settore dei grandi lavori infrastrutturali by n25pSd87

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									MAROCCO




1.       QUADRO MACROECONOMICO



a)       Andamento congiunturale e rischio Paese

                Nel secondo semestre del 2010 il PIL marocchino ha registrato un incremento pari a +3%1, mentre a livello
         annuale (1 gen. - 31 dic. 2010) esso risulta essere stato pari a + 3,3%, rispetto a + 4,9% nell’anno precedente. Il
         prodotto interno lordo marocchino dipende ancora in larga misura dal settore primario (agricoltura e pesca) nonostante
         le virtuose strategie di diversificazione delle attività produttive applicate da questo Governo negli ultimi anni. Tali
         strategie mirano gad incentivare gli investimenti in quei settori di nicchia ritenuti piu’ idonei alla creazione di nuovi
         impieghi.
         Nel periodo preso in esame, a seguito di perturbazioni climatiche (alluvioni nella regione di Akka e Loukous) che
         hanno colpito questa area geografica riducendo la superficie coltivabile, l’attività agricola ha subito un rallentamento
         pari a -7,1% rispetto all’anno precedente (il raccolto cerealicolo e’ stato pari 74,6 milioni di quintali rispetto a 102
         milioni di quintali nel 2009), e la partecipazione di tale settore nella composizione del prodotto interno lordo
         (approssimativamente pari al 15%) si è contratta dell’8.4% nell’ultimo trimestre 2010.
         In compenso, merita di essere sottolineato che l’indice della produttività marocchina nel 2010, risulta essere stato
         sostenuto principalmente dalle attività secondarie e terziarie in ripresa rispetto all’anno precedente e stimolato sia dai
         consumi interni che dall’ascesa della richiesta di prodotti marocchini all’estero.
                 Secondo le cifre recentemente rese pubbliche dall’Haut Commissariat au Plan (HCP/ Istat marocchino), nel
         secondo semestre del 2010 le attività non agricole (secondarie e terziarie) avrebbero registrato un notevole ripresa
         pari al + 5% rispetto a +1,3% nel 2009 . Tali attività hanno contribuito alla composizione del prodotto interno lordo
         nella misura del 3,6% (rispetto a – 0,3% nel 2009).
         Nel fattispecie, il settore secondario puo’ vantare un incremento pari al 6,6% imputabile sia al miglioramento
         dell’attività di estrazione di minerali, che alla produzione di energia elettrica nonché ad alcuni comparti specifici
         dell’industria di trasformazione (chimica, parachimica, elettrica ed elettronica).
         Nel dettaglio, l’attività di estrazione di minerali ha registrato un incremento del 21,7% nell’ultimo quadrimestre 2010,
         dovuto principalmente ad un rialzo sostenuto delle esportazioni di fosfato (9 miliardi di dirhams - circa 818 milioni di
         euro rispetto al 4,4 miliardi di dirhams nel 2009) e di fertilizzanti (esportati per un valore di 26,6 miliardi di dirhams
         nel 2010 – 2,4 miliardi di euro, rispetto a 13,6 miliardi di dirhams nel 2009) in base ad una maggior richiesta degli
         Stati Uniti e del Brasile e non di clienti tradizionali come Francia ed India.
         Il Marocco è il terzo esportatore mondiale di fosfato dopo USA e Russia. I tre Paesi insieme rappresentano i due
         terzi della produzione mondiale.
         A seguire, l’attività di produzione di energia elettrica (soprattutto a partire da idrocarburi), la quale puo’ fregiarsi di un
         incremento pari al 13% e quella delle telecomunicazioni con un aumento pari al 7,8%.
         Per contro il settore dell’edilizia e dei lavori pubblici, registra un rallentamento in modo particolare per la
         realizzazione di alloggi sociali (case popolari; 100 unità realizzate nel 2010 rispetto a 156.000 unità nell’anno
         precedente) nonostante un aumento del 20,4% degli investimenti pubblici para a 162,5 miliardi di dirhams (circa 16
         miliardi di euro) rispetto a 135 miliardi di dirhams nel 2009.



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     Fonte: Haut Commissariat au Plan, Marzo 2011
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              Merita di essere sottolineata l’ottima performance raggiunta dal settore terziario (commercio, servizi,
          telecomunicazioni, trasporti, turismo) con un incremento pari a +4,4% rispetto a +3,9% nel 2009, attribuibile in
          modo particolare all’incremento del turismo, delle telecomunicazioni e dei trasporti. Infatti gli introiti del turismo
          sono stati – nel periodo preso in esame - di 56 miliardi di dirhams (circa 5,09 miliardi di euro) rispetto a 52, 8
          miliardi di dirhams nell’anno precedente, mentre quelli delle telecomunicazioni risultano essere di 35,6 miliardi di
          dirhams (circa 3,23 miliardi di euro) rispetto a 32,9 miliardi di dirhams nel 2009. Il trasporto aereo (Royal Air
          Maroc) è aumentato del 6%, quello marittimo del 30% mentre quello ferroviario ha raggiunto 30 milioni di
          passeggeri nel 2010.

           Come suaccennato, la strategia del Governo, dunque, punta a limitare gli effetti della congiuntura internazionale,
     particolarmente sfavorevole nel biennio 2008-2009 ed investe nel rafforzare l’immagine del Marocco quale paese di
     attrazione di potenziali investimenti esteri finalizzati alla diversificazione della produzione industriale, all’incremento
     del valore aggiunto dei prodotti delle attività secondarie (elettrica elettronica, meccanica, metalmeccanica, ) e terziaria
     (infrastruttura turistica, telecomunicazioni, servizi) in un ottica di riduzione della dipendenza del PIL dal settore
     agricolo.
     Infatti l’analisi settoriale della crescita economica del paese, effettuata ogni anno dal Ministero dell’Economia e delle
     Finanze (in ultimo vedasi il progetto di legge delle finanze del 2011), evidenzia la prevalenza – nell’ultimo decennio -
     delle attività secondarie e terziarie di nuova generazione ad alto valore aggiunto rispetto a quelle tradizionali e la loro
     incidenza – in ascesa costante - sulla composizione del prodotto interno lordo.
     Tali risultati sono compatibili con le misure adottate dall’esecutivo marocchino per migliorare la propria posizione a
     livello regionale ed internazionale, in un contesto globale in costante mutazione e rispondono alle indicazioni fornite
     annualmente dagli organismi internazionali (Banca Mondiale e FMI).
     Infatti, secondo le valutazioni di tali organismi finanziari internazionali, il Marocco avrebbe ottenuto risultati discreti
     per quanto riguarda :
     - la stabilità politica,
     - il quadro macroeconomico,
     - il sistema finanziario,
     - l’apertura dell’economia ai mercati internazionali
     - le facilitazioni per la creazione di imprese specie per quanto riguarda l’accesso al credito finanziario da parte
          delle micro e piccole imprese le quali costituiscono il 90% del tessuto industriale nazionale
     - l’adeguamento delle procedure burocratiche doganali agli standard internazionali,
     - l’incremento della spesa pubblica destinata alle infrastrutture – soprattutto ferroviarie e stradali, con un impatto
          positivo sia sulla creazione di impiego sia sull’aumento dell’offerta esportabile.
     In compenso le I.F.I. segnalano la presenza alcuni elementi che ostacolano il miglioramento della competitività
     dell’economia nazionale quali una normativa relativa all’impiego troppo rigida, risorse finanziarie insufficienti da
     destinare all’educazione, alla formazione professionale dei giovani, alla ricerca tecnologica e scientifica, la necessità di
     debellare la corruzione, di modernizzare il sistema giudiziario sia con la riqualificazione delle risorse umane sia con un
     adeguato processo di adeguamento della normativa atta a garantire trasparenza, efficienza ed indipendenza della
     giustizia.

     In merito alle azioni governative intraprese negli ultimi anni, vanno inquadrate le piu’ importanti:

     1.    il piano « Émergence II » 2009-2015, ideato dallo studio di consulenza McKinseye e messo in atto il 13.2.2009.
           Il costo di tale piano ammonta a 16,4 miliardi di dirhams (1,5 milliard d’euros), finanziati al 75% dallo Stato,
           mentre l’apporto delle banche risulta essere del 25% (4 miliardi di dirhams). L’obiettivo principale è di
           identificare i settori produttivi di nicchia per i quali il paese puo’ riposizionarsi a livello internazionale e per i
           quali occorre una riqualificazione adeguata della forza lavoro. Si citano a titolo di esempio le attività offshoring, le
           zone di subcommissione industriali orientate all’export verso l’Europa (Casablanca, Tangeri), la modernizzazione
           dell’agroindustria, industria dei prodotti ittici e del tessile/artigianato.
     2.    l’istituzione nel 2008 del Comitato di Sorveglianza Strategica ad opera del Ministero delle Finanze con la
           collaborazione di altri ministeri tecnici (agricoltura e pesca, industria e commercio, turismo ed artigianato) per
           l’elaborazione di un piano di prevenzione dell’impatto della crisi mondiale sul tessuto industriale marocchino.


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              Tale piano, con una dotazione a 1,11 miliardi di dirhams (circa 110 milioni di euro) si articolava su 3 assi:
            -  aiuto economico da parte della Caisse Centrale de Garantie (istituto finanziario statale), alle imprese
                colpite da un decremento della loro attività e conseguentemente impossibilitate dal presentare garanzie
                sufficienti agli istituti finanziari per l’ottenimento di un finanziamento,
          - sovvenzione di alcune spese di prospezione economica (processo di internazionalizzazione, espansione del
                mercato di sbocco)
         -     pagamento delle ritenute sociali ai datori di lavoro delle imprese (per il quale sono stati allocati e spesi 800
milioni di dirhams pari a 80 milioni di euro).

 Anche se il piano prevedeva sostenere le aziende del settore tessile, del cuoio, dell’automobile e dell’elettronica, l’80%
delle risorse disponibili sono state erogate ad imprese del settore tessile-abbigliamento della zona industriale di Casablanca
(60%) ed in misura minore da altre regioni (Fès-Saiss- Boulemane 15%, Tangeri-Tétouan 14%, Rabat-Salé-Zemmour-Zair
9%).

      3) il potenziamento del Fondo Hassan II2 costituito nel 1999 al fine di agevolare la creazione di nuove imprese e di
         rafforzare gli investimenti nel settore industriale attraverso la costruzione o l’acquisto di nuove infrastrutture o di
         equipaggiamenti industriali.

      4) il lancio del “Plan Maroc Vert”3, nel 2008, per sviluppare un’industria agroalimentare fortemente competitiva
         sui mercati internazionali. I progetti della seconda fase 2010 -2020 (1506 in totale declinati su 16 regioni da
         realizzare entro il 2020 con una dotazione economica di 12,1 miliardi di USD) sono destinati a coinvolgere
         soprattutto i micro e piccoli produttori – soprattutto femminili – e si propongono di ridurre la povertà, di
         migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni rurali povere, nonché di preservare le risorse naturali
         e l’ambiente tenendo conto del cambiamento del clima. A livello operativo, il governo marocchino ha creato una
         struttura denominata Agence pour le Développement Agricole, braccio destro del Ministero dell’Agricoltura e
         della Pesca marittima.

      5) il piano turistico Vision 2020 (nov. 2010). Il Regno ha infatti designato il turismo quale priorità economica
         nazionale. L’impegno si è concretizzato con l’avvio del « Vision 2020 », progetto articolato su sei assi
         fondamentali, che fanno riferimento al prodotto, alla formazione, al settore trasporto aereo, al marketing e alla
         comunicazione, all’ambiente turistico ed all’organizzazione istituzionale. L’obiettivo è di dare impulso alla
         destinazione Marocco, facendola entrare, entro il 2020, tra le prime 20 mete turistiche mondiali, combinando
         una crescita sostenuta con una gestione responsabile dell’ambiente, unita al rispetto dell’autenticità socioculturale
         marocchina.. La scommessa principale é quella di arrivare a 20 milioni di turisti nel decennio dal 2010 al 2020,
         costruendo 200.000 posti letto e creando 470.000 impieghi nel settore nel decennio 2011-2020.

      6) Il piano Halieutis ( settembre 2009). Il progetto che si articola su 3 assi (ristrutturazione dei porti,
         quadruplicazione della produzione, valorizzazione dei prodotti destinati all’esportazione, garanzia delle
         tracciabilità del prodotto, modernizzazione e riduzione della flotta, nonché protezione di alcune specie ittiche)
         prevede il rilancio dell’industria ittica consistente nel triplicare il volume d’affari attuale entro il 2020 con un
         aumento del numero di occupati nel settore (da 61.000 attuali a 115.000 persone). La dotazione finanziaria è pari a
         9 miliardi di dirhams (800 milioni di euro).

      7) Il progetto relativo alla riconversione del porto di Tangeri-città (2010) il quale si avvale di un bilancio
         complessivo di 6,2 miliardi di Dirhams (equivalenti a circa 560 milioni di Euro) messi a disposizione per metà dal
         bilancio del Governo di Rabat e per meta’ dal Fondo Hassan Il per lo Sviluppo, il fondo sovrano marocchino su

2
  Trattasi di un Fondo costituito nel 1999 con una dotazione del Min.Ec. e Finanze pari 595 milioni di dirham (pari a54 milioni di euro) per rafforzare gli
investimenti nel settore industriale attraverso la costruzione o l’acquisto di nuove infrastrutture o di equipaggiamenti industriali. (www.finances.gov.ma)
3
  Piano Verde : La strategia affronta il bisogno di risolvere la storica questione agricola, collegata alla mancanza di professionisti del settore. Cinque sono stati gli
accordi firmati tra il Governo e il settore professionale all’inizio del 2009 per promuovere la competitività dell'agricoltura marocchina. Gli accordi sono relativi al
settore cerealicolo, alla realizzazione di progetti di finanziamento per i piccoli coltivatori, al miglioramento dell'avicoltura e all'incremento della produzione di
agrumi.


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              cui affluiscono parte dei proventi delle holding di proprietà della famiglia reale. Tale ammontare sara’
              suddiviso nei due “blocchi” in cui si articolerà il progetto: da una parte la ristrutturazione della zona portuale vera
              e propria, dall’altra la creazione di un vasto spazio residenziale da ricavare nell’area portuale stessa.
               La ristrutturazione dell’area portuale, alla quale saranno destinati 2 miliardi di dirhams (pari a poco meno di 200
               milioni di Euro), si realizzerà attraverso un complesso di interventi riguardanti la creazione ex novo di un porto
               turistico di 1080 ormeggi, l’ampliamento del molo per le navi da crociera e lo spostamento del porto peschereccio
              dall’attuale zona portuale ad una darsena adiacente alla stessa. La creazione dello spazio residenziale, cui saranno
              destinati 4 miliardi e 200 milioni di Dirharns (pari a poco meno di 400 milioni di Euro), si sostanzierà da una parte
               nella costruzione di un complesso alberghiero e per uffici, dall’altra nella costruzione di edifici ad uso abitativo. Il
               tutto sara’ completato dalla realizzazione di un vasto spazio di parcheggi esterni (5000 posti) e sotterranei (1000
              posti), nonché dalla costruzione di una teleferica che collegherà l’area portuale con i quartieri del centro cittadino.

        8) TangerMed I - TangerMed II. I lavori di costruzione e sviluppo del porto di Tanger Med sono recentemente
           passati alla seconda fase di espansione, che prevede anche un ampliamento della zona franca. Prosegue quindi
           l’importante progetto di trasformare il porto marocchino di Tangeri in una delle principali piattaforme logistiche
           del Mediterraneo, una delle più grandi scommesse economiche delle autorità marocchine negli ultimi anni, che
           prevede di creare qui 300.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi venti anni. Nelle settimane
           passate TMSA (Tanger Mediterranean Special Agency), l’agenzia responsabile della gestione del porto, ha siglato
           un accordo per l’acquisto di un terreno pubblico di 3000 acri (oltre 1200 ettari) che sarà integrato nella
           piattaforma, ed un secondo accordo per la creazione di una zona offshore alla periferia di Tetouan.

          La principale specializzazione della zona interesserà molto probabilmente il settore automobilistico come dimostra
anche l’assegnazione di 300 ettari da parte del gruppo Nissan-Renault, che secondo le previsioni dovrebbe rendere
operative le nuove installazioni entro il 2012. Nel frattempo l’azienda automobilistica francese avrebbe appena inaugurato
un centro di formazione professionale nella zona per la forza lavoro da destinare al nuovo impianto 4.
Questo interesse ha attirato l’attenzione di piccole e medie imprese nella zona e di numerose società straniere, il cui 15% al
momento è rappresentato da quelle spagnole.
Secondo i dati forniti da TMSA, si punta ad espandere la zona di libero scambio dagli attuali 1.000 ettari a 5.000, coprendo
un raggio di 80km con aree di sviluppo industriale moderno. La seconda fase di sviluppo del porto, Tanger Med II, sarà
completata per il 2012 e comprenderà due terminal per container con una capacità di 5 milioni di unità, elevando a 8 milioni
il potenziale totale della piattaforma. Gli investimenti sembrano essere la miglior soluzione in questo di transizione post
crisi mondiale. Al termine dei lavori il porto di Tangeri sarà tra i primi dieci nel mondo, leader indiscusso nell’area del
Mediterraneo, che con la partnership del porto di Algeciras (dall’altra parte dello stretto, in Spagna) gestirà nella zona un
traffico di 16 milioni di container e diversi milioni di passeggeri e veicoli, competendo direttamente con il porto olandese di
Rotterdam.

