Saudi Arabian Airlines 15 by x2ky3Ch8

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									              PAESI ARABI                                            LETTERA MENSILE AI SOCI N° 75 – GENNAIO 2010




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                                                          SOMMARIO
ITALIA pag 2
L’export verso i paesi arabi tiene meglio di quello complessivo
ALGERIA pag 4
Deludenti i risultati della gara per concessioni/ Nasce Selene Petroleum/ Potenziamento della flotta aerea
ARABIA SAUDITA pag 4
Bilancio 2010/ Statistiche 2009/ Joint venture con gli Eau
BAHREIN pag 6
Nuova rete di trasmissione/ Sviluppo immobiliare offshore/ Gara di appalto per nuovi terminal/ Inaugurato il nuovo porto di
Khalifa
EAU pag 7
Migliorare il sistema dei trasporti: un imperativo categorico/ Prestiti dalle agenzie per il credito all’export/ Joint venture con
l’Arabia Saudita
EGITTO pag 9
Gara di appalto per il complesso di Echem/ Prequalificazione per impianto trattamento acque/ Cresce l’interesse per
l’energia alternativa/ Joint venture con l’Algeria per ricerca petrolifera
GIORDANIA pag 10
Potenziamento del porto di Aqaba/ Nuovo governo/ Bilancio 2010/ Bilancio supplementare 2009/ Dalla Corea il primo
reattore di ricerca/ Disco verde per i lavori del Disi Water
IRAQ pag 11
Stadio a Basra/ Conclusi sette accordi di ricerca, produzione e sviluppo
KUWAIT pag 12
Si ripete la gara per unità di riiniezione/ Abb, Tecnimomnt e Saipem in gara per unità di raffinazione
MAROCCO pag 12
Piano di trasporti per Casablanca
TUNISIA pag 13
Prequalificazione per la centrale di Cap Bon
YEMEN pag 13
Potenziamento del golfo di Aden/ Un ponte fra Asia e Africa
PAESI CCG pag 14
Ancora lunga la strada per l’unificazione monetaria
PAESI ARABI pag 14
Nominato il Segretario generale del Gecf




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CAMERA DI COMMERCIO ITALO-ARABA tel 063226751 fax 063226901 e mail: itaraba@tin.it
            PAESI ARABI                                       LETTERA MENSILE AI SOCI N° 75 – GENNAIO 2010




ITALIA
L’export verso i paesi arabi tiene meglio di quello complessivo
Nei primi nove mesi del 2009 il commercio estero dell’Italia è diminuito del 24%, da 566,3 a 430,2
miliardi di euro, con un calo lievemente più forte per le importazioni (-24,9%) che per le esportazioni (-
23,1%).

Commercio Italia-Paesi Arabi. Gennaio - settembre 2008-2009 (euro)
                                Importazioni                            Esportazioni                     Saldo        Saldo
Paesi                        2008          2009 Var %                2008          2009   Var %           2008         2009
Marocco                   502.043      306.147     -39,0        1.307.929    1.015.752     -22,3       805.886      709.605
Algeria                 5.942.444    4.817.691     -18,9        2.165.128    2.006.018      -7,3    -3.777.316   -2.811.673
Tunisia                 1.838.986    1.539.645     -16,3        2.279.491    1.797.795     -21,1       440.505      258.149
Libia                  13.877.224    7.485.441     -46,1        1.935.097    1.764.145      -8,8   -11.942.127   -5.721.296
Egitto                  1.737.811    1.064.308     -38,8        2.091.171    1.946.982      -6,9       353.360      882.674
Sudan                      18.074         6.877    -62,0          185.721      136.003     -26,8       167.647      129.127
Mauritania                 88.564        98.601     11,3           25.235       20.978     -16,9       -63.329      -77.623
Gibuti                      1.700         1.316    -22,6           13.602       12.088     -11,1        11.902       10.771
Somalia                       328             50   -84,9            1.192         1.341     12,4           864        1.291
Comore                          0         1.478                     7.160           364    -94,9         7.160       -1.113
Libano                     30.522        13.133    -57,0          573.000      571.289      -0,3       542.477      558.155
Siria                     585.592      306.138     -47,7          806.529      473.721     -41,3       220.937      167.584
Iraq                    3.127.360    1.809.406     -42,1          103.107      376.688     265,3    -3.024.252   -1.432.719
Palestina                     373           381      2,1            1.952         3.236     65,8         1.579        2.855
Giordania                  40.550        32.534    -19,8          305.926      309.068       1,0       265.376      276.534
Arabia Saudita          3.484.859    1.351.099     -61,2        2.485.184    1.854.818     -25,4      -999.676      503.719
Kuwait                    118.818        64.110    -46,0          559.679      459.442     -17,9       440.861      395.333
Bahrain                    64.921        30.721    -52,7          148.159      129.192     -12,8        83.238       98.471
Qatar                      32.247        54.206     68,1        1.181.199      891.546     -24,5     1.148.952      837.341
Eau                       370.829      268.144     -27,7        3.667.369    2.891.605     -21,2     3.296.539    2.623.461
Oman                       12.858        23.369     81,7          293.230      260.958     -11,0       280.372      237.589
Yemen                       8.946         4.319    -51,7          100.604       94.235      -6,3        91.658       89.916
Totale Paesi arabi     31.885.050   19.279.113     -39,5       20.237.665   17.017.264     -15,9   -11.647.385   -2.261.849
-Uma                   22.249.260   14.247.525     -36,0        7.712.880    6.604.687     -14,4   -14.536.381   -7.642.838
-Gcc                    4.084.533    1.791.648     -56,1        8.334.820    6.487.561     -22,2     4.250.287    4.695.913
-Altri Paesi arabi      5.551.256    3.239.940     -41,6        4.189.966    3.925.015      -6,3    -1.361.291      685.075
Mondo                 288.080.884 216.279.921      -24,9     278.197.384 213.933.690       -23,1    -9.883.500   -2.346.230
-Ue (27)              154.869.152 121.448.649      -21,6     164.744.903 122.779.330       -25,5     9.875.751    1.330.681
-Altri paesi europei   32.196.615   24.974.859     -22,4       33.822.262   25.211.542     -25,5     1.625.647      236.683
-Africa                29.484.012   18.329.505     -37,8       13.264.606   11.854.597     -10,6   -16.219.405   -6.474.909
-America               18.405.951   13.686.224     -25,6       28.137.594   20.859.006     -25,9     9.731.643    7.172.781
-Asia                  51.524.586   36.672.063     -28,8       33.773.204   29.791.630     -11,8   -17.751.382   -6.880.433
-Oceania e altri        1.600.568    1.168.619     -27,0        4.454.815    3.437.586     -22,8     2.854.246    2.268.966
-Opec                  33.121.233   18.403.556     -44,4       15.449.431   13.227.771     -14,4   -17.671.802   -5.175.786
Fonte: elaborazione Camera di Commercio Italo-Araba su dati Istat

La diminuzione del commercio con i paesi arabi è stata più pronunciata (-30,4%) ed è stata determinata
prevalentemente dal forte regresso delle importazioni italiane (-39,5%), a causa prevalentemente
dell’andamento del prezzo internazionale del greggio. Le esportazioni italiane verso i paesi arabi sono
invece diminuite solamente del 15,9%. In pratica, quindi il calo dell’import dai paesi arabi ha
fortemente contribuito a far scendere l’import complessivo dell’Italia, mentre l’export verso i paesi

