Il Piano di Zona: la programmazione partecipata sul territorio by KV0Sdv80

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									           I PEPS
(Profili e Piani di Salute):
 la programmazione partecipata
          sul territorio




        Dipartimento Politiche Sociali
    Il concetto di SALUTE
La salute è definita nella Costituzione dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità come "stato di completo benessere fisico,
psichico e sociale e non semplice assenza di malattia“. Viene
considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri
diritti fondamentali che spettano alle persone. Questo principio
assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno al di
là della semplice gestione di un sistema sanitario. Essi devono
farsi carico di individuare e cercare la modifica di quei fattori che
influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al
contempo quelli favorevoli.
Il carattere "utopistico" di tale definizione è molto chiaro e
condivisibile in quanto descrive una situazione di completa
soddisfazione e felicità che forse non può essere mai raggiunta,
ciononostante costituisce un punto di riferimento verso il quale
orientare i propri sforzi.
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      Cosa sono i PePS…
Il profilo e piano di salute, PEPS, è lo strumento con cui la
comunità locale, a livello distrettuale, definisce il proprio
profilo di salute, individua gli obiettivi di salute e produce
linee di indirizzo volte ad orientare le politiche del territorio.
Il PEPS, previsto all’articolo 14 della Legge regionale n. 18
del 6 agosto 2007 “Norme per la programmazione
sociosanitaria e il riassetto del servizio sanitario
regionale”:
a) definisce gli obiettivi prioritari di salute e benessere;
b) identifica tutti i soggetti coinvolti, i rispettivi ruoli e i
contributi specifici;
c) attiva gli strumenti di valutazione del raggiungimento degli
obiettivi.
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       Profilo di salute
Il “Profilo di salute” di un distretto e della
relativa popolazione rappresenta una
descrizione qualitativa e quantitativa delle
prospettive positive di salute, ma anche dei
fattori negativi di criticità e/o di danno,
finalizzata all’ informazione e comunica-
zione partecipata in vista di una iniziale
selezione di priorità.

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         Piano di salute
Il “Piano di salute” è l’elaborazione ponderata e
mirata di una “terapia” partecipata di comunità,
volta a produrre una selezione partecipata delle
priorità, a valutare l’impatto degli interventi
progettati per governare i danni conclamati,
ridurre o rimuovere i determinanti negativi,
promuovere e diffondere i determinanti positivi.
Individuare quindi obiettivi concreti e sostenibili di
sviluppo corroborato da valutazioni sociali,
economiche, etiche ed ambientali, razionalmente
e scientificamente fondate.
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   Perché ci riguardano?
Il quarto comma dell’articolo 14 della L.r. 18/ 2007 recita:
“Il Comitato dei sindaci, sentiti i soggetti interessati e previa
concertazione con i soggetti di cui all' articolo 10,
comma 1, predispone il PEPS e lo approva a maggioranza.”

Il primo comma dell’articolo 10, a sua volta:
“La Regione prevede, nella fase di elaborazione degli atti di
programmazione, la partecipazione degli utenti, delle
organizzazioni sindacali, delle organizzazioni di
volontariato, delle associazioni di tutela e di promozione
sociale, della cooperazione sociale e degli altri soggetti del
terzo settore al processo di programmazione socio-sanitaria
in ambito regionale e locale…”
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      Cosa sono i PePS…
Con la definizione dei PePS, e successivamente con la
realizzazione e l’aggiornamento degli stessi, si attua un
percorso a forte connotazione federalista.

La comunità locale del territorio coincidente con il Distretto
sociosanitario, tramite i propri sindaci, il sindacato e tutte le
articolazioni della società civile che saranno coinvolte, valuta
le condizioni che ne permettono l’agio ed il benessere in
termini di salute, sociali, economici ed ambientali.

Identificare tali condizioni (determinanti positivi) consente di
salvaguardarle e promuoverne il potenziamento e
l’estensione.
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      Cosa sono i PePS…
Analogamente vanno identificate le condizioni che, nel
territorio considerato, causano disagio in termini di salute e
sociali. I costi di tale disagio sono individuali/familiari per chi
ne sia afflitto, ma pure economici riferiti all’intera comunità.
Esempio efficace sono gli incidenti stradali…

Identificare tali condizioni (determinanti negativi) consente di
definire le priorità di intervento, sulla base dell’incidenza e
degli oneri finanziari collegati.

