Regolamento (CE) 1260/99 by 5w73VgGG

VIEWS: 8 PAGES: 40

									Regolamento (CE) 1260/99

DocUP OBIETTIVO 2 LOMBARDIA 2000/2006
C (2001) 2878 del 10/12/2001




           COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE
TbozzaConfermato dal Comitato di Sorveglianza in data 8 marzo 2002esto Approvato come da
                         D.g.r. N°12242 del 28 febbraio 2003
Il Complemento di Programmazione del DocUP Obiettivo 2 Lombardia 2000/2006 è stato
predisposto dall’Autorità di gestione Str. Attuazione politiche comunitarie – D.G. Industria,
P.M.I., Cooperazione e Turismo con la collaborazione delle strutture regionali competenti per
quanto riguarda il Cap. 2 “Schede tecniche di misura”.




2
INDICE

INTRODUZIONE
1. PARTE GENERALE
    1.1        Articolazione in assi, obiettivi, misure
    1.2        Gli indicatori del programma
    1.3        Attribuzione della riserva di premialità del 4%
    1.4        Il piano finanziario del Complemento
    1.5        Pubblicità e informazione
    1.6        Sistema di monitoraggio e modalità per il trasferimento dei dati
    1.7        Controlli
        1.7.1 La metodologia campionaria
    1.8        La sostenibilità ambientale del programma
    1.9        Le modalità di attuazione
        1.9.1 I programmi integrati per lo sviluppo locale
        1.9.2 Il Fondo per le infrastrutture
    1.10       Il territorio ammesso ai benefici dell’Obiettivo 2 e del sostegno transitorio

2. LE SCHEDE TECNICHE DI MISURA

Misura 1.1     Incentivi agli investimenti delle imprese                                   pag     40
Misura 1.2     Sostegno alla domanda di servizi qualificati delle imprese                          62
Misura 1.3     Incentivi all’ammodernamento e riqualificazione delle aziende ricettive             80
Misura 1.4     Interventi di ingegneria finanziaria                                                887
Misura 1.5     Sostegno alla creazione di nuove imprese                                            976
Misura 1.6     Incentivi per la valorizzazione e promozione dell’offerta turistica                11009
Misura 1.7     Iniziative per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi delle imprese   1165
Misura 1.8     Promozione di forme di associazionismo e reti d’impresa                            1265
Misura 1.9     Animazione economica                                                               1321
Misura 1.10    Supporto alla internazionalizzazione del sistema economico                         14039
Misura 2.1     Sviluppo e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali per
               la valorizzazione e la competitività del territorio                                14850
Misura 2.2     Potenziamento e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali per
               o sviluppo del turismo                                                             15961
Misura 2.3     Realizzazione di sistemi informativi sovracomunali di
               comunicazione telematica e di monitoraggio ambientale                              16971
Misura 2.4     Sviluppo della società dell’informazione                                           17981
Misura 2.5     Sviluppo delle competenze programmatorie degli enti locali                         1856
Misura 3.1     Valorizzazione e fruibilità sostenibili delle aree protette                        18990
Misura 3.2     Interventi per il ciclo delle acque                                                1978
Misura 3.3     Bonifica e recupero dei siti degradati e inquinati                                 2045
Misura 3.4     Iniziative per la sostenibilità ambientale della produzione e
               dell’uso dell’energia                                                              211
Misura 3.5     Promozione delle Agende 21 locali e di altri strumenti di
               sostenibilità ambientale                                                           218
Misura 4.1     Gestione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti                       2256
Misura 4.2     Informazione e valutazione                                                         23030

Allegato 1) – IL PIANO FINANZIARIO DEL COMPLEMENTO
Allegato 2) – IL PIANO DI COMUNICAZIONE
Allegato 3) - L’ELENCO DEI COMUNI
Allegato 4) - PIANO OPERATIVO DELL’AUTORITA’ AMBIENTALE

                                                                                                          3
Allegato 5) - TIPOLOGIA DI ATTIVITA’ SECONDO LA CLASSIFICAZIONE U.E. E LA
CLASSIFICAZIONE NAZIONALE




4
5
INTRODUZIONE


Con decisione C (2001) 2878 del 10/12/2001, la Commissione Europea ha approvato il
documento unico di programmazione (DocUP) per gli interventi strutturali comunitari nella
regione Lombardia interessata dall’Obiettivo 2 e dal sostegno transitorio per gli anni 2000/2006,
dotato di risorse pubbliche complessive pari a Euro 404.334.642, di cui la partecipazione del
FESR ammonta a un totale di Euro 200.387.319.
La bozza di DocUP era stata dichiarata ricevibile dalla Commissione europea in data 24
novembre 2000.
Dalla conclusione della fase negoziale finalizzata alla definizione del DocUP stesso, la Regione
Lombardia, attraverso il coordinamento dell’Autorità di Gestione, ha avviato un processo di
esteso confronto nei territori interessati dalla programmazione. Si è così consolidato e rafforzato
un significativo partenariato che ha sorretto lo sforzo di programmazione operativa confluito nel
presente Complemento di Programmazione.
Con l’attivazione delle sedi provinciali della Regione si è infatti realizzato il seguente
programma:
Inizio dicembre:
- invio del testo definitivo di DocUP a tutti gli enti locali e alle rappresentanze economiche e
    sociali delle 8 province
- In ognuna delle 8 province iniziativa pubblica di incontro tra l’Autorità di Gestione e gli enti
    locali e le rappresentanze economiche e sociali del territorio ai fini dell’impostazione delle
    linee di programmazione operativa
Periodo gennaio/febbraio:
- organizzazione di lavoro congiunto per il confronto sui contenuti programmatori inerenti
    singole realtà territoriali e/o singole progettualità. Questi momenti di approfondimento hanno
    coinvolto i soggetti locali (potenziali beneficiari.destinatari) e l’Autorità di gestione,
    congiuntamente ai responsabili di misura.

A conclusione di tale fase, nella seduta del 4 marzo 2002, si è potuto sviluppare un confronto in
sede di Patto per lo Sviluppo sulla base della bozza di Complemento così come emersa dal
processo di confronto sopra illustrato. La bozza, prima di assumere la forma di proposta
definitiva della Regione, è stata inviata a tutti gli enti locali e alle rappresentanze sociali ed
economiche dei territori interessati, al fine di consentire una verifica conclusiva della proposta di
programma.




6
Allegato 5) - TABELLA AGGIORNATA REGIMI DI AIUTO
Allegato 6) - TABELLA MISURE PER TIPOLOGIE DI INTERVENTO SECONDO LA
              CLASSIFICAZIONE U.E.




                                                                      7
INTRODUZIONE


Con decisione C (2001) 2878 del 10/12/2001, la Commissione Europea ha approvato il
documento unico di programmazione (DocUP) per gli interventi strutturali comunitari nella
regione Lombardia interessata dall’Obiettivo 2 e dal sostegno transitorio per gli anni 2000/2006,
dotato di risorse pubbliche complessive pari a Euro 404.334.642, di cui la partecipazione del
FESR ammonta a un totale di Euro 200.387.319.
La bozza di DocUP era stata dichiarata ricevibile dalla Commissione europea in data 24
novembre 2000.
Dalla conclusione della fase negoziale finalizzata alla definizione del DocUP stesso, la Regione
Lombardia, attraverso il coordinamento dell’Autorità di Gestione, ha avviato un processo di
esteso confronto nei territori interessati dalla programmazione. Si è così consolidato e rafforzato
un significativo partenariato che ha sorretto lo sforzo di programmazione operativa confluito nel
presente Complemento di Programmazione.
Con l’attivazione delle sedi provinciali della Regione si è infatti realizzato il seguente
programma:
Inizio dicembre:
- invio del testo definitivo di DocUP a tutti gli enti locali e alle rappresentanze economiche e
    sociali delle 8 province
- In ognuna delle 8 province iniziativa pubblica di incontro tra l’Autorità di Gestione e gli enti
    locali e le rappresentanze economiche e sociali del territorio ai fini dell’impostazione delle
    linee di programmazione operativa
Periodo gennaio/febbraio:
- organizzazione di lavoro congiunto per il confronto sui contenuti programmatori inerenti
    singole realtà territoriali e/o singole progettualità. Questi momenti di approfondimento hanno
    coinvolto i soggetti locali (potenziali beneficiari.destinatari) e l’Autorità di gestione,
    congiuntamente ai responsabili di misura.

A conclusione di tale fase, nella seduta del 4 marzo 2002, si è potuto sviluppare un confronto in
sede di Patto per lo Sviluppo sulla base della bozza di Complemento così come emersa dal
processo di confronto sopra illustrato. La bozza, prima di assumere la forma di proposta
definitiva della Regione, è stata inviata a tutti gli enti locali e alle rappresentanze sociali ed
economiche dei territori interessati, al fine di consentire una verifica conclusiva della proposta di
programma.




8
1.1 ARTICOLAZIONE IN ASSI, OBIETTIVI, MISURE


L’obiettivo generale su cui fa perno il DocUP 2000/2006 “avviare e sostenere percorsi e processi
di sviluppo sostenibile in grado di valorizzare il potenziale endogeno locale, rilanciare
l’occupazione e tutelare l’ambiente” si basa sull’ipotesi che, veicolando adeguatamente
strumenti, tecnologie, competenze e conoscenze, sia possibile rimettere in moto i sistemi locali
delle aree obiettivo, superando il divario che essi denotano con le aree più forti della regione.
Per il perseguimento di tale obiettivo la strategia si articola in tre assi prioritari connessi ad
altrettanti obiettivi globali.
Il primo Asse, Sviluppo della competitività del sistema economico lombardo, mira a rafforzare
ed estendere la presenza del sistema imprenditoriale puntando molto sulla innovatività e sulla
sostenibilità ambientale; il secondo Asse, Qualificazione e valorizzazione del territorio, sviluppa
azioni tese a ammodernare e potenziare le dotazioni del territorio ai fini della sua attrattività ed il
terzo Asse, Valorizzazione delle risorse ambientali, fa perno sul grande patrimonio naturale e
culturale che queste zone presentano.
Un ulteriore Asse concerne l’attuazione di azioni volte a garantire una efficiente ed efficace
implementazione dell’intero DocUP, supportando la gestione, il monitoraggio, la sorveglianza, la
valutazione e la pubblicità per tutto il programma.
La tabella seguente riporta in forma riassuntiva gli assi, gli obiettivi globali, gli obiettivi specifici
e le misure.




                                                                                                       9
          Obiettivo                    Obiettivo globale                   Assi                               Misura                                            Obiettivo specifico
          generale                                                       Prioritari
     Avviare e sostenere                                                              Misura 1.1 Incentivi agli investimenti delle imprese        Sostenere l’investimento delle imprese stimolando
     percorsi e processi di      Sviluppare la competitività del         Asse 1
                                sistema economico lombardo nelle                                                                                  l’orientamento all’ampliamento e all’innovatività in
     sviluppo sostenibile in                                                          Misura 1.7 Iniziative per la sostenibilità ambientale dei   una logica di sostenibilità e di sviluppo
     grado di valorizzare il    aree obiettivo puntando sul
                                                                                      processi produttivi delle imprese                           occupazionale
     potenziale endogeno        consolidamento e la crescita della
                                presenza imprenditoriale tramite il                   Misura 1.9 Animazione Economica
     locale, rilanciare
     l’occupazione e tutelare   sostegno a processi estesi di                         Misura 1.3 Incentivi all’ammodernamento e                   Valorizzare e qualificare le dotazioni infrastrutturali
     l’ambiente”.               diffusione di innovazione, secondo                    riqualificazione delle aziende ricettive                    e strutturali mirate allo sviluppo del turismo
                                una logica di sostenibilità ambientale                                                                            sostenendo logiche “di sistema” al fine di elevare,
                                e di riequilibrio occupazionale in                    Misura 1.6 Incentivi per la valorizzazione e promozione     specializzandola, la capacità di offerta
                                termini di genere                                     dell’offerta turistica

                                                                                      Misura 1.4 Interventi di ingegneria finanziaria             Incentivare le capacità di investimento sostenendo
                                                                                                                                                  l’accesso delle imprese ai mercati finanziari e
                                                                                                                                                  accrescendone la patrimonializzazione
                                                                                      Misura 1.5 Sostegno alla creazione di nuove imprese         Creazione di nuove imprese con priorità a quelle
                                                                                                                                                  promosse da donne e da giovani e con particolare
                                                                                                                                                  attenzione a quelle innovative

                                                                                      Misura 1.2 Sostegno alla domanda di servizi qualificati     Incentivazione all’acquisizione di competenze e
                                                                                      delle imprese                                               strumenti di alto profilo da parte delle imprese
                                                                                                                                                  sostenendo il ricorso alla società dell’informazione
                                                                                      Misura 1.8 Promozione di forme di associazionismo e         e la messa in rete al fine di sviluppare strategie
                                                                                      reti di impresa                                             sistemiche

