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Esame di licenza media

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									Esame di licenza
      media!
 a.s. 2005/2006



 A cura di Rucareanu
       Cosmin
              Indice
 Storia
 Geografia
                 Il congresso di Vienna
Il Congresso di Vienna si tenne nella capitale dell'allora impero austriaco, dal1’ ottobre 1814 al
9giugno 1815 (finì nove giorni prima della famosa battaglia di Waterloo). A parteciparvi furono le
principali nazioni europee, che tentarono così di dare un assetto al vecchio continente dopo
l'avventura napoleonica. In realtà si cercò di dare un assetto alle sole altre potenze, in quanto i
termini di pace con la Francia erano già stati stipulati con il precedente trattato di Parigi del 30
maggio 1814. Le discussioni continuarono malgrado il ritorno dell'ex Imperatore Napoleone
dall'esilio e la sua riassunzione del potere in Francia nel marzo 1815 e l'atto finale del Congresso fu
firmato nove giorni prima della sua finale disfatta nella battaglia di waterloo. Tecnicamente, si
potrebbe notare che il Congresso di Vienna non si svolse mai realmente, posto che il Congresso
non si riunì mai in sessione plenaria, e la maggior parte delle discussioni avvenne in sessioni
informali tra le grandi potenze. Al Congresso, il Regno Unito era prima rappresentato dal suo
Ministro degli Esteri, il visconte Castlereagh; dopo il febbraio 1815, dal duca di Wellington; e
nelle ultime settimane, dopo che Wellington se ne andò per affrontare Napoleone, dal conte di
Clancarty.
L'Austria era rappresentata dal principe Klemens von Metternich, il Ministro degli Esteri, e dal
suo delegato, barone Wessenberg. La Prussia era rappresentata dal principe Carlo Augusto von
Hardenberg, il Cancelliere, e dal diplomatico e studioso Wilhelm von Humboldt.
La Francia di Luigi XVIII era rappresentata dal suo Ministro degli Esteri Charles Maurice de
Talleyrand-Perigord. Sebbene la delegazione ufficiale della Russia fosse guidata dal suo
Ministro degli Esteri, conte Nesselrode, l'Imperatore Alessandro I per lo più operò
personalmente. Inizialmente, i rappresentanti delle quattro potenze vincitrici sperarono di
escludere i francesi da una seria partecipazione ai negoziati, ma Talleyrand riuscì abilmente ad
inserirsi nei dibattiti interni nelle prime settimane dei negoziati.
Poiché la maggior parte del lavoro al Congresso fu svolta da queste cinque potenze (assieme
con, per certi temi, le rappresentative di Spagna, Portogallo e Svezia, e sui temi tedeschi, di
Hannover, Baviera, e Württemberg), la maggior parte delle delegazioni non ebbe molto da fare
al Congresso, e l'ospite, Imperatore Francesco d'Austria sostenne splendidi intrattenimenti per
mantenerle occupate. Questo determinò il famoso commento del principe de Ligne: "Le Congrès
ne marche pas; il danse.", ovvero "Il Congresso non cammina; danza."
Poiché la maggior parte del lavoro al Congresso fu svolta da queste cinque potenze (assieme con, per
certi temi, le rappresentative di Spagna, Portogallo e Svezia, e sui temi tedeschi, di Hannover, Baviera, e
Württemberg), la maggior parte delle delegazioni non ebbe molto da fare al Congresso, e l'ospite,
Imperatore Francesco d'Austria sostenne splendidi intrattenimenti per mantenerle occupate. Questo
determinò il famoso commento del principe de Ligne: "Le Congrès ne marche pas; il danse.", ovvero "Il
Congresso non cammina; Le materie su cui si discusse furono molteplici e in generale solo le perdite
territoriali a danno dei francesi non furono oggetto di discussione. Queste erano già state decise
riportando i confini francesi a quelli precedenti alle avventure napoleoniche.

