ISO 220002005 – note informative e requisiti per la by variablepitch348

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									ISO 22000:2005 – note informative e requisiti per la transizione degli auditor certificati IRCA secondo lo schema SGSA

Scopo e campo di applicazione:
Il presente documento: 1. 2. 3. Illustra i requisiti di sviluppo professionale continuo (CPD1) necessari per mantenere la certificazione IRCA secondo lo schema SGSA Delinea le ampie implicazioni per gli auditor SGSA introdotte dalla ISO 22000:2005 Dettaglia le modifiche apportate alla edizione 2005 della ISO 22000

Ringraziamenti:
L’IRCA desidera ringraziare Ian Dunlop, Funzionario Riesaminatore IRCA per la Sicurezza Alimentare, che ha contribuito alla redazione di queste note informative.

1. Transizione della certificazione SGSA
La pubblicazione della ISO 22000 è importante e richiederemo a tutti gli auditor certificati IRCA secondo lo schema SGSA di dimostrare di essersi aggiornati alla norma e di comprendere le implicazioni di queste modifiche nel contesto delle proprie attività di audit di SGSA. Tutti gli auditor certificati dall’IRCA secondo lo schema SGSA devono completare 4 ore di sviluppo professionale continuo (CPD) focalizzato sulla ISO 22000:2005 prima di effettuare qualsiasi audit accettabile a fronte di tale norma. La registrazione di questo CPD e degli audit effettuati saranno riesaminati in occasione del primo rinnovo triennale della certificazione di ciascun auditor. E’ necessario includere i dettagli dello sviluppo professionale continuo pertinente nel registro CPD che si invia quale parte integrante del processo di mantenimento della certificazione, specificando nel registro attività di audit quale versione della norma sia stata utilizzata per la conduzione di ciascun audit.

Quando inizia la transizione?
Accettiamo CPD di transizione ed audit effettuati a fronte della nuova norma da gennaio 2006.

Quali tipologie di CPD accetterà l’IRCA?
Non richiediamo agli auditor SGSA di completare un percorso specifico di sviluppo professionale continuo e si può ottenere il CPD necessario in vari modi, coerentemente all’usuale approccio IRCA al CPD: • • • • • Addestramento sul campo; Formazione e seminari interni presso la propria organizzazione; Partecipazione a conferenze, seminari e workshop pertinenti; Lettura (di queste note informative e di altri articoli attinenti); Un corso specifico di transizione per auditor SGSA.

L’IRCA fornirà un elenco degli eventi e dei seminari ISO 22000:2005 che sono accettabili per il CPD; non si tratterà di un elenco esaustivo ed altri tipi di CPD sono accettabili. Questi eventi sono offerti dalle organizzazioni che erogano formazione approvate IRCA e dalle organizzazioni che gestiscono auditor (OEA2), ma non sono formalmente certificati dall’IRCA e quindi non rientrano sotto il controllo IRCA, anche se li accettiamo per il CPD insieme ad altre iniziative di formazione ed eventi. Un elenco di tali corsi ed eventi sarà disponibile nel nostro sito, all’indirizzo www.irca.org.

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Acronimo dall’inglese Continuing Professional Development (ndt). Organizations Employing Auditors, che hanno aderito al programma IRCA loro dedicato (ndt). Pag. 1 di 8 IRCA/300/05/01 Settembre 2005

ISO 22000:2005 – note informative e requisiti per la transizione degli auditor certificati IRCA secondo lo schema SGSA 2. Introduzione: le implicazioni della ISO 22000:2005 per gli auditor
La pubblicazione della ISO 22000:2005 rappresenta un grande passo avanti nell’armonizzazione dei requisiti di gestione per la sicurezza alimentare ad un livello globale. La sua rilevanza in tutte le componenti della filiera alimentare implica che tutti gli auditor che lavorano, direttamente o indirettamente, nel settore alimentare prima o poi probabilmente vi si imbatteranno. Nonostante si tratti di una norma volontaria, il suo successo risiederà nella sua adozione lungo tutta la filiera alimentare - da parte di produttori ed acquirenti - quale norma alternativa accettabile alle singole norme per la sicurezza alimentare che trovano riconoscimento limitato oltre le frontiere nazionali. In ogni caso, i requisiti di tali norme possono in genere essere incorporati – ove necessario - in un sistema di gestione per la sicurezza alimentare ISO 22000:2005.

