N° 32 OCCIDENTE (IV) 4/10/2012

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N° 32 OCCIDENTE (IV) 4/10/2012 Powered By Docstoc
					Serve una Gran Sintesi culturale per rivedere una Destra Vera in Italia (Pag. 4-5)




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 “

     “Occidente non è solo storia e geografia. E’ Tradizione, è Pensiero e capacità di lotta
      tenace, è Legge e sguardo rivolto al Cielo. E’ insegnamento al mondo. E’ Civiltà”.

  Palermo------------------n°32 --------------4 Ottobre2012

                                                                                               .. Se non ti deprimi, le giuste
                                                                                               riflessioni devi avere il coraggio di
                                                                                               macinartele in testa. Recentemente,
                                                                                               abbiamo dato un'occhiata generale
                                                                                               (con i colonnelli, ormai, abbiamo
             Cribbio ! E’                                                                      chiuso!) a "il Foglio", un giornale che
            agitato oggi il                                                                    tende a parlare una sua lingua snob
                                                                                               per presunti "addetti ai lavori"...e ci
           mare attorno a                                                                      abbiamo trovato un colpo di fioretto
            Sant’Elena !                                                                       che ci ha "toccati":
                                                                                               Il concetto era: tutti bravi a tirar
          ....pure pieno di                                                                    stoccate contro il berlusconismo, ma
               stronzi!!!                                                                      in quale brodo di coltura sono
                                                                                               cresciuti Fiorito ed i “suoi”?
                                                                                               Domanda retorica, la risposta è nelle
                                                                                               cronache: provenivano da An e,
                                                                                               risalendo all’indietro, perfino dal
                                                                                               Msi. Ed allora non sarebbe giusto
                                                                                               tirare in ballo il “contributo” di certo
                                                                                               “finismo” all’attuale andazzo
                                                                                               patologico della politichetta
                                                                                               nostrana? Ineccepibile. Tu lo leggevi,
                                                                                               e rivedevi Fini che sostituiva Rauti, e
                                                                                               i suoi primi timidi accenni ai valori
                                                                                               della Resistenza, e poi Fiuggi, e
                                                                                               Gerusalemme con la kippah, e la
                                                                                               definizione di “male assoluto” con cui
                                                                                               bruciava le proprie e altrui radici.
                                                                                               Nel mentre che si rivolgeva ai suoi
                                                                                               ragazzi e li avvertiva: “Fascisti,
 *Gli   agi ammollano, debilitano il carattere. Ci hanno raccontato fino ad un                 carogne / son pronte le lasagne”. E
 secondo fa che "tutto andava bene" e che "tutto sarebbe andato sempre                         tutti abbacinati, nessuno che si
 meglio"...E' quello che raccontano tutti gli agenti di Mediolanum..."poi                      ribellasse. Tutti a riporre gesti e
 risalirà"...Monti racconta che "la fine del tunnel è VICINA" che "vede la luce". E'           concetti “di un altro mondo” nel
 una Nazione che dal 1946 è stata nutrita di trucchi, bugie, elemosine e trucchetti.           reliquiario delle “bravate giovanili”,
 Hanno DEMONIZZATO coraggio ed altre virtù tradizionali dicendo che era                        magari anche con un sorriso ed un
 "ciarpame reazionario e fascista". CI HANNO TRASFORMATO SCIENTEMENTE                          alzata di spalle autogiustificatoria
 IN INVERTEBRATI. Anche la gente che protesta...almeno il 90%....che chiede ?                  della serie “eravamo ragassi, che
 Un'assunzione personale, anche illegale. Uno sconto. Oppure un aumento di                     volete?”. Già. Perché “la legge non
 stipendio....una carota. Una multa levata.... Se li chiami a solo in un portone e gli         scritta” sarebbe che sono i ragazzini
 molli un centone , lasciano la protesta, se ne tornano a casa e fanculo gli altri.            a “sognare” e che “divenire adulti” è
 Piccoli, individualisti, spaghettari, mandolinisti. Come ci dipinge la propaganda             un passaggio rituale che ,in
 inglese. Certe "proteste" in fin dei conti SONO INVECE PROPRIO "FIGLIE" della                 democrazia, passa da un
 Cultura che vorrebbero contestare. Non sono proteste "per migliorare e                        battesimo”all’antica” con full
 cambiare". Sono le proteste degli invidiosi....degli esclusi. Di quelli che                   immersion nella merda. Sei
 AMEREBBERO ESSERE AMMESSI NELLA GANG. "Proteste" che rappresentano                            “maturo”, insomma, solo quando
 LA DISCESA ULTIMA e non il tentativo di Risalita e Riconquista d'una Condizione               puzzi di fognatura ad un miglio di
 Generale più Equa e Dignitosa. NO, noi non sposiamo tutte le "proteste". Ed il                distanza e porti le stimmate del
 Gran Bordello, se scoppierà, ci sarà solo quando gli Italiani avranno esaurite le             furfante, dell’uomo “abbordabile”,
 "riserve di grasso", saranno disperati e capiranno che la loro "furberia" è stato il          che ha capito “come funziona”.
 basamento più vero e saldo del Potere Balordo ed Incolto che ci ha rovinati. Forse,           Questo fu l’ammiccamento, non il
 ridotti con le spalle al muro, combatteremo davvero. Solo perchè costretti, come              ragionamento del “finismo”, chè
 dei ratti che messi con le spalle al muro si drizzano e sfoderano i denti. A meno             nessuno stava ad annotare le lievi
 che, nel frattempo, qualcuno non gli getti o gli prometta un altro pezzo di                   variazioni semantiche dei documenti
 formaggio avariato-.NO. Non ci aspettiamo niente dalle folle dei qualunquisti.                “congressuali” di An, commissionati
 L'Italia, per salvarsi, deve riuscire a SECERNERE UNA ELITE DI FERRO capace di                ai “professori” liberali ed ai marxisti
 indicarci la Via, verso l'Alto, per uscire davvero dalla Bottiglia in cui siamo               ”pentiti”. Una disfatta umana prima
 intrappolati come scarafaggi. Altrimenti gireremo sempre in tondo. Sul fondo.                 ancora che un “trasbordo ideologico
                                E moriremo ASFISSIATI.                                         inavvertito”. Una Resa senza Onore.
                                         TUTTI vedono, “sentono” la Crisi e MOLTI ne
                                     vorrebbero approfittare per far tiro a bersaglio facile
                                         e magari “vincere un orsacchiotto alla Fiera”




