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Mito e la mitologia greca 2

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Mito e la mitologia greca 2 Powered By Docstoc
					•   Definizione di mito e mitologia
•   Funzione del mito
•   Caratteristiche del genere
•   Mitologia greca
•   Mitologia romana
•   Mitologia egizia
•   Mitologia etrusca
•   Mitologia celtica
 Definizione di mito e mitologia
• Deriva dalla parola greca mythos
• È un racconto particolare che riflette e le
  esperienze, il modo di vivere e di pensare
  del popolo che l’ ha prodotto
• Non è una creazione puramente fantastica
  ma ha una “verità”da dire spesso molto
  profonda (interpretazione fantastica del
  reale)
           Funzione del mito

• Il mito svolge una funzione in conoscenza
  della realtà e nasce dell’esigenza di dare
  una risposta a ciò che esiste e accade
  intorno a noi. L’uomo infatti,fin dai tempi
  più antichi ha cercato di scoprire il segreto
  del mondo circostante e ogni,comunità
  primitiva,priva delle conoscenze di cui oggi
  disponiamo,ricorse a proprie
  interpretazioni riconosciute vere e quindi
  sacre
            caratteristiche
• I miti dei popoli che non conoscevano la
  scrittura sono stati tramandati oralmente e
  solo in epoca recente sono stati trascritti
  da antropologi ed etnologi.
• I miti greci e romani sono stati tramandati
  in forma scritta da poeti e cantori.
       LINGUAGGIO

• Il linguaggio è caratterizzato da frasi brevi
  e semplici con abbondanza di nomi e
  verbi.
• È ricco di parole ed espressioni che si
  ripetono , così da permettere a chi
  ascoltava la narrazione , di impararla
  facilmente a memoria.
   IL MITO GRECO

• La famiglia degli dei
• Gli dei Olimpici
• Strane divinità
        La famiglia degli dei
• I Greci credevano in migliaia di divinità.
• Alcuni dei sono molto importanti e
  venivano chiamati “gli Olimpici”.
• Le divinità più modeste,come le
  ninfe,popolavano le rocce,le foreste e i
  fiumi.
• Esistevano anche creature mostruose che
  era meglio non incontrare sul proprio
  cammino.
ZEUS   ATENA APOLLO


               Gli dei Olimpici
• Vivevano sul monte Olimpo per questo
  vengono chiamati Olimpici.
• Si nutrivano di ambrosia (cibo divino che
  procura l’immortalità )
• Bevevano nettare .
• Zeus il loro re e li comandava tutti, ma gli dei
  litigavano spesso fra loro e le loro avventure
  non erano sempre semplici!
              Strane divinità
• Intorno agli Olimpici
  esisteva una folla di
  altre straordinarie
  divinità dai poteri
  stupefacenti. I venti
  obbedivano a
  Poseidone che
  scatenava a suo
  piacere violente
  tempeste.
• Gli eroi, metà dei e
  metà uomini,
                    Le ninfe




• Le ninfe, belle l’una più
  dell’altra, vivono centinaia
  d’anni.
                        Le naiadi
• Le Naiadi sono le ninfe dell'acqua nelle sue diverse forme, e
  personificano la fonte o il fiume che abitano, a volte
  singolarmente, a volte in gruppo come sorelle. Godono di
  grande longevità ma sono mortali.
• Nelle leggende e nelle genealogie dei mitografi la loro origine è
  variabile: secondo Omero sono figlie di Zeus, per altri
  discendono dal dio Oceano, oppure sono le figlie del dio del
  fiume nel quale abitano.
• Ogni fonte ha una Naiade, protagonista della sua personale
  leggenda, come nel caso della ninfa Aretusa, protetta da
  Artemide e, come lei, sdegnosa dell'amore, la cui sorgente
  sbocca vicino Siracusa.
• Le Naiadi avevano la fama di essere guaritrici e gli infermi
  bevevano l'acqua delle loro fonti o vi si bagnavano. A volte,
  invece, il bagno era considerato sacrilego ed era punito con
  una vendetta, per lo più espressa in forma di malattia
  misteriosa.
          ATENA LA GUERRIERA
•   LA NASCITA DI ATENA
    La prima moglie di Zeus era Meti, dea della saggezza e della prudenza.
    Ma qualcuno avverte Zeus che il bambino che nascerà da loro lo
    detronizzerà.
    Per evitare questo destino, Zeus divora Meti appena sa che la dea aspetta
    un figlio, ma viene subito colto da un terribile male di testa. Soffre tanto che
    chiede ad Efesto, dio degli artigiani, di aprirgli il cranio. E dalla sua testa
    esce Atena, con armi e casco, lasciando un grido di vittoria!

