OCCIDENTE N°13 (IV) 14/06/2012
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Agenzia di informazione diretta da Guido Virzi Bisettimanale di formazione e controinformazione.
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CI SIAMO : Monti si prepara a svendere l’argenteria di famiglia (Pag. 4)
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“Occidente non è solo storia e geografia. E’ Tradizione, è Pensiero e capacità di lotta
tenace, è Legge e sguardo rivolto al Cielo. E’ insegnamento al mondo. E’ Civiltà”.
Palermo-------------------n° 13------------14 Giugno 2012
Non ci sentiamo di affermare che una
Legge contro la corruzione pubblica,
in questo tristo periodo della storia
italiana, sia un fuor d’opera, un
minus, una perdita di tempo. Perché i
livelli della corruzione pubblica
italiana sono stati effettivamente in
grado di alterare in negativo i Bilanci
dello Stato ed il vizietto è esteso fino
ai più piccoli Comuni, come una
sorta di “prassi normale” non scritta,
come un costo aggiuntivo, da
preventivarsi, per ogni spostamento
di denaro pubblico in qualsiasi
direzione, dalle più elementari
forniture, fino ai servizi essenziali ed
ai grandi appalti. Utile anche che sia
stato introdotto il reato di
“induzione” per far emergere la
filiera non virtuosa di tutti gli
intermediari che favoriscono
l’incontro clandestino e torbido tra
pubblici amministratori e società
private in cerca di affari. Ma la “non
candidabilità” ad elezioni di qualsiasi
livello di personaggi colpiti da
condanna definitiva non è certamente
la panacea di tutti i mali italiani.
Perché una condanna è definitiva, in
Quest’Europa è nata proprio per i piedi. Figlia, evidentemente, di genitori poco Italia, quando arriva una sentenza
“compatibili”. L'Europa è un'Istituzione acefala perché è nata senza un progetto a della Cassazione. Per cui era e resta
candidabile, ad esempio, un
lungo termine e senza un Dna definito e univoco come deve avvenire per ogni corpo
parlamentare già condannato in
sociale: dalla polisportiva di quartiere agli Stati Uniti d'America. Il Dna è l'essenza
primo grado ma che ha presentato
delle Costituzioni e degli Statuti così come le conoscenze di anatomia e di fisiologia
appello; ed anche, ovviamente,
sono i fondamenti delle scienze mediche. Un'Unione di Stati non si costituisce
sempre per esempio, un deputato
assemblando ragionieristicamente e diacronicamente alcuni nuclei estrapolati "a
condannato pure in Appello, ma che
caso" dalle Costituzioni dei vari popoli senza avere, prima, concordato le linee
ha presentato ricorso in Cassazione.
essenziali della nuova politica economica, giuridica, morale, comportamentale (sia Il che, conoscendo anche di striscio, i
nazionale che sovranazionale e universale). Ogni popolo doveva trasferire al tempi della Giustizia italiana,
corredo cromosomico della istituenda nuova realtà "globale" europea i propri significa anni ed anni di attesa, nel
specifici geni “nazionali”per costruire un Dna condiviso e univoco da cui sarebbe corso dei quali il teorico “Colpevole”,
nata la nuova realtà statuale europea. Se non si inizia una nuova gestazione politica, può mantenere NON il suo “impiego”
economica, giuridica, morale, non si può sperare nel miracolo della nascita degli ma una posizione preminente di
Stati Uniti d'Europa. Se si vuole che gli attuali stati-membri dell'Ue non si prestigio ed autorevolezza “dentro” il
accapiglino attorno al feticcio dell'euro (moneta troppo ambiziosa per l'Italietta cuore delle nostre Istituzioni. Un
ancora balbuziente e claudicante) bisogna subito azzerare il mostro economicistico- rischio che ci appare sproporzionato.
