Pia Serra

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					PROGETTO INTEGRATO DI AREA
   CANAVESE – BIELLESE

(PAYS-SAGE - Progetto Integrato d’Area
  dell’Anfiteatro Morenico della Serra)
Provincia di Biella                                                 Provincia di Torino


             Scheda riepilogativa del progetto integrato

                        a) “Pays-sage”
       Progetto Integrato d’Area dell’Anfiteatro Morenico
                          della Serra

   1.1.     Informazioni di carattere generale

   b) Promotori: Provincia di Biella, Provincia di Torino (Patto Territoriale del Canavese)
    Soggetto capofila: PROVINCIA DI TORINO

   c) Area (omogenea) di localizzazione del Progetto integrato e
      dimostrazione       dell’omogeneità dell’area in  relazione
      all’obiettivo del Progetto.

Il Progetto integrato d’area dell’Anfiteatro Morenico della Serra coinvolge l’area del
Patto Territoriale del Canavese, costituito da 122 Comuni e da 5 Comunità montane, e 15
Comuni in phasing out della Provincia di Biella (Comuni della Serra contigui a quelli del
versante Canavese).

                             Patto Territoriale del Canavese
            Comuni Obiettivo 2                Albiano d'Ivrea, Alice Superiore, Andrate, Azeglio,
                                              Banchette,     Barone      Canavese,     Bollengo,
                                              Borgofranco d'Ivrea, Borgomasino, Brosso,
                                              Brozolo Burolo, Caluso, Candia Canavese,
                                              Caravino, Carema Casalborgone, Cascinette
                                              d'Ivrea, Castagneto Po, Chiaverano, Chivasso,
                                              Colleretto Giacosa, Cossano Canavese, Fiorano
                                              Canavese, Foglizzo, Ivrea, Lessolo, Loranzè,
                                              Lugnacco,     Maglione,     Mazzè,    Mercenasco,
                                              Meugliano, Montalenghe,           Montalto Dora,
                                              Montanaro, Nomaglio, Orio Canavese, Palazzo
                                              Canavese, Parella, Pavone Canavese, Pecco,
                                              Perosa     Canavese,      Piverone,    Quagliuzzo,
                                              Quassolo, Quincinetto Romano Canavese,
                                              Rondissone,     Rueglio,    Salerano    Canavese,

                                                                                               2
                                                Samone, San Benigno Canavese, San Martino
                                                Canavese, San Sebastiano da Po, Scarmagno,
                                                Settimo Rottaro, Settimo Vittone, Strambinello,
                                                Strambino, Tavagnasco Trausella, Traversella,
                                                Vestignè, Vialfrè, Vico Canavese, Vische, Vistrorio
           Comuni in phasing out                Agliè, Alpette, Bairo, Baldissero Canavese,
                                                Borgiallo,    Bosconero,     Brusasco     Busano,
                                                Canischio, Castellamonte, Castelnuovo Nigra,
                                                Cavagnolo Ceresole Reale, Chiesanuova Ciconio,.
                                                Cintano,     Colleretto Castelnuovo, Cuceglio,
                                                Cuorgné, Favria, Feletto, Forno Canavese,
                                                Frassinetto, Ingria, Issiglio, Lauriano Locana,
                                                Lombardore, Lusigliè, Monteu da Po, Noasca,
                                                Oglianico, Ozegna, Pertusio, Pont-Canavese,
                                                Prascorsano, Pratiglione, Ribordone, Rivara,
                                                Rivarolo Canavese, Rivarossa, Ronco Canavese,
                                                Salassa, San Colombano Belmonte, San Giorgio
                                                Canavese, San Giusto Canavese, San Ponso,
                                                Sparone, Torre Canavese, Valperga, Valprato
                                                Soana, Verrua Savoia Vidracco, Villareggia

                                      Provincia di Biella
           Comuni in phasing out                Camburzano,      Donato,    Graglia,    Magnano,
                                                Mongrando,      Muzzano,     Netro,    Occhieppo
                                                Inferiore, Occhieppo Superiore, Pollone,
                                                Sala Biellese, Sordevolo, Torrazzo, Zimone,
                                                Zubiena


Il territorio del Canavese è stato già oggetto di un Progetto Integrato di Area finanziato su
fondi Docup 1997/99 ex misura 6.1; all’epoca dell’ammissione al finanziamento questo
territorio presentava una struttura che lasciava intravedere tre sub-zone ciascuna delle quali
stava vivendo una sua differente fase di transizione verso il futuro:
- l’Eporediese, in passato identificato con l’Olivetti, che cercava di contrastare la fase più
    acuta degli effetti economici e sociali del declino del proprio apparato produttivo
    puntando sulla diffusione dell’istruzione universitaria, sulla ricerca, sull’innovazione
    tecnologia a servizio delle imprese e sulla sperimentazione di esperienze che favorissero
    la diversificazione produttiva
- il Chivassese che, superato il periodo più critico seguito alla chiusura dello stabilimento
    Lancia, stava ridefinendo una sua identità economica, puntando sulla posizione
    strategica del proprio territorio di riferimento nel sistema delle comunicazioni regionali e
    nazionali e su un importante patrimonio paesaggistico e culturale,
- il Canavese Occidentale che necessitava di un sostegno concreto per rilanciare la propria
    attività industriale prevalente, lo stampaggio.
Oggi la realtà socioeconomica di questo territorio risulta modificata a vantaggio di una
maggiore omogeneità, soprattutto di intenti e di obiettivi, conquistata grazie ad un grande
lavoro di cooperazione, pur nel rispetto delle differenze.
A questa conquistata omogeneità ha contribuito anche il Progetto Integrato di Area della
passata programmazione dei fondi strutturali, soprattutto nella direzione di far crescere in
tutti gli attori del territorio la consapevolezza del valore della collaborazione e del continuo
confronto/dialogo fra soggetti diversi.

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Il P.I.A “Pays-sage” nasce dalla convinzione che sia di importanza strategica utilizzare le
risorse messe a disposizione attraverso i Fondi strutturali per favorire il rafforzamento dello
sviluppo economico incoraggiando la diversificazione economico-produttiva, ovvero
migliorando le condizioni generali di attrattività del territorio a fini di promozione del turismo
poiché un territorio accogliente per le persone lo sarà di più per le imprese, per le nuove
imprese e dunque acquisirà quel maggior dinamismo che è alla base della competitività. In
tal senso le delimitazioni amministrative (provinciali) vengono superate per identità di
condizioni e di obiettivi.

L’area geografica presa in considerazione è l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea che pur
collocandosi principalmente all’interno del territorio canavesano, ha alcune parti comprese
nelle Provincie di Biella e di Vercelli, in particolare il lago di Viverone; le colline a sud del
lago e la gran parte dell’area della Serra Morenica.

L’Anfiteatro Morenico di Ivrea (la definizione corretta riportata nella Carta Geologica d’Italia)
è da sempre riconosciuto come elemento di eccezionale interesse dai geologi di tutto il
mondo ed è stato “soggetto” molto apprezzato dagli illustratori del paesaggio europei. E’
inoltre tema di ricerca per studiosi ed appassionati locali, ma è anche un luogo di fatto poco
conosciuto e molto raramente individuato, non solo dal grande pubblico, ma anche dagli
stessi abitanti del luogo.
Oggi, che in tutta Europa è in corso la ricerca delle peculiarità del territorio necessarie ad
equilibrare l’avanzare della “uniformazione”, questo luogo così speciale può rappresentare
un elemento concreto di coesione ed identità, al pari di una vallata, luogo fisico riconosciuto
e di facile identificazione.
E’ quindi tempo che venga messa a frutto, impiegata in modo vantaggioso nei processi di
promozione e valorizzazione dell’area, l’immagine di un elemento ricchissimo di contenuti
che, in modo veramente unico e speciale, caratterizza e collega in una sola identità fisica i
luoghi di questa parte rilevante dell’estremo Piemonte nord occidentale.

L’unicità e l’assetto specialissimo del contesto ambientale, della forma del luogo nel suo
complesso, del suo processo di formazione, sono gli argomenti “forti” di distinzione su cui
puntare per promuovere un turismo “di qualità”, se non addirittura di “eccellenza”,
incentrato sull’ambiente.
I temi tradizionali del turismo, i monumenti, i musei, l’enogastronomia, le manifestazioni e
le feste tradizionali, anche se non tutti di livello assoluto, assumono in questo contesto una
caratterizzazione specifica collegandosi al tema centrale ed unificante del territorio: il
paesaggio con la sua forma e la sua storia geologica uniche in Europa e rare al mondo.

La geologia, la linea di separazione dei continenti, la formazione delle catene alpine, la
presenza del mare, la suggestione del movimento di grandi masse che modellano
l’Anfiteatro, quindi la sua evoluzione e trasformazione (tutti elementi indispensabili alla
comprensione dello stato attuale, con i suoi problemi legati all’acqua); quindi, i temi del
paesaggio con la stupefacente linea retta della Serra, il fiume, i torrenti, i 5 laghi “dioritici”
ed i 5 intramorenici (Viverone, Bertignano, Candia, Alice Superiore e Meugliano), le
trasformazioni operate dall’uomo, le coltivazioni e le miniere. L’osservazione, la
comprensione, la percezione fisica e vivibile della forma dei luoghi, sono le azioni che
possono rispondere al diffuso e crescente interesse per i temi scientifico-ambientali.



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                        Punti di forza dell’Anfiteatro morenico

                                       AMBIENTE NATURALE
                                            Riserva Naturale della Bessa
Aree di interesse geologico (morfologie Riserva Naturale delle Baragge
glaciali, massi erratici, zone umide, ecc.) Museo Civico “Garda” di Ivrea Museo Civico
                                            “Morenica” di Vialfrè
                                            Riserva Naturale della Bessa
                                            Riserva Naturale delle Baragge
Flora e fauna
                                            Parco della Burcina
                                            Parco del Gran Paradiso
Rete di carrarecce e sentieri per GTB, Itinerari Montagna e Cultura (, percorsi
escursionismo “naturale” (a piedi, MTB, segnalati in alcune parti delle colline moreniche,
cavallo, ecc.)                              ecc.
                                            “Passeggiando intorno all’acqua”
Fiumi nivali e glaciali
                                            Aree attrezzate del Chiusella
                                            Parco Provinciale del Lago di Candia
                                            Infrastrutture del Lago di Viverone, di Candia e
Laghi
                                            Sirio
                                            “Passeggiando intorno all’acqua”
                                            Serra d’Ivrea
Rilievi montuosi                            Morena della Valchiusella
                                            Infrastrutture dell’area del Monbarone

                                         STORIA E ARTE
                                             Circuito Castelli del Canavese
                                             Passeggiando intorno ai castelli
Castelli
                                             Castello di Roppolo
                                             Ricetto di Magnano
                                             Circuito Religioso
                                             Santuario di Graglia
                                             Santuario di Oropa
Architetture sacre                           Chiesa romanica di Netro
                                             Chiesa romanica di Magnano
                                             Cella di S. Michele

                                             Parej Auta a Pavone
                                             Menhir di Mazzè
Vestigia preistoriche
                                             Menhir della Bessa
                                             Palafitte di Piverone e Viverone
                                             Circuito itinerante “Città d’Arte a Porte Aperte”
Edifici e luoghi d’interesse storico         La Trappa di Sordevolo
                                             Villa Cerniliaro
                                             Itinerario della Via Francigena Canavesana
Via Francigena
                                             Festival Musicale della Via Francigena
Architetture Olivettiane                     Museo dell’Architettura Moderna in Ivrea (MAM

                                                                                                 5
                                            Ivrea)
                                            MACAM di Maglione, Mostra permanente di pittori
Pittura e scultura
                                            russi in Torre




                                 CIVILTA’ ED ARTIGIANATO
                                            Circuito Ecomuseale della Valle Elvo e Serra
Cultura materiale
                                            Circuito itinerante “Città d’Arte a Porte Aperte”
Paesaggio rurale tradizionale morenico
Paesaggio rurale tradizionale della zona
del Carema
Balmetti di Borgofranco d’Ivrea

                                           EVENTI
Carnevale                                   Carnevale d’Ivrea e degli altri paesi
Rievocazioni storiche                       Passione di Sordevolo
                                            “Sordevolo estate”
Concerti
                                            Festival di Musica antica di Magnano
                                            “Effetto Serra” – stagione teatrale di Villa
Teatro
                                            Cernigliaro
                                            Sagra del Cavolo Verza di Montalto Dora,
                                            Giornate del Rosmarino di Chiaverano, Sagra
Fiere e sagre
                                            della Mela a Mongrando, Fiera dell’editoria
                                            canavesana, Sagra della Castagna


                                     ENOGASTRONOMIA
                                            Circuito de “I Ristoranti della Tradizione
Cucina Tradizionale                         Canavesana”
                                            Circuito itinerante “Città d’Arte a Porte Aperte”
                                            Circuito delle “Pasticcerie Storiche del Canavese”
Tradizioni dolciarie
                                            Circuito itinerante “Città d’Arte a Porte Aperte”
Prodotti Vitivinicoli (Erbaluce, Carema,    Enoteca Regionale della Serra a Roppolo
Canavese Rosso, ecc.)                       Circuito “Le Strade del vino”, cantine sociali
Altre produzioni tradizionali               Toma, caprini, mele, mostarda, dolci, farine

                                           SPORT
                                            Stadio Slalom Canoa della Dora Baltea
Fiumi
                                            Passeggiando intorno all’acqua
                                            Stadio Gare Canoa del Lago di Candia e di
Laghi
                                            Viverone
Campi volo
Tenute ippiche                              Due a Zubiena
Campi golf                                  Le Betulle a Magnano
                                            Serra d’Ivrea
Zone lancio parapendio e deltaplano         Morena della Valchiusella
                                            Muanda
Centri sportivi
Locali di intrattenimento
Progetto “Millennium Canavese”


                                                                                                 6
                  Punti di debolezza dell’Anfiteatro morenico

                                         -   frammentazione amministrativa
            GOVERNANCE
                                         -   scarsa propensione a “fare sistema”
                                         -   Mancanza di una vera e propria cultura
                                             dell’accoglienza
                                         -   modello di ricettività legato al turismo
            RICETTIVITA’
                                             aziendale ed alla “villeggiatura” locale
                                         -   carenza di posti letto e di un’offerta
                                             differenziata
                                         -   carenza di servizi a supporto dello sviluppo
               SERVIZI
                                             turistico
                                         -   necessità di potenziare gli aspetti di
                                             promozione e di informazione
              FRUIZIONE
                                         -   segnaletica insufficiente
                                         -   effetti negativi della pubblicistica stradale
                                         -   Singolarità dell’offerta legata ai temi geologici
              AMBIENTE                   -   Stato di degrado di molte aree boscate
                                         -   Condizione di non balneabilità di alcuni laghi
                                         -   Rischio di perdita di identità del paesaggio e
       PAESAGGIO COSTRUITO                   dei suoi molti elementi tipici




L’area del Progetto integrato d’area risulta essere omogeneo non solo dal punto di vista
fisico. La Provincia di Biella e la Provincia di Torino sono accomunati infatti dalla tendenza
ad operare per progettare lo sviluppo locale integrato e per rafforzare la capacità del
territorio di valorizzare e potenziare le proprie risorse per fare “sistema” e per evitare il
rischio della marginalità. Questo è stato lo spirito che ha condotto gli enti locali e le parti
sociali a promuovere in Provincia di Torino il Patto Territoriale del Canavese e in
Provincia di Biella il Patto per il Biellese.




                                                                                                 7
   d) Strumenti       di      pubblicizzazione      e    diffusione        del    Progetto
      Integrato
                                     Provincia di Biella

                                           Dicembre 2001
censimento della progettualità pubblica nel settore turistico (Piani di Sviluppo Comunità
Montane, Studi di fattibilità, Progetti integrati)
                        Incontri nel mese di gennaio 2002
                11 gennaio               incontro tra la Provincia di Biella e l’ATL di
                                              Biella nel quale si concorda di incontrare la
                                              Provincia di Torino per verificarne l’interesse
                                              a predisporre un unico PIA che comprenda la
                                              Serra ed il Canavese
                15 gennaio                    incontro della Provincia di Biella con la
                                              Comunità Montane Bassa Valle Elvo per fare
                                              una prima verifica rispetto ai desiderata dei
                                              territori in phasing out
                18 gennaio                    incontro con il Consorzio Baraggia per
                                              verificarne i progetti nei territori in phasing
                                              out
                21 gennaio                    incontro della Provincia di Biella con la
                                              Comunità Montana Alta Valle Elvo per fare
                                              una prima verifica rispetto alla progettualità
                                              dei territori in phasing out
             23 gennaio 2002                  incontro con le Comunità Montane Alta e
                                              Bassa Valle Elvo, i Comuni dell’area phasing
                                              out, l’ATL di Biella, il GAL Valle Elvo e il
                                              Consorzio Baraggia al fine di raccogliere i
                                              progetti candidati al PIA
                28 gennaio                    presentazione dell’iniziativa al Tavolo di
                                              concertazione del Patto per il Biellese
                31 gennaio                    La Provincia di Biella, con lettera inviata il 29
                                              gennaio 2002, incontra le Comunità Montane
                                              Alta e Bassa Valle Elvo, i Comuni dell’area
                                              phasing out, l’ATL di Biella, il GAL Valle Elvo,
                                              il Consorzio Baraggia e il Santuario di Graglia
                                              nel quale si decide l’elenco dei progetti da
                                              inserire nel PIA
                               -   Incontri nel mese di febbraio 2002
                 7 febbraio                   incontro con i comuni di Donato, Graglia,
                                              Mongrando e Netro per la definizione
                                              dell’itinerario dei Percorsi ciclabili ed ippovie
              11 e 12 febbraio                incontro con i ristoratori della Valle Elvo e
                                              Serra, nel quale si è presentato il progetto e
                                              si è verificata la loro disponibilità a

                                                                                             8
                                                collaborare e/o realizzare investimenti
                                                coerenti con il PIA
                 27 febbraio                    presentazione del progetto al Tavolo di
                                                concertazione del Patto per il Biellese


                               Patto Territoriale del Canavese
Il Tavolo di concertazione del Patto Territoriale del Canavese, costituito da rappresentanti di
enti locali, di associazioni di categoria, di organizzazioni sindacali, nel corso del secondo
semestre 2001 ha lavorato per informare il territorio del Patto del Canavese sulle
opportunità di finanziamento offerte dal Documento unico di programmazione della Regione
Piemonte per il periodo 2000-2006 e in particolare sull’utilità di avviare un P.I.A ai sensi
della misura 3.1.
A questo proposito gli enti locali del Patto del Canavese hanno partecipato al workshop
formativo in materia di finanziamenti comunitari organizzato dalla Provincia di Torino,
interamente dedicato all’illustrazione del complemento di programmazione relativo al Docup
Obiettivo 2 e finalizzato alla concreta realizzazione di progetti cantierabili.
Inoltre è stato prodotto un numero interamente dedicato al DOCUP della Regione Piemonte
nella News del Patto Territoriale del Canavese diffusa in 4.000 copie.


                               Incontri nel mese di novembre 2001
                 6 novembre                     Il Comune di Ivrea, con lettera di
                                                convocazione inviata il 30 ottobre 2001,
                                                incontra il Tavolo di concertazione che
                                                delibera da un lato, di costituire un Tavolo
                                                Tecnico sui Fondi strutturali e dall’altro, di
                                                collaborare con la Provincia di Biella al fine di
                                                presentare un Progetto integrato d’area
                                                comune.

                27 novembre                     Il Comune di Ivrea, con lettera di
                                                convocazione inviata il 19 novembre 2001,
                                                incontra il Tavolo Tecnico sui Fondi
                                                strutturali (formato da rappresentanti del
                                                Tavolo di concertazione). Nel corso della
                                                riunione:
                                                 Viene approvata una scheda-tipo per la
                                                    raccolta di segnalazioni/progetti sul
                                                    territorio.
                                                 Si decide di realizzare un P.I.A con la
                                                    Provincia di Biella
                                                 Viene identificata l’idea obiettivo del P.I.A
                                                    Canavese-Biellese




                                                                                               9
          Incontri nel mese di dicembre 2001
  5 dicembre                Il Comune di Chivasso, con lettera di
                            convocazione inviata il 28 novembre 2001,
                            incontra i Comuni del Basso Canavese al fine
                            di definire la metodologia per costruire un
                            parco progetti sul territorio da candidare
                            sulla misura 3.1a del Complemento di
                            programmazione

  12 dicembre               Con lettera inviata il 4 dicembre dal
                            Segretariato Tecnico del Patto del Canavese
                            la Provincia di Torino incontra i Soggetti
                            attuatori dei progetti costitutivi del P.I.A.
                            finanziato sulla misura 6.1 Docup ob. 2 1997-
                            1999, al fine di verificare se vi siano progetti
                            di implementazione delle iniziative finanziate
                            nella precedente programmazione

  13 dicembre               Il Comune di Ivrea, con lettera di
                            convocazione inviata il 29 novembre 2001,
                            incontra i Comuni e le Comunità montane del
                            Patto Territoriale del Canavese per definire le
                            caratteristiche del P.I.A e illustrare la scheda
                            per la raccolta progetti inoltrata dal
                            Segretariato Tecnico del Patto per posta
                            elettronica e per fax ai soggetti sottoscrittori
                            e ai 4 consorzi socio- assistenziali

           Incontri nel mese di febbraio 2002
15 febbraio 2002            Il Comune di Ivrea, con lettera di
                            convocazione inviata il 1 febbraio 2002,
                            incontra il Tavolo di concertazione del Patto
                            del Canavese per informare i presenti dello
                            stato di avanzamento del PIA Canavese-
                            Biellese. Durante l’incontro viene distribuito il
                            “Catalogo     delle    proposte    progettuali”
                            pervenute, dal quale ogni singolo ente
                            proponente viene invitato a scegliere un
                            solo intervento da poter inserire nella
                            proposta di Progetto integrato d’area da
                            inviare alla Regione Piemonte.

19 febbraio 2002            Il Comune di Ivrea, con lettera di
                            convocazione inviata il 14 febbraio 2002,
                            incontra gli Enti proponenti di interventi
                            presentati nel Parco Progetti del Patto
                            del Canavese. Nel corso di questa riunione
                            è stata approvata la scheda per la

                                                                          10
                                            catalogazione dei progetti (distribuita ai
                                            presenti e inviata per posta elettronica)
                                            predisposta sulla base delle informazioni
                                            aggiuntive richieste dalla Determinazione
                                            regionale n. 7 del 5 febbraio 2002 per
                                            l’inserimento     degli   interventi  che
                                            compongono il Progetto Integrato d’area o
                                            che lo integrano esternamente.

                          Incontri nel mese di aprile 2002
              11 aprile 2002                Il Comune di Ivrea, con lettera di
                                            convocazione inviata il 29 marzo 2002,
                                            incontra il Tavolo di concertazione al fine di
                                            illustrare il documento presentato (e
                                            distribuito ai presenti) dalla Provincia di
                                            Torino alla Regione Piemonte in merito alla
                                            strategia e agli interventi inseriti nel Progetto
                                            integrato d’area     dell’Anfiteatro   morenico
                                            della Serra.

              23 aprile 2002                Il Comune di Ivrea, con lettera di
                                            convocazione inviata il 18 aprile 2002
                                            incontra il Tavolo di concertazione e i
                                            soggetti proponenti dei progetti presentati
                                            nel PIA al fine di valutare la necessità di
                                            apportare delle integrazioni o precisazioni
                                            alle schede di catalogazione dei singoli
                                            interventi in vista della presentazione della
                                            proposta del Progetto integrato entro fine
                                            aprile da parte della Provincia di Torino alla
                                            Regione Piemonte.


Nel corso del mese di dicembre 2001 e del mese di gennaio 2002 sono stati inoltre fatti
molti incontri con i singoli Comuni e con le Comunità montane del Patto del Canavese per
illustrare in modo puntuale le possibilità di finanziamento offerte dalle misure a regia
regionale e in particolare dalla misura 3.1a del Complemento di programmazione.




                                                                                          11
     Incontri congiunti tra la Provincia di Biella
               e la Provincia di Torino


              Incontri nel mese di gennaio 2002
     10 gennaio            incontro tra l’ATL di Biella e l’ATL del
                           Canavese e delle Valli di Lanzo nel quale si
                           decide di proporre alle Provincie competenti
                           un unico PIA che comprenda la Serra ed il
                           Canavese
     21 gennaio            incontro tra la Provincia di Torino, la
                           Provincia di Biella, la città di Ivrea, l’ATL del
                           Canavese e l’ATL di Biella nel quale si
                           concorda di proporre ai propri territori di
                           presentare un unico PIA che comprenda i
                           territori della Serra e del Canavese
     25 gennaio            incontro tra la Provincia di Torino, la
                           Provincia di Biella, la città di Ivrea, l’ATL del
                           Canavese, l’ATL di Biella e il Gal Valle Elvo
                           nel quale vengono definiti l’obiettivo, la
                           strategia e le modalità di lavoro comuni. La
                           Provincia di Torino, su proposta della
                           Provincia di Biella, è l’Ente capofila del
                           Progetto integrato d’area. I rapporti tra la
                           Provincia di Torino e quella di Biella saranno
                           regolamentati attraverso un accordo di
                           programma.

     28 gennaio            incontro tra la Regione Piemonte, la
                           Provincia di Biella, la Provincia di Torino e
                           l’ATL di Biella nel quale vengono definite le
                           procedure per la presentazione della
                           Manifestazione d’interesse
              Incontri nel mese di febbraio 2002
14 febbraio                incontro tra la Provincia di Biella, la Provincia
                           di Torino, il Comune di Ivrea e le ATL di
                           Biella e del Canavese per la predisposizione
                           della Manifestazione d’interesse. Le due
                           Province decidono di preparare una lettera di
                           intenti indirizzata alla Regione Piemonte per
                           informarla dell’accordo raggiunto.

