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					Comune di Paderno Franciacorta
         Provincia di Brescia
                                               Piano Socio-Assistenziale – pag. 2



                                  INDICE

Introduzione……………………………………………………………pag. 4

Criteri generali…………………………………………………………pag. 6
 Finalità del servizio sociale……………………………………………………..pag. 6
 Destinatari dei servizi……………………………………………………………pag. 6
 Diritti e doveri degli utenti……………………………………………………...pag. 6
 Condizioni e requisiti d’accesso………………………………………………pag. 7
 Procedure per l’accesso ai servizi ………………………………………… pag. 7
 Documentazione richiesta per l’accesso ai servizi………………………..pag. 7
 Tipologia delle prestazioni e dei servizi………………………………………pag. 8

Interventi rivolti alla totalità dei cittadini………………………….pag. 9
 Segretariato sociale……………………………………………………………..pag. 9
 Sostegni economici generali…………………………………………………..pag. 9
   Minimo vitale……………………………………………………………………pag. 10
   Contributi straordinari…………………………………………………………pag. 11
 Alloggi………………………………………………………………………………pag. 11
 Servizio trasporto…………………………………………………………………pag. 11

Area disabili…………………………………………………………….pag.14
 Centri diurni per disabili ……………………………………….........................pag. 14
 Centri socio-educativi………………………………………………………….. pag. 20
 Servizio formativo assistenziale………………………………………………...pag. 21
 Nucleo inserimenti lavorativi…………………………………………………...pag. 22
 Strutture residenziali………………………………………………………………pag. 23
 Servizio di assistenza ad personam……………………………………………pag. 23

Area anziani…………………………………………………………….pag. 24
 Servizio di assistenza domiciliare……………………………………………….pag. 24
   Assistenza domiciliare integrata……………………………………………..pag. 25
 Servizio pasti a domicilio…………………………………………………………pag. 25
 Servizio telesoccorso……………………………………………………………...pag. 25
 Soggiorni climatici ………………………………………………………………...pag. 26
 Servizi a carattere residenziale e semiresidenziale….………………………pag. 26
   Residenze sanitario assistenziali……………………………………………….pag. 26
   Centro diurno integrato………………………………………………………..pag. 28
 Casa albergo……………………………………………………………………….pag. 28
   Prassi d’ammissione……………………………………………………………..pag. 29
 RSA – Tilde & Luigi Colosso- Rodengo………………………………………….pag. 29
                                        Piano Socio-Assistenziale – pag. 3



Area minori………………………………………………………………pag. 30
 Assistenza domiciliare minori…………………………………………………….pag. 30
 Servizio educativo domiciliare………………………………………………… pag. 30
 Comunità alloggio per minori…………………………………………………...pag. 30
 Centri di pronto intervento………………………………………………………pag. 31

Allegato A Modulo per richiesta servizi ………………………………………pag. 32

Allegato B Modulo rinuncia compilazione ISEE……………………………..pag. 33
                                                       Piano Socio-Assistenziale – pag. 4


                                    INTRODUZIONE

     Il presente costituisce, nell’ambito dei servizi alla persona un importante
documento regolamentare il cui scopo è agevolare la fruizione dei servizi da parte
dei cittadini con chiare regole di accesso, una definizione delle modalità di
richiesta oltre che una conoscenza preventiva dei costi e della contribuzione
necessaria da parte dell’utente sui diversi servizi.
     Il riferimento normativo nazionale nell’ambito dei servizi sociali è rappresentato
dalla legge-quadro di riforma per la realizzazione del sistema integrato degli
interventi e servizi sociali, legge 8 novembre 2000, n. 328. Tale legge ha
provveduto ad ordinare in modo sistematico le normative vigenti nell’ambito
sociale, introducendo significative novità nel sistema dei servizi. Infatti, per la prima
volta in un testo di legge di portata generale viene riconosciuto un vero e proprio
diritto a fruire delle prestazioni e dei servizi socio-assistenziali e vengono fissate
alcune priorità di intervento nei confronti di particolari situazioni di difficoltà
(persone disabili e anziani non autosufficienti) e soprattutto viene dato risalto al
ruolo della famiglia e al terzo settore, quali soggetti attivi del sistema integrato dei
servizi.
     Gli strumenti operativi per la realizzazione di tale sistema di servizi sono stati
individuati nel Piano Socio-Assistenziale nazionale triennale degli interventi e servizi
sociali e, a livello locale, nel Piano di Zona.
     Esso costituisce uno strumento di pianificazione territoriale che, a partire dalle
caratteristiche, dalle aree problematiche, dalle istanze che provengono dalla
comunità, dai bisogni e dalle risorse del territorio, consente la definizione delle
priorità e delle linee di sviluppo delle politiche socio-sanitarie locali per individuare
modalità di raccordo fra le attività socio-sanitarie dell’ASL e le attività socio-
assistenziali dei Comuni con l’obiettivo di costituire il sistema integrato di servizi alla
persona e alla famiglia previsto dalla legge 328/2000.
     Altro riferimento normativo è il D.Lgs.109/98 e successive modifiche                  e
integrazioni, che introduce i criteri per verificare le condizioni reddituali dei
soggetti che intendono accedere alle prestazioni sociali agevolate. In particolare
si richiama quanto stabilito nell’art. 3, comma 2 ter, del citato decreto 109, come
modificato dal D.lgs n. 130/2000, sulla valutazione della situazione economica
riferita alla sola persona assistita e non all’intero nucleo familiare, anche in
relazione alle modalità di contribuzione al costo della prestazione.
     Si richiama, inoltre, il “ Regolamento per l’applicazione dei criteri unificati di
valutazione della situazione economica dei cittadini che richiedono servizi
comunali a costo agevolato” approvato con delibera del Consiglio comunale n.
10 del 18/04/2002, strumento fondamentale per determinare le quote di
compartecipazione degli utenti al costo dei servizi.
     Gli ulteriori riferimenti normativi su cui si basa il Piano Socio Assistenziale sono:
- L. R. n. 23/1999 - Politiche Regionali per la famiglia.
- L. R. 1/2000 – Riordino del sistema delle Autonomie in Lombardia.
- L. R. 34/2004 - Politiche Regionali per i minori.
- Legge n. 45/1999 - Disposizioni per il Fondo Nazionale di intervento per la lotta
alla droga e in materia di personale dei Servizi per le tossicodipendenze.
- L.R. 38/1988 - interventi a tutela degli immigrati extracomunitari in Lombardia e
delle loro famiglie.
                                                  Piano Socio-Assistenziale – pag. 5

- Legge n. 189 del 30 luglio 2002, in materia di immigrazione e di asilo.
- L.R n. 3 del 12 marzo 2008 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla
persona in ambito sociale e socio sanitario”
 - Piano Socio Sanitario 2007/2009 approvato con deliberazione del Consiglio
Regione Lombardia n. VIII/257 del 26 ottobre 2006
- Piano Sociale di Zona 2009/2011.
                                                      Piano Socio-Assistenziale – pag. 6


                                  CRITERI GENERALI

                            FINALITÀ DEL SERVIZIO SOCIALE

   Il Servizio Sociale comunale opera per garantire il benessere di cittadini e della
comunità attraverso la tutela dei soggetti deboli realizzando attività integrate
volte all’inserimento sociale, riduzione del danno, attività di prevenzione e di
sostegno a favore di minori, adulti, anziani e portatori di handicap.
   La finalità prioritaria a cui deve rispondere la rete dei servizi socio – sanitari è la
tutela della salute come stato di benessere fisico, psichico e sociale.
   Tale finalità si concretizza attraverso le seguenti azioni:
    1. Prevenire e rimuovere le cause di ordine psicologico, culturale, sociale,
        economico che possano provocare situazioni di bisogni e fenomeni di
        emarginazione dagli ambienti di vita e di lavoro con la cooperazione del
        soggetto, della famiglia, della comunità, delle forze volontarie presenti nel
        territorio e di tutti gli altri servizi preposti alla sanità, all’educazione ed al
        lavoro;
    2. Promozione e salvaguardia del benessere e della qualità di vita del singolo
        e della collettività;
    3. Garantire la fruibilità di strutture e servizi con modalità che assicurano
        l’uguaglianza di trattamento e la specificità nelle esigenze;
    4. Sostegno al singolo e alla famiglia, favorendo possibilmente la permanenza
        nel proprio ambito familiare dei soggetti in difficoltà;
    5. Agire a sostegno del soggetto non autosufficiente, privo di famiglia o la cui
        famiglia sia impossibilitata o inidonea a provvedervi promovendo interventi
        specifici.

                                DESTINATARI DEI SERVIZI

Sono destinatari dei Servizi Sociali Comunali o gestiti dall’ASL provinciale nella sua
articolazione territoriale (Ambiti):
    a) i cittadini residenti;
    b) gli stranieri e gli apolidi residenti;
    c) i profughi, i rimpatriati o rifugiati nel Comune nonché coloro che dimorino
       temporaneamente, allorché si trovino in situazioni di bisogno tali da esigere
       interventi non differibili ed urgenti.