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arabi ha tenuto meglio dell’export globale, attenuandone il calo. Va peraltro notato che il calo
dell’export complessivo dell’Italia del periodo gennaio-settembre è leggermente inferiore a quello
registrato nel primo semestre (-23,1% contro -24,2%) mentre l’export verso i paesi arabi registra una
contrazione maggiore nei nove mesi (-15,9%) che nei primi sei mesi (-10,9%).
Nel periodo l’euro si è svalutato del 10,3% rispetto al dollaro (media aritmetica dei cambi nei primi
nove mesi del 2009 1,36498 dollari per euro, contro 1,52186 nell’analogo periodo del 2008). Tale
andamento dovrebbe aver favorito l’export dei paesi dell’area euro e reso più care le merci importate
dall’area del dollaro, compresi greggio e gas.
Il calo dell’export italiano è stato particolarmente forte per i paesi del Golfo (-23,1% in linea con il calo
dell’export italiano nel suo complesso), di poco inferiore al dato medio per i paesi dell’Unione del
Maghreb arabo (-14,4%), molto contenuto per gli altri (-6,3%). Per quanto riguarda l’import, la
diminuzione è stata massima per quello dai paesi del Golfo (-56,1%), minima per quello dall’Uma (-
36%). Questi ultimi aumentano percentualmente il loro peso come fornitori dell’Italia e sorpassano, sia
pure di poco, il Golfo anche come principale area di sbocco per l’export italiano.
La performance dell’export italiano è stata spettacolare nei confronti dell’Iraq (più che triplicate le
esportazioni), ottima nei confronti della Giordania (+1%), buona per Egitto, Algeria, Libia (cali tra il
7% e il 9%). Il calo delle importazioni non ha riguardato alcuni fornitori minori (Qatar, Oman,
Mauritania) ed ha toccato relativamente poco Tunisia (da cui non importiamo idrocarburi) ed Algeria.

Import di petrolio e gas
L’import di greggio dell’Italia si è quasi dimezzato nel 2009 passando da 32,8 a 17,3 miliardi di euro,
mentre quello di gas è diminuito di appena il 13,5% (da 15,7 a 13,5 miliardi di euro). La differenza tra
import di gas e import di greggio si è ridotta a poco più del 20%, mentre nei primi nove mesi dell’anno
precedente il primo era meno della metà del secondo.

Importazioni italiane di petrolio e gas naturale. Gennaio - settembre 2008-2009 (euro)
                                            Petrolio                                    Gas
Paesi                        Imp. 2008        Imp. 2009       Var. %     Imp. 2008       Imp. 2009    Var. %
Libia                     10.479.986.554 4.753.832.361           -54,6   5.016.306.923 4.487.747.913    -10,5
Iraq                        3.110.926.227 1.794.184.649          -42,3     1975891694 1.987.097.067       0,6
Arabia Saudita              2.993.408.159      977.179.543       -67,4               0     26.682.158
Egitto                        665.846.357      400.581.702       -39,8
Siria                         450.124.803      255.804.837       -43,2
Tunisia                        65.059.713       78.755.582        21,1
Algeria                       432.879.116       77.182.072       -82,2
Paesi arabi               18.198.230.929 8.337.520.746           -54,2   6.992.198.617 6.501.527.138     -7,0
Russia                      3.392.246.046 2.888.944.795          -14,8   5.178.955.182 4.063.826.264    -21,5
Azerbaigian                 3.532.385.250 2.297.318.692          -35,0
Iran                        2.874.955.208 1.261.319.226          -56,1
Germania                                                                   822.439.456    726.343.728   -11,7
Norvegia                                                                 1.107.994.999    758.852.736   -31,5
Altri                       4.800.654.826 2.558.592.585          -46,7   1.554.992.025 1.484.590.548     -4,5
Totale                    32.798.472.259 17.343.696.044          -47,1  15.656.580.279 13.535.140.414   -13,5
[OPEC]                    20.998.588.310 9.407.096.218           -55,2   6.992.198.617 6.501.527.138     -7,0

I paesi arabi hanno fornito all’Italia il 48,1% del greggio importato, con un forte calo rispetto all’anno
precedente quando il loro peso risultava del 55,5%. Il ruolo dei paesi arabi come fornitori di gas è
invece aumentato nel 2009, passando dal 44,7% al 48% del totale. La Libia rimane al primo posto come
fornitore di petrolio e gas con 9,2 miliardi di euro di importazioni complessive, a fronte dei 7 miliardi di
euro della Russia.

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ALGERIA
Telex Deludenti i risultati della gara per concessioni - L’ottava gara di appalto per la concessione
di licenze di esplorazione e produzione (cfr Paesi Arabi 2009/71) ha avuto risultati deludenti, come
molti del resto avevano pronosticato (cfr Paesi Arabi 2009/74).
Delle dieci licenze offerte, solo tre, relative a zone particolarmente promettenti, sono state assegnate.
Il consorzio di cui è capofila la società francese Total si è aggiudicata l’area Ahnet, nel sud-ovest del
paese, in cui sono situati sette blocchi; si ritiene che contenga grandi volumi di gas naturale.
Il consorzio di cui è capofila la società spagnola Repsol si è aggiudicata la seconda licenza, che prevede
lo sviluppo del bacino del South East Illizi, ai confini con la Libia, ritenuto ricco sia di greggio che di
gas.
La terza licenza infine è stata assegnata a China National Offshore Oil Corporation; l’area interessata è
Hassi Bir Rekaiz nell’Algeria orientale, che dovrebbe contenere soprattutto greggio.
Telex Nasce Selene Petroleum - In occasione della riunione dell’Organizzazione dei paesi arabi
esportatori di petrolio (Opaep), svoltasi al Cairo nel mese di dicembre, il Ministro algerino dell’Energia
e delle miniere Chakib Khelil e il Ministro egiziano del Petrolio Sameh Fahmy hanno reso noto di voler
costituire una joint venture, che si occuperà di ricerca petrolifera in Algeria, Egitto ed altri paesi. La
joint venture, che si chiamerà Selene (dal nome delle figlia di Cleopatra che sposò re Giuba II
d’Algeria), avrà tre azionisti, Sonatrach al 50%, Egyptian General Petroleum Company (Egpc) ed
Egyptian Natural Gas Holding Company (Egas) per l’altro 50%.
Da molti anni Sonatrach ha posto l’internazionalizzazione delle sue attività fra le priorità della sua
strategia di impresa; attualmente è presente in numerosi progetti in Africa, Europa e America ed opera
in Egitto, essendo associata a StatoilHydro per attività di esplorazione nella regione del delta del Nilo.
Anche gli enti egiziani sono interessati ad allargare geograficamente la loro attività.
Telex Potenziamento della flotta aerea - La compagnia di bandiera Air Algérie ha firmato due
contratti con Boeing (Usa) e Avions de transport régional (Francia e Italia) per l’acquisto di aerei per
percorsi a medio e lungo raggio.
La flotta di Air Algérie conta oggi 29 aerei passeggeri e due per trasporto merci; quaranta le
destinazioni internazionali servite e ventisei le rotte interne.
Analogo acquisto è stato effettuato da un altro operatore del settore, Tassili Airlines, che ha ordinato
aerei per 332 milioni di dollari; la compagnia aerea, che si occupa prevalentemente del trasporto del
personale occupato nel settore degli idrocarburi, dispone di venti aerei ed è intenzionata entro l’anno a
raggiungere quota quarantuno, investendo nell’operazione circa un miliardo di dollari.

