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Gargiulo2006

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Gargiulo2006 Powered By Docstoc
					    ADRIANO BANCHIERI TMTTATTSTA TRA'ANTICO' E
     'MODERNO': UNA RICOGNIZIONE SUI TRATTATI*

                                     Liintentione mia è stata onorare tutti ugualmente.
                                               Conclusioni nel suono dellorgano (1609)



DarL"OncANo' ALLA'CARTELLA' (1605-1614)

    Nel <Oarere delle musiche già in uso a quelle che modemrimen-
te vengono praticate>>, collocato in appendice alle venti Conclusio-
ni nel suono dellorgano (1609), così Banchieri si esprime in alcuni
passaggi:

     Non è dubbiezza alcvna che le teoriche e pratiche impresse da Boe-
tio, Franchino,Zatlino, Artusi e insieme la numerosa schiera di altri musici
celebri, non siino da osservarsi omninamente [...].
     Ma è però vero ancora che quanti hanno prodotto, sempre trattano
della musica quanto a gl'intervalli et proportioni, né mai da loro è stato
 data regola o precetto alcuno che mostri in pratica accomodare con imi-
tati affetti le parole in qual si voglia genere, o sia latino overo volgare ed
in particolare alle parole signficante dolori, passioni, sospiri, pianto, riso,
interrogativo, errore, o qual si voglia simile accidente.
     [...] Non è dubbio che la musica in quanto all'armonia deve essere
soggetta alle parole, atteso che le parole sono esse che esprimono il con-
cetto, laonde se la parola ricerca dolore, passione, sospiri, interrogativo,
ertore, o alro tale accidente. Tali parole debbono essere vestite con equi-
valente armonia.
     [...] E quivi, acciò non avessi imbandita una lauta mensa senza il sale,
non debbo lasciare in far nominanza del soavissimo componitore di musi-
che Claudio Monteverde [...] (ben che noto sia il suo valor ai professori
in materia di moderno componere), poiché gli suoi artefiziosi sentimenti

      * In Appendice sono reperibili le sigle e le abbreviazioni dei trattati e degli scritti lette-
rari di Banchieri citati nel testo e nelle note.
228                                    PIERO GARGruLO                                                                   ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA'ANTICO' E'MODERNO'                           229


invero sono degni d'intera commendatione, scoprendosi in essi o.S{ atret                                  ma un esempio dawero emblematico di come Banchieri mostri imme-
,""r" p*.    di ierfetta orarione, industremente spiegati e imitati d?îto-                                diata prontezza ne) pronunciarsi sul vivo dibattito coevo, con non
nia equivalent.. Sì .o-. ancora tali et simili hanno avuto e praticati il sig                             celato riferimento alla querelle tra Artusi (comunque annoverato Úa
ii*.ip.   di Venosa, il sig. Alfonso Fgnqanelli, il Sig. Emilio Cavalieri, Bene-                          gli autori indispensabili per apprendere le regole e i fondamenti di
a.i. FAU"i.ino ei altri'moderni ed elevati ingegni, noto il di loro valore                                contrappunto)' e Monteverdi, citato ra i <<modemi ed elevati inge-
entro gl'onorati ridotti e Accademie Eroiche.l                                                            gnb e soprattutto fautore della primaria esigenza di assecondare
                                                                                                          al meglio l'esito sonoro, <<imitando con armonia gl'affetti acciò che
La notorietà dei passi appena riportati - dialettica tra q-ualità della                                   nel cantare abbino gusto non solo il compositore, ma parimente gli
<<Derfetta orationé>> e suo doveroso confluire in <equivalente arrno-
                                                                                                          cantori et audientb>.a
,írrl ptirit.gtraa e)ezione di Monteverdi rn'wfélite di fautori del                                           Questa occorrenza, che trova Banchieri incline a deviare dall'ar-
<modàmo cómponero - ha finito per prevalere su motivi di più                                              gomento centrale e a introdurre valutazioni e giudizi estranei al com-
stretto ordine cionologico, o meglio attinenti alla peculiare colloca-                                    pito prefissatosi (in questo caso, una dotta e funzionale rivisitazione
zione del trattato, che vorrei qui riwidenziare:                                                          della materia organistica), non resterà isolata. Le citazioni riservate ai
     - edite nel 1609, le Conclisioai costituiscono una sorta di natu-                                    'musici celebri' diventeranno infatti una costante nell'intera opera del
rale appendice all,organo saonhino (1605), con cui quattro anni                                           teorico bolognese, rivelando di volta in volta uno specifico segnale
prima^si era inaugurata la produzione teorica di Banchieri su questo
'rt--.rr,or, unoicritto di taglio monografico, espressamente riser-                                       dell'attenzione estrema e sensibile alle sorti del repertorio coevo, pur
         ,re degli strumenti' eiuttavia anch'esso non avaro di_p_roie-                                    senza mai rinunciare alla dwozione per le basilari fonti teoriche.
vato al                                                                                                       Vari e congrui esempi, in appena un decennio, offriranno i tre
                irodo di fare musica e a certi encomiabili modelli di                                     trattati che costituiscono il primo consistente nucleo della produzio-
"í";i..rto
 riferimento;                                                                                             ne teorica di Banchieri: l'Organo suonarino, le Conclusioni e, tra i
      _ quattfo anni separano le ,co,nclusioni dalla celebre premes-                                      più eloquenti,la Cartella nusicale del 1614, che nella sua terza edi-
                                                               (1605) dei
 sa ..Studiosi lettorb Àt.port" al Quinto Libro a cinque                                                  ziones confermerà innanzitutto I'identica tipologia delle citazioni del
 madrigali monteverdiani è soltanto due dalla    <Dichiaratione>> in cui
                                                                                                          <<Parere>>:6 non solo riprendendo intere frasi e, talora, persino la stes-
 Giulio"Cesare Monteverdi - nella lettera anteposta al Settimo libro a                                    sa terminologia (<et in particolare alle parole ch'esprimono dolore,
 cinque (1607) degh scheni - spjega e giustifica il concetto di 'Secon-
 da pratica', in difesa del fratello.
      L" ,.q.r.rrr" dei ragionamenti espressi nel <<Parere>> offre insom-                                      I   Così anche   in OS, Primo     Regísno, p. 6, quando Banchieri specifica di aver concepi-
                                                                                                          to il trattato non   <<per   dar regole di contrapunto, avendone scritto chiaro ílZarlino,Tigtini,
                                                                                                          Anusi, Pontio>.
                                                                                                                a P. Feraru, Monteaerdi cit., p. 151, riscontra un Banchied più schierato dalla pane di
       r CSO. oo. i7-&.ll<Parere> segue le <Accordature degli stromenti di-c-orde budellate
                                                                                   dello stesso 6an-      Monteverdi e meno inclíne ad appoggiare il pur conterraneo Artusi, ma trascura tuttavia la
 con organi ei Àrpicotdi' e anticipa rispettivamente la copia di una lettera                              sincera attestazione di stima che proprio ad Anusi l'autore aveva già riservato in CSO, come
 ;hil-ru ovir,,io.o giovine organistq" (i" ."i si indica la cometta posizione di dita. e mano
                                                                                      la cop?,guna        già in OS e come in seguito in CM, p.213, ove si accenna a un mai edito <trattato>> sulla
 sulla tastiera), le <Lode particolari all'organo stru-m€-nÎo musicalo> e ntme                            <<modema pratico> cui il <<Canonico di S. Salvatore e musico peritissimo> lavorava ancora
 i*.r.i"rl*'a" Ag;d; Ag;a' d^t^tí t606, <dalla quale si viene in lognitiolg dello sti-                    nel 1611, anno della sua morte. Comunque frequente sarà per Anusi il corredo di citazioni
 i;-;h;;.;;; ,ià*J itr .orr.."J".i organo, voci . ,t*-.tttit. Cfr. Prolo Ftr,stt', Montnerdi,             nell'arco dell'intera produzione teorica di Banchieri.
 f.À., ÉOf 1-985, p. lfi per l'inter-a sequenza dei 91s;i riportati e-Pq1o Ger'ctw9 ly:::i'
 zio
      ,móderuo' autore') Forwia e icezione nei nattati del Seicettto, in Studi tftorcnzta,tt, Venezta,
                                                                                                                ' Cfr. Osc,cr Mncrnrr, Adriano Bancbiei. Profilo biografico e bibliografico delle opere,
 Édi;i;;iÉ""úione Levi, 2gg; , pi,p.89-126: 91 per l'esclusione di Marenzio dal gruppo dei                in Annaario 1965-1970 lConservatorio G. B. Manini], Bologna, Patron, 1971, pp.139-144
 ;"btli;j*;,t        ingeg*, .o*únù. ampiamenÈ compensata con la specifica menzione.già                   110-112 per le prime due edizioni della Cartelh (1601 e 1609), entrambe non contenenti
 ìli.*i.euìì'.;;;;;;              di a3o .g'')7) a.p'opo'ito dell'uso di î-'":      P'q"'il':l-!t'i
                                                                                             il teorlco
                                                                                                          l'appendice dedicata al <<Parero>.
  infia le lote 22, 55 e passim) e con le ben più corpose aÎtestazioni dl suma che                             ó Cfr. CM, Discotso sopra h modcma pratica musicale, p. 165. Come è noto, il trattaro è
  saprà dedicargli nei trattati successivi.                                                               costituito da varie sezioni, titolate con frontespizio autonomo, alcune datate 1613, altre senza
        2 Anteriore all'otgdno suonaino,tra gli scritti teorici, è soltanto la prima edizione della       indicazione di anno di stampa. Cfr. O. Mtsctnm, Adiano Banchiei cit.,1971, pp. 112-116 e
  Cartelh mnsicale (CM', 1601).                                                                           Grusrppn Vpccm, in prdazione a CMa (ediz. anast., Bologna, Fomi, 1968).
80                                        PIERO GARGIULO                                                           ADRIANO BANCHIERI TMTTATTSTA TRA 'ANTICO'E 'MODERNO'                         211

passione, sospiro, pianto, riso interrogativo, errore o qualsiasi altro                        tevel{i, di cuí    suggerisce l'esecuzione di alcuni madrigali per il
                                                                                                              -si
accidento>), ma anche introducendo un'aggiunta esplicita, sempre a                             servizio musicale correlato a <<Quello che si deve oper"r. nelgior-
proposito di sintonia ffa 'parole' e 'armonia', quasi a voler sgom-                            no dell'Accademio>:
brare il campo da eventuali fraintendimenti o ambiguità in merito                                  Dopo si canterà un Motetto o Madrigale spirituale grave [...], potendo-
alla differenza fta'antichi' e 'moderni':                                                      si ancora cantare uno di quei madrigali del soavissimo iompositorà moder-
    t...] quivi al concerto sentivasi soavissima armonia, ma tal armonia                       no claudio Monteverde al presente dignissimo maesrro di ìappella in San
non solo era contraria all'oratione, ma spesse fiate alle parole dolorose                      Marco di Venetia.ro
udivasi ùlegtezza e alle parole baldanzose udivasi langwdezza.T
                                                                                               Iialtro riferimento predilige Girolamo Diruta, del cui 'secondo' Tran-
Al <giovinetto contrapuntista moderno>> Banchieri raccomanda dun-                              silaaro (1609) lo stesso Banchieri aveva annunciato già neJl'organo
que vivamente di seguire <<buoni fondamenti di vaghezza, sonorità e                            suonarino I'imminente stesura:
polite osservationi>>, valendosi di                                                                Il celebre Musico Pratico e organista modemo Girolamo Diruta, nella
     [...]una voce cantabile e quella spartire in cartella, di Cipriano, Odan-                seconda pate del Libro Secondo, intitolato Traasihtato, con vive ragioni
do, Palestrina, Marenzio e altri simili componitori aprobati [...J e quan-                    e pratici esernpi divide il contrapunto in osservato e commune, op.ùotr.
to più l'esempio sarà imitato tanto più farassi il compositore sufficiente,                   invero giuditiosa e di non picciola reflessione negl.i modemi composito-
potendo con fondamenti tali ascendere agli più modemi. Questo pensiero                        ri, i quali con gratiosa maniera servendosi d'amendue le maniere aisieme
è sicuro e per me è stato di grandissimo giovamento.s                                         conteste, rendono un gustoso e novo diletto nella musica odiernamente
                                                                                              praticata.rr
Quasi volendo incoraggiare i giovani studiosi, l'autore non ha alcun
dubbio a chiamarsi in causa, testimoniando la sua personale espe-                             sul fronte più squisitamente teorico sono invece zarlino e Artusí a
ienza e i benefici che ne sono derivati. Sempre rivolto <agli studiosi                        dominare la scerra, accomunati anch'essi dalla qualifica di 'scrittori
figliolb, Banchieri aveva comunque già indicato nelle pagine iniziali                         moderni', ma designati altrettanto specificamenie come teorici del
ddla Cartella una serie di nominativi, ripercotrendo brevemente la                            contrappunto;
storia e I'evoluzione di <<Sei schole di Musicb> - dai Greci a Maren-
zio - fino al <<gratioso modo>> introdotto dai fautori del sacro con-
                                                                                               - Del contrap'nto osservato (lasciamo gli scrittori antichi) ma vediamo
                                                                                              gli Modemi, tra gli quali sono Gioseffo Zaflino, Gio: Maria Artusi [...]
certato e della monodia accompagnata (le <<vaghezze di voce solarr),                          questi dico hanno invero dottamente spiegato con ragioni probabili in atto
che consentono alla <<nuova scholo> (quella coeva), la possibilità di                         Theorico et Pratico [...].r2
qualificare <<un perfetto modello di dolcissima melodio.e
     Due riferimenti sicuri, tuttavia, quanto a <<musici modernb> (teo-
                                                                                              _ 61. !r;, <Accademie,
                                                                                                 !,                         schuole et ridotti [.. .] Lode della musico>, Settimo capitolo, s. n. p.
rici e compositori), si impongono comunque nella Cartella qtali                               lp.       Come,scelta ade_guata di mottetti o madrigali spirituali, BancÍrieri .d  ,.qr.ni di ó.1""-
scelte elettive, sempre insistendo sull'attualità esibita dal repertorio                      do Lasso, Palestrino. l,Accademia di cui Banchieri illustra in dieci capitoli la vita culturale
                                                                                              e le mansioni prescritte è quella dei Floridi, attiva nel Monastero di s. ivfl;he[      i"b;;;,
coevo. Il primo, in ordine espositivo, riguarda ancora Claudio Mon-                           circa un decennio: promossa e istituita da Banchieri nel 1615 nell'ambito del Monastero di
                                                                                              S. Michele in Bosco, ma poi dismessa pt'nta del 1624.
                                                                                                    tt
                                                                                                             Discorso cit., p. 165. ln os, Pnmo Registro, p. 58 Banchieri lo aveva così Dresen-
     7 CM,    p.   165.                                                                                -Iui,
                                                                                              tato: <[...] a chi non ha sicura cognitione nell'intàvolare, si serva di un Libro, r..ond'o uoiu-
     I lui, p. 166.                                                                           me aggiunto al Transilvano daGiiolamo Diruta, che fra pochi giorni si rt".p".a i"-v*.ti"
     e lui, Naratiuo dell'autore, s. n. p. [pp. 6-7]. Banchieri nomina i Greci come <<primi   appresso-Iacomo Vincenti, qual volume (oltre molte utilità che a-pponerà acli orsanisti)
                                                                                                                                                                                         inse-
inventorb (pdma scuola), Guido d'Arezzo (seconda scuola), Muris (terza), Des Prez (quar-      gna con facilità.intavolare semplice e diminuito [...]>>. Fu       qúd.h" i".;;rdi.";;;;"-
ta), Rore (quinta), Marenzio (sesta). Ripropone poi, accennando alla .<nuova scholo I'iden-                                                                "..,o
                                                                                              sare il ritardo del.l'annunciata uscita di questa seconda parte del Transibano, che
                                                                                                                                                                                  vide la luce
tico concetto di armoniosa unione di (note musicalb e <i di loro propri affetti, di dolore,   soltanto nel 7609 e fu poi ristampata nél rcZZ.
            falsità, interrogativi, accenti, allegtezze, riso, canto [recle pianto]>.               t2 Iui,   p.   765.
^spîezz^,
                                             PIERO GARGIULO                                                                       ADRIANO BANCHIERI TMTTAIISTA TRA'ANTICO' E'MODERNO'                           23)
232