                             DIRITTI E DOVERI DEGLI UTENTI

   Agli utenti viene riconosciuto il diritto a:
   1) Essere compiutamente informati sui propri diritti in rapporto ai servizi sociali
      comunali e sovracomunali esistenti sulle prestazioni di cui è possibile
      usufruire attraverso canali di pubblicizzazione generale nonché attraverso
      informazioni personalizzate;
   2) Rispetto e consenso, attraverso modalità di erogazione dei servizi che
      garantiscano dignità e libertà personale e sociale, favorendo il più possibile
      il mantenimento delle proprie relazioni umane e il diritto di scelta delle
      prestazioni;
                                                               Piano Socio-Assistenziale – pag. 7



   3) Possibilità di fruizione di tutte le prestazioni, secondo i criteri fissati dal
       presente Regolamento e nei limiti fissati dalle tabelle di contribuzione;
   4) Libera scelta tra servizio pubblico o servizio convenzionato accreditato tra
       quelli deputati ad erogare le medesime prestazioni;
   5) Riservatezza dei propri dati personali, sanitari e sociali, secondo quanto
       previsto dalla vigente normativa sulla “privacy”1 ( D.lgs 196/2003 );
   6) Espressione del consenso sulle proposte di intervento rispetto alla propria
       persona, e in particolare, sulle proposte di ricovero in strutture residenziali.
   7) Alla tutela amministrativa dei propri diritti.
  E’ invece dovere dell’utente e/o della famiglia contribuire al costo del servizio in
base al proprio livello di reddito.

                             CONDIZIONI E REQUISITI DI ACCESSO

   I servizi sono rivolti alla generalità della popolazione, dando priorità al
soddisfacimento di coloro che si trovano in stato di bisogno.
   Si determina come stato di bisogno la presenza di almeno uno dei seguenti
elementi:
    1) insufficienza del reddito familiare in rapporto alle esigenze minime vitali di
       tutti i membri del nucleo allorquando non vi siano altre persone tenute a
       provvedere all’integrazione di tale reddito;
    2) incapacità totale o parziale del singolo o, in caso di minore, del suo nucleo
       familiare, a provvedere autonomamente a se stesso;
    3) presenza o esposizione a rischio di emarginazione;
    4) sottoposizione a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria che impongano o
       rendano necessari interventi di prestazioni socio – assistenziali.

                            PROCEDURE PER L’ACCESSO AI SERVIZI

   La richiesta di accesso ai servizi gestiti dal Comune o a livello sovra comunale
va presentata all’Ente Gestore.
   Per ogni tipologia di servizio esistente verrà esplicitata la modalità di
accertamento e di erogazione del servizio.
   Le richieste per servizi o prestazioni per il cui accoglimento sussistano limiti
numerici vengono collocate in ordine di priorità in una graduatoria pubblica.

                 DOCUMENTAZIONE RICHIESTA PER L’ACCESSO AI SERVIZI

  Ogni richiesta, al fine di valutare la reale situazione economica dell’utente e
dei familiari tenuti agli alimenti, deve essere integrata con:
   1) Dichiarazione sostitutiva delle condizioni economiche del nucleo familiare
      per la richiesta di prestazioni sociali agevolate, ai sensi dell’art. 4 e 5 del
      regolamento ISEE;

1  Al momento della richiesta di attivazione di qualsiasi servizio erogato dal Comune verrà chiesto
all’utente di sottoscrivere una liberatoria per il trattamento dei dati personali, al solo scopo di
agevolare lo scambio di informazioni tra operatori di diversi servizi, senza quindi ledere il diritto alla
riservatezza.
                                                     Piano Socio-Assistenziale – pag. 8



     2) Dichiarazione relativa ad altri interventi socio – assistenziali erogati da Enti
         pubblici o privati;
     3) Dichiarazione del richiedente contenente indicazioni relative ai parenti
         tenuti agli alimenti, alla composizione del nucleo familiare, compresi i
         conviventi di fatto senza legami di parentela e relativa situazione
         occupazionale;
     4) Dichiarazione del richiedente relativa ai proventi economici esenti IRPEF, a
         qualsiasi titolo percepiti.
    Coloro che in caso di richiesta di servizi non presenteranno alcuna
documentazione verranno automaticamente inseriti nella fascia più alta di
contribuzione, senza alcuna integrazione economica.
    I richiedenti che non intendono presentare la documentazione ISEE sono tenuti
a sottoscrivere il modulo per la rinuncia (v. ALLEGATO B, pag. 33) con cui si
autodeterminano nella fascia di contribuzione più alta.
    Ogni intervento e/o compartecipazione economica concorrerà a
determinare il reddito reale di ciascun richiedente nel caso di ulteriori e diverse
richieste di servizi ed integrazioni economiche.
    Al momento della richiesta di attivazione di qualsiasi servizio verrà richiesto
all’utente di compilare un modulo (v. ALLEGATO A, pag. 32) con i propri dati
personali, il tipo di servizio che si andrà ad attivare, e di sottoscrivere un consenso
per il trattamento dei propri dati personali e sensibili. Si fa presente che il
trattamento dei dati personali si rende necessario per fini socio-assistenziali e/o
socio-sanitari, nell’ambito delle funzioni istituzionali dell’Amministrazione
Comunale, e che verrà garantita la dovuta riservatezza.
   Una volta acquisita la documentazione completa, l’assistente sociale
provvederà a completare la compilazione del suddetto modulo, a protocollarlo e
a farne avere copia al richiedente.

                     TIPOLOGIA DELLE PRESTAZIONI E DEI SERVIZI

   Ciascuno dei servizi erogati direttamente dal Comune o dall’ASL tramite
delega ed i relativi criteri di erogazione e di accesso saranno l’oggetto dei
seguenti paragrafi.
   I servizi sono stati suddivisi a seconda della tipologia di utenza a cui sono rivolti,
nella seguente articolazione:
    a) Interventi rivolti alla totalità dei cittadini;
    b) Area disabili;
    c) Area anziani;
    d) Area minori.
                                                      Piano Socio-Assistenziale – pag. 9


              INTERVENTI RIVOLTI ALLA TOTALITA’ DEI CITTADINI

                                SEGRETARIATO SOCIALE

    Il Comune, quale servizio di base rivolto alla generalità della popolazione,
svolge attività di informazione e di orientamento degli utenti sulla situazione delle
risorse dei servizi pubblici, privati e misti a disposizione dei cittadini, oltre che sulle
modalità per accedervi ed utilizzarli correttamente, in rapporto alle esigenze da
soddisfare.
    L’espletamento della funzione informativa non va inteso come un’operazione
burocratica, ma come un vero e proprio servizio attraverso il quale esaminare
l’accoglimento e la presa in carico della domanda o l’eventuale indirizzo ed
accompagnamento verso servizi più idonei.
    Tali attività, oltre a rappresentare un significativo momento di conoscenza per
gli utenti, garantisce all’Ufficio Servizi Sociali di monitorare l’evoluzione della
domanda nel tempo e le caratteristiche dei bisogni espressi.
    E’ inoltre indispensabile assicurare il collegamento del servizio di segretariato
sociale con gli altri servizi che possono interagire con esso al fine di aumentare il
livello di efficacia delle prestazioni fornite all’utenza.

                           SOSTEGNI ECONOMICI GENERALI

   Gli interventi di assistenza economica sono diretti ai singoli ed ai nuclei familiari
che non dispongono di risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento dei propri
bisogni fondamentali, o che si trovino in occasionali situazioni di emergenza. Tali
interventi devono essere possibilmente finalizzati alla rimozione delle cause che
hanno determinato il bisogno ed è quindi opportuno inserirli in un più ampio
progetto di sostegno alla persona o al nucleo familiare, articolato in un insieme di
prestazioni.
   Il sostegno economico è strumento specifico del sistema integrato di interventi
e servizi sociali, che “si realizza mediante politiche e prestazioni coordinate nei
diversi settori della vita sociale, integrando servizi alla persona e al nucleo familiare
con eventuali misure economiche” (art. 22, co.1, l. 328/2000).
   I destinatari degli interventi di sostegno economico sono coloro che vivono:
     in condizioni di povertà economica, ossia di insufficienza di reddito in
        relazione alle esigenze minime vitali dei componenti il nucleo familiare, in
        particolare anziani soli, famiglie di anziani, famiglie ad alta densità numerica
        con un unico percettore di reddito, disoccupati da lungo periodo;
     in situazione di grave degrado familiare e relazionale per cause legate a
        grave inadeguatezza delle condizioni abitative, alla presenza di fattori di
        disgregazione del nucleo familiare di riferimento (tossicodipendenza,
        alcoolismo, violenza e abuso a danno di minori o di donne, ecc.), alla
        presenza di gravi deficit di salute dei componenti il nucleo familiare.
   La Giunta Comunale si riserva di valutare attentamente ogni singola situazione
prima di erogare qualsiasi tipo di sostegno economico, al fine di non creare in
nessun caso delle forme “croniche” di assistenzialismo. In questi casi l’entità del
contributo viene stabilita di volta in volta a seconda delle singole esigenze.
                                                                           Piano Socio-Assistenziale – pag. 10

   I contributi economici vengono erogati in base alle disponibilità di bilancio e
alla priorità dei bisogni.

Minimo vitale
   Viene definito minimo vitale il reddito mensile disponibile ed indispensabile alla
persona singola, alla coppia e al nucleo familiare, in rapporto al soddisfacimento
dei bisogni primari ed alle esigenze minime vitali di tutti i membri.
   Il Comune di Paderno Franciacorta assume, quale valore economico del
"minimo vitale" per un individuo l'importo della pensione integrata al minimo INPS
(importo mensile x 13 mensilità), con riferimento al valore fissato per l’anno in
corso. Tale importo verrà rivalutato annualmente, entro il mese di dicembre e con
effetto per l’anno successivo, secondo i medesimi principi.
   In rapporto ai nuclei familiari la soglia del minimo vitale viene calcolata
moltiplicando il valore del minimo vitale per i parametri indicati nel seguente
schema:

                                  Numero dei componenti del Parametri2
                                      nucleo familiare
                                              1                1,00
                                              2                1.57
                                              3                2.04
                                              4                2.46
                                              5                2.85

  Verranno applicate le seguenti maggiorazioni:
  - Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente;
  - Maggiorazione di 0,20 in caso di assenza del coniuge e presenza di figli minori;
  - Maggiorazione di 0,20 per nuclei familiari con figli minori di cui entrambi i
genitori svolgono attività di lavoro e d’impresa;
  - Maggiorazione di 0,50 per ogni componente con handicap di cui all'art.3,
comma 3, l. n.104/1999 con invalidità superiore al 66%.