ARABIA SAUDITA
Telex Bilancio 2010 - Dal bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010, reso noto alla fine
di dicembre, si evince senza alcun dubbio la volontà del governo di voler proseguire la politica
espansionista già adottata lo scorso anno (cfr Paesi Arabi 2009/65), nella convinzione che questa sia la
scelta migliore per favorire la crescita e mitigare gli effetti avversi della recessione mondiale.

Bilanci 2005-10 (RS mld)
          2006* 2006**               2007* 2007**     2008* 2008**        2009* 2009** 2010*
Entrate      390     673                400   621,5      450  1.100          410   505   470
Uscite       335     393                380   443,0      410    510          475   550   540
Saldo       + 55     290               + 20 + 178,5       40    590          - 65  - 45  - 70
* bilanci preventivi ** consuntivi

Il nuovo bilancio pertanto prevede un disavanzo di RS 70 mld (US$ 18,7 mld), in aumento del 7,7%
rispetto a quello ipotizzato nel precedente esercizio e del 55% rispetto a quello reale, che è stato pari a
RS 45 mld. Il disavanzo è frutto di una previsione di entrate di RS 470 mld (US$ 125,3 mld) ed uscite
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di RS 540 mld (US$ 144 mld), entrambe in aumento rispetto alle previsioni del bilancio 2009, ma
inferiori alle cifre di consuntivo, per cui molto probabilmente l’esercizio si chiuderà con un passivo
assai più contenuto, se non addirittura in attivo, riprendendo il trend positivo iniziato nel 2004. Ad
avvalorare l’ipotesi è certamente la tenuta del prezzo del greggio che, secondo gli esperti, si dovrebbe
mantenere per tutto il 2010 fra i 70 e gli 80 dollari a barile, nonché la prevista ripresa dell’economia
mondiale.

I principali elementi del bilancio possono essere così sintetizzati:

Entrate
Come consuetudine non sono state fornite indicazioni sul prezzo del greggio utilizzato per quantificare
le entrate, ma secondo i calcoli effettuati da autorevoli istituti finanziari, quali Saudi Fransi Bank,
National Commercial Bank e Jadwa Investments, esso dovrebbe oscillare fra i 43 e i 50 dollari a barile,
sensibilmente inferiore a quello che probabilmente sarà in realtà.
Quale che sia comunque l’ipotesi corretta, le entrate totali previste sono RS 470 miliardi, di cui
presumibilmente circa l’85% imputabile agli idrocarburi; secondo quanto dichiarato dal Ministero delle
Finanze, le entrate provenienti dal settore petrolifero hanno rappresentato nel 2008 e nel 2009
rispettivamente l’89% e l’86% del totale.
Rispetto alle previsioni del bilancio 2009 esse sono aumentate del 14,6%, ma sono del 7% inferiori a
quelle effettive (RS 505 mld)

Principali stanziamenti di bilancio (RS mld)
Settore                                                     2006 2007   2008   2009   2010
Istruzione e risorse umane                                    87,3 96,7 105,0   122,1 137,6
Salute e sviluppo sociale                                     31,0 39,5   44,4   52,3 61,2
Infrastrutture di base, acqua, agricoltura                    22,5 24,8   28,5   35,4 46,0
Servizi municipali                                            13,4 15,5   17,0   18,8 21,7
Trasporti e telecomunicazioni                                 11,5 13,6   16,4   19,2 23,9

Uscite
Le uscite, RS 540 mld, registrano un incremento del 13,7% rispetto alle previsioni del 2009, ma un calo
del 2% rispetto alle spese effettivamente sostenute nell’anno, pari a RS 550 mld.
Di tale somma RS 260 mld sono destinati alla realizzazione di nuovi progetti e al proseguimento di
quelli in corso, con un incremento del 15% circa rispetto al 2009; tale cifra è circa cinque volte quella
stanziata nel 2005, il primo anno del piano di sviluppo in corso.
Priorità continua ad essere data ai settori dell’istruzione, della salute, dei servizi sociali e municipali,
alle infrastrutture di base e alla ricerca scientifica.
In particolare le spese per istruzione e sviluppo delle risorse umane aumentano del 13% rispetto
all’esercizio precedente, assorbendo il 25% delle spese complessive; l’esigenza di una ristrutturazione
integrale del sistema educativo risale infatti al 2004, quando fu messo a punto un piano decennale di
ristrutturazione complessiva del settore al fine di fornire ai giovani sauditi la formazione scientifica e
tecnica necessaria per poter accedere al mercato del lavoro.
Gli altri settori su cui si concentra l’attenzione del governo sono, nell’ordine, salute e affari sociali
(+17%), infrastrutture di base, acqua e agricoltura (+30%), trasporti e telecomunicazioni (+24%),
servizi municipali (+15%).
Non vengono indicati gli stanziamenti per difesa e sicurezza, che rappresentano generalmente dal 33%
al 35% delle uscite totali.
In aumento l’esborso per salari e stipendi della Pubblica amministrazione, sia perché il governo ha
stabilito di aumentarli del 5% nel periodo 2008-2010, per mantenere il potere di acquisto eroso

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dall’inflazione, sia perché nel 2010 è previsto il pagamento di una mensilità aggiuntiva, fatto che si
ripete ogni tre anni ed è legato alla differenza di durata fra la Hijra e l’anno gregoriano.

Gli stanziamenti per le istituzioni pubbliche ammontano a RS 104,5 mld; questi i principali destinatari:

                                                                 2007         2008        2009      2010
Istituti universitari                                          14.485       21.268      26.953    37.110
Saudi Arabian Airlines                                         15.632       17.400      19.503    19.622
Saline Water Conversion Corp.                                   3.926        5.053       7.646    13.406
Royal Commission for Jubail and Yanbu                           4.579        5.584       6.718     7.238
General Authority for Civil Aviation                            3.063        4.764       5.150     7.514
King Faisal Hospital and Research Center                        2.691        3.364       3.879     4.256
Technical and Vocational Training Corporation                   3.412        3.434       3.735     4.416
Saudi Ports Authority                                           2.150        2.300       2.270     2.872
Saudi Post Office                                               1.470        1.516       1.796     1.950
Grain Silos & Flour Mills Organisation                          1.312        1.348       1.432     1.480
Saudi Red Crescent Society                                        587          630       1.399     1.489
General Org. for Military Industries                              925        1.063       1.206     1.319
Saudi Railways Organisation                                       795          824       1.147     1.326
King Abdulaziz City for Science and Technology                    785          858       1.115     1.255