Il processo può funzionare se si mantiene uno stretto
rapporto tra obiettivi e mezzi, nonché se si evita l’incremento
dell’offerta di servizi fine a se stessa.
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      Cosa sono i PePS…
Il processo di costruzione dei PEPS, per la sua natura
    sperimentale, potrà esser oggetto di integrazioni e/o
    adattamenti, rispetto alle linee guida della DGR. n. 3-
    9978.
L’individuazione dei determinanti e la scelta delle priorità
    devono seguire due filoni di intervento:
1. quello a prevalente connotazione politica, di orientamento
    di tutte le politiche territoriali alla tutela e promozione della
    salute e del benessere (VIS);
2. quello, più specifico e delimitato, del governo e della
    configurazione dei servizi sociosanitari (VISS).
La costruzione del Piano di Salute, al termine del percorso,
    dovrà poi integrarli e sintetizzarli.
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        Chi ha la titolarità
           dei PePS…
È il Sindaco che rappresenta l’autorità sanitaria locale ed è
   chiamato ad esercitare questa responsabilità in modo
   collegiale nella dimensione del Distretto, attraverso il
   Comitato dei Sindaci del Distretto (Comitati dei Presidenti
   di circoscrizione per le aree metropolitane). Il Comitato dei
   sindaci di distretto, come previsto all’articolo 8 della legge
   regionale 18/2007 è composto dai sindaci dei Comuni
   compresi nell’ambito territoriale del distretto e vi
   partecipano, con diritto di voto, i presidenti delle province
   (ovvero, per le aziende sanitarie torinesi, il sindaco della
   città di Torino nella sua qualità di presidente della
   conferenza dei presidenti di circoscrizione) ed il
   presidente dell’ente gestore dei servizi sociali.
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        Chi ha la titolarità
           dei PePS…
Il Distretto è la sede territoriale adeguata, tanto per il
    congruo bacino d’utenza, quanto per una appropriata
    valutazione di efficacia della rete socio-sanitaria.
Spetta alle amministrazioni locali del Distretto garantire
    che:
• il PePS sia armonizzato con gli altri livelli di
    programmazione territoriale (Piano attuativo locale con le
    Aziende Sanitarie competenti, Piano di zona con gli Enti
    Gestori, Programma delle attività territoriali);
• vengano messe in opera le azioni previste dal PePS;
    vengano facilitate e monitorate le azioni previste dal PePS
    per quanto di competenza degli altri soggetti che insistono
    sul Comune.                                                   11
        Chi ha la titolarità
           dei PePS…
I Sindaci e le amministrazione comunali esercitano questo
   ruolo con la necessaria flessibilità, garanzia di
   appropriatezza ed efficacia favorendo le forme di
   partecipazione ritenute più appropriate e sostenibili da
   parte della comunità locale, in vista del comune e
   consensuale raggiungimento degli obiettivi di salute
   definiti dal PePS.

Il Comitato dei Sindaci del Distretto adeguatamente
    supportato da operatori professionali, avvia la costituzione
    dei Laboratori territoriali (LLS) entro il 31 dicembre 2008.
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    Laboratori territoriali (LLS)
Il Comitato dei Sindaci del Distretto dirige, orienta e
    finalizza i lavori del LLS, primo ambito di elaborazione,
    curando e promuovendo:

•   iniziative informative/formative per sensibilizzare al nuovo
    compito e alla nuova opportunità sociale;
•   una minima formalizzazione del piano di lavoro per la
    definizione dei Profili di salute e di criteri di giudizio
    sull’evoluzione del processo;
•   un piano operativo concreto per l’utilizzo dei patrimoni
    informativi locali formali ed informali;