lnsieme a Diruta,  i due teorici erano stati omaggi^ti gtlt nelle prime                                              E tuttavia, sempre I Secondo Registro aveva fatto precedere a que-
righe del
          ,Discorso' introduttivo al Primo Regisffo delT',Organo Sao-                                                sto elenco alcuni modelli teorici imprescindibili, tra ct:i in prinis,
nlarino. Nell'operal, Banchieri aveva infatti precisato ai destinatari
                                                                                                                     Zarlino, seguito (in ordine di citazione) da Tigrini, Artusi. Guido
(..qrú che piofessano il sonare organi>) che il trattato era stato                                                   d'y'uezzo, Aaron, Gaffurio, di tutti indicando i titoli dei trattati e i
                                                                                                                     relativi capitoli, cui <<ciascuno potrà chiarirsi negli loro dotti voluml>,
concepito:
                                                                                                                     attingendo <<fondate ragionb> e <<comprobate dottrine>.r7
               già per dar loro regole di polito et dotto suonare (avendo-
       [...] non                                                                                                          Altra occasione di segnalare la viva produzione musicale, si pre-
le di già entro il Transilnano del sufficientissimo Diruta), né tampoco per                                          senta nel Discorso anteposto ù Quarto registro, quando, dovendo
Lr óok di conrrapunto (avendo scritto chiaro rlZa4tno, Tigrini, Artusi,                                              selezionare <<tra l'infinita schiera di musici c'hanno tessuto ghirlanda
PontiJet altri eccellentissimi musici de' tempi nostri)'l4
                                                                                                                     di soavissimi concenti al Cantico di Maria Vergine>, Banchieri indica
Altrettanto immediato tuttavia, confrontand o nel S e condo Re gistro la                                                 [...] quelli li Magnificat) di Morales a quattro e di Vincenzo Ruffo a
.1ra.r,ri". del Zarlino> con <<quella di Guidone> (sull'impiego degli                                                cinque, gl'uni alla Capella per I'osservanza sul canto fermo, gl'altri all'or-
     ,Tuoni' nei <<Canti fermiècclesiasticb> e dei dodici usati invece                                               gano per la vaghezza del concefto, che realmente (vaglia la verità) sono
otto
nelle <compositioni da essi discrepantb>),1t era stato il ricorso di Ban-                                            degni di perpetua memoria.rs
chieri all'<àutorità praticata al giorno d'oggb>, owero al repertorio
di <salmi Magnificàt o altri cantici figurati in altemativa al canto                                                 Se   poi poco prima, nel Terzo Registro, accennando ai molti che
fermo>>, contribuendo in alcuni casi, proprio tramite I'attestata
                                                                     pro-                                            <<hanno  scritto in soggetto di altemare gl'organi a gli Canti fermi>>,
Juzion. di salmi, a chiarire  eventuali àubbi o incertezze sull'identità                                             Banchieri aveva elencato ancora due teorici proto-cinquecenteschi
                                                                                                                     (Aaron e Vanneo) e due musici viventi (Asola e Diruta),le sono anco-
 di qualche nominativo citato:
                                                                                                                     ra Guido e Zarltno (rispettivamente per la 'Mano musicale' e per
           come scorgesi chiaro in Cipriano, Adriano, Asola, Chiozzotto'
        [...]
 Larnbardi, Pozzi, Qúintiano, Viadana, Baccusi, Massaino, Gastoldi,-Belli e
 i. *-..*'".gli mià Satrni a cinque voci e tanti altri compositori gli qudi                                          piacentino Giulio Cesare Quinziani (c. 1550-post 1600) di cui il cremonese Tiburtio Massai-
 per brevità tralascio.l6                                                                                            no, anch'egli oggetto di citazione, fu diretto successore alla cadca di maestro di cappella nel-
                                                                                                                     la cattedrde di Piacenza, e il madrigalista cremonese Lucrezio Quinziani (1555-post 1595),
                                                                                                                     sono proprio i Salmi ad chorum acmmodtti (1589) di quest'ultimo a dissipare wentuali dubbi.
        B Diviso in cinque Registi,ciascuno d.ei_quali presentato da un                   <<Discorso> dell'autore,   Così come per il Belli, ultimo citato nella sequenza di nomi: non Girolamo, non Domenico,
                                                (1611) clte aggìunge un <Dialogo> di Banchieri con 'un               ma il forlivese Giulio (1560-post 1621), citato con nome e cognome anche in CM{ p. 35 per
 if   o"tt". io"t"          i'e"ondi
                                                                                                                     <<messe, salmi e mottetti, anch'egli per certo impiego di proporzionb>: maestro di cappella in
                      "n"
                       di              "dizione           un-6atrJp.t grgano, L1 fortuna dell'opera si
 ""nì.o;rU -oao rc,r .diúiir-ú.t ttzzl e
 ;;;;1;;;;;      "r-orri"""ie.o.r.ìt"-.nr.                    con tn'Appendile (1638) dedicata al ..novello          varie città dell'area padana, fu autore anche di un trattato (Regole di contrapunto),oggetto dt
                     ^                                                                                               interesse nel tardo Seicento da pane di Ottavio Pitoni. Paolo Giusti (citato anche in CSO)
 ;;;;i;,;       lhe uogli" praticare ..un modo facile per sonar di fantasio>'                                        fu organista in San Marco a Yen.ezia. Llambito cronologico complessivo della rassegna dei
      |aoS,PimoRegistro,p.6'Cfr.|anota)perunrichiamospecificoadArtusi.                                               citati - da Rore a Belli - copre pertanto oltre un settantennio di produzione musicale orga-
      rt Per un recente dibattito su impiego di'Tuoni'e'Modi'classici e za/nniani cfr. Rooo-                         nistica tra Cinque e Seicento.
        ii^rll,-sltttir"tt; ti)iAri-àri*t"                         modi e toni nelh 'Cattelk
 -*li"t";iiríf;Orgaio suoroiio' di Adriano del pimo Seicento: di Analisi e Teoria Musica-
 "^"oo                                          Baichiei, <Rivista
                                                                                                                           t7 lui, Secondn Reghtro cit., p. 19. In ordine di menzione, Banchieri cita le Institutioni

                                                                                                e Mar-               di Zarlno (1558), il Compendio di Tigrini (1581),I'Arte del coúrapunto di Artusi (1586), il
 l*, i,     ZOOa-f   , (Le',strutturc tinali' nei lepeltoi polifonici, a cura di Piero Gargiulo                      Toscanello di Aron, la Practica musice di Gaffurio.
 co Mangani), pP. l($'201.
                                                                                                                                   Quarto Registo, (<<Entro il quale concertasi il Cantico Vespertino [Magnificat]
                                                                                                                           18 lui,
         16 OS, Secondo Registro. (<<Entro          il   quale si   v-a   toccando sopra g]i.Ottft-Tuoni spettan-
                                                                                                                     sopra gli otto tuoni di canto fermo, per suonare - e piacendo - cantare Basso e Soprano>>),
 ti   C"i'tt'i.À. n".i!ri".ti.or), p. )9. La specifica prgduzione di Salmi Vespertini (come                          p. 89. Cfr. anche CM, p. 101, ove Morales è indicato quale modello didattico per le <<sparti-
   "f
 p.*ir".-à" É*lhU in una diJaicalia al soìtotitolo-del Regrstro)accom"î^,1_1.T1_":i^..i                              îure a quattro e più vocb (insieme a Lasso, Rore, Palestrina, Porta).
 qui nominati, in seguito pro,"gooir,i di altre menzioni nell'opèta { e.1ncfrier,r. Con l'appella-                         te lui,Teno Regis*o, p. 70, Autore della celebre PsalmodiaVespertina a 5 voci edita nel
  tivo di.chiozzotto'deve intendersi Giovami croce     (e      certo LaÎÍno), che qul guaoagna
                                                                            non
                                                         lui rimandano, semprecitato,come'Chiozzotto', in            1592 e dedicata a Palestrina (vi si assemblano brani di vari autori ispirati da alcuni tra i più
  i,,-ica.ita"ione, insieme            q,r.ll..h"   a
  CSO p.     ,5   (sull;uso di cromè bianche <negli suoi.primi.mottetti a 8>) e in UM p. l4l llec-
                                 "                                                                                   celebri testi salmodici, ciascuno intonato in uno specifico ambito modale), il veronese Gio-
  ,, ríl Gi ìgroior. inuettiorri ai gorto .Ip".tot)'       Sull'incertezza - per 'Quintiano' - tra il                vanni Matteo Asola (1524-1609) fu allievo di Ruffo e condiscepolo di Ingegneri.
                                                                                                                          ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA 'ANTICO' E'MODERNO'                             215
                                          PIERO GARGIULO
234

                                                              introduttivo al                                cipiante fanciullo (1625) dove sul Canto dello stesso madrigale (Noz
i dodici 'Tuoni') a suggellare - nell'ultim o Discorso                                                       nirar, non tnirare, edito nel Prino Libro a cinque del1594), Banchieri
                                    senza soluzione di continuità:
Quinto Regisno - uní'traditio                                                                                rcalaza una seconda voce in <<contrapunto alla moderrra>>32
                                                   sei Autentici et sei Plagali
     [...] per la formatione degli dodeci Tuoni'                                                                 In un'altra Cartellina, quella del canto fermo gregoriano (edrta
orrri."ii à.ll'E...U.ntitti*o ó"tito   Gioseffo-Zarlino nelle sue Dimostra-
                                                           8'                                                sempre nel 1614), è invece il nome di Giovanni Maria Lanfranco a
;J;;À.             UU. r Ragionamento 5' et Diffìnizione
                                                                                                             emergere. La menzione che lo riguarda apre il Documento III dedi-
     t...]                                                   r- Guido À--+i
                                                            da /-.--:l^ Aretino                              cato alle <Chiavi nel canto fermo>>:
     i...i ,".onao l'ordine della Mano musicalc praticata
.d ;;;"*,;-iou"t" da tutta la scola musicale'2.                                                                  Scrive il Lanfranco nel libro delle sue Scintille Musicali2r che sì come
                                                                                                             con la chiave di ferro apresi un palazzo e per quello si cammina sicura-
                                               pregio indiscusso di <<musi
Su questo asse, equamente bilanciato tra                                                                     mente di luogo in luogo, così al principio d'ogni quadrigata [tetragrammal
                                         di disiiplina contrapp'ntistica) e
:iffi;"']"A;ì"1ffi;;;ti,;uiri.o-positòrb meritevoli di menzio-                                               la chiave musicale nel canto fermo fa sì che si procede con ogni sicurez-
 ;;;;ilri"r.             a-.à.à.Ài                                                                           za per tutte le modulationi; similmente apre al cantore se il canto sia per
 ;;;;;-p.t            r" "io"i-ttr'ot"", è iecito non soltanto inquadrare
                            "ù                                                                               natura di b.molle, overo di b.quadro.2a
 il ;íd; A*,i;,. ; fi "         .o*i""ti (ma sulla c a r t e lh ritomeremo)'
                                                         teorica - la
 ma anche verificare I ià ptoti"guo dell'opera                          111an-                               Il teorico bresciano è nominato anche in un'altra opera su canto fer-
 ;;;;tt"*            di É*.hi"ti                 sàza timori reverenziali il                                 mo e liturgia, l, Cantorino utile ai noaiui, ancora nel Terzo Docu-
                                   "d "fto't"'" compositore' attingendo
 'musico' di boeziana ;;;;J             bt*itg'                                                              mento, intitolato <<Che cosa sia chiavo>. Quasi con le stesse parole,
                                 a persoiaggi di alto valore'                                                la citazione conferma la scelta della definizione di Lanfranco, che
    il.;ilb"-l.."t"gotit                                                                                     Banchieri, sempre pensando a esigenze di chiarczza per i giovani
                                                                                                             cui si rivolge il trattato (<<novizzi e chierici scolari e regolari prin-
    RtconnpNzn PPTDILETTE E coNTESTI ATIPICI                                                                 cipianti del canto fermo alla romano>) e all'efficacia della similitu-
                                                           citazioni' quasi
       Un repertorio eterogeneo di contesti e tipologie.di
                                                 specifici della trattazio-
    sempre utiútzzate p., f"""t"re argomentl                   per varietà                                   Sancte Spiitus\ e il veronese Leone Leoni (1560-1627), con Anima mea l'Quefacta esr. Sul bra-
    ,.'". si offre adesso          Jfi            atten-zione' sorprendendo                                  no di Gesualdo cfr. Pmno GarcIwo, Da Cortellini a Monteuetdi? Intonaioù a confronto su
                          "o*t"
    ai*oai.tpositivi, locuzioni impiegate                     e.   soprattutto per la termmo-                un testo di Filippo Alberti, in Clnudio Monteuerdi. Stadi e ptogettit)e,      del convegno (Man-
                                                                                                                                                                                      ^tti
                                                                                                             tova,2l-24 ottobre 1991), a cuta di Paola Besutti, Teresa M. Gialdroni, Rodolfo Baroncini,
    losia'diretta'emenoretorica,lottt"tt"dacerebralismiefortemente                                           Firenze, Olschki, 1998, pp. l9l-214.
    À-."t",, a puntuali finalità didatdche'
    *'-E                                                                                                          2 Cfr. PF, p. 14. Tra i 28 esempi delli <canti ed autori sopra i quali s'ode contrapunto>,
               tùJa c*r" é*"aJo,                   già nominato nel <Oarere>> ddle con-                      divisi in ordine di chiave e intonazione, figurano, tra gli altri, madrigali di Arcadelt, Rore,
                                                          riproposto a vivo
    ,ularirri t ,rt".d;;;J J"íít ingegnil> e ora un- madrigale che
                                                                                                             Lasso, Marenzio, Monteverdi (stesso brano riprodotto in CM4), Ghizzolo, Gastoldi, Finetti,
                                                                                                             Viadana, Crfta, Agazzrri.
    modello di ,"p.rto.i^Jp;it";;9it" ó      ít'ilo ((jon                                                          2r Grov,rNr.n Marua Lalwner.rco, Scintìlle di musica, Brescia, Lodovico Britannico, 151J.
                                                      a parole volgari,e lati-
    figura tra ..qrr"nro .r.Àpi -odt*i applicati                                                                   a CMcf, p.7.Le uniche altte due citazioni reperibili nel trattato sono dedicate a Gaf-
            .,              fit t"tdi, to" ii medesimo esempio' nd Prin-                                     furio (Documento VIII, p. l1 per la definizione di <Canto plano [...J a difÍetenza del figu-
    "!"i; ""ì...tt"io                                                                                        rato, veloce e rotto, spezzandosi la breve e semibreve in variate note> e a Guido d'Arezzo
                                                                                                             (Documento IX, pp. 14 e 17 sulla <<mano dottamente composta non solo per il canto fetmo,
                                                                                                             ma per il figurato>). Il teorico bresciano è nominato anche in un'altra opera su canto fermo
                                                    (<Entro il quale, si orattica la maniera di suonare      e liturgia, I Cantoino utile ai nouiai [d'ora in poi CANTJ, ancora nel Terzo Documento,
          zolui (ed. 167l), Quinto registo, p' l.                        it'          alle occorrenze di     intitolato <<Che cosa sia chiave>>. Quasi con le stesse parole, la citazione conferma la scelta
     sopra gli Bassi continui e si tedoì'o in ia'titura -oltt tuon'tt        "on""
                                                               J.r"i r,iu-.nti che I'autore ha modo          della definizione di Lanfranco, che Banchieri, sempte pensando a esigenze di chiarczza pet i
     Messe e vespri   it ."nro t.r-oliì."dfi;;;;;-a"                             i 'Tuoni' zarliniani e la   giovani cui si rivolge il trattato (<<novizi e chierici scolai e regolari principianti del canto fer-
      di provare in Mitano,       pr.po'iíi"? ìl;;r;;à"-;;;l^'.        .e"ondo
                              "                                                                              mo alla romano, e all'efficacia della similitudine tra chiave per serratura e chiave musicale,
      mano guidoniana.                                                                                       non esita a riproporre, estendendo se mai la possibilità di awalersene anche per il <<figurato
          ,r Cfr. CM, pp.202-20).A Gesualdo, primo^in ordine di citazione' seguono Monteverdi
                                                        p.r ogli esempi latini,,, Yiadarta (veni             canto>>,
      w", pÍ,"ù"i,'i,,pi;;;,er ó);,;"úÈà'íllé(I,l "
236                                           PIERO GARGIULO                                                               NDR,IINO BANCHIERI TRATTATISTA TRA'ANIICO'
                                                                                                                                                                      E'MODERNO,                              237