Telex Statistiche 2009 - Secondo le stime del Dipartimento centrale di statistica, nel 2009 il Pil a
prezzi correnti è ammontato a RS 1.384,4 mld (358 miliardi di dollari) con una diminuzione del 22%
rispetto al 2008; a prezzi costanti il Pil è aumentato dello 0,15%, quello non oil del 3%.
Con l’eccezione del settore petrolifero, tutti gli altri chiudono l’anno l’anno con il segno positivo:
+2,2% per l’industria, +3,9% per le costruzioni, +3,35% per l’elettricità, gas e acqua, +6% per trasporti
e comunicazioni.
Il tasso di inflazione annuo, misurato dall’indice del costo della vita, è sceso al 4,4% dal 9,2% dell’anno
precedente; in forte calo (-41%) le esportazioni di beni e servizi, ammontate a RS 691,6 mld, mentre
l’import si contrae del 21%, scendendo a RS 301,3 mld; ne consegue pertanto un attivo della bilancia
commerciale di RS 390,3 mld, inferiore del 51% a quello registrato nel 2008.
La bilancia delle partite correnti si dovrebbe chiudere ancora con un leggero attivo, RS 76,7 mld, a
fronte di RS 496,2 mld nel 2008.
Telex Joint venture con gli Eau - La società Septech, operante nel settore idrico, con sede negli
Emirati, ha costituito una joint venture con Mawrid Holdings, istituto finanziario con sede in Arabia
Saudita, specializzato nel finanziare interventi nei settori sanitario, immobiliare ed energetico; il nuovo
organismo denominato Septech Saudi Arabia, con sede principale a Riyadh, aprirà nuovi stabilimenti
nelle province orientale e occidentale.
Septech sarà azionista di maggioranza.

BAHREIN
Opportunità Nuova rete di trasmissione - Sono otto le società che hanno presentato le loro offerte
per ottenere il contratto di consulenza riguardante il progetto di ristrutturazione della rete di
trasmissione dell’elettricità.
Il vincitore dovrà provvedere allo studio di fattibilità, alla definizione della scala della nuova rete, alla
preparazione dei capitolati per la gara di appalto che sarà indetta per l’assegnazione di contratti di
progettazione, fornitura e costruzione, alla valutazione delle offerte, nonché alla supervisione dei lavori
di realizzazione.

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Il progetto, che prevede la costruzione di due sottostazioni da 400 kV e di due trasformatori da 200-220
kV, rientra nel programma di potenziamento dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica, che dovrà
essere completato entro il 2013.
Opportunità        Sviluppo immobiliare offshore - Global Real Development Company (Greco) ha
indetto la gara di appalto per l’assegnazione del contratto relativo ai lavori di scavo e dragaggio previsti
dal progetto di sviluppo immobiliare di Marsa al-Seef (investimento stimato 2,5 miliardi di dollari).
Cinque i concorrenti: Dredging International (Belgio); Royal Boscalis Westminster e Van Oord (Paesi
Bassi); China Harbour Engineering Company e Great Lakes Dredge & Dock Company (Usa).
Il vincitore dovrà scavare e recuperare circa 2 milioni di mc di materiale con i quali sarà costruita
un’isola di 2,5 kmq, di fronte alla costa settentrionale del Bahrein, su cui sorgeranno torri residenziali,
immobili per uffici, centri commerciali, parchi, ristoranti ed altre strutture ricreative.
Greco fa parte della Global Banking Corporation.
Un analogo contratto per lavori di dragaggio (valore 26 milioni di dollari) nell’ambito del progetto di
sviluppo immobiliare Nurana (investimento previsto 1 miliardo di dollari) è stato assegnato a Great
Lakes; in questo caso si scaverà e recupererà materiale per 3 milioni di mc, che saranno utilizzati per
costruire un lungomare di fronte al Bahrain Fort.
Committente Manara Developments, controllata di Al-Salam Bank.
Opportunità Gara di appalto per nuovi terminal - Sarà indetta nel primo trimestre dell’anno in
corso la gara di appalto per l’assegnazione del contratto di progettazione di due nuovi terminal nel
Bahrain International Airport; entro il primo semestre dovrebbe essere indetta la gara per l’assegnazione
del contratto di costruzione.
La costruzione dei due terminal rientra nel programma di potenziamento e ammodernamento
dell’aeroporto, da realizzarsi in due fasi, con un investimento complessivo di 4,7 miliardi di dollari.
La prima fase prevede la ristrutturazione e l’ingrandimento del terminal passeggeri esistente, la
costruzione di un secondo terminal e l’ampliamento della sala di accoglienza; il completamento è
previsto per il 2012.
Nella seconda fase si procederà alla costruzione del secondo terminal e ad un’ulteriore espansione di
quello esistente.
Attualmente l’aeroporto internazionale può sostenere un traffico di sei milioni di passeggeri l’anno; il
potenziamento del terminal esistente consentirà di raddoppiare la cifra, mentre con i nuovi terminal si
arriverà a 30 milioni di passeggeri l’anno.
Telex Inaugurato il nuovo porto di Khalifa - Re Hamad ha ufficialmente inaugurato a dicembre il
nuovo porto di Khalifa bin Salman, destinato a divenire il principale snodo mercantile del paese. Il
nuovo porto, costato 363 milioni di dollari, ha una capacità quattro volte maggiore di quella del
precedente, Port Mina Salman, ormai obsoleto, e sarà in grado di smistare fino a 1,1 milioni di ton di
container, oltre a passeggeri e merci alla rinfusa.
Il nuovo porto, situato sull’isola di Muharraq, a nord est del regno, è uno dei più moderni e
tecnologicamente avanzati della regione e ci si attende che possa attrarre investimenti esteri e stimolare
gli scambi regionali.