    L’entità del contributo è pari alla differenza tra il minimo vitale e il reddito
accertato dall’ultima denuncia dei redditi al netto delle spese di affitto.
    Il reddito a cui fare riferimento è quello imponibile fiscale IRPEF (cioè al netto
degli oneri deducibili) diminuito dell’imposta sul reddito, comprensivo di tutti gli
introiti quali quelli derivanti dal lavoro dipendente o autonomo, quelli di natura
patrimoniale, la pensione, l’invalidità civile, l’indennità di accompagnamento i
contributi derivanti dai soggetti tenuti agli alimenti. Verranno considerate, inoltre,
altre spese continuative di carattere sanitario e di supporto all’autonomia
personale, qualora debitamente documentate.
    Il reddito preso in considerazione è quello familiare, risultato della somma dei
redditi dei componenti del nucleo familiare.
Inoltre, per una più approfondita conoscenza della situazione reddituale del
nucleo familiare, si richiede la compilazione del modello ISEE.


2
    Tali parametri sono relativi alla scala di equivalenza prevista dal d.lgs 109/98.
                                                                 Piano Socio-Assistenziale – pag. 11

   L’importo di tale intervento potrà essere diversamente determinato in base alla
valutazione sociale.
   Generalmente tale contributo è destinato a soggetti impossibilitati a svolgere
un’attività lavorativa (persone anziane o inabili al 100%). Quando nel nucleo
familiare sono presenti componenti in età e capacità lavorativa, di norma non si
eroga l’assegno personale continuativo ma si interviene con contributi di
carattere straordinario.
   Sono in ogni caso esclusi dall’erogazione del contributo i titolari di patrimonio
mobiliare superiore all’importo pari alla pensione minima INPS moltiplicato per 20
al momento della richiesta.
   Il sostegno economico del Comune verrà erogato solo, dopo aver accertato
che i figli e/o la rete parentale non siano in condizioni di contribuire
economicamente.

Contributi straordinari
    Si configurano come contributi “una tantum” erogati a sostegno di situazione di
bisogno di carattere eccezionale ed urgente di natura socio-sanitaria non
sostenibili dal reddito familiare o dall’intervento della rete familiare.
    La modalità di valutazione della situazione economica è la stessa definita per
l’integrazione al minimo vitale, e l’entità del contributo viene proposta a seguito di
una valutazione sociale.
    L’intervento economico straordinario può essere erogato anche a titolo di
prestito3 a tasso zero, con impegno alla restituzione, quando vi sia una legittima e
documentata aspettativa di erogazioni pensionistiche, assistenziali e previdenziali
o economiche in genere.
    Modalità e tempi di recupero delle somme erogate a titolo di prestito saranno
di volta in volta concordati con l’utente stesso.
    In ogni caso, si procede all’erogazione del contributo economico straordinario
dopo avere verificato che non vi siano altri Enti o Istituzioni preposti ad intervenire.

                                                       ALLOGGI

 L’assegnazione degli alloggi di proprietà comunale è disciplinata da appositi
regolamenti secondo la tipologia specifica:
    a) Appartamenti ERP ( edilizia residenziale pubblica ) – Regolamento regionale
       del 10 febbraio 2004 n. 1
    b) Appartamenti con finalità socio assistenziali - Regolamento approvato con
       delibera del Coniglio comunale di Paderno F.C. n. 18 del 13 maggio 2008.

                                                 SERVIZIO TRASPORTO

   Il servizio trasporti del Comune di Paderno Franciacorta è rivolto a persone ultra
sessantacinquenni, invalidi e portatori di handicap fisico o psichico e a pazienti
con ciclo di cure mediche. Il servizio viene impiegato per il trasporto dei suddetti
destinatari presso i principali centri di cura, centri ospedalieri, centri diurni ed
educativi ecc, su appuntamento.

3
    Come previsto dal’art. 16 co. 4 della l. 328/00.
                                                     Piano Socio-Assistenziale – pag. 12

   Il trasporto viene effettuato mediante automezzi, appositamente assicurati,
messi a disposizione dall’amministrazione comunale.
    Il personale impiegato è esclusivamente volontario ed è coordinato
dall’Assistente sociale del comune.
   La fascia oraria del servizio verrà concordata con i volontari in base alle
esigenze degli utenti e al numero di volontari disponibili.
   L’amministrazione comunale si impegna a mettere a disposizione del gruppo
volontari una stanza per l’organizzazione del servizio.

   La richiesta di trasporto deve essere effettuata all’Ufficio servizi sociali almeno
una settimana prima della data prevista per il trasporto. L’Ufficio servizi sociali
verifica l’ammissibilità della richiesta e annota su apposito modulo i dati del
richiedente, il giorno e l’ora del servizio richiesto e la spesa a carico dell’utente.
Con lo stesso modulo acquisisce il consenso al trattamento dei dati personali da
parte del richiedente. Copia del modulo viene consegnato ai volontari ai fini della
programmazione.
   Il Gruppo dei volontari:
     predispone il “ Piano trasporti settimanale “ sulla base delle richieste
        consegnate dall’ Ufficio servizi sociali;
     organizza le turnazioni dei propri aderenti;
     riscuote le somme pagate dagli utenti a titolo di rimborso spese;
     rilascia all’utente la “ ricevuta di pagamento “ e ne conserva una copia;
   Alla fine di ogni mese il referente del Gruppo volontari consegna all’Ufficio
servizi sociali il “ Piano trasporti mensile” ( elaborato unendo i “piani trasporti
settimanali”) e vi allega:
     copia delle ricevute di pagamento;
     denaro riscosso.
   L’Ufficio servizi sociali verifica la rendicontazione degli incassi e ne trasmette
copia, unitamente al denaro, all’Ufficio ragioneria.
   Periodicamente l’Ufficio servizi sociali organizza riunioni con il gruppo dei
volontari al fine di verificare l’attività in corso, esaminare eventuali problematiche
e pianificare l’attività futura.

   Ai fini del pagamento del servizio si distingue tra i trasporti saltuari, cioè fino a 5
trasporti mensili e trasporti continuativi, cioè superiori a 5 trasporti mensili. Per
trasporto si intende il viaggio comprensivo di andata e ritorno.
   Per i trasporti saltuari all’utente verrà richiesto il pagamento, a titolo di rimborso
spese, di un importo pari a 1/5 del costo al litro della benzina per ogni Km
percorso.
   Per i servizi continuativi per i primi 5 trasporti mensili verrà richiesto all’utente il
pagamento, a titolo di rimborso spese, di un importo pari a 1/5 del costo al litro
della benzina per ogni Km percorso, per i successivi trasporti verrà applicata una
riduzione secondo la seguente tabella:
                                                  Piano Socio-Assistenziale – pag. 13

    Valore ISEE del nucleo familiare              dal 6° trasporto mensile

        da 0 fino a € 6.698,00                                0

   oltre € 6.698,00 fino a € 15.000,00      1/20 del costo al litro della benzina
                                                  per ogni Km percorso
           Oltre € 15.000,00                1/10 del costo al litro della benzina
                                                  per ogni Km percorso

   A chi non presenta l’Isee non si applicano le riduzioni.
   Per gli utenti dei CDD, CSE e SFA sarà richiesto il pagamento di un importo fisso
di € 1,50 per ogni trasporto.
   Sono esenti dal pagamento gli ospiti e il personale religioso della Casa albergo
comunale “ Flli.Zini” e i trasporti richiesti dall’Istituto comprensivo per gli alunni
disabili.
                                                       Piano Socio-Assistenziale – pag. 14


                                     AREA DISABILI

     Il Comune di Paderno Franciacorta ha delegato all’ASL le prestazioni a
carattere socio-sanitario relative all’area handicap. L’ASL garantisce
l’espletamento di tali prestazioni tramite il dipartimento A.S.S.I. (Attività Socio
Sanitarie Integrate) Servizio Disabilità e Handicap che opera sul territorio del
Distretto n. 5, con un’équipe formata da psicologo e assistente sociale.
    I servizi istituiti dall’ASL sono: Centri diurni per disabili (CDD), Centri Socio
Educativi (CSE), Servizio Formazione all’Autonomia (SFA), Nucleo di Integrazione
Lavorativa (NIL) e Strutture Residenziali. Tali servizi sono organizzati su diversi livelli di
offerta che si intersecano tra di loro al fine di garantire il passaggio dell’utenza
dall’uno all’altro quando se ne verificasse la necessità e la possibilità.
     Nell’ambito dell’area handicap l’Amministrazione Comunale intende
consolidare ed ampliare i servizi già offerti, al fine di rendere sempre più incisivo
l’intervento a supporto di questo settore di popolazione a forte rischio di
emarginazione.

                CENTRI DIURNI PER PERSONE CON DISABILITA’ (C.D.D.).

