approvato dall'Assemblea Generale della Confederazione

					Dalla fondazione al
 tempo presente.
 CVS: associazione e azione
    apostolica dei laici



                         Anna Maria Cipriano, sodc
       APOSTOLATO CENTRO VOLONTARI DELLA
                  SOFFERENZA

• Com’è l’apostolato oggi nella vita del Centro.
• Come si vorrebbe la vita del nostro Centro.
• Spirito di preghiera
• Spirito di penitenza
• Spirito di unità di metodo per raggiungere un obiettivo
comune.
• Spirito di disciplina nell’attuazione delle linee
programmatiche
• Spirito di iniziativa nell’azione di fermento che deve
scaturire dalle Commissioni.
•Spirito di fraterna carità che deve legare gli iscritti tra loro.
• Spirito di sostegno in tutto il lavoro del Centro: chi ha
deve dare a sostegno di chi non ha.
   COM’È L’APOSTOLATO OGGI NELLA VITA DEL CENTRO

La posizione dell’apostolato nelle varie diocesi è vitale soprattutto
in proporzione della dedizione dei responsabili. Oggi tale
posizione è grandemente migliorata: certe zone stanno
risvegliandosi e prendono finalmente per intero le impostazioni del
Centro; in altre è cessato il pericolo del condizionamento
paternalistico in cui gli iscritti si trovavano di fronte a responsabili
che si sostituivano alle strutture della viva partecipazione degli
ammalati alla vita e allo sviluppo dell’apostolato.
Il Centro, nella sua disposizione di lavoro, direzione, punto di
convergenza di apostolato, sta prendendo la posizione che
giustamente deve avere, quella di servizio nelle varie Chiese
locali nell’unità programmatica, stabilita dalla partecipazione di
tutti, in una pastorale d’insieme, nell’intento finalistico di
rispondere con chiarezza ed impegno di spirituale apporto alle
precise richieste dell’Immacolata, che sono: preghiera e penitenza
COME SI VORREBBE LA
  VITA DEL CENTRO
  Nelle programmazioni odierne
    necessariamente entrano
  componenti da cui non si può e
    non si deve prescindere:
1) Il tempo in cui viviamo: scoperte
 meravigliose della tecnica che si
impongono per la loro profonda ed
 adeguata risposta alle esigenze
 dell’uomo, sano o ammalato che
                 sia.
  2) Strutture che oggettivamente
 devono aggiornarsi. Oggi ci vuole
la realtà dei programmi, presentati
 e vissuti nella loro sana validità di
     risposta agli obiettivi che si
            propongono.
         3) I giovani che vedono
     l’insuccesso di ciò che non è
    valido, e disperatamente e con
 l’impetuosità frettolosa degli animi
giovanili vorrebbero abbattere tutto,
    in una contestazione generale,
     dimentiche che i principi della
 dignità dell’uomo, considerato nel
rispetto delle sue scelte di spirito e
     di lavoro, restano immutabili.
 4) La necessità di confrontare la
vita con l’insegnamento del Cristo,
   che oggi più di ieri affascina le
   menti e fa sentire il valore o la
 vacuità di quanto non è radicato
nella sua parola, che è luce e vita
             dell’umanità.
        5) La necessità di far partecipare alle
     responsabilità dell’Associazione la base
   dell’Associazione stessa, i malati ed i Fratelli
degli ammalati, i quali, abituandosi a considerare
      l’apostolato nelle sue pratiche difficoltà,
  abbandonano i preconcetti, diventando anime
  generose che sanno vedere le vere necessità
 degli altri, protendendosi verso i fratelli in intima
    consapevolezza che l’uomo, e soprattutto il
    cristiano non è un a solo, egocentrico, con
visuale propria ed avida, al di fuori del complesso
       della realtà cristiana, il Corpo Mistico..
   6) La vacuità della vita che
tantissime persone vivono in un
quiescente materialismo pratico
        che non soddisfa e
 quotidianamente attesta le sue
  terribili conseguenze sociali e
              cristiane.
7) La necessità che tutti avvertono di aggrapparsi
  a qualcosa che resti, che educhi, che schiuda
  orizzonti, poiché la civiltà odierna, considerata
   nella sua massa generale, ha fatto, in piano
     morale, un passo indietro. In momenti di
  improvviso sviluppo di civiltà e di economia, in
  momenti di catastrofi politiche e sociali l’uomo,
vivendo la propria fede più per tradizione che per
 consapevole adesione, si è trovato sprovvisto di
          fronte al pullulare di tanti errori.
Ecco dunque le linee che nell’inizio di
questo XXV.mo vi ripresento con piena
consapevolezza della loro
imprescindibile vitalità e forza
costruttiva:

1) SPIRITO DI PREGHIERA
2) SPIRITO DI PENITENZA
3) SPIRITO Dl UNITA’ DI METODO
PER RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO
COMUNE
1) Preparare dei dirigenti del Centro per un vero
e profondo rinnovamento. Basta con i circoli
chiusi e ristretti.
L’apostolato deve sentire in sé l’esigenza del
fermento, che, proprio perché fermento, lievita e
pervade l’intera massa.
Dobbiamo, in parecchie zone, uscire fuori da
posizioni stagnanti. Dobbiamo allora preparare
dei “Leaders”, ossia dei responsabili, dei
dirigenti — sani ed ammalati — che
comprendano e vivano l’intero programma in
tutta la sua dinamica.
  2) Occorre ristrutturare ed
animare i Consigli ed i Centri
    Diocesani. Non basta
 segnare dei nomi, tanto per
dire che le cariche sono state
        tutte coperte.
  3) Occorre ristrutturare i
settori, precisando l’età degli
  appartenenti, proprio per
 non precludere la dinamica
     del settore stesso.
4) Spirito dl disciplina
  nell’attuazione delle
linee programmatiche
 5) Spirito di iniziativa
nell’azione di fermento
6) Spirito di fraterna carità
che deve legare gli iscritti
           tra loro
7) Spirito dl sostegno in
tutto il lavoro del centro:
   chi ha deve dare a
 sostegno dl chi non ha

           (Dalla 3ª alla 20ª diapositiva, cito mons. Luigi
           Novarese, L’Ancora 1971)
Maggio 1943
1
7


M
A
G
G
I
O


1
9
4
7
1 Novembre 1950
15 Agosto 1952
manoscritto mons. Luigi Novarese, cfr. Uno statuto per il CVS, pag. 10
                                      LSM

  Pia unione primaria                                 Condivisione di
                               SODC   VS
    e consociazioni                                   benefici spirituali

                                      FA




Confederazione CVS                               Comune appartenenza
  Internazionale        SODC          CVS
                                                     e coordinamento




                                            cfr. Uno statuto per il CVS, pag. 12
Approvazioni
 diocesane
Approvazioni
 Pontificie
                                                    17 maggio 2001
                                                               DECRETO
                                            Riconoscimento dei Silenziosi Operai della Croce
                                                    e di Approvazione dello Statuto
                                               da parte del Pontificio Consiglio per i Laici
                                                        Vaticano, 17 maggio 2001