EAU
Opportunità Migliorare il sistema dei trasporti: un imperativo categorico - Nel 2007 Abu Dhabi
aveva messo a punto un piano generale di sviluppo urbanistico e strutturale (Abu Dhabi 2030 Urban
Structure Framework Masterplan) (cfr Paesi Arabi 2007/50), e un piano dei trasporti della città di Abu
Dhabi e delle zone limitrofe ( The Comprehensive Transportation Plan for the Abu Dhabi Metropolis -
cfr Paesi Arabi 2007/51), al fine di non doversi trovare in una situazione simile a quella dell’emirato
confinante, Dubai, già allora alle prese con il congestionamento del traffico.
A due anni di distanza i timori di Abu Dhabi si sono rivelati più che fondati, rendendo necessario
accelerare il programma di realizzazione. I dati parlano chiaro; il numero di trasferimenti personali che
hanno luogo nelle strade cittadine è di 1,2 milioni che presumibilmente nel 2030, tenuto conto
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dell’incremento demografico (la popolazione passerà da 900.000 a 3 milioni di unità), diventeranno 5,4
milioni; se lo sviluppo dei trasporti non riuscirà a tenere il passo con quello demografico si arriverà alla
paralisi nel 2020.
Rendere efficiente e funzionale il sistema dei trasporti diventa poi obbligatorio se l’emirato vuole
raggiungere l’obiettivo di triplicare entro il 2030 il pil, portandolo a 400 miliardi di dollari; un tale
traguardo richiede infatti lo sviluppo e lo sfruttamento delle opportunità economiche offerte da altri
settori, quali ad esempio turismo e commercio, settori però che esigono infrastrutture particolarmente
efficienti specie per quanto riguarda i trasporti.
Abu Dhabi è intenzionata a spendere e a spendere molto; secondo gli adviser del dipartimento dei
trasporti la realizzazione di tutti i progetti di trasporto pubblico già definiti richiederà investimenti per
68 miliardi di dollari; si tratta di costruire una metropolitana ed una linea tranviaria di superficie, di
potenziare le infrastrutture dei porti e degli aeroporti, di migliorare i servizi di ferry, di provvedere ad
una generale revisione di tutto il sistema delle strade extraurbane, con particolare riguardo alle
autostrade.
Dei 68 miliardi di dollari previsti, circa un terzo sarà speso per la costruzione della rete tranviaria ed
una cifra analoga per la metropolitana; attesa una partecipazione del settore privato dell’ordine del 30%.
La cosa più difficile sarà convincere gli abitanti di Abu Dhabi a rinunciare, o almeno a contenere, l’uso
dell’auto e a preferire il mezzo pubblico; problema questo di tutte le grandi città ed in generale risolto
quando la rete dei mezzi di trasporto pubblico è estremamente funzionale, come ad esempio nel caso di
Parigi, ma che può divenire un ostacolo quasi insormontabile in un paese a reddito molto elevato, dove
il carburante costa pochissimo.
L’esperienza di Dubai fa però ben sperare; da quando è stata inaugurata (settembre 2009), la prima linea
di metro è stata utilizzata da almeno 60.000 cittadini al giorno.
Fondamentale però che la metropolitana sia veloce, conveniente, che siano previste fermate frequenti e
predisposti i collegamenti con tutti gli altri mezzi di trasporto in superficie.
La metropolitana di Abu Dhabi, in buona parte sotterranea, sarà completata nel 2029, ma il primo tratto
di 42,5 km sarà operativo già nel 2015 e consentirà il collegamento fra tutte le principali zone
commerciali della città.
Il Dipartimento del Tesoro ha indetto la gara per l’assegnazione del contratto di consulenza alla
progettazione delle reti metropolitana e tranviaria; per quanto riguarda quest’ultima, si attende a breve il
contratto riguardante la preparazione dello studio di fattibilità.
Se sarà soprattutto Abu Dhabi città a trarre i maggiori vantaggi dalla realizzazione del piano di
trasporto, non mancheranno i benefici anche per altre zone dell’emirato, a seguito degli interventi di
ristrutturazione e potenziamento della rete stradale. Tra i progetti: il potenziamento dell’autostrada da
Al-Ain a Dubai, che sarà completato a breve, e quello dell’autostrada da Mafraq a Ghweifat, presso il
confine con l’Arabia Saudita, che sarà portato a termine entro il 2014.
Previsto anche il potenziamento delle infrastrutture aeroportuali; Abu Dhabi International Airport sarà
dotato di un altro terminal, con un conseguente aumento della capacità di transito passeggeri da 12 a 32
milioni di unità.
Né saranno trascurate le infrastrutture e le strutture portuali; il progetto più importante riguarda il
Khalifa Port che sarà dotato entro il 2012 di un nuovo terminal per container e merci sfuse e che a
lavori ultimati (data prevista 2028) avrà una capacità di 22 mn di teu/anno.
Telex Prestiti dalle agenzie per il credito all’export - Emirates Aluminium (Emal) sta negoziando
con alcune agenzie per il credito all’esportazione un prestito, a completamento del pacchetto di
finanziamento riguardante il progetto di una fonderia di alluminio da costruirsi a Taweelah, nella
Khalifa Port & Industrial Zone.
La prima tranche risale al 2007, quando Emal (joint venture fra Mubadala, fondo sovrano di Abu Dhabi,
e Dubai Aluminium) raccolse per il progetto, il cui costo è di circa 8 miliardi di dollari, 4,9 miliardi di
dollari.

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Probabilmente il supporto delle agenzie per il credito all’export non sarà sufficiente e Emal dovrà
tornare sul mercato, ma, secondo i banchieri che seguono il progetto (adviser finanziario Citigroup)
dovrebbe essere abbastanza agevole raccogliere i fondi mancanti, dal momento che si tratta di un
progetto solido e economicamente redditizio, specie dopo il rialzo dei prezzi dell’alluminio.
Telex Joint venture con l’Arabia Saudita - La società Septech, operante nel settore idrico, con sede
negli Emirati, ha costituito una joint venture con Mawrid Holdings, istituto finanziario con sede in
Arabia Saudita (cfr Arabia Saudita), specializzato nel finanziare interventi nei settori sanitario,
immobiliare ed energetico. Il nuovo organismo, denominato Septech Saudi Arabia, aprirà nuovi
stabilimenti nelle province orientale e occidentale.
Septech sarà azionista di maggioranza.

