Dattilografia e fotocopiatura II edizione Codice by 1L72T6

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									                                                Metodologia di controllo

                    DATTILOGRAFIA E FOTOCOPIATURA (II edizione)

                                               Codice attività: 74.83.2

                                                                Indice


   1. ASPETTI CARATTERISTICI DELL’ATTIVITÀ....................................................................... 2

   2. ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO ..................................................................... 3

   3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO ..................................................................................... 5

      3.1 L’accesso ........................................................................................................................ 5
      3.2 Controllo del volume d’affari ......................................................................................... 6
           3.2.1 - Gli indizi dell’evasione ............................................................................................ 6
           3.2.2 - Elementi da considerare ai fini della ricostruzione del volume di attività svolta....... 8
      3.3 Altri controlli e riscontri ................................................................................................. 8
           3.3.1 - Indice di rotazione del magazzino .......................................................................... 8
           3.3.2 - Indice di produttività per addetto ............................................................................ 9
      3.4 Ulteriori elementi di valutazione .................................................................................... 9
      3.5 Le indagini bancarie ..................................................................................................... 10
           3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti ............................... 10
           3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari ............................ 11

   CHECK LIST ............................................................................................................................ 12




Aggiornamento: Dicembre 1998
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                                1. ASPETTI CARATTERISTICI DELL’ATTIVITÀ

    L’attività delle copisterie e servizi assimilati assume un particolare interesse, dal punto di vista fiscale,
trattandosi di una tipica attività svolta nei confronti di clienti consumatori finali, spesso non interessati alla
emissione di documenti giustificativi della spesa sostenuta.
    Tale caratteristica si dispiega pienamente nelle città sede di Università, con riferimento alle esigenze
degli studenti, nonché di altri soggetti gravitanti a vario titolo attorno al mondo accademico.
    In effetti, soprattutto nelle realtà universitarie di più ampie dimensioni, è ipotizzabile un’accentuata
tendenza all’occultamento di una parte non irrilevante dei corrispettivi, anche per motivi di concorrenza al
ribasso tra i diversi operatori del settore.
    Normalmente, la clientela della categoria economica in esame è costituita, oltre che dagli studenti
universitari, da:
 imprese;
 professionisti;
 uffici statali, scuole, etc.;
 privati occasionali.

    Servizi tipici forniti dalle copisterie sono:
 fotocopiatura (anche a colori) di testi di vario genere ed interesse;
 battitura di elaborati (tesi di laurea, “dispense”, “appunti” dei docenti, etc.). In alternativa può essere
    messo a disposizione della clientela l’uso di sistemi di video scrittura;
 fascicolazione e rilegatura, tramite spirali, degli elaborati;
 plastificazione di cataloghi, brochure pubblicitarie, cartoline illustrate, etc.;
 realizzazione di materiale pubblicitario vario, ma di piccole dimensioni (locandine, volantini, etc.). I veri e
    propri manifesti vengono infatti realizzati dalle tipografie.

    L’esercizio dell’attività è soggetto ad un regime autorizzatorio, dovendo essere richiesta annualmente al
Comune una licenza di tipo artigianale. In tali licenze l’attività viene solitamente descritta come “lavorazione
carta, grafiche, fotoriproduzione”.

    Ovviamente, trattandosi di attività d’impresa, questa potrà essere svolta sia in forma individuale che
societaria, con tutte le implicazioni che, anche sotto il profilo del controllo, possono riconnettersi al modulo
giuridico adottato.
    E’ evidentemente lasciato alla sensibilità del funzionario verificatore e/o accertatore, il compito di leggere
criticamente il contesto imprenditoriale, rinvenendo, anche con l’ausilio delle indicazioni che seguono, tutti gli
elementi utili per ricostruire la reale redditività del soggetto controllato.




