COMENTARIO_ by xuyuzhu

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									COMENTARIO PERSONALE DEL FILM: “L’olio di Lorenzo”

In questo film si può vedere come il bambino lotta alla sua malattia e si attacca alla
vita, insieme ai suoi genitori che dopo la prognosi dei medici non si arrendono mai e
cominciano a interessarsi alla malattia diventando esperti a livello mondiale della
patologia del figlio, l’Adrenoleucodistrofia, iniziano cosi la fase di attaccamento
dentro di una malattia cronica. È molto bello vedere come i suoi genitori non perdono
mai la comunicazione verbale, gestuale nei confronti del loro figlio e pretendono lo
stesso dagli altri che sono intorno a Lorenzo durante l’assistenza, non pensano a
loro ma tutta la sua vita gira intorno a suo figlio, grande esempio di coraggio e modo
di affrontare la malattia prendendosi cura del malato nella sua globalità.
TEMI CENTRALI
- L’accompagnamento del malato appare in modo rilevante durante il film, la
presenza continua delle persone che veramente vogliono bene al bambino dall’inizio
della malattia.
- L’accettazione della malattia dallo stesso bambino che capisce tutto a prescindere
della tenera età e il coraggio con cui affronta la sua malattia, lotta per la vita.
- Reazioni ed atteggiamenti diversi, come ad esempio l’atteggiamento freddo con cui
l’infermiera assiste al bambino nel processo della malattia.
- Il senso di colpa dalla madre che ha trasmesso la malattia a suo figlio.
RIMANDI TEORICI
- Empatia;
- La preparazione all’addio (fasi dell’elaborazione del lutto nel momento in cui la
mamma gli dici a suo figlio di andare da Gesù se cosi vuole e non pensare nella
sofferenza dei suoi genitori)
- Il luogo di cura che cambiano le cure
- Strategie di coping
- Schema di attaccamenti e separazioni di Bowlby
- Mamma sufficientemente buona di winnicott
- Corpo e corporeità;
- Dolore totale
      DESCRIZIONE DELLA SEQUENZA CENTRALI E RIASSUNTIVE DEL FILM:
  -     Lorenzo Odone e la sua famiglia vivono felici nelle         isole Comore, sino a
       quando si scopre che ha contratto una terribile e rarissima malattia
       degenerativa, l'Adrenoleucodistrofia.
  -    i medici danno al bambino un massimo di due anni di vita. I genitori non si
       arrendono e consultano vari medici affidandosi cosi ad vari trattamenti nella
       ricerca di qual è la migliore.
  -     Non vedono nessun miglioramento nel bambino con nessuna terapia finora
       praticata per cui     cominciano a interessarsi alla malattia, visto che il loro
       bambino sta peggiorando con il passare del tempo.
  -    La unione dei genitori con figli della stessa malattia “La Fondazione” con
       l’obiettivo di darsi conforto e preoccuparsi nella ricerca di una cura con la
       collaborazione di medici.
  -    Dopo anni i genitori elaborano l'Olio di Lorenzo, una miscela composta da olio
       d'oliva (acido oleico) e olio di colza (acido erucico), in grado di bloccare
       l'avanzamento della malattia però non porre rimedio ai gravi danni che la
       malattia aveva già procurato.
  -    Le cure ammirevoli della madre che offre a suo figlio la migliore qualità di vita
       senza mai arrendersi ne affaticarsi, in primo c’è suo figlio e dopo tutto il resto.
  -    Dopo il trattamento con l’olio di colza Lorenzo inizia a recuperare le sue
       funzioni vitali in modo autonomo e a comunicare con l’esterno con l’uso dei
       suoi occhi, i genitori ritrovano la serenità e il padre va in Italia per promuovere
       la sperimentazione.


       CHECK LIST DI RIFLESSIONE RISPETTO ALLA PROFESSIONE
- Nel rapporto basato sull’empatia è essenziale che l’infermiere abbia una certa
competenza emotiva e relazionale, perché non e facile entrare in empatia con
l’assistito e la sua famiglia.
- La comunicazione verbale, gestuale è fondamentale per garantire un rapporto di
fiducia tra infermiere e paziente, il malato è molto suscettibile e si rende conto subito
se noi ci siamo fisica e moralmente con lui.
-       Non ci deve essere il pregiudizio perché non facilita la comunicazione e la
condivisione di emozioni e sentimenti con il nostro paziente.
- L’assistenza si basa sulla presa in carico della persona nella sua globalità perche
deve essere considerato una unità inscindibile (corpo-mente-spirito).
- Anche se è molto difficile dobbiamo favorire l’accettazione della malattia e della
morte per darle in significato a ciò che gli sta succedendo sia al paziente che ai suo
familiari, tante volte però no diamo tanta importanza ai parenti perché ci
concentriamo solo sul malato.
- Dobbiamo ascoltare la volontà degli assistiti senza confondere che la sua
sofferenza sia uguale al desiderio di non vivere.
- Dobbiamo capire che la persona in condizione di vegetale è sempre comunque una
persona con tutta la sua dignità e il grande bisogno di essere tenuto in conto,
accarezzato, salutato,ecc come qualsiasi uno di noi che considera lo spirito.


TRASCRIZIONE DEL TESTO
    -    Il medico gli dice ai genitori “i bambini con ALD muoiono di solito entro due anni
         dalla diagnosi, non vorrei generare vane speranze…..”
    -    La mamma gli dice alla infermiera “la sua mente deve essere nutrita come il
         suo corpo”
    -    Michela chiede al medico“Se non è una epilessia allora nei momenti di crisi lui è
         cosciente e mi può sentire?
    -    Michela dice: “Lorenzo ascolta la mia voce adesso passerà iniziamo a contare
         1,2,3,4,…”
    -    Michela dice: “la zia Didre voleva dire “lei ti vuole bene… in questa casa
         scegliamo con cura i pronomi”
    -    Il solo modo in cui i dottori possono ottenere dei risultati utili è seguire un rigido
         controllo e campioni statistici di un gruppo di controllo”
    -    Michela gli dice al medicoQuindi quello che lei sta dicendo è che i nostri figli
         sono a servizio della scienza medica….che stupida che sono, ho sempre
         pensato che la scienza medica fosse al servizio degli ammalati”
    -     “Se guardasti un attimo la realtà non moveresti un dito per prolungare la
         sofferenza di vostro figlio ne anche un minuto di più
-   “Gli ha mai venuto in mente che forze non vuole stare più al mondo?”
-   È sofferto per 3 anni, di cui 2 senza vista, senza un cervello, senza ciò che lo
    rende un essere umano
-   “Lorenzo, ascolta la mamma, riesci a sentirmi tesoro? Se questo è troppo
    per te allora vola via….vola via lontano, più in fretta che puoi da Gesù
    Bambino….Sta’ tranquillo, non preoccuparti per mamma e papà”




                                             Studente:
                                             Pumasoncco Coronado Yanina
                                             3° anno

								
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