Nel file �La Circolare Spigolosa� del Partito della Alternativa - DOC

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					 LA CIRCOLARE SPIGOLOSA
     CIRCOLARE DEL PARTITO DELLA ALTERNATIVA MONARCHICA
                                   *
     Informazioni, appuntamenti, notizie e vita sociale dei monarchici
                          Circolare n. 61 Anno 2 del 13 settembre 2006
                              Esce quando è pronta e non costa nulla
                                                   .
                                     Matteo Cornelius Sullivan
                       Una repubblica di nome Stalag


Basta con la sudditanza psicologica dei monarchici nei confronti dello Stato e delle Istituzioni di
questa repubblica che non si merita niente, basta col perbenismo monarchico da “bravi bambini”.
Noi monarchici siamo i primi cittadini per senso civico e come risposta abbiamo avuto i nostri
diritti calpestati come se fossimo zerbini. È ora che i monarchici dicano no a questo schifo, no a uno
Stato che permette una invasione di fatto da parte di “extracomunitari”invece che difenderci come è
nel nostro diritto. No a una classe politica culturalmente ladra e inetta e incapace di risollevare
moralmente ed economicamente la Nazione italiana che è sempre meno felice. basta a una
amministrazione statale sprofondante. Basta allo spionaggio di Stato. Ora basta, basta con l’articolo
139 della costituzione, basta con i residui della tredicesima disposizione transitoria, basta con i
nostri diritti calpestati e fuori l’invasione extracomunitaria, che è prevalentemente mussulmana,
arrogante e non desiderata dalla maggioranza dei cittadini, fuori! Queste devono essere le priorità
dei monarchici, senza mezzi termini. Ricompattiamoci tutti al di fuori delle dispute dinastiche e
delle divergenze personali, uniamo subito le nostre forze. Basta con uno Stato che ha
sostanzialmente ereditato l’Ovra e i suoi metodi. È dalla forza delle nostre idee che si genereranno
le azioni di ampio respiro che riporteranno comunque una Monarchia in Italia. E poi basta aspettare
che piombi dal cielo un Principe che ci conduca. Ognuno mostri il proprio valore, Principi inclusi.
Usciamo dal ghetto psicologico che questa repubblica ci ha edificato attorno con le sue leggi
intollerabili. Basta, i vermi si schiacciano! Il futuro ha già messo le radici nel presente, una terra un
Re! Noi il primo passo l’abbiamo fatto e che non salti fuori il solito monarchico burocrate che dice
che non si può scegliere il Re. È già successo più volte e tanto per citare un precedente storico si
ricordi che il 12 aprile 1848 la Camera siciliana dichiarò decaduta la dinastia borbonica, per
designare poi Carlo Alberto di Savoia. Con questo non voglio certo sostenere che la storia si debba
ripetere ma che prima viene l’Istituzione, poi il Re, perché i Re cambiano la Monarchia è eterna.
Quello che è successo a Vittorio Emanuele, il massacro mediatico, è uno scandalo non troppo
inaspettato. Tutti noi, cresciuti in questa repubblica sappiamo come funzionano certe cose e
soprattutto sappiamo che tante altre non funzionano ed è per questo che io mi dichiarai apertamente
contrario a un coinvolgimento diretto di Emanuele Filiberto di Savoia in politica. E qualcosa
staranno tramando anche su di lui, questo è garantito, esattamente come è un fatto che siano state
perquisite, controllate e interrogate persone, completamente al di fuori delle vicende di Potenza, per
il solo fatto di essere monarchiche o di conoscere Vittorio Emanuele. Noi siamo abituati a questa
repubblica, sappiamo tutti che Giustizia e correttezza in Italia, sono termini riservati alla sfera
celeste e che Magistratura vuol dire un apparato dello Stato che alle volte riesce a “far giustizia” ma
che più spesso riesce solo a farci cadere le braccia, per non dire altro. Doveroso ribadire che io sono
un sostenitore del fatto che se una persona commette un crimine deve essere indagata anche se è il
Re ma è anche certo che io non abbia fatto mistero di pensare che tutta la vicenda sia scaturita da un
complotto che ora assume sempre più chiaramente la sua veste. Un complotto finalizzato a spiare
prima e poi a screditare la persona di Vittorio Emanuele tramite la divulgazione di frasi tratte da
conversazioni private. La cosa è stata evidentemente piuttosto facile, d’altronde lui non è
“vaccinato”, visto che ha quasi sempre vissuto all’estero… Le frasi private che tutti pronunciano
nella loro intimità dovrebbero essere trattate come tali ma così non è, nella violazione più palese
della privacy e soprattutto del segreto istruttorio. Si potrebbe dunque ipotizzare un riuscito uso
politico della Magistratura al fine di potenziare l’idea di solidità dell’istituzione repubblicana agli
occhi dei cittadini? - Riuscito? Ma quando mai! Se fosse così la repubblica italiana sarebbe finita da
un pezzo, senza entrare nel merito degli scandali di partiti, ministri deputati eccetera, si pensi agli
scandali che hanno coinvolto i Presidenti della Repubblica Segni, Einaudi, Leone, Pertini, Cossiga,
Napoletano… e le intercettazioni? Non ci sono!… già, per tutti i parlamentari c’è l’immunità
parlamentare, mentre per un Principe ci può anche essere un contratto tra Procura e mass-media!
Così nell’anarchia psicologica a cui ci siamo assuefatti nei lunghi anni di dominio repubblicano,
tutto ci sfugge. Sfugge anche che, se vengono lesi i diritti di una sola persona, vengono lesi i diritti
di tutti i cittadini e in questo caso sarebbe proprio lo stato che lede i nostri diritti perché permette
che la sfera privata divenga pubblica in nome della politica, non della Giustizia. Tutto questo
sfascio e le persecuzioni sottili che le leggi istituzionali antimonarchiche implicano, fanno
veramente pensare a un revisionismo culturale: forse sarebbe stato meglio se Umberto II avesse
avuto un maggiore spirito guerriero che gli permettesse di schiacciare quella feccia che nel 1946
perpetuò i brogli referendari prima e poi il colpo di stato che ci ha dato questa repubblica. Molti in
Italia non se ne rendono conto, è come “il mito della caverna”, hanno sempre vissuto qui e pensano
che sia normale ma non è così. L’Italia è un Paese arretrato, soprattutto grazie alla cultura che la
classe politica dominante, e conseguentemente quella culturale, ci hanno fornito, un Paese dominato
da persone incapaci, ristrette al proprio interesse personale o politico. Una classe politica pronta a
giustificare tutto nell’interesse della propria prevalenza, cose tutte dimostrabili dalla storia di questa
repubblica. Una repubblica dominata da mascalzoni che stanno creando un Sud Africa fuori dal
tempo, stanno togliendo la possibilità di un futuro sereno alle nuove generazioni che si troveranno
ad affrontare enormi tensioni sociali e razziali senza avere nemmeno la tempra culturale per farlo. E
tutto in nome di non ben identificati ideali creati da persone senza dirittura culturale o morale. In
nome di ideali sbagliati si sta distruggendo tutta la parte buona della società creata dalle passate
generazioni. La grande possibilità di una Europa Unita che si prodigasse per una società nuova che
migliorasse il mondo e che mettesse fine alle miserie del genere umano, sta passando nel mondo dei
sogni perduti a causa di una classe politica schifosa. E in primis nell’elenco delle classi politiche
degenerate c’è quella italiana che sta inquinando l’intera Europa, destra o sinistra che sia.
Liberiamocene! Basta con un monopolio della terza età, basta con i privilegi assurdi, basta: il Paese
è in ginocchio, la speculazione, le tasse, la sperequazione e uno stato sempre più soggetto a una
politica che sta distruggendo tutto. Basta alla cultura del non si può fare: una nuova Monarchia che
significhi un serio cambiamento, la difesa dei diritti e l’attenzione verso la società può attrarre forze
politiche di tutte le parti, tutti quelli che non sono corrotti dal sistema, tutti quelli che sanno che
l’Italia sta diventando un grande lager e che non vogliono che questo processo prosegua
ulteriormente. E in tutto questo centra anche Vittorio Emanuele i cui diritti civili sono stati
palesemente violati. Lui ha fatto benissimo a non abdicare i suoi diritti dinastici in favore del figlio
perché esiste la presunzione di innocenza, esiste la possibilità che dimostri la sua la sua estraneità ai
fatti e soprattutto dimostra di essere uomo che affronta le cose senza scaricare le sue eventuali
responsabilità su altri e a questo proposito deve essere chiaro sin d’ora che se ci sarà una condanna,
sarà l’uomo, non il Re ad essere condannato. Cosa abbiano detto i presidenti di questa repubblica
quando erano infuriati non lo sapremo mai ma neanche ci interessa. Ciò che conta è che
l’alternativa alla repubblica non è affatto sfumata, anzi la scorrettezza repubblicana è un’altra carta
in nostro favore, non dimentichiamocelo: la Magistratura, che ha ordinato un sequestro, è Stato.
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                         Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna
                           I Savoia sul Trono Inglese
                                                      .