26 febbraio                incontro tra la Provincia di Biella e la
                           Provincia di Torino per la predisposizione
                           della Manifestazione d’interesse



                                                                         12
                    e) Partenariato e forme di concertazione
                     Modalità, strumenti e soggetti coinvolti

Il Patto Territoriale del Canavese e il Patto per il Biellese, e la lunga tradizione di
concertazione consolidata nei territori della Provincia di Torino e di Biella, hanno
rappresentato gli strumenti di politica attiva dello sviluppo locale attraverso i quali è stato
costruito il Progetto integrato d’area dell’Anfiteatro morenico della Serra utilizzando
la concertazione tra le Autorità locali e gli attori economico-sociali che operano sul territorio
(approccio bottom-up) come modalità per poter individuare gli schemi di sviluppo più
efficaci per consolidare la situazione socio-economica locale.
Il processo di concertazione così costruito sarà formalizzato attraverso la sottoscrizione di
un Protocollo d’intesa fra i soggetti proponenti interventi nel Progetto integrato, strategia
che verrà utilizzata dagli attori beneficiari per definire impegni e disponibilità a rispettare la
tempistica, le modalità di realizzazione dei singoli interventi in coerenza con gli obiettivi e la
strategia di sviluppo sostenibile individuati nel P.I.A

Il Patto Territoriale del Canavese rappresenta un’esperienza di grandissimo interesse non
solo per la Provincia di Torino, ma più in generale come progetto integrato di iniziative
avviate nell’ambito di un contesto classico di declino industriale al fine di superarlo
concretamente.
Nel 1997 la crisi dell’Olivetti era ormai da tempo in corso, quando il 21 marzo 1997 si
avviava ufficialmente il Patto Territoriale del Canavese.
Pur essendo una data d’avvio, il 21 marzo rappresenta anche la conclusione formale di un
processo avviato nel settembre 1995, in occasione dell’insediamento della Conferenza dei
Sindaci e dei Presidenti delle Comunità Montane del Canavese; a questo hanno fatto seguito
altre attività che hanno coinvolto o visto promotori i Parlamentari locali e le forze
economiche e sociali del Canavese.
Il Patto Territoriale del Canavese è costituito da un partenariato vasto e piuttosto
eterogeneo che comprende i rappresentanti di enti locali, delle organizzazioni sindacali e di
categoria, dell’Università, del Politecnico, delle Agenzie formative, del terzo settore, del
sistema del credito, delle agenzie di sviluppo e di internazionalizzazione               L’ampia
dimensione del Patto nasce dalla necessità di mettere insieme forze economiche, sociali,
amministrative di una certa rilevanza, in grado cioè di dare vita a un processo di sviluppo
locale durevole in grado di superare le logiche di “campanile” o della singola impresa. Al
Patto Territoriale del Canavese hanno aderito 123 Comuni della Provincia di Torino, 5
Comunità Montane. la Provincia di Torino, e 58 tra Enti ed Organizzazioni, in
rappresentanza delle principali forze economico-sociali locali e di alcuni soggetti di interesse
strategico operanti a livello regionale.
L’attenta analisi del territorio e la lunga attività di concertazione e di consultazione hanno
permesso di individuare nella “comunicazione” e “innovazione” le idee chiave dello
sviluppo economico e sociale del territorio del Patto.
Il Patto Territoriale del Canavese è governato come un’ “Azienda”. In esso il Tavolo di
concertazione diventa il Consiglio d'Amministrazione, il Soggetto Responsabile (la Provincia
di Torino) l'Amministratore Delegato e il Soggetto Promotore (Comune di Ivrea) assume il
ruolo di Presidente della società. Le caratteristiche del Patto definiscono un modello di

                                                                                               13
sviluppo locale che è fondato su una forte integrazione fra pubblico e privato e in cui la
somma fra l'interesse sociale, economico e amministrativo diventano l'interesse comune
dell' “azienda”. Il Patto diventa, in questa chiave, non solo il luogo della definizione della
strategia degli investimenti e delle modalità per finanziarli, ma anche il mezzo attraverso il
quale è possibile realizzare la progettualità sul territorio. Il Patto Territoriale, infatti, si
sviluppa in progetti “trasversali” e progetti “verticali”. I progetti “trasversali”, che hanno il
compito di definire gli investimenti atti a favorire la comunicazione sia materiale che
immateriale, sono al servizio di una serie composita di progetti “verticali” ovvero di singole
aziende, di singoli Comuni, di filiere produttive, ma sono soprattutto funzionali ad un
disegno innovativo di riconversione economica e “sviluppo sostenibile” fondato sulla messa
in rete e valorizzazione di tutte le risorse esistenti sul territorio. Nel Tavolo di concertazione,
costituito da rappresentanti di enti locali, associazioni di categoria, sindacati e altri enti
matura la fase di elaborazione progettuale e decisionale del Patto.
Ed è proprio in questo Tavolo che è stata presa la decisione di collaborare con la Provincia
di Biella al fine di presentare un Progetto integrato d’area comune
Questo processo è stato realizzato coinvolgendo tutti i soggetti sottoscrittori del Patto al fine
di costruire quello che poi è stato individuato come il Parco Progetti del Patto
Territoriale del Canavese a dimostrazione del fatto che i soggetti pubblici e privati hanno
individuato in questo istituto di programmazione negoziata lo strumento più idoneo, non
solo per ottenere i finanziamenti statali previsti, a fronte di un programma integrato di
iniziative imprenditoriali e di opere infrastrutturali, ma anche e soprattutto per concertare
strategie ed iniziative che sostengano uno sviluppo integrato e durevole del territorio,
ricorrendo sia a finanziamenti pubblici che comunitari (logica plurifondo).


Il Patto per il Biellese

La consapevolezza che la competitività di un territorio si giochi anche sulla sua capacità di
concertare e programmare azioni di sviluppo coerenti ha convinto gli attori istituzionali,
sociali ed economici biellesi ad istituire un Tavolo di concertazione permanente finalizzato
alla sottoscrizione di un Patto e alla individuazione di qualunque altro strumento utile allo
sviluppo del territorio. Attualmente il Tavolo risulta composto da Provincia, Comunità
Montane, Consorzio dei Comuni, Camera di Commercio, Comitato di Distretto, Unione
Industriali, Ascom, Confartigianato, CNA, Legacoop, Confcooperative, Unicoop, CGIL, CISL,
UIL, UGL, ASL 12, ARPA, Politecnico e Università degli Studi di Torino, Biverbanca, Banca
Sella, Fidindustria, Consorzio Baraggia. Alla Provincia è stato affidato il compito di
coordinatore istituzionale del Tavolo.
Nel mese di Febbraio 2001 viene sottoscritto il Primo Protocollo d’intesa del Patto per il
Biellese (allegato 1), nel quale si individua quale strategia per lo sviluppo integrato del
biellese: “fare sistema per l’innovazione e la coesione sociale”, facendo leva sui
seguenti ambiti d’intervento:
 qualificazione del mercato del lavoro e delle risorse umane
 potenziamento della formazione superiore ed universitaria
 innovazione dei contenuti e delle opportunità del sistema formativo di base e sviluppo
    dell’educazione permanente
 innovazione e ricerca
 sviluppo delle economie per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali
 potenziamento dell’economia sociale
 promozione e sviluppo dell’immagine del Distretto e del Biellese
                                                                                                14
    modernizzazione delle infrastrutture e del sistema della mobilità
    potenziamento dell’efficacia e della qualità delle prestazioni della pubblica
     amministrazione.
In particolare, per quanto riguarda la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali
saranno individuati strumenti mirati alla creazione e allo sviluppo di un sistema turistico
biellese, che sappia coniugare le esigenze di conoscenza e di accoglienza anche attraverso
forme non tradizionali. Un ruolo centrale avranno la definizione e l’incentivazione delle
filiere per la valorizzazione e l’integrazione dei settori commerciale, artigianale, agricolo e
industriale. In seguito alla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa i lavori del Patto vengo
articolati in Tavoli Tecnici e Gruppi di Lavoro con il compito di approfondire le tematiche
relative agli ambiti di intervento e redigere dei documento di base da sottoporre
all’approvazione del Tavolo di concertazione.
Nel mese di Aprile 2001 viene costituito, all’interno del Tavolo Tecnico “Cultura e
marketing territoriale” il Gruppo di Lavoro sui “Sistemi Turistici Locali” composto da
Provincia, Comunità Montane, Comuni, Camera di Commercio, ATL, GAL Valle Elvo, Parchi,
Ascom, Unione Industriali, Sindacati, Agenzie di Viaggio, cooperative sociali, Fondazione
Cassa di Risparmio, Istituto Alberghiero, Guide Turistiche, Santuari, Unione Pro Loco e
coordinato dal Presidente dell’ATL. Il gruppo ha il compito di redigere un documento di
base sullo sviluppo turistico.
Nel mese Ottobre 2001 il Tavolo di concertazione approva il documento di base sui
“Sistemi Turistici Locali” (allegato 2)


La Provincia di Torino e la Provincia di Biella hanno formalizzato con una lettera congiunta
inviata il 1 marzo 2002 in Regione Piemonte la decisione di costituire il Progetto integrato
d’area Canavese-Biellese, che è il risultato di diversi incontri svolti nei rispettivi territori
con gli enti locali e gli attori socio-economici del territorio del Patto del Canavese (con 68
Comuni in Obiettivo 2 e 54 in phasing out) , con i Comuni interessati della Provincia di Biella
e il GAL della Valle Elvo, con le ATL del Canavese e delle Valli di Lanzo e di Biella, con il
Tavolo di concertazione del Patto del Canavese e con il Tavolo di concertazione del Patto
per lo sviluppo della Provincia di Biella.
La Provincia di Torino inoltre, su proposta della Provincia di Biella, è l’Ente capofila del
Progetto integrato d’area. I rapporti tra la Provincia di Torino e quella di Biella saranno
regolamentati attraverso un accordo di programma.




                                                                                              15
                 f) Analisi dell’area di riferimento del progetto

                              f1) Relazione socio-economica
Demografia
La popolazione totale dell’area canavesana contava, al censimento 1991, 238.179 abitanti, ai
dati anagrafici del 2000, 238.150 abitanti.
La situazione demografica risulta, quindi, apparentemente stabile; ma quest’ultimo decennio,
contrassegnato da avvenimenti economici ed occupazionali molto negativi per l’area, ha avuto
un andamento demografico rispondente alla situazione socioeconomica.
Infatti nella prima metà degli anni Novanta la popolazione dell’area era in crescita: il confronto
tra i dati del 1996 e quelli del 1991 registrano un incremento complessivo dell’1,34% (confronta
tabella n°1). Invece, nella seconda metà del decennio, la popolazione è in calo e soltanto
nell’ultimo anno la situazione sembra che tenda a stabilizzarsi.
Nell’analisi fatta in occasione della stesura del Rapporto per il Patto Territoriale del Canavese, in
cui si analizzava l’andamento demografico della prima metà degli ani Novanta, si evidenziava
come il risultato demografico positivo fosse determinato da un movimento migratorio in attivo,
mentre il saldo naturale, dovuto alla riduzione della fertilità, e conseguente crisi della natalità, e
al lento declino di comuni montani, da molti anni abitati da popolazione prevalentemente
anziana, fosse sostanzialmente negativo.
Una crisi demografica è sempre fortemente condizionata da fattori naturali, ma sicuramente la
crisi dell’Olivetti degli anni a noi più vicini ha influito sul risultato demografico, non fosse altro
che per il calo dei flussi migratori.
I Comuni demograficamente più attivi sono alcuni tra i centri medi canavesani, Rivarolo e
Castellamonte, Montanaro e Stambino. Ad essi si contrappongono i decrementi di
popolazione di Ivrea, Chivasso e Cuorgné.
La costante caduta di popolazione negli ultimi 20 anni interessa soprattutto i Comuni della
fascia pedemontana, per i quali appaiono sempre più importanti le iniziative di sostegno
delle Comunità Montane. I Comuni in lieve crescita demografica sono invece quelli della
pianura e della collina Chivassese che intercettano i flussi migratori in uscita da Torino,
grazie alle più favorevoli condizioni ambientali e residenziali.
Analizzando le variazioni di popolazione per subaree, si nota così che solo nel sistema locale
del lavoro di Rivarolo si è registrato un aumento di popolazione in tutto il periodo
considerato (aumentano anche Favria e Busano), mentre in quelli di Ivrea, Chivasso e Forno
Canavese, permane una situazione critica.
Gli effetti della crisi di Chivasso determinatasi con la chiusura definitiva della Lancia, si
fanno ancora sentire, mentre nella maggior parte dei Comuni limitrofi si registrano
importanti incrementi particolarmente significativi a Castagneto Po, San Sebastiano da Po e
Lauriano, che si pongono rispetto a Chivasso come zona residenziale.
La popolazione di Chivasso continua a diminuire, anche se a ritmi nettamente inferiori, negli
anni ‘90. Tra il 1991 e il 2000, la città perde il 3,63% della popolazione a fronte di
incrementi ancora rilevanti a Castagneto Po (+ 13,40%) e Casalborgone (+10,20%).
Al declino demografico di Chivasso si contrappone quindi la forte crescita dei Comuni della
“collina’’ di Chivasso.


                                                                                                   16
Per quanto attiene alla zona canavese-biellese, la popolazione della Valle Elvo e Serra nel
1991 ammontava a 22.400 abitanti mentre al 2000 conta 22.516 abitanti.

La situazione demografica risulta, quindi, apparentemente stabile; in realtà, al suo interno, è
caratterizzata da situazioni molto diverse tra loro. Alcuni comuni infatti hanno registrato una
significativa crescita: Zubiena (+11,69%), Muzzano (+4.90%) e Netro (+4.65%), altri invece si
sono attestati su valori compresi tra il 2% e 3%: Occhieppo Superiore (+2.99%), Sala Biellese
(+2.60%) e Pollone (+2.34%), altri ancora sono risultati piuttosto stabili (+1% e -1%):
Sordevolo (+1.15%), Mongrando (+0.50%), Zimone (+0.50%), Graglia (+0.06%), Magnano (-
), Donato (-1.23%). Mentre tre hanno registrato una significativa diminuzione di popolazione:
Torrazzo (-4.10%), Camburzano (-4.17%) e Occhieppo Inferiore (-5.10%).
Nell’arco del decennio in quasi tutti comuni la variazione è risultata pressoché costante. Solo in
alcuni (Donato e Zimone) si è registrata un’inversione di tendenza, in crescita a Donato ed in
diminuzione a Zimone.
La costante crescita demografica registrata da alcuni comuni della Valle Elvo e Serra ne dimostra
la loro vocazione residenziale. La vicinanza con Biella, la tranquillità e la bellezza dei luoghi ne
hanno fatto in questi anni la meta di molti biellesi che vi sono trasferiti lasciando le aree più
urbanizzate e degradate. In quest’ottica si spiegano anche i decrementi di Camburzano,
Occhieppo Inferiore e Torrazzo. I primi due situati lungo la SS 338 al confine con Biella
presentano le caratteristiche tipiche dei comuni di periferia: cresciuti sia dal punto di vista
demografico che urbanistico negli anni ‘60 e ‘70, oggi presentano elementi di degrado. Il terzo è
caratterizzato invece da una forte marginalità che non gli permette di candidarsi tra i comuni
residenziali.

Ulteriori considerazioni sulla tendenza della dinamica demografica possono ancora essere
fatte analizzando la struttura delle classi di età della popolazione.
Nell’area, così come del resto in tutta la Regione e nel mondo industrializzato, è in corso un
processo di invecchiamento della popolazione. Questo processo è in genere il risultato sia
del ridimensionamento delle fasce d’età giovanili (per cui la popolazione anziana acquisisce
un peso maggiore in relazione a quella complessiva), sia di una effettiva crescita
quantitativa della popolazione anziana. Quest’ultimo fenomeno è determinato sia dal fatto
che l’attuale fascia di popolazione anziana ha un’ampiezza assolutamente inedita rispetto a
quelle precedenti, sia dal fatto che effettivi miglioramenti delle condizioni di vita hanno agito
sulle generazioni di anziani che subentrano determinando il maggior peso di queste fasce di
età. L’indice di vecchiaia, determinata dal rapporto tra la popolazione con meno di 14 anni e
maggiore di 65, è tendenzialmente più alto della media provinciale, ma presenta elementi di
drammaticità in alcuni comuni che stanno praticamente scomparendo: Meugliano, Noasca,
Rivara, Ingria, Valprato Soana hanno già una popolazione molto esigua e strutturalmente
vecchia.
Il peso degli anziani è più lieve nei territori più ricchi di attività produttive o più vicini all’area
metropolitana torinese.

L’area della Valle Elvo e Serra registra un indice di vecchiaia superiore alla media provinciale
(198%) che è inoltre superiore a quella piemontese (189%). L’indice presenta valori
inferiori alla media provinciale solo in 5 comuni: Zubiena (195.62%), Muzzano (182.56%),
Mongrando (154.13%), Occhieppo Superiore (152.96%) e Pollone (152.00%). La situazione
presenta caratteri fortemente negativi nei comuni di Torrazzo (433.33%), Sala Biellese


                                                                                                    17
(359.26%) e Magnano (323.33%). Non sempre quindi la recente crescita demografica ha
contribuito a diminuire l’invecchiamento della popolazione.

La riduzione delle classi più giovani appare minima nella fascia dell’obbligo scolastico mentre
risulta essere più rilevante nella fascia d’età che vede i ragazzi completare gli studi di secondo
grado ed universitari per apprestarsi ad entrare nel mercato del lavoro.
Occorre sottolineare che in questo ambito, mentre coloro che escono dal mercato del lavoro
sono mediamente in possesso di una bassa qualifica, coloro che vi entrano sono per lo più
diplomati: le scuole medie superiori continuano ad avere in tutta l’area un consistente
numero di iscritti. La flessione demografica ha finora determinato effetti marginali in quanto
è cresciuta contemporaneamente la quota di individui che proseguono gli studi dopo
l’obbligo.


Le risorse economiche
Agricoltura
In tutto il Piemonte, nel settore agricolo è in corso un processo di concentrazione e
specializzazione delle aziende agricole che si vanno a collocare in aree sempre più limitate e
specializzate, abbandonando una quota considerevole di territorio agricolo.
Da un’analisi fatta in concomitanza della predisposizione del Piano Territoriale di
coordinamento della Provincia di Torino, in cui si confrontavano i dati rilevati nel 1990 e nel
1982, emergeva che il circondario di Ivrea non solo assecondava il trend negativo, rispetto
all'andamento della Provincia di Torino, ma lo superava di gran lunga. Ad una generalizzata
diminuzione della Superficie Agraria Utilizzata (SAU) provinciale pari a -10% tra il 1982 e il
1990, il circondario di Ivrea registrava un calo pari a –24,54%; così come negativo risultava
essere pure il dato del numero delle aziende (-24,2%).
A livello complessivo, come desumibile dalla tabella n° 3, che comprende tanto il Canavese
quanto il Biellese, sulla base delle indicazioni dell’ultimo censimento dell’agricoltura del
2000, la concentrazione della SAU sembra stabilizzarsi nell’ultimo decennio, pur con ancora
una leggera contrazione, mentre è continuata, anzi aggravandosi, la diminuzione del
numero delle aziende: ciò, però non deve essere letto come un risultato negativo, quanto di
un segnale verso la razionalizzazione e modernizzazione del settore.

Tale situazione, tipica dell’agricoltura dei paesi più industrializzati, ha prodotto effetti
rilevanti sull’assetto del territorio in quanto è cambiata la struttura della produzione agricola
e la sua distribuzione territoriale.
La produzione agricola si concentra in aree sempre più ristrette:
 In pianura o in piccole zone di aree collinari particolarmente specializzate (viticoltura).
 In aziende riorganizzate dal punto di vista strutturale, di dimensione territoriale
    sufficiente (medio grande) e di dimensione economica sufficiente.
 In aziende/aree a forte specializzazione produttiva, elemento che rappresenta un fattore
    di competitività notevole ma anche di debolezza rendendo sensibili le aziende alle crisi
    congiunturali e strutturali di mercato e alle politiche di comparto.
 Dove esista – sia costituita una filiera, che comprenda “settori a valle” dell’agricoltura
    (trasformazione connessa con le produzioni locali).




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In particolare la Pianura del Canavese rappresenta un’area vitale e specializzata per
l’agricoltura nella Provincia di Torino, con capacità produttiva o potenzialità produttiva
elevata.
In particolare dal contesto piemontese emerge come il sistema agricolo, o meglio
agroalimentare, sia ormai estremamente diversificato nei suoi ambiti settoriali e territoriali.
Nel complesso si rileva un comparto che esce da una situazione a lungo non modificatasi e
che si ritrova bruscamente immerso in uno scenario meno sicuro e più competitivo. Alcune
porzioni del sistema agricolo, meglio organizzate e più coese, dispongono degli strumenti
per affrontare la situazione più serenamente, altre stanno cogliendo l’occasione per darsi
nuove strutture e scegliersi altre strategie, mentre una parte ancora ampia pare
semplicemente disorientata e priva di quella capacità di autorganizzazione oggi necessaria
ad affrontare mercati meno protetti e una concorrenza improvvisamente più dura.
La sfida di un rapido adeguamento alle nuove condizioni comporta un salto di qualità nelle
logiche di gestione del comparto.
Tali elementi non sono sfuggiti alle aziende agricole canavesane.
Infatti pur essendo il Canavese un territorio caratterizzato dall’attività industriale, in esso
permane una notevole vocazione agricola la cui vivacità è determinata da una
diversificazione di produzione, dalla presenza di un territorio di pianura abbastanza vasto
con qualità di suolo elevata, dalla vicinanza favorevole del mercato metropolitano e,
soprattutto, dalla capacità dei suoi operatori, molto attivi nel promuovere mostre e fiere dei
prodotti tipici, tanto da riuscire a catturare l'interesse anche tra i più giovani.
La conseguenza evidente e naturale della volontà di indirizzare la produzione agricola su
prodotti tipici, ad elevata qualità e di facile conoscibilità, tali da far associare al consumatore
il prodotto con il territorio da cui questo proviene, comporta un’importante opera di
promozione e divulgazione delle produzioni agricole locali a più marcata tipicità.

La Pianura del Canavese è orientata alle produzioni cerealicole e zootecniche (in particolare
bovini), dove si registrano interessanti esperienze di diversificazione produttiva (riso) e una
diffusa presenza di forme agricole a scarso impiego di manodopera (pioppicoltura,
ortofloricoltura), organizzatasi nel tempo per coesistere con una struttura industriale forte e
“innovativa”.
In particolare le principali coltivazioni sono:
a) Viticoltura. La produzione vitivinicola è sicuramente quella maggiormente estesa sul
   territorio canavesano.
   La produzione vinicola del Canavese annovera tre denominazioni di origine controllata:
   “Caluso” (prodotto dal vitigno Erbaluce, cui sia stata riconosciuta la D.O.C.), “Carema”,
   “Canavese”.
b) Frutticoltura. La frutticoltura vanta in Provincia di Torino un’antica tradizione e quella del
   Canavese è sicuramente un’area frutticola di rilievo.
   Coltivazioni di questo tipo emergono nel Comune di Cuorgnè e nelle vicinanze di
   Castellamonte.
   Una delle più importanti realtà economiche associative esistenti in questo tipo di coltura è
   rappresentata dalla “Cooperativa Cossano Frutta”. Tutte le aziende associate a questa
   struttura e molti degli operatori coinvolti nei programmi di valorizzazione frutticola
   utilizzano tecniche per garantire il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute dei
   consumatori e la produzione “biologica”.
c) Le produzioni minori riguardano:
   La castanicoltura. Tale coltivazione è concentrata soprattutto in Comuni collocati in
      zona collinare o montana (Pont Canavese, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone ecc).

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   Nel Canavese esiste anche un importante associazione di apicoltori: la Cooperativa
    Apicoltura Canavesana.
   L’orticoltura, concentrata nella zona collinare e pianeggiante.

I comuni della Valle Elvo testimoniano chiaramente una vocazione zootecnica. L’area
destina il 15% della sua superficie a prati permanenti e il 27% a pascoli. Le aziende con
allevamenti costituiscono il 72% del totale ed i capi allevati ammontano a 8.967. Di questi il
54% sono bovini, il 39% ovini e caprini, il 5% equini ed il 2% suini.
Tra il 1990 ed il 2000, al generale calo del numero delle aziende ha corrisposto il ridursi
della superficie agricola utilizzata. Nonostante ciò il rapporto tra superficie agricola totale e
SAU resta ancora favorevole alla prima.
La presenza di una elevata superficie a bosco, soprattutto nei comuni della Serra, in buona
parte di proprietà pubblica, ha invece permesso di sviluppare negli ultimi anni attività
connesse alla filiera del legno.
Il programma Leader II, attraverso gli interventi della sottomisura 5 ha ottenuto risultati
significativi nel settore, in particolare il progetto interregionale e trasnazionale di
valorizzazione delle lane autoctone ha portato ad una possibilità di integrazione economica
nel comparto dell’allevamento ovino con la creazione di un campionario di manufatti
ottenuti con la lana della pecora biellese. Inoltre gli incentivi agli allevatori del settore ovino
hanno permesso di consolidare ed ampliare la filiera carne.

Il principio generale che indirizza lo sviluppo del comparto agricolo dell’intera area
canevese-biellese è quello di incentivare forme di agricoltura specializzata, innovativa,
multifunzionale, rispettosa dell’ambiente, ben inserita nel tradizionale paesaggio montano,
ad elevato valore aggiunto locale, in grado di fornire produzioni tipicizzate fondamentali per
qualificare l’offerta turistica delle Comunità Montane.
Il tentativo in atto è quello di una maggiore integrazione tra attività agricola, valorizzazione
del patrimonio ambientale e storico-culturale, e quindi, turismo, artigianato e tutela
dell’ambiente per creare nuove opportunità economiche.
Importante è il legame sempre più stretto che si sta stringendo tra agricoltura e turismo
volto alla necessità di creare presso alcune aziende agricole possibilità di ospitalità e
ristorazione per turisti, dando spazio a tutte quelle attività, previste dalla normativa
nazionale ed europea, relative all’agriturismo.

Industria e artigianato

Sul finire degli anni novanta il tessuto produttivo del Canavese è stato attraversato da
fenomeni importanti, quali lo sviluppo di nuove tecnologie, la crisi irreversibile del sistema
Olivetti, il ricompattamento della filiera legata al settore automotive, l’accentuazione della
competizione delle singole imprese sia sul mercato nazionale che su quello internazionale.
Almeno in apparenza, non sembra esservi stato un mutamento radicale; la geografia
economica ed il paesaggio industriale appaiono uguali a se stessi ormai da lungo tempo,
con una netta suddivisione delle specializzazioni manifatturiere tra i singoli comprensori
attraverso i quali si articola il territorio del Canavese. Pertanto, l’Eporediese ha continuato a
rafforzarsi nel settore dell’elettromeccanica, dell’elettronica e dell’informatica, l’Alto
Canavese ha mantenuto le proprie posizioni nel comparto dello stampaggio a caldo e tutta
la zona meridionale, a ridosso dell’area metropolitana di Torino, si è caratterizzata sempre
più per la specializzazione nella componentistica legata al settore automobilistico.


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Tuttavia, ad una indagine più accurata, emergono mutamenti sostanziali intervenuti in un
arco temporale talmente breve da non essere percepiti nella loro complessità.
La crisi intervenuta negli anni novanta ed il disorientamento generato dalla fine dell’Olivetti
e dalle trasformazioni in seno alla Fiat ed al mercato automobilistico, hanno spinto le
istituzioni locali e molte imprese ad attivare nuove forme di collaborazione per garantire una
modernizzazione del territorio. L’esperienza del Patto Territoriale del Canavese e
l’attivazione di servizi pubblici e di servizi per le imprese in forma aggregata tra più
Amministrazioni comunali sono l’espressione più evidente dello spirito di concertazione che,
da un certo punto in poi, ha caratterizzato questo territorio.
Gradualmente nel tempo, dunque, le criticità sono state trasformate in elementi di forza,
ponendo le basi per un nuovo percorso di sviluppo. Questo gioco di contrasti, spesso
inconsapevole, ha fatto sì che, ai pur evidenti fenomeni di deindustrializzazione, sia
corrisposto:
 Il ricompattamento delle filiere produttive, con il fallimento delle aziende meno efficienti
     e con un corrispondente rafforzamento di quelle più solide e di più lunga tradizione;
 L’emergere di un tessuto di medie imprese in grado di accogliere la manodopera
     fuoriuscita dalle aziende in crisi;
 La progressiva riconversione di una parte del tessuto produttivo verso settori di punta,
     come l’informatica e le telecomunicazioni, strategici non solo per l’economia piemontese,
     ma per quella italiana.
Innovazione è la parola chiave che ricongiunge il passato con il futuro del Canavese. A fasi
alterne, spesso con non poche difficoltà, molte imprese hanno innovato le linee di
produzione, l’organizzazione interna e l’approccio al mercato ed ai canali di distribuzione dei
prodotti.

