Docstoc

OCCIDENTE N°40 (IV) - 5/11/2012

Document Sample
OCCIDENTE N°40 (IV) - 5/11/2012 Powered By Docstoc
					  Ricordiamo Pino Rauti come Lui preferirebbe : con un suo Articolo di analisi




                  commenti-opinioni –immagini /
  /informazioni- commenti
                   commenti-
  / informazioni - commenti opinioni –immagini /
 “

     “Occidente non è solo storia e geografia. E’ Tradizione, è Pensiero e capacità di lotta
      tenace, è Legge e sguardo rivolto al Cielo. E’ insegnamento al mondo. E’ Civiltà”.

  Palermo------------------n°4O-----------5 Novembre 2012

                                                                                                  Se n’è andato, ci ha lasciati Pino Rauti .
                                                                                                  Ed è difficile parlarne per chi tanto lo
                                                                                                      apprezzato..
                                                                                                  ha apprezzato Rauti è stato il simbolo
                                                                                                  vivente della complessità della Destra
                                                                                                  italiana. La scarsa dimestichezza del
                                                                                                  giornalismo politico della nostra
                                                                                                  Nazione ad affrontare i personaggi
                                                                                                  «cruciali» della vita pubblica,
                                                                                                  soprattutto quando sono difficili da
                                                                                                  incasellare lascia spazio
                                                                                                  all'incomprensione o, peggio, alla
                                                                                                  rimozione. È accaduto a Rauti,
                                                                                                  intellettuale e studioso che con la sua
                                                                                                  ostinata capacità di attirarsi i fulmini
                                                                                                  demolitori dell'establishment politico e
                                                                                                  mediatico, ha testimoniato il primato
                                                                                                  della cultura in politica a spese del
                                                                                                  piccolo cabotaggio elettoralistico e
                                                                                                  partitocratico. In questo senso Egli ha
                                                                                                  riassunto la sua militanza per oltre
                                                                                                  sessant'anni finendo per rappresentare
                                                                                                  quella certa idea della Destra che
                                                                                                  confonde gli osservatori non meno che
                                                                                                  la maggior parte di coloro che nella
                                                                                                  destra stessa pure si riconoscono o si
                                                                                                  sono riconosciuti. La sua fiera
                                                                                                  «diversità» Rauti l'ha dispiegata tutta
                                                                                                                  dell'irregolarità, il ché gli
                                                                                                  nel perimetro dell'
                          L’Italia deve rinascere con uno Stato di tipo nuovo, basato             ha procurato notevoli fraintendimenti
 EDITORIALE               sul    prevalere    delle   competenze,
                                                      competenze       sulla   struttura          che tuttavia non lo hanno mai fatto
                                                                                                  deflettere dalla convinzione maturata
  di Pino                 gerarchizzata di tutte le specializzazioni, sull’inserimento
                                                                                                  fin da giovanissimo: la necessità, cioè, di
                          istituzionale delle componenti sociali qualificate del lavoro
   Rauti                  e della tecnica, su una radicale riorganizzazione di tutte le
                                                                                                  coniugare i valori tradizionali con la
                                                                                                  «questione sociale» in una sintesi c  che
                          strutture, nonché con la creazione di strutture nuove, in
                                                                                                  oggi potremmo arditamente definire
                                                                                                  «metapolitica» che immaginava a
ordine ai problemi dell’attuale società nazionale, del “Paese reale” dei nostri anni..            fondamento di una Repubblica
Dovremmo altresì , a nostro avviso, reintrodurre nella tematica nazionale i                       pacificata e modellata secondo i criteri
problemi di politica estera e fare anche di questo un carattere distintivo e di                   della partecipazione e del decisionismo
                                           reintrodurre
superiorità sugli altri. E diciamo reintrodur perché in effetti più nessuno parla                 Si fa presto a liquidare Rauti come un
oggi in Italia di politica estera. A sinistra, nonostante tutto l’agitarsi strumentale            «incendiario d'anime», per usare la
sul pacifismo, si ss benissimo qual è lo sbocco, quale sarebbe il risultato in caso di             orte
                                                                                                  forte e suggestiva espressione che
prevalenza accentuata dei marxisti…Ma neanc        neanche negli altri partiti si hanno idee      la Pravda - niente di meno - coniò per
chiare : si va dai distinguo neutralisti e dalle velleità teraforziste dei socialisti e           lui nel 1979 quando perfino in URSS ci
delle sinistre democristiane all’atlantismo pappagallesco e ritualistico di tutti gli             si accorse che dalle idee rautiane, ben
                                                         ad
altri senza che nessuno ponga mente e mano a una analisi di quanto è accaduto                     articolate nell'ambito di giovani politici
nell’ultimo ventennio e soprattuttodi quanto sta accadendo intorno a noi, nel                     che erano anche intellettuali, e veicolate
Mediterraneo e nel Baltico, nella Germania e nel sud         sud-est asiatico col ritiro delle    da un giornale che egli aveva appena
forze statunitensi. Anche noi dobbiamo aggiustare il tiro, a           anche noi dobbiamo         fondato, Linea, poteva venir fuori una
impostare un largo, proficuo, approfondito dibattito sututta questa seie di problemi,             Destra non convenzionale, ma
                                                                              spregiudicata.
alcuni deiquali assolutamente nuovi e quindi postulanti un’analisi spregiudicata                  alternativa a quella stereotipata dei
Possiamo iniziarla, cominciando a ribadire che noi articoliamo le nost tesi di  nostre            perbenismi in voga e un po' parruccona,
politica estera su due grandi assi, che sono poi le due costanti classiche della                  funzionale ai ceti borghesi e “buona”
politica estera che l’Italia conobbe sempre nei momenti del suo maggio prestigio.                 per lo stesso sistema dei partiti. Una
Anzitutto sull’Europa e l’europeismo attivistico che è reso necessario dalla nuov         nuova           «rivoluzionaria», insomma,
                                                                                                  destra «rivolu
situazione mondiale. Viviamonell’epoca dei grandi aggregati super     super-nazionali             gravida di idee e capace di una suprema
 e quasi continentali, resi irreversibili anche dai dati dello sviluppo scientifico               apostasia: la negazione delle virtù
e tecnologico..                                                          (segue a pag. 2)         plebee in nome di una paradossale
                                                                                                  aristocraticità.
                                                        NUOVO”-1970)
                 (tratto dal N° 3 della rivista “ORDINE NUOVO”
         (continua dalla
prima)   (segue dalla Prima)-
         O l’Europa si unisce, o i singoli Stati europei sono condannati ad un triste
         destino di sottosviluppati. A Oriente c’è il colosso russo…A Occidente sono
         soggetti al predominio “strisciante”, tecnologico, economico finanziario e di