Nella millenaria storia della dinastia Sabauda c'è stata la concreta possibilità che i Savoia
diventassero anche Re d'Inghilterra e come tali sono stati ritenuti da una considerevole parte della
popolazione inglese. Non è una trovata pubblicitaria, nè una delle tante favole di principi e regine.
E' storia, storia vera,documentata,sconosciuta ai più. Enrico IX - Enrico, Benedetto, Maria,
Clemente Stuart, Duca di York. nasce a Roma il 5 marzo 1725, come secondogenito del pretendente
al trono d' Inghilterra, Giacomo III e della principessa polacca Maria Clementina Soblesky. Il
secondo nome, Benedetto, a ricordo del Pontefice Benedetto XIII, al secolo Pier Francesco Orsini,
officiante il battesimo. Nominato Cardinale diacono nel concistoro del 3 luglio 1747 da Benedetto
XIV ,Prospero Lambertini, con il predicato di Santa Maria in Campitelli, è sacerdote nel 1751,
Arciprete della Basilica Vaticana, Vice Cancelliere di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo di
Corinto nel 1758 per volere di Clemente XIII, il veneziano Carlo Rezzonico, Vescovo della diocesi
di Tuscolo dopo aver avuto il predicato di Santa Maria in Trastevere. Il 31 gennaio 1788 muore in
Roma dopo una vita spesa per riportare la dinastia sul trono d' Inghilterra, il fratello primogenito
Carlo Edoardo ( per i legittimisti Carlo III ), detto " il Giovane Pretendente ". Enrico, Cardinale
Vescovo di Frascati, reclama il diritto di successione con il nome di Enrico IX ed apporta
cambiamenti nel suo stemma facendo togliere la mezzaluna e sotto il cappello cardinalizio fece
sostituire la corona ducale con quella reale. Nel 1803 diventa Decano del Sacro Collegio
completando i suio titoli con quello di Vescovo di Ostia e di Velletri. Il 13 luglio 1807 muore a
Frascati, viene sepolto nelle Grotte Vaticane dove sono presenti anche le spoglie del padre,
Giacomo III e del fratello Carlo Edoardo ( Carlo III ) in uno splendido sarcofago di granito rosso
sormontato, dal 1939 per volere di Giorgio VI d'Inghilterra del Casato Windsor, da una corona
reale. Linea di Successione Stuart - Nobili Bretoni--Nobili Scozzesi--Re di Scozia--Re di Scozia,
Inghilterra ed Irlanda. La cattolica dinastia Stuart, o Stewart, è stata la casa Reale della Scozia per
336 anni, unificando con la formula dell'unione dinastica, i regni di Scozia, Inghilterra ed Irlanda.
Detronizzata nel 1714 alla morte della Regina Anna in seguito all'approvazione della " Bill of
Rights ", ( 1689 ) cioè la legge dei diritti, in cui si decretava l'indipendenza della magistratura dal
potere reale, la libertà religiosa ( solo per i preotestanti ), di parola e che nessun Re Cattolico o
persona sposata ad un cattolico potesse sedere sul trono d'Inghilterra, il pretendente Giacomo
II, dopo l'uscita forzata dai propri domini, nel 1717, levato il diritto di asilo da Luigi XIV, ( Louis
Dieudonnè ), terzo della casa di Borbone della dinastia Capetingia, re di Francia e di Navarra, aveva
trovato accoglienza nello Stato Pontificio. Savoia-Stuart - Enrico, Benedetto, Maria, Clemente, per
i legittimisti inglesi Enrico IX, era non solo l' ultimo discendente del casato Stuart dopo la morte del
fratello Carlo Edoardo ( Carlo III ), ma anche l' ultimo discendente vivente dell'ultimo re cattolico
d'Inghilterra con il nome di Giacomo II e di Scozia con il nome di Giacomo VII dal 1685 al 1688,
quando rimasto senza regno si rifugiò in Francia e continuò ad essere riconosciuto come legittimo
re della Gran Bretagna dalla stessa Francia, dalla Spagna e dal Papato poiché non aveva mai
abdicato. Successivamente venne riconosciuto come re, con il nome di Giacomo III, anche suo
figlio Giacomo Edoardo.I diritti alla pretensione al trono, aiutata anche sotto l'aspetto del principio
del " diritto divino ", a quel tempo alla base di tutte le monarchie, dall'esistenza in Inghilterra di
sovrani " di fatto ", passarono per diritto ereditario, secondo la legge di successione al trono inglese
e per esplicita volontà testamentaria, al suo più prossimo collaterale vivente, Carlo Emanuele
IV,che fu re di Sardegna dal 1796 al 1802. Essendo senza figli, Carlo Emanuele IV abdicò in favore
del fratello Vittorio Emanuele I, detto " il Tenacissimo, creatore dell' Ordine Militare di Savoia, che
si era rifugiato in Sardegna nel 1799, dopo che l'esercito di Napoleone aveva occupato la Savoia ed
il Piemonte. Fu considerato dai legittimisti inglesi successore e quindi Re d'Inghilterra con il nome
di Vittorio I d' Inghilterra. Ma come poteva accadere tale fatto? - Ecco l'importanza della "
genealogia " che è quella disciplina, ausiliaria della storia che si occupa della discendenza di
famiglie e stirpi, accertando e studiando i rapporti di parentela, di affinità e di attinenza che
intercorrono fra i diversi membri di una o più famiglie, risolvendo dubbi e questioni dinastiche.
Vittorio Emanuele I di Savoia discendeva da Enrichetta Anna Stuart, figlia ultimogenita di Carlo I e
di Enrichetta Maria di Francia, sorella di Luigi XIII, nata ad Exeter il 16 giugno del 1644 e morta a
Saint Cloud il 30 giugno 1670. Enrichetta Anna Stuart sposa Filippo I duca d'Orleans,
secondogenito di Luigi XIII di Francia e di Anna d'Austria e fratello del Re Sole, Luigi XIV, dalla
cui unione nasce Anna Maria d'Orleans ( 1669- 1728 ) che andrà in sposa nel 1684 Vittorio Amedeo
II, re di Sicilia e poi di Sardegna.Da tale unione nascono: Maria Adelaide,Maria Luisa Gabriella che
divenne regina di Spagna, Vittorio Francesco Filippo, Vittorio Amedeo Filippo e Carlo Emanuele
III da cui discende dall'unione con Polissena Cristina d'Assia, Vittorio Amedeo III dal cui
matrimonio con Maria Antonietta di Borbone Spagna nasce Vittorio Emanuele I considerato dai
legittimisti inglesi re d'Inghilterra con il nome di Vittorio I d'Inghilterra. Vittorio I d' Inghilterra
muore nel Castello di Moncalieri, il 10 gennaio 1824 e trasmette alla figlia primogenita Maria
Beatrice dei sette avuti dal matrimonio celebrato il 25 aprile 1789 con Maria Teresa Giovanna
d'Asburgo-Este i suoi diritti e che secondo la tradizionale legge di casa Stuart, fu considerata, fino
alla sua morte nel 1840, come la regina Maria III. Sposata a Francesco IV Arciduca d'Asburgo-
Este, Duca di Modena, Reggio e Mirandola, Duca di Massa e Principe di Carrara, Maria Beatrice
trasmette i suoi diritti al primogenito Francesco V ( 1 giugno 1810-20 novembre 1875 ), ultimo
Duca dello stato di Modena-Reggio-Mirandola. Il 30 marzo 1842, sposa la Principessa Aldegonda
di Baviera. Considerato sempre come l'erede legittimo, secondo la linea di successione dei giacobiti
( cioè i sostenitori della linea discendente dal cattolicissimo Giacomo ) ebbe il titolo di Francesco I,
re di Inghilterra. Dal matrimonio nacque una sola figlia, Anna Beatrice che muore l'anno successivo
( 19 ottobre 1848-8 giugno 1849 ). Termina con Anna Beatrice la possibilità che un discendente
diretto della dinastia Savoia possa aspirare al trono della " perfida Albione ". Il diritto di
successione passò a Maria Teresa, figlia unica del fratello Ferdinando avuta dalla Arciduchessa
Elisabetta d'Austria, e da questa al Principe Ruberto ( 1869-1955 ) avuto dal matrimonio con il
Principe di Baviera, Luigi Leopoldo. e quest'ultimo al figlio Alberto, Duca di Baviera, nato nel
1905 il cui successore è Franceso (Francesco II per i sostenitori Giacobiti), nato nel 1933.....ma
questa è un'altra storia. Da tenere presente che: alla morte da Anna Stuart nel 1714 che era
diventata la prima Regina del Regno Unito di Gran Bretagna, essendo riuscita ad unificare sotto una
sola corona, Scozia, l'Irlanda ed 'Inghilterra,come più volte ripetuto, non avendo discendenti dal
consorte, il Principe Giorgio di Danimarca, il parlamento inglese stesso, dopo l'approvazione di una
legge che escludeva tutti i discendenti del cattolico Giacomo II, seguendo comunque le tradizionali
leggi di successione, aveva offerto il trono d'Inghilterra a Carlo Emanuele IV di Savoia,
pronipote di Carlo I e parente più prossimo alla regina appena scomparsa, ponendo, " condicio sine
qua non ", l'abiura della religione cattolica. I Savoia rifiutarono ed iniziò così l'era della casata di
Hannover con Sofia ed ai suoi eredi protestanti.
