OCCIDENTE - N°4 (ANNO 5) by mirco911

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									(Pag. 4) – Marcello VENEZIANI rilancia il tema della Destra da RITROVARE

   a




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“Il nostro posto è all’aria aperta, sotto la notte limpida, arma al braccio e nel cielo le
stelle. Che continuino gli altri nei loro festini. Noi, fuori, in vigilanza attenta, fervida e
sicura,già presentiamo l’alba nell’allegria dei nostri cuori” –Josè Antonio De Rivera-
                         n° 4
Palermo------------------n° 4 (Anno V) ----------14 Maggio 2013                                  A chi ricorda i severissimi
                                                                                                 atteggiamenti degli addetti all’ordine
                                                                                                 pubblico di un tempo nemmeno tanto
                                                                                                 lontano avrà fatto certamente senso
                                                                                                 vedere una folla di “contestatori” e
                                                                                                 disturbatori “attivi” praticamente
                                                                                                 addossata agli ascoltatori
                                                                                                 sbandieranti del comizio di Silvio
                                                                                                 Berlusconi a Brescia, col solo setto
                                                                                                 separante di un’esilissima fila di
                                                                                                 Agenti in assetto anti-sommossa. Una
                                                                                                 folla vociante, radunata lì per
                                                                                                 intimidire, vociare, insultare. Una
                                                                                                 situazione potenzialmente pericolosa
                                                                                                 che avrebbe potuto benissimo
                                                                                                 sfociare in una rissa di massa, in
                                                                                                 gravi incidenti di piazza e che s’è
                                                                                                 invece risolta “soltanto” col pestaggio
                                                                                                 singolo, ai bordi, di qualche attivista
                                                                                                 del PdL. Resta il fatto che la
                                                                                                 Questura di Brescia ha avallato,
                                                                                                 consentito tutto questo. In una Italia,
                                                                                                 paradossalmente, in cui il partito del
                                                                                                 Cavaliere, sarebbe al Governo. Ma
                                                                                                 questo fatto che proprio infastidisce a
                                                                                                 pelle e suscita torbidi pensieri contro
                                                                                                 certo sinistrismo piazzaiolo vecchio e
                                                                                                 nuovo, non può distogliere dal fatto
                                                                                                 centrale che Berlusconi aveva
  QUEL CHE RIMANE IMMUTATA, INVECE, E’ LA “DESTINAZIONE ULTIMA”                                  incentrato quella manifestazione sul
                                                                                                 tema della Giustizia, non “in
*Si  rischia il disgusto a seguire le vicende di questa nostra Italia. Troppi nodi               generale” ma con precisissimo
                                                                                                 riferimento ai processi ed alle
stanno venendo al pettine tutti insieme e producono effetti paradossali, disagi e
                                                                                                 condanne che lo riguardavano in
disastri. “Dall’alto” si cerca di rassicurare l’opinione pubblica sostenendo che
                                                                                                 prima persona. Una manifestazione,
l’attuale “Larga Intesa” rappresenterà un momento di ritrovato equilibrio che ci
                                                                                                 insomma, da “partito di lotta e di
rimetterà in sesto quasi magicamente, “ben impressionando” i nostri occhiuti
                                                                                                 governo”, una di quelle stranezze
partners europei. Ma la sensazione visiva, tattile e psicologica indica invece ben
                                                                                                 tutte italiane che, in passato s’erano
altro : tensione politica e sociale alle stelle, Italia oberata di balzelli , sfiduciata ed
                                                                                                 contestate alla sinistra della
in piena recessione, disordine civile, incertezza giuridica, vita comunitaria in                 maggioranza di Prodi ed anche alla
pezzi, in briciole. La “pax” Pd-Pdl appare in tutto ciò una sorta di “sovrastruttura” :          Lega che, in certi eccessi comiziali,
una realtà virtuale che ha circolazione solo nei Palazzi e nei Cerchi Magici dei                 dimenticava del tutto di essere
partiti. Forte dei sondaggi che lo danno in risalita, Berlusconi tira la corda, cerca di         partito di governo a fianco del PdL.
spostare in suo favore l’asse del Governo, ritira fuori come niente la storia dell’Imu           Berlusconi, insomma, di nuovo,
ben sapendo che i Sindaci di sinistra chiedono compensazioni di pari importo. E va               ostentatamente, ha usato il PdL come
in piazza, fiducioso. Ma scopre che c’è una Sinistra (di cui il Pd dice di non sapere            una personalissima arma impropria
nulla) ancora forte, superba, intemerata che, quando serve, con gli adeguati                     coinvolgendo addirittura Ministri in
“richiami della foresta” riesce a coinvolgere la “base” grillina che, nel nome                   carica a contestare in piazza altri
dell’anti-berlusconismo rinnova il canto delle sirene a tutta la Sinistra italiana. Un           pezzi dello Stato. Sui quali, a
Movimento, quello grillista, che sta visibilmente scappando di mano al suo                       differenza di quanto pensano
Frankenstein. Perfino sul tema attualissimo e drammatico dell’immigrazione                       Napolitano e l’Associazione
clandestina, maldestramente riportato in auge dalla prima ministra nera della                    Magistrati, deve poter essere
nostra storia e da un Presidente della Camera che parla agli Italiani come se sulle              consentito anche il massimo del
nostre spalle di peccatori ricadessero tutte le nequizie storiche del pianeta, come              dissenso, sia chiaro. Ma sui quali, da
se parlasse ad uno deitanti inutili Convegni dell’ONU. E mentre il Governo si                    forza di Governo, sarebbe “normale”
chiude in convento per fare i conti con le sue stesse contraddizioni, l’Italia si                che si intervenisse nei modi dovuti e
inabissa dolcemente e senza sussulti,con la sensazione netta d’esser divorata                    congrui: con concrete proposte di
contemporaneamente da Nemici esterni e , quel che peggio, da Nemici interni che                  cambiamento espresse in termini di
della sua scomparsa, sembrano aver fatto precisa Ideologia e ragion di vita.                     disegni di legge ed emendamenti.
                                                 D’accordo: oltre il rogo non vige ira nemica                      Italia Tecnica: Morte d’un Saggio