  9) il Piano Solare del Marocco con investimenti per 9 miliardi di dollari e cinque siti in grado di produrre, nel 2020, il
38% dell'energia prodotta dal Marocco. L’obiettivo di tale piano è quello di ridurre la dipendenza energetica del paese dalle
importazioni di idrocarburi e conseguentemente le sue implicazioni sulla bilancia commerciale nonché sulla cassa di
compensazione.

Benché la performance del PIL abbia sempre superato la soglia del 3% negli ultimi anni (ad eccezione del 2007) e possa
essere considerata discreta, merita di essere sottolineato che l'aumento della popolazione (dell’ordine dell’1,5% annuale) ne
riduce i benefici. L’andamento demografico rendere piu’ acute le differenze sociali : il 20% della popolazione ha un tenore
di vita da paese ”benestante”, il 9% vive al di sotto della soglia della povertà (nel 2001 tale tasso era del 15,3%)5 e il tasso
di disoccupazione è pur sempre pari al 9,8% (rispetto al 9,1% nel 2009).



4
    L’Economiste ediz 23 Marzo 2011, pag 7
5
    Fonte: Banca Mondiale, Rapport No. 50316-MA, « Cadre de parteneriat stratégique pour le Royaume du Maroc 2010-2013 »
    Il miglioramento della soglia di povertà estrema è stato notevole nelle zone rurali piuttosto che in quelle urbane.



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La metà della popolazione è impiegata nel settore agricolo il quale risulta essere il meno produttivo di tutto il Maghreb,
infatti la sua contribuzione al PIL è dell’ordine del 15% . La maggior parte degli impieghi creati nel 2010 ha riguardato
l’attività edilizia e della prestazione di servizi, in misura minore l’industria, mentre il settore agricolo ha registrato una
diminuzione degli impieghi.
Secondo l’ultimo rapporto sulla povertà dell’UNDP, il Marocco si colloca al 114° posto su un totale di 169 paesi esaminati
per il suo indice di sviluppo umano pari a 0,567, dopo la Siria (103°), l’Egitto (108°), l’Arabia Saudita (55°).

Nel periodo compreso tra il 1980 e il 2010 l’indice di sviluppo umano del Marocco è incrementato di 1,6% annualmente
(passando da 0,351 punti ad 0.567 punti, con una percentuale di aumento pari al 61%).
L’aspettativa di vita della popolazione è aumentata di ben 14 anni nell’ultimo ventennio (da 58 a 71 anni), l’84,5% della
popolazione accede al servizio di acqua potabile (rispetto al 65% nel 1998); il tasso di iscrizione alle scuole elementari è
del 93,5% (2007) rispetto al 52,4% nel periodo 1990-1991 mentre quello di alfabetizzazione dei giovani oltre i 15 anni è
pari solo al 56% (dati 2008) in quanto molti iscritti non concludono il loro ciclo di studi.
Nonostante le cifre positive ottenute dal Marocco nell’ultimo decennio, i piu’ vulnerabili - i poveri e i quasi-poveri (i quali
vivono con meno di 10 dirhams al giorno/0,90 centesimi di euro al giorno) - rappresentano il 26,5% della popolazione (pari
ad 8 milioni di persone) e sono concentrati nelle zone rurali (70%). Le disparità tra il mondo rurale e quello urbano rimango
considerevoli sia per quanto riguarda l’educazione, l’accesso al servizio sanitario nazionale, e il livello remunerativo degli
impieghi.
Il PIL pro-capite – pur incrementato nell’ultimo ventennio - non arriva a 5.000 dollari annui (4.628 USD rispetto a 2.490
USD nel 1980), inferiore di 1/3 alla media mondiale.

I programmi messi in atto dal governo marocchino a partire dal 2007 sono incentrati sullo sviluppo sociale ed umano nelle
sue componenti principali : miglioramento del sistema educativo e del numero degli iscritti (dal livello primario al livello
secondario) ed ampliamento della copertura dell’assistenza sanitaria (vedasi l’Iniziativa Nazionale di Sviluppo Umano -
INDH). Il Marocco è consapevole della sua piu’ grande sfida: il raggiungimento di una crescita costante (dell’ordine del
6% annuale) capace di creare nuovi impieghi e di ridurre le disparità sociali. Mediamente negli ultimi anni sono stati creati
30.000 posti di lavoro contro 50.000 nella decade degli anni 90.
In tale ambito, merita di essere sottolineato, che il Regno del Marocco ha beneficiato, in questi ultimi anni, del sostegno
finanziario di vari attori istituzionali, per la realizzazione delle principali riforme strutturali (vedasi la promozione della
politica sociale, la modernizzazione economica, la buona governance e i diritti dell’uomo, la protezione dell’ambiente)
elaborate dal governo ed approvate dal Parlamento nel 2007; in particolare:

     -   nel Quadro della politica di vicinanza con l’Unione Europea sancito dall’entrata in vigore dell’Accordo di
         Associazione nel 2000, nonché dell’ottenimento dello Statuto Avanzato con la stessa nel 2008, il Regno del
         Marocco ha ottenuto un finanziamento pari a 698 milioni di euro per il periodo 2007-2010. Il finanziamento per il
         periodo 2011-2013 dovrebbe essere pari a 495 milioni di euro.
     -   nel Quadro strategico di partenariato 2010-2013 con la Banca Mondiale (“Cadre Stratégique de Partenariat 2010-
         2013”), il Marocco ha ottenuto un prestito pari a 729 milioni di dollari da destinare sia a programmi di riforme che
         di investimento. Si tratta della seconda fase di un accordo di partenariato tra l’istituto finanziario internazionale e
         questo paese, infatti durante il periodo 2005-2009, il Marocco ha potuto beneficiare di un prestito pari a 1,127
         miliardi di USD (pari a 280 milioni di USD/anno).
         Secondo il rapporto di fine programma 2005-2009, elaborato dalla Banca Mondiale, il Marocco ha effettuato
         progressi notevoli nel migliorare il clima degli investimenti e la competitività, nel potenziare l’accesso della
         popolazione al servizio di acqua potabile e fognature, e marginalmente nell’accrescere l’acceso dei piu’ poveri ai
         servizi di base. Piu’ modesto invece risulta essere l’avanzamento realizzato nel migliorare l’efficacia del sistema
         educativo.

In aggiunta a quanto summenzionato, questo paese ha beneficiato di risorse finanziarie provenienti anche dalla Banca
Europea degli Investimenti (744 milioni di euro per il periodo 2011-2012), della Banca Africana di Sviluppo (9 miliardi di
USD), dagli Stati Uniti (USAID : 20 milioni di dollari erogati nel periodo 2007-2012 per il raggiungimento degli Obiettivi
del Millenio), dalla Francia (Agenzia di Sviluppo francese : 460 milioni di euro per i periodo 2007-2009), dalla Spagna (287
milioni di USD).


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           Nonostante la buona performance macroeconomica del Regno del Marocco in un contesto globale post-crisi molto
delicato, uno dei maggiori problemi di questo Governo e’ costituito dall’aumento costante del deficit di bilancio dello Stato
dal 2006 (-2,1% del PIL) ad oggi (-4,0% del PIL : 30,78 bilioni di dirhams)6 ad eccezione del biennio 2007-2008 in cui
l’avanzo del bilancio pubblico è stato positivo e pari allo 0,2 e 0,4% del PIL. Tale risultato è causato sia dall’incremento
delle sovvenzioni statali (“Fond de compensation”: + 238%: 32 miliardi di dirhams allocati nel 2010) per controbilanciare
l’impennata del prezzo delle materie prime (in modo particolare dei carburanti e dei cereali) sia dalle misure adottate dal
Governo marocchino per mitigare gli effetti della crisi mondiale le quali hanno avuto una notevole incidenza sugli introiti
fiscali (- 2,2%) . Si stima che la spesa pubblica (pari al 29,5% del PIL) sia incrementata del 13,8% nei primi 9 mesi del 2010
rispetto al 2009 mentre gli introiti pubblici (pari al 25,5% del PIL) sono aumentati solo dell’ 8% rispetto al 30% negli anni
compresi tra il 2006 e il 2008.
Addizionalmente, il deterioramento del bilancio dello Stato riflette anche l’aumento del disavanzo della sua bilancia
commerciale.
La contribuzione statale sui prezzi delle materie prime ha impegnato risorse pubbliche pari al 2,5% del PIL nel 2010
rispetto al 5% del PIL nel 2008. Si stima che tale apporto sia destinato a crescere nel tempo, conseguentemente alla ripresa
delle quotazioni di tali prodotti sui mercati internazionali .
Per quanto riguarda il disavanzo della bilancia commerciale, esso è stato in ascesa dal 2006 (98.574 milioni di
dirhams/8.961 milioni di euro) ad oggi (fonte Office National des Changes : 149.947,9 milioni di dirhams/13.558 milioni di
euro) visto il notevole aumento delle importazioni (+12,4%: 297.089 milioni di dirhams) rispetto al cospicuo aumento delle
esportazioni (+30,9%: 147.947 milioni di dirhams). Una parte considerevole delle importazioni è rappresentata dagli
acquisti di idrocarburi (19% del totale importato dal Marocco) con un incremento pari al 39% rispetto al 2009).
Il debito del Tesoro pubblico ammonta a 373,35 miliardi di dirhams (circa 33 miliardi euro) ed è pari al 48,5% del PIL
(rispetto al 46,3% del PIL nel 2009). Il suo aumento rispetto all’anno precedente è stato dell’ordine dell’8,16%. . Esso è
costituito nella misura del 77,5% da debiti contratti sul mercato interno (pari a 289,527 miliardi di dirhams/circa 28 miliardi
di euro) mediante emissione di buoni (BT) e rappresenta un incremento dell’8,66% rispetto all’anno precedente. Una parte
sostanziale del debito interno del Tesoro pubblico (circa il 70%) è detenuto da istituzioni come le assicurazioni, gli enti
pensionistici e previdenziali mentre la differenza (30%) dal sistema bancario nazionale. Da notare che a settembre dell’anno
scorso, il governo marocchino ha emesso dei titoli del debito pubblico per un valore pari a 1 miliardo di dirhams (circa 90
milioni di euro) i quali sono stati favorevolmente accolti sul mercato internazionale, in particolare in Europa.
La restante parte (22,45%) del debito del Tesoro pubblico è costituita dal debito estero (di cui il 55% è nei confronti di
istituzioni finanziarie internazionali, il 38% di creditori bilaterali e il 25% verso l’Unione Europea) e rappresenta una quota
pari all’11% del PIL. Il costo annuale degli interessi maturati su tali titoli rappresenta il 5% degli introiti pubblici (rispetto
all’8,59% nel 2009).

          Come è stato ampiamente illustrato nelle pagine precedenti (vedasi pag. 3,4,5) gli sforzi del governo marocchino
sono stati rivolti soprattutto all’apertura del mercato marocchino al mondo con la firma di accordi di libero scambio
bilaterali (con gli Stati Uniti, con l’Unione Europea, etc) e multilaterali, nonché con il miglioramento del quadro normativo
che possa incoraggiare gli investimenti stranieri diretti ad affluire in questo paese. Secondo il rapporto “Doing Business
2011” della Banca Mondiale il Marocco occupa il 114mo posto su un totale di 183 paesi, dopo L’Egitto e l’Arabia Saudita
(94° posto) e la Tunisia (55° posto) per quanto riguarda la facilità di concludere affari. Le debolezze del Marocco in tale
contesto risultano essere le seguenti :
              1. la protezione degli investitori (154° posto su 183 paesi)
              2. la registrazione della proprietà e il pagamento delle imposte (124° posto)
              3. difficoltà per iniziare un attività di qualsiasi natura (82° posto nel 2011, nel 2010 risultava occupare il
                    76°) dopo la Francia (21° posto) e la Tunisia (48° posto) ma prima della Spagna (147° posto) e della
                    Mauritania (152). In tale classifica occupa il primo posto Singapore. Occorrono 12 giorni, 6 tipi di
                    procedure burocratiche diverse, ed un investimento pari al 15,8% del reddito pro-capite per iniziare un
                    attività in Marocco.


6
    Fonte : Econmist Intelligence Unit, country Report January 2011 .
    Banca Mondiale : Rapport No. 50316-MA, CADRE DE PARTENARIAT STRATEGIQUE POUR LE ROYAUME DU MAROC 2010- 2013 (janvier 2010),
    Office National des Changes, al 31.12.2010 (http://www.oc.gov.ma/TableaudeBord/TBMensuels/2010.asp).


Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                                          6
             Gli I.D.E. al 31.12.2010 sono ammontati a 19.635 milioni di dirhams (circa 1.785 milioni di euro) con una
             decrescita pari al 22,24% rispetto all’anno precedente (25.250 milioni di dirhams/2.295 milioni di euro). I
             settori prioritari destinatari degli I.D.E. sono l’immobiliare (23,65%), finanziario (18,45%), turistico
             (16,93%), l’industria (14%), le telecomunicazioni (10,25%), i servizi (4,925), l’acquisto di azioni di holdings
             (3,35%), i trasporti (2,37%), l’estrazione di minerali (0,90%), l’agricoltura e la pesca.

                                                      IDE (in milioni di euro)

               2010                     2009                      2008                    2007
               1.785                    2.351                        3.171                3.729



b)   Grado di apertura del Paese al commercio internazionale ed agli investimenti esteri

            Il settore degli investimenti ha goduto, nel Regno, di un trend positivo negli ultimi anni grazie ai grandi
     investimenti nei primi anni duemila (Accor, Maersk e STMicroelectronics), a quelli più recenti (Alstom e Renault), ma
     soprattutto grazie ad una legislazione favorevole e alla stabilità della performance macroeconomica.
            La società francese Astolm interverrebbe assieme ad una serie di fondi arabi (Fondo Saudita di Sviluppo, Fondo
     Kuwaitiano) al finanziamento della linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà i due poli di sviluppo , Tangeri e
     Casablanca, a partire dal 2015, il cui costo globale è stimato attorno a 2 miliardi di euro. L’investimento francese è
     pari 300 milioni di euro relativamente alla messa in opera di uno stabilimento di produzione di materiale rotabile
     capace di soddisfare la domanda interna ma anche estera mediante l’acquisto sul mercato locale di beni e servizi per
     circa 530 milioni di euro e l’assunzione di 65 tecnici altamente specializzati da destinare presso una società di
     offshoring marocchina. L’investimento prevede inoltre iniziative di formazione nei mestieri della filiera ferroviaria
     presso Università, Istituti ed altri centri di formazione e ricerca marocchini.
     Già presente sul territorio marocchino dal 1928, il gruppo Renault è presente sul territorio marocchino con un unità di
     produzione a Casablanca (Somaca) ed occupa il primo posto di produttore/distributore di autoveicoli nel Regno, con
     ben 37.000 unità vendute nel 2009.
     Nel 2008, il gruppo francese alleatosi con la Nissan, ha iniziato i lavori di implementazione di un complesso
     industriale “Renault Tanger Méditerranée” su un area di 300 ettari nella zona economica speciale di Tangeri
     Méditerranée. Il complesso di assemblaggio e’ stato progettato nel rispetto delle norme ambientali (non dovrebbe
     rilasciare sostanze nocive che inquinino aria, acqua o sottosuolo) e disporrà di un accesso diretto alla piattaforma
     portuale di Tanger-Med.Si prevede l’inizio delle attività nel 2012.

         Secondo i dati aggiornati al 31.12.2010, sono in regresso gli IDE provenienti invece dai principali partner
     commerciali dell’UE: il primo Paese investitore resta saldamente la Francia (10.115 milioni di dirhams/920 milioni di
     euro) seguita dai Emirati Arabi Uniti (1.600 milioni di dirhams/145 miliondi euro), dalla Spagna (1.205 milioni di
     dirhams/109 milioni di dirhams), dal Kuwait (1.082 mil. Di dirhams/98 mil. Di euro), dalla Svizzera, dal Belgio, dalla
     Gran Bretagna. Complessivamente, i primi dieci Paesi investitori nel Regno rappresentano l’89,79% del totale degli
     IDE. L’Italia è al tredicesimo posto tra i Paesi investitori- dopo l’Arabia Saudita, l’Egitto e il Qatar, con un
     investimento pari a 156,1 milioni di dirhams (14 milioni di euro).
         I principali progetti di investimento realizzati nel 2010 riguardano la realizzazione di una centrale a carbone per la
     produzione di energia elettrica a Safi (GDF Suez/International Power in joint venture con Nareva, una delle aziende di
     proprietà della holding reale ONA, per un ammontare di 1,13 miliardi di euro), il gruppo Taqa degli Emirati Arabi
     Uniti realizza due unità produttici di energia elettrica (centrali a carbone) a Jorf Lasfar, mediante la sua filiale in loco
     Jlec5&6 in partenariato con l’ONE (Office National d’Electricité) con un investimento di 877 milioni di euro, infine
     nel settore delle telecomunicazioni si segnala il riacquisto del 40% della compagnia telefonica marocchina Meditel da
     parte dell’azienda francese Orange per 640 milioni di euro.
     Secondo i dati dell’UNCTAD (Rapporto sugli Investimenti nel mondo, 2010), a livello dei paesi della sponda sud del
     Mediterraneo il Regno del Marocco è la quarta destinazione degli IDE (preceduto da Tunisia, Egitto ed Israele).



