     raggiunge il successo voluto, ma impazzisce subito dopo
 precedono il parto.                                             (nella figura dell'artista è adombrato Arnold Schönberg e
Dogliàni Comune in provincia di Cuneo (4.666 ab., CAP            la sua rivoluzione dodecafonica). Da questa materia
 12063, TEL. 0173).                                              l'autore ricava una grandiosa allegoria dell'esistenza
dogliànza, sf. 1 Rimostranza. ~ lamento. 2 Motivo di             umana e della storia tedesca contemporanea da poco
 impugnazione del provvedimento di un giudice.                   emersa dal baratro della guerra e del nazismo. Il patto
dòglio, sm. Vaso di terracotta in cui gli antichi                col demonio e le sue conseguenze rappresentano un
 conservavano gli alimenti.                                      simbolico parallelo del patto della Germania con Hitler
Dogliòla Comune in provincia di Chieti (451 ab., CAP             che favorì il risveglio della nazione ma la condusse poi al
 66050, TEL. 0873).                                              disastro.
dògma, sm. (pl.-i) 1 Verità rivelata da Dio. 2 Principio        Dolabèlla, Pùblio Cornèlio (79?-Laodicea 43 a. C.)
 indiscutibile. ~ assioma.                                       Politico romano. In origine cesariano, partecipò alla
 • Secondo la religione cattolica, verità di fede rivelata da    congiura del 44. Infine passò con Antonio e divenne
 Dio e proposta dalla chiesa al credo di tutti come oggetto      governatore di Siria. Cassio lo sconfisse a Laudicea ed
 di fede. Nella religione protestante si considera               egli si fece uccidere.
 fondamentale solo la rivelazione contenuta nelle               dolby, sm. invar. Sistema per la riduzione del rumore di
 scritture.                                                      fondo presente sui nastri magnetici.
dogmàtica, sf. La parte della teologia relativa allo studio     Dolby Stereo Marchio registrato di un procedimento
 dei dogmi.                                                      cinematografico che permette di ottenere la stereofonia
dogmàtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo ai             partendo da una pista sonora ottica.
 dogmi; che concerne i dogmi. ~ assiomatico, assoluto.          dólce, agg. e sm. agg. 1 Che ha sapore gradevole, come
 <> discutibile, dubbio. 2 Che non ammette                       lo zucchero. ~ amabile. <> amaro. • acqua dolce, l'acqua
 contraddizioni, categorico. ~ indiscutibile. • verità           dei fiumi contrapposta all'acqua salata del mare. 2 Più
 dogmatica. 3 Intransigente. ~ inflessibile. 4 Relativo a        ricco di zuccheri di altri cibi o bevande simili. ~

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 zuccherato. 3 Povero di sali; di acqua, non dura. <>             dolciàrio, agg. e sm. agg. Relativo alla lavorazione e
 salato. 4 Gradevole all'udito, all'odorato o alla vista. ~        alla produzione dei dolci.
 soave. • serbava dei dolci ricordi di infanzia. 5 Che si          sm. Chi lavora nell'industria dolciaria.
 può lavorare facilmente. ~ malleabile. <> duro. 6 Di             dolciàstro, agg. 1 Di sapore dolce, ma non gradevole. ~
 salita, moderata. <> ripido. 7 Confortante, allettante. ~         stucchevole. 2 Mellifluo. ~ ambiguo.
 invitante. 8 Di clima, mite. ~ temperato. <> inclemente,              agg. sweetish.
 pesante. 9 Gentile, affettuoso. ~ cortese. <> burbero,           dolcificànte, agg. e sm. agg. Che dà sapore dolce.
 aspro.                                                            sm. Sostanza dolcificante.
 sm. 1 Di sapore dolce. ~ mielato. <> amaro. 2 Qualsiasi               sm. sweetener.
 alimento dolce, di solito a base di farina, zucchero e           dolcificàre, v. tr. 1 Rendere dolce. ~ zuccherare. 2
 uova. • il dolce tipico di Milano è il panettone.                 Diminuire la durezza di un'acqua, eliminandone i sali
      agg. 1 sweet. 2 (persona mite, lieve) gentle, mild. 3        che la rendono tale. ~ addolcire.
 (colore) soft. sm. 1 sweetness. 2 (alimento, portata)            dolcificatóre, sm. Apparecchio per dolcificare un'acqua
 dessert, sweet. 3 (torta) cake.                                   dura.
      lat. dulcis.                                                dolcificazióne, sm. Il dolcificare e l'effetto.
Dolcè Comune in provincia di Verona (2.151 ab., CAP               dolcìgno, agg. Di sapore che tende al dolce. ~ dolciastro.
 37020, TEL. 045).                                                Dolcìno, fra (Prato di Valsesia 1260-Vercelli 1307)
Dolce ala della giovinezza, La Dramma di T. Williams               Eretico, discepolo di G. Segarelli, a capo della setta degli
 (1959).                                                           apostolici, operò principalmente nell'Italia
dolce stil nòvo => "stil novo"                                     settentrionale, predicando la comunità dei beni e la fine
Dolce vita, La Film commedia, italiano (1960). Regia di            dell'autorità papale. Respinse gli attacchi armati dei
 Federico Fellini. Interpreti: Marcello Mastroianni, Anita         vescovi di Novara e Vercelli, ma fu catturato, vinto e arso
 Ekberg, Anouk Aimée.                                              vivo.
Dolceàcqua Comune in provincia di Imperia (1.693 ab.,             dolciùme, sm. 1 Quantità di cose dolci. 2 Sapore dolce e
 CAP 18035, TEL. 0184).                                            stucchevole. 3 Al plurale, assortimento di dolci.
dolceamàro, agg. (pl. m.-i) Che dolce e amaro insieme.                 sm. pl. sweetmeats.
Dolcebuòno, Giovànni Giàcomo (Milano ca. 1440-                    dólco, agg. (pl. m.-chi) 1 Dolce, clemente riferito al
 1506) Architetto. Tra le opere la chiesa dell'Incoronata a        clima. ~ mite. 2 Morbido. ~ malleabile.
 Lodi (1488-1513).                                                Dolégna dél Còllio Comune in provincia di Gorizia (520
Dolcédo Comune in provincia di Imperia (1.117 ab., CAP             ab., CAP 34070, TEL. 0481).
 18024, TEL. 0183).                                               dolènte, agg. 1 Che duole. ~ dolorante. • aveva diverse
dolceménte, avv. Con dolcezza.                                     parti dolenti del corpo, in seguito alla caduta. 2 Che
dolcétta, sf. Nome comune della Valeriana olitoria;                prova dolore. ~ addolorato. <> contento, lieto. • non
 pianta erbacea alta fino a 20 cm., ha fiorellini azzurri          sembrava dolente per quanto accaduto. 3 Che mostra
 riuniti in un'infiorescenza compatta e foglie oblunghe            dolore. ~ afflitto. <> compiaciuto. • aveva occhi dolenti
 disposte in rosetta alla base.                                    nel fissarmi.
dolcétto, sm. Vino rosso ottenuto da un vitigno                        agg. 1 sore, aching. 2 (addolorato) sorry.
 piemontese coltivato nelle Langhe.                               dolére, v. v. intr. 1 Provocare una sensazione dolorosa. 2
dolcevìta, o dólce vìta, agg. e sm. invar. Di                      Rincrescere. ~ dispiacere.
 indumento di maglia a collo alto.                                 v. intr. pron. 1 Provare rincrescimento, pentirsi. ~
      sf. polo-necked pullover.                                    rammaricarsi. <> felicitarsi. • si doleva di non averlo
dolcézza, sf. 1 Sapore di ciò che è dolce. 2 Qualità del           ascoltato. 2 Lamentarsi. ~ lagnarsi. <> compiacersi. •
 dolce. • la dolcezza di un ricordo. 3 Mitezza, amabilità.         non puoi continuare a dolerti per le tue disgrazie. 3
 ~ bontà. 4 Sentimento di commozione e felicità. ~                 Soffrire dolori fisici.
 tenerezza. 5 Al plurale, ciò che è piacevole, dolce. ~                v. intr. to ache. v. intr. pron. to regret.
 amenità. <> amarezza. 6 Attenzione, delicatezza. ~                    lat. dolere.
 cortesia, premura. <> freddezza, formalità. • la prese           dolerìte, sf. Varietà di basalto a struttura ofitica o
 con dolcezza fra le sue braccia.                                  intersertale con minerali visibili a occhio nudo.
      1 sweetness, softness. 2 (gentilezza) kindness,             Dolianòva Comune in provincia di Cagliari (7.877 ab.,
 gentleness. 3 mildness.                                           CAP 09041, TEL. 070).
      lat. volg. dulcetia.                                        dolico- Primo elemento di parole composte derivanti dal
Dólci, Danìlo (Sesana 1924-Partinico 1997) Scrittore               greco dolichós, ossia lungo.
 sociologo ha dedicato la sua opera, in versi e in prosa,         dòlico, sm. Papilionacea erbacea coltivata per i semi
 alla rinascita delle zone depresse della Sicilia, in seguito      commestibili. ~ fagiolo dall'occhio.
 alla sua esperienza di assistente sociale svolta                 Dolicocefala bionda Romanzo di Pitigrilli (1936).
 principalmente nel Meridione. Insignito del premio               dolicocefalìa, sf. Conformazione del cranio
 Lenin per la pace nel 1959. Opere principali, Banditi a           caratterizzata da una forme stretta e allungata.
 Partinico (1955), Inchiesta a Palermo (1956), Non esiste         dolicocèfalo, agg. e sm. Che, chi presenta dolicocefalia.
 il silenzio (1974). Tra le opere in versi, Voci dalla città di   dolicomòrfo, agg. Di cranio o di qualsiasi parte del
 Dio (1951), Il limone lunare (1970), Creatura di creature         corpo che abbia forma allungata.
 (1979), Palpitare di nessi (1986).                               Dolicopòdidi, sm. pl Famiglia di Insetti Ditteri
dolciamàro, o dolceamàro, agg. Che è nello stesso                  Brachiceri cui appartengono alcune mosche carnivore.
 tempo dolce e amaro.


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Dolin, Anton (Slinfold 1904-Neuilly-sur-Seine 1983)            Dolomieu, Dieudonné (Dolomieu, Isère 1750-
 Ballerino e coreografo inglese. Lavorò a lungo nel Ballets     Châteauneuf, Saona e Loira 1801) Geologo e
 Russes di Diaghilev, quindi diresse compagnie proprie.         mineralogista francese. Compì importanti studi sulle
dolìna, sf. Depressione di forma arrotondata dovuta a           rocce carbonatiche di calcio e magnesio, sui basalti e
 corrosione carsica o a sprofondamento di cavità                sulle rocce calcaree alle quali è stato dato il nome
 sotterranee frequente nei terreni calcarei.                    dolomia. Scrisse delle memorie sui terremoti (1791) e sui
Doliòlidi Ordine di Cordati Taliacei aventi una                 suoi viaggi, come Viaggio nelle isole Lipari (1783),
 caratteristica forma a barilotto e muscoli circolari.          Memorie sulle Isole Ponziane e i prodotti vulcanici
Dolj Distretto (762.000 ab.) della Romania, capoluogo           dell'Etna (1788) e ultimo l'opera postuma Ultimo
 Craiova.                                                       viaggio sulle Alpi (1802).
dòllaro, sm. Moneta degli Stati Uniti e di altri Paesi         dolomìte, sf. Carbonato doppio di calcio e magnesio di
 come Australia e Canada, è suddivisa in 100 centesimi.         formula CaMg(CO3)2. Si presenta in cristalli romboedrici
 Ha assunto il ruolo di moneta mondiale ed è considerata        incolori se puri o gialli e bruni se impuri.
 la moneta chiave nel sistema internazionale dei               Dolomìti Gruppo montuoso del Veneto e del Trentino
 pagamenti.                                                     Alto Adige, compreso tra la Val Pusteria, la valle
     sm. dollar.                                                dell'Adige, dell'Isarco e del Brenta. Formate da rocce
Dollaro d'onore, Un Film western, americano (1959).             principalmente sedimentarie (dolomite e calcite) su
 Regia di Howard Hawks. Interpreti: John Wayne, Dean            scogliere di origine corallina, hanno forma di guglie e
 Martin, Ricky Nelson. Titolo originale: Rio Bravo              torrioni, rocce e spuntoni che si alzano da falde
Dollfus, Audouin (Parigi 1924-) Astronomo e                     detritiche ricoperte da boschi e pascoli. Si dividono in
 specialista in studi planetari; nel 1966 scoprì Giano, il      due gruppi principali, Dolomiti occidentali e orientali
 decimo satellite di Saturno e nel 1970, insieme a              con i gruppi dei massicci del Sassolungo (3.179 m), del
 Camichel, dubitò dell'uguaglianza tra il periodo di            Sella (3.151 m), della Marmolada (3.342 m), dell'Antelao
 rotazione e rivoluzione di Mercurio, come si era fino ad       (3.264 m), della Croda Rossa (3.146 m), delle Tofane
 allora sostenuto; successivi studi americani (1974-1975)       (3.243 m); numerosi sono i laghi (Misurina, Carezza,
 confermarono i suoi risultati, anche grazie all'utilizzo di    Alleghe, Dobbiaco, Levico, Braise), rari i ghiacciai. Il
 sonde spaziali che poterono fotografare da vicino il           turismo è molto sviluppato, sia quello invernale che
 pianeta; il periodo di rotazione di Mercurio è due terzi       quello estivo e costituisce la principale risorsa
 del periodo di rivoluzione e questo per effetto                economica.
 dell'attrazione gravitazionale del Sole. Ha contribuito       dolomìtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di dolomite. 2 Delle
 alla mappatura di Marte. È astronomo onorario                  Dolomiti.
 dell'osservatorio di Paris-Meudon, successore di Bernard      dolomitizzazióne, sf. Processo di trasformazione di una
 Lyot come principale ricercatore per il sistema solare.        roccia calcarea in dolomia.
Dollfuss, Engelbert (Texing 1892-Vienna 1934) Politico         dolorànte, agg. 1 Che sente dolore fisico. ~ dolente. 2
 austriaco. Appartenente al Partito cristiano-sociale, fu       Angoscioso, doloroso. ~ penoso.
 cancelliere dal 1932 e protagonista di un regime              doloràre, v. v. tr. Addolorare. ~ rattristare.
 autoritario che represse il movimento socialista e sciolse     v. intr. 1 Soffrire di dolore. 2 Manifestare dolore.
 le organizzazioni naziste. Morì assassinato.                  dolóre, sm. 1 Sofferenza provocata da un male fisico. ~
Döllinger, Ignaz von (Bamberg 1799-Monaco 1890)                 patimento. <> benessere. 2 Sofferenza spirituale,
 Ecclesiastico tedesco. Ispirò lo scisma dei vecchi             morale. ~ afflizione. <> beatitudine, appagamento. 3
 cattolici, in quanto contrario al dogma dell'infallibilità     Cordoglio, rammarico. ~ rincrescimento.
 papale.                                                             sm. 1 ache, pain. 2 (morale) grief, sorrow.
dòlman, sm. Giubba militare attillata ornata di alamari.             lat. dolor,-oris, deriv. da dolere.
 Di origine turca, ma introdotto in Europa dagli               Dolore, Il Romanzo di M. Duras (1985).
 ungheresi, nel XVI sec. era una sopravveste lunga fino al     Dolori del giovane Werther, I Romanzo epistolare di
 ginocchio usata dagli arcieri turchi.                          J. W. Goethe (1774). La pubblicazione dell'opera, nella
dolmen, sm. Monumento funerario megalitico                      quale Goethe trasfigurò un'esperienza autobiografica,
 preistorico, formato da blocchi di pietra infissi              ebbe vasta risonanza internazionale ed ebbe notevole
 verticalmente nel terreno, che sostengono un lastrone di       influenza nello sviluppo del movimento romantico. Il
 pietra orizzontale di copertura. Eretti dai tempi neolitici    romanzo racconta, attraverso la corrispondenza, la
 fino all'età del bronzo. Sono molto diffusi in Europa: in      passione infelice di Albert Werther per la giovane Lotte,
 Bretagna a Carnac e Blanc-Val, in Inghilterra a                già promessa a un altro giovane. Il protagonista si
 Westkennett, in Italia a Bisceglie e in Sardegna.              allontana dalla città, ma non riesce ad adattarsi
dòlo, sm. Volontà di compiere un atto illecito. ~ inganno,      all'ambiente e alle sue convenzioni. Tornato presso
 malafede. <> buona fede.                                       Lotte, leggendo con lei una traduzione da Ossian, capisce
     sm. malice.                                                che Lotte ama ormai Albert. Disperato, si uccide. Il libro
     lat. dolus.                                                esprime l'impossibilità per l'artista, in quanto essere
Dòlo Comune in provincia di Venezia (13.723 ab., CAP            eccezionale, di inserirsi nella società borghese e nelle sue
 30031, TEL. 041). Centro sul Naviglio del Brenta. Vi si        convenzioni. In Italia, il tema verrà ripreso da U. Foscolo
 trovano ville risalenti al XVII e XVIII sec. Gli abitanti      nel suo romanzo Le ultime lettere di Iacopo Ortis (1798).
 sono detti Dolesi.                                            dolorìfico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al dolore, in
dolòmia, sf. Roccia costituita prevalentemente da               particolare quello fisico.
 dolomite.                                                     dolorosaménte, avv. Con dolore, con grande pena. ~
                                                                penosamente.