                                                 Ora che Andreotti è sepolto, rispettate le onoranze,
lasciate che noi si dica una cosa: benché d'indole nostalgica, non abbiamo nessuna nostalgia
dell'andreottismo. Si sono viste ai funerali le due Italie, quella di oggi e quella di ieri, e francamente è
difficile davvero dire quale sia la peggiore. Non discutiamo la statura politica di Andreotti, ma
l'effetto della sua azione, il metodo del suo potere, il livello dei suoi uomini, il clientelismo elettorale
come partecipazione politica, il malaffare, la partitocrazia e la spesa pubblica pazzesca, le ombre
nere e le brutture degli anni Settanta, il disarmo totale di ideali, principi e dignità. A sinistra
rimpiangono l'epoca del compromesso storico tra il Pci e la Dc di Moro e Andreotti: era d'alto
profilo, dicono, altro che quello odierno. Ma l'Andreotti col quale si consociavano era per loro il
mandante di delitti, stragi, associazioni criminali. Nulla di paragonabile con l'ibrida alleanza di oggi.
Per restare nella loro stessa convinzione, fu consociazione a delinquere. La demonizzazione del Cav è
robetta al confronto, roba di mignotte e di fatture, non di stragi e servizi deviati. Ed è ridicolo, a
fronte di quei capi d'accusa, dire: però Andreotti non contestò i processi. Ammazza che tartufi,
barattate i crimini con la cortesia.
In realtà, degli anni andreottiani una certa levata può rimpiangere i suoi vent'anni, lo spirito vitale
di una società proiettata nel futuro, l'Italia euforica nonostante il debito pubblico. La sua presunta
immortalità       ci    rassicurava     che,     malgrado        tutto,    l'avremmo         fatta   franca.
Ma no, politicamente, non fu affatto una bella stagione. A meno che qualcuno non voglia teorizzare il
primato decadente dell’Autunno ed il fascino tenebroso dei pubblici Misteri.


