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					Una cosa sola in una società
       frammentata




  Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   1
                  Articoli pubblicati
1) Avvenire del 5, 13 e 25 febbraio
2) Repubblica del 19 febbraio
3) RAI 1 – Uno Mattina del 15 febbraio
4) Il Giornale del Piemonte del 18 febbraio
5) Giornale di Sicilia del 17 e del 18 febbraio
6) L’Adige del 16, 20 e 24 febbraio
7) ANSA del 4 febbraio
8) Portale della Diocesi di Milano del 17 febbraio
9) La Padania del 18 febbraio
10) Agi Press del 14 febbraio
11) Famiglia Cristiana del 13 febbraio

           Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   2
                  Articoli pubblicati
12) La Difesa del Popolo di Padova del 13 febbraio
13) www.fraticappuccini.it del 12 febbraio
14) La Prealpina del 17, 19, 22 e 27 febbraio
15) Il Sole24Ore del 20 e del 27 febbraio
16) La Stampa del 20, 25 e del 27 febbraio
17) Corriere dell’Alto Adige del 22 febbraio
18) Il Gazzettino del 27 febbraio
19) Gazzetta del Mezzogiorno del 27 febbraio
20) La Discussione del
21) Il Trentino del 24 febbraio
22) Corriere Adriatico del 27 febbraio

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                 Articoli pubblicati
23) Teleradio Padre Pio
24) Osservatore Romano
25) Avvenire di Calabria
26) Verbano
27) L’Azione di Novara
28) Corriere dell’Ossola




          Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   4
    Avvenire del 13 febbraio
Da Verbania a Milano oggi al via la Settimana dedicata a Rosmini


Inizia oggi in diversi centri della Penisola, oltre che in altre località all'estero, la «Settimana per la
promozione e la beatificazione del servo di Dio Antonio Rosmini». Per ricordare il sacerdote
filosofo che nel febbraio 1828 fondò l'Istituto della carità, si terrà a Feriolo (Verbania) una mostra
collettiva dal titolo «Metafisica dei colori», che chiuderà il 28 febbraio.
A Milano, presso il Palazzo Schuster, oggi si terrà una conferenza dedicata alla figura di Rosmini
nel suo tempo.
Domani alle 15 il tema «Antonio Rosmini. Una grande fiducia nella provvidenza» sarà discusso in
una conferenza presso il Centro internazionale di Studi rosminiani di Villa Ducale - Stresa. Seguirà
una visita e la preghiera nella «Camera di Rosmini».
Sabato 26 febbraio, invece, il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, il vescovo Renato
Boccardo e il postulatore della causa di Rosmini, don Claudio Papa, interverranno in una
conferenza presso la basilica di San Carlo al Corso.
Domenica 27, a Verbania, presso la basilica di San Vittore alle 15,30 si terrà un incontro sul tema
«Una cosa sola in una società frammentata».
Infine il prossimo 5 marzo, alle 17, si svolgerà a Domodossola, presso il Teatro Galletti, un
incontro organizzato dai Padri rosminiani, dal titolo: «La rappresentanza politica dei minorenni».




              Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                              DB
     PORTALE DIOCESI DI MILANO
     Primo Piano
Un convegno sulla Provvidenza apre la Settimana rosminiana
19 febbraio - Programma del Convegno a Milano

http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index
Un convegno sulla Provvidenza apre la Settimana rosminiana
A 150 anni dalla morte del fondatore, la congregazione dei Rosminiani si prepara a celebrare l’anniversario con numerose
     iniziative in tutta Italia. Il 19 febbraio, a Milano, si svolgerà il convegno d'apertura.

http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=208530
 A 150 anni dalla morte di Rosmini, una serie di appuntamenti per ricordarlo Centocinquant’anni fa moriva, a Stresa, Antonio
      Rosmini, fondatore della congregazione che da lui prende il nome.Per celebrare questo importante anniversario sono state
      organizzate numerose manifestazioni in tutta Italia. E nell’ambito di questo avvenimento si inseriscono anche le iniziative
      che come ogni anno vengono promosse a febbraio in occasione della Settimana Rosminiana. Motivo d’attenzione in più
      quest’anno è l’attesa per una risposta auspicata da tempo, quella che dovrebbe stabilire un nuovo passo avanti nel processo
      di Beatificazione: già in primavera potrebbero esserci delle importanti novità. "Una cosa sola in una società frammentata" è il
      tema attorno al quale faranno riferimento le iniziative di quest'anno. Tra le novità del 2005 anche la collaborazione con il
      Centro Studi Manzoniani di Milano, a conferma degli stretti rapporti che ebbero in vita Antonio Rosmini e Alessandro
      Manzoni. Sabato 19 febbraio a Milano a Palazzo Schuster, Salone Pio XII, in via S. Antonio 5 è in programma un altro
      importante convegno. L’inizio dei lavori è per le 15.30. Modererà la professoressa Anna Maria Tripodi dell’ Università degli
      Studi di Genova, seguiranno gli interventi degli ospiti: Il dialogo tra Manzoni e Rosmini e il tema della Provvidenza a cura del
      professore Gianmarco Gaspari del Centro Nazionale Studi Manzoniani; La risposta di Rosmini alla società frammentata del
      professor Edoardo Bressan dell’Università degli Studi di Milano; La teodicea tra fede e ragione di Don Claudio Massimiliano
      Papa, postulatore della causa di beatificazione. Seguirà la Messa nella Basilica Santi Apostoli e Nazaro Maggiore , piazza S.
      Nazaro in Brolo (c.so di Porta Romana) presieduta da S.E. Mons. Francesco Coccopalmerio - Presidente per il Settore
      cultura della Diocesi di Milano. Altre iniziative sono in programma in tutta Italia, dove i Rosmininiani sono presenti con le loro
      attività, in particolare in Lombardia, Veneto, Trentino, Piemonte, Calabria e Puglia.




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               Avvenire 5 febbraio
Manzoni in premio, Rosmini raddoppia

Un premio per ricordare Manzoni, una serie di incontri per non dimenticare
   Rosmini. È il programma presentato ieri dal Centro Studi Manzoniani di
   Milano e dalla congregazione dei Rosminiani. Il riconoscimento letterario,
   promosso dalla Fenacom 50 & Più di Lecco, è rivolto ad autori di romanzi
   storici e verrà consegnato a Villa Manzoni di Lecco il 17 settembre
   prossimo. Di Rosmini invece ricorrono i 150 anni dalla morte; per
   l'occasione due convegni intitolati «Una cosa sola in una società
   frammentata» incorniceranno la tradizionale Settimana Rosminiana: il 19
   febbraio a Palazzo Schuster a Milano si terrà un incontro con Gianmarco
   Gaspari, Edoardo Bressan, don Claudio Massimiliano Papa; il 26 febbraio
   nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso a Roma parleranno
   Giuseppe De Rita, monsignor Renato Boccardo e Pier Ferdinando Casini.




            Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                         7
Famiglia Cristiana 13 febbraio




    Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   8
         AGI PRESS del 14 febbraio
Notizia n.1062 del 14/02/2005 - 12.57.45
     Settimana Rosminiana
Motivo d’attenzione in più quest’anno è l’attesa per una risposta auspicata da tempo, quella che dovrebbe stabilire un
nuovo passo avanti nel processo di Beatificazione: già in primavera potrebbero esserci delle importanti novità. “Una
cosa sola in una società frammentata” è il tema attorno al quale faranno riferimento le iniziative di febbraio 2005. Tra le
novità del 2005 anche la collaborazione con il Centro Studi Manzoniani di Milano, a conferma degli stretti rapporti che
ebbero in vita Antonio Rosmini e Alessandro Manzoni. In particolare il 26 febbraio a Roma, la Commissione per la
promozione della Causa di Beatificazione del Servo di Dio Antonio Rosmini organizza convegno sul tema
“Abbandonare interamente se stessi nella divina provvidenza”. L’appuntamento è alle 16 alla Basilica dei SS. Ambrogio
e Carlo al Corso, in via del Corso, 437 . Introduce e coordina i lavori il Professor Giuseppe De Rita, Segretario
Generale Fondazione Censis. La teologia della speranza è il titolo dell’intervento a cura di Monsignor Renato Boccardo
Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; La fiducia di Rosmini nella provvidenza divina sarà
invece il tema approfondito da Padre Claudio M. Papa, Postulatore Generale Rosminiani. La Prolusione sarà a cura
dell’ Onorevole Pier Ferdinando Casini, Presidente della Camera dei Deputati. Sabato 19 febbraio a Milano a Palazzo
Schuster, Salone Pio XII, in via S. Antonio 5 è in programma un altro importante convegno, realizzato anche grazie al
      contributo di Fondazione Cariplo. L’inizio dei lavori è per le 15.30. Modererà la professoressa Anna Maria Tripodi
      dell’ Università degli Studi di Genova, seguiranno gli interventi degli ospiti: Il dialogo tra Manzoni e Rosmini e il
      tema della Provvidenza a cura del professore Gianmarco Gaspari del Centro Nazionale Studi Manzoniani; La
      risposta di Rosmini alla società frammentata del professor Edoardo Bressan dell’Università degli Studi di Milano;
      La teodicea tra fede e ragione di Don Claudio Massimiliano Papa, postulatore della causa di beatificazione.
      Seguirà la Messa nella Basilica Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, piazza S. Nazaro in Brolo (c.so di Porta
      Romana) presieduta da S.E. Mons. Francesco Coccopalmerio - Presidente per il Settore cultura della Diocesi di
      Milano. Altre iniziative sono in programma in tutta Italia a Cagliari, Poirino (TO), Bergamo, Trapani, Verbania,
      Biella, Domodossola, Rovereto, Torino, Genova, San Remo, Capo Rizzuto, Borgomanero, Firenze, Cesana dove i
      rosminiani sono presenti con le loro attività.


