IMPLEMENTAZIONE DI UN SISTEMA DI

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					Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



La UNI EN ISO 14001 e l’iter di certificazione

Una volta che l’azienda ritiene di essere pronta alla certificazione UNI EN ISO 14001 del
proprio S.G.A. deve farne richiesta formale all’Organismo di Certificazione accreditato.
L’Organismo, quindi, richiede l’invio di una serie di documenti da valutare per verificare la
conformità dei due livelli documentali (Manuale e Procedure) rispetto alla norma di
riferimento ISO 14001.


La documentazione richiesta per la Verifica Documentale è generalmente la seguente:
   Descrizione del tipo di attività svolta nel sito produttivo;
   Manuale di Gestione Ambientale
   Procedure interne relative alla Gestione Ambientale
   Elenco degli estremi della normativa ambientale applicabile alla attività del sito
   Questionario informativo compilato dall’azienda
   Tabella di confronto tra i punti della norma di riferimento e le sezioni del Manuale o di
    altri documenti redatti.




L’analisi della documentazione inviata porterà ad una richiesta integrativa di documenti,
nel caso di una incertezza nella valutazione, o alla evidenziazione ed alla notifica delle non
conformità documentali riscontrate, che dovranno essere risolte per il prosieguo dell’iter
certificativo.
Concluse queste fasi, quando la documentazione prodotta risponde pienamente ai
requisiti delle norma, il personale dell’Organismo di certificazione provvederà ad effettuare
una Visita Ispettiva di valutazione che ha lo scopo di “verifica della corretta attuazione del
Sistema di Gestione Ambientale nel sito”.
L’Azienda durante questa visita dovrà dimostrare l’applicazione pratica dei due livelli
documentali precedentemente inviati; inoltre, durante la visita il personale incaricato
analizzerà gli impatti ambientali prodotti dall’attività e la conformità alla normativa
ambientale applicabile.
Eventuali non conformità riscontrate durante la visita ispettiva saranno comunicate in
modo formale all’Azienda che dovrà effettuare le correzioni del caso.
A completamento con esito favorevole degli accertamenti, i verificatori inoltreranno una
richiesta di rilascio del Certificato al Comitato di Certificazione dell’Ente di certificazione,


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se nulla osta, rilascerà un certificato di conformità del Sistema di Gestione Ambientale in
esame.
Il Certificato che viene rilasciato ha una durata che in genere è di circa 3 anni, durante i
quali l’Organismo di Certificazione effettuerà delle verifiche ispettive periodiche per
garantire il mantenimento del certificato nel periodo di riferimento, ovvero procedere, nel
caso di riscontro di non conformità rilevanti alla sospensione dell’Attestato.
Alla scadenza del certificato l’Azienda dovrà comunicare la sua intenzione di rinnovare la
certificazione che sarà rilasciata dall’Organismo a seguito dell’esito positivo di un visita di
verifica da effettuarsi con le stesse modalità previste nell’iter di rilascio iniziale.


A questo proposito è necessario introdurre alcune precisazioni relativamente al rapporto
ISO 14001 ed EMAS nell’ambito della Certificazione ISO 14001 e/o Registrazione EMAS:


   la certificazione ISO 14001 e la Registrazione EMAS possono essere acquisite
    entrambe      dalla    stessa     organizzazione        (contestualmente,   in   successione   o
    indipendentemente l’una dall’altra);
   con il nuovo Regolamento EMAS (EMAS2) tutti i requisiti della ISO 14001 sono inclusi
    nell’EMAS. Questo significa che il lavoro di preparazione e sviluppo del SGA ai fini
    della certificazione ISO 14001 è perfettamente “riutilizzabile” nell’ambito dell’iter di
    Registrazione EMAS.
   Se il certificato è rilasciato da un organismo di certificazione accreditato, il
    procedimento per la registrazione EMAS dell’azienda certificata è notevolmente
    semplificato; comunque, la registrazione EMAS può essere concessa soltanto dopo
    che il verificatore ha controllato la presenza di elementi addizionali di EMAS, definiti
    nella nuova versione del Regolamento EMAS.




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I contenuti della Norma UNI EN ISO 14001


La norma UNI EN ISO 14001 presenta al punto n°4 “REQUISITI DEL SISTEMA DI
GESTIONE AMBIENTALE” i requisiti che deve soddisfare un sistema di gestione
ambientale. “L’Organizzazione deve stabilire e mantenere attivo un sistema di gestione
ambientale, i cui requisiti sono descritti nel presente punto 4”


La politica ambientale (4.2.): definizione, scopo e requisiti
Definizione
Per “Politica Ambientale” si intende una “Dichiarazione dell’Azienda, delle Sue intenzioni e
dei suoi principi in relazione alla sua globale prestazione ambientale, che fornisce uno
schema di riferimento per l’attività, e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in
campo ambientale” (UNI EN ISO 14001 punto 3.9).


Scopo della politica ambientale
L’elemento base per la pianificazione del sistema è senz’altro la politica ambientale.
Il documento di Politica Ambientale fornisce la base di riferimento per l’individuazione degli
obiettivi specifici e del Programma Ambientale, e per l’attuazione del S.G.A.; inoltre,
permette di soddisfare l’esigenza di comunicare le scelte in campo ambientale dell’azienda
a tutte le parti interessate. In questa fase del percorso di sviluppo del sistema sono già
disponibili tutte le informazioni necessarie perché l’Alta Direzione definisca la propria
politica ambientale, coerentemente con le esigenze di miglioramento individuate e con le
linee politiche generali dell’azienda. Va sottolineato che spesso, le “Politiche” possono
tenere conto, oltre di problematiche e relativi impegni specifici per il “sito” in oggetto,
anche di eventuali politiche o linee di indirizzo di “gruppo”, per società che fanno parte di
organizzazioni complesse, ovvero di “settore”, ove siano state prese iniziative di impegno
su obiettivi comuni da parte di aziende facenti parte di specifiche categorie produttive.




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Requisiti
L’Alta Direzione deve adottare una Politica Ambientale aziendale ispirata ai principi del
continuo e progressivo miglioramento delle prestazioni ambientali ed al rispetto della
legge.


L’impresa deve quindi adoperarsi affinchè la politica venga attuata, inoltre la politica, è il
documento pubblico che definisce i principi di azione e gli obiettivi generali che l’impresa
decide di adottare riguardo l’ambiente.


Secondo la norma UNI EN ISO 14001 “Politica Ambientale”, la politica ambientale deve:


   essere stabilita per iscritto e controfirmata dall’Alta Direzione, in una forma
    comprensibile anche da parte di terzi;
   includere un impegno continuo alla prevenzione dell’inquinamento
   essere redatta tenendo conto:
    - degli aspetti ambientali e degli impatti ambientali significativi;
    - delle risorse disponibili
   essere adottata e periodicamente riesaminata alla luce degli audit e corretta, se del
    caso, dall’Alta Direzione, ovvero la Direzione aziendale deve valutarne periodicamente
    l’attualità;
   includere un impegno ad essere conforme alla relativa legislazione e regolamentazione
    ambientale applicabile e gli altri requisiti sottoscritti dall’organizzazione
   essere congruente con la altre politiche aziendali (qualità, sicurezza sul lavoro) e se il
    sito fa parte di un gruppo aziendale deve essere coerente con la politica ambientale
    dettata a livello di gruppo, la quale conterrà solamente le indicazioni di carattere
    generale;
   essere documentata, resa operante, mantenuta attiva e diffusa a tutto il personale
   essere disponibile al pubblico
   fornire un quadro di riferimento per stabilire e riesaminare gli obiettivi e traguardi
    ambientali.




La fase di “PIANIFICAZIONE” del Sistema di Gestione Ambientale (4.3.)
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La   Pianificazione       permette     di        definire   una   serie   di   procedure   che   pongono
l’Organizzazione nelle condizioni operative di conoscere la posizione dell’azienda nei
confronti dell’ambiente e di adottare tutte le azioni e le misure necessarie per migliorare le
proprie prestazioni ambientali.


La Pianificazione prevede per la sua attuazione le seguenti attività:


Aspetti Ambientali (4.3.1.)
Il primo punto prevede una serie di operazioni e di attività che permettano
all’Organizzazione di individuare gli aspetti ambientali correlati alle attività/prodotti/servizi
dell’azienda e di valutare quali siano gli impatti ambientali significativi.


Prescrizioni legali e altre (4.3.2.)
Il   secondo      punto     prevede         di     individuare    delle   procedure    che   permettano
all’Organizzazione un aggiornamento sui vincoli e sulle prescrizioni legali di tipo
ambientale garantendo il rispetto della legge.


Obiettivi e traguardi (4.3.3.)
Il terzo punto indica come il Programma ambientale è uno strumento fondamentale per
realizzare gli obiettivi e i traguardi definiti dalla Direzione.




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Gli aspetti ambientali significativi (4.3.1.)


Premessa
Il ciclo di pianificazione e realizzazione e realizzazione, su cui si basa ogni sistema di
gestione ambientale, comincia con l’analisi degli aspetti ambientali. In tale ambito si
devono rilevare i principali problemi dell’azienda in campo ambientale e anche i punti di
debolezza per poter definire degli obiettivi congrui.
Il Regolamento EMAS prescrive in tal senso esplicitamente una cosiddetta Analisi
Ambientale Iniziale con dei requisiti ben precisi, mentre la ISO 14001 richiede soltanto una
procedura per l’identificazione degli aspetti ambientali dell’azienda.


Requisiti punto 4.3.1.
La norma ISO 14001 richiede per la conformità a tale punto l’elaborazione di una
procedura che permetta di individuare gli aspetti ambientali correlati con le attività, prodotti
e servizi dell’Organizzazione e di valutare quali siano gli impatti ambientali che modifichino
in modo significativo l’ambiente. L’Organizzazione dovrà considerare le informazioni
acquisite in questa fase per definire i propri obiettivi e traguardi ambientali.


Differenza tra aspetto ed impatto
La norma pone una particolare attenzione alla differenza esistente tra aspetto ambientale
e impatto ambientale, definendo in modo preciso che cosa si intenda per aspetto e cosa si
intenda per impatto.
Per aspetto ambientale si intende ogni elemento di un’attività, prodotto o servizio di una
organizzazione che può interferire con l’ambiente.
L’impatto ambientale si riferisce a qualunque modificazione dell’ambiente, negativa o
positiva, totale o parziale, conseguente ad attività, prodotti o servizi di un’Organizzazione.
Si definisce un aspetto ambientale significativo quell’aspetto a cui è correlato un impatto
ambientale significativo.
La relazione tra aspetto ed impatto in sostanza è quella di causa ed effetto, in cui con
l’aspetto si identifica la causa, mentre impatto si identifica con l’effetto.
L’impatto esiste solo perché è presente l’aspetto.
Un punto cruciale nel rapporto tra aspetto ed impatto ambientale è che mentre il primo si
identifica, il secondo deve essere valutato.



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L’identificazione degli aspetti e la valutazione degli impatti ambientali, secondo la “Linea
Guida IS0 14004” , è un processo che si articola in 4 fasi:


   Fase 1: Scelta dell’attività, del prodotto o del servizio dell’Organizzazione in cui si vuole
    verificare la presenza o meno di aspetti ambientali
   Fase 2: Identificazione degli aspetti ambientali correlati all’attività, al prodotto o al
    servizio precedentemente scelto.
   Fase 3: Identificazione degli impatti ambientali conseguenti agli aspetti ambientali
    identificati;
   Fase 4: Valutazione della significatività dell’impatto ambientale.




Prescrizioni legali e altre (4.3.2.)
La norma ISO 14001 richiede per la conformità a tale punto l’elaborazione di una
procedura che garantisca sia l’identificazione che un facile accesso a tutti quei documenti*
inerenti alle prescrizioni legali delle proprie attività, prodotti e servizi che devono essere
rispettate dall’Organizzazione.
Si ricorda il principio sancito dall’Art. 5 del Codice Penale: “Ignorantia legis non excusat”.
* (Gazzetta Ufficiale G.U., Bollettini Ufficiali Regionali B.U.R., Bollettini delle Associazioni Industriali –
artigianali, autorizzazioni, regolamenti interni, accordi con la Pubblica Autorità).



La classificazione delle fonti dell’ordinamento
Le fonti normative italiane sono classificate in base alla loro rilevanza giuridica con una
propria gerarchia che si riporta di seguito:

Norme superprimarie:
                                La Costituzione
                                La Legge Costituzionale

Norme Primarie:
                                La Legge formale statale
                                Il Decreto legislativo
                                Il Decreto legge
                                La Legge regionale
                                La Legge provinciale

Norme secondarie:
                                I Regolamenti
                                Gli Atti Amministrativi
                                Le Norme Tecniche



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Le fonti comunitarie sono invece così classificate:

Atti della Comunità Europea:
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                          Le Direttive
                          Le Decisioni
                          Le Raccomandazioni e i Pareri
                          Le Risoluzioni

Nell’ambito della gerarchia le norme di grado inferiore non possono essere in contrasto
con la norma superiore e comunque in caso incerto prevale la norma superiore.

La conformità al punto 4.3.2.
Per la conformità al punto 4.3.2. “Prescrizioni legali e altre” si deve elaborare una
procedura che permetta:
1. di individuare quali siano le leggi da rispettare in base alle attività, prodotti e servizi
   dell’organizzazione;
2. che le leggi individuate siano trasmesse ai responsabili delle singole attività, prodotti e
   servizi con un riscontro oggettivo dell’avvenuta trasmissione;
3. che i responsabili verifichino il rispetto o meno della legge informando il responsabile
   del Sistema di Gestione Ambientale.


Gli strumenti necessari
Devono essere quindi elaborati degli strumenti di supporto alla procedura che dimostrino
oggettivamente che i tre punti sopracitati siano effettivamente rispettati.
Per facilitare l’individuazione delle leggi si può elaborare una scheda in cui si colleghino
gli aspetti ambientali alle attività, prodotti, servizi e ai singoli responsabili, destinatari della
legge individuata.
Individuato il destinatario è importante l’esistenza di un documento che attesti il
ricevimento della legge e la data del ricevimento. Di certo non è sufficiente dimostrare di
aver individuato e trasmessa la legge a chi di competenza per essere sicuri del rispetto
della stessa soprattutto se la legge è stata effettivamente letta o riposta in un cassetto.
Per questo motivo è necessaria l’elaborazione di una scheda tecnica in cui il destinatario
informi il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale su come l’Azienda si pone nei
confronti della legge, per esempio nel caso di nuovi limiti per le emissioni, verificare se vi è
attualmente il loro rispetto.


Il Registro delle prescrizioni di legge

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     La norma ISO 14001 non richiede esplicitamente di redigere un Registro delle prescrizioni
     di legge a cui è soggetta l’Organizzazione. Mentre il primo Regolamento EMAS del 1993
     richiedeva che vi fosse un “Registro delle disposizioni legislative e regolamentari e di altre
     esigenze della politica aziendale. E’ importante che tale registro venga sempre aggiornato.
     Le informazioni che dovrebbero rientrare in tale registro per ogni aspetto ambientale sono:
     identificazione del documento; data di pubblicazione; data di entrata in vigore; data di
     abrogazione; attività, prodotto, servizio interessato; adempimenti richiesti dalla legge;
     adempimenti effettuati dall’Azienda, con riscontri dei documenti relativi es. Autorizzazioni;
     Responsabile.




     Obiettivi e traguardi ambientali (4.3.3.)


     Requisiti del punto 4.3.3
     La norma ISO 14001 richiede che per ogni attività, prodotto e servizio rilevante dal punto
     di vista ambientale, si debbano stabilire e mantenere obiettivi e traguardi documentati.
     Nella definizione di obiettivi e dei traguardi ambientali, l’Organizzazione deve prendere in
     considerazione i propri aspetti ambientali significativi, le prescrizioni legali e similari, le
     opzioni tecnologiche, le esigenze finanziarie, operative e commerciali e il punto di vista di
     ogni parte interessata.
     E’ fondamentale per la conformità alla norma che gli obiettivi e i traguardi ambientali siano
     coerenti con la Politica Ambientale dell’Organizzazione e includano un esplicito impegno
     per la prevenzione all’inquinamento.


     Obiettivo e traguardo ambientale
     Tra obiettivo e traguardo ambientale esiste un differenza sottile ma molto importante:
     l’obiettivo ambientale è di carattere generale, indica il fine ultimo ambientale complessivo,
     deriva dalla politica ambientale, che una Organizzazione decide di perseguire; mentre il
     traguardo ambientale invece è un dettagliato impegno di prestazione quantificata, riferita a
     una parte o all’insieme di una Organizzazione, derivante direttamente dagli obiettivi
     ambientali. Il traguardo ambientale deve essere misurabile e quindi deve essere
     quantificato.


n°       Politica Ambientale          Obiettivo ambientale            Traguardo ambientale
     Impegno      nel   diminuire Minimizzare l’uso dell’acqua        Diminuzione del 10% del

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1   l’utilizzo                       dove praticabile                consumo d’acqua entro 12 mesi
     di risorse naturali
2   Impegno nella diminuzione       Ridurre le emissioni che         Diminuzione dell’emissione
    delle emissioni in atmosfera    causano le piogge acide          di anidride solforosa del 15% entro 18 mesi


    La norma ISO 14001 non fissa dei requisiti assoluti in materia di prestazione ambientale,
    ma richiede che l’Organizzazione agisca in favore dell’Ambiente con un impegno costante
    ad essere conforme alla sua politica ambientale, alla legislazione vigente, ai regolamenti
    applicabili, ai punti della norma e al principio del miglioramento continuo.
    L’impegno al miglioramento continuo deve essere dimostrato dall’Organizzazione tramite
    appunto gli obiettivi e i traguardi ambientali.
    Gli obiettivi e i traguardi ambientali sono fissati di norma per la prima volta dopo l’analisi
    ambientale iniziale o dopo il riesame della Direzione.
    Nel definire gli obiettivi e specificare i traguardi l’Organizzazione deve tenere conto dei
    seguenti punti:
       la Politica Ambientale
       la conclusioni dell’Analisi Ambientale Iniziale o degli audit ambientali
       le priorità di intervento
       le relazioni tecniche del responsabile di produzione o di reparto
       le prescrizioni legale e altre
       le registrazioni e le misure
       le risorse economiche dell’organizzazione
       i tempi previsti per il raggiungimento dell’obiettivo
       le risorse umane disponibili (preparazione del personale)


    Se si riscontra che un parametro è molto vicino al limite imposto dalla legge, rischiando in
    tal modo la non conformità legislativa, l’obiettivo primario diventa automaticamente
    l’abbassamento dei valori di quel parametro e il traguardo quantifica di quanto lo si vuole
    diminuire
    In genere gli obiettivi e i traguardi ambientali sono decisi dal Responsabile del Sistema di
    Gestione Ambientale in collaborazione con il responsabile di produzione e/o con i
    responsabili di reparto e in un secondo momento approvati dalla Direzione, che deve
    garantire la coerenza con la sua Politica Ambientale e l’impegno al miglioramento continuo
    e alla prevenzione dell’inquinamento.
    Alla Direzione deve essere quindi consegnata una relazione tecnica in cui si riportano tutte
    le informazioni necessarie per una decisione.
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Dopo aver definito gli obiettivi e specificato i traguardi ambientali, l’organizzazione deve
individuare degli strumenti che permettano di verificare se le azioni intraprese possano
raggiungere o meno quanto prefissato.
Tali strumenti sono rappresentati da opportuni indicatori di Performance Ambientale e da
adeguati strumenti di misura in modo da costituire un sistema di valutazione della propria
prestazione ambientale.




Programma /i di gestione ambientale (4.3.4.)
Requisiti del punto 4.3.4
La norma ISO 14001 richiede che l’Organizzazione stabilisca e mantenga uno o più
programmi ambientali per raggiungere gli obiettivi e i traguardi precedentemente fissati.
Ciascun     programma        ambientale       deve     contenere:      l’indicazione   dei   responsabili
dell’applicazione del programma ambientale; i tempi e le risorse (economiche e tecniche)
necessarie per attuare il programma ambientale. Si richiede inoltre, che i programmi
ambientali siano periodicamente revisionati in modo da garantire il loro adeguamento alle
eventuali mutate realtà aziendali; nel Pr. devono essere riportate le seguenti informazioni:
    la Politica Ambientale
    L’obiettivo definito e il traguardo specificato
    Le varie soluzioni plausibili per il raggiungimento dell’obiettivo e del traguardo
    Il Responsabile / i Responsabili
    Le azioni previste
    Le modalità di esecuzione
    Le risorse necessarie
    I tempi di realizzazione
Il programma di gestione ambientale dovrebbe permettere di individuare quali siano le
persone coinvolte per il raggiungimento di un prefissato traguardo, quali siano i loro compi
di azione, le loro responsabilità e in altre parole conoscere con precisione il loro ruolo in
modo da conoscere in maniera certa a chi rivolgersi in caso di problemi. Tramite il
programma di gestione ambientale si devono individuare i compiti necessari per attuare il
programma ambientale e assegnarli ai responsabili precedentemente scelti, in base alle
proprie competenze, in modo che sia chiaro “Chi fa che cosa”. Devono essere definiti in
modo chiaro e preciso le modalità con cui i singoli responsabili devono effettuare le azioni
di loro competenza. Dovranno essere specificate le risorse che la Direzione ha intenzione

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di investire per l’attuazione del programma di gestione ambientale. In questo punto devono
essere precisate quali saranno le risorse interne (traducendole in giornate uomo o in lire),
le risorse esterne (indicando il livello di competenza e di professionalità) e le risorse
tecnologiche necessarie per l’attuazione del programma ambientale. Risulta fondamentale
è l’indicazione dei tempi in cui si prevede il raggiungimento del traguardo specificato
dall’Organizzazione.
Il Riesame del programma ambientale deve essere attivato ogni volta che:
   Non si ha il rispetto dei tempi preventivati
   Non si ha il rispetto degli investimenti preventivati
   Non si migliora nella misura preventivata
   Ogni mutamento della realtà aziendale che ostacola la realizzazione del programma
    ambientale
Il Riesame ha come scopo l’individuare le cause dell’inadeguatezza del programma
ambientale individuando il punto debole e intervenendo di conseguenza per correggere il
programma di gestione ambientale.




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La fase di Attuazione e funzionamento del sistema di gestione ambientale 4.4. (ACT)
Una volta terminata la fase di pianificazione, l’Organizzazione deve passare alla fase
attuativa di implementazione del sistema.