Relazione con la ISO 9001 e la ISO 15161
Molti auditor SGSA conoscono la norma ISO 9001:2000 e la guida associata ISO 15161 per il settore alimentare. La norma ISO 22000 è saldamente fondata sui principi della ISO 9001 nella misura in cui questi sono correlati alla sicurezza alimentare. Da notare che gli unici requisiti del cliente trattati dalla ISO 22000 sono quelli relativi alla sicurezza alimentare. La nuova norma incorpora inoltre molti degli aspetti trattati nella ISO 15161, ma contiene dei requisiti prescrittivi dettagliati che possono ora essere sottoposti ad audit. Un utile riferimento incrociato tra i requisiti della ISO 22000 e della ISO 9001 è fornito nell’Appendice della ISO 22000. Le due norme non si escludono a vicenda: un’organizzazione collegata alla filiera alimentare può implementare entrambe le norme simultaneamente.

Rispetto delle prescrizioni legali e regolamenti
La ISO 22000, ovviamente, non intende indebolire o sostituirsi ai requisiti legali esistenti relativi al settore alimentare nello Stato di applicazione. Riconosce l’importanza dell’input dal ruolo regolamentatore delle autorità lungo tutta la filiera alimentare e richiede che la conformità alla legislazione applicabile sia dimostrata. La ISO 22000 richiede una politica impegnata per la conformità alle prescrizioni legislative e di regolamentazione in abbinamento al monitoraggio e all’aggiornamento dei sistemi per il mantenimento della conformità alle prescrizioni stesse. Chiaramente è responsabilità dell’organizzazione il valutare la propria conformità e gli auditor SGSA non sono ispettori ufficiali degli organismi competenti per la vigilanza sulla sicurezza alimentare. Tuttavia, gli auditor devono prestare attenzione a come i requisiti legali sono incorporati nel sistema e di come l’organizzazione implementa il proprio impegno a rispettare i requisiti legali e quelli per la sicurezza alimentare concordati con il cliente.

Programmi pre-requisito (PRP)
La ISO 22000 pone una chiara enfasi sui programmi pre-requisito (Pre-requisite programmes - PRP) come parte integrante della gamma di misure preventive contro la contaminazione. Distingue le condizioni base e le attività necessarie per un ambiente igienico dai PRP operativi, identificati dall’analisi dei pericoli come richiedenti uno schema di controllo specifico. Molti dei PRP avranno origine dalle guide di buona pratica (GMP, ecc.) associate alla componente specifica della filiera alimentare. Gli auditor non sono ispettori delle condizioni igieniche di per sé, ma devono assicurare che i processi di pianificazione e sviluppo PRP siano rigorosi nel prestare piena considerazione alle minacce potenziali alla sicurezza alimentare e a come prevenirle o controllarle, supportati dall’accesso alle informazioni pertinenti disponibili all’industria.

HACCP
I principi dell’HACCP (Analisi dei Pericoli e Punti di Controllo Critici) come definiti dalla Commissione Codex Alimentarius sono incorporati nella ISO 22000, formando gli elementi cardine del sistema di gestione basato su una strategia di gestione dei rischi per la sicurezza alimentare. L’HACCP è stata usata a livello internazionale per alcuni anni nell’industria alimentare e molta enfasi è stata posta sul disporre di un piano HACCP efficace. La ISO 22000 sottolinea inoltre l’importanza del monitoraggio e del mantenimento dei CCP che sono in genere un’area debole dei sistemi HACCP. Il requisito della pianificazione ed implementazione della verifica è volto ad assicurare che i rischi per la sicurezza alimentare siano continuamente gestiti con la competenza necessaria. Gli auditor non devono essere esperti HACCP ma devono determinare se il processo globale di gestione dei rischi è efficace sia nel prevenire la produzione e/o la lavorazione di alimenti non sicuri, sia nel trattare adeguatamente tali evenienze nel caso esse si presentino.

