Design tedesco dopo by jIedgi0

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									                                            Il caso Ford
 Con l’avvento del metodo dello stampaggio nel mondo dell’automobile si può iniziare a
pensare all’automobile come un prodotto unico e non come l’assemblaggio di diversi pezzi
prodotti dal relativo artigiano specializzato.
 Proprio quest’industrializzazione nel settore produttivo automobilistico inducono l’americano
Henry Ford, all’inizio del Novecento, a sostenere la possibilità di un modello universale di
automobile, un modello unico, uguale per tutta la popolazione, perfetto e definito. Ford vuole
portare i canoni del funzionalismo dalla teoria agli oggetti tangibili e pensa proprio
all’automobile. Grazie all’introduzione della catena di montaggio nel metodo produttivo e agli
studi sui tempi di produzione fatti da Taylor, Ford arriva a produrre il “modello T”, l’auto
universale. Quest’automobile rimarrà in produzione e verrà venduta costantemente dal 1908 al
1927. Nel 1927 verrà tolta dal mercato per via della concorrenza vincete fatta dalla General
Motors con la presentazione della Chevrolet.
 Dopo 19 anni di egemonia nel mercato dell’automobile Ford comprenderà che la via del
modello universalmente valido è sbagliata per due ragioni:
   1. gli stampi possono essere usati soltanto per un limitato numero di modelli e non
       all’infinito per cui, giacchè sono da sostituire si può anche pensare una nuova linea;
   2. gli utenti iniziano a richiedere, passata la fase della prima motorizzazione prima della
       quale nessuno possedeva un’auto per cui non si potevano fare confronti, qualcosa di più
       bello ed anche la possibilità di poter fare una scelta tra diversi modelli.
 E’ da questo momento quindi che ha origine il car design. La tattica produttiva adottata volge,
da questo momento, al mutare gli stampi e quindi il modello dell’auto ogni anno attraverso una
precisa ricerca stilistica. Si prende come punto di partenza la richiesta di novità da parte del
consumatore. “Molti modelli per una breve durata”.
                                                                              Ford T
                                                                              Henry Ford
                                                                              1908-1927




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                                      Il design statunitense


 . Una prima generazione di designers negli Stati Uniti è composta sia da americani che da
europei emigrati durante la Prima Guerra Mondiale che avranno molta importanza negli anni
Trenta, nel periodo del New Deal successivo alla crisi del ’29. Alcuni nomi da ricordare sono:
Joseph Sinel (disegnatore e grafico australiano), John Vassos (illustratore greco), Raymond
Loewy (ingegnere francese), Walter Dorwin Teague (disegnatore pubblicitario statunitense),
Norman Bel Geddes (disegnatore pubblicitario e scenografo statunitense), Henry Dreyfuss e
Russel Wright (scenografi statunitensi). La professione iniziale di tutti questi personaggi non era
quella tipica del progettista uscito da una scuola di design o di architettura, si dedicano invece a
pubblicità e scenografia; ciò non deve però indurre a credere che il loro apporto nel campo
dell’oggetto industriale sia stato superficiale poiché, al contrario, lo influenzarono molto.
 Un evento importante per la nascita di un design strettamente statunitense fu l’Esposizione
Universale di Arti Decorative di Parigi del 1925; tale esposizione costituisce una tappa
fondamentale per gli Stati Uniti non per l’avervi partecipato, come accadde a molte altre
nazioni, ma, al contrario, per esserne stati esclusi. Clausola importante per poter esporre la
propria merce a Parigi era quella di presentare oggetti nuovi od innovativi; negli Stati Uniti fino
a quella data invece la produzione di oggetti era soprattutto una mera riproduzione, un semplice
rifacimento di quanto veniva prodotto in Europa, per questo motivo non furono presentati oggetti
statunitensi all’esposizione del 1925. L’esclusione apre però un importante dibattito sulla figura
e sul ruolo del designer, anche se ci vorrà ancora molto tempo prima che negli Stati Uniti si crei
una didattica del design.
 La nascita ufficiale del termine “industrial design” si ha in America nel 1927 e indica il lavoro
di un progettista a stretto contatto con il mondo industriale.
 Il particolare legame dei primi designer con precedenti professioni legate al mondo teatrale o
pubblicitario fanno sì che il designer negli Stati Uniti sia una figura originale che si forma
attraverso un percorso autodidatta e che si identifica in un ruolo particolare: il designer
americano per essere tale deve “vestire il prodotto ed inscenarne il debutto”.
Questo metodo di approccio al progetto che caratterizza l’identità del design statunitense fa sì
che negli anni Trenta le idee promosse dal pensiero degli esponenti del Bauhaus, emigrati a
causa delle persecuzioni naziste, non riesca a penetrare nel Nuovo continente. Le personalità di
provenienza tedesca verranno, però apprezzati come architetti.




