Monopolio naturale

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Lezione 20 IL MONOPOLIO (3) Michela Cella K&R: Cap. 13

Il monopolio naturale
Si dice che un’industria è un monopolio naturale se un’unica impresa è in grado di produrre la quantità domandata complessivamente a un costo medio inferiore rispetto a quello che dovrebbero sostenere più imprese produttrici. Si può avere un monopolio naturale quando la curva dei costi medi è decrescente. Esempi: fornitura di energia elettrica, servizi telefonici, ferrovie Anche in questo caso il livello di produzione non sarà quello efficiente.
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Monopolio naturale
m: equilibrio di monopolio (surplus totale A) pm m A B AC p* MR xm x* e MC D e: allocazione socialmente efficiente (surplus totale A+B)

Regolamentazione del monopolio naturale
Per regolamentazione d’intende l’intervento dell’autorità pubblica nel funzionamento di un mercato. Nel caso di un monopolio naturale è ovvio che la frammentazione dell’impresa non sarebbe efficiente. L’impresa regolamentata però agisce nel suo interesse quindi nel determinare le regole lo stato deve tenere in mente alcune regole.
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NB: notiamo che p*<AC(x*), quindi il monopolista dovrebbe sostenere delle perdite economiche in corrispondenza dell’allocazione efficiente.
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L’impresa non deve subire perdite: se l’autorità impone il livello di produzione efficiente ci saranno perdite. L’impresa sfrutta l’informazione in suo possesso: per conoscere quale livello produttivo permetta di evitare perdite l’autorità deve conoscere la curva di costo medio Le regole possono creare incentivi perversi: se i benefici di una diminuzione dei costi vengono passate ai consumatori attraverso una diminuzione di prezzo quali incentivi ad innnovare?
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Regolamentazione del monopolio naturale (esempio)
pm m A f pr AC p* MR xm xr x* e MC D f: miglior allocazione possibile (surplus totale A e profitti nulli)

Il regolatore fissa il prezzo (produzione) con l’obiettivo di massimizzare il surplus totale con il vincolo di mantenere l’impresa sul mercato; l’allocazione ottima è identificata dalla condizione di profitti nulli: pr=AC(xr)
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I cartelli
Un cartello è un accordo stipulato tra imprese operanti nella stessa industria allo scopo di limitar eil volume di produzione complessivo e far salie il prezzo di mercato. I profitti delle imprese che appartengono ad un cartello sono massimizzati se si comportano come un monopolista, tale equilibrio di chiama di cartello pieno.
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Esito di cartello pieno

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Stabilità degli accordi di cartello
Il fato che l’esito di cartello pieno sia il risultato migliore per tutte le imprese nel loro insieme non vuol dire che sia il meglio per l’impresa presa singolarmente. Gli accordi di cartello possono crollare per 2 ragioni fondamentali Se p>MC allora la singola impresa ha interesse a produrre di più della sua quota, se tutti fanno così l’output dell’industria sale e prezzo scende; Se le imprese fanno profitti attrarranno altre imprese che con il loro ingresso sul mercato aumenteranno la produzione totale facendo diminuire il prezzo

Concorrenza monopolistica
Si dice di un mercato che ha caratteristiche in comune con un mercato monopolistico (impresa fa il prezzo) ma anche con il mercato concorrenziale (tanti venditori). Esempio sono i bar e i negozi di vestiti, ce ne sono molto, tutti ne possiamo aprire uno ma i servizi e prodotti non sono perfettamente omogenei.
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Ipotesi fondamentali: I venditori fanno il prezzo: ha di fronte una curva di domanda decrescente; I venditori non adottano comportamenti strategici: come nel monopolio e conc. perf. Non esistono barriere all’entrata: come in conc. perf. Gli acquirenti non fanno il prezzo: come in monopolio e conc. perfetta.