                                    Chi può contestare che esista un’Italia grigia e di pecore?
Non certamente noi. Il punto è se la stessa malattia non ha preso anche quell'altro frammento che
pretenderebbe definirsi "diverso" e/o "alternativo". NOI non abbiamo aspettato l'input di nessuno
per fare "Occidente"...Poca cosa ? Vero. Ma quello potevamo fare e quello abbiamo fatto e stiamo
facendo. Abbiamo visto "i capi" scappare e noi...semplicemente siamo rimasti a difendere la
"nostra" Isoletta di opinioni. Senza permessi. Senza guardarci attorno. E siamo rimasti soprattutto,
nel nostro ambiente umano di rapporti "non virtuali" a difendere la nostra Storia e la nostra Faccia.
Tentando d'essere "esempio rumoroso". Anche lasciando "titoli" e....rifiutando feudi ed
"ammissioni a Corte"....Perchè lo sapevamo da tempo che "Duci" non ce n'erano più...Sapevamo,
come i Frei Korps, che “ordini superiori” non ne sarebbero arrivati più. E la Gerarchia ,prima di
esternarsi con forme più o meno canoniche è, innanzitutto un fatto interiore. Che occorre prima
percepire e poi “inquadrare” in un contesto di riconoscimento valoriale cosciente, intimo.
Non basta comiziare in un cinema per essere Duce.
Però quando “il Duce non ce l’ hai.”..puoi certamente studiare ed approfondire le Riforme che fece,
le soluzioni che trovò ed i suoi "schemi di gioco"...Ed invece: "A noi! Nobis ! Alalà! Heil 88 !!!
...Niente...fonemi, scopiazzature, caricature....fino a "duci" di quarta mano...nemmeno da
ridere....."Dobbiamo rimetterci a studiare" disse Pino Rauti. E non aveva torto. La Destra che grida
non serve a nessuno. Nè all'Italia , nè a sè stessa. Sono solo voti indifesi da catturare
Una verità piana piana...? La Destra non legge più. Non è più nemmeno abituata a discutere.
Appena dici una cosa "fuori dagli stivali" sei (a piacere!) : un nostalgico, un conservatore, un ebreo,   I nostri deputati
un nazista, un germanofilo, un amerikano,un reazionario, un moderato....Cioè un AGGETTIVO
urlato per scansare gli argomenti e per "non stare a discutere in eterno"....e non lo diciamo dopo 4      leggono poco, si
anni di "Occidente", lo diciamo dopo una vita di Passione Politica Incontenibile....Ma i tempi
stringono, la protesta fermenta. Per ora manda solo lampi all’orizzonte. E già mille dilettanti allo       sente dal loro
sbaraglio “ci provano”, sognano il momento di gloria, scopiazzano Masaniello senza averne la forza
interiore, il coraggio, l’istinto. Spuntano fuochi fatui di “proteste senza bandiere” di “catene umane”      silenzio.
per assediare il Parlamento, rimasticature di insurrezioni dell’800 appena studiate.
Con tutto ciò la situazione è oggettivamente grave e gravissimo il fatto che, come reazione al governo
Berlusconi conclusosi a coda di topo nel bel mezzo di un profluvio di rassicurazioni”, oggi l’ago della
bilancia delle “intenzioni di voto” indichi chiaramente un vantaggio della Sinistra.
Ci arrivano così, conseguenzialmente, domande scomode e perfino brutali che tuttavia serpeggiano
come un’ipotesi che tutti vorrebbero poter scartare a priori :
 Domanda un Amico, su FB, a bruciapelo :”Non c'è secondo Voi il rischio che qualcuno possa
ipotizzare l'eliminazione "fisica" di certi personaggi politici, tecnici usurai, dirigenti strapagati e
pensionati d'oro (tipo Amato, Sentinelli ecc.) come unica soluzione per una effettiva "spending
review" e per una definitiva riforma del Paese?...neanche al tempo del Re Sole c'erano tali
     p
sperequazioni sociali..”. E la risposta di noi Profeti Disarmati quale può essere?


