DETRAZIONE TOTALE E DEDUCIBILITÀ LIMITATA PER LE SPESE ALBERGHIERE by sparkunder25

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									Santa Croce sull’Arno, 08 Settembre 2008.


                                                                       A TUTTI I NOSTRI CLIENTI
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CIRCOLARE N. 8/2008


                         DETRAZIONE TOTALE E DEDUCIBILITÀ LIMITATA
                        PER LE SPESE ALBERGHIERE E DI RISTORAZIONE

DETRAZIONE TOTALE DELL’IVA

Conseguentemente ad una recente modifica apportata dal D.L. n.112/08 è stata rivista la disciplina delle
spese alberghiere e di ristorazione in relazione sia alla normativa IVA che delle Imposte sui Redditi. Dal 1º
settembre 2008 in poi, imprese e professionisti potranno detrarre interamente l’Iva sulle spese
sostenute in relazione a servizi alberghieri e di ristorazione, ma più in generale a tutte le spese
comprese quelle accessorie per vitto e alloggio (trattandosi di prestazioni di servizi , il momento di
effettuazione dell’operazione coincide col pagamento del corrispettivo, ovvero con la data della fattura,
qualora la stessa venga emessa anteriormente al pagamento). Ovviamente, l’integrale detrazione dell’Iva
può essere esercitata a condizione che la spesa relativa al pernottamento alberghiero o alla
somministrazione di pasti e bevande sia inerente all’attività svolta dall’impresa o dal professionista
(valutazione che non appare sempre agevole vista la natura, spesso privata, di tali spese). Per provare
l’inerenza della spesa con l’esercizio dell’attività, sarà opportuno allegare alla fattura tutta la documentazione
utile a dimostrare che la stessa sia stata sostenuta nello svolgimento dell’attività esercitata dall’impresa o dal
professionista. Ad esempio, sarà utile conservare la documentazione relativa ad un convegno al quale si è
partecipato, il biglietto d’ingresso ad una fiera, oppure allegare una nota con la lista dei clienti o potenziali
clienti visitati.
Pur nel silenzio dell’amministrazione, si ritiene che possa essere detraibile anche l’imposta relativa alle
spese accessorie ai servizi in argomento, quali ad esempio quelle che abitualmente vengono addebitate
dall’albergo ai propri clienti durante un pernottamento (spese fax, telefono, accesso ad internet, lavanderia,
parcheggi, collegamento alla pay tv, garage per l’auto ecc.) sempre che le stesse, così come la spesa
principale, siano inerenti l’attività di impresa o lavoro autonomo esercitata. In poche parole se esiste
inerenza per l’onere principale, per esempio per la prestazione alberghiera, si potranno tranquillamente
detrarre tutti gli oneri accessori che le spese di soggiorno comporteranno. In particolare, la nuova
disposizione assegna piena detraibilità a prescindere dalla tipologia di fruitore e dal contesto nel quale tali
spese vengono sostenute (come ricordato l’unico requisito fondamentale deve individuarsi nell’inerenza delle
stesse all’attività d’impresa, arte o professione), e quindi si pone come una disposizione di carattere
generale che potrà essere beneficiata anche dalle imprese di minori dimensioni poco interessate a fenomeni
ad esempio di “turismo congressuale”, ma che, al contrario, sostengono ingenti quantitativi di spesa per
alberghi e ristoranti durante gli spostamenti necessari allo svolgimento della propria attività lavorativa.


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Ricordiamo che affinché l’imposta pagata sulle prestazioni in esame possa essere detratta, sarà necessario
richiedere espressamente l’emissione della fattura. La richiesta dovrà essere formulata non oltre il momento
di effettuazione delle operazioni, atteso che le prestazioni alberghiere e le somministrazione di alimenti e
bevande sono menzionate tra le operazioni per le quali l’emissione della fattura è obbligatoria solo se
richiesta dal cliente.
A tal fine, si dovranno impartire precise istruzioni al personale dipendente ed ai vari collaboratori affinché
procedano a richiedere l’emissione della fattura in luogo della semplice ricevuta. Qualora la prestazione sia
goduta da un soggetto diverso dal committente (impresa/professionista), sarà necessario che la fattura
riporti una doppia intestazione; quindi dovrà riportare sia l’intestazione del soggetto che fruisce della
prestazione (dipendente, collaboratore, amministratore) sia l’intestazione dell’impresa e/o del professionista.
(Attenzione!! La fattura deve essere necessariamente intestata al soggetto -impresa/professionista -
interessato a portare in detrazione l’Iva; non sarà possibile detrarre l’Iva se la fattura è intestata
direttamente al dipendente, collaboratore o amministratore).
Per le prestazioni effettuate fino alla data del 31 agosto 2008, invece, valgono ancora le vecchie regole che
prevedevano per tali spese un’esplicita indetraibilità oggettiva dell’Iva in base alla disposizione contenuta
nella lett.e) dell’art.19-bis1 del decreto Iva.


