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							A.A. 2004-5
Laboratorio di Comunicazione e Reti
Docente: Carolina Cirillo


Titolo della Lezione :reti telematiche, comunicazione
multicanale e multimediale,


Le reti telematiche


Comunicazione multicanale


     Canale fisico
     Telefonia fissa e mobile
     Mailing, messaging & Posta elettronica certificata
     Voice portal
     Web TV
                        1
     TV digitale


Comunicazione multimediale
     Streaming
     Videoconferenza
     Content delivery
                                             2
     Le frontiere multimediali




1
 Si rimanda alla lezione dedicata a questo argomento
2
 Questo paragrafo è tratto da Internet 2004, di Marco Calvo, Fabio Ciotti, Gino Roncaglia,
Marco A. Zela- Ed. Laterza, Bari 2003, pubblicato su internet all’indirizzo:
http://www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/
Le reti telematiche

Negli ultimi anni il concetto di rete è entrato a far parte dell'uso quotidiano della
maggior parte delle persone.
Una rete telematica è un insieme di computer collegati tra loro attraverso una serie di
dispositivi ( ad es. router) interconnessi mediante cavi, apparecchiature infrarosse o
radio, connessioni telefoniche in modo che possano comunicare e scambiare dati tra
loro.

LAN e WAN
Le reti locali (o LAN) sono reti con un'estensione geografica che non supera il Km. Le
LAN sono caratterizzate da un'alta velocità di trasmissione e sono usatissime per
connettere PC o workstation. Le reti geografiche o WAN sono reti senza limiti di
estensione e possono essere ad ambito nazionale, continentale o coprire l'intero
pianeta (l'esempio più naturale è costituito da Internet).

Il modello client/server
Con il termine client/server ci si riferisce ad un particolare metodo di comunicazione
tra due programmi risiedenti su computer differenti. Un programma client inoltra una
richiesta ad un secondo programma server. La richiesta è relativa ad un servizio che il
programma server è in grado di soddisfare. Un server può svolgere diversi compiti,
alcuni semplici come ad esempio reperire la data odierna, altri più complessi, come la
memorizzazione di dati o la ricerca di informazioni. L'utilizzo delle reti di computer si
sta rivelando un elemento primario nell'evoluzione non solo dell'economia, ma
dell'intera società, tanto che si parla di rivoluzione telematica, dopo quella industriale
e informatica. I vantaggi del collegamento tra computer sono diversi, tra i principali ci
sono:

o     La possibilità di condividere dispositivi di varia natura: questo significa che più
      persone possono usufruire di risorse presenti nella rete. Tali risorse possono
      essere: - file corrispondenti a documenti di ogni genere.
o     La possibilità di lavorare in team: è possibile per un gruppo di persone lavorare
      sul medesimo progetto senza dover necessariamente trovarsi nello stesso
      luogo. Per esempio, tutti i documenti relativi al progetto possono essere
      memorizzati su un computer che funzionerà da file server, i partecipanti
      possono lavorare su tali documenti, scambiarsi opinioni attraverso le e-mail,
      oppure discutere direttamente in videoconferenza.
o     La rapidità di comunicazione

Internet, Intranet, Extranet
Internet è la "rete delle reti", ovvero l'insieme di un numero enorme di sistemi di
comunicazione in tutto il mondo, che si basano su un unico standard di trasmissione
dei dati (una lingua comune). Questa modalità standardizzata di comunicazione ha
permesso un notevole sviluppo delle tecnologie, consentendone la rapida diffusione.
Una intranet, invece, è una rete privata, interna a un'azienda: si basa sugli stessi
protocolli utilizzati in Internet, ma mette a disposizione una serie di servizi accessibili
solo dai dipendenti e dal personale interno all'azienda.
Una extranet è una rete privata (intranet) in cui vengono utilizzati il protocollo alla
base di Internet e il sistema di telecomunicazione pubblico. Questa apertura verso
l'esterno richiede una maggiore attenzione per quel riguarda la sicurezza.

La rete telefonica e i computer
Per poter effettuare una connessione ad Internet è necessario appoggiarsi ad una rete
pubblica o privata estesa sul territorio che raggiunga i nodi principali di Internet. Un
esempio è la rete telefonica nazionale, ma questa non è l'unica infatti negli ultimi anni
alcune aziende di telecomunicazioni hanno steso cavi in fibra ottica nel sottosuolo di
molte città italiane per fornire connessione veloce ad Internet. È anche possibile
collegarsi via satellite, anche se questo sistema non esclude interamente l'uso della
rete telefonica. In ogni caso la rete più usata comunemente è la rete telefonica
pubblica. Questo è il mezzo di trasmissione più economico, ma essendo stato
progettato in origine per trasmettere la voce e non i dati la velocità di trasmissione
offerta non è molto elevata. La linea telefonica è analogica3 e viene occupata solo
durante la trasmissione. Normalmente la connessione avviene attraverso dei
dispositivi che si occupano della conversione del segnale da digitale 4 (quello dei
computer) ad analogico e viceversa (modem); viene composto un numero di telefono
che corrisponde all'ISP (InternetService Provider) prescelto, una volta effettuato il
collegamento al provider sarà possibile usufruire di tutti i servizi offerti dalla rete delle
reti, Internet. Per migliorare questo aspetto sono state introdotte delle tecnologie in
grado di trasmettere dati molto più velocemente come le ISDN (Integrated Services
Digital Network) e le ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line).




