Vademecum EELL aggiornato 17 11 10

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Vademecum EELL aggiornato 17 11 10 Powered By Docstoc
					                      Vademecum
              Programmi Straordinari regionali
                   art.37,L.R.26/07 e art. 23,L.R.31/08


PREMESSA
Le disposizioni di legge e i successivi provvedimenti della Giunta regolano diverse modalità di
selezione degli interventi oggetto dei finanziamenti regionali da parte dei Programmi Straordinari
(art.37,L.R.26/07; art. 23,L.R.31/08).
Le modalità di impegno e di erogazione, viceversa, sono regolate da norme comuni è pertanto la
Direzione Programmazione Economica ha ritenuto utile redigere il presente vademecum per
rendere più semplici i rapporti con gli Enti Locali nella fase di attuazione degli stessi.
E’ necessario premettere che i finanziamenti assegnati hanno natura di contributo e copertura
pluriennale, pertanto un singolo intervento ha dei finanziamenti il cui totale può non corrispondere
a quanto richiesto dall’Ente locale in fase di presentazione delle proposte e lo stesso è articolato in
diverse annualità. Qualora l’Ente Locale non fosse in grado di fare fronte alla sua quota di
contribuzione, incrementale rispetto quanto originariamente previsto, si consente l’adeguamento
del quadro economico dell’intervento purchè lo stesso non si modifichi sostanzialmente perdendo i
requisiti presi in considerazione nella fase di selezione.
Una volta definito l’impegno regionale e l’eventuale quota a carico dell’Ente locale, le successive
economie (ad esempio i ribassi d’asta) vengono ripartite pro quota (le economie relative alla quota
del contributo regionale non sono utilizzabili dall’Ente Locale) ai sensi del c.3, art. 6 della L.R.
88/80, salvo previa espressa autorizzazione concessa dalla Regione Lazio ai sensi dell’art. 93, c. 4
della L.R. n. 6/99.
Le informazioni di dettaglio sui singoli interventi sono comunicate ai singoli beneficiari e rese
pubbliche, oltre che mediante la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, sul sito
istituzionale della Regione www.regione.lazio.it (canale tematico: Bilancio, Economia partecipata;
sito: Programmazione economica; area tematica: Programmi straordinari).
Recapiti utili:
Nominativo                            Telefono           fax                     e-mail
Area Programmazione negoziata per lo sviluppo locale della Direzione Programmazione
Economica - Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00147 Roma
Dirigente: Dott. Arturo Ricci         0651684444                             arricci@regione.lazio.it
Arch. Michela Ursini                  0651683455                            mursini@regione.lazio.it
Dott.ssa. Valeria Damiani             0651685439     0651684470           vdamiani@regione.lazio.it
Maria Sanna                           0651684459                           msanna@regione.lazio.it
Linda Canzonetta                      0651683512                       lcanzonetta@regione.lazio.it




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                    Programmi Straordinari regionali
                          art.37,L.R.26/07 e art. 23,L.R.31/08