L'associazione Silenziosi Operai della Croce è un movimento fondato da Mons. Luigi Novarese e da Sorella Elvira Myriam Psorulla che iniziò la
propria attività il 11 novembre 1950. I suoi membri, chierici e laici, in una totale dedizione a Dio, intendono testimoniare una piena ed intensa
comunione con Cristo nel sostegno delle persone sofferenti. Il 18 febbraio 1960 ricevette il primo riconoscimento dalla Chiesa, come Pia Unione nella
diocesi di Ariano Irpino; successivamente elevata al titolo di "Primaria" con il Breve apostolico Valde probandae di S.S. Giovanni XXIII, in data 24
novembre 1960.
Sin dalla sua creazione, l'associazione ha contribuito ad una forte presa di coscienza della vocazione e del prezioso ruolo delle persone ammalate
nella Chiesa e nel mondo, chiamate a svolgere un compito specifico di evangelizzazione tramite la propria vita. «Il dolore e la malattia fanno parte del
mistero dell'uomo sulla terra. Certo, è giusto lottare contro la malattia, perché la salute è un dono di Dio. Ma è importante anche saper leggere il
disegno di Dio quando la sofferenza bussa alla nostra porta. La “chiave” di tale lettura è costituita dalla Croce di Cristo» (Giovanni Paolo Il, Omelia
dell'11 febbraio 2000, Giubileo degli Ammalati).
Una manifestazione della premura degli iniziatori del movimento verso i malati e i sofferenti è la costituzione del Centro Volontari della Sofferenza nelle
singole diocesi, come spazio di accoglienza delle persone ammalate e sofferenti che partecipano della spiritualità dei Silenziosi Operai della Croce.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II, come pure il magistero post-conciliare, ha prestato speciale attenzione alle forme aggregative di partecipazione
nella vita della Chiesa, manifestando nei loro confronti la sua profonda stima e considerazione (cfr. Decreto sull'apostolato dei laici Apostolicam
actuositatem, 18, 19 e 21; Esortazione apostolica post-sinodale Christifideles laici, 29).
Nello stesso senso, all'inizio del nuovo millennio S.S. Giovanni Paolo II ha scritto che riveste una grande importanza «promuovere le varie realtà
aggregative, che sia nelle forme più tradizionali, sia in quelle più nuove dei movimenti ecclesiali, continuano a dare alla Chiesa una vivacità che è dono
di Dio e costituisce un'autentica primavera dello Spirito» (Lettera apostolica Novo Millennio Ineunte, 46).
Vista l'istanza inoltrata dal Rev. Don Giovan Giuseppe Torre, Moderatore Generale, in cui sollecita dal dicastero il riconoscimento dei Silenziosi Operai
della Croce come associazione privata internazionale di fedeli nonché l'approvazione degli Statuti;
Attesa l'opportunità di approvare gli Statuti della summenzionata associazione;
Visti gli articoli 13 1 - 134 della Constituzione Apostolica Pastor bonus, sulla Curia Romana, e il canone 312, § 1, l° del Codice di Diritto Canonico, il
Pontificio Consiglio per i Laici decreta:
1°. Il riconoscimento dei Silenziosi Operai della Croce come associazione privata internazionale di fedeli di diritto pontificio, con personalità giuridica,
secondo i canoni 298-311 e 321-329 del Codice di Diritto Canonico.
2°. L'approvazione degli Statuti dell'associazione, debitamente autenticati dal dicastero e depositati nei suoi archivi, per un periodo ad experimentum di
cinque anni.

Dato in Vaticano, il diciassette maggio duemila uno.

                                             Stanislaw Rylko                   James Francis Card. Stafford
                                         Segretario                                                    Presidente
                                                           21 gennaio 2004
                                                              PONTIFICIUM CONSILIUM PRO LAICIS
                                                                     149/04/S—61/A—33 a.

                                                                                 DECRETO

          Il primo Centro Volontari della Sofferenza nasce a Roma nel 1947 per iniziativa del Servo di Dio Mons. Luigi Novarese (1914-1984), con l’intento di
svolgere l’apostolato presso le persone sofferenti, valorizzando il loro ruolo insostituibile nella Chiesa e nella società. Nel perseguimento di questo fine il Centro
Volontari della Sofferenza coinvolge sia persone sane, sia infermi.
          Partecipano all’opera del Centro Volontari della Sofferenza i membri dell’Associazione internazionale di fedeli Silenziosi Operai della Croce, aggregazione
riconosciuta dal Pontificio Consiglio per i Laici con Decreto in data 17 maggio 2001.
          Il Centro Volontari della Sofferenza fonda le proprie radici nella richiesta di preghiera e di penitenza che la Madonna rivolse all’umanità nei santuari di
Lourdes e di Fatima.
          In occasione del 50° anniversario della fondazione del Centro Volontari della Sofferenza, celebratosi a Marino (Roma) il 6 settembre 1997, Giovanni Paolo
II ha fatto riferimento alla profonda devozione mariana di Mons. Novarese con queste parole: «Era consapevole che Maria stessa, unita al divin Figlio ai piede della
croce. ci insegna a vivere la sofferenza con Cristo ed in Cristo, nella potenza d’amore dello Spirito Santo. Maria è la prima e perfetta “volontaria della sofferenza”,
che congiunge il proprio dolore al sacrificio del Figlio, perché acquisti significato di redenzione» (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, 20/2 [1997], p. 268).
          Dopo anni di lavoro, sono ormai numerosi i Centri sorti nelle Chiese particolari. riconosciuti dagli Ordinari diocesani. Al fine di facilitare il loro
coordinamento, il Consiglio dell’Associazione di fedeli Silenziosi Operai della Croce, dopo aver ricevuto l’opportuno mandato dell’Assemblea generale, durante la
riunione che ebbe luogo a Ariano Irpino nel mese di ottobre del 2001, approvò all’unanimità il progetto di Statuti della Confederazione internazionale dei Centri
Volontari della Soffèrenza. inoltrato al Pontificio Consiglio per i Laici per l’approvazione e per la formalizzazione del riconoscimento giuridico della Confederazione.
          Nell’art. 2° degli Statuti si legge, infatti: «La Confederazione ha lo scopo di promuovere, favorire e assicurare nelle associazioni che ne fanno pane la
realizzazione della intuizione carismatica di mons. Luigi Novarese, che vede nella sofferenza offerta dal malato una partecipazione al mistero pasquale di Cristo
che lo rende apostolo e perciò primizia e profezia per la valorizzazione di ogni forma di sofferenza presente nella vita dell’uomo (…)».
          Per tutto quanto sopra,
          Vista l’istanza inoltrata dal Rev. Don Giovan Giuseppe Torre, Presidente della Confederazione internazionale dei Centri Volontari della Sofferenza, in data
24 gennaio 2002, in cui sollecita il Dicastero al riconoscimento giuridico della Confederazione medesima, nonché l’approvazione dei suoi Statuti;
          Visto il Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, datato 17 maggio 2001;
          Attesa l’opportunità di riconoscere la suddetta Confederazione e di approvare i suoi Statuti, per favorire al meglio il coordinamento e la diffusione di questo
apostolato al servizio delle persone sofferenti, e accolte dalla Confederazione le osservazioni agli Statuti avanzate da questo Dicastero;
          Visti gli articoli 131-134 della Constituzione Apostolica Pastor bonus, sulla Curia Romana, e il canone 312, § 1, 1° del Codice di Diritto Canonico, il
Pontificio Consiglio per i Laici decreta:
          1°. Il riconoscimento della Confederazione internazionale dei Centri Volontari della Soffèrenza, con personalità giuridica privata, secondo i canoni 298-311
e 321-329 del Codice di Diritto Canonico.
          2°. L’approvazione degli Statuti della Confederazione, debitamente autenticati dal Dicastero e depositati nei suoi archivi, per un periodo ad experimentum di
cinque anni,