                                                                                      Misura 1.10 Supporto alla internazionalizzazione del        Accrescimento delle capacità di penetrazione nei
                                                                                      sistema economico                                           mercati internazionali dei sistemi locali delle
                                                                                                                                                  imprese




10
Accrescere la qualificazione e la                  Misura 2.1 Sviluppo e qualificazione delle dotazioni          Ammodernare e potenziare la rete infrastrutturale ai
                                          Asse 2   infrastrutturali per la valorizzazione e la competitività     fini di facilitare lo sviluppo economico locale e per
dotazione del territorio,
valorizzandone le potenzialità, ai fini            del territorio                                                riequilibrare le situazioni di gap relativamente alle
                                                                                                                 parti forti dell’economia lombarda
di una più elevata attrattività e del              Misura 2.4 Sviluppo della società dell’informazione
consolidamento di percorsi di uscita
dalla condizione di marginalità anche              Misura 2.2 Potenziamento e qualificazione delle               Valorizzare e qualificare le dotazioni infrastrutturali
attraverso l’implementazione delle                 dotazioni infrastrutturali per lo sviluppo del turismo        e strutturali mirate allo sviluppo del turismo
competenze locali                                                                                                sostenendo logiche “di sistema” al fine di elevare,
                                                                                                                 specializzandola, la capacità di offerta

                                                   Misura 2.3 Realizzazione di sistemi informativi               Rafforzare le competenze programmatorie degli
                                                   sovracomunali di comunicazione                                attori locali con attenzione alle logiche di
                                                   telematica e di monitoraggio ambientale                       sostenibilità dello sviluppo e accrescendone il
                                                                                                                 ricorso alla società dell’informazione
                                                   Misura 2.5 Sviluppo delle competenze programmatorie
                                                   degli enti locali

Valorizzare le risorse ambientali                  Misura 3.1 Valorizzazione e fruibilità sostenibili delle      Qualificare le aree protette per accrescerne la
                                          Asse3    aree protette                                                 fruibilità sostenibile tramite la tutela e la
incidendo sui fattori di rischio,
sanando le situazioni di                           Misura 3.5 Promozione delle Agenda 21 locali e di altri       valorizzazione del patrimonio
compromissione, potenziando il                     strumenti di sostenibilità ambientale
carattere di opportunità che il
patrimonio naturale e culturale                    Misura 3.2 Interventi per il ciclo delle acque                Migliorare le condizioni ambientali riducendo le
rappresenta per la crescita delle                                                                                emissioni inquinanti e qualificando il sistema
comunità locali                                                                                                  idrico-depurativo
                                                   Misura 3.4 Iniziative per la sostenibilità ambientale della
                                                   produzione e dell’uso    dell’energia



                                                   Misura 3.3 Bonifica e recupero dei siti degradati e           Sanare le situazioni di compromissione del territorio
                                                   inquinanti                                                    recuperando le aree degradate




                                                                                                                                                                           11
1.3 ATTRIBUZIONE DELLA RISERVA DI PREMIALITA’ DEL 4%



A seguito della comunicazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento per le
Politiche di Sviluppo e di Coesione del 23/01/2002 e in riferimento alla lettera n. 100463 del
21/1/2002 della CE, si espone qui di seguito l’insieme dei criteri da rispettare in conformità con
il Reg. 1260/99 per l’attribuzione della riserva di premialità del 4%, così come concordato tra
Stato Italiano e CE.

Caratteri generali

Per la riserva comunitaria del 4%, la proposta rispetta l’art.44 del Reg.1260/99 e le indicazioni
contenute negli orientamenti della Commissione, in quanto tiene conto delle 3 tipologie di criteri
previste dal Regolamento: di efficacia, di gestione e di attuazione finanziaria. I meccanismi di
applicazione e la scelta di alcuni indicatori sono tuttavia adattati alle esigenze nazionali. Il
numero di indicatori rilevanti ai fini della riserva è limitato a sei indicatori rispetto agli otto
proposti dalla Commissione. Per alcuni indicatori la proposta italiana si differenzia dal
meccanismo proposto dalla Commissione perché non premia il raggiungimento della
performance prevista ex-ante da ciascun programma ma premia il raggiungimento di un livello-
soglia di performance ritenuto accettabile, al di sotto del quale non si ha accesso alla riserva
premiale.

Per l’assegnazione della riserva, il meccanismo di concorrenzialità proposto è analogo a quello
previsto dalla Commissione, ovvero solo l’esistenza di un programma che non soddisfa i
requisiti può provocare la ridistribuzione della riserva, potenzialmente di sua pertinenza, agli
altri programmi che soddisfano i requisiti.

Criteri di assegnazione

Gli indicatori adottati per l’assegnazione della riserva di premialità sono i medesimi per tutti i
programmi. In questa proposta il set di indicatori è unico e valuta la capacità dell’Autorità di
gestione del Docup di gestire efficacemente il programma: non si operano distinzioni fra misure
o azioni relative ad aree Obiettivo 2 e aree in phasing-out.

Criteri per la riserva di premialità del 4%

I documenti di riferimento per la definizione dei criteri di premialità sono il documento ufficiale
di orientamento della CE che contiene la lista indicativa degli indicatori per la riserva di
premialità e il documento “QCS Obiettivo 1: Criteri e meccanismi per l’assegnazione della
riserva di premialità”. Il documento della CE individua 8 indicatori, di cui due d’efficacia,
quattro di gestione e due finanziari. Nei DOCUP, riprendendo l’art.44. comma 1 del
Regolamento 1260/99, si afferma che il sistema di premialità adotterà in tutto o in parte la lista
indicativa di indicatori contenuti nel documento di lavoro sulla premialità della Commissione.
Il modello adottato esclude, nella definizione dei criteri per l’assegnazione della premialità, 2
indicatori: quello relativo alla quantificazione degli obiettivi di risultato (criteri di efficacia) e
quello relativo all’effetto leva del capitale privato (criteri finanziari).

Per quando riguarda gli altri indicatori, si adottano le seguenti formulazioni:


12
CRITERIO DI EFFICACIA
A.1 Indicatore di realizzazione fisica
Raggiungimento del target previsto per il 30-09-2003 per un insieme di misure di valore
complessivo pari almeno al 50% del costo totale pubblico del Programma Operativo.
 Le misure individuate possono essere da attuare anche nelle aree phasing- out. Il target è il
valore obiettivo che il/i corrispondente/i indicatore/i di realizzazione fisica deve/o no
raggiungere al 30/9/2003.Per i casi in cui si prevede che per il 30/9/2003 l’intervento non sarà
concluso, si può scegliere un indicatore procedurale a sostituzione di quello fisico.
Ai fini dell’attribuzione della riserva, l’avanzamento fisico ed eventualmente quello procedurale
rilevato dall’Autorità di Gestione al 30/9/2003 sarà tale da raggiungere (in media) almeno l’80%
del target fissato di cui al punto precedente.

Le eventuali modifiche delle quantificazioni dei target saranno giustificate sulla base di
modifiche del Complemento di Programmazione approvate, entro il 2002, dal Comitato di
Sorveglianza del Programma.
La Commissione ha la facoltà di esprimere un parere sulla pertinenza dei target fissati ai fini
della verifica del criterio. Qualora tale parere non sia comunicato all’Autorità di gestione del
Docup interessato e al Ministero dell’Economia - Servizio Fondi Strutturali, entro 60 giorni dalla
comunicazione del testo di Complemento di Programmazione. tali target si riterranno accettati.

Le misure individuate per l’applicazione del criterio sono quelle elencate nella seguente tabella:

MISURE INDIVIDUATE PER                                 IMPORTO          INDICATORE DI                        VALORE OBIETTIVO AL                 Formatted
L’APPLICAZIONE DEL CRITERIO A.1                        (costo totale)   REALIZZAZIONE FISICA                 30/9/2003
                                                                        O PROCEDURALE
Misura 1.1 Incentivi agli investimenti delle imprese   47.265.640       N° imprese sovvenzionate             n° 300
Misura 2.1 Sviluppo e qualificazione delle 76.369.600                   N° progetti approvati         per Tot. n° 9:
dotazioni infrastrutturali per la valorizzazione e la                   tipologia:
competitività del territorio                                            Per la mobilità                      n° 4
                                                                        Per insediamenti produttivi          n° 5

                                                                        Compimento del secondo step          Erogazione secondo acconto e
                                                                        della fase attuativa del progetto:   realizzazione 60% opere
Misura 2.2 Potenziamento e qualificazione delle 72.551.120              N° progetti approvati per            Tot. n° 12
dotazioni infrastrutturali per lo sviluppo del turismo                  tipologia:
                                                                        Per la fruizione turistica del       n°3
                                                                        territorio
                                                                        Per favorire la mobilità             n°6
                                                                        Patrimonio storico/arch/natural.     n°3

                                                                        Compimento del secondo step          Erogazione secondo acconto e
                                                                        della fase attuativa del progetto    realizzazione 60% opere
Misura 2.3 Realizzazione di sistemi informativi 15.273.920              N° progetti approvati                Tot. n°2
sovracomunali di comunicazione telematica e di                          Compimento del secondo step          Avvenuta erogazione da parte del
monitoraggio ambientale                                                 della fase attuativa del progetto    beneficiario del 50% della spesa
                                           Totale 211.460.280
                        % sul Totale programmato 52,2%




CRITERIO DI GESTIONE
A.2.1 Qualità del sistema di sorveglianza
Adozione di procedure di monitoraggio che assicurino fin dal primo anno di attuazione la
disponibilità di dati finanziari trimestrali per tutte le misure, di dati fisici annuali per le misure
per cui è stato definito un indicatore di realizzazione fisica e di dati procedurali semestrali
relativamente alle sole operazioni infrastrutturali.

L’indicatore sarà soddisfatto se:
      il monitoraggio dei dati avviene a livello di progetto;

                                                                                                                                            13
        i dati finanziari, procedurali e di realizzazione fisica per tutte le misure sono trasmessi al
     sistema centrale presso l’IGRUE, a partire dal III trimestre del 2002 e per tutto il periodo di
     applicazione della riserva, secondo la periodicità prevista per i vari indicatori.

A.2.2 Qualità del sistema di controllo:
Valore in percentuale delle spese sottoposte a controllo finanziario e di gestione rispetto agli
obiettivi.

     L’indicatore sarà soddisfatto se:
          sarà prevista una chiara definizione delle funzioni degli uffici responsabili della
            gestione e del controllo e di quelli responsabili della certificazione delle spese in
            modo da garantire che le attività di gestione e controllo e quelle di
            pagamento/certificazione delle spese (Autorità di pagamento) siano separate e svolte
            con autonomia funzionale come previsto dal Reg.438/2000;
          sarà mantenuta all’interno dell’amministrazione titolare del Programma Operativo la
            funzione di verifica dell’efficacia del sistema di gestione e controllo, attribuita ad un
            ufficio funzionalmente indipendente sia dall’Autorità di gestione che dall’Autorità di
            pagamento;
          saranno stati effettuati, per un campione pari almeno al 5 % delle operazioni avviate
            nel periodo 2001- 2003, i controlli previsti ai sensi della normativa comunitaria
            vigente e in itinere in materia finanziaria.

A.2.3 Qualità dei criteri di selezione
Adozione di procedure di selezione basate su un’analisi di fattibilità tecnico-economica o analisi
costi-benefici per progetti infrastrutturali per i quali al 30-09-2003 sia stata assunta una quota
rilevante di impegni rispetto al valore degli impegni complessivi.

Il criterio si riterrà soddisfatto se si dimostrerà che una quota pari al 60% degli impegni assunti
entro il 30-09-2003 per progetti infrastrutturali sarà stata selezionata sulla base di analisi di
fattibilità tecnico-economica per progetti superiori o uguali ai 5 milioni di euro con requisiti
analoghi ai requisiti minimi richiesti ai sensi della Delibera CIPE n.106/99 del 30 giugno 1999,
Allegato B.
Per progetti di costo totale inferiore ai 5 milioni di euro si considera sufficiente che la selezione
degli interventi sia avvenuta attraverso un’analisi costi-benefici o costo-efficacia.
Per il soddisfacimento di tale criterio non vengono presi in considerazione progetti di importo
inferiore a 500.000 €uro.

A.2.4 Qualità del sistema di valutazione
Affidamento dell’incarico di valutazione intermedia (art.42 Reg.1260/99) tenendo conto dei
requisiti previsti volti a garantire l’indipendenza del valutatore, la qualità della valutazione e la
trasparenza delle procedure di selezione dei requisiti minimi previsti.

Il bando di gara e il contratto tra Autorità di gestione e il valutatore selezionato terranno conto
dei requisiti e degli orientamenti per l’attività di valutazione intermedia contenuti nei seguenti
documenti, concordati con la Commissione Europea, nell’ambito dell’Obiettivo 1:
“Orientamenti per l’organizzazione della valutazione intermedia”, giugno 2001
“Linee guida per la valutazione intermedia dei Programmi Operativi”, giugno 2001




14
CRITERIO FINANZIARIO
A.3 Assorbimento dei fondi
Raggiungimento di un livello di pagamenti per un ammontare corrispondente al 100% degli
impegni relativi alle annualità 2001.