Nel periodo 1987-1997, anche il Gruppo Olivetti ha conosciuto profonde trasformazioni, che
ne hanno sostanzialmente modificato la struttura organizzativa, i core businesses, il
posizionamento di mercato, l’assetto proprietario. Il numero degli addetti nello stesso
periodo è passato a più di 10.000 nell’Information Technology e a oltre 3.000 nelle
Telecomunicazioni anche per effetto di diverse dismissioni di attività. In Canavese, dopo il
1997, anno in cui il Gruppo ha finalmente chiuso il bilancio con un utile netto, ribaltando il
risultato negativo dei sei precedenti esercizi, la situazione occupazionale sta migliorando per
effetto della localizzazione nell’area dei call centers delle sue imprese di telecomunicazioni
(Omnitel e Infostrada).
Nei primi anni ‘90, il processo di ristrutturazione dell’Olivetti aveva proceduto a piccoli passi,
con la fiducia che anche con contenute riduzioni di costo la ripresa del mercato avrebbe poi
consentito al Gruppo di mantenersi competitivo sull’intero fronte delle attività, sia quelle
tradizionali che quelle avviate negli anni precedenti, ivi compresi i servizi di
telecomunicazione ed i nuovi servizi multimediali interattivi.
Ma il declino del fatturato e dei margini lordi continuava ad allontanare il riequilibrio
economico dell’azienda, anche a causa del deterioramento della situazione finanziaria. A
partire dal 1995, gli interventi di ristrutturazione sono divenuti più massicci e l’azienda ha
fatto ricorso ad un aumento di capitale (fine 1995) che metteva a disposizione di Olivetti
indispensabili risorse finanziarie e trasformava la società in una public company con
prevalente partecipazione estera.

La struttura del Gruppo Olivetti attualmente si presenta articolata in una holding che
controlla alcune attività che si collocano all’interno di due aree principali di business:
l’informatica ed i servizi di telecomunicazione.

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Nell’area informatica, Lexicon, Tecnost e Modinform rappresentano la continuità con la
tradizione Olivetti.
Omnitel, costituita nel 1990, si aggiudicava la gara per la gestione dei servizi GSM nel
marzo 1994 e poteva iniziare ad operare commercialmente nel dicembre 1995. Alla
trasformazione della Olivetti ha contribuito, in questi anni, anche la creazione di Infostrada
che è destinata a rafforzare ulteriormente la posizione del Gruppo Olivetti nelle
telecomunicazioni.

Le trasformazioni del gruppo Olivetti hanno avuto pesanti ripercussioni occupazionali in
tutto il mondo e anche in Canavese. Ma è stato proprio il fondato timore di quanto avrebbe
potuto accadere in Canavese con il peggiorare della crisi Olivetti che ha portato la Città di
Ivrea a farsi promotrice del Patto Territoriale, ovvero di un’iniziativa che pur non
intervenendo direttamente sul punto centrale di crisi avrebbe potuto meglio incoraggiare lo
sviluppo di quelle piccole e medie imprese che sono divenute il motore dello sviluppo
occupazionale della zona.

Chivasso è il Comune capofila di una subarea che comprende alcuni Comuni tra il Basso
Canavese e il Basso Monferrato.
È una zona che presenta caratteri geografici particolari e decisi: le colline al di là del fiume
Po ed un ripiano intensamente coltivato e fertilissimo tra le colline e il Po.
Alla luce della propria posizione, grandemente favorita da infrastrutture viarie come la
ferrovia Torino-Milano-Venezia (che assicura collegamenti estremamente rapidi e frequenti
con il centro di Torino) e la Ferrovia Torino-Aosta, unitamente alle corrispondenti arterie
autostradali, non deve stupire se nel passato Chivasso si sia proposta innanzitutto come
centro di servizi commerciali e sia stato scelto, fin dagli anni sessanta, anche per la
localizzazione di insediamenti industriali di grande importanza.
La chiusura dello stabilimento Lancia, anche se non poteva essere considerata una sorpresa
alla luce della ristrutturazione in corso nel settore, ha determinato pesanti effetti reali e
psicologici, dai quali è derivata una evidente crisi della città nel suo complesso.
La strategia del riuso dei siti industriali dismessi ha sofferto di notevoli ritardi normativi e
programmatici.
Si è scelto di non provvedere alla fornitura di specifici servizi alle imprese interessate
all’insediamento, ma di creare comunque vantaggiose occasioni di localizzazione
trasformando lo stabilimento Lancia (che risale al 1960, con successivi incrementi fino agli
anni Ottanta) in area industriale attrezzata, che ha fruito di importanti finanziamenti
comunitari.
Si è sviluppato nel frattempo, di nuovo con il contributo dell’Unione Europea, il nuovo Polo
Integrato di Sviluppo (PIS), che rappresenta oggi la più grande area attrezzata in grado di
attrarre nuove imprese: si tratta, infatti, di poco meno di un milione di mq.
Tuttavia la città mantiene una struttura economica sufficientemente articolata e potrebbe
riscoprire la sua originaria vocazione terziaria, dato che, prima del massiccio processo di
industrializzazione culminato con l’avvio dello stabilimento Lancia, già si configurava come
polo commerciale e di servizi per una vasta area che include, oltre al Canavese, il Basso
Monferrato e il primo Vercellese.

Il Canavese non è rimasto estraneo all’evoluzione ed alla larga diffusione delle tecnologie
dell’informazione e delle telecomunicazioni (I&CT), se non altro per essere stato, a lungo,
laboratorio di sperimentazione dell’elettronica avanzata. Oggi è possibile parlare


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dell’esistenza di fattori che potrebbero portare ad elevati livelli di specializzazione nel campo
delle ICT, generando effetti positivi sulle imprese canavesane, e non solo.
Di estremo interesse, per l’intera Regione, è l’attivazione di un’area distrettuale improntata
sulle nuove tecnologie che ha come estremi Torino ed Ivrea.
L’asse si configura come un continuum, cioè un’area omogenea all’interno della quale si
sperimentano e si producono soluzioni avanzate nel campo dell’informatica e soprattutto
della telematica e delle telecomunicazioni. Sia Torino che Ivrea sembrano contribuire, quasi
in eguale misura, alla forte spinta all’innovazione, che negli ultimi anni ha consentito al
Piemonte di essere l’unica regione italiana a comparire tra le prime dieci aree europee per
numero di occupati nei settori ad alta tecnologia e ad essere la prima regione italiana per
competitività legata a capacità innovative mostrate dal settore privato.
Il Canavese, ed Ivrea in particolare, sembrano sottoposti ad una rilevante fase espansiva
del settore delle ICT, con una forte accelerazione soprattutto nei comparti dell’elaborazione
dati, della telematica, della produzione di software e delle attività editoriali, lasciando
viceversa a Torino un ruolo di preminenza nella multimedialità, nelle telecomunicazioni,
nella pubblicità e nelle attività radiotelevisive.

I primi risultati di questo nuovo fenomeno possono essere sintetizzati in questo modo:
 Creazione di nuove imprese nel settore ICT (spesso da ex dipendenti Olivetti)
 Localizzazione di nuove attività e di call centers, e di altre imprese innovative in settori
    diversi dall’ICT (nel Bioindustry Park), nella meccanica con Pininfarina,
    nell’entertainment con il previsto Millennium Park; sviluppo delle produzioni ICT (Fulchir
    e Lexicon),
 Costituzione di poli formativi specializzati: tre diplomi del Politecnico di Torino, oltre a
    uno di telecomunicazioni ad Aosta, due corsi di laurea in Scienze della Comunicazione
    dell’Università, un laboratorio di progettazione nei servizi di comunicazione digitale con
    un’impronta fortemente internazionale, data dal suo collegamento con il London Royal
    Institute of Arts,
 Presenza di finanza innovativa (Banca Sella e venture capital); creazione di infrastrutture
    specializzate (Infoville e E-Canavese, il portale che riunisce privati come Olivetti e Banca
    Sella); sviluppo delle produzioni cinematografiche a San Giorgio Canavese.

I call center di Infostrada di Omnitel e uno piccolo di Tin.it sono collocati nell’area e
generano una importante occupazione giovanile (circa 2.000 unità). Essi si stanno
affermando non solo nell’ambito delle telecomunicazioni, ma anche nel settore finanziario,
assicurativo e dei servizi pubblici, come soluzioni essenziali per migliorare la qualità del
servizio, ampliare il mercato e ridurre i costi distributivi e di erogazione. Spesso essi sono
gestiti in outsourcing e manca tuttora un adeguato riconoscimento sociale di questa nuova
professione, in cui agli operatori front line si richiedono conoscenze complesse (sono per lo
più diplomati e laureati), ma sono gestiti come operai dei servizi.

Le potenzialità di innovazione di questo territorio sono testimoniate, da un lato, dall’elevato
numero di brevetti depositati dalle imprese del Canavese, dall’altro, dalla segnalazione, nella
biennale rilevazione dell’Osservatorio sull’Innovazione Tecnologica della C.C.I.A.A. di Torino,
di numerose imprese operanti nell’area.
Si tratta di imprese che hanno caratteristiche rivelatrici di potenzialità innovative nei
prodotti, nei processi e nelle modalità organizzative delle strutture produttive e
dell’approccio al mercato perché:


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 operano in comparti science based, ove la capacità di generare, all’interno dell’unità
   produttiva, un consistente flusso di innovazioni rappresenta un fattore strategico di
   successo;
 sono capaci di percorrere il non sempre agevole iter burocratico amministrativo connesso
   alla brevettazione;
 fruiscono di sistemi di automazione industriale;
 sono in grado di intrattenere rapporti non occasionali con centri di ricerca pubblici del
   Politecnico, dell’Università, del CNR e hanno attivato rapporti di consulenza con altri
   centri pubblici e privati;
 dispongono di un proprio centro o laboratorio di ricerca
 manifestano congiuntamente una o più delle caratteristiche citate.
Sono spesso imprese che hanno saputo beneficiare dei finanziamenti previsti dalle leggi
nazionali o regionali di sostegno all’innovazione tecnologica o che hanno partecipato a
progetti comunitari (Eureka, Esprit, Race Brite Euram, Sprint).
È da rilevare che non si tratta solo di imprese appartenenti all’industria manifatturiera, ma
anche di imprese del terziario avanzato, e in particolare, operanti nei comparti della
progettazione e fornitura di servizi informatici, della difesa dell’ambiente e della consulenza
tecnico economica, che possono diventare un importante canale di trasferimento
tecnologico.
Rafforzando l’azione di questi soggetti e degli altri soggetti intermedi, che nell’area già
operano direttamente o indirettamente per lo sviluppo e la diffusione dell’innovazione (Bio-
Industry Park, Consorzio per il Distretto Tecnologico del Canavese, R.T.M. S.p.a.), con il
sostegno dei policy makers locali e nazionali, si favorirà nell’area del Patto lo sviluppo di
attività innovative, intese non come semplice somma di comportamenti isolati, ma come un
sistema di forti interrelazioni tra il mondo produttivo in senso stretto e i protagonisti della
ricerca. Fra questi ultimi, va segnalato l’Istituto R.T.M. S.p.a. di Vico Canavese, storica
compartecipazione paritetica tra l’Olivetti e la Finmeccanica, che è appunto nato e si è
sviluppato per promuovere l’innovazione nella meccanica.

Cuore dell’attività di promozione dell’innovazione tecnologica nelle imprese locali è il
progetto TS Canavese intrapreso nell’estate del 1999, grazie a fondi strutturali del DOCUP
1997/99.

L’iniziativa TS Canavese prevede:

a) L’attivazione di 5 Centri di competenza (laboratori) in settori tecnologici ed industriali
significativi.
Per l’attivazione di questi Centri di Competenza il Distretto Tecnologico del Canavese,
soggetto attuatore del progetto, si avvale delle competenze e delle strutture del Politecnico
di Torino e dell’Istituto RTM.
I laboratori sono:
1. Centro di Competenza per l’innovazione tecnologica nello stampaggio di parti metalliche
e plastiche, attivato presso RTM S.p.A. a Vico Canavese.
2. Centro di Competenza per le lamiere cellulari, attivato presso RTM S.p.A.
3. Centro di Competenza per i microsistemi per sensoristica avanzata. La sede principale è
presso la ex Caserma Giordana a Chivasso e si avvale delle competenze dei ricercatori del
Politecnico di Torino.



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4. Centro di Competenza per la Meccatronica e Microlavorazioni. La sede principale è
presso il Politecnico di Torino - Sede Decentrata a Ivrea a Colle Bellavista, mentre le attività
di Microlavorazioni si svolgono presso RTM S.p.A.
5. Centro di Competenza per le lavorazioni con tecnologia laser, attivato presso RTM S.p.A.

Accanto ai cinque Centri il Consorzio per il Distretto Tecnologico del Canavese ha attivato
anche un Centro di competenza per la Chimica e le Biotecnologie presso il Laboratorio
integrato di Metodologie Avanzate (LIMA) del Bioindustry Park del Canavese ed in
convenzione con il medesimo.

b) L’avvio di progetti di ricerca su tematiche trasversali ai settori di riferimento di ciascun
centro per sviluppare il Know-how scientifico e tecnologico atto a soddisfare le esigenze del
tessuto imprenditoriale del Canavese

c) L’integrazione dei Centri di Competenza nel tessuto imprenditoriale locale, attraverso
progetti svolti in collaborazione con le aziende che possono svolgere attività di ricerca e di
sviluppo, di innovazione di processo e di prodotto usufruendo delle strutture, delle
apparecchiature e delle competenze del personale altamente specializzato dei Centri. Alla
fine del 2001 risultavano promossi 250 progetti di ricerca e di sviluppo con il coinvolgimento
di circa 118 aziende.

d)   La realizzazione di attività di trasferimento tecnologico che comprendono:
     check-up tecnologici con identificazione di obiettivi di R&S specifici
     Studi di fattibilità
     Attività di R&S dedicata alle aziende
     workshop di presentazione dei risultati di ricerche trasversali o di case study
     Seminari di tipo formativo/informativo
     Pubblicazione e diffusione di documentazione in formato cartaceo e/o elettronico

Il terziario
Il terziario rappresenta un completamento importante e non sufficientemente valorizzato dei
processi di trasformazione del sistema produttivo in atto. Se le attività di servizio possono
risultare penalizzate dal declino delle strutture industriali, il cambiamento strutturale
dell’industria può anche incidere positivamente sui caratteri qualitativi dell’offerta di servizi,
inducendo un arricchimento di quest’ultima, per reagire al processo di impoverimento del
tessuto economico e sociale di un’area contribuendo a renderla maggiormente appetibile
anche come opzione insediativa per privati e per imprese.
La sfida del dettaglio organizzato e delle grandi superfici presenti nell’area (a Burolo e a
Pavone) al dettaglio tradizionale in sede fissa e ambulante rappresenta un elemento
innovativo.
La presenza di altre attività terziarie, come i pubblici esercizi, le strutture scolastiche e
sanitarie, le banche, gli uffici pubblici, le infrastrutture sportive, definiscono l’offerta di
servizi e pertanto la sua appetibilità, anche sul piano delle decisioni di insediamento
produttivo e residenziale.
Tutt’altro che trascurabile è, infine, l’apporto del terziario sul piano occupazionale, non solo
sotto il profilo qualitativo ma soprattutto dal punto di vista quantitativo, poiché ad esso si
indirizzano i giovani diplomati che non trovano nella domanda proveniente dal settore
industriale sbocchi adeguati. La terziarizzazione della struttura economica non dovrebbe


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perciò essere considerata come un semplice ripiego di fronte al declino delle attività
industriali, ma come una occasione di diversificazione verso attività di servizio qualificate.

Vale la pena, a questo punto, elaborare alcune considerazioni in merito alle trasformazioni
in atto, tentando, nel contempo, di definire uno scenario di sviluppo di breve termine. I
principali fenomeni che meritano un’attenta riflessione sono i seguenti:
 il rafforzamento della base manifatturiera;
 la crescente diffusione di medie e piccole società specializzate in servizi per le imprese;
 la ripresa del settore delle costruzioni;
 il riequilibrio progressivo nella distribuzione degli esercizi commerciali.

Positivo è il trend di crescita del terziario avanzato. Il fenomeno può essere letto come un
segnale di innovazione innescato nell’intero sistema produttivo e nel progressivo
smantellamento di una monocultura manifatturiera.
I servizi alle imprese appaiono dunque come un importante mezzo di accesso alla
modernizzazione ed è auspicabile che questa diffusione del terziario prosegua fino a fare del
Canavese una sorta di piattaforma tecnologica e terziaria, di supporto al settore industriale,
in grado di integrarsi con il sistema dei servizi avanzati della Città di Torino. In questo senso
si potrebbe prospettare il rafforzamento dell’asse Torino-Ivrea, che dovrebbe fondarsi su
elementi di collaborazione e di interscambio tra le due città e che potrebbe configurarsi
come una delle chiavi per l’accelerazione dell’innovazione del sistema produttivo
canavesano.
Appare, inoltre, confortante il dato sulla ripresa del comparto edile, caratterizzato da una
lunghissima crisi che affonda le proprie radici nei primi anni novanta. Il miglioramento di
questo settore sembra sottolineare la rimessa in moto dell’intero sistema produttivo del
Canavese, ponendo le basi per un processo di crescita che appare duraturo.
Un punto di svolta sembra dunque essere stato raggiunto. Anche se molto deve essere
ancora fatto, l’economia del Canavese si pone oggi nelle condizioni di competere con i
sistemi produttivi più avanzati del Nord; tutto ciò grazie alla spinta verso l’innovazione
tecnologica e al rafforzamento progressivo del terziario avanzato.
Per quanto riguarda la struttura economica dell’area della Valle Elvo e Serra, dalle tabelle
relative al numero delle unità locali e degli addetti per tipologia emerge che le attività
maggiormente presenti sul territorio sono il commercio all’ingrosso ed al dettaglio (G), il
settore agricolo e zootecnico (A), quello delle costruzioni (F) e dall’attività manifatturiere
(D).
In relazione al numero di addetti, l’industria è al primo posto, seguita a distanza dalle
costruzioni e dal commercio.
Il settore manifatturiero è caratterizzato dalla presenza predominante dell’industria tessile e
meccano tessile, nel quale il biellese è leader a livello mondiale. La Valle Elvo è
caratterizzata dall’esistenza di un tessuto artigianale piuttosto ricco dalla presenza di una
impresa di medie dimensioni specializzata nella lavorazione del cashmire a Pollone.
Per quanto riguarda il commercio nella maggio parte dei casi si tratta di esercizi di vicinato
o medie strutture di carattere misto. Non sono presenti nell’area grandi strutture o centri
commerciali.
Come per le attività turistiche, le attività commerciali pur essendo piuttosto diffuse sul
territorio, non sempre rispondono a caratteristiche di tipicità locale e qualità del servizio.




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Il settore turistico
L’area del Progetto Integrato “Pays-sage” può contare su molteplici risorse che possono
essere spese per un rilancio turistico della zona e per la creazione di nuove opportunità
occupazionali.

Risorse ambientali a carattere naturalistico e paesaggistico
 Il sistema montano che si raccorda al Parco Nazionale del Gran Paradiso;
 I paesaggi alpini della Valle Sacra, della Val Chiusella e dell’Alta Valle Elvo, da cui è
   possibile accedere alla rete escursionistica della Grande Traversata delle Alpi e della
   Grande Traversata del Biellese;
 Il sistema dei laghi morenici di cui 5 a ridosso di Ivrea e, più a sud, il Lago di Candia per
   la cui zona di recente è stata istituita la prima area protetta provinciale;
 L’area protetta fluviale del Po, che a sud lambisce il Chivassese;
 Le Riserve naturali speciali del Sacro Monte di Belmonte, dei Monti Pelati e Torre Cives,
   della Bessa e della Burcina;
 Il biotopo della Serra, del lago di Bertignano e dello stagno presso la strada per Roppolo;
 I paesaggi terrazzati della zona di Carema e Quincinetto.
Riguardo queste risorse, è necessaria una particolare attenzione al sostegno delle aree
montane più sfavorite alle quali deve essere assegnato un ruolo di presidio ambientale;
quindi la promozione di attività che più che valenze produttive avranno valenza di servizio e
di salvaguardia.

Patrimonio geologico e archeologico
   L’anfiteatro morenico racchiuso ad est dalla Serra d’Ivrea, fino all’arco alpino;
   I siti minerari di quarzo di Traversella e le antiche miniere di ferro di Brosso;
   Le incisioni rupestri della Val Chiusella.
   La Bessa.

Patrimonio storico-architettonico
In cui sono annoverate testimonianze di insediamenti molto differenziati:
 Insediamenti di origine romana e altomedievali, lungo le vie di transito commerciali e di
   pellegrinaggio;
 Il sistema dell’incastellamento feudale;
 Insediamenti di archeologia industriale;
 Architettura sacra (Santuario di Graglia, Chiesa romanica di Netro, Chiesa romanica di
   Magnano, Cella di S. Michele, ecc.)
 Edifici industriali, sociali e residenziali espressione dell’architettura razionalista che
   costituiscono, per la loro concentrazione in un unico sito, un patrimonio unico in Italia.
 Ecomuseo Valle Elvo e Serra (5 cellule).

A questi elementi legati più ad una idea tradizionale di turismo si aggiungono iniziative e
manifestazioni di cultura “alta” destinata ad una utenza più raffinata:
 Il Museo degli artisti russi e canavesani a Torre Canavese;
 Il Museo “Villa Mileto” , casa natale di Gozzano;
 Il Museo Sandretto delle materie plastiche.



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Queste molteplici opportunità, però, non hanno finora prodotto l’interesse turistico che
meriterebbero.
Proviamo ad ipotizzarne le cause:
- per molto tempo la popolazione dell’area ha considerato il turismo un settore marginale,
  collaterale alle altre attività economiche (industriale ed agricola); ciò ha portato ad una
  scarsa tendenza allo sviluppo di una vera e propria cultura dell’accoglienza e ad una
  articolazione dei servizi offerti, caratterizzati prevalentemente come locali e specialistici
  (turismo alpino piuttosto che turismo artistico-architettonico);
- l’area, sia per le sue caratteristiche infrastrutturali sia per la migliore offerta organizzativa
  di aree vicine, è sempre rimasta ai margini perché considerata di “transito” rispetto, ad
  esempio, alla Valle d’Aosta e meno propositiva ed organizzata di altre aree piemontesi
  come, ad esempio, le Langhe.

Recentemente il settore turistico registra alcuni segnali positivi; questi indizi arrivano da
informazioni sull’offerta alberghiera che, se negli anni tra il 1985 e il 1995 ha registrato una
chiusura drastica degli esercizi ( il numero si è più che dimezzato), negli anni tra il 1995 ed
il 2000 ha però ripreso quota sia per l’apertura di nuovi alberghi sia, soprattutto, per
l’aumento di offerta di posti letto. Ciò suggerisce che sia in atto una trasformazione della
struttura ricettiva con la chiusura di esercizi più piccoli e il rafforzamento di strutture più
forti.
Una certa vivacità si registra anche nella fioritura di manifestazioni ed iniziative nuove
attraverso fiere, sagre, mercatini delle pulci e del piccolo antiquariato.

Un segnale importante si è avuto con l’ammissione del Piano Integrato di Area Turistica
(PIAT) del Canavese ai finanziamenti messi a disposizione dalla Misura 2.4, per lo sviluppo
turistico, del Documento unico di programmazione per il triennio 1994-96.
Il PIAT, finalizzato alla valorizzazione turistico-economica delle risorse naturali e culturali, ha
promosso 22 interventi di infrastrutturazione pubblica e 20 interventi di iniziativa privata
(essenzialmente strutture alberghiere e ricettive).
L’esperienza innovativa del PIAT è stata quella di innescare un meccanismo di
collaborazione tra organismi pubblici e privati finalizzati alla definizione di strumenti di
promozione dello sviluppo, dove l’iniziale attività pubblica ha avuto il ruolo di motore per
l’innesco di interventi privati.
Anche in Valle Elvo nel precedente periodo di programmazione sono stati realizzati
interventi sia nell’ambito del Docup obiettivo 5b che nel Programma di Iniziativa
Comunitaria Leader II. In particolare quest’ultimo ha permesso di finanziare progetti sia nel
settore culturale che in quello turistico ed ha contribuito attraverso la concertazione a
stimolare la progettualità e a gestire progetti di sviluppo integrato. In particolare attraverso
la sottomisura 3 del Piano di Azione Locale è stata consolidato il progetto Ecomuseale della
Valle Elvo & Serra, la nascita di 4 bed&breakfast, l’adesione da parte dei comuni di Graglia,
Muzzano e Sordevolo, all’iniziativa “Village d’Europe”, il restauro della “Serra dei leoni” nella
storica Villa Cernigliaro a Sordevolo.

È su questo indirizzo che devono essere attivati i nuovi servizi turistici, atti a creare
un’immagine inedita ed accattivante del territorio dell’intero P.I.A. Occorre tenere conto che
non essendoci mai stata una tradizione turistica in quest’area, si dovrà procedere per gradi,
pensando di realizzare un prodotto destinato inizialmente ad un turismo non d’élite, per poi
procedere a politiche più selettive.


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Gli elementi sui quali puntare e che possono caratterizzare in modo chiaro l’offerta turistica
locale sono quattro:
 I circuiti dei castelli, che potrebbero divenire un importante pacchetto turistico da
    veicolare inizialmente soprattutto presso residenti in aree come l’area lombarda e
    piemontese. Si tratterebbe soprattutto di pacchetti week-end che consentano di
    coniugare visite culturali con il contatto diretto con ambienti naturali incontaminati ed un
    sistema enogastronomico di pregio;
 Il turismo naturalistico e sportivo, che faccia leva sulla promozione di circuiti legati ai
    cinque laghi (Sirio, Pistono, lago Nero, lago di Campagna e lago di San Michele) ed alla
    montagna, oltre ad attivare un sistema per il trekking di facile individuazione ed accesso.
    In questo specifico caso i pacchetti turistici potrebbero essere articolati secondo la
    formula week-end ed essere indirizzati quindi a persone residenti in un raggio massimo
    di 250 chilometri, coinvolgendo quindi il resto del territorio piemontese e l’area
    milanese;
 Le strade del vino, intese sempre più come strumento di promozione congiunto dei
    prodotti locali e del territorio canavesano. Grazie all’opera del Consorzio di tutela dei vini
    d.o.c., il Canavese riesce ad offrire vini di sempre migliore qualità: dall’Erbaluce di
    Caluso al Passito d.o.c., dal Canavese Barbera al Canavese Nebbiolo. In questo campo la
    competizione con altre aree vitivinicole più note del Piemonte è particolarmente
    complessa, ma sono già state poste, negli ultimi anni, le basi per un turismo
    enogastronomico con ottime potenzialità di crescita;
 I circuiti enogastronomici legati al sistema agrituristico di qualità.