        Dato in Vaticano, il ventuno gennaio duemila quattro, Santa Agnese, vergine e martire.

                                                                               Josef Clemens                          Stanislaw Rylko
                                                                                 Segretario                             Presidente
          Rivediamo lo schema
          confederativo attuale
La Confederazione CVS Internazionale convoca l’assemblea generale
    internazionale ogni 3 anni.
L'Assemblea generale
1. designa i membri elettivi del Consiglio di Presidenza;
2. approva, su proposta del Presidente, i piani formativi e gli orientamenti
    generali relativi alla spiritualità e alle dinamiche dell'apostolato della
    Confederazione;
3. delibera circa la relazione conclusiva e programmatica predisposta dal
    Consiglio di Presidenza;
4. approva il rendiconto consuntivo e preventivo delle entrate e delle spese
    presentato dallo stesso Consiglio;
5. determina l'ammontare del contributo economico che ogni Associazione
    confederata deve annualmente versare alla Confederazione;
6. decide sulle altre materie di sua competenza e su quanto venga ad essa
    sottoposto dal Consiglio;
7. definisce ed approva il Direttorio e altri testi complementari al presente
    statuto;
8. decide eventuali modifiche di statuto da sottoporre all'approvazione del
    Pontificio Consiglio per i laici.
                                                (Statuto Confederazione art. 7)
       Sezioni nazionali o territoriali
       dell’Assemblea Internazionale
Subito dopo la realizzazione dell’Assemblea generale
internazionale, nelle varie nazioni, vengono convocate, dai
rispettivi delegati, le Assemblee nazionali (sezioni nazionali o
territoriali dell’Assemblea Internazionale).
Tali sezioni sono parte dell’Assemblea generale Internazionale
e come tali vengono convocate ogni 3 anni subito dopo
l’Assemblea Internazionale.
Ad esse compete:
Specificare i contenuti della proposta formativa, ricevuti
dall’Assemblea generale internazionale, nella propria nazione o
territorio minore. In tale specificazione si tiene conto delle
indicazioni prodotte dalle Conferenze episcopali nazionali e da
altre istanze comunque recepite dall’Assemblea nazionale. Da
tale ulteriore documento (programma nazionale) derivano le
varie sussidiazioni e quanto altro intenda mediare il cammino
formativo offerto alle associazioni.
                                                   (Regolamento approvato dall’Assemblea Generale
       della Confederazione internazionale CVS del 3 – 9 marzo 2008 , Progetto triennale: formazione)
Quanto stabilito nel Regolamento generale
approvato dall’Assemblea Internazionale del
maggio 2008 circa lo svolgimento delle sezioni
nazionali, viene specificato nel Regolamento per
lo svolgimento della sezione nazionale italiana
dell’Assemblea generale internazionale e per
l’elezione del Delegato nazionale e dei
Coordinatori regionali in questo modo:
                   Articolo 2 - Svolgimento.