“ Il Timore noi lo nutriamo. Accompagnato dalla certezza sulla "matrice". Le Brigate Rosse
nacquero proprio in un momento (come questo) in cui a "certa sinistra" venne in mente che "ci
voleva l'ultima spallata". Che mancava "solo quella". Se ciò dovesse accadere, sarebbe il Peggio. Dal
Caos represso verrebbero fuori , storicamente, rafforzate le posizioni del potere tecnocratico.
Ci piace qui esser chiari : oggi nessun gruppo di "privati" può pensare, in Europa, di sconfiggere
uno Stato "sulle piazze" e solo "con le piazze" e la loro violenza. NESSUNO. Chi lo pensa è un
DEMENTE. Il 1848 è Preistoria.
Occorre invece la spinta costante d'un Movimento che renda chiaro a tutti di VOLER CAMBIARE
LA FORMA DELLO STATO. Occorre la Politica. Una Politica perseguita con Volontà di Ferro.
Occorre il fuoco costante d'una Fucina capace di piegare ferro ed acciaio. Non serve "la fiammata"
di qualche attimo, lo sforzo di breve durata, la sfogata.
Occorre Determinazione, Tempra , Carattere. Capacità di attesa e di sacrificio. Occorre Gusto per
la Lotta e l'Impegno Civile. Occorrono Uomini e Donne differenziati. Capaci di Sforzi di lunga
durata. Occorre, non a noi, ma all’Italia, una Nuova Vera Destra di Alternativa. Occorre, come
l'Aria che respiriamo, un Partito che si ponga su questo terreno di superiore Sfida Storica. Con
Pazienza,senza isterismi e senza passi falsi. I Partiti sono appunto Comunità Umane atte a
trasmettere nel tempo queste Missioni senza scadenze temporali precise-. Il contenuto finale
rivoluzionario : NON SERVE ESSERE ASSOCIATI AL VECCHIO POTERE, bisogna entrare
invece nella prospettiva di CONQUISTARE LO STATO PER CAMBIARE LA NAZIONE.
  Esistono, nel settore “conti”, dei Tecnici più
                                                                                Impensabile che la Destra
 “tecnici” dei magistrati della Corte dei Conti ?                          possa ridursi a Fiorito. La
   m                                                                 disonestà burina della sottopolitica
                                                                         è diffusa, non sono certo casi
                                                                         isolati. Ma far discendere dal
                                                                       fascismo il malaffare presente e
                                                                     l’Italia cafona e corrotta dei Suv a
                                                                         carico pubblico, è stuprare la
                                                                          storia e la verità. Semmai è
                                                                       l’inattualità di quel passato e di
                                                                       quei valori l’alibi per adeguarsi
                                                                      all’andazzo. Lo stesso vale per il
                                                                     malaffare della sinistra d’oggi nel
                                                                       governo locale , che non deriva
                                                                        certo da Peppino Di Vittorio.
                                                                     Questi cialtroni non sono figli della
                                                                        destra conservatrice, sociale e
                                                                           nazionale, e nemmeno del             FIORITO : la galera meglio del PdL
                                                                         fascismo; sono figli di questo
                                                                          tempo e della partitocrazia,
                                               Monti ha                 discendono dai mariuoli della
                                              toppato in                    prima Repubblica e dai
                                                pieno                   faccendieri cinici e corrotti di
                                              proprio nel            quest’Italy senza radici e senza di-
                                                 suo                    gnità. Loro ne sono la versione
                                              “campo”!                   buzzurra, mascherata in una
                                                                     caricatura di fascismo e romanità.
                                                                       Kitsch & Trash, cioè imitazione
                  Qualcuno ci dice, allora perché                    contraffatta di una storia passata,
                                                                       razzolata tra i rifiuti. Loro sono
                  dovrebbe restare a Capo d’un                            eredi di quella storia come i
                     Governo fallimentare ?                           sacchetti di plastica sono gli eredi
                                                                                                                Ma in prigione ci siamo un po’ tutti….
                PER FINIRE “L’OPERA” ?                               di una cena. Sostenere altro è pura
                                                                           malafede. Alla Asor Rosa.