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                            Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna
                                 Non la solita....storia
                                        Vicenza 6-8 ottobre 2006
                                                      .
Carissimi attenti lettori e studiosi di tutto ciò che ruota attorno alla parola "monarchia" non potete
perdere la prestigiosa manifestazione che avrà luogo presso la fiera di Vicenza nei giorni 6-7-8 del
mese di ottobre. Si tratta di una mostra che ci riguarda da vicino, trattando di un qualche cosa
che "parla", del nostro amato mondo, da una ottica che forse alcuni non hanno mai preso in
considerazione, quella Numismatica. La Numismatica è una scienza documentaria, ausiliaria della
storia, come l' Araldica, la Vessillolofia, la Sigillografia, la Iconografia, di rilevante importanza che
studia le monete e le medaglie delle varie epoche nel cammino dell' uomo. E poiché la Monarchia
ha avuto un ruolo determinante nello scorrere del tempo, tale disciplina è una palestra di lavoro ed
uno strumento di confronto. Non tutto, ma di tutto!!! Saranno esposte le monete del tempo di Giulio
Cesare in differenti emissioni che ci spiegheranno attraverso i vari stili di iconografia dove il
Grande Imperatore fu in prima linea per combattere i suoi avversari: Spagna, Africa, Oriente o la
stessa Roma. Lo Stato Pontificio è presente attraverso una importante selezione di conii e punzoni
dalla zecca di Ferrara datati attorno al 1620 da cui sono scaturite le prime monete ed anche
attraverso le medaglie dei Pontefici dell' Ottocento, che furono sei e tutti Italiani,a ricordo di
avvenimenti che accadevano, legati alla loro volontà : Pio VII, Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI,
Pio IX, Leone XIII. Vittorio Emanuele III è ricordato da una medaglia del Corpus Nummorum
Italicorum. Il passaggio dall' Impero Romano d'Occidente (476 d.c.) sino alla fine del regno dei
Longobardi (774 d.c.) con ben 60 monete in oro, argento e bronzo. Federico II di Svevia nel Regno
di Sicilia con i suoi Tarì d' oro ed i Biglioni d'argento e rame. La Reale Casa di Borbone delle Due
Sicilie mostra tutto il suo splendore con le Insegne dei due Ordini, quello Del Reale Ordine di San
Gennaro fondato da Carlo VII, re di Napoli e di Sicilia, il 3 luglio 1738 in occasione delle sue nozze
con la Principessa Reale di Polonia, Maria Amalia Walburga di Sassonia per ricompensare
degnamente coloro che si erano dimostrati fedeli al sovrano ed alla santa religione e quello
del Sacro Militare Ordine Costantiniano ricostituito nel 1816 dalla Duchessa di Parma, Maria Luisa,
che per eredità successivamente venne conferito, quale Gran Maestro, dal Capo della Real Casa
Borbone delle due Sicilie che dopo l' unificazione d' Italia divenne da Ordine di Corona ad Ordine-
Dinastico-Familiare, cioè legato alla discendenza della Casata. Sono solo alcuni punti di una
meravigliosa cavalcata bimillenaria. La storia ci aspetta a Vicenza. C'è la possibilità di aprire una
finestra e far entrare nuova aria nelle nostre conoscenze.
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                                              Alfredo Mulè
                      Iraq – questo fa parte della guerra?
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Nei giorni scorsi, abbiamo assistito a scene orribili, ma una delle tante cose che mi fa riflettere e che
noi in Italia siamo molto rispettosi ad non intaccare la religione degli altri, allora togliamo i
Crocifissi dalle aule di scuole e non solo, mettiamo medici di base musulmani in modo da metterli a
loro agio ecc. ma guardate la Parrocchia di "Holy Family" a Baghdad che va a fuoco! Una volta
c’era un rispetto per i luoghi sacri adesso? Vi era un codice militare di guerra ora? Lascio a voi ogni
riflessione !!
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    Una moglie l'anno. In 50.000 per sposare il Re dello
           Swaziland. Sarà la 15.ma consorte
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                          Alcune delle 50.000 pretendenti (foto da Internet)
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Ma c'è poi da invidiarlo il Re dello Swaziland, Mswati III? Come ogni anno anche in questi giorni è
cominciata la tradizionale festa africana che si potrebbe concludere con la scelta da parte del
sovrano di una nuova moglie (sarebbe la quidicesima). All'evento sono accorse in 50.000, la
maggior parte vergini, allettate dall'idea di unirsi alla massima autorità dello Stato africano. A
primo acchitto ci sarebbe da invidiarlo, ma ci pensate a....15 mogli! (06/09/2006 da: “Spoleto news”
www.spoletonline.com )
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                Giappone, è nato il maschio imperiale.
                       La tradizione è salva
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È nato il maschio, l´atteso erede della dinastia imperiale giapponese. Due chili e mezzo per 49
centimentri. Per la gioia di sua madre, la principessa Kiko, venuta felicemente a capo di una
gravidanza difficile. E per la soddisfazione di chi, così, vede sventato il rischio di una riforma che
avrebbe consentito anche a una donna di salire sul trono. Il neonato, cui sarà dato un nome entro
una settimana, è il terzo nella linea di successione dinastica all'imperatore Akihito dopo il suo
primogenito Naruhito e il principe cadetto Akishino, vale a dire suo padre. Svanisce così l´ipotesi di
vedere un giorno imperatrice la piccola Aiko, unica figlia di Naruhito e della "principessa triste"
Masako, che ha 42 anni e ormai potrebbe difficilmente avere altri figli. Ufficialmente la proposta di
revisione delle norme che regolano la successione reale non è stata ancora accantonata. Anche se il
parlamento nipponico, sotto la pressione delle forze più tradizionaliste, sembra pronto a farlo. Il
quotidiano di destra Yomiuri, d´altronde, ha salutato il neonato con il titolo cubitale: «Primo vagito
di un erede imperiale». Tra i primissimi a congratularsi per la nascita sono stati il premier uscente
Junichiro Koizumi («una gran bella notizia») e, con maggiore enfasi, il favorito dei candidati alla
futura guida del governo Shinzo Abe: «Sono sollevato e lietissimo come alla vista di uno splendido
cielo di questa stagione», ha detto, accantonando di fatto ogni riforma: «Per oggi, vorrei limitarmi a
celebrare la nascita del Principe Imperiale». (07/09/2006 da: “L’Unità” www.unita.it )
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     Georgia: arresti nell'opposizione per tentato golpe
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Mosca - In Georgia i dirigenti di tre movimenti politici d'opposizione sono stati oggi arrestati sotto
l'accusa di alto tradimento: avrebbero cercato di organizzare un colpo di stato contro il governo
capeggiato dal presidente filo-occidentale Mikhail Saakashvili. In parallelo agli arresti, in tutto una
decina, la polizia georgiana ha proceduto ad una sessantina di perquisizioni e avrebbe sequestrato
molte armi in uno scantinato di Tbilisi, la capitale. Nel mirino della polizia sono finiti il partito
conservator-monarchico, il Partito Giustizia e il Movimento anti-Soros. Temur Zhorzholiani, leader
del partito conservator-monarchico, è stato arrestato stamattina nel suo ufficio a Tbilisi e ha definito
"assurde" le accuse di golpe che gli sono state mosse. Sempre a Tbilisi è finita in manette Maia
Nikoleishvili - leader del Movimento Anti-Soros - mentre nella città di Zugdidi é stato fermato
Revaz Bulia, segretario politico del partito Giustizia. Il leader di Giustizia, Igor Giorgadze, ex-capo
dei servizi segreti georgiano, è già ricercato dalla polizia da qualche anno per un attentato contro
l'allora presidente Eduard Shevardnadze. Secondo l'opposizione, l'operazione di polizia è un palese
diversivo per distogliere l'attenzione pubblica dall'aggravamento della situazione politica interna e
del conflitto con i secessionisti dell'Ossezia del sud. (06/09/2006 da: “Ticinonline” www.tio.ch2)
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   Tonga: morto Taufa'ahau Tupou IV, re da Guinness



Wellington - Un grave lutto ha colpito l'arcipelago polinesiano delle isole Tonga: all'età di 88 anni e
dopo 48 di regno, re Taufa'ahanu Tupou IV, a suo tempo proclamato dal Guinness dei primati il
sovrano più grasso del mondo, è morto in una clinica di Wellington, in Nuova Zelanda, a causa di
una imprecisata malattia.L'annuncio è stato dato dall'ufficio del primo ministro Feleti Sevele, che
tra l'altro è stato raggiunto dalla notizia mentre era in visita in Australia. Una conferma è venuta
anche dal gran ciambellano, Fielakepa. Melino Maka, un rappresentante di Tonga in Nuova
Zelanda, ha detto che il re è morto poco prima della mezzanotte di domenica ora locale (le 14 in
Svizzera). Tupou era ricoverato dallo scorso aprile, anche se era brevemente rientrato in patria il 4
luglio per festeggiare i suoi 88 anni. Nulla di preciso è mai trapelato sulla sua malattia, anche se è
probabile che sia da collegare all'obesità, piaga che affligge molti dei suoi sudditi. Nel 1976 il re
balzò agli onori delle cronache come il sovrano più grasso del mondo: pesava infatti 209
chilogrammi e quando si voleva controllare doveva farlo con una bilancia speciale dell'aeroporto,
l'unica nel suo paese in grado di gestire la sua mole. Secondo il Guinnes del primati, che da allora
ha preso a interessarsi di lui, il sovrano negli anni successivi era tuttavia dimagrito: nel 1985 era
sceso a 139 chili e nel 1998 aveva perso altro peso. Quale fosse quello attuale non è noto. Re
Taufa'ahau era salito al trono nel 1965 dopo la morte della madre, la regina Salote Tupou III. A lui
succederà ora il figlio 57enne, principe Tupouto'a. Le Tonga, definite le isole dell'amicizia
dall'esploratore britannico Thomas Cook, sono l'unica monarchia della Polinesia, con la famiglia
reale titolare di un potere quasi assoluto. Nel maggio dello scorso anno circa 10'000 persone scesero
in piazza per chiedere la democrazia e la nazionalizzazione dei beni di utilità pubblica. Lo scorso
mese i dipendenti dello stato hanno scioperato per aumenti salariali. (11/09/2006 da: “Ticinonline”
www.tio.ch2)
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                                                  .