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doloróso, agg. 1 Che provoca dolore. ~ affliggente. 2              passato. • un domani potrei anche decidere di lavorare
 Che è pieno di dolore. 3 Che esprime dolore. ~ penoso.            all'estero.
 <> allegro.                                                       sm. 1 Il giorno successivo a quello in cui si parla. ~
     agg. 1 painful. 2 (penoso) sad, sorrowful.                    indomani. <> ieri. 2 Il futuro. ~ avvenire. <> passato.
dolosaménte, avv. In modo doloso.                                      avv. e sm. 1 tomorrow. 2 (fig., futuro) future. 3
dolosità, sf. L'essere doloso.                                     (giorno seguente) next day.
dolóso, agg. Di dolo, fatto con dolo. ~ fraudolento,                   lat. de mane di mattina.
 criminoso.                                                        • Oggi a me, domani a te. Variazione della frase biblica
     agg. malicious, fraudulent.                                   Mihi heri et tibi hodie.
Dolto, Françoise (1908-1988) Neuropsichiatra                      Domànico Comune in provincia di Cosenza (1.006 ab.,
 francese. Si occupò prevalentemente di psicoanalisi               CAP 87030, TEL. 0984).
 infantile.                                                       domàre, v. tr. 1 Rendere mansueto. ~ ammansire. ~
dolus malus abesto, loc. avv. Formula latina che                   rinselvatichire. 2 Sottomettere, padroneggiare. ~
 significa "sia lungi ogni frode" usata presso i Romani nei        soggiogare. • i pompieri riuscirono a domare l'incendio
 contratti e negli atti di vendita sotto l'abbreviazione           in brevissimo tempo. 3 Rendere docile e ubbidiente,
 D.M.A.                                                            rabbonire. ~ addomesticare. • il maestro non riusciva a
Dolzàgo Comune in provincia di Lecco (1.898 ab., CAP               domare la scolaresca. 4 Rendere più flessibile,
 22042, TEL. 0341).                                                malleabile.
DOM Sigla di Deo Optimo Maximo (a Dio, ottimo e                        v. tr. to tame.
 grandissimo).                                                         lat. domare.
dòma, sm. 1 Forma di cristallo costituita da due facce            Domàso Comune in provincia di Como (1.454 ab., CAP
 simmetriche rispetto a un piano. 2 Atto di domare un              22013, TEL. 0344).
 cavallo.                                                         domatóre, sm. (f.-trìce) Chi doma animali feroci o
domàbile, agg. Che si può domare.                                  selvatici, relativo in particolare a chi presenta bestie
Domagk, Gerhard (Lagow 1895-Burgberg 1964)                         feroci in un circo.
 Biochimico tedesco. Si occupò dell'effetto antibatterico         domattìna, avv. Domani mattina.
 di composti coloranti, scoprendo così i sulfamidici. Nel              avv. tomorrow morning.
 1939 fu insignito del premio Nobel per la medicina.              domatùra, o dóma, sf. Complesso delle pratiche
domain, sm. invar. Nel linguaggio informatico designa              utilizzate dall'uomo per rendere docili e capaci di
 un livello di responsabilità in una rete all'interno del          eseguire lavori specifici gli animali selvatici appartenenti
 quale l'amministratore di sistema può creare                      a specie domestiche come gli equini o i bovini.
 liberamente gruppi subordinati.                                  Domégge di Cadóre Comune in provincia di Belluno
domànda, sf. 1 Il domandare; l'insieme delle parole che            (2.695 ab., CAP 32040, TEL. 0435).
 costituiscono la domanda. 2 Atto del domandare;                  Domenech y Montaner, Luis (Barcellona 1850-1924)
 quesito. ~ interrogazione. <> risposta. 3 La quantità di          Architetto spagnolo. Tra le opere il palazzo della Musica
 un bene che gli acquirenti intendono acquistare a un              Catalana a Barcellona (1905-1908).
 dato prezzo. <> offerta. 4 Richiesta scritta. ~ istanza. 5       doménica, sm. Settimo giorno della settimana dedicato,
 In economia è il quantitativo di prodotto o di servizio           presso i popoli cristiani, al riposo e alle pratiche
 che un produttore o un consumatore, dotato di potere di           religiose.
 acquisto, è disposto a comperare, in determinate                      sm. Sunday.
 circostanze a un prezzo richiesto.                               Domenica d'agosto, Una Film commedia, italiano
     sf. 1 question. 2 (richiesta) demand, request. 3              (1950). Regia di Luciano Emmer. Interpreti: Massimo
 (econ.) demand.                                                   Serato, Ave Ninchi, Franco Interlenghi.
     deriv. da domandare.                                         Domenica, maledetta domenica Film drammatico,
 Domanda estera                                                    britannico (1971). Regia di Yohn Schlesinger. Interpreti:
 Esportazioni.                                                     Glenda Jackson, Peter Finch, Murray Head. Titolo
 Domanda giudiziale, processuale                                   originale: Sunday, Bloody Sunday
 In diritto è l'atto contenente l'esposizione della pretesa       domenicàle, agg. 1 Della domenica. 2 Festoso,
 che si intende far valere in un giudizio civile.                  spensierato. ~ gaio. 3 Del Signore.
 Domanda globale o aggregata                                      domenicàno, agg. e sm. agg. Dell'ordine di monaci
 È la somma dei consumi, degli investimenti, dei servizi           fondato da San Domenico di Guzmàn e relativo al santo
 pubblici e privati e delle esportazioni effettuati in un          stesso.
 determinato sistema economico.                                    sm. Appartenente all'ordine di monaci fondato da San
 Domanda interna                                                   Domenico di Guzmàn.
 Somma dei consumi degli investimenti, in uno stato.              Domenichìno (Bologna 1581-Napoli 1641) Soprannome
domandàre, v. v. tr. 1 Chiedere per sapere. ~                      di Domenico Zampieri, pittore, allievo e collaboratore
 interrogare. <> rispondere. 2 Chiedere per ottenere. ~            dei Carracci. Dipinse quadri di soggetto sacro e
 richiedere, scongiurare. 3 Invitare. ~ esortare.                  mitologico, paesaggi e ritratti oltre a numerosi affreschi,
 v. intr. Chiedere notizie. ~ informarsi.                          testimonianza dell'eclettismo del suo stile, che resta,
     v. tr. 1 (per sapere) to ask. 2 (per ottenere) to ask for.    comunque, orientato verso un classico equilibrio
     lat. demandare affidare.                                      compositivo e una notevole raffinatezza formale. Dal
domàni, avv. e sm. avv. 1 Nel giorno che segue                     1602 al 1630 fu attivo a Roma dove creò i lavori più
 immediatamente oggi. <> ieri. • domani l'altro,                   importanti della sua produzione. Dal 1630, dopo
 dopodomani. 2 In un tempo futuro. ~ avvenire. <>                  l'insuccesso del tentativo di aggiornamento di alcuni

                                                              120
 affreschi in Sant'Andrea della Valle, si trasferì a Napoli,   domesticàre, v. tr. Rendere domestico. ~
 dove realizzò la decorazione della cappella di San             addomesticare.
 Gennaro in duomo. Tra le sue opere, Storie di San Nilo        domesticazióne, sf. L'atto e l'effetto del domesticare.
 (1608-1610, abbazia di Grottaferrata), Caccia di Diana        domesticità, sf. Di piante e animali, l'essere domestico.
 (1610-1620, Roma, Galleria Borghese), Comunione di            domèstico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Della casa, della
 San Gerolamo (1614, Roma, Pinacoteca Vaticana), Il             famiglia. ~ casalingo. • il focolare domestico, il centro
 guado (Roma, Galleria Doria), La fuga in Egitto (Parigi,       della vita familiare. 2 Di pianta, coltivata; di animale,
 Louvre) e La carità di Santa Cecilia (1611, Roma, San          che vive con l'uomo e da lui è accudito. <> selvatico. 3
 Luigi dei Francesi).                                           Locale, nazionale. • usi e costumi domestici, propri di un
Doménico di Bàrtolo (Asciano, Siena, not. 1428-1447)            paese. 4 Confidenziale. 5 Mansueto.
 Pittore. Tra le opere Madonna con il Bambino e Angeli          sm. Persona che si occupa dei lavori domestici presso
 (1433, Siena, Pinacoteca Nazionale).                           una famiglia percependo una retribuzione. ~
Doménico di Giovànni (Firenze 1404-Roma 1449)                   collaboratore.
 detto il Burchiello. Poeta. Esercitò a Firenze la                   agg. domestic. sm. domestic, servant.
 professione di barbiere, accogliendo nel suo locale                 lat. domesticus, deriv. da domus casa.
 letterati e artisti. Per la sua ostilità al regime mediceo,   Domicèlla Comune in provincia di Avellino (1.410 ab.,
 venne esiliato nel 1434. Dopo un soggiorno a Siena, si         CAP 83020, TEL. 081).
 recò a Roma, dove morì in povertà. La sua produzione          domiciliàre, agg. e v. agg. Di, del domicilio.
 consiste nei Sonetti, messi insieme alla burchia (alla         v. tr. Recapitare a domicilio.
 rinfusa, come vengono caricate le barche) con un               v. intr. pron. Prendere domicilio. ~ installarsi.
 linguaggio originale, basato più sulle assonanze che su             agg. house.
 legami grammaticali e logici. Ne deriva una poesia            domiciliatàrio, sm. Persona presso la quale è pagabile
 suggestiva, spesso surreale ante litteram, che                 una cambiale differente dall'emittente o dall'accettante.
 apparentemente è sorretta da strutture grammaticali           domiciliàto, agg. Che ha domicilio in un dato luogo.
 tradizionali, ma che in realtà vive per gli accostamenti      domiciliazióne, sf. L'operazione del domiciliare una
 sonori più che per i legami logici di senso comune, della      cambiale, una tratta.
 quale non sempre è possibile intravedere un senso;            domicìlio, sm. 1 Luogo in cui una persona ha stabilito la
 talvolta si ha l'impressione di una sorta di trasposizione     sede principale dei propri interessi e affari. ~ residenza.
 in codice. Tra i sonetti caudati composti dal Burchiello,      2 Abitazione, dimora. ~ casa.
 si citano Nominativi fritti e mappamondi e Sospiri                  sm. 1 residence. 2 (dir.) domicile, place of residence.
 azzurri di speranze bianche. È considerato l'inventore di      3 (coatto) internal exile.
 questo tipo di componimento, che conoscerà vari                     lat. domicilium, comp. da domus casa + deriv. da
 imitatori nella storia della letteratura.                      colere abitare.
Doménico di Guzmán (Careluega 1170 ca.-Bologna                  • Può essere generale se riferito alla località in cui
 1221) Santo spagnolo. Fu inviato per convertire gli            l'individuo ha i suoi interessi; speciale se relativo
 albigesi in Linguadoca, dove nel 1215 fondò l'ordine dei       solamente ad alcuni atti giuridici; volontario se scelto
 predicatori. S'impegnò assieme ai legati di Innocenzo III      liberamente; necessario se imposto dalla legge.
 per contrastare l'eresia albigese e fondò un monastero di      Domicilio coatto
 monache a Notre-Dame-de-Prouille nel 1206. La                  Misura di prevenzione che comporta l'obbligo di
 fondazione tolosiana da lui creata fu riconosciuta da          residenza, da uno a cinque anni, in un determinato
 papa Onorio III nel 1216. Terminò la sua vita predicando       comune stabilito nei confronti delle persone ritenute
 e dedicandosi all'ordine da lui fondato, riunitosi nel suo     pericolose per la sicurezza pubblica.
 primo capitolo a Bologna nel 1220. Gregorio IX lo              Domicilio fiscale
 canonizzò nel 1234.                                            Domicilio di un individuo ai fini dell'applicazione delle
Doménico Marìa da Novàra Maestro italiano di                    imposte sui redditi.
 Copernico, durante il suo soggiorno nelle varie               dominàbile, agg. Che si può dominare.
 università dell'Italia; molto importante fu l'apporto del     dominànte, agg. e sf. agg. 1 Che domina. ~
 maestro, soprattutto perché riconosceva la veridicità          sovrastante, prevalente. • classe dominante (classe
 delle tesi di Aristarco, relative all'eliocentrismo; esse      sociale che detiene il potere politico). 2 Di luogo, più alto
 costituiranno la base dei successivi studi compiuti da         degli altri. ~ sovrastante. 3 Che prevale su altri. ~
 Copernico, che lo porteranno a sfidare il sistema della        predominante. <> secondario. • carattere (allele)
 chiesa, contrastandolo con la teoria geocentrica, a lungo      dominante (in biologia, carattere ereditario, presente in
 considerata come l'unica vera.                                 un cromosoma, che prevale sul carattere simile presente
Doménico Veneziàno (Venezia inizio del XV sec.-                 nel cromosoma omologo derivato dall'altro genitore;
 Firenze 1461) Domenico di Bartolomeo detto Domenico            "allele")
 Veneziano. Pittore. Attorno al 1422 fu a Firenze, dove         sf. 1 Colorazione in cui uno dei tre colori fondamentali
 probabilmente conobbe personalmente il Masaccio. Nel           prevale sugli altri. 2 Il quinto grado di una scala
 1439 ebbe tra i suoi aiutanti Piero della Francesca. Tra le    musicale. • accordo di dominante.
 opere Pala di Santa Lucia dei Magnoli (1445-1448,                   agg. dominant.
 Firenze, Uffizi), Martirio di Santa Lucia (1445-1448,               p.pres. di dominare.
 Berlino, Gemäldegalerie) e Adorazione dei Magi (prima         dominànza, sf. 1 L'essere dominante. 2 L'essere
 metà del XV sec., Berlino, Gemäldegalerie).                    prevalente di un carattere genetico sugli altri in un
domènse, agg., sm. e sf. agg. Di Domodossola.                   incrocio di individui.
 sm. e sf. Chi è nato o vive a Domodossola.