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 La Difesa del Popolo di Padova
         del 13 febbraio
La settimana rosminiana: due convegni

 Due convegni, uno a Milano e uno a Roma, sono i principali appuntamenti della
settimana rosminiana che ricorda i 150 anni dalla morte del filosofo cattolico originario di
Rovereto (Trento) per il cui processo di beatificazione sono attesi, forse già in primavera,
nuovi passi avanti. Di Antonio Rosminisi parla sabato 19 febbraio a Milano (palazzo
Schuster) nel corso di un convegno al quale partecipano vari studiosi e il postulatore
della causa di beatificazione don Claudio Massimiliano Papa. Sabato 26 febbraio a
Roma, con la prolusione del presidente della camera Pier Ferdinando Casini e il
coordinamento del segretario generale della fondazione Censis Giuseppe De Rita, il
Secondo convegno, sul tema “Abbandonare interamente se stessi nella divina
provvidenza”. Altre iniziative sono in programma in varie località italiane, dove sono
presenti con le proprie iniziative i religiosi dell’istituto della carità fondato dal servo di Dio
(rosminiani). Tema generale delle celebrazioni è “Una cosa sola in una società
    frammentata”.


                Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                     10
      UNO MATTINA 15 febbraio
 Intervista a don Claudio Papa alle ore 7.20*




*Vedi file in allegato con il filmato dell’intervista



              Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   11
                              www.fraticappuccini.it
      CHIESA. Via alla «settimana» di manifestazioni, a 150 anni dalla morte del filosofo, verso la
      beatificazione. Anche Casini fra i «Rosminiani»
Roma - Centocinquant´anni fa moriva, a Stresa, Antonio Rosmini, fondatore della congregazione che da lui prende il nome. Per celebrare
questo importante anniversario sono state organizzate numerose manifestazioni in tutta Italia. E nell´ambito di questo avvenimento si
inseriscono anche le iniziative che come ogni anno vengono promosse a febbraio in occasione della Settimana Rosminiana. Motivo
d´attenzione in più quest´anno è l´attesa per una risposta auspicata da tempo, quella che dovrebbe stabilire un nuovo passo avanti nel
processo diBeatificazione: già in primavera potrebbero esserci delle importanti novità. «Una cosa sola in una società frammentata» è il tema
attorno al quale farannoriferimento le iniziative di questo febbraio. Tra le manifestazioni organizzate per la Settimana Rosminiana, spiccano i
due convegni che, di fatto aprono e chiudono il programma degli appuntamenti dal 19 al 26 febbraio. In particolare il 26 febbraio a Roma, la
Commissione per la promozione della Causa diBeatificazione del Servo di Dio Antonio Rosmini organizza convegno sul tema «Abbandonare
interamente se stessi nella divina provvidenza». L´appuntamento
è alle 16 alla Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo al Corso, in via del Corso, 437 . Introduce e coordina i lavori il professor Giuseppe De Rita,
Segretario Generale Fondazione Censis. «La teologia della speranza» è il titolo dell´intervento a cura di monsignor Renato Boccardo,
Segretario del Pontificio Consigliodelle Comunicazioni Sociali; «La fiducia di Rosmini nella provvidenza divina» sarà invece il tema approfondito
da padre Claudio M. Papa, postulatore generale dei Rosminiani. La prolusione sarà a cura dell´ onorevole Pier Ferdinando Casini, presidente
della Camera dei Deputati. Tra le novità del 2005 anche la collaborazione con il Centro Studi Manzoniani di Milano, a conferma degli stretti
rapporti che ebbero in vita Antonio Rosmini e L´inizio dei lavori è per le 15.30. Modererà la professoressa Anna Maria Tripodi dell´ Università
degli Studi di Genova, seguiranno gli interventi degli ospiti: «Il dialogo tra Manzoni e Rosmini e il tema della Provvidenza» a cura del professore
Gianmarco Gaspari del Centro Nazionale Studi Manzoniani; «La risposta di Rosmini alla società frammentata» del professor Edoardo Bressan
dell´Università degli Studi di Milano; «La teodicea tra fede e ragione» di Don Claudio Massimiliano Papa, postulatore della causa di
beatificazione. Seguirà la Messa nella Basilica Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, piazza S. Nazaro in Brolo (c.so di Porta Romana) presieduta
da mons. Francesco Coccopalmerio, presidente per il settore cultura della Diocesi di Milano. Altre iniziative sono in programma in tutta Italia,
dove i Rosmininiani sono presenti con le loro attività. A Rovereto, sarà la giornata di domenica 20 febbraio a ospitare un convegno di studi.



Notizia dalla rassegna stampa del sito www.fraticappuccini.it
       http://www.fraticappuccini.it/attualita/rassegna/print.php?id=3548


                          Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                                                           12
                   L' Adige 16 febbraio
    Domenica un convegno nella sala degli Specchi nell´anniversario della
    fondazione dell´ordine «Rosmini e il Calvario», la festa della cella (cronaca
    locale)

Ad aprile arriverà a Rovereto anche monsignor Riboldi, divenuto vescovo come padre rosminiano. Ma
per ricordare i 150 anni dalla morte avvenuta a Stresa proprio quando il Rosmini si preparava alla
porpora cardinalizia, si comincia già questo fine settimana, in diverse sedi italiane.

Al grande uomo di pensiero Rovereto dedica l´intera giornata di domenica prossima 20 febbraio. Si
tratta della tradizionale «Festa della Cella» istituita dallo stesso Rosmini per decantare la vita
     monacale. La giornata prevede alle 10 una conferenza di padre Emilio Comper nella Sala degli
Specchi della casa natale del Rosmini, affacciata sull´omonimo corso. Il tema sarà non a caso
"Rosmini e il Calvario". Infatti viene celebrata la ricorrenza del 20 febbraio 1828 quando a
Domodossola il Rosmini fondava il "Calvario" ovvero l´istituto dei padri rosminiani. La giornata prevede
anche una messa nella Chiesa di Loreto. Come detto, Rovereto non sarà l´unica città italiana ad
ospitare la settimana rosminiana. Celebrazioni sono in programma a Milano e Roma dove si terranno
due distinti convegni. In terra meneghina, sabato 19 febbraio, si parlerà del dialogo che intercorse tra
Rosmini e il Manzoni. Nella capitale, sarà invece analizzata la teologia della speranza (a tenere la
     prolusione del convegno sarà il presidente della Camera on. Casini). A marzo i riflettori saranno
     nuovamente puntati su Rovereto. Il postulatore della causa, don Claudio Papa, terrà infatti una
     conferenza su Rosmini profeta incompreso della chiesa cattolica dal titolo "La dura strada per la
     santità".


                Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                          13
              La Prealpina 17 febbraio
     Rosmini beato entro il 2006. Un altro "ok" da Roma
DOMODOSSOLA - (u.g.) - Da pochi giorni, al Centro di spiritualità rosminiana del Calvario, è giunta notizia dell'esito
favorevole dato dalle commissioni romane storiche e teologiche della Congregazione dei Santi, per la beatificazione di
Antonio Rosmini. L'ottimismo per un esito favorevole del processo di beatificazione del prete filosofo in tempi rapidi
aumenta, tanto che le probabile data per la cerimonia potrebbe essere già fissate per il prossimo autunno o per
l’inverno del 2006. Domenica, intanto, prenderà il via ufficialmente la "Settimana rosminiana" in onore del filosofo di
Rovereto, a margine dei vari convegni organizzati è probabile che verrà data qualche notizia più precisa.«Speriamo che
avvenga entro il 2006. Il primo luglio infatti ricorreranno i 150 anni dalla sua morte - spiega don Vito Nardin -. Il
processo di beatificazione di Antonio Rosmini s’è aperto il 19 febbraio 1994 con il nullaosta a iniziare la causa per
      esaminare la vita e gli scritti rosminiani. Abbiamo raccolto il materiale e l’abbiamo inviato alle due commissioni
      istituite dalla diocesi di Novara, che ha lavorato in collaborazione con quella di Trento. Commissioni storiche e
      teologiche, che per tre anni hanno studiato il materiale, oltre 5000 pagine, e che infine hanno dato parere
      favorevole, trasferendo il plico a Roma, alla Congregazione per le cause dei Santi. Non hanno richiesto nessuna
      integrazione e hanno costruito la positio, ovvero il fascicolo per il processo di beatificazione».
Alcune opere filosofiche di Rosmini ebbero per qualche periodo la censura della Chiesa e per questo la pratica di
      beatificazione è stata complessa.
«Nel luglio del 2001 ci fu dato anche dalla Congregazione per la dottrina della fede il parere favorevole sui suoi scritti
      teologici - spiega don Vito -. In una nota si affermava che non vi sono contenuti difformi dalla dottrina ortodossa,
      né che Rosmini volesse scrivere qualcosa contro la Chiesa».
Il primo appuntamento della "Settimana rosminiana" si avrà domenica al Calvario con una celebrazione eucaristica in
      cui si festeggerà la fondazione della nuova Congregazione religiosa dell'Istituto della Carità, avvenuta appunto il
      20 febbraio 1828. Le celebrazioni poi continueranno venerdì 25 febbraio, alle 18.15, con un aperitivo culturale, in
      Collegio, sul tema "Rosmini politico e presenza rosminiana nel mondo. XIX - XXI secolo".
L'altro grande appuntamento sarà alle 18 di sabato 26 febbraio, con la celebrazione eucaristica in Collegiata presieduta
      dal vescovo Renato Corti, che terrà l'omelia sull'Eucaristia nel pensiero di Rosmini. Un pomeriggio culturale sulla
      figura del pensatore, sarà poi organizzato per il 5 marzo al Teatro Galletti.


                   Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                                         14
   Giornale di Sicilia 17 febbraio
Iniziative per la ricorrenza dei Padri rosminiani.