3
 i segnali analogici sono continui nel tempo
4
 deriva dall'inglese digit, cifra, e indica che ogni informazione è rappresentata simboli definiti
e discontinui,le cifre 0 e 1
La PEC: Posta Elettronica Certificata

L'e-mail è ormai lo strumento di comunicazione elettronica più utilizzato il cui
principale vantaggio è l'immediatezza. I messaggi possono includere testo, immagini,
audio, video o qualsiasi tipo di file.

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica nel quale è
fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l'invio e
la consegna di documenti informatici. "Certificare" l'invio e la ricezione - i due
momenti fondamentali nella trasmissione dei documenti informatici - significa fornire
al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale
dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale allegata documentazione. Allo
stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il gestore invia al mittente
la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna con precisa indicazione temporale. Nel
caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, la traccia informatica delle operazioni
svolte venga conservata per un periodo di tempo definito a cura dei gestori, con lo
stesso valore giuridico delle ricevute

La fase di sperimentazione

Avviata nel 2002 dal Centro Tecnico per la Rupa la prima sperimentazione sul servizio
di PEC è stata condotta con particolare riguardo agli aspetti legati all' interoperabilità
ed ha prodotto una serie di documenti tecnici.

La normativa di riferimento

Su proposta del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie di concerto con il Ministro
per la Funzione Pubblica, il Consiglio dei Ministri nella seduta del 28 gennaio 2005 ha
approvato in via definitiva un provvedimento che intende disciplinare le modalità di
utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC) non solo nei rapporti con la PA, ma
anche tra privati cittadini. In sintesi le ultime novità contenute nel DPR approvato:

      nella catena di trasmissione potranno scambiarsi le e-mail certificate sia i
       privati, sia le PA. Saranno i gestori del servizio, iscritti in apposito elenco tenuto
       dal CNIPA (che verificherà i requisiti soggettivi ed oggettivi inerenti ad esempio
       alla capacità ed esperienza tecnico-organizzativa, alla certificazione ISO9000
       del processo), a fare da garanti dell'avvenuta consegna.
      i messaggi verranno sottoscritti con la firma digitale avanzata che dovrà essere
       apposta sia sulla busta, sia sulle ricevute rilasciate dai gestori per assicurare
       l'integrità e l'autenticità del messaggio;
      i tempi di conservazione: i gestori dovranno conservare traccia delle operazioni
       per 30 mesi;
      i virus: i gestori sono tenuti a verificare l'eventuale presenza di virus nelle e-
       mail ed informare in caso positivo il mittente, bloccandone la trasmissione;
      le imprese, nei rapporti intercorrenti, potranno dichiarare l'esplicita volontà di
       accettare l'invio di PEC mediante indicazione nell'atto di iscrizione delle imprese.

Le nuove regole tecniche saranno oggetto di un DPCM, conseguente alla pubblicazione
in G.U. del DPR e conterranno tutti i requisiti tecnico-funzionali che devono essere
rispettati dalle piattaforme utilizzate per erogare il servizio.
Web TV
Con questo termine si indica un trasmissione televisiva da vedere direttamente on-line
sul proprio computer.
Nella versione live si possono seguire trasmissioni in diretta presenti in Rete, mentre
nella versione video on-demand si può scegliere il programma da vedere
indipendentemente dall'ora e dal giorno in cui è andato in onda.
Streaming
Distribuzione di un flusso in audio/video dal vivo sulla rete.
Le attività possono andare dalla produzione ed erogazione di un evento dal vivo,
curando riprese, codifica, fino alla pubblicazione di pagine web.

