NORME TECNICHE PER LA SISTEMAZIONE - Balduina Per il Pineto - ONLUS by 9tO63Vo

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									Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
“ex campo sportivo” nel Parco Regionale Urbano del Pineto. 1° Stralcio funzionale – FASE 1   relazione tecnica




1.       Introduzione al Progetto

         Il presente progetto riguarda il recupero ambientale e la riqualificazione di un’area
di fruizione pubblica del Parco Regionale Urbano del Pineto e si basa sulle indicazioni
progettuali risalenti all’anno 2007 redatte dall’Associazione Balduina per il Pineto -Onlus-
riprendendone sostanzialmente il carattere e le finalità ma esaminando in dettaglio solo gli
interventi riguardanti l’area dell’ex campo sportivo e il suo collegamento con la già
realizzata area soprastante del Pianoro di Proba Petronia.
         Per tali motivi è denominato 1°stralcio funzionale – FASE 1.


         1.1       Inquadramento territoriale

         L’area di cui fa parte la progettazione in oggetto è una porzione di un’area più vasta
di Parco comprendente parte del fondovalle, dove è ubicata l’antica fornace di laterizi
Pomilia, con accesso diretto dal Borghetto di Valle Aurelia e parte del lungo pendio che
dalla valle risale fino a lambire l’attuale Parco del Pianoro di Via Proba Petronia. Per la sua
caratteristica pianeggiante l’area vicino alla fornace, attualmente in completo disuso e
abbandono, è stata per anni utilizzata come zona sportiva, attrezzata con un campo di
calcio illuminato e piccoli edifici che fungevano da spogliatoi, magazzini, ufficio e da bar,
mentre la zona in pendio verso Proba Petronia è sempre rimasta impervia e selvaggia.
         Malgrado ciò la popolazione di Balduina che da Proba Petronia cercava di accedere
alla valle e al Parco ha formato negli anni, col passaggio, dei sentieri battuti naturali lungo
in pendio che permettono di scendere snodandosi fra le piccole piane e belvederi presenti.
         Nel mese di Agosto 2007 un incendio ha devastato tutta l’area dei 3 ha, più altri 8
ettari circa di Parco, arrivando a lambire il Pianoro e le case sul fronte di Via Proba
Petronia e comprendendo le scarpate di discesa verso il campo sportivo a destra e sinistra
del Pianoro stesso. Sono bruciati alberi e sterpaglie ed è stata messo a nudo il totale
degrado della zona, adibita ormai principalmente a discarica di materiali di vario genere tra
cui motorini e pezzi di mezzi vari, materiali edilizi, spazzatura, ecc.
         Per tali motivi l’Associazione Balduina per il Pineto ONLUS, sentite le esigenze
della popolazione abitante nei quartieri limitrofi, ha elaborato un progetto condiviso fra le
Associazione presenti sul territorio che riguarda il recupero ambientale finalizzato alla
fruizione e all’uso di questa porzione di Parco, recentemente acquisita a proprietà pubblica
regionale, per permettere di vivere e valorizzare il Parco collegandosi all’intervento
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esistente del Pianoro e ampliandone, tramite l’unione con Valle Aurelia, le capacità
ricettive e di godimento. La nuova realizzazione si porrà in tal modo come naturale
completamento di quanto già realizzato sul Pianoro.




         1.2       Definizione dei confini

         L’intera area di progetto si estende per circa 3,5 ettari ed ha come confini a Nord il
Parco verso Via Damiano Chiesa, a Sud il Borghetto di Valle Aurelia ad Est il Pianoro e ad
Ovest il Parco verso Pinetta Sacchetti. Di questi 3,5 ettari, circa 17 mila mq sono di parte
pianeggiante a Valle ed il resto di scosceso. Gli interventi veri e propri riguardano un’area
sia scoscesa che pianeggiante di circa 2 ettari poichè il resto è vegetazione spontanea
che sarà lasciata tale. Una parte dell’area di progetto comprende la metà dei terreni
acquisiti a pubblica proprietà nell’anno 2004, su parte dei quali è stato già allestito il
Pianoro; un’altra parte comprende i terreni e gli edifici facenti parte della recente
acquisizione Regionale con atto del 18/12/2006. A questa si aggiunge un’area già di
proprietà comunale.


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         Dal punto di vista catastale le particelle comprendono aree a seminativo, pascolo, e
anche edifici ad uso delle attrezzature sportive. Tutta la documentazione catastale al
momento reperita si trova nell’allegato 1.
         La situazione delle aree è esplicitata nella seguente planimetria.