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        I recenti accordi di liberalizzazione degli scambi firmati con gli Stati Uniti e quelli meno recenti firmati con alcuni
        Paesi arabi (Tunisia, Egitto, Giordania, Turchia) dovrebbero facilitare, a medio termine, nuovi investimenti nel Paese,
        anche in relazione agli interessanti vantaggi fiscali che si presentano per produzioni realizzate in loco e poi esportate
        nei Paesi partner. Le performance realizzate nel settore degli IDE negli ultimi due anni, sono il frutto delle politiche
        settoriali lanciate dal Governo e volte a promuovere gli investimenti attraverso delle facilitazioni fiscali a beneficio
        degli investitori. Tali politiche si fondano su strategie a medio e lungo termine a favore dei settori più portanti e
        potenzialmente più competitivi dell’economia nazionale, al fine di poter sfruttare al massimo le risorse che offre il
        Paese.
        Un aspetto decisivo per comprendere il percorso intrapreso dal Marocco nei confronti delle relazioni con l’estero, é
        rappresentato dagli accordi che il Marocco ha firmato bilateralmente.

        Accordo Marocco-UE : Il 26.02.1996 è stato firmato l’accordo di associazione tra il Marocco e la U.E., il quale è
        entrato in vigore il primo marzo 2000. Tale accordo prevede l’istallazione di una zona di libero scambio industriale da
        completare entro il 2012 cosi come la liberalizzazione progressiva degli scambi agricoli. Per i prodotti industriali è
        previsto lo smantellamento progressivo su 12 anni per i prodotti provenienti dalla UE importati dal Marocco, mentre i
        prodotti industriali marocchini beneficeranno di un libero accesso al mercato europeo.
        Nell’ottobre del 2008 l’UE ha concesso al Marocco lo “Statuto Avanzato” nei suoi rapporti con l’Unione. Tale
        accordo apre delle prospettive senza precedenti perché traccia delle linee molto ambiziose verso un orizzonte di
        cooperazione economica, politica e sociale.
        Accordo Marocco-USA: firmato il 15.06.2004 ed entrato in vigore il primo luglio 2005, si tratta di un accordo globale
        a vocazione esclusivamente commerciale ed economico, il quale coinvolge tutti i settori dell’attività economica, dal
        commercio dei beni, a quello della prestazione di servizi, includendo anche le questioni sociali ed ambientali.
        Accordo Marocco-Turchia : nel quadro del processo di integrazione regionale euro-mediterraneo, il Regno del
        Marocco e la Turchia hanno firmato un accordo di libero scambio ad Ankara il 7.04.2004. Tale accordo (entrato in
        vigore il primo gennaio 2006) prevede la l’implementazione progressiva di una zona di libero scambio industriale su
        un periodo di 10 anni a partire dalla data di entrata in vigore dello stesso. I prodotti industriali marocchini
        beneficeranno di un esonero totale mentre per quanto riguarda i prodotti agricoli, è stato stabilito un regime di
        concessioni.
        Si citano a titolo di esempio alcuni accordi di libero scambio firmati a livello bilaterale dal Regno del Marocco7:
        - con la Tunisia (firmato il 16.3.1999, entrato in vigore il 16.03.1999),
        - con la Giordania (firmato il 16.06.1998, entrato in vigore il 20.10.1999)
        - con l’Egitto (firmato il 27.05.1998, entrato in vigore il 29.04.1999)
        - con gli Emirati Arabi Uniti (firmato il 25.06.2001, entrato in vigore il 09.07.2003)
        nonché gli accordi tariffari firmati con l’Algeria (14.03.1989), la Guinea (12.04.1997, entrata in vigore 06.09.2000),
        l’Irak (24.04.1976), la Libia (29.06.1990), la Mauritania (04.08.1986), l’Arabia Saudita (06.09.1966), il Senegal
        (13.02.1963).

        Si fornisce di seguito un breve elenco degli accordi multilaterali firmati da questo paese:
             1. con la Lega Araba (Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Irak, Giordania, Kuwait,
                 Libano, Libia, Palestina, Qatar, Sudan, Sultanato dell’Oman, Siria, Tunisia, Yemen) firmato il 27.02.1981,
                 entrato in vigore il primo gennaio 1998.
             2. con i paesi arabi del Mediterraneo: Marocco, Egitto, Giordania e Tunisia (firmato il 25.04.2004, entrata in
                 vigore il 27.03.2007).




7
    Fonte: Dogane marocchine: http://www.douane.gov.ma/web/guest/accords-et-conventions
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     Si sottolinea inoltre la ripresa dei negoziati su un accordo di libero scambio tra il Regno del Marocco e il Canada, in
     occasione della venuta in questo paese del Primo Ministro canadese, Stephen Harper, avvenuta a inizio febbraio 2011.
     Tale accordo sarebbe molto significativo per entrambi le parti: il Marocco auspicherebbe conquistare un mercato
     costituito da oltre 400 milioni di consumatori (le merci esportate sarebbero soprattutto legumi e cereali); mentre per il
     Canada vorrebbe utilizzare il Regno come piattaforma regionale per la conquista dei mercati del Nord Africa e del
     Medio Oriente in settori come le telecomunicazioni, i trasporti, le nuove tecnologie in ambito produttivo rispettose
     dell’ambiente.


C)   Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia e degli investimenti diretti esteri bilaterali

                                Interscambio commerciale con l’Italia (mln di €)


                                      2010         2009          2008          2007             2006      2005
Esportazioni italiane                1.430         1.369         1.684        1.440         1.148         1.012

Importazioni italiane                 530           421           609          624              541        496

Saldo                                 901           948          1.075         815              606        516
Variazioni percentuali sul corrispondente periodo dell’anno precedente
Importazioni                           4,4         -18,7          17           25,4             13,4       7,1

Esportazioni                          25,5         -30,8          -2,5         15,4             9,2        6,1
Principali prodotti esportati      Tessuti, macchinari impiego speciale, prodotti petroliferi raffinati, macchine
                                   impiego generale, apparecchi elettrici
Principali prodotti importati      Abbigliamento, pesci conservati, fili e cavi, prodotti chimici, prodotti
                                   petroliferi raffinati, prodotti agricoli




                 Principali partner commerciali con il Regno (quote % di mercato-periodo 2010)


Principali clienti        Francia (21,5), Spagna (16,6), India (6,0), Italia (4,3), USA (3,6)
Principali fornitori      Francia (15,3), Spagna (11,8), Cina (8,4), USA (6,9), Italia (5,9)



Le relazioni economiche tra Italia e Marocco hanno visto, nel corso degli ultimi anni, un incremento in qualità ed intensità,
beneficiando di un contesto sicuramente favorevole per quanto concerne il clima degli affari, come evidenziato
dall’importante incremento del nostro interscambio.

La crescita dell’interscambio commerciale conferma il solido legame che intercorre tra le imprese italiane e l’imprenditoria
marocchina. Se si considerano i fattori che rendono oggi attraente il Marocco ( vicinanza geografica, basso costo della
manodopera, rete di telecomunicazioni funzionante, sistema bancario.


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2. INDIVIDUAZIONE DELLE OPPORTUNITÀ DI MERCATO PER L’ITALIA

a)       Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale

      Tra i settori coinvolti in recenti programmi di investimento e che potrebbero interessare le imprese italiane vanno
segnalati gli interventi infrastrutturali lanciati nel settore dei trasporti (1.800 km di autostrade entro il 2015)8, alla cui
realizzazione l’ADM (Autoroutes du Maroc) destinerà 3 miliardi di € entro il 2015.

Il settore delle vie ferrate prevede nuove linee e l’ONCF (Office National des Chemins de Fer), destinerà programmatico 3
miliardi di €9 per il piano 2009-2013.

Nel settore portuale, per il nuovo porto di Casablanca saranno investiti oltre 100 milioni di € (Agence Nationale des
Ports)10, per la risistemazione di quello vecchio di Tangeri 560 milioni di €, oltre a progetti per altri porti.

Sul versante sanitario e sociale infine verranno realizzati 12 ospedali locali, (tra cui quelli di Fes, Marrakech e Oujda) e 37
strutture sanitarie gia’ esistenti verranno ristrutturate.

I progetti di investimento legati al fabbisogno idrico-energetico riguardano invece la costruzione (entro il 2013) di 10 grandi
dighe e 50 dighe medio - piccole. Il Secrétariat d’Etat Chargé de l’Eau et de l’Environnement ha stanziato per il prossimo
quinquennio 2 miliardi di €. Quasi 1 miliardo di € sono destinati a far fronte all’aumento della domanda di energia: l’ONE
“Office National de l’Energie”, allocherà il budget alla costruzione di centrali eoliche, a turbina a e a gas.

Altri 320 milioni di € sono stati assegnati per la realizzazione di aeroporti nelle principali città del Regno a cura dell’ONDA
(Office National des Aéroports). Questi finanziamenti hanno permesso la realizzazione e l’ammodernamento di vecchi e
nuovi aereoporti, tra i quali: quello di Casablanca (apertura del Terminal 2, riammodernamento ed estensione del Terminal
1 e creazione di una Tecnopoli, dove le industrie potranno fare ricerca e progettazione nel settore dell’alta tecnologia),
Marrakech (riammodernamento ed estensione del Terminal esistente), Dakhla (costruzione di un nuovo Terminal con una
capacità di 300 mila passeggeri), Essaouira, Oujda (progetto terminato ma in attesa dell’apertura ufficiale), Tangeri
(costruzione di un nuovo Terminal ed infrastrutture associate con una capacità di 1,5 milioni di passeggeri\anno) . A questo
proposito, è importante sottolineare l’accordo Open Sky, siglato nel 2006 tra l’UE e il Regno, con lo scopo di
demonopolizzare il traffico aereo e aprire i mercati alle compagnie low cost, permettendo un incremento del traffico aereo
del 18% e l’attuazione della “Vision 2020 (20 milioni di presenze nel Paese entro il 2020). In tale ambito, merita di essere
sottolineato la necessità di creare una migliore rete di diffusione e promozione turistica dell’Italia in Marocco.
Parallelamente bisognerebbe aumentare l’offerta di voli diretti verso il nostro Paese dal Marocco, in modo da attrarre un
maggior flusso di turisti marocchini altrimenti diretti verso la Francia o la Spagna come primo paese di destino turistico.

L’ONEP “Office National Eau Potable”, ha messo a punto un programma di sviluppo per assicurare delle infrastrutture
d’approvvigionamento di acqua potabile nei centri urbani, con un importo di 7,4 miliardi di DH ed ha inoltre portato nelle
zone rurali un tasso d’accesso dell’acqua potabile dell’86%.

8
    Previsto nel Programma d’investimenti dello Stato del 2009, per un costo globale di 38,1 milioni DH di cui 383 KM di autostrade nuove.
9
Realizzazione del raccordo del complesso portuario di Tanger-Med alla rete nazionale e la realizzazione della linea TGV tra Tangeri e
Casablanca per un con costo di 20 milioni DH.
10
 Realizzazione della seconda parte del complesso Tanger-Med per un costo globale di 12 milioni DH e l’estensione del porto di Dakhla,
Boujdour, Mdiq e Marchica. (mp)

Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                                                10
Altri settori che potrebbero vedere una presenza delle aziende italiane, sono rappresentati dal settore idrico (acquedotti), e
della depurazione dei liquidi residui dove va rilevato un notevole ritardo nella gestione delle stazioni di trattamento delle
acque, che peraltro dispongono di attrezzature vetuste.


          Per quanto attiene ai grandi Gruppi italiani, da segnalare la presenza, nel settore dei grandi lavori infrastrutturali,
del Gruppo ENI, presente con la Saipem (lavori di bonifica del Porto di Tanger MED II e per le ricerche di idrocarburi nel
Nord del Paese) e con la Snam Progetti S.p.A. (ammodernamento della più grande raffineria del Paese); del Gruppo
FINMECCANICA con Alenia Aeronautica S.p.A. (vendita di velivoli da trasporto), della Selex Sistemi Integrati S.p.A.
(fornitura di sistemi di controllo del traffico aereo civile), dell’ Ansaldo Breda S.p.A. (vendita di convogli passeggeri ed
elettrotreni) e del Gruppo Alenia/ADS con ATR (vendita di velivoli ATR).

          Nel settore dei grandi lavori infrastrutturali, si occupano della gestione del terminal container del nuovo Porto di
TangeriMed, le societa’ italiane Contship Italia e Med. Shipping, facenti parte con quote del 40 e 20 per cento del
Consorzio internazionale (italo-franco-tedesco) “TANGERMEDGATE”.
Nel settore dei grandi lavori infrastrutturali è di grande prestigio la commessa che si sono aggiudicate la Pizzarotti S.p.A. e
l’Alpi De.Co. S.r.l., dal 2007 impegnate nella pianificazione urbana della valle del fiume di Rabat/Sale “Bouregreg” e del
tunnel des Oudayas (la Casbah di Rabat), per oltre 40 milioni di €.
Nel settore ferroviario e stradale, la Salini Locatelli s.r.l. nel 2007, in raggruppamento con le italiane Co.Ge.Fer e
Salvatore Matarrese, si sono aggiudicate la gara internazionale per la costruzione di due tronconi dell’autostrada Taza-
Oujda per ADM (Autoroutes du Maroc), per un valore di 89 milioni di €.
Mentre la Sifel S.p.A. nel 2008 e la Pivato S.p.A., l’anno prima, si sono aggiudicate, rispettivamente i lavori di
elettrificazione del tratto di via ferrata per le ferrovie marocchine (ONCF), per un valore di 5 milioni di € e la costruzione di
tre viadotti della tratta autostrade Fes-Oujda, per un valore di 36 milioni di € per l’ADM “Autoroutes du Maroc”.
All’inizio del 2009, la Salini Costruttori S.p.A. aveva completato la costruzione della strada litoranea a Nord del Marocco
(Rocade Mediterranea).

         Modesti gli investimenti produttivi delle nostre imprese nel Regno. Va soprattutto ricordata la presenza di
Italcementi S.p.A. con 3 stabilimenti produttivi situati ad Agadir, Safi e Marrakech, 2 centri di macinazione (Laayoune e
Ait Baha) e 25 impianti di calcestruzzo. La società ha creato nel Regno la filiale “Ciment du Maroc” e, nell’ottobre 2010, ha
completato il progetto (un investimento di circa 280 milioni di Euro) per la realizzazione della nuova cementeria di Ait
Baha, che sostituira’ quella di Agadir.
Uno tra i primi investimenti produttivi italiani in Marocco è rappresentato dalla Cristalstrass (Antica Murrina). Secondo
produttore mondiale di cristalli, ha da anni insediato il suo quartiere generale in Marocco (Settat) dove la famiglia Voltolina
impiega più di 700 persone. L’investimento complessivo iniziale è stato di oltre 20 milioni di €.
Più recentemente Gruppo Di Grandi ha perfezionato il progetto per la realizzazione di un’acciaieria a 40 km dal porto di
Casablanca. E’ prevista la creazione di un partenariato con il Gruppo Technit per la realizzazione complessiva del progetto
del valore complessivo di oltre 50 milioni di €.
Infine nel novembre 2010, il Gruppo Grimaldi si è aggiudicato l’apertura di un nuovo collegamento navale tra Livorno e
Tangeri.
Da segnalare, inoltre, la presenza di numerose imprese italiane che, a seguiti di accordi commerciali, prestazione di servizi e
commesse, hanno trasferito personale italiano nel Regno: Iveco, Ansaldo Caldaie, Ansaldo Energie e Sews Cabind.


b)   Valutazione degli investimenti diretti da e verso l’Italia

     Il regime degli investimenti esteri in Marocco è regolato dalla Carta degli Investimenti Esteri del 1995. Gli investitori
     stranieri godono dei medesimi diritti e benefici riconosciuti agli operatori locali. Sono ammessi investimenti esteri in
     tutti i settori, con l’eccezione di alcune attività riservate allo Stato (estrazioni di fosfato, ad esempio) e la proprietà di
     terreni agricoli.

     Anche in virtù della legislazione favorevole, negli ultimi anni si è assistito ad un notevole incremento degli
     investimenti diretti esteri. Tuttavia, essendo questi ultimi spesso legati ad operazioni di grande rilievo, la provenienza
     geografica varia notevolmente di anno in anno.
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          I settori prioritari destinatari degli I.D.E. nel 2010 sono stati : l’immobiliare (23,65%), il finanziario (18,45%),
turistico (16,93%), l’industria (14%), le telecomunicazioni (10,25%), i servizi (4,925), l’acquisto di azioni di holdings
(3,35%), i trasporti (2,37%), l’estrazione di minerali (0,90%), l’agricoltura e la pesca.

     Emergenti i settori dello sviluppo ambientale, delle tecnologie verdi, della gestione sostenibile delle acque e
     trattamento dei rifiuti urbani ed industriali, delle energie rinnovabili (in particolare foto-voltaica, solare, eolica ed
     idroelettrica) della formazione in materia di public utilities, dell’e-government, dell’elettronica, dell’ITC (Information
     and Communications Technologies) e della microfinanza.

     La posizione dell’Italia come evidenziato nel prospetto finale rimane debole rispetto ad altri investitori europei (0,79%
   del totale degli IDE con una quota pari a 14 milioni di euro). I primi paesi investitori risultano essere Francia (51,51%),
   Emirati Arabi Uniti (8,14%), Spagna (6,13%), Belgio (3,57%), Gran Bretagna (2,57%). Vi è una forte richiesta
   marocchina per tutto cio’ che concerne il prodotto italiano inteso in senso globale (Know how, tecnologie di punta, i
   macchinari, moda e made in Italy, etc) ma sussiste uno scarso accompagnamento da parte del sistema bancario italiano
   che possa incrementare la presenza del sistema Italia in loco.

   c)    Valutazione delle potenzialità di cooperazione commerciale ed industriale nei settori ad alto contenuto
         tecnologico

     1. Al fine di valutare compiutamente le potenzialità di un consolidamento e di una crescita della presenza economica
     italiana in Marocco, occorre tener conto della posizione “dominante” della Francia, nonché della tradizionale, più
     discreta (ma assai dinamica) presenza della Spagna. Tuttavia, l’Italia gode dell’indubbio vantaggio di essere
     correttamente percepita come un partner mediterraneo rilevante, privo di antagonismi storici o di reminescenze
     coloniali. Inoltre, la tecnologia italiana gode di ottima reputazione presso gli operatori locali.