Tra le competenze e conoscenze da acquisire vanno annoverati i seguenti aspetti e
requisiti così come richiesti dalla ISO 14001:
    Struttura e responsabilità
    Formazione, sensibilizzazione e competenze.


Mentre le azioni di sostegno necessarie all’efficace funzionamento del S.G.A.
comprendono invece:
    Comunicazione
    Documentazione del S.G.A.
    Controllo della Documentazione
    Controllo operativo
    Preparazione alle emergenze e risposta




Questi sono i punti relativi alla fase di attuazione e funzionamento (ACT):

       4.4.1. Struttura e responsabilità
       4.4.2. Formazione, sensibilizzazione e competenze
       4.4.3. Comunicazione
       4.4.4. Documentazione del sistema di gestione ambientale
       4.4.5. Controllo della Documentazione
       4.4.6. Controllo operativo delle attività
       4.4.7. Preparazione alle emergenze e risposta




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Struttura e responsabilità (4.4.1.)


Requisiti del punto 4.4.1.
Si richiede che vengano stabiliti, comunicati e documentati ruoli, responsabilità e autorità
nell’implementazione del S.G.A.; inoltre l’Alta Direzione deve garantire le risorse (umane,
tecnologiche, fisiche, economiche)necessarie al regolare sviluppo del sistema. Nel fare ciò
l’Alta Direzione dovrà anche designare un suo Rappresentante che abbia i necessari
requisiti (ruolo, responsabilità, autorità) per garantire che il sistema di gestione sia
conforme alla norma ISO 14001.
Il Rappresentante dovrà riferire alla Direzione sull’andamento del sistema al fine di attivare
il riesame per il miglioramento continuo.
Per rispondere ai requisiti del punto 4.4.1. dovranno essere definiti e mantenuti aggiornati
dei mansionari, e dovrà essere designato un apposito Rappresentante della Direzione
(responsabile di gestione ambientale o manager ambientale) che si intefacci con i più alti
livelli direzionali, ma che allo stesso tempo abbia familiarità con i processi aziendali e con i
maggiori problemi ad esso relativi. Il “Rappresentante della Direzione” ha la responsabilità
dell’implementazione, operatività e coordinamento del SGA.


Importanza della definizione di ruoli e responsabilità
Definire ruoli e responsabilità relativamente all’implementazione del sistema di gestione
ambientale è una fase estremamente delicata, soprattutto per il pericolo di creare doppioni
e sovrapposizioni.
Per evitare confusioni sarà utile indicare le responsabilità in un Organigramma e
comunicare effettivamente tali ruoli e responsabilità a tutta l’organizzazione: è bene che
almeno i ruoli principali siano a conoscenza non solo dei diretti interessati, ma anche di chi
con costoro dovrà lavorare o collaborare e di chi interagirà con gli stessi solo
indirettamente. Questo potrà evitare confusioni e inutili perdite di tempo, poiché ognuno
saprà a chi rivolgersi relativamente a un determinato problema. Ogni componente
dell’Organizzazione dovrà avere, infine, una chiara visione delle proprie responsabilità
relativamente agli elementi chiave del sistema, così da essere in grado di riferire quello
che sta facendo all’interno della struttura organizzativa del S.G.A.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Ruoli tipici e indispensabili per un S.G.A. possono essere i seguenti:
   Esempi di responsabilità ambientali                        Tipica persona responsabile
Definire una Politica Ambientale                          Presidente, Direttore Generale, Amm. Delegato
Sviluppare obiettivi, traguardi e programmi amb.          Direzione, RSGA, Resp. delle funzioni interessate
Assicurare la conformità alle prescrizioni legali         Responsabile legale, RSGA, + Resp.in funzione
                                                          del tipo di leggi: emissioni, rumore, acque
Definizione di ruoli e responsabilità                     Alta Direzione
Sorvegliare la prestazione globale del S.G.A.             Coordinamento RSGA + Responsabili delle varie
(applicazione degli indicatori di Performance Amb attività indicati nel Programma Ambientale
Comunicazione esterna con P.A. e pubblico                 RSGA e ufficio comunicazione
Controllo operativo                                       Responsabili delle varie attività
Molto spesso accanto a un responsabile di una attività c’è o ci sono dei collaboratori o
comunque delle funzioni che ricevono informazioni relativamente a quella determinata
attività .
Un mansionario potrebbe quindi essere impostato non come sopra, ma in maniera più
completa indicando accanto al Responsabile eventuali collaboratori e persone che
ricevono informazioni.
Attività     Responsabile          Collabora Riceve informazioni




E’ molto importante che accanto a mansionari di questo genere siano allegate legende
che permettano a chiunque di comprendere il significato degli acronimi utilizzati.


Il Personale
Prima di definire i ruoli e le responsabilità l’Alta Direzione dovrà evidentemente definire
quale sarà il numero del personale (sia dipendenti che appaltatori) necessario alla
gestione del sistema. L’interpretazione del numero adeguato è soggettiva.


Risorse fisiche e finanziarie
Le risorse cui si riferisce il punto 4.4.1. della ISO 14001 non sono solo risorse umane (con
incluse le competenze necessarie), ma anche risorse finanziarie, tecnologiche
(apparecchiature) e fisiche (i locali).




Formazione, sensibilizzazione e competenze (4.4.2.)
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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.




Requisiti del punto 4.4.2.
L’Organizzazione deve innanzitutto fare una analisi delle necessità che il suo personale
presenta per la formazione ambientale.
Questo sarà particolarmente importante per il personale che esegue operazioni che
potrebbero provocare impatti significativi sull’ambiente: queste persone devono essere
opportunamente formate e addestrate, o comunque devono possedere adeguata
esperienza nel settore.
Oltre alla necessaria attività formativa l’organizzazione deve rivolgere particolare
attenzione alle modalità di sensibilizzazione dei propri dipendenti, assicurandosi che
questi abbiano compreso l’importanza della realizzazione dei principi espressi nella
politica ambientale e le loro responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi e traguardi
ambientali prefissati dall’Organizzazione.
Tutto il personale inoltre deve essere cosciente dei danni ambientali che un suo
comportamento non conforme alle procedure operative dell’organizzazione potrebbe
comportare, oltre alla consapevolezza dei benefici che può apportare un comportamento
responsabile e in linea con il sistema di gestione ambientale dell’organizzazione.


I requisiti del punto 4.4.2. possono essere suddivisi in due categorie generali aventi molti
punti di contatto, ma che per semplicità e chiarezza è meglio affrontare separatamente:
    FORMAZIONE AMBIENTALE (Incluse attività di addestramento) per i dipendenti il
       cui lavoro possa provocare significativi impatti ambientali;
    SENSIBILIZZAZIONE sull’importanza del S.G.A., sulla rilevanza della performance
       individuale di ogni dipendente, e infine sull’importanza della conformità alle
       procedure operative e ai requisiti di legge.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Formazione: un possibile approccio
E’ consigliabile identificare le necessità di formazione e pianificare la formazione stessa
sulla base dei seguenti stadi (utilizzabili anche per la formalizzazione di una procedura
apposita):


1) Aspetti Ambientali
L’identificazione degli aspetti ambientali significativi per l’Organizzazione è un prerequisito
essenziale per la definizione delle necessità formative.
Si presume che questo stadio sia già patrimonio dell’organizzazione, trattandosi di uno dei
requisiti afferenti alla fase di pianificazione del sistema di gestione ambientale.


2) Impatti Ambientali
Successivamente l’organizzazione dovrebbe identificare tutti i dipendenti il cui lavoro può
causare impatti ambientali significativi. Questo non può prescindere dall’analisi delle
attività associate con gli aspetti ambientali significativi in precedenza individuati.
Talvolta anche gli appaltatori e i fornitori possono eseguire lavori con possibili conseguenti
impatti significativi: qualora l’organizzazione riscontri questa situazione, il punto 4.4.6 della
ISO 14001 “Controllo operativo” prescrive che vengano comunicate loro le procedure di
pertinenza, ma ciò presume che sia stata svolta, sia pure minimamente, una preliminare
attività informativa e formativa sulle motivazioni delle mutate modalità lavorative e sulla
corretta conduzione delle stesse.


3) Preparazione dell’appropriato materiale per l’addestramento
La fase successiva all’identificazione delle attività per le quali si necessita una formazione
mirata alla creazione di specifiche competenze riguardanti la selezione e la raccolta del
materiale necessario a raggiungere da parte degli operatori il livello di abilità voluto. Come
minimo questo materiale (si intende con ciò il contenuto effettivo del corso o
addestramento) deve comprendere la conoscenza dei requisiti di legge. L’addestramento
comprende anche le esercitazioni per la risposta alle emergenze (punto 4.4.7. ISO 14001).




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



4) Pianificazione e realizzazione dell’addestramento per uno specifico gruppo di
   dipendenti
Operativamente è di solito conveniente organizzare l’addestramento in squadre e per i
neoassunti sarà opportuna una iniziale formazione singola.
Il grado e lo scopo finale dell’addestramento dipenderanno ovviamente dalle specifiche
funzioni lavorative di ognuno.


5) Registrazione dell’avvenuto addestramento
La registrazione dell’addestramento (vedi anche il punto 4.5.3. “Registrazioni” della ISO
14001) può avvenire in una infinità di modi e generalmente la gran parte delle
organizzazioni, in particolare modo quelle che hanno adottato un sistema qualità,
prevedono già precise modalità della registrazione della formazione. Nel caso specifico ci
sarà almeno un piano di formazione (annuale o semestrale), e per ogni singolo dipendente
una scheda personale sulla quale possa avvenire la registrazione della avvenuta attività
formativa.


6) Sviluppo di un sistema di misurazione della competenza
La misurazione della performance è un concetto che permea profondamente la ISO 14001
ed è legato strettamente al concetto di miglioramento continuo; anche le attività formative,
così come tutte le attività previste dal SGA, dovrebbero prevedere un momento valutativo
tanto del grado di soddisfazione e gradimento del corso/addestramento, quanto poi
dell’effettiva efficacia dello stesso.
La valutazione dovrebbe essere un elemento in base al quale poi condurre il riesame del
programma di formazione (vedi punto 7 seguente)


7) Riesame e aggiornamento del programma di formazione
I programmi di formazione devono essere soggetti a periodici riesami e aggiornamenti,
anche tenendo conto dei risultati della valutazione, dell’emanazione di nuove leggi, del
mutamento di obiettivi, traguardi ambientali e di business dell'Organizzazione.


Sensibilizzazione
Se la formazione intesa come acquisizione delle competenze, può essere limitata al solo
personale la cui attività è connessa a possibili impatti ambientali significativi, la formazione



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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



intesa come sensibilizzazione è necessaria non solo per lo staff ambientale, ma per tutto il
personale dell’organizzazione e, ove appropriato, anche per gli appaltatori.
Un possibile, man non univoco approccio alla sensibilizzazione può essere costituito da
corsi di formazione che riescano a fare luce sul senso dell’introduzione di un SGA
conforme alla ISO 14001, sulle motivazioni dell’Organizzazione, sui vantaggi che un
comportamento ambientalmente responsabile avrà sulla qualità della vita dei dipendenti
stessi e delle generazioni future, sulle responsabilità di ogni componente del personale nel
raggiungimento degli obiettivi, dei traguardi e in generale sulla Politica Ambientale
dell’Organizzazione. In ogni caso la sensibilizzazione non deve riguardare aspetti tecnici.




Comunicazione (4.4.3.)


Requisiti del punto 4.4.3.
La ISO 14001 relativamente a questo punto distingue due tipologie di comunicazione per
ognuna delle quali occorrerà stabilire e mantenere attive delle procedure.
1) Comunicazione interna tra i diversi livelli gerarchici e le diverse funzioni:
      l’Organizzazione deve garantirla
2) Comunicazione esterna riguardante tutte le parti interessate: l’Organizzazione deve
      poter recepire, documentandole, le pressioni dei soggetti esterni e fornire loro una
      risposta; in particolare, quando la comunicazione esterna coinvolge gli aspetti
      ambientali significativi l’Organizzazione deve registrare ogni decisione presa in merito.


Aspetti generali riguardanti la Comunicazione
Per     garantire   la    Comunicazione         efficace     sia   internamente   che   esternamente
all’Organizzazione si ricordi di:
   mantenere sempre aperti due canali di informazione e di comunicazione (andata e
    ritorno)
   trasmettere l’informazione in maniera comprensibile assicurandosi che sia stata
    recepita nel modo giusto
   trasmettere solo informazioni verificabili e non supposizioni
   trasmettere l’informazione in modo costante nel tempo (tra periodi diversi) e nello
    spazio (es. tra diversi stabilimenti) utilizzando per esempio gli stessi indicatori
    relativamente a un determinato aspetto ambientale; per la comunicazione esterna

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



     affidare l’incarico a una sola persona o comunque definire bene i ruoli e le
     responsabilità
    comunicare con regolarità le prestazioni dell’Organizzazione e i traguardi raggiunti
    iniziare sin dal principio a coinvolgere i diretti interessati e non attendere che il SGA sia
     già implementato
    fissare degli obiettivi per la comunicazione, cioè decidere cosa si vuole ottenere con la
     comunicazione: questo aiuterà a fornire la giusta dose di informazioni, senza annoiare
     troppo le persone, evitando inutili perdite di tempo
    indirizzare l’informazione: nel fissare gli obiettivi definire “a chi” e “che cosa”
     comunicare.


La comunicazione interna come mezzo di motivazione
Comunicazione interna
La comunicazione interna all’organizzazione è sicuramente collegata alla motivazione del
personale: se i dipendenti sono informati nel modo giusto e al tempo giusto saranno
sicuramente motivati nell’implementazione e nello sviluppo del SGA.
La    comunicazione        deve     essere     garantita     tanto    verticalmente   (cioè   tra   livelli
gerarchicamente diversi) che orizzontalmente (cioè tra livelli di pari grado funzionale tra e
con funzioni in staff).


Comunicazione “passiva”
Comunicazione esterna
La Comunicazione esterna riguarda la popolazione, la Pubblica Amministrazione, gli Enti
Pubblici, le banche, i media, le assicurazioni, i clienti, le Associazioni varie (anche
Ambientaliste).
In ogni caso la ISO 14001 richiede all’organizzazione di avere procedure per:
    Ricevere
    Documentare
    Rispondere
Alle richieste rilevanti provenienti dalle parti interessate esterne riguardante gli aspetti
ambientali significativi e il SGA.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Per implementare una o più procedure sarà bene designare un singolo riferimento
all’interno dell’organizzazione (es. Il Responsabile Ambientale) con l’autorità di ricevere e
rispondere alle richieste e ai reclami provenienti dai soggetti esterni.
A questo proposito la ISO 14001 non obbliga a rispondete a TUTTE le richieste esterne,
ma solo a quelle ritenute rilevanti perché in linea con gli aspetti ambientali e il sistema di
gestione Ambientale.
Oltre alla comunicazione passiva intesa come risposta alle richieste, l’Organizzazione può
decidere di intraprendere delle strade di comunicazione “attiva” (di propria spontanea
volontà).




La documentazione del Sistema di Gestione Ambientale (4.4.4.)
La norma richiede che vengano documentati, in forma cartacea oppure elettronica, gli
elementi chiave del sistema di gestione ambientale e le loro interazioni; devono inoltre
essere chiare le modalità di gestione della documentazione stessa.
Nella ISO 14001 non si fa diretto riferimento ad un Manuale, sebbene in Appendice
(A.4.4.) si accenni alla possibilità di utilizzare uno o più manuali per la gestione di vari
sistemi di gestione (es. qualità e ambiente). Per soddisfare il presente requisito della
norma bisognerà documentare gli elementi del SGA e le loro interazioni a livello “macro” in
un manuale di gestione ambientale.
Informazioni addizionali e maggiormente dettagliate sono espresse all’interno di procedure
(alle quali si fa riferimento nelle varie sezioni del manuale) e in seno a istruzioni operative
(dette anche istruzioni di lavoro).


Il termine documentazione (in formato cartaceo o elettronico) può riferirsi a:
   Documentazione interna del SGA (Manuale, Procedure, Istruzioni di lavoro,
    Modulistica)
   Documentazione esterna (materiale inviato alle Autorità Pubbliche, alla Popolazione, ai
    Clienti).




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



La struttura della Documentazione Interna
Il tipico “Corpus” documentale di un SGA secondo la ISO 14001 consiste in 4 livelli di
documenti disposti a piramide a simboleggiare il livello di dettaglio, il grado di specificità e
di Know-how dell’Organizzazione. Ogni livello ha caratteristiche e funzioni uniche, sulle
quali si preciserà di seguito.


IL MANUALE
Il manuale è il documento che in qualche modo racchiude tutta la documentazione del
SGA. Dovrebbe essere scritto con alcuni scopi.


Gli scopi del Manuale
    Descrivere la Politica e gli Obiettivi Ambientali dell’Organizzazione e delineare gli
     aspetti principali del SGA.
    Dare una visione di quello che l’organizzazione ha messo in atto per soddisfare ai 20
     requisiti della Sezione 4 della ISO 14001.
    Fungere da “quadro introduttivo” alle procedure in esso richiamate.


I contenuti del Manuale
Il Manuale è preferibile sia un documento snello, preparato per semplicità sulla base dei
punti della ISO 14001, contenente rimandi alle procedure ambientali ed eventualmente, se
appropriato e fattibile, alle istruzioni operative ambientali, ai documenti del sistema qualità,
alle procedure della sicurezza, ai piani di emergenza, al documento di valutazione del
rischio. Generalmente è consigliabile inserire dei paragrafi introduttivi comprendenti un
indice, lo scopo e il campo di applicazione del Manuale, la terminologia maggiormente
usata e le abbreviazioni ricorrenti, una breve presentazione dell’Organizzazione.


Quando scrivere il Manuale
Le    sezioni    del   Manuale       dovrebbero       essere      scritte      dopo   aver   definito   (non
necessariamente scritto) la/e corrispondente/i procedura/e, e non prima: si ricordi che il
Manuale dovrebbe essere in grado di delineare gli elementi chiave del sistema, includendo
con ciò la politica e gli obiettivi generali, l’organizzazione e le responsabilità, i diversi
elementi chiave dei processi aziendali rilevanti per l’ambiente; in sostanza si passerà ala
stesura del Manuale una volta che il Sistema sarà funzionante o quanto meno sarà



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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



impostato. L’ideale sarebbe che fossero già state definite (anche se non formalizzate) le
varie procedure ritenute necessarie.


LE PROCEDURE


Cosa è una procedura
In un Sistema di Gestione della Qualità la procedura altro non è che una “Modalità definita
per eseguire una attività” (UNI EN ISO 8402).
Sempre secondo la UNI EN ISO 8402 la procedura scritta specifica quello che deve
essere fatto e chi dovrà farlo, quando e come, quali materiali, attrezzature e documenti
bisognerà utilizzare e come tutto ciò vada tenuto sotto controllo e registrato.
Le procedure sono pertanto dei documenti organizzativi che devono essere semplici ed
eventualmente rimandare a istruzioni di lavoro per il dettaglio delle attività da compiere.
E' utile includere all'interno       della procedura un diagramma di flusso in cui vengano
delineati i processi (o il processo) descritti dalla stessa procedura.


LE ISTRUZIONI DI LAVORO O ISTRUZIONI OPERATIVE
Le istruzioni di lavoro vengono richiamate dalle procedure e sono delle descrizioni
dettagliate (step-by-step) per svolgere determinate attività; a seconda dell’operazione che
in esse viene descritta, le istruzioni di lavoro possono presentarsi anche solo come
diagramma di flusso ed occupare non più di una pagina.


LE REGISTRAZIONI Si veda al Paragrafo 4.5.3. “Registrazioni”


Note: affinchè una procedura o una istruzione operativa sia utilizzata è bene che:
   Venga scritta in stretta collaborazione con i suoi potenziali esecutori
   Sia breve
   Sia scritta e impaginata in modo da risultare facilmente comprensibile a tutti i suoi utilizzatori.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Controllo della Documentazione (4.4.5.)


Requisiti del punto 4.4.5.
L’Organizzazione deve predisporre e mantenere attive delle procedure per garantire il
controllo della documentazione del SGA, permettendo che:
   Tutti i documenti abbiano una ubicazione abituale e che quindi siano facilmente
    localizzabili.
   Tutti i documenti siano sottoposti a periodico riesame, siano revisionati qualora se ne
    presenti la necessità, e ne sia approvato l’utilizzo da parte di personale autorizzato
   Copie aggiornate dei documenti siano disponibili in tutti i luoghi in cui il loro utilizzo è
    necessario al corretto funzionamento del sistema.
   Le copie superate vengano ritirate il prima possibile tanto dai centri di emissione,
    quanto da quelli di utilizzo. Alternativamente l’Organizzazione può decidere di
    proteggere la documentazione obsoleta da un uso involontario.
   Sia possibile identificare tutti i documenti superati, che l’Organizzazione ha deciso di
    archiviare per motivi legali e/o per documentazione.
La documentazione deve, inoltre, risultare leggibile, facilmente identificabile, deve riportare
le date di revisione, essere disposta in modo ordinato e deve esserne fissato il periodo di
archiviazione. Bisogna definire e mantenere attive procedure e responsabilità per
l’emissione e la modifica dei documenti del SGA.