  I Padri rosminiani di Trapani, in occasione della
  ricorrenza del 150ø anniversario della morte di don
  Antonio Rosmini terranno una serie di celebrazioni. In
  particolare, questo pomeriggio alle ore 17 nella chiesa di
  san Giuseppe a Trapani si terrà, presente anche il
  segretario generale dei Rosminiani, padre Domenico
  Mariani vi sarà un momento di riflessione e di preghiera.
  Visita del vescovo alla scuola Falcone (mdb)


          Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa      15
                                                   ANSA
LETTURE E PREMIO LETTERARIO, E' IL MOMENTO DI MANZONI /ANSAGLI ATTORI
LEGGONO 'I PROMESSI SPOSI' IN UNIVERSITA' CATTOLICA (ANSA) - MILANO, 4 FEB
 Un'iniziativa dell'Universita' Cattolica, unita a un nuovo premio letterario, potrebbero regalare una seconda giovinezza al
Manzoni, cosi' come le letture di Sermonti hanno trasformato Dante in un fenomeno di massa, facendolo uscire dalle pagine
polverose dei libri scolastici. Gli attori coinvolti nella riscoperta del grande lombardo sono diversi e prestigiosi, a partire dal
centro studi manzoniano di Milano e dall'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Proprio l'ateneo fondato da Padre Gemelli,
dal 10 febbraio ospitera' la lettura integrale dei 'Promessi sposi', affidata, in diverse serate, a celebri attori e illustri studiosi
manzoniani. Il ciclo 'Questo matrimonio non s'ha da fare', che raccoglie anche la sollecitazione del ministro Moratti alla
riscoperta dei classici, e' aperto sia agli studenti sia ai cittadini, e si terra' nell'Aula Magna della Cattolica, in venti serate. Il
celebre incipit e l'imperioso 'questo matrimonio non s'ha da fare', che da' il via all'intreccio, verranno letti da Giuseppe
Cederna, premio Oscar con il film 'Mediterraneo', mentre l' 'Addio monti' e la conversione dell'Innominato prenderanno vita
attraverso l'intensita' interpretativa di Pamela Villoresi. Lo struggente episodio della madre di Cecilia e della Milano piegata
dalla peste, cosi' come i capitoli conclusivi del romanzo, verranno narrati da Ottavia Piccolo. All' 'Ambrogino d'oro' Renato
Sarti e' stata affidata la contenuta, e poi esplosiva, passionalita' di Padre Cristoforo nel suo incontro con Don Rodrigo. Gli
spettatori ripercorreranno le pagine storiche del travaglio interiore di Renzo e dell' angosciosa notte dell'Innominato, invece,
attraverso la passionale lettura di Bebo Storti. Sul palco della Cattolica si alterneranno anche Luciano Roman, tra gli attori
preferiti di Luca Ronconi, il regista e attore Gabriele Calindri, e tre dei fondatori del Teatro del Sole di Milano, Annamaria
Ghiardelli, Marco Pagani, Renata Coluccini. Ogni lettura, inoltre, verra' introdotta da venti tra i piu' celebri manzonisti italiani
e internazionali come Giorgio Barberi Squarotti, Verina R. Jones e Gianmarco Gaspari. Proprio Gaspari, del centro studi
manzoniano, oggi ha presentato la prima edizione del Premio letterario di narrativa Alessandro Manzoni, sponsorizzato da
Fenacom Lecco e patrocinato dalla Regione Lombardia, da Provincia, Comune e Camera di Commercio di Lecco e dallo
stesso centro studi. Il premio dedicato al Manzoni si rivolge a opere di narrativa edite nell'anno precedente il bando, che
presentino caratteristiche evidenti di storicita' degli eventi narrati ed evidenzino l'importanza dei ricordi e della memoria per
ogni individuo. Per partecipare, c'e' tempo fino al prossimo 30 aprile, la premiazione si terra' il 17 settembre 2005 alla villa
Manzoni di Lecco. Manzoni, inoltre, sara' tra i protagonisti della settimana rosminiana, che celebra il 150esimo anniversario
dalla morte di Antonio Rosmini, consigliere spirituale dell'autore dell' 'Adelchi'. Proprio a Manzoni, sul letto di morte, Rosmini,
per cui e' in corso il processo di beatificazione, volle consegnare il suo testamento spirituale. I legami tra il religioso e lo
scrittore verranno scandagliati e approfonditi nel corso di due appuntamenti, il 19 febbraio a Milano e il 26 dello stesso mese
a Roma, appuntamento cui e' atteso il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. (ANSA).




                Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                                                         16
      Il Giornale del Piemonte 18/02/2005
«Parere favorevole» Il Vaticano beatificherà Antonio Rosmini

Mario Sampietro

     La data non è ancora certa, ma, con tutte le probabilità, nel 2006 potrà avvenire la cerimonia di
     beatificazione del filosofo Antonio Rosmini, e, al centro di Spiritualità Rosminiana del Sacro monte del
     Calvario di Domodossola, gli auspici sono che possa coincidere con quella dell’anniversario della sua
     morte. Spiega don Vito Nardin: «speriamo che avvenga entro il 2006, dato che il primo luglio ricorreranno
     i 150 anni dalla sua morte. Sarebbe significativo ed auspicabile - aggiunge il padre rosminiano -
     soprattutto dopo il parere favorevole, giunto nei giorni scorsi dalle commissioni storiche e teologiche della
     Congregazione dei santi per la beatificazione del filosofo. Il processo di beatificazione di Antonio Rosmini
     - ricorda don Vito Nardin - si è aperto il 19 febbraio del 1994, con il nulla osta ad iniziare la causa per
     esaminare la vita e gli scritti rosminiani, ed in seguito al quale abbiamo raccolto il materiale, inviandolo
     alla diocesi di Novara ed a quella di Trento, competente in quanto Rosmini nativo di Rovereto, che hanno
     lavorato in collaborazione. Le rispettive commissioni storiche e teologiche diocesane - precisa il padre
     rosminiano - per 3 anni hanno esaminato il materiale, oltre 5 mila pagine, senza richiederci alcuna
     integrazione, sulla base del quale hanno costruito la positio , cioè il fascicolo per il processo di
     beatificazione, dando parere favorevole e trasferendo il tutto a Roma, appunto alla Congregazione per le
     cause dei Santi. Nardin ricorda anche che «nel 2001 ci è stato dato dalla Congregazione per la dottrina
     della fede, parere favorevole sugli scritti teologici di Antonio Rosmini, in una nota dove si afferma che
     non vi sono contenuti difformi dalla dottrina ortodossa, né che il sacerdote filosofo volesse scrivere
     qualcosa contro la Chiesa». Fatto questo che ha spianato la strada al processo di beatificazione, che
     avrebbe potuto subire non pochi intoppi, dato che alcune opere filosofiche del sacerdote, fondatore il 20
     febbraio del 1828 della «Congregazione religiosa dell’istituto della carità» in passato e per qualche
     periodo erano state sottoposte alla censura ecclesiastica, poi revocata. In questi giorni si celebra i tutta
     Italia la settimana Rosminiana


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   Giornale di Sicilia del 18 febbraio

Rosmini, al via celebrazioni del 150ø anniversario, inserite nel programma della
Settimana Rosminiana



Questo pomeriggio alle ore 18 presso la sala Rosmini di Trapani, nella via Marconi, verrà
proiettato il film:"Rosmini, uomo delle Beatitudini". La proiezione del film rientra nel
programma delle celebrazioni del 150ø anniversario della morte di don Antonio

Rosmini   .



              Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                              18
                  La Padania 18 febbraio
     Sotto il segno della Provvidenza
C entocinquant’anni fa moriva a Stresa Antonio Rosmini. Per celebrare questo importante anniversario sono state organizzate
diverse manifestazioni in tutta Italia, nelle quali si inseriscono anche quelle che ogni anno vengono promosse in occasione della
settimana Rosminiana, sulla quale pesa oggi anche l’attesa per una risposta che segni un passo avanti nel processo di
beatificazione del Rosmini. La settimana di celebrazioni prevede fra l’altro due convegni, uno di apertura e uno di chiusura, oltre
alla collaborazione con il Centro Studi Manzoniani di Milano, a conferma degli stretti rapporti che ebbero in vita Antonio Rosmini e
Alessandro Manzoni. “ Una cosa sola in una società frammentata. Abbandonare interamente se stessi nella Divina Provvidenza” è
il titolo comune a entrambi i convegni che partono dalla rilettura di una delle Massime di Perfezione Cristiana. Domani, a Milano, a
Palazzo Schuster, in via S. Antonio 5, con inizio alle ore 15,30 è in programma un importante incontro moderato dalla
professoressa Anna Maria Tripodi dell’Università degli Studi di Genova, che prevede numerosi e qualificati interventi. Tra i temi
trattati: “ Il dialogo tra Manzoni e Rosmini e il tema della Provvidenza” a cura del professore Gianmarco Gaspari del Centro
Nazionale Studi Manzoniani; “ La risposta di Rosmini alla società frammentata” del professor Edoardo Bressan dell’Università
degli Studi di Milano; “ La teodicea tra fede e ragione” di Don Claudio Massimiliano Papa, postulatore della causa di
beatificazione. Seguirà la Messa nella Basilica Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, piazza S. Nazaro in Brolo ( c. so di Porta
Romana). Il 26 febbraio a Roma la Commissione per la promozione della Causa di Beatificazione del Servo di Dio Antonio
Rosmini organizza invece il convegno di chiusura della settimana; l’appuntamento è alle 16 alla Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo
al Corso. È dal 2001 che, in questo periodo dell’anno, la Famiglia Rosminiana mette in atto iniziative volte a far conoscere meglio
la figura di Antonio Rosmini. La scelta della data non è casuale poichè il 20 febbraio del 1828, Rosmini giunse al Sacro Monte
Calvario di Domodossola dove, dopo una profonda esperienza spirituale, fondò la nuova congregazione religiosa dell’Istituto della
Carità dei Padri Rosminiani, seguita, a dieci anni di distanza dalla Suore della Provvidenza Rosminiane. Nel contesto dell’incontro
milanese non poteva mancare una riflessione che tenesse conto della stretta amicizia tra Antonio Rosmini e Alessandro Manzoni ,
entrambi cantori della “ Pr ovvidenza” Non è un caso quindi che la presentazione della settimana Rosminiana sia affiancata da
quella delle iniziative avviate per celebrare il Manzoni. Da febbraio e fino all’ 8 maggio, infatti, nell’Aula Magna dell’Università
Cattolica di Milano, ogni lunedì e giovedì, alle 20.30, importanti nomi del palcoscenico italiano leggeranno I Promessi Sposi, con
l’introduzione di altrettanto importanti studiosi. Parallelamente alle letture, 50& piùFenacom di Lecco lancia la prima edizione del
Premio letterario di narrativa intitolato a Alessandro Manzoni, volto alla valorizzazione di un’opera narrativa in lingua italiana in
forma di romanzo, che presenti caratteristiche di storicità degli eventi narrati. E. C.


