Congresso nazionale Filt Cgil “ Nata nel 1980, la by kellena93

VIEWS: 13 PAGES: 4

									sindacato | porto&diporto

         Congresso
         nazionale
           Filt Cgil
         “c’è ancora
       molto da fare”

   L
       o scorso febbraio si è svolto a Napoli l’VIII Congresso Na-
       zionale “Una politica per i trasporti” di Filt Cgil, che racco-
       glie complessivamente circa 141.000 lavoratori del settore
       trasporti e viabilità, di cui 10.500 in Campania.
          Come ci spiega il Segretario Generale Filt Campania, Fe-
       derico Libertino, patron dell’evento che ricade ogni 4 anni,
       la scelta di Napoli quale sede del Congresso “è stato un
       segno molto importante sia per la Filt che per la stessa
       Confederazione”, motivata innanzitutto dagli importanti
       passi in avanti fatti nel corso di questi anni nel settore tra-
       sporti in “Campania, e a Napoli in particolare, attraverso la      La realtà di oggi ci costringe a misurarci con problemi
       scelta fondamentale della programmazione”, che, in termi-       nuovi, a partire da quelli indotti dall’accresciuta interdi-
       ni di investimenti e riforme, ha prodotto più innovazione       pendenza delle diverse aree del mondo, la globalizzazione,
       rispetto ad altre realtà del paese, “anche perché partivamo     ma la radice confederale della CGIL ne determina l’attua-
       da livelli molto bassi di quantità e qualità”. Va aggiunto      lità. Ancora oggi c’è bisogno, accanto alla lotta per mi-
       anche il riconoscimento per il “lavoro svolto in questi anni    gliorare le condizioni di chi lavora, di battersi per un mo-
       dalla struttura Cgil Campania dei trasporti                     dello di convivenza universale, per la democrazia, la pace,
       insieme alla Confederazione” e non ulti-
       mo “il fatto che per affrontare il decli-
                                                “                                              la giustizia sociale, il progresso. La
                                                           Nata nel 1980, la dimensione europea del sindacato,
       no del paese occorre partire dal gap del Fit Cgil sta vivendo                          che già esiste, va rafforzata e deve
       Mezzogiorno e da uno dei suoi settori in questi ultimi anni partire proprio dall’affermazione di
       strategici”. Conclude Libertino “ma è un trend di crescita di questi principi generali. Alla luce
       solo l’inizio, c’è ancora molto da fare”. adesioni sopratutto nel dell’allargamento dell’Unione Euro-
          Nata nel 1980, la Filt Cgil sta vi-                                                   pea considero prematuro parlare di
                                                  Centro e Sud Italia.
                                                                                       ”
       vendo in questi ultimi anni un trend                                                     “piattaforme comunitarie” in termi-
       di crescita di adesioni soprattutto nel Centro e Sud Italia. I  ni classici, si         tratta invece di radicare una conce-
       462 delegati che hanno partecipato ai lavori congressuali       zione dello sviluppo economico non disgiunto dai diritti
       di Napoli hanno infine riconfermato alla carica di Segre-        delle persone. In Europa è nato il concetto di welfare, che
       tario Generale Nazionale Filt Cgil Fabrizio Solari, al quale    va aggiornato e non cancellato.
       abbiamo rivolto alcune domande.                                    Delocalizzazione concorrenza del Far East e ridotto
          Segretario Solari, Cgil quest’anno compie 100 anni           dimensionamento delle aziende che scoraggia l’in-
       in uno scenario molto diverso da quello del 1906...             ternazionalizzazione, scaricando la competizione con
       molti tavoli non sono più nè locali nè nazionali ma             i prodotti asiatici sui mercati interni, creano quanto
       comunitari. Ha dunque senso parlare di Sindacato                meno la percezione di contrarre l’occupazione se non
       europeo? E’ realistica la creazione di piattaforme              di ridurla drasticamente, come ad esempio le vicende
       comunitarie (25 paesi membri sono tanti) di politica            della cantieristica navale, introducendo criteri sem-
       sindacale? e quali i punti prioritari?                          pre più spinti di flessibilità del lavoro. Segretario, lei