    La sezione nazionale si svolge ogni tre anni, come ultima
        sessione dell’Assemblea Generale internazionale.
                       La sezione nazionale
        recepisce i contenuti del Piano triennale approvato
 dall’Assemblea Generale internazionale e predispone, a livello
nazionale, un Progetto pastorale di tre anni (formazione - azione
apostolica, cfr. Regolamento per le sessione nazionali, Ass. Gen.
      Int. 2008), avuto conto delle eventuali indicazioni della
     Conferenza episcopale italiana (C.E.I.). Tale Progetto è
     concretamente attuato nel proprio contesto (regionale e
  diocesano), con programmazione annuale, dalle associazioni
        confederate della medesima regione ecclesiastica;
      provvede ad eleggere, tra i Responsabili delle singole
associazioni confederate, il Delegato nazionale, con un mandato
 di sei anni, che rappresenterà tutte le associazioni confederate
       della nazione all’Assemblea Generale internazionale
   ASSEMBLEA               CONSIGLIO
INTERNAZIONALE                DI
                          PRESIDENZA


    SEZIONE
   NAZIONALE
                       eventuale
                    COORDINATORE
                     TERRITORIALE




     ASSOCIAZIONE
     CONFEDERATA
   2011



 Proposta di modifica
dello statuto della CVS
     Internazionale
È nata, nel corso della fase di esperimento per lo
statuto della Confederazione CVS Internazionale,
l’esigenza di realizzare un più idoneo livello di
coordinamento nazionale per le attività di
apostolato.

Lo schema qui riportato indica gli elementi principali
per una possibile riorganizzazione, che decentri il
livello assembleare mediante il criterio della delega.

Ecco gli elementi caratteristici che andranno
riportati e definiti sia nello statuto sia nel
regolamento generale:
l’assemblea internazionale
riconosce una “delegazione”
         ASSEMBLEA                  CONSIGLIO
quando sono presenti, in un
     INTERNAZIONALE                    DI
territorio, un numero congruo
di associazioni confederate.       PRESIDENZA
L’assemblea di delegazione
La“delegazione” delegazione
la composta dairiproduce, in
L’assemblea di responsabili
è delegazione è retta da
una parte minore,delegazione
definisce della uno schema
una propria assemblea,
il territoriouna parte del che
delle DELEGAZIONE
        associazioni
agisce a nome e per conto
analogoin quello con l’intera
può coincidere di governo
regolamentopresenti nel
confederate generale della
internazionale della
dell’assembleaparte di essa
confederazione,
nazione oVi partecipa un
territorio. una con i suoi
Confederazione,
internazionalel’attività
organizzando in riferimento
(pensiamo a nazioni come il
referente nominato dal
elementi caratteristici:
un’assemblea, proprio
apostolica nelun consiglio
al proprio territorio e
Brasile...).di presidenza e un
Consiglio
(anche in (meglio materie
territorio di competenza (ad
relativamente allein questo
presidente questo caso è una
esempio: delega.
caso: “coordinatore”)e regioni).
oggetto dinazione
delega).
               ASSOCIAZIONE
               CONFEDERATA
• l’assemblea internazionale riconosce una “delegazione” quando sono
  presenti, in un territorio, un numero congruo di associazioni
  confederate.

• la “delegazione” riproduce, in una parte minore, uno schema analogo
  a quello di governo internazionale della Confederazione, con i suoi
  elementi caratteristici: un’assemblea, un consiglio e un presidente
  (meglio in questo caso: “coordinatore”)

• il territorio della delegazione può coincidere con l’intera nazione o una
  parte di essa (pensiamo a nazioni come il Brasile...).

• La delegazione è retta da una propria assemblea, che agisce in nome
  e per conto dell’assemblea internazionale in riferimento al proprio
  territorio e relativamente alle materie oggetto di delega.

• L’assemblea di delegazione definisce una parte del regolamento
  generale della confederazione, organizzando l’attività apostolica nel
  proprio territorio di competenza (ad esempio: nazione e regioni).

