approvato dall'Assemblea Generale della Confederazione
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Dalla fondazione al
tempo presente.
CVS: associazione e azione
apostolica dei laici
Anna Maria Cipriano, sodc
APOSTOLATO CENTRO VOLONTARI DELLA
SOFFERENZA
• Com’è l’apostolato oggi nella vita del Centro.
• Come si vorrebbe la vita del nostro Centro.
• Spirito di preghiera
• Spirito di penitenza
• Spirito di unità di metodo per raggiungere un obiettivo
comune.
• Spirito di disciplina nell’attuazione delle linee
programmatiche
• Spirito di iniziativa nell’azione di fermento che deve
scaturire dalle Commissioni.
•Spirito di fraterna carità che deve legare gli iscritti tra loro.
• Spirito di sostegno in tutto il lavoro del Centro: chi ha
deve dare a sostegno di chi non ha.
COM’È L’APOSTOLATO OGGI NELLA VITA DEL CENTRO
La posizione dell’apostolato nelle varie diocesi è vitale soprattutto
in proporzione della dedizione dei responsabili. Oggi tale
posizione è grandemente migliorata: certe zone stanno
risvegliandosi e prendono finalmente per intero le impostazioni del
Centro; in altre è cessato il pericolo del condizionamento
paternalistico in cui gli iscritti si trovavano di fronte a responsabili
che si sostituivano alle strutture della viva partecipazione degli
ammalati alla vita e allo sviluppo dell’apostolato.
Il Centro, nella sua disposizione di lavoro, direzione, punto di
convergenza di apostolato, sta prendendo la posizione che
giustamente deve avere, quella di servizio nelle varie Chiese
locali nell’unità programmatica, stabilita dalla partecipazione di
tutti, in una pastorale d’insieme, nell’intento finalistico di
rispondere con chiarezza ed impegno di spirituale apporto alle
precise richieste dell’Immacolata, che sono: preghiera e penitenza
COME SI VORREBBE LA
VITA DEL CENTRO
Nelle programmazioni odierne
necessariamente entrano
componenti da cui non si può e
non si deve prescindere:
1) Il tempo in cui viviamo: scoperte
meravigliose della tecnica che si
impongono per la loro profonda ed
adeguata risposta alle esigenze
dell’uomo, sano o ammalato che
sia.
2) Strutture che oggettivamente
devono aggiornarsi. Oggi ci vuole
la realtà dei programmi, presentati
e vissuti nella loro sana validità di
risposta agli obiettivi che si
propongono.
3) I giovani che vedono
l’insuccesso di ciò che non è
valido, e disperatamente e con
l’impetuosità frettolosa degli animi
giovanili vorrebbero abbattere tutto,
in una contestazione generale,
dimentiche che i principi della
dignità dell’uomo, considerato nel
rispetto delle sue scelte di spirito e
di lavoro, restano immutabili.
4) La necessità di confrontare la
vita con l’insegnamento del Cristo,
che oggi più di ieri affascina le
menti e fa sentire il valore o la
vacuità di quanto non è radicato
nella sua parola, che è luce e vita
dell’umanità.
5) La necessità di far partecipare alle
responsabilità dell’Associazione la base
dell’Associazione stessa, i malati ed i Fratelli
degli ammalati, i quali, abituandosi a considerare
l’apostolato nelle sue pratiche difficoltà,
abbandonano i preconcetti, diventando anime
generose che sanno vedere le vere necessità
degli altri, protendendosi verso i fratelli in intima
consapevolezza che l’uomo, e soprattutto il
cristiano non è un a solo, egocentrico, con
visuale propria ed avida, al di fuori del complesso
della realtà cristiana, il Corpo Mistico..
6) La vacuità della vita che
tantissime persone vivono in un
quiescente materialismo pratico
che non soddisfa e
quotidianamente attesta le sue
terribili conseguenze sociali e
cristiane.
7) La necessità che tutti avvertono di aggrapparsi
a qualcosa che resti, che educhi, che schiuda
orizzonti, poiché la civiltà odierna, considerata
nella sua massa generale, ha fatto, in piano
morale, un passo indietro. In momenti di
improvviso sviluppo di civiltà e di economia, in
momenti di catastrofi politiche e sociali l’uomo,
vivendo la propria fede più per tradizione che per
consapevole adesione, si è trovato sprovvisto di
fronte al pullulare di tanti errori.