                                          Francesco Bottone
        L’8 settembre 1943 la fuga del re da Ortona
                                                      .
L’8 settembre 1943 venne dato l’annuncio della firma dell’armistizio tra il governo italiano e gli
alleati anglo-americani siglato il giorno 3 a Cassibile, vicino Siracusa, dal generale Giuseppe
Castellano. All’alba del giorno 9 settembre, il Re Vittorio Emanuele III e il maresciallo Badoglio,
con un seguito di dignitari di corte e alti ufficiali dell’esercito, lasciarono Roma alla volta di Ortona,
passando per Pescara, Chieti, Orsogna. Dal porto di Ortona salparono alla volta di Brindisi che
diventerà da allora e per alcuni mesi il centro dello Stato italiano. Su questa questione del
trasferimento delle massime autorità dello Stato dalla Capitale in altro luogo a sud della Penisola si
sono versati fiumi di inchiostro e la propaganda fascista “repubblichina” prima e quella comunista
repubblicana poi l’hanno dipinta come una vergognosa fuga del Re etichettato con l’appellativo di
“fellone”, valutazioni evidentemente condizionate da fattori ideologici. Il Re e il governo, per
esistere ed esercitare il comando nel supremo interesse del Paese, non ebbero altra scelta che recarsi
al di là della linea del fronte, dove era operante l’esercito italiano, cioè nel Sud Italia. Restare a
Roma, oggettivamente indifendibile se non per brevissimo tempo e al prezzo di sangue e
incalcolabili rovine, avrebbe significato impedire l’esistenza di un governo legittimo e porre la
Capitale nella condizione, di fronte agli Alleati, di essere considerata come zona da occupare ad
ogni costo. Non di fuga allora si trattò, ma di un semplice e meditato spostamento all’interno del
territorio nazionale, grazie al quale il Sovrano assicurò la sussistenza giuridica dello Stato e delle
sue istituzioni, la permanenza in carica e nella piena legalità del governo e della stessa monarchia.
Altri sovrani di altre nazioni europee, analogamente invase dalle divisioni tedesche, avevano
abbandonato i loro rispettivi paesi e cercato rifugio a Londra o altrove. La guerra era perduta, la
resa senza condizioni già firmata, che cosa avrebbe potuto fare il Re di diverso rispetto a ciò che
decise di fare? Doveva attendere a Roma l’avanzata degli anglo-americani? Con quella sofferta, ma
inevitabile decisione il Sovrano, sollecitato anche dalla Santa Sede timorosa che la Città Eterna
diventasse teatro di operazioni belliche, mettendo in salvo la sua persona, provvide alla
salvaguardia della continuità dello Stato. Inoltre Roma, la capitale d’Italia e della cristianità, con il
suo immenso patrimonio artistico e storico, fu risparmiata da bombardamenti devastanti proprio
grazie a quella che ancora oggi qualcuno si ostina a chiamare “fuga”. (da: “PrinaDaNoi.it”
www.primadanoi.it )
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                                     8 settembre 1943
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Ricorre oggi (08/08/2006 n.d.r.) il 63° anniversario dell'armistizio dell'8 settembre 1943 fra l'Italia e
le potenze alleate. Come sempre, la vulgata storica conformista s'affannerà a cercare di dimostrare
fatti storicamente inesistenti, come il presunto tradimento italiano, la "buona fede" del povero
alleato nazista, la "fuga" del governo a Brindisi ed altre "verità" ideologicamente orientate, tutte
frutto della propaganda nazista e comunista di quel periodo, perpetuate sotto diverse forme dagli
scrittori conformisti per evidenti interessi di parte, spesso appoggiandosi ai ricordi di singole
persone, che nulla potevano sapere delle reali motivazioni all'origine delle decisioni dei governi
delle nazioni belligeranti. Ma basta ricordare pochi fatti, storicamente provati, per rendersi conto
dell'assurdità di certe tesi. Innanzi tutto, ed in estrema sintesi, va osservato che 63 anni fa il nostro
paese aveva solo due alternative: o uscire dalla guerra o essere annientato e, probabilmente, diviso
(cfr. lo studio in proposito di Vanna Vailati, pubblicato nel 1988), come accadde alla Germania nel
1945. Fra i tanti elementi che dimostrano il corretto comportamento italiano ci limitiamo oggi a
ricordare i seguenti: già nell'Aprile 1943 il Principe Ereditario Umberto di Savoia e suo cognato,
Filippo d'Assia-Kassel, s'accordarono per manifestare ad Hitler la necessità che Italia e Germania
uscissero dal conflitto. Il colloquio avvenne a Klessheim, ma senza risultato;prima di prendere
contatto con gli alleati, il nostro governo legittimo chiese un incontro con i tedeschi (che Hitler
rifiutò, ben conoscendone il tema);di fronte al rifiuto nazista di prendere in considerazione ciò che
senso d'umanità e semplice logica dichiaravano lapalissiano, in presenza di problemi
complicatissimi e, per molti versi, insolubili, l'Italia fu costretta a far da sé. Così come fecero, a
danno della Germania nazista e nello stesso periodo storico, la Finlandia e la Romania o, nel 1918,
l'Austria-Ungheria. Mai accusate di tradimento. Anche i loro governi, infatti, agirono per semplice
senso del dovere, cercando d'evitare alla Nazione ulteriori ed inutili lutti. L'Italia tenne dunque un
comportamento perfettamente in linea con quanto affermò proprio il più grande statista tedesco,
Bismarck (1815 - 1898): "Nessuna nazione è obbligata dai suoi impegni a sacrificare se stessa
sull'altare di un'alleanza". (08/08/2006 Agenzia Stampa “Tricolore” n. 1263, 8 settembre 2006)
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               Sull’incontro ufficiale con i Bonapartisti
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Il mondo monarchico italiano si batte da anni per il superamento dell’articolo 139 della
Costituzione repubblicana, ora i tempi sono maturi perché le differenti forze monarchiche ed
aristocratiche raccolgano le forze per arrivare in tempi brevi a tale obiettivo. Venerdì 8 settembre
alle ore 19.00 si sono incontrati a Villa Esenta di Lonato per giungere a una tavola rotonda su
questo argomento, S.A. il Principe Davide Pozzi di S. Sofia, in rappresentanza del P.d.A.M. con
delega del Reggente del partito, e S.A. il Principe Massimilano Molini, Principe di Chauvigny,
Conte di Valibona. Hanno partecipato all’incontro l’Avvocato Giovanni Battisti, Cavaliere
dell’Impero, che ha esposto le vie giuridiche, normative ed istituzionali che si potrebbero percorrere
in tal senso; presenziavano inoltre numerosi dignitari della Reggenza delle Guardie d’Onore
dell’Imperatore. Si citano il Conte Jacopo M. Di Bernardo Manci, aiutante di bandiera del Principe
di Chauvigny, il Barone di Bereguardo Andrea Bove, Ufficiale della Croce Rossa Italiana che ha
partecipato recentemente alle operazioni in Afghanistan, il Barone Pola di Valalta, il Cav. Ing.
Christian Lorenzo Facchinetti, Comandante del Reggimento Storico Veliti Reali. Si è detto che sarà
altresì opportuno aprire un tavolo interdinastico sull’argomento, di modo che possano partecipare
alla discussione i rappresentati di tutte le Case Sovrane che hanno regnato in Italia. Vi potranno
essere sicuramente delle disparità di vedute fra le diverse parti che presenzieranno, ma comunque
tutte le forze che aderiranno saranno poste sullo stesso piano. Si è convenuto che tutto ciò che nella
Costituzione è transitorio e finale è necessario, giuoco di parole, che abbia fine, per poter giungere
ad una vera e propria pacificazione nazionale e al superamento di divisioni ideologiche e storiche
superate.
