TIPOLOGIE DI LAVORO FLESSIBILE

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TIPOLOGIE DI LAVORO FLESSIBILE Powered By Docstoc
					          La Costituzione Italiana
      La Costituzione della Repubblica italiana è la legge
                   fondamentale dello Stato

In essa



    Sono espressi
       i valori          Sono dettati i
      essenziali            principi              Vengono
         della           basilari per la          esplicitati
    nostra società      convivenza civile    i diritti e i doveri
                                                dei cittadini



  Il Lavoro è trattato in maniera ampia dalla Costituzione
       Il lavoro nella costituzione
Articolo 1:
     “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”


                             Strumento di elevazione
                              individuale e collettivo



      Mezzo attraverso
                                                         Diritto e dovere
   il quale raggiungere            il lavoro è            del cittadino
la libertà e l’eguaglianza




                   Democrazia, Libertà e Uguaglianza
                          Il Titolo III
  Nel Titolo III la Costituzione fa specifico riferimento al lavoro
subordinato con il fine di perseguire l’equilibrio nei rapporti sociali


       Basandosi sull’assunto che il lavoratore è un soggetto
               contrattuale debole, la Costituzione


     Sancisce alcuni                         Riconosce la libertà di
   diritti fondamentali                    associazionismo sindacale
                                             ed il diritto di sciopero

Una prima serie di articoli               Una seconda serie di articoli


   Tutela il lavoratore                         Tutela i lavoratori
      come singolo                               come collettività
          I diritti fondamentali dei
                    lavoratori:
Articolo 36:

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e
qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla
famiglia un’esistenza libera e dignitosa”
Rinvia inoltre alla legge il compito di stabilire la durata massima della
giornata lavorativa, ed afferma il diritto irrinunciabile al riposo
settimanale ed alle ferie annuali retribuite


Articolo 37:
 Parità uomo-donna e maternità


Articolo 35:

 La Repubblica “cura la formazione e l’elevazione professionale dei
 lavoratori”
                   I diritti sindacali:

Articolo 39:
 Riconosce la libertà di associazione sindacale e delinea il percorso per la
 stipula del contratto collettivo applicabile a tutti i lavoratori di categoria


Articolo 40:
 Riconosce il diritto di sciopero
          La democrazia sociale
   Infine, la nostra Costituzione fonda la Repubblica su un
  concetto di democrazia sociale, in cui il lavoro occupa una
                       funzione centrale

         Le garanzie di                     Libera iniziativa
        tutela del lavoro                  economica privata



    Articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può
svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno
alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i
    programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica
    pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini
                                  sociali”
   TIPOLOGIE DI
LAVORO FLESSIBILE
    Lavoro a tempo determinato
       Lavoro somministrato
           Apprendistato
         Lavoro a progetto
   Lavoro occasionale accessorio
 Cenni ad altre tipologie contrattuali
Schema contrattuale tradizionale di
 lavoro dipendente (lavoro “tipico”)

           LAVORO SUBORDINATO
          A TEMPO INDETERMINATO
             (ED A TEMPO PIENO)

Art. 2094 del Codice civile:
“Prestatore di lavoro subordinato”
E’ prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante
   retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio
   lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la
   direzione dell’imprenditore.
         Tipologie contrattuali di lavori
            flessibili (lavori “atipici”)
Tipologie rientranti               Tipologie di lavoro
  nell’area del lavoro               autonomo
  subordinato                      • Lavoro a progetto
                                   • Collaborazione coordinata e
                                     continuativa (in linea di
   Lavoro a tempo determinato       massima sostituita dal lavoro
   Somministrazione di lavoro a     a progetto)
    tempo determinato              • Lavoro occasionale accessorio
   Somministrazione di lavoro a
    tempo indeterminato            Lavoro in associazione
   Lavoro a tempo parziale        • Soci di cooperativa
   Contratti di inserimento       • Associazione in partecipazione
   Lavoro intermittente (c.d.
    Job on call)                   Forme non costituenti
                                     contratti di lavoro
   Lavoro ripartito (c.d. Job
    sharing)                       • Tirocinio formativo e di
                                     orientamento
   Apprendistato
Tipologie rientranti nell’area
   del lavoro subordinato
  Il contratto a tempo determinato

DEFINIZIONE
   Il contratto di lavoro a tempo determinato è un
   contratto di lavoro subordinato caratterizzato
   dall’apposizione della clausola del termine, con la
   quale viene fissata preventivamente la scadenza del
   rapporto lavorativo.


FONTE NORMATIVA
Decreto legislativo n° 368 del 2001, attuativo della
direttiva CE 1999/70.
     Requisiti del contratto a tempo
               determinato

Requisito sostanziale
Sussistenza di ragioni di carattere tecnico,
 produttivo, organizzativo o sostitutivo.