Ecco dunque le linee che nell’inizio di
questo XXV.mo vi ripresento con piena
consapevolezza della loro
imprescindibile vitalità e forza
costruttiva:
1) SPIRITO DI PREGHIERA
2) SPIRITO DI PENITENZA
3) SPIRITO Dl UNITA’ DI METODO
PER RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO
COMUNE
1) Preparare dei dirigenti del Centro per un vero
e profondo rinnovamento. Basta con i circoli
chiusi e ristretti.
L’apostolato deve sentire in sé l’esigenza del
fermento, che, proprio perché fermento, lievita e
pervade l’intera massa.
Dobbiamo, in parecchie zone, uscire fuori da
posizioni stagnanti. Dobbiamo allora preparare
dei “Leaders”, ossia dei responsabili, dei
dirigenti — sani ed ammalati — che
comprendano e vivano l’intero programma in
tutta la sua dinamica.
2) Occorre ristrutturare ed
animare i Consigli ed i Centri
Diocesani. Non basta
segnare dei nomi, tanto per
dire che le cariche sono state
tutte coperte.
3) Occorre ristrutturare i
settori, precisando l’età degli
appartenenti, proprio per
non precludere la dinamica
del settore stesso.
4) Spirito dl disciplina
nell’attuazione delle
linee programmatiche
5) Spirito di iniziativa
nell’azione di fermento
6) Spirito di fraterna carità
che deve legare gli iscritti
tra loro
7) Spirito dl sostegno in
tutto il lavoro del centro:
chi ha deve dare a
sostegno dl chi non ha
(Dalla 3ª alla 20ª diapositiva, cito mons. Luigi
Novarese, L’Ancora 1971)
Maggio 1943
1
7
M
A
G
G
I
O
1
9
4
7
1 Novembre 1950
15 Agosto 1952
manoscritto mons. Luigi Novarese, cfr. Uno statuto per il CVS, pag. 10
LSM
Pia unione primaria Condivisione di
SODC VS
e consociazioni benefici spirituali
FA
Confederazione CVS Comune appartenenza
Internazionale SODC CVS
e coordinamento
cfr. Uno statuto per il CVS, pag. 12
Approvazioni
diocesane
Approvazioni
Pontificie
17 maggio 2001
DECRETO
Riconoscimento dei Silenziosi Operai della Croce
e di Approvazione dello Statuto
da parte del Pontificio Consiglio per i Laici
Vaticano, 17 maggio 2001
L'associazione Silenziosi Operai della Croce è un movimento fondato da Mons. Luigi Novarese e da Sorella Elvira Myriam Psorulla che iniziò la
propria attività il 11 novembre 1950. I suoi membri, chierici e laici, in una totale dedizione a Dio, intendono testimoniare una piena ed intensa
comunione con Cristo nel sostegno delle persone sofferenti. Il 18 febbraio 1960 ricevette il primo riconoscimento dalla Chiesa, come Pia Unione nella
diocesi di Ariano Irpino; successivamente elevata al titolo di "Primaria" con il Breve apostolico Valde probandae di S.S. Giovanni XXIII, in data 24
novembre 1960.
Sin dalla sua creazione, l'associazione ha contribuito ad una forte presa di coscienza della vocazione e del prezioso ruolo delle persone ammalate
nella Chiesa e nel mondo, chiamate a svolgere un compito specifico di evangelizzazione tramite la propria vita. «Il dolore e la malattia fanno parte del
mistero dell'uomo sulla terra. Certo, è giusto lottare contro la malattia, perché la salute è un dono di Dio. Ma è importante anche saper leggere il
disegno di Dio quando la sofferenza bussa alla nostra porta. La “chiave” di tale lettura è costituita dalla Croce di Cristo» (Giovanni Paolo Il, Omelia
dell'11 febbraio 2000, Giubileo degli Ammalati).
Una manifestazione della premura degli iniziatori del movimento verso i malati e i sofferenti è la costituzione del Centro Volontari della Sofferenza nelle
singole diocesi, come spazio di accoglienza delle persone ammalate e sofferenti che partecipano della spiritualità dei Silenziosi Operai della Croce.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II, come pure il magistero post-conciliare, ha prestato speciale attenzione alle forme aggregative di partecipazione
nella vita della Chiesa, manifestando nei loro confronti la sua profonda stima e considerazione (cfr. Decreto sull'apostolato dei laici Apostolicam
actuositatem, 18, 19 e 21; Esortazione apostolica post-sinodale Christifideles laici, 29).