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  Nella seconda metà degli anni Venti cercando di mettere in atto una propria produzione di
oggetti si iniziano a guardare con ammirazione i segni della modernità e a pensare di trasferirli
nel design.
  Vengono riprese le teorie futuriste sulla velocità e studiate delle forme che possano significare
quest’ultima, o almeno simboleggiarla; per lo stesso motivo vengono recuperate le forme
slanciate e lanciformi tipiche dell’Art Déco (che gli americani possono osservare attentamente
nei numerosi grattacieli costruiti nelle loro grandi metropoli dagli architetti europei emigrati
dalle loro nazioni native).
  Una forma che verrà impiegata, perché ritenuta la forma aerodinamica per eccellenza, è la
forma a goccia (priva di spigoli, perché gli spigoli sono quelli che possono far verificare vortici
in volo e ad alte velocità) derivata dagli studi aerodinamici fatti nelle gallerie del vento. Infatti
sono ammirati e portati avanti gli studi in campo aeronautico sulla ricerca di diminuzione
dell’attrito.
Sono questi, appunto, gli anni della forma a goccia, della continua ricerca aerodinamica in ogni
tipologia di oggetto: non soltanto treni, automobili od aerei ma qualunque oggetto assumerà
forma aerodinamica. Gli oggetti che vengono prodotti (anche quelli ad uso domestico) sono
caratterizzati da linee filanti, riporti cromati spesso in metallo e forme curve che richiamano il
movimento.
Indubbiamente queste forme oltre a richiamare il concetto di modernità hanno il merito di
risultare più facili da costruire ed anche da pulire; questi aspetti non verranno colti dalla cultura
europea che a lungo li giudicherà negativamente ritenendo questo modo di progettare una mera
operazione di marketing. L’affermazione di questi oggetti fu sicuramente avvantaggiata dalla
libertà statunitense nei confronti di una condizione storicista, al contrario molto forte nelle
nazioni europee.
    Questo tipo di approccio progettuale determina una separazione tra il contenuto ed il carter,
una separazione netta. Carter e contenuto hanno da questo momento negli oggetti di produzione
americana vita indipendente. Il carter ha una funzione assolutamente differente e distaccata dal
contenuto. Questo fatto in Europea veniva giudicato negativamente; non si vede di buon occhio
il fatto che il carter nasconda il contenuto, si era abituati ad un carter protettivo ma che
comunque facesse capire lo scopo del macchinario in questione. L’involucro, invece negli Stati
Uniti ha la funzione di suggestionare ed accattivare il cliente, il fruitore dell’oggetto. Come si è
detto, il carter si affermerà anche per questioni di praticità per la più facile e comoda pulizia e
manutenzione dei prodotti.




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 Il termine Styling viene dato a questa maniera di progettare americana in senso dispregiativo
dagli Europei. Successivamente, analizzando con maggiore attenzione questo periodo, si è
meglio capito come dietro a questo tipo di progettazione vi fosse uno studio ed un senso; questo
periodo è quindi stato definito epoca della cosiddetta “stream-line” (o primo styling, per
differenziarla dal secondo styling verificatosi negli anni ‘50 che, forse, davvero, era una mera
operazione “marketing oriented”).


 Come si è accennato in precedenza, molto importante sarà il lavoro dei designers negli anni del
New Deal; sono, infatti, gli anni successivi alla crisi economica del 1929 ad offrire il momento di
veloce affermazione ed incremento del design, il quale contribuirà alla ripresa economica.
 Bel Geddes, per esempio, propose, per uscire da questo            momento difficile, di guardare
all’avvenire e di fare cose nuove.
  Ed, in effetti, proiettandosi al futuro gli statunitensi riescono a superare la crisi.. Per questo,
oltre all’apparato di teorici e pensatori, anche ai disegnatori ed ai grafici è riconosciuto un ruolo
importante nella ripresa economica del paese.