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             Ordine di San Fortunato: dal 1950 ad oggi
          John Lennon “Combattere per la pace è come fare l’amore per la verginità”
                   L’impegno di Alfredo Mulé fondatore della sede in Piemonte
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Torino – L’Ordine di San Fortunato è un’associazione cavalleresca con scopi culturali e caritatevoli
che opera in tutti i campi della cultura, dell'assistenza sociale, della sanità e della tutela ambientale
in ambito internazionale. Prende il nome di San Venanzio Fortunato, allora Vescovo di Poitiers
(600 ca), considerato ancora oggi uno degli ultimi poeti gaelici latini e uno dei primi poeti cristiani
a scrivere opere in devozione a Maria. Per ripercorrere le tappe che hanno portato alla creazione di
questo Ordine, bisogna tornare al 600 d.C., quando Fortunat di Poitiers, allora Cardinale della città,
fondò un circolo di amici che operava in campo sociale. Dopo la sua morte fu Prosper Montaigner a
continuare quest'attività, ponendo come pilastri per un buon operato i principi del bene e della
bellezza. Da questi presupposti nel 1950 Réné Morand fondò un Club intitolato proprio a Prosper
Montaigner e in seguito Armand Tétard ampliò ulteriormente l'attività del Club non solo operando
per il miglioramento dell'alimentazione umana, ma anche abbracciando tutti i settori culturali. Le
attività del Club ebbero risonanza anche in Germania, dove il Professor Jörg Mara trasformò la
Confraternita Prosper Montaigner in ordine vero e proprio il quale prese il nome di Ordre de Saint
Fortunat, in onore al suo antesignano. Ancora oggi la sede centrale dell'Ordine è in Germania e
precisamente a Monaco di Baviera ed è stata fondata dal Console Otto Eckart. Alla Germania si
sono affiancate altre nove nazioni e precisamente Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Polonia,
Giappone, Svizzera, Olanda e Francia; ad oggi l'associazione conta circa 520 iscritti.
L'Associazione O.S.F. in Italia viene costituita con atto notarile il 9 luglio 1999 ed ha sede ad
Imola. In Italia l'ordine direttivo è composto dal Gran Priore il Comm. Gr. Uff. Ezio Tabanelli, dal
Vice Priore Comm. Giuseppe Ciani e da otto consiglieri. Lo scopo dell'Ordine è solo ed
esclusivamente la beneficenza, aiutare quindi coloro che nella vita sono stati poco fortunati. Il
nostro Ordine si sostiene tramite un contributo annuo di € 60,00. Grazie a tutti i fondi ricevuti dalle
varie nazioni, il Priorato Generale riesce annualmente a devolvere circa € 20.000,00, una parte delle
quali direttamente consegnata a un'associazione operante in America Latina a sostegno dei bambini
bisognosi, mentre l'altra parte viene messa a disposizione delle associazioni benefiche facenti parte
dell'Ordine di San Fortunato. In Italia conta ad oggi 125 iscritti. Dopo essere stato insignito della
nomina di Cavaliere presso il Priorato Nazionale – spiega Alfredo Mulè – ho deciso di attivarmi in
prima persona per poter aiutare in modo concreto i meno abbienti avendo particolare sensibilità per
i bambini più sfortunati. Ed è per questo che il Sub-Priorato, da luglio ad oggi, ha già agito in modo
concreto in favore di diverse Associazioni, per citarne alcune: Cooperativa Sociale Eco l'Idea di
Torino, A.V.I.S. di Torino, le Suore Figlie di Maria Ausiliatrice presso l'Istituto Sacro Cuore di
Torino e quelle dell’ Istituto Maria Consolatrice di Torino, Ser.mi.g. presso l'Arsenale della Pace di
Torino, Pompieri Senza Frontiere, con sede in Torino, Associazione Piccolo Cosmo, Corpo Militare
della Croce Rossa Italiana di Torino, l’E.S.U. Onlus di Torino, il C.A.B.B. di Eboli, l’Associazione
Internazionale Cavalieri della Cristianità e della Pace, per il progetto "Ulcera Buruli" (Ghana), e
altre. Ad oggi il Sub-Priorato è formato da dodici Cavalieri e cinque Dame, tra cui due di loro
facenti parte del Gran Consiglio. Si tratta della Dr.ssa Enrica Turina responsabile dell’Uff. Stampa e
curatrice del sito e di Samantha Del Cerchio con l’incarico di Tesoriere, senza dimenticare i loro
Padri spirituali Don Innocenzo Ricci e Don Gaudenzio Pavan. (da: “Isola Nera” n. 1/37)
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     Celebrazione della nascita della Regina Maria Josè
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La Consulta dei Senatori del Regno celebra solennemente la nascita della Regina Maria Josè in
occasione del 102° anniversario della nascita di Sua Maestà Umberto II, a Roma, presso la
Perinsigne Basilica di San Lorenzo in Lucina, il 15 settembre 2006 alle ore 17.30. È prevista la
presenza delle LL.AA.RR. Emanuele Filiberto e Clotilde di Savoia.
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                        Comunicato Stampa P.d.A.M.
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Oggetto : Divieto d’espatrio per Vittorio Emanuele di Savoia - Il Partito della Alternativa
Monarchica comunica di ritenere la decisione del gip Rocco Pavese del Tribunale di Potenza, per cui
Vittorio Emanuele di Savoia deve rimanere in Italia, una misura ridicola. Vittorio Emanuele certo
non “scappa” perchè non glielo permette il suo nome, il suo onore e il fatto di dover dimostrare la
propria inconfutabile innocenza. Inoltre, visto quanto stabilito dal Tribunale del Riesame di
Potenza che ha dichiarato: «Nessuna misura cautelare poteva essere applicata», «inconsistenza di
qualsiasi esigenza cautelare in via urgente» e «evidente incompetenza territoriale», proprio non si
capisce che pesci vuol pigliare la Magistratura, non è ancora il primo d’aprile! Matteo
Cornelius Sullivan, Reggente del Partito della Alternativa Monarchica, Davide Pozzi di S.Sofia,
Commissario P.d.A.M. per Pavia e Piacenza, Dott. Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'
Anna, Commissario P.d.A.M. per Vicenza, Alfredo Mulè, Commissario P.d.A.M. per Torino,
Ramiro Pablo Alvarez del Rio, Commissario P.d.A.M. per l’Argentina
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                        Comunicato Stampa P.d.A.M.
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Oggetto: 8-9-1943 una questione di punti di vista - Il Partito della Alternativa Monarchica, in
merito ai fatti dell’otto settembre 1943, ritiene che la “fuga” del Re sia solo una questione di punti
di vista e di propaganda. Se dopo l’8 settembre Re Vittorio Emanuele III si fosse trasferito in
una ipotetica zona del Nord Italia, libera e controllata dai partigiani, con tutta probabilità
sarebbero gli italiani del Sud, occupati o invasi dagli “Alleati”, a parlare di “fuga” del Re;
Invece è un dato di fatto che i sostenitori di tale giudizio siano tradizionalmente i settentrionali. A
questo si aggiunga che nel Nord Italia la propaganda nazi-repubblichina ha martellato per tre
anni indisturbata, seguita poi da quella comunista-repubblicana. Così per i meridionali l’8
settembre culturalmente comporta l’idea che il Re trasferì la capitale a Brindisi, mentre per i
settentrionali l’idea di fuga. Quindi il P.d.A.M. ritiene che il giudizio su questa data storica sia una
questione di punti di vista e di propaganda attuata dalle forze contrarie alla Monarchia a
prescindere dall’avvenimento stesso e solo per quet’ultima ragione ha assunto anche una veste
politica. Matteo Cornelius Sullivan, Reggente del P.d.A.M., Ramiro Pablo Alvarez del Rio,
Commissario P.d.A.M. per l’Argentina
                                                    .
                        Comunicato Stampa P.d.A.M.
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Oggetto: Paradosso della Magistratura - divieto d’espatrio per Vittorio Emanuele di Savoia -
In merito alle motivazioni addotte dal Gip che ha negato il diritto d’espatrio a Vittorio Emanuele di
Savoia con le seguenti motivazioni: 1- «cinismo e disprezzo per la legittima attività investigativa e
giurisdizionale da parte dell'indagato», 2- «la disponibilità di abitazioni all'estero, le ingenti risorse
economiche dell'indagato e la fitta rete di rapporti internazionali da lui instaurati con persone, enti e
governi», il Partito della Alternativa Monarchica ritiene che sia arduo trovare una persona
uscita di galera che, dopo essere stata sostanzialmente rapita, si esprima con rosee parole nei
confronti della Magistratura, istituzione che in Italia non si può certo definire al di fuori delle
polemiche e amata dai cittadini per alto senso di Giustizia. In merito alla disponibilità di
abitazioni all’estero eccetera, riteniamo semplicemente che come motivazione sia a dir poco
ridicola. Inoltre, in riferimento a quanto rilevato dalle registrazioni effettuate da una microspia
nella cella in cui fu recluso Vittorio Emanuele e da cui si evince che avrebbe detto: «Io avevo
torto», riferendosi al processo per la morte di Dirk Hamer, ferito mortalmente da un colpo di arma
da fuoco sparato il 18 agosto 1978 nell' Isola corsa di Cavallo e, sui giudici francesi: «Devo dire che
li ho fregati... eccezionale, poi ha... venti testimoni e si sono affacciate tante di quelle personalità
pubbliche. E... è stato... il Procuratore aveva chiesto 5 anni e 6 mesi. Ero sicuro di vincere. Ero più
che sicuro», a cui è seguita la dichiarazione del Gip: «L' indagato ammette di avere torto e di essere
tuttavia uscito vittorioso dal processo», il Partito della Alternativa Monarchica comunica che
“ritenere di aver torto”, non significa ammissione di colpevolezza, dato che si può aver torto a
sparare ma questo non significa che il suo colpo sia andato a segno e che quindi la sentenza di
assoluzione della Magistratura francese sia errata (difatti non fu il colpo del Principe a uccidere
Hamer); La Magistratura italiana così dichiarando si caccia in un paradosso perché esprime
indirettamente un giudizio su un fatto passato che non riguarda la Magistratura italiana stessa e, così
facendo, pone in giudizio l’operato della Magistratura francese, cosa che potrebbe anche scatenare
una controversia diplomatica. Inoltre, la Magistratura, sostenendo che siccome aveva “torto” in
una vicenda diversa, conseguentemente deve avere torto anche in quella attuale, basandosi non
su una confessione ma su una confusa intercettazione, presa a una persona drogata dai carcerieri
stessi al fine di porla in stato di inferiorità psicologica, mette in dubbio il senso di Giustizia
stesso. Matteo Cornelius Sullivan, Reggente del P.d.A.M., Alfredo Mulè Commissario P.d.A.M.