Mutamenti territoriali

In particolare le materie trattate furono quelle polacche-tedesche e italiane.Per quanto riguarda le prime,
lo zar presentò un piano in cui prevedeva la creazione di una Polonia indipendente satellite della corona
russa. Questo piano fu fortemente osteggiato dalle altre potenze, e alla fine si giunse ad un accordo
spartendo la Polonia e attribuendo gran parte della Sassonia al sovrano prussiano. In generale si portò la
composizione della Confederazione Tedesca a 39 stati sotto il controllo di Austria e Prussia.L'oggetto
più controverso al Congresso fu, infatti, la cosiddetta crisi sassone-polacca. I russi e prussiani
avanzarono una proposta secondo la quale la maggior parte dei territori austriaci e prussiani della
Polonia sarebbero andati alla Russia, che avrebbe creato un regno polacco indipendente in unione
personale con la Russia, con lo zar Alessandro quale re.In cambio, i prussiani avrebbero ricevuto come
compensazione tutta la Sassonia, il cui re veniva considerato abdicante per non aver abbandonato
Napoleone abbastanza in fretta.
Gli austriaci, i francesi, e gli inglesi non approvarono questo piano, e, ispirati da Talleyrand, firmarono un
trattato segreto il 3 gennaio 1815, consentendo alla guerra, se necessario, per impedire che il piano russo-
prussiano producesse il suo effetto.Sebbene nessuna delle tre potenze fosse particolarmente pronta alla
guerra, i russi non vollero sfidarle, e si elaborò presto una composizione amichevole, per cui la Russia
ricevette il grosso del Ducato napoleonico di Varsavia come Regno di Polonia (chiamato Polonia del
Congresso), ma non ricevette il distretto di Poznan (Granducato di Poznan), che fu dato alla Prussia, né
Cracovia, che rimase una città libera. La Prussia ricevette il 40% della Sassonia (più tardi nota come
provincia di Sassonia), con la rimanenza resa al Re Federico Augusto I (regno di Sassonia).
Altri mutamenti
I principali risultati del Congresso (a parte la ratifica della perdita dei territori che la Francia si era
annessa tra il 1795 ed il 1810, che era già stata stabilita dalla Pace di Parigi) fu l'accrescimento della
Russia, (che guadagnò il grosso del Ducato di Varsavia) e della Prussia, che acquistò la Westfalia e la
Renania settentrionale.Il consolidamento della Germania dai quasi 300 stati del Sacro Romano Impero
(disciolto nel 1806) in un sistema – molto più gestibile – di trentanove stati fu confermato. Questi stati
andarono a costituire una blanda Confederazione Tedesca sotto la guida di Prussia ed Austria. I
rappresentanti al Congresso concordarono numerosi altri mutamenti territoriali. La Norvegia fu trasferita
dalla Danimarca alla Svezia. L'Austria guadagnò il Lombardo-Veneto nell'Italia del nord, mentre buona
parte del centro-nord Italia andò a discendenti degli Asburgo (il Granducato di Toscana, il Ducato di
Modena, il Ducato di Parma).
Il Papa fu restaurato nello Stato Pontificio. Il Regno di Sardegna fu restaurato nei suoi possedimenti di
 terraferma, ed inoltre guadagnò il controllo della Repubblica di Genova. Nel Sud Italia, il cognato di
 Napoleone, Gioacchino Murat, fu originariamente autorizzato a mantenere il Regno di Napoli, ma in
 seguito al sostegno da lui fornito ai Cento Giorni di Napoleone, venne deposto, ed il Borbone Ferdinando
 IV restaurato al trono.
Un grande Regno delle Province Unite d'Olanda fu creato per il Principe d'Orange, e comprendeva sia le
 vecchie Province Unite sia i territori sud-olandesi precedentemente governati dall'Austria.