Il sistema delle comunicazioni
L’attuale armatura del sistema infrastrutturale, sia viario che ferroviario, presenta in più
situazioni problemi di congestione in quanto non sono ben articolate e separate le funzioni
proprie di un livello regionale o locale da quelle di un livello di rango superiore.
Già il 2° Piano Regionale dei Trasporti (adottato dalla Giunta Regionale nel 1997 e
attualmente ancora in attesa di una approvazione definitiva) proponeva interventi che
andassero in una doppia direzione: da una parte accogliere e sostenere progetti a carattere
nazionale ed internazionale per il potenziamento del ruolo, dall’altra promuovere la
realizzazione o il potenziamento di infrastrutture di livello inferiore che ne alleggeriscano la
portata.
Le linee di azione per il miglioramento del sistema trasportistico comportano, quindi,
interventi che vadano nella direzione sia di realizzare nuove infrastrutture sia di potenziare e
riorganizzare le infrastrutture esistenti, ma, soprattutto, di promuovere una integrazione tra
i servizi viari, ferroviari e aeroportuali al fine di eliminare fenomeni di congestione e di
sovrapposizione dei servizi offerti.

 La viabilità

La rete viaria presenta diversi elementi critici sia per il livello statale e regionale che per
quello locale. In realtà se l’area del Chivassese presenta una sua autonomia di collegamento
con il resto della regione, l’area canavesana è fortemente tributaria al nodo di Torino per
quanto concerne soprattutto il collegamento con la parte ovest e sud.
Il Canavesano, pur essendo attraversato da diverse reti statali, ne utilizza alcune alla stessa
stregua delle arterie autostradali per un’accessibilità e di tipo regionale e di tipo
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sovraregionale, ma tutte convergenti o verso il nodo di Torino o verso quello di Chivasso: è
il caso della SS 26 e della SS 460; utilizzando, invece la SS 565 (Ivrea-Rivarolo) più per un
raccordo locale, mentre la SS 228 collega Ivrea al confine di Provincia verso Vercelli.
Il peso di un’infrastruttura importante come l’Aeroporto di Caselle viene spesso sminuito
dall’inefficienza delle reti di contorno; ad esso si accede, soprattutto nel percorso verso
Ivrea, da numerosi attraversamenti urbani. È evidente che il miglioramento dell’accessibilità
all’infrastruttura aeroportuale rientra in un progetto più ampio che investe infrastrutture
viarie e ferroviarie.

La criticità della rete locale è essenzialmente legata agli attraversamenti urbani. Nella
maggior parte dei casi, problematici sono i tratti di innesto con la viabilità principale a causa
di sezioni stradali limitate e sviluppo planialtimetrico dei tracciati tortuosi.
L’eporediese si segnala come area complessa per l’intreccio di componenti paesistico-
ambientali e storico-antropiche di particolare interesse su cui si innestano flussi di mezzi
pesanti, adibiti al trasporto ed alla distribuzione delle merci che generano alti livelli di
conflittualità.
Il problema nasce dalla sovrapposizione sul territorio di problematiche più propriamente
logistiche (l’ottimizzazione del trasporto delle merci in relazione alla localizzazione della
produzione e della distribuzione), con quelle della sensibilità dell’area percorsa dai mezzi
pesanti e dalla capacità delle reti viarie congestionate da livelli di traffico diversi e disposte
in senso radiale rispetto al centro cittadino.

La Valle Elvo presenta criticità sia interne che esterne. All’interno dell’area si registra una
difficoltà di collegamento tra la parte a nord e quella a sud del Torrente Viona, cioè tra la
vera e propria Valle dell’Elvo e la Serra. All’esterno l’area presenta problematiche sia nei
collegamenti ad est con il capoluogo, direzione nella quale si attende da anni la
realizzazione della variante alla SS 338 che eviterebbe l’attraversamento dei Comuni di
Camburzano, Occhieppo Inferiore e Mongrando, fortemente congestionati; sia ad ovest
dove il collegamento con il Canavese e tramite la Valle d’Aosta con il traforo del Bianco è
ostacolato dal mancato completamento della SS 419.

 La rete ferroviaria

Per quanto riguarda il sistema ferroviario, strategico è il ruolo che già assolve il nodo di
Chivasso in quanto attraversato dalla linea Torino-Milano su cui si innestano varie linee a
carattere locale che si collegano, in tal modo, con il nodo di Torino.
Da Chivasso partono, inoltre, la linea ferroviaria per la Val d’Aosta, oggi secondaria, e la
linea Casale-Alessandria che potrebbe essere ulteriormente potenziata nell’ipotesi di una,
più volte auspicata, nuova linea Milano-Genova, realizzando un moderno tracciato Torino-
Chivasso-Alessandria-Genova.
La linea FS assolve, quindi, funzioni molteplici che investono i diversi livelli di accessibilità,
ciò fa sì che soprattutto nel tratto Torino-Chivasso essa assuma caratteri di estrema criticità.
Invece sia la linea delle Fs Chivasso-Aosta che la ferrovia del Canavese che collega Torino
con Rivarolo, Pont e Castellamonte assurgono ad un ruolo meramente locale, tributarie a
Torino di collegamenti di rango superiore.




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 Il trasporto pubblico su gomma

Il trasporto pubblico su gomma all’interno del nostro bacino si svolge prevalentemente su 4
direttrici principali:
 Torino-Ivrea (autostrada A5, SS 26, SS 460, SP 40, SP 82);
 Chivasso-Ivrea (SS 26 e Strade provinciali limitrofe);
 Ivrea-Rivarolo-Pont (SS 565 e Strade provinciali limitrofe);
 Torino-Rivarolo-Pont (SP 267, SS 460);
 Torino-Caselle-Valperga-Cuorgnè-Pont (SS 460, SP 13);
 Torino-Chivasso-Brozolo (SS 590,SP 220).
La Valle Elvo è interessata da tre direttrici principali:
 Biella – Ivrea (SS 419, SP 409, SP 410)
 Biella – Donato (SP 500, SP 405)
 Biella – Mongrando – Zubiena (SS 338, SP 403, SP 405, SP 412, SP 409, SP 411)

Le tipologie dei servizi offerti si differenziano in:
- servizi ordinari, offerti alla generalità dell’utenza, in modo continuativo e per tutto l’arco
    della giornata
- i servizi specifici, destinati a particolari categorie di utenza (lavoratori/studenti), in
    specifici orari
- servizi turistici, svolti in periodi limitati (servizi stagionali), in determinati territori
- servizi mercatali, offerti in occasione del giorno di mercato nei principali centri.
Da un’analisi svolta in occasione della stesura del Programma di attuazione Provinciale della
legge regionale 1/2000, in materia di trasporto pubblico locale, dalla Provincia di Torino,
emerge la netta prevalenza delle linee ordinarie e di quelle specifiche.
Il servizio è caratterizzato da una molteplicità di aziende, ma quella prevalente è l’azienda
SATTI con 37 linee su 57, particolarmente concentrate nell’eporediese.
In Valle Elvo le linee sopraindicate sono tutte ordinarie. Il servizio è gestito da ATAP.

 Le comunicazioni “immateriali”
Se da una parte la rete di infrastrutturazione materiale del territorio (stradale e ferroviaria)
presenta elementi di criticità, forte è la spinta verso la diffusione di una rete di
comunicazione “immateriale”; dall’altra proprio il Canavese è stato scelto dalla Regione
Piemonte quale primo ambito territoriale per la sperimentazione del polo telematico e lo
sviluppo della rete dei servizi integrati comunali.
L’iniziativa nasce su impulso del Consorzio per il Distretto Tecnologico del Canavese.
Il Consorzio si preoccupa di fornire al tessuto industriale infrastrutture e servizi che le
Piccole e Medie Imprese autonomamente non potrebbero permettersi e propone
l’ammodernamento delle dotazioni infrastrutturali della Pubblica Amministrazione al fine di
facilitare il rapporto tra questa e le stesse imprese.
La Rete Telematica del Canavese nasce, quindi, con l’obiettivo di creare un nuovo modello
di pubblica amministrazione e di burocrazia attraverso la promozione dell’efficienza, dello
snellimento delle procedure, e dello sviluppo di nuovi servizi.
Il progetto è basato su 2 cardini:
1. Ricorso a strumenti tecnologici avanzati
      reti telematiche che collegano le banche dati di tutti i soggetti della pubblica
        amministrazione presenti sul territorio



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     chioschi telematici distribuiti sul territorio, messi a disposizione dei cittadini per la
      richiesta di informazioni, certificazioni, effettuare prenotazioni sanitarie, comunicare
      più direttamente con la pubblica amministrazione.
2. Nuovi modelli gestionali ed organizzativi: i Servizi comunali integrati che prevedono la
   gestione integrata di alcuni servizi particolarmente onerosi per i Comuni e le Comunità
   Montane, quali contributi, acquisti, bilancio, protezione civile, affari generali.




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                      f.2) Relazione territoriale ed ambientale

L’area oggetto del Progetto Integrato di Area del Canavese e Biellese è costituita da un
ampio territorio la cui conformazione morfologica presenta una estrema ricchezza.
Sinteticamente possiamo dire che vi sono rappresentati tutti gli ambienti orografici:
 Montagna di alta rilevanza nella Valle dell’Orco, con l’importante presenza del Massiccio
    del Gran Paradiso;
 Montagna di media rilevanza nell’Alto Canavese, nella Valle Sacra, in Val Chiusella ed in
    Valle Elvo;
 Zone collinari, peraltro con caratteristiche geologiche e morfologiche diverse, della Serra
    d’Ivrea, dell’Eporediese e della collina chivassese;
 la Pianura Eporediese, un tempo occupata dai ghiacci e dove ora scorrono i fiumi Dora
    Baltea e Chiusella.
 La pianura verso Chivasso che va a congiungersi con la Valle del Po.

Il reticolo fluviale è caratterizzato dall’Orco, dalla Dora Baltea e dal Torrente Elvo che,
insieme ai rispettivi affluenti, hanno inciso le valli dando forma al territorio.

Questa diversificazione genera un ambiente naturale e paesaggistico di alto pregio che
assume una non trascurabile rilevanza sia per la qualità insediativa che per le notevoli
potenzialità sfruttabili ai fini di un rilancio turistico dell’area; tuttavia, come spesso accade,
l’assetto morfologico ha condizionato anche le scelte insediative e limitato i sistemi di
comunicazione.
Dal punto di vista della distribuzione degli insediamenti, una peculiarità dell’ambito è la
presenza di tante piccole città, generalmente localizzate nei fondovalle, cui fanno da
“contado” i piccoli comuni circostanti. Ciò ha da un lato permesso l’aggregarsi attorno ad un
nucleo insediativo significativo varie culture che avevano, così, una loro “capitale” di
riferimento, dall’altro ha impedito l’emergere di un polo trainante.

Risorse ambientali a carattere naturalistico e paesaggistico

L’elemento forte che denota l’omogeneità di quest’area è il paesaggio costruito e
caratterizzato dall’Anfiteatro Morenico. Esso viene esaltato da un ambiente più ampio a cui
è stretto da complementarietà; ambientalmente esso è legato:
- al territorio della Valle d’Aosta , da cui ha origine;
- alla parte biellese della Serra, a sinistra
- alla Valle Chiusella e le montagne del Gran Paradiso a destra,
- al Canavese occidentale, a sud ed ovest
- alle risaie - le «terre d’acqua» - del Vercellese, il fronte sud-est

Nel complesso, una varietà di ambienti e paesaggi che è rara lungo un percorso di poche
decine di chilometri: le montagne con cime di oltre 4000 metri, l’Anfiteatro con la pianura
centrale e il coronamento di colline, i laghi ed i corsi d’acqua, la pianura delle risaie che gli
allagamenti in primavera rendono di eccezionale suggestione.




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Il complesso geologico dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea può essere suddiviso nei seguenti
insiemi geologico-paesistici omogenei:

   le colline dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea;
   la pianura eporediese;
   la regione Bessa;
   gli affioramenti rocciosi della pianura eporediese;
   i terrazzi alluvionali posti all’esterno del catino morenico

Il sistema si mette inoltre in relazione con la pianura esterna che origina ulteriori elementi di
interesse paesaggistico: verso est, ad esempio, le Risaie ponendosi come “contrappunto” al
sistema collinare ne utilizzano l’acqua, proveniente dall’Anfiteatro attraverso il “segno” del
Canale Cavour.

Per comprendere in dettaglio questa suddivisione e, di conseguenza, le caratteristiche
paesistiche-ambientali del territorio, è necessario analizzare le dinamiche di formazione di questo
complesso geologico.

L’Anfiteatro Morenico d’Ivrea ha origine durante le grandi fasi di glaciazione quaternarie del
Pleistocene (comprese pressappoco tra 1 milione e 10000 anni orsono). In quest’epoca il brusco
raffreddamento della temperatura terrestre determinò l’avanzata dei ghiacci che, una volta
ricoperto l’arco alpino discesero verso le zone di pianura limitrofe andando a lambire il mare che
occupava allora la Pianura Padana e risaliva parte delle valli alpine.
Nello specifico la Valle d’Aosta era occupata dal Ghiacciaio Balteo, una fiume di ghiaccio che
dalle pendici del Monte Bianco scendeva, alimentato da diversi ghiacciai tributari (uno per
ogni valle laterale aostana), sino all’attuale Pianura Eporediese. Come ogni ghiacciaio svolse
una potente azione di erosione delle rocce sottostanti che, insieme al materiale trasportato
in superficie, determinò l’accumulo di enormi quantità di materiale nella Pianura Eporediese
(inclusi enormi massi erratici). Il segno attuale più evidente di questo fenomeno sono le
ripide colline dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.
Accanto a questi straordinari rilievi collinari l’Anfiteatro Morenico si compone di alcuni altri
insiemi geologici, ognuno caratterizzato da una forte specificità e valenza paesistica, cioè:
 la Pianura Eporediese, quella un tempo occupata dai ghiacci e dove ora scorrono i fiumi
    Dora Baltea e Chiusella.
     La pianura presenta moderate oscillazioni, con un’altitudine compresa tra circa 200 e
     300 metri (inferiore alle zone esterne al catino morenico a causa dell’azione di
     esarazione del ghiacciaio). Le differenze altimetriche sono dovute principalmente ai
     fenomeni alluvionali ma anche al diverso numero di avanzate glaciali subite dalle
     diverse parti del basamento terrestre (maggiore nell’area settentrionale, quella ad
     altitudine inferiore).
     La pianura è solcata da numerosi corsi d’acqua che vanno dalla Dora Baltea ai piccoli rii
     a carattere torrentizio, tutti responsabili di accumulo di materiale alluvionale nelle loro
     vicinanze. La differente origine dei corsi d’acqua (glaciale, nivale e pluviale) determina
     diverse caratteristiche del materiale trasportato, dal limo fluvioglaciale al pietrame di
     diverso calibro.
     La notevole ricchezza di acque nell’area contribuisce allo sviluppo della rigogliosa natura
     da sempre celebrata con la locuzione di “Verde Canavese”.


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     Altro elemento di distinzione della pianura eporediese sono i laghi di Viverone e Candia.
     Questi bacini, collocati nelle parte più meridionale della pianura eporediese, sono, al
     pari dei laghi di Meugliano e Alice, di tipo intramorenico, cioè delimitati da cordoni
     morenici e dotati di un fondo impermeabile argilloso formatosi nelle fasi di scioglimento
     dei ghiacci.
- la Regione Bessa, alto terrazzo fluviale che si presenta come una lunga e stretta fascia
    alluvionale, delimitata da altre scarpate.
     La configurazione del territorio del quale la Bessa fa parte è assai varia, in quanto si
     estende là dove l’alta pianura biellese si raccorda, attraverso una sequenza di superfici
     terrazzate, alle dorsali moreniche più esterne del settore laterale sinistro dell’Anfiteatro
     morenico di Ivrea. Su base morfologica vanno dunque distinti tre settori: il vasto settore
     pianeggiante terrazzato dell’alta pianura biellese, un settore collinare, formato dai rilievi
     dell’Anfiteatro morenico e un settore intermedio, compreso tra i primi due, costituito da
     un principale alto terrazzo, la cui superficie è stata quasi del tutto profondamente
     modificato dal lavoro umano (Regione Bessa). La Bessa è un alto terrazzo fluviale,
     rilevato rispetto al fondovalle dei torrenti Viona e Olobbia che si presenta come una
     lunga e stretta fascia alluvionale, delimitata da altre scarpate, larga da poche centinaia
     di metri fino ad un massimo di 1 km. e degradante dalla quota massima di circa 400
     metri alla quota di circa 300 metri. La superficie del terrazzo è coperta, per la quasi
     totalità della sua estensione (circa 4,4 kmq.) da grandi cumuli di ciotoli, costituenti la
     discarica delle aurifodine (miniere d’oro) romane. E’ inoltre solcata da numerosi valloni
     trasversali, originari canaloni di lavaggio che si approfondiscono verso la scarpata del
     terrazzo. Allo sbocco dei valloni si innestano gli apici di piccoli conoidi alluvionali
     degradanti verso i torrenti Viona, Elvo e Olobbia.
     Attualmente la Regione Bessa, così denominata dal punto di vista geologico, è una
     Riserva Naturale Speciale della Regione Piemonte, per le sue peculiarità naturalistiche e
     per il suo interesse archeologico.
 gli affioramenti rocciosi legati alla formazione delle Alpi e che insinuano nel catino
    morenico. Nell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea questo fenomeno ha assunto caratteristiche
    morfologiche eccezionali nella zona degli affioramenti dioritici prossimi ad Ivrea. In
    questa area, connessa al settore più settentrionale della Serra d’Ivrea, il ghiacciaio
    Balteo ha “scavato” alcuni catini rocciosi determinando la nascita dei 5 celebri laghi
    d’Ivrea:
    -       Lago Sirio
    -       Lago di Campagna o di Cascinette d’Ivrea
    -       Lago Pistono o di Montalto Dora
    -       Lago Nero
    -       Lago San Michele
     Nelle vicinanza di questi bacini sono presenti numerose zone umide di notevole
     interesse naturalistico tra cui le “Terre Ballerine” di Montalto Dora.
     Nella restante pianura eporediese sono riconoscibili numerosi affioramenti rocciosi
     levigati dai ghiacci, denominati scientificamente verroux glaciali (Pavone Canavese,
     Lessolo, ecc.)
        i terrazzi alluvionali fluvioglaciali esterni al catino morenico dovuti al deposito delle
acque di scioglimento dei ghiacci, costituenti il terreno di transizione alla Pianura Padana.
Parte meno nobile dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, ma non per questo priva d’interesse
scientifico e paesistico, sono i terrazzi argillosi generati dai fenomeni di deposito alluvionale
delle acque di scioglimento dei ghiacciai. Tali territori, posti naturalmente nelle parti esterne
del catino morenico, costituiscono il “graduale interfaccia” con la Pianura Padana e vengono

                                                                                               35
denominati localmente baragge o vaude. La povertà del terreno li rende poco fertili e quindi
caratterizzati da una rara vegetazione con caratteristiche tipiche di brughiera che in alcuni
casi ricorda la vegetazione della savana (Baragge Biellesi). Le aree più rilevanti per
estensione territoriale e per caratteristiche morfologiche sono poste a ridosso dell’area
biellese della Serra d’Ivrea e si concludono con ripidi declivi che cadono sulla pianura delle
risaie.

La ricchezza di questo paesaggio è sottolineato dalla molteplicità di parchi e riserve naturali:
- In primo luogo il Parco nazionale del Gran Paradiso, primo parco nazionale istituito in
   Italia, abbraccia un vasto territorio di alte montagne, fra gli 800 metri dei fondovalle e i
   4.061 metri della vetta del Gran Paradiso. Il parco è contrassegnato da una grande
   ricchezza faunistica (stambecchi, camosci e lupi) e forestale (boschi di di larici e abeti)
- Riserva Naturale della Bessa, costituita da un altopiano ondulato composto da cumuli di
   ciotoli, presenta una geomorfologia unica in Europa. La riserva vanta un notevole
   interesse archeologico
- Riserva Naturale delle Baragge, un ambiente boscoso con esemplari più o meno radi di
   quercie, betulle, carpini, pini silvestri. La riserva tutela alcuni nuclei della Baraggia
   originaria, che si estendeva fino al Ticino.
 - Parco della Burcina, situato sulle propaggini pre-alpine, non ha origini naturali ma è il
    risultato della costruzione dell’uomo. La storia della Burcina è iniziata nella seconda
    metà dell’Ottocento ad opera di Giovanni Piacenza. Oltre ai rododendri vi sono altre
    numerosissime specie botaniche.
- Parco Provinciale del Lago di Candia, istituito nel 1995, ,è inserito in un sistema
   regionale e nazionale di aree protette tra i piu' completi d'Europa ed ha mantenuto
   integre numerose caratteristiche naturalistiche. È un ambiente essenziale come luogo di
   sosta e riproduzione per gli uccelli acquatici, tra i piu' significativi il tarabusino e l'airone
   rosso.
    La particolarità del lago è data dalla presenza di piante radicanti con foglie galleggianti,
    in particolare la castagna d'acqua che altrove, a causa dell'inquinamento, è
    praticamente scomparsa.
    Il parco è interessante non solo per l'ambiente lacustre, ma anche per gli spazi
    circostanti: boschi, canneti e prati.


Criticità ambientali

Un ambiente così ricco è caratterizzato anche da una estrema fragilità, a causa
dell’espletarsi su questo territorio di tutte le attività umane che, tradizionalmente, sono
state guidate più da preoccupazioni economico produttive che da attenzione alle risorse del
patrimonio naturalistico e ambientale.

Di seguito descriviamo le principali criticità di questo territorio, raggruppate per grandi aree
tematiche




                                                                                                 36
Patto Territoriale del Canavese

 Aria
Nonostante l’elevato patrimonio naturalistico, esistono problemi legati alla qualità dell’aria
soprattutto determinati dalle difficoltà intrinseche della viabilità esterna e interna a molti
centri abitati; alcune criticità si rilevano nei centri maggiori: Ivrea, Chivasso e in prossimità
di Caluso.

 Rumore
Il Canavese occidentale è un’area storicamente interessata dalla presenza di numerose
aziende operanti nel settore dello stampaggio a caldo degli acciai. Tali attività sono molto
spesso caratterizzate dalla presenza di rumore di tipo impulsivo ad alta energia, dovuto
principalmente ai macchinari utilizzati per l’operazione di stampaggio (presse e magli).
Questa caratteristica di rumore costituisce criticità ambientale anche in considerazione del
contesto ambientale in cui si è sviluppato storicamente tale settore produttivo (forte
presenza di insediamenti abitativi).
Il problema è stato oggetto di interessi diversi:
- già nel 1998, in occasione della redazione del Progetto Integrato di Area del Canavese
    (fondi Docup 97/99), proprio al fine di dare soluzione a un problema di rilevanti
    proporzioni, tra gli interventi costituenti il P.I.A. era stato incluso il progetto per la
    realizzazione di un’area attrezzata da destinare alla rilocalizzazione di imprese a forte
    compromissione ambientale del settore dello stampaggio. Tale area era stata individuata
    a cavallo dei comuni di Favria e Busano, su proposta dei sindaci degli stessi comuni, in
    prossimità di un’area già compromessa.
- Difficoltà insorte in fase progettuale hanno impedito ai soggetti attuatori l’assunzione
    degli impegni necessari entro i termini previsti dal DOCUP, ciò ha comportato
    l’esclusione dell’intervento dal P.I.A. del Canavese. In considerazione della rilevanza
    strategica del progetto per l’avvio della soluzione ambientale ed occupazionale di
    rilevanti proporzioni, la Regione Piemonte, su esplicita richiesta della Provincia di Torino,
    dei comuni e del Consorzio per gli insediamenti produttivi del Canavese, ha assunto la
    decisione di finanziare l’intervento con fondi regionali.
- Nell’aprile 2001 è stato presentato uno studio, effettuato dall’Environment Park,
    nell’ambito del progetto DIADI, “Progetto di valutazione dell’inquinamento acustico
    dell’area dello stampaggio a caldo in alto Canavese”, i cui risultati sono contenuti nel
    rapporto finale; tale studio ha fornito precise informazioni sull’inquinamento acustico
    globale nel comprensorio Busano-Rivara e Canavese-Forno, con particolare riferimento
    alla caratterizzazione acustica dei siti industriali che hanno aderito al progetto.
- In fase di consultazione di Agenda 21 locale della Provincia di Torino, l’API del Canavese
    ha avanzato la proposta di una azione di sostenibilità a realizzazione degli interventi
    individuati nello studio dell’Environment Park.

 Risorse idriche
I dati relativi a campionamenti effettuati alla fine degli anni Ottanta, indicano valori elevati
di cloruri (>30 mg/l) nella zona di Ivrea.
La città di Ivrea ha inoltre segnalato in sede di consultazione di Agenda 21 locale della
Provincia di Torino la necessità di attivare un’azione di deferizzazione e demanganizzazione
dei pozzi che forniscono l’acqua potabile ad Ivrea, Banchette, Pavone, Samone e Salerano.
Per quanto riguarda l’inquinamento di origine agricola, i dati disponibili sono relativi ad
indagini fatte su aree campione coltivate prevalentemente a mais e grano: alcune criticità

                                                                                               37
sono state rilevate nella aeree tra Chivasso, Caluso, Mazzé e Salerano, a causa di un
elevato uso di atrazina.

 Suolo
Particolarmente preoccupante è il rischio idraulico e idrogeologico.
La numerosità degli eventi alluvionali, che ormai hanno ben poco di straordinario, e, in
particolare quello più recente dell’ottobre 2000 che ha provocato ingenti danni sia alle
infrastrutture che agli insediamenti, pone con evidenza la necessità di applicare al più
presto il Piano di Assetto Idrogeologico (approvato il 24/05/01).
In sede di consultazione di Agenda 21 locale della Provincia di Torino l’API del Canavese ha
proposto un’azione mirata a valutare l’impatto derivante dalla rilocalizzazione di aziende in
aree a rischio idrogeologico. Le finalità dell’iniziativa sono molteplici e vanno dal censimento
delle attività produttive localizzate nelle aree a rischio idrogeologico al semplice servizio alle
imprese che intendono trovare una nuova localizzazione, alla rilocalizzazione in funzione di
logiche di filiera, di eccellenza produttiva, di razionale distribuzione del tessuto produttivo.

 Energia
Nell’ambito dell’attività di concertazione per Agenda XXI è emersa la necessità di ricercare
fonti energetiche alternative e rinnovabili ed avviare iniziative volte ad incoraggiare e
diffondere impianti che minimizzino gli impatti ambientali.
Gli impianti non impattanti, quali possono essere quelli di cogenerazine, sono solo l’ultimo
anello di una catena di operazioni che hanno come obiettivo primario il miglioramento del
patrimonio forestale locale, attraverso la costituzione di una adeguata filiera forestale,
ovvero progettare una forma di gestione delle operazioni forestali e di produzione di
combustibile che abbia tutti i requisiti, anche economici, per fungere da interlocutore
privilegiato con chi gestirà la caldaia ed acquisterà il combustibile.
La costituzione di una filiera forestale richiede il coinvolgimento del territorio e la
discussione al tavolo di concertazione ha sortito come effetto il progetto di costituzione di
un consorzio forestale tra i comuni e le Comunità Montane aderenti al Patto Territoriale del
Canavese.
Tale progetto è stato inserito nel Programma Provinciale Interventi Ambientali.