                       La Storia del “picconatore” Kabobo è emblematica e denuncia i
                       nostri ritardi letali e i nostri “buchi” nella difesa dai clandestini




La storia giudiziaria di Kabobo inizia in Puglia nel luglio 2011. Arrivato da clandestino, il ghanese
presenta istanza per l’asilo politico e ottiene un permesso di soggiorno temporaneo (come previsto
dallaplegge); tuttavia la commissione regionale, incaricata di valutare la sua situazione, respinge la
domanda e mette fine alla validità del permesso. Come molti altri africani nella sua condizione,
Kabobo fa ricorso e diventa «inespellibile»: non può essere allontanato dall’Italia prima della
definizione della vicenda burocratica. Alla fine di luglio 2011 arriva nel Cara di Bari (Centro
accoglienza richiedenti asilo), dove il primo agosto scoppia una rivolta tra i circa 200 ospiti, che
lamentano i ritardi nel riconoscimento dello status di rifugiati. Sono 35 i poliziotti feriti per il lancio
di pietre e decine gli stranieri fermati, tra cui anche il ghanese (accusato fra l’altro di furto
aggravato). L’extracomunitario viene trasferito al carcere di Lecce. Qui, a conferma del suo
temperamento burrascoso, si becca una denuncia per danneggiamento per aver spaccato un
televisore. Dal penitenziario uscirà - a titolo definitivo - il 17 febbraio 2012. Il motivo del rilascio è
disarmante: decorrenza dei termini di custodia. Da allora, semi-invisibile ed “intoccabile”, egli
girava tra noi come un leopardo indisturbato. Quasi due anni per avere una risposta formale dalla
nostra Legge. Così, alla fine s’è “”annoiato”. Ed ha preso a divertirsi secondo la sua indole.


                                                                                     Non bisogna accettare
                                                                                      per compensazione e
                                                                                    par condicio tutti i tipi di
                                                                                      insulti nel nome di un
                                                                                          liberismo della
                                                                                        cafoneria;L'uomo
                                                                                          volgare impone
                                                                                    dappertutto il diritto alla
                                                                                       volgarità, scriveva
                                                                                     Ortega y Gasset già nel
                                                                                     1930. È la democrazia
                                                                                         come diritto alla
                                                                                     cafoneria, salvo alcuni
     m                                                                                    casi ideologici,
                                                                                    penalmente perseguibili.
                                                                                        Ma è pure il frutto
                                                                                       rancido dell'età dei
                                                                                     diritti, che dovrebbero
                                                                                      stare ai doveri come
                                                                                         inspirare sta ad
                                                                                              espirare.
                                                                                                              VORREI UN PDL
                                                                                                              PIU’ NAZIONALE
                                                                                                              PIU’ SOCIALE
                                                                                                              PIU’ POPOLARE




                         Colpiti ogni giorno negli interessi, negli affetti, nei costumi, nella
                         loro stessa sicurezza, gli Italiani stanno vivendo un vero Incubo