Ci furono altri, meno importanti aggiustamenti territoriali, che comprendevano significativi guadagni
 territoriali per i Regni tedeschi di Hannover (che guadagnò la Frisia orientale dalla Prussia e vari altri
 territori della Germania nord-ovest) e di Baviera (che guadagnò il Palatinato renano e territori in
 Franconia). Il Ducato di Lauenburg fu trasferito da Hannover alla Danimarca, e la Pomerania svedese fu
 annessa dalla Prussia.
Il trattato riconobbe inoltre i diritti portoghesi su Olivenza, ma essi furono ignorati, e l'area rimase sotto
 controllo spagnolo.
Per quanto riguarda la questione italiana, invece, la parte del leone la fece l'Austria, ottenendo il controllo
 di Lombardia e Veneto e quello indiretto della Toscana. Il regno di Sardegna, governato dai Savoia,
 riottenne il Piemonte e la Savoia e venne ulteriormente ingrandito con i territori della ex repubblica di
 Genova. Il Sud Italia invece tornò ai Borboni dopo la breve parentesi di regno da parte del generale
 napoleonico Murat.

La Santa Alleanza
Non direttamente una parte del Congresso, ma ad esso associata, fu la Santa Alleanza, ispirazione di
Alessandro, in cui i vari sovrani d'Europa convennero di uniformarsi ai principii cristiani
   Sebbene ampiamente deriso da molti statisti al Congresso (Castlereagh lo chiamava "un pezzo di sublime
  misticismo ed assurdità" e Metternich un "nulla altisonante"), tutti i sovrani europei vi aderirono, eccetto il Papa,
  che non avrebbe costituito un accordo con così tanti eretici, il Sultano, che non era particolarmente interessato ai
  principii cristiani, ed il Principe-Reggente del Regno Unito, che non poteva assentire ad un tale trattato senza
  coinvolgimento ministeriale (in effetti egli firmò nel suo ruolo di Reggente di Hannover). In seguito, la Santa
  Alleanza fu progressivamente associata con le forze di reazione in Europa, e particolarmente con gli orientamenti
  politici di Metternich.
 I paesi coinvolti nel Congresso si accordarono pure di riunirsi ad intervalli a norma dell'Articolo VI:
"Per assicurare l'esecuzione del presente Trattato e consolidare i legami ora così uniti i Quattro Sovrani per la
  felicità del mondo hanno concordato di rinnovare i loro incontri a periodi prefissati… per la considerazione di
  misure per la serenità e prosperità delle Nazioni e per il mantenimento della Pace in Europa."
 Ciò portò all'istituzione del sistema del Congresso, ed ai successivi congressi.
 Critica successiva
 Il Congresso di Vienna fu spesso criticato da storici del diciannovesimo secolo e più recenti per il fatto di aver
  ignorato gli impulsi nazionali e liberali, e per avere imposto una reazione repressiva sul continente.
  Per la verità, questa critica era già sostenuta dall'opposizione Whig ("progressista") nel Regno Unito al tempo
  della conclusione del Congresso. Il Congresso di Vienna fu parte integrante di ciò che divenne noto come
  l’Ordine Conservatore, in cui la pace e la stabilità erano barattate con le libertà ed i diritti collegati alla
  Rivoluzione Francese.
 Nel ventesimo secolo, tuttavia, molti storici sono arrivati ad ammirare gli statisti del Congresso, la cui opera, si
  disse, aveva impedito un'altra guerra generale europea per quasi cent'anni (1818-1914). Fra questi storici c’è
  Henry Kissinger, la cui prolusione dottorale ebbe ad argomento il Congresso di Vienna.