2.       Inquadramento storico-urbanistico del Parco del Pineto

         Il Parco Regionale Urbano del Pineto, esteso nel quadrante Nord Ovest di Roma tra
Via di Valle Aurelia,Via della Pineta Sacchetti, Boccea, Primavalle e la Balduina con una
densità antropica di circa 300.000 abitanti, faceva parte fin dai primi del ‘900 dell’agro
romano utilizzato a pascolo e coltivazione della vigna per un’estensione di circa 243 ha.
         Su di esso sorgevano numerosi casali e ville di proprietà delle potenti famiglie
aristocratiche del periodo dei papi: Sacchetti, Braschi, Carpegna e Torlonia nonché i resti
dell’acquedotto Traiano-Paolo, del Fontanile di Pio IX a Sant’Onofrio, e la fornace Pomilio
dell’industria dei fornaciari.
         L’urbanizzazione iniziò con la costruzione della linea ferroviaria Roma-Viterbo e con
la costruzione edilizia a partire dal 1920 del quartiere Balduina.

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          Negli anni 70 nacquero attorno al Pineto i comitati di quartiere Aurelio, Balduina,
S.Onofrio, Monte Mario, Torrevecchia, Primavalle, Forte Braschi che si opponevano alla
SEP (Società Edilizia Pineto) proprietaria assieme alla famiglia Torlonia dei 120 ha della
Valle dell’Inferno intenzionata alla speculazione edilizia del territorio.
          Gran parte del Parco era ed è a tutt’oggi di proprietà privata.
          Il braccio di ferro fra i comitati e la SEP, controllata dalla Società Generale
Immobiliare allora diretta da Michele Sindona, si concluse nel ’76 con l’approvazione
(legge regionale n°46 del 28/11/’77), da parte del Consiglio Comunale, di una variante
stralcio al piano regolatore che destinava tutti i 248 ht del Pineto a parco pubblico.
          Ciononostante seguirono svariati tentativi di speculazione edilizia che indussero nel
1986 la Regione Lazio ad istituire il Parco Regionale Urbano del Pineto e il relativo Piano
d’Assetto con Legge regionale n° 21 del 23/2/87.
          Da allora i Comitati e le Associazioni di cittadini che insistono sul territorio hanno
esercitato pressioni presso tutte le Istituzioni ai vari livelli affinché le aree di proprietà
privata del Parco fossero acquisite al demanio pubblico.
          Gli sforzi di tanti anni e la sensibilità sempre crescente delle istituzioni verso i
problemi ambientali delle grandi città hanno permesso di acquisire a pubblica proprietà
nell’anno 2004 l’area del Pianoro e nell’anno 2006 quella adiacente dell’ex campo di
calcio.

3.        Geomorfologia

          Il Parco conserva una naturale bellezza ad alto livello di biodiversità tra macchia
mediterranea, sughereto, zone ad arbusti, prative, boscose per un complesso di oltre 650
specie disseminate tra colline, forre e vallate testimoni di una storia geologica di milioni di
anni. Nella zona del Pineto-Valle dell’Inferno affiorano 5 tipi diversi di terreni:


-         le argille azzurre del pliocene formatesi circa 1.850.000 anni fa quando tutto
          l’attuale Lazio era ricoperto da un mare molto profondo; esse affiorano nella valle
          fino a quote di 55 m slm e costituirono la materia prima dell’industria del laterizio
          molto attiva con le fornaci fino a pochi anni fa;
-         le sabbie ed argille marine del calabriano formatesi quando il terreno si sollevò a
          formare laghune e spiagge circa 1 milione di anni fa; corrono da Nord a Sud a
          forma di cuneo con vertice in Via Papiniano alla Balduina;

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-        il complesso di argille, sabbie e ghiaie del siciliano (circa 500.000 anni fa) di
         ambiente salmastro; segnano il passaggio dal mare alla terraferma con sedimenti
         depositati dai corsi d’acqua. Nel contatto fra le ghiaie, le sabbie permeabili e le
         sottostanti argille azzurre impermeabili viene a giorno l’acqua della falda freatica
         sotto forma di numerose piccole sorgenti attorno a qualcuna delle quali sono stati
         costruiti in passato degli abbeveratoi.
-        i tufi antichi del tardo siciliano e primo tirreniano (complesso dei tufi terrosi) che
         sono il prodotto dell’attività vulcanica dei Monti Sabatini a Nord di Roma e Albani a
         sud, affiorano lungo la via Pineta Sacchetti intorno al Forte Trionfale;
-        le alluvioni dell’Olocene (circa 11.000 anni fa) i cui sedimenti sono ormai coperti
         dallo sviluppo edilizio.