dine tra chiave per serratura e chiave musicale, non esita a ripro-                                          nel 1590), qu.ando si pubblica la NobilissimaMarenzio ha ancora
                                                                                                                                                                               due
porre, estendendo se mai la possibilitàdi awalersene anche per il                                            anni di vita (morirà nel l|lgg) e Menrlo sette (morirà ,.t-úé.
<<figurato canto>>:
                                                                                                               , {n.?r" un singolare Sonje-sto (Iz Sampogna mî,,sicale, rcZSíu A
                                                                                                             cta stondo a una multipla definizione sul <diapason>>
     La chiave così nel canto fermo, come nel figurato canto, altro non è                                                                                            o <<intervallo
                                                                                                             p-erfettissimo>, che Banchieri desume dai <<variati
che, come riferisce Lanfranco nelle di lui Scintille musicali, solo un apri-                                                                                     encomb> ."" .ui
mento & cantare e procedere per la modulatione, vien detta dagli musici                                      illustri autori la definiscono:
chiave perché si come con la chiave di ferro apre un palazzo e per quello                                   Da    Aristotele           Tra I'altre co_nsonanze il primo seggio
si procede e camina rettamente di luogo in luogo, così al principio d'ogni                                  Da   Franchino             Contenuto di tutta I'Armonia
rigata questa chiave musicale fa sì che si procede e camina rettamente, sì                                  Da   îgrino                Rerta disranz a dalla Terra al Cielo
come detto abbiamo per la modulatione.2t
                                                                                                            Da   Pontio                Perfetta Settimana,
                                                                                                                                                                  "h.,o,r..ii-
Alffove risalta invece un accostamento ancora più diretto del teorico                                       Già seiici anni prima, ne)le Conclusioni, Banchieri aveva proposro
al compositore, però in ambito e con taglio espositivo dawero inu-                                          un'analoga rassegna su <<questo n'mefo ottonario ai p."r!niiri-"
suali. Nella Nobilissima anzi asinissima compagnia delli briganti delk                                      armonia>, con più ampia scelta di fonti e maggiore p...irio".-".f-
Bastina (1597), uno degli scritti letterari più fortunati di Banchieri,26                                   le attribuzioni:
un immaginario protagonista esibisce i suoi meriti in tutti i tami del
sapere: in campo musicale, si paragona rispettivamente al <<gtmZer                                          Otto epiteti alla ottava consonanza
lin lZarlino]> nella teoria, a Luca Matenzio <<nei Madrigai da came-                                        Musici [greci]        L Diapason, omnia armonia continens
ro>, a Claudio Memlo nel <.toccar cromatico>>.27 Riscontriamo dun-                                          Aristotele           2 Consonantia omnium pulcherrima
que ancora una volta l'abfità di Banchieri di utfizzare prospettive                                         Pontio                    3 Consonanza perfettissima
                                                                                                            Plinio                    4 Distanza dalla terra al cielo
diverse (cioè non esclusivamente afferenti all'ambito della trattatisti-
                                                                                                            Tigrino                   5 Universale suggetto ddl'armonia
ca), sempre nell'intento di serrare il riferimento ai propri tempi e di                                     Guidone                   6 Perfetta Settimana
proporre esempi 'viventi': se ínfatti si eccettua Zaflino (scomparso                                        B. Ventura                7 Regina sopra ogni altra consonanza
                                                                                                            Venturina                 8 F,j per fine scrigno entro            il   quale si chiudono tutti
           5                                                                                                                             gl'intervalli musicali perfetti e imperfetti, minori
                CANT, p. 7.   Atri citati sono Guido   tramite Gaffudo (Documento   l, p. 5, <Chi inven-                                                                                                        e
tò il canto fermo>) c tramite Vicentino (Documento V p. 9, <Chi inventò le note nel canto                                                maggiori, cromatici, diatonici ed enarmoniciro
fermo>) e ancora per da dotta mano anticamente inventata> (pp. 28 e l0); nuovamente Lan-
ftanco (nominato come <<Gio. Maria da Terentio>, il paese di nascita nei dintorni di Brescia),
per <<altro modo di conoscere i Tuoni di che natura sono> (p. 22);Piwgorr <<filosofo greco>>                         Cfr. O. Mtscaan, Adiano Banchieri. cit., pp. l2g_129 sull,op_era,
(che una <<numerosa schiera di Scrittori antichi e moderni, per traditione, dicono inventore
                                                                                                                 'zE
                                                                                                           'scritti teorici'). Banchieri renne una ..proru.ion. .íríó                         catalogata tra gli
                                                                                                                                                                        ,-r-ri-.nro -i,àrogi.o-a.ali.rà a
dell'armonia musicale>, p. -30).                                                                           Pani>, da lui definito carnpogníD g.asjynto come insegna
                                                                                                                                                                                ".;;;.1. iì;;;J;.-
                                                                                                                                                                              di
      tu Cfr. O. Mrscman, Adriano Bancbieri cit., pp. 131-144 per la sequenza delle edizioni               tuoso ridono dello sisnori h.àd.-i.i Filomusi di BoiJE;;r, (come
                                                                                                                                                                                      specifica il frontespizio),
relative alla Nobiltà dell'asino (che Banchieri firma con lo pseudonimo di <<Attabalippa del               13
                                                                                                              commedia alterna interuenti ;;tt..it      di;;;fr   í.iiiÍ,.]",." cui si inserisce il discorso di
Peru>) e allaNobilissima, sostanzialmente identica, ma firmata con lo pseudonimo di                        Banchieri (conJ'epiretodi,Dssonante,). A$iy; dJ        i#;ì;À;;;;JJi;it;;;;;;*-
                                                                                     "Camil-
lo Scaligeri della Fratta,: oltre a due ristampe della prima edizione (1r92),laNobihà conta                *ata a quella dei Floridi (cui etano state dedicate ra
                                                                                                           volte in LA (pp. )4-)5).
                                                                                                                                                                  t";ili"i;i.iilùl zrri"liri,ìr.", pr,:
quattro edizioni ttaú lr92 eú.1666 e ben tre traduzioni (in inglese, francese, tedesco, tra il
 1595 e il 1617); dopo la prima edizione dell597,laNobilíssima assomma cinque ristampe                          ,, SM, p.5.
tra   il   1598 e    il   1666.
        Cfr. Manco Bzzernu, Marenzio. Iz caniera di an musicista tu Rínascimento e contro-
           27                                                                                               . ". 9s9,..p' 33'. A p. 12, Banchieri aveva accorramente citato (tramite abbreviazioni
                                                                                                           rispettivi titlli) testi, trattati e luoghi cui                                                   dei
ríforma, Comtne di Coccaglio, Promozione Franciacorta, 1998, p. 4, nota 2, in cui si riporta               Prcblemata di tuistotere. ù Ragioiamento ^u*a "tti'to
                                                                                                                                                                      p"ì1.       ii;iÉH;
                                                                                                                                                                    -pJiil,'r^u",i.   aJini,i-;.                i
la <bizzaia in versi sdruccioli con cui il signor 'Zizoletto Cocolini' decanta le sue dotb. La             Vecchio,
                                                                                                                                                           tuesl di  N;;;h;'H;;,ii il i;ilrirà
                                                                                                                                     (tjs8)"J î;.ini: i M;;-lr;";'&?rid;;À;;;;;"(ffà#;;.                       ,r

citazione marenziana nells Nobilitsima (1597) appare nello stesso anno della Plaine and Easie                        -rl.c:oryp9ndio
                                                                                                           come il <dib  I della musico), ra Bràs to'ar"t;o orilitì"(tqsg, nota in              ,ven-
Introductiott to Practicall Musr'cÈe di Thomas Morley, in cui il musícista di Coccaglio era stato          turina') e l, Breoihquium masicale (1497) dJ ftanc;r.*o-Si.r"r"o,,rra seguito come
                                                                                                                                                                                da Brescia. Le defini-
lodato per.,good air and fine invention>.                                                                  zioni di Plinio (<Diitanza dalla teria A          èr]j, ió.rf.,i"
                                                                                                                                                      "rJ""i-.                        ,.i*"LJ;;;.";;;,.
                                                                                                                  ADRIANO BANCHIERI TRATTATTSTA TRA 'ANTICO' E'MODERNO'                             239
2)8                                  PIERO GARGruLO


Sempre         Sanpogna, come g7à nell'Organo suonaino, ne)19 Con'
           nelle_
                                                                                                    (I62t),   <<quinta impressione> delle fortunatissime Cartella e Cartelli-
                                                                                                    na   (<<chiarc testimonio l'esito delle nosre stampe di Venetio>, sotto-
clusioni ene)laCartelk, Banchieri rrova modo di unire Guido d'Arez-
zo e Za{ino in un'ideale ulteriore connessione: un'accoppiata che                                   linea lo stnmpatore Alessandro Vincenti <alli virtuosi professorb>).'a
continua a rivelarsi assai frequente in vari tîattati, in molteplici cir-                           Ma qui, in questa sorta di agile prontuario (appena 40 pagine),rt in
costanze, in contesti .t"rogei.i, quasi sempre iterando per -enffambi                               certo modo riassuntivo dei principali argomenti affrontati nelle pre-
la rispettiva definizione, che I eìegge autentici emblemi di un'ide-                                cedenti edizioni (e tuttavia concepito nell'intento di <redurre all'atto
ale càntinuità. Cosl I'indubbia fama del <<Venerabile Padre Guido                                   pratico un sicuro cantore>>), sarà nuovamente l'attenzione al reper-
Monaco Aretino> (<<Autore illustre, dotto, e tanto benemerito della                                 torio a prevalere, tramite Marenzio e Monteverdi.
musico>) è nuovament e afftancataalla <<Dottrina prodotta dal celebre                                   Del primo (Decimoquinto Documento, <<Del tempo alla breve>)
Gioseffo Zarhno>> (<<ornamento e splendor dell'Armonio>).r1                                         Banchieri cita due madrigali dal Primo Libro a cinque (1580):
    persino nel Direttorio monastico di canto ferno (1615), redatto                                     [...] e quivi dovendo mostrare con esempio de'modemi, si piglierà li
<<per uso particolare della congregazione olivetana>, l'identica cop-                               dui madrigali a 5 prima e seconda patne del soavissimo compositore Luca
pia di nominativi era stata prescelta da Banchieri nell'unico spazio                                Marenzio, il primo comincia Partiù dunque et                    il   secondo Ma intanto    il   son-
.h" il d.tt"to teorico riserva alle citazioni, ove egli si affida a un                              no, lrecte Intanto              il   sonnol   i   quali dui Madrigali mostrano     li   due tempi
passo dei sopplimenti nusicali (1588) dello stesso zarltno per riepi-                               oggidì praticati, che sono alla Breve et alla Semibreve.i6
Îogrt. brevemente le qualifiche e i meriti di Guido:
                                                                                                    A Monteverdi (Vigesimosesto       Docutnento, <<De)le legature moder-
    Gioseffo Zarlino nei suoi Sopplimenti cap. ), afferma che fu Musico e                           ne>>),   l'autore accosta invece altri musicisti (di cui invita a visiona-
Filosofo celebre e compose un dottissimo libro intitolato Micrologo Musi-                           re alcune <<composizioni moderne>). Nei brani,                            <<per   dar spirto et
cale in Theorica e praica; questo fu inventore della Mano e note; scrisse
                                    i                                                               affetto alle parole, vengono ligate le note                     insieme>>:
li canti fermi nel Graduale infioe compose un trattato de corp et song
Domitti.)2                                                                                             Chi vuole vedere infinite legature simili e variate vegga gl'Eccellentissi-
                                                                                                    mi Compositori modemi Monteverde, Grandi, Bemardi, Ghizzolo ed altri
                                                                                                    che per brevità si tralasciano.'7
<<IL VOTUTT,TEITO     È PICCIOLO MA CONTIENE              ASSAI>>