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                                2. ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO

    In fase di pianificazione dell’attività di controllo delle imprese del settore, potrebbe risultare utile,
utilizzando i poteri di cui agli artt. 51, comma 2, n. 4 del D.P.R. n. 633/72 e 32, comma 8-bis, del D.P.R. n.
600/73, l’invio di eventuali questionari agli studenti universitari laureati negli anni oggetto dell’accertamento
al fine di conoscere:
    dove hanno provveduto a far redigere, rilegare e riprodurre in copia la tesi di laurea;
    a quanto ammonta il prezzo corrisposto, eventualmente allegando un documento giustificativo della
    spesa.

    Gli indirizzi degli studenti laureati potranno essere acquisiti presso le segreterie degli istituti universitari.
    I risultati di tale indagine possono costituire un prezioso bagaglio informativo per valutare la presumibile
redditività dell’impresa, orientare la selezione dei controlli verso le posizioni fiscalmente più interessanti e, in
definitiva, effettuare successivamente una persuasiva ricostruzione del volume d’affari.

    Prima di procedere all’accesso si dovranno acquisire, mediante interrogazioni al sistema informativo
dell’Anagrafe Tributaria, le seguenti informazioni:
 data di inizio dell’attività;
 posizione fiscale, dati relativi alle ultime dichiarazioni;
 luogo di conservazione delle scritture ed eventuale soggetto depositario;
 ubicazione della sede dell’impresa e dei locali utilizzati per l’esercizio dell’attività;
 precedenti fiscali: controlli già effettuati a qualunque titolo, inclusione in liste selettive di anni precedenti,
    osservazione dell’andamento del reddito dichiarato quanto meno nel triennio precedente all’annualità
    oggetto di controllo;
 elementi indicatori di capacità contributiva;
 eventuali altri atti registrati;
 eventuale presenza di protesti a carico dell’impresa (del titolare oppure dei soci), ovvero altre
    informazioni camerali (andamento nella provincia, dello specifico settore, in base alle nuove iscrizioni ed
    alle cancellazioni di ditte intervenute nell’ultimo anno, ecc ...) tramite la linea di interrogazione
    “collegamenti telematici”, a disposizione di tutti gli uffici finanziari dall’8 luglio 1998 (comunicazione C.I. n.
    13/9810386).

    Presso gli Uffici verranno inoltre reperiti tutti gli elementi rilevanti ai fini dell’accertamento acquisiti anche
per mezzo di fonti non istituzionali (ad es.: notizie di stampa, fogli di annunci economici, spot radiofonici e/o
televisivi di emittenti locali, riquadri sulle Pagine gialle o sulle Pagine utili).

    Al fine di comporre un quadro più possibile completo in ordine alla redditività potenziale del titolare (o dei
titolari) dell’impresa con riguardo alle capacità di spesa e di consumo, dovrà essere operata una prima
valutazione degli elementi indice di capacità contributiva riconducibili al titolare dell’attività, ai collaboratori,
ovvero ai soci nel caso l’impresa sia condotta in forma societaria, quali il possesso di auto prestigiose, di
imbarcazioni, residenze secondarie, spese che comunque denotino un elevato tenore di vita. Tali indici
saranno attentamente esaminati, ancorché riferibili al contribuente per interposta persona, fisica o giuridica.

    Di particolare interesse sarà anche la valutazione del livello di concorrenza in cui opera l’impresa
verificata, raffrontato al relativo bacino di utenza.


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                                  3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO


3.1 L’accesso

    E’ opportuno che al momento dell’accesso i verificatori, sfruttando al massimo il fattore “sorpresa”,
procedano a ricercare, nell’ambito dei locali utilizzati per l’esercizio dell’impresa, tutta la documentazione
contabile ed extracontabile utile per il controllo. In particolare, la ricerca va indirizzata al reperimento dei
preventivi, appunti o agende contenenti annotazioni, importi ed altri dati che dovrebbero trovare riscontro
nelle scritture e nei documenti contabili.

    Saranno, altresì, acquisiti alla verifica i floppy-disk e gli altri supporti magnetici rinvenuti che contengono
notizie sulla gestione dell’impresa, onde procedere alla loro successiva lettura che dovrà riguardare anche i
dati presenti nell’hard-disk. Tale indagine può essere particolarmente proficua qualora si individui l’esistenza
di personal computer ad uso diretto del titolare, dell’amministratore della società o di altri soggetti investiti di
particolari responsabilità gestionali e direttive.