Requisito formale
Sussistenza della forma scritta, con specifica
 indicazione delle “ragioni aziendali”.
                Ipotesi in cui è ammesso il
         ricorso al contratto a tempo determinato
   Nelle attività stagionali: cioè per quelle attività che si
    concentrano in un determinato periodo dell'anno (ad esempio si
    pensi alle terme che sono aperte in determinati periodi dell'anno
    nei quali si fa ricorso a personale con contratto a termine, mentre
    negli altri periodi resta in forza solo il personale a tempo
    indeterminato, oppure per la raccolta di frutta e verdura, oppure
    per la raccolta e spremitura delle olive…)
   Nelle punte stagionali: cioè quando è necessario personale che
    vada in aiuto al normale personale organico a causa
    dell'intensificazione dell'attività lavorativa (ad esempio nel periodo
    natalizio)
   Nei servizi di trasporto aereo ed aeroportuali: cioè quando è
    necessario personale che vada in aiuto al normale personale
    organico a causa dell'intensificazione dell'attività lavorativa (ad
    esempio nel periodo natalizio), per la sostituzione di lavoratori
    assenti per i quali sussiste il diritto alla conservazione del posto di
    lavoro, indicando nel contratto il nome della persona sostituita e la
    causale dell'assenza (ad esempio in sostituzione di Tizia in
    maternità). In genere non si ritiene possibile la sostituzione dei
    lavoratori assenti per ferie
                             oppure …

   Quando l'assunzione abbia luogo per l'esecuzione di un'opera o di
    un servizio definiti e predeterminati nel tempo aventi carattere
    straordinario ed occasionale
   Nelle scritture del personale artistico e tecnico della
    produzione di spettacoli (ad esempio il costumista per un certo
    spettacolo di rievocazione storica, orchestrali…)
   Nelle ipotesi previste dai contratti collettivi
   Per i lavoratori posti in mobilità e iscritti nelle relative liste per
    una durata massima di 12 mesi
   Nei settori del turismo e dei pubblici esercizi per l'esecuzione
    di speciali servizi di durata non superiore ad un giorno,
    determinata dai contratti collettivi (ad esempio il sabato e la
    domenica molti ristoranti operano con camerieri occasionali, come
    studenti)
                      Divieti
Non si può ricorrere al lavoro a tempo
  determinato:
   per sostituire lavoratori in sciopero
   quando l’azienda nei 6 mesi precedenti abbia
    proceduto a licenziamenti collettivi (salva diversa
    disposizione degli accordi sindacali)
   presso aziende nelle quali sia operante una
    sospensione dei rapporti o una riduzione
    dell’orario
   da parte delle aziende che non abbiano effettuato
    la valutazione dei rischi, ai sensi del d.lgs. del
    1994, n° 626 (legge sulla sicurezza)
            Disciplina del rapporto
Principio generale della parità di
 trattamento
Il lavoratore a termine quindi ha diritto a:
 ferie;

 gratifica natalizia o tredicesima mensilità;

 trattamento di fine rapporto;

 ogni altro trattamento in atto nell'impresa per i

   lavoratori assunti con contratto a tempo
   indeterminato comparabili, in proporzione al
   periodo lavorativo prestato a meno che non sia
   obiettivamente incompatibile con la natura del
  contratto a termine.
        Cessazione del rapporto


Il rapporto può cessare:
 per scadenza del termine;

 per recesso di una delle due parti;

 per scadenza di un termine illegittimo.
Proroga, prosecuzione del rapporto e successioni di
                    contratti
Proroga:
    Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato con il
    consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia
    inferiore a tre anni.
    In questi casi la proroga è ammessa una sola volta e a condizione che sia
    richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la
    quale il contratto e' stato stipulato a tempo determinato.
    Con esclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessiva del rapporto a
    termine non potrà essere superiore ai tre anni.

Prosecuzione del rapporto oltre il termine:
   il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione
    della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20%
    fino al 10° giorno successivo, al 40% per ciascun giorno ulteriore;
   oltre il 20° giorno in caso di contratto di durata inferiore a 6 mesi,
    ovvero oltre il 30° giorno negli altri casi, il contratto si considera a
    tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.

Successioni:
    Qualora per effetto di successione di due più contratti a termine per lo
    svolgimento di mansioni equivalenti presso lo stesso datore di lavoro, il
    rapporto supera complessivamente i 36 mesi comprensivi di proroghe e
    rinnovi (indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto a
    termine ed un altro) allora il rapporto di lavoro si considera a tempo
    indeterminato.
     E’ però possibile che tra le stesse parti, tra le quali è già intervenuto un
     contratto a termine (anche prorogato o rinnovato) di durata pari a 36 mesi,
     si possa stipulare un nuovo contratto a termine se:
   tale stipula avviene presso la Direzione Provinciale del Lavoro
    competente per territorio;
   se il lavoratore è assistito da un rappresentante delle
    organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a
    livello nazionale cui il lavoratore sia iscritto o abbia conferito
    mandato.
   Eccezioni:
     Le limitazioni inerenti il limite massimo di 36 mesi non trovano
     applicazione per le seguenti tipologie di contratti di lavoro:
    - attività stagionali (anche individuate dai contratti collettivi
     nazionali);
     - contratti d’inserimento;
     - contratti stipulati ai sensi dell’art. 8 della l. n. 223/1991 con lavoratori
     iscritti nelle liste di mobilità;
     - rapporti di lavoro dei dirigenti;
     - rapporti di lavoro a termine tra Agenzia di somministrazione e
     lavoratore.
Le novità del Collegato lavoro (Legge n. 183/2010)
   D’ora in avanti, chiunque intenda contestare la legittimità del
    termine apposto al proprio contratto di lavoro è tenuto ad
    impugnarlo entro 60 giorni dalla scadenza del contratto, a
    pena di decadenza diritto ad agire in giudizio.