Procedura per il controllo della documentazione
Generalmente la prima procedura da definire ed emettere è proprio la procedura per il
controllo della documentazione, visto che da essa dipende in modo determinante tutta la
gestione della documentazione del SGA. In base ai requisiti del punto 4.4.5. della ISO
14001 una procedura per il controllo dei documenti dovrebbe almeno trattare i seguenti
argomenti:
a) identificazione dei documenti
b) struttura dei documenti
c) emissione dei documenti
d) modifiche ai documenti
e) distribuzione e ritiro
f) conservazione e archiviazione



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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



a) Identificazione dei documenti
Per identificazione dei documenti si intendono delle modalità definite di codifica degli
stessi che ne permettono la veloce classificazione e quindi anche il corretto utilizzo.
   Un codice o sigla (es. MA per il manuale ambientale; PR per le procedure; IO per le
    Istruzioni Operative)
   Un numero affiancato al codice (es. PR-02 per indicare la procedura n°2)
   Un titolo (es. Gestione e controllo dei documenti; Formazione)
   Una categoria di appartenenza (Procedura; istruzione Operativa)
   Un n° e una data di revisione (corrispondente alla data della vers che si ha sotto mano)
N° di pagina/pagine totali, per ogni pagina del documento (es. pag 7/23 ovvero pag. 7 di 23).


b) Struttura dei documenti
Affinchè la documentazione risulti leggibile (ovvero chiara e comprensibile) è consigliabile
stabilire una struttura e una impaginazione per i documenti


Possibile struttura di una procedura
In genere risulta difficile e poco produttivo definire una struttura rigida per le sezione del
manuale. Per le procedure invece (a spesso anche per le Istruzioni Operative) è possibile
seguire una sequenza di paragrafi come la seguente:
1. Scopo
2. Campo di applicazione
3. Riferimenti (norme e documenti richiamati nel testo della procedura)
4. Definizioni
5. Procedura (con vari sottoparagrafi in funzione dell’argomento trattato)
6. Responsabilità
7. Figure (es. diagrammi di flusso e altro)
8. Allegati (è possibile allegare alla fine della procedura copia della modulistica richiamata
al suo interno).


c) Emissione dei documenti
Generalmente l’emissione di un documento è l’ultimo stadio di un processo che prevede la
redazione     del documento          stesso,     la   sua    verifica    e     successiva   approvazione.
Conformemente a questo iter, per ogni singolo documento, sarebbe bene prevedere e
riportare nella prima pagina:

                                                                                                      25
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



   La firma della funzione responsabile della redazione (o stesura) del documento stesso;
   La firma delle funzioni coinvolte con la verifica


E’ invece necessario (secondo i requisiti del punto 4.4.5.) riportare:
   La firma della funzione che approva il documento e che ha la responsabilità primaria di
    riconoscerne la validità per l’utilizzo.
   La data di approvazione del documento.
Nella procedura per la gestione e il controllo della documentazione andranno anche
riportate, in una apposita matrice, le responsabilità per la redazione, la verifica e
l’approvazione      dei     vari   documenti       (Manuale,       procedure,   istruzioni   operative).
Dell’emissione del documento è generalmente responsabile la funzione che si occupa
della sua stesura.


d) Modifiche dei documenti
Qualsiasi modifica comporta una nuova emissione del documento, e con ogni nuova
emissione cambia il numero di revisione del documento stesso. Per questo motivo nel
fontespizio dei documenti controllati (Manuale, Procedure, Istruzioni Operative) è inclusa
una LISTA DELLE REVISIONI. Le modifiche apportate ai documenti vengono verificate e
approvate dalle stesse funzioni che hanno eseguito le precedenti verifiche e approvazioni.


e) Distribuzione e ritiro
Il responsabile dell’emissione di un documento controllato predispone la “LISTA DI
DISTRIBUZIONE DEI DOCUMENTI CONTROLLATI” e provvede alla successiva
consegna dei documenti in vigore. Lo stesso responsabile provvede al ritiro e alla
successiva conservazione separata dalle revisioni superate, contrassegnandole con la
scritta “REVISIONE SUPERATA”.


f) Conservazione e archiviazione
Deve essere stabilito il tempo di conservazione dei documenti controllati e il responsabile
dell’archiviazione.




                                                                                                     26
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Controllo operativo (4.4.6.)
Requisiti del punto 4.4.6.
La norma richiede che l’organizzazione identifichi quali siano le attività rilevanti e le
operazioni svolte al suo interno associate ad aspetti ambientali rilevanti o che controllano
parametri ambientalmente significativi.
Dopo aver identificato tali operazioni e attività, l’organizzazione deve procedere alla loro
pianificazione e alla manutenzione dei macchinari e degli strumenti di misura, in modo da
assicurare che tali attività siano svolte nelle condizioni ottimali.
Per assicurare quanto richiesto la norma richiede che l’Organizzazione:


   Stabilisca e aggiorni procedure e/o istruzioni operative per quelle operazioni e attività la
    cui assenza porterebbe ad una difformità rispetto alla politica ambientale, sia agli
    obiettivi e ai traguardi precedentemente definiti e specificati;
   Preveda procedure e/o istruzioni operative simili anche per tutti quei beni e servizi che
    vengono utilizzati dall’organizzazione;
   Comunichi procedure o modalità di lavoro ai fornitori e agli appaltatori per le attività di
    loro   pertinenza,       in   modo       da    essere      conformi        alla   politica   ambientale
    dell’Organizzazione.


Definizione di controllo operativo
Per controllo operativo si intende la pianificazione dell’insieme delle attività di
monitoraggio, controllo e regolazione tale da impedire il non rispetto della legislazione, ad
esempio il superamento dei limiti di emissioni, o il verificarsi di non-conformità rispetto alla
politica ambientale aziendale fissata dalla Direzione.
I controlli operativi costituiscono in sostanza tutte le procedure di cui l’organizzazione ha
bisogno per mettere in pratica i principi enunciati nella Politica ambientale e per
raggiungere gli obiettivi e i traguardi prefissati.


I primi passi:
Se una organizzazione non ha ancora provveduto a stabilire delle procedure per il
controllo operativo, il modo più ragionevole e utile per iniziare, consiste nell’affrontare
quelle procedure che assicurano la conformità alle leggi, come pure definire per ogni
attività i parametri che devono essere rispettati affinchè il processo o l’impianto siano
condotti nelle condizioni ottimali, permettendo così di ottenere la massima efficienza.

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Cosa richiede il Controllo Operativo
I controlli operativi costituiscono in sostanza tutte le procedure di cui l’organizzazione ha
bisogno per mettere in pratica i principi enunciati nella Politica ambientale e per
raggiungere gli obiettivi e i traguardi prefissati. In sostanza, quindi, bisognerà sviluppare
procedure per il controllo operativo che abbraccino tutte le attività e le operazioni
associate con gli aspetti ambientali significativi dell’Organizzazione, con l’obiettivo finale
di:
     Definire    le   modalità      di   esecuzione    dell’attività,   sia   da   parte   degli   addetti
      dell’Organizzazione che da terzi che agiscono per suo conto, per tutte quelle situazioni
      in cui la loro mancanza potrebbe portare a violazione della politica ambientale o alla
      violazione della legislazione ambientale.
     Definire procedure relative agli acquisti e agli appalti per garantire che i fornitori e
      coloro che agiscono per conto dell’Organizzazione si conformino alla Politica
      Ambientale della stessa, per la parte di loro pertinenza.
     Sorvegliare e controllare caratteristiche significative del processo (ad esempio gli
      scarichi e i rifiuti).
     Individuare e documentare i criteri di accettabilità e gli interventi da compiere se i
      risultati non sono soddisfacenti.
     Valutare e documentare la validità delle informazioni relative alla sorveglianza
      precedentemente ottenute una volta constatato la deficienza dei sistemi di
      sorveglianza.


Le attività coinvolte dal Controllo operativo
Le procedure e le istruzioni operative possono riguardare in una organizzazione le
seguenti attività:


     Operazioni di manutenzione
     Stoccaggio dei rifiuti prodotti
     Attività con scarichi idrici
     Attività con emissioni in atmosfera
     Attività con elevato consumo di risorse naturali e/o energetiche
     Processi di produzione che devono essere condotti secondo determinati parametri (es.
      temperatura, pressione, flusso d’aria, etc.)
                                                                                                        28
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Come si identificano le attività coinvolte dal Controllo Operativo


Bisognerà identificare tutte le attività che possono presentare delle situazioni nelle quali,
l’assenza di controlli operativi, può portare a deviazioni dalla politica, dagli obiettivi e dai
traguardi.
Le operazioni e le attività da prendere in considerazione a seconda degli aspetti ritenuti
significativi possono riguardare praticamente tutti i reparti di una organizzazione.




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Preparazione alle emergenze e risposta (4.4.7.)


La norma richiede che l’organizzazione stabilisca e mantenga attive adeguate procedure
che permettano sia di individuare sia di rispondere a potenziali incidenti e/o a situazioni di
emergenza in modo da poter prevenire e minimizzare l’impatto ambientale conseguenti a
tali situazioni.
L’Organizzazione deve aggiornare e perfezionare tali procedure, in particolare dopo
l’accadimento di ciascun incidente o dopo situazioni di emergenza, inoltre, dovrà simulare
situazioni di emergenza per testare e per perfezionare le procedure e le relative istruzioni
operative.
L’Organizzazione, prima di elaborare le procedure e le istruzioni operative inerenti la
preparazione alle emergenze e alle conseguenti risposte, dovrebbe definire ed elencare
quali potrebbero essere i potenziali incidenti e/o le situazioni di emergenza, in relazione
sia al proprio processo produttivo sia in base alla zona in cui si è insediata.


Il primo passo
L’Organizzazione, prima di elaborare le procedure e le istruzioni operative inerenti la
preparazione alle emergenze e alle conseguenti risposte, dovrebbe definire ed elencare
quali potrebbero essere i potenziali incidenti e/o le situazioni di emergenza, in relazione
sia al proprio processo produttivo sia in base alla zona in cui si è insediata.
- Gli incidenti e/o emergenze ambientali potrebbero essere:
- Emissioni accidentali in atmosfera
- Scarichi accidentali
- Spandimento accidentale di sostanze pericolose
- Effetti specifici sull’ambiente e sull’ecosistema di rilasci accidentali


Classificazione delle emergenze
Le emergenze si possono classificare in base alla loro origine:
   emergenze per cause naturali
   emergenze di origine tecnica o di processo




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Emergenze per cause naturali
Appartengono a questa categoria tutte quelle emergenze che derivano da situazioni
eccezionali della natura, che data la loro caratteristica di eccezionalità, rendono i loro
effetti di difficile valutazione.
Esempi di tale tipo di emergenza:
   Emergenza per inondazione
   Emergenza dovuta a terremoto
   Emergenza per frana
   Emergenza per fulmini
   Emergenza per tromba d’aria
Sebbene tali emergenze sono caratterizzate dall’imprevedibilità dei loro effetti e della loro
evoluzione, una loro previsione potrebbe permettere di adottare delle azioni preventive
con l’obiettivo di rendere minimi i danni all’Organizzazione.


Emergenze di origine tecnica o di processo
L’emergenza di origine tecnica o di processo è invece a differenza delle precedenti una
emergenza i cui effetti si possono prevedere e quindi di permettere un intervento
tempestivo per ridurre al minimo i loro effetti.


Alcuni esempio di tale tipo di emergenza sono:


   Emergenze per emissione in atmosfera di sostanze inquinanti
   Emergenze per scarico di sostanze inquinanti (in corso d’acqua superficiale o in fogna)
   Emergenze per incendio al magazzino
   Emergenze per esplosione del deposito carburanti.


Per questi tipi di emergenze si può prevedere la loro origine e quindi elaborare opportune
procedure e/o istruzioni operative.




Valutazione delle emergenze

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



E’ importante definire una scala di priorità in base alla frequenza dell’incidente, della
probabilità che avvenga e della sua gravità, questo permette di stilare un ordine di priorità
per poter individuare le situazioni più gravi e significative ove poter intervenire prima.


Risposta alle emergenze
Nella risposta alle emergenze, riveste un’importanza notevole l’addestramento del
personale che dovrebbe consistere non solo in una formazione teorica sulla sicurezza o
sulla risposta alle emergenze, ma anche in simulazioni reali delle situazioni che si
potrebbero presentare.
La rapidità alla risposta alle emergenze, che siano o non siano di tipo ambientale, è
direttamente proporzionale alla conoscenza delle azioni da intraprendere.
Risposta alle emergenze vuol dire anche sapere chi avvertire in caso di accadimento di
tale situazione.




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La fase dei Controlli e Azioni correttive 4.5. (CHECK)
Il punto 4.5. Controlli e Azioni correttive (CHECK) si compone di 4 sotto punti:
4.5.1. Sorveglianza e misurazioni
4.5.2. Non conformità, azione correttiva e preventiva
4.5.3. Registrazioni
4.5.4. Audit del SGA


La conformità al punto 4.5. consiste nell’aver definito una serie di controlli, misurazioni e
registrazioni che permettano di tenere sotto costante controllo l’evoluzione del Sistema di
Gestione Ambientale.
Tale attività deve permettere l’individuazione degli eventuali “scostamenti” dalla
legislazione vigente, dalla Politica Ambientale già definita, dagli obiettivi e dai traguardi
ambientali, in altre parole dovrà permettere la rilevazione delle non conformità. Individuata
la non-conformità (NC), si dovrà intervenire con azioni correttive e/o preventive che
dovranno eliminare le cause. Tali azioni devono essere adeguate all’importanza dei
problemi e proporzionata all’impatto ambientale.


Sorveglianza e misurazioni (4.5.1.)


Requisito del punto 4.5.1.
L’Organizzazione deve predisporre procedure documentate per misurare, sorvegliare e
valutare la propria performance ambientale sia dal punto di vista degli obiettivi e traguardi
che da quello della conformità alle leggi e regolamenti ambientali applicabili, con il fine di
stabilire l’adeguatezza dei controlli operativi adottati e il grado di raggiungimento di
obiettivi   e   traguardi.    Se     le   operazioni di       sorveglianza     richiedono   l’utilizzo   di
apparecchiature di misura, bisognerà provvedere alla loro regolare manutenzione e
taratura, avendo cura di conservare le registrazioni relative.


Procedure documentate
Questo punto richiede procedure documentate e quindi scritte. Oltre a procedure
documentate si richiede esplicitamente la registrazione delle attività di taratura e
manutenzione delle apparecchiature di misura. La taratura della strumentazione è
evidente un requisito indispensabile per effettuare delle misure accurate, misure che
l’Organizzazione avrà preventivamente pianificato (4.4.6. Controllo operativo).

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Documenti
In generale per garantire quanto richiesto dalla ISO 14001 relativamente alla registrazione
delle operazioni di manutenzione e taratura, sarà utile predisporre i seguenti documenti:
   Lista degli strumenti di misura
   Programma di taratura
   Programma di Manutenzione.


E per ogni strumento:
- scheda strumento
- procedura di manutenzione
- procedura di taratura
- registro delle tarature
- registro delle manutenzioni


Indicatori di performance ambientale
I risultati delle misurazioni dovrebbero essere utilizzati per valutare i successi raggiunti e i
punti di debolezza che richiedono interventi correttivi e maggiori attenzioni. Per valutare
adeguatamente le performance ambientali, l’organizzazione dovrebbe adottare e
periodicamente riesaminare degli opportuni indicatori di performance ambientale che sino:
Oggettivi, Verificabili, Significativi, Confrontabili


Conformità alle leggi
Dal punto di vista della conformità alle leggi ambientali, l’attività di sorveglianza
presuppone chiaramente che siano state preventivamente individuate le leggi applicabili e
che siano stati previsti gli adeguati controlli operativi relativamente alle singole leggi.
L’organizzazione deve prevedere una procedura per valutare la conformità almeno una
volta l’anno a leggi e regolamenti ambientali applicabili.




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Non conformità, azioni correttive e preventive (4.5.2.)


Requisiti del punto 4.5.2.
L’Organizzazione deve predisporre e mettere in pratica procedure in cui siano definite le
responsabilità e l’autorità per:
   analizzare le non conformità
   stabilire un trattamento per le non conformità
   decidere quali azioni intraprendere per minimizzare ogni eventuale impatto verificatosi
   avviare e portare a termine
In particolare le azioni correttive e preventive intraprese per eliminare effettive o potenziali
cause di non conformità devono essere commisurate all’entità del problema affrontato e al
tipo di impatto causato. Qualsiasi cambiamento intervenuto nelle procedure documentate
a seguito di interventi correttivi e/o preventivi deve essere registrato e messo in atto.

Non conformità (NC)
Una Non-Conformità secondo UNI EN ISO 8402 è un mancato soddisfacimento di un
requisito specificato.
Il requisito può essere:
   della norma ISO 14001
   di una procedura
   istruzione operativa.


La non conformità può riguardare una legge o una manchevolezza nella compilazione di
un modulo. Indipendentemente dalla tipologia della non conformità è comunque
necessario che siano stati definiti i compiti e le responsabilità per potervi porre rimedio, e
cioè per:
   definire un trattamento delle non conformità
   analizzare le cause che hanno originato le non conformità
   mettere in atto le opportune azioni correttive al fine di evitare il ripetersi del problema
   apportare le necessarie modifiche alle procedure documentate.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Le azioni preventive
Per quanto riguarda le azioni preventive si tratta invece di un intervento a monte, avente lo
scopo di evitare per quanto possibile il verificarsi di una non conformità.
Le azioni preventive sono intraprese a seguito di:
   segnalazioni provenienti dalla popolazione
   suggerimenti da parte del personale
   risultati di verifiche ispettive
   risultati sulla attività di sorveglianza
   risultati di studi
L’iter di gestione delle azioni preventive può essere il medesimo delle azioni correttive.


La gestione delle Non-Conformità: un possibile approccio
Una procedura per la gestione di non conformità, azioni correttive e preventive dovrebbe
definire le responsabilità, le modalità e la documentazione da utilizzare per:
   identificare tempestivamente le non conformità
   analizzare le non conformità e stabilirne il trattamento
   valutare l’avvenuto trattamento
   individuare le azioni correttive o preventive da intraprendere
   valutare l’efficacia delle azioni correttive e preventive intraprese.


Identificare tempestivamente le Non-Conformità
Una NC può essere riscontrata in seguito a:
   reclami dall’esterno
   osservazioni del personale o responsabili di funzione
   riesame della direzione
   verifiche ispettive interne o esterne
   risultati da attività di sorveglianza e controllo.


Chiunque rilevi una NC provvede a compilare un modulo “RAPPORTO DELLE NON
CONFORMITA’” indicando:
   l’area di rilevazione della NC
   una descrizione della NC



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Una volta compilato il modulo “RAPPORTO DELLE NON CONFORMITA’” viene
trasmesso al responsabile di funzione dell’area coinvolta.


Analisi e trattamento delle non conformità
Il responsabile di funzione dell’area coinvolta , ricevuto il “RAPPORTO DELLE NON
CONFORMITA’” valuta la NC e dopo eventuale consultazione con altre funzioni
interessate provvede a definirne il trattamento in una sezione specifica del modulo
“RAPPORTO DELLE NON CONFORMITA’”. Il trattamento della NC può essere
accompagnato da una richiesta di azione correttiva.


Chiusura della NC e valutazione del trattamento
Il “RAPPORTO DELLE NON CONFORMITA’” o copia dello stesso viene trasmesso dal
Responsabile della funzione dell’area coinvolta al Responsabile del SGA che provvede:
   alla numerazione del RAPPORTO DELLE NON CONFORMITA’ attribuendogli un
    numero progressivo
   alla registrazione della NC nel REGISTRO DELLE NON CONFORMITA’
   alla verifica della chiusura della NC
   alla   valutazione      della    NC,     all’archiviazione      del   RAPPORTO   DELLE   NON
    CONFORMITA’


Individuazione delle azioni correttive e preventive
RSGA analizza sistematicamente le registrazioni ambientali e in particolare i risultati delle
attività di sorveglianza e misurazione, i rapporti di verifica ispettiva, i reclami provenienti
dall’esterno, i rapporti delle NC ed ogni altra informazione disponibile.
Questa attività di monitoraggio ha il fine di individuare effettivi o potenziali scostamenti
dalle procedure, dalla politica, dagli obiettivi e traguardi ambientali dell’organizzazione.
Individuato in problema RSGA contatta tutte le funzioni interessate ed avvia azioni volte a:
   analizzare tutte le cause del problema potenziale o reale
   identificare per ogni causa possibile le potenziali azioni correttive o preventive e
    scegliere le azioni che con più probabilità eliminano o prevengono il problema
   decidere il periodo di tempo a disposizione per l’implementazione delle azioni
    concordate e la persona responsabile per lo svolgimento dell’azione stessa.
Per la definizione delle azioni concordate, dei tempi stabiliti per la loro attuazione e per la
verifica del loro risultato si utilizza un modulo “RICHIESTA DI AZIONE CORRETTIVA”

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Il modulo viene completato per le parti di competenza da RSGA siglato da chi ha
concordato l’azione da intraprendersi e archiviato da RSGA.


Verifica dello stato di avanzamento ed efficacia delle azioni correttive e preventive
intraprese
E’ responsabilità di RSAGA verificare lo stato di avanzamento dell’azione correttiva o
preventiva intrapresa.
Al fine di porre in evidenza lo stato delle azioni correttive/preventive, è compito di RSGA
tenere aggiornato il REGISTRO DELLE AZIONI CORRETTI E PREVENTIVE” con
l’indicazione della data di definizione dell’azione, della data prevista di fine attuazione e la
data effettiva della chiusura della stessa.




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Registrazioni (4.5.3.)


Requisiti del punto 4.5.3.
La ISO 14001 richiede all’Organizzazione di stabilire e mantenere un sistema di gestione
delle registrazioni ambientali che ne permetta l’identificazione, l’archiviazione, la
conservazione, l’eliminazione e l’accesso da parte delle persone autorizzate. In generale
esse dovranno essere protette da qualsiasi forma di deterioramento, perdita o
danneggiamento.
Dei documenti di registrazione dovrà anche essere specificato il tempo di conservazione,
considerando naturalmente quanto viene eventualmente richiesto dalla legge.
La norma richiede altresì che le registrazioni risultino leggibili, identificabili e facilmente
riconducibili all’attività, al prodotto o servizio cui si riferiscono.


Cosa si intende per Registrazioni ?
Le registrazioni sono documenti che attestano il grado di funzionamento e di attività del
SGA. Esse sono in parte identificate dall’organizzazione, in parte rese necessarie dai
requisiti di legge (es. Registro di carico e scarico dei rifiuti; controlli periodici delle
emissioni in atmosfera). Tra le possibili forme di registrazione è possibile annoverare:


   Le registrazioni della avvenuta attività formativa
   I rapporti di audit
   I risultati delle attività di monitoraggio e di controllo
   I risultati di misurazioni della performance ambientale
   I rapporti di non conformità
   I risultati dei trattamenti delle NC
   Le autorizzazioni ed i permessi
   Le registrazioni delle attività di manutenzione e taratura delle apparecchiature di
    misura
   Eventuali questionari per la valutazione dei fornitori.




A cosa servono le registrazioni ?

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Le registrazioni rappresentano l’evidenza dello stato di salute del SGA; da esse è possibile
capire se un SGA effettivamente funziona, quale grado di sviluppo e maturità ha raggiunto,
quali sono le possibili aree di miglioramento in base alle quali fissare nuovi obiettivi e
traguardi, quali sono i punti deboli del sistema, quali fra quelli normalmente utilizzati, sono
gli indicatori chiave di performance ambientale.




