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					                         PADRI E FIGLI

Martedì 16 Giugno 2009 19:15h

Le chiavi di casa un film di Gianni Amelio (2004) con Kim Rossi
Stuart, Andrea Rossi, Charlotte Rampling, Pierfrancesco Favino
(105 minuti)

Berlino, 2004. Gianni è un giovane padre che ha abbandonato il
proprio figlio subito dopo la nascita. Il bambino è nato affetto da
handicap mentre la giovane compagna di Gianni è morta di parto.
Undici anni dopo l'uomo decide di fare la conoscenza del figlio:
l'occasione è data da un viaggio per portare il bambino in una
clinica di Berlino a seguire alcune terapie. Durante il soggiorno
nella città tedesca Gianni farà la conoscenza di Nicole, una donna
matura con una figlia affetta da handicap, che gli farà capire la
grandezza dell'impegno che lo attende. Anche grazie alla donna,
Gianni e Paolo impareranno a conoscersi a fondo e a confrontarsi.

Liberamente ispirato al libro Nati due volte di Giuseppe Pontiggia
(scrittore morto pochi mesi prima della realizzazione del film e a
cui la pellicola è dedicata), storia che lo scrittore ha tratto dalla
sua esperienza di padre di un ragazzo disabile, il film di Gianni
Amelio è il doloroso racconto della fatica di vivere. Girato con
una fotografia volutamente sporca, Le chiavi di casa si snoda
lungo un percorso emotivo e inconscio che Amelio costruisce per
sottrazione. Scarno e ridotto ai minimi termini, nei gesti, nelle
parole, nella recitazione degli ottimi Kim Rossi Stuart e Charlotte
Rampling, il film sembra adeguarsi ai movimenti faticosi di
Andrea Rossi, diciassettenne disabile. E' per questo che lo stesso
Amelio considera il suo giovane attore coautore del film. Ogni
ripresa è stata girata una trentina di volte e Andrea è stato guidato
attraverso un microfono inserito in un orecchio. Il film è nato così
con una sorta di spontaneità forzata, la stessa che a volte lo rende
ostico e troppo ermetico, la stessa visibile nei movimenti faticosi
ed eroici di Andrea. E' lui la grande forza del film, cui fanno da
contraltare gli attori che si sono adeguati e plasmati per stargli
accanto. Nel film come nella vita reale una persona disabile è
chiusa in un mondo di difficile accesso e quotidianamente compie
un atto eroico e uno sforzo supremo per entrare in contatto con la
realtà circostante. Il film ha il merito di raccontare la difficoltà di
vivere e di svelare un dramma che solo pochi conoscono. Amelio
mantiene su uno stesso piano l'umorismo e il dolore, senza
tralasciare l'angoscia e la disperazione: "la sera guardo negli
occhi mia figlia e dentro di me penso: perché non muori?" è
questa frase atroce della Rampling che, insieme al pianto infantile
e liberatorio di Rossi Stuart nel finale, riassume il senso di "Le
chiavi di casa

Soundtrack and subtitles in Italian
The film is a story of unexpected and fragile happiness: to
know themselves and to discover themselves far from home.
Gianni (Kim Rossi Stuart) has left his son Paolo (Andrea
Rossi) in the care of others since the day he was born. He
has not been able to cope with the fact that Paolo’s mother
died in childbirth and Paolo has not grown up like all the
other children because of his handicap. Paolo is now fifteen
years old and is about to meet his father for the first time.
Gianni has been asked by the caretakers of his son to take
him to a Berlin hospital for yearly tests and check-ups.
According to their doctor, the "shock" of meeting his own
father could help Paolo in his treatment.

When Gianni boards the night train which Paolo is already
riding, it is Gianni who is in for a shock. Paolo does not seem
particularly impressed nor disturbed by this first meeting
with his biological father. He seems more interested in his
Game Boy instead. Gianni and Nicole (Charlotte Rampling)
meet accidentally in the Berlin hospital, and even though he
feels awkward and almost ashamed at being seen as having
fathered "such a child", they somehow connect. Nicole has
spent her life caring for her daughter and could teach Gianni
something if only he were willing to listen. Through a series
of chance encounters aided by a book left behind by Nicole
(Born Twice Italian title: Nati due volte, incidentally the book
on which the film is based), they meet several times and get
talking.


Quinze ans avant le début de l’histoire, la jeune maman de
Pablo meurt pendant l’accouchement de son enfant. Le
papa, dépassé, déserte. Aujourd’hui, Pablo est un adolescent
assez lourdement handicapé élevé par son oncle et sa tante.
Sur les conseils du médecin de Pablo, les deux adultes
décident de lui faire retrouver son père. L’action commence
là, dans un bar par une discussion entre le père et l’oncle de
Pablo. Comme tous les ans, l’enfant doit se rendre dans un
hôpital spécialisé à Berlin, l’occasion d’une rencontre entre
un père et son fils, quinze ans après. Quinze ans trop tard ?
On sent d’entrée de jeu toute la culpabilité et la lucidité de
ce père qui a refait sa vie par ailleurs. Il veut se rattraper,
faire connaissance enfin avec ce fils qu’il n’a pas su
reconnaître mais qu’il a finalement toujours aimé. Pablo
accepte d’abord mal ce père tombé du ciel mais l’amour
pointe, perce et s’installe. Le film raconte alors un voyage
particulièrement poignant entre l’Allemagne et la Norvège,
en train, en voiture ou en bateau. Les éclats de rire
succèdent aux souffrances, avec comme point commun une
extrême humanité.

				
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