         Nonostante l’azione dell’uomo, i 250 ha del Pineto-Valle dell’Inferno, conservano
ancora la conformazione tipica della campagna romana con un fondovalle pianeggiante
alimentato perennemente dalle acque della falda freatica (zona umida) e larghi altipiani.
         Nelle zone a più elevata pendenza e con scarsa vegetazione l’azione erosiva
dell’acqua piovana ha scavato rivoli e canali che hanno generato profondi solchi,
smottamenti e frane con accumulo di materiale franato nelle zone più depresse.
         Diventa pertanto fondamentale intervenire anche geomorfologicamente per
impedire il moltiplicarsi di fenomeni erosivi e conseguenti franamenti del terreno
(rimboschimenti, riassetto idraulico ecc..) pianificando di conseguenza tutto il Parco ad
iniziare dai previsti sentieri e camminamenti.

4.       Popolamento vegetale ed animale

         La singolare geomorfologia ed i diversi terreni affioranti presenti nel Parco del
Pineto hanno creato condizioni tali per cui il popolamento vegetale dell’area è costituito da
un mosaico di consorzi vegetali diversi quanto rari tra i quali distinguiamo:
-        il Bosco sempreverde popolato prevalentemente dal “Quercus suber” e da varie
         specie tipiche della macchia mediterranea nel sottobosco; sono poi presenti aspetti
         di macchia alta a Erica arborea e ginestre, di macchia bassa a cisti e mirto con
         praterie di asfodeli che rappresentano una testimonianza della potenzialità di
         recupero attivo da parte dell’uomo verso l’originario bosco sempreverde.



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-        Bosco termoigrofilo sviluppato sulle colline ove affiorano le argille impermeabili e
         costituito da boscaglie, macchioni, radure cespugliate e prato con specie arboree
         ed arbustive a prevalenza di Q.robur e frainetto , Rubus ulmifolius, prunus spinosa,
         Rosa canina ecc…
-        Cenosi idro-elofitiche sviluppatesi su terreno argilloso ove si ha risorgenza delle
         acque in zone paludose di fondovalle collegate con il bosco a caducifoglie;
         ricordiamo fra le specie più abbondanti i salici ed i pioppi.
-        Consorzi vegetali direttamente legati all’azione dell’uomo: si tratta di aree
         caratterizzate da scarsa copertura vegetale utilizzate per il pascolo o per la
         coltivazione con abbondanza di trifogli (da cui il nome di valle dei trifogli), di
         composite e di graminacee con popolamenti di Robinia pseudoacacia.


         Un cenno a parte merita la Pineta Sacchetti che costituisce un’unità a se stante
rispetto al resto della Valle dell’Inferno; essa, situata in zona pianeggiante, è caratterizzata
da una fustaia di Pinus pinea con individui alti fino a 25 m ed una copertura del 60%; pur
avendo perduto l’originario valore botanico, la pineta conserva un notevole interesse
ricreativo anche per la facile accessibilità dalla strada omonima.


         Per quanto riguarda la popolazione animale, nonostante l’ambiente circostante
fortemente antropizzato, è stata rilevata la presenza di specie vertebrate che hanno
trovato nel parco una sorta di oasi naturale.
-        tra i mammiferi troviamo la volpe, il ghiro e il moscardino; tra i roditori, il topo
         selvatico nei boschetti di sughera, il ratto comune, il microtino del Salvi ed il
         surmulotto nel fondovalle; infine fra gli insettivori si trovano il riccio ed il toporagno
         dei giardini.
-        fra gli uccelli 71 specie di cui 39 nidificanti stanziali, si segnalano la capinera, il
         fiorrancino, la cinciallegra, il pettirosso, il fringuello, la tortora e le passere, mentre
         fra quelli di passo troviamo il canepino, l’usignolo e l’allodola in estate; onnipresente
         sono poi la cornacchia grigia come anche gli stormi, il gheppio e la civetta.
-        fra i rettili la lucertola, il ramarro, la luscengolasa ed il biacco, la natrice dal collare
         ed il geco.
-        fra gli anfibi troviamo il rospo comune e la rana verde nei terreni argillosi di fondo
         valle; da rilevare che le acque presenti sono altamente inquinate e che le uniche

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         aree umide non inquinate sono quelle dovute alle risorgenze locali provocate dalla
         particolare stratigrafia del comprensorio.


