Tu puoi fare la differenza by Brudythebrady

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									                          Tu puoi fare la differenza.

    Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali
concupiscenze che danno l'assalto contro l'anima, avendo una buona condotta fra i
   pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le
vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà. Perché questa è
 la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all'ignoranza degli uomini
                    stolti. (Prima lettera di Pietro 2:11, 12, 15 NR94)

Non so se vi è mai capitato di arrabbiarvi per alcune accuse lanciate da persone non
credenti. Ultimamente mi è successo a me parlando con un amico in ditta...però da questa
vicenda ho ricevuto anche una grossa lezione spirituale da un mio collega.
Il tutto inizia quando un amico (un collega della ditta al fianco della nostra) viene e
parlando di una ragazza brasiliana che si definisce evangelica, mi dice: " guarda
l'evangelista, si fidanza con uno e ci va subito a letto, siete tutti uguali: vangelisti,
buddisti cattolici tutto un magna magna".
Da aggiungere che il padre di questo collega è pentecostale.
Al che io mi irrito molto, e preso dai 5 minuto di rabbia l'unica risposta un po' sensata da
dargli é stata: "una persona può definirsi come vuole, ma poi bisogna vedere se il
comportamento attesta la sua fede".

Dopo la mia risposta borbottando questo amico esce dall'officina per tornare al suo lavoro,
nella stessa misura, sensibilmente arrabbiato della frecciatina ricevuta, torno al mio lavoro.

Queste frecciatine da parte di non credenti capitano spesso, e spesso noi non sappiamo
cosa rispondere, rimanendo un po' allibiti, un po' senza parole...forse come me un po'
arrabbiati.

In quella circostanza ero molto arrabbiato, e si vedeva dalla mia faccia. Difatti pochi minuti
dopo il mio collega mi chiede: "Ruben perché sei arrabbiato?"
Presto e pronta la risposta arriva, spiegando come mi diano fastidio queste frecciatine, ma
sopratutto gli spiego che non mi piace la gente che si definisce evangelica e che poi fa il
contrario.
Concludo così la mia arringa, tornando a lavorare.
Ma in questo caso ho dovuto imparare una bellissima lezione da parte del mio collega non
credente.
Infatti lui vedendomi sensibilmente arrabbiato tira fuori una perla di saggezza spirituale
che non ha eguali e che ha ispirato a questa meditazione: "a te non deve importare
quello che fanno gli altri, perché tu solo puoi fare la differenza, sei tu con la tua vita
a fare la differenza!"

Vengo colpito in pieno da questa frase, e finisco per ripensarci per tutta la giornata.
Ma questa frase rinchiude un'importanza spirituale incredibile e con un fondamento
biblico!
Infatti il brano letto parla proprio di questo! Rileggiamolo tenendo in mente la mia
esperienza.

La maggior parte delle lettere definite "pastorali" mandate dai vari apostoli erano lettere
mandate a chiese o singoli credenti per riguardarli da "falsi dottori" che spopolavano
sempre di più anche nelle stesse chiese.
Quindi gli apostoli, sapendo di questo grave problema, sapendo che sempre più persone
entravano nelle chiese per creare problemi, scrivevano a persone precise affinché loro
mostrassero la vera cristianità, senza parole ne ipocrisia, ma mettendo in pratica i veri
insegnamenti di Gesù Cristo.
Infatti Pietro nel passo letto dice esplicitamente al versetto 12: "abbiate buona condotta,
affinché se le persone parlano male di voi, possano vedere come vivete, dando poi
gloria a Dio."

Durante le varie lettere troviamo un sacco di esortazioni a singoli credenti a comportarsi
nella giusta maniera secondo la la propria confessione di cristiani e quindi di seguaci di
Cristo. Non a caso ho voluto prendere 3 esempi oltre a Pietro già visto ora: Tito, Timoteo,
Paolo.