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             La Prealpina 19 febbraio
Settimana rosminiana fra mostre e convegni.
Dipinti esposti nella parrocchiale di Feriolo. Dibattito a Stresa
Inizia oggi a Feriolo, con l'inaugurazione della mostra aperta al pubblico fino a lunedí 28 nella sala
parrocchiale adiacente alla chiesa di san Carlo, la settimana per la promozione della beatificazione di
Antonio Rosmini. Espongono i pittori Alberto Poggia e Walter Schemmari che hanno ispirato le loro
tele alla "Metafisica dei colori" con chiaro riferimento all'attività di pensatore, guardato con sospetto
dalla gerarchia ecclesiastica del suo tempo, di Rosmini. Domani, alle 15, la sala Pusineri del Centro
internazionale di studi rosminiani a Stresa ospita la conferenza: "Antonio Rosmini: una grande fiducia
nella provvidenza". Intervengono Samuele Tadini, padre Eduino Minestrina, Marita Elisa Gualandris.
Al termine, visita guidata e preghiera in quella che fu la camera dell'abate Rosmini.

Sabato 27, al Centro d'ascolto di San Vittore a Verbania, con inizio alle 15,30 don Luigi Cerana tiene una
relazione su "Una cosa sola in una società frammentata", coordina l'incontro Roberto Cutaia, La settimana
promozionale si chiude sabato 5 marzo, alle 17, al teatro Galletti di Domodossola con una tavola rotonda su
"La rappresentanza politica dei minorenni: una questione aperta". Intervengono: Vito Nardin, presidente del
centro studi Valdossola; padre UmbertoMuratore, direttore del Centro internazionale di studi rosminiani e
responsabile provinciale dei Rosminiani italiani; con una relazione su "Diritti e doveri dei minori in Antonio
Rosmini"; il professor Luigi Campiglio, ordinario di Politica economica e prorettore dell'Università Cattolica di
Milano.M.Ra.




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         La Repubblica 19 febbraio
Rosmini tra fede e ragione
LUIGI BOLOGNINI

Filosofo, teologo, giurista, politico, oltre che religioso. Questo e molto altro fu Antonio Rosmini
(Rovereto 1797- Stresa 1855), grande e controverso pensatore dell´Ottocento, le cui opere furono
messe all´indice dalla stessa chiesa cattolica che oggi lo sta beatificando. Nel 150mo anniversario
della sua morte, la congregazione da lui stesso fondata, detta appunto dei Rosminiani, ha organizzato
una serie di iniziative in tutta Italia. Dopo un appuntamento sabato scorso a Roma, al quale ha
partecipato anche il presidente della Camera Pierferdinando Casini, oggi tocca a Milano, con un altro
convegno realizzato grazie anche al contributo della Fondazione Cariplo.
L´appuntamento è a Palazzo Schuster, nel salone intitolato a Pio XII. Moderati da Anna Maria Tripodi,
docente all´università di Genova, si susseguiranno tre relatori. Inizierà Gianmarco Gaspari, del centro
nazionale Studi manzoniani, raccontando "Il dialogo tra Manzoni e Rosmini e il tema della
Provvidenza" (lo scrittore, parlando di Rosmini, lo definì «una delle sei o sette intelligenze che più
onorano l´umanità» e gli riservò il privilegio di leggere le bozze dei Promessi sposi). Edoardo Bressan
     dell´università di Milano parlerà della "Risposta di Rosmini alla società frammentata". Infine don
     Claudio Massimiliano Papa, postulatore della causa di beatificazione del prete nato a Rovereto
     nel 1797 il cui iter burocratico in Vaticano è stato avviato già da diversi anni, racconterà "La
     teodicea tra fede e ragione". A chiudere la giornata, nella basilica dei Santi Apostoli e Nazaro
     Maggiore di piazza San Nazaro in Brolo sarà officiata una messa presieduta da monsignor
     Francesco Coccopalmerio, presidente per il settore cultura della Diocesi di Milano.
Palazzo Schuster, salone Pio XII, via S.Antonio 5, ore 15.30. ingresso libero.

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                    L' Adige 20 febbraio
Oggi in ricordo della fondazione dell´ordine rosminiano Palazzo Rosmini aperto
   per la «Festa della cella»

Sono passati quattro anni dalla nota vaticana con la quale nel 2001 veniva avviata la causa di
   beatificazione dell´uomo di fede che per il bene della Chiesa aveva osato mettere nero su bianco
   tutte le sue piaghe. Da allora ad oggi, il cammino per collocare tra i beati Antonio Rosmini si è
   fatto irto di ostacoli: c´è una mole immensa di materiale da vagliare (una cospicua commissione è
   da tempo al lavoro) e poi resta da completare l´analisi su un presunto miracolo, ciò che costituisce
   il "quid" decisivo per salire agli onori degli altari. Nulla trapela ancora sulla natura del prodigio. I
   Padri Rosminiani si sono dati un gran daffare per accompagnare il fondatore del loro ordine nella
   schiera dei santi. Rientrano in questo contesto le iniziative per meglio conoscere e divulgare non
   solo il suo pensiero ma anche le caratteristiche dell´ordine, comprese le tradizioni come la "festa
   della cella" che oggi a Rovereto ricorda la fondazione dell´ordine a Domodossola. Fu una stanza
   umile e disadorna ad ospitarlo. Il filosofo arrivò quasi per caso sul monte Calvario che domina la
   città. Era il 1828. Voleva fare esercizi spirituali. Entrando trovò, in una cella umida e disadorna
   con il pavimento in sassi, un crocifisso con accanto l´Addolorata. Rosmini si fermò quaranta
   giorni per le sue meditazioni e poi chiese al vescovo di Novara di poterla acquistare. Divenne
   quello il primo nucleo dell´ordine che oggi ha la casa madre a Roma, ma a Domodossola sul
   Calvario ha mantenuto la "cella" ovvero il luogo dove gli aspiranti rosminiani si recano tuttora per
   compiere il noviziato. Di questo parlerà oggi, in una conferenza, anche padre Comper che a
   Domodossola dirige il centro di spiritualità del Calvario. Appuntamento alle ore 10 nella Sala degli
   Specchi della casa natale del Rosmini affacciata sul corso a lui intitolato.C. P.




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 Corriere dell'Alto Adige 20 febbraio
« Settimana rosminiana » con il presidente Casini

Alessandro de Bertolini

Centocinquant'anni fa, il 1 ° luglio 1855, moriva Antonio Rosmini. Autore di oltre un
   centinaio di pubblicazioni, fu studioso di filosofia, teologia, politica e diritto.All'amico
   Alessandro Manzoni, che scrisse di lui qualche anno prima come di « una delle sei o
   sette menti che più onorarono l'umanità » , lasciò il testamento spirituale. Rosmini era
   nativo di Rovereto, nel 1797 il 24 marzo. Seguì gli studi classici e crebbe in un
   ambiente profondamente religioso. Nel 1821 fu ordinato sacerdote e nel 1828 fondò
   un istituto religioso per la carità cristiana. Per celebrare l'anniversario della morte, la
   Congregazioni italiana dei rosminiani promuove in questi giorni numerose iniziative in
   molti luoghi d'Italia. La « Settimana rosminiana » punta particolarmente sulla
   presenza di Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera, e sulla collaborazione
   del Centro studi manzoniano di Milano. Gli appuntamenti in programma sono iniziati
   ieri e si concluderanno il 26 febbraio. Per quel giorno è previsto un convegno di studi
   a Roma, alla Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo, ove una prolusione di Casini
   anticiperà l'indice di interventi e relazioni.