    Pertanto, tutti i lavoratori assunti a tempo determinato dovranno
    impugnare la clausola di apposizione del termine entro e non oltre
    60 giorni dalla scadenza (o dalla data di entrata in vigore della
    legge per i contratti già scaduti).
    Nei 270 giorni successivi all’impugnazione, deve essere depositato
    il ricorso avanti il Giudice del Lavoro. Inoltre, in caso di
    dichiarazione giudiziale di illegittimità di tale contratto, al
    lavoratore spetterà ancora la conversione del rapporto in contratto
    di lavoro a tempo indeterminato, ma non spetteranno più tutte le
    retribuzioni dalla data di estromissione dall’azienda a quella di
    riammissione in servizio, bensì soltanto un’indennità
    forfettariamente determinata tra un minimo di 2,5 mensilità ed un
    massimo di 12 mensilità.
                Consigli ai
    lavoratori con contratto a termine

   Conservare ordinatamente la lettera di
    assunzione, le buste paga e tutte le
    comunicazioni dell’azienda.

   Annotare le attività di addestramento e di
    formazione per la sicurezza svolte in aula, in
    colloqui con i responsabili e sul lavoro.

   Annotare gli eventuali casi di attività lavorativa
    differente da quella prevista sulla lettera di
    assunzione per mansioni e/o per tipo di
    produzione.
    LA SOMMINISTRAZIONE DI
           LAVORO
DEFINIZIONE

    Il lavoro somministrato (ex lavoro interinale) è un
    contratto in base al quale l'impresa (utilizzatrice)
    può richiedere manodopera ad agenzie o
    intermediari specializzati (somministratori), a
    tempo determinato o indeterminato.
   Fa eccezione la pubblica amministrazione, che
    può stipulare contratti di somministrazione
    unicamente a tempo determinato.
                      2 contratti?...
   La somministrazione di lavoro, pertanto, si realizza
    mediante la stipulazione di due contratti, distinti ed allo
    stesso tempo tra loro collegati:
    il contratto di somministrazione di lavoro, concluso tra
    somministratore e utilizzatore, ed il contratto di lavoro
    concluso tra somministratore e lavoratore.

   Il contratto di somministrazione tra utilizzatore e somministratore
    può essere stipulato sia a tempo determinato sia a tempo
    indeterminato.
   Il contratto di lavoro tra somministratore e lavoratore può essere
    stipulato solo a tempo determinato.
                    Destinatari
   Contratto tra somministratore e
    utilizzatore:la legge non pone limiti per la
    stipulazione del contratto da parte
    dell'utilizzatore. La pubblica amministrazione può
    stipulare soltanto contratti di somministrazione a
    tempo determinato. Il somministratore invece
    deve essere un'Agenzia per il lavoro debitamente
    autorizzata allo svolgimento dell'attività di
    somministrazione e iscritta nell'apposita sezione
    dell'Albo informatico;
   Contratto tra somministratore e lavoratore:
    il contratto di lavoro può essere stipulato da tutti
    i lavoratori
             Quando si può ricorrere ad un contratto di
                        somministrazione
A tempo indeterminato:                               A tempo determinato:
-   servizi di consulenza e assistenza nel settore      per far fronte a esigenze di carattere
    informatico;                                         tecnico, produttivo, organizzativo o
-   servizi di pulizia, custodia, portineria;            sostitutivo, anche se riferibili
-   servizi di trasporto di persone e                    all'ordinaria attività dell'utilizzatore
    movimentazione di macchinari e merci;                (art. 20, decreto legislativo n.
-   gestione di biblioteche, parchi, musei,              276/2003);
    archivi, magazzini e servizi di economato;
                                                        per le "esigenze temporanee"
-   attività di consulenza direzionale, assistenza
    alla certificazione, programmazione delle
                                                         indicate dalle clausole dei contratti
    risorse, sviluppo organizzativo e                    collettivi che avranno efficacia fino
    cambiamento, gestione del personale, ricerca         alla loro naturale scadenza (art. 86,
    e selezione del personale;                           decreto legislativo n. 276/2003).
-   attività di marketing, analisi di mercato,
    organizzazione della funzione commerciale;           N.B. Il contratto di lavoro a tempo
-   gestione di call-center;                             determinato può essere prorogato,
-   in tutti gli altri casi previsti dai contratti       con il consenso del lavoratore e per
    collettivi di lavoro nazionali o territoriali        atto scritto, nei casi e per la durata
    stipulati da associazioni comparativamente
                                                         prevista dal contratto collettivo
    più rappresentative dei lavoratori e datori di
    lavoro.                                              applicato dal somministratore.
                     Requisiti
   Il contratto tra utilizzatore e somministratore
    deve avere forma scritta e contenere alcune
    specifiche indicazioni.