•   LA PROTETTRICE DI ATENE...
    Dopo aver vinto un concorso contro Poseidone per diventare la patrona
    dell’Attica (la regione di Atene),Atena diventa la protettrice di questa città.
    Molti templi le vengono dedicati,in particolare il grande Partenone , e la dea
    è celebrata in importanti feste pubbliche.
    Atena si serve della sua intelligenza per aiutare gli eroi greci a superare le
    peggiori difficoltà : grazie a lei Perseo può uccidere la Medusa , Giasone
    riesce a costruire la nave che lo porterà alla conquista del vello d’ oro,
    Ulisse rientra in patria ... ma quando è in collera questa dea può diventare
    spietata.
                       Apollo

• Dio della luce e della bellezza, nonché della poesia e
  della musica. Era figlio di Zeus e di Latona e fratello
  gemello di Artemide. Secondo il mito Latona,
  perseguitata da Era moglie di Zeus, trovò rifugio
  nell'isoletta di Delos e qui mise al mondo i due
  gemelli. Appena nato Apollo ricevette in dono da
  Zeus una lira, un diadema d'oro e un cocchio
  trainato da cigni, con i quali si recò dapprima nel
  paese degli Iperborei e da lì a Delfi, suo principale
  luogo di culto. Ancora oggi l'aggettivo apollìneo e
  l'appellativo Apollo vengono utilizzati per designare
  un giovane bello e dalle forme perfette, come lo
  splendido dio greco
                                      ZEUS
•   Zeus, il re degli dei
•   Zeus ha liberato i fratelli e le sorelle. Questi decidono di allearsi con lui contro Crono.
    Ora devono affrontare i Titani, che vogliono continuare ad essere i padroni dell’
    universo.
•   Una lotta senza quartiere
•   Per dieci lunghi anni, due eserciti eccezionali si affrontano, quello dei Titani e quello
    degli Olimpici, composto da Zeus, dai suoi fratelli e dalle sue sorelle.
•   Sono tutti così potenti che nessuna parte ottiene vittoria decisiva sull’ altra.
•   Come avere la meglio?
•   Zeus chiama a raccolta i Ciclopi e i Centimani e trova in loro alleati di grande valore. I
    tre Centimani, da soli, sono terribili come un intero esercito. Ognuno di loro infatti può
    lanciare cento pietre alla volta, mentre Zeus scaglia tanti fulmini che le foreste si
    incendiano e la Terra è sconvolta dai tuoni. Finalmente i Titani sono sconfitti e
    precipitano nelle profondità della Terra da dove non usciranno mai più.
•   I Giganti
•   Zeus e i suoi devono ancora i Giganti, ma alla fine gli dei dell’ Olimpo escono vincitori
    da questa lotta divina e si dividono l’Universo: Zeus regnerà sul cielo, Ade sul mondo
    sotterraneo e Poseidone sul mare.
•
              Giasone e gli Argonauti
è figlio di Esone ,re di Iolco , una
piccola città del Peloponneso, il
giovane cresce lontano dalla città
,da quando lo zio Pelia ha
usurpato il potere.
All’età di 16 anni ,vuole restituire il
trono a suo padre e parte per
Iolco.
Lungo il cammino, perde un
sandalo .
Quando lo vede arrivare, Pelia si
spaventa:gli hanno predetto che
un uomo con un solo sandalo
sarebbe stato la causa della sua
fine.
Giasone è determinato e
coraggioso. Reclama dallo zio il
trono del padre. Ma Pelia prende
tempo: “Il trono sarà tuo, se mi
porti il Vello d’oro”. Sa che si
tratta di un’impresa praticamente
impossibile.
Questo Vello, che apparteneva a
un ariete magico, si trova molto
lontano, sulla riva opposta del Mar
Nero ed è sorvegliato da un drago
.Ma Giasone non si scoraggia e si
prepara per il viaggio.
                            Apollo