     Esistono spazi molto interessanti per il tessuto industriale e commerciale italiano in molteplici campi: agricoltura,
     energia, aeronautica e servizi collegati, trasporto ferroviario, nonché telecomunicazioni, ambiente e grandi lavori. In
     generale, va rilevato un vivace interesse nei confronti di taluni “modelli” italiani quali, ad esempio, i distretti
     industriali, le PMI, i Consorzi, come pure verso quei settori merceologici nei quali è riconosciuto al nostro Paese un
     primato di expertise (agroindustria, pelletteria, prodotti del mare, grandi lavori, abbigliamento, arredamento, etc.).

     Le opportunità per le imprese italiane si concentrano quindi su lavori ad alto contenuto di specializzazione, mentre
     riguardo alle commesse di base vi è una preferenza per l’assegnazione degli appalti alle imprese locali o di Paesi di
     recente sviluppo, più competitivi dal punto di vista dei costi. Anche nel settore dei trasporti urbani, diverse
     opportunità si prospettano per le aziende italiane.

     Per quanto attiene al settore della logistica, le Autorità marocchine stanno per lanciare un nuovo Piano Nazionale della
     Logistica che prevede un investimento di 63 miliardi di DH (5,5 miliardi di Euro) fino al 2015, una riduzione dal 20 al
     15% del costo della logistica in 5 anni, più di tremila ettari di terreni pubblici da mobilizzare e la definizione di cinque
     piattaforme logistiche dedicate allo stoccaggio di container, prodotti finiti, grano, prodotti agricoli e materiali da
     costruzione, oltre alla creazione di un’Agenzia di sviluppo della logistica, posta sotto la tutela del Ministero dei
     Trasporti.

     Il Regno si sta, dunque, dotando di ambiziose strutture, ma non dispone ancora del “know-how” per gestirle ed è
     proprio in questo ambito che si potrebbe, quindi, delineare un’interessante opportunità di penetrazione per le imprese
     italiane specializzate nel settore. In particolare, i possibili ambiti per un intervento italiano sono legati ai costi per la
     logistica e i trasporti che, in Marocco, sono ancora troppo alti se paragonati alla concorrenza regionale.

     Le cause sono da ricercare nell’attuale inefficienza del settore legata alla carenza di spazi, alla mancanza di mano
     d’opera qualificata, ad una formazione non adatta ai bisogni delle imprese e ad una cooperazione tra i vari attori del
     settore che non sfrutta i vantaggi geografici del Paese.



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     Il settore della pianificazione territoriale, urbanistica ed idraulica presenta notevoli prospettive di inserimento delle
     nostre tecnologie e delle nostre imprese. Sono ingenti gli investimenti promossi dal “Ministère Délégué de l’Habitat et
     de l’Urbanisme, Direction de la Promotion Immobilière”: grande attenzione verrà riservata allo sviluppo e
     riqualificazione urbanistica, alla costruzione di nuovi insediamenti abitativi, ai servizi di consulenza per la
     pianificazione territoriale ed urbanistica e alle infrastrutture e mobilità cittadina. E’ prevista la canalizzazione in oltre
     600 agglomerati nel Regno per un investimento superiore a 7 miliardi di Euro. L’imprenditoria italiana potrebbe
     intervenire per l’offerta di alloggi popolari. L’expertise italiana ha già avviato forme di collaborazione e di partenariato
     pubblico/privato con la controparte locale proponendo la tecnologia progettazione/costruzione dell’OICE
     (Associazione di consulenza, studi e progettazione d’architetti ed ingegneri) e dell’ANCE (Associazione di categoria
     dei costruttori edili).

     Sono di grande interesse, inoltre, i programmi lanciati dal Regno al fine di promuovere l’utilizzo delle energie
     rinnovabili. Infatti, per quanto attiene alle fonti energetiche alternative, il Regno del Marocco dispone di un
     importante potenziale, potendo contare su 3.800 ore l’anno di sole (solare termico e solare foto-voltaico, quest’ultimo,
     però caro) e oltre 3.500 km di coste ed una velocità del vento pari a 11 m/s (eolico).

     Un’occasione per le nostre imprese potrebbe rivelarsi attraverso il Piano nazionale in tema di energie rinnovabili (ER)
     che mira a ridurre la dipendenza del Paese dai combustibili fossili e quindi dalla propria dipendenza dall’estero
     attraverso la creazione di due agenzie: la Agenzia Nazionale per lo Sviluppo delle Energie Rinnovabili e dell’Efficacia
     Energetica (ANDREE) e l’Agenzia Marocchina per l’Energia Solare (MASEN). Quest’ultima promuove il Piano
     Solare del Marocco, legato al progetto pilota dell’UE “Piano Solare Mediterraneo” (PSM), che prevede di costruire
     cinque stazioni solari che entro il 2020 dovrebbero fornire il 14% del fabbisogno energetico del Paese, che potrebbe
     arrivare al 42% con l’utilizzo del potenziale eolico e idraulico

     Inoltre per promuovere gli investimenti in questo settore la ONE propone un quadro legislativo molto conveniente
     anche agli investitori stranieri. Prospettive interessanti per le nostre imprese, nel medio periodo, possono scaturire da
     programmi d’investimenti sull’efficienza energetica applicata all’edilizia abitativa (soprattutto nelle zone rurali del
     Paese dove è prevista l’installazione di 400 mila m2 di “chauffe-eau-solaire”, dal biogas, dall’energia da biomasse
     catturata da applicazioni sull’agricoltura, dall’energia idroelettrica e geotermica.

     La raccolta e smaltimento dei rifiuti è il settore dove si attendono i cambiamenti più rapidi e che potrebbero interessare
     i servizi di consulenza delle nostre imprese. Mancano in Marocco le capacità tecniche e gestionali nella pianificazione
     e controllo dei siti, degli impianti di trattamento (raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti solidi urbani ed industriali),
     di dissalazione e pompaggio acque.
     In particolare, si evidenzia il lancio del Programma nazionale di gestione dei rifiuti solidi, al cui interno si sviluppa il
     Piano nazionale per la gestione dei rifiuti domestici, per la cui realizzazione il Governo é disposto a stanziare 37
     miliardi di Dirhams fino al 2023.

     Allo smaltimento dei rifiuti domestici, si aggiunge quello dei rifiuti industriali, uno problemi principali in materia di
     inquinamento. Infatti, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti speciali, nonostante la legislazione in materia
     molte industrie, soprattutto quella ospedaliera, continuano a eliminare tali rifiuti senza distinzione, ad esclusione di
     poche società specializzate presenti nel Paese, lo smaltimento dei rifiuti industriali (costituiti per il 75% da rifiuti
     speciali, pericolosi, ospedalieri e farmaceutici), avviene tuttora senza controllo.

     Altri settori in evoluzione sono costituiti dal già citato Programma nazionale per la depurazione dei rifiuti liquidi
     (PNA), dal Programma nazionale di lotta all’inquinamento atmosferico e dal Programma nazionale per la prevenzione
     dei rischi industriali.




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   d)   Suggerimenti per l’attivazione degli strumenti di sostegno finanziario e assicurativo pubblico per SACE e
        SIMEST


     L’esposizione della Sace nel Paese sembra rimanere complessivamente limitata.
     Al 31.03.2011 il rischio paese OCSE risulta essere pari a 3, cio’ significa che il Marocco ha mantenuto la stessa
     valutazione del Gruppo di Esperti Rischio Paese dal 31.12.2009. Sintetizzando la valutazione del rischio economico il
     quadro macroeconomico del Paese è complessivamente positivo, anche se la crescita è influenzata dall’andamento del
     settore agricolo che contribuisce per il 14-15% alla formazione del PIL.

     Il Marocco rientra tra i Paesi beneficiari della Legge n. 212 del 26.2.1992 /92, la quale costituisce uno strumento
     finanziario per la realizzazione di programmi bilaterali/plurinazionali di promozione della collaborazione dell’Italia
     con i Paesi, annualmente individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) al fine
     di favorirne la transizione verso forme di economia di mercato e l’integrazione con l’Europa. Il Cipe annualmente
     adotta una delibera (su proposta del Ministro degli Affari Esteri di concerto con il Ministro delle Attività Produttive)
     per individuare i Paesi destinatari della Legge.
     I progetti, della durata massima di 24 mesi, riguardano le seguenti tipologie di intervento:

     · formazione professionale, manageriale e per i quadri intermedi;
     · assistenza tecnica;
     · studi di fattibilità e progettazioni nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni, della distribuzione, dell’economia
     sociale, dell’energia, del turismo e del risanamento ambientale, igienico e sanitario, nonché in materia di riconversione
     industriale ed agricola, e nel campo del restauro artistico ed urbano;
     · progetti-pilota finalizzati alla promozione di accordi di collaborazione economica tra le parti per il trasferimento di
     tecnologia;
     · studi di fattibilità (piani finanziari e preparazione di documenti societari) per la costituzione di joint venture, o per la
     ristrutturazione di imprese miste, partecipate da soggetti italiani.

     L’intervento finanziario ammonta al 50% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di Euro 413.165,52. Altri
     contributi possono pervenire dagli organismi partecipanti all’iniziativa (italiani o esteri) privati o pubblici (questi
     ultimi fino alla concorrenza dell’80% del costo dell’iniziativa).

     Di fronte ad una spregiudicata concorrenza francese, gli strumenti odierna SACE e SIMEST sono talvolta insufficienti
     soprattutto per appalti e grandi opere. Occorrono finanziamenti “ad hoc”.




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3.     POLITICA COMMERCIALE E DI ACCESSO AL MERCATO

a)     Barriere tariffarie

               A seguito dell’accordo commerciale firmato tra il Marocco e la UE nel 1996 ed entrato in vigore nel 2000,
       prosegue positivamente la politica di smantellamento tariffario per i prodotti europei che vengono importati in questo
       Paese (quelli marocchini esportati in Europa beneficiano di una totale esenzione doganale), mentre meritano di essere
       segnalati alcuni limiti in materia di licenze all’esportazione marocchine, in particolare nel settore del cuoio. Infatti
       nonostante si sia verificato un notevole incremento della richiesta in Europa di tale prodotto, a seguito
       dell’abbattimento di molti capi di bestiame per il noto fenomeno della “mucca pazza”, il Regno del Marocco ha
       adottato alcune restrizioni quantitative nel rilascio delle licenze di esportazione del cuoio per proteggere il prodotto
       locale.
       Quanto ai servizi, l’apertura alla concorrenza di settori tradizionalmente affidati ai monopolisti pubblici avviene con
       lentezza, ma sembra conoscere importanti progressi.
       Sul versante europeo i negoziati bilaterali tuttora in atto, mirano a raggiungere una convergenza regolamentare tra le
       norme marocchine e quelle europee. Nel frattempo, sono in via di definizione, l’accesso sul mercato europeo degli
       “attori” dei servizi in settori come l’informatica, il turismo (inteso sia come “incoming”, sia come tessuto di investitori
       nel settore turistico), prestatori di servizi anche professionali (artigiani specializzati in edilizia, costruzioni, liberi
       professionisti come medici, infermieri, etc).

b)     Barriere non tariffarie

       La riforma del sistema doganale è stata condotta positivamente a termine e, nonostante alcuni ritardi, lo standard è
       comparativamente adeguato. In materia di standard, il Marocco applica i parametri dell’ISO, di cui è membro. Lo
       Stato regola i prezzi dei beni il cui consumo sia sussidiato, dei beni di monopolio e dei servizi di base, oltre che dei
       prodotti farmaceutici.


c)     Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale

       Si attende l’attuazione della recente legislazione marocchina in materia di proprietà intellettuale considerata alla
       stregua di quella dell’Unione Europea. Numerosi infatti i problemi di contraffazione di beni di consumo specie per
       quanto riguarda l’abbigliamento maschile e femminile, il pellame (borse e portafogli), i supporti informatici (DVD).
       Sul piano multilaterale, il Marocco ha aderito all’Organizzazione Mondiale sulla Proprietà Intellettuale, alla
       Convenzione di Berna sulla tutela del copyright, alla Convenzione di Parigi sulla tutela di marchi e patenti. Il Regno
       ha partecipato all’ultimo round di negoziati (ootobre 2010) per la conclusione dell’accordo commerciale ACTA (Anti-
       Counterfeiting Trade Agreement), accordo plurilaterale inteso a sanzionare la contraffazione delle merci (includendo
       anche le medicine generiche e le infrazioni sui diritti d’autore). Il testo del suddetto accordo dovrà essere ratificato da
       ogni paese aderente (Messico, Nuova Zelanda, Svizzera, Singapore, Unione Europea) 11.

d)     Proprietà industriale

       Dal 2006 inoltre é stata rafforzata la cooperazione bilaterale, già esistente dal 1997, tra l’Istituto Nazionale della
       Proprietà Industriale francese (INPI) e l’OMPIC. Tale cooperazione si fonda su quattro assi:

       - una partecipazione sempre più grande nella lotta alla contraffazione. Il Marocco si é, infatti, dotato di una struttura ad
       hoc: il Comité National pour la Propriété Industrielle et Anti-contrefaçon (CONPIAC);
       - la sensibilizzazione di particolari attori al tema della proprietà industriale. L’INPI ha formato una decina di dirigenti

11
   l’ACTA dovrebbe essere indipendente da altre istituzioni internazionali pre-esistenti come l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) o l’Organizzazione
Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI) (WIPO). I paesi che hanno aderito a tale accordo lo hanno descritto come uno strumento di potenziamento della lotta
alla contraffazione relativa sia ai beni di consumo che ai diritti di autore. L’idea di un accordo multilaterale sulla contraffazione è sorta in Giappone e negli Stati Uniti
nel 2006.(ic)



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     dell’Ufficio marocchino al fine di trasmettere loro le tecniche per la diagnosi della proprietà industriale a beneficio
     delle imprese marocchine;
     - la concretizzazione delle nuove disposizioni legislative attive dal 2006,in particolare quelle relative ai marchi e alle
     misure doganali;
     - un sostegno attivo alla realizzazione di un sistema di indicazioni geografiche in Marocco.

     Nel 2008 é stata promulgata la legge 26/05 relativa alle caratteristiche distintive d’origine e di qualità delle derrate
     alimentari e dei prodotti agricoli e ittici e per il 2009 é stata richiesta la prima indicazione geografica per l’Olio
     d’Argan.
     Nel 2009, sempre nell’ambito della cooperazione Francia-Marocco, le linee direttrici sono state costituite da:

     - dei gruppi di studio sulla distribuzione dei brevetti e dei marchi, la creazione di poli di competitività e valorizzazione
     dei risultati della ricerca universitaria;
     - partecipazione di un ingegnere dell’OMPIC al ciclo di formazione del Centro di Studi internazionali della proprietà
     intellettuale (CEIPI) a Strasburgo;
     - affiancamento dell’OMPIC in materia di prediagnostica della proprietà industriale;
     - alcuni incontri tra il CONPIAC ed il suo omologo francese, il Comitato Nazionale Anticontraffazione (CNAC) e
     l’assistenza a cinque imprese marocchine durante il loro sviluppo internazionale e la protezione dei loro marchi.

     Sul piano multilaterale, il Marocco ha aderito all’Organizzazione Mondiale sulla Proprietà Intellettuale, alla
     Convenzione di Berna sulla tutela del copyright, alla Convenzione di Parigi sulla tutela di marchi e patenti. Un
     ulteriore punto a favore deriva dalla presenza del Marocco nell’ultima classifica stilata dall’Organizzazione Mondiale
     della Proprietà Intellettuale, come unico Paese africano interessato alla registrazione di alcuni marchi a livello
     internazionale.




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e)    Problematiche relative agli investimenti esteri nel Paese

      Affermato il principio di parità con gli operatori locali nella “Carta degli Investimenti Esteri” del 1995, le
problematiche maggiori con cui si confrontano gli investitori stranieri riguardano tre settori, peraltro connessi:

a. La presenza di regole non sempre certe nel mercato del lavoro
b. Una giustizia non sempre trasparente, e lenta
c. Un “clima degli affari”ancora affetto da debolezze interne.

a. Alcune debolezze della legislazione del lavoro rappresentano infatti uno degli ostacoli alla crescita del paese. Ad
esempio: il notevole costo dell’assunzione e del licenziamento dei lavoratori, il ricorso all’assunzione di personale a
contratto a tempo determinato piuttosto che indeterminato, l’ambiguità di alcune disposizioni relative alle indennità di
licenziamento e l’assenza di una legge sugli scioperi. Tali elementi costituiscono altrettante barriere alle assunzioni per le
imprese sia dal punto di vista economico che dal punto di vista giuridico. La legislazione in ambito lavorativo dovrebbe
diventare meno rigida e favorire l’assunzione di personale da parte del sistema imprenditoriale marocchino, incrementare gli
strumenti di formazione affinché le risorse umane possano adattarsi alle esigenze di competitività delle aziende e del
mercato internazionale.
b. Per la seconda problematica, va rilevata nel Paese la presenza di una giustizia commerciale spesso afflitta da lentezze,
corruzione, scarsa professionalità (l’indice di percezione della corruzione ONU posiziona il Marocco al 85/mo posto su 178
Paesi). Tuttavia, il Governo si sta impegnando in una lotta alla corruzione e nella difesa dell’autonomia del potere
giudiziario.
c. Circa il terzo elemento di debolezza, il “Doing Business” 2011, termometro sul clima degli affari della Banca Mondiale,
classifica il Regno del Marocco solo al 114/mo posto su 183 Paesi. In tale ambito merita di essere segnalata la volontà del
governo del Regno del Marocco di migliorare il clima degli affari, con la ridefinizione ed il potenziamento del ruolo della
Commissione Nazionale del clima degli affari (Commission Nationale de l’Environnement des Affaires) ente pubblico-
privato presieduto dal Primo Ministro. Gli obiettivi di tale ente consistono nel semplificare le pratiche amministrative,
rendere piu’ agile il diritto commerciale e snellire i meccanismi di risoluzione delle controversie commerciali12 nel tentativo
di incrementare il flusso di investimenti esteri diretti.