   Non sono previsti requisiti specifici per il
    contratto di lavoro che lega il somministratore e il
    lavoratore: la forma deve essere quella prevista
    per la tipologia contrattuale applicata.
     Trattamento economico e normativo

   I lavoratori dipendenti dal somministratore hanno
    diritto alla parità di trattamento economico e
    normativo rispetto ai dipendenti di pari livello
    dell'utilizzatore, a parità di mansioni svolte.

   L'utilizzatore è obbligato in solido con il
    somministratore a corrispondere ai lavoratori i
    trattamenti retributivi e i contributi previdenziali:
    pertanto se il somministratore non dovesse
    versare il dovuto al lavoratore questo può
    richiederlo all'utilizzatore, che è obbligato a
    corrisponderlo.
                              Segue…
   In caso di contratto di lavoro           In caso di contratto di lavoro
    a tempo indeterminato:                    a tempo determinato:
     è previsto da parte del                 si applicano, in quanto compatibili, le
    somministratore il pagamento di           disposizioni del contratto a termine
    un'indennità,quando il                    (decreto legislativo n. 368/2001),
    prestatore non opera presso               con alcune differenze:
    terzi utilizzatori, la cui misura        il somministratore può concludere più
    viene determinata dal contratto           contratti a termine con il lavoratore
                                              senza il rispetto di alcun intervallo di
    collettivo di riferimento e non           tempo;
    può essere inferiore alla misura
                                             gli obblighi di informazione e
    di 350 euro mensili, secondo              formazione hanno una disciplina
    quanto previsto da decreto del            specifica per la somministrazione: è
    Ministro del lavoro e delle               nulla ogni clausola che possa
    politiche sociali. Il contratto di        limitare, anche indirettamente, la
    lavoro a tempo indeterminato è            facoltà dell'utilizzatore di assumere il
    soggetto alla disciplina generale         lavoratore al termine del contratto di
    dei rapporti di lavoro prevista           somministrazione (MA: il divieto può
                                              essere derogato a fronte di una
    dal codice civile e dalle leggi
                                              congrua indennità per il lavoratore,
    speciali.                                 secondo quanto previsto dal
                                              contratto collettivo applicabile al
                                              somministratore)
      Il contratto di apprendistato

   Nozione
      L'apprendistato è un contratto a contenuto
    formativo, in cui il datore di lavoro si obbliga nei
    confronti del lavoratore non solo al pagamento
    della retribuzione per l'attività svolta ma anche a
    garantire all'apprendista una formazione
    professionale.


   FONTE NORMATIVA
Legge 19 gennaio 1955 n. 25
Decreto legislativo n° 276 del 2003.
        Le 3 Tipologie di apprendistato
1. Apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere
   di istruzione e formazione, che consente di conseguire
   una qualifica professionale e favorire l'entrata nel mondo
   del lavoro dei più giovani;

2. Apprendistato professionalizzante, che consente di
   ottenere una qualifica attraverso una formazione sul lavoro
   e un apprendimento tecnico-professionale;

3. Apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per
   percorsi di alta formazione, che consente di conseguire
   un titolo di studio di livello secondario, universitario o di
   alta formazione e per la specializzazione tecnica superiore.

La regolamentazione del rapporto di lavoro è sostanzialmente
   coincidente per tutti i tipi di apprendistato, mentre variano
   sensibilmente i percorsi formativi previsti per le tre tipologie
   contrattuali.
                 Destinatari

   Apprendistato per il diritto-dovere di
    formazione: giovani e adolescenti tra i 15
    e i 18 anni che abbiano adempiuto
    all’obbligo scolastico;
   Apprendistato professionalizzante e
    Apprendistato per l'acquisizione di un
    diploma o per percorsi di alta formazione:
    giovani tra i 18 e i 29 anni e diciassettenni
    già in possesso di una qualifica
    professionale.
        Limiti all’utilizzo del contratto di
                   apprendistato