    Il Centro diurno per persone con disabilità (CDD) è una struttura socio-sanitaria,
semiresidenziale,      che      accoglie  giornalmente    persone    con      notevole
compromissione dell’autonomia e delle funzioni elementari, di età superiore a 18
anni e, di norma, sino ai 65. I minori sono accolti eccezionalmente e a
determinate condizioni.
   Il Centro garantisce prestazioni socio-sanitarie coerenti con i livelli di fragilità
delle persone disabili ospitate. Si differenzia dal CSE proprio per la sua valenza
sanitaria.
   Questo servizio garantisce agli ospiti:
    a) attività socio-sanitarie ad elevato grado di integrazione;
    b) attività di riabilitazione;
    c) attività di socioriabilitazione;
    d) attività educative.
   Il CDD deve assicurare l’erogazione delle prestazioni ai propri ospiti sulla base di
progetti individualizzati, prevedendo anche il coinvolgimento delle famiglie.

    I criteri di compartecipazione al costo di questo servizio devono essere congrui
rispetto alla situazione generale delle famiglie in questione e, nel contempo, equi
rispetto alla diversa capacità contributiva delle famiglie stesse.
    Ai fini della compartecipazione al costo del servizio l’ art. 3 comma 2 ter del
Decreto 109/98 stabilisce che si deve considerare solo la situazione economica
dell’assistito al fine di favorire la permanenza presso il nucleo familiare a cui
appartiene.

   La sentenza del TAR Lombardia sezione di Brescia n. 350 del 02.04.2008 in merito
alla determinazione della contribuzione a carico dell’utente ha esplicitato alcuni
temi, qui sintetizzati:
    1. l’art. 3 comma 2 ter del Decreto 109/98 è precettivo anche in mancanza
       del DPCM previsto, ma non in modo assoluto: sta all’ente locale individuare
                                                   Piano Socio-Assistenziale – pag. 15

        scelte concrete e coerenti con il principio dell’autonomia del disabile ,
        senza escludere la possibilità di allargare la valutazione reddituale al nucleo
        di appartenenza ove la capacità contributiva superi una determinata
        soglia;
   2.   è legittimo da parte del Comune acquisire l’ISEE familiare e in mancanza
        dell’attestazione è legittimo chiedere il 100% di compartecipazione alla
        spesa;
   3.   deve essere salvaguardata la gratuità al servizio in considerazione di ISEE al
        di sotto del Minimo Vitale;
   4.   non può essere fatto riferimento ai redditi non IRPEF come indicatori di
        ricchezza aggiuntiva e quindi per incrementare la percentuale di concorso
        già individuata in base all’ISEE dell’utente;
   5.   è legittima una compartecipazione purchè si tenga conto della capacità
        reddituale dell’utente e della famiglia e dei costi aggiuntivi sostenuti dalle
        famiglie con al loro interno una persona disabile.

  Sulla base di quanto sopra sono stati definiti i criteri e le modalità di
compartecipazione al costo del servizio in oggetto secondo i seguenti indirizzi:
        a) utilizzo del metodo della progressione lineare per calcolare la
           compartecipazione;
        b) applicazione dell’art. 3 comma 2 ter D.lgs 109/98 per nuclei familiari
           con ISEE inferiore a 45.000,00= euro;
        c) considerazione dell’ISEE familiare in presenza di ISEE pari o superiore a
           45.000,00= euro;
        d) entità percentuali di concorso al costo del servizio: se l’ISEE familiare è
           inferiore a € 45.000,00= si estrapola l’ISEE del solo utente tenendo
           conto dello 0,50= per presenza nel nucleo di persona disabile e con
           percentuali di concorso che vanno da 0 a 25% massimo; se l’ISEE
           familiare supera € 45.000,00= si considera l’ISEE dell’intero nucleo
           familiare con percentuali di concorso da 25% a 60% massimo;
        e) soglia minima dell’ISEE individuale definita in € 6.698,00;
        f) la contribuzione dell’utente è determinata sul costo/utente e non sulla
           retta/utente;
        g) il costo del pasto deve essere corrisposto da tutti in modo
           indifferenziato. Il costo del pasto sarà quello sostenuto dagli enti
           gestori e comunque non potrà superare € 4. Tale importo sarà
           rivalutato annualmente in base all’incremento ISTAT;
        h) si utilizza ai fini della contribuzione il costo/utente giornaliero ( per
           l’anno 2009 € 33,57 ) moltiplicato per i giorni di servizio (230), diminuito
           del costo del pasto;
        i) Il Comune deve chiedere l’autocertificazione relativa all’indicatore
           economico della famiglia (cosiddetto ISE/ISEE). In caso di mancata
           presentazione della stessa, il Comune, in quanto privo delle
           informazioni “economiche” necessarie a valutare l’ISE/ISEE e, quindi,
           impossibilitati a valutare l’entità dell’agevolazione da riconoscere,
           non può far altro che addebitare all’utente l’intero costo del servizio:
           ai sensi dell’art. 4.1 del D. Lgs. 109/98, infatti, “ Il richiedente la
                                                   Piano Socio-Assistenziale – pag. 16

         prestazione presenta un’unica dichiarazione sostitutiva, ai sensi del
         testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28
         dicembre 2000, n. 445, di validità annuale, concernente le informazioni
         necessarie per la determinazione dell’indicatore della situazione
         economica equivalente di cui all’articolo 2, ancorché l’ente si avvalga
         della facoltà riconosciutagli dall’articolo 3, comma 2”;

PROCEDURE PER LA DETERMINAZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI AL
COSTO DEL SERVIZIO.
   Nel Distretto n. 5 Sebino i costi del servizio sono in parte coperti da una quota di
solidarietà pagata da tutti i Comuni del distretto in base al numero degli abitanti e
la restante quota è coperta dalle rette.
Per l’anno 2009 i costi del servizio e le rette dei CDD sono così determinati:
    Costo utente /die tempo pieno € 33,57
    Il 35 % del costo giornaliero utente pari a € 11,75 viene posto a carico di tutti i
Comuni del distretto, proporzionalmente al numero degli abitanti, come quota di
solidarietà. Per l’anno 2009 la quota a carico del Comune di Paderno è pari a €
5.148,31.
    Retta utente/die tempo pieno € 21,82, pari al 65 % del costo utente.

DEFINIZIONE DEI LIMITI MINIMI E MASSIMI DI ISEE
    Con riferimento al nucleo familiare di appartenenza del disabile, si applica il
disposto di cui al citato art. 3, comma 2-ter, del D.lgs 109/98 considerando il
disabile stesso come unico componente in presenza di un ISEE familiare inferiore
ad € 45.000,00.
    Si considera, invece, l’indicatore dell’intero nucleo familiare quando l’ISEE del
nucleo è pari o superiore ad € 45.000,00.
    In pratica, si definiscono le seguenti due soglie con conseguenti parametri
differenziati per la quota a carico degli utenti:

     limiti isee                considerazione    del % di contribuzione al
                                nucleo                costo/utente
     da 6.698,00 a 44.999,00    Solo il disabile      % min = 0  % max =
                                                      25
     da      45.000,00     a Intero nucleo familiare % min = 25  % max =
     84.000,00                                        60

Definizione limiti ISEE “individuale”
   Il livello minimo ISEE è definito a partire dalla pensione minima INPS lavoratori
dipendenti ed autonomi, calcolata al 1° gennaio dell’anno precedente a quello
per il quale si determina tale valore, aumentata del tasso di inflazione annuo
programmato previsto per il medesimo anno di riferimento, nonché integrata di
una somma pari alla media delle diverse maggiorazioni previste dalla normativa.
Per il 2009 il livello minimo è calcolato nel seguente modo:
€ 443,12, pensione minima INPS lavoratori dipendenti e autonomi all’01.01.2008,
aumentata del tasso di inflazione annuo programmato (nel 2008 pari all’1,7% - cfr.
Documento di programmazione economica e finanziaria – DPEF 2007/2011) e
                                                                            Piano Socio-Assistenziale – pag. 17

incrementata di € 64,57, pari alla media delle maggiorazioni sociali. Il valore annuo
del livello minimo ISEE per il 2009 riferito ad una persona, ottenuto moltiplicando il
valore mensile per 13, è pari a € 6.697,86=, arrotondato per eccesso a 6.698,00
euro.
   L’ISEE di chiusura o finale rappresenta il livello massimo della situazione
economica equivalente presa a riferimento per il calcolo della quota di
contribuzione dell’utente al costo dei servizi e per la determinazione del livello
massimo di agevolazione corrispondente a quella soglia di ISEE.
Per i CDD, tale limite è quantificato in €. 44.999,00.