                 Geografia

   Romania (cartina e bandiera)




   Ungheria (cartina e bandiera)
                               ROMANIA
La Romania (in rumeno România) è uno stato nel sudest dell'Europa. Confina a nord-est con l'Ucraina
e la Repubblica Moldavia, ad ovest con l' Ungaria e Serbia e Montenegro ed a sud con la Bulgaria. La
Romania ha anche un piccolo litorale del Mar Nero. Il nome Romania deriva da Român, derivazione
dell'aggettivo latino Roman, romano. Rappresenta le origini dello stato e giustifica la derivazione
linguistica del Rumeno dal Latino. Inoltre, "Ţara Românească" (Nazione Rumena), è il nome che sta a
indicare anche l'antico principato di Valacchia.
Storia
L'origine della popolazione romena risale ai Daci, i quali furono conquistati dall'Impero romano nel
106. Questo fatto segnò l'inizio di una serie di invasioni della Romania, sebbene i regnanti lasciassero
di solito un alto grado di autonomia. Nel Medioevo i Romeni vivevano in tre principati distinti: la
Valacchia, la Moldavia e la Transilvania. I primi due erano sotto l'influenza dell'Impero ottomano, pur
godendo di un'autonomia interna, mentre la Transilvania apparteneva all'Ungheria, con un'autonomia
paragonabile e più tardi all'Impero austroungarico. La Romania moderna nacque quando i principati di
Moldavia e Valacchie si unirono nel 1859, e diventarono indipendenti nel 1877. Il Paese si espanse
dopo la Prima guerra mondiale, quando Transilvania, Bukovina e Bessarabia furono inglobate. Parti
della Romania vennero incorporate nell'Unione Sovietica nel 1940, soprattutto nell'attuale Stato
moldavo e in parte nell'Ucraina. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Romania divenne una nazione
comunista sotto la pressione dell'Unione Sovietica. Il regno più che decennale del presidente Nicolae
Ceauşescu finì con una rivolta nel tardo 1989, quantunque gli ex-comunisti abbiano continuato in
seguito ad essere presenti nel governo eletto democraticamente.
 Geografia
Gran parte della frontiera rumena con la Jugoslavia e la Bulgaria è formata dal Danubio. Il Danubio ha come affluente
il fiume Prut che forma il confine con la Moldavia. I monti Carpazi dominano la parte occidentale della Romania, con
cime fino a 2500 m e raggiungendo i 2544 m del monte Moldoveanu.Le città principali sono Bucureşti, Braşov,
Timişoara, Cluj-Napoca, Costanţa e Iaşi. I fiumi più importanti della Romania sono:il Mures; il Somes; il Siret; il Prut
e l'Olt (fiume) sfociano nel Danubio, che delimita il confine tra Romania e Bulgaria e sfocia, con un grandissimo
delta, nel Mar Nero.
Politica
Il potere legislativo nello Stato rumeno consiste in due camere, il Senat (Senato), che conta 143 membri e la Camera
Deputaţilor (Camera dei Deputati), che ha 343 membri. I membri di entrambe le camere sono scelti in elezioni che si
tengono ogni quattro anni.Il presidente, il capo del potere esecutivo, è eletto a suffragio universale, ogni 5 anni (fine al
2004 - quattro anni). Il presidente nomina il primo ministro, che presiede il Consiglio dei ministri, nominato,
quest'ultimo, dal primo ministro.
Economia
Dopo il collasso del Blocco Sovietico nel 1989-91, la Romania rimase con una base industriale obsoleta ed un
paniere di capacità industriali totalmente inadatto ai suoi bisogni. Nel febbraio 1997, la Romania si imbarcò in
un programma comprensivo di stabilizzazione macroeconomica e riforma strutturale, ma questa riforma fu
successivamente un frustrante processo a singhiozzo. I programmi di ristrutturazione includevano la
privatizzazione o liquidazione di grandi industrie ad alta consumazione elettrica (kombinat) e maggiori riforme
nel settore dell'agricoltura e della finanza. Nel 1999 l'economia della Romania si contrasse per il terzo anno
consecutivo di all'icirca 4,8%. La Romania raggiunse in agosto un accordo con il Fondo Monetario
Internazionale per un prestito di 547 millioni $, ma il rilascio della seconda rata fu procrastinato in ottobre a
causa dei requisiti non raggiunti sul prestito per il settore privato e cambiamenti nelle spese budgetarie.