   Il numero complessivo di apprendisti assunti non
    può superare del 100% il numero del personale
    qualificato e specializzato già in servizio presso il
    datore di lavoro.
   I datori che non hanno alle proprie dipendenze
    lavoratori qualificati o specializzati (o ne hanno
    meno di tre), possono assumere fino a tre
    apprendisti.
   Alle imprese artigiane si applicano limiti diversi
    (Legge 443/1985, artt. 4).
                             Durata
   L'apprendistato per il diritto-dovere di formazione ha
    una durata massima di 3 anni, determinata in base alla
    qualifica da conseguire, al titolo di studio, ai crediti
    professionali e formativi acquisiti, nonché al bilancio delle
    competenze realizzato dai servizi pubblici per l'impiego o dai
    soggetti privati accreditati.
   L'apprendistato professionalizzante ha una durata
    massima di 6 anni, in base a quanto stabilito dalla
    contrattazione collettiva.
    Il testo originario del d.lgs. n. 276/2003 prevedeva per
    l’apprendistato professionalizzante anche una durata minima di
    due anni.
   La durata dell'apprendistato per l'acquisizione di un
    diploma o per percorsi di alta formazione deve essere
    stabilita, per i soli profili che riguardano la formazione, dalle
    Regioni in accordo con le parti sociali e le istituzioni formative
    coinvolte.
      Norme valide per tutti i tipi di apprendistato

   Il contratto di apprendistato deve essere stipulato in forma
    scritta e indicare le mansioni alle quali l'apprendista è adibito,
    il suo piano formativo e la qualifica che conseguirà al
    termine del rapporto di lavoro.
   Il compenso dell'apprendista non può essere stabilito in base a
    tariffe di cottimo e il suo inquadramento non può essere
    inferiore per più di 2 livelli rispetto a quello previsto dal
    contratto per i lavoratori che svolgono la stessa mansione o
    funzione.
   La qualifica professionale conseguita attraverso uno
    qualsiasi dei tre contratti di apprendistato costituisce credito
    formativo per il proseguimento nei percorsi di istruzione e
    formazione professionale.
   Il datore di lavoro non può recedere dal contratto di
    apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato
    motivo, può però chiudere il rapporto di lavoro al termine del
    periodo di apprendistato.
Aspetti previdenziali ed assistenziali
   Nonostante i contributi ridotti, l’apprendista non
    subisce pregiudizi in ambito previdenziale.
   Vi sono, invece, carenze in ambito assistenziale:
    agli apprendisti non spetta il trattamento di
    disoccupazione, né quello di Cassa Integrazione
    Guadagni (né ordinaria, né straordinaria) e, in
    caso di malattia, gli spetta solo la quota a carico
    delle aziende, mentre l’INPS non eroga alcun
    trattamento.
   A seguito dell’intervento della Corte
    Costituzionale (Corte Cost. 276/88), agli
    apprendisti è stato riconosciuto il diritto al
    congedo di maternità.
     Il contratto di inserimento


Che cos’è:
  è un contratto che mira a inserire (o reinserire)
  nel mercato del lavoro alcune categorie di
  persone, attraverso un progetto individuale di
  adattamento delle competenze professionali del
  singolo a un determinato contesto lavorativo.

FONTE NORMATIVA
Decreto legislativo n. 276 del 2003
                     Destinatari

   giovani di età compresa tra 18 e 29 anni,
   disoccupati di lunga durata tra 29 e 32 anni
   lavoratori con più di 50 anni privi del posto di
    lavoro
   lavoratori che intendono riprendere un'attività e
    che non hanno lavorato per almeno due anni
   donne di qualsiasi età che risiedono in aree
    geografiche in cui il tasso di occupazione
    femminile sia inferiore almeno del 20% a quello
    maschile (oppure quello di disoccupazione
    superiore del 10%)
   persone riconosciute affette da un grave
    handicap fisico, mentale o psichico
                 Durata


da 9 a 18 mesi, (fino a 36 mesi per gli
assunti con grave handicap fisico, mentale
o psichico).

Non può essere rinnovato tra le stesse
parti (ma si può stipulare un nuovo
contratto di inserimento con un diverso
datore di lavoro) e le eventuali proroghe
devono comunque rispettare i limiti
massimi stabiliti (18 o 36 mesi).
                      Caratteristiche

   Non è prevista una percentuale massima di lavoratori che
    possono essere assunti con contratto di inserimento (anche
    se questa potrà essere stabilita dai contratti collettivi
    nazionali, territoriali o aziendali). Il datore di lavoro, per
    poter assumere con questo contratto, deve aver mantenuto
    in servizio almeno il 60% dei lavoratori il cui contratto di
    inserimento sia scaduto nei 18 mesi precedenti.

   Il contratto può essere stipulato per tutte le attività e per
    tutti i settori, esclusa la pubblica amministrazione. Una
    novità decreto legislativo n. 276/2003 sta nell'aver incluso
    tra i soggetti che possono assumere con contratto
    d'inserimento anche i gruppi d’impresa, riconoscendo loro il
    ruolo giuridico di datore di lavoro.
                       Requisiti

   deve avere forma scritta e contenere l'indicazione
    precisa del progetto individuale di inserimento.

   La mancanza di forma scritta comporta la nullità
    del contratto e la trasformazione in un rapporto
    di lavoro a tempo indeterminato.