L’infrastruttura per supportare lo streaming di eventi dal vivo è costituita da un
insieme di apparecchiature che comprendono:

        Sistemi di codifica basati su PC dotati di schede di acquisizione audio/video
        Sistema di regia audio/video composta da:
            o Distributore audio/video
            o Convertitore video
            o Radiotrasmittenti Video
            o Distributore amplificatore audio/video
            o Mixer video e Digitale
                           5
            o Outboard
        Telecamere & microfoni
            o Telecamere anche a controllo remoto
            o Microfoni e Radio Microfono
        Server di streaming




5
    Equalizzatori, pre-amplificatori e processori di effetti
Videoconferenza

La videoconferenza è un servizio che si definisce di tipo end-to-end: tutti gli
elementi che sono compresi fra i due estremi della comunicazione sono
determinanti ai fini della buona riuscita della videoconferenza stessa. La
complessità di queste problematiche è legata al numero di punti che si vogliono
mettere in comunicazione
Content delivery

Il modello di distribuzione su Internet per contenuti multimediali e Web attualmente
più diffuso prevede che essi siano archiviati ed erogati a partire da uno o più server
centrali, con i relativi problemi sia di fault-tolerance, e scalabilità per quanto riguarda i
server stessi e la loro connettività, sia di performance percepita dagli utenti
geograficamente distribuiti su diversi Internet Service Provider.




Attraverso l'utilizzo di questi servizi è possibile distribuire contenuti Web, file binari,
filmati audio e video in modalità streaming sia live che on demand. Infatti essi
permettono di erogare contenuti anche in presenza di picchi improvvisi ed elevati di
richieste, indotti sia dal legittimo uso da parte dell'utenza, sia in caso di attacchi
informatici. Il panorama della delivery di contenuti è infatti caratterizzato da una
crescita del numero delle richieste per gli eventi di rilievo (ecco i dati dei picchi nelle
richieste di tre celebri eventi: Wimbledon 1999: 430.000 hit/minuto, Wimbledon
2000: 964.000 hit/minuto, Olympic Games 2000: 1.200.000 hit/minuto), mentre
durante Distributed Denial of Service come quelli sferrati a Yahoo! ed eBay nel 2001
sono stati prodotti elevati volumi di traffico allo scopo di impedire il normale
svolgimento del servizio. Entrambi i fenomeni possono essere contrastati
efficacemente solo con una ripartizione delle richieste degli utenti sui diversi server
distribuiti per area geografica.

Infine, l'utilizzo di un servizio di content deliver svincola il responsabile della creazione
dei contenuti dal problema dell'allestimento della rete di distribuzione, rendendo
possibile al content provider di focalizzarsi sulla propria attività.
Le frontiere multimediali

Il World Wide Web, è costituito da una rete di documenti multimediali. In effetti, nella
sua versione originale, la multimedialità si limitava all'integrazione di testo formattato
e immagini in una pagina Web. Per quanto riguardava altri formati, la loro
riproduzione era assai più complicata (si trattava di specificare delle applicazioni
esterne che venivano avviate dal browser) e non era affatto integrata con il resto della
pagina. Per ovviare a questi limiti, nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate
alcune tecnologie che hanno notevolmente allargato le frontiere multimediali del Web.
In questo paragrafo esamineremo in particolare i plug-in, e i sistemi di streaming
audio e video.

Plug-in e moduli accessori

La tecnologia dei plug-in è stata introdotta da Netscape ormai parecchi anni fa (le
prime applicazioni risalgono alla versione 2.0 del programma), al fine di aumentare le
capacità di visualizzazione ed elaborazione dei browser. Successivamente è stata
accolta anche da Microsoft, sebbene l'azienda di Redmond abbia in seguito sviluppato
tecnologie proprietarie (controlli ActiveX, architettura .NET) per integrare funzionalità
aggiuntive in siti e programmi di navigazione, consentendo un'espansione modulare
del browser e dello stesso sistema operativo. Ma vediamo meglio cosa sono i plug-in.

Normalmente i browser Web sono in grado di visualizzare direttamente un ristretto
numero di formati di file: HTML per i testi, GIF, JPEG, PNG per le immagini.
Rimangono esclusi dunque moltissimi formati multimediali correntemente usati nelle
applicazioni locali e molti altri sviluppati appositamente per la rete.

Il problema è stato inizialmente affrontato attraverso i programmi di supporto, che
continuano comunque ad essere assai diffusi. Si tratta di programmi esterni al
browser, dotati di una loro finestra e di interfacce utente proprietarie.

Un plug-in invece è un modulo software che si integra pienamente con il browser
stesso, e ne estende le funzionalità, come se facesse parte del programma originale.
Una volta installato un plug-in che gestisce un dato formato, il browser è in grado di
visualizzare nella sua finestra i dati codificati in quel formato. In generale un plug-in
può integrare nel browser con cui interagisce anche nuovi comandi e capacità
elaborative, il tutto in una unica interfaccia utente.

La maggior parte di questi moduli aggiuntivi sono sviluppati da aziende diverse da
quelle che producono i browser, dunque vanno scaricati dall'utente e installati.
L'installazione è talvolta automatica o semi-automatica (viene comunque richiesto il
nostro consenso), talvolta basata su procedure guidate analoghe a quelle di
qualunque altro programma. Se una pagina contiene un riferimento a un plug-in non
installato sul disco rigido, il browser avverte l'utente, e in genere gli dà l'opportunità di
scaricare immediatamente il software necessario. Naturalmente si deve tenere
presente che i plug-in sono dipendenti dal browser e dalla piattaforma: un modulo che
è stato compilato per Windows non potrà funzionare su Macintosh, e viceversa.
Netscape, tramite il comando 'About Plug-ins' nel menu 'Help', permette anche di
vedere l'elenco dei moduli installati.