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               Il Sole 24 Ore 20 febbraio
La conoscenza intuitiva dell’Essere
di Giovanni Santambrogio

S oria complessa, quella di Antonio Rosmini di cui è in corso la causa di beatificazione. Figlio di un nobile casato di Rovereto,
      diventa l’unico possibile erede e gestore dei beni ma, in contrasto con la famiglia, pur devota, prende la strada della
      consacrazione a Dio. Uomo di grandi slanci e di una intelligenza fuori dal comune. Fonda un proprio ordine assecondando
      una sua convinzione che chiamava « il principio di passività » , ovvero l’essere « sempre e tutto a disposizione di Dio » che
      attraverso segni concreti si manifesta e indica le scelte da operare. Una posizione di attesa ( passività) pronta a trasformarsi
      in azione. Così nel 1828 il segno di Dio arriva e nasce l’Istituto della carità che si preoccupa della salvezza delle anime ( una
      missione spirituale, intellettuale e di condivisione dei bisogni concreti). Papa Pio VIII, che segue con attenzione la vocazione
      di Rosmini, interviene per chiedere al giovane ( aveva 32 anni) di dedicarsi agli studi, di « scrivere libri per prendere gli
      uomini con la ragione e per mezzo di questa condurli alla religione » . Per il Pontefice questa era la vera volontà di Dio. Il
      sacerdote obbedisce e si convince della bontà dell’indicazione. Si butta a capofitto in un’opera che farà subito rumore
      nell’ambito filosofico, diventando il testo più letto. Nasce il Nuovo saggio, quattro densi volumi che vengono pubblicati a
      Roma nel maggio del 1830. Si tratta dello studio più importante della vasta produzione rosminiana, il testo che acquista
      subito fama europea e che si considera il più originale della prima metà dell’Ottocento. Si tratta di un confronto serrato con le
      teorie illuministe, con l’empirismo e con l’apriorismo kantiano. Rosmini si interroga su quale sia l’origine delle idee
      rimproverando a Locke e a Condillac d’essere in errore per " difetto" perché affidarsi alla sola esperienza come fonte non
      consente di accogliere nulla di " a priori". Sbagliano, invece, per eccesso Platone, Aristotele e Kant che ricorrono a
      spiegazioni arbitrarie per spiegare l’attività della conoscenza. Un male viene denunciato: il soggettivismo che si insinua nelle
      diverse teorie. Per Rosmini l’idea dell’essere, quella che fonda ogni atto conoscitivo, non è legata ad alcun sentimento ma è
      innata ( « essere ideale » viene chiamato), è il lume e la forma della ragione, connaturati all’uomo. Del Nuovo saggio è stato
      ora pubblicato il secondo tomo nella Edizione nazionale di tutta l’opera, intrapresa dall’Istituto di studi filosofici e dal Centro
      di studi rosminiani di Stresa. Un lavoro che influì sulla filosofia e portò in ambito cattolico anche un rinnovamento della
      teologia. Antonio Rosmini, « Nuovo saggio sull’origine delle idee » , vol. 4, Tomo II, Città Nuova, Roma 2004, pagg. 462,
      euro 38,00. Da ieri è iniziata la settimana rosminiana che si concluderà il 26 con il convegno « Abbandonare interamente se
      stessi nella divina provvidenza » ( ore 16 via del Corso 437, basilica santi Ambrogio e Carlo). Interverranno: Giuseppe De
      Rita, Renato Boccardo, Claudio Papa, Pier Ferdinando Casini.




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                        L' Adige 20 febbraio
     Oggi in ricordo della fondazione dell´ordine rosminiano. Palazzo Rosmini aperto per la «Festa della cella»

Sono passati quattro anni dalla nota vaticana con la quale nel 2001 veniva avviata la causa di beatificazione dell´uomo
di fede che per il bene della Chiesa aveva osato mettere nero su bianco tutte le sue piaghe.
Da allora ad oggi, il cammino per collocare tra i beati Antonio Rosmini si è fatto irto di ostacoli: c´è una mole immensa
di materiale da vagliare (una cospicua commissione è da tempo al lavoro) e poi resta da completare l´analisi su un
presunto miracolo, ciò che costituisce il "quid" decisivo per salire agli onori degli altari. Nulla trapela ancora sulla natura
del prodigio.

I Padri Rosminiani si sono dati un gran daffare per accompagnare il fondatore del loro ordine nella schiera dei santi.
Rientrano in questo contesto le iniziative per meglio conoscere e divulgare non solo il suo pensiero ma anche le
caratteristiche dell´ordine, comprese le tradizioni come la "festa della cella" che oggi a Rovereto ricorda la fondazione
dell´ordine a Domodossola. Fu una stanza umile e disadorna ad ospitarlo.
Il filosofo arrivò quasi per caso sul monte Calvario che domina la città. Era il 1828. Voleva fare esercizi spirituali.
Entrando trovò, in una cella umida e disadorna con il pavimento in sassi, un crocifisso con accanto l´Addolorata.
Rosmini si fermò quaranta giorni per le sue meditazioni e poi chiese al vescovo di Novara di poterla acquistare.
Divenne quello il primo nucleo dell´ordine che oggi ha la casa madre a Roma, ma a Domodossola sul Calvario ha
mantenuto la "cella" ovvero il luogo dove gli aspiranti rosminiani si recano tuttora per compiere il noviziato.
Di questo parlerà oggi, in una conferenza, anche padre Comper che a Domodossola dirige il centro di spiritualità del
Calvario. Appuntamento alle ore 10 nella Sala degli Specchi della casa natale del Rosmini affacciata sul corso a lui
intitolato.C. P.




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       La Stampa 20 febbraio
L’abate Rosmini e la fede nella Provvidenza

Una conferenza sulla figura dell’abate biellese
 Antonio Rosmini (1797-1855) e sul concetto di
 Provvidenza: l’appuntamento è mercoledi alle
 20,30 nell’auditorium di Biverbanca su
 ininiziativa della Suore rosminiane della
 Provvidenza. Relatore sarà il padre rosminiano
 di origine biellese don Giancarlo Taverna
 Patron.



        Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   26
             La Discussione
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      Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   27
 Corriere dell'Alto Adige 22 febbraio
LE PIAGHE DELLA CHIESA (cronaca locale)
•di PAUL RENNER categoria: REDAZIONALE

Un genio: questo era il giudizio che i contemporanei esprimevano su Antonio Rosmini ( Rovereto 1797 Stresa 1855), filosofo, pedagogo, teologo, politologo,
instradato verso gli onori degli altari, e di cui si celebrano i 150 anni dalla morte e in ricordo del quale si celebra la settimana rosminiana.
Le sue opere illuminate ed incisive, la fondazione dell'Istituto della Carità e delle Suore della Provvidenza, questioni di potere ed eredità anche in famiglia ( si
sussurra sia stato avvelenato da un cugino), lo resero un personaggio difficile da tollerare, forse perché troppo in anticipo sui tempi. Pio IX lo aveva già
preconizzato cardinale « in pectore » , quando congelò tale decisione, per alcune accuse mosse al dotto roveretano e soprattutto per la vasta eco che
conosceva la sua opera del 1832 « Le cinque piaghe della santa chiesa » . I suoi successori misero addirittura all'Indice le opere di Rosmini e il primo
tra i suoi religiosi ad esser fatto vescovo fu monsignor Clemente Riva, per impegno speciale di Paolo VI. La chiesa ha memoria lunga, specie per i torti che ha
subito, o che ha creduto di subire. Quali sono le piaghe che a suo dire affliggono la sposa di Cristo? Son state superate nella nostra chiesa trentina e
altoatesina o ne sono forse emerse di nuove? Vediamole in un confronto ordinato.

In primo luogo Rosmini cita « la divisione del popolo dal clero nel pubblico culto » . Qui qualcosa è stato fatto, ma certo maggiore potrebbe esser lo spazio dato
alla creatività dei laici, dato che noi preti siamo spesso monotoni e ripetitivi.
In secondo luogo veniva « la insufficiente educazione del clero » . A questo riguardo penso che gli anni e la qualità degli studi siano senza dubbio cresciuti.
Quello che è diminuito è il numero degli aspiranti ed anche l'entusiasmo che li motiva. Forse gli educatori dovrebbero fungere più da stimolatori che da
moderatori, specie se non vogliamo perdere del tutto il mondo giovanile. Terza piaga: « la disunione dei vescovi » . A questo riguardo direi che i vescovi sono
fin tropo uniti... sotto le indicazioni del papa e della curia romana. Anziché « disuniti » i vescovi ( specie quelli italiani) sono alquanto appiattiti su posizioni
conformiste ed ossequiose, fino al punto da stemperare e rendere non del tutto percepibili le differenze che necessariamente sussistono tra e chiese locali. Si
guarda troppo a Roma prima di fiatare o di muovere un passo e spesso ci si chiede: « Cosa ne penseranno lungo il Tevere » ? E sì che di fiumi belli ne
abbiamo pure quassù, ed anche meno inquinati del « biondo » Tevere.
La quarta ferita consisteva nella « nomina dei vescovi abbandonata al potere laicale » , ovvero all'ingerenza dei sovrani. Tale malcostume non sussiste più,
almeno palesemente: sarebbe difficile infatti pensare a prese di posizione pepate da parte dei nostri vescovi nei confronti degli amministratori locali, dei nuovi «
sovrani » . Si preferisce una quieta convivenza, fatta di qualche occhiolino e di qualche occhio chiuso, così da non darsi fastidio ed, anzi, da darsi una mano
reciproca.« La servitù dei beni ecclesiastici » è l'ultima piaga descritta dal Rosmini. Anche ieri un frate mi confidava: « Un tempo avevamo tanti frati e pochi
soldi; adesso abbiamo tanti soldi e pochi frati. Meno male che ci pensa il governo a portarci via i soldi e ridarci la santa povertà » . La preoccupazione di
Rosmini era che i cristiani conservassero lo stile dei primi discepoli, « umili seguaci di un Cristo povero » . Oggi le ricchezze temporali continuano ad
impegnare ampie energie della vita ecclesiale. Non servono più al lusso, ma in genere alla solidarietà. Conoscerne con maggior trasparenza la gestione
darebbe però una mano ad eliminare sospetti e ... castelli in aria.




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               La Prealpina 22 febbraio
Feriolo, canti e preghiere per Pantani
Feriolo ha ricordato Marco Pantani. E lo ha fatto, a un anno dalla sua tragica scomparsa, con una messa
celebrata domenica mattina nella chiesa parrocchiale. Una celebrazione animata dal Coro giovanile di Ornavasso, che
con i suoi canti ha assicurato il sottofondo musicale alla toccante cerimonia.