 Notevoli progetti riguardano il campo dei trasporti: l’industria del treno, anche per via della
concorrenza tra le due compagnie private esistenti all’epoca, si sviluppa rapidamente ed offre
locomotori e vagoni sempre più innovativi. Per quanto riguarda l’automobile fa breccia sul
mercato la Airflow della Chrysler. Questa è la prima auto a presentare una carrozzeria formata da
un involucro unico, la prima auto nella quale la carrozzeria non ha la semplice funzione di
coprire la parti meccaniche (esattamente come era accaduto fino a quel momento, seguendo la
tipica forma della carrozza trainata da cavalli) bensì assume una sua propria funzione; la
carrozzeria da questo momento si proietta all’esterno come immagine e diviene quasi più
importante del motore e di tutti gli apparati interni.
La tendenza della stream-line in campo automobilistico riuscirà anche ad oltrepassare i confini
della Germania nazista; nel 1936 nella nazione europea viene prodotta la Volkswagen di
Ferdinand Porche: una macchina per tutti, piccola, a basso costo e dalla forma aerodinamica
come studiato negli Stati Uniti.
 Gli Stati Uniti degli anni Trenta presentano un nuovo mondo e la stream-line è il mezzo per
arredarlo in ogni sua parte, dai distributori all’ambiente cucina, in tutto il suo nuovo paesaggio
sociale.
 Il design statunitense si orienta verso la presentazione dei suoi prodotti da un punto di vista
scenico: <<Inscenare il debutto del prodotto sul mercato>>. Questo slogan fa capire motivo per


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cui i rappresentanti del Bauhaus, emigrati dalla Germania per via delle persecuzioni naziste,
avranno successo come architetti ma non riusciranno ad affermarsi come designers: il concetto di
forma-funzione e di semplicità geometrica non possono convivere con la ricerca di dinamismo e
di scenografia proposti negli Stati Uniti.




Crysler Palace                         Particolare delle decorazioni del Rockefeller Centre
                                       1931-40




                                                                     Burlington Zephyr
                                                                     Treno prodotto per la linea di
                                                                     Chicago
                                                                     Il primo treno passeggeri
                                                                     della nazione a diesel



                                                 5
    Dimaxion car
    Anni ‘30




    Airflow
    Produzione: Chrysler
    1934




    Volkswagen
    F. Porsche
    1936




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 L’esposizione Internazionale di New York            (1939-40) sancisce ufficialmente l’uscita dal
periodo di crisi degli Stati Uniti, che aveva iniziato a rifiorire già in precedenza; per esempio con
lo spostamento negli anni ‘30 della capitale della moda da Parigi a New York, sancita dalla
nascita della rivista di moda femminile Vogue che esprime l’idea che come c’è stato
miglioramento nella produzione attraverso catena di montaggio allo stesso modo la modernità
porterà miglioramento nella bellezza femminile.
 L’ottimismo nei confronti della tecnologia, superata la “grande depressione”, diventa quasi
sconfinata tanto che si arriva a sostenere teorie eugenetiche.
 Nel 1940 viene indetto il concorso “Organic Design in Home Fornishing” su iniziativa di Ellot
Noyes ( direttore del settore design del Museum of Modern Art di New Tork). Noyes, però, non
impiega il termine “organic” come A. Aalto ma intendendovi il significato di “senso di armonica
costituzione delle parti che viene intravista come il massimo nel progetto”
. Il primo premio viene assegnato a Charles Eames ed Eero Saarinen per dei sedili prodotti con
un rivestimento in laminato plastico.
 L’entrata in guerra da parte degli Stati Uniti afferma il fatto che la tecnologia sia indispensabile
per il futuro. Per esempio Buckminster Fuller progetta dei silos abitazione con lo scopo di essere
delle abitazioni per le forze armate.
  Nonostante questo ottimismo, però, già negli anni ’40 è ormai palese che caratteristica
peculiare del design statunitense sia l’obsolescenza programmata: i prodotti vengono realizzati
con un termine, con una scadenza, i modelli vengono cambiati periodicamente, già nel momento
della sua produzione si stabilisce quando avranno fine, si stabilisce la loro fine e la sostituzione
con un altro. In questo modo si obbliga l’utente a comprare ogni volta il prodotto più nuovo.
Questa “tattica” produttiva verrà poi messa in discussione non solo da un punto di vista etico ma
anche ambientale e del consumo delle risorse. Questo discorso della “fine programmata del
prodotto” attualmente è ormai applicata costantemente alla progettazione: c’è un “effetto moda”
sull’oggetto che impone di dover cambiare le forme.
 La metodologia di produzione statunitense inizia a cambiare. La figura del designer viene
sempre più privata di importanza dall’industriale che gli commissiona il lavoro, gli oggetti
iniziano ad essere prodotti all’estero cosicché il designer non segue più tutte le fasi della
creazione dell’oggetto e viene sempre più assorbito dagli scopi aziendali allontanandosi dal
semplice essere progettista. Si è ormai esaurita la caratteristica peculiare del designer
statunitense, cioè il suo essere figura importante, indipendente ed originale. Anche il designer
diviene una sorta di manager assoggettato più alle leggi del mercato che a quelle del progetto.