APOLLO
Apollo è dotato di mille talenti: questo figlio di Zeus, splendente
come il sole, è migliore dei musicisti e il più bello degli dei.
Possiede anche il potere di predire il futuro.
FIGLIO DI ZEUS E DI LETO
 Era viene a sapere un giorno che la dea Leto aspetta un figlio da
Zeus, il suo infedele marito.Accecata dalla gelosia,ordina a tutte le
terre di rifiutare l’ospitalità alla rivale.Leto vaga per mesi alla ricerca di
un luogo dove partorire e si rifugia in fine su un arido isolotto, che
diventerà Delo,una delle più famose isole greche.
Là, mette al mondo due gemelli: Artemide e Apollo.
APOLLO A DELFI
Apollo rimane bambino per qualche
giorno.
Grazie al nettare e all’ambrosia, cibo
degli dei.
Diventa presto un bel ragazzo.
Suona così bene la lira che sarà il dio
patrono dei musicisti.
Si reca a Delfi, dove ha deciso di
stabilire la sua dimora: come tutti gli
dei, vuole che gli uomini lo venerino e
lo nutrano con le loro offerte.
Uccide il serpente Pitone che terrorizza
la regione e Delfi diventa il più famoso
dei suoi santuari.
Là il dio predice il futuro per bocca di
una donna chiamata Pizia.
              Gli dei
•   Ra
•   Osiride
•   Iside
•   Sobek
•   Horus
•   Thot
                  GLI DEI

Nell'Antico Egitto era solito adorare gli Dei
            per garantirsi la loro
 protezione, ma anche per scongiurare
              eventi negativi.
RA

Personificazione del dio solare, degli
dei,associato ad Atum (il tutto) é,
il creatore dell'universo.
Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su
due barche: quella del giorno e
quella della notte.
Veniva ingoiato la sera da Nut e partorito la
mattina.
Da lui era stata emanata una figlia, Maat.
                   OSIRIDE

• Dio supremo del culto funerario giudice e
  reggitore dei morti
• Uomo rappresentato come un falco o
  uomo dalla testa di falco, barbuto,
• mummiforme, con la corona ,le mani
  sporgono dal suo abito aderente e reggono
  gli scettri a bastone da pastore e la frusta .
• La sua pelle è spessodi colore verde o
  nero.
                     ISIDE

• Dea dell’amore divino e forza generante. Il
  suo nome significa trono.
• È considerata un simbolo di fedeltà e di
  protezione per i bambini.
• Sorella di Osiride, di cui è sposa,
SOBEK

Dio coccodrillo, connesso alle acque ed alla
fertilità. Più tardi dio
creatore.

«L'Egitto è bagnato dal Nilo per tutto il suo
corso», scrisse Erodoto al ritorno da un viaggio
nel paese delle Due Terre. Sin dalla preistoria, le
fertili acque del Nilo hanno garantito la vita
dell'Egitto, e i villaggi hanno sempre saputo
mantenere un perfetto equilibrio con il fiume che,
tra l'altro, è ricco di un gran numero di specie di
animali e di piante.
                  HORUS

Dio del sole, figlio di Iside e Osiride, regna
       sull'Egitto dopo la morte del
  padre. I faraoni sono considerati suoi
        discendenti. L'animale a lui
            associato è il falco.
                      THOT

Dio del tempo, della luna, della misura, delle arti
magiche e della scrittura della quale fu
inventore. Messaggero degli dei. Protettore di
Osiride e compagno di Ra durante il giorno.
Viene rappresentato con l'ibis o il babbuino.
              Mitologia celtica
• La mitologia irlandese è la più antica a essere stata
  scritta nella lingua del popolo e non in una lingua
  classica accessibile soltanto ai letterati.
   Le numerose leggende irlandesi sono frutto di
  antiche tradizioni popolari più che di miti e
  superstizioni.
  Alcune storie compaiono in forma scritta a partire
  dall'VII secolo, ma molte risalgono a ben più di 2.000
  anni fa, quando i druidi le tramandavano oralmente
  da una generazione all'altra.
  Così come la mitologia celtica abbonda di guerrieri
  temerari e gesta eroiche, anche le fiabe irlandesi
  sono popolate da fate, folletti, spiriti e altre creature
  soprannaturali.
                ARAWN
Re dell'Annwn (l'oltretomba) e guardiano dei
luoghi pericolosi. Pregando questo Dio un
mortale potrebbe avere accesso alla
saggezza delle animArawn è anche signore
dell'inganno e del doppio gioco e fa di tutto
per accaparrarsi le anime dei mortali.
Meschino, crudele, affascinante, non ha un
aspetto vero e proprio, ma si presenta sotto
molteplici forme e aspetti. e degli antenati
assimilate da Arawn.
                   ARTIO
•        Dea della caccia e
    dell'abbondanza, spesso raffigurata
    come un'orsa (o in compagnia di un
    orso). Il suo nome significa infatti
    "orsa". Pare che il nome di Artù sia
    collegato a questa divinità di cui ad
    oggi non restano che pochissime
    tracce.
                EPONA
• Epona è la dea dei cavalli per
  antonomasia, il suo nome deriva infatti
  dalla parola celtica "epos" che significa
  appunto "cavallo". Per i celti il cavallo
  era molto importante, al punto tale che
  essi non ne mangiavano per alcun
  motivo le carni, per questo Epona era
  una delle divinità più venerate.
• In origine era chiamato Dagodevos ed era la
  principale divinità dei danesi che si spostarono in
  Irlanda