per Torino
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                       Comunicato Stampa P.d.A.M.
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Oggetto: Riflusso immigrazione - Il Partito della Alternativa Monarchica comunica che,
constata l’illegalità di fondo che ha permesso a una enorme massa migratoria di stabilirsi nel nostro
Paese e che la maggioranza degli individui che compongono detta massa migratoria sia
incompatibile a uno sviluppo sano della società occidentale e non integrabili, invita tutti gli
extracomunitari non ancora cittadini italiani, a fare marcia indietro e a tornare da dove sono
venuti. Ciò che sta accadendo in questi anni è paragonabile agli eventi che portarono al declino
dell’Impero Romano, che non finì tanto per le sconfitte militari ma per il decadimento culturale e
per le infiltrazioni barbariche nei suoi confini e, se la nostra società dovesse decadere
ulteriormente o addirittura crollare, come crollò l’Impero da cui deriviamo, ciò coinvolgerebbe
l’intera società umana che potrebbe ripiombare in una buia epoca come fu il Medio Evo.
Matteo Cornelius Sullivan, Reggente del P.d.A.M., Davide Pozzi di S.Sofia, Commissario
P.d.A.M. per Pavia e Piacenza, Dott. Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna,
Commissario P.d.A.M. per Vicenza, Alfredo Mulè, Commissario P.d.A.M. per Torino
                                                  .
         Comunicato Stampa – lettera aperta P.d.A.M.
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Oggetto: Incontro di Esenta - In merito all’incontro tenutosi a Esenta, l’otto settembre 2006,
tra le Guardie d'Onore Dell'Imperatore Gran Magistero dell'Ordine della Corona di Ferro e
il Partito della Alternativa Monarchica, rappresentato ufficialmente da Sua Altezza Reale Davide
Pozzi di Santa Sofia, ritengo che si prospettino sviluppi positivi, scaturiti dalla decisione dei
Bonapartisti italiani, rappresentati all’incontro da S.A. il Principe di Chauvigny, dal Conte
Massimo Molini di Villabona e dai tre comandanti in rappresentanza dei 30 Reggimenti Storici, il
Luogotenente Generale della Piazza di Cispadania, l'Aiutante di Bandiera e il Consulente Legale
Cav. Avv. Battisti, di aver dato mandato ai loro Cavalieri, e ai loro Consulenti Legali, affinché
si prodighino in una collaborazione assidua, per giungere, nei tempi più brevi, alla abrogazione
dell'infamante Art.139 della Costituzione della Repubblica Italiana. Ma il solo fatto che due
organizzazioni monarchiche abbiano iniziato una collaborazione che si finalizza nella
prospettiva di una Monarchia in Italia, senza mettere in primo piano la questione delle pretese
dinastiche, è un fattore di fondamentale importanza perché porta i monarchici fuori dal mondo
della storia e li fa accedere nel mondo reale. È dunque iniziata un’era nuova di collaborazione
tra monarchici “interdinastici”, alla quale auspico presto si uniscano altri Partiti e Associazioni
monarchiche al fine di poter giungere a una “Tavola rotonda” che unisca i monarchici tutti in un
unico progetto di Monarchia in Italia. Matteo Cornelius Sullivan, Reggente del P.d.A.M.
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                     Comunicato della Cancelleria di
                      S.A. il Principe di Chauvigny
                                                    .
"Abbiamo seguito, con interesse, l'incontro programmato per stabilire se esiste una possibilità
futura di preparare una tavola rotonda che consenta ai pretendenti al Trono d'Italia, di indicare un
rappresentante da sottoporre al giudizio inappellabile del popolo Italiano. Le premesse sono buone,
anche se il lavoro di preparazione appare lungo e, per certi versi difficoltoso. Esistono posizioni
divergenti che, nonostante tutto, se limate a misura, possono divenire costruttive, anche se siamo
fermamente convinti che difficilmente in tempi brevi , qualcuno sia disposto ad accettare qualche
rinuncia. La figura di S.A.S il Principe di S.Sofia, quale moderatore, in un incontro sicuramente non
facile, Ci è apparsa interessante ed appropriata all'importanza dell'evento. E' Nostra intenzione, una
volta eliminati alcuni lati oscuri che Ci pongono su posizioni divergenti, proseguire su questa strada
e diamo quindi mandato,sin da ora, ai Nostri Cavalieri, Consulenti Legali, affinchè si prodighino
in una collaborazione assidua, per giungere, nei tempi più brevi, alla abrogazione dell'infamante
Art.139. Questo è il primo passo necessario per proseguire il cammino sulla strada che porta alla
restaurazione della Monarchia in Italia. Riteniamo quindi che, fin dal prossimo
incontro programmato in tempi brevi, potremo gettare le basi di un progetto ambizioso che saprà
trovare la sua realizzazione, solo attraverso la buona volontà e il buon senso di tutti noi ". Il
Reggente Generale, Dignitario di Giustizia
                                                   .
                  Comunicato stampa
dell’Istituto Guardia d’Onore Reali tombe del Pantheon
                                                    .
Come ormai da secolare tradizione anche quest’anno il corteo religioso-storico attraverserà le vie
della nostra Città per ricordare la traslazione del corpo incorrotto della santa Protettrice di Viterbo:
Rosa. E’ senz’altro una delle manifestazioni più belle e sentite che percorrerà le vie di Viterbo:
interessante da un punto di vista storico in quanto sono rappresentati i vari periodi del nostro
passato, ma soprattutto ricco di pathos per la parte religiosa con il trasporto del cuore della Santa da
parte dei Facchini seguiti dal Clero viterbese, dalle Autorità civili e militari e dai rappresentanti
delle numerose Associazioni presenti nella Città. Ebbene quest’anno anche la delegazione viterbese
dell’Istituto della Guardia Nazionale alle Reali Tombe del Pantheon ha fatto richiesta, al pari di
tante altre Associazioni, Ordini, Congregazioni, Sodalizi e chi più ne ha più ne metta, di partecipare
e rendere omaggio alla nostra Protettrice. Purtroppo, dopo un primo assenso alla presenza poiché la
partecipazione è libera, abbiamo avuto notizia che il rappresentante della Diocesi viterbese ha
espresso un non gradimento alla presenza dell’ Istituto della Guardia alle Reali Tombe del
Pantheon. Noi coscienziosamente ci siamo ritirati in buon ordine, vista l’avversione dell’Alto
Prelato per ciò che rappresentiamo ( non siamo un partito, un sindacato e neppure un’associazione a
delinquere): abbiamo solo un sentimento monarchico; questa sgradevole esperienza ci servirà per
fare inserire nelle nostre orazioni un invito alla nostra Santa Rosa: speriamo che in futuro i Tuoi
rappresentanti siano più “ecumenici” e meno “legati” alle convenzioni sociali. Se invitati,
comunque, saremo sempre disponibili ad assecondare qualsiasi attività civile, religiosa o militare
della nostra Terra poiché riteniamo che i nostri ideali siano degni di rispetto come ogni altro
sentimento onorevole e privo di secondi scopi. dott. Aldo Quadrani, Ispettore per il Lazio - Istituto
Guardia d’Onore Reali tombe del Pantheon (tel. 0761289545 c.p.13-01031 Bagnaia) 02/09/2006
                                                    .
                       Comunicato stampa
              del Coordinamento Monarchico Italiano
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Hanno fatto scalpore le presunte dichiarazioni del Principe Vittorio Emanuele di Savoia "scovate"
fra le lunghissime e numerose registrazioni delle sue conversazioni nel periodo di detenzione nel
carcere di Potenza. Molti hanno subito interpretato la frase come una sorta d'ammissione di colpa
del Principe sui fatti di Cavallo del 1978 allorché a scagionare completamente il Principe (per non
aver commesso il fatto) fu la constatazione, fatta dal perito dell'accusa, che la pallottola che ferì
Hamer non era del tipo di quelle sparate in aria, a solo scopo intimidatorio, dal fucile del Principe.