    Stranissimo e “nuovissimo” il Cavaliere che dichiara : “non è questo il momento di
parlare». E’ il segno certo che le cose non vanno, soprattutto perché l'ex premier non ha
intenzione di mettere la faccia sullo «spettacolo vergognoso» che ha dato il partito nel Lazio e sullo
scontro interno tra le diverse anime che nella sua testa si stanno solo spartendo le spoglie di un Pdl
che «ormai non esiste più». Requiem ratificato da “il Foglio” di Ferrara che, con parole diverse,
dice le stesse cose : “il PdL ormai è andato”. Il Cavaliere lo pensa da tempo e certo il Laziogate non
ha fatto che rafforzare la sua convinzione visto che dopo le note vicende i sondaggi hanno
certificato un calo a livello nazionale. D'altra parte, il fatto che alle Regionali del Lazio si andrà con
                                                                                     che
ogni probabilità a votare senza il simbolo del Pdl la dice lunga. Come il fatto c l'ex premier stia
ragionando su una lista civica nazionale (o su più liste, a seconda di quale sarà la legge
elettorale).Berlusconi, dunque, continua con la strategia del temporeggiare. Mentre nel Pdl
                                          .     “stile”
infuriano scontri, polemiche e divisioni. Uno “stile che parla di Bisanzio, di una dissoluzione che si
alimenta da sola come un incendio. Una specie di “morte pacchiana” da recite popolane d’            d’altri
                                                   .
tempi.. Un o sbriciolamento ormai incontenibile. Un “inizio di morte” lungamente annunciato.


