Tartaglia 2

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UNITA’ OPERATIVA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA PRESIDIO OSPEDALIERO DI NARDO’ DIRETTORE: DR. Antonio LEO



ASL LECCE



DR. Michele TARTAGLIA – DR. Renato COLACI – DR. Michele GRECO – DR. Alessandro VECCHIO- DR. Rossano GIARACUNI



LE ONDE D‟URTO NELLE TENDINOPATIE: nostra esperienza



LE ONDE D‟URTO

L‟onda d'urto è un'onda acustica ad alta energia che può essere indotta da un generatore di tipo elettroidraulico, elettromagnetico o piezoelettrico



MECCANISMO D‟AZIONE





1. Effetto diretto dell'onda sul tessuto trattato mediante liberazione di energia;  2. Effetto indiretto di "cavitazione" causato dalla depressione provocata dall‟onda che determina, nel tessuto, veri e propri piccoli sanguinamenti.  3. Inibizione dei "nocicettori" cioè i recettori del dolore.  4. Disorganizzazione della calcificazioni formate a livello di muscoli (miositi ossificanti) e tendini,



La conseguenza di questi effetti è un aumento della vascolarizzazione nell‟area trattata che consente una rimozione dei mediatori dell‟infiammazione e del dolore e il rilascio di sostanze che stimolano la formazione di nuovi vasi (capillarizzazione) e di endorfine



EFFETTI DELLE ONDE D‟URTO













Oltre all„ effetto antiflogisitico legato alla rimozione dei metaboliti dell'infiammazione, le onde d'urto inducono una riduzione del dolore mediante inibizione dei recettori specifici, che quindi non possono trasmettere l'impulso doloroso e mediante il rilascio locale di endorfine, in grado di ridurre la sensibilità dolorifica. Un altro effetto importante delle onde d'urto è quello di provocare la scomparsa delle calcificazioni muscolari prodotte da traumi muscolari. Il meccanismo d'azione è legato alla frammentazione ed alla cavitazione all'interno della calcificazione stessa che porta alla sua disorganizzazione e frammentazione.



INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI

La metodica con onde d'urto è il trattamento d'elezione nelle tendinopatie inserzionali croniche, caratterizzate da una scarsa vascolarizzazione della giunzione osteotendinea.



INDICAZIONI



     



Gomito: epicondilite, epitrocleiti Spalla: tendinopatie inserzionali, impingement Ginocchio: tendinopatie del rotuleo e della zampa d'oca Pube: tendinopatie degli adduttori Caviglia: tendinopatie dell'Achilleo, apofisiti calcaneari Muscolo: miositi ossificanti Ossa: ritardi di consolidazioni di fratture



In tali patologie il trattamento fisioterapico o con infiltrazioni locali è talvolta inefficace o solo momentaneamente vantaggioso ed il trattamento chirurgico con scarificazione e perforazione della giunzione osteo-tendinea costituisce spesso l'ultima risorsa terapeutica. Lo scopo della tecnica chirurgica è quello di indurre, attraverso il sanguinamento locale, lo stimolo per una risposta angiogenica (formazione di nuovi vasi sanguigni): come detto, l'effetto delle onde d'urto è proprio quello di rivascolarizzare la giunzione osteotendinea in maniera assolutamente incruenta (ovvero senza doversi sottoporre ad intervento chirurgico).



Controindicazioni

     







Stato di Gravidanza accertato o sospetto Impianto di Pace-Maker/Defibrillatori Osteoporosi grave Masse neoplastiche sospette prossime alla zona da trattare Infezioni prossime alla zona da trattare Età inferiore ai 18 anni (solo se si devono trattare ossa lunghe in quanto se ne potrebbe arrestare la crescita) Pazienti in terapia anticoagulante



 Per



questo motivo è necessario far sempre firmare il



CONSENSO INFORMATO



Anche sul tessuto osseo, specialmente in caso di fratture che non sono in grado di consolidare (generalmente quando si utilizzano mezzi di sintesi come viti, fili o placche), viene provocato un aumento della vascolarizzazione con conseguente stimolazione degli osteoblasti che portano alla formazione di tessuto osseo consentendo alla frattura di consolidare



Cause d‟insuccesso delle onde d‟urto

Apparecchio di scarsa qualità Incapacità dell‟operatore Errata diagnosi



La nostra esperienza

Nel periodo compreso dall‟Aprile del 2006 a Luglio del 2009, sono state trattate con ESWT:  340 tendinopatie di spalla (95 impingement)  82 tendinopatie achillee  94 fasciti plantari  15 tendiniti della zampa d‟oca