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ISO 22000:2005 – note informative e requisiti per la transizione degli auditor certificati IRCA secondo lo schema SGSA 3. Riepilogo dettagliato dei requisiti della ISO 22000:2005
Qui di seguito riportiamo i requisiti principali in ordine di paragrafo della norma e le implicazioni specifiche per gli auditor.

Introduzione
In un’introduzione esaustiva, la norma delinea le motivazioni dell’enfasi che essa pone sulle problematiche che sono considerate rivestire la massima importanza nella gestione per la sicurezza alimentare. Queste includono l’intera gamma della filiera alimentare, la comunicazione lungo la filiera stessa, l’uso di sistemi di gestione, i principi HACCP combinati con i PRP, la flessibilità e l’armonizzazione globale. Gli auditor possono trarre beneficio dal comprendere come la ISO 22000 raggruppi tutti questi fattori in una norma auditabile. Ulteriore guida è disponibile nella ISO/TS 22004.

Scopo e campo di applicazione – Sezione 1
Questa sezione rende molto chiaro che la ISO 22000 è intesa per un’applicazione il più vasta possibile in campo alimentare, dalla produzione iniziale al consumo finale. E’ applicabile ad organizzazioni sia di grandi che di piccole dimensioni che sono coinvolte direttamente o indirettamente nella filiera alimentare. Qualsiasi organizzazione che potrebbe potenzialmente introdurre un pericolo per la sicurezza alimentare nella filiera può implementare questa norma. E’ stata progettata con l’intento della flessibilità, affinché un’organizzazione più piccola possa utilizzarla per implementare un insieme di misure di controllo sviluppate esternamente, per esempio da un cliente.

Riferimenti normativi – Sezione 2
La ISO 22000 è direttamente collegata alla ISO 9000:2000 per la sua applicazione. Ciò riconduce la norma agli 8 principi di gestione per la qualità, oltre che alla terminologia utilizzata nella serie di norme ISO 9000.

Termini e definizioni – Sezione 3
Nonostante le definizioni siano allineate alla ISO 9000:2000, vengono introdotte nuove definizioni relative al settore alimentare. Molte sono tratte direttamente dai testi del Codex Alimentarius. Per maggior chiarezza, riportiamo alcuni dei termini più importanti: • 3.3 Pericolo per la sicurezza alimentare – Include gli allergeni (nota 3) e qualsiasi ingrediente in fase di alimentazione animale che potrebbe potenzialmente causare problemi alla salute umana (nota 4). 3.9 PRP operativo – Introduce una nuova fase nel controllo dei pericoli in aggiunta ai PRP generici e ai piani HACCP. In questo contesto, è specifico per processo ed è progettato per stabilire le misure preventive richieste / di controllo suggerite dall’analisi dei pericoli. 3.15 Validazione – La definizione è adattata all’industria alimentare grazie alla centralità dell’ottenere evidenze di controlli HACCP e PRP operativi efficaci. 3.17 Aggiornamento – Collegato all’applicazione delle ultime informazioni usate in qualsiasi parte del SGSA da qualsiasi fonte pertinente. Da non confondersi con il miglioramento che è un elemento separato.