                                                                             -BARI- Anche i Democratici
                                                                                  scoprono le virtù del
                                                                               “porcellum”, ovvero come
                                                                               cambiare il corsa le regole
                                                                              delle primarie per bloccare
                                                                            l’irresistibile ascesa di Matteo
                                                                              Renzi che, nella sfida per la
                                                                            premiership del centrosinistra
                                                                                 alle elezioni politiche di
                                                                             primavera potrebbe “fare le
                                                                            scarpe” al segretario Pierluigi
                                                                              Bersani, con “l’aiutino” di
                                                                             Vendola, sceso in campo per
                                                                                sbancare con i voti degli
                                                                               elettori di ultra-sinistra. Il
                                                                            rottamatore fiorentino, stando
                                                                             ai sondaggi incalza da vicino
                                                                            Bersani e così il Partito Diviso
                                                                               ha deciso nel miglior stile
                                                                              “democrat” di rimettere le
                                                                             cose al posto giusto. Troppo
                                                                            rischioso votare con le vecchie
                                                                                regole. Meglio cambiare,
                                                                               mettere paletti anti-Renzi.
                                                                               Altro che primarie aperte.
                                                                               Vogliono far votare solo i
                                                                                     militanti stretti.
                                            -di Michelangelo Ingrassia-
 Rubrica monografica di
                                         Il dibattito animato da “Occidente” sul destino
                                         della Destra in Italia ha già raggiunto un primo risultato. L’opera audace e tenace di Guido
                                         Virzì ha fatto emergere uno schieramento potenziale di uomini e donne disponibili a portare avanti
                                         una battaglia politica. E’ un movimento di idee, quello che si sta sviluppando, e fa bene Virzì a
                                         sostenere realisticamente che la questione non si risolve creando l’ennesimo partitino che si
                                         ritroverebbe nell’arcipelago di sigle elettoralisticamente insignificanti e certamente ininfluenti sul
                                                                                                                     schieramento non costituito,
                                         piano della prassi. Tuttavia non va sottovalutato che esiste in Italia uno schierame
                                         non organizzato, ma disposto a essere aggregato politicamente. Nel 1918, a guerra finita,
                                         l’interventista di sinistra Benito Mussolini, dalle colonne de “Il Popolo d’Italia”, quotidiano ancora
                                                                                  storica
                                         socialista, prendeva atto dell’esistenza storica di uno schieramento formato da uomini e donne
Era da tempo che non
                                         disposti a battersi per un nuovo ordine politico e sociale in Italia. Nel 1919 questo schieramento si
riproponevamo su “Occidente” la
                                         aggregava attorno a un programma e a un giornale. Era l’inizio di una nuova storia.
rubrica “Intorno al Camino”, molto
                                                           affermare
                                         Oggi è possibile affermare che siamo all’inizio di una nuova storia dall’esito, come sempre,
impegnativa, come appuntamento
                                         imprevedibile. I processi storici non sono “scientifici”, non seguono tempi e formule predeterminati
regolare, quando ci si misura coi
                                                            L’eterno-ritorno
                                         e standardizzati. L’eterno ritorno della storia non è un concetto matematico e r   razionale; esso
tempi di un’uscita bisettimanale         assume tempi e forme diversi, irrazionali. Ciò che conta oggi è l’esistenza di questo genuino
dell’Agenzia, col mantenimento ed        movimento culturale di uomini e idee disposti a riflettere, pensare, agire e costruire.
aggiornamento di un Blog in rete e                                                          costituzione
                                         In attesa che maturino i tempi e le forme per la costituzione di uno schieramento politico è
con una presenza quotidiana più          necessario chiedersi su quali basi costruire oggi una proposta politica capace di aggregare domani
cheabba
     “attiva” su Facebook che            uomini e donne in un partito nuovo della Destra in Italia. Si tratta in buona sostanza di riscoprire la
comporta un confronto serrato e          lezione di Adriano Romualdi il quale sosteneva che la politica solo dalla cultura trae la propria
diretto (ma fecondissimo) con una        legittimità storica. La questione da porre oggi, insomma, è la seguente: quali fondamenti culturali
platea di Amici assolutamente            devono reggere una potenziale proposta politica di Destra?
rilevante : mentre scriviamo la                           questione
                                         Si tratta di una questione che nel 1994 non fu affrontata perché la classe dirigente della Destra