Il criterio si riterrà soddisfatto se:
Risulterà speso al 30-09-2003 (III rapporto trimestrale di monitoraggio) da parte dei beneficiari
finali, certificato dall’Autorità di Pagamento alla Commissione Europea, e accettato da
quest’ultima entro i tempi e secondo le modalità previsti dall’art.32 comma 1 e comma 3 del
Reg.1260/99, un ammontare di risorse corrispondente agli impegni (sul bilancio comunitario)
relativi al 2001 (3).


Monitoraggio, verifica dei criteri e proposta di assegnazione della riserva

Per assicurare che siano raggiunti gli obiettivi auspicati in termini di efficacia, miglioramento
della gestione e dell’attuazione finanziaria, è necessario che ciascuna Autorità di gestione dei
Docup monitori il grado di soddisfazione dei singoli criteri relativamente all’annualità 2001 nel
rapporto annuale di esecuzione (entro giugno 2002), identificando gli elementi di criticità e
sottoponendo al proprio Comitato di sorveglianza eventuali percorsi che consentano di rispettare
i requisiti secondo le modalità ed entro i tempi definiti per ciascun criterio.
Per le annualità 2002 e 2003 l’Autorità di gestione di ciascun Docup produrrà un’unica relazione
finale di monitoraggio che sarà inviata entro il 31-10-2003 al Ministero dell’Economia, Servizio
per le Politiche Fondi Strutturali. Sulla base del Rapporto annuale di esecuzione relativo
all’annualità 2001 e della relazione finale di monitoraggio, un Gruppo Tecnico del Dipartimento
per le politiche di sviluppo, integrato con tre rappresentanti delle Regioni, elaborerà una
relazione di valutazione del grado di soddisfacimento dei singoli indicatori e formulerà una
proposta di assegnazione della riserva riferita a ciascun programma, che, una volta condivisa con
tutte le Autorità di gestione, sarà inviata, a cura del Servizio fondi strutturali, entro il 31-12-
2003, alla Commissione.
La Commissione assegna, in stretta concertazione con lo Stato membro, sulla base di proposte di
ciascun Stato membro, la riserva premiale del 4% entro e non oltre il 31 marzo 2004.

Modalità di assegnazione delle risorse

L’ammontare complessivo della riserva è assegnato, in principio, a quei programmi che avranno
soddisfatto il 100% dei requisiti di almeno 5 dei 6 indicatori previsti. Poiché è necessario
soddisfare almeno un indicatore per ciascun criterio previsto dall’articolo 44.1 del Regolamento
(CE) n. 1260/99, sarà obbligatorio soddisfare gli indicatori A.1 e A.3, e si dovranno soddisfare
almeno tre indicatori su quattro tra A.2.1, A.2.2, A.2.3, A.2.4.

Le eventuali eccedenze derivanti dalla mancata attribuzione del 4%, saranno destinate ai
programmi definiti idonei (che si sono aggiudicati il 4%) proporzionalmente alla loro dotazione
di bilancio iniziale, tenendo conto del numero degli indicatori soddisfatti.




   (3) La/e domanda/e di pagamento, certificate dall’Autorità di Pagamento e inoltrata/e entro il 31 Ottobre 2003
   saranno ritenute ammissibile/i dalla Commissione in base alle condizioni elencate all’art.32, comma 3 e, in
   assenza di rilievi, assumeranno la forma di pagamenti intermedi entro due mesi, a decorrere dal ricevimento
   della/e domanda/e di pagamento. Al 31 Dicembre 2003 sarà dunque noto l’ammontare di risorse ritenuto
   ammissibile.

                                                                                                             15
I meccanismi di attribuzione della riserva di premialità descritti in questo documento sono da
riferirsi alla sola quota relativa alla riserva di premialità per le aree obiettivo 2, pari a 97 milioni
di euro.




1.6 SISTEMA DI MONITORAGGIO E MODALITA’ PER IL TRASFERIMENTO
DEI DATI


Nell’ambito dell’attuazione della programmazione relativa al periodo 1997/99 la Regione ha
avviato un sistema di monitoraggio attraverso la realizzazione di un Sistema Informatico
denominato Monitor. Partendo da quell’esperienza si è realizzato, per il periodo 2000/2006, un
nuovo sistema informatico già attualmente applicato nell’ambito dell’attuazione del POR
Obiettivo 3 Lombardia. Tale piattaforma è la base da cui si è implementato il sistema Monitor-
DocUP Ob 2 2000/2006, imperniato sull’integrazione tecnica e logica al programma dell’IGRUE
Monit 2000.
Tale sistema è stato costruito in modo da integrare le attività amministrative sui Fondi
Comunitari presso le Direzioni Generali Regionali in un unico sistema di rilevazione e
trattamento di informazioni finanziarie, fisiche e procedurali capaci di dialogare con le strutture
Istituzionali dello Stato e di fornire in tempo reale dati necessari per la corretta gestione e per il
supporto alla programmazione e riprogrammazione delle azioni.
Il sistema Monitor è articolato nei sottosistemi delle Direzioni Generali regionali responsabili
delle diverse misure che, collegati fra loro, forniscono i dati a un Sottosistema centrale presso
l’Autorità di Gestione del Programma e c/o la Cabina di regia per le politiche comunitarie.
L'oggetto delle attività di monitoraggio riguarda in particolare la rilevazione, il trattamento e la
restituzione periodica di informazioni dettagliate inerenti ai seguenti aspetti:
     - stato di attuazione finanziaria del programma (monitoraggio finanziario). I dati finanziari         Formatted: Bullets and Numbering
        sono rilevati a livello di progetto e successivamente aggregati a livello di misura. I dati si
        riferiscono alla spesa effettivamente sostenuta dai beneficiari finali, nel rispetto delle
        definizioni di cui all’art.30 del Regolamento (CE) n. 1260/1999. I dati rilevati sono
        confrontati, a livello di misura e asse prioritario, al piano finanziario vigente al fine di
        definire i relativi indicatori di avanzamento finanziario
     - livello di realizzazione fisica degli interventi programmati (monitoraggio fisico). I dati
        fisici sono rilevati a livello di progetto e, ove possibile, aggregati sulla base della griglia
        di indicatori comuni così come definiti dall’Autorità di gestione del DocUP. Il
        monitoraggio è effettuato sugli indicatori di realizzazione e, quando possibile e
        significativo, di risultato e di impatto indicati nel DocUP e nel Complemento di
        programmazione. In linea generale gli indicatori di risultato e di impatto sono stimati in
        sede di valutazione sulla base dei dati di monitoraggio resi disponibili a livello di
        progetto e di misura.
     - efficienza delle procedure di attuazione del programma (monitoraggio procedurale). Il
        monitoraggio procedurale è attivato definendo schede di rilevazione per tipologie di
        opere e modelli di aggregazione dei dati a livello di misura. I dati procedurali vengono
        successivamente rilevati a livello di progetto scegliendo una soglia dimensionale di


16
       significatività dei progetti (variabile per settore e territorio) e definendo il percorso
       procedurale da monitorare.

I dati del monitoraggio finanziario e fisico sono inseriti nelle relazioni annuali del DocUP
predisposte dall’Autorità di gestione.
Il processo di rilevazione delle informazioni può essere così descritto:
      - i dati sono inseriti nel sistema a livello di singolo progetto                               Formatted: Bullets and Numbering
    - il responsabile di misura elabora i dati a livello di misura trasmettendoli all’Autorità di
        Gestione e alla Cabina di Regia regionale per le politiche comunitarie secondo una
        scansione temporale programmata,
    - la Cabina di Regia regionale per le politiche comunitarie svolge il coordinamento e la         Formatted: Bullets and Numbering
        raccolta a livello centrale di tutti i dati trasmettendoli informaticamente all'Unità di
        monitoraggio centrale del Ministero dell’Economia e delle Finanze
    - il Settore Informatico Regionale garantisce la funzionalità e l'implementazione del
        supporto informatico
      - il Comitato di Sorveglianza utilizza il sistema di monitoraggio del programma,
        assumendo le decisioni conseguenti, formulando gli indirizzi e gli orientamenti della fase
        attuativa del programma.

I dati finanziari vengono aggiornati e diffusi con cadenza trimestrale, quelli procedurali con
cadenza semestrale, quelli fisici vengono aggiornati con cadenza annuale. Ogni progetto e ogni
misura vengono associati a un codice di “categoria di intervento” indicato dalla Commissione
Europea.

La struttura responsabile del monitoraggio del DocUP Regione Lombardia è:
la Direzione Generale Industria, Piccola e Media Impresa, Cooperazione e Turismo
Via Sassetti 32/2;, 20124 Milano.                                                                    Formatted
Indirizzo di posta elettronica: monitoraggio.ob2@regione.lombardia.it

I dati di monitoraggio del DocUP vengono resi disponibili all’interno della pagina web della
Regione Lombardia dedicata ai Programmi comunitari. Il Comitato di Sorveglianza del DocUP
stabilisce contenuti e modalità di altre forme di divulgazione dei dati di attuazione del
programma.




                                                                                               17
1.7 CONTROLLI

La Regione Lombardia, sulla base della normativa nazionale vigente, è responsabile ai sensi
dell’art.38 del Regolamento (CE) n.1260/99, del controllo finanziario degli interventi.
L’Autorità di Gestione del DocUP è responsabile, ai sensi dell’art. 34 del suddetto regolamento,
della regolarità delle operazioni finanziate e dell’attuazione di misure di controllo interno
compatibili con i principi di sana gestione finanziaria.
Essa provvede a definire un’adeguata pista di controllo ai sensi di quanto previsto dall’art. 7 del
Reg. (CE) 438/2001.
Al fine di assicurare la regolare esecuzione delle operazioni , conformemente agli obiettivi di una
sana gestione finanziaria, l’Autorità di gestione garantisce un’adeguata organizzazione
amministrativa in grado di svolgere le idonee procedure di controllo all’interno delle tre
principali funzioni previste dai Regolamenti in materia:
    - l’attività di gestione                                                                             Formatted: Bullets and Numbering
    - l’attività di controllo contabile-finanziario sulla gestione
    - la verifica dell’efficacia del sistema di gestione e controllo

L’attività di gestione, in sono ricompresi i controlli ad essa connessi nella fase di istruttoria e di
attuazione degli interventi, è demandata alla Struttura regionale indicata al punto II.3 di ciascuna
scheda tecnica di misura. Il responsabile è il dirigente pro-tempore della Struttura stessa.

I compiti di controllo ordinario di tipo contabile finanziario fanno capo all’U.O. Ragioneria
secondo quanto previsto dal Regolamento di Contabilità. In base all’attuale organizzazione della
materia in Regione Lombardia.
L'Autorità di Gestione ha il compito di coordinare tutte le operazioni relative alla conformità
della spesa svolte dalle Direzioni Generali e attuare meccanismi di compensazione laddove ciò si
renda necessario.

La verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo è affidata ad un ufficio
funzionalmente indipendente sia dall’Autorità di gestione sia dall’Autorità di pagamento ai sensi
del Regolamento (CE) n. 438/2001.

La responsabilità della verifica e dell’efficacia del sistema di controllo del DocUP è:
Direzione Generale Risorse Finanziarie e Bilancio
Unità Organizzativa Sistemi di Controllo,                                                                Formatted
Via F.Filzi 22, 20124 Milano;
Indirizzo di posta elettronica: controllo.obiettivo2@regione.lombardia.it
Responsabile: Dirigente pro-tempore dell’Unità organizzativa Sistemi di Controllo.

Il sistema di controllo dovrà verificare:
- la concreta applicazione e l’efficacia dei sistemi di gestione e di controllo;
- per un adeguato numero di registrazioni contabili, la relativa concordanza con i pertinenti
     documenti giustificativi, detenuti dagli organi intermedi, dai beneficiari finali e dagli
     organismi o imprese che eseguono le operazioni;
- l’esistenza di un’adeguata pista di controllo;
- per un adeguato numero di voci di spesa, la conformità della loro natura e dei relativi tempi
     di esecuzione alle disposizioni comunitarie, al capitolato approvato per l’operazione ed ai
     lavori effettivamente eseguiti;
- la conformità della destinazione o della prevista destinazione dell’operazione a quella
     indicata nella richiesta di cofinanziamento comunitario;

18
-   il rispetto dei limiti di cui all’art. 29 del Reg. (CE) 1260/99 e di ogni altro limite imposto
    dalle disposizioni comunitarie applicabili ai contributi finanziari della Comunità, che devono
    essere corrisposti ai beneficiari finali senza decurtazioni o ritardi ingiustificati;
-   l’effettiva disponibilità del pertinente cofinanziamento nazionale;
-   la conformità delle operazioni alle norme e alle politiche comunitarie, ai sensi dell’art 12 del
    Reg. (CE) 1260/99.