IMPEGNI
L’assunzione dell’impegno contabile da parte dei competenti uffici regionali avviene alla
presentazione della Delibera (nel caso dei Comuni della Giunta Comunale) che approva la
progettazione, il quadro economico e la relativa copertura finanziaria. Salvo i casi previsti dalla
Legge in cui è possibile indire una gara sulla base di un progetto preliminare (concessioni di lavori
ex art. 143 e cd. “appalto concorso” ex art. 53, c.2 l.c del D.Lgsl. 163/06) di norma l’approvazione
interviene su progettazioni di livello definitivo.
I controlli effettuati dai competenti uffici regionali per procedere all’impegno contabile riguardano la
regolarità della delibera di approvazione con particolare riferimento a:
       1. la copertura finanziaria. Ovvero che il finanziamento regionale sia correttamente computato
          e siano individuate, ove necessarie, le altre coperture finanziarie;
       2. la tracciabilità. Ovvero che il finanziamento regionale sia effettivamente dedicato
          all’intervento finanziato. Per tale motivo è necessario individuare univocamente l’intervento
          dapprima con il numero di CUP (codice unico di progetto) e, una volta avviato il
          procedimento di selezione del contraente, mediante il CIG (codice identificativo gara). Per
          un cenno su detti codici e le modalità per ottenerli si rimanda alle pagine 4 e 5;
       3. la procedura. Ovvero che si siano rispettate le vigenti normative in materia di contratti
          pubblici (D.Lgsl. 163/06 e ss. mm. ii.), urbanistiche, etc. Tali aspetti sono regolati dagli artt.
          3 e 4 della L.R. 5/2002 (come modificati da ultimo dall’art. 9 della L.R. 17/09) che si riporta:
                                                    Art. 3 L.R. 5/2002
                                   Competenze del comitato regionale per i lavori pubblici
1. Il comitato esprime pareri obbligatori su:
   a) progetti, definitivi o esecutivi ovvero preliminari nel caso di concessione o appalto concorso o di opere
      strategiche il cui importo dei lavori a base di gara è uguale o superiore alla soglia di euro 3.000.000,001,
      relativi a:
      1) opere pubbliche di competenza della Regione, degli enti pubblici dipendenti dalla Regione, delle società a
           partecipazione regionale, da realizzare direttamente o tramite concessionari;
      2) opere pubbliche di competenza degli enti locali in relazione a funzioni regionali delegate o subdelegate;
      3) opere pubbliche, ivi comprese quelle previste dall’art.32, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 12 aprile
           2006, n.1632 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive
           2004/17/CE e 2004/18/CE) e successive modificazioni, da realizzare con finanziamenti regionali ovvero
           con finanziamenti comunitari o statali erogati tramite la Regione;
   b) piani e programmi settoriali regionali relativi ad opere pubbliche e, in particolare, alla viabilità, ai trasporti, agli
      acquedotti, alla difesa del suolo e ai porti, fatti salvi i pareri sulle implicazioni di tipo territoriale ed urbanistico, di
      competenza del comitato regionale per il territorio ai sensi dell’articolo 16 della legge regionale 22 dicembre
      1999, n. 38;
   c) proposte di classificazione e declassificazione di opere pubbliche di competenza regionale e, in particolare, di
      strade regionali e provinciali e di porti;
   d) proposte di transazione, risoluzione e rescissione di contratti relativi ad opere pubbliche di competenza della
      Regione, il cui importo dei lavori a base di gara uguale o superiore alla soglia minima di cui alla lettera a) del
      presente comma;
   e) proposte di transazione, risoluzione e rescissione di contratti relativi ad opere pubbliche, ivi comprese quelle
      previste dall’articolo 2, comma 2, lettera c) della legge n. 109/1994 e successive modificazioni, il cui importo dei
      lavori a base di gara è uguale o superiore alla soglia minima di cui alla lettera a) del presente comma e da
      realizzare con finanziamenti regionali o con finanziamenti comunitari o statali erogati tramite la Regione.
      e bis) concessioni di piccole e grandi derivazioni di acque pubbliche di competenza rispettivamente, della
      provincia e della Regione, qualora siano state proposte opposizioni o vi siano domande concorrenti;
   e ter) istanze tendenti ad ottenere la dichiarazione di pubblica utilità, avanzate da soggetti privati promotori delle
      espropriazioni e necessarie per l'esecuzione di opere ed interventi previsti da leggi speciali;