                                                                quattordici
                                                                    14


                                                                 MARZO
                                                                       nostra parte del mondo. Intercettare questa domanda si-
                                                                       gnifica creare occupazione e ricchezza. Ma le ricette messe
                                                                       in campo in questi anni hanno fallito. La Legge Obiettivo,
                                                                       che era nata per risolvere questo problema, non ha prodot-
                                                                       to praticamente nulla. Occorre prendere atto che il merca-
                                                                       to da solo non è in grado di sciogliere questo nodo. Gli
                                                                       investimenti privati non si allocano dove è più urgente co-
                                                                       struire nuove infrastrutture, ma semmai dove più elevata è
                                                                       la potenzialità del ritorno economico dell’investimento. Per
                                                                       questo occorre riprendere la pratica della programmazione
                                                                       degli interventi, certo ricercando anche l’apporto di capi-
                                                                       tali privati, ma nell’ambito di priorità definite nell’interesse
                                                                       generale. E inoltre necessario ristabilire un corretto rap-
                                                                       porto con le istituzioni locali, visto che è illusorio pensare
                                                                       semplicemente di scavalcarle. Praticamente il contrario di
                                                                       quanto fatto negli ultimi anni.
                                                                          In questa programmazione la realizzazione della
come vede questa situazione.                                           TAV merci è necessaria all’economia nazionale e me-
   La battaglia della competizione sui costi, viste le condi-          ridionale. E’ così anche per Filt Cgil?
zioni presenti in tante aree emergenti del mondo o anche                  L’alta velocità ferroviaria fu correttamente impostata,
più semplicemente nei paesi dell’Est europeo, è persa in               nel nostro Paese, come Alta velocità/Alta capacità, per
partenza. La soluzione, tuttaltro che semplice, sta nel-               sottolineare l’apporto significativo che questa nuova in-
la capacità di mettere in campo una politica economica                 frastruttura avrebbe potuto dare anche nel trasporto delle
che invece di comprimere i diritti ed i salari, forzi il nostro        merci. Lo sviluppo della rete dedicata, inserita nelle scelte
modello di specializzazione produttiva nella direzione del-            dei vari corridoi intermodali definiti dall’Unione Europea,
l’economia della conoscenza, investendo in innovazione e               è un’opportunità importante, soprattutto per la grande
in qualità. Un’altra occasione di crescita e di buona occu-            quantità di tracce orarie che verrebbero a liberarsi nella
pazione può essere ricercata nell’efficientamento e svilup-             rete tradizionale e che potrebbero essere dedicate al tra-
po dei servizi. In questo caso la delocalizzazione non si può          sporto locale delle persone e al trasporto merci. Tuttavia
applicare. Un buon sistema di trasporti, ad esempio, si deve           questa prospettiva, ancora una volta, non si realizzerà
necessariamente produrre là dove viene consumato.                      autonomamente. Serve l’intervento programmatorio del
   A questo proposito, Confindustria chiede che si                      Governo nazionale e locale, e serve incentivare la nascita e
metta urgentemente mano al ritardo infrastruttura-                     lo sviluppo di grandi aziende della logistica, che sappiano
le materiale ed immateriale della rete nazionale dei                   sfruttare questa opportunità, interfacciando correttamen-
trasporti, rimarcando il posizionamento strategico del                 te le varie modalità di trasporto anche investendo nei nodi
Mezzogiorno. Questo è sufficiente per un terreno co-                    intermodali.
mune di impegno o quali integrazioni sono necessarie                      Riguardo la gestione dei nodi intermodali portuali,
per tutelare e sviluppare l’occupazione del settore?                   sul fronte comunitario, la De Palacio 2 è stata boc-
   Sono d’accordo, il ritardo infrastrutturale del Paese è             ciata, come l’eventualità che i suoi contenuti di li-
un nodo ineludibile e il Mezzogiorno ha potenzialità im-               beralizzazione dei servizi fossero reintrodotti con la
portanti nel campo della logistica. Basti pensare che la               Bolkestein. Che posizione ha Filt Cgil?
delocalizzazione produttiva di cui abbiamo parlato deter-                 La De Palacio 2 è stata bocciata per la seconda volta il
mina un incremento della domanda di trasporto, visto che               15 gennaio scorso, grazie anche alla forte mobilitazione
i mercati finali più importanti continuano a trovarsi nella             delle organizzazioni sindacali, tuttavia permane il rischio