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Requisiti generali – paragrafo 4.1
Il requisito è per un SGSA efficace, il cui campo d’applicazione è stato chiaramente definito e che è basato sulla gestione dei pericoli per la sicurezza alimentare che si può ragionevolmente prevedere si verifichino entro tale campo di applicazione. L’auditor deve affrontare il linguaggio soggettivo qui utilizzato. L’evidenza dell’efficacia potrebbe essere ottenuta dal livello generale di conformità alla ISO 22000 in termini di numero e gravità delle non conformità riscontrate. L’evidenza di previsione ragionevole potrebbe essere basata sulle prassi standard dell’industria alimentare, sul livello di accesso alle informazioni del settore, sulla competenza dello staff e/o sulle risorse tecnologiche dell’organizzazione. Da notare che i processi affidati all’esterno (in outsourcing) con implicazioni sulla sicurezza alimentare devono essere gestiti all’interno del SGSA.

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Requisiti della documentazione – paragrafo 4.2
Questa sezione rispecchia in generale l’omologa sezione della ISO 9001:2000 che specifica i requisiti della documentazione necessari per un sistema di gestione efficace. Da notare che non esiste nessun requisito che richieda un manuale SGSA, ma l’organizzazione può scegliere di includere i documenti e le procedure ad essa necessari sommandoli a quelli obbligatori, che divengono quindi auditabili all’interno del SGSA.

Impegno della Direzione - paragrafo 5.1
Questo paragrafo nomina per la prima volta il miglioramento continuo dell’efficacia del SGSA richiedendo l’impegno della Direzione in tal senso. Correla inoltre gli obiettivi aziendali alla sicurezza alimentare. Gli obiettivi documentati sono richiamati nel paragrafo 4.2, affinché l’auditor possa aspettarsi di riscontrare evidenze dell’impegno della Direzione per la sicurezza alimentare attraverso la definizione ed il riesame degli obiettivi di miglioramento del SGSA, così come la loro comunicazione a tutta l’organizzazione.

Politica per la sicurezza alimentare - paragrafo 5.2
I propositi per la sicurezza alimentare dell’Alta Direzione devono essere documentati e comunicati all’intera organizzazione. Il requisito che la politica sia supportata da obiettivi misurabili dovrebbe fornire evidenza in fase di audit dell’efficacia della politica stessa.

Pianificazione del sistema di gestione per la sicurezza alimentare – paragrafo 5.3
La pianificazione è uno dei componenti principali di un SGSA e questo paragrafo richiede che l’auditor ottenga evidenza che i requisiti generali di un SGSA, illustrati al paragrafo 4.1, siano adeguatamente pianificati. Questa evidenza può prendere la forma di registrazioni della definizione iniziale delle attività così come di registrazioni dell’implementazione, monitoraggio e riesame. E’ inclusa anche la pianificazione degli obiettivi. Il SGSA deve essere protetto durante i cambiamenti al SGSA stesso: per questo motivo è richiesta la gestione dei cambiamenti che possono derivare dall’introduzione di nuovi prodotti, apparecchiature, mezzi, procedure e/o riorganizzazione del personale.

Responsabilità ed autorità – paragrafo 5.4
Questo paragrafo introduce il concetto della nomina all’interno dell’organizzazione di “Campioni del problem handling” cui affidare la gestione delle problematiche riportate. Deve essere instaurato un sistema di problem reporting condiviso da tutto il personale dell’organizzazione.

Responsabile del Gruppo per la sicurezza alimentare – paragrafo 5.5
Questa persona ricopre un ruolo simile in un SGSA a quello svolto dal Rappresentante della Direzione in un SGQ, nonostante sia richiesta anche l’istituzione di un gruppo per la sicurezza alimentare di 2 o più persone. Il ruolo del Responsabile del Gruppo dovrebbe essere noto in tutta l’organizzazione.

Comunicazione – paragrafo 5.6
La comunicazione efficace, sia interna che esterna, è una componente importante di un SGSA. Gli auditor dovrebbero cercare evidenza di comunicazione ai vari livelli dell’organizzazione ed oltre, dall’Alta Direzione verso il basso. Questo paragrafo fornisce molti esempi delle tipologie di informazioni che devono essere comunicate.