 Siti industriali dismessi
Tra le diverse criticità determinate dalla presenza di aree industriali non più utilizzate e,
soprattutto, degradate e contaminate, quello più pericoloso per questo territorio è l’ex
insediamento industriale Montefibre ad Ivrea. La città si sta attivando, attraverso la stesura
del nuovo Piano Regolatore Comunale ad individuare una nuova destinazione d’uso per
l’area, nonché risorse finanziarie necessarie per provvedere alla bonifica e recupero
dell’area.

 Mobilità e trasporti
Il settore della mobilità determina significativi livelli di criticità ambientale, soprattutto
legato all’inefficienza del sistema viario e ferroviario esistente.
Il territorio da tempo sollecita scelte e progetti volti al miglioramento del sistema della
mobilità esterna ed interna al territorio e, in particolare, il miglioramento del collegamento
tra Torino e Aosta sia viabilistico che ferroviario.




                                                                                               38
Valle Elvo e Serra

 Aria, Acqua, Suolo
L’area della Valle Elvo e Serra, è caratterizzata da un ambiente naturale poco compromesso
ove non sono presenti fenomeni rilevanti di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo.


 Instabilità dei Versanti
Tra le problematiche ambientali, particolare attenzione deve essere rivolta all’instabilità dei
versanti. Due le frane più a rischio: nei comuni di Graglia e Donato.

 Rischio Idrogeologico
Secondo il Piano di Assetto Idrogeologico, questo rischio è particolarmente rilevante
(definito di classe R4 e R3) nei comuni di Pollone, Sordevolo, Graglia, Netro e Donato.
Rispetto a quanto indicato dal PAI è però necessario realizzare degli studi di
approfondimento che determineranno in maniera più puntuale le aree a rischio e la loro
pericolosità.

 Incendi boschivi
Il fenomeno degli incendi boschivi è una delle maggiori minacce all’ecosistema forestale
dell’area. L’abbandono degli spazi pascolivi e la conseguente espansione di boschi spontanei
hanno contribuito a determinare un ambiente estremamente favorevole al verificarsi di
incendi.
In questa direzione, grazie ai finanziamenti della precedente programmazione (docup Ob
5b), è stata avviata nell’area della Serra una filiera forestale che permette il riscaldamento
di alcuni edifici pubblici nel comune di Zubiena. Altri interventi in questa direzione sono
previsti nella Misura 1 del progetto candidato dal GAL “Sistema Serra” all’Iniziativa
Comunitaria Leader Plus.




                                                                                             39
                                                    Matrice di tipo SWOT
                     Punti di forza                      Punti di debolezza             Opportunità                  Rischi

                   Situazione demografica                    Saldo naturale             Ambiente                   Scomparsa di
                stabile;                                  negativo                    naturale e                 alcuni Comuni
                   Crescita della                            Invecchiamento         paesaggistico di           Montani a causa
                popolazione nel sistema                   della popolazione           alto pregio per una        dello spopolamento
                locale di Rivarolo                            Ridimensionamento      qualità insediativa;       e
POPOLAZIONE




                   Crescita demografica dei              delle fasce giovanili           Presenza di           dell’invecchiamento
                comuni della collina                          Calo demografico a     una buona offerta
                chivassese, che si                        Ivrea e Chivasso            di servizi alla
                propongono come area                          Calo demografico       persona
                residenziale dell’area                    nei comuni di fondo             Ripresa del
                metropolitana                             valle e nei comuni più      comparto edile
                   Crescita demografica nei              marginali
                comuni di collina che si
                propongono come aree
                residenziali

                   Bassi tassi di                          bassa scolarità             differenziazione          monocultura
                disoccupazione                                                        produttiva               tessile
OCCUPAZIONE




                   Alti tassi di attività, anche                                        sviluppo di               difficoltà di
                delle donne                                                           settori                  ricollocazione della
                                                                                      complementari al         manodopera tessile
                                                                                      tessile
                                                                                         formazione
                                                                                      continua




                                                                                                                         40
                       Punti di forza                     Punti di debolezza             Opportunità                   Rischi
                      Concentrazione della                 Diminuzione del                 Aziende                  Difficile
                  S.A.U. stabile;                       numero delle aziende             riorganizzate dal         sopravvivenza
                      Diminuzione del numero           (crisi dell’impresa              punto di vista            dell’agricoltura
                  delle aziende (tendenza alla          contadina);                      strutturale, per          nei territori
                  modernizzazione                           Agricoltura praticata       dimensione                montani;
                  dell’impresa)                         da anziani o addetti             territoriale ed               Abbandono
                      Capacità produttiva e            part-time;                       economica                 dell’agricoltura e
                  potenzialità elevata della                Resistenza al                   Diversificazione     conseguente
AGRICOLTURA




                  pianura canavesano                    cambiamento da parte             della produzione          cedimento di
                      Ampie porzioni di suoli          degli addetti (“abbiamo              Vicinanza            ogni presidio
                  con classi di fertilità di 1°         sempre fatto così”)              favorevole del            ambientale;
                  categoria                                 Rispetto delle              mercato
                      Produzioni cerealicole e         norme igieniche negli            metropolitano
                  zootecniche di buona qualità          alpeggi                              Permanenza di
                      Specializzazione                                                  una notevole
                  produttiva (viticola, frutticola)                                      vocazione agricola
                                                                                             Capacità degli
                                                                                         operatori di
                                                                                         promuovere mostre
                                                                                         e fiere dei prodotti
                                                                                         tipici




                                                                                                                             41
                     Punti di forza                 Punti di debolezza                  Opportunità                       Rischi

                     compresenza di modelli              infrastrutturazion             attivazione di                 riduzione della
                produttivi diversi                    e viaria e ferroviaria          un’area distrettuale            presenza della
                     Eporediese: settore             insufficiente                   delle nuove tecnologia          grande impresa sul
                dell’elettromeccanica,                    insufficiente              tra Ivrea e Torino              territorio
                elettronica e informatica             collegamento con                    promuovere                     crisi dell’auto e
                     Alto Canavese:                  l’aeroporto di Caselle          azioni coordinate di            del suo indotto
                stampaggio a caldo                        carenza di                 marketing territoriale              carenza di
                     Chivassese:                     manodopera                          creazione di poli          iniziative che
                specializzazione nella                    scarsa capacità            formativi specializzati         mettano a sistema
                componentistica legata al             di adattamento                  (Politecnico e Scienze          le PMI
                settore automobilistico               all’evolversi del               delle Comunicazioni e               riduzione della
                     Biellese: settore tessile e     mercato                         Scienze Politiche)              nicchia di mercato
                meccano tessile di alta                                                   centri di                  in cui opera il
                qualità                                                               eccellenza per la               tessile biellese
                     Qualificazione della                                            formazione                          incremento
                manodopera                                                            professionale                   della concorrenza
                     esperienza del Patto                                                master di design
INDUSTRIA




                Territoriale                                                          multimediale
                     rilevante presenza di                                           (Interaction Design
                imprese ICT                                                           Institute)
                     frequenti i fenomeni di                                             attivazione di 5
                spin off                                                              Centri di Competenza
                     accentuazione della                                             di TS Canavese
                competitività delle singole                                               disponibilità di
                imprese sul mercato                                                   aree attrezzate,
                nazionale e internazionale                                            soprattutto nel
                     forte presenza di imprese                                       Chivassese
                innovative                                                                presenza di un
                     ricompattamento delle                                           Distretto Tecnologico
                filiere produttive                                                        presenza di un
                     policentrismo produttivo                                        Consorzio per gli
                ed economico                                                          insediamenti produttivi
                                                                                          promuovere
                                                                                      azioni coordinate di
                                                                                      marketing del prodotto
                                                                                      tessile
                                                                                          investire in ricerca
                                                                                      ed innovazione

                    rafforzamento                          Penalizzazione             Cambiamento                      La
                progressivo del terziario               delle attività di           strutturale                       terziarizzazione
                avanzato                                servizio alle imprese       dell’industria può                può essere un
                    Commercio: presenza di             tradizionali dal            incidere positivamente            ripiego al declino
                grandi strutture di vendita             declino delle strutture     sull’offerta dei servizi          delle attività
                    Riequilibrio progressivo           industriali                     Importante                   industriali
                nella distribuzione degli                                           apporto del terziario
TERZIARIO




                esercizi commerciali                                                sul piano
                    Crescente diffusione di                                        occupazionale, anche
                piccole e medie società di                                          dal punto di vista
                servizio alle imprese                                               qualitativo (diplomati,
                    Ripresa del comparto                                           laureati)
                edile                                                                   Positivo trend del
                    Buona offerta di servizi                                       terziario avanzato
                pubblici alla persona                                                   I servizi alle
                                                                                    imprese appaiono un
                                                                                    importante mezzo di
                                                                                    acceso alla
                                                                                    modernizzazione

                                                                                                                                   42
                    Punti di forza                      Punti di debolezza                 Opportunità                    Rischi

                    Risorse ambientali a                    Il turismo è stato             Miglioramento             È considerata
                carattere naturalistico e                sempre considerato un           dell’offerta turistica     un’area “di transito”
                paesaggistico                            settore marginale               attraverso un                  Forte
                    Patrimonio geologico ed                 Non esiste una             insieme coordinato         concorrenza di altre
                archeologico                             cultura                         di azioni pubbliche        aree (Valle d’Aosta)
                    Patrimonio storico e                dell’”accoglienza”              e private                      Disconoscimen
                architettonico                               Manca                          Le potenzialità       to delle
                    Percorsi storico-culturali          un’articolazione dei            del territorio sono        innumerevoli
                che consentono la lettura di             servizi offerti                 notevoli e si              risorse
                un insieme di elementi tra di                I servizi offerti sono     prestano ad                paesaggistiche ed
                loro connessi storicamente;              locali e specialistici          articolare un              ambientali;
                    Il circuito dei castelli e              Criticità della rete       sistema di offerte             Criticità legata
TURISMO




                dei luoghi religiosi                     infrastrutturale delle          particolarmente            all’offerta ricettiva
                    La serra d’Ivrea e l’antico         comunicazioni                   interessante,
                territorio dei Valperga di                   Difficoltà di attrarre     soprattutto dal
                Masino;                                  flussi turistici da bacini      punto di vista del
                    Il Museo degli artisti russi        territoriali più vasti.         turismo “dolce “ ed
                a Torre Canavese                             Debole immagine            estivo;
                    Il Museo Villa Mileto               turistica;                          Valorizzazione
                    Il Museo Sandretto                                                  del “contesto
                    L’Ecomuseo della Valle                                              turistico” in tutte le
                Elvo & Serra                                                             sue potenzialità
                                                                                             Esaltazione
                                                                                         della diversità e
                                                                                         specificità dei
                                                                                         diversi luoghi.


                     Punti di forza                     Punti di debolezza                 Opportunità                    Rischi

                    Estrema ricchezza del                   Aria: inquinamento         Adozione dei                     Suolo: rischio
               patrimonio naturalistico ed              atmosferico determinata     criteri di sostenibilità          idraulico ed
               ambientale:                              dalla difficoltà della      approvati dai                     idrogeologico
            Parco Nazionale del Gran                    viabilità                   Protocolli di                          Inquinamento
            Paradiso, riserva naturale della                 Rumore: attività      “Agenda 21” locali;               atmosferico causato
            Bessa, Riserva naturaledelle                dello stampaggio a caldo         Energia:                    da immissioni del
            Baragge, Parco della Burcina,                    Risorse idriche:      costituzione di un                traffico veicolare;
            Parco Provinciale del Lago di               ferro e manganese nei       consorzio per la                       Compromission
            Candia;                                     pozzi di acqua potabile     filiera forestale                 e paesaggistica
             Anfiteatro morenico e suoi                di Ivrea                                                      frutto della quantità
                sistemi:                                     Siti industriali                                        e qualità
 AMBIENTE




                colline dell’Anfiteatro                 dismessi: ex-                                                 dell’edificato;
                 morenico, pianura                      insediamento Montefibre                                            Instabilità dei
                                                        di Ivrea                                                      versanti
            eporediese, regione Bessa,                       Mobilità: criticità                                     Incendi boschivi:
             affioramenti rocciosi della                determinata                                                   area della Serra
            pianura, terrazzi alluvionali               dall’inefficienza del
             Patrimonio geologico e                    sistema viario e
              archeologico                              ferroviario
                  Ambiente naturale e
              paesaggistico di alto pregio
                  I 5 laghi di Ivrea
                  Le zone umide di
              interesse naturalistico.




                                                                                                                                 43
1.2. informazioni sui contenuti del progetto integrato

                       a) Obiettivi e strategia di riferimento
                              del Progetto Integrato

a1) sviluppo socio-economico
I concetti di ambiente, di paesaggio e di territorio sono stati oggetto in questi anni di una
intensa attività di riflessione e di rivisitazione teorica. Il concetto di territorio come semplice
supporto delle attività economiche è stato superato a vantaggio del suo ruolo come
potenziale produttore di ricchezza.
L’area del P.I.A sconta oggi un grande deficit di comunicazione verso l’esterno, rischiando di
essere un importante sistema economico tagliato, però, fuori dalle grandi direttrici di
interscambio del Nord-Ovest e dell’intero Paese. Paradossalmente, il territorio non ha
bisogno di individuare nuovi fattori di crescita, ma necessita viceversa di trovare la corretta
combinazione delle proprie risorse e le giuste strategie per una loro valorizzazione.
Per questi motivi ritorna ad assumere centralità la questione dello sviluppo, intesa come
riflessione sulle modalità attraverso le quali consolidare le posizioni di benessere fino ad
oggi raggiunte e far fruttare il patrimonio di risorse materiali ed umane venutosi a creare
sul territorio.
Fare sviluppo sul territorio del P.I.A significa dunque valorizzare, attraverso un piano
organico di promozione, le risorse esistenti. Il primo passo da compiere consiste nel ridare
una specifica funzione al territorio, ricucire in una precisa strategia i numerosi fattori di
eccellenza che lo caratterizzano, creare una nuova identità territoriale identificando i
possibili settori economico/produttivi interessati da Pays-sage al fine di
valorizzarli/riqualificarli con il perseguimento di una serie di obiettivi.


            Progetto integrato d’area dell’anfiteatro morenico della Serra


                    Filiere economiche-                     Obiettivi
                   sociali interessate dal
                          Progetto
                           Agricoltura             Favorire la riorganizzazione di
                                                    Aziende dal punto di vista
                                                    strutturale, per dimensione
                                                    territoriale ed economica
                                                   Diversificare la produzione
                                                   Vicinanza favorevole del
                                                    mercato metropolitano
                                                   Rafforzare la vocazione agricola
                                                    esistente
                                                   Incentivare la capacità degli
                                                    operatori di promuovere mostre
                                                    e fiere dei prodotti tipici

                            Industria              attivare un’area distrettuale
                                                    delle nuove tecnologie tra Ivrea
                                                    e Torino


                                                                                                44
                                         promuovere azioni coordinate
                                          di marketing territoriale
                                         creare poli formativi
                                          specializzati (Politecnico e
                                          Scienze delle Comunicazioni e
                                          Scienze Politiche) e centri di
                                          eccellenza per la formazione
                                          professionale
                                         realizzare master di design
                                          multimediale (Interaction
                                          Design Institute)
                                         attivare i 5 Centri di
                                          Competenza di TS Canavese
                                         creare la disponibilità di aree
                                          attrezzate, soprattutto nel
                                          Chivassese

              Terziario                  incrementare l’offerta dei
                                          servizi
                                         migliorare l’apporto del
                                          terziario sul piano
                                          occupazionale, anche dal punto
                                          di vista qualitativo (diplomati,
                                          laureati)
                                         incentivare il positivo trend del
                                          terziario avanzato
                                         rendere i servizi alle imprese
                                          un importante mezzo di
                                          accesso alla modernizzazione
              Turismo                    Migliorare l’offerta turistica
                                          attraverso un insieme
                                          coordinato di azioni pubbliche e
                                          private
                                         Utilizzare le potenzialità del
                                          territorio per articolare un
                                          sistema di offerte
                                          particolarmente interessante,
                                          soprattutto dal punto di vista
                                          del turismo “dolce “ ed estivo;
                                         Valorizzare il “contesto
                                          turistico” in tutte le sue
                                          potenzialità
                                         Esaltare le diversità e
                                          specificità dei diversi luoghi.
                                         qualificare e diversificare
                                          l’offerta ricettiva
                                         recuperare e valorizzare siti di
                                          interesse culturale
                                         potenziare l’attività di
                                          promozione e marketing

                                        Definire modelli di intervento che
         azioni di supporto             favoriscano la partecipazione dei
che favoriscano la qualificazione del   privati agli investimenti di
             territorio,                miglioramento e competitività del
                                        territorio (community foundation)




                                                                              45
                                                   Migliorare l’ambiente naturale e
                           Popolazione              paesaggistico di alto pregio per
                                                    favorire una qualità insediativa;
                                                   Incentivare una buona offerta
                                                    di servizi alla persona
                                                   Favorire la ripresa del
                                                    comparto edile



                           Occupazione            Prevedere un incremento
                                                  occupazionale diretto di circa 80
                                                  unità (a cui occorre aggiungere
                                                  l’incremento occupazionale
                                                  indiretto)

                                                    Adottare i criteri di sostenibilità
                                                    approvati dai Protocolli di
                            Ambiente                “Agenda 21” locali;
                                                   Favorire il risparmio energetico
                                                    attraverso la costituzione di un
                                                    consorzio per la filiera forestale




L’idea forza, dunque, sulla quale convergono gli obiettivi e gli interventi del PIA è quella di
sviluppare un’azione di marketing territoriale che, valorizzando le caratteristiche diversificate
ma al tempo stesso complementari dell’area in oggetto, permetta di attrarre persone ed
imprese al fine di rafforzare le vocazioni tradizionali (industria, agricoltura e zootecnia) e
sviluppare e qualificare nuove filiere quali il turismo ed i servizi nonché attrarre nuovi
residenti nelle aree del proprio territorio marginali per uno sviluppo economico tradizionale
ma strategiche per nuove attività e nuove modalità di lavoro.
Attraverso la riqualificazione del territorio, il recupero ambientale, la qualificazione turistica,
l’innovazione tecnologica e lo sviluppo della società dell’informazione (tema prioritario nel
Docup della Regione Piemonte) il PIA Pays-sage vuole porre le basi per il miglioramento
delle condizioni generali di attrattività del territorio come elemento propedeutico alla
creazione di nuove imprese.
L’ipotesi che si vuole perseguire è quella di promuovere la definizione di una “Società di
Trasformazioni Territoriale” (parafrasando la “Società di Trasformazioni Urbana” come
riferimento procedurale), rendendo il P.I.A un “processo di azione integrata” in itinere
piuttosto che considerarlo un “piano di azione integrata”.
Questo consentirebbe il rafforzamento dell’identità del territorio oggetto del Progetto
integrato d’area che faccia leva sul carattere poliedrico del sistema produttivo locale,
sull’esistenza di un ambiente fondato sull’innovazione e la ricerca e che favorisca la
creazione di un fenomeno di “Distrettualizzazione multivocazionale” volto a creare nuove
filiere di sviluppo socio-economico, in coerenza con le nuove tendenze di sviluppo della
Regione Piemonte in cui l’accelerato sviluppo industriale manifatturiero dell’ultimo secolo ha
promosso, nei confronti dei territori terzi e soprattutto fuori dall’Italia, l’immagine del polo
industriale e non quella di centro storico e culturale.




                                                                                                46
Cruciale diventa allora, in questo contesto, il tema del paesaggio (l’approfondimento
conoscitivo della materia paesistica-ambientale è anche uno degli obiettivi del Programma
regionale di sviluppo) che diventa dunque il filo conduttore della strategia di
programmazione del PIA, integrando azioni di tutela e valorizzazione dell’ambiente, politiche
di sviluppo turistico e creazione di valore per la comunità.
Il termine paesaggio è considerato però nel senso più ampio del termine e in tutte le sue
componenti: naturale, agricola, industriale ed urbana.
I territori Canavesano e Biellese si prestano in modo particolare a questo tipo di approccio
in quanto possono offrire un territorio di ottima qualità e soprattutto con una tradizione di
sviluppo industriale rispettosa del paesaggio. Adriano Olivetti ad Ivrea, Ermenegildo Zegna
a Trivero e Felice Piacenza a Pollone, pionieri all’epoca, ci offrono un esempio di approccio
ai temi dello sviluppo territoriale oggi attualissimo.
L’attenzione di Adriano Olivetti per l’espansione dell’impresa è debitrice nei confronti di
Taylor e Ford e di un dibattito internazionale che coinvolgeva ingegneri della produzione,
politici, intellettuali ed architetti. La crisi dello stato di diritto, il regionalismo, la necessità
della pianificazione, la ricerca di un nuovo umanesimo sono temi che influenzarono Adriano
Olivetti sul connubio tra industria e territorio. Tra il 1934 e il 1943, mentre si realizzano i
primi ampliamenti dell’impianto industriale originale, molti progetti investono la fabbrica e la
città, come ad esempio l’asilo nido, la casa popolare di Borgo Olivetti, gli edifici del quartiere
Castellamonte, tutti affidati a giovani architetti, e il piano urbanistico della città di Ivrea.
Dall’altra parte della Serra, nel Biellese, a testimonianza di una omogeneità culturale oltre
che fisica delle due aree, sono da ricordare Ermenegildo Zegna e Felice Piacenza.
Il primo oltre che fondatore dell’omonimo lanificio influì in modo fondamentale nello
sviluppo del Comune di Trivero e nelle condizioni di vita dei suoi abitanti. Zegna fece infatti
costruire un ospedale, un asilo, e numerose strutture sportive. Realizzò inoltre un progetto
di valorizzazione dell’intera zona montana alle spalle della fabbrica, piantumando migliaia di
alberi, dotandola di infrastrutture per il tempo libero e costruendo una strada che la
percorresse, collegando la Valle Strona con la Valle Cervo ed offrendo una balconata
panoramica sulla pianura sottostante. Quest’area è ancora oggi gestita dalla famiglia Zegna
che ne ha fatto un Oasi.
Altro esempio importante è Felice Piacenza, anch’esso imprenditore laniero proseguì l’opera
del padre Giovanni. Questi a partire dal 1800 iniziò ad acquistare vari terreni siti nelle parti
inferiori di una collina denominata Burcina e a piantumarli con sequoie, cedri dell’Atlante,
pini strobus e altro. Felice per quasi 50 anni lavorò a questo progetto, acquistando nuovi
terreni, tracciando strade e sentieri, piantando nuove e rare specie di alberi e la
spettacolare valle dei rododendri. Oltre l’aspetto botanico è di particolare rilievo la
composizione paesaggistica che fu migliorata dal figlio, Enzo che incaricò il noto paesaggista
Porcinai della progettazione del nuovo ingresso. La Burcina è oggi una Riserva Naturale
Speciale della Regione Piemonte.
Entrambi gli esempi biellesi come il più famoso Olivetti, realizzarono queste opere seguendo
un’idea ai tempi assolutamente innovativa e che oggi è tornata ad essere di estrema
attualità: la qualità del paesaggio, naturale e costruito sono una componente fondamentale
della qualità della vita. I nostri tre esempi, e Adriano Olivetti in particolare, diedero inoltre
particolare importanza all’aspetto sociale dello sviluppo industriale, capendo che occorreva
offrire qualità sia nell’ambiente di lavoro che in quello circostante.
L’attenzione che il PIA del Canavese e Biellese dedica a questi temi non è quindi solo legata
a fattori contingenti ma ripropone un’idea e una visione di sviluppo territoriale che era già
presente e che li accomunava oltre un secolo fa.


                                                                                                  47
L’obiettivo sarà quello di realizzare un “Contratto per l’avvenire”, andando così oltre i
Patti Territoriali e i Protocolli d’intesa già adottati per definire una sorta di pianificazione
strategica orientata a realizzare il “IV° Polo turistico del Piemonte” salvaguardando la
vocazione industriale e il campo dell’innovazione tecnologica che caratterizza in modo
significativo questa porzione di territorio piemontese.

Occorre, tuttavia, che le amministrazioni locali identifichino misure e strumenti utili a
valorizzare comunque quanto si sta facendo, anche dal punto di vista delle ripercussioni
sulla finanza locale.
Un esempio in questa direzione potrebbe essere la valorizzazione del patrimonio
immobiliare esistente, puntando a facilitare l’acquisto, la ristrutturazione e l’affitto delle case
di campagna e di paese, attorno ad un disegno di recupero edilizio secondo canoni di
qualità. In tal modo la fruizione del territorio oggi percepita come praticabile dal grande
pubblico sarebbe resa coerente con il progetto più a lungo termine, ed allo stesso tempo
consentirebbe di mettere a valore situazioni da tempo compromesse. Un’adeguata politica
fiscale, accompagnata da formule che facilitino gli interventi come quelli prospettati
potrebbe essere un passo nella giusta direzione. La dizione impiegata di “politiche fiscali”
sottolinea come, nel quadro delle politiche di federalismo e di riorganizzazione dei servizi
locali, accanto all’ICI esistano oggi altri strumenti importanti di tipo tariffario che influiscono
sulla competitività del territorio.
Un’ipotesi a questo riguardo è la possibilità di porre in essere una pianificazione pluriennale
adeguata di eventi ed iniziative promozionali, per le quali il problema centrale è appunto la
definizione delle fonti e dell’ammontare del finanziamento disponibile.
Un modello interessante ma ancora non sperimentato in Piemonte (ha invece avviato i primi
passi in Lombardia attraverso la Fondazione CARIPLO) è quello della “community
foundation”: si tratta di una fondazione a spiccata vocazione locale, alimentata da donazioni
pubbliche e private, individuali e di imprese, e rivolta ad affrontare uno o più specifici
bisogni del territorio, sui quali evidentemente esiste un ampio consenso (Allegato 3)
Nel caso specifico tale fondazione locale potrebbe farsi carico del sostegno ad un
programma promozionale pluriennale, in concorso con i fondi pubblici costituendo, di fatto,
un’articolazione concreta del PIA.

Al fine di monitorare e rendere trasferibili le buone prassi adottate ed i risultati
eventualmente raggiunti il PIA sarà valutato in itinere ed ex post utilizzando gli indicatori di
valutazione di politiche pubbliche che permetteranno di misurare non solo a fini di
rendicontazione, ma di misurazione del valore aggiunto i risultati fisici, finanziari e
procedurali.
A tal fine il Comune di Ivrea ha già stipulato una convenzione con i referenti del master di
“Analisi delle Politiche pubbliche” gestito dal Corep al fine di rendere disponibile una risorsa
per effettuare l’intervento di valutazione




                                                                                                48
                          a2) Sostenibilità ambientale

                           Patto Territoriale del Canavese

Negli ultimi due anni il tema ambientale, la sua salvaguardia, la necessità di promuovere lo
sviluppo locale, purché sostenibile, è stato oggetto di ampio dibattito, proprio in sede di
Tavolo di concertazione dei Patti Territoriali, grazie al coinvolgimento, da parte della
Provincia di Torino, dei territori al processo di Agenda 21 locale provinciale; invito a cui i
territori hanno aderito con convinzione.