    Nel corso dell’accesso si procederà inoltre:
 alla verifica della regolarità estrinseca delle scritture contabili, la cui non corretta tenuta potrebbe
    giustificare l’obbligo di denuncia penale ed il ricorso all’accertamento induttivo ex art. 39, comma 2,
    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600;
 al controllo della cassa per verificare se i valori rinvenuti (denaro, assegni, ricevute di carte di credito)
    trovano riscontro con gli incassi complessivi e parziali registrati (per gli assegni, ad esempio, dovrebbero
    esserci scontrini di pari importo);
 alla rilevazione del numero complessivo di fotocopie effettuate; il dato è direttamente acquisibile dalla
    memoria interna di ciascuna fotocopiatrice attraverso l’attivazione di un display ovvero sulla base
    dell’apposito contatore;
 alla rilevazione di tutta l’attrezzatura utilizzata per l’esercizio dell’attività con particolare riguardo:
           al numero delle fotocopiatrici, alle loro dimensioni e alle diverse funzioni tecnologiche;
           alle macchine rilegatrici manuali o elettriche;
           agli strumenti per effettuare la plastificazione di superfici cartacee opache;
           ai personal computer con relative stampanti destinati alla battitura dei testi. Sotto questo profilo,
              andrà quantificato l’investimento anche con riguardo ai programmi operativi ed al loro grado di
              avanzamento tecnologico.
    Andranno ovviamente distinti i beni di proprietà dell’impresa da quelli detenuti a titolo di locazione
    finanziaria o di affitto;
 all’inventariazione delle giacenze di materiali e di altri beni indispensabili per lo svolgimento dell’attività,
    quali ad esempio:
           carta per fotocopie di vario formato;
           toner per fotoriproduttori;
           cartucce inchiostrate per stampanti PC;
           cartoncini per copertine rigide;
           fogli lucidi-trasparenti di copertura;



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           spirali in plastica;
           collanti di vario genere;
           pellicole trasparenti per plastificare cataloghi, cartoline illustrate, etc.;
           carta o cartoncini per pieghevoli.
    I flussi di detti beni e l’intensità del loro consumo forniranno elementi utili ai fini dell’effettuazione del
    controllo indiretto del volume d’affari dichiarato;
 alla rilevazione del personale dipendente e degli altri addetti indicando, per ciascun nominativo, le
    mansioni svolte e la data di inizio dell’attività lavorativa;
 all’individuazione dei prezzi praticati al pubblico che di norma sono indicati nei cartelli esposti, ovvero
    contenuti in tariffari od anche rilevabili dalle fatture emesse.

    Altri elementi utili ad inquadrare le potenzialità reddituali dell’impresa sono:
 ubicazione e ampiezza dei locali. Oltre al titolo di possesso, l’attenzione dovrà essere rivolta alla
    vicinanza o meno della sede aziendale rispetto a sedi universitarie, scuole di ogni ordine e grado, uffici
    pubblici, circoli, bar o associazioni sportive e ricreative. Tale osservazione è essenziale al fine di
    effettuare una valutazione dei flussi della clientela tipica ed in particolare una distinzione tra i clienti
    (imprenditori e professionisti) interessati all’emissione della certificazione dei corrispettivi (scontrino o
    fattura) e clienti non interessati in quanto consumatori finali ovvero, contrassegnati da regimi forfetari di
    determinazione del reddito e dell’IVA dovuta che rendono ininfluente l’acquisizione del documento di
    spesa (vedasi legge 16 dicembre 1991, n. 308 per le associazioni sportive e dilettantistiche e legge 6
    febbraio 1992, n. 66 per le altre associazioni senza fine di lucro - confronta circolare ministeriale 11
    febbraio 1992);
 anno di inizio di attività;
 capitale proprio investito. A questo proposito si tenga presente che in genere l’investimento in
    fotoriproduttori risulta assai impegnativo: i prezzi di acquisto sono mediamente intorno ai 50/60 milioni e il
    valore di mercato è soggetto a forti e rapide svalutazioni, tant’è che diversi operatori preferiscono
    utilizzare macchinari in affitto.