                                                            quindici
                                                                  15


                                                   www.portoediporto.it
                                                                             sindacato | porto&diporto




che possa essere riproposta.
   Il commissario, infatti, ha 40 giorni di tempo per ripre-
sentarla, scaduti i quali è possibile solo, con una lunga pro-
cedura, presentare una nuova proposta. E’ chiaro che qua-
lora si verificassero tali ipotesi ci sarà una nuova e ferma
opposizione da parte sindacale all’introduzione di forme di
liberalizzazione e precarizzazione del lavoro portuale.
   Segretario, infine due spine nazionali. Alitalia: si indivi-
dua nella terziarizzazione di molti servizi finora autopro-
dotti come le manutenzioni, una delle vie di fuga dalla crisi
di bilancio. Quali rischi di disgregazione e di delocalizzazio-
ne di queste attività? Quali politiche alternative?
   Il danno indotto dall’applicazione acritica della teoria
della esternalizzazione dei processi di manutenzione è gra-
vissimo. Negli ultimi anni, ci siamo battuti strenuamente
contro questa scelta sbagliata, lo stiamo facendo ancora
in questi giorni nel caso di Alitalia.
   In un’azienda che produce trasporto, la qualità della ma-
nutenzione determina in larga parte la qualità del servizio
ed i suoi standards di sicurezza. Introdurre una cesura tra
esercizio e manutenzione apre problemi enormi. Per altro,
queste teorie hanno permesso il degrado delle strutture di
manutenzione, tanto che spesso ci si ritrova a fare i conti
con impianti più simili ad arsenali che a moderne officine.
Al contrario, quel che va fatto è investire nell’ammoderna-
mento delle strutture e nell’aggiornamento del personale,
per migliorare realmente il prodotto finale.
   Tirrenia: gli armatori privati denunciano i processi di-
storsivi causati dalla Compagnia di bandiera nazionale
a danno delle imprese marittime concorrenti e dunque
della tranquillità e stabilità dei posti di lavoro, ma Tirre-
nia occupa 3200 marittimi che il sindacato deve altret-
tanto tutelare. Come affrontate la questione?
   Intanto va ricordato che tutte le navi traghetto dell’ar-
mamento privato che superano le 100 miglia di navigazione
beneficiano degli stessi sgravi fiscali della flotta pubblica, e
per di più non sono soggette ad una serie di limitazioni re-            Su questi servizi si è abbattuto il taglio delle risorse deciso
lative alle tariffe da applicare, agli orari di partenza, al nu-        dall’ultima legge finanziaria (reintrodotto alla Camera e
mero di corse da effettuare. Queste flessibilità consentono              Senato ed approvato poco dopo l’intervista n.d.r.) contro
agli armatori privati di essere, in molti casi, più competitivi         la quale, per altro, ci siamo fortemente battuti. Il compito
rispetto a quelli pubblici che hanno più vincoli. Il problema           del sindacato è quindi quello di difendere l’occupazione e
riguarda principalmente le navi traghetto, private e pub-               le condizioni d’imbarco sia per la flotta pubblica che per
bliche, che effettuano il servizio su tratte inferiori alle 100         quella privata, evitando pericolose contrapposizioni.
miglia, come nei casi dei collegamenti con le isole minori.                                                           Giovanna Visco




                                                            diciasette
                                                                   17


                                                    www.portoediporto.it

								
To top