EGITTO
Opportunità Gara di appalto per il complesso di Echem - Sarà indetta a febbraio la gara di appalto
per la realizzazione del complesso petrolchimico da 2 miliardi di dollari che Egyptian Petrochemicals
Holding Company (Echem) intende costruire nei pressi di Alessandria.
L’impianto sarà dotato di un cracker di etano per la produzione di etilene (750.000 ton/a); la tecnologia
sarà fornita da Abb Lummus.
Il progetto fa parte del piano messo a punto nel 2002 che prevedeva investimenti da 10 a 20 miliardi di
dollari per lo sviluppo dell’industria petrolchimica, ancora decisamente inadeguata rispetto alle risorse
di cui dispone il paese.
Opportunità Prequalificazione per impianto trattamento acque - Il Ministero per l’Edilizia e lo
sviluppo urbano ha invitato le società interessate a chiedere la prequalificazione entro il 14 febbraio alla
gara di appalto che sarà indetta per il progetto (in partenariato fra pubblico e privato) riguardante il
potenziamento dell’impianto di trattamento delle acque reflue di Abu Rawash, nel governatorato di
Giza ad ovest del Cairo.
La società vincitrice della gara dovrà rilevare l’impianto esistente ed aumentarne la capacità, portandola
da quella attuale di 1,2 mn di mc/g a 2 mn di mc/g; sarà inoltre responsabile della gestione per 25 anni,
al termine dei quali la struttura sarà trasferita allo stato.
Il primo impianto del genere ad essere realizzato in partenariato sarà quello del New Cairo, affidato al
consorzio di cui fanno parte Orascom Construction e la società spagnola Aqualia.
Telex Cresce l’interesse per l’energia alternativa - Il Supremo consiglio per l’energia sta mettendo
a punto un ambizioso piano strategico che dovrebbe consentire al paese di soddisfare il 20% del
fabbisogno energetico con il ricorso a fonti alternative quali il vento e il sole.
Nel corso della Conferenza internazionale sull’energia rinnovabile, svoltasi ad Alessandria ai primi del
mese di dicembre, il Ministro dell’Elettricità e dell’energia, Hasan Yunis, ha reso noto che è stata
identificata un’area di 7.500 kmq nel deserto dove saranno situate una serie di centrali eoliche; il
finanziamento sarà ottenuto tramite accordi di forniture a lungo termine per l’energia prodotta fra il
governo e i potenziali investitori; il governo inoltre offrirà il terreno per le centrali ad un prezzo
simbolico, abbassando anche i dazi all’import sulle attrezzature necessarie (dal 5% al 2%). Previsto
anche un intervento di supporto da parte della Banca mondiale e dell’Unione europea.
Nell’area di Zafaraniyah sono già in funzione centrali eoliche con una capacità complessiva di 430
MW, che sarà aumentata nel giro di pochi mesi fino a 550 MW.
Alla fine del 2010 entrerà in funzione la prima centrale solare da 140 MW.
Telex       Joint venture con l’Algeria per ricerca petrolifera - In occasione della riunione
dell’Organizzazione dei paesi arabi esportatori di petrolio (Opaep), svoltasi al Cairo nel mese di
dicembre, il Ministro egiziano del Petrolio Sameh Fahmy e il Ministro algerino dell’Energia e delle
miniere Chakib Khelil hanno reso noto di voler costituire una joint venture, che si occuperà di ricerca
petrolifera in Algeria, Egitto ed altri paesi (cfr Algeria). La joint venture avrà tre azionisti, Sonatrach al
50%, Egyptian General Petroleum Company (Egpc) ed Egyptian Natural Gas Holding Company (Egas)
per l’altro 50%.
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GIORDANIA
Opportunità Potenziamento del porto di Aqaba - Aqaba Development Corporation darà il via
nell’anno in corso all’iter per la prequalificazione alle gare di appalto che saranno indette per
l’assegnazione dei contratti di progettazione e costruzione relativi al nuovo porto di Aqaba.
Il progetto sarà finanziato e realizzato dalla società stessa, dopo la cancellazione dell’accordo di
partnership con Aqaba Gateway Group per sopravvenuti motivi di contrasto; ciò non esclude comunque
che nelle ultime fasi la compagnia non possa invitare i privati a partecipare.
Il porto sarà completato entro il 2012.
Telex Nuovo governo - Il re Abd Allah ha nominato Primo Ministro Samir al-Rifai, che sostituisce
Nader al-Dhahabi, dimissionario dopo due anni nella carica; il nuovo Primo Ministro ha proceduto il 14
dicembre alla formazione del nuovo governo, composto da 28 ministri, di cui quindici per la prima
volta nell’esecutivo. Il nuovo Primo Ministro è figlio del Presidente del Senato e ha completato i suoi
studi alla Cambridge University e alla Harvard University.
Da segnalare la nomina al dicastero delle Finanze di Muhammad Abu Hammur, che già nel passato
aveva ricoperto la medesima carica, e quella di Khalid Irani, ministro dell’Ambiente nel precedente
governo, cui è stato affidato il Ministero dell’Energia e delle risorse minerarie.
Nominati anche due vice Primo Ministro, Rajai al-Muashshir e Nayif al-Qadi; il primo ha stretti legami
e rapporti con le organizzazioni di sviluppo arabe ed internazionali, il che potrebbe essere di aiuto per
far affluire investimenti dall’estero.
Telex Bilancio 2010 - Il governo giordano (precedente a quello nominato il 14.12 cfr sopra) ha
approvato il bilancio 2010 che rivede entrate ed uscite alla luce della recessione globale.
Le entrate ammonteranno a DG 4,8 mld (circa 7 miliardi di dollari), con una riduzione del 12,7%
rispetto al precedente esercizio, a fronte di uscite per DG 5,5 mld (circa 8 miliardi di dollari), diminuite
dell’11,3%; ne consegue pertanto un disavanzo di DG 685, se si conteggiano i doni e di DG 1 mld se
questi non sono conteggiati; nel primo caso il deficit è pari a quello del 2009 e rappresenta il 3,9% del
Pil previsto per il 2010.
Si tratta di un budget improntato all’austerità; come ha sottolineato il ministro delle Finanze, è
preferibile optare per la stabilità finanziaria, considerata requisito fondamentale per la crescita, che
adottare una politica espansionistica, che porterebbe inevitabilmente ad un disavanzo difficilmente
gestibile.
Il bilancio quindi prevede tagli delle spese, specie per quanto concerne energia, elettricità, acqua;
prevista anche una diminuzione degli acquisti di autoveicoli e di beni strumentali e la limitazione dei
finanziamenti ai soli progetti in corso di realizzazione.
Le spese correnti, pari all’82,4% del totale, sono del 6,1% inferiori a quanto previsto nel precedente
esercizio, mentre quelle in conto capitale, DG 960 mn, subiscono una contrazione del 29,7%.
Per quanto riguarda le entrate, di poco diminuite quelle interne (-7,1%), mentre i doni sono più che
dimezzati (-51,7%).

Bilancio 2010 e Consuntivo 2009 (DG mn)
                          Bilancio 2010            Consuntivo 2009           Var (%)
Entrate                            4.775,0                    5.466,9             - 12,7
di cui doni                          330,0                      684,0             - 51,7
Uscite                             5.460,0                    6.155,5              -11,3
correnti                           4.500,0                    4.790,5               - 6,1
in conto capitale                      960                    1.365,0             - 29,7
Deficit (doni inclusi)             - 685,0                    - 688,6              + 0,5
Deficit (doni esclusi)            -1.015,0                  - 1.372,6             + 35,2


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Telex Bilancio supplementare 2009 - Il governo ha approvato con decreto legge uno stanziamento
supplementare di DG 300 mn per il bilancio del 2009; tale intervento si è reso necessario per permettere
al governo di pagare i debiti contratti verso società del settore privato e singoli operatori nazionali ed
esteri.
Di tale somma DG 38 mn saranno ottenuti ricorrendo a fonti estere ed il resto sul mercato nazionale
attraverso l’emissione di obbligazioni governative.
A seguito di questa operazione si dilaterà il disavanzo, che passerà da DG 1,18 mld a DG 1,5 mld.
Probabile l’introduzione di nuove imposte; è quanto ha detto il vice Primo Ministro, che ha parlato di
una possibile imposta speciale sulla benzina e della modifica dell’attuale legislazione in materia di
imposte sul reddito.
Telex Dalla Corea il primo reattore di ricerca - Il primo reattore nucleare di ricerca del paese sarà
realizzato dal gruppo coreano costituito da Atomic Energy Research Institute e Daewoo Engineering
and Construction, che si è aggiudicato il contratto del valore di 173 milioni di dollari. Committente
Jordan Atomic Energy Commission (Jaec). Alla gara partecipavano anche Atomstroyexport (Russia),
Invap (Argentina) e China National Nuclear Corporation.
Il reattore da 5 MW sarà costruito entro il 2014 ed utilizzato per ricerca, sviluppo, formazione e
produzione di isotopi a scopo terapeutico. In gara per aggiudicarsi il contratto altre tre società
Nel mese di novembre la Jaec ha assegnato alla società australiana WorleyParsons un contratto da 11
milioni di dollari per la messa a punto di uno studio di fattibilità concernente la costruzione della prima
centrale nucleare; la società dovrà inoltre dare indicazioni alla commissione in merito alla scelta delle
tecnologie più appropriate e selezionare i reattori che potranno essere fornita da Areva (Francia), Korea
Electric Power Corporation, Atomic Energy (Canada) e Rosatom (Russia).
Telex Disco verde per i lavori del Disi Water - Al’inizio del mese di dicembre è stato finalmente
dato il via ai lavori per la realizzazione del Disi Water Conveyance Project, che consentirà di fornire ad
Amman 100 mn di mc/g di acqua potabile.
Il progetto (costo 1,2 miliardi di dollari) prevede la perforazione di 55 pozzi sotterranei situati nella
falda acquifera di Disi Mudawarra nella Giordania meridionale e la costruzione di una rete di condotte
di 120 km per raccogliere l’acqua ed un’altra di 352 km per trasportarla e distribuirla ad Amman.
Il progetto sarà realizzato su base bot da Disi Water Company (Diwaco), di proprietà della società turca
Gama Enerji, che gestirà la struttura per 25 anni.
Al finanziamento del progetto partecipano Bei, Agence française de développement, Overseas Private
Investment Corporation (Usa), Proparco, nonché il governo giordano con 400 milioni di dollari.

