Azienda Low Cost con le risorse
WEB 2.0
Affrontare la crisi sfruttando nuove opportunità
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F. Rossi – Aziende e Web 2.0 (apr 2009)
WEB 2.0: che cosa significa?
Il termine Web 2.0 viene utilizzato spesso per
identificare il “nuovo Web” quello di
e di tante altre.
Il termine è stato coniato da Tim O’Reilly nel 2004
per identificare un web di seconda generazione
che si è sostituito ad un precedente modo di
vedere la “rete delle reti”.
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WEB 2.0: un po’ di storia
Il 6 agosto 1991 passa alla storia per
essere il giorno in cui Tim Berners
Lee, ricercatore del CERN, metteva
on line il primo sito Web con l’intento
di condividere le informazioni relative
ai progetti di ricerca. Il documento era
costituito da testi e collegamenti
ipertestuali.
Internet esisteva già ma con il sito di Berners parte
l’era del World Wide Web.
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La crescita del web nel mondo
Boom dei blog
(2007)
60% del totale
Crisi della new
economy
(2000 – 2003)
Nel 1992 erano
registrati 200
siti Web
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… e in Italia
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Fasi della storia del web
90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09
WEB 0.0 WEB 1.0 crisi WEB 2.0 6
Web 1.0
Siti e portali con contenuti prodotti dal publisher
Organizzazione gerarchica dell’informazione e navigazione
attraverso menu
Data base
Interazione sito ↔ singolo utente
Motori di ricerca
Tecnologie push (publish & subscribe)
(http://en.wikipedia.org/wiki/Push_technology)
E-commerce
Banda limitata
Servizi “chiusi” (“attrarre l’utente sul sito, e tenercelo”)
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Web 2.0: caratteristiche
I siti Web 2.0 sono piattaforme che consentono una forte interazione tra
utenti.
Gli utenti usufruiscono di servizi innovativi mediante potenti interfacce
grafiche
Gli utenti forniscono il valore aggiunto con l’autoproduzione di contenuti e
la condivisione della conoscenza. In tal modo si sfrutta e si valorizza
l’intelligenza collettiva, vero motore del Web 2.0
I servizi offerti vengono aggiornati di continuo, in modo da correggere
rapidamente gli errori e aggiungere nuove funzionalità non appena
disponibili (questa caratteristica viene anche chiamata “perpetual beta”)
Video in italiano (4’): http://www.ictv.it/file/full/8/web-20/
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Web 2.0: Primi esempi
Il Page Rank di Google, basato sul “giudizio” degli altri siti
Wikipedia, enciclopedia con voci decise e costruite dagli utenti
Ebay, dove ogni venditore e compratore ha una reputazione
pubblica determinata dagli altri utenti a seconda dei propri
comportamenti.
Google Maps (http://maps.google.com/)dove gli utenti usano in
maniera creativa dati standardizzati, dando vita a nuovi servizi
I blog, dove la partecipazione sostituisce la comunicazione
unidirezionale
I social network sites, (YouTube, Flickr, Myspace, Facebook)
che raccolgono ed organizzano contenuti forniti dagli utenti
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Web 2.0: Funzionalità
Dal punto di vista funzionale, ciò che caratterizza il web 2.0 è
sostanzialmente la centralità ed il protagonismo dell'utente che
da fruitore diviene sempre più un controllore dei propri dati e dei
contenuti che naviga, facendosi stesso produttore di
informazioni e, contemporaneamente, principale giudice di
quanto prodotti da altri.
Tutte le grandi storie di successo del web 2.0 mostrano un vero
e proprio ribaltamento dei paradigmi della comunicazione cui la
generazione adulta era abituata. Dalla comunicazione "da uno
a molti" si passa a quella "da molti a molti".
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Web 2.0 – ma è vera gloria?
“Il Web 1.0 è stato creato con lo scopo di mettere le persone in
comunicazione tra loro. Era uno spazio interattivo, e penso che
“WEB 2.0”
Tim Bernes-Lee, developerWorks interview, agosto 2006
Bubble 2.0 nuova, pericolosa, bolla speculativa.