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dominàre, v. v. tr. 1 Tenere soggetto. ~ padroneggiare.       Governo-Repubblica parlamentare
 <> comandare. 2 Di luogo o costruzione posta in              Moneta-Dollaro dei Caraibi orientali
 posizione sopraelevata, sovrastante. ~ sovrastare. <>        Lingua-Inglese, parlato un creolo-francese
 sottostare. • la torre dominava la piazza. 3 Reprimere,      Religione-Cattolica
 soffocare, controllare. ~ frenare. • era in grado di        dominicàle, agg. Del padrone. ~ padronale.
 dominare i propri scatti d'ira.                             Dominicana (Repubblica) Stato dell'America centrale,
 v. intr. 1 Avere dominio, limitarsi. ~ controllarsi. 2       occupa la parte orientale dell'isola d'Hispaniola e confina
 Distinguersi. ~ primeggiare. 3 Prevalere. ~ imporsi. 4       a ovest con Haiti.
 Regnare. ~ prevalere. • il disordine dominava in quella      Il territorio è caratterizzato dalla Cordillera Central, una
 casa.                                                        catena elevata che raggiunge i 3.175 m del Pico Duarte e i
      v. tr. 1 to rule, to dominate. 2 (fig.) to control, to  3.140 nella Loma Tina.
 master. 3 (sovrastare) to command. v. intr. 1 to rule        La catena è fronteggiata a nord, oltre la fertile valle del
 over. 2 to be in the dominant position. 3 (prevalere) to     Cibao, dalla Cordigliera Settentrionale o Sierra de Monte
 stand out.                                                   Christi, che culmina nella Loma Diego de Ocampo e
      lat. dominari, deriv. da dominus padrone.               scende a nord su una costa alta e rocciosa.
dominatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi domina o           A sud della Cordigliera Centrale, superata la valle di San
 sovrasta. ~ governante, padrone, vincitore. <>               Joanne, si innalza la Sierra de Neiba (2.262 m)
 governato, dipendente, vinto.                                fronteggiata a sua volta dalla Sierra de Bahoruco. Tra le
dominazióne, sf. 1 Il dominare. 2 Dominio esercitato da due sierre si apre una profonda depressione che si
 una nazione sull'altra o da un sovrano sul popolo. ~         protende in territorio haitiano ed è in parte occupata dal
 sovranità. 3 Ordine della seconda gerarchia degli angeli.    lago salato Enriquillo, 42 m sotto il livello del mare.
      sf. rule, domination.                                   La parte orientale del paese è una penisola
domine Antica formula latina di invocazione equivalente       prevalentemente pianeggiante attraversata dalla
 all'italiano O signore.                                      Cordigliera Orientale che non supera i 1.000 m di
domineddìo, sm. Dio, il Signore Iddio.                        altitudine e digrada in un'ampia zona pianeggiante che
Domingo, Placido (Madrid 1941-) Tenore spagnolo di            arriva al mare con coste basse e sabbiose.
 fama internazionale, con repertorio ottocentesco e           Le acque territoriali sono ricche di formazioni coralline e
 verista.                                                     povere di isole e isolotti; da ricordare l'isola Beata, dal
Dominguín, Louis Miguel (Madrid 1925-Cadice 1996)             territorio pianeggiante che rappresenta anche il punto
 Soprannome di Lucas Miguel Gonzalez, celebre torero          più meridionale del territorio dominicano.
 spagnolo.                                                    Il clima è tipicamente tropicale, caldo e non
Dominica Isola delle Piccole Antille (751 km2, 83.000         eccessivamente umido, determinato, oltre che dalla
 abitanti) nelle isole Windward (Sopravento) tra la           latitudine, dall'influsso degli alisei di nord-est.
 Guadalupa e la Martinica.                                    Due fiumi sfociano nell'oceano Atlantico (Yaque del
 L'isola di origine vulcanica è prettamente montuosa e        Nord e Yuno) mentre nel Mar delle Antille sfocia lo
 raggiunge i 1.447 m nel Morne Diablotin con coste ripide     Yaque del Sud.
 sul mare.                                                    La capitale è Santo Domingo de Guzmán (1.323.000
 Nel sud si trova il Boiling Lake (lago bollente), le cui     ab.), porto commerciale e importante centro industriale;
 acque calde sono riscaldate da correnti vulcaniche           altre città sono San Pedro de Macorìs (79.000 ab.),
 sotterranee.                                                 Barahaona, San Cristóbal, La Romana sulla costa
 Il clima è costantemente caldo umido con lievi variazioni    meridionale.
 stagionali.                                                  Altre città nella parte centrosettentrionale del paese
 La popolazione per due terzi è nera e ha densità             sono Santiago de los Caballeros, San Francisco de
 piuttosto elevata.                                           Macorís, La Vega, Puerto Plata e Samaná.
 La capitale è Roseau (20.000 ab.); altri centri sono         L'agricoltura presenta aspetti contraddittori: da una
 Portsmouth e Marigot.                                        parte la coltivazione tradizionale in proprietà di media o
 L'economia è basata prettamente sull'agricoltura con la      piccola estensione, da cui provengono i generi di
 produzione di banane, esportate tipicamente in Gran          consumo interno, e dall'altra la grande piantagione
 Bretagna; si coltivano inoltre agrumi, frutta tropicale,     moderna, meccanizzata, riservata alla produzione di
 canna da zucchero, ortaggi e palma da cocco. Queste          prodotti per l'esportazione, in particolare canna da
 coltivazioni alimentano una discreta attività di             zucchero, ma anche caffè e cotone, affiancati in anni
 trasformazione. Destinati al consumo locale manioca e        recenti alla coltivazione della canna da zucchero per far
 altri tuberi.                                                fronte alla crisi della domanda mondiale di tale
 Modesta l'attività zootecnica, mentre più rilevante è la     prodotto.
 pesca, in fase di modernizzazione, organizzata               Destinati al consumo interno sono invece cereali, in
 prevalentemente in cooperative di pescatori.                 particolare riso e manioca, la patata dolce e ortaggi; le
 Potenzialmente ricco il patrimonio forestale non ancora      banane vengono esportate.
 sfruttato.                                                   Notevole è il patrimonio forestale, in particolare per
 Il turismo infine rappresenta la seconda attività            quanto riguarda la produzione di essenze pregiate e di
 economica del paese.                                         legname.
 • Abitanti-71.000                                            Le risorse minerarie non sono certo irrilevanti, ma sono
 Superficie-751 km2                                           adeguatamente sfruttati soltanto i giacimenti di bauxite i
 Densità-94,5 ab./km2                                         minerali nichel-ferrosi, oro e salgemma.
 Capitale-Roseau                                              In fase di potenziamento sono i programmi di estrazione

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 petrolifera che potrebbe garantire i due terzi del                In fisica è la porzione di materiale ferromagnetico, nel
 fabbisogno nazionale.                                             quale i magnetini elementari sono tutti egualmente
 L'attività manifatturiera è quasi del tutto limitata alla         orientati.
 trasformazione dei prodotti agricoli locali; si tratta            In infomatica è la porzione di indirizzo Internet che
 infatti di zuccherifici, distillerie, manifatture di tabacchi,    indica il tipo di sito.
 cotonifici, oleifici e birrifici.                                dominion, sm. invar. Nome attribuito agli stati
 Le esportazioni riguardano prevalentemente i prodotti             indipendenti membri del Commonwealth britannico.
 agricoli e sono per il 60% destinate agli Stati Uniti.           Dominique Romanzo di E. Fromentin (1863).
 STORIA Nel 1492 Cristoforo Colombo raggiunge l'isola             dòmino, sm. 1 Abito per mascherarsi a foggia di
 di Haiti, che chiama Hispaniola. Nei due secoli                   mantello e persona così mascherata. 2 Gioco tra due o
 successivi, la prima colonizzazione spagnola determina            più giocatori.
 la scomparsa delle popolazioni autoctone (indiani                 • Gioco antichissimo, diffuso in Italia dal 1700, formato
 arawak). Nel 1697 l'isola viene suddivisa tra la Francia          da ventotto tessere rettangolari di osso, avorio, plastica,
 (Haiti) e la Spagna con il trattato di Ryswick. Nel 1795 la       con un lato nero e uno bianco diviso in due, ciascuno con
 colonia spagnola è ceduta alla Francia con il trattato di         uno dei punti da zero a sei, secondo tutte le possibili
 Basilea.                                                          combinazioni. I giocatori (da due a sei), devono liberarsi
 Nel 1809 i dominicani si liberano delle truppe francesi.          di tutte le tessere, disponendole sul tavolo una alla volta
 Negli anni 1822-1844 la repubblica di Haiti mantiene il           in una lunga catena, quando risulta possibile collegarsi a
 proprio dominio su tutta l'isola. Nel 1844-1861, a seguito        un'altra tessera con lo stesso punteggio sul lato libero.
 di una ribellione contro gli haitiani, viene proclamata la       Dominus vobiscum, loc. avv. Espressione latina, il
 Repubblica Dominicana. Successivamente il presidente              Signore sia con voi, utilizzata più volte dal sacerdote
 Pedro Santana proclama il ritorno della repubblica alla           durante la celebrazione della messa in latino,
 Spagna. Nel 1865 la Spagna rinuncia definitivamente alle          rivolgendosi ai fedeli.
 sue pretese. Nel 1870-1916, il paese è scosso da numerosi        Domitìlla, Flàvia (?-100 ca.) Santa e matrona romana.
 colpi di stato e finisce per cadere nelle mani degli Stati        Nipote di Vespasiano, fu cacciata nell'isola di Pandataria
 Uniti.                                                            da Domiziano poiché cristiana. Diede nome ad alcune
 Gli americani portano avanti una politica di ordine che           tra le più vaste catacombe di Roma.
 facilita l'arrivo al potere di Rafael Leonidas Trujillo. Dal     Domiziàno, Tìto Flàvio (Roma 51-96) Imperatore
 1930 al 1961 quest'ultimo esercita una dittatura assoluta.        romano, figlio di Vespasiano, succedette al fratello Tito
 Egli viene assassinato nel 1961. Il suo successore Juan           nell'81. Il suo governo si caratterizzò per il rafforzamento
 Bosch, eletto presidente, viene rovesciato dai militari.          militare e l'accentramento di potere arrivando al punto
 Nel 1965, temendo il contagio castrista, gli Stati Uniti,         d'instaurare una tirannia. Cacciò da Roma filosofi e
 intervengono militarmente. Negli anni successivi                  matematici e perseguitò i cristiani. Condusse guerre
 Joaquin Balaguer si mantiene al potere appoggiandosi              contro i catti, i daci e i sarmati. Morì vittima di una
 sull'esercito. Nel 1978 Antonio Guzmán Fernandez,                 congiura.
 candidato del partito rivoluzionario domenicano, viene           Domìzio Enobàrbo, Gnèo (?-104? a. C.) Politico
 eletto presidente. Quattro anni dopo gli succede Jorge            romano. Nel 122 fu eletto console e ultimò la conquista
 Blanco. Nel 1986 J. Balaguer ritorna alla presidenza              della Gallia meridionale.
 della repubblica e viene successivamente rieletto alla            Domìzio Enobarbo Gneo
 guida dello stato.                                                Politico romano. Console dal 32 a. C. partecipò
 • Abitanti-7.910.000                                              direttamente all'omicidio di Cesare e combatté al fianco
 Superficie-48.730 km2                                             di Antonio contro i parti nel 36.
 Densità-162,3 ab./km2                                            Domìzio Enobàrbo, Lùcio Politico romano, nonno di
 Capitale-Santo Domingo de Guzmán                                  Nerone. Console dal 16 a. C. combatté aspramente in
 Governo-Repubblica presidenziale                                  Germania.
 Moneta-Peso dominicano                                            Domìzio Enobarbo Lucio
 Lingua-Spagnolo                                                   (?-Farsalo 48 a. C.) Politico romano. Avversario di
 Religione-Cattolica                                               Cesare, nel 49 fu proconsole in Gallia.
dominicàno, agg. e sm. agg. Della Repubblica                      domn, sm. Titolo dei principi di Moldavia e Valacchia.
 Domenicana.                                                      dòmo, o dómo, agg. Domato. ~ addomesticato.
 sm. Chi è nato o vive nella Repubblica Domenicana.               Domodòssola Comune di Verbano-Cusio-Ossola
domìnio, sm. 1 Il dominare, l'avere autorità su qualcuno           (18.900 ab., CAP 28037, TEL. 0324) nella val d'Ossola,
 o qualcosa; signoria, potere. ~ supremazia. <>                    sulla ferrovia del Sempione. Sviluppata l'industria
 sudditanza. 2 Territorio sottomesso all'autorità o al             siderurgica, meccanica, del cemento, chimica
 controllo di uno stato. ~ giurisdizione, possedimento. 3          (fertilizzanti) e calzaturiera. Tra i monumenti, piazza del
 Proprietà. ~ possesso. 4 Ambito di un'attività o di una           Mercato, palazzo Silva, palazzo di San Francesco. Nel
 ricerca; campo, ambito, settore. ~ branca. 5 Padronanza,          1944 fu sede del governo partigiano della repubblica
 potere incontrastato. ~ controllo.                                dell'Ossola.
     sm. 1 control, rule. 2 (territorio) dominion.                Dòmus de Marìa Comune in provincia di Cagliari (1.444
     lat. dominium, deriv. da dominari.                            ab., CAP 09010, TEL. 070). Centro agricolo (frutta e
 • In matematica è sinonimo di insieme di definizione,             vino), della silvicoltura e dell'allevamento (ovini e
 ossia del complesso di valori della variabile                     caprini).
 indipendente. Nel caso comune di funzioni di numeri              Domusnòvas Comune in provincia di Cagliari (6.926
 reali, è l'insieme dei valori che definiscono la funzione.        ab., CAP 09015, TEL. 0781).

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dòn, inter. e sm. invar. inter. Riproduce il suono di         suo asino. L'immane lotta contro i mulini a vento,
 una campana o i rintocchi di un orologio.                    scambiati per giganti è solo la prima delle avventure
 sm invar. 1 Titolo d'onore riservato ai sacerdoti. 2 Titolo  affrontate dalla coppia. Ne ricavano tante di quelle botte
 che si anteponeva al nome di principi e nobili. 3            che Don Chisciotte ritiene opportuno ritirarsi in
 Nell'Italia meridionale, titolo che si premette al nome di   penitenza sulla Sierra Morena, a imitazione di Amadigi,
 una persona di riguardo.                                     uno dei suoi eroi preferiti. La prima parte termina con il
Don (Russia) Fiume della Federazione Russa (1.870             protagonista che viene riportato a casa grazie a uno
 km). Nasce dal rialto centrale russo e sfocia nel golfo di   stratagemma organizzato dal barbiere e dal curato.
 Taganrog, nel mar d'Azov. È navigabile da aprile a           Nella seconda parte, finalmente Don Chisciotte dà segni
 novembre fino a Kalack-na-Donu. È collegato al Volga         di ravvedimento. Fino al giorno in cui l'intervento dello
 con un canale di 102 km. I fiumi Manyc e Donec sono i        studente Sanson Carrasco, che si mostra entusiasta delle
 principali affluenti.                                        imprese di Don Chisciotte appena pubblicate, provoca la
 Don                                                          ripresa delle avventure. Sancio partecipa entusiasta per
 Alture della Russia, nel Rialto Centrale, fra i fiumi Don e  il gusto alla vita errante, per la fama acquistata con la
 Donec.                                                       pubblicazione delle avventure e soprattutto perché
Dòn (Trento) Comune in provincia di Trento (227 ab.,          attirato dalla promessa di diventare governatore di
 CAP 38010, TEL. 0463).                                       un'isola, avuta dal suo padrone. La comitiva parte per
Don Alvaro o la forza del destino Dramma di Á.                Saragozza, come suggerito da Carrasco. Carrasco intende
 Saavedra (1835).                                             sfidare a duello Don Chisciotte e costringerlo a tornare a
Don Camillo Film commedia, italiano/francese (1952)           casa dopo averlo battuto. Accade che a vincere il duello
 Regia Julien Duvivier. Interpreti: Gino Cervi, Fernandel,    sia Don Chisciotte, che può proseguire il viaggio e le
 Leda Gloria. Titolo originale: Le petit monde de Don         avventure. Ormai famoso, viene riconosciuto da una
 Camillo                                                      Duchessa la quale gli offre ospitalità per divertirsi alle
Don Camillo Monsignore ... ma non troppo Film                 sue spalle. A Sancio viene offerto addirittura il governo
 commedia, italiano (1961). Regia di Carmine Gallone.         di un paese che viene fatto passare per l'isola dei suoi
 Interpreti: Fernandel, Gino Cervi, Gina Rovere.              sogni. L'incarico di governo ha presto termine con una
Don Carlos Opera in cinque atti di G. Verdi, libretto di J.   solenne bastonatura. Continuando il viaggio, i nostri eroi
 Méry (Bologna, 1867).                                        giungono a Barcellona ove il protagonista viene sfidato
 Don Carlos, Infante di Spagna, ama Elisabetta di Valois e    dal cavaliere della Bianca Luna, che è ancora una volta
 ne è ricambiato. Ella deve però sposare il padre di Don      Carrasco. Questa volta Carrasco ha la meglio e lo obbliga
 Carlos. Don Carlos accetta una proposta dell'amico           a tornare a casa. Tornato al paese e alla realtà, il
 Rodrigo e si allontana dalla patria. Elisabetta, nel         cavaliere errante cade ammalato, rinsavisce
 frattempo tenta di raggiungerlo, ma Carlos incontra          improvvisamente, abbandona il nome di Don Chisciotte
 un'altra donna innamorata di lui: la principessa di Eboli    per riprendere quello di Alonso Chisciana detto il Buono.
 che, sentendosi tradita, vuole vendicarsi. Carlos viene      Dopo aver rinnegato le sue imprese e salutato gli amici,
 imprigionato per le agitazioni sorte nelle Fiandre e         muore.
 Rodrigo tenta di salvarlo proclamandosi lui stesso           L'opera, che si ispira variamente alla narrativa di tipo
 responsabile. Questi viene però ucciso. Elisabetta           cavalleresco e a quella picaresca, ebbe fin dall'inizio un
 intanto prega sulla tomba di Carlo V che protegga            enorme successo: numerose edizioni in patria,
 l'amato e quando, durante un ultimo incontro con             traduzione in inglese nel 1612 e 1620, in francese nel
 Carlos, venuto a darle l'addio, arrivano le guardie, Carlo   1614 e nel 1618, in italiano nel 1622 e 1625, in tedesco nel
 V, apparendo come fantasma, si porta via l'Infante.          1779 e 1801. Per opera di G. F. W. Hegel, dei fratelli A.
 Don Carlos                                                   W. e F. Schlegel e di F. W. Schelling l'opera venne vista
 Poema drammatico di F. Schiller (1787).                      come espressione della lotta tra ideale e reale, tra
Don Chisciotte Opera in cinque atti di J. Massenet,           l'individuo e la società e Cervantes considerato il
 libretto di H. Cain (Montecarlo, 1910).                      fondatore della letteratura moderna. Da segnalare i
Don Chisciotte della Mancia Romanzo di M. de                  recenti studi di C. Segre e di V. B. Sklovskij sui modi di
 Cervantes y Saavedra (1605-1615). Il titolo originale        organizzazione del racconto.
 completo è El ingenioso hidalgo Don Quixote de la           Don Duardos Dramma di G. Vicente (1521-1525).
 Mancha. L'ampio romanzo è suddiviso in due parti,           Don Gil dalle calze verdi Commedia di Tirso de Molina
 pubblicate la prima nel 1605, la seconda nel 1615. Un        (1635).
 povero nobiluomo della Mancia resta talmente                Don Giovanni Dramma in due atti di W. A. Mozart,
 impressionato dalla lettura dei romanzi cavallereschi        libretto di L. Da Ponte (Praga, 1787). Viene considerato
 che, esaltato, decide di partire alla ventura come           uno degli esempi più alti di tutto il teatro musicale,
 cavaliere errante. Ribattezzato il suo magro cavallo con il  caratterizzato dall'equilibrio tra l'aspetto comico,
 nome di Ronzinante, scelta come dama Dulcinea del            rappresentato dai personaggi secondari, e quello tragico
 Toboso, assume il titolo di Don Chisciotte della Mancia e    rappresentato dallo scontro fra Don Giovanni e le leggi
 si fa armare cavaliere da un oste scambiato per              della morale. Don Giovanni insidia Anna e uccide in
 castellano. Già alla seconda impresa, le cose si mettono     duello il padre di lei. Il protagonista corteggia varie
 male per il protagonista, che viene addirittura ferito e     donne, ma la voce minacciosa del morto annuncia la
 costretto a tornare al paese. Gli amici, il curato e il      tragica fine di Don Giovanni. Questi risponde invitando
 barbiere, lo curano, ma decidono di bruciare i romanzi di a cena la statua parlante del defunto che, accettando
 cavalleria più pericolosi. Appena guarito, Don Chisciotte    l'invito gli intima di pentirsi. Al rifiuto di Don Giovanni,
 riparte accompagnato dallo scudiero Sancio Panza sul         alte fiamme si alzano dalla terra aperta, inghiottendo il