All’U.O. Sistemi di Controllo è demandata l’effettuazione, nel corso della gestione, di controlli
sistematici riguardanti almeno il 5% della spesa totale e ad un campione rappresentativo dei
progetti e delle iniziative approvate, riguardanti:
    - controlli di progetti di vario tipo e dimensione;                                                Formatted: Bullets and Numbering
    - controlli sulla base del rischio individuato;
    - controllo delle concentrazioni di progetti in capo ad un soggetto attuatore;
    - controllo dell’applicazione pratica e dell’efficacia dei sistemi di gestione e di controllo;
    - controllo della concordanza tra un adeguato numero di registrazioni contabili e i
        pertinenti documenti giustificativi;
    - controllo della rispondenza della natura degli impegni e dei tempi delle spese alle
        prescrizioni comunitarie e alle caratteristiche fisiche delle schede approvate.

Il campione da sottoporre a controllo è individuato secondo la metodologia illustrata nel
successivo paragrafo 1.7.1.
A controllo ultimato, è predisposta una relazione esplicativa del lavoro che si è portato a termine,
relazione che rimane agli atti dell’ufficio che ha effettuato il controllo.

Nel caso si rilevino irregolarità, abusi, o reati di qualunque genere, i funzionari che hanno
effettuato il controllo inviano le dovute segnalazioni alle Autorità competenti ed al Ministero
dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, I.G.R.U.E.,
che verrà anche informato delle azioni amministrative e giudiziarie intraprese per il recupero dei
fondi perduti.
L’Autorità di gestione, opportunamente ed adeguatamente informata sugli esiti dei controlli,
assume, in conformità agli articoli 34, 38 e 39 del Regolamento (CE) N. 1260/1999, le iniziative
più idonee a risolvere le problematiche di carattere gestionale e procedurale evidenziate dai
controlli effettuati.
La Dichiarazione a conclusione dell’intervento, di cui all’art. 15 del Reg (CE) 438/2000, viene
resa dal Responsabile della U.O. Sistemi di controllo.




                                                                                                 19
1.7.1 LA METODOLOGIA CAMPIONARIA


In questo paragrafo si descrive la metodologia di campionamento adottata per l’estrazione di
campioni dei progetti cofinanziati dal FESR e da sottoporre a controlli.
La Struttura Statistica, ricerche e osservatori della D.G. Presidenza, designata quale struttura
tecnica di assistenza per la definizione delle metodologie relative all’estrazione di campioni da
sottoporre ai controlli. provvede alla definizione di programmi di selezione per l’estrazione dei
campioni e allo svolgimento di alcune attività preliminari.
Garantisce rigore tecnico-scientifico e trasparenza nelle procedure, per ciò che le compete.
La metodologia campionaria individuata: ha caratteristiche di standardizzazione, sia per la
procedura statistico-informatica, sia per l’iter amministrativo; di flessibilità; e ha requisiti di
trasparenza.
Il paragrafo 2 del Regolamento CE n.438/2001 (articolo 10) stabilisce che i controlli debbano
riguardare almeno il 5% della spesa totale ammissibile e che il campione debba essere
rappresentativo.
Il paragrafo 3 stabilisce che, nel selezionare il campione di progetti da sottoporre a controlli, si
deve tener conto: dell’esigenza di controllare progetti di vario tipo e dimensione, dei fattori di
rischio individuati dai controlli nazionali o comunitari, della concentrazione di progetti in capo a
determinate autorità o a taluni destinatari finali.
La metodologia campionaria proposta soddisfa i seguenti requisiti:
 ·tutti i progetti hanno una probabilità non nulla (0<p<=1) di entrare a far parte del campione;
 ·il campione contiene progetti di ciascuna combinazione delle modalità delle variabili di
    stratificazione per le quali è richiesta la rappresentatività (almeno un progetto per ciascun
    strato);
 ·la procedura di selezione è ripetibile.
La gestione del DocUP è affdata a diverse strutture all’interno della Regione, ad ognuna delle
quali fa capo la responsabilità della attuazione di una singola misura. Possiamo dire che ad ogni
misura corrisponde una sottolista di progetti relativa ad una ambito informativo specifico.
La presenza di più sottoliste non costituisce un problema, poiché le modalità attuative sono tali
da garantire che ognuna possegga dei requisiti fondamentali.
Le liste di progetti avranno i seguenti requisiti: ogni progetto è identificato in modo univoco; per
ogni progetto saranno presenti tutti i dati delle variabili di stratificazione e della variabile di
spesa ammissibile; le sottoliste presentano le seguenti caratteristiche: sono disgiunte, esaustive,
hanno contenuto informativo specifico.
Stratificazione: si procederà a suddividere la lista ( o sottolista) in gruppi (strati) definiti in base
alle combinazioni delle modalità delle variabili che traducono i criteri di rappresentatività
(variabili di stratificazione).
Scelta delle variabili di stratificazione: i soggetti deputati a questo compito individuano le
variabili di stratificazione e dettano i criteri di selezione; la Struttura Statistica implementa nel
programma statistico-informatico queste indicazioni e, attraverso delle simulazioni, individua i
criteri per non oltrepassare troppo la soglia del 5% della spesa ammissibile.
Il campione da selezionare è un campione casuale stratificato.
Il processo di campionamento avviene secondo le seguenti caratteristiche:
stratificazione,
selezione da ciascuno strato di un campione casuale semplice senza ripetizione di progetti;
la selezione avviene in modo indipendente da uno strato all’altro;
probabilità costante: in genere, si prevede di estrarre da ogni strato una proporzione costante
della dimensione dello strato (ad esempio il 5% dei progetti da ogni strato).In questo modo tutte

20
le unità della lista hanno, indipendentemente dallo strato cui appartengono, la stessa probabilità
di entrare a far parte del campione.
Può comunque verificarsi che la probabilità delle unità della lista di entrare a far parte del
campione, pur restando costante all’interno dello strato, vari da strato a strato. Questo può
accadere per i seguenti motivi: selezione di un numero intero di unità in ogni strato (effetto
arrotondamento); selezione di almeno un’unità da ciascuno strato; si può selezionare con una
proporzione più alta negli strati in cui vi è la presenza di criticità o fattori di rischio. Per garantire
il rispetto del vincolo del 5% della spesa ammissibile si può agire su due fronti: considerare
come variabile di stratificazione le classi di spesa totale ammissibile; selezionare un campione
supplementare da utilizzare qualora quello base non fosse sufficiente.
La selezione casuale delle unità all’interno di ciascuno strato viene realizzata con il seguente
procedimento: si individua casualmente un “seme” che inizializza una funzione che genera
numeri casuali; si associa a ciascun progetto un diverso numero casuale compreso tra 0 e 1; si
ordinano i progetti all’interno di ciascuno strato in base a questo numero casuale. Questo
equivale ad assegnare un ordine casuale ai progetti nello strato; si inseriscono nel campione i
primi n progetti per ciascuno strato ( nh è la dimensione campionaria dello strato h-esimo).
Questo procedimento corrisponde a selezionare un campione casuale di nh unità in ciascuno
stato.
I software statistici dispongono di funzioni che generano numeri casuali; queste funzioni hanno
come input un numero chiamato seme che le inizializza.
A ogni seme corrisponde una sequenza di numeri casuali per cui tutte le volte che viene fornito
lo stesso seme viene generata la stessa sequenza.
Questo rende la procedura di randomizzazione descritta ripetibile.
Il seme viene selezionato casualmente.
La casualizzazione delle unità negli strati permette anche di individuare in modo casuale ulteriori
progetti, oltre a quelli del campione, per rispondere a due evenienze:
sostituzioni: se un progetto, per qualsiasi ragione, non potesse essere controllato, è possibile
effettuare una sostituzione, prendendo l’ nh+1-esimo progetto nel corrispondente strato;
aggiunte: se il campione non è sufficiente a garantire il controllo di almeno il 5% della spesa
totale ammissibile, si aggiunge al campione estratto, l’ nh+1-esimo progetto selezionando l’
nh+1 in uno strato h selezionato casualmente.
Per selezionare casualmente gli strati si utilizza un algoritmo di randommizzazione analogo a
quello usato per i progetti.
Questa metologia garantisce la trasparenza per le seguenti ragioni:
la procedura di selezione del campione è ripetibile,
tutte le indicazioni relative alle variabili e ai criteri di selezioni forniti sono documentati in modo
ufficiale,
tutte le operazioni tecniche sono documentate in protocolli ufficiali;
tutti i soggetti interessati intervengono alla estrazione e viene redatto un verbale di tutte le
operazioni effettuate.




                                                                                                       21
1.8 LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE DEL PROGRAMMA

Obiettivi e criteri di valutazione e selezione dei progetti
Il contributo dell’Autorità Ambientale nella stesura del Complemento di Programmazione ha
preso le mosse dal quadro conoscitivo sullo stato dell’ambiente delle aree Ob2, e dall’analisi
sulla pressione potenziale sull’ambiente delle misure del Docup descritte nella valutazione
ambientale ex-ante.
Nei mesi precedenti la stesura del Complemento di Programmazione l’Autorità Ambientale, in
collaborazione con l’Autorità di Gestione e i responsabili di Misura, ha predisposto una proposta
di criteri per la selezione ambientale dei progetti con lo scopo di integrare la dimensione
ambientale all’interno di ciascuna misura.
I criteri ambientali di selezione sono declinati a livello di Misura; nel paragrafo seguente viene
descritta la strategia di sostenibilità ambientale del Programma e la logica con cui sono stati
scelti i criteri.

Approccio Metodologico
Per la predisposizione dei criteri ambientali di selezione, da utilizzare nella fase di valutazione
delle domande di contributo, si è deciso di utilizzare un approccio diversificato in maniera tale
da garantire la sostenibilità ambientale di tutti gli interventi.
I criteri ambientali di selezione utilizzati sono i seguenti:




I criteri di ammissibilità sono riservati nei casi in cui vi fossero particolari criticità ambientali o
interventi potenzialmente dannosi per l’ambiente e in maniera più flessibile nei casi non critici.
Le priorità sono state utilizzate nei casi in cui si è ritenuto opportuno privilegiare certi tipi di
interventi rispetto ad altri allo scopo di contenere le pressioni sull’ambiente e per favorire
interventi che migliorino le condizioni di criticità ambientale.
Il punteggio ambientale viene assegnato alle proposte che tengono conto dell’ambiente e va a
sommarsi al punteggio relativo agli altri aspetti considerati nella selezione. A differenza dei
criteri di ammissibilità e delle priorità, i punteggi possono avere una logica di tipo compensativo:
un punteggio basso rispetto ad alcuni criteri ambientali può essere cioè compensato da altri
criteri ambientali o da criteri di altra natura, ad es. l’occupazione o la coerenza con altri obiettivi
specifici di misura.
In alcuni casi si è deciso di fissare un livello minimo di punteggio ambientale (soglia sui
punteggi). E’ inoltre possibile utilizzare i punteggi con una logica diversa da quella
compensativa.
Il meccanismo è il seguente: i punteggi dei criteri ambientali ritenuti più significativi (che
possono assumere valori compresi tra 0 e 1) vengono moltiplicati alla somma dei punteggi dei
criteri ambientali meno significativi; in questo modo è possibile modulare il punteggio
ambientale.
Per alcune tipologie di interventi le proposte di intervento verranno valutate in fase di istruttoria
sulla base di una relazione di compatibilità ambientale, da produrre da parte del soggetto
proponente. Vi sono infatti delle situazioni nelle quali non vi è certezza sugli effetti di un
progetto sull’ambiente (l’incertezza può dipendere sia da una conoscenza imprecisa
dell’ambiente a scala locale, sia dalla varietà delle soluzioni progettuali proponibili). Ad esempio
la valutazione dell’effettiva situazione di vulnerabilità di un acquifero può essere fatta solo
attraverso uno specifico studio idrogeologico; porre dei vincoli basandosi su dati mediati su aree

22
vaste sarebbe penalizzante e potrebbe non essere giustificato. Questo meccanismo introduce un
elemento di soggettività nel giudizio; come viene descritto nel paragrafo dedicato alle modalità
di cooperazione dell’Autorità Ambientale con l’Autorità di Gestione, verrà costituita
un’apposita commissione multidisciplinare di esperti per valutare le proposte.