      due illustri teorici saranno nuovamente accomunati, questa vol-
      I                                                                                             la<<Mano dell'Autore per b. coristo; e ancora a p. 6 tra gli <inventori e augmentatori della
 ra come <gli dui legislatori celebri nella Musica>>r' nella Bancbierina                            mano>. In CM, pp. 2-8 Banchieri avwa affidato alla disquisizione sulla 'mano' I'esordio del
                                                                                                    <Pdmo arringo musicale>.
                                                                                                        il Cfr O. Mtscman, Aùiano Barchied cit., pp. ll0-ll8 per la sequenza delle edizioni,
 rispettivamenre da Ponzio e Tigrini. Per la propria definizione in SM
                                                                       (<Universal sogg-eno         apparse tra   t   1(>01 e   I   1623.
 Ail; É;.f.n" -JoA""l, Éanchieri si ispir; indubbiamente a quella di Tigrini in CSO                      "   Una frase simile aI moîîo prescelto per questo patagtaÍo, tratta proprio deJla Ban-
 k<Universale suggetto dell'armonio),                                                               cbieina (<d. volumetto è picciolo ma contiene assab, p. J) si riscontra anche in CSO, nella
     n Guido à .it"to p". il <numero settenario> (le note paragonate                                 uCadenzr finale dell'autore> (p. 71): <<IJopeta è piccola, contiene petò molto>.
                                                                         4le <5stte c.ann:" .d9Xa
 Samnosna. come base'fondamentde della Diapason); diZarltno si citano le Istitazioni har-                 'u BA, p. ll. Banchieri confonde il primo madrigale in un'unica pane
                                                                                                                                                                                     (Partirò dunque,
 .ti'iA"i'6*el *i aoA.i modi. Medesima definizione di Zarlino è in OS, Secondo.Rqistro'             ohimè mi manca il core) con la prima parte del madrigale bttanto il sonto se ne gìa pian pia-
 ;.-;;."G;ld;;z"itt"" rào" ancora accomunati in CM,(qui con citazione inf_allibili legislatori
                                                          p..19 k<amendui                           no (la cut seconda parte ha per incipit Venuta era Madonna). I medesimi madrigali sono citati
 àa pr...ttii...i"i pratici, antichi e modemil). e -p. 20                    de)le Dimostruzioni    in CSO, p. 17 (sull'uso delle proporzioni) e in CM, p. 166, ove si chiarisce I'equivoco. Nel-
 l;;r;-;;i;; a.i itil . p. 88 1r.-pr. citando le istinziinù. Ancora Zarlino è ricordato ndla        laMostra di tutti li tuoní (1600c.), Vecchi aveva citato Marenzio conVenuta era Madonna e
 <<Sexta Conclusio> di CÒ [p. 11] iome <<Zetlinus Armoniae honon>'                                  Spuntaaan già per fm il mondo, sempre dal medesimo Primo libro a 5.
       t DM, p. 95, con Pitagora .<filosofo greco> citato a.p. 94. Il,medesimo passo è ripona-            t7 Iuì, p.21. Banchieri riproduce tre incisi musicali senza specifica attríbuzione: nell'or-
 ,o         i"'óSO,'pp. 10 11] ove di Guidó si menziona il-*Micrologo musicale> e si scioglie       dine <<Voce mea et caro meo>, due misure; <<Gaudent in coelis> (una misura), <Maggior pena
     "n.Ìr.
 I'abbreviazione dei.ttattato, de sanguine et corpore Domini'                                       mi date, mi moro di doloo, (due misure). Presumibile, stando agli autori privilegiati dalla
                                                                 le didascalie <Mano di Guido       citazione, è il riferimento (plausibile anche cronologicamente) alla produzione sacra e profa-
       " BA, p. 7. A p. 5 i due sono citati nella 'Tavola' con                                      na del siciliano Alessandro Grandi (c. 1577-16t0), che affiancò proprio Monteverdi nel 1620
 Ar.tiro poi.q""dr'or, . *Maoo del Zerlino per natura>> (li segue lo stesso Banchieri con
                                    PIERO GARGIULO                                                              ADRIANO BANCHIERI TMTTATISTA TRA 'ANTICO' E 'MODERNO'                          241


una citazione dedicata infine a Girolamo Giacobbi (già nominato                                   -   Numerare la pause piano e con attentione.
come <<celebre e molto reverendo>> ndla SanpognaYg chitde questa                                  -   Non far storcimenti di vita, occhi e bocca.
ulteriore proiezione dedicata al repertorio coevo:                                                -   Cantar giusto e accentuato senza tante sgorghe [melismi ottenuti con
                                                                                                      vibrazioni di golaJ.
    [...] il nostro sig' D' Gieronimo lrecte Gholarnol Giacobbi Maestro                           -   Non si canti nel naso, overo tra i denti.
di Cappella meritissimo per il di lui valore in- S. PeÍonio di Bologna, et                        -   Non pigliar mai fiato sopra le note appuntate lpuntate].
in occaiione di feste solenni capo di musica nel nostro onoratissimo mona-                        -   Star sopra [Banchieri indica la fila superiore di un coro] a vedere quelli
sterio et accademia di S' Michele in Bosco.'e                                                         che cantano sicuri.
                                                                                                  - Non preterire mai niun giomo la Scola.
Singolare, nella pagina conclusiva, è infine un elenco di <Avertimenti                            - I giorni festivi andare alla Chiesa del Maestro.
.iuii                    di Canto figurato>, che correda quelli subito                            - Obbedire il Maestro e onorare gli Maggiori.
prima"eli'pti"cipianti
        ivolti <<agli Maestri di canto figurato>. Mosso da intenti edu-                           - E per ultimo sfuggire I'amlitione e vanagloria in se stesso e invidia in
èativi di straordinaria modemità, questo prontuario prescrittivo sor-                                 altri, avendo a memoria quel precetto di Orazio: Non tua hadabis xu-
prende anche per una serie di norme comportfimentali che il cantore                                   dia, haud dliena repraendds.ao
à.rr. orr.*"rJ mentre canta, negli esercizi di lettura e studio, nella
visualità del gesto fisico, nell'anatomia dell'emissione vocale, al fine                          Arrru auroru
di ottenere il"miglior rendimento esecutivo, in un dosato nélange dr
modestia e rispetto per la disciplina. Vale la pena riproporre inte-                                   A teorici e compositori si uniscono con varia e opportuna ricor-
gralmente il testo delle tredici regole:                                                          renza  le citazioni di poeti, filosofi, storici (in massima parte autori
                                                                                                  greci e latini). Cultura biblica, mitologia, religione, ma anche sro-
- Cantando in compagnia' non superare gli compagni.                                               riografia e scienza, in perfetto equilibrio di classicità e umanesimo,
-   A casa non si canti-mai solo, ma si legga' E questo finché non è sicu'
    ro cantore.                                                                                   corredano spesso questo quadro di ampia e variegata tipologia. In
-   Star mortificato, con gli occhi al libro.                                                     buona parte dei casi non si tratta di compiaciuto sfoggio di erudi-
                                                                                                  zione, quanto piuttosto di perspicace propensione a facilitare in chi
                                                                                                  legge la conoscenza e l'assimilazione delle fonti antiche. Inreressan-
come vicemaestro   di cappella in San Marco, e del vero-nese Stefano Bemardi (1577-1617),
;-;;;.;;"ll;A..ademia'Éilarmonica della sua città e dù 1628 maestro di cappella del duo-          te, per esempio, è una precisazione sugli appellativi con cui alcu-
-" a   SAi.U"igo, nonché del bresciano e francescano Giovanni Ghizzolo (morto nel 1625),          ni insigni autori sono emblematicamente noti, che Banchieri espo-
       a cor,i)"o Pona, che fu maestro a Padova nel 1621 (úr.lanota22 per.un suo brano            ne nell'epilogo delle Conclusioni, forse il trattato più 'dotto' e più
tior"d"*o i" pf, p. 14). Ún btano di Ghizzolo - <<per la chiave di c. in bequadro> - appare
"ui*o
iil-eti..àU aàitttci'"ffeni in PF (p. 18); egli saià inoltre il destinatario di una missiva di    ricco di tali occonenze. Intitolando il penultimo segmento del trat-
,Uu&. i.rti lettera in LA, p. )4. Neisun autóre era stato invece menzionato invece in CMa
                                                                                                  tato <<Lode particolari all'organo stomento musicale>> e ripotando
nel paragrafo dedicato al <Oìaticamento delle legature modemo (p' 48)'
     tE   lui,p.l5.PtessoladimoradiGiacobbisierasvoltalarecitadella.lampogna.mtsicale
                                                                                                  le rispettive definizioni che ne danno Zarbno e Diruta,al Banchieri
(o. 7). DeÍ Éoloenese Í567-1629), organista e maestro di cappella in San Petronio (oltre che      tesse dello strumento un ulteriore elogio:
                                         -in
         dl interriezzi e celebri favole     musica sui testi di Ridolfo Campeggi) nonché prin-
"'"t"r. f"utore dell'adesione del 'Dissonante' all'Accademia dei Filomusi, Banchieri ricorderà
.io"l"                                                                                                Onde meritamente devesigli il nome di Re moderatore et dominatore
;il"ff;;i;       r.o;p"rt" nel 1628 in una lettera inviata a Monteverdi (LA? p' l4'.Giacobbi      sopra ogni alÍo et sì come dicendo per uso et eccellenza I'Apostolo inten-
à ar*o -.fi" i" CSO, p. 29, n un gruppo di organisti che hanno praticajm egregiamente il
;;; di ,rn" rro.. topi" * b"sso s.lrretti. (Massaino, Gastoldi, Signorucci, Fattorini)'
      te Riferendosi all'esecuzione coordinata da Giacobbi, Banchieri lo cita come esempio di          oo   BA, p. 41. Il celebre motto di Oruzio (Ars poetica) è citato anche in PE p. 20.
corretta esecuzione .nel far la battuta con la mano>, al tetmine del <Decimosesto Documen-             {
                        per ricordare 4'opinione d'un vivace spjlito^musico_di Roma (Agostino               Cfr. CSO, p. 65. Zatlno (Sopplimenti musicali,1588), <per tradittioni di altri scritto-
 ;r, i" ú    approfitta
                                                                                                  ri illustri, afferma che questa voce Organo significa qual'egli sia stromento musicalo; Diruta
 Pisa, qui ,roi'^mettzionato, ma citato cóme <Eccellento in OS, Quinn Registro, p 6, come
                                                                                                  <nel 'Transilvano', non solo lo nomina Organo per éccellènza, ma Re sopra ogni altio orga-
 .Musiio speculativo e prattico>ìn CMa, p.33), con cuiebbe scambi reciproci di conesia e
                                                                                                  nico stromento>.
 stima (LA, p. 109) a proposito di 'moto' e 'quiete' della battuta.

                                                                                                  2
242                                  PIERO GARGruLO                                                             ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA'ANTICO' E'MODERNO'                           24t

desi S. Paolo, per il Profeta David, [. '.J, per il filosofo Aristotele, per I'ora-               Ndla Seconda coflclusione (<<Organi dagl'antichi diversamente inven-
tore Cicerone et via discorrendo in altri [...]a'?                                                tatb>) Banchieri aveva in precedenza attinto a fonti storiografiche e
                                                                                                  umanistiche (rispettivamente la Cronologia pontificia di Battista Pla-
Interessante è poi la sequenza di citazioni in cui, partendo dalla                                tina e il De rebus ant'iquorun di Celio Rodigino (Lodovico Ricchie-
 definizione di'organaro' ripresa da Lattanzio Firmiano (<<Organorutn                             ri), per citare il pontefice che per primo avrebbe introdotto <<un
                                                                                                  isÚomento nelle chiese sacre chiamato Organo (Vitaliano, secondo
fabricatores dicuntur Organarij>>), Banchieri qualifica egrggi costrut-
iori di organi, abbinandi le città e le cattedrali in cui tali manufat-                           Platina) e il suo presunto inventore (Ctesibio, secondo Ricchieri),
 ti risiedono agli <Organisti celebrb che vi suonano. Vale la pena                                rimandando subito dopo a Vitruvio e al suo 'disegno': una 'machi-
 di riportare quasi per intero il passo, ove - attraverso le citazioni                            na' [...] fabicata di canne in guisa dell'Organo nostro, solo in que-
                                                                                                  sto differente che veniva suonata a fone d'acquedotto>. Chiude la
 - organari, organi, organisti si fondono in un suggestivo itinerario                             sequenza un accenno a Plinio il Vecchio e allo strumento da lui
di nómi, luoglri e qualifiche, quasi ovunque nel vivo dell'attualità
(corsivi miei):                                                                                   chiamato 'Hidraulica', anche se <<nome più proprio> sarebbe quello
                                                                                                  di <<Naailium strumentuîn rnusicunt>>, adoperato da Govanni Ravisio
    Modemamente vediamo un Organaro 1...f Vixcenzo Fiamengo, quale                                nella sua Officina testoris).aa
ha fabricato dui Organi celebri degli quali se ne farà mentione nella futura                           Nella seconda e ultima parte delle Conclusioni (<Novellamente
Condusione; t...1 nel Duomo di Ugubbio ritrovasi un organo stupendissi-                           dilucidate con autorità et consigli con Scrittori, Musici ed Organi-
mo luno dei dut costruiti da Vincenzof suonato da Gitolamo Dirata 1...f'
                                                                                                  sti celebrbl,as l'Undecima conclusione (sugli <<intervalli consonanti
    Nella Cattedrale di Brescia Costanzo Antegnati organista e organa-
ro eccellente testimonio I'organo del Duomo di Verona suonato da Paolo
                                                                                                  e dissonanti>> e sull'<<invenzione della musica> si affida finalmente
Masnelli. Né qui tralascerò Cesate Ronanz Cortonese, costumato nella pro-                         anche a Boezio, fin qui non ancora nominato;a6 così come la 'duo-
fessione di fare organi [...].                                                                    decima' (sull'intervallo di quarta) propone una catena di citazioni
    Né si deve tacerc Laca Perugino che così industremente fabricò un orga-                       che da Tolomeo (per autorità di Zarlno che lo cita nelle Istitutio-
no in S. Gio. Laterano, per lo cui valore, da Papa Clemente vm ottenne                            n) guidano Banchieri, secondo la prassi che gli è particolarmente
ordine di Cavalliero, a questi agghngo AndreaLuchese,il quale ultimamente
ha fabbricato uno organo stupendo in S. Pontiano sua patria [...J.
    Dwo però far mentione di dui organisti celebri, le cui anime sieno                            età rendono sîupor a chi gli  gusto. Altri luoghi, stnrmenri e organisti citati sono: il Duomo
in gloria: Lozzttto Lauaschi fu nel duomo di Ferrara e Claudio Merulo                             di Milano con Guglielmo Amoni, S. Petronio di Bologna con Ottavio Yemizzi, Venezia e S.
in {ue[o di Parma amendui degni di memoria etema: Restami solo di far                             Marco con i due Gabrieli e Paolo Giusti.
                                                                                                       4 lui, p, 9. Celio Rodigino è ricordato anche nel <Parere> (p. 58) sull'abilità del <gerfet-
,roóio*r" dell'Organo soavíssimo posto nella Cattedrale di Lucca fabri-                           to oratoro> (..quello che in voce sonora e soave nel dire diletta e commuove>), d cui talento,
cato da Domenico Nardì lucchese, suonato di presente (userò parole poste                          in ambito espressivo, deve richiamarsi anche <<il Musico pratico>.
da Gioseffo Zarhno neg\ Sup. Mus. Cap.l) dal molto gentile M. Gioselfo                                 at lui, p. 27. Dopo la <<Tavola delle dieci Conclusioni poste nella prima parto,
                                                                                                                                                                                        un fron-
Guami eccellente compositore et soavissimo suonatore di organo.a'                                 tespizio sigla I'inizio della seconda parte, che in perfetta simmetria ne annovera aitre dieci.
                                                                                                  La didascalia con riferimento alle <<autorità e consiglio desunti da varie fonti è aggiunta er
                                                                                                  ttooo rispetto alla pdma parte; il madrigale elogiativo di Banchieri, qui presentato come <d'ln-
                                                                                                  certo autore>), è il medesimo posto in apertura di CM, ove è attribuito a Ridolfo Campeg-
       4' CSO, p, 66. In altro luogo (p. 20) a David è abbinata una citazione dai Pardipomeni     91.
                                                                                                        a6 lui, p.28. Richiamando
 kdib. 2>), fonie richiamata da B-anchieri anche a p. 64 per le tre'qualità' di'Musici'e'Orga-                                      un luogo del De institutione musica (abbreviata in Musica),
 nisti' che'<ritrovansi nella Scrimrra sacra> mentre a lob, xn è legato il rimando ai <Musici     Banchieri lo accosta a Ponzío (Dialogo ooe si trdttú della tbeorica e prauica,1595, abbreviato
 vitiosb. La tradizionale abbinata appellativo/cognome, si completerà con l'Angelico.(Tomaso      n Díalogo musicale\ per confermare che della musica sia <inventoie Pitagora greco>). Nel-
 d'Acquino), e il Retore (seneca), iàme p.r esempio nei Discorsi (1668) di chiavelloni e in       la stessa pagina sono menzionati i Pitagorici e a p. )6, citando la Pratica musici di Gaffurio,
 altra varia ttattatistica del tardo Seicento.                                                    Banchieri ricorda un luogo del trattato ove <<per radizione di Euclido, il teorico lodigiano
       at loi (<<Otgani, Organisti ed Organari celebri agli tempi moderni'r)' pp' l2-ll-.A.Qio-   definisce le proporzioni di equalità e sesquialtera <<d'inequalità nell'organo>. Come già riicon-
 seffo Guami, suó primo-maestfo, Banchiefi dedicò la seconda edizione della cartella (CM"         trato, I'opera di Boezio sarà impropriamente citata nel <<Parere> (p. 58), tra de ieoriche e
                                                                                                  pratiche impresse da musici celebd>.
 1610). A p. i, ,o.ro ricordati anche i suoi figli Domenico e Vincenzo, <gli quali in giovenile
                                      PIERO GARGIULO                                                              ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA'ANTICO' E'MODERNO'                        245