   Il suo nome significa "il buon dio" ed era associato
   alla magia e all'abbondanza, egli infatti possedeva un
   caderone magico chiamato Uldry che poteva nutrire
   tutta la terra. Viene rappresentato con un'enorme
   clava in mano, la quale ha una particolarità: quando
   colpisce da una parte uccide i vivi e quando colpisce
   dall'altra resuscita i morti.
                    BRIGIT
• Alta, forte o gloriosa", dea della sapienza, del
  fuoco, del focolare domestico e della poesia.
  Brigit è una delle divinità più complesse del
  Pantheon celtico ma anche una delle più amate,
  tanto che la Chiesa Cristiana per eradicarne il
  culto la trasformò in Santa Brigida. Era una dea
  una e trina, a volte legata a due "sorelle" e
  talvolta veniva associata anche alla guarigione
  ed alla fertilità tanto che la festa di Imbolc (1°
  febbraio) era a lei dedicata in quasi tutta l'area
  celtica
     IL CULTO DELLA TESTA

• "…per i Celti la testa umana è venerata
  sopra tutto, poiché la testa è l'anima,
  centro delle emozioni così come di vita
  in sè, un simbolo delle divinità
• La testa è un trofeo stimato nella
  battaglia, le teste dei nemici sgominati,
  vengono divise fra i Guerrieri e
  conservate come bottino di guerra:
           MITOLOGIA DELL’
            ANTICA ROMA
• Romolo e Remo




• La storia di Enea
                ROMOLO E REMO
•   La leggenda delle origini:
    Enea, Marte e la Lupa

    La leggenda vuole che i latini siano in qualche modo discendenti di
    Enea, fuggito dalle ceneri di Troia e approdato nel Lazio, dove si
    stabilì ed ebbe abbondante discendenza.
    Ora, alcune generazioni dopo, in una delle città fondate dalla sua
    stirpe (Alba Longa), accadde che il buon re Numitore fosse usurpato
    dal fratello malvagio, Amulio. Questi imprigionò il fratello e ne uccise
    la discendenza maschile, costringendo l'unica figlia superstite a farsi
    vestale, titolo che imponeva il voto di castità.
    Rea Silvia, questo il nome della ragazza, era una bella e innocente
    fanciulla, che commise però il fatale errore di addormentarsi distesa
    sulla riva del fiume: la bella non passò inosservata agli dei, visto che
    di lì a poco passò Marte e molto ellenicamente la fece sua.
    Da questa unione nacquero due gemelli, Romolo e Remo.
Amulio, venuto a sapere del fatto, fece uccidere Rea Silvia a
bastonate e ordinò ad un suo servitore di ucciderne i figli, ma il
servitore si impietosì e li abbandonò in un cesto di vimini in
una secca, in balia del loro destino fluviale.

La cesta si arenò, i due gemelli piangevano e il loro pianto
giunse alle orecchie di una Lupa che provvide a portare la
cesta nella sua tana e a svezzarne il contenuto.
Sennonché Faustolo, un pastore di passaggio, impietosito,
decise di portarsi a casa gli infanti. Qui trovarono finalmente
una mamma umana, Acca Larenzia, che sembra fosse la vera e
unica Lupa di tutta la storia (ovvero una prostituta), con buona
pace della corrente storico-animalista.
Romolo e Remo crebbero tra i pastori e si distinsero per forza e
coraggio (erano pur sempre figli del dio della guerra). Venuti a
sapere delle loro vere origini, si recarono ad Alba Longa, fecero
piazza pulita di Amulio e restituirono il trono al nonno Numitore.