Un elemento oggettivo, che tronca tutte le discussioni, ma che, a quanto pare, nessuno vuol
ricordare. Perché? Quanto alla frase, una volta di più propagandata da molti organi di stampa con
intento scandalistico e al di fuori del contesto in cui è stata pronunciata, ci domandiamo cosa
succederebbe se, per ognuno di noi, si mettessero in piazza le esclamazioni che, ogni tanto, tutti
facciamo, estrapolate dal loro contesto. Con l'usuale puntualità, lo sciacallaggio mediatico si
presenta subito all'appuntamento: Boschiero e Mola, infatti, hanno approfittato anche di questa eco
mediatica per parlare a nome dei "Monarchici" e della Consulta dei Senatori del Regno, che in
realtà non rappresentano, nell'evidente speranza di rimediare, in qualche modo, alla brutta figura
dello scorso mese di luglio, con il goffo, sleale ed inconcludente tentativo di deposizione del
legittimo Capo di Casa Savoia. Venezia, 11 settembre 2006 Eugenio Armando Donder, il
Poratavoce
                                                 .
   Comunicato stampa del Veneto Serenissimo Governo
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Oggetto: Anniversario degli attentati dell’11 settembre: la lotta al terrorismo continua. -
Oramai siamo nuovamente all’anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001: il pericolo
terrorista incombe ancora, e non solo per l’occidente. L’aggressione islamista si sta sempre più
diffondendo e gli scenari del terrore sono sparsi in ogni angolo del mondo. La guerra al terrorismo
va combattuta con tutta la durezza e determinazione possibile, e tutti gli Stati fiancheggiatori
dell’internazionale islamista vanno messi nella condizione di non nuocere al resto dell’umanità. Il
Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta
Serenissima Repubblica, conferma il proprio impegno al fianco degli Stati e Governi che sono in
prima linea nella lotta contro l’internazionale del terrore. Il Veneto Serenissimo Governo ribadisce
il proprio impegno, sapendo che la lotta per l’autodeterminazione del Popolo Veneto va di pari
passo con la lotta per l’annientamento del terrorismo islamico. Non potrà esistere un Veneto se non
saranno difese le radici giudaico-cristiane su cui si fonda, chi non comprende questo semplice
assioma è di fatto in antitesi con la lotta per la liberazione della Veneta Patria. In questo triste
anniversario il Veneto Serenissimo Governo si fa portavoce del sentimento di dolore del Popolo
Veneto per tutte le vittime cadute per mano della canaglia terroristica. Venezia, 09/09/06. Per il
Veneto Serenissimo Governo, il Vicepresidente Vicario Plenipotenziario Luca Peroni, il Ministro
degli Esteri, Valerio Serraglia
                                                   .
          Comunicato del Veneto Serenissimo Governo
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Oggetto: Darfur: un rifiuto che dice molto - Come ampiamente prevedibile, il governo sudanese
ha respinto la risoluzione ONU 1706 con la quale si autorizzava l’invio di 20.000 caschi blu nella
regione del Darfur a partire dal prossimo primo ottobre. Le truppe delle Nazioni unite avrebbero
dovuto sostituire l’attuale contingente di 8000 uomini appartenenti all’Unione africana, il cui
mandato scade il 30 settembre. Il regime islamista di Khartoum ha precisato che , poiché dietro la
risoluzione approvata al palazzo di vetro c’è la pressione degli Stati Uniti, essa deve essere rifiutata
in quanto ingerenza negli affari interni di uno stato sovrano nonchè come tentativo di
colonizzazione americana del Sudan. E’ il linguaggio tipico di chi considera gli USA il grande
Satana da combattere con ogni mezzo. I grandi sconfitti sono gli abitanti della regione
sudoccidentale sudanese che vedono allontanarsi la speranza di un futuro di pace ed
autodeterminazione. Ancora una volta il centralismo colonizzatore, questa volta in versione
islamista, ha avuto la meglio sulle legittime aspirazioni delle popolazioni autoctone che rivendicano
la liberazione dall’oppressione. Venezia, 6 settembre ’06, Andrea Bonesso.
                                                    .
                  Comunicato Stampa di Forza Nuova
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Oggetto: Catania: vergognoso provvedimento della Questura vieta la manifestazione di Forza
Nuova del 16 settembre. - Con un provvedimento iniquo e pretestuoso il Questore di Catania ci
ha notificato un provvedimento che vieta la manifestazione di Forza Nuova annunziata con
regolare richiesta presentata alle autorità preposte ben oltre due mesi prima. La
manifestazione era stata richiesta in data 5 luglio in seguito ai provvedimenti antipopolari del
governo Prodi e contro l’immigrazione e la nuova legge sul diritto di cittadinanza agli
stranieri che questo governo vuole “regalare” agli Italiani ed era stata programmata per il
rientro dal periodo estivo. Nell’assurdo ed antidemocratico provvedimento si legge che i
Militanti di Forza Nuova “potrebbero rendersi responsabili di episodi di provocazione nei
confronti degli appartenenti all’opposto schieramento politico con turbativa dell’ordine
pubblico”. Poverini !! Ma questi che hanno organizzato una manifestazione nazionale
ridicolamente chiamata “orgoglioso antifascismo” ( che significa ??) non sono gli stessi che
hanno devastato Genova ? Non sono gli stessi che hanno semidistrutto Napoli ? Non sono
sempre quelli che in marzo hanno saccheggiato e messo a ferro e fuoco Milano ? Ora vogliono
vendicarsi di e su Catania ? Forse la Città gli ha dato poche soddisfazioni ! Mentecatti !!!
Evidentemente qualcosa ci sfugge e rimane fuori ogni logica normale: Forza Nuova 6 anni di
attività istituzionale e di presenza a fianco del Popolo Catanese con battaglie per la Vita, per
il Diritto alla proprietà della casa, per il Lavoro, per l’Ordine, per la Legalità, contro ogni
perversione e ogni droga viene perseguitata con circa 10 divieti di manifestazioni e cortei a
fronte di un solo corteo autorizzato bloccato tra l’altro impunemente dalla solita marmaglia
rossa supportata dai soliti esponenti della “democrazia rossa del bastone“. Estrema sinistra
da sempre distruttrice di città come di valori, professionisti della guerriglia , prezzolati no-
global e figli di papà nullafacenti pacifinti vengono privilegiati e autorizzati in ogni loro atto
con disprezzo della cronologia di presentazione delle autorizzazioni e con discriminazione del
libero diritto di manifestare il proprio pensiero garantita, a parole, dalla Costituzione ;
Sentiamo odore di “regime sovietico”. Denunzie, aggressioni fisiche, aggressioni mediatiche ed
aggressioni sul lavoro e sulla famiglia, repressione, divieti è questa la strategia che questo
sistema sta adottando nei confronti di Forza Nuova, colpevole di essere la sola voce
controcorrente che cerca di risvegliare le coscienze narcotizzate del Popolo Italiano che
qualcuno ha deciso di sopprimere e reprimere fino alla resa ed alla scomparsa. Forza Nuova
non si arrende e non china il capo davanti a tale “violenza democratica”, sarà presente in
forze sabato 16 settembre per le vie della Città di Catania, invita singoli Cittadini,
associazioni civiche e di categoria ad inviare lettere di protesta alla Questura, alla Prefettura
ed agli organi di informazione affinché venga vietata la manifestazione nazionale definita “
orgoglioso antifascismo” , affinché Catania venga risparmiata dalla furia distruttrice di questi
teppisti professionisti, nonché lettere di protesta per il divieto e di Solidarietà a Forza Nuova
per tutte le persecuzioni e repressioni che sta subendo. Convoca una riunione - assemblea
cittadina aperta alla partecipazione dei Connazionali mercoledì 13 settembre alle ore 19,00 in
via Luigi Sturzo 235 per decidere le attività e le manifestazioni da intraprendere per fermare
questa orda barbarica che si sta per abbattere sulla Città di Catania. Giuseppe Bonanno
Conti, Segr. Reg. Forza Nuova, Catania, 8 settembre 2006
                                                 .
                       Lettere ancora senza risposta
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10/08/2006 Oggetto: Abrogazione dell’articolo 139 della Costituzione – On Romano Prodi,
Presidente del Consiglio - Roma
04/09/2006 Oggetto: Richiesta di scuse - Monsignor Lorenzo Chiarinelli, Vescovo di Viterbo.
                                               .
                                            Libri
                                                   .
Giacinto Auriti, Il paese dell’utopia. Le risposte alle cinque domande di Ezra Pound, Presentazione
di Marino Zolfanelli, Editore Tabula fati, Chieti – Pagg. 96 – Euro 6,00 – ISBN-88-87220-36-0.
                                                   .
                                           C.P. 65
                                                .
Riceviamo il numero di settembre-ottobre di “Bergamonarchica”, dei monarchici bergamaschi.
                                                .
                                                .
