N° 32 OCCIDENTE (IV) 4/10/2012
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Agenzia di informazione diretta da Guido VirziBisettimanale di formazione e controinformazione.
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Serve una Gran Sintesi culturale per rivedere una Destra Vera in Italia (Pag. 4-5)
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“
“Occidente non è solo storia e geografia. E’ Tradizione, è Pensiero e capacità di lotta
tenace, è Legge e sguardo rivolto al Cielo. E’ insegnamento al mondo. E’ Civiltà”.
Palermo------------------n°32 --------------4 Ottobre2012
.. Se non ti deprimi, le giuste
riflessioni devi avere il coraggio di
macinartele in testa. Recentemente,
abbiamo dato un'occhiata generale
(con i colonnelli, ormai, abbiamo
Cribbio ! E’ chiuso!) a "il Foglio", un giornale che
agitato oggi il tende a parlare una sua lingua snob
per presunti "addetti ai lavori"...e ci
mare attorno a abbiamo trovato un colpo di fioretto
Sant’Elena ! che ci ha "toccati":
Il concetto era: tutti bravi a tirar
....pure pieno di stoccate contro il berlusconismo, ma
stronzi!!! in quale brodo di coltura sono
cresciuti Fiorito ed i “suoi”?
Domanda retorica, la risposta è nelle
cronache: provenivano da An e,
risalendo all’indietro, perfino dal
Msi. Ed allora non sarebbe giusto
tirare in ballo il “contributo” di certo
“finismo” all’attuale andazzo
patologico della politichetta
nostrana? Ineccepibile. Tu lo leggevi,
e rivedevi Fini che sostituiva Rauti, e
i suoi primi timidi accenni ai valori
della Resistenza, e poi Fiuggi, e
Gerusalemme con la kippah, e la
definizione di “male assoluto” con cui
bruciava le proprie e altrui radici.
Nel mentre che si rivolgeva ai suoi
ragazzi e li avvertiva: “Fascisti,
*Gli agi ammollano, debilitano il carattere. Ci hanno raccontato fino ad un carogne / son pronte le lasagne”. E
secondo fa che "tutto andava bene" e che "tutto sarebbe andato sempre tutti abbacinati, nessuno che si
meglio"...E' quello che raccontano tutti gli agenti di Mediolanum..."poi ribellasse. Tutti a riporre gesti e
risalirà"...Monti racconta che "la fine del tunnel è VICINA" che "vede la luce". E' concetti “di un altro mondo” nel
una Nazione che dal 1946 è stata nutrita di trucchi, bugie, elemosine e trucchetti. reliquiario delle “bravate giovanili”,
Hanno DEMONIZZATO coraggio ed altre virtù tradizionali dicendo che era magari anche con un sorriso ed un
"ciarpame reazionario e fascista". CI HANNO TRASFORMATO SCIENTEMENTE alzata di spalle autogiustificatoria
IN INVERTEBRATI. Anche la gente che protesta...almeno il 90%....che chiede ? della serie “eravamo ragassi, che
Un'assunzione personale, anche illegale. Uno sconto. Oppure un aumento di volete?”. Già. Perché “la legge non
stipendio....una carota. Una multa levata.... Se li chiami a solo in un portone e gli scritta” sarebbe che sono i ragazzini
molli un centone , lasciano la protesta, se ne tornano a casa e fanculo gli altri. a “sognare” e che “divenire adulti” è
Piccoli, individualisti, spaghettari, mandolinisti. Come ci dipinge la propaganda un passaggio rituale che ,in
inglese. Certe "proteste" in fin dei conti SONO INVECE PROPRIO "FIGLIE" della democrazia, passa da un
Cultura che vorrebbero contestare. Non sono proteste "per migliorare e battesimo”all’antica” con full
cambiare". Sono le proteste degli invidiosi....degli esclusi. Di quelli che immersion nella merda. Sei
AMEREBBERO ESSERE AMMESSI NELLA GANG. "Proteste" che rappresentano “maturo”, insomma, solo quando
LA DISCESA ULTIMA e non il tentativo di Risalita e Riconquista d'una Condizione puzzi di fognatura ad un miglio di
Generale più Equa e Dignitosa. NO, noi non sposiamo tutte le "proteste". Ed il distanza e porti le stimmate del
Gran Bordello, se scoppierà, ci sarà solo quando gli Italiani avranno esaurite le furfante, dell’uomo “abbordabile”,
"riserve di grasso", saranno disperati e capiranno che la loro "furberia" è stato il che ha capito “come funziona”.