congeniale, a elencare alcune musiche illustri, sul corretto impiego                                 quasi ovunque sostenuti da vivo 'artigianato' e instancabile passio-
delfa diatessaron:                                                                                   ne operativa.
    Esempio è di losquino, che a dui voci se ne servì nel' Crucifixus' entro                             Attingere o riattingere alla sua produzione equivale pertanto ad
la Messa à 4 voci detia llHomme Arné t..'l nel Settimo Lib. degli madi-                              addentrarsi in una fittissima 'selva' culturale, un coacervo di saperi,
gali a cinqae aoci      ù   Benedetto Pallavicino al principio, Tu pdrti tppent                      un bagaglio infinito di conoscenze. Anche per questo, sarebbe ingiu-
giunto 1...).47                                                                                      sto trascurare alcune particolari sottolineature, che meglio ancora
                                                                                                     possano aiutare a capire se la costante propensione all'altemanza ffa
ANcona suLLA 'CARTELLA': <<PER PIccIoL MGGIo AL MoLro                             LUME>>             matrice 'antic 'e tendenza'moderna' (quale si evince dall'intera sua
                                                                                                     opera) si giustifichi per I'una con ragioni di deferenza (verso le insi-
   Pur delineato in alcuni significativi contesti bibliografici, che han-                            gni 'autorità' di studio e tradizione), per I'altra con motivi di affet-
no rilevato ora il <significato profondamente formativo e pedagogi-                                  to e di stima verso i musici protagonisti dei suoi tempi. Devozione
co> del suo magistero, ora la <<notorietb della sua figura, cui però                                 e rispetto? Simpatia e sodale comprensione? Perfetto equilibrio tra
non corrispondèva <<un approfondimento conoscitivo adeguato>,                                        le due tendenze? Incolmabile distanza tra le fonti del passato e il
come scriverrano rispettivamente Giuseppe Vecchi e Oscar Mischia-                                    coevo repertorio? O ancora opportunismo hnalizzato agli argomen-
ti quasi quarant'anni fa,a8 rl profilo dell'autore non finisce pertan-                               ti da trattare? A questi leciti interrogativi alcuni studiosi hanno già
to di incuriosire, owero di meritare analisi e ríletture della nutrita                               meritoriamente cercato di rispondere: chi leggendo nella sua opera
serie di opere teoriche, che lo classificano in assoluto come il più                                 teorica <<una sintesi inlelligente di antico e di modemo, una convinta
prolifico tlrattatista del Seicento. Neanche l'intensa attività 4 P"li-                              fede nei rinnovamenti promossi dai contemporanei, confortati però
ionista, di cultore del genere sacro concertato, di 'narratore' dell'ul-                             da un severo tirocinio contrappuntistico> (VecchiÌ chi rimarcando
timo madrigale (quello dialogico o rappresentativo) può eguagliare                                   <<un'impronta personale nella vita, nell'arte, nel costume, nel pensie-
o superare I'acume 'prattico-speculativo', I'attenzione estrema a stu-                               ro del suo tempo> (Massera); chi ancora sottolineando <<un'operosità
diari e valutare I'immenso patrimonio teorico e musicale, assimilato                                 certo superiore alla media, [...], una capacità d'indagine e di criti-
da tradizioni diverse e vùoizzato con misura, con precisione' con                                    ca sorprendenti nei campi più diversb (Mischiati),ae per ricordare
 eleganza, anche quando la contingenza impone la quasi obbligatoria                                  alcune valutazioni certo debitrici alle parole dello stesso Banchieri
iteiazione di nozioni, precetti, principi, regole.                                                   (<Lintentione mia è stata onorare tutti ugualmente>>), che non a caso
     Lo ha fin qui dimostr"to la riproposizione di vari estratti dei                                 ho inteso eleggere a motto per questo articolo.
suoi rattati, .h. ha consentito di cogliere in più punti la molte-                                       Ecco allora che proprio la Cartella, ampliando assai più la casi-
plicità di m,ezzi cui Banchieri, con esemplare uarietas, sottopone il                                stica dei numerosi passi che focahzzano la dialettica - anche in vir-
proprio 'mestiere' di teorico: lingua, lessico, modi espostivi, stile,                               tù della maggiore estensione (250 pagine conrro le 90 ddl'Organo
                                                                                                     e le 70 delfe Conclusionù - può contribuire a meglio comprende-
                                                                                                     re il pensiero di Banchieri, e porsi ora al centro di una nostra più
        a1 lai,p.10. Des Prez, artefice della <<Quarra scholodi <musici compositorb in cM,
                                                                                                     mirata riflessione.
 [p. 6], è citato ancora in cso, p. 34, quando Banchieri, per le <proportioni sotto.varati.gene-
 ri s.en"tirr. lnvita a <spanir. l. *.ssè a 4 di lusquino, Palestina e altre musiche antiche>.          Vomei rniziarc proponendo la serie di ricorrenze dell'autore più
 S.n.?;" Pallavicino èra lstato tra gli <elevati ingegnb del ..Parero (p. 60). Sulf interval'        menzionato nel trattato: Luca Marenzio. Per quantità, per esempli-
 i. A q"""" i" citazione di p. ]O iniuae CaffUo, /,a;6no e il senese Francesco Bianciardi
 (1570-'ore 1607). eià citato a p.6 insieme al conterraneo Andrea Feliciani, per..una cana da
 irri rt"-p"r" in raÀe, inútolatà Breve Regola Musicalo>, con denagliato rife nmento alla.Breoe
 tegolo  p)r imparar' a sonal sopra il bassolon ogni sorte d'istrumento (1607)' la cui consistenza         ae Per le tre
                                                                                                                         definizioni cfr. rispettivamente G. Vrccn, in CMa cit., Gruseppr Massrra,
 è appunto un'unica carta (p.11).                                                                    voceTeoria delh musica, in Dizionario Encliclopedico Universale della Musica e dei Musi
       4 Cfr. G. Vrccln, in prdazione a CMa cit., s. n. p. e O. MrscnrI, Adtiano Banchiei            cisti ld'ora in poi Druuu], ll lessico,lY, sab uòcem, e O. Mrscuan, Banchieri Adiano, n
 cit., p. )9.                                                                                        Deuuu Le biogafie,I, sab   uocem.
246                                   PIERO GARGIULO                                                               ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA'ANTICO' E'MODERNO'                                  247

ficazione più esclusiva, per varietà di aspeni abbinati al modo di                                   rispondente all'oratione et mille stravaganze et varietà, è però lecito anco-
comporre, per sistematicità del rapporto tra argomento e citazione,                                  ra.et devesi praúcarc-regole equivalenti, non già prodotte di mio capo, ma
come si rileva dalla fitta sequenza di passi che lo riguardano (cor-                                 dalle osservationi nelle compositioni d'ingegnosiss-imi compositori tnàa.-i.
                                                                                                     et in particolare quando ho detto degli tempi sono dua, cioè perfetto mag-
sivi miei):'o
                                                                                                     gigre et pgrfetto minore, questa modema novità confronta càn le compo-
   Sesta schola fu del Marenzio. inventando nuove vaghezze di poftat                                 sitione del Soavissimo Luca Marenltio. f...f
bene le parole sotto le note, ne lasciò memoria delle cinque schole ante-
cessori.rr
                                                                                                       . . Il celebre compositore-Luca Marenzio ha praticato secondo i tempi le
                                                                                                     ultime proportione segnando gli dua numeri ) èt2.yeggansi gri suoi Màdri-
     Usasi modemamente un'alteratione di Crorne bianche sotto il tempo                               gali che così pratica et molti virt.osi ciò osservano ,tiJd.-int.t t .io
perfetto minore, ddle quali ne vanno tre a battuta [...] Et ciò basti in mate-
ria de gli dui tempi et proponioni modernamente praticate da gli Musici e                            A fronte di tde consistenza e varietà di argomenti (rapporto testo-
Compositioni intelligenti. Veggasi Laca Maretzio ne gli suoi Madrigalí, che                          musica, ímpiego delle biscrome, arre del saper ..dilettaréz modelri di
così le pratica et così senza alre sofistichezze d'antichità si devono distin-                       <<raghezze>> contrappuntistiche, sapiente uliino di due uniche scan-
guere da gli compositori et Cantori.t2
                                                                                                    sioni ritmiche, uso della 'sesquialrera'in luogo della ,tripla,), Banchie-
Dissemi lOrazio Vecchil che volendo dilettare altrui ricercasi prima                                ri limita la citazione 'musicale' a due brani (gli stessi iegnalati nelle
dilettare a se stesso in componendo qualche gratiosa inventione di                                  Conclusionù, di cui per altro non fornisce le rispettive riiroduzioni.t
gusto et spasso, sì come ha fatt'egli ne gli di lui novelli studi con le                            popg y9r presentato alcuni esempi sulla tripla e sulla sesquialtera
sue variate et dotte galanterie. Simile osservazione doppo lui hanno
                                                                                                    (traai dalla produzione di G. E Anerio, Radeica, Finetti e da..altri'
havuta I Marentio, il Romano, Chiozzotto, Gastoldi, Belli, Mortaro,                                 che <<inavertentemente così abusano>>), una didascalia awerte:
Yiadana et dtri appresso [...] e in tutte le di loro opere seguitando                                   Questi ultimi lesempiJ non vengono così intesi da Luca Marcntio. Vep-
con studio maggiore non solo hanno dilettato a se stessi, ma univer-                                C.*ri clt suoi due Madrigali a cinqu--e voci, I'uno dei quali pr ripiil")tk
salmente a tutti gli professori, con molta lode et credito loro.tl                                  dunque et il secondo Ma intanto il sonno se ne gia pian pìato.t;
     Così parimente volendo il giovinetto Contrapuntista modemo apren-
dere buoni fondamenti di vaghezze, sonorità, et polite osservationi, deve
                                                                                                    Pur non rimarcando alcun aspetto inerente I'uso del cîomatismo,rT
pigliare per schedula overo essempio una voce cantabile et quella spartire                          Banchieri ribadisce a piena voce la specificità di Marenzio, di cui
in cartella, di Cipriano, Orlando, Palestina, Marentio et altri simili compo-                       accoglie non solo l'ormai attestata 'modernità' (quale inventore di
sitori aprobati et sottovi o sopravi cercare la sua imitatione (se sia possibi-                     <nuove vaghezze), ma anche il coerente rispetto delle regole (come
le) senza vedere le altre parti. Et quanto più I'esempio sarà imitato tanto                         Rote, Lasso e Palestrina), al punto da elogiarlo quale Àusico che
più farassi il compositore sufficiente potendo con fondamenti tali ascen-
dere a gli più moderni.
     t...1 Si come vediamo alla modema nelle compositioni variate novità                                 tl lui' pp' 1óó-1ó8,   'tn
                                                                                                                                      Discotso sopru   k   modema prutica musicare.   cft.   anche   sapu la
di biscrome legature cadenze, note accentuate, osservationi d'armonia cor-                          nota 8.
                                                                                                         .tt Un.altro madrigale di Marenzio sarà menzionato in pR p. ll, ove tra gh esempi di
                                                                                                    îaîí_<per la ctuave di_ g. in b.>, si riporta I'incipir musicale &, che fa ogi il mio-sole GeÀore
                                                                                                    dal Prtmo Libro a 5 del 1580), su cui Banchieri elabora una seconda vóce in contrappr:nto.
      t0 Per tutte le citazioni che seguono cfr. P. G,rnctur.o , Marenzio cit., pp. 101- 102.       cfr. anche.BA, p. lJ. (<Del leqpo alla a;;,;l;i";          ri .ifiopon. arìcora una vorta iI model-
      tr CM, in Naratiw dellAatore a gli studiosi figlio&, s. n. p. Il passo è tiponato anche       lo dei medesimi madrigali di CSO e CMo.
in M. Bzzenrm, Marenzio cit., p. 116.                                                                     tt CM, p. 169, ta Discotso cit.
      '2 lui, p. )2, n Breai Docamefií musicali (Documento VIII). Sull'atgomento Banchieri                '7 La tendenza a escludere esempi tratti da sillogi madrígaristiche connotate da croma-
si era già espresso in CSO, p. 17, con andogo consenso a Marenzio.                                  tismi e dissonanze (come per esempio il Nono Libro í r aa Égg,.h.               i"oo1à1*i;#..
      tt lui, p. 747 lreae 1t91, n Utili et ossen)abili dnatmenti a gli studiosi contlapuflîisti.                                                                                ".
                                                                                                    nella pro9uzione marenziana) accomuna Banchieri a certa tradizion. proto.eì'ent.sca.
                                                                                                                                                                                                   a...-
Llorganista bresciano Antonio Monaro (metà sec xn-post 1620) fu dlievo di Antegnati e Por-          zione dell'Ottuso Accademico (Lettera ad Artusi, edita n Delle i.p:"*ttiiii iìit"-;;d";"     "
ta e organista del Duomo di Milano dd 1598 al 1622.                                                 nusica, 160)) e di Pietto Cercne (Melopeo y Maestro, !613).
                                                                                                                      ADRIANO BANCHIERI TRATTAIISTA TRA'ANTICO' E 'MODERNO'                          249
248                                    PIERO GARGIULO