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 peccatore.                                                      si ricorda la raccolta di saggi La lampada di Diogene
 Don Giovanni                                                    (1970).
 Poema di G. G. Byron (1819-1824).                              donàre, v. v. tr. 1 Dare qualcosa liberamente e senza
 Don Giovanni                                                    aspettarsi ricompense. ~ regalare. <> accettare,
 Film musicale, francese-italiano-tedesco (1979). Regia di       ricevere. 2 Dedicare. ~ consacrare. • le donò il suo
 Joseph Losey. Interpreti: Ruggero Raimondi, Teresa              amore, le diede tutto il suo affetto.
 Berganza, Kiri Te Kanawa. Titolo originale: Don                 v. intr. 1 Fare una donazione, devolvere. ~ elargire. <>
 Giovanni                                                        prendere. 2 Conferire bellezza, pregio. ~ addirsi. •
Don Giovanni e il convitato di pietra Commedia di                questa giacca ti dona molto, è perfetta per la persona.
 Molière (1665). Il lavoro si ispirava alla vicenda, trattata         v. tr. to donate, to present, to give. v. intr. to become,
 per la prima volta da Tirso de Molina (1584?-1648),             to suit.
 dell'uomo libertino e irrispettoso di tutte le leggi umane           lat. donare, deriv. da donum dono.
 e divine. Nonostante la conclusione tragica, con la            donatàrio, sm. Colui che beneficia di una donazione.
 punizione esemplare del malvagio, intorno al                   Donatèllo (Firenze 1386-1466) Soprannome di Donato di
 protagonista non è assente un certo alone di fascino            Niccolò Betto Bardi. Scultore, fu aiuto di Ghiberti nella
 perverso. Del resto, l'autore non aveva mancato di              seconda porta del battistero fiorentino; grazie a
 mettere sulle labbra di Don Giovanni una tirata contro          Brunelleschi si avvicinò al mondo dell'antichità classica e
 l'ipocrisia vizio privilegiato e impunito, chiaramente          imparò il concetto della prospettiva lineare e del
 indirizzata ai nemici di Molière. Ciò produsse il divieto       rapporto forma-spazio. Dal 1407 al 1443 lavorò a
 di rappresentare la commedia in pubblico. Il fascino            Firenze, tranne la parentesi di un viaggio a Roma nel
 tenebroso di Don Giovanni ha ispirato numerosi artisti:         1433; dal 1443 al 1453 lavorò a Padova dove era stato
 tra gli altri W. A. Mozart e G. Byron.                          chiamato per il monumento equestre del Gattamelata.
Don Giovanni in Sicilia Romanzo di V. Brancati                   Nel 1454 tornò a Firenze. La sua ultima attività si svolse
 (1942). Primo dei tre romanzi denominati la trilogia del        a Firenze e a Siena. La struttura plastica e lineare, la
 gallismo (gli altri due sono Il bell'Antonio, 1944, e Paolo     tensione dinamica e l'impostazione prospettica delle sue
 il caldo, 1954). Ambientato nella città di Catania, narra       sculture in marmo, bronzo, terracotta e il pittoricismo
 le vicende di Giovanni Percolla, scapolo quarantenne che        illusionistico vibrante, ebbero grande risonanza nella
 vive con tre sorelle che lo servono e lo riveriscono,           cultura e nella pittura italiane del 1300. Tra le sue opere,
 permettendogli di dedicarsi insieme a due amici al              San Giovanni Evangelista (1413-1415, Firenze, Museo
 passatempo preferito, cioè la ricerca teorica delle donne       dell'Opera del duomo), San Giorgio (1416-1420, Firenze,
 e delle avventure. Ricambiato finalmente dalla donna            Museo Nazionale del Bargello), David (Firenze, Museo
 più ambita della città, si sposa e si trasferisce a Milano,     Nazionale del Bargello), Banchetto di Erode (1423-1427,
 modificando le sue pigre abitudini catanesi per una vita        Siena, fonte del battistero), Madonna col Bambino
 attiva. Tornati a Catania per una breve vacanza,                (1446-1450, Padova, basilica di Sant'Antonio), Crocifisso
 ritrovandosi con le sorelle ricade nelle vecchie abitudini.     (1444-1446, Padova, basilica di Sant'Antonio), la
 Un libro che è una critica esplicita alle cattive abitudini     Cantoria del Duomo di Firenze (1433-1439, Firenze,
 della società siciliana.                                        Museo dell'Opera del duomo), la 2statua equestre del
Don Giovanni o l'amore per la geometria Dramma                   Gattamelata (1447-1453, Padova, piazza del Santo),
 di M. Frisch (1953).                                            Deposizione (rilievo in pietra, 1448, Padova, basilica di
Don Giovanni Tenorio Dramma di J. Zorrilla (1844).               Sant'Antonio), Compianto sul Cristo morto (1460-1466,
Don Julián Romanzo di J. Goytisolo (1970).                       Firenze, formella del pulpito di San Lorenzo),
Don Pasquale Opera in tre atti di G. Donizetti, libretto         Maddalena in legno (Firenze, Museo dell'Opera del
 di G. Ruffini (Parigi, 1843).                                   duomo).
 A Roma, all'inizio del secolo XIX, Don Pasquale, ricco e       Donath, Helen (Corpus Christi, Texas 1940-) Cantante
 vecchio scapolo, decide di sposarsi. La scelta cade su          lirica, soprano. Iniziò la propria carriera nel 1961, in
 Sofronia, che in realtà è Norina, amata dal nipote del          Europa e specialmente in Germania. Al Festival di
 protagonista. Dopo il matrimonio, Sofronia si mostra            Salisburgo fu ospite fissa dal 1967. La sua raffinata
 però autoritaria e aggressiva. Don Pasquale, pentitosi,         sensibilità come interprete le permise di affrontare
 cerca di sorprendere la moglie con l'amante di cui è            repertori diversi, alternandosi nel rappresentare autori
 venuto a conoscenza attraverso un biglietto. Viene in tal       come Haydn, Mozart, Wagner e Lieder nei maggiori
 modo a sapere che Sofronia e Norina sono la stessa              teatri internazionali.
 persona e, di fronte all'amore dei due, li perdona e           Donàti, Giovànni Battìsta (Pisa 1826-Firenze 1873)
 consente al loro matrimonio.                                    Astronomo e direttore dell'osservatorio di Arcetri. Tra i
Don Segundo Sombra Romanzo di R. Güiraldes (1926).               primi spettroscopisti del Sole e delle stelle, scoprì alcune
Donàda Comune (5.886 ab., CAP 45016, tel. 0426) del              comete.
 Polesine a economia agricola.                                  donatìsmo, sm. Movimento scismatico rigorista, eretico
Donais, Stefan Augustin (Arad 1922-) Poeta di origine            cristiano diffusosi in Africa settentrionale nel IV sec.
 romena. Esordì nel 1964 con Il libro delle maree, cui           Capo della setta fu il vescovo di Cartagine Donato. I
 seguirono L'uomo col compasso (1966) e La semenza di            seguaci sostenevano che la chiesa doveva essere
 Laocoonte (1967). Tra le altre opere, Ipostasi (1968),          governata dai sacerdoti degni e dai santi. Combattuto sul
 Alter ego (1970), Poesia e moda poetica (1972), Orfeo e         piano dottrinale da Sant'Agostino e condannato da vari
 le tentazioni del reale e Papyrus (1974), Alfabeto poetico      concili, scomparve solo nel VII sec. con l'invasione
 (1978), La lettura della poesia (1980), Poemi (1983) e          araba.
 La caccia con l'aquila (1985). Della sua attività di critico   donatìvo, sm. Dono fatto per ricompensa. ~ elargizione.

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Donàto Comune in provincia di Biella (731 ab., CAP             Donegàni, Guìdo (Livorno 1877-Bordighera 1947)
 13050, TEL. 015).                                              Industriale. Amministratore delegato della Montecatini
donatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi dona. ~                dal 1910, allora impresa mineraria, ne divenne
 benefattore, datore. <> donatario, beneficato.                 presidente nel 1918 e la indirizzò verso la chimica.
     sm. donor.                                                Donen, Stanley (Columbia 1924-) Coreografo e regista
Donaudy, Stéfano (Palermo 1879-Napoli 1925)                     cinematografico statunitense. Diresse Cantando sotto la
 Compositore siciliano famoso per la composizione di            pioggia (1952), Sette spose per sette fratelli (1954),
 Arie dal sapore antico che tra il 1916 e il 1918, si           Sharada (1964), Arabesque (1966) e Quel giorno a Rio
 diffusero negli ambienti "bene" dell'epoca.                    (1984).
donazióne, sf. 1 Il donare. ~ elargizione, erogazione. 2       Dònghi, Antònio (Roma 1897-1963) Pittore. Tra le
 Contratto con il quale un donatore si spoglia                  opere Il cacciatore (1929, Roma, Galleria Nazionale
 irrevocabilmente di una cosa a favore di un donatario.         d'Arte Moderna).
     lat. donatio,-onis.                                       dongiovànni, sm. invar. Corteggiatore e seduttore di
 • In diritto è il contratto mediante il quale una parte,       donne. ~ casanova, donnaiolo.
 donante, cede al donatario, per puro spirito di liberalità,   Dòngo Comune in provincia di Como (3.405 ab., CAP
 un diritto o assume nei suoi confronti un'obbligazione,        22014, TEL. 0344).
 senza riceverne un corrispettivo. Può essere revocata per     Dongting Hu Lago (3.100 km2) della Cina, nella
 ingratitudine del donatario o per sopravvenienza di figli      provincia dell'Hunan.
 del donante.                                                  Dóni, Antòn Francésco (Firenze 1513-Monselice,
 Donazione costantiniana                                        Padova 1574) Scrittore italiano. Abbandonato nel 1540 il
 Documento attribuito all'imperatore Costantino, diretto        convento dell'Annunciata, dove aveva cercato la
 a papa Silvestro, con il quale l'imperatore avrebbe            vocazione di frate servita, vagabondò a lungo per l'Italia
 definito le dignità ecclesiastiche e i beni temporali del      centrosettentrionale, guadagnandosi da vivere con il
 papato. Il documento fu ritenuto falso da Nicolò di Cusa       mestiere di precettore. Stabilitosi a Venezia, divenne
 e da Lorenzo Valla.                                            editore e tipografo. Tra le opere, Le lettere, i Pistolotti
Donbass Regione industriale dell'Ucraina, tra il fiume          amorosi, i compendi bibliografici la Libraria prima
 Donec e il Mare d'Azov.                                        (1550) e la Libraria seconda (1558), i Mondi celesti
Doncaster Città (292.000 ab.) della Gran Bretagna, nella        terrestri ed infernali (1552-1553), i Marmi (1553), Le
 contea del South Yorkshire.                                    pitture, I dialoghi sulla musica (1554), La zucca (1565) e
donchisciòtte, sm. invar. Chi combatte ingenuamente             la commedia Lo stufaiolo o l'avaro (1559).
 per ideali superati o vani.                                   Dönitz, Karl (Grünau 1891-Aumühle 1980) Militare
donchisciottésco, agg. (pl. m.-chi) Di, da donchisciotte.       tedesco. Ammiraglio, dal 1935 fu al comando della flotta
donchisciottìsmo, sm. Comportamento da                          subacquea e dal 1943 della marina da guerra. Il 30 aprile
 donchisciotte.                                                 1945 succedette a Hitler come presidente del Reich e
dónde, avv. 1 Da dove. 2 Dal luogo dal quale. 3 Da cui. 4       firmò la resa della Germania il 9 maggio.
 Di cui. 5 Per cui. 6 Per quale motivo. ~ perché.              Donizétti, Gaetàno Doménico Marìa (Bergamo 1797-
dondolaménto, sm. Il dondolare, il dondolarsi, l'essere         1848) Compositore, dal 1806 al 1815 studiò musica sotto
 dondolato.                                                     la guida di Simone Mayr che comprese la genialità e la
dondolàre, v. v. tr. 1 Fare oscillare, muovere in qua e in      bravura dell'allievo e lo mandò a Bologna per completare
 là qualcosa che sta in bilico o poggia su un solo punto. ~     la sua formazione e preparazione. Ebbe successo a Roma
 agitare, ondeggiare. <> fissare, fermare. • dondolare un       con la Zoraide di Granada (1822) e a Napoli con La
 neonato.                                                       zingara (1822). Nel 1838, dopo la morte della moglie, si
 v. intr. e rifl. 1 Muoversi in qua e in là. ~ oscillare. 2     trasferì a Parigi, dove rimase fino al 1845 ottenendo
 Stare senza far nulla, consumare il tempo oziosamente.         notevoli successi di pubblico. Tra le sue numerose opere,
 ~ ciondolare. 3 Restare in una situazione di incertezza        sono da ricordare Anna Bolena (1830), L'elisir d'amore
 fra scelte opposte.                                            (1832), Lucrezia Borgia (1833), La figlia del reggimento
     v. tr. e intr. to rock, to swing. v. rifl. to sway, to     (1840), La favorita (1840), Linda di Chamonix (1842),
 swing.                                                         Don Pasquale (1843). Il suo capolavoro è Lucia di
     dal lat. undula, dimin. di unda onda, incrociato con il    Lammermoor (1835, su libretto di S. Cammarano) dove
 suono onomatopeico don.                                        si rivela pienamente la tecnica solida e accurata del
dondolìo, sm. Dondolamento leggero e continuo. ~                musicista e una melodia ricca di sfumature che ben
 dondolamento, ondeggiamento.                                   rappresenta il clima romantico e nordico della vicenda. Il
dóndolo, sm. 1 Il dondolare. 2 Cosa che dondola.                melodramma di Donizetti rappresenta un po' il prodotto
     sm. 1 swing. 2 (sedia) rocking chair. 3 (cavallo)          della borghesia italiana prima del risorgimento. A
 rocking horse.                                                 Donizetti viene riconosciuta l'accuratezza
dondolóni, avv. 1 Dondolando, dondolandosi. 2                   dell'orchestrazione e l'impiego raffinato dei legni, che
 Oziosamente, bighellonando. ~ pigramente.                      nelle opere migliori, tra cui L'elisir d'amore, Don
Donec Fiume (1.053 km) della Russia e dell'Ucraina.             Pasquale e Lucia di Lammermoor, raggiunge risultati
 Nasce dal Rialto Centrale russo e confluisce nel Don.          brillanti ed espressivi. L'alto numero delle opere
Doneck Città (1.121.000 ab.) dell'Ucraina, capoluogo            prodotte (più di settanta) non ha impedito a Donizetti di
 della provincia omonima.                                       introdurre alcune notevoli innovazioni nel teatro
Donegal Contea (128.000 ab.) dell'Irlanda, nell'Ulster.         operistico: adozione di un preludio in luogo della
 Capoluogo Lifford.                                             sinfonia iniziale; adozione di finali d'atto drammatici;
                                                                invenzione del baritono romantico; drammatizzazione