1
    Soglia modificata dal c. 39 dell’art. 1 della L.R. 3 del 10 agosto 2010.
2
    Previsione introdotta dal c. 39 dell’art. 1 della L.R. 3 del 10 agosto 2010
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  e quater) altri progetti di opere pubbliche, piani e programmi per i quali le normative di settore prevedano il
    preventivo parere di organi consultivi competenti in materia di lavori pubblici.
2. Su istanza degli enti locali e delle loro forme associative, il comitato esprime, altresì, pareri su:
   a) qualsiasi altro progetto, definitivo o esecutivo ovvero preliminare nel caso di concessione o appalto concorso o di
     opere strategiche relativo ad opere pubbliche di competenza degli stessi enti, il cui importo dei lavori a base di
     gara è uguale o superiore alla soglia minima di cui al comma 1, lettera a);
   b) proposte di transazione, risoluzione e rescissione di contratti relativi ad opere pubbliche di competenza degli stessi
     enti, il cui importo dei lavori a base di gara è uguale o superiore alla soglia minima di cui al comma 1, lettera a).
3. Non sono sottoposti al parere del comitato i progetti e le questioni relativi ad opere di edilizia residenziale pubblica,
sui quali devono pronunciarsi appositi organismi consultivi previsti dalle leggi statali e regionali vigenti.
                                                     Art. 4 L.R. 5/2002
                  (Attività consultiva delle strutture decentrate dell’assessorato regionale competente
                                                in materia di lavori pubblici)
1. Le strutture decentrate dell’assessorato regionale competente in materia di lavori pubblici esprimono,
secondo le rispettive competenze territoriali, pareri obbligatori tecnico-amministrativi sui progetti e sulle proposte
previsti:
  a) dall’articolo 3, comma 1, lettera a), numeri 1) e 2), lettera d) e lettera e), il cui importo dei lavori a base di gara è
    inferiore alla soglia minima prevista dal medesimo articolo 3, comma 1, lettera a);
  b) dall’articolo 3, comma 1, lettera a), numero 3), il cui importo dei lavori a base di gara è inferiore alla
    suddetta soglia minima e superiore a 500 mila euro.
2. Le strutture decentrate dell'assessorato regionale competente in materia di lavori pubblici esprimono, altresì, su
istanza degli enti locali e delle loro forme associative, pareri sui progetti e sulle proposte di cui all'articolo 3, comma 2,
il cui importo dei lavori a base di gara è inferiore alla soglia minima prevista dal medesimo articolo 3, comma 1, lettera
a).
3. Non sono sottoposti al parere delle strutture di cui ai commi 1 e 2 i progetti e le proposte relativi ad opere di edilizia
residenziale pubblica, sui quali devono pronunciarsi appositi organismi consultivi previsti dalle leggi statali e regionali
vigenti.
In estrema sintesi gli interventi, rientrando comunque tra quelli previsti dall’art. 3,a),3) in quanto
oggetto di finanziamenti regionali, devono avere un parere di conformità rilasciato, a seconda
dell’importo a base di gara, da:
Soggetto                                                        Limiti importo
Responsabile Unico del Procedimento – RUP                       < 500.000 €
(art. 10 D.Lgsl. 163/06)
Strutture decentrate dell’assessorato regionale Da 500.000 € < 3.000.000 €
competente in materia di lavori pubblici
Comitato regionale per i lavori pubblici        = o > 3.000.000 €
Nel caso che il parere di conformità sia rilasciato da strutture regionali (importo = o > 500.000 €) è
sufficiente che la Delibera di approvazione nè citi gli estremi, mentre nel caso del parere emesso
dal R.U.P. (importo < 500.000 €) questo deve essere fornito (anche come allegato alla Delibera di
Giunta) non essendo altrimenti possibile effettuare le verifica sulla sua esistenza e conformità da
parte dell’Amministrazione regionale.
I suoi contenuti sono disciplinati dall’art.30 della L.R. 9/05 che di seguito si riporta, ed in particolare
dal comma 9:
                                                         Art. 30
                                       (Disposizioni in materia di opere pubbliche)
1. Nelle more dell'adozione di apposita normativa in materia, le opere ed i lavori pubblici seguono, in quanto
  compatibili, le norme previste dalla legge regionale 26 giugno 1980, n. 88, dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, dal
  decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, dal decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n.554, dal
  decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, dalla legge regionale 31 gennaio 2002, n. 5 e dal
  decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 30. Per interventi attuati con finanziamenti regionali, anche parziali, si
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  applicano, altresì, le disposizioni di cui al presente articolo.
2. Al fine di consentire agli enti locali di attuare la normativa di cui all'articolo 183 del decreto legislativo 18 agosto
  2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), anche per le attività finanziate con fondi a
  carico del bilancio regionale, fermo restando quanto disposto dall'articolo 37 della legge regionale 20 novembre
  2001, n. 25 (Norme in materia di programmazione, bilancio e contabilità della Regione), i finanziamenti loro
  concessi, e da loro utilizzabili solo con procedura di gara, sono confermati negli esercizi finanziari successivi a
  quello relativo all'anno di finanziamento.
3. Il mantenimento in bilancio per gli esercizi successivi, nei limiti delle sole quote che vengono a scadenza in
  relazione agli adempimenti richiesti dall'articolo 6 della l.r. 88/1980, è subordinato alla comunicazione dell'avvenuto
  perfezionamento dell'obbligazione di spesa verso terzi, che deve pervenire all'assessorato promotore del
  finanziamento, entro il 15 ottobre:
  a) dell'esercizio successivo a quello:
     1) del finanziamento, per i finanziamenti in conto capitale;
     2) dell’inizio dell’istruttoria di concessione del mutuo da parte dell'istituto di credito, per i finanziamenti in conto
          mutuo;
  b) del secondo esercizio successivo a quello del finanziamento, nel caso di particolari e complesse opere e per le
     quali così sia previsto dal provvedimento di concessione del finanziamento.
4. In relazione a quanto previsto al comma 3 e fatto salvo quanto previsto al comma 5, l'autorizzazione alla spesa
  decade, ed il finanziamento deve intendersi revocato, se non perviene la comunicazione di cui al comma 3 entro la
  data fissata.
5. Il direttore regionale competente per materia, può concedere, con provvedimento motivato, una proroga del termine
   per la comunicazione di cui al comma 3, su istanza del soggetto finanziato da far pervenire entro i quindici giorni
   successivi alla data di scadenza del termine medesimo.
6. I responsabili dei procedimenti di spesa sono tenuti a vigilare sul rispetto dei termini fissati.
7. Gli enti locali sono autorizzati, per i finanziamenti richiamati al comma 1, a considerare quale titolo giuridico
  previsto dall'articolo 179, comma 2, del d.lgs. 267/2000, il provvedimento di concessione del finanziamento.
8. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche ai soggetti privati destinatari di
   finanziamenti regionali.
9. Per le opere ed i lavori pubblici il cui importo a base di gara non è superiore a 500 mila euro, il responsabile
   unico del procedimento della stazione appaltante presenta apposita dichiarazione attestante:
   a) la rispondenza del progetto alle finalità del finanziamento concesso dalla Regione;
   b) la rispondenza del quadro economico a quanto riportato in sede di finanziamento regionale;
   c) la completezza degli elaborati progettuali rispetto a quanto previsto dalle vigenti normative;
   d) il possesso di tutte le autorizzazioni e i pareri necessari per la realizzazione dell’opera;
   e) l’avvenuta approvazione del progetto da parte della stazione appaltante con relativa copertura finanziaria;
   f) la conformità dei prezzi di elenco al prezziario regionale o, nei casi di nuovi prezzi, la validità delle relative
      analisi dei prezzi.
Il CUP serve ad identificare ogni “progetto di investimento pubblico”