costume, dell’americanismo, del radicalismo rinunciatario e del cosmopolitismo
edonistico.
Ma l’Europa non si unisce sommando i supermercati, le mucche ed il pollame,e
neanche le miniere. L’Europa va costruita anzitutto negli spiriti e nelle volontà intorno
ad una concezione spirituale della vita e del mondo e a una fede rinnovata in quei
Valori civili e di costume che già ne garantirono l’indiscusso e benefico “Primato” nel
mondo.
Sono quindi le stesse idee, è la stessa dottrina, la stessa fede che proponiamo all’Italia
per la sua rinascita, idee che possono e debbono diventare le indicazioni ultime per la
salvezza dell’Europa, oltre lo spirito di Yalta che ancora presiede aisuoi destini, oltre a
quell’interpretazione servile ed equivoca di un malinteso “atlantismo” che distingue
l’operato delle attuali classi dirigenti.
In questa prospettiva l’Italia deve riacquistare anzitutto l’autonomia operativa , il
prestigio e la forza militare che le sono indispensabili per una sua peculiare ed incisiva
politica mediterranea.
Se noi non torniamo a contare qualcosa in questo che è pur sempre il “nostro” Mare,
noi non contiamo niente né come Nazione, né come Stato, né come collettività umana.
E “contare” significa essere presenti,prendere posizione, delineare politiche nel
variegato e tormentato mondo mediterraneo, che siavvia ad essere uno dei”punti
caldi” del mondo. Coordinando l’azione dell’Italia con quella di altri Stati europei e
mediterranei, come la Francia e la Spagna, vi sarebbero già, ad esempio, alcune basi
concrete sulle quali cominciare a muoversi uscendo dal nullismo pericoloso e vile in
cui siamo stati posti. E c’è da tener presente, nel dibattito su questo tema che siamo