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 dell'azione tramite contrazione progressiva della durata     donnaiòlo, sm. Chi corteggia continuamente e con
 degli atti.                                                   successo le donne ed è sempre in cerca di successi
dònna, sf. 1 La femmina adulta della specie umana. <>          amorosi. ~ playboy
 uomo. • donna di mondo, che fa vita mondana; abiti da             sm. ladykiller.
 donna, adatti per le donne; andare a donne, cercare          Donnarumma all'assalto Romanzo di O. Ottieri
 facili conquiste. 2 Moglie, compagna, donna amata. • la       (1959).
 propria donna. 3 Domestica. ~ serva. 4 Signora e titolo      Donnas Comune in provincia di Aosta (2.533 ab., CAP
 d'onore che si premetteva alle donne nobili. ~ padrona.       11020, TEL. 0125).
 5 Figura del gioco delle carte francesi.                     Donne Film commedia, americano (1939). Regia di
     sf. 1 woman. 2 (domestica) maid, help. 3 (figura a        George Cukor. Interpreti: Norma Shearer, Joan
 carte) queen.                                                 Crawford, Rosalind Russel. Titolo originale: The Women
     lat. domna, da domina signora, padrona.                  Donne a parlamento (o Ecclesiazuse) Commedia di
 • Cherchez la femme. (Cercate la donna) Frase detta da        Aristofane (392 a. C.). È una delle 11 commedie di
 un poliziotto nel dramma I moicani di Parigi di               Aristofane conservate (delle oltre 40 attribuitegli).
 Alexandre Dumas padre rappresentato nel 1864.                 Insoddisfatte del regime gestito dagli uomini, le donne si
Donna che visse due volte, La Film giallo, americano           travestono e occupano i posti dell'assemblea per
 (1958). Regia di Alfred Hitchcock. Interpreti: James          presentare proposte innovative. Alla base del nuovo
 Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes. Titolo                programma di governo sta il principio della comunanza
 originale: Vertigo                                            dei beni e delle donne. I cittadini non gradiscono tutti il
Donna del giorno, La Film commedia, americano                  nuovo regime e alcuni cercano di guadagnare tempo
 (1936)                                                        prima di adeguarsi. Una disposizione curiosa, intesa a
 Regia Jack Conway. Interpreti: Jean Harlow, William           evitare le disuguaglianze, è quella che stabilisce che un
 Powell, Spencer Tracy, Myrna Loy. Titolo originale:           giovane non possa fare l'amore con una giovane se prima
 Libeled Lady                                                  non ha fatto altrettanto con una vecchia. Una commedia
 Donna del giorno, La                                          alquanto amara, sembra da mettere in relazione alla
 Film commedia, Americano (1942). Regia di George              situazione politica di disagio.
 Stevens. Interpreti: Spencer Tracy, Katharine Hepburn,       Donne in amore Film drammatico, britannico (1969).
 William Bendix. Titolo originale: Woman of the Year           Regia di Ken Russel. Interpreti: Glenda Jackson, Oliver
Donna del lago, La Melodramma in due atti di G.                Reed, Alan Bates. Titolo originale: Women in Love
 Rossini, testo di A. L. Tottola (Napoli, 1819).              Donne saccenti, Le Commedia di Molière (1672).
 Donna del lago, La                                           Donne verso l'ignoto Film western, americano (1951).
 Poema di W. Scott (1810).                                     Regia di William A Wellman. Interpreti: Robert Taylor,
Donna del mare, La Dramma in 3 atti di H. Ibsen                Denise Darcel, Henry Nakamura. Titolo originale:
 (1888). Come gli altri drammi dell'autore norvegese, la       Westward the Women
 Donna del mare affronta un problema tratto dalla realtà      Donne, John (Londra 1572-1631) Poeta. Tra le opere
 borghese contemporanea: la protagonista, Ellida, che ha       Poesie (postumo, 1633).
 una relazione con un forestiero misterioso, di fronte alla   Donnerstag (aus Licht) Opera in tre atti di K.
 concreta possibilità di andarsene con lui (il marito la       Stockhausen, libretto proprio (Milano, 1981).
 lascia libera di scegliere) decide di non seguire l'uomo.    donnésco, agg. (pl. m.-chi) Proprio delle donne,
Donna del Paradiso Lauda drammatica di Iacopone da             muliebre. ~ femminile.
 Todi (seconda metà XIII sec.).                                    agg. woman's, women's.
Donna del tenente francese, La Film drammatico,               donnétta, sf. Donna mediocre o di bassa condizione
 americano (1981). Regia di Karel Reisz. Interpreti: Meryl     sociale. ~ popolana, plebea.
 Streep, Jeremy Irons, Leo McKern. Titolo originale: The      donnicciòla, sf. Donna meschina, paurosa, pettegola.
 French Lieutenant's Woman                                    donnìna, o donnìno, sf. o sm. 1 Donna piccola e
Donna della domenica, La Romanzo di C. Fruttero e              graziosa. 2 Bambina assennata.
 F. Lucentini (1972).                                         dònnola, sf. Mammifero (Mustela rivalis) della famiglia
Donna di picche, La Racconto di A. S. Puskin (1834).           dei Mustelidi e dell'ordine dei Carnivori. Lunga sino a 18
Donna di sabbia, La Romanzo di K. Abe (1962).                  cm, è diffusa in Europa e Asia. Aggredisce conigli e lepri,
Donna fantasma, La Commedia di P. Calderón de La               uccelli e topi. È molto agile. Costituisce una seria
 Barca (1629).                                                 minaccia per i pollai che generalmente attacca di notte.
Donna Fior e i suoi due mariti Romanzo di J. Amado            dóno, sm. 1 Il donare. 2 La cosa donata. ~ presente. 3
 (1966).                                                       Qualità, virtù. ~ dote. • aveva il dono dell'intelligenza. 4
Donna mancina, La Romanzo di P. Handke (1976).                 Ciò che giunge indipendentemente dalla propria volontà.
Donna senz'ombra, La Opera in tre atti di R. Strauss,          ~ talento, dote. • un dono della fortuna.
 libretto di H. von Hofmannsthal (Vienna, 1919).                   sm. gift.
Donna serpente, La Opera fiaba in un prologo, tre atti e           lat. donum.
 sette quadri di A. Casella, libretto di C. Ludovici (Roma,   Dono di Humboldt, Il Romanzo di S. Bellow (1973).
 1932).                                                       Donóri Comune in provincia di Cagliari (2.045 ab., CAP
Donna uccisa con dolcezza, Una Dramma di Th.                   09040, TEL. 070).
 Heywood (1603).                                              Donoso, José (Santiago 1924-1996) Romanziere cileno.
Donna, Una Romanzo di S. Aleramo (1906).                       Tra le opere Incoronazione (1957) e La misteriosa
donnàccia, sf. (pl.-ce) Prostituta. ~ sgualdrina.              scomparsa della marchesina di Loria (1980).


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dont, sm. Contratto a premio con cui si concede al                dopodiché, o dópo di che, avv. Dopo la qual cosa; e
 compratore la possibilità di recedere dal contratto.              poi.
donzèlla, sf. Giovinetta. ~ fanciulla.                            dopodomàni, o dópo domàni, avv. e sm. invar. avv.
donzèllo, sm. 1 Giovane di nobile famiglia. 2 Usciere del          Tra due giorni.
 tribunale o del comune. 3 Paggio di un nobile                     sm. Il giorno dopo domani.
 personaggio. 4 Domestico. ~ servitore.                                 avv. the day after tomorrow.
Doors, The Film musicale, americano (1990). Regia di              dopoguèrra, sm. invar. Periodo di tempo
 Oliver Stone. Interpreti: Val Kilmer, Meg Ryan, Kile              immediatamente successivo a una guerra.
 MacLachlan. Titolo originale: The Doors                                sm. postwar years.
dòpa, sf. Sinonimo di diossifenilalanina.                         dopolavóro, sm. invar. Ente che organizza le attività
dopammìna, sf. Denominazione della 3,4-                            ricreative e culturali dei lavoratori nel tempo libero.
 diidrossifenetilammina; è presente negli organismi               dopolistìno, sm. Lo stesso che dopoborsa.
 viventi ed è dotata di azione vasocostrittrice.                  dopoprànzo, sm. invar. Primo pomeriggio. ~ meriggio,
doping, sm. invar. Uso o somministrazione di sostanze              vespro. <> mattina, mattinata.
 chimiche ad atleti o ad animali da competizione, per                   avv. after lunch.
 accrescerne le prestazioni e il rendimento agonistico. I         doposcì, sm. Capo di vestiario o tipo di calzatura portato
 farmaci utilizzati per il doping sono di varia natura e           dagli sciatori durante il riposo.
 producono effetti diversi. I più comuni sono le                        sm. après-ski outfit, après-ski boots.
 anfetamine, che eliminano gli effetti della fatica,              doposcuòla, sm. Istituzione che un tempo era dedicata
 generando false sensazioni di benessere psichico e fisico.        all'assistenza degli scolari dopo le ore di lezione regolari.
 Insieme ai prodotti alcalinizzanti, ai vasodilatatori, ai        doposóle, agg. e sm. invar. Di cosmetico per idratare e
 cardiotonici e ai cardiocinetici impediscono al soggetto          rinfrescare la pelle dopo l'esposizione ai raggi solari.
 di rendersi conto del proprio stato di affaticamento,                  sm. after sun lotion.
 inducendolo a sforzi che possono risultare pericolosi o          dopotùtto, o dópo tùtto, avv. Alla fin fine, in
 addirittura letali. Vengono anche usati farmaci che               conclusione. ~ insomma.
 facilitano la perdita di peso (diuretici) o lo sviluppo                avv. after all.
 muscolare (anabolizzanti). I pericoli connessi a queste          dóppia, sf. Sistema di due stelle che si osservano molto
 sostanze sono legati allo scompenso fisiologico indotto           vicine tra loro. Il termine viene esteso anche ai sistemi
 dal loro uso continuo e prolungato nel tempo. Nelle gare          multipli costituiti da più di due stelle.
 sportive, negli ultimi anni, i controlli sono diventati più      Doppia incostanza, La Commedia di P. C. de Marivaux
 severi al fine di limitare l'uso di tali droghe.                  (1723).
dópo, agg., avv., cong., prep. e sm. agg. invar.                  Doppia vita Film drammatico, americano (1948). Regia
 Successivo. ~ seguente. <> precedente.                            di George Cukor. Interpreti: Ronald Colman, Signe
 avv. 1 In seguito, più tardi. ~ poi. <> prima. • ciò che          Hasso, Edmond O'Brien. Titolo originale: A Double Life
 accadde dopo, costituisce un'altra storia. 2 Più avanti. ~        Doppia vita
 oltre.                                                            Opera autobiografica di G. Benn (1950).
 cong. 1 Indica posteriorità nel tempo. ~                         doppiàggio, sm. L'operazione del doppiare nel
 successivamente. <> precedentemente. 2 Di là da, più              cinematografo.
 avanti di. ~ oltre. 3 Dietro. <> innanzi.                              sm. dubbing.
 prep. 1 Poi (introduce una proposizione temporale                doppiaménte, avv. 1 In modo doppio, due volte. ~
 implicita con il verbo all'infinito o al participio passato).     duplicemente. <> semplicemente. 2 Con doppiezza. ~
 2 Successivamente a. • dopo il pranzo. 3 Oltre, dietro. •         falsamente. <> correttamente, sinceramente.
 dopo il semaforo. 4                                              doppiàre, v. tr. 1 Raddoppiare. 2 Oltrepassare con la
 sm. invar. Ciò che accadrà più avanti.                            nave una punta di terra. 3 Nelle gare di corsa, superare
     agg. after, next. avv. 1 after. 2 (tempo) afterwards. 3       di un giro di pista o di circuito un avversario. 4
 (poi) then. 4 (più tardi) later. cong. after. prep. 1 after. 2    Registrare nuovamente la colonna sonora di una
 (oltre) past. sm. what appens next.                               pellicola cinematografica, traducendola in un'altra
     lat. de post.                                                 lingua.
Dopo la caduta Dramma di A. Miller (1964).                              v. tr. 1 to round. 2 (sport) to lap. 3 (registrare
Dopo la Russia Opera di poesia di M. I. Cvetaeva (1925).           nuovamente) to dub.
Dopo l'intervallo Romanzo di M. Walser (1960).                          lat. tardo duplare raddoppiare, deriv. da duplus
dopobàrba, sm. invar. Cosmetico per la pelle da usare              doppio.
 dopo la rasatura.                                                doppiàto, agg. e sm. Di colonna sonora
     sm. invar. after-shave.                                       cinematografica, che è stata sottoposta a doppiaggio.
dopobórsa, sm. invar. Periodo di tempo                            doppiatóre, sm. (f.-trìce) L'attore che presta la sua voce
 immediatamente successivo alla chiusura delle riunioni            per doppiare una colonna cinematografica straniera.
 ufficiali della borsa.                                           doppière, sm. Candelabro a due bracci e due candele.
dopocéna, sm. invar. Il tempo che intercorre tra la fine          doppiétta, sf. 1 Tipo di fucile da caccia a due canne. 2
 della cena e l'inizio del sonno notturno.                         Doppio colpo di fucile. ~ coppiola. 3 Nello sport, coppia
dopoché, o dópo che, cong. 1 Successivamente al                    di vittorie consecutive o di reti segnate dallo stesso
 momento in cui, da quando. • dopo che avrai ricevuto              giocatore o di colpi sferrati da un pugile.
 l'assenso, potrai procedere con il lavoro. 2 Una volta                 sf. double-barrelled shot gun.
 che.                                                             doppiétto, sm. In spettroscopia è la coppia di linee
                                                                   spettrali, con una minima differenza di frequenza,