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 Negli anni ’40 negli Stati Uniti si verifica quella che è denominata la “crisi degli alloggi” che
porta ad interessanti risposte ed approfonditi studi delle eventuali soluzioni da parte del mondo
del design. Il Moma Di New York si presenta come promotore di diverse iniziative orientate alla
soluzione di questo problema indicendo vari concorsi.
 Da ricordare è la “House in the Garden” di Marcel Breuer, una sorta di casa ideale così
chiamata perché allestita nel giardino del Moma Questa si presenta come una piccola casa in cui
Breuer cerca di mettere insieme le diverse tipologie, cercando di rendere compatibile la sua
esperienza tedesca con quella americana. Il legame tra questi differenti approcci alla
progetaazione gli viene dall’osservazione della produzione dei mobili degli Sheker che si
basavano su un’etica parsimoniosa.
 Si devono anche ricordare gli studi fatti da Charles Eames e la sua progettazione e
realizzazione di mobili in compensato laminare.
 Interessanti,come abbiamo precedentemente accennato sono le proposte avanzate da Fuller che
pensa di adattare le tecnologie applicate in ambito aeronautico al mondo dell’abitazione
ipotizzando degli alloggi spostabili o quantomeno facilmente trasferibili.
 Nel campo dell’arredamento oltre alla vasta produzione della Herman Miller Forniture
Company, 1905, (per la quale lavora Charles Eames) va ricordata anche la Knoll International,
1951, (dove lavorano Eero Saarinen e Harry Bertoia).
Queste due aziende diventano della vere e proprie multinazionali del mobile da ufficio. Il mondo
dell’arredamento da ufficio è quello che maggiormente si propone per sperimentare novità
tecnologiche e dei materiali perché l’ambiente domestico è più legato alla tradizione per
l’affettività che l’ambiente stesso richiama e per questo meno propenso alle innovazioni.
 Saarinen (finlandese emigrato) riesce ad importare negli Stati Uniti, fondando una scuola
(“Cranbrook Accademy”) con una forte impronta di matrice nazionalista finlandese; i canoni
della scuola si basano su un forte legame con l’artigianato, in particolare quello della lavorazione
del legno, e sull’organicità che ogni oggetto deve assumere nei confronti della forma umana. In
questo modo anche negli Stati Uniti si inizia ad orientarsi verso lo studio dell’arredamento di
abitazioni; poiché però il mercato non si presenta ancora pronto a questo nuovo concetto di
design nella sfera comune e personale ci si sposterà presto verso la realizzazione di arredamento
per uffici, che si presentano, come già detto, più neutri e meno personali e quindi più propensi ad
accettare l’insinuarsi di questo nuovo tipo di pensiero.
 Anni e Josef Albers, dopo aver lavorato al Bauhaus sono costretti ad emigrare e fondano a
Black Mountain College. Ma il vero successo statunitense di Albers è il suo corso base di


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preparazione alla progettazione tenuto all’Università di Yale dal quale deriverà il suo libro
“Interaction of Colors”
                                          (Fonte: lezione sul design statunitense, Prof. Rocco Antonucci)




                                                      Serie di tavoli
                                                      Marcel Breuer
                                                      Produzione: Isokon
                                                      1936




                                                      Chaise longue
                                                      Marcel Breuer
                                                      1935-36
                                                      In legno




                                                                        Poltroncina 421 e
                                                                        poltroncina 420
                                                                        Harry Bertoia
                                                                        Una sorta di cavalletto in
                                                                        tondina di acciaio con
                                                                        seduta e schienale in rete
                                                                        metallica dalle forme
                                                                        varie.