Una difficolta’ ulteriore per l’attrazione degli investimenti esteri è rappresentata dal regime fiscale e contributivo a carico
delle imprese. La legge finanziaria 2011 ha fissato 2 tassi d’imposta sui redditi delle imprese (sia locali che straniere) qui
residenti, stabiliti in funzione del volume di affari: 15% sugli utili netti per volume di affari non superiori a 2 milioni di
dirhams e 25% per importi superiori.13




12
   Oggi il Marocco dispone di Tribunali a vocazione commerciale e di una recente legge sulla mediazione e sull’arbitrato per la
risoluzione delle controversie commerciali (ic)
13
    Il sistema fiscale marocchino rappresenta uno degli ostacoli alla crescita del paese; essendo i tassi di imposizione fiscale piu’ elevati
rispetto a quelli di altri paesi concorrenti, e piu’ elevati anche i contributi a carico delle imprese, si ha un effetto negativo per quanto
riguarda l’assunzione di lavoratori qualificati a discapito della produttività e competitività del sistema industriale ed economico.
La messa in opera di un sistema fiscale appropriato è fondamentale sia per il miglioramento della competitività delle imprese marocchine,
per la lotta all’evasione fiscale e la riduzione del settore informale, che per rafforzare la capacità di attrarre investimenti diretti stranieri di
questo paese.
La riforma di tale sistema prevede la riduzione delle imposte sulle società e sui redditi e la soppressione delle distorsioni fiscali, come ad
esempio l’esonero dal pagamento dell’IVA. (ic)

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4.    POLITICA PROMOZIONALE E PROPOSTE OPERATIVE DI INTERVENTO CONGIUNTO


a)    Mappatura delle iniziative di sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo che la rappresentanza
      diplomatico-consolare e l’ICE intendono realizzare nel corso del 2011

      L’incremento della valorizzazione dei prodotti Made in Italy e del know How italiano passa sopratutto attraverso una
      politica promozionale mirata. Per questo motivo l’impegno è quello pianificare annualmente le attività promozionali
      da realizzare con azioni coordinate e concordate al fine di raggiungere dei risultati validi e concreti.

      In relazione a tanto, la partecipazione a particolari eventi e/o manifestazioni fieristiche settoriali, risulta essenziale al
      fine di veicolare le particolarità ed eccellenze del Made in Italy, come momenti opportuni per presentare delle vetrine
      nazionali in contesti internazionali e favorirne lo sbocco sul mercato locale.

      L’ICE – Sezione per la promozione degli Scambi dell’Ambasciata – s’impegna, annualmente, di redigere e realizzare
      un programma promozionale avendo cura di previleggiare i settori con maggiori opportunità sul mercato locale con
      particolare attenzione a quelli che attraggono l’attenzione dell’ambiente industriale locale e ritenuti prioritari nelle
      strategie del Governo marocchino.

     Contiamo di elaborare una mappatura dettagliata delle iniziative in corso nel primo semestre 2011. Abbiamo avviato un
     censimento delle iniziative previste da altri attori (autorità marocchine e Camera di Commercio Italiana di Casablanca)
     per sviluppare maggiori sinergie.



b)    Individuazione di eventi congiunti da svolgere con il concorso degli Uffici economico-commerciali, degli Uffici
      ICE, degli Addetti Scientifici ,degli Istituti di Cultura e delle Camere di Commercio Italiane all’estero

     Stiamo consolidando il coordinamento tra gli Enti interessati del Sistema Italia nell’individuazione e nell’attuazione
     degli eventi congiunti.


c)    Progetti delle rappresentanze diplomatico-consolari e degli Uffici ICE per iniziative promozionali nel corso del
      2010

     Le iniziative promozionali sono proseguite nel secondo semestre del 2009 nei settori trainanti per le nostre vendite.
     Altri settori di interesse sono quelli dove il nostro Paese è leader, come, ad esempio, per la fornitura di impianti di
     trasformazione, l’agro-alimentare (impianti e macchine per la trasformazione, confezionamento e conservazione).
     Nell’anno in corso maggiore attenzione verrà dedicata ai settori cardine dello sviluppo del Paese: il turismo
     (attrezzature e forniture alberghiere), le costruzioni (piastrelle in ceramica, marmo, rubinetteria e materiale elettrico),
     l’edilizia abitativa (costruzione di alberghi, fornitura di accessori di arredamento) e le energie rinnovabili.




Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                                        18
Nel corso del 2010 sono state realizzate le seguenti attività promozionali promosse dall’Ufficio ICE di Casablanca:

       Gennaio : Pubblicazione Calendario Fieristico Italiano 2010.
       Pubblicazione rapporto congiunto 2010
       6- 8 gennaio :Missione in Marocco delegazione imprenditori leccesi, Commercializzazione di prodotti
       14 – 17 gennaio: 11° MEDICAL EXPO – Salone Internazionale della Salute ,Casablanca: Presenza di alcune ditte
        italiane
       Fine gennaio/inizio febbraio: Ripresa televisiva e promozione del “Tour du Maroc 2010’’, Casablanca, Tangeri

       25-26 febbraio : MADE IN ITALY – II° Forum Economico del Mediterraneo, Roma.
                         ICE/ ABI/ CONFINDUSTRIA

       15 - 18 marzo: (PROMOS) – Brescia Export – Italia / BRIXIA EXPORT. Missione Imprenditoriale
        Multisettoriale (Casablanca)
       21-27 marzo: Corso di formazione sul recupero, conservazione e sviluppo urbano e visita al Salone del Restauro,
        Ferrara

       6 - 9 aprile : Salone internazionale della Sanità , Casablanca
       28 aprile – 2 maggio : SIAM – Salone Internazionale dell’Agricoltura ,Meknes. Partecipanti 18 aziende italiane.
                                 Firma di un Protocollo d’intesa tra l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica di
                                 Roma e les Domaines Agricoles di Casablanca.Costituzione della Associazione marocchina
                                « AMABIO ».

       3 – 7 maggio : XYLEXPO – Salone Internazionale delle macchine ed accessori per la lavorazione del legno ,
        Milano. Selezione ed invito di 1 operatore marocchino.
       7 maggio: Tavola rotonda per il Progetto AGRIMED 2010 - Tangeri. Salone Internazionale filiera Agricola-
        Agro-alimentare nel settore delle carni.

       11 - 14 maggio: Lucca Promos – A.SP.I.N. e Confindustria Frosinone . Delegazione composta da 19 aziende
        italiane del settore cartario. Seminario il 12/4 a Tetuan presso Camera di Commercio di Tetouan, seminario il
        13/4 a Casablanca presso Hotel Royal Mansour Méridien, visita all’azienda SIPAT di Meknes - settore cartario
       12 - 14 maggio: Missione operatori e giornalisti a Pharmintec , Bologna. Selezione ed invito di 1 operatore
        marocchino.
       16-23 maggio: Corso di formazione - Master per manager tecnici. Settore macchine lavorazione marmo & Visita a
        Marmotec, Carrara. Selezione ed invito di 1 operatore marocchino
       18 – 23 maggio: Salone Internazionale della Pesca , Ancona e visita al distretto industriale. Selezione ed invito di
        1 operatore marocchino ,di 1 operatore mauritano e di 1 operatore senegalese
       27 – 29 maggio: Workshop italo-mediterraneo per lo sviluppo delle cooperazione economica, Roma. Progetto
        speciale per lo sviluppo del comparto biotecnologie e Nanotecnologie. Selezione ed invito di 4 operatori
        marocchini

       13 – 18 giugno: I Paesi del Nord Africa – Focus Maroc – Modelli di sviluppo per l’internazionalizzazione
        d’impresa nel mercato mondiale - Unindustria Bologna & Studio Roncucci & Partners Srl. Presenza di 9 imprese
        italiane. Tavola rotonda presso la C.G.E.M. – Casablanca
       15 giugno: Ultimazione di una indagine di mercato per il settore occhialeria.
       17-19 giugno: Agropolo , Meknes – settore l’olio d’oliva.
       17 – 18 – 19 giugno : SITeau – 2° Salone Internazionale sulle Tecnologie dell’acqua e del Risanamento ,
        Casablanca.
       28 –29 – 30 giugno : TERRITOIRES 21 - Salon International du Développement Durable des Territoires , Rabat &
        Kenitra.
       29 - 30 giugno: Seminario/Workshop in Marocco nel settore del restauro conservativo nell’ambito delle
        Convenzione ICE/Regione Sicilia.

Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                                  19
       5 – 10 luglio :Fiction Fest – Festival sulla produzione mondiale di fiction, Roma.
       19 luglio: Missione operatori marocchini al Convegno sull’infrastruttura portuale e la logistica nel Bacino del
        Mediterraneo
        (Convenzione ICE/ Regione Ligure ), La Spezia.

       14 settembre : Missione preparatoria – Ministero Sviluppo Economico - Confindustria - Casablanca, Rabat.
         Settore Infrastrutture.
       21/23 settembre : Remtech – Fiera sulle bonifiche dei siti contaminati e sulla riqualificazione del territorio, Ferrara.
        Selezione ed invito di 1 operatore istituzionale marocchino.
       28 settembre /2 ottobre : Cersaie – Fiera Internazionale della ceramica e arredobagno, Bologna. Selezione ed invito
        di 4 operatori marocchini.

       30 settembre /2 ottobre : Marocuir – Fiera Internazionale sul settore del cuoio , 16-23 maggio: Corso di formazione
        - Master per manager tecnici. Settore macchine lavorazione marmo & Visita a Marmotec, Carrara. Selezione ed
        invito di 1 operatore marocchino
       18 – 23 maggio: Salone Internazionale della Pesca , Ancona e visita al distretto industriale. Selezione ed invito di
        1 operatore marocchino ,di 1 operatore mauritano e di 1 operatore senegalese
       27 – 29 maggio: Workshop italo-mediterraneo per lo sviluppo delle cooperazione economica, Roma. Progetto
        speciale per lo sviluppo del comparto biotecnologie e Nanotecnologie. Selezione ed invito di 4 operatori
        marocchini

       13 – 18 giugno: I Paesi del Nord Africa – Focus Maroc – Modelli di sviluppo per l’internazionalizzazione
        d’impresa nel mercato mondiale - Unindustria Bologna & Studio Roncucci & Partners Srl. Presenza di 9 imprese
        italiane. Tavola rotonda presso la C.G.E.M. – Casablanca
       15 giugno: Ultimazione di una indagine di mercato per il settore occhialeria.
       17-19 giugno: Agropolo , Meknes – settore l’olio d’oliva.
       17 – 18 – 19 giugno : SITeau – 2° Salone Internazionale sulle Tecnologie dell’acqua e del Risanamento ,
        Casablanca.
       28 –29 – 30 giugno : TERRITOIRES 21 - Salon International du Développement Durable des Territoires , Rabat &
        Kenitra.
       29 - 30 giugno: Seminario/Workshop in Marocco nel settore del restauro conservativo nell’ambito delle
        Convenzione ICE/Regione Sicilia.



       5 – 10 luglio :Fiction Fest – Festival sulla produzione mondiale di fiction, Roma.
       19 luglio: Missione operatori marocchini al Convegno sull’infrastruttura portuale e la logistica nel Bacino del
        Mediterraneo
        (Convenzione ICE/ Regione Ligure ), La Spezia.

       14 settembre : Missione preparatoria – Ministero Sviluppo Economico - Confindustria - Casablanca, Rabat.
         Settore Infrastrutture.
       21/23 settembre : Remtech – Fiera sulle bonifiche dei siti contaminati e sulla riqualificazione del territorio, Ferrara.
        Selezione ed invito di 1 operatore istituzionale marocchino.
       28 settembre /2 ottobre : Cersaie – Fiera Internazionale della ceramica e arredobagno, Bologna. Selezione ed invito
        di 4 operatori marocchini.

   30 settembre /2 ottobre : Marocuir – Fiera Internazionale sul settore del cuoio. Selezione ed Invito di 2 operatori
    marocchini del settore contract ed Arredo su misura.

Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                                     20
    •  1/2 dicembre: MEDCHIP , Salone Internazionale dell’elettronica, Milano. Selezione ed invito di un operatore
       Marocchino.
   novembre 2010 / giugno 2011: MSI & Università per stranieri di Perugina.




        Nel corso del secondo semestre 2009 sono state portate a termine le seguenti attività promozionali promosse
        dall’Ufficio ICE di Casablanca:

        11 - 13 settembre: Fiera Expo Green Bologna - 2 operatori
        27 settembre - 4 ottobre: Carraramarmotec- 3 operatori. Corso formazione macchine marmo + Visita fiera
        27 settembre - 4 ottobre: Associazione Inter. Italia Marocco - Perugia (Dott. Cardinali). Progetto ATLANTIS –
        TANGER.
        30 settembre - 3 ottobre:Visita in Marocco Confindustria Sicilia. Accordo con la Banque Centrale Populaire –
        Casablanca – 22 aziende italiane.

        4 - 10 ottobre: Missione incoming operatori marocchini in Italia - 7 operatori. Consorzio CSM/TWT Macchine
        lavorazione legno, Siena.
         5 - 15 ottobre: Bologna e Vigevano - 10 operatori. Corso formazione per Manager e titolari di fabbriche calzaturiere
        13 - 15 ottobre: Visita alla Fiera Italia Simac – Lineapelle – Tanning Tech / Bologna.
        6 - 10 ottobre: MACFRUT 2009 – Cesena – 4 operatori.
        8 - 10 ottobre: Marocuir – Salon International du Cuir – Office des Changes – Casablanca. Paese ospite : ITALIA
        8 - 10 ottobre: Agrilevante Bari - 7/8 operatori marocchini.
        11 -14 ottobre: Presentazione del Progetto Agropolis alle autorità del Marocco. Provincia di Parma - Missione a Rabat
        Studio di fattibilità - Unione Parmense - Polo Agroindustriale (fondi ICE).
        14 - 18 ottobre: Construmar 2009. Salone Internazionale della costruzione & Lavori Pubblici. Office des Foires -
        Casablanca - Paese ospite: ITALIA
        20 - 22 ottobre: Seminario /Workshop in Marocco. Progetto macchine confezionamento e Imballaggio
        22 - 24 ottobre: Fiera Pollutech Maroc - Paese ospite: ITALIA
        23 - 27 ottobre: Host - Milano (10 operatori)
        28 - 30 ottobre: Amusement - Genova (3 operatori)

        24 - 28 novembre: SIMEI / ENOVITIS Milano (4 operatori).
        24 - 25 novembre: EXPO COMM ITALIA – ROMA. Elettronica, Chimica, Ambiente.
        Progetto AEFI 2008 Road Show - Sicurezza energia automazione: La tecnologia al servizio di un servizio migliore.
        Roma - Partecipazione di una delegazione ricercatori marocchini al Workshop Italo-mediterraneo per lo sviluppo della
        cooperazione economica. Progetto speciale per lo sviluppo del comparto biotecnologie e Nanotecnologie.
        Casablanca - I paesi del Nord Africa – Focus Maroc - Modelli di sviluppo per l’internazionalizzazione d’impresa nel
        mercato mondiale. ICE – Un industria, Bologna.

    Meknes - Partecipazione italiana all’Agropolo di Meknes – Settore olio d’oliva.Territoires 21. Partecipazione italiana al
    salone Internazionale dello sviluppo sostenibile.

    Casablanca - Seminario workshop nel settore del restauro conservativo nell’ambito della convenzione ICE/Regione
    Sicilia/Assorestauro.

    Roma - Partecipazione di una delegazione marocchina al Fiction Fest –
    Festival sulla produzione mondiale di fiction.

    La Spezia - Missione operatori marocchini al Convegno sulla portualità e logistica nel Bacino del Mediterraneo
    Convenzione ICE/Regione Ligure.

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    Ferrara - Partecipazione istituzionale al Remtech –
    Fiera sulle bonifiche dei siti contaminati e sulla riqualificazione del territorio. Casablanca - Convegno di presentazione
    dei porti Liguri in Marocco.

    Bologna - Missione operatori economici marocchini al CERSAIE
    Fiera Internazionale della ceramica e arredobagno.

    Casablanca - Italia ospite d’onore al MAROCUIR
    Fiera Internazionale sulla filiera del cuoio.

    Piacenza - Missione operatori economici marocchini al GEOFLUID
    Mostra Internazionale tecnologia ed attrezzature per la ricerca, l'estrazione ed il trasporto dei fluidi sotterranei.

    Roma - Missione operatori economici marocchini all’EXPODENTAL. Fiera sull’Industria Dentaria.

    Cesena Forli – Missione operatori economici marocchini al MACFRUT

    Lucca - Missione operatori economici marocchini al17° MIAC. Salone Internazionale del settore cartario.

    Lucca - ICE / LUCCAPROMOS – missione operatori economici marocchini e visite aziendali settore Macchine per
    l’Industria Cartaria.

    Casablanca/Rabat - Missione di Sistema Istituzionale Ministero dello Sviluppo Economico e Confindustria Con la
    patecipazione di ‘0 aziende italiane
    settore infrastrutture

    Bologna – Missione operatori economici marocchini al SIMAC/TANNING TECH. Filiera del cuoio.