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 ottenute da transizioni ottiche tra due stati finali e uno      materia cosmica; ciò perché il loro moto lungo la visuale
 iniziale, differenti solo per il valore del momento             causa uno spostamento delle righe generate, in
 angolare totale. Il più noto è quello del sodio, la cui         confronto alle stesse righe create da una sorgente
 lunghezza d'onda corrisponde a luce gialla; viene               terrestre.
 utilizzato nella taratura degli strumenti spettroscopici.       Navigazione Doppler
 In ottica è lo strumento formato da due lenti, utilizzato       Metodo, tipico del pilota automatico, utilizzato dai piloti
 per ridurre o cancellare le aberrazioni cromatiche.             di aereo per sapere con certezza la direzione del moto e
 In fisica nucleare è la coppia di due particelle,               la velocità rispetto al suolo.
 considerate come due parti di una stessa unità                 Dòra Fiume affluente del Po.
 (nucleone).                                                     Dora Baltea
doppiézza, sf. L'essere doppio; falsità, ambiguità. ~            Affluente di sinistra del Po (160 km), nasce in Val
 ipocrisia. <> correttezza, onestà.                              d'Aosta dal massiccio del monte Bianco e si getta nel Po
dóppio, agg., avv. e sm. agg. 1 Composto di due pezzi            a valle di Chivasso, dopo aver percorso la Val d'Aosta e il
 uguali, sovrapposti o uniti. <> semplice, unico, singolo.       Piemonte.
 2 Che è due volte tanto. ~ spesso. 3 Che si fa o che            Dora di Rhêmes
 avviene due volte. ~ duplice. 4 Di senso, che può               Torrente (28 km) che nasce nel Col di Rhêmes, in Val
 intendersi in due modi. 5 Ambiguo, subdolo, falso. ~            d'Aosta. Sfocia nelle vicinanze di Villeneuve nella Dora
 ipocrita. 6 Di fiore, che ha più petali del normale.            Baltea.
 avv. Due volte.                                                 Dora di Valgrisenche
 sm. 1 Quantità o misura doppia. 2 Nel tennis, incontro          Torrente (26 km) che nasce dall'Aiguille de la Grande
 disputato tra quattro giocatori divisi in due coppie. 3 Nel     Sassière in Val d'Aosta. Sfocia nelle vicinanze di Arvier
 canottaggio, imbarcazione con due vogatori. 4 Nel               nella Dora Baltea.
 bridge, coppia di carte dello stesso seme possedute da un       Dora di Verney
 giocatore.                                                      Torrente (20 km) chiamato anche Dora della Thuile che
     agg. 1 double. 2 (ambiguo, falso) double-dealing,           nasce presso La Thuile in Val d'Aosta. Nelle vicinanze di
 two-faced, deceitful. sm. 1 twice, double. 2 (tennis)           Pré-Saint-Didier sfocia nella Dora Baltea.
 doubles. avv. double.                                           Dora Riparia
 • In astronomia aggettivo relativo a una stella o a un          Affluente di sinistra del Po (125 km), nasce dalle Alpi
 asteroide che risulta essere legata a un'altra stella o a un    Cozie (Monginevro) e si getta nel Po a Torino dopo aver
 altro asteroide. Un esempio di stella doppia è quello di        attraversato la val di Susa.
 Cor Caroli, stella più splendente della costellazione del      Doràdo Costellazione, scoperta da J. Bayer nel 1604,
 Gran Carro.                                                     dell'emisfero celeste australe; in essa si trova la Grande
doppiofóndo, o dóppio fóndo, sm. 1 Intercapedine                 Nube di Magellano ed è visibile anche dalle latitudini
 che si trova nel fondo degli scafi. 2 Cavità nascosta nel       italiane.
 fondo di un oggetto.                                           doràre, v. tr. 1 Applicare un sottile strato d'oro sulla
     sm. false bottom.                                           superficie di un oggetto. 2 Cuocere un cibo fino a fargli
doppiogiochìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Persona che fa il          prendere un colore simile a quello dell'oro; indorare. ~
 doppio gioco. ~ traditore, opportunista.                        abbrustolire. 3 Rendere simile all'oro. 4 Cingere di luce
doppióne, sm. 1 Cosa identica a un'altra. ~ copia,               dorata.
 duplicato. 2 Altro esemplare di un'opera o di un oggetto             v. tr. 1 to gild. 2 (cottura) to brown.
 che già si possiede. ~ imitazione, riproduzione. <>                  lat. deaurare, comp. da de-+ deriv. da aurum oro.
 originale.                                                     doràto, agg. 1 Coperto di uno strato d'oro. ~ aureo. 2 Di
     sm. duplicate.                                              colore dell'oro. ~ giallo. 3 Di colore, con riflessi caldi. ~
doppiopètto, o dóppio pètto, sm. (pl. doppiopètto o              indorato.
 doppiopètti) Giacca o mantello con i due davanti più o               agg. 1 golden. 2 (ricoperto) gilded, gilt.
 meno sovrapposti e chiusi da due file di bottoni.              doratóre, sm. (f.-trìce) Chi esegue lavori di doratura.
     sm. double-breasted jacket.                                doratùra, sf. 1 Il dorare e l'essere dorato. ~ indoratura.
doppìsta, sm. e sf. (pl.-m. i) Chi nel tennis gioca a            2 Gli ornamenti e i decori dorati.
 doppio.                                                              sf. gilding.
Doppler, Christian Johann (Salisburgo 1803-Venezia              Doràzio, Pièro (Roma 1927-) Pittore. Tra le opere
 1854) Fisico e matematico austriaco, famoso per il              Reversible Curtain (1964, New York, Marlborough
 fenomeno da lui descritto, sperimentato nel campo               Gerson Gallery).
 dell'acustica da C. H. Buys Ballott e nello spostamento        Dordogne Fiume (472 km) della Francia. Nasce dal Puy-
 delle righe spettrali degli astri da A. Fizeau.                 de-Dôme e confluisce nella Garonna.
 Effetto Doppler                                                 Dordogne
 Variazione della frequenza delle onde che si verifica           Dipartimento (386.000 ab.) della Francia, capoluogo
 qualora la sorgente e l'osservatore siano in moto l'uno         Périgueux.
 rispetto all'altro. La frequenza diminuisce quando             Dordóni, Giusèppe (Piacenza 1926-) Atleta. Nelle
 l'oggetto si allontana dall'osservatore (la lunghezza           olimpiadi del 1952 fu campione sui 50 km di marcia.
 d'onda aumenta); aumenta nel caso contrario. In                Dordrecht Città (112.000 ab.) dei Paesi Bassi, nella
 astronomia ciò produce lo spostamento verso il rosso            provincia dell'Olanda Meridionale.
 della luce proveniente dalle galassie lontane. Esso viene      Doré, Gustave (Strasburgo 1832-Parigi 1883)
 utilizzato nella fisica stellare in quanto consente di          Disegnatore e incisore. Tra le opere Illustrazioni per
 calcolare la velocità radiale delle stelle e di parte della     Gargantua di Rabelais (1854), Illustrazioni per la

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 Divina Commedia di Dante (1861-1868) e Illustrazioni         dormiglióne, sm. 1 Chi ama dormire molto. ~ ghiro. 2
 per il Don Chisciotte di Cervantes (1862).                    Pigrone, poltrone. ~ ozioso.
 (Meda 1937-) Pseudonimo di Giorgio Gianluca Guidi,                sm. sleepyhead.
 cantante, attore e conduttore televisivo. Come cantante      dormìre, v. intr. 1 Riposare per mezzo del sonno. ~
 ottenne notevole successo, vincendo anche due edizioni        riposare. <> vegliare. • dar da dormire, dare ospitalità
 del Festival di Sanremo (1958 e 1959). In televisione         per la notte; dormire fra due guanciali, non avere
 alternò le esibizioni canore con la conduzione di vari        alcuna preoccupazione. 2 Essere morto; essere sepolto.
 programmi, Johnny 7 (1963), Canzonissima (1969),              ~ giacere. 3 Di negozio o lavoro, essere lasciato in
 Teatro 10 (1972), Premiatissima (1983) e                      disparte. 4 Essere inerte, rimanere inattivo. ~ poltrire. •
 l'interpretazione di La coscienza di Zeno (1988) e di Ma      se non dormissi negli affari, la tua carriera
 tu mi vuoi bene (1992). Come attore, interpretò i film        procederebbe più spedita. 5 Di luogo, essere silenzioso.
 Una sera ci incontrammo (1965), Il mostro (1977),             6 Essere latente. • l'invidia che dormiva in lui, uscì
 Amori miei (1978) e Vediamoci chiaro (1984); in teatro,       improvvisamente allo scoperto.
 Taxi a due piazze (1984), Se devi dire una bugia dilla            v. intr. to sleep.
 grossa (1986) e Ma per fortuna che c'è la musica (1993-           lat. dormire.
 1995).                                                       dormìta, sf. 1 Atto del dormire. 2 Sonno lungo e
Dòrfles, Gìllo (Trieste 1910-) Critico d'arte. Tra le opere    riposante. 3 Dei bachi da seta, letargo.
 Ultime tendenze nell'arte d'oggi (1961).                          sf. sleep.
Dorgàli Comune in provincia di Nuoro (8.035 ab., CAP          dormitòrio, sm. 1 Grande stanza in cui possono
 08022, TEL. 0784).                                            dormire molte persone appartenenti a una comunità. ~
Dori Centro del Burkina settentrionale, capoluogo della        stanzone, camerata. • dormitorio pubblico, fornito da
 provincia del Sahel.                                          enti assistenziali ai bisognosi. 2 Città o quartiere
Dòria Famosa famiglia genovese del 1100. Ghibellina,           periferico con edifici molto addensati, povero di servizi e
 dopo un periodo di declino nel 1300 e nel 1400, divenne       di spazi verdi.
 importantissima nel secolo successivo.                            sm. dormitory.
 Andrea Doria                                                      lat. dormitorium camera da letto, deriv. da dormire
 (Oneglia 1466-Genova 1560) Condottiero, combatté in           dormire.
 Corsica e cacciò i francesi da Genova nel 1512, ottenendo    dormivéglia, sm. e sf. invar. Stato tra il sogno e la
 da Carlo V la totale indipendenza della Repubblica            veglia.
 genovese (Convenzione di Madrid, 1528). Comandò in                sm. drowsiness.
 Corsica una spedizione diretta a sedare la sollevazione di   dormizióne, sf. Nell'antica liturgia designava la morte
 Sampiero di Bastelica fomentata da francesi e turchi.         di tutti i fedeli, in particolare quella dei martiri. In senso
 Alla famiglia appartennero anche altre grandi figure di       assoluto identifica la morte della Vergine.
 uomini valorosi, quali Oberto, che sconfisse la flotta       Dòrno Comune in provincia di Pavia (4.084 ab., CAP
 pisana, Lamba, che sconfisse quella veneziana, Gian           27020, TEL. 0382).
 Andrea, principe di Melfi.                                   dorònico, sm. Genere di Composite erbacee perenni con
dòrico, agg. (pl. m.-ci) Proprio dell'antico popolo dei        grandi capolini gialli. Presenti con circa venticinque
 dori.                                                         specie, sono spesso coltivati per ornamento.
dorìfora, sf. Insetto (Leptinotarsa decemlineata) della       dorsàle, agg., sm. e sf. agg. Relativo al dorso, posto sul
 famiglia dei Crisomelidi e dell'ordine dei Coleotteri.        dorso. ~ posteriore. <> ventrale.
 Misura circa 1 cm, si nutre di patate.                        sm. Spalliera di sedia, divano o poltrona.
dorìforo, sm. 1 Soldato armato di lancia nell'antica           sf. Rilievo o catena montuosa.
 Grecia. 2 Guardia del corpo.                                  • In anatomia è l'organo disposto verso il dorso.
Dòrio Comune in provincia di Lecco (349 ab., CAP               In geografia è il nome con cui si indica una catena
 22050, TEL. 0341).                                            montuosa.
Dòrio, Gabrièlla (Veggiano 1957-) Atleta. Nel 1982             Dorsale oceanica
 stabilì il primato italiano negli 800 e nei 1500 m piani.     Rilievo che si trova nelle profondità oceaniche; segue
 Alle olimpiadi del 1984 conquistò l'oro nei 1500 m piani.     una direzione allungata e parallela alle masse
Doriot, Jacques (Bresles 1898-Memmingen 1945)                  continentali. Le dorsali sono attraversate da moltissime
 Politico francese. Di ideologia comunista, dal 1936 passò     fratture verticali, che isolano blocchi in movimento
 su posizioni fasciste. In seguito fu fondatore della          reciproco (faglia trasforme).
 Legione dei volontari francesi che combatterono al            Muscolo gran dorsale
 fianco dei nazisti.                                           Organo posto nella regione posteriore del tronco, utile
dorìsmo, sm. 1 Particolarità del dialetto dorico. 2            per l'inspirazione, porta il braccio in basso e indietro e
 Carattere tipico della letteratura greca dorica.              solleva il corpo nell'arrampicata.
Dormelétto Comune in provincia di Novara (2.593 ab.,          dorsay, sm. invar. Vettura a cavalli in uso nel secolo
 CAP 28040, TEL. 0322).                                        scorso. Deriva dal crowler cab e ha preso il nome dal
dormeuse, sf. invar. Sorta di divano con basso                 conte d'Orsay celebre dandy. ~ tight.
 schienale a una delle estremità; divano letto.               Dorsch, Käthe (Neumarkt 1890-Vienna 1957) Attrice
dormicchiàre, v. intr. 1 Dormire con sonno leggero. ~          drammatica e cinematografica. Dopo un brillante
 sonnecchiare. <> vegliare, vigilare. 2 Essere stanco.         esordio nel mondo dell'operetta, si distinse come attrice
      v. intr. to doze.                                        di notevole talento interpretando ruoli drammatici.
dormiènte, agg., sm. e sf. Che, chi dorme. ~                   Recitò a Berlino e a Vienna. Positiva e intensa fu anche la
 appisolato, assopito. <> desto, sveglio.                      sua attività cinematografica. Grazie alla considerevole