                                             9
     Charles Eames
     Mobile scomponibile a scomparti
     aperti e diversi 1951

      Herman Miller
      sedia metallica Wire Chair
     1951




     Chaise Longue
     Charles Eames
     Produzione: Herman Miller Forniture
     Company
     1956
      Piedistallo in legno di rosa ed
     alluminio pressofuso e cuscini in
     pelle.




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 Il secondo dopoguerra statunitense si presenta con la denominazione di secondo styling.
Questo è il frutto dell’età del consumismo; è caratterizzato da forme a pinne (usate soprattutto
nella decorazione delle automobili), frequenti cromature, un certo effetto kitch il cui scopo è
quello di rendere più allettante il prodotto identificandosi appieno nelle operazioni di marketing.



                                                                      Le Sabre
                                                                      Designer: H. Earl
                                                                      Produzione: General Motors
                                                                      1951




                                              (Fonte: lezione sul design statunitense, Prof. Rocco Antonucci)




                                                 11
            SCHEMA RIASSUNTIVO


                           1918
               Emigrano negli Stati Uniti:
       Joseph Sinel (disegnatore grafico australiano)
             John Vassos (illustratore greco)
          Raymond Loewy (ingegnere francese)

                   Già in America:
   Walter Dorwin Teague (disegnatore pubblicitario)
Norman Bel Geddes (disegnatore pubblicitario, scenografo)
             Henry Dreyfuss (scenografo)
             Russel Wright (scenografo)

                           1925
          Exposition des Arts Décoratifs a Parigi
           Stati Uniti non possono parteciparvi

                          1927
             disegno industriale riconosciuto
                    come professione

       “vestire i prodotti ed inscenarne il debutto”
          (visione degli scenografi del design)

           “valorizzare l’aspetto dei prodotti”
           (visione dei pubblicitari del design)

         Norman Bel Geddes e Raymond Loewy
       ideano forme per industrie automobilistiche

                   Walter Dorwin Teague
       inizia collaborazione con la Eastman Kodak

                    La General Motors
                  assume alcuni “stilisti”

                          1929
                 Crollo della borsa valori




                            12
                 Depressione anni ‘30
    Il design inizia a giocare un ruolo importante

              I grattacieli in stile Déco

                          1934
              Contemporary Industrial Art
Allestita al Metropolitan Museum of Art di New York
       R. Loewy vi contribuisce con un modello
           idealizzato del suo studio di design

                  Stream line:
          “veloci” strisce cromate orizzontali
          forma a “goccia” o a “cometa”
          l’oggettivo vantaggio dell’involucro liscio

              La Airflow della Crysler

           La Lincoln Zephyr della Ford

           Emigrano Anni e Josef Albers
           Albers e Shawinsky fondano
            il Black Mountain College

                      1937
           Giungono Negli Stati Uniti:
      W. Gropius, M. Breuer, L. Moholy-Nagy

                      1938
               Emigra Herbert Bayer

                     1939-40
      Esposizione Internazionale a New York

                          1940
        Organic Design in Home Furnishings
           concorso indetto da Eliot Noyes
       (direttore del settore design del Moma)

             Primo premio assegnato a:
          Charles Eames ed Eero Saarinen
          per dei sedili rivestiti in laminato




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          Seconda Guerra Mondiale
Viene aggiunta una dimensione nuova al design:
            quella della tecnologia

                    1945
           Un seminario al Moma
          mette a fuoco il problema
             dell’obsolescenza

     Crisi degli alloggi e prefabbricazione
    Buckminster Fuller e i silos-abitazione
        Proposta House in the Garden
(elaborata dal Moma su progetto di M. Breuer)

         Cranbrook Accademy of Art
    fondata nel Michigan da Eero Saarinen

          sperimentalismo artigiano
                      +
           organicismo scandinavo

      Herman Miller Forniture Company
         (vi lavora Charles Eames)

                    1946
              Knoll Associates

                     1951
        Knoll International a New York
 (vi lavorano Eero Saarinen ed Harry Bertoia)




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