   La definizione del progetto individuale di
    inserimento deve avvenire con il consenso del
    lavoratore e nel rispetto di quanto stabilito dai
    contratti collettivi nazionali, territoriali o
    aziendali, oppure all'interno di enti bilaterali.
     Trattamento economico e normativo
   Al contratto di inserimento si applicano, per quanto
    compatibili, le previsioni relative ai contratti di lavoro
    subordinato a tempo determinato.
    Il lavoratore assunto con contratto di inserimento può
    essere "sotto inquadrato" cioè può essere inquadrato con
    uno o due livelli (al massimo) inferiori rispetto ad un
    lavoratore già qualificato a parità di mansioni svolte.

   N.B. Il sotto inquadramento non può essere applicato nel
    caso di assunzione di donne residenti in particolari aree
    geografiche (in cui il tasso di occupazione femminile sia
    inferiore almeno del 20% a quello maschile oppure quello di
    disoccupazione superiore del 10%), salvo che ciò non sia
    previsto dal contratto collettivo nazionale o territoriale.

   Al datore di lavoro spettano inoltre degli sgravi economici e
    contributivi per l'assunzione di lavoratori con contratto di
    inserimento.
Altre tipologie di lavoro flessibile
            subordinato
Lavoro intermittente (cd. job on call)
  Il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro e
  aspetta la sua chiamata: la prestazione viene quindi svolta
  in maniera discontinua e la disponibilità del prestatore
  potrebbe essere ricompensata da una sorta di ''indennità di
  disponibilità'' corrisposta dal datore oltre alla retribuzione
  per le ore effettivamente lavorate
Lavoro ripartito (cd. job sharing)
  è un rapporto di lavoro mediante il quale due lavoratori
  assumono in solido l'adempimento di un'unica e identica
  obbligazione lavorativa (in poche parole, si dividono il
  lavoro)
FONTE NORMATIVA
Decreto legislativo n. 276 del 2003
              Il lavoro part time

DEFINIZIONE
  Il contratto di lavoro a tempo parziale,
   comunemente detto part time, è un contratto di
   lavoro subordinato caratterizzato da un orario
   lavorativo ridotto, vale a dire inferiore a quello
   normale, come fissato dai contratti collettivi.


FONTE NORMATIVA
Decreto legislativo del 25 febbraio 2000 n° 61, così
come modificato dal d. lgs. n° 100/2001 e dal d. lgs.
276/2003(Riforma Biagi).
                I tre tipi di part time
Part time orizzontale:
 quando l’orario giornaliero risulta inferiore a quello normale.

Part time verticale:
  quando l’orario giornaliero è uguale a quello normale, ma il
  lavoratore esplica la propria attività per periodi limitati di
  tempo nel corso della settimana, del mese o dell’anno.


Part time misto:
  quando le due precedenti modalità di riduzione dell’orario
  lavorativo si combinano fra loro
            Clausole elastiche o flessibili
Contenuto delle clausole
Le clausole elastiche sono quelle clausole, che attribuiscono al datore di
     lavoro il potere di:
 a) variare unilateralmente la collocazione temporale dell’orario di lavoro,
     inizialmente concordato col lavoratore;
 b) aumentare l’orario complessivo di lavoro, nel caso di part time
     verticale o misto (è quindi escluso tale potere nel part time
     orizzontale).

Limiti alla loro applicazione
Le clausole elastiche possono essere sottoscritte, con specifico patto e con
     l’assistenza di un rappresentante sindacale se richiesta, dal datore e
     dal prestatore di lavoro sia all’atto dell’assunzione sia in un momento
     successivo.
Il datore di lavoro, quando esercita il suo potere di variare in aumento la
     durata della prestazione lavorativa, nonché di modificare la
     collocazione temporale della stessa, deve dare al lavoratore un
     preavviso, fatte salve le intese tra le parti, di almeno due giorni
     lavorativi e deve corrispondere al lavoratore il diritto a specifiche
     compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti
     collettivi.
Le collaborazioni coordinate e
         continuative
            Il lavoro a progetto
Nozione
Il contratto di lavoro a progetto è un contratto di
   collaborazione coordinata e continuativa
   caratterizzato dal fatto di:
 dover essere riconducibile a uno o più progetti