I plug-in possono funzionare in tre modalità: annidata, a pieno schermo, o nascosta.
Un plug-in in modalità annidata è in grado di funzionare all'interno di una pagina Web,
come avviene per le normali immagini.
Ad esempio, utilizzando un plug-in come QuickTime (ne parleremo in dettaglio in
seguito), un video digitale può essere riprodotto direttamente all'interno della finestra
della pagina Web. Come potete vedere nella figura 14 il plug-in fornisce anche i
consueti comandi di gestione video: volume, play/pausa, riavvolgimento, ecc.




    Una pagina Web (dedicata al film 'X-men 2') che permette la visualizzazione di un filmato
                              attraverso il plug-in QuickTime

Un plug-in a pieno schermo invece assume totalmente il controllo della finestra del
browser, aggiungendo eventualmente pulsanti e barre di controllo. Un plug-in
nascosto, infine, svolge la sua funzione in background. Plug-in di questo tipo sono
utilizzati ad esempio per riprodurre file audio, o suoni dal vivo in modo sincrono.

L'elenco dei plug-in disponibili è molto lungo: ci sono visualizzatori per i vari formati
video (MPEG, RealVideo, QuickTime...), audio (MIDI, Wav, MP3, WMA, RealAudio...),
di grafica vettoriale (CGM, Corel Draw, AutoCAD...); ci sono plug-in che permettono di
visualizzare applicazioni multimediali e interattive prodotte con software come
Macromedia Flash (ne parleremo tra breve), Adobe Page Maker, Asymetrix Toolbook;
ci sono infine dei plug-in che permettono di integrare all'interno delle pagine Web
intere applicazioni come fogli di calcolo, o di sfruttare le tecnologie di interazione tra
applicazioni come il famoso Object Linking and Embedding (OLE) di Windows.

In questa sede, per ovvi motivi di spazio, è impossibile vedere le funzionalità e le
caratteristiche specifiche di ognuno. Abbiamo dunque scelto di illustrarne solo alcuni
fra i più diffusi e importanti. In linea generale la loro utilizzazione è piuttosto
immediata, specie per i visualizzatori di file multimediali. Ricordiamo comunque che
tutti i plug-in sono distribuiti con un adeguato corredo di documentazione, alla quale
ricorrere per eventuali approfondimenti.

Macromedia Shockwave

Shockwave è una tecnologia sviluppata dalla Macromedia, che permette di visualizzare
animazioni    e     applicazioni    multimediali    realizzate    con       Director
(http://www.macromedia.com/software/director/).

Director è un programma nato originariamente per fare animazioni su piattaforma
Macintosh; portato successivamente anche in ambiente Windows, è stato sviluppato
fino a divenire uno dei più potenti e diffusi software di authoring multimediale. Oltre
ad avere pregevoli funzioni di animazione digitale, è dotato di un linguaggio di
programmazione object-oriented, dal suggestivo nome Lingo, e può essere usato per
costruire complesse applicazioni interattive. I requisiti tecnici, e il fatto di essere
nativamente disponibile su entrambe le piattaforme dominanti nel personal
computing, ne hanno fatto uno degli standard nel mercato multimediale su CD-ROM. Il
plug-in Shockwave è in grado di interpretare anche tutti i formati delle altre
applicazioni grafiche e multimediali della Macromedia, e può ricevere suono in tempo
reale da Internet.

Da una sapiente mistura di Director e JavaScript è stata realizzata una serie di
applicazioni multimediali/interattive particolarmente avanzate: sul sito Internet della
Macromedia (http://www.macromedia.com/software/director/special/inspiration/) si
potrà ascoltare musica dal vivo, vedere filmati e persino giocare con un videogame,
utilizzando tranquillamente una finestra del nostro comune browser.