E così l’altra mattina si sono dati appuntamento a Feriolo coloro che tanto hanno amato il famoso ciclista. A celebrare
la messa è stato il parroco di Feriolo, don Giuseppe Ruffini, insieme con don Salvatore Siniscalco, di Intra. Il quale nella
sua omelia ha ricordato il campione delle due ruote e ha poi letto la "Preghiera del ciclista".
Anche le preghiere dei fedeli, scritte e lette dal catechista Marco Vivarelli, erano ispirate e basate sulla figura di
Pantani. All’ingresso della chiesa, peraltro, era stata appesa una grande foto del ciclista.
Nel corso della funzione religiosa è stato anche ricordato monsignor Aldo Del Monte, vescovo emerito di Novara,
scomparso nei giorni scorsi (e i cui funerali si sono svolti proprio domenica pomeriggio nella città di San Gaudenzio).

L’iniziativa di domenica a ricordo di Pantani era stata preceduta, sabato 12 sempre nella parrocchiale di Feriolo, dalla
recita del rosario in omaggio al grande campione, il cui ultimo scatto, sulla salita formazzina della Cascata del Toce,
rimarrà per sempre impresso nella mente di tutti gli appassionati di ciclismo del Verbano-Cusio-Ossola (e non solo). Al
rosario aveva preso parte anche l’ex professionista di Mergozzo, Marco Della Vedova, che aveva letto una preghiera in
memoria di Pantani.

E da sabato scorso la sala parrocchiale adiacente alla chiesa di san Carlo, in occasione della la settimana per la
promozione della beatificazione di Antonio Rosmini, ospita la mostra delle opere dei pittori Alberto Poggia e Walter
Schemmari. L’esposizione s’intitola "Metafisica dei colori" con un chiaro riferimento all'attività del filosofo di Rovereto,
guardato con sospetto dalla gerarchia ecclesiastica del suo tempo.


                    Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                                                29
                       L' Adige 24 febbraio

Il sindaco sarà in buona compagnia: Pera, Casini, Fazio, Formigoni, Veltroni e la
principessa Maria di Savoia Cossiga invita Maffei nel comitato pro Rosmini

Francesco Cossiga La lettera, a firma di Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica e oggi
senatore a vita, è arrivata sul tavolo di Roberto Maffei una settimana fa.
Il sindaco l´ha letta e alla fine non ha potuto che essere felice di quella missiva giunta da così lontano.
Cossiga ha infatti chiesto al sindaco di Rovereto di far parte del comitato nazionale che si sta
formando per organizzare le celebrazioni civili in omaggio ad Antonio Rosmini, il cui processo
canonico di beatificazione è in dirittura d´arrivo. La cerimonia pubblica è prevista per l´autunno di
quest´anno o al più per i primi mesi del 2006.

Un comitato che, almeno sulla carta, sarà formato dalle massime cariche istituzionali e da alcuni nomi
importi di economia e cultura: Marcello Pera, presidente del Senato, Pierferdinando Casini, presidente
della Camera, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, il governatore della Banca
d´Italia Antonio Fazio, l´on. Enzo Carra. Ci saranno, inoltre, il presidente trentino Dellai, Formigoni per
la Regione Lombardia, Chigo per il Piemonte, il sindaco di Roma Veltroni, il senatore Giulio Andreotti,
Francesco Rutelli. E poi il sindaco di Rovereto Roberto Maffei, assieme al sindaco di Domodossola
Mottini. Ci sarà anche un più ristretto comitato culturale con - tra gli altri - Giuliano Amato, Paolo Prodi
e la principessa Maria Gabriella di Savoia.
Il sindaco Maffei - fa sapere il suo ufficio stampa - ha risposto alla lettera di Cossiga accettando con
      entusiasmo la proposta di aderire al comitato pro Rosmini.

                 Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                              30
                        Il Trentino 24 febbraio
Rosmini Beato, Maffei alla sua destra
Antonio Rosmini sarà presto beato e il nostro sindaco Roberto Maffei gli si assiderà al fianco. Non proprio, per la verità, ma è
vero che il primo cittadino ha ricevuto un bel regalo (anche in chiave elettorale...) nientemeno che dal senatore a vita Cossiga. Sì, l’ex
Presidente l’ha invitato a fare parte del Comitato per le celebrazioni civili in omaggio al filosofo. Sarà un gruppo di altissimo profilo, quello che
organizzerà gli eventi culturali per l’autunno 2005 o la primavera 2006. Inutile dire che alla lettera del prof. avv. ed ex picc. (picconatore), Maffei
ha già risposto entusiasticamente sì, nell’intima fede di essere ancora sindaco quando sarà il momento di salutare Rosmini Beato (forse già
quest’estate). Nel comitato che dovrà preparare - scrive Cossiga - «un breve ciclo diiniziative di incontro e approfondimento» su un personaggio
«che ha dato un contributo civile e non solo religioso alla storia politica e sociale del nostro Risorgimento», figurano autorità del massimo
profilo: il presidente del Senato Pera, della Camera Casini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta, il Governatore della Banca
d’Italia Fazio, l’onorevole Enzo Carra, il senatore Giulio Andreotti, il sindaco di Roma Veltroni, i presidenti Formigoni della Regione Lombardia e
Ghigo del Piemonte, il presidente della Margherita Rutelli. Poi i rappresentanti dei territori legati alla biografia rosminiana: quindi il presidente
Dellai, il sindaco di Domodossola Mottini, il commissario del comune di Stresa Pasquariello, il consigliere regionale lombardo Sveva Dalmasso
e - dulcis in fundo - Roberto Maffei (e non, pare, il sindaco pro tempore di Rovereto).

 Per la parte culturale saranno della partita nientepopodimeno che il senatore Giuliano Amato, i professori Paolo Prodi, Dario Antiseri, Andrea
Riccardi, Roth, Giorgio Rumi e la principessa Maria Gabriella di Savoia. A coordinare il professor Giuseppe De Rita del Censis e il postulatore
della causa di beatificazione don Claudio Papa, che di recente ha confermato la caduta dell’ultimo ostacolo all’obiettivo finale: Rosmini guarì
una donna dal cancro, c’è dunque il miracolo che spiana la strada alla conclusione dell’indagine vaticana entro l’anno (nel 150º della morte).
Cossiga scrive che il comitato dovrà raccogliere le sollecitazioni insite nell’esempio rosminiano: «A rispettare - spiega - l’intreccio fra fede e
ragione in tutti i nostri comportamenti sociali, ad evitare ogni tentazione emozionale o fideistica. Ad esprimere coraggio civile nell’impegno
pubblico, coraggio possibile solo con l’umiltà e il disinteresse ai destini soggettivi». Un invito, quest’ultimo, notoriamente in primissimo piano da
sempre nelle coscienze della nostra classe politica nazionale.... Cossiga va oltre e legge in Rosmini la spinta verso un assetto istituzionale di
tipo federale e policentrico, capace di scongiurare disegni giansenisti o rivoluzionari.

La partita culturale è insomma stimolante. Resta solo l’attesa che da San Pietro arrivi l’ufficializzazione del riconoscimento di Rosmini beato.




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         La Stampa 25 febbraio

Conferenza su Rosmini stasera a Domodossola

Stasera alle 18,15 all’Istituto alberghiero Rosmini, in
  occasione del 150° anniversario della morte del
  fondatore dell’Istituto della carità, si terrà una doppia
  conferenza. Maurizio De Paoli parlerà del «Rosmini
  politico e della missione a Roma nel 1848», Anna
  Pagani si soffermerà sulla presenza rosminiana nel
  mondo. Domenica è prevista anche una conferenza al
  Centro ascolto San Vittore a Verbania Intra.\


          Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa         32
                           Avvenire 25 febbraio
Più persona meno Stato
La preoccupazione prima e fondamentale di Antonio Rosmini è stata quella di «stabilire il valore della persona
     individuale umana, tenendo tuttavia ben presente la profonda caratteristica, che egli attribuisce alla stessa
     individualità umana, di essere cioè essenzialmente sociale, ossia di essere per natura in società con Dio e con
     tutti gli altri uomini». Questo ha affermato, tempo addietro, Giuseppe Bozzetti. Il soggetto è, per Rosmini, «un
     individuo senziente, in quanto contiene in sé un principio attivo supremo»; è un principio che sente, intende e
     vuole. È principio in quanto sorgente di iniziative; è un principio "supremo" nel senso di non essere subordinato a
     nessun altro principio. È la volontà intelligente che fa dell'individuo una persona; e da ciò discende che «tutte le
     azioni fatte col concorso dell'intelligenza sono azioni personali» (U. Muratore).
È necessario poi subito sottolineare che, per Rosmini, risulta cruciale - esattamente in relazione alla persona - la
     questione della proprietà. Critico dell'economicismo e del socialismo, Rosmini ebbe chiarissimo il nesso che
     unisce la proprietà alla libertà della persona. «La proprietà - afferma Rosmini nella Filosofia del diritto - esprime
     veramente quella stretta unione di una cosa con una persona [...]. Questa specie di unione che si chiama
     proprietà cade sempre dunque tra la persona e la cosa e racchiude un dominio di quella sopra questa. La
     proprietà è il principio della derivazione dei diritti e dei doveri giuridici. La proprietà costituisce una sfera intorno
     alla persona, di cui la persona è il centro: nella qual sfera niun altro può entrare». Da qui l'imperativo di rispettare
     l'altrui proprietà: il rispetto dell'altrui proprietà è il rispetto della persona altrui. La proprietà privata è uno strumento
     di difesa della persona dall'invadenza dello Stato.
Per Rosmini, «le persone sono principio e fine dello Stato. Sono esse che costituiscono, che assegnano lo scopo e i
     limiti, per cui lo Stato e tutti gli organi statali sono dei semplici mezzi per le persone che ne sono realmente il fine».
     E, d'altra parte, principio e fine dello Stato, le persone sono solo esse ad essere responsabili di quanto accade
     nella società e, più precisamente, all'interno delle diverse istituzioni sociali. Commenta Pitro Piovani: «Rosmini
     appare come il più deciso oppositore della collettivizzazione della responsabilità dell'individuo, come l'avversario
     irriducibile della creazione di un nuovo soggetto d'imputabilità della società». Da parte sua, Mario D'Addio nella
     Introduzione alla nuova edizione della Filosofia della politica (Città Nuova, Roma, 1997) scrive che «come per
     Platone anche per Rosmini la società politica è l'uomo in grande, ma non nel senso organicistico e naturalistico del
     grande filosofo greco, ma nella prospettiva cristiana della individualità e spiritualità dell'uomo, considerato
     essenzialmente come attività, che fa la società per realizzare la sua personalità».
Dunque, persona e Stato: fallibile la prima; mai perfetto il secondo. Ecco una famosa pagina della Filosofia della
     politica: «Il perfettismo, cioè quel sistema che crede possibile il perfetto nelle cose umane, e che sacrifica i ben
     presenti alla immaginata futura perfezione, è effetto dell'ignoranza. Egli consiste in un baldanzoso pregiudizio, pel
     quale si giudica dell'umana natura troppo favorevolmente, se ne giudica sopra una pura ipotesi, sopra un postulato
     che non si può concedere, e con mancanza assoluta di riflessione ai limiti naturali delle cose».