                                   Rassegna stampa
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Il comunicato stampa “Riflusso immigrazione” è stato pubblicato da “Caserta News”
www.casertanews.it , il comunicato stampa “8-9-1943 una questione di punti di vista” è stato
pubblicato da “Caserta News” www.casertanews.it , il comunicato stampa “Abrogazione
dell’articolo 139 della Costituzione” è stato inserito nella newsletter dei “Liberali per l’Italia”
www.liberaliperlitalia.it , il comunicato stampa “8-9-1943 una questione di punti di vista” è stato
inserito nel sito “Lavagna ItalyNet.it” lincato con “Caserta News” www.lavagna.italynet.it il
comunicato stampa “Ricorso Woodcock su Vittorio Emanuele” è stato inserito nel sito web
“News4.it” www.news4.it , il comunicato stampa “Commissariamento Comuni” è stato inserito
nel sito “Treglia Ondine” lincato con “Caserta News” www.tregliaonline.it , il comunicato stampa
“Commissariamento Comuni” è stato inserito nel sito “Lavagna ItalyNet.it” lincato con “Caserta
News” www.lavagna.italynet.it , il comunicato stampa “Viterbo – monarchici discriminati” è
stato inserito nel sito “Lavagna ItalyNet.it” lincato con “Caserta News” www.lavagna.italynet.it , il
numero 58 de “La Circolare Spigolosa” è stato inserito nella pagina della stampa del sito web
“Dinastia Barbaccia” www.dinastiabarbaccia.com , il numero 59 de “La Circolare Spigolosa” è
stato inserito nella pagina della stampa del sito web “Dinastia Barbaccia”
www.dinastiabarbaccia.com , il numero 60 de “La Circolare Spigolosa” è stato inserito nella
pagina della stampa del sito web “Dinastia Barbaccia” www.dinastiabarbaccia.com , un link con
“Partito della Alternativa Monarchica adesione alla Dichiarazione di Bergamo” è stato inserito
nel sito web “Grande Fratello sito ufficiale” www.fratello-sito.duskwar.info , il comunicato stampa
“Viterbo – monarchici discriminati” è stato inserito ad opera di P.F. Barbaccia nel sito web
“Politica Online” www.politicaonline.net
                                                    .
      Bufale usando il nome di Alternativa Monarchica
                                                 .
Il sito web “crissxx.com” ha inserito un link con “Alternativa Monarchica” che vi porta, tramite il
sito-link www.alternativa-monarchica.4pgghy.info       , ad: ”Alternativa in the free Onòline
Encicolopedia” ma invece vi dirotta su un videopoker online.
                                                 .
                                             Flash
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Il n.60 de “La Circolare Spigolosa”, causa grosso file (350kb),non è stato ricevuto da alcuni
lettori. Chi desidera ricevere l’arretrato ce lo comunichi: lacircolarespigolosa@email.it
assicurandosi prima di aver svuotato il cestino della propria casella di posta elettronica.
                                                 .
La principessa Clotilde di Savoia, moglie di Emanuele Filiberto, ha dichiarato che la
secondogenita è nata in Svizzera perché non voleva “Restare intrappolata nelle disavventure del
suocero Victor”. Alla bambina, veramente splendida, complimenti a SA Clotilde e naturalmente al
papà, le sono stati imposti i nomi: Luisa, Giovanna, Agata, Gavina e Bianca Maria. Cinque nomi
come da tradizione. La bella coppia “savoiarda” ha deciso: “Presto un’altro erede”. (07/092006
tratto da: “Si’ & Oui Di Monica” - Proibito Smentire, di Mastro Titta jr - www.alexis.it )
                                                 .
Medio Oriente: D'Alema e Re Abdallah, auspicio per dialogo diretto israeliani e palestinesi
Amman, 7 set. - (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema e re Abdallah di
Giordania rivolgono un appello a israeliani e palestinesi per la ripresa di un dialogo. ''Il nostro
auspicio e' che possa riprendere un dialogo diretto fra le parti -ha detto D'Alema, al termine degli
incontri avuti oggi ad Amman con il sovrano giordano e con il ministro degli Esteri Abdul Ilah Al
Khatib- abbandonando ogni strategia unilaterale che negli ultimi mesi si è dimostrata inefficace agli
occhi di tutti, compresi i dirigenti israeliani''. (07/092006 “www.agendalodi.it” www.agendalodi.it )
                                                       .
Mostra di santini: nell’antica chiesa di Concesa, (frazione di Trezzo d’Adda – Mi), è possibile
ammirare fino a sabato 23 settembre la famosa collezione di 3000 santini del cav. Luigi Minuti, già
sindaco di Treviglio. La mostra si svolge nel quadro delle manifestazioni per la festa patronale della
parrocchia. (tratto da “Bergamonarchica”, numero di settembre-ottobre)
                                                       .
10/09/2006 Norvegia: incidente a un reattore nucleare di un istituto di ricerca energetica di
Keller che si è spento automaticamente quando i livelli sono andati al di sopra della norma, si tratta
di un impianto vecchio di quaranta anni che comunque è stato chiuso subito. Il P.d.A.M. coglie
l’occasione per ribadire quanto sostenuto a mezzo di comunicato stampa il 30/04/2004, che ebbe
come risultato: nessun interessamento da parte dei mass-media. Testo: Oggetto: reattore nucleare
a Milano - Il Partito della Alternativa Monarchica, ritenendo che il risultato del referendum sul
nucleare indicasse una precisa volontà degli italiani di non volere sul suolo Patrio alcuna fonte di
energia nucleare, esprime perplessità per il fatto che la facoltà di ingegneria del Politecnico di
Milano possa disporre, da più di un ventennio, di un reattore nucleare nel sottosuolo di Milano,
in zona abitata, a pochi metri da una scuola ed ad alcune centinaia di metri da vari ospedali
(omettiamo la precisa località per ragioni di sicurezza) e conseguentemente chiede alle autorità
competenti l’immediata chiusura e conseguente bonifica del sito. La fonte da cui ci proviene
l’informazione sono alcuni ingegneri che studiarono al politecnico e questo è ovviamente il segreto
di Pulcinella tra gli studenti di quella facoltà, alla quale sono ovviamente iscritti molti studenti di
religione mussulmana tra i quali non si può escludere che vi siano persone vicine ai movimenti
terroristici. Il sito, al quale chi scrive non ha potuto accedere per il fatto di non esserne autorizzato,
è ben protetto da sistemi di sicurezza ma non è all’interno di una base militare come prudenza
vorrebbe (ma saremmo ugualmente contrari alla sua esistenza) bensì, ripetiamo, a pochissimi metri
da una scuola! Il P.d.A.M. auspica che la forza dell’informazione, tramite indagini giornalistiche
che verifichino quanto detto, possa portare ad un effettivo smantellamento di tale sito e di
eventuali altri analoghi sul nostro territorio nazionale. Inoltre il P.d.A.M., sempre in ordine del
rispetto dei risultati del referendum sul nucleare, auspica che, per dare un senso di coerenza al
risultato, e quindi il rispetto della volontà dei cittadini italiani, si legiferi in modo che sia impedito
anche l’acquisto di energia elettrica prodotta da centrali nucleari straniere e che le armi
atomiche tattiche delle nostre Forze Armate, se tuttora esistenti, siano messe in pensione e
distrutte. Matteo Sullivan, Reggente del P.d.A.M.
                                                       .
È rinato “L’Alternativa”, Organo della Costituenda Associazione “Giacinto Auriti”, per la
Proprietà popolare della moneta. Auguri alla redazione da parte de La Circolare Spigolosa.
                                                       .
Per informazioni sui Bonapartisti: www.veliti-reali.org
                                                       .
Per contattare l’Ufficio Stampa Veneto Serenissimo Governo: Casella Postale 64- 36022 –
Cassola (VI) Veneto, e-mail: pepiva@libero.it – kancelliere@katamail.com tel. 349-1847544 – 340-
6613027 www.serenissimogoverno.org
                                                       .
                                              Links:
                                                  .
          www.epiro.too.it, www.giubizza.tk, www.monarchia.org, www.priorato-osf-to.it,
           www.liberaliperlitalia.it, www.vittoriomarinelli.it , http://achillelauro.vola.li,
www.dinastiabarbaccia.com, www.Monarchie-aktuell.de.tt, www.guidecampania.com/dellaragione,
                         http://au.groups.yahoo.com/group/monarchistalliance
                                                      .
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RECAPITO PER POSTA, SCRIVERE SOLO: CASELLA POSTALE N.65, LAVAGNA 16033 (GE)

CONTRIBUTI SUL CONTO CORRENTE POSTALE: (momentaneamente sospeso -
comunicazione importante: causa errore di digitazione di un impiegato delle Poste, chiediamo a tutti
coloro che hanno versato sul nostro c.c.p. di comunicarcelo, indicando la cifra, la causale e la data.)

La Circolare Spigolosa è curata da:
Matteo Cornelius Sullivan, S.A.S. Davide Pozzi di Santa Sofia, Daniele Maria Maggioni,
geom. A.Sciortino, Egidio Carminati, Andrea Rosa, Harold Schmautz, Achille della Ragione,
Gilberto Smaniotto, Alfredo Mulè, Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna,
Ramiro Pablo Alvarez del Rio

				
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