                                                                                                              Tranquillo Angelino, m’hanno detto che
                           Povera Italia mia, terra di monti e di casini, di grilli, passeri, tarantole e                      post-
                                                                                                              questi sono solo post-komunisti, ci si può
formigoni! Dove un operaio morto sotto le macerie di un terremoto viene risarcito con 1900 euro e un            parlare. Non mangiano più bambini.
   cnico
tecnico vivo ha portato a morte centinaia di persone a 35.000 euro ogni mese; dove due italiani                     Mangiano proprio come noi.
vengono uccisi a picconate e la plebe col cuore sta con l’assassino; dove un contadino percepisce una                  Ci si può intendere…..
                                               m
pensione di 480 euro e un manager di Telecom ne prende 90.000; dove un fotografo traffichino va in
prigione sette anni e un pluriassassino rumeno se ne esce dopo sei; dove una giovane donna va in
prigione e le tolgono la figlia per aver rubato un pacco di assorbenti e uno di pannolini e a gente che
ruba milioni a tutti per anni li lasciano liberi di continuare; dove puoi crepare in un corridoio
d’ospedale buttato per terra su un materasso infetto perché non ci sono posti e a un presidente di
regione riservano un intero piano; dove agli operai Fiat v viene aumentata la paga di 40 euro e al suo
manager viene dato un premio di 50 milioni; dove a un incapace presidente della Fiat che spillava
miliardi agli italiani viene riconosciuto un posto d’onore tra i senatori a vita e poi si scopre che
imboscava 2.5 miliardi di euro nei paradisi fiscali; dove si spendono oltre 500 milioni di euro per
l’integrazione di immigrati, e intanto si tralasciano scuole, ospedali, strade, imprese, occupazione;
dove un uomo politico si lascerebbe morire e arriva a bersi la sua u        urina pur di migliorare le
condizioni dei carcerati e non alza un dito per coloro che da detti carcerati sono stati rapinati, vessati,
uccisi. Che cosa ti hanno fatto, povera Patria mia ?

                                                             Sullo Ius Soli, Grillo cerca di frenare
                                                            le intemperanze “sinistre” dei suoi, e
                                                              parla di un eventuale Referendum.
                                                                  Ma per “abrogare” COSA ?


Beppe Grillo sulla cittadinanza cerca di “frenare” i suoi e dice una serie di verità ma fa almeno uno
sbaglio. Rispondendo picche alla proposta del ministro Kyenge di dare la cittadinanza ai figli di
stranieri che vivono e lavorano in Italia, spiega che solo una parte dei Paesi europei riconosce lo ius
soli e solo a determinate condizioni.Questo è vero. La Francia, per esempio, che è il Paese della Ue
con la storia più antica rispetto allo ius soli, negli anni novanta passò da un sistema in cui la
cittadinanza ai figli nati da genitori stranieri veniva data in modo automatico, ad un sistema in cui
bisognava richiederla, e poi ancora ad una legge in cui i citoyen nati in Francia da genitori on
permesso di soggiorno, alla maggiore età, potevano richiederla se avevano vissuto nel Paese almeno
per 5 anni.
Grillo tiene a precisare che in Italia diventi cittadino se sei nato da genitori stranieri quando compi
               o
18 anni, giusto anche questo, ma aggiungiamo noi che se c'è una concessione presidenziale la ottieni
anche in 10 anni. Si possono semplificare le procedure per "mettere a regime" e migliorare le leggi
vigenti, ma non si capisce perché sia necessario abbreviare i tempi o estendere la cittadinanza ai non
maggiorenni. Perché non dovrebbe essere giusto legare l'attribuzione della cittadinanza ai figli di
stranieri che devono compiere il loro ciclo di studi della scuola dell'obbligo del Paese in cui vogliono
                  ni,
diventare cittadini, cioè al momento della loro vita in cui sono pienamente capaci da un punto di
vista giuridico? Proprio in democrazie avanzate come la Gran Bretagna si chiede ai nuovi cittadini
di conoscere la lingua, rispettare le tradizioni e le norme del luogo in cui hanno scelto di vivere.
                                                                                           QUANDO
                                                                              L’IMMIGRAZIONE E’
                                                                              TRATTA DI SCHIAVE.
                                                                               Costrette a prostituirsi,
                                                                             segregate, spesso stuprate
                                                                             e picchiate. La Boldrini di
                                                                             questo non parla. Ma è la
                                                                                 storia di migliaia di
                                                                               immigrate «deportate»
                                                                             con l'inganno in Italia da
                                                                                 connazionali senza
                                                                             scrupoli, inquadrati in un
                                                                                 tentacolare Racket.
                                                                             Vittime della tratta a cui,
                                                                               nel nostro Paese, capita
                                                                              anche di subire un sorta
                                                                                      di violenza
                                                                                   «istituzionale».
                                                                                 Appartiene infatti a
                                                                               questa categoria l'80%
                                                                              delle straniere rinchiuse
                                                                             nei Cie. Basta non avere i
                                                                             documenti, per diventare
                                                                                «ospiti» dei Centri di
                                          …e poi un altro ancora, un              identificazione ed
   abba                                   innocente di 21 anni….               espulsione. E le vittime
                                                                               della tratta i documenti
                                                                              non li hanno mai, perché

