CMP BARI by hsx7BwZt

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									                                SEGRETERIE REGIONALI PUGLIA

                                                                                 POSTE ITALIANE S.p.A.

                                                                                           R.U. SUD 1
                                                                         Dott. Giovanni LEGROTTAGLIE

                                                                                            A.L.T. SUD 1
                                                                                    Dott. Andrea ROVAI

                                                                                             R.I. SUD 1
                                                                                  Dott.ssa Anna BUCCI

                                                                        p.c.              R.A.T. SUD 1
                                                                                Dott. Roberto Minicuci

                                                                        p.c.    SEGRETERIE NAZIONALI
                                                                                               LL.SS.
Oggetto: RAPPORTI RELAZIONALI AMBITO AREA SUD 1.

        Il recente incontro centrale con il Presidente di Poste e l’Amministratore Delegato, per i
contenuti e relativi affidamenti che ne sono scaturiti su temi di pressante attualità per i nuovi
assetti Aziendali da ridefinire e strutturare, avevano acceso in tutti noi la speranza in un nuovo
corso di relazioni industriali vere, partecipate, soprattutto leali e responsabili. In virtù di tale presa
d’atto comune, avevamo coerentemente allentato il clima conflittuale alimentatosi sulla Regione
negli ultimi mesi, confidando nel buon senso di tutti. Tuttavia, gli accadimenti delle ultime ore
offrono la percezione che nulla sia cambiato e che, al di là del merito delle scelte datoriali, il
metodo relazionale resti sempre lo stesso, un metodo finalizzato a relegare il compito del
Sindacato a mero trascrittore di rogiti notarili, privi di alcun raffronto e confronto, anche di natura
informale, con le parti sociali, in una logica complessiva di costante delegittimazione della
rappresentanza dei lavoratori.
Veniamo ai fatti. Di certo, siamo consapevoli che l’uscita parcellizzata e contenuta nei numeri di
unità dal locale CMP rientra nelle prerogative e responsabilità del gestore; ma quando queste
uscite, indipendentemente dalla buona fede datoriale, diventano oggetto di ostentazione da parte
di specifiche sigle sindacali, allora nasce un problema di natura politico serio, soprattutto quando
queste unità vengono destinate in settori nevralgici, in settori cuore dell’attività gestionale
dell’Area Sud 1, settori che dovrebbero offrire la percezione all’intero mondo di terzietà, di essere
al di sopra delle parti, settori a garanzia di tutti. Questo, a nostro avviso, significa rispetto delle
regole, porre le basi per un rapporto franco, sincero, improntato ad assoluta buona fede. E, a
proposito di CMP, il gestore è a conoscenza che vi sono:
     Tantissimi lavoratori costretti a fronteggiare turnazioni, le note turnazioni del CMP, e una
        tratta di oltre 300 km (A/R) al giorno per raggiungere la sede di lavoro, che hanno oramai
        da anni rinunciato a qualsiasi normale, naturale forma di relazione sociale e familiare,
        svolgendosi la loro vita unicamente tra lavoro, mobilità e sonno per l’indispensabile
        recupero psicofisico?
     Colleghi che fronteggiano tratte ancora più pesanti, residenti in comuni fuori regione, con
        autentici drammi familiari che coinvolgono, non nonni, zii o genitori, ma propri figli,
         costretti quotidianamente, con auto, ad arrivare a Bari, mettendo concretamente a
         repentaglio e rischio la propria incolumità fisica?
      Colleghi che di domenica dal basso Salento, Valle d’Itria, Appennino Dauno giungono a Bari
         in treno e, non essendoci mezzi pubblici a disposizione, dal centro della città raggiungono a
         piedi la zona industriale per accedere all’impianto, partendo da casa in prima mattinata
         per assumere servizio in turni quasi serali? E se non ci fosse solidarietà tra colleghi, qualche
         anima buona disponibile, ritornerebbero a fine turno alla stazione centrale, sempre a piedi!
A tutta questa gente, che a noi rivolge pressanti richieste di aiuto, questo Sindacato,
responsabilmente, continua a ripetere, da anni, che purtroppo il CMP è un settore in carenza, che
la mobilità è governata da regole e che, pertanto, nulla è possibile fare per risolvere simili penosi
situazioni. Al tempo stesso, non ragioni di legittimità, bensì ragioni di buon senso, dovrebbero
indurre l’Azienda ad evitare di acuire conflittualità e tensioni in realtà così a rischio, quelle
conflittualità e tensioni che è il Sindacato poi chiamato a gestire. Nel contempo, alla luce di quello
che è successo, prendiamo atto che abbiamo di certo sbagliato in passato allorquando un ex
Responsabile di ALT ci chiese di sostenere le aspettative di tutti quei lavoratori residenti in
Basilicata e in servizio sempre presso il locale CMP, pregandoci di farli rientrare a casa, senza
accendere particolari tensioni sul Centro, ma con l’impegno che successivamente il rientro sarebbe
toccato altri lavoratori di Puglia particolarmente disagiati; fornimmo il nostro assenso con una
semplice stretta di mano, quella tra galantuomini, che puntualmente non ha prodotto gli effetti
sperati. Noi in quella occasione ci siamo fidati, sbagliando.
 Versiamo, infine, nella necessità di riprendere i contenuti della nostra nota del 23 aprile u.s., con
oggetto: situazione gestionale/organizzativa Servizi Postali Sud1, e precisamente ci riferiamo alla
parte attraverso cui si denunciava l’applicazione quotidiana di personale addetto al recapito
con contratto part-time orizzontale che supera le 7,12 ore quotidiane. Ritenevamo che fosse
chiaro ed alquanto implicito il richiamo al superamento gratuito della prestazione giornaliera
part-time. Ora, sempre a proposito delle tanto auspicate buone prassi relazionali, su tale richiamo
si sta alimentando tra i lavoratori una violenta campagna denigratoria contro questo Sindacato in
quanto, a dire di qualche autorevole rappresentante aziendale, per colpa di quella lettera ai
part-time del recapito nessuna forma di prestazione aggiuntiva rispetto all’ordinaria potrà più
essere riconosciuta.
Non aggiungiamo altro, evitiamo qualsiasi ulteriore commento. Ma non possiamo esimerci dal
consigliare l’Azienda di rivedere tale scelta, a nostro avviso incomprensibile, priva di fondamento,
e che tocca solo alcuni, escludendone altri.

Abbiamo ormai capito da tempo che il Management dell’Area Sud 1 non abbia alcun interesse
nell’intrattenere un rapporto diverso con questo Movimento Sindacale. Comprendiamo, altresì, il
momento e il particolare clima politico aziendale, non siamo degli sprovveduti. Ma arriverà il
tempo in cui sempre questo Sindacato diventerà essenziale per validare intese e far passare sui
posti di lavoro scelte non di certo semplici.

       Quello sarà il momento in cui ciascuno raccoglierà in base a ciò che avrà seminato.

 Con grande serenità e sempre dalla parte dei lavoratori da noi rappresentati, ancora tanti, anzi
tantissimi, nonostante tutto, nonostante tutti.
Bari, 16 maggio 2012
                                       I Segretari Regionali
    SLP CISL                     UILPOSTE                    CONFSAL COM                 UGL-COM
   Nicola Oresta               Antonio Di Benedetto       Claudio Montefusco           Camillo Massari

								
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