Preparazione e risposta alle emergenze – paragrafo 5.7
Un approccio da risk management sarà in genere adottato all’implementazione di questo paragrafo, basato sul rischio della compromissione della sicurezza alimentare durante le emergenze. Gli auditor dovrebbero essere familiari con i concetti utilizzati per la determinazione dei livelli di rischio, prendendo in considerazione fattori quali la gravità di un incidente, la sua durata, la probabilità che si verifichi e il grado dei controlli già attivi. Oltre ai livelli di rischio identificati, gli auditor dovrebbero focalizzarsi sul processo per l’identificazione dei rischi e la determinazione di qualsiasi risposta necessaria dal punto di vista della sicurezza alimentare.

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Riesame della Direzione – paragrafo 5.8
Riflettendo fedelmente il paragrafo correlato della ISO 9001, il processo di riesame della direzione dovrebbe essere uno dei mezzi per una valutazione oggettiva da parte dell’alta direzione del livello di integrità del SGSA e di qualsiasi miglioramento che possa essere attuato. Gli auditor dovrebbero stabilire se i 7 input ed i 4 output obbligatori sono adeguatamente trattati nel riesame.

Messa a disposizione delle risorse – paragrafo 6.1
Questo paragrafo deriva dalla necessità originaria di impegno della direzione affinché siano rese disponibili le risorse necessarie. Gli auditor dovrebbero risalire a ritroso dai problemi nel sistema per stabilire se esistono collegamenti con la mancanza di risorse, sia umane che materiali. Per esempio, un incidente microbiologico spesso deriva da risorse non adeguate per la pulizia.

Risorse umane – paragrafo 6.2
La norma pone molta enfasi sulla competenza del gruppo per la sicurezza alimentare e di qualsiasi altro personale coinvolto. Gli auditor dovrebbero assicurare che ciascuna risorsa associata a qualsiasi fase del ciclo di vita di produzione / lavorazione / servizio per la quale sono stati identificati dei pericoli per la sicurezza alimentare sia in grado di dimostrare l’abilità necessaria richiesta dal SGSA. Da notare che dovrebbero essere documentate le responsabilità ed autorità di ciascun esperto esterno che contribuisce al SGSA.

Infrastrutture – paragrafo 6.3
Come definito nella ISO 9000:2000, le infrastrutture correlate ad un SGSA sono molto varie. Il paragrafo 7.2.3 ne fornisce qualche indicazione quando tratta i PRP. Gli auditor dovrebbero risalire a ritroso dai problemi nella sicurezza alimentare per individuare qualsiasi collegamento alle infrastrutture. Da notare che questo include anche i sistemi IT e di telecomunicazione nella misura in cui vengono utilizzati per la sicurezza alimentare.

Ambiente di lavoro – paragrafo 6.4
Oltre all’ambiente fisico questo paragrafo può riferirsi a questioni relative all’etica del lavoro ed alla distribuzione delle informazioni. Per l’auditor è rilevante qualsiasi problematica nell’ambiente di lavoro che compromette o che possa compromettere la sicurezza alimentare.

Pianificazione e realizzazione di prodotti sicuri – generalità – paragrafo 7.1
Questo paragrafo definisce la necessità per un’organizzazione di implementare la pianificazione e lo sviluppo del processo per la sicurezza alimentare nelle proprie attività di produzione / lavorazione / servizio. Gli auditor in genere riscontreranno che qualsiasi errore in tale pianificazione e sviluppo si paleserà a fronte di uno o più paragrafi della sezione 7.

Programmi pre-requisito (PRP) – paragrafo 7.2
L’importanza posta dalla norma sui PRP è resa evidente dalla quantità di requisiti dettagliati in questa sezione, che prescrivono un approccio all’uso dei PRP basato sul rischio e includono quelli correlati alla legislazione oltre che ai codici di prassi industriali. Si sottolinea la necessità che il gruppo per la sicurezza alimentare approvi i PRP e che questi siano inclusi nella pianificazione della verifica (paragrafo 7.8). Gli auditor devono valutare l’intero processo di gestione dei PRP dalla fase di analisi dei pericoli al rilascio del prodotto. Gli auditor dovrebbero cercare evidenza di oggettività nella decisione riguardo l’uso o meno di attività PRP.