     Casablanca - Promozione imprese valenzane in Marocco – Mostra Gioielli -

    Tangeri - Progetto Agrimed Tangeri (Filiera della Carne). Convegno e Presentazione

    Marocco - Missione dell’Autorità Portuale di Livorno - Progetto ITALMED incontri B2B

    Bologna – Missione operatori economici marocchini al SAIE
    Salone Internazione dell’Edilizia

    Casablanca - Centro Servizi marmi –
    Seminario workshop e visite aziendali

    Casablanca - Salone S.I.B.–Salone Internazionale dell’Edilizia, Materiale di costruzione e lavori pubblici
    partecipazione ufficiale italiana nell’ambito dell’Accordo di partenariato con UNIONCAMERE 2010

    Casablanca – Settore Edile - Missione operatori italiani e organizzazione incontri B2B

    Bologna – Missione operatori economici marocchini al Salone Internazionale sulle macchine agricole

    Milano – Missione operatori economici marocchini alla Fiera Sicurezza 2010

    Milano – Missione operatori economici marocchini al Matching 2010- incontri B2B multisettoriale



Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                                    22
    Perugia - MSI & Università per stranieri di Perugina. Pubblicizzazione del Master per l’internazionalizzazione e
    comunicazione del Sistema produttivo nell’Area del Mediterraneo – MASTER MED.

    Tangeri - Convegno di lancio, settore logistica. Regione Campania.




Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                         23
Schede sintetiche dell’ICE: Logistica

La logistica rappresenta un traguardo significativo da raggiungere per la inevitabile ricaduta sul piano sociale ,
lo sviluppo sostenibile, la sicurezza urbana e la lotta all’inquinamento. Ad oggi, le prestazioni del settore sono
ancora in una fase intermedia ma presentano un forte potenziale di sviluppo.
Il paese ha adottato una serie di strategie settoriali , in particolare nel settore agricolo, dell'energia e in quello
industriale. Per massimizzare l'impatto e la probabilità di successo di queste strategie, è essenziale disporre di un
settore logistico competitivo per i nuovi bisogni dell’economia nazionale.
Il consolidamento di una reale prestazione logistica dell'economia marocchina risulta tra l’altro tra gli obiettivi
principali del Programma governativo 2008-2012

L'IMPATTO DELLA NUOVA STRATEGIA
In tale contesto, il Ministero delle Infrastutture et dei Trasporti marocchino, in partenariato con enti pubblici e
privati, ha imposto una strategia nazionale integrata per migliorare la competitività logistica e l’abattimento dei
costi al fine di accelerare la crescita economica del PIL di un ulteriore valore aggiunto di 20 milioni di euro.
Questa nuova strategia sarà di supporto anche allo sviluppo sostenibile del paese e prevede , entro il 2015 ,di
arrivare alla diminuzione del 30 % del numero di tonnellate-chilometro di merci , alla riduzione del 35 % delle
emissioni di CO2 e al decongestionamento delle strade.

GLI ASSI DELLA NUOVA STRATEGIA
E prevista la creazione di un sistema nazionale di piattaforme logistiche, l’adozione di misure per ottimizzare il
flusso di merci e la valorizzazione dei servizi erogati dagli operatori logistici. La gestione e il monitoraggio del
settore saranno affidati ad una Agenzia Marocchina dello Sviluppo della logistica e all’ Osservatorio della
competitività logistica. E previsto inoltre lo sviluppo di un Programma di Formazione specialistica del settore.

La massificazione dei flussi, consentirà di ridurre i costi di trasporto e di magazzinaggio, oltre che a ridurre i
tempi di consegna.Si arriverà in tal modo ad una vera offerta di servizi logistici a valore aggiunto. Infine, vi sarà
una migliore organizzazione dei flussi di merci legate alle attività delle città per una gestione monitorata dello
sviluppo del territorio.

Lo sviluppo di piattaforme logistiche si realizzerà attraverso la creazione di uno Schema Nazionale di Zone
Logistiche Multi-Flusso (ZLMF), che comprendono varie Aree di attività logistiche riferite ad una o più
piattaforme: piattaforme per i container, piattaforme di distribuzione e logistica di outsoucing, piattaforme per la
commercializzazione agro-alimentare, piattaforme per materiali di costruzione e piattaforme per il settore dei
cereali. L’implementazione delle ZLMF richiede , entro il 2015 , la mobilitazione di 3300 ettari , ed è previsto
in questo quadro la messa in atto di una rete integrata di zone logistiche ( 70 zone per 18 città ) su tutto il
territorio nazionale.Il Piano nazionale di formazione specialistica sara dedicato a 50.000 persone per lo sviluppo
di competenze mirate.
La distribuzione delle ZLMF di Casablanca secondo la loro posizione e il tipo di attività è la seguente:

        ZLMF               TIPI DI PIATTAFORME LOGISTICHE                          2015                 2030



                           Container                                              130 ha               200 ha
   Ville Nouvelle de       Distribuzione e conto lavoro logistico                  65 ha               109 ha
        Zenata             Cereali                                                  7 ha                14 ha
                           Totale                                                 202 ha               323 ha
                           Distribuzione e conto lavoro logistico                  30 ha                67 ha
   OULAD HADDA             Materiali di costruzione                                25 ha                36 ha
                           Totale                                                  55 ha               103 ha
                           Distribuzione e conto lavoro logistico                  40 ha                80 ha
       DEROUA              Materiali di costruzione                                20 ha                30 ha
                           Totale                                                  60 ha               110 ha
                           Distribuzione e conto lavoro logistico                  40 ha                80 ha
     NOUACEUR              Materiali di costruzione                                15 ha                20 ha
                           Totale                                                  55 ha               100 ha
   OULAD SALEH             Distribuzione e conto lavoro logistico                  50 ha                70 ha


Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                           24
                          Totale                                                  50 ha                70 ha
                          Distribuzione e conto lavoro logistico                  20 ha                37 ha
    BOUSKOURA             Materiali di costruzione                                15 ha                20 ha
                          Totale                                                  35 ha                57 ha
                          Distribuzione e conto lavoro logistico                  15 ha                25 ha
   LAKHYAYATA             Materiali di costruzione                                25 ha                40 ha
                          Totale                                                  40 ha                65 ha
NOUVELLE VILLE DE         Distribuzione e conto lavoro logistico                  80 ha                100 ha
     SAHEL                Materiali di costruzione                                30 ha                50 ha
  LAKHAYAYATA             Totale                                                 110 ha                150 ha
                            Totale Generale                                      607 ha                978 ha



OBIETTIVI TRIENNALI E STRATEGIE DELL’INTERVENTO PROMOZIONALE

Il Marocco presenta diverse possibilità di insediamento per le imprese italiane data l’evidente evoluzione
continua del settore logistico.

Per quanto riguarda le attività promozionali, bisogna puntare in primo luogo su tutte quelle iniziative in grado di
coinvolgere il maggior numero possibile di imprese e garantire un ritorno commerciale immediato: B2B,
incoming, missioni economico-istituzionali ecc. Questo senza trascurare la partecipazione alle principali fiere
internazionali, l'organizzazione di workshop e i rapporti con le associazioni di categoria.

Elenco iniziative del settore:

Si propone:
-la realizzazione di Seminari Workshop e tavole rotonde coinvolgendo le autorità ed i principali attori locali
competenti.
- Missioni di operatori economici e funzionari pubblici locali a fiere internazionali settoriali in Italia
- Corsi di formazione in Italia di ingegneri locali del settore
- Partecipazione italiana alle principali Fiere Internazionali del settore in Marocco :

        LOGIMA : Salone Internazionale del Trasporto e della Logistica
     INTERMODAL AFRICA : Salone Internazionale dedicato ai Porti, all’Industria Navale e alla Logistica
     LOGISTRA : Salone Internazionale del Trasporto, della Mobilità e della Logistica
    
2. Energie Rinnovabili:

La scelta della città di Rabat per celebrare la “40° Earth Day”nel mese di aprile 2010, è il risultato dello sforzo
realizzato dal Marocco per far conciliare la necessità di una crescita economica con uno sviluppo sostenibile. In
effetti, l’accellerazione dello sviluppo economico e sociale del Paese comporta un aumento della domanda in
energia (che si prevede sarà pari a 36% nel 2015 e triplicata entro il 2030). Per far fronte a questa crescita della
domanda, quattro priorità sono state definite:
     - assicurare l’approvvigionamento in energia
     - ottimizzare l’accesso alle energie
     - razionalizzare il consumo dell’energia
     - proteggere l’ambiente tramite le energie rinnovabili.
     -
Il Marocco finanzierà 13,4 miliardi di Euro per rafforzare la sua capacità di produzione di energia elettrica, di cui
circa 10 miliardi dedicati alle sole energie rinnovabili. Questo progetto ambizioso , reso noto da qualche mese,
dovrebbe essere realizzato nell’arco di 10 anni.
Attualmente, il 95% del fabbisogno di energia viene importato, ma il Paese prevede di raggiungere,
ambiziosamente, un tasso del 42% della sua capacità energetica entro il 2020 puntando sia sul eolico, il solare e
l’ idroelettrico in modo proporzionale garantendone anche un integrazione nei mercati regionali ed
internazionali.

Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                          25
La politica di risparmio energetico avviata nel 2007 ha riscontrato effetti positivi e nel 2009 la fattura è stata
ridotta a 4,86 miliardi di euro rispetto ai 6,5 miliardi dell’anno precedente.L’energia totale richiesta nel corso del
2010 è stata pari a 26.530,6 GWh, in aumento del 6,1% rispetto al 2009.
A fine febbraio 2011, la fattura energetica è ammontata a 1.2 miliardi di euro, con un aumento del 42% rispetto
allo stesso periodo del 2010. Il consumo di petrolio diminuisce regolarmente ma rappresenta ancora il 61% del
consumo energetico globale. La produzione elettrica è dominata dall’energia termica (26 centrali idrauliche e 5
centrali termiche vale a dire l’ 81% dell’energia totale prodotta ) ed in tale contesto,l’obiettivo di risparmiare 2,6
milioni di energie fossili e 9 milioni di tonnellate di CO2 /anno è una ambizione che il Paese vorrebbe
raggiungere, sviluppando le energie rinnovabili che costituiscono la risposta migliore a queste priorità. Per
quanto attiene alle fonti energetiche alternative, il Regno del Marocco dispone di notevoli risorse: 3.800 ore/anno
di sole (solare termico e fotovoltaico, con un potenziale2.600 kWh/m²/anno e un irradiamento medio di
5kWh/m²/giorno), oltre 3.500 km di coste ed una velocità del vento pari a 11 m/s. (potenziale eolico di oltre
6.000 MW), un potenziale significativo per le microcentrali idrauliche (oltre 200 siti da sviluppare), biomasse (9
milioni di ettari di foreste).

Il Paese gode anche di una posizione strategica ed offre quindi varie opportunità di investimenti nel settore
dell’energia termica, fotovoltaica ed eolica in particolare con l’avviamento dei seguenti programmi strutturanti:

     - Programma Marocchino dell’Energia Solare (P.S.M.): questo progetto di sviluppo
integrato ha per obiettivo il raggiungimento, entro il 2020, di una capacità di produzione elettrica ricavata
dall’energia solare pari a 2.000MW in provenienza da cinque siti, per un totale di 11.000 ettari nel Sud del Paese.
L’investimento previsto è pari a ca 9 miliardi di euro, e saranno predisposte sulle varie stazioni le due tecnologie,
Concentrated Solar Power (CSP) e Fotovoltaico.
Questo programma aumenterà del 14 % la quota dell’energia solare nella capacità elettrica totale ed eviterà
l’emissione di 3,7milioni di tonnellate di CO²/annue.
La Moroccan Agency for Solar Energy (M.A.S.E.N.) creata ad hoc, interviene nella progettazione, studi,
selezione degli operatori, gestione e supervisione delle realizzazioni, orientamento e coordinamento del Piano
Solare del Marocco. La M.A.S.EN ha avviato tramite appalto internazionale (i nomi degli aggiudicatari saranno
segnalati nel secondo trimestre 2011 ) la realizzazione della prima centrale a Ouarzazate con una potenza di
500MW che sarà operativa nel 2015.

    -    Il Programma di sviluppo del mercato marocchino degli scalda–acqua solari (PROMASOL):
         l’obiettivo è l’installazione di 440.000m² di pannelli solari entro il 2012 e 1,7 milioni di m² entro il
         2020. In termini di energia termica prodotta annualmente, questi dati corrispondono a 1.190GWh entro
         il 2020. Questo programma eviterà l’emissione di 920.000 tonnellate di CO2 all’anno e la creazione di
         920 posti di lavoro stabili.

    -    Il progetto Marocchino Integrato dell’Energia Eolica, la cui la realizzazione è prevista nell’arco di
         10 anni per un investimento totale stimato a 3.15 milioni di euro, concederà al Paese di portare la sua
         capacità elettrica installata di origine eolica, da 280MW nel 2010 a 2.000MW entro il 2020.

     -
Il potenziale del Paese per quanto riguarda l’energia eolica è considerevole ed è stimato a 25.000 MW.
E’ previsto nell’ambito di questo progetto, lo sviluppo di 1720MW tramite nuovi parchi eolici entro il 2020:

                 720MW in corso di sviluppo, a Tarfaya (300MW), Akhfenir (200MW), Bab El Oued (50MW),
                  Haouma (50MW) e Jbel Khalladi (120MW).
                 1000 MW previsti su 5 nuovi siti scelti per le loro potenzialità: Tangeri 2 (150MW), Koudia
                  Al Beida-Tetuan (300MW), Taza (150MW), Tiskrad-Laayoune (300MW) e Boujdour
                  (100MW).

Gli obiettivi del programma eolico sono: aumentare la quota dell’energia eolica nella capacità elettrica totale dal
3% attuale al 14% entro il 2020; raggiungere una capacità produttiva ricavata dall’energia eolica di 2GW ed una
capacità annuale pari a 6.600 GW/ora, ossia 26% della produzione elettrica attuale; risparmiare in combustibili
1,5 milioni di tonnellate in equivalente di petrolio annualmente, ossia ca 750 milioni di euro ed evitare
l’emissione di 5,6 milioni di tonn. di C02/anno.
Per quanto riguarda le infrastrutture, il programma dell’Office National de l’Electricité (O.N.E.-ENEL locale)
per il miglioramento della rete elettrica nazionale entro il 2015 prevede un amontare di circa 2 miliardi di euro

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(800 milioni per il trasporto alta /molto alta tensione e 1,3 miliardi per la distribuzione in bassa/media tensione).
L’attuale rete di trasporto di energia elettrica comporta 1.800 km e dovrebbe essere integrata di ulteriori 1.500km
entro il 2015.
Dal punto di vista del trasporto regionale di elettricità e dell’integrazione internazionale, il Marocco è un
crocevia energetico regionale , e conta due interconnessioni già installate tra Marocco e Spagna (due linee di
400kV/700MW), e un altra linea (400 KV) è in corso di realizzazione per raggiungere una capacità totale di
1.400MW.
Dal lato Est, quattro interconnessioni collegano il Paese con l’Algeria (due di 400KV e due di 225 KV).
L’ampliamento di queste infrastrutture concederà al Marocco di sviluppare l’esportazione e di sostenere la
produzione delle energie rinnovabili. In questo ambito, l’O.N.E. ha avviato un programma eolico notevole
”Iniziativa 1000 MW” (Taza 150MW, Tangeri 150MW, Tetuan 300MW, Boujdour 100MW e Laayoune
300MW).
Inoltre e’ stato suggerito dall’Associazione Marocchina delle Industrie Solari ed Eoliche (AMISOLE) durante la
7° Conferenza della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP7), che il Marocco
connesso all’Europa, possa esportare energia “verde” verso i mercati europei. Cio’ potrebbe essere realizzabile
grazie a meccanismi internazionali simili al P.S.M. nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo e locali
 come l’Offerta Energipro di autoproduzione, ossia l’iniziativa 1000MW entro il 2012 e soprattutto la nuova
legge sulle Energie innovabili votata nel gennaio 2010 che apre possibilità di investimenti nel settore eolico ed in
particolare per l’esportazione.

Valutazione del settore

La legge sulle Energie Rinnovabili mira la promozione di energie da fonti rinnovabili, e la relativa
commercializzazione ed esportazione da entità pubbliche o private. Ha anche introdotto, per gli impianti di
produzione di energia ricavata da fonti di energia rinnovabili, un regime di autorizzazione preliminare nel caso
in cui la potenza è uguale o superiore a 2MW e una dichiarazione preliminare per le strutture in cui la potenza
è compresa tra 20KW e 2MW. Infine,la legge prevede la possibilità per gli operatori di produrre elettricità da
fonti di energie rinnovabili per conto di un consumatore o di un gruppo di consumatori collegati alla rete
elettrica nazionale di media tensione, alta tensione e molto alta tensione, nel quadro di una convenzione tramite
la quale si impegnano a prelevare e consumare l’elettricità prodotta esclusivamente per uso personale.

Questa strategia beneficia di risorse mobilitate nell’ambito del Fondo di Sviluppo Energetico per un ammontare
pari a ca 1 miliardo di euro provenienti da doni dell’Arabia Saudita (500 milioni), Emirati Arabi Uniti (300
milioni), e della contribuzione del Fondo Hassan II per lo sviluppo economico e sociale del paese (200 milioni).