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    Laboratori territoriali (LLS)
•   una minima formalizzazione argomentata di criteri di
    interpretazione dei dati informativi costruiti e validati per i
    profili di salute, con particolare attenzione e riferimento ai
    determinanti negativi e positivi di salute;
•   una minima formalizzazione argomentata di criteri
    ragionevoli, sensati e validati di ordinamento delle priorità;
•   l’esame critico dell’impatto diretto o indiretto sulla salute del
    complesso delle politiche territoriali (Valutazione d’Impatto
    sulla Salute / V. I. S. );
•   l’elaborazione e la negoziazione di uno specifico Piano per
    la Salute sussidiariamente concordato e verificato con le
    altre istituzioni pubbliche e sociali
•   Il monitoraggio periodico degli indicatori di processo e di
    esito del Piano di salute
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   Laboratori territoriali (LLS)
I Laboratori territoriali (LLS) dovranno disporre di riferimenti
   logistici, risorse organizzative, tecnico-professionali e
   finanziarie. Sono una forma organizzativa funzionale a
   connotazione aperta e flessibile, bilanciata tra istituzioni,
   società civile organizzata e soggetti professionali, al fine di
   evitare asimmetriche derive tecnocratiche.
Saranno prioritariamente assistiti e supportati dal contributo
   tecnico dei soggetti professionali della pubblica
   amministrazione:         le ASL, gli Enti gestori delle
   prestazioni sociali e, a seguire, con livelli variamente
   modulati di intensità, di specificità (e di autonomia) ARESS,
   ARPA, IRES, CSI, ASO, la rete dei Servizi di
   Epidemiologia, il Centro Regionale di Documentazione per
   la salute, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, i Presidi
   multizonali di profilassi e polizia veterinaria, le Università,
   …
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                   I facilitatori
Per agevolare e concretizzare il complesso lavoro che deve
    essere svolto nell’ambito dei laboratori territoriali, verranno
    individuati dei professionisti delle ASL e degli Enti Gestori
    chiamati a svolgere il ruolo di facilitatori nella costruzione
    sociale dei PePS.
Il programma di formazione dei facilitatori dovrà concludere la
    sua fase iniziale entro la primavera 2009 per trasformarsi in
    un programma strutturato di revisione delle principali
    criticità di funzionamento emergenti dal sistema di
    monitoraggio.
Il Centro Regionale di Documentazione per la Salute e la Rete
    regionale di Epidemiologia sono chiamati, tra l’altro, ad
    assicurare momenti specifici e mirati di assistenza nel
    processo di formazione dei facilitatori stessi.

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           Le fonti informative
Diverse ed ampie sono le fonti di informazione dalle quali
  attingere per delineare il quadro più completo possibile dei
  determinanti di salute, positivi e negativi, sul territorio
  distrettuale.
Le linee-guida, a puro titolo di esempio, ne citano alcuni:
•   Rete per la Salute (RS): Strumento informativo previsto
    dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità),
    realizzato in Piemonte dalla Regione, dal Cipes e dal CSI,
    reperibile sul sito internet
    http://www.ruparpiemonte.it/servizi_intranet/profili_salute/.
    Pur non ancora completo, ha lo scopo di rendere fruibili gli
    indicatori fondamentali. Comprende diversi sottosistemi
    volutamente non ristretti al dominio sanitario