Fasi preliminari per rendere possibile l’analisi dei pericoli – generalità – paragrafo 7.3.1
In un SGSA l’elemento più importante è rappresentato dall’analisi dei pericoli: infatti un errore qualsiasi in questa fase può compromettere la sicurezza alimentare trasversalmente in tutti i processi. Questo paragrafo richiede che tutte le informazioni che contribuiscono all’analisi dei pericoli siano adeguatamente gestite e registrate. Gli auditor dovrebbero confrontare le fonti di informazione in uso con la comune prassi industriale.

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Gruppo per la sicurezza alimentare – paragrafo 7.3.2
Questo paragrafo prescrive un gruppo per la sicurezza alimentare composto da 2 o più persone con abilità multi-disciplinari che soddisfino i requisiti di competenza indicati al paragrafo 6.2. Data l’importanza del ruolo ricoperto dal gruppo nel SGSA, gli auditor dovrebbero dedicare un tempo adeguato alle competenze all’interno del gruppo.

Caratteristiche di prodotto – paragrafo 7.3.3
Questo paragrafo richiede la compilazione di informazioni per le specifiche di tutti i materiali, compresi i prodotti finali, che contribuiscono all’analisi dei pericoli. Ciò include qualsiasi requisito normativo o legislativo – quale ad es. l’etichettatura – e richiede l’aggiornamento delle informazioni. Gli auditor dovrebbero determinare se tali informazioni rispecchiano accuratamente i processi oggetto dell’audit.

Uso previsto – paragrafo 7.3.4
L’uso di linguaggio soggettivo quale “uso previsto”, “ragionevolmente atteso” e “gruppi riconosciuti come particolarmente vulnerabili” rende questo paragrafo difficile sia da implementare che da auditare. Gli auditor dovrebbero attingere dalle proprie conoscenze specifiche del settore per determinare se nell’analisi dei pericoli siano applicate cognizioni adeguate dei rischi per la sicurezza alimentare connessi all’uso e manipolazione del prodotto. Deve essere mantenuta aggiornata una descrizione degli elementi di rischio coinvolti nell’uso e nella manipolazione del prodotto dopo la produzione.

Diagrammi di flusso, fasi di processo e misure di controllo – paragrafo 7.3.5
L’uso obbligatorio di diagrammi di flusso nel descrivere le fasi ed attività di input ed output coperte dal SGSA sottolinea l’approccio per processi della norma. I diagrammi di flusso dovrebbero essere utilizzati nel processo di analisi dei pericoli dopo le verifiche di accuratezza a cura del gruppo per la sicurezza ed in seguito tenuti aggiornati nella gestione delle registrazioni. Possono essere compilate per l’analisi dei pericoli anche informazioni supplementari sotto forma di descrizioni e/o procedure con finalità di controllo. Questo paragrafo produce un abbondanza di documentazione valida mediante la quale gli auditor possono arrivare a comprendere i processi coinvolti e l’identificazione delle problematiche nell’analisi dei pericoli. Le tecniche di audit per processi associate alla ISO 19011 possono allinearsi a questo approccio.

Analisi dei pericoli – paragrafo 7.4
Questo paragrafo prescrive una serie dettagliata di fasi attraverso le quali dovrebbe procedere un’analisi dei pericoli a cura del gruppo per la sicurezza alimentare, dall’identificazione di un pericolo, alla sua valutazione fino alla determinazione di misure di controllo del pericolo stesso. Tali metodologie richiedono un livello di competenza ed esperienza tecnica che in genere supera quello dell’auditor. Tuttavia, l’auditor può valutare l’intero processo di analisi dei pericoli, considerando l’accuratezza degli input e degli output attraverso ciascuna fase ed esaminando l’obiettività delle decisioni risultanti. L’auditor deve determinare se l’analisi dei pericoli sia stata condotta con il rigore necessario. Il settore di esperienza dell’auditor può essere messo a frutto, in particolare nelle aree di identificazione e controllo dei pericoli.