         A conclusione di questo inesaustivo prospetto vogliamo sottolineare l’assoluta
necessità di valorizzare il Parco del Pineto nelle sue peculiaretà naturalistiche, ecologiche
ed ambientali attraverso l’incremento dell’osservazione scientifica a scopi naturalistico
didattici, la fruizione razionale e corretta da parte della popolazione servendosi
all’occorrenza di geologi, botanici e zoologi nonché di ogni altra figura professionale
idonea a valorizzare le zone da destinare a riserva orientata, quelle da destinare a riserva
integrale, la preservazione dei monumenti naturali, le aree da destinare a fruizione
pubblica per fini didattici, educativi, turistici, sportivi, i percorsi attrezzati, i sentieri natura
con relative modalità di visita da parte del pubblico.
         Particolari accordi di collaborazione istituzionale dovranno essere attivati con le
Associazioni radicate sul territorio al fine di promuovere oltre al controllo dell’intero Parco
anche quelle attività di carattere ludico, sportivo e culturale ritenute in grado di mobilitare
una grande partecipazione popolare.
         Proprio a tal fine viene proposto il progetto descritto di seguito.

5.       Stato attuale dei luoghi di progetto e criticità

         L’area di progetto si presenta in parte pianeggiante ed in parte scoscesa con
pendenze comprese tra il 10% ed il 50%.
         La parte pianeggiante è quasi totalmente in terra battuta residuo dell’ex campo di
calcio con eccezione di un aggruppamento di alberi posto a ridosso dello scosceso di NO,
mentre quella in pendenza era coperta da vegetazione spontanea arbustiva, soprattutto
ginestre e rovi sul versante SO e canneto sul versante NO.
         L’incendio di Agosto 2007 ha distrutto gran parte della vegetazione mettendo a
nudo una situazione di profondo degrado ambientale soprattutto nella parte pianeggiante
ma che non risparmia lo scosceso e i versanti del fosso che corre parallelo alla ferrovia sul
lato verso Pineta Sacchetti.
         L’area è indistintamente invasa da:
-        detriti in ferro di varia natura: dalle strutture residue del campo di calcio (porte,
         lampioni e gradinate) a carcasse di diversi mezzi meccanici (auto, ciclomotori,
         biciclette, ecc);

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-        rifiuti provenienti da opere edili: calcinacci, mattonelle, sanitari, ecc;
-        rifiuti organici e indifferenziati di ogni tipo;
-        residui della vegetazione distrutta dall’incendio e ammucchiata ovunque a seguito
         degli interventi malamente gestiti nei giorni immediatamente dopo l’incendio.


         A ciò si aggiunge che gli edifici diroccati presenti all’ingresso da Via di Valle Aurelia
vengono periodicamente occupati con ovvio pesante aggravio delle condizioni igieniche
generali dell’area.




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         DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA STATO ATTUALE DEI LUOGHI




         opere in ferro sull’ex campo di calcio




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         rifiuti vari




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         fosso




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6.       Il progetto: recupero ambientale e riqualificazione

         Il progetto definitivo qui presentato assume pienamente le indicazioni del Piano
Generale di Assetto (Delibera G.M. 2388 del 23/5/89) che nella tavola del Piano di
Intervento comprende tutta l’area in oggetto (il fondo Valle e il pendio) tra le quattro aree di
fruizione pubblica le quali hanno la funzione di filtro tra l’ambiente urbano e il Parco.
         In particolare sull’area di progetto - zona PT- è prevista la presenza di attrezzature
sportive ed educative e, dal punto di vista vegetazionale, la “sistemazione a prato e con
nuove alberature a filari o a macchia” (vedi elaborato grafico TAV 1).
         Tutta l’area di progetto sarà aperta alla fruizione di tutta la popolazione e solo in
parte recintata e regolamentata con orari di apertura e chiusura, come l’attuale Pianoro.
         Verificate quindi le esigenze della popolazione nelle sue diverse componenti, il
progetto prevede sostanzialmente i seguenti tipi di interventi:


-        la realizzazione di un nuovo accesso al Parco da Via di Valle Aurelia;
-        la realizzazione dei collegamenti con il Pianoro comprendenti sentieri pedonali e
         punti di sosta e belvedere;
-        la bonifica e riqualificazione ambientale della parte pianeggiante a Valle con
         ampliamento           del     verde       e    inserimento          di    attrezzature   finalizzate     all’uso
         maggiormente sportivo ed educativo;
-        la bonifica e pulizia di un tratto del fosso di fondo valle;
-        il restauro dell’edificio più grande denominato “ex spogliatoi” posto all’ingresso di
         Via di Valle Aurelia;
-        la messa in sicurezza degli altri piccoli edifici presenti sul piazzale di ingresso in
         attesa di un successivo intervento di restauro.


         Tali interventi si applicano, in base all’uso, a specifiche zone o aree funzionali del
Parco che sono state così individuate e denominate:
-        area verde panoramica di belvedere e di collegamento;
-        area sportiva attrezzata e ricreativa;
-        area educativa e di servizi;
-        area cani.