Pagina di “Occidente” su FB è già a
quota 6.900 persone                                             italiana, Gianfranco Fini in testa, preferì allora accantonarla
permanentemente collegate. Non                                  consegnandola nelle mani dei professori liberali di Forza Italia piuttosto
un “lavoro”, ma certamente un                                   che affidarla agli studiosi d’area. Chi ricorda il disastroso convegno di San
impegno di non poco momento..                                   Marco al Cimino dove Lucio Colletti, Ma  Marcello Pera e altri noti liberali e
                                                                liberisti impartirono le loro lezioni a una platea di Destra che non poté
 Tuttavia l’articolo inviatoci                                  confrontarsi con Giano Accame, Marcello Veneziani, Pietrangelo
dall’Amico (e camerata) prof.                                   Buttafuoco, Massimo Fini, lasciati ai margini e nell’ombra? I risultati sono
Michelangelo Ingrassia ci                                       oggi sotto gli occhi di tutti.
imponeva un ritorno, in qualche                                 Occorre recuperare il tempo perduto. La mancata rivoluzione culturale
modo” alle “origini”. Un ritorno al                             della Destra italiana, che nel 1994 non accompagnò la rivoluzione elettorale
Dibattito delle Idee, proprio nel                               e politica conseguita dalla Destra nell’Italia di allora, potrebbe cominciare
momento in cui , storicamente, la                               oggi da qui, dalle pagine telematiche di “Occidente”
Politica italiana appare latitante
dimissionaria, priva di progetti e       La potenziale rivoluzione culturale di oggi potrebbe preparare una possibile rivoluzione elettorale e
bandiere e persino di leaders d’un       politica di un eventuale domani.
qualche prestigio e richiamo.            Oggi ci si ritrova ancora una volta di fronte allo stesso sentiero che nel 1994 fu abbandonato. Il
                                         nuovo cammino deve iniziare da qui. Quel sentiero si compone di tre tappe: il fascismo, la
Non sappiamo se otterremo presto         tradizione, l’eredità missina. Le basi culturali di una nuova proposta politica della Destra in Italia si
“risultati pratici”. Per noi, infatti,   reggono su questi tre fondamenti.
un Gran Risultato Pratico sarebbe        La prima tappa, aspra e difficile, è quella del fascismo. Esso fa parte del passato della Destra
tener desta ed “a posto con le idee”     italiana e dunque è innegabile, nel senso che non si può negare la sua presenza culturale e politica
una minoranza “inquieta”, capace               storia                                                       fascismo-regime, ha esaltato il Duce,
                                         nella storia della Destra. Fino al 1994 la Destra si è ispirata al fascismo
ancora di porsi problemi su cui tutti    ha rivendicato la Repubblica Sociale Italiana e il Manifesto di Verona. Non si tratta di rinnegare
gli Altri ormai glissano facendo                                                                   consegnate
                                         quelle esperienze, ma esse oggi vanno definitivamente consegnate alla storia con i meriti e le colpe
spallucce.                               che ebbero, a cominciare dalle impronunciabili leggi razziali del 1938 e dal famoso Concordato del
Dunque rieccoci, “Attorno al             1929 che pure ha avuto un riconoscimento nella Carta Costituzionale del 1948, all’articolo 7
Camino”. Non l’abbiamo mai                                          dei
                                         approvato con il voto dei comunisti. Oggi bisogna ricominciare dal fascismo   fascismo-movimento, da
spento. Lo riattizziamo volentieri,      Mussolini, dal Programma del 1919. Si tratta di temi che la cultura di Destra ha dimenticato negli
vistosamente, aggiungendoci              anni della prima Repubblica. Il programma del 1919 offre spunti attualissimi per esempio su         sulla
questo bel “ceppo”. Con la               questione finanziaria con la proposta di applicare “una forte imposta straordinaria sul capitale a
speranza di trovare rispondenza          carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze”. Il
                                         Mussolini del decennio 1910                                tualissimi
                                                                    1910-1920 presenta aspetti attualissimi sulle dinamiche sociali tra Stati
nell’Anima di tanti Amici che non
                                         nazionali e tra classi sociali. Revisionando il pensiero marxiano egli dimostra che nella dialettica
considerano affatto “chiusa” la
                                         mondiale competono nazioni e popoli poveri contro nazioni e popoli ricchi e dunque le alleanze tra
Storia della Destra in Italia. (g.v.)
                                                     possono
                                         Stati non possono non tenere conto di questa realtà; nella dialettica nazionale competono la
                                         borghesia da una parte e un blocco sociale composto da proletariato, ceto medio e sottoproletariato
                                         dall’altro e dunque un movimento politico alternativo al sistema borghese deve puntare alla
                                         rappresentanza di questo blocco sociale alternativo coniugando in una sintesi ardita le varie identità
                                                                                                   fascismo-
                                         culturali e esigenze economiche che lo compongono. Il fascismo-movimento si concentrò a risolvere
                                                                            che
                                         il problema politico italiano, più che mai attuale, ponendo in risalto la necessità di intrecciare
                                                                                                                                (segue)
                                         questione sociale e questione nazionale. Esso intese rappresentare quel filone risorgimentale
    ecce                                 nazionalpopolare tentando una sintesi tra la monarchia popolare di Crispi, il socialismo
                                         nazionale di Pisacane, la nazione armata di Garibaldi, il capitale e lavoro nelle stesse mani di
                                         Mazzini nel quadro di una democrazia politica ed economica dei doveri fondata sulla quotidiana
                                         mobilitazione popolare.