                                  appena entrati nel pieno del grosso disimpegno e del
                                  grande Riflusso statunitense. L’America del Nord si
                                  avvia a vivere un drammatico periodo di politica
                                  interna. Nessuno può rispondere al più inquietante
                                  interrogativo d’attualità “dove va l’America?”, ma
                                  intanto si può constatare che la sua presenza
                                  militare non è più quella di una volta. Gli Stati Uniti
                                  appaiono sempre più risucchiati e come ipnotizzati
                                  dai loro problemi interni, che sono drammatici,
                                  colossali, esplosivi. Tutto lo “standard of life”
                                  americano scricchiola e viene contestato; la melting
                                  pot non funziona più da quando le minoranze etniche
                                  hanno scelto la strada del rifiuto più o meno violento

dell’integrazione razziale; alcuni problemi posti dal patologico sviluppo urbanistico e
dall’elefantiasi del produttivismo ad oltranza hanno dimensioni e acutezze che noi
europei possiamo a stento immaginare. Ma a parte tutte le considerazioni ideologiche
a cui ciò si presta a noi europei interessano per prime le conseguenze concrete sullo
equilibrio internazionale. E le conseguenze sono che lo “scudo” americano è solo un
pio ricordo degli anni ’60. Appare sempre più chiaro non solo che dobbiamo unirci, ma
   p
anche che dobbiamo difenderci.
Certo, gli attuali regimi non possono e non sanno farlo, ma questo significa solo che
esiste un altro motivo in più per denunciarli come esiziali al futuro nostro e
dell’Europa intera, al futuro stesso della Civiltà, e per spazzarli via. Noi abbiamo il
compito di saldare questi temi con quel Paese Reale che già oggi, sul piano


                                                         psicologico, è in rottura forte,
                                                         istintiva con il Paese legale
                                                         rappresentato dalla vecchia
                                                         partitocrazia ormai rassegnata
                                                         ad arrendersi alla Sinistra. Di
                                                         questo Paese Reale,il nostro
                                                         Mondo, in nome delle sue Idee
                                                         di sempre e impegnato nello
                                                         sforzo       costante            di   Vittima
                                                         “modernizzazione” del nostro
                MA COME SI FA A                          linguaggio politico , capace di
                                                         tradurre      gradualmente       in
               MENTIRE COSI’ AD                          pratica     tutta   una     nuova
                                                         metodologia d’Azione per le
              UN INTERO POPOLO ?                         categorie     e    gli   interessi
                                                         legittimi della società italiana
                      IN REALTA’, INVECE
                                                         nel segno delle soluzioni nostre
                                                         ai suoi problemi concreti, sia
                                                         dunque,davvero e finalmente,
                                                         l’interprete coerente,      attivo,
                                                         coraggioso      e   spregiudicato
                                                         ponendosi, senza complessi di
                                                         inferiorità, sul piano della lotta
                                                         per la conquista del potere.
                                                                              (P.R.)
   m
                                                              MA QUALI FRUTTI ? Un 2013
                                                    in segno negativo: meno occupazione, meno pil,
                                                    meno produzione. Lo dice l'Istat in un rapporto
                                                                                      2012-2013: la luce
                                                    sulle prospettive dell'economia 2012
                                                    alla fine del tunnel non si vede, il prossimo anno
                                                    sarà ancora nel segno della crisi. "Le nostre
                                                    riforme - dice nello stesso giorno Monti- stanno
                                                    dando i primi frutti". Il presidente del Consiglio,
                                                    volato nel Laos per un incontro con il premier
                                                    cinese Wen Jiabao, commenta con soddisfazione
                                                    l'operato del suo governo .Innanzitutto il lavoro:
                                                    non ce n'è e non ce ne sarà. Nel 2012 la
                                                    disoccupazione si è aggirata sul 10,6 per cento,
                                                    nel 2013 salirà all'11,4. Solo a luglio l'Ocse aveva
                                                    previsto che arrivasse al 9,6, e sembrava un dato
                                                    negativo: oggi è rivisto al ribasso. Ma non solo.
                                                    Dallo studio Istat risulta che chi continuerà a
                                                    lavorare, guadagnerà meno: ci sarà una
                                                    significativa contrazione dei redditi. Ne consegue
                                                    una diminuzione dei consumi (meno 3,2 per
                                                    cento nel 2012, ancor meno 0,7 per cento nel
                                                    2013). Il rallentamento della caduta dei consumi
                                                    è collegato a un'eventuale ripresa del ciclo
                                                    produttivo e a un miglioramento delle condizioni
                                                    di accesso al credito.