                     Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                                                33
                             Avvenire 25 febbraio
Più persona meno Stato (SECONDA PARTE)

Il perfettismo è «effetto dell'ignoranza» e frutto di un «baldanzoso pregiudizio». Il perfettista ignora il «gran principio della
       limitazione delle cose». Egli non si rende conto che la società non è composta da «angeli confermati in grazia», quanto
       piuttosto da «uomini fallibili». E l'umana fallibilità lascia la sua traccia in tutti i nostri progetti. Di conseguenza risulta urgente
       non dimenticare che ogni governo «è composto di persone che, essendo uomini, sono tutte fallibili».
Entusiasti della nefasta idea perfettista sono gli utopisti - «profeti di smisurata felicità», i quali, con la promessa del paradiso in
       terra, si adoperano alacremente a costruire per i propri simili molto rispettabili inferni. L'antiperfettismo di Rosmini è
       intimamente connesso «a una sorta di nativa diffidenza nei confronti dello Stato» (G. Campanini). E, difatti, «la concezione
       rosminiana dello Stato è anche la più radicale critica della Statolatria» (C. Riva). Ma, in ogni caso, va sottolineato che dietro
       all'imperfettismo di Rosmini preme la sua critica al «soggettivismo» del pensiero moderno, «soggettivismo» che elabora i
       suoi fasti nei pensatori illuministi e che poi scatena la grande tragedia della Rivoluzione francese. La dea Ragione sta a
       simboleggiare un uomo che presume di sostituirsi a Dio e di poter creare una società perfetta».
È sulla base del suo antiperfettismo che Rosmini avversa - in nome di una filosofia intenta a scrutare la concretezza della vita
       associata - l'astrattismo di quei razionalisti ingenui e presuntuosi che vorrebbero negare la storia e magari cancellare, sotto il
       segno di uno Stato onnipotente, quelli che si dicono «corpi intermedi», come la famiglia o istituti - anch'essi esiti di sviluppo
       storico - come la proprietà. Famiglia e proprietà rappresentano, agli occhi di Rosmini, «le due leggi fondamentali della
       società civile». Annota Mario D'Addio: «Il richiamo alla genesi storica della società civile, come risultato del fare dell'uomo,
       vuole significare una ulteriore più decisa denuncia delle concezioni astratte del giusnaturalismo che hanno ispirato la
       rivoluzione francese in favore di un realismo che considera le istituzioni quali il risultato di un lungo processo storico: la
       polemica burkiana, che ispira per tanti aspetti il pensiero politico della Restaurazione e del liberalismo tocquevilliano, trova in
       Rosmini una sua precisa corrispondenza». Per dirla in altri termini, Rosmini ha chiaro il fatto che costituzioni e istituzioni si
       sviluppano prima come comportamenti - magari inconsapevoli - e soltanto in seguito vengono dichiarate esplicitamente
       leggi. La stagione in cui compaiono i legislatori è la stagione «già splendida delle "politiche sociali"».
L'antistatalismo di Rosmini si configura - lo ripetiamo - come una precisa difesa della libertà e della dignità della persona umana.
       «Calcolandosi gli uomini unicamente per quello che sono utili allo Stato, e nulla in se stessi, essi vengono abbassati alla
       condizione di cose e privati del carattere di persone: sotto un tal punto di vista, un branco di pecore può valere di più di un
       branco di uomini [...]. Per noi l'uomo non è solo cittadino: prima di essere cittadino, egli è uomo, e questo è il suo titolo
       imprescrittibile di nobiltà, questo lo(?) rende maggiore a tutte insieme le cose materiali che compongono l'universo».
Comprendiamo così la rilevanza e l'impressionante attualità del pensiero di Rosmini. E simultaneamente capiamo che l'avere
       emarginato le idee di Rosmini ha costituito un incalcolabile danno per la cultura cattolica.




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              Avvenire 25 febbraio
Ma Antiseri traccia la mappa del pensiero che costruisce la nuova «società
  aperta»

   È nel segno dell'urgenza il richiamo che Dario Antiseri ripropone al pensiero
   sulla "persona" di Antonio Rosmini. Questa riflessione di Antiseri figura in
   un suo ponderoso saggio in due volumi, per complessive 1912 pagine,
   pubblicate dall'editore Rubbettino (costo dei due volumi 65 euro), saggio
   intitolato Ragioni della razionalità e suddiviso in due tomi, uno dedicato alle
   interpretazioni storiografiche, l'altro alle proposte teoretiche. Sul
   quest'ultimo piano Antiseri partendo dall'epistemologia e dall'ermeneutica
   tocca numerose questioni delle scienze sociali, dell'educazione, del politico,
   della fede. Nelle interpretazioni storiografiche il filosofo scandaglia un
   enorme fondale dove spiccano i nomi di Kierkegaard, Wittgenstein, Popper,
   Gentile, toccando anche figure del pensiero contemporaneo italiano come
   Prini, Mathieu, Colletti e altri. L'attenzione per Rosmini esalta la sua
   smagliante concezione della persona e della libertà di fronte alla verità. Da
   questo capitolo pubblichiamo alcuni brani.



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            Avvenire 25 febbraio
E Roma ne ricorda la fiducia nella provvidenza divina

A 150 anni dalla morte di Antonio Rosmini, avvenuta a Stresa, la
  congregazione da cui prende il nome celebra questo anniversario
  con alcune iniziative disseminate in tutta Italia che domani trovano
  un punto calamitante nel convegno «Abbandonare interamente se
  stessi nella divina provvidenza», che si tiene a Roma nella Basilica
  SS Ambrogio e Carlo al Corso, in via del Corso 437. Al convegno,
  che chiude la Settimana Rosminiana, partecipano il sociologo
  Giuseppe De Rita, che svolgerà l'introduzione ai lavori, seguiranno
  mons. Renato Boccardo con un intervento intitolato "la teologia della
  speranza", p. Claudio M. Papa sulla "fiducia di Rosmini nella
  provvidenza divina". La prolusione sarà tenuta dall'onorevole Pier
  Ferdinando Casini, presidente della Camera.




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            Il Gazzettino 27 febbraio
Lo scontro frontale
Roma - Lo scontro frontale, in politica, rischia di danneggiare le istituzioni. Il presidente della
    Camera Pier Ferdinando Casini, dice di avere un altro approccio e si richiama all'opera di
    Antonio Rosmini, cattolico liberale e amico di Alessandro Manzoni, proponendo un ritorno
    al suo insegnamento.
«L'impianto teorico che Rosmini propone - dice Casini in un messaggio letto ad un convegno
    sul pensatore cattolico - è di grande forza: la ricerca del bene comune e la difesa della
    verità, il primato della persona e della libertà di fronte all'autorità dei pubblici poteri, la
    giustizia sociale.
Traspare con chiarezza una visione alta dell'azione politica non appiattita su meri interessi di
    parte».
«Ho avuto modo, nell'esercizio della mia responsabilità di presidente della Camera dei
    Deputati - prosegue Casini - di approfondire questi aspetti. Mi sono trovato talvolta nella
    necessità di affrontare nella mia esperienza politica e istituzionale, contrapposizioni sterili,
    schiacciati sulla mera logica della contrapposizione frontale tra parti politiche. La mia
    convinta preoccupazione - sottolinea - è che questa logica può determinare nel tempo una
    corrosione del tessuto istituzionale comune, che resta il cardine del nostro sistema
    politico». Secondo Casini, infatti «la politica deve anche sapere unire e deve saper
    interpretare le aspirazioni che si legano ai grandi valori dell'uomo e della sua esistenza».
Casini, delle idee politiche di Rosmini, mette in evidenza il progetto di un'Italia unita ma
    rispettose delle «pluralità storiche e culturali». Ma soprattutto il ruolo del cristianesimo nella
    storia d'Europa.

                Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                         37
           La Prealpina 27 febbraio
Stresa, il dono secondo Rosmini Le piante della Bibbia a Pallanza

Si conclude oggi alle 15, al Centro internazionale di studi rosminiani antistante il
    lungolago di Stresa, il XVIII ciclo d’incontri del centro culturale Charles Péguy
    "Donare: speranza per ogni società".
Tema dell’appuntamento odierno sarà "Massime di perfezione ... cristiana. Ovvero
    strumenti per rigenerare una società e un popolo". Interverrà il professor Paolo
    Pagani dell’Univeristà di Venezia. Quest’ultimo metterà in evidenza che l’uomo
    tratteggiato durante il percorso di incontri della Péguy mette in pratica ciò che
    Rosmini già preconizzava nella sua opera.
Contemporaneamente alla Palazzina Liberty si potrà visitare per l’ulitmo giorno la mostra:
    "I santi piemontesi: il dolce sorriso della speranza".
Giovedì 3 marzo, alle 21, nelal sala Santa Chiara del centro pastorale San Francesco, in
    via alle Fabbriche di Verbania Pallanza, don Salvatore Domolo terrà una conferenza
    sulle piante della Bibbia. Il sacerdote è laureato in Scienze della comunicazione ed è
    antropologo esperto di culutra floreale.
La serata vuole essere un’occasione per ampliare le conoscenze bibliche attreverso
    l’albero. Dall’uso quotidiano alla sua sacralità, l’albero è sempre presente nella vita
    dell’essere umano e attraverso i suo vari simbolismi è possibile ripercorrere la storia
    dell’umanità.
Organizza l’associazione Verbania Garden Club. Ingresso gratuito.

              Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                38
Gazzetta d. Mezzogiorno 27 febbraio
Casini elogia Rosmini
«Visione alta della politica, senza interessi di parte»
Lo scontro frontale, in politica, rischia di danneggiare le istituzioni. Il presidente della Camera Pier Ferdinando
    Casini si richiama all'opera di Antonio Rosmini, cattolico liberale e amico di Alessandro Manzoni,
    proponendo un ritorno al suo insegnamento. «L'impianto teorico che Rosmini propone - dice Casini in un
    messaggio ad un convegno sul pensatore cattolico - è di grande forza: la ricerca del bene comune e la
    difesa della verità, il primato della persona e della libertà di fronte all'autorità dei pubblici poteri, la
    giustizia sociale. Traspare con chiarezza una visione alta dell'azione politica non appiattita su meri
    interessi di parte». «Ho avuto modo, nell'esercizio della mia responsabilità di presidente della Camera
    dei Deputati di approfondire questi aspetti. Mi sono trovato talvolta nella necessità di affrontare nella mia
    esperienza politica e istituzionale, contrapposizioni sterili, schiacciati sulla mera logica della
    contrapposizione frontale tra parti politiche. La mia convinta preoccupazione è che questa logica può
    determinare nel tempo una corrosione del tessuto istituzionale comune, che resta il cardine del nostro
    sistema politico». Per Casini, infatti «la politica deve anche sapere unire e deve saper interpretare le
    aspirazioni che si legano ai grandi valori dell'uomo e della sua esistenza». Casini, delle idee politiche di
    Rosmini, evidenzia il progetto di un'Italia unita ma rispettosa delle «pluralità storiche e culturali». Ma
    soprattutto il ruolo del cristianesimo nella storia d'Europa. Casini ricorda il suo impegno per sostenere la
    richiesta di Giovanni Paolo II di inserire nella Costituzione europea un esplicito riferimento alla tradizione
    cristiana. «Mi sembra molto significativo che un grande pensatore italiano dell'800, il secolo in cui si è
    affermato il sentimento nazionale dell'Italia, guardasse alla civiltà europea come a una civiltà
    essenzialmente cristiana. Mi sembra questa una risposta chiara e senza mezzi termini alla rozzezza e
    alla superficialità con cui è stato da molti affrontato l'auspicio di Giovanni Paolo II. Non a caso proprio
    l'attuale pontefice è stato l'artefice principale della riscoperta di Rosmini quale protagonista della storia
    culturale della Chiesa».


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       •Il Sole 24 Ore 27 febbraio
Lo scontro frontale tra le parti politiche logora le istituzioni » (economia)


    In politica lo scontro frontale rischia di danneggiare le istituzioni: è l’allarme lanciato
   da Pier Ferdinando Casini. Il presidente della Camera, invece, dice di avere un altro
   approccio e si richiama all’opera di Antonio Rosmini, cattolico liberale e amico di
   Alessandro Manzoni, proponendo un ritorno al suo insegnamento: « L’impianto
   teorico che Rosmini propone— ha dichiarato Casini in un messaggio letto a un
   convegno dedicato al pensatore cattolico — è di grande forza: la ricerca del bene
   comune e la difesa della verità, il primato della persona e della libertà di fronte
   all’autorità dei pubblici poteri, la giustizia sociale » . Casini racconta, ha avuto modo,
   come presidente della Camera « di approfondire questi aspetti » : « Mi sono trovato
   talvolta — dice — nella necessità di affrontare nella mia esperienza politica e
   istituzionale, contrapposizioni sterili, schiacciati sulla mera logica della
   contrapposizione frontale tra parti politiche. La mia convinta preoccupazione —
   sottolinea — è che questa logica può determinare nel tempo una corrosione del
   tessuto istituzionale comune, che resta il cardine del nostro sistema politico » .
   Secondo Casini, infatti « la politica deve anche sapere unire e deve saper
   interpretare le aspirazioni che si legano ai grandi valori dell’uomo e della sua
   esistenza » .



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                Il Trentino 27 febbraio
Padre Barros domani in città

TRENTO. Marcelo Barros, monaco benedettino brasiliano, uno tra i teologi più letti e amati, assieme a
   Frei Betto e Leonardo Boff, nelle comunità di base latinoamericane, sarà in regione nei prossimi
   giorni per presentare il suo nuovo libro, “Il sapore della libertà”, scritto a quattro mani con il
   giornalista bolzanino Francesco Comina. Fondatore di un monastero ecumenico a Goias, nel
   quale passano persone delle più diverse fedi e tradizioni spirituali, Marcelo Barros è stato
   discepolo del vescovo Helder Camara. Biblista e animatore della Pastorale della terra, Barros è
   attualmente impegnato con l’Associazione ecumenica dei Teologi del Terzo Mondo a diffonde una
   teologia della liberazione a partire dal nuovo paradigma del Pluralismo culturale e religioso.
   Questo libro si colloca all’orizzonte di questa ricerca, scrive Leonardo Boff nella prefazione, e si
   presenta come una testimonianza di vita in forma di dialogo, che cerca di coinvolgere chi lo sta
   leggendo. Si tratta di cinque dialoghi indipendenti ma complementari, secondo il metodo
   consacrato in America Latina del “vedere, valutare e agire”. Il libro non trae conclusioni: «Una
   delle conclusioni possibili - scrive Boff - è che l’essere solidali è il modo normale della persona di
   essere libera in questo mondo». Il giornalista Francesco Comina sarà presente insieme a Marcelo
   negli incontri di presentazione, che si terranno a Trento domani alle 17.30 al liceo “da Vinci”, alle
   20.30 a Rovereto alla Sala degli Specchi in corso Rosmini e a Bolzano mercoledì 2 marzo alle
   20.30 nella sala conferenze di palazzo Altmann in piazza Gries. Il libro è dedicato alla memoria di
   Alexander Langer nel decimo anniversario della scomparsa.




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         La Stampa 27 febbraio
OPERE ASTRATTE E ATMOSFERE SURREALI DEDICATE AD
  ANTONIO ROSMINI

  S’intitola «La metafisica dei colori» la mostra che i pittori verbanesi
  Valter Schemmari e Alberto Poggia hanno allestito nella chiesa di
  San Carlo a Feriolo di Baveno. Poggia presenta opere astratte su
  carta che testimoniano la sua ricerca spirituale, Schemmari presenta
  dipinti a olio e tecniche miste che restituiscono atmosfere spaziali e
  surreali. La rassegna rientra fra iniziative indette per la
  beatificazione di Antonio Rosmini . Fino al 28 febbraio, da lunedì a
  sabato 16-19; domenica 9-11,30 e 15-19. \




          Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                  42
Osservatore Romano




Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   43
       Teleradio Padre Pio
Intervista a don Claudio Papa
               il 28 febbraio




     Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   44
   L’Azione di Novara




Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   45
Stampa Diocesana Novarese




   Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   46
 Avvenire di Calabria




Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa   47
    Corriere Adriatico 27 febbraio
“Attuale il pensiero di Rosmini”
ROMA - Lo scontro frontale, in politica, rischia di danneggiare le istituzioni. Il presidente della
  Camera Pier Ferdinando Casini, dice di avere un altro approccio e si richiama all’opera di
  Antonio Rosmini, cattolico liberale e amico di Alessandro Manzoni, proponendo un ritorno
  al suo insegnamento. “L'impianto teorico che Rosmini propone - dice Casini - è di grande
  forza: la ricerca del bene comune e la difesa della verità, il primato della persona e della
  libertà di fronte all’autorità dei pubblici poteri, la giustizia sociale. Traspare con chiarezza
  una visione alta dell’azione politica”. “Ho avuto modo - prosegue Casini - di approfondire
  questi aspetti. Mi sono trovato talvolta nella necessità di affrontare nella mia esperienza
  politica e istituzionale, contrapposizioni sterili, schiacciati sulla mera logica della
  contrapposizione frontale tra parti politiche. La mia convinta preoccupazione - sottolinea - è
  che questa logica può determinare nel tempo una corrosione del tessuto istituzionale
  comune”. Secondo Casini, infatti “la politica deve anche sapere unire e deve saper
  interpretare le aspirazioni che si legano ai grandi valori dell’uomo e della sua esistenza”.
  Casini, delle idee politiche di Rosmini, mette in evidenza il progetto di un’Italia unita ma
  rispettosa delle “pluralità storiche e culturali”. Ma soprattutto il ruolo del cristianesimo nella
  storia d’Europa. Casini ricorda il suo impegno per sostenere la richiesta di Giovanni Paolo
  II di inserire nella Costituzione Europea un esplicito riferimento alla tradizione cristiana. “Mi
  sembra molto significativo che un grande pensatore italiano dell’800 guardasse a quella
  europea come a una civiltà essenzialmente cristiana. Mi sembra una risposta chiara e
  senza mezzi termini alla rozzezza e alla superficialità con cui è stato da molti affrontato
  l’auspicio di Giovanni Paolo II”.


                Settimana Rosminiana 2005 – Rassegna Stampa                                       48

				
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