La strategia di sostenibilità ambientale del Programma: obiettivi specifici e criteri di
selezione
La Valutazione Ambientale ex Ante è uno strumento di supporto all’Azione dell’Autorità
Ambientale nel ruolo di integrazione della componente ambientale in tutti i settori d’azione dei
fondi strutturali.
Essa ha definito una descrizione delle condizioni dello stato dell’ambiente e delle risorse
naturali nelle aree obiettivo 2, al fine di stimare l’incidenza della strategia e degli interventi
proposti sulla situazione ambientale, e individuare criteri fondamentali per integrare la
dimensione ambientale nelle misure, sulla base degli effetti da queste prodotti sul contesto.
In questo paragrafo vengono delineati gli obiettivi di sostenibilità ambientale e i relativi criteri di
selezione per le Misure che hanno impatti significativi in termini di pressioni potenziali
sull’ambiente; le informazioni qui descritte, insieme ai criteri ambientali riportati all’interno
delle schede misura, completano il quadro degli strumenti per l’integrazione della dimensione
ambientale descritto all’interno della valutazione ambientale ex Ante.

Le Misure sono state organizzate in 3 gruppi a seconda della loro appartenenza ad un settore di
intervento specifico (industria – turismo – ambiente e territorio):


la valorizzazione delle risorse ambientali;


Misure per lo sviluppo e l’accrescimento competitivo delle imprese (1.1; 1.2; 1.5; 1.7; 2.1)

Nella valutazione ambientale ex Ante sono stati individuati per le misure relative alle imprese e
alle infrastrutture a loro servizio i seguenti obiettivi di sostenibilità ambientale:

                                                                                          ozione e lo
sviluppo di tecnologie pulite;


consumo ed energia;

cambiamenti climatici (CO2, CH3, N2O e CFC);

del territorio;


                                                                                                     a
congestione, l’inquinamento acustico e l’inquinamento atmosferico;

I criteri di selezione delle misure relativi alle imprese sono stati predisposti per rispondere agli
obiettivi di sostenibilità ambientale sopra elencati e per contribuire a ridurre le criticità
ambientali delle aree Obiettivo 2. La produzione industriale contribuisce per una quota rilevante
alle pressioni sull’aria e sull’acqua, per questo motivo si è deciso di predisporre dei criteri di


                                                                                                    23
selezione che, nelle aree critiche dal punto di vista di una delle componenti ambientali,
permettano di incentivare gli interventi che riducono le emissioni.

La capacità di incidere sul programma con criteri di selezione ambientali dipende dalle modalità
di attuazione delle misure, in particolare la misura 1.1 “incentivi agli investimenti delle imprese”
viene attuata cofinanziando iniziative nazionali che possono solo in parte essere indirizzate
tenendo conto di priorità di tipo territoriale. Diversa è invece la situazione per le misure i cui
meccanismi di selezione vengono predisposti a livello regionale, per queste ultime il contributo
dell’Autorità Ambientale è risultato più incisivo. Di seguito sono descritti alcuni dei criteri di
selezione adottati, che verranno articolati nei Bandi qualora necessario.
Per le misure legate a leggi nazionale di finanziamento, come la L.488/92, la L.598/94 art. 11 e
la L. 1329/65, l’Autorità Ambientale, ha previsto l’inserimento di criteri ambientali (laddove
possibile) o di altre modalità d’attuazione delle sottomisure in grado di favorire il finanziamento
di investimenti che garantiscano la sostenibilità ambientale. Tali meccanismi verranno
concordati in sede di stipulazione delle Convenzioni tra l’Autorità di Gestione e l’organismo
intermedio che gestirà le singole sottomisure.
In particolare:
- per la sottomisura A “Aiuto alle PMI industria commercio e turismo previsto dalla legge
488/92”, nella Convenzione che verrà stipulata con il Ministero dell’Industria del Commercio e
dell’Artigianato, sarà concordata una procedura che garantisca la compatibilità degli interventi
con la situazione di rischio idrogeologico ai sensi della L.R. 41/97 e del D.G.R. 29/10/2001 N.
7/6645. Verrà inoltre inserito un indicatore regionale (come previsto dalla Circ. MICA 900315
14/7/2000, 900119 del 23/2/2001) definito sulla base di specifiche priorità ambientali regionali
(criticità per la qualità dell’aria e scarsità e vulnerabilità delle risorse idriche sotterranee).
- per la sottomisura B “Agevolazioni per investimenti per l’innovazione tecnologica e/o per la
tutela ambientale – legge 598/94, art. 11” e per la sottomisura D “ Agevolazioni per l’acquisto o
il leasing di macchine utensili e/o di produzione – legge 1329/65”, l’Autorità Ambientale ha
previsto di incentivare nei Comuni critici per la qualità dell’aria e nelle aree protette tutti gli
interventi di riduzione dell’inquinamento atmosferico, riservando ad essi quote di finanziamento
e intensità d’aiuto superiori.
- per la sottomisura D “Agevolazioni per l’acquisto o il leasing di macchine utensili e/o di
produzione – legge 1329/65”, l’Autorità Ambientale proporrà di introdurre nella Convenzione
con Mediocredito una condizione di ammissibilità, per i Comuni critici per la qualità dell’aria
(DGR 6501/2001).
Una maggiore attenzione agli aspetti ambientali viene inoltre riservata alle imprese insediate
all’interno delle aree protette.
La misura 1.7 “Iniziative per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi delle imprese”
finanzia esclusivamente investimenti di miglioramento ambientale delle produzioni industriali, e
di riduzione della produzione di energia da fonti fossili. Anche in questo caso priorità massima
viene data agli investimenti di miglioramento delle emissioni inquinanti nei Comuni a maggior
criticità ambientale, privilegiando gli interventi sul ciclo produttivo a quelli “end of pipe”. Viene
inoltre stimolata l’adozione di sistemi di gestione ambientale (EMAS e Iso 14000) accordando
alle imprese certificate, o in fase di ottenimento della certificazione, un’intensità di aiuto
superiore.

Nella misura 2.1 “Sviluppo e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali per la valorizzazione
e la competitività del territorio” dovranno essere valutate con particolare attenzione in sede di
istruttoria le proposte di nuove aree industriali attrezzate che si localizzino in zone con deficit
idrico sotterraneo o con acquiferi superficiali vulnerabili. Come descritto nella valutazione
ambientale ex-ante vi sono alcune delle aree Obiettivo 2 critiche dal punto di vista delle acque
sotterranee. E’ necessario approfondire il grado di conoscenza per poter determinare l’effettiva

24
presenza di una criticità a scala locale. La criticità verrà stabilita sulla base delle informazioni
fornite dai proponenti a cui verrà richiesta una relazione che descriva la situazione degli
acquiferi e le misure adottate per la loro protezione e per il monitoraggio quali – quantitativo
delle acque sotterranee.
Come previsto dal Dlgs 152 le Regioni entro il 2004 devono predisporre i piani di tutela delle
acque. Sono attualmente in corso azioni di ricognizione e catalogazione degli scarichi nelle
acque superficiali; le informazioni che verranno man mano acquisite, insieme alle indicazioni dei
piani di tutela delle acque, verranno utilizzate per indirizzare gli investimenti anche dal punto di
vista del loro impatto sulla qualità delle acque superficiali.
Particolare attenzione dovrà essere riservata nella localizzazione delle infrastrutture (interscambi
ferro-gomma, nuove strade di accesso agli insediamenti industriali, piccoli sistemi di
interscambio, nuove aree attrezzate) agli aspetti paesaggistici, al rischio idrogeologico, al
consumo di suolo agricolo e naturale pregiato e alla connessione con la viabilità esistente.
Nella selezione delle proposte di riqualificazione di aree industriali dismesse localizzate
all’interno dei centri urbani verranno considerate prioritarie quelle che prevedono l’insediamento
di attività a ridotto impatto ambientale; in particolare verrà valutato il flusso veicolare indotto
dalle nuove attività privilegiando le iniziative a ridotto flusso.
Altri aspetti ambientali che verranno articolati dalla misura 2.1 sono: il contenimento nel
consumo di suolo permeabile, il miglioramento dell’accessibilità degli insediamenti industriali,
le misure di contenimento del rumore, la predisposizione di aree verdi e di mitigazioni
all’impatto percettivo, la costruzione di piste ciclo pedonali interne alle aree industriali, il
contenimento dei consumi di acqua ed energia.

Misure per la promozione e la fruizione turistica sostenibile del territorio e la
valorizzazione delle risorse ambientali (1.3, 1.6, 2.2, 3.1)

Gli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati nella valutazione ambientale ex ante per le
misure relative allo sviluppo del turismo sono i seguenti:

la produzione di cibo e di altri prodotti e come ecosistema per gli altri organismi viventi;
                                                                i;

rilascio di sostanze inquinanti e garantire usi peculiari dei corpi idrici;
                                                                                           articolare
attraverso raccolta differenziata, riutilizzo e riciclo;

attraverso il miglioramento della mobilità interna ed esterna ai centri urbani e il potenziamento
dei sistemi di mobilità sostenibile, al fine di ridurre la congestione, l’inquinamento acustico e
atmosferico e i consequenziali impatti negativi sull’ambiente e sulla salute umana;
                                                                    ;

alla sua valorizzazione e sostenendo la crescita delle organizzazioni, anche nel terzo settore;
                                                                   logico, architettonico, storico-
artistico, paesaggistico delle aree depresse.

Di seguito sono descritti alcuni dei criteri di selezione adottati, che saranno specificati
successivamente nei bandi.
Per la misura 1.6 “Incentivi per la valorizzazione e promozione dell’offerta turistica”, è stata
introdotta come condizione la presenza nelle campagne promozionali di sensibilizzazione
ambientale che possono riguardare ad esempio la raccolta differenziata o l’incentivazione
all’utilizzo del trasporto pubblico per prevenire l’inquinamento atmosferico.

                                                                                                  25
Tenendo conto del tipo di bando che sarà utilizzato in questa misura (bando a sportello) e data
quindi l’impossibilità di utilizzare criteri di selezione, sono state introdotte delle condizioni
aggiuntive di ammissibilità, tra loro alternative. Esse prevedono ad esempio il coinvolgimento di
soggetti esterni (es. associazioni ambientaliste, CAI, enti gestori di aree protette) o beneficiari
stessi della misura (es. soggetti certificati EMAS/ISO 14000 o coinvolti in processi di Agenda 21
locale).
L’intervento contribuisce a destagionalizzare i flussi turistici, soprattutto se agisce nelle località
la cui vocazione turistica è già affermata.
Per gli interventi infrastrutturali delle misure 1.3 “Incentivi all’ammodernamento e
riqualificazione delle aziende ricettive” e 2.2 “Potenziamento e qualificazione delle dotazioni
infrastrutturali per lo sviluppo del turismo”, deve essere documentata la compatibilità degli
interventi con la condizione di rischio idrogeologico del territorio.
È prevista, nel caso di interventi con rilevanti impatti ambientali, anche non sottoposti a VIA, la
redazione di una relazione tecnica che descriva come sono affrontati gli aspetti ambientali ad
essa connessi e le mitigazioni realizzate.
Gli interventi che implicano un aumento della ricettività saranno limitati alle località dove si
rileva la necessità di aumentare l’offerta disponibile e dove la pressione causata dalle presenze
antropiche complessive (turisti e residenti) non saturi la capacità di carico dell’ambiente.
Per i progetti di consistente rilevanza finanziati sia con la misura 1.3 “Incentivi
all’ammodernamento e riqualificazione delle aziende ricettive” che con la misura 2.2
“Potenziamento e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali per lo sviluppo del turismo”, per i
quali si valuta possano determinarsi importanti effetti potenziali indotti dal flusso turistico sulle
componenti ambientali, si è deciso di subordinare l’ammissibilità di alcune proposte
all’appartenenza ad un Piano Integrato di Sviluppo Locale (PISL).
La dimensione e/o la portata degli interventi, oltre le quali si richiede l’appartenenza ad un PISL
sostenibile dal punto di vista ambientale, verranno specificate nei bandi.
Nella misura 1.3 “Incentivi all’ammodernamento e riqualificazione delle aziende ricettive” si
incentiva l’adesione a strumenti volontari di certificazione ambientale e la limitazione al
consumo di suolo.
I criteri di preferenza saranno volti ad incentivare la realizzazione di progetti localizzati in
comuni dove l’offerta ricettiva disponibile non risulta sfruttata a pieno.
All’interno delle categorie di progetti infrastrutturali finanziabili dalla misura 2.2“Potenziamento
e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali per lo sviluppo del turismo”, sarà data inoltre
priorità a interventi plurifunzionali, che prevedono la conversione ad altri utilizzi delle strutture
in diverse stagioni dell’anno, in modo da porre le basi per la destagionalizzazione del turismo.
Per gli interventi quali piste da sci da fondo e da discesa, impianti per lo sport invernale e
impianti di innevamento dovranno essere documentati i programmi di gestione delle opere
realizzate che individuano le azioni di mitigazione/compensazione adottate per limitare l’impatto
sulle componenti ambientali interessate.
Per gli interventi finanziati con la misura 2.2 saranno considerati prioritari i progetti rientranti in
Piani per la mobilità sostenibile.
Elementi di premialità riguarderanno interventi volti ad aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle
risorse naturali e il possesso di una certificazione ambientale (EMAS, ISO 14000, ECOLABEL)
o, nel caso di enti pubblici, l’attivazione di processi di Agenda 21 locale.
Altri aspetti ambientali da valutare riguardano l’accessibilità nelle aree interessate dagli
interventi e dall’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica, o di specie autoctone per il
ripristino ambientale o per i lavori di sistemazione delle aree di cantiere.