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 esperienza maturata, poté interpretare parti                 dosàggio, sm. Determinazione di una dose. ~ pesatura,
 drammatiche e comiche.                                        dosatura.
Dorset Contea (667.000 ab.) della Gran Bretagna,                   franc. dosage.
 capoluogo Dorchester.                                        dosàre, v. tr. 1 Quantificare, mettere o stabilire la dose
Dorsìno Comune in provincia di Trento (439 ab., CAP            necessaria. ~ misurare. • dosare le parole, meditare,
 38070, TEL. 0465).                                            soppesare con cura i termini detti. 2 Distribuire con
dorsìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Nuotatore specialista nello     parsimonia. ~ centellinare.
 stile sul dorso.                                                  v. tr. 1 to measure out. 2 (med.) to dose. 3 (fig.) to
dòrso, sm. 1 Parte posteriore del torace. ~ schiena. <>        dole out.
 petto. • mostrare il dorso, scappare. 2 Parte posteriore o        deriv. da dose.
 superiore di qualche cosa. • il dorso dell'ala, la parte     dosàto, agg. Ben calcolato, stabilito. ~ misurato.
 superiore. 3 Stile di nuoto in cui il nuotatore procede      dosatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi dosa. 2 Apparecchio per
 sulla schiena.                                                immettere in un ciclo di lavorazione quantità
      sm. 1 back. 2 (nuoto) backstroke. 3 (libro) spine.       determinate di sostanze. 3 Recipiente graduato che
      lat. dorsum,-us, deriv. dall'avverbio deorsum sotto.     consente il dosaggio di varie sostanze.
Dòrso, Guìdo (Avellino 1892-1947) Politico. Di ideologia      dosatùra, sf. Il dosare, dosaggio.
 antifascista, ideò un programma meridionalista, che          dòse, sf. (pl.-i) 1 Quantità definita di una sostanza che
 sperava nella formazione di una nuova classe dirigente        serve per un determinato utilizzo. ~ quota. <> tutto. •
 dal severo rigore morale. Scrisse La rivoluzione              non bisogna eccedere le giuste dosi degli ingredienti. 2
 meridionale (1925).                                           Razione. ~ porzione. <> intero. 3 Quantità minima di
dorsoventràle, agg. Relativo sia al dorso che al ventre.       una medicina da somministrare.
Dortmund Città della Renania settentrionale, in                    sf. 1 quantity, amount. 2 (med.) dose. 3 (droga) fix.
 Germania (600.000 ab.). La sua posizione nel distretto            greco dosis l'azione del dare, deriv. da didonai dare.
 carbonifero della Ruhr ne ha permesso lo sviluppo come       dosimetrìa, sf. 1 Determinazione dell'intensità di un
 porto fluviale e importante centro commerciale e              fascio di raggi X o gamma. 2 Determinazione delle dosi
 industriale. Le principali industrie presenti nella città     nei medicamenti.
 sono quelle meccaniche, siderurgiche, chimiche,              dosìmetro, sm. Strumento utilizzato nei trattamenti con
 elettrotecniche e alimentari (birra). Centro di               raggi X che consente di precisare la quantità di
 formazione tecnica e importante città amministrativa e        radiazione che deve essere ricevuta dal soggetto, ancora
 culturale. È collegata al mare del Nord tramite il canale     prima di poterla verificare durante l'applicazione. ~
 Dortmund-Ems. La città ospita la Marienkirche del XII         cromoradiometro.
 sec. e la Reinolkirche del XIII sec. (ristrutturate).        Dòsio, Giovànni Antònio (Firenze o San Gimignano
 Durante il medioevo fu una delle maggiori città               1533-Roma o Napoli 1609) Architetto e scultore. Tra le
 dell'ansa. Nel corso della guerra dei Trent'anni fu           opere il palazzo Larderel a Firenze (1580) e la tomba di
 notevolmente danneggiata. Nel 1803 passò agli Orange-         Annibal Caro (1566, Roma, San Lorenzo in Damaso).
 Nassau; fu annessa al granducato di Berg nel 1808 e nel      Dòsolo Comune in provincia di Mantova (3.160 ab., CAP
 1815 alla Prussia; fino alla seconda metà del XIX sec.        46030, TEL. 0375).
 ebbe però un periodo di decadenza ma, con lo                 dossàle, sm. Parte anteriore della mensa dell'altare. ~
 sfruttamento delle miniere di carbone, ebbe modo di           paliotto.
 riprendersi.                                                 Dossèna Comune in provincia di Bergamo (940 ab., CAP
Dortmund-Ems Canale (269 km) della Germania, tra il            24010, TEL. 0345).
 bacino carbonifero della Ruhr e il mar del Nord.             Dossèna, Giampàolo (Cremona 1930-) Saggista. Tra le
Dorval, Marie (1798-1849) Attrice teatrale francese. Fu        opere Storia confidenziale della letteratura italiana (dal
 grande interprete del teatro romantico di A. de Vigny, V.     1987), La zia era assatanata (1988), T'odio, empia
 Hugo ecc.                                                     vacca (1994) e Dante (1995).
Dorzàno Comune in provincia di Biella (387 ab., CAP           Dossétti, Giusèppe (Genova 1913-Monteveglio 1996)
 13042, TEL. 0161).                                            Sacerdote e politico. Di ideologia democristiana, si ritirò
DOS In informatica è la sigla di Disk Operating System         dalla politica nel 1951 e nel 1955 fondò una comunità
 (sistema operativo su disco).                                 monastica a Monteveglio.
Dos Passos, John (Chicago 1896-Baltimora 1970)                Dòssi Dòsso (ca. 1489-Ferrara 1542) Nome d'arte di
 Romanziere. Tra le opere New York (1925) e U.S.A.             Giovanni Luteri. Pittore. Tra le opere Partenza degli
 (trilogia, 1930-1936).                                        Argonauti (Washington, National Gallery) e Madonna
Dos Santos, Lucia Pastorella alla quale (insieme ai            con San Giorgio e San Michele (1525, Modena, Galleria
 fratelli Francisco e Giacinta Marto) apparve la Vergine       Estense).
 Maria nel 1917, a Fatima. In questa apparizione la           Dòssi, Càrlo (Zenevredo, Pavia 1849-Cardina, Como
 Vergine Maria avrebbe consegnato ai tre pastorelli alcuni     1910) Pseudonimo di Carlo Alberto Pisani Dossi.
 messaggi legati alla conversione, alla preghiera, alla        Romanziere. Tra le opere L'altrieri-nero su bianco
 previsione di alcune guerre e l'ultimo conosciuto come        (1868) e Vita di Alberto Pisani (1870).
 "il terzo segreto di Fatima", è tuttora custodito in         dossier, sm. invar. Insieme di documenti riguardanti il
 Vaticano e noto solo al papa.                                 medesimo argomento; cartella, incartamento, pratica. ~
dos-à-dos, sm. invar. Divano con due sedili opposti            fascicolo.
 separati da un unico schienale in uso nell'800.              dòsso, sm. 1 Dorso. ~ schiena. • levarsi un peso di
dosage, sm. invar. Operazione consistente nell'aggiunta        dosso, togliersi una preoccupazione. 2 Lieve rialzo della
 della liqueur nella preparazione degli spumanti.              superficie stradale. <> avvallamento, depressione. 3

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 Piccola altura. ~ duna. 4 Rilievo. ~ prominenza. <>           dotàzióne, sf. 1 Fornitura. ~ corredo. 2 Complesso di
 cunetta.                                                       materiali d'armamento ed equipaggiamento assegnati ai
     sm. 1 (strada) bump. 2 (rialzo) rise.                      soldati. 3 Insieme dei beni e dei mezzi finanziari
     lat. volg. dossum.                                         assegnati a un istituto o a una persona per svolgere
Dòsso dél Lìro Comune in provincia di Como (354 ab.,            un'attività. ~ sovvenzione.
 CAP 22015, TEL. 0344).                                              sf. 1 equipment. 2 (beni) endowment.
dossògrafo, sm. Nome attribuito agli autori che                dòte, sf. 1 Insieme dei beni apportati dalla moglie al
 raccolsero notizie sulla vita e sulle dottrine dei più         marito all'atto del matrimonio. ~ corredo. 2 Insieme dei
 antichi filosofi greci.                                        beni che, negli ordini monastici con voto di povertà, gli
dossologìa, sf. Formula per glorificare Dio, Cristo o la        ammessi ai voti attribuiscono al monastero all'atto della
 santissima trinità nella liturgia cattolica.                   monacazione. 3 Complesso di beni finanziari assegnati a
Dostoevskij, Fëdor Michajlovic (Mosca 1821-San                  un ente per il suo funzionamento. 4 Qualità fisica o
 Pietroburgo 1881) Scrittore russo, condusse una vita           morale. ~ pregio. <> negazione.
 travagliata anche a causa delle precarie condizioni di              sf. 1 dowry. 2 (fig.) talent, gift. 3 (qualità) quality.
 salute. La fama arrivò con il romanzo Povera gente                  lat. dos, dotis.
 (1845). Nel 1849 venne arrestato per le sue simpatie          Dotòidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi
 socialiste e condannato a morte; la pena venne                 Opistobranchi cui appartiene il genere Doto.
 commutata in quattro anni di lavori forzati in Siberia,       Dòtti, Càrlo Francésco (Bologna ca. 1670-1759)
 narrati nei Ricordi di una casa di morti (1861). Tornato       Architetto. Tra le opere il santuario della Madonna di
 a San Pietroburgo nel 1858, si dedicò assiduamente alla        Santa Lucia a Bologna (1723-1757).
 scrittura e al giornalismo, tra gravi difficoltà              dòtto, agg. e sm. 1 Che, chi ha dottrina. ~ erudito. <>
 economiche, complicate dal vizio del gioco e dalle             incolto, illetterato. 2 Di cosa piena di dottrina. ~ esperto.
 sventure familiari (nel 1864 perse la moglie e il figlio).     3 Canale in cui scorre un liquido fisiologico (linfa,
 Nel 1867 sposò la propria stenografa e, perseguitato dai       sangue, secrezione).
 creditori, lasciò la Russia viaggiando in Germania,                 agg. 1 (erudito) learned. 2 (istruito) scholar. 3
 Francia, Svizzera e Italia. Restò all'estero cinque anni. I    (canale) duct.
 suoi numerosi capolavori rispecchiano le drammatiche                lat. doctus, p.p. di docere insegnare; nel significato
 contraddizioni che si agitano nel profondo della               [3]: lat. ductus,-us, deriv. da ductus, p.p. di ducere
 coscienza, la disperata ricerca del bene e l'incapacità di     condurre.
 raggiungerlo. Alla base dei grandi romanzi                     Dotto toracico
 dostojevskiani vi sono conflitti irrisolti tra bene e male,    Dotto che nasce dalla cisterna del Pecquet e trasporta la
 impulsi contraddittori e torbidi, un'idea singolare di Dio     linfa dei villi intestinali e della parte inferiore del corpo
 ("Se Dio non esiste, tutto è permesso"). Questo impasto        nella succlavia sinistra.
 di temi permea l'opera e avviluppa letteralmente il           Dòtto, Vincènzo (Padova 1572-1629) Architetto. Tra le
 lettore in una narrazione fortemente soggettivizzata e di      opere, il palazzo Abriani (1623) e la facciata orientale del
 volta in volta filtrata attraverso la coscienza dei            Monte di Pietà (1612), entrambe a Padova.
 personaggi, in una straordinaria polifonia di voci. Le        Dottor Antonio, Il Romanzo di G. Ruffini (1855).
 vicende si svolgono generalmente nell'arco di pochi           Dottor Faust, Il => "Storia del dottor Faust"
 giorni convulsi, ma il tempo reale viene enormemente          Dottor Jekyll e mister Hyde => "Strano caso del
 dilatato nel labirinto della coscienza di chi lo vive. I       dottor Jekyll e del signor Hyde, Lo"
 soggetti dei romanzi sono quelli tipici della letteratura     Dottor Jekyll e Mr. Hyde, Il Film di fantascienza,
 del tempo, trasfigurati dal genio narrativo dell'autore.       americano (1941). Regia di Victor Fleming. Interpreti:
 Essi esercitano sul lettore una duplice azione di              Spencer Tracy, Ingrid Bergman, Lana Turner. Titolo
 attrazione per l'articolazione della vicenda umana e di        originale: Dr. Yekill and Mr. Hyde
 repulsione per quel che di torbido, di irrazionale e          Dottor Jekyll, Il Film dell'orrore, americano (1932).
 talvolta malsano essa contiene. Tra le sue opere, sono da      Regia di Rouben Mamoulian. Interpreti: Fredric March,
 ricordare Il sosia (1846), Le notti bianche (1848),            Miriam Hopkins, Rose Hobart. Titolo originale: Doctor
 Umiliati e offesi (1862), Memorie del sottosuolo (1865),       Jekyll and Mr. Hyde
 Delitto e castigo (1866), Il giocatore (1867), L'idiota       Dottor Mabuse, Il Film dell'orrore, tedesco (1922).
 (1869), I demoni (1871), L'adolescente (1875), I fratelli      Regia di Fritz Lang. Interpreti: Rudolph Kleine-Rogge,
 Karamazov (1879).                                              Alfred Abel, Lil Dagover. Titolo originale: Dr. Mabuse
dotàle, agg. Relativo alla dote.                                der Spieler
dotàre, v. tr. 1 Fornire della dote. ~ equipaggiare. <>        Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non
 spogliare. 2 Corredare, munire, provvedere. ~ fornire.         preoccuparmi e ad amare la bomba, Il Film
 <> deprivare.                                                  commedia, britannico (1964). Regia di Stanley Kubrick.
     v. tr. 1 to equip, to provide. 2 (fig.) to endow with.     Interpreti: Peter Sellers, George C. Scott, Sterling
     lat. dotare.                                               Hayden. Titolo originale: Dr. Strangelove
dotàrio, sm. Diritti o beni che il marito assegnava alla       Dottor ¿¦¿ivago, Il Romanzo di B. L. Pasternak (1956).
 moglie in caso di vedovanza.                                   Il romanzo ispirato a esperienze autobiografiche, narra
dotàto, agg. 1 Fornito, corredato. ~ munito. <> privo,          la vita di un medico poeta e del suo amore per Lara,
 sprovvisto. 2 Provvisto di qualità; capace. ~ valido. <>       durante gli avvenimenti della rivoluzione russa. Nella
 incapace.                                                      prosa di Pasternak, la vita umana è modellata
     agg. gifted.                                               principalmente dall'amore, dalla fede e dal destino. Gli
                                                                eventi della politica influenzano la vita umana meno

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 dell'arte. Celebrazione dell'intimità, della poesia e          Doubs Fiume (430 km) della Francia. Nasce dai Monti
 dell'individualità, l'opera è contemporaneamente una            Noirmont e confluisce nella Saona.
 dimostrazione della fragilità di questi valori di fronte al     Doubs
 risveglio di forze distruttive come la rivoluzione russa.       Dipartimento (485.000 ab.) della Francia, capoluogo
 Frutto del lavoro di vent'anni, il libro è stato salutato in    Besançon.
 Occidente come un'attestazione della permanenza dei            Doues Comune in provincia di Aosta (403 ab., CAP
 valori umanistici nella Russia sovietica. L'autore è stato      11010, TEL. 0165).
 insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1958. In     Douglas, Donald W. (New York 1892-Palm Springs
 soli dieci anni dalla pubblicazione, il Dottor ¿¦¿ivago è       1981) Industriale statunitense. Nel 1910 fu fondatore
 stato tradotto in 27 lingue e portato sullo schermo nel         dell'omonima casa produttrice di velivoli della serie DC.
 1965. In Russia è stato pubblicato solo nel 1988.              Douglas, Kirk (Amsterdam, New York 1916-) Nome
 Dottor Zivago, Il                                               d'arte di Issur Danielovic Demsky. Frequentò l'American
 Film drammatico, americano (1965). Regia di David               Academy of Dramatic Arts e nel 1941 debuttò a
 Lean. Interpreti: Omar Sharif, Geraldine Chaplin, Julie         Broadway. Attore, regista e produttore cinematografico.
 Christie. Titolo originale: Doctor Zhivago                      Interpretò come primo film, nel 1946, Lo strano amore
dottoràle, agg. Di dottore.                                      di Marta Ivers. Tra i numerosi film interpretati, Il
dottoràndo, sm. Laureato che frequenta un corso di               grande campione (1949), L'asso nella manica (1951), Il
 dottorato di ricerca.                                           grande cielo (1952), Brama di vivere (1956), Sfida
dottoràto, sm. 1 Grado di dottore. 2 Titolo accademico           all'O.K. Corral e Orizzonti di gloria (1957), Spartacus
 che si consegue dopo la laurea.                                 (1960), Sette giorni a maggio (1964), La fratellanza e Il
      sm. degree.                                                compromesso (1969), Uomini e cobra (1970), La lunga
dottóre, sm. (f.-essa) 1 Chi ha ottenuto la laurea               notte di Entebbe (1976). Ha diretto Un magnifico ceffo
 all'università. ~ laureato. • parlare come un dottore, con      da galera (1973), I giustizieri del West (1975) e Due tipi
 grande sapienza. 2 Titolo del medico, di chi ha una             incorreggibili (1987) e prodotto Il bruto e la bella del
 laurea in medicina. ~ sanitario. 3 Maschera della               1952.
 Commedia dell'arte. 4 Chi insegna una dottrina. ~              Douglas, Michael (New York 1945-) Pseudonimo di
 insegnante. • i dottori della Chiesa, i santi venerati dai      Michael Demsky, produttore e attore cinematografico
 cattolici.                                                      statunitense, figlio di Kirk. Produsse Qualcuno volò sul
      sm. 1 graduate. 2 (medico) doctor.                         nido del cuculo (1975), col quale vinse 5 Oscar.
      lat. doctor,-oris insegnante, deriv. da doctus, p.p. di    Interpretò Sindrome cinese (1979), Attrazione fatale
 docere insegnare.                                               (1987), Wall Street (1987, Oscar come miglior attore
dottoreggiàre, v. intr. Ostentare dottrina. ~                    protagonista), Basic Instinct (1992), Un giorno di
 sdottoreggiare.                                                 ordinaria follia (1993), Rivelazioni (1994), Il presidente.
Dottóri, Geràrdo (Perugia 1884-1977) Pittore. Tra le             Una storia d'amore (1995), Spiriti nelle tenebre (1996),
 opere Miracolo di luci, volando (1932, Roma, Galleria           Delitto perfetto (1998).
 Nazionale d'Arte Moderna).                                     douillette, sf. invar. Piccola poltrona bassa a forma di
dottrìna, sf. 1 Insieme delle cognizioni apprese con lo          gondola e con guance imbottite in uso nel XIX sec.
 studio; cultura. ~ erudizione. 2 I principi della religione    Doukkala Regione del Marocco, sulla Costa Atlantica.
 cattolica. ~ catechismo. • la dottrina cattolica. 3            Doumergue, Gaston (Aigues-Vives 1863-1937) Politico
 Insieme dei precetti o delle teorie su cui si fonda una         francese. Di ideologia radical-socialista, fu presidente del
 scienza o una religione. ~ disciplina. 4 Insieme dei            consiglio nel 1913 e 1914 e, dal 1924 al 1931, fu
 principi relativi a un determinato argomento o sostenuti        presidente della repubblica.
 da un autore. ~ pensiero, scuola. • ha determinato una         Dourados Città (130.000 ab.) del Brasile, nello stato del
 nuova dottrina scientifica.                                     Mato Grosso do Sul.
      sf. doctrine.                                             Douro Litoral Provincia del Portogallo, sull'oceano
      lat. doctrina, deriv. da doctor,-oris dottore.             Atlantico.
dottrinàle, agg. Attinente a una dottrina.                      Douro, Alto Regione del Portogallo, al confine con la
dottrinàrio, sm. Chi bada più alla teoria che alla pratica.      Spagna.
dottrinarìsmo, sm. L'essere dottrinario.                        doussié, sm. invar. Nome commerciale del legname
Dou, Gerrit (Leida 1613-1675) Pittore olandese. Tra le           ricavato dalle specie arboree africane del genere Afzelia.
 opere Fanciulla con lanterna alla finestra (Vienna,            Dóva, Giànni (Roma 1925-Pisa 1991) Pittore. Tra le
 Kunsthistorisches Museum) e Il medico (1653, Vienna,            opere Nel paesaggio (1955, Milano, Museo d'Arte
 Kunsthistorisches Museum).                                      Contemporanea).
Douai Città (200.000 ab.) della Francia, nel dipartimento       Dovàdola Comune in provincia di Forlì (1.563 ab., CAP
 del Nord.                                                       47013, TEL. 0543).
Douala Città (853.000 ab.) del Camerun, capoluogo del           dóve, avv., cong. e sm. avv. 1 In quale luogo. ~
 dipartimento di Wouri e della provincia del Litorale.           laddove. 2 In cui (preceduto da un sostantivo). 3 Nel
douar, sm. invar. Insieme di gruppi familiari legati da          luogo in cui. ~ ove. 4 Il luogo in cui. • questa è la casa
 interessi e abitudini di vita comuni.                           dove sono nato.
 ETM: dal maghrebino dwar.                                       cong. Nel caso. • dove io non potessi arrivare, andate
double-face, agg. e sm. invar. 1 Di stoffa che ha due            pure avanti senza di me.
 diritti, ognuno con un proprio disegno e colore. 2 Abito        sm. Luogo. • giungevano fischi da ogni dove.
 confezionato con tale stoffa.                                       avv. 1 where. 2 (in cui) in which. 3 (fino dove) as far
      franc. doppia faccia.                                      as. cong. 1 whereas. 2 (dove sei?) where are you. 3 (di