The Economist, “Fears of another Internet Bubble”, settembre 2005
Amoralità del Web 2.0
Culto del dilettante
Nicholas Carr, “The amorality of Web 2.0”, RoughType.com, ottobre
2005
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Precisazione 1.0
A differenza del 2001 – la crisi del 2009 non è
stata creata da bolle speculative tecnologiche.
Si possono trarre molti esempi di come le
opportunità messe a disposizione dalla rete
stiano aiutando molte persone a venirne fuori.
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Precisazione 2.0
Ma i dinosauri si sono accorti che si stavano estinguendo?
ovvero
Questo schema di classificazione non è da vedere in modo
dogmatico, “integralista”.
Il fenomeno Social-tecnologico cui si sta assistendo in
questi anni è un fatto reale.
Lo stato attuale non è un punto di arrvio, non è una risposta
definitiva.
Però sarebbe sciocco rifiutarsi di “guardare nel
cannocchiale” e rinunciare a cavalcare l’onda delle
opportunità nascondendosi dietro uno sbagliato senso
morale.
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QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI
QUESTO
WEB 2.0?
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4 caratteristiche fondamentali
1. UGC = User Generated Content
2. Social Networking
3. “Tag” e filtri web “intelligenti”
4. WEB come Piattaforma
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User Generated Content
Con questo nome si identificano progetti e
funzionalità che permettono agli utenti di
inserire direttamente contenuti
Strumenti:
BLOG/MICRO BLOG
WIKI PORTAL
PHOTO / VIDEO SHARING
WEB TV /WEB RADIO
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Che cos’è un blog
Sito web i cui contenuti (“post”) sono pubblicati, da uno o più autori, in
successione temporale, con la possibilità per i lettori di commentare
contenuti (diffusi dalla seconda metà degli anni ‘90)
Nome inventato da Peter Merholz nel 1999, da web log (log=registro di
eventi), modificato in we blog
Per ogni post, firma, data/ora, permalink (“permanent link”) per garantire un
link permanente (tipicamente da altri blog) anche quando il post viene
archiviato.
Backlink/trackback ai post di altri blog che referenziano un mio post
I blog sono realizzati utilizzando appositi software (della famiglia dei CMS),
che ne rendono immediati:
la realizzazione, a partire da appositi template e
l’aggiornamento (pubblicare testi, immagini ed elementi multimediali)
http://it.wikipedia.org/wiki/Blog
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Blog: struttura tipica
Titolo del blog
Autore
Post
(in testa i più
recenti)
Archivio
Link o
altro
(da Blogger)
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Blog: strumenti
Ne esistono molti. Fra i più noti:
Blogger (www.blogger.com)
Nato del 1999 a S.Francisco (come Pyra Labs), acquistato da Google
nel 2003
Servizio di hosting gratuito
Set-up elementare (es. www.corsoweb20polillo.blogspot.com )
WordPress (www.wordpress.org)
Dal 2003 (ma evoluzione di prodotti precedenti)
Open source, disponibile gratuitamente con licenza GNU-GPL
Servizio di hosting da www.wordpress.com
(Accanto ai link a blog in questa lezione sono indicati gli strumenti utilizzati)
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I wiki
Sono lo strumento più semplice per scrivere testi
cooperativi bottom-up sul web
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Wiki
Un wiki è un ambiente web di condivisione e gestione di documenti dove gli
utilizzatori, attraverso un browser e in un linguaggio molto semplice,
possono visualizzare e aggiungere contenuti, ma anche modificare i
contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori
La modifica dei contenuti è aperta e libera, ma viene registrata in una
cronologia permettendo in caso di necessità di riportare la parte interessata
alla versione precedente
Lo scopo è quello di supportare progetti collaborativi di creazione e
condivisione della conoscenza (es.: Wikipedia)
Wiki wiki in lingua hawaiana che significa “rapido” oppure “molto veloce”;
infatti, caratteristica distintiva della tecnologia wiki è la facilità con cui le
pagine possono essere create e aggiornate
http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki
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Motori wiki
Con il termine wiki si indica di solito sia l’ambiente di gestione
del sito che il sito realizzato
Ward Cunnigham, che ha inventato il nome e il concetto, ha
realizzato il primo motore wiki nel 1995, come strumento
collaborativo per discutere pattern languages
Oggi esistono molti gestori di wiki, generalmente open source,
per esempio:
Twiki
MediaWiki (usato da Wikipedia)
http://c2.com/cgi/wiki?TopTenWikiEngines
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Wiki farms
Per chi vuole creare il proprio wiki, ci sono molte "wiki farm"
disponibili, qualcuna delle quali gestisce anche wiki privati,
protetti da password
http://en.wikipedia.org/wiki/Wiki_farm
http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_wiki_farms
La wiki-farm più famosa è Wikia, fondata nel 2004 da Jimmy
Wales, fondatore di Wikipedia
http://www.wikia.com/wiki/Wikia
http://www.wikia.com/wiki/Most_active_communities
☺ http://uncyclopedia.org/wiki/Main_Page
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Social Networking
Il Social Networking è uno dei motori principali
dell’evoluzione
Un utente ha una relazione con altri utenti i quali
hanno una relazione con altri utenti.
