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cultura

spettacoli

Domenica 23 Settembre 2007

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| Intervista | Il viaggio di Lionello Sozzi sull’idea d’illusione e sogno nella cultura occidentale

Il paese delle chimere
Sono stato spinto a questa ricerca sia da motivazioni personali, la superiorità dell'attesa rispetto al possesso, della fantasia rispetto al reale, sia da suggestioni culturali: Kant conferma la natura chimerica della visione ideale
non ignora il fascino del “paese delle chimere” (si pensi a Rousseau), mentre nelLionello Sozzi ha pubblicato di recente il l’età romantica viene trattato con estrema suggestivo saggio «Il paese delle chime- frequenza il tema del disincanto, delle “ilre» (Sellerio, pp. 416, euro 24). Professore lusioni perdute”, o anche quello delle chiemerito dell’Università di Torino, socio mere che uccidono, divorano, straziano. corrispondente dell’Accademia nazionale Il «paese delle chimere», dice Rousseau, dei Lincei, membro dell’Accademia del- «è l’unico degno di essere abitato». L’uole Scienze di Torino e dell’Académie de mo del Terzo millennio condivide ancora Savoie, condirettore della rivista «Studi la riflessione del filosofo ginevrino? Francesi», Sozzi ha svolto nel suo libro Apparentemente si può pensare che il noun’erudita indagine sull’idea di «illusio- stro tempo, così legato agli interessi quone» nella cultura occidentale. Un appas- tidiani e a una banale cultura televisiva sionante viaggio nella lirica e nel pensiero in base alla quale il culto della cosiddetta dei maggiori letterati e filosofi europei, “immagine” ha preso il posto del culto che si sono sbizzarriti nel narrare e de- del “valore”, sia lontano dalla prospettiva scrivere l’«illusione». contemplativa e chimerica. In realtà, la Professor Sozzi, come mai ha dato alle morte delle ideologie comporta oggi la ristampe questo saggio sull’idea di illusio- nascita, soprattutto tra i giovani, di nuovi ne nella cultura occidentale? archetipi, di “ideali” senza i quali ciascuIl tema, forse, non è tanto insolito, poiché no avverte che il vivere quotidiano non l’idea di illusione si accompagna a quel- ha alcun senso, ideali per altro che non la di sogno, speranza, attesa e come tale sono assoluti poiché a volte, pur necessari trova spazio in tutta la letteratura, antica devono contemperarsi a vicenda (si pensi e moderna. Si tratta di una componen- agli ideali di giustizia e libertà). Rispetto a te fondamentale della riflessione e della tali esigenze spirituali, il campo della posensibilità occidentali. In ogni caso, sono litica appare oggi degradato e deludente stato spinto a questa ricerca sia da moti- per il basso livello delle argomentazioni, vazioni personali (sin da bamper il pettegolezzo che invade bino avvertivo la superiorità ostentatamente gli spazi del Un’appassionante dell’attesa rispetto al possesso, privato. Di fronte a tale dilarivisitazione dell’interiore fantasia rispetdella lirica e gante mediocrità, l’invito a to al reale), sia da suggestioni guardare in alto e a seguire il del pensiero dei culturali quando leggevo, fin volo alto delle chimere trova, maggiori letterati dai tempi del liceo, le pagine e filosofi europei oggi, un diffuso ed apprezzadi Kant che mi confermavano bile riscontro. la natura chimerica, e tuttavia necessaria, Nel libro esamina l’idea di illusione in di ogni visione ideale. diverse epoche storiche: quali le diffeLa sua analisi sembra articolarsi in par- renze? ticolare tra due sponde, l’età dei Lumi e Ogni epoca dà alla riflessione sul tema quella romantica. chimerico una nuance particolare: tra Si pensa di solito all’età dei Lumi come Medio Evo e Seicento è frequente il tema all’epoca della “ragione tutta dispiegata” dell’«illusione diabolica»: illusori sono i e all’età Romantica come al periodo sto- beni terreni con cui il demonio ci attira rico in cui riemerge il sogno e s’impone e ci inganna. Il Settecento rovescia la pola fantasia. Il libro vorrebbe dimostrare la sizione: illusori non sono i beni terreni, genericità di questo schema: il Settecento bensì le fedi non dimostrabili. Ma nel fratNicola Di Mauro

tempo, l’età barocca ha avviato un altro velo di Maya», un romanzo che, narrando tema: la riflessione sul nulla e sulla vanitas le vicende di un musicista, fa vedere come fa emergere, per necessaria opposizione, la musica sia, da un lato, assoluta vanità l’adesione all’assoluto e al divino. Nel- e, dall’altro, apertura all’assoluto e al tral’età dello storicismo, culto delle illusio- scendente. ni ha significato fecondità di acquisizioni Lei dedica nel suo libro importanti paspossibili (si pensi, appunto, a Kant o alle saggi a Leopardi, Chenier, Flaubert, Bal“egregie cose” del Foscolo). In età a noi zac, Stendhal, Hugo o Baudelaire. Da più vicine, le riflessione sulle quali di questi grandi autori Anche chimere si è accompagnata a ritiene che l’idea di illusione il Settecento, quella sulla malinconia o sulla abbia ricevuto più suggestiorinunzia (si pensi a Gozzano): “l’età dei lumi” non ni? ignora il fascino si è connotata, cioè, di termini Tutti hanno detto verità origidella fantasia interiori e intimistici. nali e a volte straordinarie. Difche aiuta a vivere Sull’idea di illusione ci sono ficile fare una scelta. Metterei legami tra la cultura occidenin risalto, tuttavia, da un lato, tale e le altre? l’insoddisfazione nei confronti del reale e Il libro riguarda essenzialmente la cultu- la presenza costante delle “chimere assenra occidentale, ma a proposito del tema ti”, riscontrabili per esempio negli eroi e del «nulla» e dell’universale vanità è stato nelle eroine di Stendhal; dall’altro, il rinecessario aprirsi alla cultura indiana e a schio delle chimere divoratrici e distruttiquel «velo di Maya» di cui per primo, cre- ve di cui parla Baudelaire e da cui Victor do, parlò in Europa Schopenhauer e che Hugo ci invita a guardarci quando dice poi è diventato immagine ricorrente in che il poeta è l’uomo delle utopie, che ha tanta poesia europea tra Otto e Novecento. i piedi per terra e gli occhi rivolti altrove. L’ultimo esempio è dato dal bel romanzo Aspirazioni ideali e senso della realtà dedi Carlo Sgorlon intitolato, appunto, «Il vono contemperarsi e conciliarsi.


				
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