La recente creazione della Società per gli Investimenti Energetici (S.I.E.) dotata di un capitale di 100 milioni di
euro, sottoscritto dallo Stato (71%) ed dal Fondo Hassan II (29%); rappresenta un segnale di rilievo attraverso
interventi mirati per i finanziamenti di progetti legati alle energie rinnovabili, energia solare, biomasse, eolico e
idraulico.
E’ da sottolineare che nello scorso mese di novembre, la S.I.E. ha firmato un accordo di collaborazione con la
SIMEST per lo sviluppo degli investimenti italiani in questo settore.

I principali assi della politica energetica del Marocco ricoprono i seguenti aspetti:
     - consolidamento della sicurezza di approvigionamento in energia attraverso la diversificazione delle
         fonti e risorse; ottimizzazione del bilancio energetico e gestione della pianificazione della capacità
         disponibile;
     - accesso generalizzato all’energia; disponibilità di una energia moderna per tutta la popolazione a prezzi
         competitivi;
     - messa in opera delle basi di uno sviluppo sostenibile tramite la promozione delle energie rinnovabili;
         consolidamento della competitività dei settori produttivi del Paese; protezione dell’ambiente ed utilizzo
         delle tecnologie energetiche pulite; limitazione di emissione di gas ad effetto serra e riduzione della
         pressione sulle risorse forestiere
     - sviluppo dell’integrazione regionale attraverso l’apertura dei mercati euromediterranei                   e
         l’armonizzazione della legislazione e della normativa energetica.

I principali Enti del settore svolgono ruoli complementari per la riuscita dei programmi nazionali:
     - la Moroccan Agency for Solar Energy -M.A.S.E.N. è incaricata della realizzazione del Piano Solare del
         Marocco;

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    -    l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica -
         A.N.D.E.R.E.E. ha come missione di contribuire alla messa in atto della politica del Governo per
         quanto concerne le energie rinnovabili e l’efficienza energetica;
    -    l’Associazione Marocchina delle Industrie Solari ed Eoliche - A.M.I.S.O.L.E. ha il compito di
         promuovere gli interessi degli industriali ed operatori del settore;
    -    l’Office National de l’Electricité - O.N.E è l’Ente nazionale dell’Energia elettrica.

Obiettivi triennali e strategie dell’intervento promozionale

Vi sono pertanto delle prospettive interessanti per le nostre imprese, con buone opportunità nei settori
dell’energia solare, eolica, termica ed idraulica, biogas nonché dal trattamento delle biomasse.

Da segnalare I programmi regionali Sahara Wind (produzione di energia eolica in una zona desertica lunga
2.000km dove si ipotizzano linee ad alta tensione a corrente continua di una capacità unitaria di okltre 5000
MW) e Desertec progetto avviato nel 2009 per creare una rete di impianti solari ed eolici in Nord Africa e
Medio-Oriente ( partner tedeschi, in partenariato dal 2010, con ENEL e TERNA ) Si tratta di un investimento
di ca 2,2 miliardi di euro per almeno due progetti di produzione di 500MW di energia solare da esportare verso
l’Europa.

Il piano marocchino integra anche la componente industriale e la Ricerca & Sviluppo nonché la formazione,
tramite la creazione di filiere specializzate nell’energia presso le primarie scuole di Ingegneria e le Università; la
formazione di tecnici in energia eolica presso gli Istituti di formazione professionale; la conclusione di
partnerships Industria-Grandi Scuole-Università-Istituti specializzati in R&S che sono altrettanti canali di
sviluppo delle relazioni con il nostro Paese.


Elenco iniziative del settore

- Missioni istituzionali
- Seminari-workshop in Marocco
- Partecipazione a fiere settoriali locali (Pollutec, ecc)
- Missioni a fiere settoriali in Italia
- Corsi di formazione e visite aziendali in Italia

3. Turismo

Il Marocco è diventato una meta turistica particolarmente apprezzata. Ricco di paesaggi vari con 3500 km di
coste, montagne e deserti. Con un patrimonio culturale e una storia millennaria (città imperiali, medine)
accompagnata da la gradevole ospitalità della sua popolazione, il Paese costituisce un’ esperienza unica e
diversificata a solo tre ore di volo delle principali città europee.

Nel 2009, il Marocco è stato l’unico paese del Mediterraneo ad aver registrato uno sviluppo del turismo
superiore al 6% mentre il mercato mondiale registrava una diminuzione del 5%.

Nel 2008 sono stati ospitati 7,9 milioni di turisti (ossia un aumento del 7% rispetto al 2007) e l’ indotto in valuta
è stato pari a 5,5 milioni di euro; oltre 8 milioni di turisti nel 2009 con 5,2 miliardi di euro di introiti in valuta e
9,3 milioni di turisti nel 2010 con 5,5 miliardi di euro di introiti in valuta.
Se si confrontano gli introti del mese di gennaio 2010 ( 354.000 euro ) e quelli del gennaio 2011 ( 387.000 euro),
si nota un netto sviluppo.

Questa performance positiva si riscontra per quanto riguarda le entrate di turisti nel paese che sono aumentate
del 15% nel gennaio 2011 ( 586.513 persone ) rispetto al mese di gennaio 2010 (508.093 persone ) e questa
performanca ha riguardato per +19% i turisti internazionali e per +10% i marocchini residenti all’estero.

Gli Investimenti Diretti Esteri (I.D.E.) sono ammontati di oltre 3 miliardi di euro nel periodo 2005/2010.
L’ammontare degli investimenti convenzionati nel settore alberghiero è passato da 370 milioni di euro nel 2001
a 870 milioni nel 2009.


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Il Marocco ha registrato una crescita annuale del 7% della capacità alberghiera degli stabilimenti clasifficati,
passando da 97.000 posti letto nel 2001 a 175.000 nel 2010.
Il ritmo di creazione è stato di circa 7.800 letti/anno per 10 anni.Il nuovo programma di sviluppo del settore
prevede la creazione di almeno 15.000 posti letto/ anno entro il 2020.

Le principali mete turistiche del Marocco hanno registrato buoni risultati nel corso del primo mese 2011.
Pertanto, Agadir con il 30% dei pernottamenti ha registrato una progressione del 35% ossia 99.500
pernottamenti supplementari.Le altre città , Marrakech (+12%), Casablanca (+13%), Rabat (+15%), Ouarzazate
(+11%), Fes (+4%) e Tangeri (+7%) hanno seguito la stessa tendenza positiva.

Per quanto concerne i pernottamenti in stabilimenti turistici classificati sono stati pari a 16.461.517 nel 2008,
16.238.581 nel 2009.
Nel mese di gennaio 2011, il volume dei pernottamenti in stabilimenti turistici classificati, ha conosciuto un
aumento del 19% (1.286.464) rispetto allo stesso mese nel 2010 (1.080.103).

Questa evoluzione riguarda sia i turisti stranieri (+13%) che i turisti marocchini (+41%).

Infine, il tasso medio di occupazione delle camere è passato da 45% nel 2008 a 41% nel 2009 e 44% nel 2010,
collocandosi al 39% nel mese di gennaio 2011, con un aumento di 5 punti rispetto al mese di gennaio 2010.

I principali mercati che hanno contribuito a questi dati sono in particolare: l’Italia (+39%), la Francia (+5%) e la
Germania (+25%), mentre per quanto riguarda la Spagna si è registrata una diminuzione del 25%.

Per i mesi di febbraio e marzo 2011 , anche se si è verificata una diminuzione dell’attività soprattutto legata ai
viaggi incentive, si stima una aumento del 10/15 % dei turisti per tutto l’anno in corso a causa degli avvenimenti
verificatesi nei Paesi Arabi e del Nord Africa ( in particolare Tunisia Egitto ).


Valutazione del settore

Il Marocco ha quindi avuto uno sviluppo notevole nel corso degli ultimi anni. Le strutture ricettive, in particolare
quelle extra lusso, si sono molteplicate ed i turisti sono stati sempre più numerosi.
Questo trend positivo è dovuto essenzialmente all’adozione di una politica volontaristica che si è sviluppata nel
programma “Vision 2010” (che aveva come obiettivi: 10 milioni di turisti, capacità alberghiera ampliata a
230.000 letti, creazione di sei nuove stazioni balneari sulle coste mediterranee ed atlantiche, indotto di oltre 4,8
miliardi di euro di introiti, creazione di 60.000 posti di lavoro stabili) attraverso la realizzazione di 4 piani :
         - “Plan Azur” che ha programmato la realizzazione di 6 stazioni balneari (Mogador,                        Lixus,
              Mazagan, Saidia, Taghazout e Plage Blanche) su 3.000 ettari di terreno ed investimenti globali di
              circa 4 miliardi di euro.
         - Piano Biladi dedicato alla strategia di sviluppo del turismo interno.
         - Piano Mada’in con lo scopo di migliorare il livello delle strutture esistenti nelle principali località
              turistiche (Fès, Casablanca, Agadir, ecc..)
         - Il piano turismo di nicchia e quello del turismo rurale la cui vocazione è quella di creare posti di
              lavoro e realizzare un equilibrio regionale nell’ ambito dello sviluppo turistico.

Considerato il contesto internazionale difficile del 2009, il Marocco ha anche adottato una strategia « Cap-
2009 », che gli ha concesso di limitare gli effetti della crisi finanziaria internazionale e mantenere vivace
l’attrattività del turismo marocchino residente all’estero, seconda fonte di entrate valutarie dopo i fosfati.
Tale strategia ha anche concesso di consolidare le quote di mercato presso i principali paesi europei di
provenienza dei turisti ed a promuovere la destinazione presso i Paesi del Golfo e la Russia. Anche il Il turismo
interno è stato incoraggiato.

Ricco dell’esperienza ricavata dalla “Vision 2010”, il Marocco si impegna nella seconda fase del suo sviluppo
turistico attraverso la « Vision 2020 », che ha come principio basilare quello di capitalizzare quanto acquisito,
adottando metodi di gestione del territorio in termini di impiego ed investimento, sviluppare la competitività del
turismo marocchino posizionandosi sulle tendenze e nuove opportunità, impostare lo sviluppo sostenibile come “
core business “ della strategia.

Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                              29
Già nel 2008, il Ministero del Turismo ha dato un nuovo impulso alla “Vision 2020”, rispetto allla “Vision 2010
“ focalizzandosi maggiormente sull’aspetto qualitativo dell’offerta che su quello quantitativo. il Paese si
impegna pertanto a rispondere alle esigenze del turismo sostenibile e responsabile, rispondendo alla domanda
internazionale e tenendo conto della concorrenza. Nuove nicchie turistiche fortemente generatrici di valore
aggiunto saranno anche esplorate.

Il Ministro del Turismo Yazir Zenagui ha presentato lo scorso 30 novembre la “Vision 2020” il cui obiettivo è
quello di valorizzare la dimensione del settore turistico nel paese. Oggi 27° meta turistica nella classifica
mondiale, il Paese ambiziona di collocarsi tra le 20 principali destinazioni turistiche
Otto nuove mete turistiche dovrebbero nascere nell’ambito della “Vision 2020” (Cap Nord, Maroc Centre,
Marrakech Atlantique, Grand Sud Atlantique, Souss Sahara Atlantique, Maroc Méditerranée, Centre Atlantique,
Atlas e Vallée).
200.000 nuovi posti letto saranno creati nel Paese (almeno 15.000 letti/anno)
il numero di turisti stranieri sarà raddoppiato e il il numero di turisti nazionali molteplicato per tre.
E’ prevista la creazione di 1.000.000 di posti di lavoro.
Gli introiti del settore sono stimati a 14 miliardi di euro entro il 2020.

I quattro assi di sviluppo sono lo sviluppo sostenibile, la regionalizzazione, il sostegno per gli investimenti e la
formazione.

Questo nuovo piano turistico è strutturato intorno a 6 grandi progetti:

    -    Programma Azur 2020 piano «Azur extension» nelle orme del plan Azur: Creazione di nuove stazioni
         balneari. In particolare sono stati identificati nuovi siti a forte potenziale e gli appalti per il loro
         sviluppo sono già stati pubblicati. (Sito Oued Chbika, aggiudicato alla ORASCOM con 14.300 posti
         letto, nella regione di Tan Tan - Sito Smir & Laguna con 7.400 posti letto nella regione di Tetuan - sito
         Cala Iris aggiudicato a Med Z /CDG/Palmeraie Dev. con 10.600 posti letto a 80 km d’Al Hoceima)
    -    Programma Patrimonio e Eredità culturale: apertura di musei di livello internazionale, capacità ricettiva
         di alto livello nelle antiche dimore fortificate (ksar e kasbah)
    -    Programma Eco & Green : sviluppo di eco-resorts
    -    Programma turismo di nicchia (s.p.a., benessere)
    -    Programma Mice: congressi e incentive, extra ricettivo
    -    Programma Biladi: promozione del turismo interno e familiare con la realizzazione di 7 stazioni
         inizialmente previste nelle zone più apprezzate dai turisti nazionali

Per eludere i problemi di accesso alle risorse finanziarie, la “Vison 2020” prevede uno strumento di
mobilitazione degli investimenti nazionali ed internazionali: il Fondo Marocchino per lo Sviluppo Turistico-
F.M.D.T., finanziato dallo Stato e dal Fondo Hassan II, dispone di circa 1,4 miliardi di euro.Rappresenta una
leva per gli investitori esteri, prevede di concedere dei premi agli investitori, e anticipa le necessità del settore
fornendo un sostegno efficace per i prossimi 10 anni.

 Il “Groupement Professionnel des Banques du Maroc-G.P.B.M.” A.B.I. locale, si è impegnato a finanziare i
progetti strategici della “Vision 2020”. Il settore bancario intende pertanto partecipare attivamente all’evoluzione
positiva del settore, e mette a disposizione circa 2,4 miliardi di euro.

Oltre agli istituti bancari, sono stati creati dei Fondi di finanziamento locali per sostenere la dinamica dello
sviluppo dei progetti turistici ( Actif Invest, Madaef, H Partners, T Capital e Saham Hotels)

Per promuovere gli investimenti esteri nel settore, l’Agenzia Marocchina di Promozione degli Investimenti
“A.M.D.I.” ( la cui prima sede in Europa è stata aperta a Milano ) ha firmato lo scorso mese di luglio un accordo
con la Società Marocchina di Ingegneria Turistica “S.M.D.T.I.”, per anticipare la domanda ed approfondire
l’offerta e sviluppare una rete di contatti internazionali.

Nel settore turistico-alberghiero si molteplicano le azioni promozionali e quindi le possibilità italiane di
intervento in termini formativi, di investimenti e di fornitura di attrezzature. Particolarmente interessante si rileva
il quadro di incentivi previsto dalla finanziaria “Loi de Finance” 2011 sia a livello fiscale che di finanziamenti
( esoneri di diritti all’importazione, esoneri dell’IVA, esoneri di imposte sulle società, ecc.)

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Le opportunità di investimento sono varie: settore balneare , turismo eco-sostenibile, promozione dell’identità
culturale del Marocco, strutturazione del patrimonio materiale ed immateriale (musei, parchi, festival)
costruzione prodotti turistici coerenti ed attrattivi, animazione, sport e tempo libero, affari, benessere, turismo
medicale, crociere, porti da diporto, residenze turistiche, hotel di gamma intermediaria, campeggi, turismo
sociale.

I principali operatori turistici mondiali sono presenti nel paese con resorts e hotel di livello internazionale
(Accor, Marriott, Iberostar, Fairmont, Louvre Hotels, Kerzner, Raffles, Riu, Lucien Barrière, Four Season Hotel,
Aman Resorts, Barcelo, The Ritz Carlton,ecc..)

Nel settore del trasporto aereo, a seguito dell’accordo “Open Sky” e dopo che l’Italia (assieme alla Germania ed
al Regno Unito) è stata considerata “mercato prioritario” nella strategia nazionale del turismo “ingoing”, oltre al
consolidato mercato francese e spagnolo, si è notevolmente ampliata l’offerta di voli diretti in provenienza
dall’Italia (Bologna, Verona, Venezia, Torino, Milano, Roma, Bergamo) nonché il traffico aereo in generale.

La formazione di qualità delle risorse umane è al centro del dispositivo di sviluppo di questo settore di servizi.
Risulta necessario attivare questo cantiere di competenze per assicurare la riuscita della strategia. Alcune
convenzioni sono già state firmate con le Università di Harvard, Lausanne e Toronto per sviluppare efficaci
programmi formativi.

Alcuni esempi di investimenti previsti :

Gli investimenti dedicati alla trasformazione del porto storico di Tangeri si stimano a 556,5 milioni di Euro.
Con, una capacità di accoglienza delle più grossi navi da crociera, il porto dovrebbe ricevere 300.000 crocieristi
nel 2016, con un obiettivo di 750.000 nel 2020. Tre postazioni saranno dedicate alle rotte "fast-ferry" con la
Spagna, nel cuore della stazione marittima modernizzata . Al fine di sviluppare la nautica, 1.610 anelli saranno
creati entro il 2016 con una probabile estensione a 3.000 ormeggi sul lungo termine.

Un teleferico dovrebbe assicurare i trasporti con il centro della città, la marina, il nuovo porto di pesca e la
Kasba.Un hotel a 3 stelle (Ramada) sarà realizzato dalla società
Pearl One (gruppo Taamer-Koweït) per un investimento pari a 18 milioni di euro.

La società Merqab (capitali qatari) procederà alla modernizzazione della struttura alberghiera “palais Tazi” (120
camere, di cui 40 camere lusso, 16 suites lusso, 2 ville VIP e una villa reale) per un investimento pari a 40,4
milioni di Euro.

A 90 km da Tangeri, à Oued Laou, la società Playa Vista Primera dovrebbe realizzare una marina e delle
residence per un ammontare pari a 71 milioni di euro.
Nella nuova stazione turistica di Larache, l’antica Lixus, la società Siyaha 12 costruirà un hotel con una capacità
ricettiva di 250 letti (22,8 milioni di euro).