Metodologia per il calcolo della % a carico dell’utente mediante progressione
lineare.
    Si basa sull’applicazione all’ISEE dell’utente di un’apposita formula matematica.
Oltre alla linearità nell’incremento delle percentuali di recupero, tale meccanismo
garantisce che, ad ogni ammontare di ISEE, corrisponda uno specifico e singolo
costo a carico dell’utente o della famiglia.
    Per determinare la % di contribuzione al costo dei servizi con la metodologia
della progressione lineare si utilizza la seguente formula matematica:

 % a carico                                        (ISEE utente – ISEE iniziale)   x (% max - % min)
 dell’utente   =    % minima      +                ----------------------------------------------------
                                                                   (ISEE finale – ISEE iniziale)



Un esempio di applicazione della formula:


                           a. servizio in cui la % i = 0 e la %f = 25%
                           b. l’ISEE dell’utente sia pari a 9.000,00


                                  (9.000,00 – 6.698,00) x (25 – 0)
                   %= 0+               ----------------------------------------
                                          (44.999,00 – 6.698,00)




                        2.302,00 x 25           57.550,00
          %    = 0 + -------------------- = 0 + ------------- = 0 +1,50 =                          1,50%
                         38.301,00             38.301,00
                                                                    Piano Socio-Assistenziale – pag. 18


                          %f 25% ------------------------------------------------- %i 0%



                      ISEE f = 44.999,00 ---------------------------------- ISEE i = 6.698,00



             Si tratta di determinare la % di contribuzione di coloro che hanno un ISEE compreso tra
    6.698,00 euro e 44.999,00. Si tratta cioè di attribuire la gradualità della quota variabile, pari in
    questo caso al 25%, per cui al rapporto tra il prodotto della differenza di un reddito reale e quello
    predefinito come iniziale con la differenza tra le % e la differenza tra gli ISEE predefiniti come
    finale ed iniziale, si aggiunge la % iniziale (che rappresenta la quota fissa di partenza).
             Il che significa in sostanza che gli utenti, che abbiano un ISEE compreso tra 6.698,00 euro e
    44.999,00, si troveranno a corrispondere quote corrispondenti a % comprese tra qualcosa più dello
    0% e qualcosa meno del 25%.




   La determinazione della gradualità della contribuzione dell’utente al costo del
servizio con questa metodologia muove dai seguenti presupposti:
   a. individuazione di un valore relativo al livello minimo della situazione
       economica equivalente, che si definisce ISEE iniziale, corrispondente alla
       soglia in corrispondenza o al di sotto della quale è possibile l’erogazione
       gratuita o, comunque, la % minima;
   b. individuazione di un valore relativo al livello massimo della situazione
       economica equivalente, che si definisce ISEE finale, corrispondente alla
       soglia in corrispondenza o al di sopra della quale la contribuzione da parte
       dell’utente corrisponde alla % massima del costo/tariffa del servizio;
   c. l’individuazione dei valori relativi alle situazioni economiche intermedie
       avviene mediante l’applicazione della citata formula matematica, che
       garantisce una progressione lineare, grazie alla quale ad ogni specifico ISEE
       corrisponde una specifica percentuale.

Definizione limiti ISEE “familiare”
    La soglia di “ricchezza” a € 45.000,00= è motivata dal calcolo ipotetico che si
ottiene moltiplicando l’ISEE per il valore della scala parametrale prevista dal
Decreto 109/1998 e successive modifiche e integrazioni; a titolo esemplificativo, si
sviluppa l’ISEE in reddito imponibile come di seguito:
     nucleo familiare minimo composto da un genitore più un figlio disabile:
       45.0000,00 X 2,27 dà un imponibile di circa € 102.150.00=;
     nucleo familiare composto da tre persone: € 45.000,00 X 2,54 dà un
       imponibile di € 114.300,00=;
     nucleo familiare composto da quattro persone: € 45.000,00 X 2,96 dà un
       imponibile di € 133.200,00=;
e via di seguito per i nuclei più numerosi.

     Rispetto alla considerazione dell’ISEE di una famiglia che si prenda cura di una
persona disabile si rileva:
il legislatore ha già considerato nelle integrazioni alla scala parametrale di cui al
decreto 109/1998 la quota di 0,50 da aggiungere alle aliquote previste per i
                                                                               Piano Socio-Assistenziale – pag. 19

componenti del nucleo familiare. Per chiarezza si riporta di seguito la scala
parametrale con l’esemplificazione del reddito ISE con e senza il calcolo dello 0,50
aggiuntivo; l’esemplificazione è fatta ponendo a base di calcolo un ISEE di €
45.000,00= limite minimo ISEE per la considerazione del reddito familiare :

Componenti Aliquota    ISE                                        Aliquota     ISE                              Differenza
nucleo     scala                                                  scala
familiare  parametrale                                            parametrale
                                                                  con 0,50 per
                                                                  disabile nel
                                                                  nucleo

2             1,77                  79.650,00                     2,27                             102.150,00   22.500,00
3             2,04                  91.800,00                     2,54                             114.300,00   22.500,00
4             2,46                  110.700,00                    2,96                             133.200,00   22.500,00
5             2,85                  128.250,00                    3,35                             150.750,00   22.500,00

   Come si può vedere la differenza tra i due ISEE calcolati con l’integrazione o
meno del 0,50 dà una differenza di imponibile di € 22.500,00=.
   I costi assistenziali relativi ad una badante regolarizzata sono di circa €
15.600,00= annui (€ 1.200,00= X 13). Si dovrebbe tuttavia tener conto che in caso di
disabile inserito in CDD per buona parte della giornata (dalle 8.30/9.00 alle
16.00/16.30 dal lunedì al venerdì) l’assistenza è a data dall’istituto. Su un costo
annuale è di € 15.600,00= la detrazione di quota parte abbassa
proporzionalmente la spesa a € 12.732,87= (7 ore al giorno per 230 giorni
rappresentano il 18,37% di 24 ore per 365 giorni).
   Di conseguenza la soglia minima ISEE proposta nella misura di €. 45.000,00=
appare più che congrua.
   Il limite di chiusura entro cui calcolare la percentuale di concorso è
quantificato in € 84.000,00=; in presenza di eventuali ISEE superiori si applicherà,
comunque, la percentuale massima determinata in corrispondenza di tale limite.
   Le percentuali di concorso vanno da 25% al 60% sul costo/utente giornaliero
diminuito della quota pasto.

  Il metodo di calcolo è quello della progressione lineare come illustrato sopra.
Un esempio di applicazione della formula:

                          c. servizio in cui la % i =25 e la %f = 60%
                          d. l’ISEE dell’utente sia pari a 55.000,00


                                 (55.000,00 – 45.000,00) x (60 - 25)
               % = 25 +          ---------------------------------------------------------------
                                                       (84.000,00 – 45.000,00)
                                                                     Piano Socio-Assistenziale – pag. 20


                   10.000,00 x 35            350.000,00
        % = 25 + -------------------- = 25 + ------------------ = 25 +8,97 =                     33,97
                   39.000,00                  39.000,00                                            %




                         %f 60% ------------------------------------------------- %i 25%



                      ISEE f = 84.000,00 ---------------------------------- ISEE i = 45.000,00



             Si tratta di determinare la % di contribuzione di coloro che hanno un ISEE compreso tra
    45.000,00 euro e 84.000,00. Si tratta cioè di attribuire la gradualità della quota variabile, pari in
    questo caso al 35%, per cui al rapporto tra il prodotto della differenza di un reddito reale e quello
    predefinito come iniziale con la differenza tra le % e la differenza tra gli ISEE predefiniti come
    finale ed iniziale, si aggiunge la % iniziale (che rappresenta la quota fissa di partenza).
       Il che significa in sostanza che gli utenti, che abbiano un ISEE compreso tra 45.000,00 euro e
    84.000,00, si troveranno a corrispondere quote corrispondenti a % comprese tra qualcosa più del
    25% e qualcosa meno del 60%.




FREQUENZA DI CCD DIVERSI DA QUELLI DEL DISTRETTO 5 SEBINO
   Nel caso la famiglia dell’utente decida per la frequenza di CDD diversi da quelli
del Distretto 5 Sebino, la differenza tra la retta applicata dal CDD frequentato e la
retta applicata dai CDD del Distretto 5 ( retta ridotta della percentuale pagata
dai comuni del Distretto 5 come quota di solidarietà) resterà a carico della
famiglia dell’utente.
Esempio retta/utente CDD Distretto n. 5 Sebino € 21,82
             retta/utente CDD altro distretto € 32,50
             differenza = € 10.68 a carico della famiglia

                                      CENTRI SOCIO – EDUCATIVI

    I centri socio-educativi sono servizi diurni per l’erogazione di prestazioni
educative, assistenziali ed animative.
   Servono ad incrementare e mantenere le autonomie personali, le capacità di
relazione, le occasioni di socializzazione dei destinatari che sono persone disabili la
cui fragilità non è riconducibile al sistema socio-sanitario.
   Accoglie disabili di età superiore ai 35 anni, con scarse capacità e autonomie
nel contesto sociale e che quindi necessitano, rispetto agli utenti dello SFA più abili
ed inseriti/ibili nel contesto sociale, di maggior assistenza e “protezione” socio-
educativa.
                                                    Piano Socio-Assistenziale – pag. 21

   Nel Distretto n. 5 Sebino i costi del servizio sono in parte coperti da una quota di
solidarietà pagata da tutti i Comuni del Distretto in base al numero degli abitanti e
la restante quota è coperta dalle rette.
    La quota di contribuzione al costo del servizio a carico dell’utente viene
calcolata secondo la seguente tabella determinata in base ai seguenti criteri:
    a) si considera l’ISEE del nucleo familiare;
    b) la contribuzione è calcolata sul costo/utente e non sulla retta/utente;
    c) per la determinazione della contribuzione si applica il metodo della
       progressione lineare


                                CENTRI SOCIO-EDUCATIVI

                                                               PERCENTUALE DI
          VALORE ISEE NUCLEO FAMILIARE                        CONTRIBUZIONE SUL
                                                                COSTO/UTENTE
                   Fino a € 6.698,00                              Quota pasto

          Oltre 6.698,00 e fino a 45.000,00               Progressione dal 15% al 65%

                   Oltre 45.000,00                                     65%

   Nel caso la famiglia dell’utente decida per la frequenza di CSE diversi da quelli
del Distretto 5 Sebino, la differenza tra la retta applicata dal CSE frequentato e la
retta applicata dai CSE del Distretto 5 ( retta ridotta della percentuale pagata dai
comuni del Distretto 5 come quota di solidarietà) resterà a carico della famiglia
dell’utente nel caso tale importo risulti superiore alla quota di contribuzione
dovuta in base alla tabella.