basamento più vero e saldo del Potere Balordo ed Incolto che ci ha rovinati. Forse, Questo fu l’ammiccamento, non il
ridotti con le spalle al muro, combatteremo davvero. Solo perchè costretti, come ragionamento del “finismo”, chè
dei ratti che messi con le spalle al muro si drizzano e sfoderano i denti. A meno nessuno stava ad annotare le lievi
che, nel frattempo, qualcuno non gli getti o gli prometta un altro pezzo di variazioni semantiche dei documenti
formaggio avariato-.NO. Non ci aspettiamo niente dalle folle dei qualunquisti. “congressuali” di An, commissionati
L'Italia, per salvarsi, deve riuscire a SECERNERE UNA ELITE DI FERRO capace di ai “professori” liberali ed ai marxisti
indicarci la Via, verso l'Alto, per uscire davvero dalla Bottiglia in cui siamo ”pentiti”. Una disfatta umana prima
intrappolati come scarafaggi. Altrimenti gireremo sempre in tondo. Sul fondo. ancora che un “trasbordo ideologico
E moriremo ASFISSIATI. inavvertito”. Una Resa senza Onore.
TUTTI vedono, “sentono” la Crisi e MOLTI ne
vorrebbero approfittare per far tiro a bersaglio facile
e magari “vincere un orsacchiotto alla Fiera”
Chi può contestare che esista un’Italia grigia e di pecore?
Non certamente noi. Il punto è se la stessa malattia non ha preso anche quell'altro frammento che
pretenderebbe definirsi "diverso" e/o "alternativo". NOI non abbiamo aspettato l'input di nessuno
per fare "Occidente"...Poca cosa ? Vero. Ma quello potevamo fare e quello abbiamo fatto e stiamo
facendo. Abbiamo visto "i capi" scappare e noi...semplicemente siamo rimasti a difendere la
"nostra" Isoletta di opinioni. Senza permessi. Senza guardarci attorno. E siamo rimasti soprattutto,
nel nostro ambiente umano di rapporti "non virtuali" a difendere la nostra Storia e la nostra Faccia.
Tentando d'essere "esempio rumoroso". Anche lasciando "titoli" e....rifiutando feudi ed
"ammissioni a Corte"....Perchè lo sapevamo da tempo che "Duci" non ce n'erano più...Sapevamo,
come i Frei Korps, che “ordini superiori” non ne sarebbero arrivati più. E la Gerarchia ,prima di
esternarsi con forme più o meno canoniche è, innanzitutto un fatto interiore. Che occorre prima
percepire e poi “inquadrare” in un contesto di riconoscimento valoriale cosciente, intimo.
Non basta comiziare in un cinema per essere Duce.
Però quando “il Duce non ce l’ hai.”..puoi certamente studiare ed approfondire le Riforme che fece,
le soluzioni che trovò ed i suoi "schemi di gioco"...Ed invece: "A noi! Nobis ! Alalà! Heil 88 !!!
...Niente...fonemi, scopiazzature, caricature....fino a "duci" di quarta mano...nemmeno da
ridere....."Dobbiamo rimetterci a studiare" disse Pino Rauti. E non aveva torto. La Destra che grida
non serve a nessuno. Nè all'Italia , nè a sè stessa. Sono solo voti indifesi da catturare
Una verità piana piana...? La Destra non legge più. Non è più nemmeno abituata a discutere.