bancario-finanziario (senza cuore né anima) e iniziare umilmente a porre in Ed una Cautela, di converso,
cantiere la mai nata Costituzione Europea. Teneno conto che il “risultato” cioè assolutamente lenta e fragile, tenendo
l’Europa Comunitaria NON PUO’ comportarsi da elemento ostile contro le Nazioni conto del “Bene” che sarebbe da
che l’avevano concepita come una marcia in più e non certo come una mordacchia. preservare. E tutto ciò col dubbio
Altrimenti continueremo a naufragare in quel mare del nulla che è l'euro: idolo e fondatissimo che al Senato la legge
Leviatano al quale stiamo immolando la vita e le speranze di interi popoli in pena e possa essere cambiata (e costretta
in pericolo quali sono la Grecia, il Portogallo, l'Irlanda, la Spagna e, purtoppo, dunque a ritornare alla Camera) e
l'Italia. Teoricamente, la costruzione dell'Europa Unita si basa sul postulato che si che la sua reale applicazione possa
può regolare la produzione con mezzi monetari. Ma basta enunciare il postulato per partire addirittura dal 2018 a meno
vederne l'inconsistenza. E basta osservare le presenti convulsioni della UE per che il Governo (da qui ad un anno)
capire che i giochetti della Finanza sono in grado di scompigliare tutte le carte, non intervenga con ulteriori
lasciando sul terreno un unico Vincitore e tanti sconfitti “livellati”. atti…Campa cavallo….
-NO LIMITS-
° Sempre giudicati
pretestuosi, ultronei,
stupidi i discorsi
sessisti del tipo CHI fa
meglio COSA...
Ma parlando di Pari
Opportunità ci pare
che la Marcegaglia, la
Bindi, la Fornero, la
Merkel, la Carlucci, la
Tarantola e la
Lagarde abbiano
dimostrato
abbondantemente che
con poco sforzo
relativo, in Politica ed
in Finanza, le Donne
possono benissimo
mettere in
discussione il primato
del maschio ...nel fare
QUESTO E’’ UN GOVERNO STRANIIERO
QUESTO E UN GOVERNO STRAN ERO lo Stronzo. Ogni
barriera è caduta....
Alla N° 2 di Bankitalia il Comando sulla RAI
-di Luigi Cardarelli-
Se Mario Monti restasse ancora premier, metterebbe forse dei banchieri pure al
posto dei chirurghi nelle sale operatorie; magari ne distribuirebbe ad libitum anche
nel "grande fratello" o nell'isola famosa. Nulla secondo Lui, può prescindere
dall'autorità della pecunia e dagli Unti che la governano. Volevo quasi scriver Unni.
Visto il disastroso dato odierno sul pil, qualcuno dei guru economisti potrebbe
ricordargli la nota curva del nobel russo Laffer: quella secondo cui all'aumento della
emente
tassazione diminuisce conseguentemente il gettito totale! Ed ecco allora che il
professore da Bocconi ci mette una banchiera tal Tarantola, sull'ultraricca poltrona
di comando a via Mazzini, facendola ordunque divenire davvero Bankrai.
ankitalia
Una che proviene da Bankitalia appartiene alla creme della creme dei boiardi e dei
signori del denaro. Alla casta delle caste, ai veri adoratori del vitello d'oro. Proni
p particolare dna tutto diverso da
servitori dello stato dell'usura, gente che possiede un partic
noi miserabili mortali. Sono quelli che nell'estate del 92 riuscirono con Ciampi a
mangiarsi 60mila miliardi delle vecchie lire per difendere senza speranza la moneta
traballante dagli speculativi attacchi del possente marco.Roba da profani ignoranti.
dalla
La signora Tarantola ci dicono indagata dal procura di Trani si occupava della
vigilanza:impegnata cioè a sorvegliare con ferocia Mps, Unipol e Unicredit.Inoltre a
contrastare tutte le lordure compiute dal governatore Fazio e Fiorani, da Profumo,
da Geronzi coi bond della Parmalat.
llini,
Poi di Ponzellini, Consorte, Mussari e l'intera compagnia. Invece d'abbassare
i milionari stipendi della Rai o di venderla per ridurre il debito, il governo in
carica sta gente qua la metterà nel consiglio d'amministazione?Sembra d'udire
uitato
la tetra profezia del perseguitato Ezra Pound che ammoniva, "l'usuraio
distruggerà ogni ordine sociale, ogni decenza, ogni bellezza".Nessuna
meraviglia neppure che il gran patriota Giorgio abbracci calorosamente proprio e
solo Gigi Buffon, il super giocatore..