                         SERVIZIO FORMATIVO ASSISTENZIALE

   I destinatari dello SFA sono persone con disabilità, di età compresa tra i 16 e i 35
anni, che, per le loro caratteristiche, non necessitano di servizi ad alta protezione,
ma di interventi a supporto e sviluppo di abilità utili a creare consapevolezza,
autodeterminazione, autostima e maggiori autonomie spendibili per il proprio
futuro, nell’ambito del contesto familiare, sociale e professionale.
   Il servizio è caratterizzato dall’offerta di percorsi socio educativi e socio formativi
individualizzati, ben determinati temporalmente e condivisi con la famiglia.
       Questo sevizio si propone il raggiungimento per la persona con disabilità dei
seguenti obiettivi:
    a) acquisire la capacità di muoversi autonomamente sul territorio del proprio
        contesto di vita, organizzare il proprio tempo, avere cura di sé, intessere
        relazioni sociali;
    b) acquisire/riacquisire il proprio ruolo nella famiglia o emanciparsi dalla
        famiglia attraverso l’apprendimento di abilità specifiche quali: cucinare,
        tenere in ordine la casa, organizzare tempi e spazi familiari;
    c) acquisire prerequisiti per un inserimento/reinserimento lavorativo attraverso il
        potenziamento delle competenze cognitive, potenziamento delle abilità
                                                  Piano Socio-Assistenziale – pag. 22

      funzionali residue, riconoscimento e rispetto delle regole del mondo del
      lavoro.

Nel Distretto n. 5 Sebino i costi del servizio sono in parte coperti da una quota di
solidarietà pagata da tutti i Comuni del Distretto in base al numero degli abitanti e
la restante quota è coperta dalle rette.
    La quota di contribuzione al costo del servizio a carico dell’utente viene
calcolata secondo la seguente tabella determinata in base ai seguenti criteri:
    a) si considera l’ISEE del nucleo familiare;
    b) la contribuzione è calcolata sul costo/utente e non sulla retta/utente;
    c) per la determinazione della contribuzione si applica il metodo della
       progressione lineare


                         SERVIZIO FORMATIVO ASSISTENZIALE

                                                            PERCENTUALE DI
          VALORE ISEE NUCLEO FAMILIARE                     CONTRIBUZIONE SUL
                                                             COSTO/UTENTE
                  fino a € 6.698.00                            Quota pasto

         Oltre 6.698,00 e fino a € 30.000,00           Progressione dal 20% al 65%

                  Oltre € 30.000,00                                 65%


    Nel caso la famiglia dell’utente decida per la frequenza di SFA diversi da quelli
del Distretto 5 Sebino, la differenza tra la retta applicata dallo SFA frequentato e
la retta applicata dagli SFA del Distretto 5 ( retta ridotta della percentuale pagata
dai comuni del Distretto 5 come quota di solidarietà) resterà a carico della
famiglia dell’utente nel caso tale importo risulti           superiore alla quota di
contribuzione dovuta in base alla tabella.

                         NUCLEO INSERIMENTI LAVORATIVI

   L’Amministrazione Comunale ha delegato al Nucleo Inserimenti Lavorativi (NIL)
dell’ASL le funzioni relative alla progettazione ed alla gestione degli interventi per
l’addestramento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili che conservano
capacità funzionali ed operative adeguate a consentire l’inserimento in ambiente
lavorativo.
   Il servizio è destinato a soggetti con handicap fisici psichici o sensoriali, con
disagio psichico, con problemi di alcolismo e/o tossicodipendenza in trattamento
presso servizi pubblici. I percorsi di inserimento possibili sono:
     tirocinio osservativo,
     tirocinio lavorativo,
     borsa lavoro,
     collocamento mirato,
     tirocinio pre-lavorativo in enti pubblici
     inserimento lavorativo in cooperative di tipo B.
                                                 Piano Socio-Assistenziale – pag. 23

                              STRUTTURE RESIDENZIALI

   Questi servizi hanno carattere di residenzialità permanente e sono rivolti a
persone portatrici di handicap rimaste prive di un completo appoggio familiare o
appartenenti a nuclei familiari impossibilitati nella gestione e cura degli stessi.
   Le strutture residenziali si dividono in:
    Comunità Alloggio: servizi di media dimensione rivolto a persone disabili con
       compromissioni medio-gravi e con limitata autonoma personale e sociale.
       L’organizzazione interna è di tipo comunitario, cioè caratterizzata da un
       clima di interrelazioni che permette la manifestazione di comportamenti
       differenziati, ma ancorati a motivazioni di gruppo.
    Centri Residenziali per Handicappati: residenze collettive che accolgono
       soggetti con gravi o gravissime limitazioni dell’autonomia funzionale, che
       necessitano di un supporto socio-assistenziale e sanitario specifico.
    Servizi temporanei e/o di sollievo alla famiglia: rispondono a bisogni
       residenziali per brevi periodi;
   La scelta della struttura più idonea alle esigenze dell’utente e l’accesso alla
stessa vengono disposti tramite un lavoro d’équipe tra gli operatori dell’Area
Handicap dell’ASL e l’Ufficio Servizi Sociali comunale.
   Per la determinazione della quota di contribuzione delle rette a carico dei
familiari si segue la medesima procedura indicata per le strutture residenziali per
anziani (v. pag. 25).

                      SERVIZIO DI ASSISTENZA AD PERSONAM

    Il servizio di Assistenza ad Personam si rivolge ai minori portatori di handicap
inseriti nelle Scuole dell’Obbligo, che presentano una compromissione
dell’autonomia personale tale da richiedere il supporto continuativo di una figura
di riferimento che si occupi dell’assistenza e stimolazione del minore.
    L’individuazione dell’alunno portatore di handicap si effettua tramite diagnosi
clinica e certificazione dello specialista dell’ASL.
    Essendo un servizio di supporto scolastico che rientra nel diritto allo studio è
fornito gratuitamente dall’Amministrazione Comunale.
                                                     Piano Socio-Assistenziale – pag. 24


                                    AREA ANZIANI

    Gli interventi rivolti a persone anziane, che abbiano compiuto almeno
sessantacinque anni, hanno la finalità del mantenimento dell’anziano nel contesto
sociale e nel suo abituale ambiente di vita evitando, fino dove è possibile, il ricorso
all’istituzionalizzazione, e gli obiettivi sono finalizzati a contrastare i processi di auto
– emarginazione e favorire il mantenimento dell’integrazione sociale.
    A questo proposito il Servizio Sociale Comunale svolge attività di informazione
ed orientamento degli utenti sui servizi e sugli interventi socio – assistenziali, nonché
sulle possibilità e modalità di utilizzo dei medesimi.

                         SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

   Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) ha acquisito una rilevante importanza
nel campo delle politiche sociali come intervento teso a evitare ricoveri
ospedalieri ed assistenziali e come “risposta locale” ai bisogni dei cittadini.
   Tale servizio consente all’individuo di rimanere nel proprio ambiente di vita,
evitando qualsiasi forma di emarginazione e si propone di rispondere ai bisogni
socio – assistenziali, contribuendo al superamento dell’isolamento sociale. Le
prestazioni erogate devono stimolare l’attivazione e la partecipazione della
persona, favorendone la responsabilizzazione, con l’obiettivo di dare un sostegno
agli anziani parzialmente autosufficienti e alle famiglie che si occupano di persone
totalmente non autosufficienti e con gravi problemi sanitari.
   Le prestazioni di natura assistenziale consistono in:
     assistenza diretta alla persona: alzarsi dal letto, igiene e pulizia personale,
       aiuto nella vestizione, nutrizione ecc…
     aiuto per il governo della casa: cura               delle condizioni igieniche
       dell’abitazione, riordino del letto e degli ambienti, aiuto nella preparazione
       dei pasti;
     accompagnamento dell’anziano per il disbrigo di pratiche varie;
     interventi tesi a favorire la socializzazione dell’assistito per il mantenimento
       e/o coinvolgimento dei rapporti amicali e di vicinato;
     distribuzione farmaci a domicilio e aiuto e controllo nella somministrazione di
       medicinali.
   La domanda per l’attivazione del SAD va inoltrata all’Assistente Sociale del
Comune che provvede alla valutazione ed alla predisposizione del piano di
intervento individualizzato, sulla scorta dei bisogni e delle necessità dell’anziano. In
particolare devono essere previsti gli obiettivi da raggiungere, la modalità di
erogazione del servizio, la durata e la frequenza del servizio, gli impegni che si
devono assumere l’utente e la famiglia, le modalità di verifica dell’andamento del
servizio.
   La percentuale di contribuzione a carico degli utenti è calcolata sul costo
orario del servizio sostenuto dal Comune, che viene ridefinito ogni anno, in base
alla seguente tabella:
                                                  Piano Socio-Assistenziale – pag. 25


                         SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE

                                                    PERCENTUALE COSTO A CARICO
        VALORE ISEE NUCLEO FAMILIARE
                                                            DELL’UTENTE
                                                                   20%
                 Fino a € 6.698.00
       Oltre € 6.698,00 e fino a € 20.000,00           Progressione dal 21% al 99%

                 Oltre € 20.000,00                                 100%


Assistenza domiciliare integrata
   E’ rivolta a soggetti che, oltre a bisogni di tipo assistenziale, hanno necessità
anche di prestazioni sanitarie continuative. Questo servizio si propone di integrare il
SAD con servizi di assistenza infermieristica, riabilitativa e medico-specialistica
erogati dall’ASL su proposta del medico curante in accordo con il Comune
attuatore.
   La richiesta per l’attivazione va presentata al servizio sociale comunale.