Appena dici una cosa "fuori dagli stivali" sei (a piacere!) : un nostalgico, un conservatore, un ebreo, I nostri deputati
un nazista, un germanofilo, un amerikano,un reazionario, un moderato....Cioè un AGGETTIVO
urlato per scansare gli argomenti e per "non stare a discutere in eterno"....e non lo diciamo dopo 4 leggono poco, si
anni di "Occidente", lo diciamo dopo una vita di Passione Politica Incontenibile....Ma i tempi
stringono, la protesta fermenta. Per ora manda solo lampi all’orizzonte. E già mille dilettanti allo sente dal loro
sbaraglio “ci provano”, sognano il momento di gloria, scopiazzano Masaniello senza averne la forza
interiore, il coraggio, l’istinto. Spuntano fuochi fatui di “proteste senza bandiere” di “catene umane” silenzio.
per assediare il Parlamento, rimasticature di insurrezioni dell’800 appena studiate.
Con tutto ciò la situazione è oggettivamente grave e gravissimo il fatto che, come reazione al governo
Berlusconi conclusosi a coda di topo nel bel mezzo di un profluvio di rassicurazioni”, oggi l’ago della
bilancia delle “intenzioni di voto” indichi chiaramente un vantaggio della Sinistra.
Ci arrivano così, conseguenzialmente, domande scomode e perfino brutali che tuttavia serpeggiano
come un’ipotesi che tutti vorrebbero poter scartare a priori :
Domanda un Amico, su FB, a bruciapelo :”Non c'è secondo Voi il rischio che qualcuno possa
ipotizzare l'eliminazione "fisica" di certi personaggi politici, tecnici usurai, dirigenti strapagati e
pensionati d'oro (tipo Amato, Sentinelli ecc.) come unica soluzione per una effettiva "spending
review" e per una definitiva riforma del Paese?...neanche al tempo del Re Sole c'erano tali
p
sperequazioni sociali..”. E la risposta di noi Profeti Disarmati quale può essere?
“ Il Timore noi lo nutriamo. Accompagnato dalla certezza sulla "matrice". Le Brigate Rosse
nacquero proprio in un momento (come questo) in cui a "certa sinistra" venne in mente che "ci
voleva l'ultima spallata". Che mancava "solo quella". Se ciò dovesse accadere, sarebbe il Peggio. Dal
Caos represso verrebbero fuori , storicamente, rafforzate le posizioni del potere tecnocratico.
Ci piace qui esser chiari : oggi nessun gruppo di "privati" può pensare, in Europa, di sconfiggere
uno Stato "sulle piazze" e solo "con le piazze" e la loro violenza. NESSUNO. Chi lo pensa è un
DEMENTE. Il 1848 è Preistoria.
Occorre invece la spinta costante d'un Movimento che renda chiaro a tutti di VOLER CAMBIARE
LA FORMA DELLO STATO. Occorre la Politica. Una Politica perseguita con Volontà di Ferro.
Occorre il fuoco costante d'una Fucina capace di piegare ferro ed acciaio. Non serve "la fiammata"
di qualche attimo, lo sforzo di breve durata, la sfogata.
Occorre Determinazione, Tempra , Carattere. Capacità di attesa e di sacrificio. Occorre Gusto per
la Lotta e l'Impegno Civile. Occorrono Uomini e Donne differenziati. Capaci di Sforzi di lunga
durata. Occorre, non a noi, ma all’Italia, una Nuova Vera Destra di Alternativa. Occorre, come
l'Aria che respiriamo, un Partito che si ponga su questo terreno di superiore Sfida Storica. Con
Pazienza,senza isterismi e senza passi falsi. I Partiti sono appunto Comunità Umane atte a
trasmettere nel tempo queste Missioni senza scadenze temporali precise-. Il contenuto finale
rivoluzionario : NON SERVE ESSERE ASSOCIATI AL VECCHIO POTERE, bisogna entrare
invece nella prospettiva di CONQUISTARE LO STATO PER CAMBIARE LA NAZIONE.
Esistono, nel settore “conti”, dei Tecnici più
Impensabile che la Destra
“tecnici” dei magistrati della Corte dei Conti ? possa ridursi a Fiorito. La
m disonestà burina della sottopolitica
è diffusa, non sono certo casi
isolati. Ma far discendere dal
fascismo il malaffare presente e
l’Italia cafona e corrotta dei Suv a
carico pubblico, è stuprare la
storia e la verità. Semmai è
l’inattualità di quel passato e di
quei valori l’alibi per adeguarsi
all’andazzo. Lo stesso vale per il
malaffare della sinistra d’oggi nel
governo locale , che non deriva
certo da Peppino Di Vittorio.