   specifici o programmi di lavoro o fasi di esso;
 essere gestito autonomamente dal collaboratore
   in funzione del risultato, nel rispetto del
   coordinamento con l'organizzazione del
   committente e indipendentemente dal tempo
   impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa.
FONTE NORMATIVA
Decreto legislativo n° 276 del 2003.
               Non può essere utilizzato per:
   rapporti di collaborazione con la pubblica amministrazione;
   agenti e rappresentanti di commercio;
   coloro che esercitano professioni intellettuali per le quali è necessaria
    l'iscrizione a specifici albi professionali (già esistenti al momento
    dell'entrata in vigore del decreto);
   componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società;
   partecipanti a collegi e commissioni (inclusi gli organismi di natura
    tecnica);
   pensionati al raggiungimento del 65° anno di età;
   atleti che svolgono prestazioni sportive in regime di autonomia, anche
    in forma di collaborazione coordinata e continuativa;
   collaborazioni coordinate e continuative di tipo occasionale, ovvero di
    durata non superiore a 30 giorni con un unico committente, e per un
    compenso annuo non superiore a 5.000 euro con lo stesso
    committente;
   rapporti e attività di collaborazione coordinata e continuativa
    comunque resi e utilizzati a fini istituzionali in favore di associazioni e
    società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive
    nazionali e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI
    (Comitato Olimpico Nazionale Italiano).
                           Requisiti
Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma
    scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi:
-   la durata della prestazione di lavoro: deve essere
    determinata (indicata specificamente) o determinabile in quanto
    il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto, il
    programma o la fase di lavoro;
-   l’individuazione e descrizione del contenuto caratterizzante del
    progetto o programma di lavoro, o fase di esso;
-   il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, tempi e
    modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese;
-   le forme di coordinamento tra lavoratore a progetto e
    committente sull'esecuzione (anche temporale) della
    prestazione lavorativa;
-   le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del
    collaboratore a progetto (oltre a quelle previste in applicazione
    delle norme relative all'igiene e sicurezza del lavoratore sul
    luogo di lavoro).
       Cessazione del rapporto di lavoro

   Il contratto termina quando il
    progetto, il programma o la fase
    vengono realizzati.
   Il recesso anticipato può avvenire
    per giusta causa o in base alle
    modalità previste dalle parti nel
    contratto individuale.
           Trattamento economico


   Il compenso deve essere proporzionato
    alla quantità e qualità del lavoro
    eseguito e deve tenere conto dei
    compensi normalmente corrisposti per
    analoghe prestazioni di lavoro
    autonomo nel luogo di esecuzione del
    contratto.
                Malattia e infortunio

   La malattia e l'infortunio del lavoratore
    comportano solo la sospensione del rapporto che
    però non è prorogato e cessa alla scadenza indicata
    nel contratto o alla fine del progetto, programma o
    fase di lavoro.



    Tuttavia il committente può comunque recedere se la
    sospensione si protrae per un periodo superiore a un
    sesto della durata stabilita nel contratto (quando
    determinata) ovvero superiore a 30 giorni per i
    contratti di durata determinabile.
                     Gravidanza

   La gravidanza comporta la sospensione del
    rapporto e la proroga dello stesso per 180
    giorni. La lavoratrice a progetto ha inoltre
    diritto all’indennità di maternità nel caso in
    cui possegga i requisiti contributivi richiesti
    dalla legge.
         Cessazione del rapporto

   Il contratto si conclude al
    raggiungimento del termine finale o
    per il compimento del progetto. E’
    possibile prevedere però una
    risoluzione anticipata, ad esempio
    per giusta causa, in talune ipotesi
    predeterminate nel contratto e con
    diritto al preavviso.
    Criteri di valutazione della “genuinità” del contratto
                          a progetto
   il progetto, programma di lavoro o fase di esso non può
    totalmente coincidere con l’attività principale o accessoria
    dell’impresa e non può limitarsi a descrivere il mero
    svolgimento della normale attività produttiva ne può consistere
    nella semplice elencazione del contenuto tipico delle mansioni
    affidate al collaboratore
   le forme di coordinamento devono essere espressamente
    individuate nell’accordo contrattuale e devono configurare un
    inserimento nel contesto organizzativo tale da non prefigurare
    la subordinazione;
   una prestazione elementare, ripetitiva e predeterminata è
    assai difficilmente compatibile con un’attività di tipo
    progettuale suscettibile di una valutazione in termini di
    risultato;
   il collaboratore non può essere utilizzato per una molteplicità di
    generiche attività estranee al progetto;
                            Segue…

   l’esecuzione delle prestazioni lavorative non può essere
    assoggettata ad uno specifico e serrato controllo sull’attività
    svolta esercitato dal committente, direttamente o per interposta
    persona;
   deve essere assente qualsiasi manifestazione di potere
    disciplinare attuato anche in forma sanzionatoria dallo stesso
    committente;
   la proroga del contratto è possibile solo la dove il risultato
    pattuito non sia stato raggiunto ed il rinnovo sulla base di un
    nuovo progetto.
 Esemplificazione di attività lavorative che non sembrano
adattarsi con lo schema della collaborazione coordinata e
           continuativa nella modalità a progetto
   • addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste,
 elenchi telefonici;
   • addetti alle Agenzie ippiche;
   • addetti alle pulizie;
   • autisti ed autotrasportatori;
   • babysitter e badanti;
   • baristi e camerieri;
   • commessi e addetti alle vendite;
   • custodi e portieri;
   • estetiste e parrucchieri;
   • facchini;
   • istruttori di autoscuola;
   • lettori di contatori;
   • manutentori;
   • manutentori o qualifiche operaie dell’edilizia;
   • piloti e assistenti di volo;
   • prestatori di manodopera nel settore agricolo;
   • addetti alle attività di segreteria e terminalisti.
    Sanzioni per utilizzo improprio di un contratto a
                        progetto

   La mancanza di un progetto, programma o fase di lavoro
    determina la conversione del contratto di collaborazione a
    progetto in un contratto di lavoro subordinato a tempo
    indeterminato.