                            SERVIZIO PASTI A DOMICILIO

    Tale servizio ha la finalità di garantire almeno un pasto completo ed equilibrato
al giorno ad anziani che non sono in grado di provvedere autonomamente al
proprio sostentamento.
    Il Comune di Paderno Franciacorta si avvale per tale servizio di una ditta di
catering che fornisce i pasti confezionati in contenitori termici a norma di legge (l.
155/97). Tali pasti vengono distribuiti a domicilio delle persone.
La richiesta di attivazione va presentata all’Ufficio Servizi Sociali.
Il costo è a totale carico dell’utente e viene adeguato ogni anno.

                              SERVIZIO TELESOCCORSO

   Il Servizio di Telesoccorso si propone, nell’ambito dei servizi a sostegno del
singolo e del nucleo familiare, di ridurre il ricorso precoce a strutture residenziali,
contribuendo in tal modo alla tutela del diritto di ogni persona alla permanenza
nel proprio ambiente familiare e sociale.
   Esso integra i servizi della rete socio - sanitaria territoriale favorendo la
diversificazione dell’offerta e il potenziamento della rete dei servizi rivolti agli
anziani con compromissione dell’autosufficienza ed alle persone in stato di
bisogno.
   Questo servizio, attivato tramite un segnalatore installato al domicilio
dell’utente e collegato alla linea telefonica, consente un collegamento
immediato con un centro specializzato in grado di organizzare in modo mirato,
rapido ed efficace interventi di emergenza 24 ore su 24 in caso di: malori
improvvisi, cadute accidentali, incidenti domestici, ecc…
                                                    Piano Socio-Assistenziale – pag. 26

   Si rivolge quindi a soggetti anziani con compromissione delle funzioni di
autonomia quotidiana personale; è rivolto anche a coloro che si trovano in stato
di emarginazione e isolamento.
   Attualmente il servizio è attuato tramite appalto ad una ditta specializzata.
   La richiesta di attivazione del Servizio di Telesoccorso viene effettuata,
direttamente dagli interessati o dai loro parenti, all’Ufficio Servizi Sociali comunale
che attiverà le procedure per l’erogazione del servizio.
   Si precisa che tale servizio è strettamente connesso al persistere delle condizioni
socio - ambientali e sanitarie che ne hanno determinato l’accoglimento.
   Il costo del servizio, data l’esiguità dell’importo, è a totale carico dell’utente.

                                SOGGIORNI CLIMATICI

   La possibilità di effettuare un soggiorno climatico, per le persone anziane,
rappresenta un momento di socializzazione.
   Il Comune organizza, solitamente, 2 soggiorni climatici all’anno uno nel mese di
marzo e uno nel mese di settembre con facoltà di scelta della località.
   Per l’organizzazione di ogni soggiorno, l’Ufficio Servizi Sociali provvede a
contattare almeno tre agenzie di viaggio e presenta i relativi preventivi di costo
del soggiorno direttamente agli anziani durante una riunione appositamente
indetta, i quali scelgono la meta a loro più gradita.
   Tale servizio, pur essendo ritenuto di grande importanza per la salute e la
socializzazione degli anziani, non è considerato un servizio essenziale; di
conseguenza il costo è a totale carico dell’utente, considerate anche le
particolari agevolazioni offerte dalle agenzie.
   La richiesta per la partecipazione al soggiorno climatico deve essere
presentata all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Paderno.

               SERVIZI A CARATTERE RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE

Residenze Sanitario Assistenziali.
   E’ disposto il ricovero presso Residenze Sanitario Assistenziali degli anziani in
condizioni di grandi deficit o totalmente non autosufficienti nei casi in cui la
famiglia o altri servizi non possano adeguatamente provvedere.
   La richiesta per l’inserimento dell’anziano in lista d’attesa per un ricovero
definitivo deve essere effettuata dall’anziano stesso, o dai parenti, da soggetti
terzi o da operatori di altri servizi all’Ufficio Servizi Sociali del Comune.
   L’Assistente Sociale in seguito attiverà il Servizio Anziani del Distretto di Iseo, per
una valutazione congiunta dei bisogni dell’anziano, definita Unità di Continuità
Assistenziale Multidisciplinare (UCAM). All’ UCAM partecipano, solitamente,
l’Assistente Sociale del Comune di residenza dell’anziano, l’infermiera
professionale e il medico geriatra appartenenti al Servizio Anziani del Distretto
Socio Sanitario di Iseo.
   Attraverso l’ UCAM vengono definiti i problemi dell’anziano e del suo nucleo
familiare, i bisogni che presenta, la situazione sanitaria e sociale e vengono
individuati gli obiettivi da raggiungere con il ricovero nella RSA.
                                                      Piano Socio-Assistenziale – pag. 27

    Per quanto riguarda il Distretto di Iseo è prevista una lista d’attesa centralizzata,
per cui l’anziano può scegliere contemporaneamente più strutture e indicare
anche, tra queste, le preferenze.
    Qualora il servizio residenziale scelto sia al di fuori del contesto territoriale ASL,
viene comunque garantita la libertà di scelta dell’utente o dei suoi familiari, si farà
riferimento per quanto riguarda l’integrazione della retta al costo massimo dei
servizi equivalenti sul nostro territorio.
    Nel caso in cui l’anziano faccia richiesta al Comune di un’eventuale
integrazione della retta di ricovero si procederà alla valutazione dell’intero reddito
annuo del ricoverato (comprese pensioni di invalidità civile, indennità di
accompagnamento, rendite INAIL, pensioni di guerra), e del patrimonio mobiliare
(ad es. depositi e conti correnti bancari e postali, titoli di stato, azioni ed
obbligazioni, ecc.) in suo possesso. L’Amministrazione Comunale non effettuerà
nessuna integrazione della retta quando è presente un patrimonio mobiliare
superiore a € 5.000,00.
    Viene assicurata all’utente la disponibilità di una quota per spese personali pari
al 15% del minimo vitale mensile. In caso di particolare bisogno, documentato dal
servizio sociale si potrà procedere a determinare un importo diverso.
    Per la quota non coperta dal reddito individuale si procede a determinare le
tariffe a carico di ciascun familiare tenuto agli alimenti ai sensi dell’art. 433 c.c.4 Si
precisa che tali percentuali vengono calcolate sul costo totale mensile della retta.
    I familiari saranno assoggettati alle seguenti procedure:
     a) verifica del reddito ISEE dei componenti della famiglia tenuti agli alimenti;
     b) applicazione di una quota come da tabella sotto indicata.
    Per i richiedenti l’integrazione della retta e titolari, ma non ancora percettori di
redditi non assoggettabili o esenti da IRPEF, quali: assegni di invalidità, indennità di
accompagnamento, pensioni di guerra e rendite INAIL, verrà stipulato uno
specifico impegno scritto al recupero delle somme arretrate, relative al periodo
durante il quale ha fruito dell’intervento economico del Comune. Verranno altresì
rideterminate le quote di contribuzione comunale sulla scorta dell’aggiornata
situazione economica dell’utente.
    Non viene riconosciuta alcuna integrazione ai ricoverati titolari di proprietà o
altro diritto reale (usufrutto ecc.) su immobili.




4L’art. 433 del Codice Civile indica che:
“All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine:
1) il coniuge;
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti
prossimi, anche naturali;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli
adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli
unilaterali”.
                                                    Piano Socio-Assistenziale – pag. 28

   Il Comune potrà anticipare le rette per i suddetti anziani residenti; a tal fine il
Servizio Sociale Comunale valuterà caso per caso le richieste, relazionate
dall’Assistente Sociale e su parere della Giunta Comunale.
   E’ prevista la possibilità che venga richiesto all’anziano l’impegno, con
preventivo atto scritto, registrato e trascritto, da stipularsi prima che l’utente venga
accolto nella casa di riposo, alla vendita di tali beni e finalizzata al rimborso di
quanto anticipato dal Comune. Le spese attinenti alla stipula dell’atto saranno
suddivise in parti uguali tra il Comune e l’interessato.
   Per i ricoveri di durata temporanea, valutati come necessari dal               Servizio
Sociale, verrà applicata la medesima tabella prevista per i ricoveri definitivi.


                      INTEGRAZIONE RETTE SERVIZI RESIDENZIALI

                                                 PERCENTUALE A CARICO DI CIASCUN
                 VALORE ISEE
                                                            FAMILIARE
               Fino a € 6.698,00                                   10%

     Otre € 6.698,00 e fino a € 20.000,00             Progressione dall’11% al 99%

               Oltre € 20.000,00                                   100%


   Il coniuge, i figli ed i genitori contribuiranno ciascuno in misura intera secondo la
precedente tabella.
   I fratelli, i generi, le nuore, i nipoti in linea retta e i suoceri contribuiranno
ciascuno nella misura del 30% della quota intera.