3.2 Controllo del volume d’affari

3.2.1 - Gli indizi dell’evasione
    Qualunque sia la modalità istruttoria prescelta, occorre chiarire che l’obiettivo del controllo è quello di
ricostruire credibilmente i ricavi corrispondenti ai servizi effettivamente resi a fronte di quelli annotati in
contabilità e dichiarati, sia ai fini IVA che delle imposte sui redditi. L’analisi delle spese andrà quindi
effettuata soltanto per verificare i presupposti di deducibilità di quelle quantitativamente e/o qualitativamente
anomale sia in assoluto che in relazione ai ricavi dichiarati.
    Il controllo dovrà puntare sulle incongruenze di carattere documentale e contabile essendo molto scarse
le manifestazioni esterne dell’attività. Particolare attenzione dovrà essere posta all’attendibilità delle
correlazioni che vengono a stabilirsi, sulla base dei dati contabili e documentali, tra i consumi di materiali
(carta, toner, etc.) ed i servizi resi.

    A titolo indicativo si fornisce l’elenco degli elementi indiziari più caratteristici del settore e sintomatici



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dell’esistenza di corrispettivi e/o acquisti non contabilizzati:
 consistenza di cassa superiore al totale degli importi registrati. Occorre confrontare il denaro e gli altri
    valori rilevati al momento dell’accesso con gli scontrini emessi a partire dal giorno dell’ultimo versamento
    in banca. Una piccola differenza può essere giustificata da esigenze di funzionamento della cassa che
    richiedono una giacenza minima (per dare il resto, per esigenze improvvise, etc.); ad ogni assegno
    rinvenuto o ricevuta di carta di credito dovrebbe invece corrispondere uno scontrino di pari importo;
 anomalie nei tempi di emissione degli scontrini (dal giornale di fondo) e nella contabilizzazione dei
    corrispettivi. La concentrazione dei corrispettivi negli ultimi giorni del periodo di liquidazione IVA ovvero
    l’emissione di molti scontrini nell’orario di chiusura o per cifre tonde sono il sintomo di aggiustamenti a
    posteriori del totale degli incassi;
 la presenza di materiale in magazzino non coperto da fatture;
 la descrizione sommaria delle rimanenze finali e uno scarso dettaglio della loro classificazione;
 giacenze effettive di magazzino inferiori a quelle che risultano contabilizzate;
 rilevanti giacenze contabili di cassa costituite senza una plausibile giustificazione, oppure consistenti
    prelievi del titolare: sono generalmente sintomatici dell’esistenza di acquisti senza fattura. Non sempre,
    infatti, è possibile finanziare gli acquisti in nero con fondi extracontabili; ragioni contingenti possono
    costringere l’impresa a ricorrere a risorse ufficiali ed a rappresentare artificiosamente l’operazione;
 finanziamenti del titolare o dei soci alla propria impresa che possono trarre origine da corrispettivi non
    contabilizzati.