                    SEQUENZE DIVERSE DEL                                        vengono loro sottratti
                                                                             dagli sfruttatori. Il dato è
                                                                              contenuto in uno studio
                     FILM “L’INVASIONE”                                       del Medu - Medici per i
                                                                                    diritti umani -




                  ENEZIANI
MARCELLO VENEZIANI non è "uno qualunque". E' uno che ,da scrittore e saggista, è stato
sempre APERTAMENTE A DESTRA, ragionando, ripensando proponendo.
                                     disarmati,      piccolo-grande archibugio : SCRIVE SU "IL
In più, in un Universo di semi-disarmati, ha un piccolo
GIORNALE". E sul Giornale berlusconiano, ospite di una rubrichetta con numero di battute
                   lanciato
rigidissimo, ha rilanciato il TEMA DELLA "UNITA' A DESTRA"....Tema che, come dovrebbe
esser noto, ci caratterizza fin dalla nascita.
Ci pare giusto riportarlo in integrale senza , per ora, aggiungere alc      alcun nostro commento
contestuale. Interverremo se e quando altri Amici riterranno , sull'argomento,di esporci le loro
opinioni, se possibile senza inutili invettive.
Perchè FINI non c'è più. Il Grande Colpevole è uscito di scena e, dunque IL PROBLEMA
"rimbalza" liberamente e globalmente su ciascuno di Noi. Su quelli, almeno che un po' "si pongono
il problema". Il Punto è DA DOVE RIPARTIRE , COME E CON CHI .....          .....Con al centro, come è
                  Berlusconi.
chiaro il “nodo”-Berlusconi. Che, in tantissimi, consideriamo cruciale e dirimente.

                                                  giorni fa sul Giornale.
Ma ecco il "pezzullo di Veneziani, pubblicato due gio

* "Alla fine vogliono tornare a Itaca. Dico alle destre sparse, compreso Futuro e libertà che,
finalmente libera dal suo capo, ha deciso di convergere verso destra, una destra nazionale ed
                                                 usto
europea. Non so se europea sia l'aggettivo giusto in questo momento: la forza delle destre in tutta
                                                                     tecno-finanziari.
Europa è di rappresentare la critica alla Ue e ai suoi parametri tecno
Ma capisco la petizione di principio se si tratta di difendere l'Europa dall'Euro.
Torno alla destra in rotta verso Itaca dopo il disastro elettorale. Lo proponemmo un anno fa, i
finiani sghignazzarono, altri rimasero abbarbicati ai loro posticini, pochi si mossero (per la verità
Storace fu il primo a crederci). Hanno lasciato deperire un patrimonio di consensi e di va   valori, una
storia politica, una comunità e un ruolo attivo nel presente.
Mancando ora un capo e una leadership riconosciuta da tutti, affidatevi a due cose opposte: un'Idea
               L'idea
e un capitale.L'idea è il collante da riscoprire subito in un confronto aperto tra tutte le componenti
derivate da An, più destre libere ed ex missini. Il capitale è il carburante per partire, scongelando il
cospicuo patrimonio della Fondazione di An che è l'unico luogo in cui si ritrovano tutte le
                                            i,
componenti.Partite da quei due patrimoni, il leader poi verrà.
                                               destra,
Lasciate stare la pretesa di essere il centro-destra, c'è già il Pdl per questo.
Voi siete la destra, semplicemente e unicamente la destra, e lo siete solo voi.
Poi chiamatela in modo diverso, lasciate pure gli zombie del Novecento.
A Itaca si torna per ripartire."

								
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