DEDUCIBILITA’ LIMITATA AI FINI IMPOSTE DIRETTE

A fronte del beneficio rappresentato dalla piena detrazione dell’Iva, le spese sostenute per le prestazioni
alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande vedranno una riduzione nella misura ordinariamente
deducibile. Va, tuttavia, segnalata la diversa decorrenza della modifica Iva rispetto a quella che riguarda le
imposte dirette: la riduzione alla deducibilità dei costi avrà decorrenza a partire dal periodo d’imposta
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008 e, quindi, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente
con l’anno solare, dal 1° gennaio 2009.
Regole per le imprese

Per quanto riguarda le imprese, la lett.a), co.28-quater, art.83 del D.L. n.112/08, modificando il co.5
dell’art.109 del Tuir, prevede che la deduzione delle spese relative a prestazioni alberghiere e a
somministrazioni di alimenti e bevande sia ridotta al 75%. Per effetto di un’esplicita deroga contenuta nel
decreto 112/08, tuttavia, nessuna limitazione è prevista per le spese di vitto e alloggio sostenute per trasferte
effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa: per tali spese – disciplinate dal co.3 dell’art.95 del Tuir – rimane ferma la totale
deducibilità entro i limiti previsti dalla citata disposizione quali € 180,76 giornalieri per l’Italia ed € 258,23 per
l’estero (in proposito si segnala l’effetto positivo della intervenuta detraibilità dell’Iva a partire dal 1°
settembre 2008: i limiti contemplati dall’art.95 del Tuir, in quanto rappresentano un costo deducibile per
l’azienda, devono intendersi al netto dell’Iva, e pertanto risultano di fatto incrementati).
Regole per i professionisti

Anche i professionisti sono interessati dalla nuova disposizione che limita la deducibilità: la regola vigente
sino al periodo d’imposta 2008 prevede la deducibilità integrale delle spese relative a prestazioni alberghiere
e di somministrazione di alimenti e bevande nel limite del 2% dei compensi (quindi, considerando un


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  professionista che ha percepito compensi pari ad € 100.000, la deduzione massima di dette spese sarebbe
  pari ad € 2.000). Dal 1° gennaio 2009 la deduzione sconterà l’ulteriore limitazione al 75%.


                      IMPRESE                      PROFESSIONISTI                   TRASFERTE DIPENDENTI

                  IVA          REDDITI            IVA            REDDITI              IVA             REDDITI
Ante         Indetraibile     Deducibili     Indetraibile     Deducibili nel Indetraibile       Limite giornaliero :
31/08/08     100%             100%           100%             limite del 2% 100%                € 180,76 in Italia
                                                              compensi                          € 258,23 all’estero
Dal          Detraibile       Deducibili     Detraibile       Deducibili nel Detraibile         Limite giornaliero :
01/09/08     100%             100%           100%             limite del 2% 100%                € 180,76 in Italia
al                                                            dei compensi                      € 258,23 all’estero
31/12/08
Dal          Detraibile       Deducibili     Detraibile       Deducibili al Detraibile          Limite giornaliero :
01/01/09     100%             al 75%         100%             75% entro il 100%                 € 180,76 in Italia
                                                              2%        dei                     € 258,23 all’estero
                                                              compensi



                                        SPESE DI RAPPRESENTANZA

  Con spese di rappresentanza s’intendono tutti quei costi sostenuti per offrire un’immagine positiva
  dell’impresa (per esempio organizzazione di convegni, manifestazioni, ricevimenti e relativi costi per ospiti,
  spese per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente), la cui caratteristica è rappresentata dall’assenza
  di un corrispettivo tale da non permettere un collegamento diretto costi ricavi. Sono in pratica spese che non
  producono, come conseguenza, un ricavo o un compenso diretto per chi le sostiene.
  In tal caso, anche trattandosi di spese per vitto e alloggio, esse sono da riqualificarsi come spese di
  rappresentanza, seguendo quindi tale regime impositivo per cui l’iva non è generalmente detraibile se
  non per spese sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 25,82 euro.
  Regole per le imprese

  Dal punto di vista delle imposte dei redditi, la disciplina vigente fino al periodo d’imposta 2007 prevedeva
  la deducibilità delle spese di rappresentanza nel limite di un terzo del loro ammontare in quote costanti per
  cinque esercizi a partire da quello di sostenimento (i predetti limiti di deducibilità non operavano qualora le
  spese fossero relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 25,82 euro).
  La disciplina vigente dal periodo d’imposta 2008 nella formulazione introdotta dalla L.244/2007 considera
  le spese di rappresentanza direttamente connesse alla produzione dei ricavi e quindi deducibili nell’esercizio
  di sostenimento al ricorrere dei requisiti di congruità ed inerenza stabiliti da Decreto del Ministro
  dell’Economia e delle Finanze che a tutt’oggi ancora non è stato emanato. Sarà quindi necessario attendere
  l’annunciato decreto per la concreta individuazione di tali requisiti di congruità ed inerenza peraltro in
  funzione anche della natura e della destinazione delle spese stesse, del volume di ricavi dell’attività
  caratteristica dell’impresa e dell’attività internazionale dell’impresa. Sono comunque deducibili le spese
  relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50 euro.
  Regole per i professionisti

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Dal punto di vista delle imposte dei redditi, la disciplina rimane invariata prevedendo una deducibilità delle
spese di rappresentanza nei limiti dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.


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                      IVA                   REDDITI              IVA       REDDITI
 Fino     al Indetraibile 100% Deducibili per un terzo in Indetraibile Deducibili nel
 31/12/07    eccetto beni valore quote costanti per cinque 100%         limite del 1%
             inferiore a € 25,82 esercizi a partire da quello di        compensi
                                 sostenimento
 Dal             Indetraibile 100% Deducibili nell’esercizio di Indetraibile Deducibili nel
 01/01/08        eccetto beni valore sostenimento nel rispetto dei 100%      limite del 1%
                 inferiore a € 25,82 requisiti di congruità ed               dei compensi
                                     inerenza



Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Cordiali saluti.
                                                                  Studio commercialisti associati




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