26
Misure per la tutela delle risorse ambientali (3.2, 3.3, 3.4)

Le misure 3.2 “Interventi per il ciclo delle acque”, 3.3 “Interventi di bonifica e/o riqualificazione
di siti inquinati e/o degradati” e 3.4 “Iniziative per la sostenibilità ambientale della produzione e
dell’uso dell’energia”, sono misure con finalità ambientale. E’ opportuno stabilire delle priorità
in modo tale da rispondere in maniera efficace alle esigenze di tutela del territorio dell’Obiettivo
2.
Nella valutazione ambientale ex ante sono stati individuati i seguenti obiettivi di sostenibilità
ambientale:

decreto legislativo selle acque;

                                                 al rischio di dissesto;



                                 ffetto serra che contribuiscono al riscaldamento globale e ai
cambiamenti climatici (CO2, CH3, N2o e CFC);


La misura 3.2 “Interventi per il ciclo delle acque” non ha particolari criticità ambientali; gli unici
aspetti delicati sono rappresentati dall’interazione tra scarichi e corpi recettori e dall’inserimento
paesistico. Verrà valutata con attenzione la capacità idraulica dei corpi recettori dotando, se del
caso, gli scarichi di vasche volano per la laminazione delle portate scaricate; per quanto riguarda
l’inserimento paesistico, l’adozione di misure di mitigazione dell’impatto verrà considerato come
elemento premiale nella selezione dei progetti.
Nella selezione delle proposte di recupero di aree degradate si darà importanza al valore
ambientale e paesaggistico degli ambiti recuperati e alla fruizione per usi collettivi e sostenibili
dal punto di vista ambientale al fine di incentivare gli interventi che, recuperando un’area
inquinata con alto valore ambientale, consentono alle Comunità locali la fruizione del proprio
territorio e di viverlo in maniera sostenibile.

Per quanto riguarda la misura 3.4 “Iniziative per la sostenibilità ambientale della produzione e
dell’uso dell’energia”, verranno privilegiati interventi che adottino sistemi integrati e innovativi,
e che abbiano valore dimostrativo e sperimentale: ciò da un lato promuove la migliore efficienza
energetica, dall’altro stimola lo sviluppo di un indotto nella progettazione, realizzazione e
gestione di sistemi ad alta efficienza energetica e tecnologicamente avanzati.
Un aspetto di potenziale criticità è rappresentato dall’utilizzo di legname proveniente dal taglio
di boschi cedui come combustibile per impianti di produzione di energia a biomassa. La corretta
gestione dei boschi costituisce elemento di ammissibilità per il finanziamento di impianti di
produzione di energia alimentati a biomassa. I benefici sul territorio, in termini di governo
sostenibile delle aree boscate, vengono garantiti dall’obbligo di presentazione di un piano di
approvvigionamento che risponda a criteri di sostenibilità e dalla prevalente provenienza locale
delle biomasse.

Per tutti gli interventi infrastrutturali viene richiesto il corretto ripristino ambientale delle aree di
cantiere; si incentiva l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica e il ricorso a specie vegetali
autoctone. Questo, considerando che la maggior parte degli interventi riguarda aree montane e
lacuali con alto valore naturale e paesaggistico, rappresenta un elemento di valorizzazione del
territorio e contribuisce a migliorare l’inserimento paesistico delle opere finanziate.


                                                                                                      27
Un discorso a parte meritano poi le misure 2.5 “Sviluppo delle competenze programmatorie
degli enti locali” e 3.5 “Promozione delle Agenda 21 locali e di altri strumenti di sostenibilità
ambientale” che incentivano la pianificazione e la progettazione degli Enti locali con lo scopo di
accrescere la capacità programmatoria sul territorio e di favorire la diffusione di processi e
strumenti di sostenibilità ambientale.


Miglioramento del quadro conoscitivo, monitoraggio e riorientamento dei bandi

L’autorità Ambientale partecipa all’attività di monitoraggio del Programma al fine di organizzare
le rilevazioni e la documentazione circa gli effetti positivi e negativi sull’ambiente determinati
dall’avanzamento degli interventi cofinanziati.
Le caratteristiche del sistema informativo (semplicità di utilizzo e possibilità di
personalizzazione degli indici e indicatori di lettura del territorio e dell’ambiente) rappresentano
un elemento di supporto per la comunicazione degli aspetti ambientali del Programma e per la
partecipazione.
Il quadro delle conoscenze dello stato dell’ambiente e delle pressioni a cui le componenti
ambientali sono soggette, non è infatti al momento sufficiente alla verifica dei risultati del
Programma.
A questa carenza informativa supplisce la misura 2.3 “Realizzazione di sistemi informativi
sovracomunali di comunicazione telematica e di monitoraggio ambientale” che finanzia azioni di
monitoraggio e di implementazione di strumenti informativi leggeri, utili alla raccolta e
catalogazione dei dati e alla produzione di indicatori ambientali di lettura del territorio.
Durante il 2002 verranno catalogati in modo sistematico tutti i dati ambientali significativi
esistenti e si potrà in questo modo evidenziare compiutamente l’esistenza di deficit informativi
da colmare con azioni puntuali di raccolta dati.
Il monitoraggio degli aspetti ambientali nelle aree obiettivo 2 verrà svolto in stretta
collaborazione con l’Agenzia Regionale per l’Ambiente e sarà integrato alle altre iniziative
settoriali di raccolta dati portate avanti dalla Regione e dagli Enti locali. Come già ricordato, la
Regione Lombardia entro il 2004 dovrà predisporre i piani di tutela delle acque. Sono
attualmente in corso, a tal fine, azioni di ricognizione e catalogazione degli scarichi nelle acque
superficiali; che verranno utilizzati all’interno del sistema di monitoraggio per valutare la
capacità depurativa esistente e per evidenziare eventuali situazioni di criticità.

Una parte importante delle informazioni verrà raccolta attraverso le informazioni fornite dai
proponenti. Verranno definite compiutamente nei bandi delle schede di raccolta dati ambientali
che i proponenti dovranno compilare per poter essere ammessi alla graduatoria.
Le informazioni di carattere ambientale che verranno raccolte durante il periodo di validità del
programma verranno utilizzate per verificare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità
ambientale e per evidenziare eventuali criticità ambientali non emerse durante l’analisi del
territorio condotta nella valutazione ambientale ex ante.
I criteri di selezione ambientale, descritti nel paragrafo precedente, sono concepiti per un utilizzo
flessibile; è possibile cioè che nuovi elementi emergano durante il monitoraggio dello stato
dell’ambiente e che tali elementi suggeriscano di modificare in parte l’insieme di ammissibilità,
priorità e punteggi definito nelle schede di misura. In particolare, in occasione della redazione da
parte dell’Autorità Ambientale della Valutazione Ambientale Intermedia alla fine del 2003
qualora emergessero delle criticità nuove, criteri che danno luogo a punteggi o priorità
potrebbero essere utilizzati come criteri di ammissibilità, o viceversa, se le condizioni ambientali
migliorassero, potrebbe essere opportuno rilassare alcune ammissibilità.



28
Contenuti di sostenibilità ambientale dei Piani integrati di sviluppo locale (PISL)

I Piani Integrati di Sviluppo Locale risultano essere il principale strumento per attuare il
principio di concentrazione delle risorse; nell’analisi di questi programmi si dovrà dare la
possibilità di valutare l’effetto cumulativo degli impatti potenziali indotti da tutti i progetti che
andranno ad insistere sul territorio. I criteri di identificazione dei PISL e le modalità attuative di
riferimento per la predisposizione dei contenuti ambientali del PISL sono definiti nel capitolo ad
essi dedicati; l’Autorità Ambientale collabora con l’Autorità di Gestione per orientare la
realizzazione di tali strumenti da parte degli Enti Locali e predisporrà alla presentazione dello
strumento un parere ambientale che costituirà un criterio di premialità.
L’approvazione del PISL non sottointende l’approvazione dei singoli progetti dal punto di vista
ambientale: ogni progetto verrà valutato nel dettaglio durante la fase di istruttoria delle singole
misure. L’essere ricompreso nel PISL, valutato positivamente dal punto di vista ambientale,
costituirà un elemento preferenziale di valutazione.
Sarà necessario inoltre che, all’interno dei PISL, siano considerati anche quegli interventi che
possono consentire il potenziamento della capacità di carico dell’ambiente, per esempio le
Misure infrastrutturali dell’Asse 3 “Valorizzazione delle risorse ambientali”.
Si ritiene che i processi di Agenda 21 Locale, per la redazione dei Piani Integrati di Sviluppo
Locale, possano svolgere un ruolo importante sia per gli aspetti di partecipazione delle comunità
locali, che contribuiscono a creare un consenso sulle strategie, sia per la loro intrinseca finalità
ambientale.
Per gli interventi finanziati con le misure sul turismo (misura 1.3 “Incentivi all’ammodernamento
e riqualificazione delle aziende ricettive” e misura 2.2 “Potenziamento e qualificazione delle
dotazioni infrastrutturali per lo sviluppo del turismo”), per i quali si valuta possano esserci
importanti effetti indotti sul flusso turistico, si è deciso di valutare l’ammissibilità delle proposte
all’appartenenza ad un Piano Integrato di Sviluppo Locale per il quale l’Autorità Ambientale
abbia espresso parere positivo.
Le dimensioni e/o la capacità degli interventi oltre le quali si richiede l’appartenenza ad un PISL
verranno specificate nei bandi.


Modalità di collaborazione dell’Autorità ambientale con l’Autorità di gestione e i
responsabili di misura

Ai fini di realizzare gli obiettivi di sostenibilità ambientale, descritti al paragrafo precedente,
mediante meccanismi conformi alla disciplina comunitaria degli Aiuti di stato per la Tutela
ambientale, l’Autorità Ambientale collabora con l’Autorità di Gestione e con i responsabili di
Misure in tutte le fasi di attuazione del DOCUP.
Con questo scopo l’Autorità Regionale, in collaborazione con le Autorità di Gestione, elabora,
alla luce degli indirizzi condivisi dalla Rete nazionale delle A.A., un Piano Operativo, da
approvare da parte del Comitato di Sorveglianza, che ne definisca: gli obiettivi specifici, i
risultati attesi, le modalità di cooperazione, le fasi e i tempi di realizzazione delle diverse attività,
il sistema di monitoraggio e di verifica dei risultati.
Gli obiettivi specifici per la predisposizione del Piano Operativo riguardano
- Migliorare il quadro conoscitivo;
- Applicare la VAS in tutte le fasi di pianificazione e attuazione dei Fondi;
- Supportare l’A.G. nelle fasi di attuazione del DOCUP;
- Sviluppare la comunicazione, la sensibilizzazione e la partecipazione.
Ai fini di assicurare la conformità normativa in materia e l’integrazione della componente
ambientale nei settori di azione dei fondi strutturali in una prospettiva di sviluppo sostenibile,
l’attività di collaborazione delle Autorità Ambientale con A.G. e i responsabili di Misure realizza

                                                                                                      29
un supporto al processo decisionale che accompagna tutte le fasi attuative del programma,
fondato sulla conoscenza delle problematiche ambientali, sui criteri di selezione ambientale dei
progetti, sul monitoraggio.

Il modello operativo delle attività di collaborazione dell’Autorità Ambientale con l’Autorità di
gestione è attuato in coerenza con un percorso procedurale caratterizzato dalle seguenti
modalità:

Collaborazione alla definizione degli schemi di misura

approfondimento degli aspetti ambientali significativi legati alla localizzazione dell’intervento;
                                                                      bilità ambientale proposti a
seguito di un confronto e di verifica con i responsabili di Misura. L’impostazione di tale sistema
di criteri ambientali è illustrato al paragrafo 1;
                                                                             comunitaria degli Aiuti
di Stato per la Tutela Ambientale;

Collaborazione alla stesura dei bandi

idrogeologico che comporterà la presentazione di una relazione geologica che certifichi la
localizzazione degli interventi in aree non soggette a rischio, da concordare con la Direzione
Territorio.

necessario, i criteri ambientali definiti negli schemi di Misure e verificandone il corretto
inserimento. L’Articolazione dei criteri di valutazione verrà ridefinito nel corso della
Programmazione tenendo conto dei risultati del monitoraggio ambientale e dell’attuazione del
Programma;

ambientali e le modalità di raccolta dei dati di interesse ambientale richiesti per il monitoraggio,
da allegare ai progetti presentati;
                             sionali degli interventi al di sopra delle quali diventa un requisito di
ammissibilità l’appartenenza a Piani di Sviluppo Locale da valutare positivamente dall’Autorità
Ambientale in relazione ai contenuti di sviluppo sostenibile.