Audit del Sistema di Gestione Ambientale (4.5.4.)


Requisiti del punto 4.5.4
La norma ISO 14001 richiede che l’Organizzazione elabori una procedura per condurre
periodicamente audit del SGA.
L’audit del SGA si pone 2 obiettivi:
   verificare che il sistema di gestione ambientale implementato risulti conforme alla
    norma UNI EN ISO 14001 e se tale sistema sia realmente applicato e funzionante;
   Fornire informazioni e dati oggettivi inerenti al SGA che possano essere utilizzati dalla
    Direzione in sede di “Riesame della Direzione”.
La periodicità con cui devono essere condotti gli audit ambientali deve essere fissata in
base alle criticità delle attività, prodotti e servizi dell’organizzazione nei confronti
dell’ambiente e in base ai risultati degli audit precedenti.
La norma richiede che le procedure per l’audit del SGA debbano prendere in
considerazione i seguenti elementi:
1. lo scopo dell’audit
2. la frequenza
3. la metodologia
4. le responsabilità
5. i requisiti per l’esecuzione dell’audit
6. il resoconto dei risultati




Introduzione

                                                                                            40
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



L’ultimo passo del ciclo di pianificazione e realizzazione consiste nel controllo della
realizzazione dei provvedimenti pianificati, ovvero in un audit del sistema di gestione
ambientale. Qui vengono valutati in modo sistematico, documentato ed obiettivo il
raggiungimento degli obiettivi e la realizzazione ed il mantenimento corretti del sistema di
gestione ambientale. A ciò connessa è una valutazione a campione e in ogni caso non
completa del rispetto della legislazione ambientale.


Sulla base dei risultati vengono analizzati i punti deboli e definiti nuovi obiettivi.
In questo modo il ciclo di pianificazione e realizzazione può ricominciare.
L’audit verrà documentato attraverso un documento specifico.
Questo rappresenta una registrazione del sistema, che può provocare eventuali azioni
correttive e preventive. I risultati dell’audit interno, con ulteriori documenti, rappresentano
la base per il riesame della direzione.
E’ generalmente richiesto dall’Ente di Certificazione effettuare un audit interno prima della
prima certificazione, per poter valutare la funzionalità del sistema.
Di fondamentale importanza è non ci siano delle remore da parte dei dipendenti nei
confronti degli audits. Essi non rappresentano un controllo in senso stretto, ma uno
strumento gestionale finalizzato allo sviluppo continuo ed al miglioramento.
Tali “esami” devono essere il punto di partenza sia per percorsi formativi individuali che
per migliori soluzioni organizzative, cosa che rappresenta il presupposto per il previsto
miglioramento continuo in azienda.


Le linee guida di riferimento per l’audit ambientale
La norma di riferimento dell’audit ambientale è:


UNI EN ISO 19011 del 2003


Tali linee guida non sono ovviamente obbligatorie, ma rispondono alla necessità di fornire
un essenziale punto di riferimento per chi debba effettuare degli audit periodici del proprio
SGA.


Il significato di audit
Il termine audit è un termine latino dal verbo “audire” i cui significati sono “udire, ascoltare,
apprendere, interpretare”. L’audit dovrebbe rappresentare un momento di riflessione per

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



individuare cosa non va in una organizzazione per poter risolvere l’inconveniente o il
problema e in tal modo muoversi verso un continuo miglioramento.


Definizione di audit ambientale
La norma UNI EN ISO 14001 fornisce la definizione di “audit del SGA” definito come:
“Processo di verifica sistematico e documentato per conoscere e valutare con oggettiva
evidenza se il SGA di una organizzazione è conforme ai criteri definiti dall’organizzazione
stessa per l’audit del SGA e per comunicare i risultati di questo processo alla Direzione”
Per ISO 14001 l’oggetto dell’audit è il SGA e quindi l’obiettivo è di verificare se il SGA è
conforme ai criteri fissati dall’Organizzazione per il funzionamento dello stesso.


AUDIT DI GESTIONE AMBIENTALE
Rappresenta lo strumento che permette di verificare se il SGA implementato risulti
conforme ai punti del SGA di riferimento che è rappresentato dallo standard internazionale
UNI EN ISO 14001 (oppure dal Regolamento n°761/01 EMAS). Tale tipo di audit si pone
come obiettivo principale di misurare lo scostamento o “gap” che il SGA, implementato
dall’organizzazione, ha nei confronti della norma.




Le figure coinvolte in un audit ambientale
Le figure interessate in un audit ambientale sono:


1. Il Cliente
2. Il soggetto all’audit
3. Il Responsabile di audit ambientale
4. L’Auditor ambientale


La Linea guida UNI EN ISO 14010 fornisce le definizioni delle figure precedentemente
menzionate:
   Cliente: Organizzazione che commissiona l’audit
   Il soggetto all’audit: Organizzazione che è sottoposta all’audit
   Il Responsabile di audit ambientale: Persona qualificata a dirigere e ad eseguire degli
    audit ambientali

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   L’Auditor ambientale: Persona qualificata per effettuare un audit ambientale


Le fasi dell’Audit ambientale
L’audit ambientale si suddivide generalmente in 3 fasi:
1. Fase di pre-audit
2. Fase di Audit
3. Conclusioni


1. PRE-AUDIT
Il PRE-AUDIT è la fase dell’audit in cui una organizzazione deve definire il Soggetto
all’audit e gli obiettivi dello stesso audit.


PRE-AUDIT: Nomina del Responsabile di Audit Ambientale
La Direzione nomina un Responsabile di Audit (sia interno che esterno all’Organizzazione)
il quale deve coordinare il Team di Auditors. Il Responsabile deve garantire una
integrazione e un lavoro omogeneo e coordinato tra le diverse competenze e esperienze
personali dei componenti del Team.




PRE-AUDIT: Raccolta di informazioni
Dopo la definizione del campo di azione, degli obiettivi e del Team di Auditors si procede
alla fase di raccolta di quelle informazioni che costituiranno la base per definire gli
strumenti e le metodologie per condurre l’audit ambientale.


PRE-AUDIT: Preparazione dei documenti per la conduzione dell’audit
In base alle informazioni raccolte il Responsabile e il Team di auditor compilano un
questionario specifico per l’attività che è soggetta all’audit in modo da fornire una
valutazione oggettiva e veritiera.
Il Responsabile in base al lavoro da svolgere compila un “PIANO DI AUDIT” da
trasmettere alla Direzione dell’Organizzazione e al Soggetto all’audit.


2. AUDIT
AUDIT: la riunione di apertura



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L’AUDIT vero e proprio ha inizio formalmente con la riunione di apertura dove si presenta
e presenta il team di audit, chiarisce gli obiettivi e lo scopo dell’audit, il piano dell’audit;
concorda gli orari, le date; presenta la metodologia usata; definisce le modalità di
comunicazione tra il Team e il Soggetto all’Audit; promuove una partecipazione attiva
all’audit; riesamina le procedure di emergenza e di sicurezza per il Team.


AUDIT: La visita in loco
La visita in loco rappresenta la prima occasione per il Responsabile dell’AUDIT e per gli
auditors di prendere contatto con la realtà impiantistica e produttiva dell’organizzazione.


AUDIT: le interviste al personale
Uno dei metodi più efficaci per acquisire informazioni sono le interviste al personale


AUDIT: analisi delle procedure e delle istruzioni operative
L’analisi delle procedure organizzative e delle istruzioni operative è sicuramente una delle
attività dell’auditor, il quale non solo deve verificare l’esistenza delle stesse, ma appurare
che siano innanzitutto adeguate alla complessità e ala dimensione dell’attività e poi che
siano dai diretti interessati:




   realmente applicate
   aggiornate nel tempo
   accessibili
   conosciute e comprese.


SOLO CON L’ANALISI DI TALI DOCUMENTI E CON LE INTERVISTE AI DIRETTI
INTERESSATI         E’    POSSIIBLE         VERIFICARE          SE    IL       SISTEMA   DI   GESTIONE
AMBIENTALE E’ ATTIVO E MANTENUTO NEL TEMPO.




3. CONCLUSIONI



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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Terminato il lavoro di raccolta delle evidenze oggettive da parte dell’auditor, o del team di
audit è prevista una classificazione delle stesse tramite una valutazione che le suddivide di
norma in:
   NC Gravi
   NC lievi
   Osservazioni


CONCLUSIONI: preparazione del Rapporto di Audit
Il “Rapporto di Audit” viene redatto sotto la direzione del Responsabile di audit, il quale è
responsabile della sua accuratezza e completezza. Tale rapporto, datato e firmato di
norma riporta varie informazioni.


Programmazione degli audit ambientali
La norma UNI EN ISO 14001 non fissa una periodicità precisa per gli audit.
La periodicità viene fissata in base ai seguenti elementi:
   Natura, dimensioni e complessità delle attività
   Natura e quantità di emissione e scarichi idrici, volume di produzione dei rifiuti,
    consumo di risorse naturali ed energetiche
   Grado di importanza e di urgenza dei problemi constatati, a seguito dell’audit
    precedente (o della A.A.I.).




4.6. Riesame della Direzione
(Il Riesame della Direzione: La revisione del SGA da parte della Direzione)


Requisiti del punto 4.6.
L’Alta Direzione ad intervalli prefissati ha il compito di effettuare il riesame del SGA per
permetterne il miglioramento continuo e assicurarne la costante efficacia e adeguatezza.
Perché la Direzione possa condurre efficacemente il riesame prendendo le opportune
decisioni è essenziale che le vengano messi a disposizione tutti i dati e le informazioni che
a ciò possono contribuire.
Nel corso di tale riesame si può discutere della necessità di aggiornare la Politica
Ambientale, obiettivi e traguardi e/o modificare qualsiasi altro elemento del SGA rivelatosi

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



inadeguato in seguito alle attività di sorveglianza, controllo o audit o per via delle mutate
situazioni o anche dell’impegno al miglioramento continuo.
Il RIESAME DEVE ESSERE DOCUMENTATO.


Il Riesame della Direzione
L’importanza della Direzione per l’introduzione del Sistema di Gestione Ambientale è stata
sottolineata fin dall’inizio. Essa deve supportare completamente tutte le fasi, motivare i
dipendenti sul tema e collaborare attivamente.
Dopo l’introduzione del sistema, il compito principale della direzione consiste nel valutare
annualmente la politica ambientale e l’intero sistema di gestione ambientale, quindi
effettuare il cosiddetto “Riesame della Direzione”.
A tal fine vengono utilizzati sia i risultati degli audits interni ed eventualmente esterni (ogni
3 anni), che le altre registrazioni da parte del responsabile ambientale.
Attraverso questa valutazione la Direzione esamina se:
   gli obiettivi ambientali sono stati raggiunti e sono state realizzate le misure definite nel
    programma ambientale;
   sono migliorati gli effetti ambientali dell’azienda;
   sono necessari cambiamenti nel sistema di gestione ambientale e nella politica
    ambientale.




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3.2.) IL REGOLAMENTO CE n° 761/2001 “EMAS”

Il Sistema europeo EMAS (Environmental Management and Audit Scheme), che trova il
suo fondamento nel Regolamento CE n° 1836/93, rappresenta l’espressione più evidente
di un nuovo indirizzo di politica ambientale assunto dalla Unione Europea.
Infatti è stata la Commissione europea che, nell’ambito del previsto ampliamento degli
strumenti di politica ambientale indicato nel V° Programma d’azione già citato, ha adottato
uno specifico Regolamento n°1836/93 sulla eco-gestione e l’audit, conosciuto come
EMAS, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza ambientale nelle imprese industriali ed
informare il pubblico.
La nuova politica ambientale focalizza l’attenzione sulla capacità delle imprese di
sviluppare su base volontaria una propria responsabilità nei confronti della tutela
dell’ambiente.
In data 24/4/01 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (L 114)
il testo ufficiale del nuovo Regolamento EMAS n° 761/01 “sull’adesione volontaria delle
organizzazioni a un sistema comunitario di Ecogestione e Audit” denominato EMAS 2.
Il Regolamento n°761/2001 sostituisce ed abroga il vecchio Regolamento n°1836/93.
Il Regolamento “EMAS” costituisce un elemento di novità per lo meno nel quadro della
normativa ambientale: infatti si introduce uno strumento volontario attraverso un
Regolamento Comunitario che, per sua caratteristica, è uno strumento legislativo.
Per questo motivo il Regolamento rappresenta un momento di transizione dal sistema
classico “Command-control” a quello auspicato basato sulla concertazione e sulla
responsabilità dell'impresa.
Le organizzazioni che aderiscono ad EMAS debbono infatti dotarsi di una politica
ambientale rivolta non solo al rispetto dei limiti e dei vincoli che sono imposti dalle
numerose leggi di settore, ma anche alla                diretta creazione di un nuovo rapporto tra
impresa, Pubblica Amministrazione e cittadini. Un nuovo rapporto basato sulla
trasparenza, sulla cooperazione e sul supporto reciproco.
Con EMAS, le organizzazioni si impegnano a realizzare un progetto di miglioramento
continuo delle performance ambientali, ed una trasparenza dei comportamenti nei
confronti del pubblico.
L’adesione ad EMAS che ha carattere volontario implica quindi la valorizzazione verso
l’esterno dell’impegno aziendale nei confronti di una gestione ambientalmente corretta.
L’obiettivo del sistema è infatti quello della attivazione delle organizzazioni verso il
miglioramento della qualità ambientale secondo tempi e criteri adeguati e commisurati alle
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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



esigenze e alla disponibilità delle aziende, dettati più dalle pressioni di natura competitiva
e sociale percepite dall’azienda che dalle prescrizioni normative.
La grande novità del nuovo regolamento riguarda l’estensione dell’applicazione dello
schema comunitario a tutte le attività, società, aziende, imprese, autorità ed istituzioni.


Per aderire al Regolamento EMAS le organizzazioni debbono assolvere ai seguenti
specifici compiti:


1) effettuare un’analisi ambientale iniziale.
   Si tratta dello strumento mediante il quale l’organizzazione individua la sua posizione
   iniziale rispetto alle condizioni ambientali connesse alla propria attività;


2) definire ed attuare un programma ambientale.
   Esso discende direttamente dalla politica ambientale dell’organizzazione in cui è
   individuata la strategia complessiva in riferimento alla gestione ambientale. Il
   programma ambientale contiene gli obiettivi e i principi di azione che l’organizzazione
   si dà sul miglioramento delle prestazioni ambientali relative al sito interessato,


3) definire ed attuare un Sistema di Gestione Ambientale.
   Esso consiste nella gestione dell’organizzazione finalizzata ad ottenere gli obiettivi
   individuati dal programma ambientale. Il sistema deve includere la struttura
   organizzativa dell’organizzazione, le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi e
   le risorse per attuare il programma ambientale. Questo perché il Regolamento
   n°1836/93 non prevede solo l’ottimizzazione ambientale del ciclo tecnologico, ma
   richiede che il parametro ambientale sia incorporato nel sistema organizzativo
   gestionale dell’organizzazione affinché diventi patrimonio di tutto il personale, a
   prescindere dal livello gerarchico


4) effettuare attività di auditing.
   Si tratta dell’attività espletata dall’impresa mediante un auditor di sua fiducia al fine di
   verificare che il sistema di gestione ambientale sia correttamente funzionante,


5) elaborare una dichiarazione ambientale.



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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Essa comprende la descrizione al pubblico delle attività produttive dell’organizzazione, i
riflessi che tale attività hanno sull’ambiente, i risultati ottenuti dall’organizzazione per un
minor impatto ambientale, l’individuazione degli obiettivi di miglioramento da conseguire in
prospettiva futura.




Il Regolamento EMAS prevede che la dichiarazione ambientale sia poi esaminata e
convalidata da un Verificatore Ambientale, indipendente dall’organizzazione, accreditato
dal Comitato Ecolabel-Ecoaudit Sezione EMAS Italia e quindi su richiesta di quest’ultimo
iscritta nel registro europeo EMAS.
In Italia il Comitato rappresenta l’Autorità pubblica competente sia per l’accreditamento e i
controlli dei verificatori ambientali, sia per la registrazione del sito che sancisce il diritto
dell’organizzazione ad essere riconosciuta per la sua qualità ambientale nei confronti
dell’esterno.


La struttura del Regolamento EMAS, sulla base dell’esperienza maturata dopo i primi
cinque anni di vigenza, è stata recentemente rivista e sono state apportate numerose
innovazioni.


Senza dubbio la novità di maggior portata contenuta in EMAS 2 è costituita
dall’allargamento della registrazione a tutti i settori anche non industriali ed in particolare ai
servizi (alberghi e settore turistico, banche, scuole, Pubblica Amministrazione, etc).
Già l’EMAS prevedeva questa possibilità, sia pure a titolo sperimentale.


Un altro punto di novità risiede nell’enfasi che è stata data alla promozione dell’adesione
ad EMAS delle piccole imprese.
A tal fine EMAS 2 non solo invita gli Stati Membri ad adottare misure di sostegno e di
incentivazione a favore delle piccole imprese e di quelle artigiane, ma la Commissione UE
ha assunto l’iniziativa di predisporre una linea guida che contiene esplicite semplificazioni
possibili a favore delle piccole imprese nell’applicazione di EMAS 2.
E’ stato poi introdotto in EMAS 2 l’invito esplicito rivolto agli Stati Membri affinché essi
tengano conto della registrazione EMAS nell’elaborazione della legislazione ambientale e
nei relativi controlli.



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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Il nuovo Regolamento ha deciso di incorporare al suo interno in maniera integrale la
norma ISO 14001; attualmente quindi, i due sistemi coincidono per quanto riguarda la
parte a carico delle imprese che si dotano di un programma di miglioramento ambientale e
del relativo sistema di gestione ambientale interna. Rimangono invece le differenze
rappresentate dall’impegno pubblico che l’impresa assume nei confronti dell’esterno
attraverso la Dichiarazione Ambientale e dal sistema di verifica che in EMAS è garantito
dall’accreditamento pubblico a livello europeo.


Altra novità fondamentale introdotta da EMAS 2, anche in relazione alla sua estensione ai
settori non industriali, è data dall’obbligo posto a carico delle organizzazioni di considerare
non solo gli effetti ambientali diretti associati alla loro attività, ma anche gli effetti
ambientali indiretti, quelli che si svolgono cioè al di fuori della sua responsabilità diretta.
Infine, EMAS 2 prevede che la cadenza della verifica della Dichiarazione Ambientale, fino
ad oggi triennale, diventi annuale.
Il significato di questo cambiamento risiede nella volontà di voler considerare la
Dichiarazione Ambientale assimilabile al bilancio economico che tutte le organizzazioni
adottano annualmente e che sottopongono alla certificazione da parte di adeguati soggetti
terzi.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Il “precedente” Regolamento CEE n°1836/93 EMAS e la sua revisione
Facendo seguito alla Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati
membri del 1° Febbraio 1993, riguardante un Programma Comunitario di Politica ed
Azione a favore dell'Ambiente e di uno Sviluppo Sostenibile, il 29 Giugno 1993 è stato
approvato il Regolamento Comunitario 1836/93 "sull'adesione volontaria delle imprese del
settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit", comunemente
indicato come EMAS (Environmental Management and Audit Scheme).


La Revisione del Regolamento CEE n°1836/93
Il Regolamento EMAS che ha riscosso un notevole successo presso i Paesi dell’Unione
europea (3.000 siti EMAS al luglio 2000) ed è stato sottoposto a revisione.
L’art. 20. del Regolamento n°1836/93 stabiliva, infatti, che la Commissione, a distanza di
cinque anni dall’entrata in vigore, “riesamini il sistema alla luce dell’esperienza acquisita
durante il suo funzionamento e, se necessario, proponga al Consiglio opportune modifiche
concernenti in particolare il campo di applicazione del sistema e l’eventuale introduzione di
un logo”.
La Commissione ha sviluppato un’indagine per valutare l’applicazione del Regolamento
EMAS sul territorio comunitario, terminata con la presentazione dei risultati nel giugno
1998. La Commissione, nell’ottobre 1998, ha elaborato un nuovo testo, individuando i
seguenti principali punti su cui concentrare l’attenzione:
              Maggiore credibilità del sistema;
              Revisione del campo di applicazione;
              Superamento dell’apparente conflitto EMAS-ISO14001;
              Coinvolgimento dei lavoratori;
              Riequilibrio geografico tra i paesi UE nell’applicazione di EMAS;
              Visibilità della partecipazione ad EMAS.


Dopo una prima lettura da parte del Parlamento europeo ed una serie di incontri del
Gruppo Ambiente del Consiglio svoltasi nel corso del 1999, quest’ultimo, nel febbraio
2000, ha assunto una Posizione comune su di un nuovo testo di Regolamento EMAS
Il Regolamento EMAS 2 è stato successivamente pubblicato nell’aprile del 2001.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



La struttura del “nuovo” Regolamento n°761/2001 EMAS 2


Il Regolamento EMAS 2 si suddivide in:
-   una premessa denominata “i Consideranda”
-   18 Articoli (“l’articolato”)
-   8 Allegati


I Consideranda
I consideranda sono tutti i riferimenti, principi e criteri politici e strategici cui l’intero
Regolamento n°761/2001 si ispira.
Il riferimento principale è senza dubbio la Risoluzione della Comunità europea del 1
febbraio 1993 “verso la sostenibilità”, dove viene affermata la necessità di adoperare i
meccanismi di mercato per impegnare le imprese ad adottare un comportamento pro-
attivo anche se al di là di tutte le norme e le leggi che regolamentano il campo ambientale.
Un secondo principio che logicamente si lega al precedente è l’invito esplicito rivolto agli
stati membri (e dunque anche allo Stato italiano e agli Enti Locali), affinchè adottino un
comportamento coerente con quello richiesto alle imprese nell’elaborare e varare le leggi
che regolamentano la difesa dell’ambiente.
Il fine è portare un valore aggiunto alle imprese che si registrino EMAS non solo in termini
di risparmio di costi e di miglioramento di immagine, ma anche in termini di vantaggi per
quanto riguarda la materia del “regulatory control”.
Una grande enfasi viene data all’adozione del Regolamento da parte delle Piccole e Medie
Imprese (PMI).
Gli Stati membri sono esplicitamente inviati a promuovere la partecipazione ad EMAS da
parte delle PMI, facilitando l’accesso all’informazione, assicurando misure di assistenza
tecnica e rendendo disponibile un facile accesso ai fondi disponibili.
E’ infine importante il richiamo contenuto nei consideranda dei punti cardine del
Regolamento n°761/2001:
-   “la conformità giuridica”
-   “il miglioramento delle performance ambientali”
-   “la comunicazione all’esterno”
-   “il coinvolgimento dei lavoratori”.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.