Nello stesso senso, all'inizio del nuovo millennio S.S. Giovanni Paolo II ha scritto che riveste una grande importanza «promuovere le varie realtà
aggregative, che sia nelle forme più tradizionali, sia in quelle più nuove dei movimenti ecclesiali, continuano a dare alla Chiesa una vivacità che è dono
di Dio e costituisce un'autentica primavera dello Spirito» (Lettera apostolica Novo Millennio Ineunte, 46).
Vista l'istanza inoltrata dal Rev. Don Giovan Giuseppe Torre, Moderatore Generale, in cui sollecita dal dicastero il riconoscimento dei Silenziosi Operai
della Croce come associazione privata internazionale di fedeli nonché l'approvazione degli Statuti;
Attesa l'opportunità di approvare gli Statuti della summenzionata associazione;
Visti gli articoli 13 1 - 134 della Constituzione Apostolica Pastor bonus, sulla Curia Romana, e il canone 312, § 1, l° del Codice di Diritto Canonico, il
Pontificio Consiglio per i Laici decreta:
1°. Il riconoscimento dei Silenziosi Operai della Croce come associazione privata internazionale di fedeli di diritto pontificio, con personalità giuridica,
secondo i canoni 298-311 e 321-329 del Codice di Diritto Canonico.
2°. L'approvazione degli Statuti dell'associazione, debitamente autenticati dal dicastero e depositati nei suoi archivi, per un periodo ad experimentum di
cinque anni.
Dato in Vaticano, il diciassette maggio duemila uno.
Stanislaw Rylko James Francis Card. Stafford
Segretario Presidente
21 gennaio 2004
PONTIFICIUM CONSILIUM PRO LAICIS
149/04/S—61/A—33 a.
DECRETO
Il primo Centro Volontari della Sofferenza nasce a Roma nel 1947 per iniziativa del Servo di Dio Mons. Luigi Novarese (1914-1984), con l’intento di
svolgere l’apostolato presso le persone sofferenti, valorizzando il loro ruolo insostituibile nella Chiesa e nella società. Nel perseguimento di questo fine il Centro
Volontari della Sofferenza coinvolge sia persone sane, sia infermi.
Partecipano all’opera del Centro Volontari della Sofferenza i membri dell’Associazione internazionale di fedeli Silenziosi Operai della Croce, aggregazione
riconosciuta dal Pontificio Consiglio per i Laici con Decreto in data 17 maggio 2001.
Il Centro Volontari della Sofferenza fonda le proprie radici nella richiesta di preghiera e di penitenza che la Madonna rivolse all’umanità nei santuari di
Lourdes e di Fatima.
In occasione del 50° anniversario della fondazione del Centro Volontari della Sofferenza, celebratosi a Marino (Roma) il 6 settembre 1997, Giovanni Paolo
II ha fatto riferimento alla profonda devozione mariana di Mons. Novarese con queste parole: «Era consapevole che Maria stessa, unita al divin Figlio ai piede della
croce. ci insegna a vivere la sofferenza con Cristo ed in Cristo, nella potenza d’amore dello Spirito Santo. Maria è la prima e perfetta “volontaria della sofferenza”,
che congiunge il proprio dolore al sacrificio del Figlio, perché acquisti significato di redenzione» (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, 20/2 [1997], p. 268).
Dopo anni di lavoro, sono ormai numerosi i Centri sorti nelle Chiese particolari. riconosciuti dagli Ordinari diocesani. Al fine di facilitare il loro
coordinamento, il Consiglio dell’Associazione di fedeli Silenziosi Operai della Croce, dopo aver ricevuto l’opportuno mandato dell’Assemblea generale, durante la
riunione che ebbe luogo a Ariano Irpino nel mese di ottobre del 2001, approvò all’unanimità il progetto di Statuti della Confederazione internazionale dei Centri
Volontari della Soffèrenza. inoltrato al Pontificio Consiglio per i Laici per l’approvazione e per la formalizzazione del riconoscimento giuridico della Confederazione.