IRAQ
Opportunità Stadio a Basra - La società Wsp Flack + Kurtz (controllata del gruppo britannico Wsp)
ha iniziato la progettazione del nuovo stadio che sarà costruito nella città di Basra, nell’Iraq
meridionale; la nuova struttura, che sarà inaugurata in occasione della Gulf Cup del 2013, avrà una
capienza di 65.000 spettatori.
Oltre allo stadio vero e proprio, il progetto prevede anche uno stadio per gli allenamenti, alloggi per gli
atleti, parcheggi ed altre strutture logistiche di supporto.
Telex Conclusi sette accordi di ricerca, produzione e sviluppo - La seconda gara di appalto indetta
per l’assegnazione di licenze di produzione e sviluppo dei giacimenti petroliferi si è conclusa con
risultati che, almeno ad un primo giudizio, sembrano molto favorevoli per il paese, che è senz’altro
considerato molto interessante dai grandi gruppi petroliferi mondiali.
Su dieci giacimenti o gruppi di giacimenti offerti, sette sono stati assegnati, mentre per tre non è stata
formulata alcuna offerta; estremamente basse le remunerazioni, previste nei contratti, per la produzione
eccedente la soglia minima, ma le società hanno accettato senza battere ciglio; notevoli infine gli
impegni assunti da queste ultime per quanto riguarda l’aumento della produzione.
In particolare, qualora si raggiungessero gli obiettivi di aumento previsti, nell’arco di appena sette anni
la produzione di greggio dell’Iraq potrebbe passare dai 2,5 mn di b/g di oggi a più di 12 mn di b/g,
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facendo del paese il secondo produttore mondiale, dopo l’Arabia Saudita e prima della Russia (9,9,mn
di b/g) e degli Usa (7,9 mn di b/g).
Questi i risultati delle gara:
    - Majnoum: consorzio vincente Shell (60%, operatore) e Petronas (40%); obiettivo di produzione
        1,8 mn di b/g; soglia di produzione 175.000 b/g; remunerazione per barile eccedente soglia US$
        1,39; bonus di firma US$ 150 mn;
    - Halfaya: consorzio vincente Cnpc (50%, operatore), Petronas e Total (25% ciascuna); obiettivo
        di produzione 535.000 b/g; soglia di produzione 70.000 b/g; remunerazione US$ 1,40; bonus di
        firma US$ 150 mn;
    - Qayarah: società vincente Sonangol (100%, operatore); obiettivo di produzione 120.000 b/g;
        soglia di produzione 30.000 b/g; remunerazione US$ 5; bonus di firma US$ 100 mn;
    - West Kurna: consorzio vincente Lukoil (85%, operatore) e Statoil (15%); obiettivo di
        produzione 1,8 mn di b/g; soglia di produzione 120.000 b/g; remunerazione US$ 1,15; bonus di
        firma 150;
    - Garraf: consorzio vincente Petronas (60%, operatore) e Japex (40%); obiettivo di produzione
        230.000 b/g; soglia di produzione 35.000 b/g; remunerazione US$ 1,49; bonus di firma US$ 100
        mn;
    - Badra: consorzio vincente Gazprom (40%, operatore), Tpao (10%), Kogas (30%) e Petronas
        (20%); obiettivo di produzione 170.000 b/g; soglia di produzione 15.000 b/g; remunerazione
        US$ 5,50; bonus di firma US$ 100 mn;
    - Najmah; società vincente Sonangol (100%); obiettivo di produzione 110.000 b/g; soglia di
        produzione 20.000 b/g; remunerazione US$ 6; bonus di firma US$ 100 mn.
Le società vincitrici sono undici; le performance migliori sono state quelle delle società asiatiche, con in
testa Petronas, società nazionale della Malaysia, presente in ben quattro giacimenti.
Fra le società europee spicca Shell, operatore per il giacimento di Majnoun; presenti poi, ma non come
operatori, StatoilHydro e Total.
Brillante la performance della Russia con Gazprom e Lukoil; quest’ultima in particolare è riuscita ad
ottenere il giacimento di West Kurna (in cui è anche opertatore) cui puntava da anni e a proposito del
quale aveva firmato un contratto al tempo di Saddam.
Da segnalare infine l’approccio della società angolana Sonangol, che ha preferito puntare su giacimenti
più piccoli e più pericolosi, spuntando però remunerazioni assai più consistenti.
Total, nonostante abbia ottenuto una presenza, si è detta molto delusa dei risultati, dal momento che
puntava da tempo, anche in virtù della sua conoscenza del paese e della regione e degli studi già
effettuati, a quelli che sono considerati i giacimenti più promettenti, vale a dire Majnoun e West Kurna,
dovendosi invece accontentare del lotto Halfaya, senza esserne però l’operatore.
Per quanto riguarda l’Italia, Eni era in gara per Halfaya, come operatore al 30% in consorzio con
Sonangol (15%), Cnooc (15%), Kogas (20%) e Occidental (20%); la remunerazione richiesta era del
tutto fuori linea (12,9 dollari)
In gara anche Edison (10%) per Garraf in consorzio con KazMunaiGaz (operatore 45%) e Kogas
(45%); la remunerazione richiesta era di 2,55 $, a fronte di 1,49 $ di Petronas e Japex.

KUWAIT
Telex Si ripete la gara per unità di riiniezione - Kuwait Oil Company (Koc) ha invitato i contractor
a partecipare alla gara di appalto che si chiuderà l’11 maggio per l’assegnazione del contratto (valore
previsto 700 milioni di dollari) riguardante la fornitura e l’installazione di strutture per la riiniezione di
acqua marina nei giacimenti del nord e del centro.
Si tratta della ripetizione della gara svoltasi nel 2008 e successivamente annullata poiché l’offerta più
competitiva, presentata da Snamprogetti, superava abbondantemente il budget previsto da Koc.
Alla ripetizione della gara si sono prequalificate diciassette compagnie, fra cui Saipem e l’ufficio
italiano del gruppo francese Technip.
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Imprese Abb, Tecnimont e Saipem in gara unità di raffinazione - Abb Engineering, Tecnimont e
Saipem si sono prequalificate per la gara di appalto (chiusura il 17 marzo) indetta da Kuwait National
Petroleum Company (Knpc) per la costruzione, nella raffineria di Mina al-Ahmadi, di un’unità per la
separazione e il trattamento del gas acido.
Il valore del contratto è di circa 500 milioni di dollari.
Il progetto rientra nel programma di potenziamento della produzione di combustibili puliti in linea con
gli standard europei ed è uno dei pochi che viene mandato avanti; altri progetti del genere, ma di
maggior rilievo economico, sono stati rinviati per motivi politici.