65





tendinopatie del rotuleo



12 pubalgie



Con un apparecchio della Richard Wolf Piezoson 100 Plus



Apparecchio sprovvisto di puntamento ecografico

Molti apparecchi ad onde d‟urto utilizzano un puntamento ecografico per evidenziare meglio l‟area da trattare. A mio giudizio il puntamento ecografico rappresenta nella maggioranza dei casi solo una scenografia per i seguenti motivi:







Le sonde da utilizzare in ecografia muscolotendinea devono essere di tipo lineare e ad alta frequenza (sopra i 10 MHz) mentre le sonde utilizzate sono di tipo microconvesso e a bassa frequenza (a volte anche di solo 3,5 MHz!!!) con un‟immagine di pessima qualità che non dà certo vantaggi  La terapia è comunque spesso dolorosa e il paziente spesso sposta la parte da trattare dal punto in cui il medico piazza la sonda rendendo inutile il puntamento.  Se il paziente sente dolore significa che si sta colpendo la zona giusta anche senza necessità di avere una guida ecografica.



IL PROTOCOLLO TERAPEUTICO

Prevedeva per ciascun paziente:



2000 impulsi a cadenza settimanale e per 4 settimane consecutive di intensità di 0,28 mj/mm2



Protocollo terapeutico

Ai pazienti, durante tutto il trattamento e per almeno un mese successivo è stata consigliata l‟assunzione di “PRODOTTI NUTRACEUTICI PER LA TENDINUTRIZIONE” a base di BROMELINA, ORNITINA, METILSULFONILMETANO, LISINA, GLUCOSAMMINA, VITAMINA “C” E BIOTINA.



Criteri di esclusione

Sono quelli già citati come controindicazioni:



Gravidanza, portatori di pace-maker, patologie della coagulazione,patologie vascolari periferiche, patologie tumorali, artrite reumatoide, poliartriti reumatiche, infezioni locali, età inferiore a 18 anni



Tutti i pazienti sono stati sottoposti a valutazione clinica e strumentale prima dell‟inizio della terapia con ESWT

(la valutazione strumentale si è avvalsa di indagini radiografiche, ecografiche e in alcuni casi selezionati di RMN)



I pazienti sono stati suddivisi in 4 gruppi ( A – B – C – D ) in base al beneficio ottenuto al momento del trattamento al 3° mese dalla terapia.



 GRUPPO



A: i pazienti che hanno ottenuto un “ottimo” beneficio dalla terapia  GRUPPO B: quelli con un beneficio “buono”  GRUPPO C: pazienti con “scarso beneficio”  GRUPPO D: coloro che non hanno avuto “alcun miglioramento” dopo la terapia



RISULTATI

I risultati ottenuti dopo 3 mesi dal trattamento sono stati confortanti seppur con variazioni a seconda della patologia trattata



Fascite plantare

 E‟



stata evidenziata una scomparsa o importante riduzione della sintomatologia dolorosa e un ripristino della funzionalità nel 75 % dei pazienti associata ad un ritorno alle comuni attività



( N.B. a differenza dei risultati clinici, i controlli RX eseguiti dopo 2 – 3 mesi dalla terapia, non hanno evidenziato la concomitante scomparsa della spina calcaneare)



Tendinopatia achillea

 Nelle



tendinopatie achillee trattate è stato riscontrato un miglioramento sia clinico che funzionale nell‟82% dei pazienti.



(tali risultati concordano con il controllo ecografico in cui non è più riscontrabile il processo flogistico a carico delle inserzioni tendinee)



Pubalgia

Nei pazienti affetti da pubalgia è stato riscontrato un miglioramento clinico e funzionale nel 78% dei casi



Sindrome da conflitto subacromiale

I pazienti trattati per tale patologia hanno ottenuto un beneficio della sintomatologia dolorosa e una ripresa dell‟attività articolare solo nel 55% dei casi.

Inoltre il controllo ecografico, effettuato a breve distanza di tempo, non ha mostrato cambiamenti strutturali a carico della cuffia dei rotatori



Tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori

Nel trattamento di tale patologia si è riscontrata una scomparsa o un‟importante riduzione del dolore associata ad una ripresa funzionale dell‟articolazione nell‟83% dei pazienti.