Nell’art. 2° degli Statuti si legge, infatti: «La Confederazione ha lo scopo di promuovere, favorire e assicurare nelle associazioni che ne fanno pane la
realizzazione della intuizione carismatica di mons. Luigi Novarese, che vede nella sofferenza offerta dal malato una partecipazione al mistero pasquale di Cristo
che lo rende apostolo e perciò primizia e profezia per la valorizzazione di ogni forma di sofferenza presente nella vita dell’uomo (…)».
Per tutto quanto sopra,
Vista l’istanza inoltrata dal Rev. Don Giovan Giuseppe Torre, Presidente della Confederazione internazionale dei Centri Volontari della Sofferenza, in data
24 gennaio 2002, in cui sollecita il Dicastero al riconoscimento giuridico della Confederazione medesima, nonché l’approvazione dei suoi Statuti;
Visto il Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, datato 17 maggio 2001;
Attesa l’opportunità di riconoscere la suddetta Confederazione e di approvare i suoi Statuti, per favorire al meglio il coordinamento e la diffusione di questo
apostolato al servizio delle persone sofferenti, e accolte dalla Confederazione le osservazioni agli Statuti avanzate da questo Dicastero;
Visti gli articoli 131-134 della Constituzione Apostolica Pastor bonus, sulla Curia Romana, e il canone 312, § 1, 1° del Codice di Diritto Canonico, il
Pontificio Consiglio per i Laici decreta:
1°. Il riconoscimento della Confederazione internazionale dei Centri Volontari della Soffèrenza, con personalità giuridica privata, secondo i canoni 298-311
e 321-329 del Codice di Diritto Canonico.
2°. L’approvazione degli Statuti della Confederazione, debitamente autenticati dal Dicastero e depositati nei suoi archivi, per un periodo ad experimentum di
cinque anni,
Dato in Vaticano, il ventuno gennaio duemila quattro, Santa Agnese, vergine e martire.
Josef Clemens Stanislaw Rylko
Segretario Presidente
Rivediamo lo schema
confederativo attuale
La Confederazione CVS Internazionale convoca l’assemblea generale
internazionale ogni 3 anni.
L'Assemblea generale
1. designa i membri elettivi del Consiglio di Presidenza;
2. approva, su proposta del Presidente, i piani formativi e gli orientamenti
generali relativi alla spiritualità e alle dinamiche dell'apostolato della
Confederazione;
3. delibera circa la relazione conclusiva e programmatica predisposta dal
Consiglio di Presidenza;
4. approva il rendiconto consuntivo e preventivo delle entrate e delle spese
presentato dallo stesso Consiglio;
5. determina l'ammontare del contributo economico che ogni Associazione
confederata deve annualmente versare alla Confederazione;
6. decide sulle altre materie di sua competenza e su quanto venga ad essa
sottoposto dal Consiglio;
7. definisce ed approva il Direttorio e altri testi complementari al presente
statuto;
8. decide eventuali modifiche di statuto da sottoporre all'approvazione del
Pontificio Consiglio per i laici.
(Statuto Confederazione art. 7)
Sezioni nazionali o territoriali
dell’Assemblea Internazionale
Subito dopo la realizzazione dell’Assemblea generale
internazionale, nelle varie nazioni, vengono convocate, dai
rispettivi delegati, le Assemblee nazionali (sezioni nazionali o
territoriali dell’Assemblea Internazionale).
Tali sezioni sono parte dell’Assemblea generale Internazionale
e come tali vengono convocate ogni 3 anni subito dopo
l’Assemblea Internazionale.
Ad esse compete:
Specificare i contenuti della proposta formativa, ricevuti
dall’Assemblea generale internazionale, nella propria nazione o
territorio minore. In tale specificazione si tiene conto delle
indicazioni prodotte dalle Conferenze episcopali nazionali e da
altre istanze comunque recepite dall’Assemblea nazionale. Da
tale ulteriore documento (programma nazionale) derivano le
varie sussidiazioni e quanto altro intenda mediare il cammino
formativo offerto alle associazioni.