                                         Esso intese rappresentare quel filone risorgimentale
                                         nazionalpopolare tentando una sintesi tra la monarchia
                                         popolare di Crispi, il social- nazionalismo di Pisacane, la
                                         Nazione armata di Garibaldi, il capitale e lavoro nelle stesse
                                         mani di Mazzini nel quadro di una democrazia politica ed
                                         economica dei doveri fondata sulla quotidiana
                                         mobilitazione popolare.

                                         La Carta del lavoro, l’assalto al latifondo, l’educazione
                                         popolare, il plebiscito, la funzione sociale della proprietà, i
                                         contratti di lavoro collettivi, i temi ambientali sono alcuni
                                         dei momenti culminanti del fascismo-movimento spesso
                                         traditi dal fascismo-regime, come ha dimostrato Renzo De
                                         Felice. Più che fermarsi sul 25 aprile dei vinti, dunque, la
    Michelangelo Ingrassia è             proposta politica di un nuovo partito della Destra dovrebbe
    docente a contratto di Storia        fondarsi sul 23 marzo 1919.
 dell'età contemporanea presso la        La seconda tappa del sentiero è costituita dalla Tradizione.
facoltà di Scienze della formazione      Fino al 1994 il mondo della Tradizione è stato associato
     dell'Università di Palermo.         dalla Destra alla storia e alla difesa dell’Ancien Régime.
               Autore di
   L'idea di fascismo in Arnaldo
                                        Inutilmente Adriano Romualdi sottolineò ripetutamente che il limite del tradizionalismo era stato
 Mussolini(Isspe, Palermo, 1998)        quello di non comprendere il ruolo rivoluzionario delle masse. Essere tradizionalisti non significa
 e La rivolta della Gancia(L'epos,      essere reazionari. Un nuovo partito della Destra dovrebbe fondarsi sull’uso rivoluzionario della
 Palermo, 2006), ha recentemente        Tradizione e dunque sull’uso rivoluzionario di un concetto come quello di comunità contrapposto
     dato alle stampe il volume         al concetto di individuo. La Tradizione serve a distinguere il paese reale dal paese legale, le classi
  La sinistra nazionalsocialista. Una   dominanti dalle classi dirigenti, l’economia reale dall’economia finanziaria, i beni di prima
     mancata alternativa a Hitler       necessità, e dunque comunitari, dai beni di lusso, e dunque privati. La Tradizione serve a
                                        distinguere il liberalismo dalla democrazia. Serve a distinguere culturalmente l’idea di liberalismo,
      (Cantagalli, Siena, 2011).
                                        fondata sul principio dell’avere e sui diritti dell’individuo e del profitto, dall’idea di democrazia,
                                        fondata sul principio dell’essere e sui diritti della comunità e della solidarietà. Quello che oggi è
                                        definito sistema democratico è in realtà un regime liberale: il nuovo ancien régime.