Valutazione e selezione di progetti

ambientali garantendo una adeguata informazione sulle modalità applicative dei criteri di
selezione ambientale;
                                                    nga necessario, all’attività di valutazione dei
progetti presentati nei bandi relativi alle diverse Misure;

valutazione delle relazioni di analisi ambientali la dove prescritta;
L’Autorità Ambientale comunicherà il proprio motivato parere ai Responsabili di Misura,
segnalando eventualmente (per documentazione non completa o carente nei fattori di valutazione
ambientale) le eventuali necessità di integrazione o prescrivendo, le azioni di mitigazione o
compensazione necessarie, ai fini di una possibile presentazione del progetto nella successiva
annualità del Bando;

Gestione eventuali incongruenze con i criteri di selezione ambientale.



30
Sorveglianza
L’AA e l’AdG collaborano per:
                                           esecuzione;

dell’adattamento del complemento di programmazione.

Valutazione intermedia
In occasione della valutazione intermedia del programma, l’AA elaborerà un aggiornamento
della valutazione ambientale.
Acquisiti i dati del monitoraggio Ambientale le informazioni sono utilizzate per verificare il
raggiungimento degli obiettivi ambientali e per riorientare la predisposizione dei bandi nelle
annualità del programma.

Contenuti ambientali della comunicazione
L’ A.A. definisce con le AdG. un programma di iniziative, accompagnato dai mezzi di
comunicazione più idonei per informare sulla strategia ambientale del Programma e consentire
l’accesso all’informazione ambientale disponibile.
L’Autorità Ambientale partecipa al Piano di Comunicazione ai fini di rendere noto il contenuto
ambientale delle misure ed i criteri ambientali e migliorare la progettualità degli interventi, ma
anche per attivare iniziative di assistenza tecnica, volte a migliorare le capacità di formulazione e
realizzazione dei progetti da parte dei soggetti proponenti.
L’A.A. contribuisce sia a favorire la partecipazione attiva di enti locali e amministrazioni,
imprese e associazioni rappresentative di categoria/ordini professionali e cittadini/consumatori. Il
processo di implementazione dovrà garantire il miglioramento della conoscenza e l’acquisizione
delle informazioni del territorio con un modello comunicativo di tipo circolare che valorizzi la
partecipazione locale.
Infine a riguardo della formazione, l’A.A., di concerto con le A.G., individua moduli formativi
destinati a responsabili di Misura e ad altri funzionari coinvolti nell’attuazione dei programmi sui
temi della sostenibilità ambientale; promuovendo azioni di sensibilizzazione sul territorio per
diffondere una cultura della sostenibilità.




                                                                                                  31
1.9 LE MODALITA’ DI ATTUAZIONE

L’Autorità di Gestione è responsabile dell’adeguata organizzazione delle competenze attraverso
una chiara definizione dei processi e delle responsabilità.
In particolare, ai sensi del Reg. (CE) 1260/99, essa è responsabile:
    - della predisposizione di un dispositivo di raccolta di dati finanziari e statistici, affidabili,
        sull’attuazione, di supporto all’attività di sorveglianza e di valutazione degli interventi
        previsti dal programma;
    - dell’adattamento, su richiesta del Comitato di Sorveglianza o di sua iniziativa,
        dell’attuazione del Complemento di Programmazione (art. 18, par.3);
    - dell’elaborazione e della presentazione alla Commissione, previa approvazione del
        Comitato di Sorveglianza, del rapporto annuale e del rapporto finale di esecuzione;
    - dell’organizzazione, in collaborazione con la Commissione, della valutazione intermedia
        secondo quanto previsto all’art. 42 del Regolamento;
    - dell’adozione, da parte degli organismi che partecipano alla gestione e all’attuazione
        dell’intervento, di un sistema contabile distinto o di una codificazione contabile
        appropriata per la registrazione di tutti gli atti contemplati dall’intervento;
    - della regolarità delle operazioni finanziate a titolo dell’intervento, segnatamente
        dell’attuazione di misure di controllo interno, compatibili con i principi di sana gestione
        finanziaria e dell’attuazione delle osservazioni o richieste di misure correttive (art. 38,
        par. 4) o raccomandazioni di adattamento (art. 38, par. 2);
    - della compatibilità con le politiche comunitarie secondo quanto stabilito all’art. 12 del
        Regolamento;
    - degli obblighi in materia di informazione e pubblicità (art. 46, par. 2).

A livello regionale i responsabili dell’attuazione del DocUP sono le Direzioni Generali titolari
delle misure e indicate nel DocUP, i responsabili della gestione delle misure stesse sono
individuati nel punto II.3 delle schede tecniche di misura. Le strutture sono responsabili del
procedimento gestionale, tecnico, amministrativo e finanziario in ogni sua fase, secondo quanto
specificato nelle singole schede misura al punto II.4.
Tutti i responsabili della gestione devono uniformarsi alle modalità attuative, secondo le
indicazioni del presente Complemento di Programmazione e a quelle che saranno
successivamente definite dall’Autorità di Gestione e dall’Autorità di Pagamento.
Il coordinamento è garantito mediante riunioni periodiche.
Nelle riunioni di coordinamento saranno trattati i problemi emersi nel corso dell’attuazione che
possono compromettere un’efficace ed efficiente svolgersi del DocUP.
Se necessario, e quando sarà ritenuto opportuno, il problema specifico sarà posto all’attenzione
del Comitato di Sorveglianza, alle cui decisioni tutte le strutture devono conformarsi.

L’Autorità Ambientale regionale, come specificato nell’apposito capitolo del Complemento,
opererà trasversalmente per tutti gli assi del DocUP, ai fini dell’integrazione della componente
ambientale in tutti gli ambiti di intervento previsti dal programma.
Organismi attuatori e/o beneficiari finali sono individuati dalla Regione in conformità alle
normative comunitarie vigenti in materia di appalti pubblici. Laddove l’accesso ai finanziamenti
comporta una selezione, i criteri di valutazione sono esplicitati nelle schede tecniche di misura.
Le azioni programmate saranno normalmente attuate mediante progetti che faranno capo alle
seguenti tipologie caratterizzanti la natura delle azioni:
Progetti a titolarità regionale: l'azione risulta identificata dai programmi regionali di settore o
   corrisponde ad esigenze dirette della Regione, essa è responsabile della predisposizione dei
   progetti esecutivi per la realizzazione delle azioni, per i quali, tramite procedure di evidenza

32
   pubblica secondo le normative di riferimento, individuerà soggetti o strutture esterne,
   pubbliche e private, idonee alla fornitura dei beni e servizi.
Progetti a regia regionale: concerne le azioni di programmazione e di interesse degli Enti locali o    Formatted: Bullets and Numbering
    altri Enti pubblici, con assegnazione delle risorse tramite manifestazione di interesse
    presentate dai potenziali soggetti beneficiari e attuatori. Dall’applicazione della regia
    regionale deriveranno le priorità di finanziamento dei progetti ritenuti ammissibili. I progetti
    che non superano l’istruttoria formale o l’istruttoria tecnica di merito, sulla base degli
    specifici criteri di selezione, sono respinti, ma possono essere ripresentati prevista modifica
    degli aspetti di non accettabilità.
Progetti a bando: concerne le azioni riguardanti i soggetti privati, pubblici e misti con
   assegnazione dei finanziamenti tramite la presentazione di domande di finanziamento e
   successiva valutazione.

Nella fase di selezione dei progetti da ammettere a finanziamento la Struttura regionale
competente potrà essere coadiuvata da appositi gruppi di lavoro o commissioni di valutazione
composte da esperti interni ed esterni all’Amministrazione regionale.
Indipendentemente dalla misura di appartenenza, i progetti saranno selezionati in modo da
garantirne la fattibilità giuridico-amministrativa, tecnica, gestionale ed economico-finanziaria, la
coerenza con gli obiettivi specifici della misura e con gli obiettivi globali dell’asse di
riferimento, l’ammissibilità al cofinanziamento comunitario in base alla decisione comunitaria
1685/2000, il rispetto delle politiche comunitarie, specie in materia di concorrenza, di appalti
pubblici, di tutela ambientale, ecc.
Si è cercato di garantire un carattere omogeneo ai processi di selezione dei progetti, pur nel
rispetto delle specificità tecniche e procedurali dei singoli interventi, prevedendo meccanismi
analoghi per quanto attiene ai requisiti minimi di ammissibilità e dei criteri di selezione, con
particolare riferimento ai criteri premiali previsti ai fini della sostenibilità ambientale e dello
sviluppo dei Programmi integrati per lo sviluppo locale.

Secondo quanto previsto dai Regolamenti comunitari, la data per la verifica di efficacia e di
efficienza dell’attuazione e della assegnazione della relativa riserva finanziaria è fissata al 31
dicembre 2003, mentre la data limite per la chiusura dei pagamenti è fissata al 31 dicembre 2008.
Nelle procedure (bandi e manifestazioni d’interesse) sono definiti tempi e scadenze specifici per
ciascuna misura e sottomisura.




                                                                                                 33
1.9.1 I PROGRAMMI INTEGRATI DI SVILUPPO LOCALE

I programmi integrati di sviluppo locale sono il principale strumento attraverso cui il DocUP è
attuato rispetto del principio di concentrazione.
Essi sono definibili come un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate
tra loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio.
Tale approccio è teso a garantire l’ottimizzazione della capacità di impatto del programma
finanziato dal FESR sul territorio ammissibile.
Già nel corso di tutto il periodo di programmazione, nella fase di definizione del DocUP prima, e
successivamente nei mesi di predisposizione del Complemento, diverse realtà locali hanno
avviato un insieme di attività tese alla costruzione di programmi integrati di sviluppo locale. Dal
momento dell’avvio della fase di attuazione del DocUP, anche attraverso gli strumenti del Piano
di comunicazione, si svilupperà un’azione di sensibilizzazione del territorio per meglio far
conoscere questa modalità di programmazione e per favorirne la diffusione tra i soggetti locali.

Modalità attuative

L’Autorità di gestione, successivamente alla pubblicazione del Complemento di
Programmazione provvederà a pubblicare un Invito a presentare proposte di Programmi
Integrati per lo sviluppo locale che riporterà gli elementi di contenuto specificati nella presente
scheda.
L’Autorità di gestione provvederà, inoltre, a nominare un gruppo di valutazione a composizione
interdirezionale, che garantisca multidisciplinarietà, a cui spetterà il compito di esaminare le
proposte pervenute dal territorio e di esprimere una valutazione, è sempre prevista la
partecipazione dell’Autorità ambientale.
I Programmi che supereranno positivamente tale valutazione saranno approvati
Un decreto riporterà gli esiti della valutazione sull’intero Programma, elencando i progetti in cui
il programma stesso si articola che saranno stati valutati rispondenti ai criteri previsti e coerenti
con la programmazione DocUP e quella regionale.
I progetti elencati nel decreto, secondo la gerarchia di rilevanza e di maturità attuativa, qualora
ammessi alla selezione per l’accesso alle risorse di una misura del DocUP avranno diritto
all’attribuzione del criterio di priorità previsto dal relativo bando.

Presentazione:
La proposta di Programma Integrato di sviluppo locale (PISL) può essere presentata da una
Provincia, una Comunità Montana, un Comune, o Unione dei Comuni, sulla base di un accordo
locale tra gli enti e i soggetti coinvolti che lo individuano come ente capofila. Tale accordo deve
essere adeguatamente documentato (es. un protocollo di intesa sottoscritto).

La presentazione della proposta deve avvenire tramite l’apposito modulo allegato al bando di
Invito a presentare proposte indirizzato a D.G. Industria, PMI, Cooperazione e Turismo –
Autorità di Gestione DocUP2 – U.O. Politiche Industriali – Via Sassetti 32/2 – 20124 Milano             Formatted
tramite il Protocollo della Direzione stessa o i Protocolli delle sedi provinciali della Regione.
Al modulo saranno allegati:
 Il documento di PISL                                                                                 Formatted: Bullets and Numbering
 Le schede progetto
 La documentazione relativa agli atti partenariali

L’Autorità di gestione, esaminata la completezza della documentazione convoca il gruppo di
valutazione per l’esame della proposta.