(Regolamento approvato dall’Assemblea Generale
della Confederazione internazionale CVS del 3 – 9 marzo 2008 , Progetto triennale: formazione)
Quanto stabilito nel Regolamento generale
approvato dall’Assemblea Internazionale del
maggio 2008 circa lo svolgimento delle sezioni
nazionali, viene specificato nel Regolamento per
lo svolgimento della sezione nazionale italiana
dell’Assemblea generale internazionale e per
l’elezione del Delegato nazionale e dei
Coordinatori regionali in questo modo:
Articolo 2 - Svolgimento.
La sezione nazionale si svolge ogni tre anni, come ultima
sessione dell’Assemblea Generale internazionale.
La sezione nazionale
recepisce i contenuti del Piano triennale approvato
dall’Assemblea Generale internazionale e predispone, a livello
nazionale, un Progetto pastorale di tre anni (formazione - azione
apostolica, cfr. Regolamento per le sessione nazionali, Ass. Gen.
Int. 2008), avuto conto delle eventuali indicazioni della
Conferenza episcopale italiana (C.E.I.). Tale Progetto è
concretamente attuato nel proprio contesto (regionale e
diocesano), con programmazione annuale, dalle associazioni
confederate della medesima regione ecclesiastica;
provvede ad eleggere, tra i Responsabili delle singole
associazioni confederate, il Delegato nazionale, con un mandato
di sei anni, che rappresenterà tutte le associazioni confederate
della nazione all’Assemblea Generale internazionale
ASSEMBLEA CONSIGLIO
INTERNAZIONALE DI
PRESIDENZA
SEZIONE
NAZIONALE
eventuale
COORDINATORE
TERRITORIALE
ASSOCIAZIONE
CONFEDERATA
2011
Proposta di modifica
dello statuto della CVS
Internazionale
È nata, nel corso della fase di esperimento per lo
statuto della Confederazione CVS Internazionale,
l’esigenza di realizzare un più idoneo livello di
coordinamento nazionale per le attività di
apostolato.
Lo schema qui riportato indica gli elementi principali
per una possibile riorganizzazione, che decentri il
livello assembleare mediante il criterio della delega.
Ecco gli elementi caratteristici che andranno
riportati e definiti sia nello statuto sia nel
regolamento generale:
l’assemblea internazionale
riconosce una “delegazione”
ASSEMBLEA CONSIGLIO
quando sono presenti, in un
INTERNAZIONALE DI
territorio, un numero congruo
di associazioni confederate. PRESIDENZA
L’assemblea di delegazione
La“delegazione” delegazione
la composta dairiproduce, in
L’assemblea di responsabili
è delegazione è retta da
una parte minore,delegazione
definisce della uno schema
una propria assemblea,
il territoriouna parte del che
delle DELEGAZIONE
associazioni
agisce a nome e per conto
analogoin quello con l’intera
può coincidere di governo
regolamentopresenti nel
confederate generale della
internazionale della
dell’assembleaparte di essa
confederazione,
nazione oVi partecipa un
territorio. una con i suoi
Confederazione,
internazionalel’attività
organizzando in riferimento
(pensiamo a nazioni come il
referente nominato dal
elementi caratteristici:
un’assemblea, proprio
apostolica nelun consiglio
al proprio territorio e
Brasile...).di presidenza e un
Consiglio
(anche in (meglio materie
territorio di competenza (ad
relativamente allein questo
presidente questo caso è una
esempio: delega.
caso: “coordinatore”)e regioni).
oggetto dinazione
delega).
ASSOCIAZIONE
CONFEDERATA
• l’assemblea internazionale riconosce una “delegazione” quando sono
presenti, in un territorio, un numero congruo di associazioni
confederate.
• la “delegazione” riproduce, in una parte minore, uno schema analogo
a quello di governo internazionale della Confederazione, con i suoi
elementi caratteristici: un’assemblea, un consiglio e un presidente
(meglio in questo caso: “coordinatore”)
• il territorio della delegazione può coincidere con l’intera nazione o una
parte di essa (pensiamo a nazioni come il Brasile...).
• La delegazione è retta da una propria assemblea, che agisce in nome
e per conto dell’assemblea internazionale in riferimento al proprio
territorio e relativamente alle materie oggetto di delega.
• L’assemblea di delegazione definisce una parte del regolamento
generale della confederazione, organizzando l’attività apostolica nel
proprio territorio di competenza (ad esempio: nazione e regioni).