Questi cialtroni non sono figli della
destra conservatrice, sociale e
nazionale, e nemmeno del FIORITO : la galera meglio del PdL
fascismo; sono figli di questo
tempo e della partitocrazia,
Monti ha discendono dai mariuoli della
toppato in prima Repubblica e dai
pieno faccendieri cinici e corrotti di
proprio nel quest’Italy senza radici e senza di-
suo gnità. Loro ne sono la versione
“campo”! buzzurra, mascherata in una
caricatura di fascismo e romanità.
Kitsch & Trash, cioè imitazione
Qualcuno ci dice, allora perché contraffatta di una storia passata,
razzolata tra i rifiuti. Loro sono
dovrebbe restare a Capo d’un eredi di quella storia come i
Governo fallimentare ? sacchetti di plastica sono gli eredi
Ma in prigione ci siamo un po’ tutti….
PER FINIRE “L’OPERA” ? di una cena. Sostenere altro è pura
malafede. Alla Asor Rosa.
Stranissimo e “nuovissimo” il Cavaliere che dichiara : “non è questo il momento di
parlare». E’ il segno certo che le cose non vanno, soprattutto perché l'ex premier non ha
intenzione di mettere la faccia sullo «spettacolo vergognoso» che ha dato il partito nel Lazio e sullo
scontro interno tra le diverse anime che nella sua testa si stanno solo spartendo le spoglie di un Pdl
che «ormai non esiste più». Requiem ratificato da “il Foglio” di Ferrara che, con parole diverse,
dice le stesse cose : “il PdL ormai è andato”. Il Cavaliere lo pensa da tempo e certo il Laziogate non
ha fatto che rafforzare la sua convinzione visto che dopo le note vicende i sondaggi hanno
certificato un calo a livello nazionale. D'altra parte, il fatto che alle Regionali del Lazio si andrà con
che
ogni probabilità a votare senza il simbolo del Pdl la dice lunga. Come il fatto c l'ex premier stia
ragionando su una lista civica nazionale (o su più liste, a seconda di quale sarà la legge
elettorale).Berlusconi, dunque, continua con la strategia del temporeggiare. Mentre nel Pdl
. “stile”
infuriano scontri, polemiche e divisioni. Uno “stile che parla di Bisanzio, di una dissoluzione che si
alimenta da sola come un incendio. Una specie di “morte pacchiana” da recite popolane d’ d’altri
.
tempi.. Un o sbriciolamento ormai incontenibile. Un “inizio di morte” lungamente annunciato.
-BARI- Anche i Democratici
scoprono le virtù del
“porcellum”, ovvero come
cambiare il corsa le regole
delle primarie per bloccare
l’irresistibile ascesa di Matteo
Renzi che, nella sfida per la
premiership del centrosinistra
alle elezioni politiche di
primavera potrebbe “fare le
scarpe” al segretario Pierluigi
Bersani, con “l’aiutino” di
Vendola, sceso in campo per
sbancare con i voti degli
elettori di ultra-sinistra. Il
rottamatore fiorentino, stando
ai sondaggi incalza da vicino
Bersani e così il Partito Diviso
ha deciso nel miglior stile
“democrat” di rimettere le
cose al posto giusto. Troppo
rischioso votare con le vecchie
regole. Meglio cambiare,
mettere paletti anti-Renzi.
Altro che primarie aperte.
Vogliono far votare solo i
militanti stretti.