• L’assemblea di delegazione è composta dai responsabili delle
  associazioni confederate presenti      nel territorio. Vi partecipa un
  referente nominato dal Consiglio di presidenza (anche in questo caso
  è una delega).
    Per il Consiglio di delegazione vi
   sono due ipotesi di composizione:
Nº 1:
3 consiglieri eletti dall’assemblea tra gli iscritti alle
    associazioni confederate
1 coordinatore eletto dall’assemblea tra i responsabili
    delle associazioni confederate
1 referente nominato dal consiglio di presidenza
    (internazionale)

Nº 2:
3 consiglieri eletti dall’assemblea tra gli iscritti alle
    associazioni confederate
1 coordinatore nominato dal consiglio di presidenza
    (internazionale)
Le due ipotesi di composizione del
consiglio nascono da una esigenza
sollevata dai Silenziosi Operai della
Croce. Questi intendono esprimere
maggiormente il proprio ruolo di guida e
coordinamento       nei  confronti   della
Confederazione. Ritengono pertanto
necessario che, anche nelle nazioni o
delegazioni, vi sia presente un Silenzioso
Operaio della Croce a svolgere un
compito di coordinamento.
(Dalla diapositiva 37 alla 44 confronta allegato denominato
 “Confederazione CVS Internazionale, nota per la modifica
                       dello statuto”)
   Conclusione


Guardiamo al futuro
"si dimostra ugualmente sempre più necessario, a causa
  delle situazioni di scristianizzazione frequenti ai nostri
  giorni, per moltitudini di persone che hanno ricevuto il
battesimo ma vivono completamente al di fuori della vita
 cristiana, per gente semplice che ha una certa fede ma
     ne conosce male i fondamenti, per intellettuali che
 sentono il bisogno di conoscere Gesù Cristo in una luce
 diversa dall'insegnamento ricevuto nella loro infanzia, e
  per molti altri" E, con il pensiero rivolto ai lontani dalla
   fede, aggiungeva che l'azione evangelizzatrice della
      Chiesa "deve cercare costantemente i mezzi e il
   linguaggio adeguati per proporre o riproporre loro la
         rivelazione di Dio e la fede in Gesù Cristo"
  (Esort. ap. Evangelii nuntiandi, n. 52. 56, citato da Benedetto XVI nella Lettera apostolica di
     costituzione del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione).
 il compito che attende la Chiesa oggi,
       un compito che, se riguarda
direttamente il suo modo di relazionarsi
                  verso
  l'esterno, presuppone però, prima di
tutto, un costante rinnovamento al suo
 interno, un continuo passare, per così
        dire, da evangelizzata ad
             evangelizzatrice.
Benedetto XVI nella Lettera apostolica di costituzione del Pontificio Consiglio per la promozione
della nuova evangelizzazione).
La diversità delle situazioni esige un attento
        discernimento; parlare di "nuova
    evangelizzazione" non significa, infatti,
dover elaborare un'unica formula uguale per
     tutte le circostanze. E, tuttavia, non è
   difficile scorgere come ciò di cui hanno
     bisogno tutte le Chiese che vivono in
   territori tradizionalmente cristiani sia un
 rinnovato slancio missionario, espressione
   di una nuova generosa apertura al dono
                    della grazia.
Benedetto XVI nella Lettera apostolica di costituzione del Pontificio Consiglio per la promozione
della nuova evangelizzazione).
Ci sentiamo fortemente sollecitati nello del
Dalla Chiesa in generale e dal gesto
specifico particolare di costituire
Papa in del nostro Carisma a saper
formalmente un del tempo per la “nuova
accogliere le sfide dicastero contemporaneo in
modo particolare quelle che vengono dal
evangelizzazione”, comprendiamo che la
mondo della sofferenza, quelle che in ogni
         missione ha bisogno di rimanere
nostrastorico nascono dall’esigenza dell’uomo
tempo
aperta alla contemporaneità, senza dare
sofferente che, come tutti gli uomini ma
per scontato i contenuti acquisiti ha corso
in modo speciale perché sofferente, nel
bisogno di ritrovare il rinsaldandoli e
del tempo, ma anzidesiderio e il significato di
una vita autentica e piena, del bisogno di
rimotivando continuamente le persone
verso un’appartenenza adulta e
verità, di libertà profonda, di amore gratuito.
missionaria.
Dalla fondazione al
 tempo presente.
 CVS: associazione e azione
    apostolica dei laici

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Tags:
Stats:
views:3
posted:11/13/2012
language:Unknown
pages:53