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            Le fonti informative
•   La “Rete delle Conoscenze”, servizio nato per valorizzare e
    sfruttare a pieno il patrimonio informativo regionale (dati,
    misure ed indicatori), al fine di rendere disponibili strumenti
    statistico-decisionali agli enti locali piemontesi, disponibile
    su internet al sito:
    http://www.regione.piemonte.it/innovazione/innovazione/ict-
    information-communication-technology/la-diffusione-del-
    patrimonio-informativo/la-rete-delle-conoscenze.html
•   Archivi centrali o locali, banche dati specifiche / dedicate e
    settoriali attivabili, integrabili e valorizzabili.
•   Atlanti, relazioni, indagini ad hoc e qualsiasi altro strumento
    descrittivo quantitativo e/o qualitativo utile alla descrizione
    antropologica, sociologica, sanitaria ed epidemiologica del
    sistema.
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        Gli ambiti di intervento
La Risoluzione “Salute in Tutte le Politiche”, approvata il 18-
   12-2007, durante la Sessione della Conferenza Europea delle
   delegazioni ministeriali dei Ministeri della salute dei 27 Stati
   Membri della U.E., impegna ad influenzare in modo efficace i
   fattori determinanti della salute, riaffermando il proprio
   impegno per le strategie dell’UE e per le politiche sul controllo
   del tabacco, sulla nutrizione e sull’attività fisica, sui danni
   legati all’alcool, sulla dipendenza da droga, sulla salute
   mentale, sulla salute sul lavoro e sicurezza, sulla salute e
   ambiente, sulla salute ed emigrazione,
   sull’invecchiamento, sulla prevenzione degli incidenti e
   degli infortuni e le tematiche relative alla salute sessuale.
A questi si aggiungano, a titolo esemplificativo: dotazione
   genetica, età, genere, povertà, occupazione, esclusione
   sociale, ambiente sociale e culturale, educazione, famiglia,
   aria, acqua, alimenti, rifiuti, rumore, abitazione, clima, farmaci,
   trasporti,…
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        Le politiche interessate
Tutte le politiche del territorio possono concorrere alla
  promozione della salute ed in questo senso nessun ambito
  delle politiche locali dovrebbe essere escluso dalla
  revisione circa il loro impatto attuale o potenziale sulla
  salute. Al di là delle denominazioni utilizzate nelle singole
  amministrazioni in base alla distribuzione delle deleghe, gli
  ambiti e i settori di politiche che andrebbero presi in
  considerazione sono i seguenti:
•   Politiche sociali e di welfare - Infanzia e sviluppo - Istruzione -
    Famiglia - Lavoro - Povertà e assistenza - Immigrazione - Sanità
    – Cultura - Politiche economiche - Sviluppo - Economia –
    Finanza - Pensioni – Agricoltura - Commercio – Turismo -
    Politiche del territorio – Ambiente - Trasporti - Clima - Energia –
    Rifiuti – Urbanistica – Casa – Sicurezza - Politiche dei diritti -
    Genere – Sindacalizzazione - Invecchiamento - Partecipazione -
    Volontariato e sussidiarietà
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     La predisposizione del PePS
      deve essere articolata nelle
     seguenti fasi metodologiche:
1.   avvio della costituzione del LLS entro il 31 dicembre 2008;
2.   delineazione di una prima traccia di documento di Profilo di Salute e
     successiva approvazione da parte del Comitato di Distretto, con una
     prima scelta di priorità, entro il 30 settembre 2009;
3.   presentazione pubblica alla comunità distrettuale del documento di
     Piano di Salute, con l’argomentazione delle scelte di priorità, entro il
     31 ottobre 2009;
4.   formulazione e formalizzazione della scelta delle soluzioni prioritarie
     progettate, programmate e definitivamente condivise, entro il 31
     dicembre 2009;
5.   disponibilità definitiva di un documento di registrazione /
     comunicazione degli impegni assunti dalle amministrazioni comunali
     del Distretto, dalle agenzie locali e dagli altri attori partecipanti al
     LLS, in primis l’ASL, l’ASO e Enti gestori / CSA, entro il 30 giugno
     2010.
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 La predisposizione del PePS
Ai fini della piena integrazione tra gli strumenti di
    programmazione locale, è necessario operare dando
    unicità e unitarietà al processo programmatorio locale,
    realizzando attraverso il PePS il quadro di riferimento da
    cui possono efficacemente discendere due strumenti di
    programmazione operativa di distretto, costituiti dal
    Programma di attività distrettuale e dal Piano di zona.
Il primo, articolazione del Piano attuativo locale, fa conseguire
    all’analisi dei determinanti prioritari definiti nei PePS gli
    interventi distrettuali di natura sanitaria necessari per
    affrontarli; il Piano di zona costituisce lo strumento che
    fissa le strategie di risposta dei servizi sociali e sanitari, e la
    sede per la definizione degli interventi congiunti e delle
    azioni comuni di integrazione – anche produttiva – socio-
    sanitaria, da indicare nell’accordo di programma relativo.
                                                                     22
                 Glossario
I PEPS ed i relativi provvedimenti utilizzano sigle ed acronimi
che, per comodità, qui brevemente si riportano:

•PEPS: Profili e Piani di Salute. Le relative linee guida sono
state licenziate con DGR. n. 3-9978 del 5 novembre 2008
GIA: Gruppo composto da diversi Assessorati regionali per
coordinare e valutare specifiche politiche settoriali
•HPH: Promozione ospedaliera della salute (Health
Promoting Hospital)
•LEA: Livelli Essenziali di Assistenza
•LLS: Laboratori territoriali, prima sede in cui si affrontano le
materie relative ai PEPS
•OMS: Organizzazione Mondiale della Salute
                                                                    23
                   Glossario
•PAL: Piani Attuativi Locali, strumento con il quale le ASL
programmano le attività da svolgere recependo quanto
previsto dai PEPS di distretto e dai piani di zona
•PPA: Piani di Prevenzione Attiva
•PSSR: Piano SocioSanitario Regionale vigente (2007/2010)
•RS: Rete per la Salute. Strumento informativo previsto
dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), realizzato
in Piemonte dalla Regione, dal Cipes e dal CSI, reperibile sul
sito internet http://www.ruparpiemonte.it/servizi_intranet/profili_salute/
•VIS: Valutazione dell’Impatto sulla Salute
•VISS: Valutazione dell’Impatto sul Sistema Sanitario
(rispetto al VIS è volto alle procedure più che agli obiettivi)

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