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Congo. La ribellione riporta altre vittorie

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					                                                         Crisi Congolese



                                          La ribellione riporta altre vittorie militari.
                                              In vista un dialogo con il Governo?

       23 Novembre 2012




Il movimento ribelle ARC-M23 ha annunciato la conquista della città di Sake, a 27 km da Goma, dopo due
giorni di violenti combattimenti contro l’esercito regolare (FARDC) e le milizie MAI MAI del APCLS
(Alleanza dei Patrioti per un Congo Libero e Sovrano).

Il Governo di Kinshasa si é chiuso in un temporaneo silenzio riguardo l’annuncio della caduta di Sake
mentre l’agenzia italiana MISNA e la Radio ONU in Congo Radio Okapi confermano la notizia.

A differenza della conquista di Goma, durante i combattimenti non sarebbe stata registrata la presenza
dell’esercito ruandese alleato alla ribellione. Secondo testimonianze riportate a Radio Okapi i soldati
regolari FARDC in fuga hanno saccheggiato negozi ed abitazioni presso la cittadina di Minova (30 km dopo
Sake), dove é stato anche registrato un caso di stupro nel quartiere Tshabikere.



Fulvio Beltrami                     Kampala Uganda                   Reporter dall’Africa per L’Indro
Il APCLS, comandato dal Genere Janvier Buingo Karairi, conta circa 1.000 uomini con quartiere generale
a Nyabiondo (Nord Kivu) a 20 km dalla cittadina di Lukoweti dove si é ubicato un campo militare dei Caschi
Blu tenuto dal contingente Indiano. Nonostante la prossimità dei due campi militari la milizia del Generale
Karairi, noto per i suoi propositi genocidari verso le minoranze congolesi di origine tutsi,dal 2005 gestisce
indisturbata varie miniere illegali come accuratamente riportato dal giornalista esperto di criminalità
internazionale, Matteo Zola, in un dossier inchiesta “Milizie Criminali”, pubblicato sula rivista Narcomafie
(luglio/agosto 2012).

L’alleanza tra esercito regolare e questa milizia fu sancita a metà dell’agosto scorso quando alti funzionari
del Governo di Kinshasa si recarono nel quartiere generale a Nyabiondo per incontrare il Generale Karairi
per proporre un accordo di cooperazione militare contro la ribellione del ARC-M23. I funzionari congolesi
furono trasportati da elicotteri delle Nazioni Unite e alla riunione presenziò un rappresentante della
MONUSCO, secondo la notizia riportata dal corrispondente del quotidiano ugandese Daily Monitor il 26
agosto 2012 e mai smentita dalle Nazioni Unite.




La città di Sake é il crocevia tra Nord e Sud Kivu quindi uno dei principali punti strategici dell’est del Congo.
In questo momento colonne di ribelli hanno superato i villaggio di Kirotshe, puntando sul capoluogo della
Provincia del Sud Kivu: Bukavu la seconda città più importante della regione distante 100 km da Goma.




Fulvio Beltrami                         Kampala Uganda                     Reporter dall’Africa per L’Indro
Il capoluogo di provincia é considerato una città politicamente difficile essendo la sede della società civile
cattolica del Sud Kivu storicamente ostile al vicino Rwanda.

Mercoledì 21 agosto 2012 centinaia di giovani manifestanti hanno invaso il centro di Bukavu protestando
contro il Governo e la MONUSCO. “Kabila ci hai abbandonato. Non ci hai protetto. Ora devi andartene »,
lo slogan scandito dai manifestanti. Durante la manifestazione non si sono registrati incidenti di rilievo.




La protesta degli abitanti di Bukavu non deve essere interpretata come un supporto alla ribellione,
semplicemente come l’espressione di rancore e rabbia della popolazione dinnanzi all’escalation del
conflitto che potrebbe portare ad una accettazione passiva del ARC-M23.

I combattimenti per la conquista della città sono attesi durante le prossime ore se non vi saranno notizie di
rilievo sul campo diplomatico capaci di imporre una tregua.

Nel pomeriggio varie emittenti radiofoniche Ugandesi nei loro notiziari hanno informato della ragione della
precipitosa missione a Kampala del rappresentante politico della ribellione: il vescovo protestante Jean-
Marie Runiga Lugerero, chiamato ieri dal Presidente Yoweri Museveni. Secondo le notizie riportate
Lugerero starebbe intrattenendo un colloquio ufficiale con il Presidente Congolese Joseph Kabila al
riguardo della crisi in corso. Le notizie sono state smentite dal Governo Ugandese.

L’incontro, se avesse luogo, potrebbe sancire il riconoscimento della ribellione come un'entità politica
nazionale fino ad ora evitato dallo stesso Presidente Kabila che li considera dei mercenari al soldo del
Rwanda.

Nell’evolversi del conflitto al momento si assiste alla totale discrepanza tra diplomazia e la realtà sul
terreno. Ogni presa di posizione internazionale per una risoluzione pacifica del conflitto é stata del tutto
ignorata dalla ribellione che sta proseguendo il piano di conquista militare.




Fulvio Beltrami                        Kampala Uganda                    Reporter dall’Africa per L’Indro
Oltre a Bukavu le colonne ribelli e dell’esercito Rwandese puntano su Mushaki. Nord-Ovest, e Kingi nel
Masisi. Le direzioni di marcia evidenziano il piano di controllare tutti i territori dell’est del Congo.

Nazioni Unite, Unione Africana e l’Occidente sembrano aver confidato la risoluzione della più delicata crisi
Continentale a Rwanda ed Uganda, paesi con al passato due guerre di invazione nel Congo e con forti
interessi nel settore estrattivo minerario nel Nord e nel Sud Kivu.

Per domani, Sabato 24 Novembre 2012, e' prevista un'altra riunione straordinaria della Conferenza
Interernazionale della Regione dei Grandi Laghi (ICGLR) per trovare una soluzione pacifica al conflitto in
atto.




Fulvio Beltrami                       Kampala Uganda                   Reporter dall’Africa per L’Indro

				
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Description: Dopo Goma le forze ribelli del ARC-M23 appoggiate dall'esercito rwandese conquistano la citta' di Sake e puntano su Bukavu. L'esercito regolare congolese si sta sgretolando. Il capo delle forze terrestri, il Generale Amisi arrestato nella capitale. Centinaia di migiaia di profughi interni. A Kampala Uganda si tenta di creare le basi per il dialogo e la pace, ma il paese promotore dell'inziativa diplomatica, l'Uganda ha forti interessi economici nel vicino Congo