I controlli radiografici e/o ecografici eseguiti a circa 3-4 mesi di distanza dalla terapia hanno dimostrato nel 70 % una riduzione o una scomparsa del processo calcifico a carico della cuffia stessa



Tendinite della zampa d’oca

Per esprimere un giudizio la casistica può sembrare non significativa … comunque 12 dei 15 pazienti trattati hanno ottenuto un risultato ottimo, con una percentuale dell‟80%



Tendinopatia rotulea

Le alterazioni degenerative prevalgono su quelle infiammatorie: essa è infatti caratterizzata da MICROROTTURE avvengono nel contesto del tendine rotuleo



Tendinopatia rotulea

Colpisce perlopiù GIOVANI SPORTIVI, nei quali esse si configurano come OVERUSE SYNDROMES PATOLOGIE DA SOVRACCARICO



Tendinopatia rotulea

Si classifica in 4 stadi clinici:  Stadio I: Dolore dopo allenamento, attività non limitata.  Stadio II: Dolore all‟inizio, scompare con il riscaldamento, ricompare a freddo.  Stadio III: Dolore durante e dopo l‟attività che risulta limitata o impedita.  Stadio IV: Rottura del tendine



Tendinopatia rotulea: CLINICA

Dolore al polo inferiore della rotula, e/o alla inserzione tibiale del tendine rotuleo. Il dolore ha un inizio progressivo ed insidioso, meno frequentemente dopo un singolo salto, che spesso all‟inizio si riduce con il riscaldamento ma che progressivamente limita la prestazione, ed anche le normali attività quotidiane.



Tendinopatia rotulea: CLINICA

dolore causato dalla palpazione del polo inferiore a ginocchio esteso (attenzione ai falsi positivi!!), in massima flessione passiva del ginocchio, in contrazione isometrica del quadricipite ed in stensione contro resistenza della gamba (“firing the quad”) ed al “semisquat test”..



Tendinopatia rotulea: DIAGNOSI

clinica  ecografia  Rx del ginocchio e tangenziali della rotula  RMN





Tendinopatia rotulea: TERAPIA



 Sospensione



attività fisica  Antinfiammatori  Ghiaccio a periodi alterni  Programma riabilitativo specifico



T. rotulea: riabilitazione

 STRETCHING



T. rotulea: riabilitazione Terapia fisica:

 TENS



 ULTRASUONI

 IONOFORESI  LASER



CO2



TENDINOPATIA ROTULEA

TERAPIA CON ONDE D‟URTO: Un miglioramento sia clinico che funzionale si è verificato nell‟84 % dei pazienti trattati



Tendinopatia rotulea

Il controllo ecografico effettuato a distanza di 3 mesi dall‟ultima seduta ha evidenziato una minor ipoecogenicità e disomogeneità del tendine nel 80 % dei pazienti, a testimonianza del miglioramento della qualità anatomica del tendine



Risultati a 3 mesi dal trattamento

120 100 80 60 40 20 0 ottimo scarso fasc.plan t. rotulea t.achillea pubalgia conflsuba t.calcifica t.zampad'oca



Conclusioni

Alla luce dei risultati ottenuti (che sono in accordo con quelli della letteratura), possiamo ritenere il trattamento con Onde d’Urto una terapia efficace nelle patologie muscolo-scheletriche.



Per le tendinopatie inserzionali…



Le Onde d‟Urto offrono risultati particolarmente soddisfacenti



…un caso a parte…



La differenza di risultati ottenuti nel trattamento delle patologie dolorose di spalla, rispettivamente la patologia calcifica e la sindrome da conflitto



Infatti la differenza di successi dopo terapia con onde d’urto risulta essere del 28 % a favore dei pazienti affetti da tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori



Alla base di tale discordanza nei risultati tra queste 2 patologie riteniamo che, in accordo con la letteratura, ci sia un differente meccanismo fisiopatologico…



Infatti la causa primaria del conflitto subacromiale è un fenomeno meccanico che non può essere eliminato con le Onde d‟Urto, la spalla calcifica invece è l‟espressione di un‟infiammazione cronica e di conseguenza le onde d‟urto, mediante il loro effetto angiogenetico e analgesicoantinfiammatorio sviluppano un notevole beneficio nella scomparsa/riduzione della sintomatologia dolorosa



Comunque….

entrambe le patologie dolorose di spalla bisogna altresì essere consapevoli come la terapia con onde d‟urto non possa e non debba sostituirsi alla chirurgia …  Il suo obiettivo è quello di ridurre la sintomatologia dolorosa del paziente e di permettere il recupero della funzionalità articolare

 In



In base a quanto detto, è possibile considerare la terapia con O.U. efficace ed utile nel primo trattamento di alcune più frequenti patologie dolorose dell’apparato muscolo-scheletrico, con risultati diversi in relazione al distretto anatomico interessato dal processo flogistico



GRAZIE DELL‟ATTENZIONE




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