L’Agenda 21 della Provincia di Torino
Con il termine Agenda 21 si indica l’insieme di strategie e azioni da intraprendere nel 21°
secolo per assicurare uno sviluppo dell’umanità che non depauperi le risorse naturali a
scapito delle possibilità di sviluppo delle future generazioni. Uno sviluppo che rispetta
questo principio è definito “sostenibile”.
La Provincia di Torino è giunta alla decisione di avviare un processo di Agenda 21 sul
proprio territorio, con l’adesione, nel 1998, alla Carta di Aalborg, dopo aver impostato e
avviato numerose iniziative volte a migliorare la capacità di gestione e intervento in campo
ambientale.
L’Agenda 21 provinciale costituisce la naturale prosecuzione di un impegno, e un’occasione
per rilanciare l’azione ambientale a partire dalle aspettative e dai bisogni dei territori, al fine
di pervenire a dinamiche di sviluppo ‘intrinsecamente sostenibili’.
Il percorso di Agenda 21 provinciale si avvia con il primo Forum di giugno 2000; mentre
segna il primo risultato del processo avviato, presentando al Forum del 18 gennaio 2002 il
Piano di Azione.

Chiave del processo di Agenda 21 è:
- l’intercettazione delle dinamiche di sviluppo locale esistenti
- la valorizzazione delle diversità territoriali:
da qui la scelta di coinvolgere nella concertazione di Agenda 21 gli 8 Patti Territoriali
costituiti in Provincia e l’Associazione “Torino Internazionale”, per quanto riguarda il
territorio metropolitano.
Gli incontri con gli attori di ciascun Patto territoriale hanno seguito un preciso percorso:
 1.         l’avvio degli incontri si è caratterizzato in un’azione di ingaggio o pre-
     concertazione, il cui scopo è stato quello di portare all’interno dei Tavoli di
     concertazione dei Patti territoriali la tematica della sostenibilità ambientale in tutte le
     azioni di sviluppo locale e di illustrazione del processo di Agenda 21 attivato dalla
     Provincia.
 2.         la fase successiva ha coinciso con la costituzione del Tavolo Tematico su Agenda
     21 e l’avvio di una fase di raccolta e censimento di iniziative, progetti, criticità ed
     emergenze propri di ciascun territorio. Da questo momento alcuni Tavoli tematici hanno
     attivato percorsi propri di concertazione su temi ambientali specifici.
 3.         l’impegno di tutti gli attori ad attivare azioni di sostenibilità è stata ratificata con
     la sottoscrizione di un protocollo sullo sviluppo locale sostenibile, di pari opportunità e
     l’equità sociale, aggiuntivo a quello generale già sottoscritto. La preparazione del testo
     del protocollo è stata oggetto di discussione, che ha contribuito alla raccolta e
     segnalazione di azioni e progetti e di suggerimenti per promuovere uno sviluppo locale


                                                                                                 49
      sostenibile, caratterizzato non solo dal punto di vista ambientale, ma anche dalla
      diffusione dei principi di pari opportunità e di equità sociale.

I risultato concreti dell’attività di concertazione di Agenda 21 della Provincia di Torino sono
stati, quindi:
    a) la sottoscrizione di un Protocollo sullo sviluppo locale sostenibile, le pari opportunità
        e l’equità sociale
    b) la definizione di un quadro coerente di obiettivi ed azioni per affrontare le criticità
        rilevate;
            a. alcune di queste azioni sono confluite nel Piano di Azione di Agenda 21 della
                Provincia di Torino presentato al Forum del 18 gennaio 2002.
            b. altre sono entrate a far parte del Programma Provinciale Interventi Ambientali
                con fondi assegnati dalla Regione Piemonte.

Ma il vero risultato di questo processo per i territori è stato l’aver acquisito la
consapevolezza e la capacità di declinare in chiave di sostenibilità tutti i processi di sviluppo,
non solo ambientali, ma anche occupazionali, sociali ed economici.

L’esperienza acquisita si è rivelata estremamente fruttuosa nel momento in cui ha preso
l’avvio il Nuovo Documento Unico di Programmazione Regionale dei fondi strutturali: il
territorio ha immediatamente compreso l’importanza strategica del mainstreaming
ambientale sottolineata dall’Autorità di Gestione regionale ed ha scelto di candidare a
finanziamento un P.I.A. fortemente caratterizzato ambientalmente.

I criteri guida di sostenibilità
È evidente che i criteri guida di sostenibilità in relazione ai problemi del territorio siano stati
quelli tracciati dal percorso effettuato:

  1. gli Assi strategici di Agenda 21 della Provincia di Torino:
      lavorare, produrre, consumare: la sostenibilità dei processi produttivi e di consumo
      popolazione, risorse naturali e agricole: sostenibilità dei modelli insediativi e di uso
         del territorio
      muoversi: la sostenibilità del sistema dei trasporti
     a questi va aggiunto un asse trasversale ai precedenti
      la coesione sociale: elemento fondante di un processo di sostenibilità

  2. gli obiettivi specifici individuati in sede di concertazione ambientale e inseriti Protocollo
     sullo sviluppo locale sostenibile, le pari opportunità e l’equità sociale
       tali obiettivi specifici sono stati individuati con specifico riferimento agli Assi strategici
       prima indicati:

      ASSE 1: LA SOSTENIBILITA’ DEI PROCESSI PRODUTTIVI E DI CONSUMO
       migliorare l’efficienza ambientale del settore produttivo e dei servizi energetico-
       ambientali nell’uso delle risorse ambientali locali, attraverso le seguenti azioni:
        - promuovere l'uso di energia rinnovabile proveniente dalla biomassa e dai
           biocombustibili,



                                                                                                  50
    -   ridurre i consumi di energia da fonti non rinnovabili e valorizzare le opportunità
        ambientali e occupazionali associate alla promozione delle energie rinnovabili e
        dell'efficienza energetica,
    -   promuovere la manutenzione e valorizzazione delle risorse forestali,
    -   attuare un progetto di valutazione dell’inquinamento acustico dello stampaggio a
        caldo in Alto Canavese,
    -   sostenere la “Mitigazione del rischio idrogeologico” attraverso l’attuazione del
        Piano di Assetto Idrogeologico (approvato il 24/05/01) favorendo la
        rilocalizzazione di attività produttive collocate in aree sensibili

   ASSE 2: SOSTENIBILITA’ DEI MODELLI INSEDIATIVI E DI USO DEL TERRITORIO
    conservare, ripristinare e interconnettere gli habitat naturali (aree verdi e corsi
    d’acqua) ed i paesaggi, ridurre i fenomeni di dissesto idrogeologico, sviluppare
    un’agricoltura equilibrata e sostenibile, promuovendo le produzioni tipiche e la
    diversità colturale e riducendone gli impatti, attraverso le seguenti azioni:
    - sostegno alla conversione delle produzioni agricole e zootecniche,
    - certificazione delle filiere produttive,
    - prevenire e ridurre l’inquinamento di aree sotterranee e di superficie,
    - promuovere progetti di sviluppo di biomasse,
    - promuovere il Parco Fluviale del Torrente Orco,
    - promuovere un progetto pilota di riqualificazione dei Centri storici, mediante
         interventi edilizi migliorativi,
    - promuovere accordi volontari finalizzati alla realizzazione di progetti di
         coinvolgimento dell’agricoltura in azioni di manutenzione ambientale,
    - sostenere le filiere forestali integrate con impianti a biomassa (Impianto Colle
         Bellavista, progetti Consorzio ASA),
    - redigere piani operativi di manutenzione ordinaria, con evidenziazione della tipologia
         degli interventi necessari, della loro estensione, del livello di investimenti
         necessari, delle priorità nella loro realizzazione,


   ASSE 3: SOSTENIBILITA’ DEL SISTEMA DEI TRASPORTI
    perseguire un più elevato livello di sostenibilità ambientale e territoriale del sistema
    della mobilità attraverso le seguenti azioni:
     - sostenere scelte e progetti volti al miglioramento del sistema ferroviario e
        all’incremento del suo utilizzo,
     - migliorare i collegamenti del territorio sull’asse Torino-Aosta,
     - garantire il rispetto dello standard della qualità dell’aria e ridurre l’esposizione della
        popolazione a livelli sonori eccessivi,

   AZIONI TRASVERSALI
    integrare politiche per le pari opportunità e politiche di sviluppo sostenibile
     - promuovere un processo di sviluppo sostenibile del territorio in relazione alla
        accoglienza dei nuclei familiari, al supporto alle attività legate alle responsabilità
        familiari nella prospettiva di acquisizione di un tenore di vita socialmente e
        economicamente sostenibile per donne e uomini,
     - favorire le azioni di informazione, sensibilizzazione, approfondimento, che pongano
        le politiche di sviluppo del territorio in relazione alle politiche ambientali e alle


                                                                                               51
    politiche di pari opportunità, con il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano
    nel Patto,
-   attuare il protocollo di parità sottoscritto nel Patto Territoriale del Canavese
    attraverso le iniziative di sviluppo locale che saranno adottate,
-   attuare in modo organico e concertato una efficace politica di pari opportunità
    sull'intero territorio, mediante la realizzazione del Piano territoriale "Parità in
    Movimento" contenente progetti orientati ad attivare e valorizzare, attraverso i
    diversi organismi di parità e i Patti Territoriali, le reti presenti e potenziali del
    territorio provinciale
-   sostenere l'attività di raccolta e di analisi dei dati allo scopo di orientare meglio
    l'azione di mainstreaming nel territorio provinciale nonchè di valorizzazione e
    comunicazione (ai fini anche della loro trasferibilità) delle esperienze positive
    messe in essere ("Archivio delle buone prassi")

Integrare politiche di inclusione sociale e politiche di sviluppo sostenibile
 - promuovere progetti di inclusione sociale rivolti alle fasce più deboli, ai portatori di
    handicap, agli anziani,
 - rafforzare le imprese che operano nel campo dell’economia sociale,
 - rafforzare l’attività in rete dei servizi destinati alle fasce più deboli della
    popolazione,
 - valorizzare e sostenere le responsabilità familiari, sostenendo e valorizzando le
    capacità genitoriali, le pari opportunità e la condivisione della responsabilità tra
    uomini e donne, promuovendo una visione positiva delle persone anziane,
 - rafforzare i diritti dei minori, consolidando e qualificando le risposte per l'infanzia e
    l'adolescenza,
 - potenziare gli interventi a contrasto della povertà,
 - sostenere con servizi domiciliari le persone non autosufficienti (specie le disabilità
    gravi)
 - sostenere e valorizzare le politiche finalizzate a migliorare la sicurezza
    dell'ambiente sociale anche con azioni orientate alla diffusione di una cultura di
    legalità e di rispetto delle diversità di ciascun individuo
 - promuovere progetti di inclusione sociale rivolti a tutte le fasce di popolazione in
    situazione di difficoltà per rimuovere le condizioni di svantaggio individuale e
    sociale e favorire una maggior qualità della vita
 - progetto di        miglioramento dell'accoglienza         dei cittadini extracomunitari:
    adeguamento quantitativo e qualitativo delle strutture esistenti sul territorio
 - rafforzamento delle competenze e della presenza sul mercato delle imprese,
    dell'associazionismo e volontariato che operano nel campo dell'economia sociale
 - rafforzamento dell'attività programmatoria integrata dei servizi sul territorio per
    garantire la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali di
    riforma cosi come previsto dalla legge di riforma dell'assistenza che, dopo ben 100
    anni, modifica radicalmente il sistema dei servizi alla persona ed implica un
    profondo cambiamento culturale nell'intera società

Integrare politiche formative e politiche di sviluppo sostenibile
 - diffondere informazioni corrette e scientificamente testate sui rischi di varia natura
    per i cittadini e le cittadine,



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 - sviluppare attività di formazione professionale e progetti di educazione ambientale
   e informazione alla cittadinanza, in particolare in relazione alla gestione energetica
   e dei rifiuti.

Integrare politiche di coesione e politiche di gestione sostenibile della mobilità:
 - sostenere i Comuni del territorio nella realizzazione e la messa in rete dei Piani di
    Coordinamento Orari cosi come previsto dalla legge 53/2000 al capo VII
    "Coordinamento Tempi delle Città" in una visione del territorio dinamica e non
    compresa nei soli confini geografici "settoriali" per migliorare la qualità della vita
    dei cittadini e delle cittadine




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                   Piano Territoriale della Provincia di Biella
Il Piano Territoriale Provinciale, in corso di predisposizione, assume l’obiettivo dello sviluppo
sostenibile e impegna la provincia a realizzare percorsi di partecipazione ed ascolto sociale
per verificare ed arricchire i contenuti del proprio P.T.P. ed a promuovere la condivisione
con le istituzioni e gli attori sociali di un sistema di indicatori appropriati attraverso i quali
monitorare la sostenibilità ambientale, economica e sociale del Piano.
Il P.T.P. è costituito dai seguenti elaborati:
- il documento programmatico "Il sistema degli obiettivi e delle politiche";
- la matrice ambientale;
- la relazione illustrativa, comprensiva della valutazione di compatibilità ambientale;
- le tavole di piano;
- le norme di attuazione;
- i progetti territoriali.
- i dossier comunali.

In particolare:
- Il Sistema degli Obiettivi e delle Politiche esprime gli indirizzi e definisce gli
   obiettivi che la Provincia di Biella affida all'intero complesso delle proprie politiche di
   regolazione e di sviluppo; esso ha funzione di orientamento delle attività di
   pianificazione tanto della Provincia che dei Comuni e delle Comunità Montane.
- La matrice ambientale documenta lo stato dell'arte delle conoscenze sull'ambiente e il
   paesaggio biellese nelle sue diverse componenti geo-fisiche, bio-vegetazionali e storico-
   culturali.
- La relazione illustrativa contiene l'esplicitazione dei criteri e delle scelte operate dal
   Piano in riferimento alla situazione del territorio provinciale e richiama i diversi
   Documenti prodotti dal Piano sulle principali tematiche sociali, territoriali e ambientali.
   Essa contiene inoltre la valutazione di compatibilità ambientale.
- Le norme di attuazione, definiscono le procedure per la attuazione e la verifica del
   P.T.P. e l'articolazione dei contenuti della disciplina paesistico-ambientale e di quella
   urbanistica del Piano.
- I progetti territoriali descrivono attraverso apposita scheda gli interventi individuati
   dal Piano e verificati con gli attori locali, caratterizzati da esigenze di approfondimento
   tematico, valutazione di fattibilità e sostenibilità, concertazione istituzionale e sociale.

Il Sistema degli Obiettivi e delle Politiche del PTP individua i seguenti obiettivi:
1. sostenere le chances di successo degli attori economici e sociali biellesi nel mercato
    globale, migliorando le prestazioni del sistema locale;
2. sviluppare la ricerca e la formazione favorendo la crescita culturale e le potenzialità
    dei cittadini biellesi;
3. potenziare il sistema delle infrastrutture della mobilità, migliorando la sua capacità
    d’integrazione e di scambio e garantendo maggiori condizioni di sicurezza;
4. salvaguardare la sicurezza del territorio mitigando i fattori di rischio fisico, biologico e
    sociale, sviluppando logiche di prevenzione, monitoraggio e comunicazione sociale;
5. garantire la conservazione e la produzione delle risorse ambientali e assumere la
    sostenibilità ambientale come metro per uno sviluppo equilibrato e duraturo;
6. valorizzare il territorio biellese, la sua identità culturale e le sue peculiarità,
    considerando le diverse formazioni sociali ed articolazioni territoriali come elemento di
    ricchezza del sistema provinciale;

                                                                                                  54
7. garantire a tutti pari opportunità, mitigando le condizioni di svantaggio di natura
    strutturale e sociale;
8. Integrare fra loro le scelte settoriali, superando le logiche di approccio burocratico ai
    problemi. Favorire la partecipazione sociale e la cooperazione istituzionale, definendo
    traguardi condivisi, controllabili e misurabili.
   Migliorare l’efficacia del processo decisionale, accentuando il contenuto progettuale
   delle politiche territoriali, arricchendo la dotazione strumentale necessaria al processo
   di pianificazione e portando a maggior coerenza le scelte di bilancio

Relativamente ad ogni obiettivo il documento illustra le politiche che si intende avviare, i
soggetti con i quali è necessario concertare le azioni previste e gli strumenti che vengono
utilizzati per rendere operative le politiche. In particolare riportiamo le politiche relative agli
obiettivi strettamente connessi con il PIA.
A       sostenere le chances di successo degli attori economici e sociali biellesi nel mercato
        globale, migliorando le prestazioni del sistema locale;
        A1.1 sviluppo ed innovazione del sistema locale
        A1.2 qualificazione dell’offerta delle opportunità insediative
        A2      sviluppo e qualificazione dell’offerta turistica
        A3      qualificazione economica ed ecologica delle produzioni agricole

F      valorizzare il territorio biellese, la sua identità culturale e le sue peculiarità,
       considerando le diverse formazioni sociali ed articolazioni territoriali come elemento
       di ricchezza del sistema provinciale;
       F1.1 allestimento di un sistema integrato di offerta ambientale
       F1.2 allestimento di un sistema di servizi ambientali
       F2      valorizzazione e qualificazione del paesaggio costruito
       F3      riordino e qualificazione del paesaggio urbano
       F4      tutela e valorizzazione dei beni culturali

H      Integrare fra loro le scelte settoriali, superando le logiche di approccio burocratico ai
       problemi. Favorire la partecipazione sociale e la cooperazione istituzionale, definendo
       traguardi condivisi, controllabili e misurabili.
       Migliorare l’efficacia del processo decisionale, accentuando il contenuto progettuale
       delle     politiche territoriali, arricchendo la dotazione strumentale necessaria al
       processo di        pianificazione e portando a maggior coerenza le scelte di bilancio.
       H1     sviluppo di un sistema integrato di programmazione
       H2     sostegno alla cooperazione istituzionale per la gestione associata dei servizi
              pubblici locali e dei servizi di rete
       H3     allestimento di supporti logistici efficaci per la pianificazione e gestione del
              territorio

    B) Effetti sull’ambiente derivati dalla realizzazione del Progetto

Il P.I.A Canavese-Biellese intende realizzare, attraverso il complesso delle azioni messe in
atto, un intervento integrato e diffuso sul territorio di riqualificazione ambientale a partire
dalal convinzione che la sua natura di “IV° Polo turistico” possa derivare dalla capacità
di valorizzare un ambiente naturale unico nel suo genere, quello dell’Anfiteatro morenico,
che si configura come contesto ideale a favorire quella diversificazione produttiva ritenuta
essenziale per attrarre persone ed imprese.

                                                                                                 55
In tal senso i caratteri fortemente ambientali del Progetto integrato di area Pays-sage
produrranno effetti puntuali sull’ambiente naturale, economico e sociale il cui filo conduttore
e obiettivo strategico sarà quello di leggere gli effetti nel miglioramento del paesaggio,
ovvero:
1. valorizzazione ai fini del mantenimento e fruibilità sostenibile dell’Anfiteatro Morenico
2. interventi di riqualificazione del paesaggio
3. miglioramento della manutenzione delle zone boscate
4. indirizzo di sostenibilità per le attività sul territorio
     agricoltura (multifunzionalità)
     turismo
     industria (sviluppo dell’innovazione tecnologica)
5. riqualificazione dei centri storici
6. valorizzazione del biotopo
7. valorizzazione e miglioramento della zona lacustre
8. sostenibilità sociale
9. realizzazione di interventi volti a sostenere l’aggregazione/sostenibilità sociale
10. valorizzazione dei prodotti tipici
11. incremento di popolazione residente nelle zone montane


Il Documento degli Obiettivi e delle Politiche del Piano Territoriale della Provincia di Biella
individua inoltre le seguenti politiche:

A1.1 sviluppo ed innovazione del sistema locale
In tutti i comuni della provincia il Piano promuove politiche di sviluppo ed innovazione del
sistema locale attraverso:
-    lo sviluppo di un sistema integrato di programmazione
-    la creazione di condizioni che rafforzino la competitività del distretto industriale biellese
-    il supporto alla creazione e allo sviluppo di imprese in settori complementari e/o
     alternativi a quello tessile
-    lo sviluppo di azioni di marketing territoriale
-    l’individuazione di forme di pianificazione e gestione finanziaria che premi la qualità e
     l’innovazione
-    lo sviluppo di un sistema di conoscenza, monitoraggio e comunicazione dei processi
     sociali ed economici del territorio biellese
-    la promozione delle condizioni necessarie alla realizzazioni di infrastrutture di rete a
     supporto delle telecomunicazioni
I progetto “PAYS-SAGE” è coerente con le politiche sopra descritte in quanto:
-    prevede interventi tra loro coerenti ed integrati
-    crea le condizioni per lo sviluppo del settore turistico
-    promuove azioni di marketing che valorizzino l’area in ambito nazionale ed
     internazionale

A2           sviluppo e qualificazione dell’offerta turistica
In tutti i comuni a vocazione turistica ed in particolare in quelli montani il Piano promuovere
politiche di sviluppo e qualificazione dell’offerta turistica attraverso:
- la promozione turistica del sistema montano
- la promozione delle aree rurali ed alpine, delle aree protette e del sistema dei santuari
- il miglioramento qualitativo e quantitativo dell’offerta ricettiva

                                                                                                56
- la promozione dei prodotti locali e dei beni storici e culturali
- la promozione ed il sostegno di manifestazioni ed aventi culturali
- la formazione degli addetti.
I progetto “PAYS-SAGE” persegue le politiche sopra descritte in quanto:
- sostiene la nascita di nuove imprese alberghiere
- migliora il sistema di accoglienza dei santuari
- valorizza in chiave turistica l’offerta di archeologia industriale
- sostiene la creazione di infrastrutture per il turismo escursionistico

F1.1 allestimento di un sistema integrato di offerta ambientale
In tutti i comuni della provincia il Piano promuove politiche per l’allestimento di un sistema
integrato di offerta ambientale attraverso:
-    lo sviluppo delle politiche per la fruizione delle aree di interesse naturalistico
-    la conservazione e la valorizzazione dei paesaggi agrari di impianto storico
-    la tutela e qualificazione del patrimonio forestale e degli ambienti fluviali
-    la promozione di progetti di valorizzazione ambientale
-    la promozione di accordi di programma per la gestione delle politiche di confine
Il progetto “PAYS-SAGE”, pur non interessando direttamente gli ambiti di intervento di
questa politica, è coerente con le politiche sopra descritte in quanto:
-    gli interventi previsti si pongono come obiettivo la conservazione, la valorizzazione la
     fruibilità sostenibile dell’Anfiteatro Morenico della Serra
-    costituisce il primo esempio di accordo tra le Province di Torino e Biella per la gestione
     di un progetto comune

F2 valorizzazione e qualificazione del paesaggio costruito
In tutti i comuni della provincia il Piano promuove politiche per la valorizzazione e
qualificazione del paesaggio costruito attraverso:
-    la promozione di politiche per la riqualificazione del paesaggio
-    il consolidamento del CAUA
-    la realizzazione di iniziative articolate di comunicazione e marketing pubblico
-    l’attività di supporto agli amministratori ed agli uffici tecnici degli enti locali
-    l’attività di consulenza tecnica gratuita
-    lo sviluppo di ricerche e approfondimenti su particolari architettonici e tecniche
     costruttive tradizionali
Il progetto “PAYS-SAGE” individuando nel paesaggio il filo conduttore della propria strategia
di programmazione risulta coerente con la politica sopra descritta in quanto:
-    prevede interventi di recupero e riqualificazione di edifici legati alla tradizione agricola
     ed industriale dell’area
-    promuove un miglioramento qualitativo del territorio finalizzato al recupero di
     un’identità culturale e di appartenenza di chi vi abita ed alla attrazione di persone ed
     imprese dall’esterno

F4       tutela e valorizzazione dei beni culturali
In tutti i comuni della provincia ed in particolare in quelli sede delle cellule ecomuseali, il
Piano promuove politiche per la tutela e valorizzazione dei beni culturali attraverso:
-    la riqualificazione dei centri storici
-    la qualificazione dei tessuti storici minori e delle emergenze monumentali
-    la tutela e la rivitalizzazione dei centri di notevole valore storico – architettonico
-    la valorizzazione della provincia come distretto della cultura tessile

                                                                                               57
-    il recupero e la valorizzazione delle emergenze isolate
-    il riuso e la valorizzazione del patrimonio insediativo storico di origine rurale
-    l’individuazione di tracciati della viabilità storica
-    allestimento di momenti di offerta e di animazione ecomuseale
I progetto “PAYS-SAGE” persegue le politiche sopra descritte in quanto:
-    prevede la ristrutturazione di un edificio nel centro storico di Magnano
-    prevede il completamento del recupero dell’Ospizio annesso al Santuario di Graglia
-    prevede il completamento del recupero e della rifunzionalizzazione della Cascina S.
     Clemente
-    prevede la ristrutturazione della Fucina Morino, quale cellula ecomuseale dedicata alla
     lavorazione del ferro
-    prevede la realizzazione di un percorso di fruizione ambientale che utilizzi
     prevalentemente tracciati storici

C) Modalità ed indicatori di monitoraggio dello stato di avanzamento
                      e realizzazione del progetto
L’efficacia ed il feed back atteso dal Progetto Integrato sarà garantita non solo dalla
adesione da parte delle amministrazioni coinvolte agli obiettivi generali del piano stesso, ma
da una attenta azione di monitoraggio effettuata a cura della Provincia di Torino quale
soggetto capofila del Progetto Integrato d’Area dell’Anfiteatro morenico della Serra

Il monitoraggio sarà realizzato a due livelli:
a) per singolo progetto;
b) per il Piano Integrato d’Area nel suo insieme.

Indicatori di avanzamento procedurale
 n° studi di fattibilità
 n° progetti preliminari
 n° progetti definitivi
 n° progetti esecutivi

Indicatori di realizzazione finanziaria
 Risorse programmate
 Risorse messe a bando (impegnate a bilancio dai soggetti pubblici)
 Spese effettivamente sostenute
 Costo medio per progetto

Indicatori di realizzazione fisica
 n° progetti approvati per linea di intervento
 n° progetti avviati per linea di intervento
 Superficie infrastrutturata
 n° percorsi fruibili
 Piani di risanamento ambientale realizzati


Indicatori di risultato
 Grado di integrazione interna
 Grado di integrazione esterna

                                                                                            58
   n° imprese operanti nel settore turistico e della ricettività
   n° addetti attività turistiche e della ricettività
   n° enti locali coinvolti
   Investimenti realizzati

Indicatori di impatto
 Dinamica delle presenze turistiche nell’area
 Dinamica delle popolazione
 Dinamica dell’occupazione
 Strutture integrate di partenariato

Il monitoraggio avrà cadenza trimestrale e sulla base dei dati raccolti verrà predisposta una
relazione di monitoraggio sui singoli interventi e sull’avanzamento lavori del Progetto
Integrato nel suo complesso.

L’azione di monitoraggio sarà coordinata dal Gruppo di Lavoro interdipartimentale della
Provincia di Torino e le risultanze verranno trasmesse alla Regione Piemonte.