                                     Sulle pagine di ricerca di Internet le parole “Patria” e
                                     “Nazione” non sono accompagnate che da Aforismi
                                        irridenti e da condanne di Autori tutti “sinistri”




Abbiamo cercato in tutto                     ,
                            la Rete internet, a partire da Wikipedia, le cosiddette "FRASI SU...."
Ed abbiamo usato prima la parola PATRIA e poi quella NAZIONE.
Non abbiamo trovato altro che Irrisioni, Smentite, Prese in Giro, Condanne, Maledizioni,
ALLARMI, messe in guardia.
Siamo ancora increduli.
E ' come se una Regia Demoniaca avesse scientificamente OBLITERATO l'ansia, il grido, il
                   dico
desiderio spasmodico dei più Grandi Popoli della Terra nel loro processo d'arrivo all'attuale
Condizione generale del Mondo. Come se nessun Autore degno di questo nome avesse invocato,
evocato, desiderato l'Unità o la difesa della sua Patria. Come se nessuno di valore l'avesse rimpianta
                              e                     Europa....Come se a questo termine MAGICO che
dopo , ad esempio,l 'invasione sovietica di mezza Europa....
                            on
indica la Terra dei Padri, non avesse fatto ricorso perfino Stalin quando nessuno pareva interessato
a difendere più la Russia mezza invasa già dai Tedeschi in nome del labile, inefficace richiamo agli
                         Vaterland,
"ideali del socialismo"..Vaterland, Patrie, Heimatland, Homeland, Haza, Italia mia....
(e dopo il Crollo del muro non sono forse rispuntate dal sottosuolo quelle Patrie che parevano
dimenticate dopo 70 anni di Inferno ?). Niente. Non ci sono Aforismi positivi per la Patria.
                                                      violenti.
E' un mito per sciocchi incolti, retrogradi, egoisti, violenti Il nazionalista è solo un trucido che cerca
nemici e sogna campi di concentramento....
Ci siamo sentiti SOLI, cari Amici. Ed abbiamo scrutato dentro di noi se questa "percezione" dentro           Dove mi siedo Io ?
di noi era davvero così poco nutrita di testi, priva di riferimenti culturali alti, zeppa solo di paure
                                      E
trasformate in meschine avversioni.E NON E' COSI'. NON E' AFFATTO COSI'.
SOLI, scaveremo dunque tra i nostri volumi e tra le nostre Memorie per vedere se davvero questo
                                                          nostra
MALIGNO REGISTA abbia argomenti per negare la nostr Identità, le nostre Radici, la nostra
Storia di Uomini e Donne, Grandi ed oscuri che, insieme, ci hanno consegnato quella caleidoscopica,
splendida SINFONIA che noi chiamiamo IDENTITA' ITAL        ITALIANA, RADICI NAZIONALI,
PATRIA. Dai tempi di Roma Eterna a padre Dante e fino ad oggi.
"La Terra dei Padri, la Fede immortal NESSUNO POTRA' CANCELLAR".
Noi scrivemmo le Tavole della Legge e costruivamo Imperi, quando altri, ancora
 nomadi, vagolavano nelle steppe in cerca d'arbusti per il fuoco della sera".


        La puntata di Report di domenica 28 ottobre ha rappresentato un colpo letale per
l'Italia dei Valori e soprattutto per il suo leader Di Pietro: al centro dell'inchiesta di
                                                        spesso
Sabrina Giannini, dedicata alla gestione dissoluta e spess illecita dei finanziamenti
elettorali da parte dei tesorieri dei partiti, sono finiti 56 immobili acquistati dalla
famiglia Di Pietro con modalità piuttosto sospette. Le case in questione, nella
disponibilità del leader, di sua moglie e del figlio Cristiano, sarebbero state comprate
con i fondi di un lascito destinato al partito o con soldi ricavati dai rimborsi elettorali
dell'Idv. Pare dunque che il Guaritore abbia preso anche lui la Malaria.
                                                                                 FASCISMO                     Il vantaggio delle tre gambe