Centro Diurno Integrato.
   Il Centro Diurno Integrato (CDI) si colloca nella rete dei servizi socio-sanitari per
anziani, con funzione intermedia tra l’assistenza domiciliare e le strutture
residenziali. Si rivolge ad anziani con compromissione parziale o totale
dell’autosufficienza i cui bisogni non sono sufficientemente gestibili a domicilio, ma
non ancora di entità tale da richiedere il ricovero definitivo in RSA.
   La richiesta per l’accesso a tale servizio va presentata all’Ufficio Servizi Sociali
comunale, che attiverà la medesima procedura utilizzata per l’inserimento in RSA.
   La retta è a totale carico dell’utente; in casi di particolare difficoltà socio-
economiche sarà possibile effettuare una valutazione sociale del costo a carico
dell’utente.

                              CASA ALBERGO “F.LLI ZINI”

   La Casa Albergo “F.lli Zini” fa capo al Comune. Essa è amministrata
direttamente dal Comune che ne garantisce il funzionamento in conformità alla
normativa vigente. La retta viene stabilita annualmente dalla Giunta Comunale
secondo gli indirizzi del Consiglio Comunale. Essa è destinata agli anziani in
condizioni di autosufficienza psico-fisica, che, pur non necessitando di particolare
protezione sociale e sanitaria, richiedono soluzioni alloggiative in ambiente che
                                                    Piano Socio-Assistenziale – pag. 29

consenta di soddisfare esigenze di socializzazione. Agli anziani residenti nel
Comune di Paderno FC verrà data precedenza nell’accettazione della domanda
di ammissione.
   La Casa Albergo fornisce servizi di carattere alberghiero (compresi i servizi di
lavanderia e stireria degli effetti personali degli ospiti), servizi di socializzazione e
mantiene collegamenti con servizi di assistenza continua a carattere sanitario o
assistenziale al fine di garantire un pronto intervento in caso di necessità.
   Generalmente la retta è a totale carico dell’utente, salvo particolari casi che
verranno segnalati dall’Ufficio Servizi Sociali.

Prassi di ammissione.
   1. La richiesta di ammissione, compilata in ogni sua parte, va consegnata
       all’Ufficio Servizio Sociale comunale. Lo stesso Ufficio verificherà in prima
       istanza le condizioni di autosufficienza, certificata dal medico, della persona
       richiedente l’ammissione.
   2. Al momento della consegna, la richiesta di ammissione sarà datata e
       protocollata, acquisendo in tal modo validità ufficiale rispetto alla lista
       d’attesa, gestita sulla base del criterio cronologico, con precedenza
       assoluta ai residenti.
   3. Della richiesta di ammissione sarà immediatamente trasmessa copia per la
       Casa Albergo, aggiornata così in tempo reale della consistenza della lista
       d’attesa.
   4. Nel momento in cui si libera un posto letto in Casa Albergo per un nuovo
       inserimento, il personale della struttura informa tempestivamente l’Ufficio
       Servizi Sociali Comunale, in modo tale che questo prenda contatto con il
       titolare al diritto d’ingresso (1° in ordine cronologico) in lista d’attesa.
   5. Il Servizio Sociale provvede ad organizzare un incontro presso la Casa
       Albergo, preliminare al momento dell’inserimento, funzionale alla
       conoscenza del futuro ospite ed alla comunicazione a lui e ai sui familiari di
       informazioni utili all’ingresso nella struttura.

                      RSA “TILDE & LUIGI COLOSIO” RODENGO

       La RSA “Tilde e Luigi Colosio” è accreditata per 100 posti complessivi di cui
95 per Non Autosufficienti Totali e 5 per Non Autosufficienti Parziali; il Comune di
Paderno Franciacorta, essendo comproprietario della struttura, ha diritto a 5 posti
riservati ai cittadini residenti.
    La richiesta per l’inserimento avviene attraverso la compilazione di appositi
moduli e deve essere consegnata direttamente all’Ufficio Servizi Sociali Comunale,
il quale provvederà a trasmetterla tempestivamente alla struttura, dopo averla
protocollata, come stabilito da regolamento della RSA.
                                                     Piano Socio-Assistenziale – pag. 30


                                     AREA MINORI

   Gli interventi nell’area minori, per la complessità delle problematiche ad essa
connesse, necessitano di un lavoro d’équipe tra diverse professionalità, tra le quali
assistente sociale, psicologa, ostetriche, medici e pediatri, di conseguenza il
Comune di Paderno FC ha delegato le funzioni per la tutela minorile all’ASL.

                           ASSISTENZA DOMICILIARE MINORI

   L’Assistenza Domiciliare Minori (ADM) consiste in una serie di prestazioni di
natura socio-assistenziale svolte a domicilio, rivolte a minori a rischio di
emarginazione, per consentirne la permanenza nel normale ambiente di vita ed
evitare il ricorso a strutture residenziali. La finalità dell’assistenza domiciliare ai
minori è promuovere l’evoluzione del nucleo familiare affinché persegua
l’obiettivo dell’autonomia nel compito educativo verso i figli, mediante
l’affiancamento di personale educativo. Il servizio va pertanto attivato laddove
esistano situazioni familiari la cui diagnosi è favorevole ad un cambiamento.
   La percentuale di contribuzione al costo del servizio a carico dell’utente è
determinata secondo la seguente tabella.


                           ASSISTENZA DOMICILIARE MINORI

                                                      PERCENTUALE COSTO A CARICO
        VALORE ISEE NUCLEO FAMILIARE
                                                              DELL’UTENTE
                Fino a € 6.698,00                                     0%

      Oltre € 6.698,00 e fino a € 20.000,00               Progressione da 1% a 99%

                 Oltre € 20.000,00                                   100%



                          SERVIZIO EDUCATIVO DOMICILIARE

  Il Servizio Educativo Domiciliare (SED) si rivolge a minori in situazione di handicap
con la funzione di sostenerne la permanenza all’interno del proprio nucleo
familiare attraverso il lavoro di un educatore professionale.
La percentuale di contribuzione al costo del servizio a carico dell’utente è
determinata secondo la precedente tabella dell’ ADM.

                         COMUNITA’ ALLOGGIO PER MINORI

   Accolgono, nell’ambito di normali strutture abitative e con la presenza di
operatori professionali, gruppi limitati di minori in condizioni di difficoltà di rapporti,
di devianza o di emarginazione. La soluzione residenziale può essere temporanea
o permanente per il minore.
                                                   Piano Socio-Assistenziale – pag. 31

    Questo servizio viene attivato quando la famiglia, per qualsiasi causa, è
impossibilitata o inidonea a provvedere ad una adeguata e corretta educazione
e istruzione dei minori in essa presenti. Uno degli obiettivi di questo intervento è di
permettere al minore, e alla famiglia d’origine, di superare le difficoltà esistenti nel
nucleo familiare.
    Le modalità organizzative ed educative nella Comunità Alloggio mirano al
coinvolgimento globale della persona in un progetto di vita e alla convivenza
comunitaria. E’ destinata ad ospitare nuclei ristretti di minori, possibilmente
omogenei per classe d’età e problematiche.
    La retta di ricovero è a carico del Comune che può rivalersi sulla famiglia di
origine tenuto conto della condizione socio-economica della stessa, secondo i
criteri descritti per le strutture residenziali per anziani (v. pag. 26).
    In caso di inserimento disposto dall'autorità giudiziaria, la retta è a carico
dell'Amministrazione Comunale.

                           CENTRI DI PRONTO INTERVENTO

    Sono servizi rivolti a minori che si trovano in situazioni di disagio determinate da
circostanze o eventualità impreviste che richiedono interventi eccezionali, ma di
breve durata. Essi assicurano, in attesa dell’individuazione di soluzioni più
adeguate, il soddisfacimento temporaneo del bisogno di alloggio, nutrimento e
altri bisogni primari a minori privi dell’accudimento della famiglia.
                                                    Piano Socio-Assistenziale – pag. 32


                                   ALLEGATO A

                         MODULO PER RICHIESTA SERVIZI

Il/La Sottoscritto/a ______________________________________________________________
nato/a a ___________________________________       il ______________________________
residente a _____________________________ in via _______________________________
Codice fiscale___________________________ Telefono_____________________________

                                        CHIEDE

di poter usufruire del servizio
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________

Luogo e data                                Firma del richiedente
_____________________________               ________________________________________


                   Da compilarsi a cura dell’Ufficio Servizi Sociali

Vista la documentazione relativa alla situazione reddituale, presentata dal
richiedente, e il Piano Socio Assistenziale vigente si precisa che, il costo del servizio
a carico dell’utente sarà di
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________


                                                          L’Assistente Sociale
                                                          ___________________


                 Formula di consenso per trattamento di dati sensibili
Il/La Sottoscritto/a, acquisite le informazioni di cui all’articolo 13 della Dlgs
196/2003 acconsente al trattamento dei propri dati personali, dichiarando di aver
avuto, in particolare, conoscenza che alcuni dei dati medesimi rientrano nel
novero dei dati “sensibili” e specificatamente dei “dati personali idonei a rivelare
lo stato di salute”
Luogo __________________________________________data __________________________
Nome____________________________________Cognome ___________________________

                            Firma leggibile ________________________________________
                                                    Piano Socio-Assistenziale – pag. 33



                                  ALLEGATO B

                  MODULO RINUNCIA COMPILAZIONE ISEE


Il/La Sottoscritto/a ______________________________________________________________
nato/a a ______________________________________________ il ______________________
residente a ___________________________________ in via ___________________________

preso atto della normativa vigente riguardante la dichiarazione sostitutiva unica
(certificazione ISEE)


                                     DICHIARA


di assumere l’intero costo del servizio, senza richiedere prestazioni agevolate.



Luogo e data                              In fede

_____________________________             ________________________________________


                                          Oppure
                                          Firma del tutore o del parente
                                          Specificare il grado di parentela

                                          _________________________________________

				
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