La Grandi Navi Veloci è già attiva nel paese con una offerta diversificata.
I primi viaggi commerciali del Treno Grande Velocità Tangeri-Casablanca sono programmati per il 2015.

LIBRA Capital Ltd Real Estate Investment (Londra) si radica in Marocco per dare avvio al progetto Morocco
Riviera situato nel Sud del Paese, sul littorale di TanTan, di fronte ale isole Canarie tra i progetti dell”’egiziano
ORASCOM Development (Oued Chbika) e PICKALBATROS (Plage blanche).
Il progetto, di un costo di 5 miliardi di EUR sarà sviluppato in tre fasi nell’arco di 15 anni, e sarà in gardo di
ospitare 270.000 pensionati europei. Il progetto, che comprende rete stradale, stazioni di dissalamento di acqua
di mare, centri commerciali, costruzione di 3.900 ville e 24.000 appartamenti nonché la creazione di 3.000 letti
nella zona alberghiera sul mare, con un porto da diporto di oltre 700 anelli e un porto in acque profondi. Un
ospedale, nonché una università per gli abitanti della regione sono anche previsti. Il meccanismo finanziario del
progetto è stato affidato ad istituzioni svizzere dai finanziatori di Abu Dhabi e del sultanato di Oman. Gli studi
tecnici inizieranno nel 2011, l’inizio dei lavori per il 2013. Il progetto dovrebbe generare oltre 30.000 impieghi.




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OBIETTIVI TRIENNALI E STRATEGIE DELL’INTERVENTO PROMOZIONALE

Il settore presenta notevoli opportunità per le nostre aziende, in quanto sono previsti, nei prossimi anni,
investimenti rilevanti.Si prevede di attivare un’azione promozionale più agressiva di quella effettuata finora.

ELENCO INIZIATIVE DI SETTORE

Per quanto riguarda le strategie ICE nel settore, occorre realizzare seminari itineranti e missioni in Marocco,
organizzare delle visite in Italia alle maggiori fiere settoriali, non solo di operatori locali ma anche di quelli
istituzionali.

In tale quadro riveste anche di primaria importanza l’organizzazione di nuovi corsi di formazione ed incontri
aziendali mirati. Lo scopo è sensibilizzare gli operatori italiani e marocchini, nella convinzione che il
moltiplicarsi delle occasioni di incontro e di confronto farà nascere anche nuove prospettive ed interessanti
opportunità d’affari.

Si propongono le seguenti iniziative:

        Seminario-Workshop itinerante nelle principali località turistiche del Marocco (Casablanca, Marrakech,
         Agadir e Tangeri)
        Partecipazione alle XI Assise del Turismo in Marocco
        Missione di operatori marocchini alle fiere settoriali in Italia (ad es. BIT Milano)
        Missioni in Italia (corsi di formazione, visite aziendali) e incontri B2B per manager e
         architetti/progettisti del settore alberghiero



4. CUOIO E PELLI

Il Marocco gode di una grande reputazione per la trasformazione del cuoio con l’impiego di tecnologie avanzate
e competenze che sono facilmente accessibili, con il suo savoir-faire tradizionale e con il suo personale
qualificato.

Importazioni

Il Marocco importa prodotti in cuoio per soddisfare le richieste dell’industria locale e quelle del mercato estero.
Ha importato, nel 2009, pelli grezze e cuoio per circa un valore totale di 103 milioni di Euro.
Le sue principali fonti di approvvigionamento sono : l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia e Paesi Bassi.
Per quanto riguarda il cuoio e articoli in cuoio, il Marocco ha importato nel 2010 per circa un valore di 88
milioni di Euro.
Le sue principali fonti di approvvigionamento sono: l’Italia, la Francia, il Pakistan, la Spagna e la Germania.
Nello stesso anno, il Marocco ha importato prevalentemente accessori per calzature. Le sue principali fonti di
approvvigionamento sono : Cina, Spagna, Italia, Francia e Germania.

                                           2010                      2009                      Var %

 IMPORT DALL’ITALIA                        26.409                    22.716                    16.3
Fonte: elaborazione ICE su dati ISTAT


Esportazioni

ll Marocco fornisce il mercato internazionale con quantità rilevanti e diversificate di prodotti in cuoio, nelle varie
fasi di trasformazione.




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Il comparto pelli e cuoio in Marocco genera un fatturato complessivo di 230 milioni di euro (di cui oltre 1.8 ml
viene esportato in l’Europa ). L’Italia assorbe il 7% del totale.
Si sottolinea che esistono diverse opportunità per le aziende italiane di esportare macchinari, componentistica
industriale, semilavorati, accessori, know-how etc..

                                            2010                       2009                     Var %

 EXPORT VERSO L’ITALIA                      8.324                      4.122                    105.1
Fonte: elaborazione ICE su dati ISTAT

Per la pelletteria, le borse, gli articoli da viaggio e l’abbigliamento in cuoio ed accessori, il Regno ha esportato
per circa 22 milioni di Euro.
 I principali mercati sono : la Francia (60.2%), la Spagna (14.3%), la Svizzera (12.5%) la Germania (2%) e
l’Italia (2.2%).
 Per quanto riguarda il cuoio e le pelli in cuoio, il Marocco ha esportato circa 26.4 milioni di Euro nel 2010. I
principali mercati di sbocco del paese sono : l’Italia, la Tunisia, la Francia, la Cina, la Turchia e la Spagna.
 Principali prodotti del settore cuoio destinati all’esportazione :

Articoli in pelle o similpelle : valigeria, articoli da viaggio borse in pelle.
Articoli di abbigliamento in pelle ed i corrispettivi accessori.

        Una grande varietà di articoli del settore calzature.


Valutazioni di Settore/ Mercato

Il settore del cuoio sta attraversando un periodo di cambiamento a livello interno dovuto a :

        Liberalizzazione degli scambi,
        Integrazione della Cina nell’OMC,
        Concorrenza dei paesi asiatici come la Cina, l’India ed il Vietnam,
        Deprezzamento del dollaro rispetto all’euro


Le esportazioni del settore del cuoio in Marocco crescono ad un tasso medio del 7% circa.
Con più di 360 unità altamente attrezzate, coesistenti con altre unità semi-industriali, largamente presenti nel
Regno, questo settore rappresenta attualmente quasi il 5% degli stabilimenti industriali. Impiega più di 18.000
persone, vale a dire il 3,5% del totale delle industrie di trasformazione con una produzione di oltre 235 milioni di
Euro , vale a dire l’ 1,5% del totale della produzione industriale. Questo settore ha esportato nel 2010 circa 278
milioni di Euro, ovvero il 3% delle esportazioni industriali con un valore aggiunto dell’1,4% dell’industria
nazionale. L’investimento sia nazionale che estero realizzato nel 2010 nel settore del cuoio ammonta a piu’ di 12
milioni di Euro. I recenti investimenti riguardano particolarmente il settore delle calzature. Il ramo “calzature” ha
un ruolo primario nel settore del cuoio con più di 240 unità industriali e rappresenta il 76% della produzione
totale per un valore superiore a ca. 160 milioni di Euro. Il 62,5% delle esportazioni con quasi 78 milioni di Euro,
il 72% del valore aggiunto con 59 milioni di Euro ed il 80% degli investimenti con 10,6 milioni di Euro.
Questo comparto è caratterizzato dalla varietà degli articoli fabbricati come: calzature da città, calzature per la
sicurezza, calzature per sport (golf, sci, ecc..).

Gli industriali del settore lavorano con “griffes” e marche di fama mondiale, che scelgono il Marocco per
fabbricare i loro prodotti nel quadro degli investimenti e del terziario internazionale.
 Il ramo “concerie, allumerie” conta più di 55 stabilimenti attrezzati di macchine di vecchia data, importati
generalmente dall’Italia e realizza quasi il 25% della produzione totale del settore con più di 50 milioni di Euro e
circa il 16,6% delle esportazioni di cuoio con un valore superiore a ca. 22 milioni di Euro.
I comparti abbigliamento, pelletteria e valigeria, che sono in piena espansione, contano 60 unità, con il 12,5%
della produzione del settore con circa 34 milioni di Euro, circa il 20% è destinato all’esportazione. I principali
mercati sono : Francia, Spagna, Germania, Libia, Svizzera, Italia e Stati Uniti.


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La distribuzione territoriale di questi stabilimenti vede una concentrazione sull’asse Casablanca-Mohammedia,
dove sono localizzate il 55% delle unità produttive e nell’area di Fès-Sefrou-Beni Mellal, che conta il 35% degli
stabilimenti.
 Il centro dell’industria di cuoio é Fez e lo dimostra la presenza di piccole e medie imprese all’interno di un
grande bacino di unità artigianali: 2160 unità e circa 11.044 impiegati.
Il settore é composto da 133 imprese di cui quasi la totalità lavora per il mercato locale.
Globalmente piu’ di 3000 unità impiegano circa 25.000 lavoratori nel settore
Le imprese in questo settore sono per lo piu’ piccole strutture scarsamente attrezzate e con metodi di lavoro
artigianali, pertanto é necessario un processo di modernizzazione al fine di aumentare la competivita’ e la
specializzazione professionale degli operatori e dei tecnici.
Le concerie di Fes hanno un progetto ambizioso, che consiste nella localizzazione di tutte le concerie in una sola
apposita zona industriale.

Le concerie marocchine, principalmente le più importanti, hanno il desiderio di diversificare e migliorare la
qualità della loro produzione, al fine soddisfare la domanda interna ed esterna con prodotti di alta qualità.

Problemi riscontrati:

               Settore tradizionale che manca di mentalità imprenditoriale
               Debolezza dei collegamenti
               Mancanza di centri di formazione
              
Questo settore dispone di una manodopera qualificata,che è il risultato degli sforzi effettuati per la promozione
della formazione professionale. A tale scopo sono stati creati alcuni istituti di formazione quali : IMC (Institut
des Métiers du Cuir) e ISTTC (Institut Supérieur de Tannerie et de Transformation du Cuir).
Un altro aspetto di rilievo da tenere in considerazione è che le macchine made in UE sono state esonerate dai
diritti doganali dal 2000 (Associazione UE-Marocco). La calzatura, la pelletteria e l’abbigliamento in cuoio sono
in forte sviluppo grazie ad un forte dinamismo delle esportazioni dell’industria del cuoio soprattutto verso il
mercato europeo aprendo così le porte all’instaurarsi di una strategia di cooperazione e di partenariato tra
l’Africa e l’Europa. Tuttavia, il Marocco deve fare ancora dei progressi al fine di poter meglio penetrare i
mercati esteri , particolarmente nel settore della calzatura.Le principali nicchie di mercato per gli investimenti
esteri nel paese nel settore del cuoio sono :

    1.   Calzature « di sicurezza »;
    2.   Cinturini per orologi da polso;
    3.   Calzature da città;
    4.   Calzature sportiva;
    5.   Abbigliamento in pelle.

Investimenti italiani:

L’Italia è scarsamente presente a livello d’investimenti nel settore conciario, mentre figura tra i principali
fornitori di macchine ed accessori.
Una futura maggiore attenzione da parte degli operatori italiani è auspicabile nei confronti di un paese come il
Marocco che può certamente rappresentare un importante partner per possibili operazioni di delocalizzazione
produttiva e di comparto, quale quello conciario, che può costituire un interessante fonte di approvvigionamento
per le industrie della penisola.
Da parte locale, invece, è unanimamente riconosciuta la posizione leader della tecnologia italiana

Obiettivi triennali e strategie dell’intervento promozionale

Tra le azioni previste dalle autorità marocchine per consentire un reale sviluppo ed una valorizzazione della
produzione, si puo’ citare l’ affiancamento delle imprese, sia dal punto di vista dell’equipaggiamento che da un
punto di vista della formazione professionale.
La ristrutturazione della filiera attraverso la creazione di una zona industriale dedicata al cuoio cosi come il
rafforzamento delle capacità commerciali e la promozione delle imprese sono auspicabili.



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    In questo settore è stretta la collaborazione tra le imprese e le associazioni locali ed italiane. Inoltre, è molto
    apprezzata la tecnologia italiana.
    E’ necessario mettere in campo iniziative che consentano di partecipare attivamente al processo di
    ammodernamento delle concerie locali ed allo sviluppo del settore calzaturiero.
    Si propongono missioni in Italia in occasione di manifestazioni fieristiche e visite alle più importanti imprese
    italiane del settore.
    Si propone altresi’ l’organizzazione di una delegazione imprenditoriale marocchina al Distretto di Solofra , per
    il comparto delle concerie.
    Si propone infine la partecipazione ufficiale italiana alla terza edizione della fiera specializzata MarocCuir,
    prevista annualmente. Le Autorità marocchine e la locale Associazione di categoria “ Fedic – Fedération
    Marocaine des Industries du Cuir “ hanno offert al nostro paese l’opportunità di partecipare come “ Italia ospite
    d’onore “

    I NUMERI DEL REGNO DEL MAROCCO (**)                                       (serie storica)

                                                      2012         2011         2010             2009


Indicatori socio-economici

Superficie (kmq)                                710.850,00 (di cui Sahara occidentale 266.000)

Popolazione (milioni di ab.)                    32,3 milioni

Tasso crescita popolazione (%)                  1,5

Densità (ab/km2)                                43

Forma di Governo                                Monarchia costituzionale

Lingua ufficiale                                Arabo (lingue diffuse: Berbero, Francese, Spagnolo)

Indice di sviluppo umano (IDH)                  0,567 (114° posizione su 169 Paesi)/UNDP

Tasso di analfabetismo (%)                      38,75 (Ministero dell’Educazione, Rabat)
                                                Uomini 30,8%, Donne 54,7 - Urbano 29,4, Rurale 60,5

Tasso di disoccupazione ufficiale (%)                  9,7          9,9          9,6              9,1

Tasso di inflazione (%)                                1,9           1           1,5               1

Raccolta cerealicola (mil. quintali)                   n.d          n.d         74,6              102
Risorse naturali                                Fosfato, carbone, minerali di ferro, piombo, rame e scisti
                                                bituminosi

Indicatori macro economici

PIL prezzi correnti (mln €)                           62.522      59.782       57.562            57.441

PIL procapite non ppa (€)                             2.466        2.314        2.189            2.114

Tasso di crescita del PIL (%)                          4,4          3,6          3,3              4,9

Origine del Pil : Agricoltura (%)                       3            3            -5              30,6

Origine del Pil: Industria (%)                         6,5           5           3,6              -0,3

Origine del Pil: Servizi(%)                            5,2           4           4,4              3,9

Deficit pubblico/PIL (%)                              - 4,7        - 4,4         -4              - 2,1

Debito pubblico/PIL (%)                               53,84        52,80        48,5              46,3

Debito estero/PIL (%)                                  n.d          n.d          11        n.d


    Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                        35
Debito Estero (mil. USD)                                    24,947          23,918        22,761      22,121

Riserve valutarie (mld USD)                                 27,012          25,835        24,574            23,580

Indicatori finanziari (%)

Tasso interesse interbancario                                                               3,3       3,5

Tasso interesse (prestiti alle imprese)                       n.d              n.d          n.d                14

Bilancia commerciale

Esportazioni (milioni di USD)                               19.022          17,721        16,318            14,045

Importazioni (milioni di USD)                               37,121          36,459        34,631            30,408

Deficit commerciale (milioni di USD)                        - 18,099        - 18,738      - 18,313          - 16,363

Tasso di copertura (%)                                                                      44,7               42,3

Principali prodotti esportati                            Tessile-abbigliamento, prodotti ittici, cibi, bevande e
                                                         tabacco

Principali prodotti importati                            Semilavorati, prodotti finiti di consumo, prodotti finiti
                                                         d’attrezzatura, energia e lubrificanti

Moneta (Dirham )

Tasso di cambio dh/euro                                      10,18           10,55         11,08             11,22
Tasso di cambio dh/USD                                        8,48            8,44          8,37               8,06

Principali Paesi investitori

Quote % di mercato                                       Francia (51,51%: 919 milioni di euro), Emirati Arabi Uniti
                                                         (8,14%: 145 milioni di euro), Spagna (6,13%: 109,54
                                                         milioni di euro), Belgio (3,57%: 63 mil.di euro), Gran
                                                         Bretagna (2,57%: 49 milioni di euro), Italia (0,79%: 14
                                                         milioni di euro).

I D E (milioni di euro)                                       n.d              n.d         1.785             2.351

Interscambio commerciale con l’Italia (mln di €)

Esportazioni italiane                                         n.d              n.d         1.430             1.369

Importazioni italiane                                                                       530                421

Saldo                                                                                       901                948

Principali prodotti esportati                            Prodotti derivanti dalla raffinazione di petrolio, macchine di
                                                         impiego generale, macchine per impieghi speciali, tessuti,
                                                         prodotti chimici di base, fertilizzanti.

Principali prodotti importati                            Abbigliamento, pesci conservati, parti ed accessori per
                                                         autoveicoli e loro motori, apparecchiature da cablaggio.

Principali partner commerciali con il Regno (quote % di mercato) 2010

Principali clienti                                       Francia (21,5), Spagna (16,6), India (6), Italia (4,3), USA
                                                         (3,6)

Principali fornitori                                     Francia (15,3), Spagna (11,8), Cina (8,4), USA (6,9), Italia
                                                         (5,9)
    (**) Fonti: F.M.I., ISTAT, Haut Commissariat au Plan, Office des Change, Economist Intelligence Unit,dati aggiornati al 14.04.2011
    (secondo semestre).



    Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)                                                             36
Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero (1^ semestre 2010)   37

								
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