     Un gioco scelto fra quelli disponibili nella raccolta di applicazioni interattive/multimediali realizzate con
                                                Macromedia Director

Macromedia Flash

Oltre all'originario Shockwave, la Macromedia ha sviluppato altri prodotti e plug-in
destinati    alla   rete.  Flash   (http://www.macromedia.com/software/flash/),      in
particolare, permette di attivare applicazioni multimediali e interattive in modalità
streaming. Grazie alla dimensione contenuta dei file generati con Macromedia Flash e
grazie alla possibilità di integrare in modo relativamente facile immagini, suoni e
animazioni, questo plug-in è diventato uno dei più noti e diffusi.
    A favorire ulteriormente la diffusione di questo formato sono intervenuti diversi
editor, d'uso estremamente semplice, anche se più limitati dell'editor Flash originale.
Tra questi, vale senz'altro la pena segnalare Swish (http://www.swishzone.com/), che
con pochi click del mouse consente di realizzare scritte animate e semplici filmati.
    La principale caratteristica delle animazioni in formato Flash, e motivo della loro
compattezza, consiste nel fatto che sono in formato vettoriale. Ovvero, gli oggetti
rappresentati sono figure geometriche descritte non pixel per pixel, ma
semplicemente grazie a formule matematiche. Anche i movimenti sono formule
matematiche: quando uno di questi oggetti si anima, ad esempio spostandosi
orizzontalmente sullo schermo, non si devono scaricare nel proprio computer i
fotogrammi dell'oggetto che si muove (il che equivale di solito a decine se non a
centinaia di immagini in successione), ma solo la descrizione geometrica dell'azione
(coordinate X e Y di partenza, coordinate X e Y di destinazione, ecc.).
    Questo pone ovviamente dei limiti: i filmati Flash si devono limitare a oggetti
geometricamente piuttosto semplici. Non che astrattamente non sia possibile
raffigurare, ad esempio, un volto umano tramite un insieme di poligoni
opportunamente combinati; ma per ottenere dei volti digitali davvero somiglianti a
volti reali sarebbero necessari milioni di poligoni, mesi di lavoro e comunque alla fine
si otterrebbero filmati assai pesanti da scaricare e si metterebbero in crisi anche i
processori grafici più veloci e potenti. Quando tuttavia la complessità di ciò che si deve
rappresentare non è eccessiva, Macromedia Flash svolge il suo lavoro ottimamente.
Fra l'altro, sin dalla prime versioni, Flash è in grado di incorporare anche immagini
'bitmap' (fotografie, disegni, ecc.), che possono essere usate, ad esempio, come
fondale per dare maggiore realismo alle scene. Flash è anche in grado di applicare
semplici effetti a queste immagini bitmap, come la rotazione, lo zoom, lo sfumato, e
così via. Effetti che con un uso sapiente possono dare l'impressione di una
'telecamera' che si muove a destra e a sinistra, avanza, ecc.
    Nel 2003, con la versione MX del programma, la Macromedia - oltre ad ampliare
ulteriormente le potenzialità del programma - ha intelligentemente introdotto anche
alcune funzioni utili a rendere più accessibili i filmati Flash, consentendo così anche ai
disabili la navigazione nei siti Internet costruiti con questo strumento. La speranza è
che tutti i webmaster approfittino delle nuove funzioni e le adottino nei propri filmati.

Streaming: audio e video in tempo reale

Una tecnologia che ha conosciuto negli ultimi anni un'enorme espansione, anche
grazie al diffondersi di connessioni Internet sempre più veloci, è rappresentata dalla
diffusione, attraverso World Wide Web, di contenuti multimediali (e in particolare
audio e video) in tempo reale.
     Sappiamo già che le pagine Web possono ospitare al loro interno informazioni di
tipo diverso: immagini, suoni, animazioni, grafica vettoriale, filmati. In condizioni
normali, per visualizzare queste informazioni il nostro programma di navigazione è
obbligato ad attendere che la ricezione del file che le contiene sia terminata. Ma
sappiamo bene che alcuni tipi di informazione, soprattutto sonora e visiva, tendono ad
essere molto esosi in fatto di spazio. Di conseguenza, l'utente che non ha la fortuna di
possedere un collegamento Internet ad alta velocità sarebbe costretto ad attendere
diverse decine di minuti per vedere pochi secondi di immagini in movimento, in una
piccola finestra del suo schermo... magari per accorgersi che non ne valeva proprio la
pena. Inoltre, le tecniche tradizionali di trasferimento - che richiedono lo scaricamento
completo di un file prima di poterne utilizzare il contenuto - impediscono la
trasmissione e la ricezione 'in diretta' di audio e video, impediscono insomma
l'Internet broadcasting.
     Per ovviare a queste limitazioni è stata sviluppata una classe di tecnologie che
viene collettivamente indicata con il termine di data streaming, flusso di dati; in
particolare ci interessano qui le tecnologie di streaming audio e video. Si tratta di un
sistema che permette di inviare filmati o suoni digitali sotto forma di un flusso
continuo di dati, che un programma client è in grado di interpretare in tempo reale,
man mano che i dati stessi vengono ricevuti. In questo modo la riproduzione può
iniziare immediatamente, mentre la ricezione della parte restante dell'informazione
avviene simultaneamente, in background.
     Lo streaming, dunque, rende possibile applicazioni come la telefonia, la radiofonia
e la televisione via Internet, senza richiedere alcuna infrastruttura straordinaria.
Infatti, per conseguire una riproduzione abbastanza fluida è sufficiente disporre di una
banda passante sufficientemente ampia e costante: per uno streaming audio di
discreta qualità, e per uno streaming video non certo ottimale ma comunque
utilizzabile, i requisiti di larghezza di banda sono in genere alla portata degli attuali
modem, e in particolare dei modem ISDN (anche se non sempre questo si può dire dei
grandi canali di connessione della rete, che soffrono quasi endemicamente di
congestione e sovraffollamento). Un collegamento ADSL e soprattutto un
collegamento in fibra ottica con adeguata banda passante permettono ovviamente un
notevole salto di qualità, percepibile soprattutto nel caso del video. I collegamenti a
banda larga e con cablatura diretta di Fastweb sono stati i primi a introdurre in Italia
per utenze private un'ampiezza di banda adeguata alle necessità di una vera TV via
rete, quasi paragonabile dal punto di vista qualitativo alle normali trasmissioni
televisive via etere.
     Per avvalersi dello streaming audio e video, ovviamente, è necessario far uso di
software dedicati. Infatti i file utilizzati in queste applicazioni sono codificati in formati
speciali, ottimizzati e compressi per aumentare l'efficienza e la stabilità del flusso di
dati. Le soluzioni proposte in quest'ambito sono diverse, e poiché si tratta di un
settore in continua evoluzione, è assai difficile dire con certezza quale si affermerà
come standard. Per quanto riguarda i programmi client, l'aspetto che maggiormente ci
interessa in questa sede, possiamo dire che molti di essi hanno la duplice forma di
programmi autonomi, e di plug-in capaci di integrarsi nella finestra del browser.
     Nei prossimi paragrafi ci occuperemo in particolare dei sistemi di streaming
unidirezionale - quelli, cioè, che permettono l'Internet broadcasting e attraverso i quali
all'utente è riservato il solo ruolo di destinatario di informazione -, che possono essere
considerati una estensione di World Wide Web. Abbiamo dedicato invece un capitolo a
parte alle applicazioni di telefonia e videotelefonia su Internet.