A questo punto i due fratelli decisero di tributarsi il giusto onore
fondando una città nel luogo del loro ritrovamento, e
immancabilmente nacquero i primi dissapori per la supremazia di
quelle poche capanne che chiamavano città. Romolo voleva
chiamarla Roma, Remo invece Remuria, entrambi ispirandosi ai
rispettivi nomi. Romolo prevalse dopo essersi giocato il nome in
una serie di prove di abilità.
•   Trovato il nome occorreva fissare il quadrato delle mura: Romolo ebbe
    la visione premonitrice di dodici avvoltoi roteanti sul suo capo
    (mentendo al fratello che ne vide appena sei). Questo gli diede il diritto
    di tracciare il solco con l'aratro e giurare davanti agli dei che nessuno
    lo avrebbe mai oltrepassato senza il suo permesso. Accade però che il
    solco fu attraversato per sfida proprio dal fratello, il quale venne
    ucciso da Romolo secondo giuramento.


    Così, secondo il mito, nacque Roma nel 753 a.C.
                         ENEIDE
• Protagonista dell’Eneide, poema epico in 12
  libri scritto da Virgilio, è Enea, figlio di
  Anchise e della dea Afrodite, sposo di Creusa
  e padre Ascanio.
• L’opera narra delle peripezie che l’eroe deve
  affrontare per arrivare nel Lazio, e le
  successive guerre che deve condurre per
  conquistarlo.
• Dopo aver lasciato Troia Enea, attraverso
  mille peripezie, giungerà a Creta, ad Azio, in
  Sicilia, terra dei Ciclopi, e a Cartagine. Qui la
  regina Didone si suiciderà a causa dell’amore
  non corrisposto che prova verso Enea.
  Partito da Cartagine l’eroe troiano arriverà
  infine a Cuma, dove verrà introdotto
  nell’antro della Sibilla.
L’indovina lo porta con sé nel regno
    dei morti, attraverso una grotta
    profonda che termina in un
    vestibolo. Da qui arrivano sulle
    rive dell’Acheronte, dove le
    schiere dei morti aspettano di
    essere traghettate da Caronte.
    Sulla sponda del fiume Enea
    incontra Palinuro, suo
    connazionale,e si intrattiene a
    parlare con lui
. Caronte accetta di far proseguire la
    Sibilla ed Enea solo dopo aver
    visto il ramoscello d’oro, mentre
    Cerbero viene zittito da una
    focaccia drogata.
Giunti nell’antinferno, Enea incontra
    Didone nei campi del pianto, ma la
    regina non lo degna di una parola.
    Successivamente incontra nei
    campi degli eroi Deifobo, suo
    parente, che gli racconterà l’ultima
    notte di Troia e gli confermerà
    inoltre l’investitura a restauratore
    della gloria troiana.
Giungono infine a un bivio che
   conduce da una parte al Tartaro
   e dall’altra ai Campi Elisi.
   Usando il ramoscello d’oro,
   Enea apre i portoni dei Campi
   Elisi, e finalmente raggiunge
   suo padre Anchise sulle sponde
   del Lete. Enea prova tre volte ad
   abbracciarlo, senza mai
   riuscirvi, e il padre spiega al
   figlio il meccanismo della
   reincarnazione: le anime,
   purificate nel Lete, dopo cento
   anni rinascono in altri corpi.
   Anchise indica ad Enea le
   anime dei futuri Romolo,
   Cesare, Pompeo, Augusto e dei
   due Marcelli.
• Una volta terminata la
  spiegazione, Anchise
  si congeda e la Sibilla
  ed Enea tornano in
  superficie.
• Enea prosegue il
  viaggio e giungerà
  alle foci del Tevere .
  Sarà ospitato dal re
  Latino e sposerà su a
  figlia Lavinia
• Dopo la guerra con
  Turno, re dei Rutuli,
  promesso sposo di
  Lavinia, Enea vince
  e si celebrano le
  nozze riportando la
  pace nel Lazio
• Dal matrimonio
  discenderà Romolo,
  fondatore di Roma
• AITA Il dio etrusco
  dell'Oltretomba. E' identico al
  dio greco dell'Ade ed a quello
  romano Plutone.
• ALPAN Dea etrusca
  dell'amore e dell'Oltretomba, è