    Sarà opportuno inoltre effettuare un censimento dei servizi resi con l’indicazione dei prezzi praticati
rilevati al momento dell’accesso o, in mancanza, decisi in contraddittorio con la parte.
    A tale proposito si terrà eventualmente conto che:
 per i servizi di fotocopiatura il prezzo medio riscontrato per fotocopia in bianco e nero, si aggira intorno
    a £ 60. Data la raffinatezza tecnica e gli ancora più elevati oneri di manutenzione dei macchinari utilizzati,
    il prezzo delle fotocopie a colori risulta decisamente più elevato, ed è stato riscontrato su livelli oscillanti
    intorno a £ 1.500;
 per i servizi di rilegatura i prezzi oscillano da £ 1.500 a £ 5.000 in relazione alla consistenza del volume
    da rilegare, del tipo di copertina utilizzato, dei cartoncini di chiusura e delle spirali in plastica. Nel caso in
    cui la rilegatura avvenga in modo tradizionale (ma la fattispecie appare ormai residuale, quanto meno
    nell’ambito della categoria in rassegna) il prezzo dovrà remunerare il costo della copertina in cartone e
    della colla utilizzata per la realizzazione della rilegatura;
 per il servizio battitura e stampa testi/realizzazioni grafiche al P.C. i prezzi oscillano in relazione alla
    qualità ed alla consistenza degli elaborati da redigere ed all’efficienza dei sistemi di videoscrittura
    utilizzati. La stampa (da quella ad aghi a quella laser) contempla prezzi al pubblico che vanno da £ 250 a
    £ 500 a foglio. Anche in questo caso una parte del prezzo remunera, ovviamente, il costo dell’energia
    utilizzata. Le realizzazioni grafiche riguardano per lo più locandine, cartoline invito per cerimonie e
    convegni, etc. e possono implicare un maggior importo di creatività che concorre aggiuntivamente alla
    determinazione del prezzo. Per l’elaborazione di testi tramite l’uso diretto dei PC da parte della clientela, i
    prezzi oscillano tra le £ 5.000 e £. 8.000 l’ora;
 il servizio di plastificazione superfici cartacee opache consiste in un processo di lavorazione che



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    avviene su beni di proprietà altrui (cataloghi pubblicitari, cartoline illustrate, pieghevoli invito, etc.) o a
    completamento di altri servizi resi (realizzazioni grafiche). La prestazione contempla l’uso di uno specifico
    macchinario (rullo di avvolgimento) con correlativo consumo di energia elettrica e di apposite pellicole
    plastiche. I prezzi di questo servizio si aggirano intorno a £ 500 a foglio.

3.2.2 - Elementi da considerare ai fini della ricostruzione del volume di attività svolta
    Per verificare la congruità del volume d’affari dichiarato può essere utile determinare in primo luogo la
quantità dei servizi presumibilmente sviluppata da ciascuna strumentazione utilizzata.

    Il concorso di ciascuna macchina alla produzione totale dell’impresa può essere definito sulla base :
 dei consumi delle materie prime e dei materiali necessari alla produzione;
 dell’intensità del loro uso desumibile dal grado di usura ovvero da altri indicatori.

    Le fotocopiatrici, ad esempio, sono dotate generalmente di una memoria interna che, attraverso un
display, segnala il numero complessivo di copie effettuate.
    Tale dato, da rilevare all’atto dell’accesso, fornirà con notevole approssimazione la quantità di fotocopie
eseguite e può costituire un indizio con cui sostenere, con le ponderazioni e le cautele del caso, la
presunzione di occultamento dei corrispettivi.

    Un’altra fonte di controllo per i fotoriproduttori, come per le altre macchine a disposizione, può essere
rappresentata dalle fatture dell’impresa che ne cura la manutenzione e l’assistenza tecnica. Non di rado tali
imprese redigono dei veri e propri verbali di intervento ove vengono indicati i dati relativi all’utilizzo della
macchina nel periodo di tempo intercorso tra una manutenzione e l’altra.

    Altro importante elemento di riscontro è dato dal consumo di carta che può essere utilizzata per una
pluralità di servizi (fotocopie, battitura, etc.).
    Considerazioni analoghe possono essere svolte per altri materiali e beni quali le spirali per la rilegatura,
le pellicole per la plastificazione, le cartucce per l’utilizzo delle stampanti, etc..

    L’entità delle prestazioni fornite a mezzo dell’uso di P.C. o di macchine per la videoscrittura può essere
ricavata indirettamente tramite la ricognizione della memoria su disco rigido (hard-disk), tesa ad appurare il
numero dei files presenti nonché di quella relativa a tutti i dischetti rinvenuti.
    Dall’occupazione delle memorie fisse o mobili si può infatti risalire, sia pure con una certa
approssimazione, al numero delle pagine battute e quindi dei servizi resi. Il dato sarà comunque largamente
al di sotto di quello reale, posto che molti clienti oltre al lavoro dattiloscritto si fanno consegnare il relativo
floppy disk.
    Le date riportate sui “files” relative alle prestazioni di videoscrittura possono costituire ulteriore elemento
di riscontro dei servizi resi in un determinato periodo e, conseguentemente, delle regolari fatturazioni degli
stessi.
    La quantificazione dei servizi non contabilizzati dovrà essere effettuata applicando le tariffe o i listini
prezzi rilevati al momento dell’accesso e/o sulla base di quanto fatturato per prestazioni similari.