Il caso di Tito: Tito 1:16-2:1
Nel versetto 16 del primo capitolo, Paolo parla a Tito (la lettera pastorale è rivolta a lui
come singolo credente) spiegando la grave crisi spirituale presente in quel periodo e
sopratutto intorno al paese dove vive Tito. E in questo versetto Paolo parla proprio di
dichiarazioni fatte da alcune persone e di fatti che non confermano quanto detto.
Possiamo dire che è un esperienza molto simile a quella provata da me qualche giorno fa.
Ma il capitolo 2 si apre con un: "Ma tu esponi..." Paolo sta affermando: "tu Tito vivi in un
mondo spiritualmente morto, ma tu sii di esempio per tutti."
Tito viveva sicuramente in una società molto ostile alla spiritualità e sopratutto alla
cristianità, ma questa è una particolarità che c'è sempre stata durante tutta la vita del
mondo, da Adamo fino alla fine delle ere, con vari picchi e discese ogni società ha fatto
varie guerre contro la cristianità. Ma la particolarità di questo passo, sta proprio nel fatto
che alcuni (forse anche nella chiesa di Tito) professavano di conoscere Dio, (noi
potremmo dire che si definiscono evangelici) ma che poi nella loro condotta faceva il
contrario di quanto detto.
Sta proprio in Tito l'impegno di fare da "faro" da esempio per quella società.
Tito in quella sua società, in quel suo caso era chiamato a fare la differenza! Forse la
massa "bene e razzolava male" ma lui, poteva fare la differenza con la sua vita.

Il caso Timoteo: 1 Timoteo 6:3-12 / 2 Timoteo 3:1-5,14
Ancora più triste invece sembra essere la società e la civiltà in cui viveva Timoteo, a lui
Paolo dedica 2 lettere apostoliche dove oltre a molti insegnamenti, disegna la triste società
dell'epoca, segnalando il crescente numero di "falsi dottori" che si addentravano nelle
chiese per distruggere e corrompere, arrivando a predicare falsi vangeli.
Infatti al versetto 3 del capitolo 6 si parla di falsi vangeli predicati da questi "santoni"
Dopo questo versetto c'è un excursus di peccati, problemi, falsi dottori ecc ecc, una vera e
propria lista nera di problemi che Timoteo dovrà affrontare nella sua società e molto
probabilmente anche nella chiesa in cui Timoteo opera.

Nella stessa misura anche nella seconda lettera di Paolo a Timoteo i primi 5 versetti del
capitolo 3 c'è un elenco di persone che Timoteo avrebbe potuto incontrare.
Anche noi credenti di oggi, rileggendo questi passi, quei elenchi ci ritroviamo a concordare
guardandoci attorno, nel vedere come sempre più persone malvagie popolano il nostro
mondo. Anche per noi sta diventando sempre più facile trovarle in giro e sopratutto nelle
chiese, e sarà sempre più facile trovare chi si definisce evangelico e poi fa il contrario...
Ma anche nel caso di Timoteo, lui è chiamato da Paolo a fare la differenza nella sua
società, nella sua chiesa locale, lui deve sforzarsi ad essere la differenza!
Forte è l'incoraggiamento di Paolo verso questo ragazzo (trentenne) quando gli dice: "ma
tu, uomo di Dio, fuggi queste cose..."(2 tm 6:11) e lo stesso Paolo conclude esortando
proprio a fare la differenza dicendo: "combatti il buon combattimento".

Il caso Paolo: 2 Timoteo 3:10-11, 4:6-8
Altro caso, speciale direi, quello di Paolo. Lui veramente ha potuto vedere di tutto nella
sua vita da missionario e servo di Cristo. Proprio per questa sua esperienza nel campo,
poté scrivere tutte le lettere che troviamo nella Bibbia.
E sopratutto proprio per la sua esperienza nel aver conosciuto molti "santoni" e averli
anche combattuti poté arrivare a dire a Timoteo: "tu invece hai seguito da vicino il mio
insegnamento e la mia condotta..."
Ed ancora oggi questi versetti sono per noi validissimi! Paolo puo essere per noi un
esempio, perché lui si definiva servo di Cristo...e i fatti dimostrarono ampiamente la sua
fede!

E non solo ma lui aveva la certezza (avendo vissuto una vita degnamente cristiana) di dire
anche di aver combattuto, vinto e finita la corsa...

Voglio concludere questa meditazione basata sulla mia esperienza con un passo molto
conosciuto, ma che è utile rileggere sotto questa lente: giacomo 2:14,18
A cosa serve dire che abbiamo fede se poi non ci sono le opere?
Mostriamo la nostra fede con la nostra vita, viviamo in un mondo buio...ma possiamo fare
la differenza!

SII LA DIFFERENZA.

E infine:
perché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione
storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo, tenendo alta la parola di
vita, in modo che nel *giorno di Cristo io possa vantarmi di non aver corso invano, né
invano faticato. (Lettera ai Filippesi 2:15, 16 NR94)

								
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