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         Il progetto definitivo architettonico stabilisce la dimensione delle varie zone di
fruizione, la quantità e la dislocazione delle panchine e fontanelle nelle singole aree, la
dislocazione e la tipologia delle attrezzature sportive, l’andamento dei percorsi e delle
piazzole di sosta e la collocazione e la quantità degli alberi necessari per assicurare
l’ombra e la rivegetazione nonché le modalita’ di restauro degli edifici esistenti.
         Si sono volutamente escluse le specifiche sulla tipologia di flora da impiantare
ritenendo di concordare i dettagli di quest’ultima in un successivo momento con l’ente
Roma Natura avvalendosi di esperti tecnici agronomici.
         Le caratteristiche specifiche delle singole aree sono descritte di seguito nella
relazione e in dettaglio negli elaborati grafici che fanno parte integrante del progetto.
         A chiusura della relazione sono inoltre inseriti una serie di esempi fotografici di
realizzazioni simili a quelle progettate.


              6.1 Criteri informatori

         Il progetto di recupero ambientale e riqualificazione è improntato ai seguenti criteri
informatori che ne costituiscono al contempo norme inderogabili:


-        tutte le sistemazioni del terreno saranno realizzate principalmente con tecniche di
         ingegneria naturalistica;
-        sono previsti interventi di rimboschimento implementando la flora per ottenere un
         miglioramento qualitativo della stessa attraverso la messa a dimora di essenze
         autoctone appartenenti principalmente alla macchia mediterranea;
-        gli elementi stabili quali panchine, tavoli in legno, fontanelle in ghisa, campi e
         percorsi sportivi, giochi per bambini e cestini per rifiuti saranno di minimo impatto e
         in armonia con le esigenze naturalistiche del Parco;
-        è escluso ogni intervento che non sia compatibile con la flora e la fauna del Parco;
-        tutte le attrezzature sportive presenti saranno a uso di tutti i cittadini che vorranno
         fruirne in modo totalmente libero ed incondizionato;
-        è escluso ogni intervento ed ogni uso di tipo commerciale delle strutture sportive e
         degli edificati.




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Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
“ex campo sportivo” nel Parco Regionale Urbano del Pineto. 1° Stralcio funzionale – FASE 1   relazione tecnica



              6.2 Interventi architettonici previsti

         Ingresso da Via di Valle Aurelia
         Il nuovo ingresso da Via di Valle Aurelia costituirà l’accesso principale al Parco
dalla parte del Borghetto ed è stato concepito con l’intenzione di creare un punto
altamente riconoscibile e di raccolta per tutti gli utenti.
         Si prevede infatti di sistemare la attuale pavimentazione in cubetti di basalto di Via
di Valle Aurelia proseguendola fino al muro di confine del Parco; all’altezza della attuale
sbarra di ferro saranno posti due dissuasori mobili al fine di permettere il passaggio solo ai
mezzi di sicurezza autorizzati; il muro frontale sarà ricostruito in blocchetti di tufo con
copertina finale in tufo e ringhiera in ferro di altezza cm 90 e servirà al contenimento del
terreno retrostante di livello più alto e da confine del Parco fino a raggiungere i fianchi del
fosso, dove partirà una recinzione in rete metallica zincata a maglie quadrate su pali di
castagno infissi nel terreno alta m 2 circa; addossata al muro ed in linea con il centro della
strada sarà costruita una fontana monumentale con vasca in travertino e decoro con arco
in laterizi in accordo con realizzazioni vicine simili e con le prescrizioni del Piano di Assetto
riguardanti gli ingressi principali; il cancello, posto sulla destra, sarà metallico, di m 3,00
circa di larghezza e m 2,40 di altezza, a due ante e sostenuto da due pilastri rivestiti da
cortina e con copertina in peperino dello spessore di cm 4; il cancello sarà inoltre, nella
struttura e nelle finiture, in tutto simile a quello già realizzato sul Pianoro, al fine di creare
una omogeneità architettonica fra due aree di Parco collegate; l’ingresso sarà
regolamentato e il cancello chiuso dopo il tramonto; oltre il cancello si entrerà in un vialetto
in salita comprensivo di una rampa per disabili e pavimentato in gran parte con semplice
ghiaia fine con scolo delle acque; ai lati due muretti di tufo con copertina in tufo o peperino
di altezza variabile a decrescere per seguire l’andamento del terreno; il viale porterà alla
piazza dei servizi su cui insistono gli edifici da restaurare e da mettere in sicurezza in
accordo con le esigenze del Parco.