RealOne Player

Nel settore dello streaming video e audio il protagonista indiscusso è stato negli ultimi
anni RealOne Player, sviluppato dalla RealNetworks. Si tratta di un'applicazione che
permette la ricezione in tempo reale di file sonori e audio/video tramite Internet,
rendendo possibile la creazione di vere e proprie stazioni radio e televisive digitali in
rete.

La qualità del suono digitale in formato Real è funzione della velocità di connessione:
buona se si dispone di una connessione veloce (come ISDN e soprattutto ADSL),
comunque discreta anche con un normale modem. Naturalmente la qualità effettiva
della riproduzione dipende anche dalla scheda sonora installata sul computer e dai
diffusori a essa collegati, nonché dalla situazione del traffico di rete, che spesso
impedisce di sfruttare appieno la velocità del modem. La qualità dei video, invece, è
ancora scadente, e - checché ne dicano alcuni provider - resta poco più che mediocre
anche quando si disponga di collegamenti veloci come l'ADSL, ma è comunque
sufficiente a seguire un telegiornale o una lezione a distanza.

RealOne Player è disponibile su Web all'indirizzo http://www.real.com/, per
piattaforme Windows, Macintosh e Linux. Il programma esiste in due versioni: quella
gratuita, dalle funzionalità più limitate ma comunque perfettamente in grado di
ricevere streaming sia audio sia video e adatta alla maggior parte delle situazioni, e la
versione Plus, a pagamento. Nel momento di scaricare il programma, tenete presente
che, sul sito Real, la visibilità della versione a pagamento è molto maggiore di quella
gratuita: se cercate quest'ultima, seguite i link verso 'RealOne Player gratuito' e non
quelli (continuamente riproposti) verso 'RealOne Player Plus'.

RealOne Player funziona sia come lettore autonomo, sia come plug-in per Netscape o
controllo ActiveX per Internet Explorer. Il processo di installazione è molto semplice: il
programma individua in modo automatico i browser disponibili sul computer, e guida
l'utente in tutti i passi necessari. Da notare che è piuttosto invadente. Piazza proprie
icone un po' ovunque: sul desktop, nella barra di avvio veloce, nella barra delle
applicazioni, ecc. Inoltre tende a 'imporsi' come riproduttore predefinito per numerosi
formati audio e video, e in una forma o nell'altra propone molta (troppa) pubblicità.
Se desiderate contenere tanta invadenza, verificate sempre, durante l'installazione, di
deselezionare tutte le caselle relative alla ricezione di contenuti pubblicitari o
informativi aggiuntivi, e preparatevi a deselezionare un bel po' di opzioni anche dalle
preferenze del programma (una volta installato, andate in 'Tools' e poi su
'Preferences').