                                                                                           59
                     2) Informazioni sugli interventi/azioni

2.2 Integrazione interna e connessioni
a) Esplicitazione della connessione fra gli interventi (dimostrazione della
   integrazione interna del progetto)

L’Anfiteatro Morenico della Serra può essere considerato luogo ideale per un
approfondimento del tema del paesaggio: le sue peculiarità geomorfologiche (l’anfiteatro è
assimilabile ad un luogo equivalente ad una valle, un altipiano, un golfo), la sua posizione
geografica (Milano, Torino, Genova, Ginevra raggiungibili in auto in meno di 90 minuti), la
sua storia e tradizione di industria all’avanguardia, eccezionale e forse unica nei suoi
rapporti con il territorio ed il suo paesaggio lo rendono idoneo, per alcune categorie di
abitanti, ad essere eletto luogo per una vita di qualità (abitare, lavorare, crescere ed
istruirsi, fare cose che piacciono al corpo ed allo spirito) che qui è possibile attuare, tale da
renderlo una sorta di potenziale Distretto turistico.
La recente formazione, inoltre, del MaAm di Ivrea – Museo all’aperto di Architettura
Moderna, può diventare un’opportunità per fare evolvere la tradizione storica di
avanguardia di questi luoghi nei campi dell’Architettura e dell’Urbanistica verso il terreno,
poco frequentato, per ora, in Italia, del Paesaggio tenendo conto che quest’azione può
essere coordinata e consolidata attraverso la competenza e la sensibilità per i temi
architettonici e ambientali tradizionalmente presenti nell’area Biellese e recentemente
manifestatasi nel CAUA (Consiglio di Architettura Urbanistica e Ambiente) della Provincia di
Biella.

I territori del Patto del Canavese e della Provincia di Biella si prestano in modo particolare a
questo tipo di approccio in quanto possono offrire un territorio di ottima qualità e
soprattutto con una tradizione di sviluppo industriale rispettosa del paesaggio. Adriano
Olivetti ad Ivrea, Ermenegildo Zegna a Trivero e Felice Piacenza a Pollone, pionieri
all’epoca, ci offrono un esempio di approccio ai temi dello sviluppo territoriale oggi
attualissimo.
Questo retroterra può costituire il presupposto per far nascere un laboratorio del
Paesaggio, confermando le tradizioni di avanguardia dell’area dell’Anfiteatro morenico
sia per studi, che per realizzazioni (Olivetti è stata, tra l’altro, “un’utopia reale”) che, uniti
alla possibilità di realizzare una pianificazione paesistica, consentano di generalizzare la
conoscenza e la valorizzazione del territorio che, in questo modo, può assumere un valore
positivo per l’intero sistema economico regionale.
Il paesaggio, dunque, visto come risorsa e come strumento per diffondere la conoscenza
consapevole del territorio negli abitanti attuali e potenziali, ed avviare uno sviluppo del
"turismo ambientale" e del "turismo didattico”.
In particolare esistono elementi qualificanti sul territorio coinvolto che possono determinare
una nuova competitività dell’area anche nel turismo, promuovendo una vera e propria
cultura di capacità di “vendere” il territorio, il suo ambiente naturale, i suoi prodotti in senso
lato. Le caratteristiche diversificate ma al tempo stesso di forte omogeneità del territorio
preso in considerazione per costruire questo P.I.A consentono non solo di avviare una
programmazione integrata ma di utilizzarlo come volano per costruire il “IV° Polo turistico
del Piemonte” .


                                                                                               60
L’analisi dei punti di forza e di debolezza del territorio e l’interpretazione del turismo come
elemento di valorizzazione e attrattività del territorio ha evidenziato da un lato, la necessità
di potenziare, diversificare e qualificare l’offerta ricettiva e dall’altro l’esigenza di completare
e integrare le infrastrutture a supporto dell’attività turistica e culturale.
L’offerta proposta è un insieme di attività culturali/conoscitive, ricreative, sportive che
hanno come punto di incontro la riscoperta delle peculiarità ambientali le cui forme si
articolano in differenti versanti:
- Il versante culturale/conoscitivo, che ha come maggiore elemento di interesse la
    riscoperta dell’ambiente come memoria storica, culturale artistica, naturale;
- Il versante sportivo, che ha come maggiore interesse la salute psicofisica, piuttosto che
    l’agonismo o la competizione;
- Il versante ricreativo, che ha come maggior elemento di interesse il relax ed il
    benessere, sia pure con momenti di attività culturale/conoscitiva e sportiva.

Partendo da questo presupposto i progetti presentati nel P.I.A possono essere raggruppati
in macro-reti che qui di seguito vengono descritti sinteticamente


                                    Offerta ambientale

Gli interventi compresi nella tipologia “Offerta ambientale”                  sono diretti alla
valorizzazione a fini turistici di siti di interesse geologico o alla costruzione di itinerari di
fruizione sportivo-ambientale.


    Tematica prevalente                 Denominazione del                    Enti proponenti
      dell’intervento                       progetto
Valorizzazione    di   siti di a)        Terre della Morena.            a) Comuni di: San Martino
interesse      geologico     e           Parco      geologico      e       C.se,        Strambinello,
naturalistico   attraverso  la           fossilifero del settore           Vialfrè, Loranzè, Parella,
promozione di un turismo                 destro      dell’anfiteatro       Perosa C.se, Colleretto
naturalistico,   culturale   e           morenico di Ivrea                 Giacosa, Quagliuzzo
sportivo                       b)        Progetto del biotopo           b) Comuni di Alice Superiore,
                                         Laghi di Meugliano e              Pecco
                                         Alice
Realizzazione,      valorizzazione a)    Progetto integrato di          a) Comunità montane Valli
completamento di itinerari o             sviluppo       dell’offerta       Orco e Soana, Alto
percorsi turistici che colleghino        turistico     ambientale          Canavese, Valle Sacra,
aree di interesse naturale,              delle      5     Comunità         Valchiusella, Dora Baltea
culturale e ricettivo.                   montane                           Canavesana
                                   b)    Percorsi     ciclabili    e    b) Provincia di Biella
                                         ippovie
                                   c)    progettazione                  c) Comune di Azeglio
                                         preliminare            degli
                                         interventi inerenti la
                                         realizzazione di un
                                         percorso naturalistico
                                         attrezzato      lungo     il

                                                                                                   61
                                        periplo del lago       di
                                        Viverone.
                                   d)   Dal Parco al lago           d) Comune di Vidracco

miglioramento della qualità a)COMPLETAMENTO              a)                 Consorzio       ASA
ambientale del territorio   PROGETTO TE.RR.AA                               (Castellamonte)
                            b)Progetto di manutenzione b)                   Comune            di
                            straordinaria con recupero a                    Scarmagno
                            verde pubblico di un'area in
                            stato di degrado

L’elemento che accomuna questi interventi è la possibilità di creare forme e tipologie di
ecoturismo, che si basano su un’offerta, generalmente rispettosa, delle risorse naturali,
storiche , culturali.
La stessa Comunità Europea, nell’ultimo decennio, ha dedicato risorse culturali ed
economiche non indifferenti alla valorizzazione dell’identità e delle peculiarità degli ambienti
rurali e naturali.
Queste nuove forme di turismo hanno in comune la caratteristica di porre a diretto contatto
il viaggiatore con l’ambiente in tutte le sue valenze, e ciò rappresenta la principale
caratterizzazione dello stesso tipo di vacanza. Esse, inoltre, inducono ad una certa
esaltazione delle diversità e delle tipicità dei singoli ambienti nella loro autenticità culturale,
sociale, territoriale.
Questo aspetto è quello che si vuole rilevare ipotizzando la creazione di un percorso
sportivo-naturalistico ma anche di tipo culturale che abbia come punto di partenza l’area
delle Comunità montane, attraversi il biotopo “Laghi di Meugliano e di Alice” (Habitat ex Dir
92/43 CEE) e i Comuni della collina morenica per arrivare all’area biellese a cui si integrano
direttamente i progetti dei Comuni di Azeglio e di Vidracco.
Mettere in rete, dunque, i siti di interesse turistico, culturale ed ambientale presenti
nell’area integrandosi con i percorsi già esistenti o di prossima realizzazione quali: GTB,
strade del vino, percorsi ecomuseali, percorsi ciclabili “intorno al Lago”, ecc.; offrendo al
turista la possibilità di percorrere in auto, in mountain bike, a cavallo o a piedi l’intero
territorio interessato del PIA scegliendo tra più percorsi in base ai suoi interessi ed alle sue
capacità.

Ma per valorizzare il paesaggio è necessario, prima di tutto, tutelarlo e riqualificarlo per
garantirne la sua salvaguardia e il suo equilibrio eco-sostenibile.
Da questo punto di vista particolarmente significativi diventano il “completamento del
progetto TE.RR.AA” promosso dal Consorzio ASA (Azienda Servizi Ambiente) nel Comune di
Castellamonte (collocato nella Comunità montana Valle Sacra) e il “Progetto di
manutenzione straordinaria con recupero a verde pubblico di un'area in stato di degrado”
del Comune di Scarmagno.
L’intervento del Consorzio ASA, inoltre, è strettamente connesso con l’ipotesi di
realizzazione di una “Filiera del legno” nel Patto del Canavese, promossa nel Tavolo di
concertazione e che poi ha dato origine al Tavolo tecnico per la filiera del legno.
Al fine di porre in essere una modalità gestionale idonea a garantire l’efficacia e l’efficienza
degli interventi diretti alla tutela del territorio (custodia, conservazione, miglioramento ed
ampliamento del patrimonio forestale; incremento e valorizzazione dell’utilizzo delle
biomasse forestali per interventi di risparmio energetico; tutela del patrimonio forestale e
prevenzione del dissesto idrogeologico; miglioramento e manutenzione della viabilità

                                                                                                62
forestale, prevenzione e difesa degli incendi boschivi) i Comuni e le Comunità montane del
territorio del Patto hanno partecipato al bando regionale sull'Azione I5 del Piano di Sviluppo
Rurale “Organizzazione e sviluppo dell’associazionismo nel settore forestale”.
Allo stesso modo il Patto del Canavese ha presentato un intervento sulla filiera forestale
sul Programma Provinciale di Interventi Ambientali approvato insieme ad altri progetti del
territorio canavesano.

                                     Offerta culturale

Gli interventi compresi nella tipologia “Offerta culturale” sono diretti al miglioramento
delle possibilità di fruizione del territorio nel suo complesso attraverso la messa in rete delle
significative risorse artistico-culturali di cui esso dispone e la predisposizione di percorsi
tematici che mettano in relazione emergenze architettoniche e testimonianze in genere
diverse.



   Tematica prevalente               Denominazione del            Enti proponenti
                                         progetto
Realizzazione di un itinerario a) Tra nobiltà e ruralità, a       a) Comuni di: Casalborgone,
o percorsi tematici turistici-    due passi da Torino:            Castagneto Po, Cavagnolo,
culturali volti alla scoperta     itinerario   di    fruizione    Lauriano, San Sebastiano da
delle principali emergenze        turistico   culturale     del   Po, Verrua Savoia
architettoniche, artistiche e     territorio      dell’Oltrepò
culturali.                        chivassese
                               b) Percorso             storico-   b)    Salerano,   Banchette,
                                  architettonico e culturale      Fiorano, Lessolo, Pavone e
                                  “Tra fede e ragione”            Samone

Valorizzazione turistica     di a)   Riqualificazione urbana      a) Caravino
centri o edifici storici             antico Borgo di Masino
                                b)   Progetto integrato di        b) Romano Canavese
                                     sviluppo turistico Parco
                                     della Torre
                                c)   Recupero delle Aree          c) Foglizzo
                                     storiche adiacenti al
                                     castello
                                d)   Valorizzazione turistica     d) Piverone
                                     del      centro   storico
                                     medioevale
                                e)   Sistemazione         area    e) Montanaro
                                     vecchio mulino
                                f)   Progetto      di  arredo     f) Mazzè
                                     urbano nel centro storico
                                g)   Forma del paesaggio e        g) Chiaverano
                                     della geologia
                                h)   Restauro della Fucina
                                     Morino di Mongrando          h) Mongrando
                                i)   Copertura anfiteatro di

                                                                                               63
                                   Sordevolo                      i) Sordevolo
                              j)   Risanamento
                                   conservativo          Torre j) Vestignè
                                   Ciivica

Ristrutturazione,               a) recupero di Palazzo Marini a) Borgofranco d’Ivrea
riqualificazione             o     come          centro        di
realizzazione di centri o          documentazione, scambi
strutture destinati a funzioni     culturali e informazione
sociali e culturali o a sede di    turistica            dell’Alto
musei                              Canavese.
                                b) Ristrutturazione      manica b) Ivrea
                                   centrale del museo civico
                                   Garda
                                c) Riqualificazione             e c) Bollengo
                                   recupero urbano edificio
                                   ex-Asilo        ed       area
                                   commerciale a funzioni
                                   sociali e culturali

                              d) Ampliamento                  e   d) Andrate
                                 miglioramento del “Museo
                                 della Civiltà Contadina” e
                                 area adiacente
                              e) Area attrezzata adiacente        e) Nomaglio
                                 il Mulino e l’ecomuseo
                                 della castagna
                              f) Ristrutturazione            ex   f) Monteu da Po
                                 cinema-teatro              con
                                 destinazione polivalente
                              g) Realizzazione          centro    g) Burolo
                                 culturale integrato
                              h) Recupero                     e   h) Cascinette d’Ivrea
                                 ristrutturazione di edificio
                                 fatiscente, con finalità
                                 sociali e culturali
                              i) Centro              culturale,   i) Chivasso
                                 ricreativo,          sportivo
                                 Vincenzo Lancia
                              j) Realizzazione          centro    j) Cossano C.se
                                 socio-culturale
                              k) Ristrutturazione       centro    k) Lombardore
                                 sociale
                              l) Recupero                     e   l) Caluso
                                 riqualificazione          area
                                 pubblica a fini turistici
                              m) Completamento Cascina            m) Occhieppo Inferiore
                                 S.Clemente
                              n) Cittadella della Ceramica        n) Agecer

                                                                                           64
                                o) Recupero fabbricato per la
                                   creazione di un centro
                                   servizi     e    per    la
                                   valorizzazione dei prodotti o) Settimo Rottaro
                                   locali

                                p) Valorizzazione e recupero
                                della ex manifattura

                                                                 p) Cuorgnè


Pays-sage prende come punto di riferimento e di integrazione interna il tema del
paesaggio non solo naturale ma anche antropico e culturale creando le linee guida che ne
consentano la sua conservazione, tutela ma soprattutto trasformazione: il recupero delle
emergenze e dei percorsi storici; la rivitalizzazione del sistema dei borghi e dei castelli
attraverso l’organizzazione di attività culturali e l’incentivazione del settore
enogastronomico.
Gli interventi raggruppati in questa categoria contribuiscono da un lato, a valorizzare un
patrimonio locale preesistente volto a creare un’identità ad un territorio fortemente
omogeneo nonostante la diversità e dall’altro, consentono la riqualificazione del cosiddetto
patrimonio diffuso. Una ricchezza che comprende collezioni minori ma di valore: recupero di
aree storiche, di palazzi, di musei ma anche centri culturali, ricreativi, sportivi che
rappresentano nodi di incontro di percorsi storico-naturali capaci di creare una fitta,
densissima rete di interrelazioni fra tutti questi elementi mettendo in moto una serie di
circoli virtuosi di attività locali in un’ottica di Distretto culturale.
Tutto questo viene proposto tenendo anche conto della continuità con la precedente
programmazione del Docup. L’intervento proposto dall’Agecer srl relativo alla “Cittadella
della Ceramica” completa gli scopi perseguiti dall’Agenzia costituitasi grazie al finanziamento
ottenuto sulla misura 6.1 del Docup ob. 2 Piemonte del periodo 1997-1999 di promuovere
l’attività produttiva della ceramica artistica e tradizionale di Castellamonte e di
salvaguardare la qualità della produzione con particolare attenzione alle tradizioni locali
nelle tecniche di fabbricazione e nei processi produttivi.
Inoltre nell’ambito del precedente periodo di programmazione le stesse Amministrazioni
proponenti l’intervento “Tra nobiltà e ruralità, a due passi da Torino” (tutte allora inserite in
Obiettivo 2), insieme con i Comuni di Brusasco e Monteu da Po hanno presentato un
progetto, a valere sulla Misura 6.1 del Docup 97-99, dal titolo “Progetto Integrato di
valorizzazione del turismo ecosostenibile e delle produzioni tipiche agroalimentari
dell’Oltrepò Chivassese”, ammesso a finanziamento.
In particolare, l’intervento proposto dal Comune di Lauriano, inerente il completamento del
recupero di una cascina degradata per la realizzazione del museo della contadineria
rappresenta il secondo lotto funzionale dell’opera di riqualificazione del sito finanziata sulla
Misura 6.1 del Docup 97-99 e che ha già visto la realizzazione di una biblioteca e di un
salone polivalente.




                                                                                              65
                                     Offerta ricettiva

Gli interventi compresi nella tipologia “Offerta ricettiva” sono volti ad incrementare e
diversificare l’offerta ricettiva dell’area.


   Tematica prevalente               Denominazione del         Enti proponenti
                                         progetto
Offerta     ricettiva   e   sua a) Locanda di Magnano            a) Comune di Magnano
qualificazione                e
diversificazione                b) Completamento recupero b) Opera Pia Santuario di
                                   Ospizio     annesso       al Graglia
                                   Santuario      di   Graglia
                                   finalizzato a ricettività
                                   sociale inserito nei circuiti
                                   del turismo religioso

Il progetto di Magnano ha l’ambizione di proporre una tipologia ricettiva, quella della
locanda di posta, che rappresenti uno standard qualitativo al quale le attività ricettive
esistenti o di nuova realizzazione si uniformino creando in tal modo una vera e propria
“catena alberghiera locale”.

Il progetto di Graglia invece si pone come obiettivo il completamento della ristrutturazione e
riqualificazione di un complesso, quello del Santuario, che rappresenta un punto di
riferimento sia dal punto di vista religioso che turistico, culturale ed ambientale.


                            Offerta industriale/innovativa

   Tematica prevalente               Denominazione del               Enti proponenti
                                         progetto
riqualificazione    di     siti   a) Opera di urbanizzazione a) San Benigno C.se
industriali      volti      al       PIP area industriale
miglioramento del contesto        b) Piano integrato d’area b) Rivarolo C.se
ambientale               come        industriale dismessa “ex
presupposto per l’attrattività       Cotonificio Vallesusa”
di nuove imprese.
rafforzare la capacità di         a) Agenzia territoriale per le a) C.S.Q.T
rispondere alle esigenze di          problematiche         della
globalizzazione delle imprese        Qualità, dell’ambiente e
insediate sul territorio o di        della sicurezza
nuova localizzazione              b) Istituzione di un Info b) Canavese Sviluppo SPA
                                     Point al servizio delle
                                     imprese
                                  c) Estensione della rete dei c) CDTC
                                     centri di competenza di
                                     TS Canavese


                                                                                            66
Gli interventi inseriti in tale tematica divergono dall’impronta fondamentalmente turistica-
ambientale data al P.I.A Pays-sage ma se è vero che lo sviluppo del turismo può costituire
una ulteriore e significativa implementazione e diversificazione delle attività socio-
economiche contestualmente, devono essere valorizzate, sostenute le vocazioni tradizionali
di cultura industriale, delle sue esigenze di innovazione e internazionalizzazione che
rappresentano l’identità profonda dei territori del biellese e del Canavese (tessile,
elettronica, meccanica).

In particolare i progetti indicati rispecchiano fenomeni più complessi, rappresentati dalla
coesistenza di due percorsi di sviluppo nel settore produttivo del territorio del Canavese:
 La zona occidentale, gravitante intorno a Cuorgnè-Rivarolo, è caratterizzata da un
    modello di crescita “per consolidamento”, con aziende di stampaggio a caldo ed aziende
    meccaniche guidate da imprenditori oramai di seconda o terza generazione. Nel corso
    dei decenni le imprese dell’Alto Canavese sono riuscite a fare fronte ai cambiamenti
    imposti dal mercato e sono cresciute dal punto di vista dimensionale, acquisendo livelli
    crescenti di manodopera.
 Il versante orientale, gravitante intorno a Ivrea ed a Caluso, sembra avere attivato un
    modello di crescita “moltiplicativo”, caratterizzato da comportamenti di imitazione, tale
    per cui la fuoriuscita di manodopera da una azienda genera la nascita di una, o più
    d’una, nuova impresa. Sono dunque frequenti i fenomeni di spin off la spinta ad
    introdurre, ove possibile, piccole e grandi innovazioni nelle tecniche di produzione, in
    modo tale da distinguersi dagli altri competitori.
I due diversi modi di fare impresa non appaiono in competizione, bensì in un rapporto di
complementarietà, tanto che l’uno riesce quasi a sopperire alle eventuali defaillances
dell’altro, mettendo in evidenza come il complesso mix tra diversificazione e specializzazione
produttiva in una macro area possa essere un elemento vincente da riprodurre in altre zone
del Paese.

Gli interventi proposti inoltre dal Consorzio per il Distretto Tecnologico del Canavese
(CDTC), dal Consorzio per lo Sviluppo della Qualità e delle Tecnologie del Canavese (CSQT)
e da Canavese Sviluppo SPA rappresentano una continuità rispetto agli interventi finanziati
sulla misura 6.1 del DOCUP ob. 2 Piemonte del periodo 1997-1999:
 “Diffusione dell’innovazione tecnologica nell’industria manifatturiera del Canavese – TS
    Canavese” (CDTC)
 “Sportello territoriale per la qualità e lo sviluppo della piccola e media impresa” (CSQT)
 Canavese Sviluppo SPA, che ha sede presso l’ex Caserma Giordana di Chivasso, è
    un’Agenzia di Sviluppo e Centro di servizi alle imprese.

Il P.I.A “Pays sage” si propone dunque di costruire un prodotto turistico omogeneo, che
guidi il visitatore in un gigantesco museo diffuso in cui le vetrine sono tutte differenti le
une dalle altre ma, insieme, offrono uno straordinario spaccato della realtà che
rappresentano, un’esposizione permanente che racconta la storia, la cultura e le tradizioni di
un territorio e della sua gente
Proprio le peculiarità tipiche di ciascuna comunità comunale fanno sì che questo itinerario
possa offrire al visitatore attrazioni diverse per tipologia e contenuto, rivelando aspetti
importanti, ma spesso non adeguatamente conosciuti, delle vicende storiche, religiose,
militari, culturali e ambientali che hanno dato a quest’area l’aspetto, naturale e antropico,
che oggi mostra di sé (integrazione tra offerta culturale, ambientale, ricettiva)


                                                                                            67
L’obiettivo è quello di garantire lo sviluppo, la rivitalizzazione e il miglioramento qualitativo
dell’offerta turistica e dell’offerta di servizi alle imprese e più in generale l’attrattività per
persone ed imprese dell’area coinvolta che attraverso un’azione di marketing territoriale
porti da un lato, ad una riqualificazione del territorio dal punto di vista ambientale e
dall’altro, consenta il potenziamento della capacità ricettiva come elemento propedeutico
alla creazione di nuove imprese (integrazione tra offerta industriale/innovativa e le altre
tipologie)
Questo elemento giustifica l’introduzione di alcuni interventi (C.S.Q.T., San Benigno C.se,
Rivarolo C.se, Consorzio per il distretto tecnologico del Canavese, Canavese Sviluppo SPA)
di carattere innovativo-industriale: le imprese, infatti, che seguono un modello di entry exit
rispetto al territorio possono essere influenzate non solo dalla disponibilità di infrastrutture
ma anche dalla presenza di un’interessante offerta ambientale.
Tutto questo tenendo conto che l’obiettivo delle politiche di sviluppo locale di un territorio
“è quello di accrescere lo sviluppo economico, l’occupazione, la produttività, il tenore e la
qualità della vita di un gruppo di cittadini e di imprese localizzati in uno specifico territorio.
La loro logica sta nel fatto che una pluralità di interventi diversi viene messo in atto nello
stesso tempo nello stesso territorio, possibilmente secondo una strategia coerente. La ratio
delle politiche di sviluppo locale non sta quindi nella logica specifica delle singole misure che
vengono messe in atto (stimolare l’innovazione, promuovere gli investimenti, attrezzare il
territorio per gli insediamenti produttivi, formare la forza lavoro); l’obiettivo non è di per sé
l’aumento della capacità innovativa o l’accelerazione degli investimenti, ma tramite questi,
lo sviluppo complessivo di un’area. (Viesti, G 2000, “Le politiche economiche dello sviluppo
locale”, Sviluppo locale n. 14, ed. Rosenberg & Sellier)
L’omogeneità territoriale dell’area in questione costituisce inoltre un elemento fondamentale
per un approccio integrato di sviluppo locale. Dall’analisi delle caratteristiche socio
economiche, ambientali e territoriali sono emerse infatti esigenze ed ipotesi di sviluppo
comuni che richiedono di essere trattate attraverso un approccio integrato che valorizzi il
territorio in tutte le sue componenti. L’area in questione presenta infatti emergenze
turistiche, culturali ed ambientali e produzioni di eccellenza che da sole non sarebbero in
grado di proporsi nemmeno ad un mercato di prossimità. L’integrazione interna del nodo
Serra - Elvo e di questo rispetto all’intero progetto Canavese - Serra e quella esterna del
PIA con le aree circostanti rappresenta il valore aggiunto necessario per rafforzare le attività
produttive tradizionali, stimolarne di nuove ed acquisire una maggiore appetibilità nei
confronti del mercato, anche attraverso un’azione di marketing territoriale.




                                                                                               68
2.3 Azioni/interventi esterni che si integrano con il progetto
(integrazione esterna)

I due poli fondamentali di attrazione che si pongono in relazione di stretta connessione,
funzionalità con la strategia e gli obiettivi individuati nel P.I.A Pays sage sono:
 "Millennium Canavese" successivamente denominato "Mediapolis, la Città della
     Comunicazione", la cui realizzazione è prevista ad Albiano d'Ivrea.
Il progetto - che comporta un investimento di circa 170 milioni di euro e costituisce la
principale iniziativa privata inserita nel Patto territoriale del Canavese - prevede la
realizzazione di un parco tematico indoor dotato di sofisticate attrazioni dedicate ai vari
canali della comunicazione, di attrazioni outdoor, spazi commerciali specializzati, un albergo
dotato di 400 posti letto, aree a verde, servizi di supporto.
Su iniziativa della Regione Piemonte è stato formalmente sottoscritto il 19 aprile 2002 a
Torino, il protocollo d'intesa tra i soggetti pubblici e gli operatori privati interessati per
l'attuazione del progetto. Il protocollo d'intesa è lo strumento istituzionale con il quale la
Regione si impegna nei confronti degli enti locali e di tutti gli altri soggetti coinvolti a
promuovere la concertazione necessaria per garantire che la realizzazione del progetto
avvenga in maniera del tutto compatibile con il contesto locale, sia per quanto riguarda le
necessità di tipo infrastrutturale che le problematiche legate al corretto inserimento
ambientale. Oltre alla creazione di circa 1.000 nuovi posti di lavoro tra impieghi diretti ed
indotto, il solo parco a tema sarà in grado di attirare a regime oltre 1,6 milioni di visitatori
dell'anno, per i quali la "Città della Comunicazione" rappresenterà anche una vetrina
sull'intera offerta turistica regionale.