-di Michelangelo Ingrassia-
Rubrica monografica di
Il dibattito animato da “Occidente” sul destino
della Destra in Italia ha già raggiunto un primo risultato. L’opera audace e tenace di Guido
Virzì ha fatto emergere uno schieramento potenziale di uomini e donne disponibili a portare avanti
una battaglia politica. E’ un movimento di idee, quello che si sta sviluppando, e fa bene Virzì a
sostenere realisticamente che la questione non si risolve creando l’ennesimo partitino che si
ritroverebbe nell’arcipelago di sigle elettoralisticamente insignificanti e certamente ininfluenti sul
schieramento non costituito,
piano della prassi. Tuttavia non va sottovalutato che esiste in Italia uno schierame
non organizzato, ma disposto a essere aggregato politicamente. Nel 1918, a guerra finita,
l’interventista di sinistra Benito Mussolini, dalle colonne de “Il Popolo d’Italia”, quotidiano ancora
storica
socialista, prendeva atto dell’esistenza storica di uno schieramento formato da uomini e donne
Era da tempo che non
disposti a battersi per un nuovo ordine politico e sociale in Italia. Nel 1919 questo schieramento si
riproponevamo su “Occidente” la
aggregava attorno a un programma e a un giornale. Era l’inizio di una nuova storia.
rubrica “Intorno al Camino”, molto
affermare
Oggi è possibile affermare che siamo all’inizio di una nuova storia dall’esito, come sempre,
impegnativa, come appuntamento
imprevedibile. I processi storici non sono “scientifici”, non seguono tempi e formule predeterminati
regolare, quando ci si misura coi
L’eterno-ritorno
e standardizzati. L’eterno ritorno della storia non è un concetto matematico e r razionale; esso
tempi di un’uscita bisettimanale assume tempi e forme diversi, irrazionali. Ciò che conta oggi è l’esistenza di questo genuino
dell’Agenzia, col mantenimento ed movimento culturale di uomini e idee disposti a riflettere, pensare, agire e costruire.
aggiornamento di un Blog in rete e costituzione
In attesa che maturino i tempi e le forme per la costituzione di uno schieramento politico è
con una presenza quotidiana più necessario chiedersi su quali basi costruire oggi una proposta politica capace di aggregare domani
cheabba
“attiva” su Facebook che uomini e donne in un partito nuovo della Destra in Italia. Si tratta in buona sostanza di riscoprire la
comporta un confronto serrato e lezione di Adriano Romualdi il quale sosteneva che la politica solo dalla cultura trae la propria
diretto (ma fecondissimo) con una legittimità storica. La questione da porre oggi, insomma, è la seguente: quali fondamenti culturali
platea di Amici assolutamente devono reggere una potenziale proposta politica di Destra?
rilevante : mentre scriviamo la questione
Si tratta di una questione che nel 1994 non fu affrontata perché la classe dirigente della Destra
Pagina di “Occidente” su FB è già a
quota 6.900 persone italiana, Gianfranco Fini in testa, preferì allora accantonarla
permanentemente collegate. Non consegnandola nelle mani dei professori liberali di Forza Italia piuttosto
un “lavoro”, ma certamente un che affidarla agli studiosi d’area. Chi ricorda il disastroso convegno di San
impegno di non poco momento.. Marco al Cimino dove Lucio Colletti, Ma Marcello Pera e altri noti liberali e
liberisti impartirono le loro lezioni a una platea di Destra che non poté
Tuttavia l’articolo inviatoci confrontarsi con Giano Accame, Marcello Veneziani, Pietrangelo
dall’Amico (e camerata) prof. Buttafuoco, Massimo Fini, lasciati ai margini e nell’ombra? I risultati sono
Michelangelo Ingrassia ci oggi sotto gli occhi di tutti.
imponeva un ritorno, in qualche Occorre recuperare il tempo perduto. La mancata rivoluzione culturale
modo” alle “origini”. Un ritorno al della Destra italiana, che nel 1994 non accompagnò la rivoluzione elettorale
Dibattito delle Idee, proprio nel e politica conseguita dalla Destra nell’Italia di allora, potrebbe cominciare
momento in cui , storicamente, la oggi da qui, dalle pagine telematiche di “Occidente”
Politica italiana appare latitante
dimissionaria, priva di progetti e La potenziale rivoluzione culturale di oggi potrebbe preparare una possibile rivoluzione elettorale e
bandiere e persino di leaders d’un politica di un eventuale domani.