         Sentieri pedonali
         Dall’ingresso sopracitato partiranno una serie di sentieri pedonali realizzati
mediante interventi di allargamento, battitura e predisposizione allo scolo delle acque, sul
tracciato di quelli esistenti ormai consolidato dall’uso negli anni; tali sentieri collegheranno
l’ingresso dalla Valle Aurelia agli ingressi di Proba Petronia creando un percorso completo
e unitario alla portata di tutti i cittadini.

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Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
“ex campo sportivo” nel Parco Regionale Urbano del Pineto. 1° Stralcio funzionale – FASE 1   relazione tecnica



         Uno di questi sentieri partirà dal belvedere del Pianoro frontale all’ingresso
principale e proseguirà verso valle con un andamento esterno ed indipendente dall’attuale
area cani. La dimensione dei sentieri varia da 1,2 a 1,5 mt per non creare eccessivo
contrasto con il disegno attuale; il materiale scelto è la terra stabilizzata (lo stesso
utilizzato sul Pianoro).
         Lungo i sentieri è prevista la realizzazione di aree di belvedere e relax tramite la
bonifica delle piccole porzioni di terreno pianeggiante esistenti (eliminazione di ciottoli,
sassi ed erbe infestanti), la successiva preparazione del terreno alla semina e al trapianto,
la piantumazione di nuove specie ad alto fusto per la creazione dell’ombra, la posa in
opera di una ringhiera in legno a protezione del lato verso valle e la fornitura e
posizionamento di panchine in numero adeguato.
         Due di queste aree belvedere saranno realizzate sulla parte pianeggiante a
terrazza posta sotto il Pianoro dove sarà creato un piano quotato ed un percorso ad anello
che si affaccia sullo scosceso. A protezione sarà sistemata una staccionata in legno
modulare di sicurezza.


         Sistemazione della parte pianeggiante a valle
         Le opere di sistemazione dell’area dell’ex campo sportivo sono finalizzate ad un
utilizzo di tipo ludico, ricreativo, culturale sportivo, educativo e di semplice relax di questa
porzione di Parco e alla realizzazione di una serie di spazi dedicati a diverse attività che
completano, inquadrandole in una visione uniforme e unitaria della fruizione del Parco, le
opere già realizzate sul Pianoro di Via Proba Petronia.
         Gli interventi qui proposti, nonché quelli già realizzati sul Pianoro, sono infatti
pensati nell’ambito di un progetto unitario che prevede “l’antropizzazione” delle sole zone
di Parco poste ai margini e quindi a diretto contatto con aree urbanizzate e limitrofe alla
città. Questo tipo di approccio è valido quindi solo nelle aree facenti parte di questo
progetto in quanto prima e ultima avaguardia all’interno del Parco e non può estendersi ad
altre aree del Parco in quanto la prima finalità è mantenere e salvaguardare il Parco nella
sua interezza e nella sua integrità.
         Le opere previste sono: la realizzazione di vialetti pedonali in testina di tufo rullata o
terra stabilizzata previa battitura e predisposizione allo scolo delle acque, i percorsi si
snoderanno sia ad anello intorno all’area dell’ex campo sia trasversalmente in modo
sinuoso per creare zone di sosta e relax. Sul lato verso monte saranno realizzati delle

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Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
“ex campo sportivo” nel Parco Regionale Urbano del Pineto. 1° Stralcio funzionale – FASE 1   relazione tecnica



attrezzature sportive pubbliche con fondo in betonelle, materiale che non contrasta con la
salvaguardia del Parco.

7.       Descrizione delle aree di intervento



              7.1 Area panoramica di belvedere e di collegamento

         Il nuovo progetto prevede due punti di belvedere e sosta realizzati sulla terrazza
sottostante il Pianoro, messa a nudo dall’incendio di agosto, ed attrezzati con panchine e
alberi idonei a creare zone d’ombra. Tale area è infatti pressoché pianeggiante e può
essere concepita come un ulteriore grande area di svago e passeggio per tutti gli utenti del
Pianoro, prima di scendere a valle. Un percorso ad anello si snoderà a circondare la
terrazza, protetto da recinzione in legno, e uno andrà verso la parte pianeggiante dell’area
cani girandoci a lato fino ad arrivare al punto di confine della zona acquisita dove scenderà
curvando verso la spianata dell’ex campo sportivo. Nel tratto che lambisce l’area cani la
recinzione in legno modulare sarà provvista di rete metallica a maglie rettangolari.
         Tutti i sentieri si svilupperanno prevalentemente sui tracciati preesistenti rispettando
l’orografia e la morfologia del terreno e saranno realizzati in testina di tufo rullata o terra
stabilizzata con ai lati cunette per lo scolo dell’acqua. Dove necessario saranno protetti da
recinzioni in legno e consolidati con sistemi naturalistici.
         Sulla parte pianeggiante dell’area a valle parte del percorso girerà con andamento
sinuoso attorno ai campetti sportivi creando un anello e in parte attraverserà l’area a metà
con un andamento curvilineo per formare delle anse in cui troveranno posto aree di sosta
e picnic. Le aree saranno attrezzate con panchine e tavoli di legno e avranno nelle
vicinanze delle collinette di terra verdi simili a quella realizzata sul Pianoro al fine di creare
una occasione di gioco per i bambini e al contempo un movimento nell’andamento del
terreno e una diversificazione nei punti di vista dell’area.
         Nei pressi dell’ entrata di Via di Valle Aurelia e in alcuni punti della zona
pianeggiante saranno collocate alcune fontanelle. Saranno inoltre predisposte delle
bocchette antincendio per fronteggiare eventuali future emergenze.