                                                                                   “SENZA
                                                                              IDEOLOGIA” ?
                                                                       *In tanti sostengono , spesso
                                                                       per “tagliare i discorsi” che il
                                                                       Fascismo non fu e non è una
                                                                       “Ideologia”. Cerchiamo, però, ,
                                                                       tutti, di non impantanarci in
                                                                       giochi di parole. Il Fascismo
                                                                       (fatto dai fascisti) pubblicò la sua
                                    QUAL’E’ LA DURA VERITA’?           Dottrina. Scritta per
                                                                       l'Enciclopedia italiana (voce
                                                                       "Fascismo") da Benito
                                                                       Mussolini, Giovanni Gentile,
                       Che per il Sud ci sono state                    Gioacchino Volpe ed Alfredo
                                                                       Rocco. Possiamo anche
                     SOLO CHIACCHIERE !                                chiamarla un'anti-ideologie. Ma
                                                                       ci appare inutile addentrarci in
                                                                       questioni semantiche,
                                                                       terminologiche.
                                                                        Però occorre star attenti coi
                                                                       luoghi comuni : perchè se si
           4
          -4 NOVEMBRE e MILITE IGNOTO Ce li    IGNOTO-
                                                                       afferma che è , ad esempio, LO
ricordiamo da bambini, il 4 novembre, , la bandiera al balcone,
                                                                       STILE DI VITA LEGIONARIO
                                        tocento
i reduci del 15/18, il loro estremo Ottocento di ragazzi del ’ 9 99    si cade nella trappola di
                                 ovembre
finito in trincea. Quello di Novembre era il ponte di diopa  diopa-    ritrovarsi a constatare che
                                  va
triaefamiglia, perché celebrava i santi, i morti e gli                 Fascismo non può essercene più
eroi.Nell’aria l’odore di castagne arrostite. Poi finirono le          perchè non ci sono più nè
                no
parate e perfino i concerti in piazza delle bande militari. Infine     Legionari, nè Arditi.
restarono solo i concerti pop “offerti dal Comune” e i maxi
      abba le partite della Nazionale. L’Italia dimenticò maxi-
schermi per                                                   e noi
                                                                       E con tutto ciò noi riteniamo
                                                                       che sia possibile "pensare in
ragazzi di destra restammo soli col tricolore in mano. Dopo,
               stra                                                    maniera fascista", avere
venne una timida ripresa d’italianità fra Craxi e Spadolini, poi
                                    nità                               "opinioni e sentimenti fascisti".
Ciampi . Ma sempre dominò il rosso del 25 Aprile, pure sotto           Il che significa che il modello
Berlusconi e La Russa.Eppure giovanissimi ci affascinava il            "originario" deve evolversi ed ha
Milite Ignoto e il mistero tragico della sua identità. Dicevano
                                                   tità.               il dovere di ordinarsi, di
che ci poteva essere chiunque dentro la sua urna, anche                 auto-sistemizzarsi come insieme
qualche zio disperso al fronte. Magari del profondo Sud. Col           coerente di giudizi, pensieri e
                                                                       "Chiavi di lettura" per
                                      tria
Milite Ignoto la religione della Patria prese a Roma il posto
                                                                       interpretare gli eventi, anche
dell’Altare per il re. La Patria in piena monarchia si fece più
                                                                       moderni. Non vogliamo
umile, vicina.. Poi leggemmo Junger ed Evola che ce   celebravano      chiamarla Ideologia ? Vogliamo
nel Milite Ignoto l’impersonalità eroica, l’azione pura e              mettere insieme mattoni a caso
                                                        alla
assoluta che non mira neanche al riconoscimento e al gloria.           senza tirar su un muretto ? E
                                            te
Magnifica visione, ma la verità del Milite Ignoto era la sua           che facciamo allora in
                            ero
spaesata umanità di povero ragazzo, magari un fante contadicontadi-    alternativa? Ci muoviamo nel
no che non era mai uscito dalla terra sua, che non sapeva              mondo senza bussola, col criterio
niente della vita e si trovò coscritto a saper tutto della morte.      dell’andar “contro-corrente” e
Era il Milite Ignaro, e la sua era la purezza dei bambini e degli      basta ? Ci esprimiamo...a
agnelli più che degli eroi e dei titani. Eroe a sua insaputa,          intermittenza, a “grida” singole
ingenuo, recalcitrante o solo docile ai superiori e al fato. Ma il
                  trante                                               invece di trovare..."IL FILO
sacrificio lo rese grande. Ne fece un Mito. Solo a fermarsi per
                          .                                            CONDUTTORE" di..tutto ?Non
pensarci un attimo….                                                   ci appare affatto ragionevole




                                                                                    “La grandezza,
                                                                                     di un uomo o
                                                                                     di un popolo,
                                                                                    non è colorita,
                                                                                        sonora,
                                                                                     applaudibile,
                                                                                     rapida: è una
                                                                                     cosa intensa,
                                                                                    lenta; si nutre
                                                                                    di silenzio e di
     ecce                                                                               tempo”
  (ci dicono che queste cose si chiamano Libertà &
 Modernità. Controllate voi. Noi ci mettiamo in salvo.)
                                                          “OCCIDENTE
                                                                                        MASSIMO
                                                                                      BONTEMPELLI”

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Stats:
views:33
posted:11/5/2012
language:Italian
pages:4
Description: Agenzia di informazione diretta da Guido VirziBisettimanale di formazione e controinformazione.