MAROCCO
Opportunità Piano di trasporti per Casablanca - Il piano urbano di trasporti per Casablanca, la più
grande città del Marocco, richiederà investimenti per circa 6 miliardi di dollari; esso prevede la
costruzione di quattro linee tranviarie, una linea espressa di autobus e un’autostrada.
Al momento è in corso la costruzione della prima delle quattro linee tranviarie (30 km e 49 stazioni),
che comprende fra l’altro anche la riorganizzazione e la ristrutturazione di tutte le reti sotterranee
(energia, acqua e gas); il costo previsto è di 841 milioni di dollari.
Le vetture tranviarie saranno fornite da Alstom, che garantirà per quindici anni la manutenzione.
L’intera rete avrà una lunghezza di 76 km; i lavori per la seconda linea dovrebbero iniziare alla fine del
terzo trimestre di quest’anno.
Secondo la compagnia di trasporto Casa Transports, preposta alla realizzazione del programma, le linee
saranno operative a fine 2012.

TUNISIA
Opportunità Prequalificazione per la centrale di Cap Bon - Il Ministro dell’Industria, dell’energia
e delle piccole e medie imprese ha aperta la prequalificazione alla gara di appalto che sarà indetta per la
costruzione della centrale elettrica indipendente di Cap Bon, che avrà una capacità di 1.200 MW e
costerà 1,5 miliardi di dollari; dell’energia prodotta 400 MW saranno acquistati dall’ente pubblico
Société tunisienne de l’électricité e du gaz ed il resto esportato in Italia, via cavo sottomarino.
Sono sedici le società che hanno espresso interesse per il progetto; la vincitrice lo realizzerà su base boo
nell’ambito di una concessione trentennale.
Attualmente è in corso la gara per la centrale di Biserta (350-500 MW); è probabile che la data di
scadenza, 29 gennaio 2010, sia prorogata di un paio di mesi a seguito di richieste avanzate in tal senso
dai cinque concorrenti prequalificati: International Power (Regno Unito); Marubeni Corporation e
Mitsui & Company (Giappone); Powertek Berhad (Malaysia) con Siemens (Germania); GdF Suez
(Francia).

YEMEN
Opportunità Potenziamento del porto di Aden - Il porto di Aden e il terminal per container saranno
ristrutturati e potenziati in due fasi al costo di 850 milioni di dollari; lo ha comunicato Dubai & Aden
Port Development Company, una joint venture di cui fanno parte Dp World e Yemen Gulf of Aden
Port, costituita nel luglio del 2008 per sviluppare e gestire il porto.
La prima fase prevede un aumento di 400 metri della lunghezza della banchina, il potenziamento delle
infrastrutture di stoccaggio per container e lavori di dragaggio.
Nella seconda fase si procederà ad un ulteriore allungamento di 900 metri della banchina, che alla fine
dell’intervento raggiungerà i due chilometri di lunghezza.
L’attuale capacità del porto di Aden è di 700.000 Teu/anno, che diventeranno 1,5 milioni al termine
degli interventi descritti (probabilmente nel 2012).
Telex Un ponte fra Asia e Africa - Al-Noor Investment Company (società con sede a Dubai) ha
dichiarato che entro l’anno intende assegnare un contratto su schema bot per la realizzazine del progetto
riguardante il collegamento tramite ponte di Yemen e Gibuti.
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Il progetto è certamente ambizioso; esso prevede:
     - la costruzione di un ponte di 28,5 km (una progettazione preliminare è già stata effettuata dalla
        società danese Cowi) suddiviso in due tratte, dalla costa yemenita all’isola di Perim e da qui a
        Gibuti;
     - la costruzione di due città agli estremi del ponte;
     - la costruzione di una linea ferroviaria.
Il costo complessivo (ponte, città e ferrovia) è stimato a 200 miliardi di dollari; la fase uno, che riguarda
la costruzione del tratto di ponte dalla costa dello Yemen all’isola di Perim richiederà investimenti per
20 miliardi di dollari.
Il responsabile di Al-Noor ha dichiarato che la società, che ha già stanziato denaro per il progetto (non
sono state fatte cifre), è decisamente ottimista per quanto riguarda il reperimento dei finanziamenti sul
mercato dei capitali.

PAESI CCG
Telex Ancora lunga la strada per l’unificazione monetaria - Potrebbero essere necessari dieci anni
per arrivare ad una reale unione monetaria; la pessimistica dichiarazione è stata fatta dal Ministro degli
Esteri del Kuwait subito dopo la ratifica da parte del Parlamento della decisione del governo di adottare
un’unica moneta nell’area del Golfo, quasi a voler spegnere ogni eventuale entusiasmo.
Di fatto gli ostacoli sono molti e di vario genere; nel caso del Kuwait ad esempio l’adozione di una
moneta unica, diversa quindi da quella attuale, richiede un cambiamento della Costituzione, secondo i
cui dettami la valuta del paese deve essere coniata con il nome dell’Emiro.
A rendere però oltre che più difficile anche meno significativa l’unione monetaria resta il fatto che su
sei paesi, due hanno dichiarato di non voler aderire, l’Oman nel 2006 e gli Eau, la seconda economia
del Golfo nel 2008; l’auspicio è che tempi più lunghi giochino a favore di un mutamento delle
posizioni.
In ogni caso ogni paese dovrà mettere a punto progetti individuali per poter arrivare all’obiettivo
condiviso; il rischio di una paralisi non è certamente da escludere.

PAESI ARABI
Telex Nominato il Segretario generale del Gecf – A conclusione di una riunione svoltasi a Doha, il 9
dicembre i rappresentanti dei paesi membri del Gas Exporting Countries Forum (Gecf) hanno proceduto
alla nomina del Segretario generale dell’organizzazione. La scelta è caduta sul russo Leonid
Bokhanowsky, attualmente vicepresidente di Stroytransgaz, una società di ingegneria e costruzioni.
L’incarico ha una durata triennale ed è rinnovabile una sola volta per un periodo analogo.
Il nuovo segretario ha sottolineato in una conferenza stampa, svoltasi il 15 dicembre, le priorità che
guideranno le azioni del forum.
Principale obiettivo è espandere la presenza del Gecf nel mondo, allargando la cerchia dei paesi
membri; a tal fine contatti sono già in corso con Australia e Canada, mentre i Paesi Bassi potrebbero
aderire l’anno prossimo in qualità di osservatori, mentre due paesi, attualmente con tale status, Norvegia
e Kazakhistan, potrebbero acquisire quello di membro.
L’organizzazione non intende divenire una copia dell’Opec, pur rappresentando certamente gli interessi
dei produttori e degli esportatori, dal momento che a suo avviso è ancora prematuro mettere a punto una
politica coordinata riguardante il gas nei suoi molteplici aspetti.
Importante per il momento costituire un gruppo di lavoro che si occupi di monitorare domanda e
offerta, di analizzare l’andamento dei prezzi di greggio e gas, che promuova l’applicazione di
tecnologie avanzate per l’esplorazione e la produzione del gas, nonché per la riduzione dei costi di
trasporto.




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