Determinare i PRP operativi - paragrafo 7.5
Uno degli output dell’analisi dei pericoli è la determinazione di PRP operativi. Ciò pone in opera misure di prevenzione e controllo che trattano i livelli di rischio per la sicurezza alimentare che sono in qualche modo al di sotto di quelli che è necessario includere nel piano HACCP. Gli auditor dovrebbero esaminare sia il processo decisionale in fase di analisi dei pericoli, sia come siano determinate le attività necessarie di controllo e monitoraggio per i PRP operativi.

Determinare il piano HACCP – paragrafo 7.6
Identificando i rischi più alti per la sicurezza alimentare all’interno dell’analisi dei pericoli, il piano HACCP diviene il momento di programmazione del loro controllo nei processi di produzione / lavorazione / servizio sottoposti ad audit. Non è necessario che l’auditor sia un esperto HACCP, ma può valutare il processo dalla fase decisionale dell’analisi dei pericoli mediante la determinazione dei parametri di controllo, inclusa l’identificazione dei punti di controllo critici (CCP). Data l’importanza di questa metodologia nel SGSA, l’auditor dovrebbe destinare una buona parte della durata dell’audit alla sua valutazione. Come indicato nella Pag. 6 di 8 IRCA/300/05/01 Settembre 2005

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sezione precedente di queste note informative, il monitoraggio ed il mantenimento dei CCP dovrebbe essere adeguatamente coperto così come le procedure di rientro nell’eventualità di superamento dei limiti critici.

Aggiornamento delle informazioni e documenti preliminari specificanti i PRP ed il piano HACCP – paragrafo 7.7
Questo paragrafo avvia un ciclo di attività collegate al paragrafo 7.3 per garantire l’attualità delle informazioni sulle quali si basano gli elementi di controllo del SGSA. Per determinare ciò, l’auditor può utilizzare i requisiti di controllo dei documenti del SGSA.

Pianificazione della verifica – paragrafo 7.8
Questo paragrafo attua le disposizioni di monitoraggio a livello di processo che sono state ideate per garantire che il SGSA sia efficacemente attivo su base quotidiana. Il gruppo per la sicurezza alimentare è coinvolto nella valutazione del risultato (paragrafo 8.4.2) e gli errori devono essere affrontati mediante il processo di trattamento del prodotto potenzialmente non sicuro (paragrafo 7.10.3). Come per molte altre sezioni della norma, questo paragrafo è meglio auditato come componente di un audit per processi nell’ambito dei processi di verifica del SGSA.

Sistema di rintracciabilità – paragrafo 7.9
Un sistema di rintracciabilità è obbligatorio nella ISO 22000, anche se spesso si tratta di un processo già esistente nell’industria alimentare, di frequente quale risultato dell’applicazione dalla legislazione vigente. L’auditor dovrebbe controllare l’identificazione del lotto e/o della partita nelle registrazioni conservate per tutto il processo, dalla ricezione del materiale alla consegna del prodotto finale. Da sottolineare che l’organizzazione deve definire un periodo di conservazione delle registrazioni di rintracciabilità; tale periodo deve essere stabilito in funzione alla valutazione del sistema e tenere in considerazione le implicazioni sia per il trattamento di prodotti potenzialmente non sicuri che per il ritiro di prodotti.

Controllo della non conformità – paragrafo 7.10
Questo paragrafo si riferisce al trattamento dei prodotti finali quando la loro integrità, per quanto concerne la sicurezza alimentare, sia stata definitivamente compromessa o permangano dei dubbi al riguardo, a seguito del superamento dei parametri di sistema. L’auditor dovrebbe verificare che il processo per l’identificazione di questo tipo di situazioni sia affidabile e che si segua il procedimento corretto per il trattamento dei prodotti non sicuri, a seguito della risoluzione - durante il processo stesso - di tutti i dubbi possibili. Da notare che le azioni correttive necessitano di input da parte di una persona competente e che il loro ambito di applicazione include l’analisi dell’andamento e la prevenzione del ripetersi della non conformità.