                                         Infine l’eredità missina. Nel 1994 l’esperienza del Msi fu
                                         radicalmente cancellata.
                                         Rimase, di quell’esperienza, il ruolo di avere affermato,
                                         costituzionalizzato l’opposizione di Destra.
                                         Ma il Msi non fu soltanto un partito di esuli in patria che
                                         convertì alcune generazioni al patriottismo della costituzione.
                                         Il Msi scrisse una pagina intensa e significativa di riformismo
                                         che va recuperata. Il riformismo missino è contenuto
                                         nell’ormai dimenticato progetto di una nuova Costituzione per
                                         una nuova Repubblica con la quale si risolvevano teoricamente
                                         quei problemi che ancora oggi tengono in pratica bloccata la
                                         Nazione: dall’organizzazione dello Stato alla partecipazione
                                         popolare, dal ruolo del lavoro a quello del capitale. Certo, si
                                         tratta di temi che vanno approfonditi, dibattuti, rivisitati,
                                         ampliati e sintetizzati, ulteriormente chiariti.

                                                                               Ma le basi della proposta politica di un nuovo, possibile
                                                                               partito della Destra in Italia non possono non provenire da
                                                                               una certa idea del Fascismo, da una certa idea della
                                                                               Tradizione      e    da    una     certa    idea    del   Msi.
                                                                               Un ultimo dato storico va registrato e considerato. Il
                                                                               dibattito sollevato da “Occidente” mette in luce l’esistenza
                                                                               di una generazione particolare: quella dei cinquantenni e
                                                                               dei sessantenni, cresciuti nel e col Msi. Si tratta di uomini e
                                                                               donne che oggi militano nel partito dell’astensione e che
                                                                               volentieri offrirebbero tempo, energie e voti ad un nuovo
                                                                               Msi se oggi esso ricomparisse sulla scena. Per nostalgia, per
                                                                               ciò che esso ha rappresentato, per i comizi di Almirante, per
                                                                               una certa idea di partito e di politica, per la brasillachiana
                                                                               gioia di vivere all’opposizione, per viva consapevolezza

                                        culturale e politica. Questa passione confusa, nascosta, “sentimentale” del Msi può diventare un
                                        mito capacitante, in grado di spingere chi oggi si aggira tra le rovine a cavalcare la tigre per
                                        rivoltarsi ancora una volta contro il mondo moderno. E’ necessario coltivare
                                        culturalmente questo mito prima che la passione si esaurisca.

				
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posted:10/5/2012
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