Nota.
La Commissione Europea ha evidenziato che il Regolamento (CEE) n. 1836/93 del
Consiglio, del 29 giugno 1993, ha mostrato la sua efficacia nel promuovere miglioramenti
dell'efficienza ambientale dell'industria e che l'esperienza acquisita andrebbe usata per
potenziare la capacità del sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS) di migliorare
l'efficienza ambientale globale delle organizzazioni;
   che l’EMAS dovrebbe essere messo a disposizione di tutte le organizzazioni che
hanno un impatto ambientale e fornire loro i mezzi per gestire tale impatto e migliorare la
loro efficienza ambientale globale;
   che le Organizzazioni dovrebbero essere incoraggiate a partecipare a EMAS su base
volontaria e potrebbero acquisire un vantaggio in termini di controllo regolamentare,
risparmio di costi e immagine pubblica;
   che è importante che le piccole e medie imprese partecipino ad EMAS e che la loro
partecipazione sia promossa;
   che è necessario creare una stretta cooperazione tra gli organismi nazionali di
accreditamento per garantire la massima credibilità di EMAS;
   che in aggiunta ai requisiti generali del sistema di gestione ambientale, EMAS
attribuisce    un   particolare     significato     ai seguenti       elementi:   conformità   giuridica,
miglioramento dell'efficienza ambientale, nonché comunicazione esterna e partecipazione
dei lavoratori;




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.




L’articolato
Il Regolamento n°761/2001 è composto da 18 articoli; di seguito viene presentata una
analisi puntuale degli articoli.


Articolo 1: “Il Sistema di Ecogestione e Audit e i suoi obiettivi”
Viene istituito un Sistema comunitario di Ecogestione e Audit, in appresso denominato
"EMAS", al quale possono aderire volontariamente tutte le organizzazioni.
L'obiettivo dell'EMAS consiste nel promuovere costanti miglioramenti dell'efficienza
ambientale delle organizzazioni mediante: l'introduzione e l'attuazione da parte delle
organizzazioni di SGA; la valutazione sistematica, obiettiva e periodica dell'efficienza di tali
sistemi; l'informazione sull'efficienza ambientale e un dialogo con il pubblico ed altre parti
interessate e la partecipazione attiva, compresa un'adeguata formazione, dei dipendenti.




Articolo 2: “Definizioni”
Definisce nel dettaglio vocaboli e termini utilizzati nel Regolamento.
"aspetto ambientale": elemento delle attività, dei prodotti o dei servizi di un'organizzazione
che può interagire con l'ambiente; un aspetto ambientale importante è un aspetto
ambientale che ha o può avere un notevole impatto ambientale;
"impatto ambientale": qualsiasi modifica all'ambiente, positiva o negativa, derivante in tutto
o in parte dalle attività, dai prodotti o dai servizi di un'organizzazione;
"target ambientale": requisito particolareggiato di efficienza, quantificato per quanto
possibile, applicabile all’organizzazione o a parti di essa, che deriva dagli obiettivi
ambientali e deve essere stabilito e raggiunto per conseguire questi obiettivi;
"parte interessata": individuo o gruppo, comprese le autorità, interessato o influenzato
dall'efficienza ambientale di un'organizzazione;
“Organizzazione": società, persona giuridica, ditta, impresa, autorità o istituzione, o parte o
combinazione di essi, controllata o no, pubblica o privata, che ha amministrazione e
funzioni proprie. L’organizzazione da registrare deve essere approvata con il verificatore
ambientale tenendo conto degli orientamenti della Commissione, stabiliti conformemente
alla procedura di cui all’articolo 14, ma non deve superare i confini di uno Stato membro.
La più piccola organizzazione da considerare corrisponde a un sito. In circostanze
eccezionali riconosciute dalla Commissione conformemente alla procedura di cui

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all'articolo 14, l'Organizzazione da considerare per la registrazione può essere più piccola
di un sito;
"sito": tutto il terreno, in una zona geografica precisa, sotto il controllo gestionale di
un’organizzazione che copra attività, prodotti e servizi, nonché qualsiasi infrastruttura,
impianto e materiali;


Articolo 3: “Partecipazione ad EMAS”
Sono riportate le condizioni che una Organizzazione deve soddisfare per aderire ad
EMAS. Vi è rispetto ad EMAS 1 un più stringente richiamo alla conformità legislativa e la
sostituzione della parola “performance” con “risultati”.
E’ del tutto evidente che il Regolamento n°761/2001 punta al miglioramento continuo delle
condizioni ambientali della Organizzazione, la quale deve mettere in evidenza in maniera
esplicita e misurabile obiettivi e risultati ottenuti nell’ambito della politica ambientale
stabilita.


Per la registrazione EMAS un’organizzazione deve:
a)    effettuare un’analisi ambientale delle sue attività, dei suoi prodotti e servizi,
      conformemente all’allegato VII relativamente alle questioni figuranti nell’allegato VI e
      alla luce dell’esito di tale analisi; attuare un sistema di gestione ambientale che
      soddisfi tutti i requisiti descritti nell'allegato I.
      Tuttavia, le organizzazioni che hanno un sistema certificato di gestione ambientale,
      riconosciuto conformemente ai requisiti dell’articolo 9, non devono svolgere un’analisi
      ambientale iniziale ufficiale per passare all’applicazione di EMAS se le informazioni
      necessarie per identificare e valutare gli aspetti ambientali dell’allegato VI sono
      fornite dal sistema certificato di gestione ambientale;
b)    effettuare o far effettuare, conformemente ai requisiti dell’allegato II, audit ambientali
      che siano impostati in modo da valutare l’efficienza ambientale dell’organizzazione;
c)    elaborare, conformemente all’allegato III, punto 3.2, una dichiarazione ambientale
      nella quale sia conferita un’attenzione particolare all’efficienza di un’organizzazione
      relativamente ai suoi obiettivi e target ambientali;
d)    fare esaminare la sua analisi ambientale iniziale e, ove opportuno, il SGA, la
      procedura di audit e la dichiarazione ambientale per verificarne la conformità ai
      pertinenti requisiti del presente regolamento e fare convalidare le dichiarazioni
      ambientali per garantire il soddisfacimento dei requisiti dell’Allegato III°;

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



e)    comunicare la dichiarazione ambientale convalidata all’organismo competente dello
      Stato membro in cui è situata l’organizzazione che chiede la registrazione e, dopo la
      registrazione, la porta a conoscenza del pubblico.
Per mantenere la registrazione EMAS, un’organizzazione deve: far verificare il sistema di
gestione ambientale e il programma di audit conformemente ai requisiti dell’Allegato V°,
punto 5.6; comunicare gli aggiornamenti annuali convalidati della dichiarazione ambientale
all’organismo competente e renderli disponibili al pubblico.
Si può derogare a tale frequenza di aggiornamento in circostanze stabilite dalla
Commissione        negli    orientamenti      adottati    conformemente        alla   procedura   di   cui
all'articolo 14.



Introduzione agli Articoli n°4,5,6,7
Negli articoli n°4, 5, 6, 7 vengono trattati con dettaglio compiti, ruoli e responsabilità degli
Organismi di Accreditamento, dei Verificatori Ambientali e degli Organismi Competenti per
la registrazione finale delle organizzazioni richiedenti.
Si sottolinea in questi quattro articoli (n°4,5,6,7), oltre al richiamo alla credibilità dell’intero
sistema che si basa appunto su una corretta interpretazione ed applicazione del
Regolamento da parte dei due organismi citati (Organismi di Accreditamento e Organismi
Competenti), la possibilità, peraltro già attuata nel precedente Regolamento EMAS 1, per
Verificatori Accreditati in un paese Membro di operare in tutti i paesi dell’Unione.
Nell’art. n°4 vengono in particolare richiamati gli obblighi di “Sorveglianza” che gli
Organismi nazionali devono svolgere quando un verificatore esterno opera sul territorio
nazionale.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



L’uniformità di comportamento dei Verificatori ambientali così come quella degli Organismi
preposti alla registrazione pervade l’intero Regolamento n°761/2001 e che trova in questi
articoli la su completa definizione con la creazione dei 2 “Forum” rispettivamente:
-   il Forum degli Organismi di Accreditamento
-   il Forum degli Organismi Competenti (per la registrazione finale delle Org. richiedenti).
Oltre ad assicurare ogni forma di regolare e continuo scambio di informazione, il compito
dei 2 Forum è anche quello di svolgere controlli incrociati su regole, procedure e
comportamenti dei singoli Organismi nazionali.


Articolo 4: “Sistema di accreditamento”
Gli Stati Membri possono: ricorrere a istituzioni di accreditamento esistenti; ricorrere agli
Organismi Competenti di cui all’articolo n°5; designare o istituire qualsiasi altro organismo
dotato dello status opportuno; consultare le parti interessate nell’istituire e orientare i
sistemi di accreditamento. I Verificatori ambientali accreditati in uno Stato Membro
possono svolgere attività di verifica in qualsiasi altro Stato membro.
Gli Organismi di Accreditamento istituiscono un Forum composto da tutti gli organismi di
accreditamento, dove il Forum può elaborare orientamenti su questioni concernenti
l’accreditamento, la competenza e la supervisione dei verificatori.


Articolo 5: “Organismi competenti”
Ogni Stato Membro designa, l’Organismo Competente per l’esecuzione dei compiti previsti
dal presente regolamento.
Gli Organismi Competenti debbono disporre in particolare di procedure per: l'esame delle
osservazioni delle parti interessate sulle organizzazioni registrate; per il rifiuto di
registrazione, la cancellazione o la sospensione di organizzazioni.
L’Organismo Competente è responsabile della registrazione EMAS delle organizzazioni;
esso ne controlla quindi l'entrata e la presenza sul registro.
Gli Organismi Competenti di tutti gli Stati membri si riuniscono almeno una volta all’anno e
alle riunioni partecipa un rappresentante della Commissione.
L’obiettivo di queste riunioni è garantire la coerenza delle procedure concernenti la
registrazione EMAS delle organizzazioni, comprese la sospensione e la cancellazione
della registrazione.




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Articolo 6: “Registrazione delle Organizzazioni”
Sono previste dal Regolamento EMAS2 sei possibili situazioni:
1.    Se un Organismo Competente ha ricevuto una dichiarazione ambientale convalidata,
un modulo compilato che comprende almeno alcune informazioni minime, i diritti di
registrazione eventualmente da pagare e ha appurato, in base alla documentazione
ricevuta, che l’organizzazione soddisfa tutti i requisiti del presente regolamento, esso
registra l’organizzazione candidata, le assegna un numero di registrazione e informa
l’organizzazione della registrazione.
2.     Se un Organismo Competente riceve un rapporto da un Organismo di
Accreditamento secondo cui le attività del verificatore non danno garanzie sull’osservanza
dei requisiti del presente regolamento da parte dell’organizzazione candidata, la
registrazione è rifiutata o sospesa fino all’osservanza di EMAS.
3.     Se un’organizzazione non presenta all’Organismo Competente entro tre mesi dalla
data in cui ciò le è stato richiesto: gli aggiornamenti annuali convalidati della dichiarazione
ambientale, o un modulo compilato che contiene alcune informazioni minimi o i diritti di
registrazione, l’organizzazione è sospesa o cancellata dal registro, come opportuno, in
funzione della natura e della portata della mancanza.
L’Organismo Competente informa l’organizzazione dei motivi delle misure adottate.
4.     Se in qualsiasi momento un Organismo Competente conclude, sulla base delle
informazioni ricevute, che l’organizzazione non rispetta più una o più condizioni del
presente regolamento, l’organizzazione è sospesa o cancellata dal registro, come
opportuno, in funzione della natura e della portata della mancanza.
Se un Organismo Competente è informato dall’autorità esecutiva competente che
l'organizzazione ha violato le disposizioni concernenti la protezione ambientale, esso
rifiuta la registrazione o la sospende dal registro, a seconda dei casi.
5.     Il rifiuto di registrazione, la sospensione o la cancellazione delle organizzazioni dal
registro comportano la consultazione delle pertinenti parti interessate in modo che
l’organismo competente disponga degli elementi necessari per prendere la sua decisione.
L’organismo competente informa l’organizzazione dei motivi delle misure adottate e del
processo di dibattito con l’autorità esecutiva competente.
6.     Il rifiuto o la sospensione sono revocati se l’Organismo Competente appura che
       l'organizzazione soddisfa i requisiti dell'EMAS o riceve dall’autorità esecutiva
       competente informazioni adeguate del fatto che è stato posto rimedio alla violazione



                                                                                            58
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



       e che l'organizzazione ha preso accordi soddisfacenti per garantire che essa non si
       ripeterà.

Articolo 7: “Elenco delle organizzazioni registrate e dei verificatori ambientali”
L'Organismo di Accreditamento elabora, controlla e aggiorna un elenco di verificatori
ambientali e il loro ambito di accreditamento nei rispettivi Stati membri e comunica ogni
mese alla Commissione e all'Organismo Competente, direttamente o attraverso le autorità
nazionali decise dallo Stato membro interessato, le modifiche a questo elenco.
Gli Organismi Competenti elaborano e tengono un elenco delle organizzazioni registrate
nei rispettivi Stati membri che aggiornano mensilmente. Gli Organismi Competenti
comunicano ogni mese alla Commissione, direttamente o attraverso le autorità nazionali,
così come deciso dallo Stato membro interessato, le modifiche a questo elenco.
Il registro dei Verificatori Ambientali e delle organizzazioni registrate in EMAS è
conservato dalla Commissione che lo rende disponibile al pubblico.


Articolo 8: “Logo”
Questo articolo stabilisce la possibilità per le Organizzazioni registrate EMAS di utilizzare
un apposito Logo. La modalità di applicazione del Logo nelle sue 3 versioni sono
rimarcate in una apposita Linea Guida della Commissione Europea.
E’ peraltro sancito il divieto di qualsiasi confusione con le etichette ambientali di prodotto
ed in particolare con l’ECOLABEL europeo.
Il logo EMAS può essere usato solo nei casi seguenti:
a)    sulle informazioni convalidate
b)    sulle dichiarazioni ambientali convalidate,
c)    sulle intestazioni di lettere dell'organizzazione registrata,
d)    sulle informazioni per pubblicizzare le organizzazioni EMAS,
e)    sulla pubblicità di prodotti, attività e servizi.
Mentre il logo non deve essere usato nei casi seguenti:
a)    sui prodotti o i loro imballaggi,
b)    in congiunzione con rivendicazioni comparative concernenti altri prodotti, attività e
      servizi.




Introduzione agli Articoli n°9 e n°10

                                                                                             59
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



In questi due articoli (n°9 e n°10) si stabiliscono le regole per il rapporto tra il Regolamento
EMAS e gli altri standard europei ed internazionali e più in generale con le altre leggi
adottate dalla Comunità Europea.
L’applicazione di EMAS consentirebbe l’ottemperanza di tutte le norme vigenti in maniera
integrata, evitando duplicazioni da parte delle organizzazioni e da parte delle Autorità di
controllo.


Articolo 9 “Relazione con le norme europee e internazionali”
Le organizzazioni che applicano norme europee o internazionali per questioni ambientali
attinenti all'EMAS e certificate, secondo opportune procedure di certificazione, come
conformi a queste norme, sono considerate rispettare i corrispondenti requisiti del
presente regolamento a condizione che la Commissione riconosca sia le norme che i
requisiti per l'accreditamento riguardanti gli organismi di certificazione.
Per consentire la registrazione EMAS di queste organizzazioni, le organizzazioni
interessate devono dimostrare al verificatore la conformità ai requisiti non coperti dalle
norme riconosciute.

Articolo 10 “Relazione con altre normative comunitarie in materia ambientale”
L'EMAS non pregiudica: la normativa comunitaria, o le leggi nazionali o le norme tecniche
non disciplinate dal diritto comunitario, né i doveri delle organizzazioni derivanti da tali
leggi e norme relativamente ai controlli ambientali. Gli Stati membri dovrebbero esaminare
come si possa tenere conto della registrazione EMAS conformemente al presente
regolamento nell'attuazione e nell'esecuzione della legislazione ambientale per evitare
inutili duplicazioni di attività fra le organizzazioni e le competenti autorità esecutive.
Gli Stati membri informano la Commissione delle misure adottate al riguardo


Articolo 11: “Promozione della partecipazione delle organizzazioni” in particolare
delle Piccole e Medie Imprese.
Questo articolo è di grande rilievo soprattutto per l’Italia, così ricca di PMI.
Gli Stati membri sono esplicitamente invitati a porre in atto alcune misure.
E’ anche previsto tra l’altro la possibilità di definire programmi generali di miglioramento
ambientale di distretti industriali che rappresentano una realtà tipica del nostro paese.
Inoltre si evidenzia che la Commissione e gli Stati Membri assumono l’impegno di
promuovere una divulgazione al pubblico sempre più ampia sul significato e importanza di


                                                                                             60
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



EMAS, mediante campagne informative sulle riviste specializzate, sui giornali locali, o ogni
altro utile strumento allo scopo.


Gli Stati membri promuovono la partecipazione delle organizzazioni ad EMAS, in
particolare PMI, facilitando l'accesso alle informazioni, ai fondi di sostegno esistenti e alle
istituzioni pubbliche; stabilendo o promuovendo misure di assistenza tecnica, soprattutto in
congiunzione con iniziative di opportuni soggetti professionali o punti di contatto locali (ad
esempio, Enti Locali, camere di commercio, associazioni professionali o di categoria).
Per promuovere la partecipazione delle PMI comprese quelle concentrate in aree
geografiche ben definite, le autorità locali, di concerto con le associazioni industriali, le
camere di commercio e le parti interessate, possono fornire assistenza per identificare gli
impianti ambientali importanti. Le PMI possono usare questi dati per definire il loro
programma ambientale e stabilire gli obiettivi e i target del loro sistema di gestione EMAS.
Inoltre possono essere elaborati a livello regionale o nazionale programmi per
incoraggiare la partecipazione delle PMI, per esempio secondo un approccio graduale che
si concluda con la registrazione EMAS. Per incoraggiare la partecipazione delle
organizzazioni ad EMAS, la Commissione e le altre istituzioni della Comunità nonché le
altre autorità pubbliche a livello nazionale dovrebbero esaminare, fatto salvo il diritto
comunitario, le modalità per tener conto della registrazione EMAS nel definire i criteri per
le loro politiche degli appalti.
Gli Stati membri informano la Commissione delle misure adottate in virtù del presente
articolo.




Introduzione agli Articoli n°12, 13,14,15,16,17



                                                                                            61
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Questi 6 articoli (n°12,13,14,15,16,17) regolamentano gli aspetti generali di funzionamento
del sistema EMAS.
In particolare l’art. n°14 istituisce il Comitato Europeo EMAS, costituito dai rappresentanti
degli Stati Membri e che ha il compito di assistere la Commissione nel suo compito di
seguire l’applicazione del Regolamento su tutto il territorio dell’Unione Europea.


Articolo 12 “Informazione”
Ogni Stati membro prende le opportune misure per garantire che: le organizzazioni siano
informate del contenuto del presente regolamento, e che il pubblico sia informato degli
obiettivi e delle componenti di EMAS.
Gli Stati membri ricorrono a pubblicazioni professionali, riviste locali, campagne
promozionali o qualsiasi altro mezzo adeguato per promuovere una sensibilizzazione
generalizzata riguardo EMAS.
Gli Stati membri informano la Commissione delle misure adottate in virtù del presente
articolo. La Commissione è responsabile della promozione di EMAS a livello comunitario.
In particolare essa esamina, in consultazione con i membri del comitato di cui all'articolo
14, la possibilità di divulgare le migliori pratiche attraverso canali e mezzi appropriati.


Articolo 13 “Infrazioni”
Gli Stati membri adottano gli opportuni provvedimenti legali o amministrativi in caso di
inosservanza del disposto del presente regolamento e comunicano queste misure alla
Commissione.


Articolo 14 “Comitato”
La Commissione è assistita da un comitato di regolamentazione composto dai
rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione, qui
di seguito denominato "il Comitato". Il rappresentante della Commissione sottopone al
comitato un progetto delle misure da adottare. Il Comitato formula il suo parere sul
progetto entro un termine che il Presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
questione in esame.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Articolo 15 “Revisione”
Al più tardi cinque anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione
riesamina l'EMAS alla luce dell'esperienza acquisita durante il suo funzionamento e degli
sviluppi internazionali e, se necessario, propone al Parlamento europeo e al Consiglio
opportune modifiche.
Tutti gli allegati del presente regolamento, tranne l'allegato V, sono adeguati dalla
Commissione che delibera conformemente alla procedura di cui all'articolo 14 alla luce
dell'esperienza acquisita con il funzionamento dell'EMAS e secondo le necessità
individuate per gli orientamenti sui requisiti EMAS. Non più tardi di cinque anni dopo
l'entrata in vigore del regolamento, la Commissione in particolare esamina, in
collaborazione con gli Stati membri, l'uso, il riconoscimento e l'interpretazione del logo
EMAS, specialmente da parte del pubblico e di altre parti interessate, e ne valuta
l'eventuale necessità di revisione


Articolo 16 “Costi e diritti”
Un sistema di diritti secondo modalità stabilite dagli Stati membri può essere predisposto
per le spese amministrative sostenute in relazione alle procedure di registrazione delle
organizzazioni e di accreditamento e alla supervisione dei verificatori ambientali nonché
ad altre spese connesse dell'EMAS.
Gli Stati membri informano la Commissione delle misure varate in virtù del presente
articolo.