ha saputo rendere pratiche e funzionali la lettura e I'interpreta_zio-                                  Altrove è un <<esempio di componere varie voci sopra un basso di
ne dói propri madrigali.'8 Assai più di Palestrina, Gesualdo, Mon-                                      canto fermo, che faccia con le parti in mano effetto di vago con-
teverdi, Màrenzio guadagna dunque la simpatía e l'apprezzamento                                         trapunto alla mento> che guida Banchieri a mostrare la qualità e il
di Banchieri," itt ùn vivó contesio di esemplificazioni che sottoli-                                    valore di certi musici già vatornzati nell'Organo e nelle Conclusio-
nea I'ancor più netta sistematicità del rapporto diretto tra-l'ogget-                                   ni (Porta, Asola, Lambardi, Diruta, qui citato come compositore),
to dell'argoÀenro e il richiamo all'insigne modello musicale, ossia                                     comunque distinguendo accortamente le tra tipologia di conffappun-
il    musicista citato.                                                                                 ti 'osservati' e'alfa mente',
    Ulteriore fonte di interesse suscitano teorici e compositori coe-                                   iquali non fanno quel sentfue all'udito degl'ascoltanti che in quelle Capelle
vi, come Agostino Pisa, di cui si riproduce la versione integrale del                                   dove sono buoni Musici e Cantori si sente.c
sonetto laudatorio della <<battuta musicale>:
    chi desidera a pieno intendere quanto sia d'utile ed azione principa-                               E già prima, come esempio di ancor più diretto rapporto con la tec-
le nella musica quesìa batntta, legga un dottissimo tfattato musicale, com-                             nica del <<componere gli Bassi continui sotto le vocb>, in particolare
posto e ristampato ultimamente in Roma, il cui titolo è Battuta musicale                                correlazione all'organo, Banchieri non aveva mancato di rivolgere
'dichiarata,
             Opàra del reverendo ed eccellente sig. D. Agostino Pisa dot-                               una menzione importante per Viadana, Bianciardi, Agazzai, acco-
tore di legge'canonica e civile e musico speculativo e pratico, che soddi-                              munandoli come <<soavissimi compositori de nostri tempb>:
sfattissimo resterà.o
                                                                                                             Lodovico Viadana, Francesco Bianciardi e Agostino Agazzan [...] han-
o altrettanto stimati modelli di <Duo in contrapunto>>, che Ban-                                        no questi dottamente scritto il modo che deve tenere l'organista in           suo-

chieri individua attingendo dal particolare e non affollato di siffat-
                                                                                                        nare rettamente sopra         il   Basso continuo, seguente o baritono che dire lo
                                                                                                        vogliamo.6'
to comporre:
     [...] che comprendere potrete in spartendo gli Duo di G_ioseffo Zarli-                                                 il modo di 'rileggere' se stesso e di semplifi-
                                                                                                        Interessante infine è
,ro, ó.l"t do di Lasso, Ian Gero, Lupacchino il Metallo ed altri degli qua-                             care   il
                                                                                                              dettato di prescrizioni e di rimandi a insigni modelli teorici.
li non mi soviene.6l                                                                                    Eloquente in proposito è la rinuncia a citare Lanfranco in merito

         rs unico richiamo all'argomento è quello dedicato al <celebratissimo cipriano Roro,
 p., i .,roi madrigali cromaticí (CM, p, 2iO)        e a Vcentino, Lusitano e Anusi, di cui ancora      post 1615), allievo di Cimello a Napoli, poi attivo in atea veneta, autote di varia produzio-
 ma volta si ricorda I'indiscusso contributo teorico (p. 21)).                                          ne sacra e profana, tra cri i Ricercai a 2 pu sonare e cafltale (1ó05), oggetto di 15 fortuna-
         te lJn colhge ditutte le espressioni di stima e consenso riscontrate nei confronti dell'ope-   te dstampe.
 ,"to di i,f"..rrrà (nell'intera ópera teorica di Banchieri) produce questo risultato, dawero                  t' CM, p. 2)0.La citazione include le <Antifone Vespenine d'amendui i Girolami, Diru-
 lusinehiero per il musicista bresciano, definito <Soavissimo, celebre, esemp_lare di perfetta          ta e Lambardb>. La virgola che separa <<amendui i Girolamb da Diruta non deve ingannare:
 ;;;;;J.ilt.            J ""gh. parole, studioso ne' contrapunti doppi, grato..nella m-odulatione,      Banchieri accomuna il Diruta (forse manoscritta la sua raccolta di antifone) al veneziano Giro-
 coDioso nelle invention"i, riguardevole, zelante delle bìone rególe, intellig_ente, lscevro da]        lamo Lambardi (non imparentato con il più noto napoletano Camillo) e qui citato per |'Anti
 sofisdchezze d'antichità, [cultore dil gratiosa inventione di gusto e spasso' ldij va-riate e dot-     fonaium oespertinum (1597), oltre che autote di numerose Psalmodie Vespeftine. Ipotizzabile,
 te galanterie, [oggetto di] molta lode et credito, tmodill" dil buoni fondamenti divaghezze'           ma assai meno probabile, è il riferimento al campano Girolamo Vespa (1546-1598), autore
  tdij ,o"otití et ótte ossewationi, aprobato, [fautore di] variate novità, ingegnosissimo com-         dt Psalmi Vespertini (1589) e non di antifone. Decisamente da escludere, infine, è l'eventua-
 positore modemo, lmodello di] modema novitb.                                                           le richiamo a due altri illustri 'Girolami': Frescobaldi e Giacobbi, pet owie ragioni legate ai
          o CM1 p.JJ. Il <dottor di legge, era stato già,citato lJrlOS (QuintgRegistro), p'.6, con      generi alle loro rispettive produzioni. Sul dibattito tra le tipologie di contrappunto ('alla men-
  l" *Sr*. di.fii"ratio.t. dell" batttrià'musicalor, ùolo che corrisponde al trattato pubblicato        ie' e 'osservato') Banchieri ritomerà in una lettera a Ottavio Vernizzi (LA, p. 84); all'organista
  *r ierr, anno della seconda edizione di os. Non è chiaro se il riferimento di Banchieri in             di San Petronio citato anche in CSO (cfr. la,nota42), egli ribadità il proprio pensiero sulla
                                                                                                        puntuale e coerente distinzione che deve sussistere tra le due tecniche compositive.
  óìtf ;i; J;.;.;Jo tr"n"to dt Pisr- (Battuta dclla musica, edito sempte nel 1611),.an-che se                  6t Iui, p.214. Come anche in OS2,
  l'"ttrib,-rto 'dottissimo', possa richiamare proprio la più consistente estensione, chelt Battuta                                                Quinto Reghtro, p. 5 e in CSO, pp. 18-19 e 11, dove
   (tjó pagine) vanta rispeno Àb Breoe dihiaiatione (appena 16 pagine)'                                  i tre <<soavissimi compositorl> sono citati, se pur non consecutivamente). Di Agazzari, come
          tì A".anto agli altri citati, spiccano i n-omi del-presunto fiammingo Jhq Gero (confu-         già accennato, Banchieri aveva incluso una lettera datata l&6 tta le appendici conclusive di
                                                 Gdlus) e dà campano Gtammatio Metallo (1519-            CSO (cfr. la nota 1).
     ,o   .go..*.trl.   àa Fétis con
                                  Joiannes
210                                     PIERO GARGIULO                                                          ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA'ANTICO' E'MODERNO'                           251


 alla chiave musicale, come già ríscontrato ndla Cattellina del canto                               ficando innanzitutto l'autore come <<scrittoro> di cui <<sono grate a'
ferrno (1614) e come poi silonfermerà nel Cantorino utile
                                                               a noaiz-                             Virtuosi le vivacità d'ingegno>> e portando all'attenzione di estima-
'zi                                         sulla 'chiave', si esprime                              tori e fruitori un'irrinunciabile e vistosa appendice (ben 155 le let-
     0625\. Ecco comeBanchieri, riferendo
in concreto:                                                                                        tere assommate)67 a studi, esperienze culturali, relazioni pubbliche,
                                                                 al cantore,                        atteggiamenti umani e professionali dell'abate olivetano: un ricco epi-
     Questo nome di chiave altro non significa ch'un aprimento                                      stolario con funzioni atipiche, un inteccio vivissimo di scambi con
,. l"-di lui parte sia Basso, Tenore, Alto over Soprano, se la compo.sizione
                                                                                                    <<contemporanei, personaggi di alto grado o amici, musicisti o cultori
ti" p.t acciàente di b.molle over quadro e viene in tre maniere collocata'
se bene in corde diverse.s                                                                          di discipline varie>>,6s e insieme una documentazione ideale per rivi-
                                                                                                    vere un intenso itinerario, un lungo percorso che i quasi ottant'anni
Nel congedo <<A chi legge>>, posto a epilogo della trattazion3, !an-                                di vita consentono a Banchieri e che egli non dubita di presentare
chieri eà stato d'altronde molto esplicito nel commentare i criteri                                 come esito di <<una n^taîùezza scaturitale dal cuore alla penno, dif-
seguiti per le sue scelte, espllcitando le findità riepilogative della sua                          ferenziando con estrema coerenza i compiti dello 'scrittore' (quale
teîz e fortunatissima Cartella:                                                                     egli si considera in questo caso) da quelli del 'musico' (quale egli è a
                                                                                                    mtti gli effetti), ma paragonando gli effetti delle parole a quelli delle
      Ho commemorato in quest'opera solamente quelli autori inventori delle
                                                                                                    note, come nel breve appello <Alla benignità di chi legge>>:
 materie e quelli che hanoieitetato p.r tradizioni ho tralasciato, nongià in
 Jú;;"" à.il. lo.o autorità, le qali tutte onoro, ma per non confonde-                                   Però [perciò] vedendosi nel concerto qualche arguto groppetto, overo
 ,e il rov.llo scolaro; essendo stato il mio scopo primario trattare con ogni                       piacevole passaggio, saranno le qui registrate Lettere armonicbe consonan-
 brevità, facilità ed esempi morali, civili e pratici'6                                             ti all'armonia del Peripatetico nella Poetica, al Boccaccio del Decamerone,
                                                                                                    ad Omero nell'Odissea, al Caporali negl'Horti, al Monteverdi negli Scher-
                                                                                                    zi, al Vecchi nell'Amphiparnaso e ad altri simili scrittori e poeti, e musici
 Lr'LErrrnn            ARMONICHE'                                                                   dramatici. E qui cadenza finale: concertate, armonici lettori, quel detto che
                                                                                                    Verba tantum uclent, quantum sonant.6e

                              se bene   h   ff;3H   nrffi::Ly:ìl':J#Tf#tT::
                                                                        (1628\
                                                                                                    Llelenco di alcuni illustri interlocutori è sufficiente a dare un'idea
                                                                    Iztt ere armoniche
                                                                                                    della fitta rete di scambi intessuti dal teorico nella sua lunga carrie-
                                                    Banchieri a Giovan Francesco Piccioni
                                                                                                    ra: teorici e compositori come Artusi, Asola, Cdvi, Coppini, Diru-
                                                                                                    ta, Finetti, Frescobaldi, Giacobbi, O. Grandi, G. Guami, Micheli,
     Scritte in tempi e a destinatari diversi, Le Letterecostituiscon-o una
                                                                                                    Monteverdi, Pisa, Vernizzi; poeti e letterati come Achillini, Cam-
 sorta di sutnnta à"il" lrrng" atrività di Banchieri. Llimpresa dell'edi
                                                                                                    peggi, Rinaldi. A tali nomi, tutti destinatari diretti di singole mis-
 tore Girolamo Maschero"i (."i poi, a causa del decesso, subentrò
 f tipografo Nicolò Tebaldin1 6 à.r,r-. particolare evidenza, quali-
                                                                                                    bolognese) come <<onoratissimo impressore>> e <<peîsona intendente>, cui Banchieri dève Ia
                                                                                                    stampa delle sre Lettere,
         6a                                                                                               6? Nel computo delle missive, divise in sei 'capi', ossia tipologie (<<Dedicazione>, <<Rag-
              lui, p.27.
         6t lui, p.148.                                                                             guaglio>, <Cong-ratulazione>, <Buone Feste>, <Ringraziamento>, <<Piacevolezzo>)-si conside-
                                                                                                    ianò anche quelle scritte più volte agli stessi destinatari (tra cui Diruta, Frescobaldi, Monte-
         6 Nelle parole rivolte
                             <<al correse Lettofo>,_ introduttive       (1630), è
                                                                               -Banchieri
                                                                                            stes-
       pr..ìJi-"'J;,i;-;.                                     ^LN
                               a.n -ria*. Maséheroni fece anche seppellire all'oblivione.rali
                                                                                                    vetdi e Giacobbi).
  .o
     "                                                                        Tebddini infatti            s G. Vrccm, pref. cit., s.n.p. [p. 1]. Llelenco annovela anche chierici, canonici, abati,
  i""tà f"fO [adesso] recuper"t. u*gorro a nuova pubblicazione> Nicolò cate già stampa-             alti prelati, cardinali e persino un pontefice, Urbano VIII, dedicatario di CO (la traduzione
  ;;;ù;r; iil;r; .oi't..tnò di LA (l5i lenere): <,si tratta delle medesime                          latina di CSO, in forma di compendio).
  ;;,;Ì;-r;;;;.     tolte e reimpresse le prlme sedici pagine e le ultime,trenta, integrandole
  con nuove       aggiunte>,.o-. pi'.4r" Giuieppe Vecchfnàila prefazione,all'ediz.anast.,(Bolo-           6e LA, s. n. p.
                                                                                                                           [p. 6]. Da segnalare i peculiari riferimenti a Monteverdi e Orazio Vecchi,
  gna,   Fomi, ii6S). M"s"h.rotti è citato in LA, p. 12 (in una missiva indirizzata a un chterlco   unici compositori citati, accanto a poeti, filosofi e letterati.
                                                                                                                    ADRIANO BANCHIERI TMTTATISTA TRA 'ANTICO' E 'MODERNO'                            253
252                                    PIERO GARGIULO