I siti che trasmettono, in diretta o in differita, file audio o video in formato RealOne
Player sono numerosi. Normalmente l'accesso avviene mediante normali pagine Web,
nelle quali sono stati inseriti dei link ipertestuali, o dei comandi per l'invio automatico
dello streaming di dati. Ad esempio, nella figura seguente potete vedere una pagina
Web che permette di ricevere l'audio e il video di una recensione alla precedente
edizione di questo manuale: 'Internet 2000'. La finestra che vedete sovrapposta alla
pagina web è quella di RealOne Player, che viene avviato automaticamente appena
inizia il trasferimento del file. L'inizio vero e proprio della riproduzione può richiedere
qualche secondo, in quanto appena avviato il programma 'prova' la velocità della
connessione e si garantisce un piccolo 'buffer', conservando in una memoria tampone
la prima porzione del file, in modo da garantire che minimi rallentamenti nel flusso di
dati non pregiudichino la continuità dell'ascolto.




                Video streaming attraverso RealOne Player: la recensione a 'Internet 2000'

     Come potete vedere nella parte in basso a destra della figura, l'interfaccia del
programma è molto semplice, con i classici controlli 'Play/Pausa' (bottone grande con
le due barre verticali), 'Stop' (bottone con il quadratino), 'Inizio filmato', 'Fine filmato'.
Se vogliamo saltare avanti e indietro nel video possiamo usare il cursore orizzontale al
centro (ogni volta, occorrerà comunque attendere che RealOne Player si 'sintonizzi'
sulla porzione corretta del filmato), mentre a destra troviamo il controllo del volume.
La finestra grande al centro è quella nella quale compare il video.
     Uno dei punti di forza di RealOne Player, di cui si sente la mancanza negli altri
player multimediali, consiste nella possibilità di forzare la visualizzazione di un video
all'interno del programma, anche quando l'autore del sito Internet che stiamo
consultando lo ha innestato in una pagina Web. Per operare questa scelta, è
sufficiente cliccare con il tasto destro sul video e poi su 'Play in RealOne Player'.
Questa è una possibilità apprezzabile perché quando un filmato è innestato in una
pagina Web non è possibile modificarne le dimensioni. Estraendolo dalla pagina,
invece, per rimpicciolire o ingrandire il tutto è sufficiente cliccare sull'angolo in basso a
destra del video e trascinare il mouse. Non è raro, poi, che si voglia continuare a
navigare nel Web mentre si vede o ascolta un file multimediale. Quando il file è
riprodotto all'interno di RealOne Player, l'operazione risulta semplice in quanto non è
più necessario tenere bloccato il browser sulla pagina che contiene il video o il brano
audio. Inoltre, è possibile fare in modo che il programma rimanga sempre in 'primo
piano' (click su 'View' e poi su 'On Top While Playing'), così da non venire coperto
dalle pagine HTML che stiamo consultando.
    I contenuti video in formato Real presenti in rete sono ormai moltissimi. Infatti, la
Real ha stretto accordi con una serie di fornitori di contenuti (soprattutto informativi,
ma anche videoclip musicali, trailer cinematografici, filmati sportivi, ecc.) per la
fornitura di materiali video sia gratuiti sia a pagamento. A quest'ultima categoria
appartengono in particolare il RadioPass, che al prezzo di circa 8 euro al mese
consente la ricezione di circa 3.200 canali radio via Internet (attenzione però: la
maggior parte di questi canali è perfettamente ricevibile anche gratuitamente!), e il
SuperPass, che al prezzo di circa 10 dollari al mese consente la ricezione di video da
fonti quali CNN, ABC News e simili. Il SuperPass ha conosciuto un certo successo nel
periodo della guerra in Iraq, grazie al servizio di ottima qualità offerto 24 ore su 24 da
ABCNews con un'innovativa formula 'Quad Screen', attraverso la quale seguire in
contemporanea quattro piccole finestre video scegliendo di volta in volta quale
ingrandire e di quale ascoltare l'audio.

Windows Media Player

Anche la Microsoft ha realizzato un proprio prodotto per la ricezione di informazione
multimediale attraverso le tecnologie streaming: si tratta di Windows Media Player,
che - nel momento in cui scriviamo - è arrivato alla versione 9. Windows Media Player,
fornito di serie nelle più recenti versioni di Windows e fortemente integrato nel
sistema operativo, può essere scaricato gratuitamente dal sito Microsoft all'indirizzo
http://www.microsoft.com/windows/mediaplayer/download/allplayers.asp.
Il programma è in grado di riconoscere e riprodurre automaticamente numerosi
formati di file sonori e visivi, sia in tecnologia streaming sia 'normali', e laddove si
imbattesse in un formato non riconosciuto offre la possibilità di collegarsi al sito
Microsoft e scaricare il 'codec' (ovvero il set di istruzioni) adatto. Va detto che
nonostante questa possibilità, alcuni formati, in particolare il formato DivX (molto in
voga tra chi duplica, talvolta illegalmente, i DVD) non sono supportati direttamente.
Windows Media Player, analogamente a RealOne Player, è in grado di collegarsi
tramite la porta USB o seriale del PC con alcuni riproduttori portatili di musica MP3 e
WMA e sincronizzare così il proprio archivio di musica digitale con questi dispositivi
tascabili. Permette inoltre la conversione e la masterizzazione diretta dei propri file
musicali su un CD audio, e - volendo - la gestione dei relativi diritti d'autore attraverso
un sistema di DRM (per ora disattivabile, ma che in futuro potrebbe imporre l'acquisto
di una licenza per qualunque contenuto musicale scaricato dalla rete).