   Se il rapporto instaurato nelle forme del lavoro a progetto è
    venuto a configurare un rapporto di lavoro subordinato,
    esso si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato
    corrispondente alla tipologia negoziale di fatto realizzatasi
    tra le parti.
          Lavoro occasionale
NOZIONE
 Si debbono intendere occasionali le prestazioni di
 durata complessiva non superiore a trenta
 giorni, nel corso dell'anno solare, svolte a favore
 dello stesso committente; il compenso
 complessivo annuo che il prestatore percepisce
 dallo stesso committente non deve superare i
 5.000 Euro, sempre nello stesso periodo di
 tempo.

FONTE NORMATIVA
Decreto legislativo n° 276 del 2003.
                Caratteristiche

   non è soggetta all'obbligo contributivo presso la
    gestione separata INPS
   Tale iscrizione scatta tuttavia non quando il
    collaboratore supera i 5.000 euro con ciascun
    committente ma quando supera tale limite in
    totale, quindi anche nel caso in cui per ciascun
    committente non si superi il limite monetario.
               Soggetti esclusi
   i professionisti intellettuali, con iscrizione ad
    apposito albo;
   coloro che hanno rapporti di collaborazione
    coordinata e continuativa con associazioni o
    società sportive associate a federazioni nazionali
    o ad enti di promozione sportiva riconosciute dal
    CONI;
   i dipendenti di pubbliche amministrazioni;
   i componenti degli organi di amministrazione e
    controllo delle società;
   i partecipanti a collegi e commissioni.
    Campo di applicazione


I contratti di lavoro occasionale
possono essere applicati a qualsiasi
tipologia di attività lavorativa.
      Lavoro occasionale di tipo
             accessorio
   Le prestazioni di lavoro accessorio sono attività lavorative
    di natura occasionale svolte da soggetti a rischio di
    esclusione sociale o, comunque, non ancora entrati nel
    mercato del lavoro o in procinto di uscirne.
   Il contratto di lavoro occasionale accessorio ha due finalità:
 - far emergere il sommerso che caratterizza alcune
    prestazioni lavorative, tutelando maggiormente lavoratori
    che altrimenti opererebbero senza protezione;
 - favorire l'inserimento lavorativo di fasce deboli del mercato
    del lavoro, aumentando le possibilità di lavoro presso le
    famiglie e gli enti senza fine di lucro.
    Cosa si intende per lavoro accessorio
   attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito:
    - di lavori domestici;
    - di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici,
    strade, parchi e monumenti, anche nel caso in cui il
    committente sia un ente locale;
    - dell'insegnamento privato supplementare;
    - di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o
    caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà anche
    in caso di committente pubblico ( L. 33/2009);
    - di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, le
    scuole e le università, il sabato e la domenica e durante i
    periodi di vacanza da parte di giovani con meno di
    venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di
    studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e
    grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in
    qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti a un
    ciclo di studi presso l'università;
Cosa si intende per lavoro accessorio
- di attività agricole di carattere stagionale effettuate da
pensionati, da casalinghe e da giovani (di cui al punto
precedente) ovvero delle attività agricole svolte a favore dei
soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

- dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice
civile;

- della consegna porta a porta e della vendita ambulante di
stampa quotidiana e periodica;

- di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, da
parte di pensionati (L. 33/2009);

- di attività di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie.
                        Destinatari:

   disoccupati da oltre un anno;

   casalinghe, studenti, pensionati;

   disabili e soggetti in comunità di recupero;

   lavoratori extracomunitari con regolare permesso di
    soggiorno, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro.
                       Caratteristiche
   Il contratto ha forma libera.
   Il rapporto di lavoro occasionale, anche con più datori di
    lavoro, non può dar luogo a un reddito superiore a 5.000
    euro annui con riferimento al medesimo committente.
   È prevista una particolare procedura per il pagamento del
    corrispettivo: i lavoratori sono retribuiti attraverso la
    consegna di buoni lavoro dal valore nominale che dovrà
    essere fissato da un Decreto del Ministro del lavoro e delle
    politiche sociali, tenuto conto della media delle retribuzioni
    rilevate per le attività lavorative affini.
    Tali buoni potranno essere acquistati dai datori di lavoro
    presso le rivendite autorizzate.
    Una volta effettuata l'attività e ricevuti i buoni, il lavoratore
    deve presentarli ai centri autorizzati i quali pagheranno al
    lavoratore il compenso della prestazione, il quale è esente
    da imposizione fiscale non incide sull’eventuale stato di
    disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro.

				
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posted:10/1/2012
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