                                                                                                      'dono' di una copia delle Impedettioni della modema tnusica, edito
sive, vanno inolfte ad aggiungersi i nominativi citati nei vari testi,
tra cui - sempre in ordine alfabetico - teorici e musicisti quali Bor-                                nel 1600), si evincono quelle preziose indicazioni destinate a segna-
                                                                                                      re, proprio trrimite il giudizio e le valutazioni di Banchieri, l'awio
sari, G. P. Cima, Giulio e Francesca Caccini, Cortellini, Frescobal-
                                                                                                      della ricezione secentesca di Palestrina e Marenzio, salutati come <<i
di, Gaffurio, Guido d'Arezzo, Ottavio Grandi, Illuminato Auguino,
Palestrina, Vincenzo Pellegrini, Viadana, (tramite Yercizz.r\, Zacri-
                                                                                                      moderni imitatori della buona Scuola Romano> e soprattutto con-
no,
                                                                                                      trapposti ai <<destruttori delle buone regole>>. Ecco il celebre passo
    Olte alla peculiarità degli argomenti, risalta la modestia (mai                                   che li accomuna, distinguendone i rispettivi meriti e anticipando,
però troppo reverente) con cui Banchieri si rivolge uvall, referenti,                                 con singolare intuizione, la classificazione stilistica c}re poi connote-
                                                                                                      rà, mutuandosi per altri autori e alrri generi, alcuni insigni trattaa
spesso garbatamente itngtaziarrdo per l'attenzione che hanno inteso
                                                                                                      del Seicento inoltrato:
rivolgere a sue opere teoriche o musicali e ovunque ricambiando i
sensi di stima trasmessi alla sua persona. Anche non sempre faci-                                          t...1 Ed in particolare nello stile da chiesa il sig Grb. Pietro Palestind
le è ricostruire l'esatta cronologia di tutte le lettere (nel complesso                               e nello stile da Camera          i
                                                                                                                                   sig. Luca Marenzio, l'uno devotissimo e I'altro
comunque circoscrivibile tra il 1601 e il 1626\,70 ben più agevole si                                 soavissimo ed ambiduo celebri compositori, sì come esemplari di perfet-
rivela la possibilità di ripercorrere una sintesi del lungo percorso                                  ta Armonia; elettori di vaghe parole;.studiosi ne' contrapunti doppi; grati
didattico e artistico che il teorico intende consegnare alla <<benigni-                               nelle modulationi; copiosi ndle inventioni e, quello che sempre gli renderà
tà dei lettorb>, con precisazioni che non di rado aiutano a delinea-                                  riguardwoli, I'essere eglino zelanti delle buone regole.Tr
re ancora meglio il già ampio contesto derivante dai dati acquisiti
nell'intera sutwn a teorica.                                                                          Altri estratti dalle lettere, limitandomi qui a segnalame alcuni dei
     È il ."ro, per esempio, di alcune indicazioni che consentono di                                  più significativi, mostrano come I'autore non rinunci, ove opportu-
poter collocare con gpustezza la ricezione e la fortuna di certe ope-                                 no, a esaltare meritevoli esempi di tecnica compositiva o segnalare
 re proprie e dtrui. Dalla lettera inviata ad Artusi (ringraziato per il                              il tdento e le virtù di mirabili interpreti:
                                                                                                      Al Sig. D. Romano Micheli, Roma. Di ringratiamento
      70 Sono  i testi e i passi di alcune lettere a delimitare questo ambito cronologico: la mis-
                                                                                                          Stupor della musica oggidì è V. S, poscia che in iscritto, dla mente                          e
siva <<di ringratiamentor ad Artusi (LA, p. 92), quasi terminus dflle qlefi, poiché Banchieri         alla cartella, ella professa i teorici e pratici sentimenti con le resolutioni di
gli esprimeiiconoscenza per l'invio del {rattato Imperfettioni de' musici modetni becte delh          qualsiasi intricata fuga o inestricabil Canone.72
-musica
         modcnal edito nel 1600 e, come terminus post quetfl, tre lefiere: quella <di raggua-
glio> al Cardinde Scipione Borghese in Roma (LA, p. rt) - medesimo dedicatario di Fre-
icobaldi - in cui l'auiore stesso annuncia la stampa della traduzione latina delle <Armoni-
che conclusioni nel suono dell'organo [...], trasponate da eminente intelletto dalla volgare                7I LA, p. 94. Per le fondate ipotesi di datazione della lettera
                                                                                                                                                                              di Artusi (c. 1600 o 160l)
nella latina favello (CO, 1626), quella <<di dedicatione> a Urbano VIn GA, p. 1), che apre            cfr. AonreNo Cavrccru, Teatro monteaerdiaro e trudizione ferarese, rn Chudio Monteueùi e
l'epistolario, in cui I'opera tradottà viene <<consacratÒ) al pontefice, quella. d pubblico lettore   il sao tempo. Rehzioni e comwicaioni, a cura di Raffaello Monterosso, Stamperia Valdo-
in Bologna Giovanni Ò,tt.rgno (LA, p. 7a), in cui sempre l'autore recita le CO <tradotte da           nega, Verona, 1969, pp. 7)9-756:148. Sulla ricezione protosecentesca di Palestrina cfr. P.
ingegnJvivace dalla lingua italiana in ciceroniano, Altri plausibili riferimenti al quasi tren-       Gencruro, Da Bancbiei a Berardi cit., pp.55-56; sulla ricezione marenziana, con panicolare
tenn-ale itinerario, sono 1e citazioni che Banchieri dedica a proprie o altrui opere teoriche e       riferimento al primo ventennio del secolo, cfr. P. Gancruro, Marenzio'modctno iutore' cit,,
musicali: laBanchieina (LA, p. a6) deJ, 1623 (che I'autore chiama ancora Cartellina del Can-          pp. 89-106. Con le loro rispettive opere, Athanasius Kircher, Marco Scacchi, Severo Bovini,
to Figuruto, specificando giustamente che si ttatta della <quinta irnpressio-ne>); la quasi inte-     Angelo Betardi saranno tra i modelli più illustri di trattatistica fortemente correlata del cri-
ra póduzionè ft<che già trent'anni scorrono>), fiorita <<ne [...J giovenile furoro, e composta        terio classificatorio di stili, generi, autori.
<ad imitatione d'Oraiio Vecchb> tra íI 1598 a I1622 (dalla Pauia senile alle Viueue di Flora                72 loi, p.50. Banchieri
                                                                                                                                       si dichiara onorato per l'inclusione nell'opera di lvfucheli Masìca
e Pimauerai il ripetuto accenno all'uscita del secondo libro del Trunsihtano di Diruta (1622);
                                                                                                      uaga e aúificiosa-(1615), silloge non citata nella lettera, ma definita <<dottissimo libro impresso
le citazioni rivolte al <tanto caro>> Girolamo Giacobbi e all'Accademia dei Filomusi (LA, p.          ultimamente in Venezio, che tra i mottetti e canoni di vari autori (tra cui Marenzio e
                                                                                                                                                                                                    -G.
 129), in matgine al <breve compendio nattativo> che Banchieri trasmette all'abate e <<vica-                                                                                                            M.
                                                                                                      Nanino) contiene Otto Canod in Enigni 1...) a 4 voci, che lo stesso Micheli ha incrementa-
 rio generale àpostolico olivetanó>> Angiolo Maria Cantoni, a dovetosa cronaca della Sampo'           to co_n_<resoludoni> e parti <<aggionte>. I canoni sono i medesimi a figurare in CM, pp. 151-
gna-musicale,iecitata nel 162, (LA, p. 129). All'abate Cantoni, destinatario di varie missi-
                                                                                                      160. Nella stessa lettera Banchieri ricorda che tali suoi canoni erano stati <impressi in Îúil"no
ve, Banchieri aveva dedicato le Messe a 5 uoci conceltdte sall'organo, oPera non pervenuta.
                                                                                                      [...] e dedicati al Sig. Go. Paolo Cimo.
 O. Mrscmen, Adriano Bancbieri cit., p. 171.
254                                    PIERO GARGruLO                                                                  ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA'ANTICO' E'MODERNO'                         255


Al Sig. Tomaso Raffaelli, Lucca. Di ringratiamento
-- -lí".q"i                                                                                             A ripronunciarsi sulle funzioni della battuta:
             di p"dr.lucchese; ebbi il tig Gint.ppt-puami per.Maestro,di                                Al Sig. Agostino Pisa, Roma. Di ringratiamento
conffapunto lrrc.hes. t'..1. il P'D. Vittorio Raffaelli nipote di V'S' m'ha                                 Vostra Sig. ha stampato costì in Roma un volume discorsivo e que-
..* f.-*. r"ccomandationi t...1' Dal suddetto suo nipote ho inteso anche                                sto intitolato La Battuta musicale. Ed è così gentile che me ne manda la
l'acquisto fatto costì in Lucca in casa dell'Illustriss. Sig. Vincenzo Buonvisi                         copia e ne ricerca il mio parere. [...] Volentieri lo leggerò per imparare,
de[a Sig. Francesca Caccini, dolcissima sonatrice e soavissima cantatrice,                              non per giudicare; e dovendo giudicare mi costituisco giudice competente
basta so"l dire, fu figlia e discepola del celebre musico Giulio Romano.T'
                                                                                                        e do inappellabile sentenza, dre V.S. merita esser lodata dagl'intelligenti e
                                                                                                        da me ringratiata con molt'af,fetto de' favori, sì del libro mandato, come
A discutere sull'impiego di certi intervqlli:                                                           delle autorità prodotte da' miei componimenti dentrovi inserte.Tó
A1 Sig. Girolamo Frescobaldi organista in S. Pietro,                        Roma.     Di   buone
                                                                                                        Al   P.    E Iacomo Finetti Ancona. Di ragguaglio
feste                                                                                                             se la Battuta nel canto figurato abbia principio al primo moto o
                                                                                                              [...]
    La Diapason, overo diciamolo intervallo di                    ottava consonante, come
                                                                                                        quiete discendente et è contra, padre mio, essendo ristampato il mio volu-
benissimo sa v.s. dalla scuola universale de' signori musici scrittoq, ui.tt                            me, intitolato Cartella musicale in Venetia tre impressioni alla Pigna, non
a.ttl .o"ti".nte di tutta la perfetta armonia, poiché in esso si racchiudo-                             sarà disdicevole il mio entrar in ballo. Questo nome Battuta così vien det-
no tutte le consonanz.         -"ggioti      e minori, perfette ed imperfette, armoni-
                                                                                                        to perché il moto primo discendente non mai canta, ma la percussione.
che e dissonanti.Ta
                                                                                                        [...] Onoro gli Autori e I'autorità, ma molto più I'esperienza finora pra-
Al Sig. Pompeo         Signorucci capo di musica in Duomo, Pisa'                     Di Î^ggo      -
                                                                                                        ttcata.7l
cli"
"    Dalla lettera di v.s. mi vien ricercato qual sia il mio sentimento sopra                           A esprimersi  su pareri richiesti da un interlocutore a nome di altro
I'intervallo della quarta in pratica, apportandomi due autorità ch'ella vien                            referente, come nella lettera in cui, per rispondere a entrambi, ricor-
connumerata p., aorrrorrallta perfetta' Prima che Morales ne' suoi Magni-                               re a una fonte teorica mai citata nei suoi ttartt^tii
it*tt" pr",i.à in un duetto èd "pproro vi aggi-unge I'accotdatura.della
viola. Io però sono di contrafio parer. e dico: se Morales così la pratica in                           Al Sig. D. Vincenzo Pellegrini, capo di musica in Duomo, Milano. Di rin-
un suo duetto, è vero ancor" .[ra * atto non costituisce una conuetudi-                                 gfatiamento
        t" viola percuote la quarta in istante, ma mediatamente in distante.                                  il   Sign. Camillo Cortellini musico dell'Illustriss. Signoria di Bologna,
".; "à
La pratica però [perciò] la dichiara dissonante.T'                                                      mi mosua una lettera di V.S che ricerca il mio parere, se il canto fermo
                                                                                                        sia mensurabile o immensurabile. [...] Tutti i musici Scrittori dicono che il
                                                                                                        Canto Fermo sia una quantità di note uniformemente cantate sott'un'istessa
      1j lui,p. ó6. Il lucchese Tomaso Raffaelli (già nominato in cso, p. 15, per la sua*acca-          misura. Pertanto dico che solo il mensurabile ha luogo. Ma per dare qual-
 demiu, luolo di concerti e varie esecuzioni) e imparentato con l'abate olvetano Andrea                 che dichiaratione all'opinione dell'Illuminato che prova I'immensurabile,
 i"].;ilÉú-J;i";,o                 t"ogo di CSO .o-J.ort-ttot. di..un organo soave di can-
 ;'li;;;i:;;.;d;t;;i;;" ""U-,*oro <<un affnonlco   museo coproso d'esquisiti stromenti musicalb>'       dico che il mensurabile è di due conditioni, attuale e immaginaria.Ts
          piíí"1i. J" Éa".hieri,   che, co-me noto, era.legató da sincero affetto alla città îoscana,
 di.ri.i'.orda le sue origini.'ii.o-pl.t"-.nto del slomagistero didanico sotto,la guida di
 "irir-ii.
 Guami. Riferendo sui Càccini, Banchieri rende a Giulio l'unica menzione in tutta l'opera-teo-               76
                                                                                 non mancherà
 ;.]ì-; i;;;;;; i f".irgtti..i "fp..rr"-.trti che la lunga successiva carriera approssimazio-                  Cfr.AcosrnoPrst,BreoedichiarationedellaBattutaMusicale(16ll),conalcuniestratti
                                                                                                        da Barrua  prlle Musrce (1611), a cura di P. Gargiulo, Lucca, LIM (Musurgiana 26),1996;
 ai"tl.,"* fi *ggiomofn Lucca d.i due Caccini può datarsi con una certa
 ne attorno al 16131 tre anní prima della morte di Giulio'                                              LA, p. 109. Su Pisa cfr. le già ricordate citazioni in OS e CMa, con il relativo richiamo alla
      1a hti, pp.61-64. Sulla <<diapason> cfr cso e SM qe1 le già_citate definizioni che Ban-           nota 59.
                                                                                                              tLA, p. 146. Del marchigiano Giacomo Finetti, già citato proprio in CMa, pp. 168-
        d.*Àà da un'insigne tradlzione di <<scrittori antiihb (cfr. le note 29 e l0).
 "hLri1t lui, p.142. Ricordato in CSO (p. 25\, per la tecnica del .Basso,seguente>>,.il pisa-           1ó9 con un esempio musicale sulle proporzioni, Banchieri inserisce un esempio didattico (il
                                                                          (Masiaino, Giacobbi,          mottetto Ecce tu pulcbra es) in PR p. 21.
 no sisnorucci è elogiato i" Jcut. di ó.g""ir,i e maesrri di cappella                                        18 Iui, pp. 144-l45.Il riferimento è ù tr*tato l-a llluminata dc tatti i tuoù di canto
 è";;ia;Ài;;"i,-F;il;;i .h. ,.h"nno .ó-po.to il basso senza accidentil,, owero evitando                                                                                                             fermo
 i i.-"Ui ai..l"iti. Su Morales cfr. le già "inot"t. citazioni in OS (con Ruffo per i Magní             del bresciano Aiguino, edito nel 1562. Anche per il madrigalista bolognese Cortellini (mono
       e n CMa (modello didattico per le "spaniture" a 4 voci)'                                         nel 1610) si registra qui l'unica citazione nell'opera teorica di Banchieri.
 ficat)
256                                  PIERO GARGruLO                                                                 ADRIANO BANCHIERI TRATTATISTA TRA 'ANTICO'E 'MODERNO'                           257