 Oropa
Il Biellese è terra di Santuari. Il più noto è sicuramente quello di Oropa, tra i primi in Europa
per importanza. Situato in una suggestiva conca, il luogo sacro è legato al culto della
Madonna Nera, detta appunto Santa Vergine di Oropa. La tradizione popolare vuole che
l'iniziatore del culto cristiano ad Oropa fosse Sant' Eusebio, Vescovo di Vercelli nel IV sec.
d.C.. Il Santo avrebbe recato con sè la statua di legno della Vergine, scolpita da San Luca,
trovandola in Gerusalemme e portandola ad Oropa. La costruzione di una vera e propria
chiesa è documentata nel 1200; da allora il Santuario si è espanso per ospitare e contenere
i sempre più numerosi fedeli, fino a trovare l'aspetto attuale.
L'insieme monumentale è composto ora dal Chiostro con la Basilica Antica, dalla Basilica
Nuova e dai corpi laterali, dove sono state ricavate più di 300 moderne stanze per ospitare i
pellegrini. Sono inoltre presenti 13 ristoranti e trattorie, numerosi negozi e bar. Da visitare,
nelle gallerie che percorrono gli edifici, la raccolta degli ex-voto, una testimonianza tangibile
della devozione verso la Vergine Bruna; l'esposizione di flora e fauna della Valle Oropa; il
Sacro Monte e, su richiesta, l'Osservatorio Meteorosismico, Giardino Botanico Montano, la
Biblioteca e il Tesoro del Santuario. Inoltre vicino al Santuario sorge il Sacro Monte: 19
cappelle dedicate alla vita della Vergine e popolate da centinaia di statue policrome, scolpite
a partire dal 1620. Il Santuario di Oropa è un luogo permeato da una religiosità profonda e
particolarmente viva, che affonda le sue radici in 6 secoli di devozione popolare: ogni anno
vi affluiscono 800.000 pellegrini e più di 100 processioni. Infine Oropa è un'oasi di natura
incontaminata e un paradiso per turisti e sportivi, grazie ai molti sentieri per passeggiate e
trekking, ai rifugi alpini e alla funivia che conduce all'incantevole lago del Mucrone e
all'omonima stazione sciistica.

                                                                                               69
La connessione di Pays-sage con interventi esterni è stata articolata in due modi: da un
lato, prendendo in considerazione la relazione dei singoli progetti inseriti nel PIA con
opere/azioni esterne dall’altra, individuando la relativa congiunzione con interventi finanziati
con altre tipologie di risorse pubbliche sul territorio preso in considerazione.


     ENTE               TITOLO              CONNESSIONI CON ALTRI INTERVENTI/INIZIATIVE
  PROPONENTE          INTERVENTO
 COMUNE DI         LOCANDA DI         L’intervento è inserita nello Studio di fattibilità “Sistema Serra”
 MAGNANO           MAGNANO            LR 4/00
 OPERA PIA         OSPIZIO DI GRAGLIA Si tratta del completamento di un intervento finanziato dalla
 SANTUARIO DI                         Misura IV.2 Docup Obiettivo 5b – adeguamento infrastrutture
 GRAGLIA                              ricettive
 COMUNE DI         COMPLETAMENTO S. Si tratta del completamento di un intervento finanziato dalla L
 OCCHIEPPO         CLEMENTE           144/99 – ristrutturazione del fabbricato della Cascina S.
 INFERIORE                            Clemente
                   FUCINA MORINO      L’intervento si inserisce nel sistema ecomuseale biellese ed in
 COMUNE DI                            particolare farà parte delle cellule dell’Associazione Ecomuseo
 MONGRANDO                            Valle Elvo e Serra – LR 31/95

 COMUNE DI         COPERTURA              L’anfiteatro destinato alla rappresentazione della Passione di
 SORDEVOLO         ANFITEATRO             Sordevolo è stato realizzato con finanziamenti regionali e
                   PASSIONE               provinciali

 PROVINCIA DI      PERCORSI CICLABILI Il progetto è inserito nello Studio di fattibilità “Sistema Serra” LR
 BIELLA            E IPPOVIA          4/00 e risulta connesso con ii percorsi ciclabili dei 14 comuni di
                                      “Intorno al Lago” per il quale è stato richiesto un finanziamento
                                      ai sensi della LR 4/00

                   RECUPERO               Connessa con il progetto di costruzione di una pista ciclabile di
                   FABBRICATO PER         circa 140 km comprendente i 14 comuni dell’associazione
 COMUNE DI         CREAZIONE DI UN        “Intorno al lago” (di cui il comune fa parte) per il quale è stato
 SETTIMO           CENTRO SERVIZI E       richiesto un finanziamento
 ROTTARO           PER LA                 ai sensi della LR 4/00
                   VALORIZZAZIONE
                   DEI PRODOTTI
                   LOCALI


 COMUNE DI         REALIZZAZIONE DI          Percorso turistico dei 14 Comuni “Intorno al lago” LR 4/00
 AZEGLIO           UN PERCORSO               Miglioramento dell’offerta turistica da parte dei privati sulla
                   NATURALISTICO              LR 18
                   ATTREZZATO LUNGO
                   IL PERIPLO DEL
                   LAGO DI VIVERONE

 COMUNE DI IVREA RISTRUTTURAZIONE Il museo Garda è stato inserito nel sistema pianificato dei beni
                 MANICA CENTRALE culturali eporediesi che comprende, tra gli altri, il MAAM di Ivrea,
                 DEL MUSEO CIVICO realizzato con fondi DOCUP ob. 2 97/99 misura 6.1
                 “GARDA”




                                                                                                                70
COMUNE DI ALICE PROGETTO DEL      La CM Valchiusella, di cui fanno parte i due Comuni, ha fatto
SUPERIORE E     BIOTOPO LAGHI DI redigere un progetto preliminare per “Itinerari Mountainbike” e
PECCO           MEUGLIANO E ALICE sono state valutate nuove misure di valorizzazione delle risorse
                                  agricole, ambientali e ludiche anche attraverso l’istituzione
                                  dell’ecomuseo “Vallis Cavearia”


COMUNE DI         AREA ATTREZZATA      L’intervento si inserisce nella rete ecomuseale della Provincia di
NOMAGLIO          ADIACENTE IL         Torino di cui l’Ecomuseo della Castagna fa parte e per il quale è
                  MULINO E             stata finanziata dal Comune e dalla Provincia la ristrutturazione e
                  L’ECOMUSEO DELLA     la rimessa in funzione del vecchio mulino ad acqua, opera già
                  CASTAGNA             realizzata.




COMUNE DI         RECUPERO DELLE       Il progetto si configura come completamento della
FOGLIZZO          AREE STORICHE        riqualificazione delle aree storiche del comune iniziate con la
                  ADIACENTI AL         Riqualificazione edificio industriale ex SAIFA finanziato con
                  CASTELLO             regolamento CEE 2081/93 - Ob. 2 DOCUP 1997/1998 -. Inoltre si
                                       sta partecipando al DOCUP 2000/2006 obiettivo 2, per un
                                       ulteriore progetto di completamento per la riqualificazione degli
                                       edifici industriali ex Saifa, collegato a questo progetto perché
                                       prevede il completamento di un'area limitrofa.


COMUNI            TRA NOBILTA’ E
                                           -   progetto di riqualificazione della Rocca di Verrua Savoia,
DELL’OLTREPO’     RURALITA’, A DUE
                                               a valere sulla Misura 3.2 del presente Docup;
CHIVASSESE        PASSI DA TORINO
                                           -   progetto di recupero funzionale di Santa Maria
                                               Maddalena e del centro storico del Comune di
                                               Casalborgone, a valere sulla Misura 2.5 del presente
                                               Docup;
                                           -   programma integrato di interventi a valere sulla L.R.
                                               4/2000, finalizzato alla sistemazione e al completamento
                                               dei percorsi ciclabili della collina chivassese.
                                           -   Il Castello di San Sebastiano da Po, inserito in un circuito
                                               culturale che, ogni anno, porta in Italia decine di
                                               studenti e appassionati d’arte per stage di
                                               approfondimento e specializzazione, grazie al rapporto di
                                               collaborazione con l’associazione tedesca “Art Projekt” e
                                               ad analoghi contatti con realtà italiane e internazionali.


COMUNE DI         FORME DEL         a) Progetto Interreg III – tra il Comune di Chiaverano e Mane
CHIAVERANO        PAESAGGIO E DELLA    (Francia – Dipartimento Alpi dell’Alta Provenza): in corso di
                  GEOLOGIA A           definizione – i temi di questo progetto si integrano e si
                  SCALVEIS E           sostengono a vicenda con gli interventi previsti dal presente
                  CHIAVERANO           progetto – Forme del Paesaggio e Geologia


AGECER S.r.l      CITTADELLA DELLA     Evoluzione del progetto “Costituzione di un’agenzia di sviluppo e
                  CERAMICA             valorizzazione della ceramica di Castellamonte” relativo al Docup
                                       Piemonte 1997/1999 misura 6.1 approvato dalla Regione
                                       Piemonte l’1/02/99.


                                                                                                          71
                                      collegamento con altre istituzioni culturali di valorizzazione della
                                      cultura materiale del territorio, come: Ecomuseo della Castagna
COMUNE DI       RECUPERO DI           di Nomaglio, Associazione del Rosmarino di Chiaverano, etc.
BORGOFRANCO     PALAZZO MARINI
D’IVREA

COMUNI        DI TERRE DI MORENA      il progetto si pone come continuazione del percorso per
COLLERETTO                            mountain bike candidato a finanziamento alla Provincia di Torino,
GIACOSA,                              che, secondo il progetto, percorrerà la parte meridionale del
LORANZÈ,                              settore destro dell'anfiteatro morenico, fino a Vialfrè,
PARELLA,                              provenendo da San Giorgio Canavese.
QUAGLIUZZO,
STRAMBINELLO,
PEROSA
CANAVESE,   SAN
MARTINO
CANAVESE,
VIALFRÈ.

COMUNE DI       RISTRUTTURAZIONE Richiesta di finanziamento alla Regione Piemonte per la
MONTEU DA PO    EX CINEMA-TEATRO realizzazione di pista ciclabile di collegamento dei punti più
                                 significativi di Monteu da Po, tra cui l’area archeologica, l’ex-
                                 stazione ferroviaria, l’ex cinema teatro, l’area sportiva e la
                                 frazione Mezzana.




                                                                                                             72
COMUNITA’        1) CM Dora Baltea Canavesana:
MONTANE: VALLI   Il primo lotto dell’edificio previsto per ospitare il punto immagine
ORCO E SOANA,    ed informazione presso l’uscita dell’Autostrada A5 a Quincinetto
ALTO CANAVESE,   è stato finanziato nell’ambito del Patto Territoriale del
VAL CHIUSELLA,   Canavese. Il progetto aveva come promotore il comune di
DORA BALTEA      Quincinetto.
CANAVESANA,      E’ stato inoltre finanziato dalla Regione Piemonte anche un
VALLE SACRA      secondo lotto, di completamento della struttura dell’edificio, a
                 valere sulla LR16\99, con il Progetto integrato Realizzazione
                 di struttura polivalente per la promozione del territorio
                 in area adiacente all’autostrada A5 Torino-Aosta (casello
                 di Quincinetto)
                 Vedrà un legame con il presente Progetto, in specie per quanto
                 riguarda la valorizzazione delle produzioni agroalimentari ed
                 artigianali previste nello spazio polifunzionale di Quincinetto,
                 anche la progettualità sinergica che si attuerà in questo senso
                 nell’ambito dell’Iniziativa Comunitaria Leader Plus che ha
                 visto la presentazione di una manifestazione di interesse da
                 parte delle 5 comunità montane del Canavese per un Piano di
                 azione locale rivolto alla “Innovazione e miglioramento della
                 competitività dei territori montani e rurali del Canavese”.
                 il recupero di un antico mulino.
                 2) CM Valli Orco e Soana
                 L’intervento è il completamento strutturale e funzionale di
                 interventi già finanziati a valere sul Reg. CEE 2081\93
                 Ob.2 (vedi paragrafo 19) per la realizzazione
                 dell’itinerario lungo lago di Ceresole.
                 .Il progetto Interreg II del Comune di Ceresole e del
                 Comune di Val d’Isere (F) per la realizzazione del sentiero
                 internazionale del Colle della Losa e la realizzazione di un’area di
                 sosta turistica in Loc. Serrù di Ceresole si integra con esigenze
                 ed interventi del Comune di Ceresole ma anche del territorio nel
                 suo complesso con una più vasta esigenza di razionalizzare
                 l’impatto dei flussi, in specie sull’area del Parco Nazionale Gran
                 Paradiso, e migliorare i collegamenti con la Francia attraverso
                 percorsi ecocompatibili.
                 Il presente progetto di Intervento, nell’obiettivo comune di
                 favorire la fruizione sportiva del territorio nel periodo invernale, è
                 in collegamento con alcuni Progetti Speciali Integrati quali il
                 Piano di rilancio degli sport invernali (LR28\92) e Progetti
                 Integrati quale la Riqualificazione degli impianti scioviari
                 delle Valli Orco e Soana (LR16\99) finanziati dall’Assessorato
                 all’Economia Montana della Regione Piemonte e realizzati sul
                 territorio per valorizzare gli sport invernali e sostenere l’attività
                 dei piccoli impianti di risalita presenti sul territorio.
                 Altrettanto significative appaiono azioni della Comunità montana
                 Valli Orco e Soana quali la realizzazione di un Punto vendita
                 prodotti tipici a Ceresole o del Parco Nazionale Gran Paradiso
                 per l’acquisizione e la riqualificazione del Grand Hotel di
                 Ceresole, nell’ottica della costruzione di una filiera del prodotto
                 turistico locale.
                 Direttamente collegata al presente progetto di intervento è la
                 realizzazione – sistemazione da parte del Comune di Ceresole
                 Reale, grazie ai fondi della L.122, di una area di sosta per i
                 turisti presso il Pian della Balma, in contiguità con il
                 percorso sportivo naturalistico ambientale che si intende
                 completare con il presente Progetto.



                                                                                      73
3) La Comunità Montana Alto Canavese
La Comunità montana Alto Canavese ha perseguito l’obiettivo di
migliorare le possibilità di fruizione sportivo ambientale del
territorio grazie ad un progetto finanziato ex art. 34 della LN
144\99 che ha portato alla realizzazione di 4 aree
attrezzate di sosta nei comuni di Cuorgnè Frazione Nava,
Forno presso il Mulino Val, Levone e San Colombano.
Il presente Progetto si connette anche ai numerosi interventi
dell’Ente Parchi del Canavese e dei comuni di competenza,
nonché della Comunità montana, per il recupero dei sentieri
per l’accesso al Sacro Monte ed alle sue cappelle, nonché
dei percorsi nell’area protetta.
I percorsi previsti dal presente Progetto andranno a toccare molti
luoghi della Comunità Montana Alto Canavese che sono inseriti
anche nell’Itinerario Arduinico (LR28\92 art.28) e nel
percorso Medioevo delle Alpi (finanziato a valere sull’iniziativa
comunitaria Interreg II Programma Op. Plurifondo 1994-1999
Asse 4 - misura 4.2) in quanto ospitano interessanti monumenti
della storia e dell’arte medioevale.

3) Comunità montana Val Chiusella
LR35 sugli Ecomusei: Progetto “Ecomuseo Vallis Cavearia” per
la realizzazione di un ecomuseo minerario delle miniere di
Traversella
LR4\2000: Comune di Traversella: Progetto Unitario: “Centro
minerario di Traversella – Completamento impianti turistico
ricettivi e di riqualificazione ambientale” presentato anno 2000

4) Comunità montana Valle Sacra
La Comunità montana Valle Sacra ha visto il finanziamento,
sul Reg. CEE 2081\93 Ob. 2 DOCUP 94/96 Mis. 2.1 del
Progetto per favorire la fruizione sportivo ambientale (mountain
bike, escursionismo ed equiturismo) “Infrastrutture turistiche,
realizzazione aree attrezzate, rete di sentieri, centri di
accoglienza turistica” con un investimento complessivo di più
di un miliardo di lire.
In questo ambito sono stati realizzati i Centri Accoglienza
Turistica di Castellamonte e Chiesanuova ed un certo numero
di Aree Attrezzate (Loc. Belice di Chiesanuova, Loc. Mirauda di
Borgiallo, Loc. Pian Savin di Colleretto Castelnuovo, Loc. Pian
Delle Nere e Loc. Palasot di Castelnuovo Nigra), ed il
completamento dell’area attrezzata Bric Filia di Castelnuovo
Nigra.




                                                                 74
                                     LR4\2000: Comuni di Vico, Traversella e Rueglio: “Studio di
                                     fattibilità di un progetto di sviluppo turistico in alcuni comuni
                                     della      Val  Chiusella   (Rueglio-Trausella-Vico    Canavese)”,
                                     presentato anno 2000, che prevede, numerose azioni per il
                                     miglioramento dell’offerta turistica.


COMUNE DI       VALORIZZAZIONE       Intervento complementare rispetto al progetto di sviluppo
PIVERONE        TURISTICA DEL        turistico proposto a finanziamento sulla LR 4/2000 dai 14
                CENTRO STORICO       Comuni “Intorno al lago”
                MEDIOEVALE DEL
                COMUNE DI
                PIVERONE
                                     Struttura finanziata sulla misura 6.1 del DOCUP ob. 2 Piemonte
CANAVESE        ISTITUZIONE DI UN    del periodo 1997-1999
SVILUPPO SPA    INFO POINT PER LE
                IMPRESE

CONSORZIO PER   DIFFUSIONE        Estensione della rete di Centri di Competenza di TS Canavese
IL DISTRETTO    DELL’INNOVAZIONE finanziato sulla misura 6.1 del DOCUP ob. 2 Piemonte del
TECNOLOGICO     TECNOLOGICA       periodo 1997-1999
DEL CANAVESE    NELL’INDUSTRIA
                MANIFATTURIERA
                DEL CANAVESE – TS
                CANAVESE” (CDTC)

                                     L’intervento è in stretta connessione con il progetto “Orizzonte
                                     Serra”, specificatamente con la “Passeggiata panoramica della
COMUNE DI       AMPLIAMENTO E        Serra d’Ivrea”, del quale esiste lo studio di fattibilità con altri 12
ANDRATE         MIGLIORAMENTO        Comuni della Serra (LR 4/00) ammesso in stralcio nel giugno
                DEL “MUSEO DELLA     2001
                CIVILTA’ CONTADINA

                                   Per alcune funzioni offre servizi agli addetti dell’area PIP
                                   Bollengo-Burolo, già finanziate con fondi CEE 2052; la
COMUNE DI       RIQUALIFICAZIONE E struttura può essere di supporto alle iniziative che si
BOLLENGO        RECUPERO URBANO attiveranno per attrarre i visitatori del Parco “Millennium” di
                EDIFICIO           Albiano e del circuito ciclo-pedonabile di valorizzazione
                                   della Via Francigena sulla Serra.
                                   Il progetto è direttamente collegato e conseguente alle attività
CONSORZIO ASA   PROGETTO TERRA     svolte attraverso il progetto INTERREG II-filiera legno energia




                                                                                                              75
Il PIA Pays-sage trova integrazione anche con altri interventi finanziati con altre risorse
pubbliche.


  Fonti di finanziamento                  Titolo dell’intervento                       Proponente
                                         Costruzione di una piccola            Comune di Chiesanuova
                                          centrale a cippato di legna            (Comunità montana Valle
                                                                                 sacra)
Programma Provinciale di Interventi      Laboratorio Territoriale per          Comune di Ivrea
   Ambientali D.G.R. 54-4768 del          l’Educazione Ambientale
             10/12/01
                                         Costituzione Consorzio                Consorzio ASA
                                          forestale pubblico

                                         Strumenti per la qualità              Environment Park – API Torino
                                          ambientale delle aree
                                          industriali in Provincia di
                                          Torino e censimento delle
                                          attività produttive a rischio
                                          idrogeologico nei distretti
                                          territoriali del Canavese e del
                                          Pinerolese

                                         Installazione di una caldaia a        Provincia di Torino
                                          cippato sul complesso
                                          scolastico Bellavista e avvio di
                                          una filiera forestale



Si rileva inoltre la realizzazione a Romano Canavese di un prestigioso ed elitario “relais”, fra
l’altro dotato sia di un centro di benessere sia di un centro per congressi, la cui realizzazione
è prevista per la primavera del 2003. Il nuovo albergo di lusso, che ha presentato domanda
di finanziamento nell’ambito del secondo bando alle imprese del Patto Territoriale del
Canavese, sarà ricavato da una villa del ‘700.
Questo progetto rappresenterà un’innovazione “in quanto sarà il primo modello organico
nella fascia più alta del segmento del turismo eno-gastronomico” e potrà collegarsi con il
circuito turistico-ricettivo posto in essere nell’ambito del territorio del P.I.A.

Il PIA Canavese – Serra si inserisce inoltre in un più ampio programma di sviluppo socio
economico del territorio nel quale la filiera turistica dell’area Valle Elvo e Serra riveste un
ruolo di primo piano. Il Piano Territoriale della Provincia di Biella la individua infatti tra
quelle a vocazione turistica promuovendo politiche di sviluppo e qualificazione del settore
attraverso vari interventi. A tal fine sono stati realizzati tre studi di fattibilità: in Alta Valle
Elvo finanziato dal CIPE, in Serra ai sensi della LR 4/00 ed in Alta Valle Cervo e la
panoramica Zegna (LR 4/00). Da citare inoltre il Piano delle Opere connesse alle Olimpiadi
2006 presentato dalla Provincia nell’estate del 2001.
Nel precedente periodo di programmazione sono state realizzate delle opere sia nell’ambito
del Docup obiettivo 5b che nel Programma di Iniziativa Comunitaria Leader II. In particolare
quest’ultimo oltre a realizzare interventi nel settore culturale e turistico ha contribuito
attraverso la concertazione a stimolare la progettualità e a gestire progetti di sviluppo
integrato.



                                                                                                            76
Un ulteriore esempio è rappresentato dal progetto candidato all’Iniziativa Comunitaria
Leader Plus presentata alla Regione Piemonte nel marzo del 2002.
L’area coinvolta corrisponde in buona parte a quella interessata dal PIA (nodo Serra – Valle
Elvo) coinvolgendo anche comuni non in area obiettivo quali quelli intorno al lago di
Viverone.




                                                                                          77
     B.1. Coerenza con gli indicatori di priorità del Progetto Integrato nel suo
                                            complesso


B.1.1 Idoneità del Progetto a perseguire specifici obiettivi di miglioramento
ambientale:
Il territorio del Patto Territoriale del Canavese ha adottato come strumento di certificazione
ambientale comune a tutti i Patti Territoriali della Provincia di Torino un Protocollo sullo
sviluppo locale sostenibile, le Pari opportunità e l’Equità sociale coerente agli obiettivi di
Agenda 21 locale.
Inoltre, il Tavolo di concertazione del Patto per il Biellese ha recentemente approvato un
documento relativo alla “Proposta di un set di indicatori per il monitoraggio e la valutazione
dello stato dell’ambiente” quale strumento di base per l’avvio di un processo di
certificazione ambientale e di distretto.




B.1.2 Occupazione addizionale a regime nell’area generata dalla realizzazione
del Progetto:
Si prevede di generare attraverso la realizzazione del Progetto un’occupazione addizionale
a regime di circa 80 occupati, molti dei quali giovani o donne, che verranno impiegati nelle
attività di gestione e manutenzione delle strutture turistiche realizzate.
Sulla base dei dati relativi all’occupazione femminile (fonte Istat), che segnalano un
significativo incremento del tasso di occupazione in Piemonte nel settore dei servizi (fra cui
vi sono il turismo ed il commercio), si ritiene che vi sia coerenza fra gli interventi proposti e
l’obiettivo di incremento del tasso di occupazione femminile nell’area del PIA, proprio per il
modello economico che si vuole sviluppare di un turismo di prossimità che consente di
conciliare responsabilità familiari e di impegno lavorativo.
Il modello di sviluppo cui il PIA intende contribuire è significativo non solo sul piano dei
contenuti specifici, ma anche su quello del modello di sviluppo fondato sulla creazione di
nuove occasioni di lavoro locali e potenzialmente flessibili: si tratta di due elementi di
assoluta rilevanza per promuovere l’incremento del tasso di partecipazione femminile al
mercato del lavoro locale, anche nella prospettiva di favorire ed incoraggiare una maggior
diffusione del telelavoro.



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B.1.3 Coinvolgimento di privati in termini di cofinanziamento ovvero di
investimenti sinergici. E’ previsto il coinvolgimento di privati per il co-finanziamento del
progetto di copertura dell’Anfiteatro della Passione a Sordevolo, per una quota pari al 29%


B.1.4 Quota di autofinanziamento del Progetto :
Si prevede una quota media di autofinanziamento del Progetto nel suo complesso pari al
30%.


B.1.5 Tempi di realizzazione del progetto minori rispetto al cronoprogramma
indicato nello Schema di indirizzo:
Il Progetto sarà realizzato rispettando i tempi previsti nello Schema di indirizzo.


B.1.6 Capacità di attrarre investimenti esterni di elevato profilo qualitativo
nonché di attivare funzioni e servizi altamente specializzati:
Il PIA Canavese - Biellese persegue lo scopo di dotare il territorio di infrastrutture e servizi
che favoriscano una migliore qualità della vita per residenti e turisti e siano in grado di
apportare valore aggiunto, rendendo il territorio più competitivo e attrattivo per investimenti
esterni.




B.1.7 Innovazione del comparto economico interessato:
Il PIA Canavese - Biellese mira ad attivare una diffusa azione di marketing territoriale,
sviluppando un turismo alternativo e complementare a quello tradizionale, capace di dare
vita ad attività innovative legate al tempo libero, rispettose dell’ambiente e delle tradizioni
locali, nonché profittevoli e redditizie anche dal punto di vista economico.




B.1.8 Progetti integrati misti, che coinvolgono aree ob. 2 e phasing out:
Il PIA Canavese - Biellese ha optato fin dall’inizio per la scelta strategica di abbinare territori
in ob. 2 e territori in phasing out.




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Coerenza con i documenti di programmazione:


Il PIA Canavese - Biellese risulta essere coerente nelle sue finalità nonché nelle metodologie
attivate al fine di identificare i singoli progetti con i seguenti documento di indirizzo:
1. Piano di Sviluppo Regionale del Piemonte
2. DOCUP ob.2 del Piemonte Reg. 1260/99
3. Relazione previsionale e programmatica 2002 della Provincia di Torino e della Provincia
   di Biella
4. Agenda XXI della Provincia di Torino: il Piano di Azione per la sostenibilità: un patto per
   lo sviluppo locale
5. Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Torino e della Provincia di Biella
   (quest’ultimo in corso di definizione)
6. Il Piano turistico della Provincia di Biella
7. Il Documento di base sui “Sistemi turistici locali” approvato dal Tavolo di concertazione
   del Patto per il Biellese




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