• L’assemblea di delegazione è composta dai responsabili delle
associazioni confederate presenti nel territorio. Vi partecipa un
referente nominato dal Consiglio di presidenza (anche in questo caso
è una delega).
Per il Consiglio di delegazione vi
sono due ipotesi di composizione:
Nº 1:
3 consiglieri eletti dall’assemblea tra gli iscritti alle
associazioni confederate
1 coordinatore eletto dall’assemblea tra i responsabili
delle associazioni confederate
1 referente nominato dal consiglio di presidenza
(internazionale)
Nº 2:
3 consiglieri eletti dall’assemblea tra gli iscritti alle
associazioni confederate
1 coordinatore nominato dal consiglio di presidenza
(internazionale)
Le due ipotesi di composizione del
consiglio nascono da una esigenza
sollevata dai Silenziosi Operai della
Croce. Questi intendono esprimere
maggiormente il proprio ruolo di guida e
coordinamento nei confronti della
Confederazione. Ritengono pertanto
necessario che, anche nelle nazioni o
delegazioni, vi sia presente un Silenzioso
Operaio della Croce a svolgere un
compito di coordinamento.
(Dalla diapositiva 37 alla 44 confronta allegato denominato
“Confederazione CVS Internazionale, nota per la modifica
dello statuto”)
Conclusione
Guardiamo al futuro
"si dimostra ugualmente sempre più necessario, a causa
delle situazioni di scristianizzazione frequenti ai nostri
giorni, per moltitudini di persone che hanno ricevuto il
battesimo ma vivono completamente al di fuori della vita
cristiana, per gente semplice che ha una certa fede ma
ne conosce male i fondamenti, per intellettuali che
sentono il bisogno di conoscere Gesù Cristo in una luce
diversa dall'insegnamento ricevuto nella loro infanzia, e
per molti altri" E, con il pensiero rivolto ai lontani dalla
fede, aggiungeva che l'azione evangelizzatrice della
Chiesa "deve cercare costantemente i mezzi e il
linguaggio adeguati per proporre o riproporre loro la
rivelazione di Dio e la fede in Gesù Cristo"
(Esort. ap. Evangelii nuntiandi, n. 52. 56, citato da Benedetto XVI nella Lettera apostolica di
costituzione del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione).
il compito che attende la Chiesa oggi,
un compito che, se riguarda
direttamente il suo modo di relazionarsi
verso
l'esterno, presuppone però, prima di
tutto, un costante rinnovamento al suo
interno, un continuo passare, per così
dire, da evangelizzata ad
evangelizzatrice.
Benedetto XVI nella Lettera apostolica di costituzione del Pontificio Consiglio per la promozione
della nuova evangelizzazione).
La diversità delle situazioni esige un attento
discernimento; parlare di "nuova
evangelizzazione" non significa, infatti,
dover elaborare un'unica formula uguale per
tutte le circostanze. E, tuttavia, non è
difficile scorgere come ciò di cui hanno
bisogno tutte le Chiese che vivono in
territori tradizionalmente cristiani sia un
rinnovato slancio missionario, espressione
di una nuova generosa apertura al dono
della grazia.
Benedetto XVI nella Lettera apostolica di costituzione del Pontificio Consiglio per la promozione
della nuova evangelizzazione).
Ci sentiamo fortemente sollecitati nello del
Dalla Chiesa in generale e dal gesto
specifico particolare di costituire
Papa in del nostro Carisma a saper
formalmente un del tempo per la “nuova
accogliere le sfide dicastero contemporaneo in
modo particolare quelle che vengono dal
evangelizzazione”, comprendiamo che la
mondo della sofferenza, quelle che in ogni
missione ha bisogno di rimanere
nostrastorico nascono dall’esigenza dell’uomo
tempo
aperta alla contemporaneità, senza dare
sofferente che, come tutti gli uomini ma
per scontato i contenuti acquisiti ha corso
in modo speciale perché sofferente, nel
bisogno di ritrovare il rinsaldandoli e
del tempo, ma anzidesiderio e il significato di
una vita autentica e piena, del bisogno di
rimotivando continuamente le persone
verso un’appartenenza adulta e
verità, di libertà profonda, di amore gratuito.
missionaria.
Dalla fondazione al
tempo presente.
CVS: associazione e azione
apostolica dei laici
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