Bucureşti ha evitato di dichiararsi insolvente per gli interessi di metà anno, ma ha dovuto usare le riserve per
farlo, riserve che sono arrivate approssimativamente a 1,5 miliardi di dollari alla fine dell'anno 1999. Le
priorità del governo includevano: ottenere un rinnovo del prestito del FMI, concentrarsi sulla politica fiscale,
accelerare la privatizzazione e ristrutturare le imprese senza profitto. Dal 2002 vi sono stati anni di successo
economico di crescita economica che è stata stimata essere del 4,5% per anno, tasso che è cresciuto al 5% nel
2005. Il salario medio per mese in Romania è stato di 7 021 231 vecchi lei in novembre 2003. Questo mostra
che l'aumento dei salari superava il tasso di inflazione, che era di circa 1,2% per mese. Il salario netto medio
mensile nel novembre 2005 era di 937 RON, cioè circa 320 Euro / €. Nel 2005 l'inflazione si è abbassata al
7.8% annuo, ed è stimata in calo anche per il 2006. Sono però in forte aumento i prezzi immobiliari. Il peso del
settore agricolo, che ancora di recente sfiorava il 40% sul PIL complessivo, sta diminuendo in favore dei
settori industriale e dei servizi. La Romania è stata invitata a unirsi all'Unione europea nel dicembre 1999, data
di inizio delle negoziazioni. Entrerà nell'UE nel 2007 insieme alla Bulgaria. Nel frattempo la Romania è
entrata nell'Alleanza Atlantica.
   Demografia
La lingua ufficiale è il Rumeno, una lingua neolatina della sottofamiglia italica, la quale conta lingue parlate da 670
milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in Europa. Romania è l'unica nazione del blocco orientale dove una
lingua neolatina è dominante (Grecia, Serbia e Bulgaria hanno delle piccole minoranze romanze). Vi sono delle notevoli
minoranze ungare (6,6% secondo il censimento del 2002) e tedesche soprattutto in Transilvania. La minoranza
ungherese è maggioritaria in due delle regioni centrali del Paese (Harghita e Covasna) e si esprime tramite un partito
politico. Fino al 1990 era piuttosto rilevante anche una minoranza tedesca presente soprattutto in Transilvania
(Siebenburgen) e nelle regioni occidentali, ma per la più parte, date le condizioni economico-sociali, è tornata dopo tanti
secoli in Germania. Altri gruppi etnici includono gli zingari Rom ed una piccola minoranza polacca (circa diecimila
persone) che vivono nella contea di Suceava. La maggior parte dei rumeni sono membri della Chiesa Ortodossa
Rumena, che è una chiesa della Chiesa Ortodossa dell'Est. Il Cattolicesimo (sia romano che rumeno) e il protestantesimo
sono confessati soprattutto nell'ovest del paese da popolazioni di origine ungherese. In Dobrogea, la regione che si trova
sulla costa del Mare Nero, vi è una piccola minoranza islamica resto della colonizzazione ottomana del passato. Le
numerose minoranze etniche, oltre una ventina, tra le quali anche una piccola presenza italiana (circa 9.000 persone, in
particolare a Iasi e Hateg), sono per legge rappresentate in Parlamento ciascuna da un parlamentare,
                                     UNGHERIA
L'Ungheria (Magyar Köztársaság in ungherese) è una repubblica dell'Europa centrale e confina a nord con la
Slovacchia, ad est con l'Ucraina e la Romania, a sud con Serbia e Montenegro e la Croazia e ad ovest con
l'Austria e la Slovenia.