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Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
“ex campo sportivo” nel Parco Regionale Urbano del Pineto. 1° Stralcio funzionale – FASE 1   relazione tecnica



              7.2 Area sportiva attrezzata e ricreativa

         Sulla parte pianeggiante dell’”ex campo sportivo”, di fronte dell’ingresso di Via di
Valle Aurelia, sarà realizzata un’area verde con attrezzature sportive.
         Sul lato verso il fosso ci sarà una pista di pattinaggio in betonelle, mentre sul lato
verso monte un campo di pallavolo in erba e un campo di pallacanestro in betonelle.
Vicino ad ogni campetto saranno collocate delle panchine in legno.
         Un percorso pedonale circonderà i campi per unirsi a quello proveniente dal
Pianoro a formare un anello per passeggiate tranquille e/o corsa. Il percorso sarà
delimitato verso il fosso da una recinzione in legno. Verso monte è inoltre previsto un
percorso “vita” con attrezzature in legno per la ginnastica. Tutta la parte centrale sarà
sistemata come descritto al punto precedente.
         L’area diventerà così una zona di particolare svago e di aggregazione sociale
anche per i più giovani che troveranno la possibilità di svolgere una serie di attività
sportive liberamente e in compagnia.


              7.3 Area educativa e di servizi

         L’area a vocazione educativa è posta all’ingresso di Via di Valle Aurelia e prevede
la realizzazione di una piazzetta minerale circondata da tre edifici, due da recintare e
mettere in sicurezza in attesa di specifica destinazione e uno da restaurare mantenendo la
medesima volumetria di quello attuale ma con struttura più idonea per il Parco.
         L’edificio più grande degli ex spogliatoi sarà restaurato ed adibito a Casa delle
Associazioni di questa porzione di Parco del Pineto, la cui attività è finalizzata alla
promozione di attività educative con tematiche rivolte alla natura e alla salvaguardia del
Parco e dell’ambiente in generale e la cui gestione in partenariato verrà assegnata con
apposito bando pubblico; nello stesso edificio saranno previsti dei bagni e servizi pubblici.
         La piazzetta così creata sarà pavimentata semplicemente in ghiaia o terra battuta e
completata con un piccolo anfiteatro in gradinate di legno lamellare per ospitare feste ed
interventi di vario genere legati a temi ambientali e naturalistici e la cui gestione sarà
ricompresa nel medesimo bando della Casa delle Associazioni.
         Al fine di contenere i costi della realizzazione non si sono previsti in questa zona
percorsi in materiale particolare o finiture con elementi monumentali.




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Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
“ex campo sportivo” nel Parco Regionale Urbano del Pineto. 1° Stralcio funzionale – FASE 1   relazione tecnica



         E’ ovviamente vietato l’ingresso alla piazza ad ogni tipo di mezzo meccanico con
esclusione dei mezzi di soccorso o comunque autorizzati.


              7.4 Area dedicata ai cani

         La zona bassa sotto al Pianoro dopo il declivio verso Via Papiniano, sarà
interamente riservata ai cani e ai loro proprietari i quali potranno così godere di un
percorso totalmente indipendente e dedicato nonché di una ampia zona pianeggiante dal
quale poter raggiungere l’area sportiva sottostante. Sul lato a valle, fino a risalire il pendio
verso il Pianoro, sarà posta una recinzione in legno con cancelletto (come a monte) con
inserita rete metallica a protezione e delimitazione del percorso di accesso alla zona
sportiva proveniente dal Pianoro. Sarà posta in opera anche una nuova recinzione e
consolidata dove possibile quella attuale sul lato del confine pubblico verso via Papiniano.
         Anche per questa area, che sarà dotata di altre due panchine panchine, si prevede
la piantumazione di nuova vegetazione e di alberature in modo da realizzare piccole zone
d’ombra. Sarà ovviamente conservata la vegetazione esistente scampata all’incendio e
non infestante.