Struttura di mercato
Dimensioni e numero di compratori: numero elevato e piccole dimensioni. Dimensioni e numero di venditori: sono molti cosicché non possano pensare di influenzare le decisioni degli altri. Grado di sostituibilità tra i prodotti: i prodotti sono sostituti imperfetti, ovvero sono prodotti eterogenei o differenziati. Informazione dei compratori: questa forma di mercato è compatibile sia con informazione completa che incompleta da parte dei compratori. Minore l’informazione minore la sensibilità della domanda al prezzo. Facilità d’entrata: non ci sono barriere all’entrata
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Equilibrio di breve periodo
Per studiare l’equilibrio di un mercato con concorrenza monopolistica dobbiamo combinare il meccanismo di fissazione del prezzo proprio dei mercati monopolistici con il meccanismo di entrata dei mercati concorrenziali. E’ utile quindi distinguere tra breve periodo (non c’e’ entrata, numero di imprese costante) e lungo periodo (numero di imprese può variare).
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Ci sono n imprese, ogni impresa fissa il prezzo come un monopolista. Se aumenta il numero delle imprese i consumatori domanderanno un numero inferiore di unità a ciascuna impresa, la curva di domanda si sposta verso sinistra.

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Equilibrio di lungo periodo
Al contrario che in un mercato monopolistico in regime di concorrenza monopolistica c’è libertà di entrata. Se le imprese attive hanno profitti positivi ne attrarranno di nuove. Ingresso di nuove imprese aumenta la varietà di prodotti a disposizione dei consumatori. Riduce il numero di clienti per impresa. La curva di domanda e di ricavo marginale si sposta verso sinistra.
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Ingresso di nuove imprese

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Equilibrio di lungo periodo

Analisi normativa
p>minAC: “eccesso di capacità”. Meno imprese potrebbero produrre su una scala più efficiente; p>MC: il surplus aumenterebbe con l’aumento di produzione, cioè i consumatori sarebbero disposti a pagare di più rispetto a quanto le imprese devono spendere per produrre. Quindi profitto nullo non è sinonimo di efficienza.
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In equilibrio: 1. MR=MC 2. AR=p=AC

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Differenziazione spaziale
Beni omogenei collocati in posti diversi sono in effetti beni eterogenei. Poiché raggiungere un bene ha un costo quando i consumatori decidono dove acquistare il bene tengono conto dei costi di trasporto. Di fatto ogni impresa ha potere di mercato sui consumatori a lui più vicini, essi cambieranno venditore solo quando la differenza di prezzo coprirà i costi di trasporto.
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Differenziazione lineare modello di Hotelling
Abbiamo una spiaggia lunga 1km da A a B. Il punto medio M, C e D stanno rispettivamente a 250mt e 750mt da A. I bagnanti (consumatori) sono distribuiti uniformemente da A a B. Spostarsi per comprare un gelato costa.

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A

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M

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B

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C

M

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Se c’è un unico gelataio è meglio che si stabilisca in M, cioè a metà strada. E se i gelatai sono 2? Sarebbe meglio che fossero in C e D, a 250mt da A e a 250mt da B. Ognuno avrebbe il 50% del mercato. Ma come sono gli incentivi per i due gelatai?
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Entrambi tendono a spostarsi verso il centro, non perdono i loro clienti “esterni” e ne rubano qualcuno all’altro. In equilibrio entrambi si posizionano al centro e si divino il mercato a metà. La localizzazione è inefficiente, continuano ad avere metà del mercato ma i consumatori hanno costi di trasporto più elevati.
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Differenziazione
Abbiamo visto due casi opposti: eccessiva differenziazione con proliferazione di prodotti e produzione su scala inefficiente. Oppure nessuna differenziazione per catturare il mercato del concorrente. Notare che la differenziazione spaziale si interpreta come differenziazione dei gusti dei consumatori.
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Il monopsonio
Mercato caratterizzato da un solo acquirente. Ipotesi fondamentali: I venditori non fanno il prezzo I venditori non adottano comportamenti strategici L’accesso al mercato può essee libero o completamente bloccato. Gli acquirenti fanno il prezzo
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La struttura di mercato
Dimensioni e numero di compratori: pochi compratori che acquistano un porzione consistente della produzione, il monopsonio è il caso limite con un solo compratore. Dimensioni e numero di venditori: la forma di mercato è compatibile con un numero elevato di venditori che non adottano comportamenti strategici. Grado di sostituibilità tra i prodotti: i prodotti sono omogenei, infatti i venditori non fanno il prezzo. Informazione dei compratori: è probabile che il compratore sia ben informato. Facilità d’entrata: se ci sono barriere all’entrata le imprese presenti devono essere abbastanza da non fare il prezzo.
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Equilibrio in sintesi
Il monopsonista sfrutta il suo potere e la quantità scambiata sarà inferiore a quella di concorrenza perfetta ed il prezzo sarà di conseguenza minore. La massimizzazione del profitto di un monopsonista dipende dalla vendita del prodotto finale.

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