        Superficie: ca. 93.030 km²
        Abitanti: ca. 9,9 Milioni (1999)
        Capitale: Budapest
        Moneta: Fiorino ungherese (Forint)
        Lingua ufficiale: ungherese
        Religione: cattolicesimo, minoranze di calvinisti, di luterani e ebrei.

Economia e trasporti
L'economia ungherese si appoggia molto sul settore industriale, soprattutto nell'area di Budapest. Ma è anche
un paese agricolo, qui si coltivano legumi, cereali, frutta, ortaggi e peperoni rossi, da cui si ricava la paprika. Si
allevano, inoltre, cavalli. La rete dei trasporti è ben sviluppata. Le autostrade e le linee ferroviarie si estendono
a stella a partire dalla capitale. Budapest è l'unica città ungherese dotata di aeroporto internazionale, con i due
Terminal Ferihegy 1 e 2. La compagnia di bandiera è la Malév; recentemente hanno aperto collegamenti con
Budapest numerose compagnie low-cost (fra cui l'ungherese Wizzair), incrementando notevolmente l'afflusso
turistico.
Storia
Alle fine del 1 secolo a.C. le legioni romane conquistarono la parte a occidente del Danubio dell'attuale Ungheria, la
quale divenne la provincia romana della Pannonia. In seguito alle invasioni barbariche, nel VI secolo d.C. il territorio
venne occupato dagli Avari. Nel 896 i Magiari, un popolo proveniente dagli Urali con altre tribù del ceppo
ugrofinnico si insedia nelle pianure del Danubio medio. Nel 1000 viene incoronato il primo re cristiano Stefano I.
(1000-1038) che tra l'altro costrinse il popolo magiaro alla religione cattolica. Durante il suo regno riuscí a stabilire lo
stato feudale e costruire un paese potente in Europa Centrale. Dopo la sua morte venne canonizzato nel 1083, da
allora è venerato e stimato come Santo Stefano il fondatore dello Stato Ungherese. I suoi discendenti -i sovrani della
dinastia Arpadiana- regnarono fino al 1301. Durante i moti rivoluzionari del 1848 l'Ungheria dichiara la propria
indipendenza dall'Impero Austro-Ungarico e si vuole creare Repubblica. La rivolta fallisce e solo nel 1867 l'Impero
austro-ungarico concede un'ampia autonomia. Nel 1918, con la dissoluzione dell'Impero (in seguito alla sconfitta della
Prima Guerra Mondiale), l'Ungheria ottiene l'indipendenza e viene proclamata la repubblica. Nel 1919 comunisti e
socialisti instaurano la Repubblica ungherese dei Soviet, il 31 luglio dello stesso anno viene proclamata la monarchia
che da vita ad un regime totalitario fascista. Il 21 giugno 1941 entra in guerra (Seconda Guerra Mondiale) a fianco
della Germania e dell'Italia. Alla fine della guerra viene invasa dall'Armata Rossa ed entra nell'area d'influenza
dell'Unione Sovietica. Il 23 ottobre 1956 inizia la rivolta d'Ungheria quindi, il primo novembre, l'Ungheria esce dal
Patt di Varsavia e tre giorni dopo l'Armata rossa invade il Paese e i moti rivoluzionari che avevano provocato l'uscita
dal Patto vengono sedati con l'intervento delle forze armate sovietiche. Resterà nel Patto di Varsavia fino al 1989. Con
la caduta della Cortina di ferro (scioglimento del Patto di Varsavia e dissoluzione dell'Unione sovietica) il paese si
orienta verso modelli economici e politici dell'Europa occidentale. Nel vertice UE di Copenaghen svoltosi il 13
dicembre 2002, venne deciso che dal 1 maggio 2004 l'Ungheria (assieme ad altri 9 stati) entrasse a far parte
dell'Unione Europea, decisione che venne confermata il 12 aprile 2003 con un referendum al quale partecipò il 45%
degli aventi diritto al voto e l'84% dei votanti votò a favore dell'UE.

								
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