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 dove sei?) where are you from.                                   Down, Longdon (Londra 1828-1896) Medico inglese.
      lat. de ubi.                                                 Prese il suo nome l'omonima sindrome, malattia
Dove, Arthur (Canandaigua 1880-Geneva 1946) Pittore                congenita (uno ogni 800 nati) causata da anomalia
 statunitense. Tra le opere Musica sentimentale (1917,             genetica, ovvero dalla presenza di tre copie del
 New York, Metropolitan Museum of Art).                            cromosoma 21. Si rivela per uno sviluppo fisico e
Dover Città della Gran Bretagna (35.000 ab.), della                psichico assai ridotto. La diagnosi può essere fatta
 contea di Kent, si affaccia sullo stretto omonimo (detto          esaminando il liquido amniotico al termine del terzo
 pas-de-Calais), alla base di imponenti scogliere a falesia.       mese di gravidanza.
 È porto di traffico tra il continente e la costa. In cima alla   Downing Street Strada di Londra nota perché al
 scogliera si trova il castello, la torre romana, la Maison        numero 10 risiede ufficialmente il primo ministro
 Dieu Hall.                                                        inglese.
 Stretto di Dover                                                 download, sm. invar. Nel linguaggio informatico indica
 Punto più stretto del canale della Manica, i cui porti            l'operazione mediante la quale vengono scaricati file da
 principali sono Dover, Folkestone, Calais, Dunkerque,             un altro computer tramite una connessione via modem.
 Ostenda, Zeebrugge.                                              Doxa Istituto italiano per ricerche statistiche e analisi
Dovèra Comune in provincia di Cremona (3.197 ab., CAP              d'opinione pubblica. Esegue sondaggi e analisi di
 26010, TEL. 0373).                                                mercato.
dovére, sm. e v. sm. 1 Ciò che si è tenuti a fare secondo         dòxa, sf. Nell'antica filosofia greca era la conoscenza
 la legge, la morale e simili. ~ obbligo. <> scelta. 2 Ciò         basata sull'opinione soggettiva, quindi contrapposta alla
 che è giusto, conveniente. 3 Ossequi. ~ saluti. 4                 vera conoscenza.
 Compito. ~ mansione.                                             doxapram, sm. invar. Analettico utilizzato nelle
 v. intr. 1 Avere l'obbligo, la necessità, la convenienza. 2       sindromi da ipoventilazione alveolare.
 Essere probabile. 3 Essere debitore. 4 Essere in                 Doyle, Arthur Conan (Edimburgo 1859-Crowborough
 procinto.                                                         1930) Scrittore britannico, inventore del famoso
      sm. duty. v. intr. 1 must, to have got to. 2 (cond.)         personaggio di Sherlock Holmes e del suo aiutante
 ought to, should.                                                 dottor Watson. Attorno a queste figure ha scritto
doverosaménte, avv. 1 Per dovere. ~                                moltissimi romanzi, piccoli capolavori del racconto
 obbligatoriamente. 2 Come si deve, a dovere.                      poliziesco, tra i quali, Il mastino di Baskerville, Le
doveróso, agg. 1 Che è di dovere. ~ dovuto. <>                     avventure di Sherlock Holmes e Il segno dei quattro.
 arbitrario. 2 Obbligatorio. ~ necessario. <> volontario.         Dòzza Comune in provincia di Bologna (4.943 ab., CAP
      agg. 1 dutiful. 2 (giusto) right.                            40050, TEL. 0542).
dovìzia, sf. Grande abbondanza, opulenza. ~ ricchezza.            dozzèno, o dozzìno, sm. Moneta d'argento o di mistura
 <> povertà.                                                       coniata dal re di Francia Carlo VIII.
dovizióso, agg. 1 Abbondante, opulente. ~ copioso. 2              dozzìna, sf. 1 Insieme di dodici o di circa dodici cose
 Facoltoso, benestante. ~ ricco. <> povero.                        dello stesso genere. 2 Il trattamento di vitto e alloggio
Dovrefjell Massiccio montuoso della Norvegia, nelle Alpi           presso una famiglia privata per un prezzo mensile fissato
 Scandinave. Vetta più elevata il Monte Snohetta (2.286            e lo stesso prezzo.
 m).                                                                   sf. dozen.
dovùnque, avv. e cong. avv. In qualunque luogo. ~                 dozzinàle, agg. Che ha poco pregio; comune. ~
 dappertutto. <> in nessun posto.                                  ordinario. <> prezioso, raffinato.
 cong.¤ ¤In qualunque luogo in cui.                                    agg. second-rate, cheap.
      avv. everywhere, anywhere. cong. wherever.                  dozzinànte, sm. e sf. Chi sta a dozzina. ~ pensionante.
dovùto, agg. e sm. agg. 1 Che spetta di diritto. ~                DP Sigla di Decreto Presidenziale.
 legittimo, giusto. <> immeritato, regalato. 2                     Dp
 Conveniente, necessario. ~ adeguato. <> inadatto,                 Sigla di Data processing (elaborazione dei dati).
 inadeguato.                                                      DPC Sigla di Decreto del Presidente del Consiglio.
 sm. Ciò che è dovuto.                                            DPR Sigla di Decreto del Presidente della Repubblica.
      agg. e sm. due.                                             Dr. Cyclops Film di fantascienza, americano (1940).
Dovzenko, Aleksandr Petrovic (Sosnici, Cernigov                    Regia di Ernest Beaumont Schoedsack. Interpreti: Albert
 1894-Mosca 1956) Regista sovietico. Di umili origini, alla        Dekker, Janice Logan, Thomas Coley.
 fine della guerra civile si dedicò alle arti figurative.         Dra, Uadi Fiume (1.200 km) a carattere stagionale
 Approdato al cinema nel 1926, divenne ben presto uno              dell'Africa nordoccidentale. Nasce in Marocco e sfocia
 dei maggiori esponenti del cinema rivoluzionario, sia             nell'oceano Atlantico.
 prima che dopo l'inizio dell'assolutismo sovietico. Tra le       Drabble, Margaret (Sheffield 1939-) Scrittrice inglese.
 sue realizzazioni cinematografiche, Arsenal (1927), La            La sua notorietà è legata alle prime opere: The Garrik
 terra (1930), Ivan (1932), Aerograd (1935), e La vita in          Year (1965), The Millstone (1966) e The Waterfall
 fiore (Micurin) (1948).                                           (1969), nelle quali il tema predominante fu la situazione
Dowland, John (Dublino 1562-Londra 1626)                           psicologica, fisica e sociale della donna. Le successive
 Compositore inglese. Autore di composizioni in stile              opere, The Needle's Eye (1972), The Middle Ground
 madrigalistico e per liuto.                                       (1980), The Radiant Way(1980) sono permeate da una
Down Distretto (57.000 ab.) della Gran Bretagna,                   più evidente ricerca di nuove soluzioni linguistiche,
 nell'Irlanda del Nord.                                            unitamente allo sviluppo di temi come la riflessione sul
down, agg. e sm. invar. Di persona affetta da sindrome             rapporto tra presente e passato.
 di Down.

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dracaena, o dracèna, sf. Genere di Gigliacee tropicali.         • Denominazione comune di alcuni Rettili dell'ordine
 Dalla corteccia della Dracaena draco si estrae una             degli Squamati.
 gommoresina che prende il nome di sangue di drago e            Drago di Komodo
 che, seccata, viene utilizzata come colorante.                 Rettile (Varanus komodensis) della famiglia dei
dràcma, sf. (o dràmma) Unità monetaria della Grecia.            Varanidi. Lungo fino a 3 m, è dotato di squame
Dracóne, o Dracónte (sec. VII a. C.) Legislatore                grigiastre. Mangia la preda a partire dalle viscere.
 ateniese. Secondo tradizione emanò nuove leggi sui reati       Drago volante
 di sangue, di grande severità, e una costituzione basata       Rettile (Draco volans) della famiglia degli Agamidi.
 sul censo. Fu autore del primo codice scritto di Atene,        Lungo 20 cm, vive sugli alberi delle foreste
 che garantiva i più deboli dai soprusi dei più potenti         dell'Indonesia e della Malaysia.
 (eupatridi) e da una interpretazione faziosa delle norme      dragomànno, sm. Interprete nelle ambasciate e nei
 giuridiche.                                                    consolati orientali.
draconiàno, agg. 1 Di Dracone, legislatore ateniese. 2         dragóna, sf. Striscia di cuoio o di cordoncino terminante
 Molto severo. ~ rigoroso, perentorio.                          in un fiocco che s'intreccia intorno all'impugnatura della
dracònico, agg. Termine astronomico con il quale si             sciabola.
 indicano i periodi di tempo; essi vengono misurati con        dragoncèllo, sm. Nome comune dell'Artemisia
 riferimento al passaggio dell'orbita lunare per i nodi.        dracunculus coltivata per l'estrazione dell'essenza e
 L'origine del termine è molto antica e si riferisce al modo    usata come condimento. ~ estragone.
 che gli antichi avevano di chiamare tali nodi (coda del       dragóne, sm. 1 Mostro favoloso. ~ drago. 2 Soldato a
 drago); pensavano, inoltre che il drago potesse mangiare       cavallo di certi eserciti. 3 Imbarcazione a vela per regate.
 il Sole nel corso delle eclissi.                              Dragonétti Famiglia di Pesci Actinopterigi.
Dracula Romanzo di B. Stoker (1897).                           Dragóni Comune in provincia di Caserta (2.271 ab., CAP
Dracula di Bram Stoker Film dell'orrore, americano              81010, TEL. 0823).
 (1992). Regia di Francis Ford Coppola. Interpreti: Gary       dragonnàde, sf. Nome attribuito a un sistema di
 Oldman, Anthony Hopkins, Winona Ryder. Titolo                  persecuzione contro i protestanti in uso in Francia sotto
 originale: Bram Stoker's Dracula                               Luigi XIV.
dracunculòsi, sf. Malattia tropicale (malattia di              dragster, sm. invar. Particolar tipo di autoveicolo
 Medina)¤ ¤parassitaria causata dal verme Dracunculus           impiegato per gare di velocità su brevi distanza
 Medinensis presente nelle zone tropicali. La malattia si       rettilinee.
 contrae bevendo acqua contaminata dalle larve dei vermi       drahthaar, sm. invar. Cane da caccia di origine
 veicolate dai Crostacei presenti in quelle acque.              germanica. Ha pelo duro di media lunghezza con barba e
dràga, sf. Macchina per l'escavazione e                         sopracciglia.
 l'approfondimento di canali, porti, fiumi.                    Drais von Sauerbronn, Karl Friedrich (Karlsruhe
     franc. drague, dall'ingl. (to) drag tirare.                1785-1851) Inventore tedesco. Realizzò un prototipo di
dragàggio, sm. Operazione del dragare, scavo fatto con          bicicletta.
 una draga.                                                    Drake, Francis (Crowndale 1541?-Portobelo 1596)
dragamìne, sm. invar. Piccola nave da guerra                    Navigatore inglese. Per conto della corona, dal 1577
 attrezzata per rimuovere e distruggere le mine                 iniziò la guerra di corsa contro la Spagna e le sue colonie.
 subacquee. ~ spazzamine.                                       Nel 1580 per primo circumnavigò il globo e nel 1588
dragànte, sm. Pezzo di sostegno dello scafo delle               contribuì alla sconfitta dell'Invencibile Armada.
 imbarcazioni.                                                 drakkar, sm. invar. Nome delle navi vichinghe dei
dragàre, v. tr. 1 Scavare per mezzo di una draga. 2             primi secoli dell'era cristiana. Deriva dal drago che
 Bonificare con un dragamine.                                   ornava la prora.
     v. tr. to dredge.                                         Drama Nomo (97.000 ab.) della Grecia, percorso dal
     deriv. da draga.                                           fiume Néstos.
Dràghi Monti della Repubblica Sudafricana, nel                 Dramatis personae Opera di poesia di R. Browning
 Transvaal. Vetta più elevata il Monte Thabana Ntlenyana        (1864).
 (3.482 m).                                                    dràmma, sm. (pl.-i) 1 Componimento destinato alla
dràglia, sf. Ciascuna delle corde metalliche a cui si           rappresentazione scenica. ~ commedia. 2 Vicenda triste
 legano le tende o le vele sulle navi.                          e pietosa. ~ disgrazia. 3 Tensione, forza drammatica. ~
dragline, sm. invar. Macchina da scavo e sterratura che         sciagura. 4 Dracma.
 lavora mediante benne trascinate da una fune.                      sm. drama.
Dràgo Costellazione circumpolare, molto estesa e la cui             lat. tardo drama,-atis, dal greco dràma.
 coda è compresa tra l'Orsa Maggiore e Minore; si trova         • Qualsiasi opera letteraria, che riproduce vicende
 nell'emisfero celeste boreale ed è visibile nel corso di       tramite i dialoghi e i conflitti tra i personaggi, anziché
 tutto l'anno.                                                  raccontarli indirettamente. Per tale ragione, risulta
dràgo, sm. (pl.-ghi) 1 Mostro favoloso raffigurato come         essere dramma ogni testo diretto alla rappresentazione,
 un enorme rettile con le ali che sputa fuoco dalle fauci. ~    senza tenere in considerazione il contenuto. Nel
 dragone. 2 Pallone frenato, utilizzato per diversi usi         Settecento e nell'Ottocento indica un genere teatrale
 scientifici e militari. 3 Persona che riesce molto bene in     serio, che affronta problemi individuali e sociali senza
 qualche cosa, particolarmente astuta. ~ asso, campione.        una proiezione in dimensioni eroiche e mitiche.
 <> scalzacane, schiappa.                                       Dramma liturgico
     sm. dragon.