Ogni utente ha una sua credibilità basata sulle
azioni che compie in rete.
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Tag e Filtri Web “intelligenti”
Internet ci espone ad un flusso continuo di
informazioni discriminante le informazioni utili
“qui e ora” è impossibile è come avere la
cassaforte senza la chiave.
Sfruttando le relazioni e la classificazione dei
contenuti attraverso etichette “Tag” non
gerarchiche si possono selezionare solo
contenuti d’interesse
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Tag e Filtri Web “intelligenti”
I meccanismi sociali sono molto efficaci:
“ciò che interessa alla mia rete di contatti, mi può
interessare”
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Il Web come piattaforma
Il Web sta diventando progressivamente una piattaforma
in grado di eseguire programmi e servizi con
funzionalità ed interfacce simili a quelle delle
applicazioni desktop.
Produttività e condivisione
Scomparsa licenze d’uso ed installazione
aggiornamenti
Interoperabilità e mobilità
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Non è solo un fatto tecnologico,
ma un cambio di paradigma
La piattaforma … a qui
elaborativa si
sposta da qui…
internet
dalla rete come insieme di siti… … alla rete come insieme di applicazioni
dai “fat client” … … ai “thin client”
dal sw come prodotto … al sw come servizio
dalle sw release… … al continuous improvement
dall’architettura proprietaria… … all’architettura aperta
dal lavoro individuale… … al lavoro cooperativo
dall’era della Microsoft… … all’era di Google
dal PC… … all’internet workspace
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Cloud computing
“The cloud” (la nuvola) è una metafora per Internet
Nel cloud computing le capacità di elaborazione e di
storage vengono fornite da provider specializzati,
attraverso internet, a una moltitudine di utenti
Quando si erogano anche servizi applicativi, si parla di
SaaS (“Software as a Service”)
http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_service
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Office suites: possibilità
DATA
OFFLINE
Es. MS OFFICE APP
Fat client
IBRIDA APP DATA
Es. MS OFFICE LIVE
WORKSPACE
Thin client
DATA
ONLINE
APP
Es. GOOGLE DOCS
INTERNET
35
Online office suites: vantaggi
Nessun software da scaricare e installare sul proprio computer
Nessuna necessità di upgrading del software quando vengono aggiunte
nuove funzioni o eliminati problemi esistenti
È sufficiente un thin client con minimi requisiti hardware
Si può accedere ai propri documenti praticamente da ogni computer dotato
di una connessione a banda larga
È possibile condividere i documenti con altri utenti, senza bisogno di un
proprio server
Non si deve acquistare una licenza software (e i suoi upgrade). Ci si abbona
al servizio (SaaS); in alcuni casi il servizio è gratuito
Nessun problema in caso di crash del proprio computer: i documenti sono al
sicuro sul server.
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Web 2.0 e Aziende
Quali sono fattori abilitanti per le aziende?