qualche prestigio e richiamo. Oggi ci si ritrova ancora una volta di fronte allo stesso sentiero che nel 1994 fu abbandonato. Il
nuovo cammino deve iniziare da qui. Quel sentiero si compone di tre tappe: il fascismo, la
Non sappiamo se otterremo presto tradizione, l’eredità missina. Le basi culturali di una nuova proposta politica della Destra in Italia si
“risultati pratici”. Per noi, infatti, reggono su questi tre fondamenti.
un Gran Risultato Pratico sarebbe La prima tappa, aspra e difficile, è quella del fascismo. Esso fa parte del passato della Destra
tener desta ed “a posto con le idee” italiana e dunque è innegabile, nel senso che non si può negare la sua presenza culturale e politica
una minoranza “inquieta”, capace storia fascismo-regime, ha esaltato il Duce,
nella storia della Destra. Fino al 1994 la Destra si è ispirata al fascismo
ancora di porsi problemi su cui tutti ha rivendicato la Repubblica Sociale Italiana e il Manifesto di Verona. Non si tratta di rinnegare
gli Altri ormai glissano facendo consegnate
quelle esperienze, ma esse oggi vanno definitivamente consegnate alla storia con i meriti e le colpe
spallucce. che ebbero, a cominciare dalle impronunciabili leggi razziali del 1938 e dal famoso Concordato del
Dunque rieccoci, “Attorno al 1929 che pure ha avuto un riconoscimento nella Carta Costituzionale del 1948, all’articolo 7
Camino”. Non l’abbiamo mai dei
approvato con il voto dei comunisti. Oggi bisogna ricominciare dal fascismo fascismo-movimento, da
spento. Lo riattizziamo volentieri, Mussolini, dal Programma del 1919. Si tratta di temi che la cultura di Destra ha dimenticato negli
vistosamente, aggiungendoci anni della prima Repubblica. Il programma del 1919 offre spunti attualissimi per esempio su sulla
questo bel “ceppo”. Con la questione finanziaria con la proposta di applicare “una forte imposta straordinaria sul capitale a
speranza di trovare rispondenza carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze”. Il
Mussolini del decennio 1910 tualissimi
1910-1920 presenta aspetti attualissimi sulle dinamiche sociali tra Stati
nell’Anima di tanti Amici che non
nazionali e tra classi sociali. Revisionando il pensiero marxiano egli dimostra che nella dialettica
considerano affatto “chiusa” la
mondiale competono nazioni e popoli poveri contro nazioni e popoli ricchi e dunque le alleanze tra
Storia della Destra in Italia. (g.v.)
possono
Stati non possono non tenere conto di questa realtà; nella dialettica nazionale competono la
borghesia da una parte e un blocco sociale composto da proletariato, ceto medio e sottoproletariato
dall’altro e dunque un movimento politico alternativo al sistema borghese deve puntare alla
rappresentanza di questo blocco sociale alternativo coniugando in una sintesi ardita le varie identità
fascismo-
culturali e esigenze economiche che lo compongono. Il fascismo-movimento si concentrò a risolvere
che
il problema politico italiano, più che mai attuale, ponendo in risalto la necessità di intrecciare
(segue)
questione sociale e questione nazionale. Esso intese rappresentare quel filone risorgimentale
ecce nazionalpopolare tentando una sintesi tra la monarchia popolare di Crispi, il socialismo
nazionale di Pisacane, la nazione armata di Garibaldi, il capitale e lavoro nelle stesse mani di
Mazzini nel quadro di una democrazia politica ed economica dei doveri fondata sulla quotidiana
mobilitazione popolare.
Esso intese rappresentare quel filone risorgimentale
nazionalpopolare tentando una sintesi tra la monarchia
popolare di Crispi, il social- nazionalismo di Pisacane, la
Nazione armata di Garibaldi, il capitale e lavoro nelle stesse
mani di Mazzini nel quadro di una democrazia politica ed
economica dei doveri fondata sulla quotidiana
mobilitazione popolare.