Validazione, verifica e miglioramento del SGSA – generalità – paragrafo 8.1
Il gruppo per la sicurezza alimentare è responsabile del processo di validazione, così come dei processi di verifica e miglioramento del SGSA. Gli auditor dovranno ottenere evidenza trasversale per la maggior parte del SGSA per valutare l’efficacia di tale lavoro a cura del gruppo.

Validazione delle combinazioni di misure di controllo – paragrafo 8.2
Questo paragrafo è volto a garantire che le misure di controllo nel SGSA – ad ogni livello – siano efficaci ed affidabili. L’auditor dovrebbe controllare che il processo stesso di validazione sia efficace ed affidabile e che le misure di controllo non vengano introdotte o modificate fino a quando questa garanzia non risulti corredata da evidenza oggettiva.

Controllo del monitoraggio e delle misurazioni – paragrafo 8.3
Questo paragrafo affronta la necessità di conoscere la precisione delle apparecchiature di misurazione ed è in linea con il requisito corrispondente della ISO 9001. Da notare che si applica solo al monitoraggio ed alla misurazione di parametri utilizzati nel SGSA in relazione alla sicurezza alimentare. Gli standard usati per la taratura dovrebbero riflettere il modo in cui l’apparecchiatura è utilizzata. Per esempio, i pezzi di prova utilizzati per tarare un metal detector dovrebbero corrispondere alla massa ed al peso dell’oggetto fisico che deve essere individuato.

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Verifica del sistema di gestione per la sicurezza alimentare – paragrafo 8.4
Questo paragrafo è collegato alla pianificazione della verifica (paragrafo 7.8) e definisce la metodologia per diverse attività di verifica incluso il coinvolgimento del gruppo per la sicurezza alimentare nella valutazione ed analisi del risultato. Il processo di audit interno è d’obbligo per i sistemi di gestione ISO. Da notare che se i componenti del gruppo per la sicurezza alimentare conducono gli audit interni, allora un’altra Parte deve effettuare gli audit delle attività del gruppo per la sicurezza alimentare.

Miglioramento continuo – paragrafo 8.5.1
Questo paragrafo richiede che l’alta direzione usi il SGSA per migliorare continuamente la sua stessa efficacia. Gli auditor devono cogliere una visione di insieme di questo aspetto, considerando la prestazione del sistema nella sua globalità quando ne determinano l’andamento attuale sulla base delle evidenze dell’audit.

Aggiornamento del sistema di gestione per la sicurezza alimentare – paragrafo 8.5.2
Questo paragrafo coinvolge il gruppo per la sicurezza alimentare in una valutazione periodica pre-pianificata dell’attualità delle informazioni utilizzate all’interno del SGSA (cfr. la definizione 3.17). Abbinata all’aggiornamento ad un livello inferiore come richiesto dal paragrafo 7.7, il risultato di questa valutazione diviene uno dei dati di ingresso del riesame della direzione (paragrafo 5.8.2). Gli auditor dovrebbero controllare che il campo di applicazione di tale valutazione copra l’intero SGSA, a partire dalle problematiche che fanno scaturire un aggiornamento fino all’implementazione positiva della modifica.

Per qualsiasi domanda o chiarimento, contattataci a: registration@irca.org. Per ulteriori informazioni sulla certificazione IRCA di auditor SGSA, visita il nostro sito www.irca.org Iscriviti al nostro periodico gratuito on line, IRCA INform, inviando una mail a registration@irca.org oppure dal sito www.irca.org Unisciti all’altro 75% di auditor IRCA e salda le quote di certificazione on line facilmente, velocemente ed in modo sicuro al www.irca.org
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