3.3 Altri controlli e riscontri

3.3.1 - Indice di rotazione del magazzino
    Anche se quella in esame non è un’attività commerciale, l’indice di rotazione del magazzino può


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consentire di operare delle valutazioni sull’attendibilità del volume di servizi forniti e degli acquisti di beni
necessari alla loro produzione. Come è noto l’indice in questione si ricava dalla seguente formula:
                                                (Acq. + EI-RF)
                                                     (EI+RF)
                                                       2


    dove: Acq. = acquisti; EI= esistenze iniziali; RF= rimanenze finali.

    Un indice pari ad 1 sta a significare che il magazzino viene rifornito una volta l’anno. Nel caso dell’attività
in esame l’indice, con riguardo alla carta, alle spirali ed agli altri materiali di cui sopra, risulterà, di norma,
abbastanza elevato. Un indice di rotazione delle scorte molto basso (uguale o inferiore ad 1), potrebbe
nascondere acquisti o vendite in nero.

3.3.2 - Indice di produttività per addetto
    Tradizionale elemento di controllo indiretto è rappresentato dalla valorizzazione dell’opera dei dipendenti,
in rapporto alle potenzialità della struttura e all’organizzazione del lavoro. Ad esempio sarà poco credibile
dichiarare corrispettivi per un numero di fotocopie e rilegature che possono essere agevolmente gestite da
una persona, a fronte di tre dipendenti, formalmente addetti alle stesse funzioni.
    L’apporto fornito da ciascun addetto in termine di ricavi, può essere calcolato come segue:


                                                Ricavi al netto dell’IVA
                                             I= ---------------------------------
                                                    Numero addetti


    dove “I” sta per indice di produttività per addetto.

    Il risultato del detto rapporto dovrà essere coerente con l’assunto logico secondo cui ad ogni addetto
devono corrispondere ricavi che consentano un margine sufficiente a coprire almeno la rispettiva
remunerazione.
    A tal fine sarà utile determinare l’intero costo aziendale per i dipendenti e la remunerazione corrisposta
agli addetti.
    Ove ci si trovi di fronte ad un costo per addetto sproporzionato rispetto al fatturato prodotto per l’azienda,
sarà possibile ipotizzare (con tutti i riscontri del caso) la sussistenza di servizi non contabilizzati.


3.4 Ulteriori elementi di valutazione

    Un’ultima serie di indizi può essere considerata al solo fine di valutare l’attendibilità della dichiarazione
ovvero la congruità minima di quanto accertato in base agli elementi in precedenza descritti.
    Il capitale investito nell’azienda (attrezzature, magazzino, automezzi), il possesso a titolo di proprietà dei
locali utilizzati per l’esercizio dell’attività e la retribuzione figurativa del titolare e degli eventuali soci
impegnati a tempo pieno nell’azienda, costituiscono altrettanti elementi aventi un carattere indiziario. Si può
infatti porre a confronto il reddito dell’impresa con quello conseguibile da un impiego alternativo dei fattori
produttivi che concorrono a realizzarlo.
    In altri termini il reddito dichiarato non dovrebbe mai collocarsi (quantomeno in modo ricorrente e
tendenziale) al di sotto di quello costituito dalla somma:


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 dei proventi ottenibili da un impiego alternativo (ad es. in titoli di stato) del capitale investito nell’azienda;
 del fitto figurativo dei locali (ovviamente se di proprietà) ove si svolge l’attività;
 della retribuzione conseguibile, in posizione di lavoro dipendente, nello stesso settore di attività.

