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Massimo Caputi Feidos 11 - Piano riassetto Prelios

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Massimo Caputi Feidos 11 - Piano riassetto Prelios Powered By Docstoc
					17-NOV-2012
da pag. 28
A me i rischi del mattone
La Feidos 11 di Caputi & C imposterà il nuovo corso della società
in primo luogo sull'acquisizione e sulla gestione dei crediti
immobiliari in sofferenza nei portafogli delle banche. Un business
in costante crescita

di Andrea Montanari

I1 mercato e i concorrenti riconoscono a Massimo Caputi fiuto per
gli affari, tempismo nel cogliere i nuovi business e lungimiranza
nella scelta del campo d'azione. L'ingegnere di Chieti naviga
dalla metà degli anni 80 nel mondo del mattone, sia privato sia
pubblico. Dapprima con la società di famiglia Proger, poi con la
Fimit, che ha portato sino alle nozze con IDeA uscendone con una
ricca dote (19,2 milioni) dopo aver acquistato parte dei patrimoni
immobiliari delle prime due banche italiane, Intesa Sanpaolo e
Unicredit. Proprio dal consolidato rapporto con questi istituti di
credito ripartirà la terza vita imprenditoriale del manager, con
un passato anche in Grandi Stazioni e Sviluppo Italia.
L'operazione-Prelios, ovvero l'ingresso nel capitale del gruppo
ora sotto l'egida di Camfin tramite l'aumento di capitale da 185
milioni (100 milioni per cassa e il resto tramite conversione del
debito), ruoterà in gran parte su nuovi accordi di natura
commerciale e gestionale con le banche. Perché, secondo rivelato a
MF-Milano Finanza da più fonti, uno dei capisaldi del business
plan per il rilancio del gruppo immobiliare della Bicocca sarà
rappresentato dal rafforzamento nel settore dei non performing
loan, in cui opera la controllata Prelios Credit Servicing, di
recente promossa da Standard&Poor's (valutazione «above average.
con un outlook innalzato a stabile). A fine settembre gli incassi
di crediti in sofferenza erano limitati a 117 milioni e il
risultato operativo era negativo per 37,5 milioni, ma in futuro
questo diventerà un business fondamentale per Prelios. Perché i
soci storici (Camfin, Generali, Intesa e Massimo Moratti) e
l'alleato industriale Feidos ll (la cordata Caputi-Rovati-Cornetto
Bourlot e Diaz Della Vittoria Pallavicini) hanno intenzione di
mettere nelle mani del nuovo top manager Sergio Iasi un pacchetto
complessivo di crediti distressed di 4-8 miliardi. La sfida è
difficile e stimolante, in un mercato come quello italiano che sta
registrando un significativo alleggerimento dell'esposizione delle
banche al real estate: in 18 mesi, per esempio, Unicredit ha
tagliato i propri impegni nell'immobiliare del 22%, Ubi del 9%,
Mps dell'8% e così via. Si tratta di un flusso di decine di
miliardi che qualche operatore, come appunto Prelios, potrebbe
acquisire in maniera massiccia rilevando la gestione dei
portafogli dei primi sette operatori del mercato. Soggetti che al
30 settembre presentavano sofferenze totali per oltre 46 miliardi,
in forte crescita rispetto ai quasi 40 miliardi di fine 2011. «La
gestione dei non performing loan è uno dei segmenti di mercato, se
non l'unico, che sta crescendo., sostiene Claudio Scardovi,
managing director di Alix Partner nonché autore di una serie di
studi sul business. «Se si escludono gli operatori captive, manca
un player indipendente e qualificato di riferimento.. Eccola,
quindi, la porta d'accesso al florido e crescente business dalla
quale vorrebbe passare la nuova Prelios. La società è di fatto
ingessata da due anni, prima per la lunga indagine Bankitalia e
poi per la ricerca del partner per la ristrutturazione. Il gruppo
si focalizzerà anche sul rilancio delle attività di facility
management e sull'asset management. A questo proposito, va
ricordato che attualmente Prelios ha in gestione un portafoglio di
5,4 miliardi di asset in Italia, ma l'obiettivo di Caputi & C è
arrivare alla soglia dei 10 miliardi, lo stesso obiettivo cui ha
puntato il numero uno del mercato, ossia la IDeAFimit, che il
manager abruzzese conosce bene. Va segnalato inoltre che la parte
di ristrutturazione del debito (561 milioni) che verrà convertita
in strumenti partecipativi (un convertendo) potrebbe essere
allungata da 7 anni (ipotesi oggi sul tavolo) a 10-15 anni. Un
paracadute che le banche sarebbero pronte a concedere proprio per
permettere il rilancio in grande stile di Prelios e garantire più
tempo per la cessione delle proprietà, viste le difficoltà del
mercato.

				
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