fileCDocumentiCRT infoUSA L'anti-Hillary è Barack Obama La by eg1pt23

VIEWS: 4 PAGES: 2

									 file:///C|/Documenti/CRT info/USA L’anti-Hillary è Barack Obama La Repubblica 24.10.06.htm


Nero, giovane e “kennediano”, l’anti-Hillary è Barack Obama

• da La Repubblica del 24 ottobre 2006, pag. 23

di Alberto Flores d’Arcais

Una donna contro un nero. Fino a poco tempo fa immaginare una sfida dei genere nella corsa alla
Casa Bianca sarebbe stata fantapolitica; adesso diventa possibile.

La donna è ovviamente Hillary Clinton. Non ha ancora (come nessuno del resto) annunciato la
sua candidatura ma da mesi, forse da anni, sta lavorando insieme al marito Bill perché il suo
sogno essere la prima donna a entrare alla Casa Bianca dalla porta principale si avveri, il nero è
baraci Obama, un “nuovo Jfk” che sa riscaldare i cuori democratici come nessuno.

Quando domenica, intervenendo alla Nbc, il senatore dell'Illinois ha detto che sta pensando
seriamente di candidarsi per il 2008, il mondo mediatico americano ha avuto una scossa; e nello
staff di Hillary sono corsi i primi sudori freddi. Sarebbe una sfida fratricida, da consumarsi tutta
nelle primarie democratiche che inizieranno nel gennaio 2008. Hillary, ex First Lady, da quattro
anni senatrice di New York (sarà riconfermata facilmente il 7 novembre) con alle spalle la
macchina elettorale e la capacità di raccogliere miliardi del clan Clinton; Barack, senatore
dell'Illinois dal 2004, figlio di un immigrante delKenya, forte, al momento, solo della sua
incredibile popolarità. Una sfida perfetta per giornali e tv, uno scontro che oscurerebbe le
primarie repubblicane per scegliere il successore di George W. Bush.

 Hillary è insieme la più amata e la più odiata dai militanti democratici. Chi la sostiene ne è
entusiasta, vaneggia di un possibile ticket familiare con Bill come vicepresidente ed è pronto a
sostenerla anche se i sondaggi dicono che contro i repubblicani avrebbe poche chance di vittoria;
i critici le rimproverano il suo voto (a favore) sulla guerra in Iraq, l'accusano di voltafaccia su
temi come l'aborto, le contestano le sue iniziative bipartisan con Newt Gingrich. Tra i vari
candidati democratici (nomi che ricordano brucianti sconfitte, come Kerry, Edwards, addirittura Al
Gore) è di gran lunga la favorita. Anzi lo era, fino a domenica mattina.

Barack Obama è il "predestinato". Da quando nel luglio 2004 fece il “keynote speach”, il discorso
di introduzione alla Convention democratica di Boston (e non era ancora stato eletto senatore),
gli elettori democratici (e non solo) stravedono per lui. Dotato di una straordinaria capacità
comunicativa, sempre sorridente e fuori dalle mischie ideologiche e dalle ambiguità politiche che
hanno reso il partito democratico sinonimo di sconfitta.

 Politicamente si potrebbe definirlo un moderato innovatore, ma al contrario di Hillary si è
schierato contro la guerra in Iraq (anche se non ha partecipato al voto del 2003, in quanto non
era ancora senatore) e piace per questo anche ai liberal. Sa parlare con linguaggio
"bipartisan" (Bush lo ha voluto ospite a cena) è popolare anche negli stati a maggioranza
repubblicana perché arriva al cuore dell'elettorato conservatore parlando di fede, valori e orgoglio
americano; è coerente con le sue scelte politiche, diretto nell’ammettere gli errori e nel
rivendicare il diritto a cambiare idea. Come ha fatto domenica.

 Finora di lui si era sì parlato come un futuro presidente (con tanto di copertina di Time) ma per il
2012. Lui aveva assecondato, ricordando la sua giovane età (45 anni) e la sua scarsa esperienza
al Congresso. La svolta è avvenuta con la pubblicazione di un libro, uscito da poco e subito
diventato un bestseller: “The Audacity of Hope Thoughtson Reclaiming the American Dream”. Il
titolo è lo slogan dei suo discorso alla Convention, il sogno americano è quello di sempre. Per lui
si è già avverato da quando, figlio di un immigrato kenyota, e passato dall'in fanzia in Indonesia
e alle Hawaii fino a Harvard e ai banchi dei Senato.

Nei suoi giri elettorali di appoggio ai candidati democratici sta ottenendo un successo personale

 file:///C|/Documenti/CRT info/USA L’anti-Hillary è Barack Obama La Repubblica 24.10.06.htm (1 di 2)25/10/2006 1.45.43
 file:///C|/Documenti/CRT info/USA L’anti-Hillary è Barack Obama La Repubblica 24.10.06.htm

paragonabile a quello dei fratelli Kennedy (ma erano altri tempi) o dell'ultimo Clinton. Durante il
tour promozionale dei libro ha avuto una visibilità mediatica incredibile, le televisioni hanno fatto
gara ad intervistarlo, gli sono state dedicate le copertine di riviste politiche, di varietà e di moda.
E i maggiori editorialisti si sono dovuti cimentare su di lui. Chi invitandolo a presentarsi subito,
chi consigliandolo ad attendere ancora qualche anno.

Stando alle sue parole di domenica è pronto a dare retta ai primi. Ora dovrà fare i conti con
il "clan Clinton", lui che dai Clinton è stato lanciato. Lei reagisce con fair play: “Se si candida è
una buona notizia”; ma negli ambienti democratici c'e chi è già pronto a scommettere cbe se lui
si candida davvero, forse alla fine Hillary rinuncerà.




 file:///C|/Documenti/CRT info/USA L’anti-Hillary è Barack Obama La Repubblica 24.10.06.htm (2 di 2)25/10/2006 1.45.43

								
To top