Rivoluzioniamo il principio di Pareto
The long tail of Internet marketing
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La coda lunga
HEAD: Possono occupare una quota di
(pochi) top-seller, per i mercato equivalente o superiore
quali vale la legge di a quella dei top-seller, a patto di
Pareto avere un canale di distribuzione
opportuno
Ai canali retail
Popolarità
tradizionali
conviene fermarsi
qui
LONG TAIL:
(molti) prodotti con ridotti volumi
di vendita
Prodotti 38
Il canale di distribuzione per la coda lunga
1. Deve poter disporre di un catalogo prodotti
enormemente vasto, a costi marginali pressoché nulli
2. Deve poter raggiungere una popolazione di potenziali
acquirenti enormemente vasta, a costi marginali
pressoché nulli
3. I potenziali acquirenti devono poter disporre di
strumenti di selezione, per individuare facilmente il
prodotto di interesse all’interno del catalogo (motori
di ricerca, filtri, raccomandazioni, e WOM)
La rete rende possibile tutto questo
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Le tre forze della coda lunga
Produzione democratizzante:
accesso a canali di fornitura al di fuori del proprio distretto
Distribuzione democratizzante:
creazione di reti distributive a basso costo
Passaparola amplificato:
Creazione di referenza sfruttando l’opinione dei consumatori per
far incontrare domanda ed offerta
“I nuovi tastemakers siamo noi. Il passaparola è oggi una manifestazione
pubblica, che avviene nei commenti dei blog e nelle recensioni dei clienti,
raccolte e misurate in modo esaustivo. Le formiche hanno i megafoni.”
Chris Anderson, La coda lunga, pag. 94 e 102
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Coda Lunga = P.M.I.
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I fattori abilitanti per le aziende
1. Diffusione del marchio
Posso costruire una reputazione mondiale concreta
anche se sono un fornitore locale
2. Estensione del bacino di fornitura
Posso uscire dal distretto tecnologico e reperire
risorse (in prevalenza servizi) a condizioni simili a
quelle delle grandi aziende
3. Esternalizzazione
Posso integrare risorse anche al di fuori del distretto
dell’azienda
Con i contenuti Web “read-only” tutto questo non era
possibile
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L’azienda “GLOCAL”
L’azienda può diventare Globale rimanendo
locale
L’artigiano può diventare industria (aumentando i
volumi) senza perdere la propria natura
artigianale “di nicchia”
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Tre difficoltà
IL CONTROLLO
L’azienda passa dal controllo del contenuto al
controllo delle regole.
Il contenuto e le opinioni sul contenuto sono
influenzate dalla comunità
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Tre difficoltà
L’AUTOMAZIONE
Restare artigiani nel prodotto non significa
rimanere artigiani nella catena del valore.
Analizzare i casi, automatizzare i processi
Inserimento ordini, packaging, distribuzione,
gestione dell’ordine sono elementi che non
hanno nessuna influenza sul prodotto / servizio
personalizzato
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Tre difficoltà
L’OGGETTIVITA’
Saper fornire indicazioni a distanza.
Chiarire cosa si vuole e cosa la controparte deve
fare.
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Risorse (Low Cost) al servizio
delle aziende
Costo infrastrutture
Netbook
Server (archiviazione on line)
Segreterie virtuali
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Risorse (Low Cost) al servizio
delle aziende
Ambiente di lavoro collaborativo
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Risorse (Low Cost) al servizio
delle aziende
Strumenti Business
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Risorse (Low Cost) al servizio
delle aziende
Risorse Business
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Il presente materiale è pubblicato con licenza Creative Commons
“Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo - 2.5 Italia”,
reperibile presso il seguente sito Internet:
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/.
Credits
Diverse slide di questo lavoro sono una rielaborazione delle slides del Corso sul Web
2.0 tenuto da Roberto Polillo alla università Milano Bicocca e di Carlo Vaccari alla
Università di Camerino nel dicembre 2007, disponibili con identica licenza Creative
Commons dal blog del corso in http://camerino20.wordpress.com/.
Molto altro materiale è stato trovato in rete. Ho cercato di indicarne sempre la fonte;
segnalatemi eventuali dimenticanze, sarò lieto di correggerle appena possibile.
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