La Carta del lavoro, l’assalto al latifondo, l’educazione
popolare, il plebiscito, la funzione sociale della proprietà, i
contratti di lavoro collettivi, i temi ambientali sono alcuni
dei momenti culminanti del fascismo-movimento spesso
traditi dal fascismo-regime, come ha dimostrato Renzo De
Felice. Più che fermarsi sul 25 aprile dei vinti, dunque, la
Michelangelo Ingrassia è proposta politica di un nuovo partito della Destra dovrebbe
docente a contratto di Storia fondarsi sul 23 marzo 1919.
dell'età contemporanea presso la La seconda tappa del sentiero è costituita dalla Tradizione.
facoltà di Scienze della formazione Fino al 1994 il mondo della Tradizione è stato associato
dell'Università di Palermo. dalla Destra alla storia e alla difesa dell’Ancien Régime.
Autore di
L'idea di fascismo in Arnaldo
Inutilmente Adriano Romualdi sottolineò ripetutamente che il limite del tradizionalismo era stato
Mussolini(Isspe, Palermo, 1998) quello di non comprendere il ruolo rivoluzionario delle masse. Essere tradizionalisti non significa
e La rivolta della Gancia(L'epos, essere reazionari. Un nuovo partito della Destra dovrebbe fondarsi sull’uso rivoluzionario della
Palermo, 2006), ha recentemente Tradizione e dunque sull’uso rivoluzionario di un concetto come quello di comunità contrapposto
dato alle stampe il volume al concetto di individuo. La Tradizione serve a distinguere il paese reale dal paese legale, le classi
La sinistra nazionalsocialista. Una dominanti dalle classi dirigenti, l’economia reale dall’economia finanziaria, i beni di prima
mancata alternativa a Hitler necessità, e dunque comunitari, dai beni di lusso, e dunque privati. La Tradizione serve a
distinguere il liberalismo dalla democrazia. Serve a distinguere culturalmente l’idea di liberalismo,
(Cantagalli, Siena, 2011).
fondata sul principio dell’avere e sui diritti dell’individuo e del profitto, dall’idea di democrazia,
fondata sul principio dell’essere e sui diritti della comunità e della solidarietà. Quello che oggi è
definito sistema democratico è in realtà un regime liberale: il nuovo ancien régime.
Infine l’eredità missina. Nel 1994 l’esperienza del Msi fu
radicalmente cancellata.
Rimase, di quell’esperienza, il ruolo di avere affermato,
costituzionalizzato l’opposizione di Destra.
Ma il Msi non fu soltanto un partito di esuli in patria che
convertì alcune generazioni al patriottismo della costituzione.
Il Msi scrisse una pagina intensa e significativa di riformismo
che va recuperata. Il riformismo missino è contenuto
nell’ormai dimenticato progetto di una nuova Costituzione per
una nuova Repubblica con la quale si risolvevano teoricamente
quei problemi che ancora oggi tengono in pratica bloccata la
Nazione: dall’organizzazione dello Stato alla partecipazione
popolare, dal ruolo del lavoro a quello del capitale. Certo, si
tratta di temi che vanno approfonditi, dibattuti, rivisitati,
ampliati e sintetizzati, ulteriormente chiariti.
Ma le basi della proposta politica di un nuovo, possibile
partito della Destra in Italia non possono non provenire da
una certa idea del Fascismo, da una certa idea della
Tradizione e da una certa idea del Msi.
Un ultimo dato storico va registrato e considerato. Il
dibattito sollevato da “Occidente” mette in luce l’esistenza
di una generazione particolare: quella dei cinquantenni e
dei sessantenni, cresciuti nel e col Msi. Si tratta di uomini e
donne che oggi militano nel partito dell’astensione e che
volentieri offrirebbero tempo, energie e voti ad un nuovo
Msi se oggi esso ricomparisse sulla scena. Per nostalgia, per
ciò che esso ha rappresentato, per i comizi di Almirante, per
una certa idea di partito e di politica, per la brasillachiana
gioia di vivere all’opposizione, per viva consapevolezza
culturale e politica. Questa passione confusa, nascosta, “sentimentale” del Msi può diventare un
mito capacitante, in grado di spingere chi oggi si aggira tra le rovine a cavalcare la tigre per
rivoltarsi ancora una volta contro il mondo moderno. E’ necessario coltivare
culturalmente questo mito prima che la passione si esaurisca.
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