Articolo 17 “Abrogazione del Regolamento (CEE) n. 1836/93”
Il regolamento (CEE) n. 1836/93 è abrogato alla data dell'entrata in vigore del presente
regolamento ma rimangono in vogore con le necessarie modifiche i sistemi di
accreditamento, gli organismi competenti nazionali istituiti i verificatori, i siti registrati
conformemente al regolamento (CEE) n. 1836/93




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Gli Allegati


Il Regolamento n°761/2001 è completato con 8 Allegati che trattano nei maggiori
dettagli i seguenti argomenti:

   I°) Sistema di Gestione Ambientale in conformità alla norma ISO 14001–2004 Sezione 4
  II°) Requisiti concernenti l’Audit Ambientale
 III°) Dichiarazione Ambientale
 IV°) Logo
 V°) Accreditamento, supervisione e funzione dei Verificatori ambientali
 VI°) Aspetti Ambientali
VII°) Analisi Ambientale
VIII°) Informazioni per la registrazione



Gli 8 Allegati fanno quindi parte integrante del Regolamento EMAS.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Allegato I°: Sistema di Gestione Ambientale

L’Allegato I° riguarda i Requisiti del sistema di gestione ambientale e afferma che:
      “Il Sistema di Gestione Ambientale è attuato conformemente alla Sezione 4
    dell’EN/ISO 14001: 2004 norma europea per i sistemi di gestione ambientale”.

Questo allegato incorpora completamente la norma internazionale ISO14001, con
l’indicazione che l’utilizzo di questo testo è stato fatto con il permesso del CEN.
L’intero testo può essere acquistato presso gli organismi di normazione nazionali che per
l’Italia è l’UNI (Ente nazionale Italiano di Unificazione).
La decisione di adottare integralmente il testo della norma ISO 14001 per i requisiti del
sistema di gestione ambientale è particolarmente rilevante in quanto elimina alla base i
motivi di contrasto e di conflittualità che hanno fino ad oggi caratterizzato l’adesione delle
imprese ai due sistemi. Ciò in sostanza consente oggi alle imprese la possibilità di
scegliere tra due percorsi paralleli:
   seguire direttamente il percorso di adesione ad EMAS;
   certificare inizialmente il proprio sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO
    14001 e quindi successivamente compiere eventualmente il passo più impegnativo di
    richiedere la registrazione EMAS.


Si tratta anche nell’Allegato degli aspetti che le organizzazioni che applicano EMAS
devono trattare: come la conformità giuridica; l’efficienza; la comunicazione e le
relazioni esterne e la partecipazione dei dipendenti.

In particolare viene ribadito, sul tema della conformità giuridica, che le imprese che
intendono la registrazione EMAS devono dimostrare di:

   aver identificato e conoscere le implicazioni per l’Organizzazione di tutte le
    pertinenti normative ambientali;

   provvedere al rispetto della normativa ambientale;

   aver predisposto procedure che consentano all’Organizzazione di mantenere nel
    tempo questi requisiti.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Inoltre viene richiamato il principio che l’Organizzazione, oltre a dotarsi di un SGA
deve comunque impegnarsi a:

   migliorare     continuamente         le    proprie     prestazioni         ambientali,   basandosi
    eventualmente la sua azione su programmi ambientali locali, regionali o nazionali.

   Avere un dialogo aperto con il pubblico

   Coinvolgere i dipendenti nel processo di miglioramento delle prestazioni
    ambientali.




Allegato II°: Audit ambientale interno

L’Allegato II° riguarda invece: i Requisiti concernenti l’audit ambientale interno.

Oltre a regolamentare i requisiti e le procedure secondo le quali deve essere espletato
l’audit interno, questo allegato precisa quali siano le tappe fondamentali del processo:

   comprensione dei sistemi di gestione

   valutazione dei punti di forza e di quelli di debolezza del sistema di gestione

   raccolta delle prove pertinenti

   valutazione dei risultati dell’audit

   preparazione delle conclusioni dell’audit

   rapporto sui risultati e sulle conclusioni dell’audit.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.




Allegato III°: la Dichiarazione Ambientale.
L’Allegato III° riguarda invece i Requisiti concernenti la Dichiarazione Ambientale.
Questo allegato riporta in premessa che la Dichiarazione Ambientale serve a fornire al
pubblico ed a tutti i soggetti interessati informazioni sull’impatto e sulle prestazioni
ambientali dell’Organizzazione, nonché sull’impegno al loro continuo miglioramento.
Oltre a riportare i requisiti specifici di una Dichiarazione Ambientale l’allegato richiama in
particolare la necessità di utilizzare pertinenti indicatori delle prestazioni ambientali tali
che:
   forniscano una valutazione accurata delle prestazioni dell’Organizzazione
   siano comprensibili e privi di ambiguità
   consentano un confronto tra un anno e l’altro al fine di valutare l’andamento delle
    prestazioni dell’Organizzazione
   consentano confronti con risultati di riferimento a livello settoriale, nazionale o
    regionale
   consentano confronti con i requisiti imposti dalla normativa


Inoltre le informazioni destinate al pubblico devono essere:
   precise e non ingannevoli
   giustificate e verificabili
   pertinenti ed usate in un contesto o in una situazione opportuni
   rappresentative delle prestazioni ambientali complessive dell’Organizzazione
   significative rispetto all’impatto ambientale complessivo




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Allegato IV°: Logo


L’Allegato IV riguarda i Requisiti del Logo.
Come già evidenziato nella presentazione dell’articolato sono previste tre versioni del
Logo diverse per quanto riguarda la frase riportata al di sotto del logo stesso:


   Versione 0: quando non c’è alcun riferimento all’Organizzazione
   Versione 1: quando ci si riferisce alla circostanza che l’organizzazione ha un sistema di
    gestione verificato
   Versione 2: quando ci si riferisce alla circostanza che le informazioni fornire
    dall’Organizzazione sono state convalidate.


Le condizioni ed i limiti per l’impiego del logo da parte dell’Organizzazione sono rimandate
ad una Linea Guida curata dalla Commissione.




Allegato V°: Accreditamento, supervisione e funzione dei Verificatori ambientali
L’Allegato V° riguarda i Requisiti per l’Accreditamento, supervisione e funzione dei
Verificatori ambientali.
Si tratta in questo caso dell’allegato più impegnativo di tutto l’intero Regolamento
n°761/2001; infatti sul corretto funzionamento dei verificatori ambientali e sulla accurata
azione di sorveglianza sul loro operato è fondamentalmente basata la credibilità del
Sistema EMAS ed in ultima analisi il suo valore aggiunto per l’Organizzazione e per il
pubblico.
L’allegato descrive in estremo dettaglio non solo i requisiti di un verificatore ambientale,
ma le procedure per il loro accreditamento, le funzioni degli Organismi di Accreditamento e
le regole per il controllo incrociato tra i vari Organismi nell’ambito del Forum degli
Organismi di Accreditamento cui si è fatto cenno sull’articolato.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Allegato VI°: Aspetti Ambientali
L’Allegato VI riguarda gli Aspetti Ambientali diretti ed indiretti e la significatività.
Una organizzazione deve considerare tutti gli aspetti ambientali delle sue attività e dei suoi
prodotti e servizi sia diretti, sia indiretti.


Aspetti ambientali diretti
Nell’allegato in un elenco non esaustivo vengono presentati alcuni aspetti ambientali
diretti, ovvero le attività dell’organizzazione sotto il suo controllo gestionale:
   emissioni in atmosfera
   scarichi nell’acqua
   limitazione, riciclaggio, riutilizzo e smaltimento dei rifiuti solidi e di altro tipo,
    specialmente i rifiuti pericolosi
   uso e contaminazione del terreno
   questioni locali (rumore, vibrazioni, odore, polvere, impatto visivo, etc.)
   questioni di trasporto (per le merci, i servizi ed i dipendenti)
   rischio di incidenti ambientali
   effetti sulla biodiversità


Aspetti ambientali indiretti
Nell’allegato in un elenco non esaustivo vengono presentati alcuni aspetti ambientali
indiretti; in particolare l’organizzazione deve esaminare l’influenza che essa può avere su
questi aspetti e le possibili misure per ridurne l’impatto ambientale.


Significatività degli aspetti ambientali
Spetta all’Organizzazione definire i criteri per valutare la significatività degli aspetti
ambientali delle sue attività e dei suoi prodotti e servizi. Vengono forniti alcuni criteri.
Si precisa inoltre che l’Organizzazione, nel valutare l’importanza degli impatti ambientali
delle sue attività, deve prendere in considerazione non soltanto le condizioni operative
normali, ma anche quelle di avviamento e di arresto e quelle di emergenza
ragionevolmente prevedibili.
Si deve tenere conto delle attività passate, presenti e programmate.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Allegato VII°: Analisi Ambientale
L’Allegato VII riguarda l’Analisi Ambientale Iniziale.
L’Organizzazione che non ha fornito le informazioni per individuare e valutare gli aspetti
ambientali importanti conformemente all’Allegato VI° deve determinare la sua posizione
attuale rispetto all’ambiente mediante una analisi che consideri tutti gli aspetti ambientali
dell’Organizzazione quale base su cui predisporre il SGA.
L’analisi dovrebbe coprire 5 settori chiave:
   prescrizioni legislative, regolamentari e di altro tipo cui l’organizzazione si conforma
   identificazione di tutti gli aspetti ambientali che hanno un impatto ambientale
    significativo conformemente all’Allegato VI°, qualificati e quantificati se nel caso, e
    compilazione di un registro per quelli individuati come “importanti”
   descrizione dei criteri secondo cui valutare l’importanza dell’impatto ambientale in
    conformità dell’Allegato VI°
   esame di tutte le pratiche e procedure gestionali esistenti in materia di ambiente
   valutazione dell’insegnamento tratto dall’analisi di incidenti passati


Allegato VIII° Informazioni per la registrazione

L’Allegato VIII riguarda le Informazioni per la registrazione - Requisiti minimi.

In questo ultimo allegato sono riportate le informazioni che l’Organizzazione che richiede
la registrazione deve fornire:

   Denominazione della organizzazione

   Indirizzo della Organizzazione

   Persona di contatto

   Codice NACE della attività

   Numero dei dipendenti

   Nome del verificatore, numero di accreditamento e portata dell’accreditamento

   Data della prossima Dichiarazione Ambientale

   Nome ed estremi per contattare l’Autorità o le Autorità competenti in materia di
    controllo per l’Organizzazione.




                                                                                               70
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Le linee Guida di EMAS 2


Nella formulazione del testo del nuovo Regolamento EMAS, è evidente che alcuni
concetti, sinteticamente riportati nel corpo e nelle appendici del testo stesso, erano il
risultato di mesi di lavoro, di mediazione e di discussioni e quindi rappresentavano un
compromesso tra le esigenze manifestate dalle parti interessate.
Tutto il lavoro che ha condotto alla formulazione del nuovo testo, pertanto è patrimonio di
pochi addetti; i potenziali milioni di utenti hanno invece la necessità di capire ed
interpretare quei concetti che sono stati sinteticamente riportati nel Regolamento.
La Commissione ha quindi cercato di dare evidenza del contenuto di alcuni concetti
chiarendoli in apposite linee guida.
Elaborate da una serie di Gruppi di Lavoro, ognuno dei quali coordinati da un
rappresentante di uno Stato membro, sotto la supervisione di esperti e funzionari della
Commissione, le “Linee guida” saranno pubblicate dopo il nuovo Regolamento.


Le “Linee guida” previste sono le seguenti:


   Linee Guida sulle entità da registrare
   Linee Guida sulla Dichiarazione Ambientale
   Linea guida all’uso del logo EMAS
   Linea guida sulla frequenza della verifica e convalida
   Linea guida sulla partecipazione dei lavoratori
   Linee guida per i verificatori sulla verifica delle piccole e medie imprese in modo
    particolare su quelle piccole e micro.




                                                                                        71
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Tenendo sempre a mente l’intento chiarificatore che queste linee guida si prefiggono a
seconda degli argomenti trattati, per alcune di esse si può parlare di uno status vincolante,
in particolare laddove si riferiscono a prescrizioni esplicite e puntuali sui requisiti riportati
nel testo o negli allegati del Regolamento.
In questo caso viene infatti utilizzato il verbo “deve” (in inglese “shall”).
Ad esempio la linea guida relativa al logo EMAS indica le circostanze nelle quali è
consentito e/o vietato l’uso di tale logo.
Altre linee guida invece, non necessariamente riferite a un singolo articolo o allegato del
Regolamento, non hanno carattere di obbligatorio, viene infatti utilizzato il verbo
“dovrebbe” (in inglese “should”) e sono state concepite allo scopo di fornire chiarimenti più
generali sul testo, suggerimenti, esempi applicativi e consigli alle imprese a seguire con
facilità, il percorso indicato.




                                                                                              72
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    LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA ISO 14001 e EMAS

Non vi sono delle differenze enormi tra EMAS ed ISO14001 le principali sono le seguenti:


       PRINCIPALI DIFFERENZE TRA EMAS E CERTIFICAZIONE AMBIENTALE
 Regolamento CEE n°761/2001 “EMAS”                               Certificazione Ambientale
                                                                       (Standard ISO 14.000)

Sistema volontario, ma è stato istituito da Sistema                    esclusivamente       volontario    e
un Regolamento U.E.; a vigilare sulla sua assolutamente privatistico; non è creato da
attuazione e a convalidare le Dichiarazioni leggi, ma attraverso accordi volontari in
Ambientali sono chiamati Enti istituiti dai seno all’ISO attraverso il lavoro di comitati
Governi degli Stati Membri.                            tecnici a cui partecipano rappresentanti
In definitiva è uno strumento volontario con degli              Enti     di    Normazione      (volontaria)
un sistema istituzionale di gestione di tipo nazionale.
pubblico.                                              La certificazione della qualità ambientale
                                                       viene     rilasciata     da   Enti   terzi   privati,
                                                       accreditati dai vari organismi nazionali di
                                                       accreditamento.
               Regolamento U.E.                                     Standard Internazionale
            Valido in ambito Europeo                                Valido a livello mondiale
              (strumento europeo)                                 (strumento internazionale)
        Si applica all’Organizzazione                            Si applica all’Organizzazione
            Si applica a tutti i settori                            Si applica a tutti i settori
        Requisiti tecnici più dettagliati                      Requisiti più orientati al sistema
                                                        Richiesta di un sistema di documentazione
        Gli interlocutori principali sono                         L’interlocutore principale è
            il Pubblico e le Istituzioni                                       il mercato
  Centralità dell’informazione al pubblico:
Dichiarazione Ambientale, che l’Organismo
      Competente nazionale convalida




Sul piano qualitativo le considerazioni che si possono fare sono le seguenti:



                                                                                                          73
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



EMAS risulta più credibile per la sua base istituzionale di nascita, introduce un nuovo
rapporto con la Pubblica Amministrazione, è uno strumento efficace per comunicare con il
pubblico (mediante la Dichiarazione Ambientale);
mentre le norme ISO 14001, a loro volta si sposano perfettamente con le norme ISO9000
per i sistemi qualità (molti principi e criteri coincidono), è meno impegnativo il rapporto con
la Pubblica Amministrazione (non è prevista una Dichiarazione Ambientale), non espone
troppo verso l’esterno ed è uno standard mondiale.
Per contro vi è un elemento presente nel sistema EMAS e non nella ISO14001 (la
Dichiarazione Ambientale) che dovrebbe essere molto utile alle organizzazioni pubbliche e
private nel loro rapporto con i cittadini e le parti interessate perché consentirebbe loro di
rendere pubblici non solo i propri dati ambientali, ma anche i propri impegni e i risultati;
tuttavia le norme ISO14001 non prevedono la Dichiarazione Ambientale, ma nemmeno la
vietano.
Comunque chi deciderà di certificarsi ISO14001 potrà molto facilmente ottenere anche il
riconoscimento EMAS, integrando il Sistema di Gestione Ambientale conforme alla norma
ISO14001 suddetta con la Dichiarazione Ambientale richiesta da EMAS e richiedendone la
convalida all’Organismo Competente.




                                                                                            74
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                    Presentazione degli strumenti di supporto per EMAS


   EMAS 2000 Uno strumento dinamico per la protezione dell’ambiente ed uno sviluppo
    sostenibile. INEM, pubblicato con l’appoggio finanziario della U.E. DG 11.

   Linee Guida per l’applicazione del Regolamento CEE (EMAS) e della Norma ISO
    14001 da parte della Piccola e Media Impresa. ANPA 1998 (volumi e CD ROM)

   Gestione Ambientale: adesione al Reg.CEE “EMAS” e norme ISO 14001. UNI
    settembre 1997

   Linee Guida di settore

   Collane editoriali

   Sito WEB del Comitato Ecolabel-Ecoaudit da www.minambiente.it (in basso a sinistra
    della home page)




                                                                                     75
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  LO STATO DELLA CERTIFICAZIONE AMBIENTALE


Stato di attuazione di EMAS in Europa ed in Italia
Il Regolamento EMAS è stato varato dall’UE nel 1993, ma è stato reso esecutivo dalla
maggioranza dei paesi europei solo nel 1995; in Italia ciò è avvenuto nel 1997.
Attualmente tutti i paesi dell’Unione Europea contano i propri siti/organizzazioni nel
registro europeo di EMAS.
Alla data del dicembre 2000 il numero totale dei siti registrati nella UE ammontavano a
3033; alla data del giugno 2001 sono risultati pari a 3.134 riportati schematicamente nella
tabella seguente (per completezza vengono elencati anche i Verificatori Ambientali
Accreditati VAA):
      Posizione              Stati Membri U.E.                 Siti EMAS               VAA EMAS
                                (agg. 3/2001)                  In Europa               in Europa
           1°              Germania                                            2.147               237
           2°              Austria                                              251                 18
           3°              Svezia                                               184                 6
           4°              Danimarca                                            160                 4
           5°              Spagna                                                82                 8
           6°              Regno Unito                                           78                 10
           7°              Norvegia                                              63                 4
           8°              Italia                                                54                 4
           9°              Francia                                               35                 8
          10°              Finlandia                                             31                 2
          11°              Olanda                                                27                 6
          12°              Belgio                                                 9                 6
          13°              Irlanda                                                8
          14°              Grecia                                                 2
          14°              Portogallo                                             2
          15°              Lussemburgo                                            1
                                    TOTALE                                     3.134               314




                                                                                                   76
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Come si può osservare, il gruppo dei paesi del Nord Europa ha assunto una posizione
d’avanguardia, mentre segue il gruppo dei paesi che attualmente sono in posizione di
rincalzo, nel quale l’Italia si è di fatto recentemente inserita nonostante il ritardo iniziale.
La prevalenza dei paesi del Nord Europa trova la sua motivazione, non solo nella
tradizionale politica di attenzione alla difesa dell’ambiente di questi paesi, ma anche, in
una misura certamente non trascurabile, in considerazioni di ordine commerciale e di
occupazione del mercato.
Soprattutto la Germania, leader nell’applicazione di EMAS, conta certamente di utilizzare il
sistema EMAS come garanzia dei suoi prodotti presso un pubblico di consumatori, già
oggi attento alle problematiche ambientali e che è destinato a crescere molto in futuro.
L’adesione delle imprese ad EMAS non risponde quindi solo ad esigenze ambientali, ma
rappresenta un fattore della loro competitività nel mercato europeo e mondiale.
Se osserviamo più nel dettaglio la situazione in Italia, possiamo notare come il dato
interessante è legato al tasso di crescita della domanda di registrazione EMAS nel nostro
paese, qualificato tra i più alti in Europa:


Tabella: trend di crescita dei siti registrati EMAS in Italia
           Anno                         Registrazioni EMAS
1997                             1
1998                             12
1999                             25
2000                             42
Giugno 2001                      54


Tabella: distribuzione delle imprese registrate EMAS in Italia per dimensione
   Tipologia imprese                                %
Piccole                                             7%
Medie                                              19%
Grandi                                             72%
Altre                                               2%




Tabella: distribuzione delle imprese registrate EMAS in Italia per collocazione
Collocazione geografica                             %

                                                                                                   77
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Nord                                               83%
Centro                                             12%
Sud                                                 5%


Tabella: distribuzione delle imprese registrate EMAS in Italia per tipologia di attività
          Attività                Numero                  Percentuale %
Chimica                               14                         33
Energia                                  8                       19
Meccanica                                5                       12
Ceramica                                 4                       10
Elettronica                              3                        7
Alimentare                               3                        7
Rifiuti                                  2                        5
Sperimentali                             2                        5
Altro                                    1                        2
Due registrazioni EMAS sono state concesse a titolo sperimentale in accordo con quanto
stabilito all’Art. n°14 del regolamento EMAS e si riferiscono ad una società di servizi ed ad
una Amministrazione comunale.
Il numero dei dipendenti varia da un minimo di 7 ad un massimo di 3.356.


Tabella: distribuzione delle imprese registrate EMAS in Italia per regioni
             Regione                  Numero       Percentuale %
Lombardia                            12            28,5
Emilia-Romagna                       11            26,2
Veneto                               6             14,3
Piemonte                             3             7,1
Abruzzo, Trentino AA, Lazio          2             4,8
Liguria,Puglia,Toscana,Sicil.        1             2,3




.
Stato della certificazione ISO 14001


                                                                                          78
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Alla data del 31.03.2001 In Italia una analisi ha evidenziato che erano 826 i siti italiani con
un SGA certificato secondo la norma ISO14001 (651 Certificati), mentre un anno prima
(giugno 2000) è stato effettuato un vero e proprio censimento, dove è risultato che erano
511.Nel giugno 1999, i siti certificati erano 265, mentre al dicembre 1999 erano passati a
381. Mentre per quanto riguarda il Regolamento EMAS, al dicembre 2000 i siti che hanno
registrato il proprio SGA secondo lo schema in esso contenuto erano 42.
Ad oggi (dati aggiornati al 31.11.2003) sono:
   3022 le organizzaizioni certificate ISO 14001
   174 le organizzazioni registrate EMAS
                 Tabella: Certificazioni ISO 14001 in Italia (31 marzo 2001)
                                           Regioni                   ISO 14001
                                                                      (31.3.01)

                                          Lombardia                      195
                                            Veneto                        82
                                           Piemonte                       89
                                      Emilia Romagna                      63
                                           Abruzzo                        45
                                          Campania                        56
                                            Liguria                       39
                                             Lazio                        35
                                             Puglia                       43
                                             Sicilia                      21
                                           Toscana                        37
                                           Sardegna                       11
                                           Calabria                       7
                                    Friuli Venezia Giulia                 21
                                     Trentino Alto Adige                  26
                                           Basilicata                     8
                                             Molise                       8
                                            Marche                        12
                                        Valle d’Aosta                     2
                                            Umbria                        4




                                                                                            79
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



In particolare i numeri del censimento del giugno 2000 comprendono le certificazioni
rilasciate sia dagli organismi di certificazione accreditati dal Sincert (Organo nazionale di
accreditamento e controllo degli enti di certificazione, a sua volta abilitato a tale funzione e
controllato da un ente di livello superiore, l’European Cooperation of Accreditation) sia da
enti non ancora accreditati. Rispetto al contesto europeo, l’Italia si colloca nella fascia
media, non molto lontana dalla Francia.
La Germania predominava nettamente sugli altri Stati, mentre la Svezia e il Regno Unito
sono intorno alle mille unità.
Il primato delle certificazioni ambientali al giugno 2000 spettava comunque al Giappone
con ben 3.885 SGA.
Nella tabella che segue sono riportati alcuni dati riferiti alla applicazione di EMAS ed ISO
14000 a livello Europeo.




