La gallina dalle uova d'oro - I Verdi del Ticino by ajizai

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									Le galline dalle uova d’oro



Unicredit Private Banking S.p.A. ("UPB") ha ceduto la partecipazione totalitaria
detenuta in Unicredit Suisse Bank SA – attiva nel private banking - al
management della società stessa.
L’operazione si è concretata grazie al coinvolgimento di BancaStato che ha
anticipato al management il prezzo d’acquisto della totalità del pacchetto
azionario. In contropartita BancaStato si è riservata il controllo dell’80% della
società mentre il restante 20% l’ha lasciato nelle mani del management ancora
per cinque anni. Fin qui l’operazione è costata 57.7 milioni di franchi
Nell’attesa della decisione dell’autorità di vigilanza elvetica(FINMA) mi sembra
perlomeno opportuno riflettere su alcuni punti sollevati da questa notizia.
L’acquisto di una Banca privata da parte di BancaStato era nell’aria già da diversi
anni. Ma la domanda è : la nostra Banca cantonale poteva acquistare una Banca
privata? E se lo poteva fare, la Banca acquisita godrebbe anch’essa della
garanzia illimitata dello Stato del Canton Ticino?
Domande queste a cui il Consiglio di Stato, nel settembre 2008,aveva pensato di
rispondere con un messaggio con cui chiedeva al parlamento cantonale di
modificare la legge istituente BancaStato ed in particolare due articoli: il primo
relativo alla natura della Banca e l’altro relativo alla garanzia dello Stato per le
attività delle partecipate.
E’ quindi da presumere che il CdS riteneva allora che senza queste modifiche
l’acquisto di una partecipazione di una Banca privata – attiva nella gestione
patrimoniale - non si potesse fare.
Infatti nel messaggio del CdS si citava il parere di un noto professore di diritto
privato. L’esperto aveva chiaramente individuato nella garanzia dello Stato il
punto dolente dell’operazione e aveva concluso che la responsabilità di
BancaStato per le attività della Banca acquisita non poteva essere esclusa al
100%.
Per tale ragione occorreva correggere la legge ancorandovi una restrizione della
garanzia statale e ottimizzare la vigilanza sugli affari della Banca partecipata.
Oggi il CdS sembra dimostrarsi sicuro che non necessita alcun correttivo o
modifica di legge, tant’è che ha già benedetto l’operazione senza attendere la
decisione del parlamento.
I dirigenti di BancaStato hanno giocato d’anticipo e concluso l’affare, scavalcando
le opposizioni e ignorando i moniti degli esperti in diritto.
Ma si tratta davvero di un affare? I dirigenti di Banca Stato hanno giustificato
l’acquisizione della USB, attiva nel private banking, con la necessità di
diversificare le fonti di ricavo e ridurre i rischi derivanti da un’eccessiva
concentrazione nel settore immobiliare (per il 70% nel settore creditizio
ipotecario).


Strano modo di ragionare!
Si riducono i rischi assumendone degli altri?
La redditività dell’operazione è molto dubbia sia per le modalità con cui si è
perfezionata che per i rischi di mercato connessi all’attività di private banking e al
tipo di clientela gestito da USB.
Intanto il prezzo d’acquisto potrebbe rivelarsi esagerato: non solo per la
redditività della Banca privata, che oggi appare molto contenuta (solo 4 milioni di
utili nel 2009 e un flessione del 17% rispetto agli anni precedenti), ma anche per
le condizioni alle quali BancaStato ha permesso al management di mantenere
nelle proprie mani il 20% della società. Questa concessione potrebbe, nella
peggiore delle ipotesi, far lievitare esageratamente il prezzo d’acquisto e
implicare grandi perdite finanziarie per BancaStato.
Nei cinque anni a venire il management di USB potrebbe svuotare il bacino di
clientela e lasciare a BancaStato un guscio vuoto.
D’altra parte già le premesse all’acquisizione di USB non sembrano buone.
Nessuna sinergia tra BancaStato e USB e nessuna acquisizione di competenze
per l’attività di private banking in Ticino, dato che USB è attiva solo nella
gestione patrimoniale offshore.
Ma l’operazione appare preoccupante anche per altre ragioni, tra le quali, non
ultima la provenienza geografica della clientela gestita da USB, di provenienza
dagli stati dell’Europa centro-orientale e dall’Italia. Con la caduta del segreto
bancario e le altre restrizioni imposte dall’UE quanti di questi patrimoni
rimarranno in gestione della Banca?


Mia nonna aveva talmente tante galline che alla fine ne aveva perso il conto,
cosa che facilitava, a noi ragazzi già ribelli, le ruberie notturne di pollastre e uova.
Se oggi penso alle galline me ne vengono in mente almeno due, belle paffutelle e
dalle uova d’oro : AET e BancaStato.
Una si è persa a becchettare il suolo giù nel Mendrisiotto, alla ricerca di petrolio e
metano, l’altra potrebbe perdersi al richiamo di un qualche pifferaio magico che
saprà spennarla senza farla cantare.
Speriamo di no!


Avv. Michela Delcò Petralli, per i Verdi del Ticino

12 agosto 2010
http://new.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=200012&rubrica=21

								
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