34
La valutazione si sviluppa in due fasi.
Prima fase: esame di ricevibilità della proposta.
In questa fase si esamina il rispetto dei criteri che identificano un PISL e la completezza dei
contenuti del programma.
Per quanto riguarda i criteri necessari a definire un PISL, essi sono:

   -  identificazione del PISL: nome del Programma e soggetto che svolge il ruolo di capofila
   -  identificazione del territorio interessato dal PISL secondo un criterio di unicità (un
      territorio determinato può essere compreso in un solo Programma integrato di sviluppo
      locale)
   - il territorio deve essere prevalentemente compreso nelle aree interessate dal DocUP (e, in
      ogni caso i progetti considerati nella valutazione saranno solo quelli inerenti le aree
      ammissibili)
   - responsabilizzazione degli enti locali: i comuni possono partecipare ad un solo                Formatted: Bullets and Numbering
      Programma integrato di sviluppo locale e gli enti sovra-comunali devono essere partecipi
      dell’azione partenariale correlata
   - l’azione partenariale che sostiene la predisposizione del PISL deve comprendere
      operatori pubblici e privati del territorio e deve essere sancita da protocolli d’intesa
    - gli obiettivi generali del PISL e gli interventi in cui esso si articola devono essere
      congruenti con le finalità del DocUP e con le sue misure
   - presenza nel PISL dei contenuti previsti dal DocUP:
       analisi SWOT della situazione socioeconomica del territorio di riferimento;
       esplicitazione dell'idea forza di sviluppo;
       esplicitazione della strategia complessiva degli obiettivi generali e specifici del
          programma, individuazione e quantificazione dei risultati attesi;
       identificazione degli specifici interventi, ogni intervento deve essere descritto tramite
          una scheda progetto (vedi nel paragrafo successivo), ci deve essere una scheda
          riassuntiva che elenchi i progetti secondo una gerarchia di priorità (funzionali e
          temporali)
       piano finanziario di massima
       analisi di sostenibilità ambientale degli interventi, in particolare, attraverso
          l'approfondimento degli aspetti relativi a:
       lo stato attuale dell'ambiente (contesto territoriale) con una diagnosi schematica dei      Formatted: Bullets and Numbering
          fattori di pressione antropica e dei livelli di qualità delle risorse ambientali ante
          operam, coinvolti dagli interventi, l’analisi deve riferirsi anche ai contenuti della
          Valutazione ambientale ex ante allegata al DocUP;
       la compatibilità delle opere rispetto al quadro normativo vigente in materia
          ambientale e la loro conformità rispetto agli strumenti di pianificazione settoriale;
       la descrizione sintetica delle principali modificazioni previste sull'ambiente con
          l'individuazione dei principali ricettori ambientali e l'indicazione delle principali
          misure previste per eliminare, mitigare o compensare gli effetti negativi sull'ambiente
          nonché le eventuali azioni di prevenzione e gli accorgimenti da adottare in fase di
          progettazione, realizzazione e gestione delle opere.

Contenuto delle schede progetto:
    Nome dell’intervento                                                                          Formatted: Bullets and Numbering
    Tipo di intervento: investimento privato, infrastruttura pubblica
    Soggetto responsabile dell’attuazione
    Misura DocUP a cui il progetto è orientato

                                                                                              35
      Localizzazione
      Descrizione (caratteristiche fisiche, funzionali, ecc)
      Stato della progettazione/attuazione
      Stato di attuazione degli studi/analisi connessi in base alle necessità (es. studi di fattibilità
        per progetti superiore a…)
      Stima dei costi
      Ipotesi di copertura finanziaria
      Eventuali ipotesi per la gestione futura
      Stato delle conformità agli strumenti di vincolo e pianificazione territoriali e settoriali
      Cronoprogramma che specifichi la fase necessaria a portare il progetto allo stadio di
        presentazione ai bandi e la fase di realizzazione
      Contributo funzionale dell'intervento specifico al perseguimento dell'obiettivo
        complessivo di sviluppo del PISL
      Integrazione con gli altri interventi previsti nel PISL
      Sua collocazione nella gerarchia funzionale e temporale rispetto ad altri interventi
      Risultati attesi

Qualora questa prima fase di valutazione dovesse rilevare delle carenze o incompletezze del
programma secondo i profili suesposti, il gruppo di valutazione consegna al soggetto capofila
una relazione contenente le osservazioni e i suggerimenti per l’implementazione, l’integrazione
del documento di programma, concordando con il soggetto stesso i tempi per la presentazione
del documento così completato.

La seconda fase consiste nella valutazione del programma e l’analisi terrà conto dei seguenti
elementi:
     - qualità della programmazione: accuratezza delle analisi, loro congruenza con il contesto,            Formatted: Bullets and Numbering
       coerenza tra analisi e proposta
    - coerenza interna: l'insieme degli interventi costituenti i programmi, devono seguire criteri
       di coerenza e integrazione funzionale e territoriale e di convergenza di risorse ed azioni
       verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio chiaramente legato alle vocazioni e
       peculiarità del contesto
    - coerenza con gli altri livelli di programmazione (piani socio economici delle comunità                Formatted: Bullets and Numbering
       montane, programmi provinciali, programmazione regionale)
    - capacità di contribuire agli obiettivi del DocUP
    - sostenibilità ambientale l'insieme degli interventi, devono assicurare che non siano
       compromessi gli obiettivi generali di protezione della salute e della qualità della vita, di
       mantenimento della biodiversità, di riproduzione degli ecosistemi, di utilizzo razionale e
       durevole delle risorse naturali, e più in generale, devono garantire la sostenibilità
       dell'intervento antropico coerentemente con gli esiti della Valutazione ex-ante ambientale
       approvata col DocUP
    - sostenibilità tecnico-progettuale
    - sostenibilità finanziaria
    - sostenibilità amministrativa e di gestione


Qualora il gruppo di valutazione ritenesse carente o insoddisfacente il contenuto del programma
secondo uno o più dei profili di esame su esposti, convoca il soggetto capofila per concordare
l’implementazione del programma e/o il suo riorientamento, consegnando una apposita
relazione.


36
Il soggetto capofila può successivamente ripresentare il Documento così rivisto e localmente
concordato per la conclusione della seconda fase di valutazione.

Conclusasi positivamente la fase di valutazione, il gruppo predispone una sintetica relazione di
valutazione che comprende l’elenco dei progetti in cui il PISL si articola, e che sono stati
considerati rispondenti ai criteri di esame, secondo una gerarchia di priorità.
Un decreto riporta la valutazione positiva espressa e definisce l’elenco dei progetti aventi diritto
all’attribuzione del criterio di priorità all’interno delle selezioni per l’attuazione delle misure
DocUP. Tale decreto, con le schede progetto annesse, è fatto pervenire ai responsabili di misura
interessati ai fini del controllo di rispondenza tra PISL e domande di finanziamento.

Il partenariato locale può, successivamente ad una prima fase di attuazione e sulla base di un suo
successivo rafforzarsi nel territorio, presentare una proposta di sviluppo del PISL che,
riprendendo il programma di base ne illustri la parte aggiuntiva, a partire da uno sviluppo della
strategia.
In questi casi si seguirà lo stesso iter di valutazione sopra illustrato.




                                                                                                 37
1.9.2 IL FONDO PER LE INFRASTRUTTURE

Il DocUP Obiettivo 2 Lombardia (2000-2006) prevede la costituzione di un Fondo per le
infrastrutture relativamente alla gestione e all’attuazione dei seguenti interventi:

Nell’ambito dell’Asse 2 “Qualificazione e valorizzazione del territorio” le misure interessate
sono:
   - 2.1 Sviluppo e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali per la valorizzazione e la
       competitività del territorio
   - 2.2 Potenziamento e qualificazione delle dotazioni infrastrutturali per lo sviluppo del
       turismo
   - 2.4 Sviluppo della Società dell’Informazione
Nell’ambito dell’Asse 3 “Valorizzazione delle risorse ambientali” le misure interessate sono:
   - 3.1 Valorizzazione e fruibilità delle aree protette
   - 3.2 Interventi per il ciclo delle acque
   - 3.3 Bonifica e recupero dei siti degradati e inquinati
   - 3.4 Iniziative per la sostenibilità ambientale della produzione e dell’uso dell’energia.

Tali misure sono finalizzate alla realizzazione di infrastrutture di interesse pubblico ad opera di
beneficiari finali secondo le specificazioni contenute nelle rispettive schede di misura.
Al Fondo per le infrastrutture sono attribuite le risorse delle sopra elencate misure in base alla
ripartizione precisata nelle tabelle finanziarie.
I progetti ammessi a contributo sono finanziati tramite un prestito a tasso zero pari al 60% del
costo totale dell’investimento e con un contributo a fondo perduto per la quota residua di costo
dell’investimento (40%).
Come illustrato nel punto II.4 delle schede misura, le erogazioni ai beneficiari finali avverranno
in tre tranche: una prima erogazione, come acconto, alla comunicazione di inizio lavori, una
seconda erogazione in seguito alla presentazione degli stati di avanzamento lavori (SAL)
certificati dal direttore lavori e per i quali sono stati sostenuti i relativi pagamenti, una terza
erogazione, a saldo, all’ultimazione dell’opera e in base alla rendicontazione delle spese. Le
percentuali di erogazione saranno definite dai bandi attuativi ed in relazione alle tipologie di
opere finanziate.

L’Autorità di Gestione, dopo aver proceduto, tramite le strutture responsabili della gestione delle
diverse misure, alla selezione dei progetti e alla individuazione dei beneficiari finali, secondo le
modalità e la tempistica illustrata nel punto II.4 della scheda misura, ne da formale
comunicazione al gestore del Fondo. Al momento della formale conferma del contributo
concesso da parte del responsabile di misura al soggetto beneficiario (che coincide con la fase di
inizio lavori), si autorizza il gestore del Fondo a stipulare il contratto di finanziamento con il
beneficiario stesso e di provvedere alla prima erogazione.
La suddetta autorizzazione contiene tutti gli elementi di descrizione del progetto approvato, del
soggetto beneficiario e delle modalità di attuazione, così come dettagliate nella scheda misura
dell’attuale CdP e nel successivo bando, utili alla definizione ed esecuzione del contratto di
finanziamento.
Tale contratto di finanziamento, secondo quanto sarà opportunamente definito nella convenzione
sottoscritta tra Regione e gestore del fondo, definisce tra l’altro:

      Le modalità di erogazione del finanziamento                                                    Formatted: Bullets and Numbering
      Le modalità e le cause di decadenza e di revoca del finanziamento nel caso in cui i
        beneficiari finali non assolvano agli obblighi contrattuali

38
    Le garanzie da concedersi da parte del Beneficiario finale: delega di pagamento o
      fideiussione bancaria o assicurativa
    Le modalità di restituzione del prestito (piano di ammortamento in rate semestrali)
    L’eventuale estinzione anticipata.

Per quanto riguarda la quota di progetto di investimento finanziato con prestito a tasso zero (60%
del costo del progetto), il piano di rimborso dei prestiti sarà di massima ventennale e i beneficiari
finali iniziano ad effettuare i rimborsi a partire dall’anno successivo (anno di grazia) alla prima
erogazione (anticipo in acconto) in rate di rimborso periodiche, di massima semestrali.

La Regione Lombardia, con apposito provvedimento, definirà le modalità di funzionamento del
fondo per gli anni successivi al periodo di programmazione, che dovranno regolare
l’acquisizione delle risorse rivenienti dal rimborso dei prestiti erogati ai Beneficiari Finali e
l’utilizzo delle medesime per il finanziamento di analoghi progetti infrastrutturali secondo le
finalità e le modalità previste per il periodo di programmazione 2000/2006.
L’ente gestore del fondo è stato identificato nella società Finlombarda SpA, finanziaria per lo
sviluppo della Lombardia, nel rispetto della normativa comunitaria in materia di appalti pubblici.
L’organizzazione, il funzionamento, le modalità di gestione del Fondo per le Infrastrutture di
interesse pubblico, nonché le modalità di relazione tra Autorità di Gestione e gestore del Fondo,
sono definiti nell’ambito di un’apposita Convenzione.
I costi di gestione del fondo saranno imputati all’Asse 4 “Assistenza tecnica” e saranno
determinati sulla base di criteri oggettivi e delle tariffe di mercato.




                                                                                                  39
1.10 IL TERRITORIO AMMESSO AI BENEFICI DELL’OBIETTIVO 2
E DEL SOSTEGNO TRANSITORIO


Nell’allegato 3 sono elencati i comuni ammissibili all’Obiettivo 2 per il periodo 2000/2006 e
quelli ammissibili al sostegno transitorio per il periodo 2000/2005. Tale elenco è stato approvato
con decisione della Commissione del 27 luglio 2000 e successive modifiche di cui alla decisione
del 27 aprile 2001.
La zonizzazione dell’Obiettivo 2 della regione Lombardia comprende 2430 comuni così
ripartiti tra le province:

                      Bergamo        36
                      Brescia        24
                      Como           38
                      Mantova        26
                      Milano         198
                      Pavia          44
                      Sondrio        18
                      Varese         386

Ammissibili al sostegno transitorio sono invece risultati 1096 comuni:

                      Bergamo        26
                      Brescia        53
                      Como            3
                      Lecco          13Mantova     13
                      Milano          67
                      Pavia           2
                      Varese          35

Un gruppo di comuni ricade anche nella carta degli aiuti a finalità regionale, che riporta le aree
ammissibili alla deroga di cui all’art. 87.3.c del Trattato, di questi, 27 comuni sono ammissibili
all’Obiettivo 2 , mentre 3 comuni sono ammissibili al sostegno transitorio.




40

								
To top