                                                                                             80
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



             Tabella: Certificazioni ISO 14001 e EMAS in Europa (luglio 2000)
                                Nazioni                 EMAS            ISO 14001
                               Germania                  2.083             2.300
                                 Austria                  249                  223
                                 Svezia                   199              1.123
                              Danimarca                   143                  444
                             Regno Unito                   76              1.400
                               Norvegia                    64                  175
                                Spagna                     61                  430
                              Paesi Bassi                  25                  656
                                Francia                    37                  597
                                  Italia                   33            511 (410)
                               Finlandia                   30                  400
                                 Belgio                    9                   130
                                 Irlanda                   6                   116
                               Portogallo                  1                   28
                                 Grecia                    1                   20
                             Lussemburgo                   1                    -
                              Fonte: dati ISOWORLD (luglio 2000) Mr. Peglau
Anche se per l’Italia il numero dei siti certificati risulta medio, è da sottolineare che dal
giungo 1999 al luglio 2000, il totale delle certificazioni è raddoppiato, registrando un
incremento di circa il 93% nell’arco di un anno, passando da 265 a 511 unità certificate.
I macro settori che stanno raccogliendo il maggior numero di adesioni allo standard
ambientale rimangono quelli meccanico-elettromeccanico-elettronico e quello chimico-
petrolchimico-della gomma/plastica, che riuniscono rispettivamente il 30% e il 27% del
totale dei siti; seguono il settore energetico (8%), l’alimentare (6%), il metallurgico (5%), il
settore dei rifiuti (4%) e dei servizi alle imprese (3%). Tutti gli altri comparti economici
raccolgono meno del 2% delle certificazioni esistenti, un nuovo settore che inizia ad
applicare i modelli organizzativi ambientalmente sostenibili è quello agricolo/florovivaistico
con 3 certificazioni.




                                                                                             81
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



I settori con un incremento assai più elevato sono il meccanico e il chimico, ma iniziano a
manifestare il loro interesse ai SGA anche i settori come l’industria estrattiva, l'alimentare,
i servizi alle imprese, i servizi pubblici con un incremento relativo rispetto al giugno 1999
più del doppio, fino al quadruplo (servizi d’impresa) o sestuplo (materiali da costruzioni).
Tabella: Andamento delle certificazioni ISO 14001 in Italia per settore (Giugno 2000)
                               Settore                  ISO 14001          ISO 14001
                                                          (06.2000)            (06.1999)

                             Meccanico                      157                   85
                      Chimica, petrolchimica                139                   78
                              energetico                     39                   24
                              alimentare                     32                   12
                             metallurgia                     23                   19
                          Rifiuti, recupero                  18                   7
                         Servizi, ingegneria                 16                   3
                         Trasporti, logistica                10                   6
                      Tessile, abbigliamento                 10                   2
                          Cartaria, editoria                  9                   5
                         Industria estrattiva                 9                   2
                           Servizi pubblici                   9                   5
                        Legno arredamento                     8                   5
                        Conciario, calzature                  8                   6
                        Intrattenimento, etc.                 6                   3
                           Vetro ceramica                     6                   2
                     Materiali da costruzione                 6                   1
                    Pubblica Amministrazione                  3                   0
                             Agricoltura                      3                   0
                                           Fonte: Elaborazione IPA
Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio nazionale al luglio 2000, rimane
confermata la tendenza del precedente anno 1999: la Regione con la maggiore
concentrazione di SGA certificati è la Lombardia, che raccoglie il 25% delle certificazioni,
seguita dal Veneto con il 14%, dal Piemonte con il 10% e dall’Emilia Romagna con l’8%; il
dato risulta in linea con la concentrazione delle attività produttive in Italia.
In particolare analizzando i siti certificati si evidenzia che molte organizzazioni multi-sito
(52 organizzazioni) abbiano introdotto il SGA in più di una delle unità controllate, nel
                                                                                               82
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



dettaglio 38 organizzazioni hanno certificato da 2 a 5 siti; 11 da 6 a 10 siti e 3 oltre 10 siti;
nel complesso le unità controllate da queste organizzazioni rappresentano il 40% del
totale dei siti certificati. Nella tabella che segue sono riportati alcuni dati riferiti alla
applicazione di ISO 14000 a livello nazionale:
                   Tabella: Certificazioni ISO 14001 in Italia (Giugno 2000)
                              Regioni                   ISO 14001 ISO 14001 ISO 14001
                                                         (31.3.01)    (06.2000)   (06.1999)

                             Lombardia                     195           128         88
                               Veneto                       82            69         42
                             Piemonte                       89            53         28
                         Emilia Romagna                     63            40         12
                              Abruzzo                       45            30         17
                             Campania                       56            27         14
                               Liguria                      39            27         5
                                Lazio                       35            20         10
                               Puglia                       43            18         11
                                Sicilia                     21            17         10
                              Toscana                       37            17         3
                             Sardegna                       11            13         4
                              Calabria                       7            12         2
                       Friuli Venezia Giulia                21            11         9
                       Trentino Alto Adige                  26            9          3
                             Basilicata                      8            6          3
                               Molise                        8            5          3
                               Marche                       12            5          1
                           Valle d’Aosta                     2            2          0
                               Umbria                        4            2          0
                                          Fonte: Elaborazione IPA




                                                                                              83
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



4. L’AUDIT DI VERIFICA DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE


La norma ISO 14001 (punto 4.5.4.) richiede che l’Organizzazione elabori una procedura
per condurre periodicamente audit del sistema di gestione ambientale.
L'audit del Sistema di Gestione Ambientale si pone due obiettivi:

   Verificare se il Sistema di Gestione Ambientale implementato risulta conforme alla
    norma UNI EN lSO 14001 e se tale sistema è realmente applicato e funzionante;

   Fornire informazioni e dati oggettivi inerenti al Sistema di Gestione Ambientale che

possano essere utilizzati dalla Direzione in sede di "Riesame della Direzione".


La periodicità con cui devono essere condotti gli audit ambientali deve essere fissata in
base alla criticità delle attività, prodotti e servizi dell’organizzazione nei confronti
dell'ambiente e in base ai risultati degli audit precedenti.
La norma richiede che le procedure per l’audit del Sistema di Gestione Ambientale
debbano prendere in considerazione i seguenti elementi:

   Lo scopo dell'audit;
   La frequenza;
   La metodologia;
   Le responsabilità;
   I requisiti per l'esecuzione dell’audit;
   il resoconto dei risultati.


Con lo scopo di armonizzare le diverse procedure esistenti a livello internazionale nel
campo dell'Audit ambientale, sono state individuate da parte dell'IS0/TC207, tre aree di
lavoro e per ciascuna di queste è stata sviluppata una norma secondo il seguente
schema:
   Principi generali per l'audit ambientale;
   Procedure di audit per gli EMS;
   Qualifiche degli auditor ambientali.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.




TIPI DI AUDIT
Tipologie di audit
Gli audit ambientali a seconda delle loro finalità si possono classificare in quattro diverse
tipologie:

   Audit di gestione;
   Audit di conformità;
   Audit di rischio;
   Audit di acquisizione.


Audit di Gestione
Rappresenta lo strumento che permette di verificare se il Sistema di Gestione Ambientale
implementato risulta conforme ai punti del sistema di gestione di riferimento che sono ad
oggi rappresentati dallo standard internazionale UNI EN ISO 14001 o dal «sistema di
ecogestione ed audit» europeo con il Reg. (CEE) EMAS.
Tale tipo di audit si pone, come obiettivo principale, di misurare lo scostamento o “gap”
che il Sistema di Gestione Ambientale, implementato dall'organizzazione, ha nei confronti
della norma o del regolamento di riferimento. L'audit di gestione è denominato anche Gap-
analysis (vedi Analisi ambientale iniziale).


Audit di conformità
Risulta uno strumento essenziale per quelle aziende che decidono di implementare un
Sistema di Gestione Ambientale che permetta di certificare l’organizzazione secondo le
UNI EN ISO 14001 o di registrare l’Organizzazione/sito secondo EMAS che richiedono
come pre-requisito la conformità alla legislazione vigente. Tale audit deve comprendere
tutti i diversi livelli di legislazione a livello Nazionale, Regionale, Comunale, Provinciale,
Comunitario individuando quali siano le leggi che riguardano l’organizzazione e
successivamente verificando il rispetto dei limiti imposti dalle stesse.
Vi deve essere quindi una verifica puntuale dei limiti nelle emissioni in atmosfera, negli
scarichi idrici, nelle soglie di rumore, del corretto trattamento e/o smaltimento dei rifiuti,
della redazione dei piani di emergenza e/o delle valutazioni di rischio, della validità dei
propri permessi e/o autorizzazioni rilasciate dagli organi competenti.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.




Audit di rischio
Prevede una valutazione sulla possibilità che possa verificarsi un incidente e i conseguenti
danni sia alle persone sia all’ambiente.
Tale tipo di audit viene condotto in prevalenza dalle Compagnie di assicurazione per la
definizione delle polizze assicurative. Tali audit riguardano in prevalenza i grandi impianti
industriali, ma gli stessi criteri si stanno diffondendo anche per le Piccole Medie Imprese.


Audit di acquisizione
È un tipo di audit che viene effettuato al momento dell'acquisizione di un impianto o in
genere di un sito industriale. Il suo obiettivo è di individuare la presenza di eventuali
“passività ambientali” nascoste.
Esempi di tali passività possono essere lo stoccaggio di sostanze pericolose,
contaminazione del suolo, interramento di rifiuti, ....
All’auditor, una volta individuata la passività ambientale, gli viene di norma richiesto anche
una valutazione delle modalità tecniche per eliminarla e dei costi connessi.
La conduzione di questo tipo di audit richiede una elevata preparazione tecnica ed una
valida esperienza specifica, in quanto si tratta di ricercare passività ambientali, che
richiedendo di norma elevati costi di bonifica, si vogliono tenere nascoste durante la
vendita del sito o dell'area industriale. Tale audit viene quindi condotto da un team di
esperti del settore di appartenenza dell'impianto.




                                                                                            86
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



LE FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE

Le figure interessate in un audit ambientale sono:

   Il Cliente
   Il Soggetto dell’audit
   Il Responsabile di audit ambientale
   L’auditor ambientale.


La linea guida fornisce le seguenti definizioni delle figure precedentemente menzionate:

   Cliente: Organizzazione che commissiona l’audit;

   Soggetto all'audit: Organizzazione che è sottoposta all'audit;

   Responsabile di audit amb.: persona qualificata a dirigere e ad eseguire degli audit ambientali;

   Auditor ambientale: persona qualificata per effettuare un audit ambientale.


Il cliente
Il Cliente, come soggetto che, commissiona l’audit, ha il compito di individuare innanzitutto
il soggetto all’audit, motivando le ragioni per cui vuole effettuare l'audit e formulando gli
obiettivi dello stesso. In base al soggetto all'audit, il Cliente nomina il responsabile
dell'audit fornendo tutte le risorse necessarie per la sua conduzione.
Il Cliente riceve dal responsabile un rapporto finale di audit e sulla base delle informazioni
verrà attivato il riesame della Direzione in cui si dovranno prendere le decisioni adeguate
alle non conformità rilevate. Il Cliente, per correttezza, dovrebbe trasmettere lo stesso
rapporto o un suo estratto al Soggetto all'audit.


Il Soggetto all’audit
Il Soggetto all’audit, rappresentato di norma dal responsabile del settore o dell'area che è
soggetta all’audit, dopo aver ricevuto l’avviso di un audit e le ragioni di tale audit, informa
tutto il personale alle sue dipendenze e individua il personale incaricato ad accompagnare
e a collaborare con il team di audit.




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Il Responsabile di audit
Il Responsabile di audit ha il compito di reperire tutte le informazioni inerenti al soggetto
all’audit, in modo da scegliere un team di audit con le professionalità adeguate per la
conduzione dello stesso e per individuare gli obiettivi di audit.
Inoltre il Responsabile prepara il Piano e i documenti di audit in collaborazione con gli
auditor; coordina il team di audit e riferisce al Cliente i risultati di audit con il “Rapporto di
audit”.


L'auditor ambientale
L’auditor ambientale ha il compito di eseguire l'audit secondo le modalità e il Piano che
precedentemente sono stati fissati con il Responsabile dell'audit e con gli altri auditor.




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LE FASI DI UN AUDIT AMBIENTALE
L'audit ambientale si suddivide generalmente in tre fasi:

       Fase di pre-audit;
       Fase di audit;
       Conclusioni.



Di seguito vengo analizzate le tre fasi.


Pre-Audit
Il pre-audit è la fase dell’audit, in cui l’organizzazione deve definire il Soggetto all'audit e gli
obiettivi dello stesso audit.


La definizione del Soggetto e degli obiettivi influisce su tutte le scelte seguenti, per tal
motivo è necessaria un’analisi precisa e chiara sulle motivazioni che hanno portato
all'effettuazione dell’audit.
In base alle informazioni precedenti, la Direzione nomina un Responsabile di audit, che
può essere sia interno che esterno all’organizzazione, il quale deve coordinare il Team di
auditor, qualora ritenesse necessaria la formazione di tale Team.
Il Responsabile deve garantire una integrazione e un lavoro omogeneo e coordinato tra le
diverse competenze ed esperienze personali dei componenti del Team.
La necessità di formazione dipende dalla gravità della situazione riscontrata e dalla
complessità del processo produttivo. Si devono pertanto individuare le competenze
necessarie per la conduzione dell’audit, ove per competenza si intende la capacità di
analizzare e giudicare tutti gli aspetti tecnici, gestionali, giuridici, organizzativi dell’attività
soggetta ad audit.
Dopo la definizione del campo di azione, degli obiettivi e del Team di auditor, si procede
alla fase di raccolta di quelle informazioni che costituiranno la base per definire gli
strumenti e le metodologie per condurre l’audit ambientale.
Tali informazioni possono essere recuperate con diversi strumenti e metodologie di lavoro:

   Spedizione di un questionario che deve essere completato dal Soggetto all’audit e
    quindi rinviato al Responsabile di audit.


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   Con un incontro tra il Responsabile e il Soggetto all’audit in cui si compila una Check-
    list si definisce la documentazione necessaria per la conduzione dell’audit.
   Richiesta di invio, da parte del Soggetto all’audit, della documentazione principale
    inerente l’attività svolta.



La documentazione necessaria per il Team si può individuare in:

   informazioni generali dell’organizzazione: ruoli, organigrammi, fatturato, mappatura,
    ecc;
   caratteristiche tecniche del processo e dei prodotti;
   principali anomalie o problemi riscontrati;
   riferimenti legislativi;
   Documenti o lettere di protesta in campo ambientale;
   Rapporti di Audit precedenti.

In base alle informazioni raccolte il Responsabile e il Team di auditor compilano un
questionario specifico per l’attività che è soggetta all’audit in modo da fornire una
valutazione oggettiva e veritiera.
La struttura dei questionari varia a seconda del tipo di audit; generalmente sono suddivisi
in sezioni e in ciascuna sezione si approfondisce una tematica particolare.
Le sezioni da compilare sono suddivise tra gli auditor in base alle loro competenze ed
esperienza professionale.
E’ molto importante in questa fase il lavoro di coordinamento del Responsabile dell’audit
affinché il lavoro risulti omogeneo e coordinato evitando inutili ripetizioni o contraddizioni.


Il Responsabile di Audit in base al lavoro da svolgere compila il:
“Piano di audit” da trasmettere alla Direzione dell’organizzazione e al Soggetto all’audit.
Il “Piano di audit” contiene di norma le seguenti informazioni:

   Nominativo dell’organizzazione;
   Nominativo del Responsabile di audit;
   Nominativi dei membri del Team di audit;
   Campo di applicazione;
   Documentazione di riferimento;
   Attività coinvolte;

                                                                                              90
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   Responsabili delle attività coinvolte;
   Orari di conduzione dell’audit.




Audit
La Riunione di apertura


L’AUDIT vero è proprio ha inizio formalmente con la:
Riunione di apertura in cui il Responsabile di audit deve:

   presentarsi e presentare tutti componenti del Team di audit;
   chiarire, in modo che non vi siano controversie durante l’audit, il campo di applicazione,
    gli obiettivi, il Piano di audit;
   concordare gli orari e il calendario dell’audit, nonché la data e l’ora di chiusura;
   presentare la metodologia che si vuole seguire e gli strumenti utilizzati;
   definire le modalità di comunicazione tra il Team di audit e il Soggetto dell’audit;
   promuovere una partecipazione attiva all’audit di tutti i componenti del Soggetto
    all’audit;
   riesaminare le procedure di emergenza e di sicurezza per il Team di audit.


E’ opportuno che alla riunione di apertura partecipi un rappresentante della Direzione con
lo scopo di legittimare il Responsabile dell’audit e lo stesso Team agli occhi dei
componenti del Soggetto all’audit.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



La visita in loco rappresenta la prima occasione, per il Responsabile dell’audit e per gli
auditor, di prendere contatto con la realtà impiantistica e produttiva dell’organizzazione,
analizzando in quale contesto verrà condotto l’audit.
In questa fase si potrà già avere un riscontro della adeguatezza delle informazioni ricevute
dai documenti forniti.
Naturalmente dovrà essere posta una particolare attenzione agli impianti e alle attività
critiche soggette ad audit e che sono più direttamente interessate alla gestione
dell’ambiente, quali ad esempio l’impianto di abbattimento delle emissioni, gli impianti di
depurazione acque di scarico, i sistemi antincendio, le zone di stoccaggio rifiuti, ecc.
La norma ISO 14011 richiede che durante l’audit ambientale siano raccolte “sufficienti
evidenze oggettive di audit” che permettano una esatta valutazione di ciò che si sta
esaminando. Uno dei metodi più efficaci per acquisire informazioni sono le interviste al
personale.


In un audit ambientale le Funzioni da coinvolgere in genere sono:

   il Direttore Generale (per le realtà più piccole);
   il Responsabile di stabilimento;
   il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale;
   il Responsabile della produzione;
   il Responsabile del Controllo e Assicurazione della Qualità;
   il personale addetto all'attività, prodotto, servizio in questione;
   il personale di manutenzione degli impianti;
   il servizio di protezione e prevenzione.


E’ di fondamentale importanza che gli auditor instaurino con il personale dell'azienda un
rapporto di fiducia e di collaborazione reciproca, non limitandosi a mettere in evidenza solo
i limiti e i difetti dell’organizzazione, ma anche di porre in evidenza i punti di forza della
stessa.




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Le domande, per essere efficaci, devono essere:

   chiare: cioè comprensibili
   pertinenti: vanno poste solo le domande a cui l’interlocutore può rispondere;
   consequenziali: le domande con
   sequenza logica;
   efficaci: devono essere evitate domande che prevedono come risposta solo SI o NO.


Analisi delle procedure organizzative e delle istruzioni operative
L’analisi delle procedure organizzative e delle istruzioni operative è sicuramente una delle
attività dell’auditor il quale non deve solo verificare l’esistenza delle stesse, ma appurare
che siano innanzitutto adeguate alla complessità e alla dimensione dell’attività a cui sono
rivolte, e poi che siano dai diretti interessati:

   realmente applicate;
   aggiornate nel tempo;
   accessibili;
   conosciute e comprese.

Solo con l’analisi di tali documenti e con le interviste ai diretti interessati è possibile
verificare se il sistema di gestione ambientale è attivo e mantenuto nel tempo.


Conclusioni “Riunione di Chiusura”
Terminato il lavoro di raccolta delle evidenze oggettive da parte dell’auditor, o del Team di
audit, è prevista una classificazione delle stesse tramite una valutazione che le suddivide
di norma in:

   Non-conformità gravi: per quelle evidenze che pregiudicano attività fondamentali per il
    sistema di gestione, quali la conformità alla politica ambientate o il mancato
    raggiungimento di un obiettivo considerato prioritario dall’azienda.

   Non-conformità lievi: per quelle evidenze che non pregiudicano il funzionamento del
    sistema e non derivano da difetti strutturali dello stesso. Tali evidenze sono
    rappresentate per esempio da dimenticanza di una firma o di una data.

   Correzioni consigliate: l'auditor o il Team di audit può consigliare di rendere più
    completo od esaustivo un documento senza peraltro sollevare un giudizio di non-
    conformità, con l’obiettivo di migliorare il funzionamento del sistema.

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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



La norma consiglia che tali Non-Conformità ed osservazioni siano presentate ai
componenti del Soggetto dell’audit con lo scopo principale di chiarire e risolvere eventuali
disaccordi con gli stessi prima di presentare il “Rapporto di audit” alla Direzione.


Rapporto di audit
Il “Rapporto di audit” viene redatto sotto la direzione del Responsabile dell’audit, il quale è
responsabile della sua accuratezza e completezza. Tale rapporto, datato e firmato, di
norma riporta le seguenti informazioni:

   Cliente commissionante l’audit;
   Organizzazione soggetta ad audit;
   Soggetto all'audit;
   Campo di applicazione, obiettivi e Piano di audit concordati;
   Identificazione dei membri del Team di audit;
   Periodo in cui si è svolto l'audit;
   Componenti del Soggetto all’audit coinvolti in prima persona;
   Conclusioni dell’audit.



Programmazione audit ambientali
L’audit di gestione prevede una programmazione del suo svolgimento, fissando date e
orari precisi, permettendo al Soggetto all’audit di organizzare il lavoro dei propri dipendenti
in modo da renderli disponibili per l’audit programmato.
La norma ISO 14001 non fissa una periodicità precisa per gli audit.
La periodicità viene fissata in base ai seguenti elementi:

   Natura, dimensioni e complessità delle attività;
   Natura, quantità di emissione e scarichi idrici, volume di produzione, rifiuti, materie
    prime consumo di risorse energetiche e naturali;
   Grado di importanza e di urgenza dei problemi constatati, a seguito dell’Analisi
    Ambientale Iniziale o dell’audit precedente.