Dalle due lettere a Girolamo Diruta estraggo infine dtrettanti pas-                                telk; la soddisfazione per la traduzione latina delle sue Conclusioni
si, a chiusura di questa selezione. Nella prima Banchieri non esita a                              in forma di compendio; il vivo compiacimento espresso ad Aquilino
dichiarargli senza mezzi termini la propria awersione per la sonorità                              Coppini per la raccolta dr contrafacrr monreverdiani (ló07) in cui il
del clavicèmbalo (owiamente sottintendendo I'insostituibile devozio-                               milanese 'Accademico Inquieto' ha incluso anche un suo madriga-
ne per un'alra ben più nobile tastiera), che Diruta stesso gli aveva                               le;81 I'abiura di sé stesso e di alcune sue opere frutto di <giovenile
inviato in dono:                                                                                   ardore>> e <<frutto di poesie ed armonie accoppiate a' miei grilleschi
                                                                                                   capriccb>;e l'onore e il piacere di ricordare il suo primo maesuo Gio-
Al Sign. Girolamo Diruta organista del duomo, Ugubbio' Di ringratia-
mento                                                                                              seffo Guami come dedicatario della seconda edizione (1ó10) della
    Udirò volontieri il regalo, stromento musicale che V.S' mi significa con                       Cartella, opera sua più fortunata; il commosso annuncio (a Monte-
sua lettera, dandomi a credere che sia eccellentissimo' Ma quant'al mio                            verdi) della morte di Girolamo Giacobbi (1628), cui Banchieri era
gusto I'armonia di simili stromenti non mi piace, rassomigliandomi quel                            grato per la direzione dell'Accademia bolognese dei Filomusi.
suono una moltitudine d'anitre che chiamino la pioggia'7e                                               Anche questa sorta di prezioso riepilogo - la testimonianza esi-
                                                                                                   bita nelle Lettere aftnonicbe e trasmessa ai <<lettori armonicb> - trova
A     sorprendersi, infine, dell'inclusione tra alcuni <<vinuosi insignb>                          dunque giusto tempo (dieci anni prima della morre) di acclarare il
del Transiluano:                                                                                   mai dismesso obiettivo di Banchieri: un consistente e dichiarato ten-
Al P. Grolamo Diruta franciscano, Chioggia' Di ringratiamento                                      tativo di irradiare su larga scala la propria cultura di teorico-scrittore
    Quando le mandai le due Ricercate a quattro in partitura del Quin-                             al servizio del pratico-compositore. Ancora, e fino all'ultimo, modelli
to modo Autentico e Sesto modo Plagale [...], non mi scrisse però a che                            da indicare, da seguire: per i fanci'lli, per i giovani principianti, per
dovevano servire. Ma poi veduto in stampa il suo secondo volume in foglio,                         quei musici che non intendano eccedere <<alla moderna, travalican-
sotto titolo di Transilvano, trovomi favorito nel mezo a virtuosi insigni.e                        do le corrette regole>>, come proprio nel <<Parere> delle Conclusioni
                                                                                                   egli aveva ammonito.sl
Di dtre lettere la rassegna potrebbe offrire ricca motivata documen-                                   Non frenato da quel naturale riserbo o distacco che fino a tutto il
tazione. Basti qui ricordare il reiterato elogio di memoria per i teori                            Cinquecento i vari 'Boezii' non avevano cessato di estemare verso il
ci antichi (Guido d'Arezzo e Gaffurio) spesso accostati al valote di                               musico, Banchieri sigla l'esordio del nuovo secolo e il suo prosieguo
quelli recentemente scomparsi (Zaùno) o viventi (Artusi, Diruta),                                  nel primo trentennio affidando proprio aJle Lettere la testimonian-
proprio come in più punti dell'Organo, defle Conclusioni e de)la Car'

                                                                                                         Et lui, p. 120. Banchieri si dichiara
       7e     pp. 11-34. Ndla lettera Banchieri prosegue precisando che, se-proprio Diruta
            lui,                                                                                                                               onorato di figutare ndl'<illusîre schiera [.. .] di madri-
               *un simile regalo, più volentieri m'appiglierei a un clavicembalo di Domenico       gali-a cinque voci in Claudio Monteverde e altri mbderni compositori de' nostri tempi>. Il
volesse fargfr
                                                                                                   madridale è Apprestateci fedc travestiîo h Confitenini. Cfr. O. Mrsclan, Adiano Baicbieri
da Pesaro-oweto. rrt" tp,-it.tt" di Vito Trasuntinó venetiano. Non intendo però biasimat
il suo regalo, poscia che favello in universale, sì come p,ure in universale i gusti sono diver-   cit., p. 159 (Appendice I).
si, comeìe cantò il Poeta satirico>. Il richiamo ai due illustri costruttori testimonia comun-
                                                                                                        82 Iui,-   p. 19
                                                                                                   -                       G<ad   un anonimo mico>). Nella lettera, in cui si accenna all'impossibfità
que le conoscenze di Banchieri anche sui manufatti cembalistici, nonostante I'iro.nico e quasi     da parte degli autori di opporsi  <<alle cose già imptesse>, Banchieri rinnega Ia produzione
,pr.rr-t. giudizio sulla sonorità della tastiera, paragonata a una <moltitudine d'ani6e>. La       musicale edita e ristampata con successo in oltre un trentennio (cfr. la nota 70):  però vero
                                                                                                                                                                                      "È
ri"mp" ddl"" <<seconda pane in foglio del Transilvanó> è ricordata in LA, -p.-116, in una.let-     che oggidì sento monficazione, avendo impiegato il tempo in simili leggerczze,jvenendo
tera in cui Banchieri segnala al caionico senese Bamaba Mitleville - che glieli aveva richiesti    ristampate, non è mio consenso, poscia che gli autori perdono il possesso, né possono obvia-
- i dati della recente ri-tampa, owero la seconda edizione del 1622.                               te alle cose già impresse>. Cfr. LA, p. 90, inviata a Guami.
      so Iui,p.86. Nella <Seconda pane> delTransiluano (dedica del 1610' stampa 1622).i due
                                                                                                   . ." 9SO, p. 59 <Non dwesi però praticare come alcuni compositori modemi t.. .l gli qua-
Ncercai t' Quttro di Banchieri figirrano nel *Secondo Libro>, pp' 28-2g,.ptecedutidai due di       li volendo comporre alla rnodema senza consideratione di armónia e parole rx"no uria.àrt"
Luzzasco Lizzaschi e dai due diGabriele Fattorini e seguiti dai sei dello stesso Diruta, con       vestitura, che s'accozzano insieme come la sella e I'asino>. Banchieri giustifica tuttavia alcuni
 cui si completa l'esemplificazione dei dodici modi, <stando la donrina del celebre legislato-     compositori, in particolare il senese Tommaso Pecci e Gabriele Fattorini, di cui cita rispetti-
 re Gioseffó Zarlino neile sue Dimostrtzioni armoniche, Libro primo, Ragionamento quinto e         vamente i madrigali O gome sei gentile caro augellino dal Pnmo libîo (1;-9il e O quanlo sei
Diffinitione ottavo>, come nella stessa lettera Banchieri specifica con capillare esîttezz .       simile, ingrata rcndinelh du Madigali a J (1604, n. 10).

                                                                                                   t
258                                   PIERO GARGruLO


za consuntiva più densa del suo percorso didattico--professionale e
predestinandorì (q.r.rt" volta lui) à modello di un'infinita schiera di
proseliti ed epigoni dei suoi insegnamenti' E se Pietro-Aaron, -qua-
,i ..rr,o anni plima aveva conduio il suo Toscanello affermando di
essersi <<astenúto dalle questioni et disputationi troppo alte et oscu-
re>>, quanto invece di noi aver trascurato <de cose pertinenti ala
                                                                   pta-                                                              APPENDICE
tica Jì di cantare come di comporre cantil>,84 Banchieri aveva da par
suo ribadito, nel <<Congedo a ihi legge>> della sua tena Cartelk:
                                                                                                    Ttattati e scritti letterari di Banchieri citati nell'anicolo: sigle e abbreviazioni
    Queste sono le Regolette del contrapunto promesse nella seconda
impràssione della cartella del canto Figurato, le quali in vrgticinqu'anni                              * Per una più immediata funzionalità recensoria si preferisce riponare quasi
ho acquistate esercitando nel componere _6ent'Opere Musicali tutte una e                            tuni i dtoli in forma ridotta, owero non estesa alla compilazione integrale di
più fiate impresse. Tali Regolett. (q"4 elle sieno) escono in luce non pef                          sottotitoli, didascalie, chiose che spesso corredano il frontespizio. Nella grafia
itro interesie, solo per giovamento agli novelli principianti'8t                                    dei dati editoriali, si normalizzano gli accenti e I'uso della punteggiatura.

se in questi toni dimessi Banchieri sminuisce con la sobria denomi-                                 NO = fu nobilissima, anzi asinissima ampagnia delli biganti della Bastina
nazionè (<<Regolette>) la reale consistenza del suo poderoso trattato,                                [...], Vicenza, Per gli Eredi di Perin libraro, ad instanza diBarczzoBatez-
                                                                                                       zi, L597.
in ben altro irodo egli vduta i benefici che proprio l'esercizio deri-
                                                                                                    CMt = Cartelk oaero Regole utilissime a quelli cbe desiderano imparare il Can-
vato da quelle oRególettet, applicato al comporre' 19 4 sostenuto                                      to Figurato [...J, Venezia, Giacomo Vincenti, 1601.
in un ventennio di produzionè musicale, consentendogli di essere                                    OS = Ilorgano suonaino 1...) entro il quale si pratica quonto occorer suole agli
<<se non nella Musica perfetto, almeno tra i Professori annoverato                                     suonatoi torgano [...], Venezia, Ricciardo Amadino, 1605.
per imperfetto atto alla disposizione perfetto'                                                     CSO = Conclusioni nel suono dell'organoL...) nouelhmente dilucidate in       sctittoi
                                                                                                       musici e organisti celebri,Bologna, per gli eredi di Giovanni Rossi, 1609.
                                                                   Pruno Genclulo                   CM2 = La ca*ella f,...1 utih a gli figliuoli e principianti 1...J cbe desiderano
                                                                                                       con facilità imparare sicuramente il canto figurato, Venezia, Giacomo Vin-
                                                                                                           centi, 1610.
                                                                                                    OS2= Ljorgano suonarino [...], Venezia, Ricciardo Amadino, 1611.
                                                                                                    CMt = Cartella musícale nel Canto Figurato, Fermo e Contrapunto [...], Vene-
                                                                                                           zia, Giacomo Vincenti, 1614.
                                                                                                    CMcf = Cartellina musicale dcl Canto Fermo Gregoiano 1.. .f , Bologna, per gl.i
                                                                                                       Eredi di Giovanni Rossi, 1614.
                                                                                                    CMdf4 = La cartellina nusicale cbe in documexti facíli idotti dall'antico allo
                                                                                                       lstile moderno, introduce i principianti a sicuro possesso dal Canto Figurato,
                                                                                                       Venezia, Giacomo Vincenti, 1615.
                                                                                                    DM = Pima parte de Primo Libro al Direxoio Monastia del Canto Fermo
                                                                                                       [...], Bologna, per gli Eredi di Giovanni Rossi, 1615.
                                                                                                    BN = I^a Banchieina, ouero Cartelh picciok del Canto Figurato [...1, Venezia,
        s   Pnrno l*oN, Toscanella de h musica, Venezia, Bernardino e Matteo de Vitali, 1529,          Alessandro Vincenti, 1623.
 p.   Zi). À"ron eatato da Banchieri in più luoghi dell'opera teorica: in OS, p. 70, in CSO,   p.   PF = II Pincipiante fanciulh a due ooci. Cbe sotto k disciplina dlAutori lllu-
 i9   (con  Toscanelh), Codm, p. 4, in CMdf{, p' 42.
             il                                                                                        sti impara solfiure note e ,flatation, e parole, solo et assuefar loreccbio in
      t CMo, p. 148 e 149-150, per l'<<Elenco di ttent'opere musicalb, d^l 1592-^ 1614 (di             compagnia [...], Venezia, Bartolomeo Magni, L625.
 cui almeno uria decina itt.omplut. o non superstiti) coriedato dalle indicazioni dei rispettivi    SM = /z sanpogna musicale [...J, Bologna, Girolamo Mascheroni, 1625.
 dedicatari e stampatori.
260                             PIERO GARGIULO


Codm = Conclusiones de masica in Organo Moduhnda, Testimonijs Auctorun
      insignium comprobata [...], Bononiae, Typis Mascheronij, 1627.
LA =     Lettere armonícbe, Bologna, Girolamo Mascheroni, 1628,
LN     = Lettere armoniche, Bologna, Nicolò Tebaldini, 1630.


                                                                                                STRUMENTI DELLA RICERCA STORICA.
      Ansrnecr: Adriano Banchieri (Bologna     l55&I$4) left    a huge corpus              GLI .ALTR['LIBRETTI: .IL
                                                                                                                    BARBIERE DI SIVIGLIA
of reflections on music theory - to*. tù*ty treatises, issued and-reprirjted
between 1597 and 1633. Besides exploring the hiatus between traditional
                                                                                                       A ROMA DOPO IL 18161
Renaissance contrapuntal conception and the new expressive innovations
brought forth by nmodem practice", he offered a thick body of analysis
on specific issues, tackled with acumen and delivered with clarity, drawing
from an extensive technical vocabulary.                                                 Il26 dicembre 1815 Rossini firmava il conrrano con il duca sfor-
    In particulaq Banchieri's treatises offer notions and nrles of musical          za Cesarini
                                                                                                 -ulpresario -del Teatro fugentina di Roma, per la com_
syntax, information on vocal and instrumental performing technique, and             po-sizione del Barbiere
related suggestions. All in all, Banchieri's theoretical opus stands tall as one
                                                                                                            /i Siaiglia.Il duca si impegnava'r-.orrr.grr"r.
                                                                                    egli stesso il libretto al compositor. ,,o n,rorrà, ó vecchio a"?"rri
of the richest contributions to Italian music theory scholarship between            nei primi di Gennaro, quale dovrà dal med." sig.. Maestro Rossini
16th and 17th century thus proving the merits of the Bologna school,                porsi in Musica a seconda
which was to become so highly productive, in terms of both quality and                                           {elle qualità, e convenierrze de Sig.d Can_
                                                                                    tanti, obligandosi ancora di fare ocorrendo tutte queile víiazioni
quantity, in the following cenrurias.
                                                                                    che saranno necessarie tanto per il buon esito della Musica, quan-
(Traduzione di Marcello Piras)
                                                                                   t9
                                                                                      -p.er
                                                                                            le circostanze, e convenienze de med.i Sig."i Cantanti, a sola
                                                                                   richiesta del Sig.'Impresario, perché così &, e ion altrimenti ó.,,.,
                                                                                   Il termine di consegna contraituale per il primo Arto era il 16 di
                                                                                   gennaio 1816, ma il 14 di quel mese il duca riferiva di essersi quella
                                                                                   mattina <<dovuto sfiatare col Poeta per il nuovo libro da scriveÀi da
                                                                                   Rossini, mentre si sta arretrato senza mia colpo>.r Il 17 gennaio, il
                                                                                   librettista del Barbiere di siuiglia cesare SterÉini firmò ria dichi"-
                                                                                   tazione con la quale si obbligava a terminare il libretto entro il 29,
                                                                                   impegnandosi ad <<assistere il Maestro, ed alle prove per mettere in


                                                                                         I Le rirerche per il presente contributo alla storia del Barbiere
                                                                                                                                                           d.i Siuiplia orobabilmen-
                                                                                   te non avrebbero awto inizio senza I'input di philip Gossett che              qirt ;lei"ri;ì.,
                                                                                   turti i suoi stimolanti commenti. per i preziosissiÀi suggerimenti""gli";;g;i. ;;i; S;;&"
                                                                                   Lamacchia.
                                                                                        2 si veda Groecnr*o Rosutu,
                                                                                                                     Lerere e documexti, a cura di Bruno cagti e sergio Ragni,
                                                                                   4 voll., Pesaro, Fondazione Rossini, 1992-20U,1, p. iZe.
                                                                                     . ' È probabile che il 'Poeta' in questione fosse ancora Jacopo Ferretti, incaricato in un
                                                                                   primo momento di scrivere il testo della nuova opera di dorritti p.. it t."t.",o-o,*o,^r..
                                                                                   maggiori. dettagli si veda Prrnrcn Bneurur& Fiarcoi Fallacìes, Faas,'and tbe ieu
                                                                                   tion of ll barbiere di
                                                                                                                                                                       Ciiìii  nar-
                                                                                                          !zui{a, relazione lena al convegno 'opera and So.i.tv', co[.e. oi     pi.
                                                                                   Arts, .Bosron University, Boston (MA), 18-19 aprile 200g, I'intervento è d.isponibile"on-line
                                                                                                                                                                                 in
                                                                                   tormato vldeo e podcast: http://www.operaandsociety.orglpodcast.html.

				
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