    Eventuali scostamenti negativi perduranti nel tempo devono essere considerati contrari ad ogni logica
economica e contribuiscono a rafforzare il giudizio di inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili,
ovvero convalidare la ricostruzione dei ricavi operata con i controlli descritti nei precedenti paragrafi.

    Altri elementi indiziari, come specificato nella parte dedicata alle attività preliminari, possono essere
costituiti da manifestazioni di capacità contributiva (possesso di auto, di imbarcazioni, acquisto di immobili,
etc.), riferibili al titolare dell’impresa e/o ai soci, particolarmente stridenti con l’ammontare del reddito
dichiarato.
    In tale caso, soprattutto qualora non sia stato possibile effettuare una convincente ricostruzione del
volume d’affari, si potrà procedere, sia pure ai soli fini dell’imposizione diretta, all’accertamento sintetico del
reddito complessivo delle persone fisiche in vario modo coinvolte nella gestione dell’impresa, secondo la
procedura di cui all’art. 38, comma 4, del DPR n. 600/73.


3.5 Le indagini bancarie

    Gli accertamenti bancari costituiscono uno strumento molto incisivo per l’esame della posizione fiscale
del contribuente, in particolare delle persone fisiche, delle associazioni tra professionisti, delle società di
persone e delle società di capitale a ristretta base azionaria.

    Il loro impiego comporta tuttavia un notevole assorbimento di capacità operativa e deve quindi rispondere
a principi di economicità e di prevedibile proficuità dell’azione di controllo.

    L’indagine bancaria è certamente consigliabile in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora
permanga un significativo divario tra il volume d’affari ed i redditi accertati con la metodologia in precedenza
descritta e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di esercizio
dell’attività, della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio ovvero di altri
elementi di valutazione.

    Peraltro, la legge 28 dicembre 1995, n. 549 consente di graduare l’indagine in relazione sia all’entità degli
indizi di evasione riscontrati che alle esigenze di progressivo approfondimento del controllo eventualmente
scaturite dall’analisi degli elementi acquisiti nel corso della verifica.

    Sono quindi delineabili diversificati percorsi d’indagine, che potranno essere seguiti anche in via
alternativa.

3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
      (artt. 32, 1° comma n. 6-bis del D.P.R. 600/73 e 51,2° comma n. 6-bis del D.P.R. n. 633/72)

    In tal caso viene richiesta alla parte, previa autorizzazione del Direttore Regionale delle Entrate, la
dichiarazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con aziende di
credito, con l’amministrazione postale, con società fiduciarie ed ogni altro intermediario finanziario.

    Di conseguenza agli operatori finanziari segnalati dovrà essere richiesta la copia dei conti denunziati dal
contribuente e l’indicazione di tutti gli altri eventuali rapporti con lui intrattenuti.


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3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
      (artt. 32, 1° comma n. 7 del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2° comma n. 7 del D.P.R. n. 633/72)

    Indipendentemente dall’esercizio della facoltà di cui al punto precedente, i verificatori possono richiedere,
sempre previa autorizzazione del Direttore Regionale delle Entrate, la copia dei conti direttamente agli istituti
di credito ed agli intermediari finanziari.

    Tale modalità d’indagine appare particolarmente opportuna quando siano stati frapposti ostacoli
all’azione dei verificatori o dell’ufficio, ovvero quando le violazioni e le omissioni e le false indicazioni
contabili siano così gravi e i dati a disposizione così scarsi, da rendere difficile la ricostruzione degli
imponibili fiscali.

    Le indagini dovranno comunque essere condotte secondo selezionate opzioni investigative che
restringano la forbice costi-benefici dell’azione di accertamento (banche che hanno sportelli nella città ove
operano il contribuente e i suoi familiari più stretti, nelle province contigue, nel luogo di nascita, nella località
ove possiede residenze secondarie o comunque dove si supponga l’esistenza di conti).

    L’indagine può coinvolgere anche altri soggetti (familiari e non) motivatamente sospettati di essere
intestatari di comodo di conti riferibili al contribuente o di cui il medesimo abbia la disponibilità.




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