QuickTime

Un altro dei plug-in più diffusi è il visualizzatore di video digitali nel formato QuickTime
della Apple (http://www.apple.com/quicktime/), arrivato al momento in cui scriviamo
alla versione 6. I file QuickTime possono contenere animazioni e clip video con audio
incorporato. Anche in questo caso si tratta di un formato nato su piattaforma
Macintosh, portato successivamente in ambiente Windows.
Accanto alla codifica digitale di immagini in movimento, QuickTime include una
tecnologia che permette di simulare l'esplorazione interattiva di uno spazio
tridimensionale (da cui il suffisso VR, Virtual Reality). In realtà non si tratta di un vero
e proprio sistema di realtà virtuale; la scena infatti è costituita da una immagine
panoramica che l'utente, usando il mouse, può scorrere, come se stesse seduto su
una sedia girevole. In tal modo si ha l'impressione di trovarsi nel mezzo di un
ambiente, e di guardarsi intorno. Inoltre è possibile anche applicare un effetto di
zoom, che rende l'illusione di un movimento in avanti, anche se ovviamente determina
un degrado nella qualità dell'immagine. Un ambiente QuickTime VR può contenere a
sua volta anche dei link attivi, che possono rinviare ad altri ambienti o in generale ad
altre pagine Web.
Il principale difetto di questo programma consiste nell'impossibilità di aprire i video
inseriti in pagine Web nel client vero e proprio, così da poterne modificare le
dimensioni di riproduzione (ad esempio portandole a tutto schermo). Troviamo poi
molto discutibile la scelta di inserire d'autorità, nella barra delle applicazioni di
Windows, l'icona del programma, e di forzare il precaricamento dell'applicazione a
ogni avvio del computer (una operazione che lo rallenta) senza dare la possibilità
all'utente di disabilitare queste funzionalità.
Fra i punti di forza dell'ultima versione, invece, il supporto per uno dei formati video
più avanzati, MPEG-4, che garantisce un ottimo rapporto fra qualità video e
dimensione dei relativi file.

Alta fedeltà in rete: MP3

Una delle innovazioni più interessanti che abbiamo visto affermarsi in questi ultimi tre
anni nel campo della musica digitale, è lo standard per la codifica e decodifica MPEG
Layer III, noto come MP3.
Questo nuovo formato ha raccolto subito ampi consensi grazie alla qualità audio
garantita, simile a quella di un CD tradizionale, e alle dimensioni relativamente
compatte dei file: un brano musicale in formato MP3 occupa in genere un dodicesimo
dello spazio occupato dal medesimo brano in formato CD audio (WAV).
Le dimensioni ridotte dei file MP308 sono state determinanti per il successo dello
standard, perché hanno finalmente consentito la fruizione di brani musicali in 'alta
fedeltà' anche via Internet. Un modem recente (V. 90) è in grado di prelevare un
brano MP3 della durata di 4-5 minuti in poco più di 15 minuti, una attesa tutto
sommato accettabile. Sono state sviluppate anche delle tecnologie streaming, che
consentono agli utenti dotati di connessione a Internet sufficientemente veloce, ad
esempio ADSL, di ascoltare i brani MP3 senza attese. Da visitare a questo proposito il
sito http://www.shoutcast.com/, che propone una lista di 'stazioni radio' MP3.
Come prevedibile, Internet è stata subito invasa da brani musicali in questo formato.
Il panorama è molto variegato: troviamo sia brani di gruppi musicali 'emergenti', che
considerano questo canale di distribuzione molto più accessibile ed economico di quelli
tradizionali, sia brani di musica classica, liberi da copyright, sia brani commerciali,
distribuiti più o meno clandestinamente e visti con grande preoccupazione dalle case
discografiche.
Inutile aggiungere che i siti dedicati a MP3 sono numerosissimi. Il più noto, e uno dei
più completi, è probabilmente http://www.mp3.com/ (richiede una registrazione), ma
vale senz'altro la pena citare anche http://music.lycos.com/, uno dei più completi
motori di ricerca specializzati nella ricerca di brani audio.

						
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