  di solito ritratta nuda. Fa parte
  delle Lasa.
• ANI Dio etrusco del Paradiso,
  vive nei cieli più alti. Mostra
  molte somiglianze con il dio
  romano Giano.
•   APLU Dio etrusco del tuono e del
    fulmine. Aplu è di solito raffigurato
    con una corona di alloro sulla
    testa, mentre in una mano regge
    un bastone e nell'altra un
    ramoscello di alloro. La sua figura
    ha molte analogie con il dio greco
    Apollo.
•   ARTUME (o ARITIMI) Dea
    etrusca della notte e della morte,
    ma anche personificazione della
    crescita e della natura. Può
    essere comparata alla dea greca
    Artemide.
•   ATUNIS La versione etrusca del
    greco Adone, lo si può trovare
    spesso in compagnia di Turan, la
    dea dell'Amore.
•   CHARONTES Demoni etruschi
    della morte. Il loro nome lascia
    trasparire un innegabile
    connessione con il greco Caronte
    ed il suo equivalente etrusco
    Charun.
•   CHARUN Demone etrusco della
    morte che tormenta le anime dei
    morti nell'Oltretomba. Egli è anche
    il guardiano dell'ingresso
    dell'Oltretomba. E' simile al greco
    Caronte. E' raffigurato con il becco
    di un avvoltoio, le orecchie
    appuntite ed è solitamente alato. Il
    suo attributo è il martello.
•   CULSU Demone etrusca che
    vigila l'ingresso dell'Oltretomba.
    Suoi attributi sono la torcia e le
    forbici.
• FUFLUNS Dio della
  vegetazione, della vitalità e
  della gaiezza, figlio della dea-
  Terra Semia. Rgli presenta
  molte somiglianze con Dioniso
  e Bacco, rispettivamente gli
  dei del vino greco e romano.
• HERCLE Eroe etrusco, figlio
  della dea suprema Uni, simile
  al l'eroe greco Eracle,
  predecessore del romano
  Ercole.
• HORTA Dea dell'agricoltura.
•   MENVRA Dea etrusca somigliante
    alla dea greca Atena, raffigurata in
    modo simile (con elmo, lancia e
    scudo). Come Atena, inoltre, ella era
    nata dalla testa di un dio (in questo
    caso Tinia). Assieme al padre e alla
    dea Uni fa parte della triade di divinità
    più importanti del pantheon etrusco.
    Dalla sua figura deriverà la dea
    romana Minerva.
•   NETHUNS Dio etrusco dell'acqua,
    originariamente delle fonti ma più tardi
    anche del mare. Presenta molti tratti in
    comune con il dio greco Poseidoneed
    è il predecessore del dio romano
    Nettuno.Suoi attributi sono il tridente,
    l'ancora, il cavallo marino ed il delfino.
•   TINIA Dio supremo del Cielo, che vive
    nella parte settentrionale del cielo. Con
    sua moglie, Uni, e la dea Menvra,
    forma la triade più importante del
    pantheon etrusco. Suoi attributi sono
    un grappolo di fulmini scintillanti, una
    lancia e uno scettro. I romani lo
    equipararono con Giove.
•   TURMS Dio etrusco che guida i morti
    nell'Oltretomba. E' il messaggero degli
    dei e, come il suo equivalente greco
    Ermes, egli indossa scarpe alate e
    porta con sè un bastone da araldo.
•   UNI La suprema Dea del pantheon
    etrusco. Ella è la dea del Cosmo.
    Insieme al marito Tinia e alla dea
    Mnevra forma un importante triade.
    Suo figlio è l'eroe Hercle. Uni si
    identifica alla dea greca Era e a quella
    romana Giunone.
• VOLTUMNA (o
  VELTHA) Voltumna,
  conosciuto anche come Veltha
  è un dio indigeno degli etruschi,
  la cui figura non ha subito
  influenze di origine greca, e che
  più tardi fu elevato al rango di
  Dio supremo. E' anche il dio
  patrono della federazione delle
  dodici città-stato etrusche. Il
  centro del suo culto era in
  Volsini. I Romani lo chiamarono
  Vertumno.

				
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