                                                     Legge n. 3 del 2003
                                                       ARTICOLO 11
                                   Codice unico di progetto degli investimenti pubblici
“ 1. A decorrere dal 1º gennaio 2003, per le finalità di cui all’articolo 1, commi 5 e 6, della legge 17 maggio 1999,
n. 144, e in particolare per la funzionalità della rete di monitoraggio degli investimenti pubblici, ogni nuovo progetto
di investimento pubblico, nonché ogni progetto in corso di attuazione alla predetta data, è dotato di un «Codice unico
di progetto», che le competenti amministrazioni o i soggetti aggiudicatori richiedono in via telematica secondo la
procedura definita dal CIPE.
 2. Entro il 30 settembre 2002, il CIPE, acquisito il parere della Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, disciplina le modalità e le procedure necessarie per l’attuazione del comma 1”.



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Il CUP, per i progetti pubblici di lavori, deve essere richiesto dall’amministrazione aggiudicatrice
entro la data di emissione dei provvedimenti amministrativi che ne determinano il finanziamento
pubblico o, nel caso di finanziamento pubblico indiretto, ne autorizzano l'esecuzione.
Per qualsiasi ulteriore informazione sul CUP si può contattare il numero verde 800-961966 o la e-
mail cup.helpdesk@tesoro.it.
Il CIG è il codice identificativo della gara di appalto
Tale codice è attribuito dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
che ha stabilito, con delibera del 1 marzo 2009, quanto segue:

                        Attuazione dell'art. 1, commi 65 e 67, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
…..
                                                          Articolo 1
                                              Soggetti tenuti alla contribuzione
1.    Sono tenuti a versare un contributo a favore dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e
      forniture, nell'entità e con le modalità previste dal presente provvedimento, i seguenti soggetti, pubblici e privati:
  a) le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori di cui agli articoli 32 e 207 del decreto legislativo 12 aprile
    2006, n. 163;
……
                                                     Articolo 3
                               Modalità e termini di versamento della contribuzione
1.  I soggetti di cui all'articolo 1, lettera a), del presente provvedimento sono tenuti al pagamento della contribuzione
   all'atto dell'attivazione delle procedure di selezione del contraente. Il termine di pagamento, fissato in trenta giorni,
   decorre dal momento dell'attribuzione, da parte dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi
   e forniture, del codice di identificazione del procedimento di selezione del contraente (CIG), che deve essere
   riportato nell'avviso pubblico, nella lettera di invito o nella richiesta di offerta comunque denominata.
   L'attribuzione del predetto codice di identificazione va richiesta anche per le procedure esonerate
   dall'obbligo di contribuzione.
…….
4.   Per le procedure di selezione del contraente, per contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, suddivise in più
   lotti, le stazioni appaltanti sono tenute a corrispondere il contributo secondo l'importo totale posto a base di gara ai
   sensi dell' Art. 2, comma 1; gli operatori economici che partecipano a uno o più lotti devono versare il contributo
   per ogni singolo lotto in ragione del relativo importo.

Per maggiori informazioni si consulti il sito www.autoritalavoripubblici.it




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EROGAZIONI
Le erogazioni, compatibilmente con il rispetto delle quote di finanziamento sulle diverse annualità
che contribuiscono ai programmi straordinari, sono effettuate ai sensi dell’art.6 della L.R. 88/80
(come sostituito dall’art. 32 della L.R. n°15/07) e del comma 4 dell’art. 39 della L.R. 6/99che di
seguito si riporta:
                                                     Art. 6, L.R. 88/80
                                                  Erogazione dei contributi
1. Per le opere ammesse a contributo in conto capitale, le somme relative al finanziamento regionale sono messe a
  disposizione dell’ente interessato secondo le seguenti modalità:
  a) per il 60 per cento alla presentazione del verbale di consegna dei lavori e del contratto d’appalto;
  b) per il 20 per cento alla presentazione della dichiarazione del direttore dei lavori attestante il
    raggiungimento del 50 per cento dello stato di avanzamento dei lavori;
  c) per il 20 per cento, o per il minore importo necessario, a seguito dell’inoltro dell’atto di definizione ed
    approvazione della spesa complessiva effettivamente occorsa per la realizzazione dell’opera.
2. I contributi in conto mutuo sono erogati con decorrenza dalla data di inizio dell’ammortamento del mutuo.
3. Le percentuali di cui al comma 1 ed i contributi di cui al comma 2 sono calcolati sull’intero ammontare
  dell’importo finanziato detratto il ribasso d’asta, ed IVA corrispondente, praticato dalla ditta aggiudicataria
  dei lavori.


                                                Comma 4, Art. 93, L.R. 6/99
4. Le spese di realizzazione non possono superare, per la parte a carico del finanziamento regionale, l’importo del
  quadro economico preventivato o quello minore eventualmente riconosciuto dalla Regione. Per l’esecuzione di
  varianti in corso d’opera ovvero di lavori complementari, nei limiti rispettivamente previsti rispettivamente
  dagli articoli 132 e 57, comma 5, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163 (Codice dei contratti pubblici relativi
  a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) e successive modifiche possono
  essere utilizzate le risorse derivanti da eventuali ribassi d’asta, previa autorizzazione regionale 3.
* tutti i richiami alla Legge 109/94 si intendono ovviamente da aggiornare con riferimento al decreto legislativo 12
aprile 2006 n. 163 “Codice dei contratti pubblici”. In questo caso il riferimento è all’art. 132.
** l’art. 70 della L.R. 11/1997 è stato abrogato dall’art.64 della L.R. 25/2001
Per evidenti motivi pratici è necessario che l’Ente beneficiario (nella persona del RUP) indichi in
maniera univoca (es. mediante indicazione del numero di iscrizione al pertinente Albo
professionale) il direttore dei lavori in via preventiva rispetto l’invio della dichiarazione del direttore
dei lavori attestante il raggiungimento del 50 per cento dello stato di avanzamento dei lavori,
ovvero accompagni quest’ultima con una propria dichiarazione di conformità.




3
    Previsione riformulata dal c. 40 dell’art. 1 della L.R. 3 del 10 agosto 2010
3° versione – 28/8/10                                                                                                   6

				
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