                                                                                              94
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Qualificazione Auditor ambientale
Per “auditor ambientale” si intende la persona quailificata per condurre audit ambientali.
Se l’audit viene condotto da un Team, all’interno di questo si deve individuare il
“Responsabile di audit ambientale”, cioè quella persona qualificata per dirigere e condurre
audit ambientali.
Agli auditor viene richiesta un’adeguata istruzione, un’esperienza lavorativa e ben
determinate caratteristiche e capacità personali.


Istruzione
La norma richiede, sia per gli auditor in possesso di diploma sia per quelli in possesso di
laurea, un’adeguata esperienza formativa attraverso, o un’esperienza di lavoro o corsi di
formazione inerenti ai seguenti argomenti:
   scienza e tecnologia dell'ambiente;
   aspetti tecnici e ambientali relativi alla conduzione degli impianti;
   rilevanti prescrizioni di leggi, dei regolamenti e dei documenti relativi alla conduzione
    degli impianti;
   norme esistenti di gestione ambientale rispetto alle quali può essere condotto l’audit;
   procedure, procedimenti e tecniche di audit”.

Per chi è in possesso del diploma è previsto un periodo della durata di minimo 5 anni di
“appropriata esperienza lavorativa”.
Periodo che può essere attenuato al massimo di un anno se viene completato un ciclo di
formazione inerente agli argomenti sopra citati.
Per coloro che sono in possesso di un titolo di laurea il periodo è previsto di 4 anni, con
un’attenuazione al massimo di 2 anni qualora si completino con buon esito cicli di
formazione inerenti agli argomenti sopra citati.




Schema riassuntivo
                                                                                                95
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Esperienza lavorativa



                                                              Qualifica di
                                                               Auditor



                                        Diploma                                            Laurea
                                            +                                                 +
                                         5 anni                                            4 anni



                                                       Corsi di formazione inerenti
                                             agli argomenti sopracitati dal capoverso a) al b).



                                Attenuazione di max.                               Attenuazione di max.
                                      1 anno                                              2 anni

Ad un auditor viene richiesta un’esperienza pratica di almeno venti giornate di audit
ambientale suddivise per un minimo di quattro audit ambientali sotto la guida e la
supervisione del Responsabile di audit. Tale formazione deve essere conclusa in un
periodo di tempo non superiore ai tre anni.
Caratteristiche e capacità personali
Agli auditor oltre alla preparazione professionale sono richieste una serie di caratteristiche
e capacità essenziali per preparare, condurre e concludere un audit ambientale.
Riportiamo qui di seguito gli aspetti richiesti:
   indipendenza ed oggettività durante la conduzione dell’audit;
   formulazione con chiarezza, sia orale che scritta, di concetti ed idee;
   formulazione di giudizi basati su evidenze oggettive;
   capacità organizzative;
   capacità di sintesi;
   abilità nell’instaurare rapporti interpersonali, con le persone coinvolte nell’audit ambientale, basati sulla
    chiarezza e sulla capacità di ascolto;

   capacità di adeguarsi agli interlocutori aziendali.



Metodologia per la conduzione dell’audit ambientale




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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Le Aziende oggetto di audit ambientale devono dare una risposta ad ogni requisito della
Norma ISO 14001 con la dimostrazione della sua applicabilità e portare a supporto
evidenze oggettive.
Le linee guida per auditing ambientale che sono rappresentate da una serie di standard
    internazionali ISO 14000.

Secondo quanto indicato nelle linee guida gli audit (o Verifiche Ispettive), effettuate per
accertare se il Sistema di Gestione Ambientale SGA sia:
   efficace, adeguato e correttamente applicato, devono essere: pianificati;
   eseguite sulla base di procedure e/o liste di riscontro a fronte di prescrizioni
   documentati basati su evidenze oggettive e/o prove documentali


Come è noto la fase di preparazione all’audit (Pre-audit) consiste nell'acquisire dati ed
informazioni dell’area e attività da sottoporre a verifica e nella stesura di un Piano di audit
che viene comunicato ai soggetti coinvolti.
Durante l’esecuzione dell’audit viene utilizzata apposita documentazione quale liste di
riscontro, protocolli e procedure dedicate che consentono una verifica ispettiva guidata.
Le liste di riscontro e i protocolli sono elenchi di domande derivate o connesse alle
prescrizioni, disposte in una sequenza logica e suddivise in relazione alle aree/attività da
prendere in esame, unitamente alle procedure cui si riferiscono.
Va tenuto presente che:

   a ogni domanda deve trovare riscontro in una prescrizione applicabile;
   le domande devono seguire uno schema logico e permettere un approfondimento
    uniforme dell’indagine;
   le differenti sezioni delle liste di riscontro devono consentire controlli incrociati per
    rendere i risultati più significativi.

Richiesta di Azione correttiva
Le azioni correttive vengono risolte per:

   eliminare le carenze riscontrate;
   migliorare il Sistema;
   trasformare i rilievi in proposte concrete;
   dare suggerimenti all'attività/area verificata.



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Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



E’ compito dell’Organizzazione verificata definire ed attuare interventi per la risoluzione
delle non conformità. Successivamente verrà verificata l’efficacia degli interventi a
risoluzione della non conformità.


Sintesi della documentazione per una Verifica ispettiva.

   Piano di audit;
   lista di riscontro (check-list);
   Rapporto di audit;
   rapporti di non conformità;
   richiesta di azione correttiva.


Caratteristiche personali di un buon auditor
   Onestà intesa, oltre che nel senso tradizionale, anche come disponibilità ad accettare
    le ragioni degli altri ed a non approfittare della propria posizione, inevitabilmente di
    prevalenza nei confronti degli interlocutori.
   Tenacia: Il componente del Gruppo di Audit sa di non essere gradito ai propri
    interlocutori a causa: della carenza di tempo, dello scompiglio che l’audit crea
    nell’organizzazione verificata, del grado di coinvolgimento personale degli interlocutori
    nell’oggetto dell’indagine.
   Curiosità: la curiosità spinge ad indagare, a scoprire, a non ritenersi soddisfatti da
    spiegazioni superficiali o poco attendibili e quindi a proseguire sino ad avere
    compiutamente individuato i fatti, le cause e le evidenze oggettive che li supportano.




Altre caratteristiche
   essere buon osservatore ed ascoltatore;
   non essere superficiale o portato a giudizi affrettati;
                                                                                             98
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   essere privo di pregiudizi;
   non amare atteggiamenti polemici, ironici o addirittura sarcastici;
   possedere una buona capacità di sintesi sia nel presentare le domande che nel
    sintetizzare gli elementi emersi nel corso delle VI;
   riuscire a mantenere il controllo della conversazione, superando le inevitabili
    divagazioni o le interruzioni.


Le evidenze
Sono rappresentate da:

   qualcosa che il valutatore ha visto,
   qualcosa      che      il   valutatore      ha     sentito      descrivere   da   parte   di   un
    dipendente/rappresentante
   dell’azienda come prassi o come dati di fatto,
   qualcosa che il valutatore ha sentito circa l'applicazione ed il modo dì applicare il
    sistema,

   che poi danno adito a rilievi/non conformità se il riscontro non e rispettoso della norma.


Cosa verificare
Diamo di seguito alcuni esempi di cosa verificare:

   l’attività viene svolta secondo quanto descritto nelle procedure?
   le verifiche1 le analisi, i controlli, ecc. sono stati condotti nei tempi e con le modalità
    previste?
   i dati e le registrazioni sono leggibili?
   i programmi sono attuati nel rispetto dei tempi?
   le azioni correttive derivanti da non conformità della visita precedente risultano efficaci?




Raccomandazioni
Alcune raccomandazioni da tenerne conto al momento dell’audit possono riassumersi
come segue:
   prepararsi in anticipo
                                                                                                   99
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   stabilire un corretto rapporto
   rispettare i tempi
   vedere, ascoltare molto, parlare poco
   stare ai fatti
   verificare le informazioni
   non criticare
   non polemizzare
   non pretendere di avere sempre ragione
   riconoscere i meriti




                                                                               100
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



5) LA COMUNICAZIONE AMBIENTALE D’IMPRESA

I processi della comunicazione ambientale: il “Rapporto Ambientale” e la “Dichiarazione
ambientale ” (Regolamento CEE n°761/01“EMAS”)


La comunicazione ambientale costituisce uno dei punti di partenza essenziali per
l’attivazione di un percorso di sostenibilità di un’impresa che, attraverso questo strumento,
inizia un iter che la porta ad organizzarsi per definire un quadro conoscitivo relativo alle
proprie prestazioni ambientali, a conoscerle e a farle conoscere all’esterno. Inoltre,
attraverso questo strumento, le aziende prendono coscienza della consistenza dei propri
problemi ambientali ponendo un primo mattone per risolverli e migliorarli.


I principali strumenti attualmente adottati per la comunicazione ambientale sono i seguenti:
   BILANCI AMBIENTALI
   RAPPORTI AMBIENTALI


Non essendo ben definita la differenza tra i due strumenti si può affermare che il bilancio
ambientale (come il bilancio aziendale) è uno strumento di gestione, e non di
comunicazione, all’interno del quale confluiscono i dati fisici e monetari ambientali che
complessivamente rappresentano la relazione impresa e ambiente. Il rapporto ambientale,
invece, è uno strumento di comunicazione, che utilizza il bilancio ambientale quale fonte di
informazione. I rapporti ambientali sono concepiti per informare gli stockholders (azionisti)
e gli stakeholders (clienti, fornitori, autorità, dipendenti, popolazione...) dell’impegno
dell’impresa nei confronti delle tematiche ambientale.




                                                                                         101
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                              Esigenze ambientali dei diversi stakeholders


        Comunità                         Tutela dell’ambiente e della salute
                                         Trasparenza delle informazioni
                                         Rischi controllati e accettabili
        Autorità                         Rispetto delle leggi
                                         Sicurezza per i dipendenti
                                         Trovare nell’impresa un interlocutore responsabile
        Clienti                          Prodotti ambientalmente compatibili
                                         Informazioni sui prodotti e su rischi nell’uso
                                         Disponibilità a ritirare i residui riutilizzabili
        Proprietari,                     Utilizzo delle opportunità competitive
        Azionisti e                      Rispetto delle condizioni di sopravvivenza dell’impresa
        Finanziatori                     Ottimizzazione della redditività nel lungo periodo
        Fornitori                        Vedere riconosciuta la qualità ambientale dei propri
                                         prodotti
                                         Poter      collaborare      in    una   logica      graduale    di
                                         "comakership"
                                         Non divenire i "capri espiatori" della compatibilità
        Distributori                     Prodotti che soddisfino le esigenze dei clienti
                                         Imballaggi adeguati
        Dipendenti                       Posto di lavoro sicuro
                                         Responsabilità sociale dell’impresa
                                         Cultura aziendale coerente con quella personale

       Elaborazione Iefe Bocconi

Peraltro tali documenti, inizialmente redatti soltanto da grandi aziende o gruppi vanno
estendendosi anche alle imprese di dimensione medio-piccola e si possono suddividere,
sulla base del soggetto che li pubblica, nelle tre tipologie seguenti:
      Relazioni di gruppi e grandi aziende;
      Relazioni redatte da associazioni di comparti produttivi;
      Relazioni di singole imprese.




                                                                                                        102
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Approfondimento tratto da un articolo dal titolo: “La Comunicazione Ambientale
d’impresa”


La comunicazione ambientale sta diventando un’esigenza per le aziende sempre più
pressate dalla necessità di rinforzare il dialogo con i portatori di interesse : i gruppi
ambientalisti, le comunità locali, le autorità locali e nazionali, i dipendenti, gli azionisti, le
banche, gli assicuratori, i clienti e i consumatori.
Ormai informazioni ambientali attendibili vengono richieste, così come i dati economici e
patrimoniali, sia in sede di acquisizione di società che di finanziamento e possono, in
alcuni casi, anche influenzare i premi assicurativi.
Sempre più spesso si richiedono garanzie anche sul piano ambientale in quanto una
violazione della normativa ambientale può comportare sanzioni fino alla sospensione delle
attività produttive.
Cominciano inoltre ad operare anche a livello nazionale fondi di investimento “verdi” che
impegnano le proprie risorse solo a fronte di precise garanzie sul piano ambientale da
parte delle imprese che vengono sottoposte a questionari piuttosto puntuali dal gestore
prima di essere selezionate per l’investimento.
Le imprese rispondono a queste pressioni provenienti sia da soggetti esterni, sia dai loro
stessi dipendenti, con l’utilizzo di diversi strumenti di comunicazione, tra cui anche la
pubblicazione di documenti di carattere volontario che sono specificamente dedicati alla
diffusione di informazioni sulla gestione e performance ambientale. Più in dettaglio
facendo esclusivo riferimento ad uno dei possibili documenti, ossia il rapporto ambientale,
una recente indagine (Fonte: Osservatorio Rapporti Ambientali, Fondazione Eni Enrico
Mattei), evidenzia che il 55% delle aziende italiane che preparano un rapporto ambientale
lo fanno perché sollecitate dall’esterno, da gruppi di interesse quali gli azionisti, le
comunità locali o gli ambientalisti, mentre il 45% dei rapporti nasce da spinte interne
all’impresa, da parte del management, degli amministratori o del personale di tutti i livelli.
La molteplicità dei soggetti potenziali utenti della comunicazione ambientale fa si che per
una corretta ed efficace stesura di un rapporto ambientale, sia è essenziale che l’impresa
identifichi chiaramente il pubblico di riferimento. Questo pur non essendo costituito da
un’unica categoria di persone ma dalla sovrapposizione di gruppi caratterizzati da interessi
spesso contrapposti, può comunque essere identificato con un certo numero di soggetti
prevalenti, di natura economica, sociale o istituzionale.
In particolare i diversi interessi possono essere sintetizzati come nella tabella seguente.
I principali strumenti attualmente adottati per la comunicazione ambientale sono i
seguenti :

   BILANCI AMBIENTALI

   RAPPORTI AMBIENTALI

   DICHIARAZIONE AMBIENTALE (EMAS)

Mentre è molto chiaro cosa sia e come debba essere redatta una Dichiarazione
Ambientale, in quanto il regolamento EMAS ne descrive le caratteristiche e l’Organismo
Competente ha fornito ampie delucidazioni in merito, margini di incertezza sussistono
ancora per quanto attiene ai contenuti di un bilancio ambientale o di un rapporto
ambientale anche se diverse iniziative a livello internazionale (UNEP, 1994, Sustainability-
Deloite&Touche, 1995, Public Environmental Reporting Initiative, 1996, International
Chamber of Commenrce, 1996, CERES, 1996, Global Reporting Iniziative, 1999) ed una
                                                                                             103
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



della FEEM1 a livello nazionale (il forum rapporti ambientali con “Il rapporto Ambientale di
impresa - Linee guida per la redazione”, 1995 e il forum certificazione rapporti ambientali
con “La certificazione del rapporto ambientale d’impresa - Linee guida, 1998) costituiscono
ormai dei riferimenti universalmente accettati in materia.

Una prima fonte di incertezza è legata alla distinzione tra bilanci ambientali e rapporti
ambientali.
I primi seguendo la dottrina italiana in materia (Bartolomeo et. Altri, Il Bilancio Ambientale
d’impresa, 1994) sono uno strumento di gestione, e non di comunicazione, all’interno del
quale confluiscono i dati fisici e monetari ambientali che complessivamente rappresentano
la relazione impresa e ambiente, i secondi, invece, sono strumenti di comunicazione, che
utilizzano il bilancio ambientale quale fonte di informazione.
Nella prassi esistente invece i due termini sono stati utilizzati indistintamente, o talvolta
anche insieme, per indicare i documenti di comunicazione esterna.

Esigenze ambientali dei diversi stakeholders
             Comunità              Tutela dell’ambiente e della salute
                                   Trasparenza delle informazioni
                                   Rischi controllati e accettabili
             Autorità              Rispetto delle leggi
                                   Sicurezza per i dipendenti
                                   Trovare nell’impresa un interlocutore responsabile
             Clienti               Prodotti ambientalmente compatibili
                                   Informazioni sui prodotti e su rischi nell’uso
                                   Disponibilità a ritirare i residui riutilizzabili
             Proprietari,          Utilizzo delle opportunità competitive
             Azionisti e           Rispetto delle condizioni di sopravvivenza
             Finanziatori          dell’impresa
                                   Ottimizzazione della redditività nel lungo periodo
             Fornitori             Vedere riconosciuta la qualità ambientale dei propri
                                   prodotti
                                   Poter collaborare in una logica graduale di
                                   “comakership”
                                   Non divenire i “capri espiatori” della compatibilità
             Distributori          Prodotti che soddisfino le esigenze dei clienti
                                   Imballaggi adeguati
             Dipendenti            Posto di lavoro sicuro
                                   Responsabilità sociale dell’impresa
                                   Cultura aziendale coerente con quella personale




La diffusione della comunicazione ambientale in Italia




1
    Fondazione ENI Enrico Mattei
                                                                                         104
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Dal 1990, anno di pubblicazione del primo rapporto italiano (Gruppo Ferruzzi) l’uso dei
rapporti e bilanci aziendali si è andato diffondendo in misura sempre maggiore. Oggi le
pubblicazioni di questo tipo con dati ambientali riferiti al 1999 sono più di 80.

Peraltro tali documenti, inizialmente redatti soltanto da grandi aziende o gruppi vanno
estendendosi anche alle imprese di dimensione medio-piccola.
I rapporti ambientali, in particolare si possono suddividere, sulla base del soggetto che li
pubblica, nelle tre tipologie seguenti:
 Relazioni di gruppi e grandi aziende;
 Relazioni redatte da associazioni di comparti produttivi;
 Relazioni di singole imprese.
          Oltre ai rapporti e bilanci ambientali sono da tenere nel conto degli strumenti di comunicazione
                  ambientale le dichiarazioni delle 58 aziende registrate EMAS (dato 2001),


                    Ripartizione dei rapporti ambientali tra i settori di attività:

                                    Settore                   % rapporti
                                                              ambientali
                            Chimico                              35%
                            Gas - petrolifero -                  22%
                            energia
                            Meccanica          –                   8%
                            automobilistica
                            Altra           ind.                  18%
                            manifatturiera
                            Servizi                               18%
                                           Fonte: Elaborazioni IPA, 1999

Rispetto all'iniziale predominanza del settore chimico e petrolifero, tuttora confermata dai
dati, si può osservare una crescita sensibile nei rapporti ambientali redatti da imprese che
appartengono ad altri settori dell'industria manifatturiera, quali il meccanico ed il cartario,
nonché al settore dei servizi, e questa crescita è strettamente correlata alla diffusione nei
vari settori dei principi sui quali si basa il sistema di gestione ambientale.




                                                                                                         105
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



I contenuti del Rapporto Ambientale d’Impresa (Linee Guida FEEM)

I rapporti ambientali sono degli strumenti meramente volontari che hanno una eterogeneità
di contenuti alla quale si sta cercando di porre rimedio attraverso iniziative, come quella
della Fondazione ENI Enrico Mattei, a livello nazionale, e quella del Global Reporting
Iniziative, a livello mondiale, che cercano di definire, tra le altre cose, i contenuti che un
documento deve avere per essere considerato un rapporto ambientale.

In questo senso si può affermare che un Rapporto Ambientale si può considerare
sostanzialmente articolato in due parti:

  Una prima parte qualitativa nella quale vengono descritti l’impresa e le sue attività con
 particolare riferimento alle interazioni con l’ambiente, le politiche ambientali e i relativi
 aspetti gestionali;
 Una seconda parte di tipo quantitativo nella quale vengono riportate informazioni di
relative alle prestazioni ambientali dell’impresa attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori
ambientali.
Nella tabella che segue sono riportati i principali requisiti quantitativi definiti, in forma
concertata dalle varie parti interessate nel forum della FEEM.

                      Le informazioni quantitative del rapporto ambientale
1 SPESE AMBIENTALI
A Informazioni sulle spese                                                 Requisito
                                                                           raccomandato
B Spiegazione dei criteri di imputazione utilizzati per le spese Requisito minimo
   ambientali                                                              (qualora l’impresa
                                                                           decida di inserire
                                                                           le      informazioni
                                                                           sulle spese)
2 EMISSIONI, CONSUMI Dl MATERIE PRIME E PRODOTTI
A Le informazioni quantitative devono essere specificate a livello di Requisito minimo
   stabilimento (per gli stabilimenti principali)
B Materie prime consumate                                                  Requisito
                                                                           raccomandato
C Energia consumata                                                        Requisito minimo
D Quantità di rifiuti inquinanti nell'atmosfera, nell'acqua e nel suolo e Requisito minimo
   altri inquinanti specifici derivanti dall'attività dell'impresa
E Quantità prodotta di beni o equivalente valore rappresentativo Requisito minimo
   delle attività di produzione
F Impatti (scientificamente accertati) conseguenti alle attività di Requisito
   produzione                                                              raccomandato
G Obiettivi di riduzione per materie prime, energia, inquinanti, impatti Requisito
                                                                           raccomandato
3 INDICATORI DI PERFORMANCE AMBIENTALE
A Indicatori di performance ambientale confrontati con periodi Requisito minimo
   passati
Fonte: ORA, Fondazione Eni Enrico Mattei, 1997




                                                                                          106
Implementazione di un Sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001/2004.



Per la redazione della seconda parte, quella quantitativa, delle comunicazioni ambientali è
fondamentale, pertanto, scegliere un set di indicatori ambientali adeguato alle esigenze
che sono prima di tutto quelle di completezza e comprensibilità.
Un riferimento interessante per la scelta di un corretto set di indicatori è, ad esempio,
quello costituito dalla norma ISO 14031 (ancora in versione draft) che indica una possibile
classificazione in base all’area di valutazione interessata ed alla forma in cui sono
espressi.

indicatori di gestione ambientale che si riferiscono a:
 implementazione della politica e dei programmi
 conformità
 performance finanziaria
 relazioni pubbliche


 indicatori di performance ambientale riferiti a:
 materiali
 energia
 servizi di supporto alle attività operative
 infrastrutture ed attrezzature
 prodotti
 servizi forniti dall’organizzazione
 rifiuti
 emissioni

indicatori di condizione ambientale che sono riferiti ai:
 fattori di stato dell’ambiente circostante.




                                                                                       107

				
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