8.       Opere a verde

         Le opere di sistemazione del verde previste lungo i tratti scoscesi ed il pendio, vista
la situazione creata dall’incendio, sono le seguenti:
-        bonifica e pulizia da tutti i detriti e rifiuti presenti sulla parte pianeggiante a terrazza
         sotto il Pianoro, dove si snoderà il primo tratto di percorso pedonale, e lungo i
         percorsi in pendio;
-        riduzione selettiva e decespugliamento, già necessario a causa della veloce
         ricrescita, della terrazza e delle scarpate scoscese invase da vegetazione
         spontanea quali canne, rovi, arbusti, ed erbe infestanti, con salvaguardia della
         rinnovazione arborea ed arbustiva naturale di altezza superiore a 1 m, se non già
         bruciata;
-        formazione di piano quotato sulla terrazza con spianamento generale dell’area
         mediante scavo e riporto per un’altezza media di 20-30 cm;
-        riporto di terreno coltivo privo di infestanti;
-        inerbimento mediante la tecnica dell’idrosemina in tutte le aree interessate dai
         movimenti del terreno.
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Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
“ex campo sportivo” nel Parco Regionale Urbano del Pineto. 1° Stralcio funzionale – FASE 1   relazione tecnica




         Le opere previste nell’area pianeggiante a valle sono le seguenti:
-        bonifica e pulizia del fosso e delle sue scarpate;
-        bonifica e pulizia del terreno: eliminazione di tutte le opere in ferro abbandonate e di
         relitti e rifiuti vari da portare a discarica; pulizia da ciottoli, sassi ecc;
-        riduzione selettiva e decespugliamento di tutta l’area dell’ex campo di calcio
         compresa l’area all’ingresso di Via di Valle Aurelia invase da vegetazione
         spontanea quali canne, rovi, arbusti, ed erbe infestanti, con salvaguardia della
         rinnovazione arborea ed arbustiva naturale di altezza superiore a 1 m;
-        formazione di piano quotato con spianamento generale dell’area mediante scavo e
         riporto per un’altezza media di 20-30 cm;
-        riporto di terreno coltivo privo di infestanti;
-        inerbimento mediante la tecnica dell’idrosemina in tutte le aree interessate dai
         movimenti del terreno;
-        preparazione del terreno per la piantumazione di nuove specie ad alto fusto per la
         creazione dell’ombra, a medio fusto e di cespugli, previsti dal tecnico vegetazionale;
-        potatura di alcune essenze arboree esistenti.


         Il progetto prevede la messa a dimora delle seguenti specie arboree:
-        Cercis siliquastrum
-        Pinus pinea
-        Quercus cerris
-        Quercus ilex
-        Quercus suber
-        Tilia cordata
-        Ulmus campestris
-        Morus alba
-        Olea europea


         e delle seguenti specie arbustive:
-        Laurus nobilis
-        Myrtus communis
-        Erica carnea

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-        Arbutus unedo
-        Rhyncospermum jasminoides


         L’ubicazione delle singole nuove essenze sarà individuata secondo i criteri della
massima naturalità, riproponendo schematismi mutuati dal paesaggio circostante.

9.       Ordine di esecuzione dei lavori

         In dettaglio il progetto in questione detto 1° stralcio funzionale - FASE 1 - prevede
l’esecuzione nell’ordine delle seguenti opere:
-        apertura cantiere con delimitazione dell’area della terrazza sotto al Pianoro e
         dell’area a valle e collocazione baraccamenti operai a valle
-        rimozione opere in ferro, detriti e rifiuti su tutte le aree interessate dai lavori
-        rimozione vegetazione infestante
-        pulizia fosso
-        movimenti di terra per realizzazione sentieri
-        formazione di piano quotato sulla terrazza e a valle
-        bonifica del terreno con riporti
-        recinzione con rete tipo Orsogrill degli edifici fatiscenti dell’ex bar ed ex ufficio
-        restauro degli ex spogliatoi
-        realizzazione opere murarie all’ingresso di Via di Valle Aurelia
-        realizzazione pavimentazione di Via di Valle Aurelia
-        realizzazione campi sportivi
-        messa in opera di opere in metallo
-        realizzazione percorsi naturali
-        messa a dimora alberi e arbusti
-        potatura e trapianto piante
-        realizzazione staccionate
-        idrosemina
-        posa in opera attrezzature
-        rimozione delimitazione area di cantiere
-        chiusura del cantiere


                                                                                                       Il tecnico

                                                                                                                 20
Progetto di “Recupero, bonifica e riqualificazione ambientale area di fruizione pubblica
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