Ridicoli gli aiuti
europei per l’Emilia
L’Unione Europea interverrà in Emilia Romagna. L’aiuto di Bruxelles per
cercare di risollevare una delle regioni più produttive del paese dalla tremenda mazzata del
terremoto potrebbe consistere in 150 – 200 milioni di euro dal Fondo di Solidarietà. Poi si potrebbe
stornare il 4 per cento del Fondo di Sviluppo Rurale (FEASR) per un importo di 100 milioni di euro e si
potrebbero rassegnare i fondi dei Programmi Operativi del FESR e del FSE. In tutto, a volere essere
e
ottimisti, 300-350 milioni di euro a fronte di 5 miliardi di danni. Aiuti marginali. Povere inadeguate
cose. Bazzecole che, peraltro, si potranno spendere chissà quando a causa della macchinosità delle
norme di erogazione dei fondi europei che Bruxelles impone. Vergogna. Europa vergogna. Pensare
he euro.
che l’Italia è contribuente netto nei confronti dell’Unione Europea per circa 5 miliardi di euro
Inadeguato, gelido, teorico, Monti va perdendo
m pure le alleanze che potevano apparire “naturali”
Grande notizia: Mario Monti prova qualche sentimento. Uno solo, per il momento:
il nervosismo. Abituati alla monotonia della sua voce, immutabile quando parla agli squali della
finanza come agli sfollati del terremoto, siamo colpiti nel vederlo in videoconferenza stirare la bocca
sostegno
in un’espressione infastidita. È nervoso per avere perduto il sostegn dei poteri forti. Nell’ordine:
il Corriere della Sera e Confindustria.
Il Corriere ha ospitato per anni gli articoli del Professore che spiegava alla serva Italia come uscire
dalla crisi, mentre adesso preferisce le scudisciate di economisti come Alesina e Giavazzi: Monti
aveva tentato di neutralizzarli cooptando uno di loro come consulente del governo, una sorta di europea,
Un’ingerenza europea,
«ministri ombra» assieme a Enrico Bondi e Giuliano Amato Tentativo velleitario, privo di effetti,
Amato. …e quello ?
nulla di grave…
che già denotava una forte difficoltà.
Confindustria doveva essere il grande alleato per dare la spallata al sistema irriformabile: pensioni,
welfare, lavoro, fisco. Un alleato naturale, visto che Monti è il numero uno della Bocconi, la fucina
che dovrebbe forgiare il nostro mondo imprenditoriale. In realtà, questa alleanza è tutt’altro che
scontata. La Bocconi non forma imprenditori, ma esperti di finanza, e la finanza – non l’economia
reale – è l’orizzonte del premier.
Monti è l’uomo della finanza, delle banche, non della produzione, della manifattura, degli scambi
reali di beni. Pensare di avere Confindustria a fianco soltanto in virtù di una contiguità lobbistica è
stata una grande ingenuità, e il nodo è venuto al pettine. Le imprese hanno visto svanire anche il
viluppo,
decreto sviluppo, e ci si chiede che cosa ci stia a fare al governo un ministro allo Sviluppo (e che tra
l’altro viene proprio dal mondo bancario).
Ora Monti è l’ennesimo premier della storia d’Italia che tira a campare. La sua
prospettiva è arrivare a ottobre, all’apertura del semestre bianco quando le Camere non possono
più essere sciolte, e attendere che il prossimo Parlamento – verosimilmente a maggioranza di
centrosinistra – lo elegga successore di Napolitano come «presidente di garanzia».
Monti ha fallito. Lo spread è a livelli «berlusconiani». Il Paese è stremato. Le previsioni sul
bilancio pubblico sono sballate. La lotta all’evasione una chimera. La Rai non si tocca, al pari
dell’assetto istituzionale, del sistema elettorale, del finanziamento ai partiti. Nelle prime settimane a
Palazzo Chigi, Monti batteva i pugni sul tavolo, diceva «il premier sono io» e distribuiva tasse, tagli
alle pensioni, recessione mettendo in riga ministri e partiti. Ora non lo fa più e il governo è
ove
diventato un campo di battaglia sanguinoso dove i ministri litigano un giorno sì e l’altro pure.
dell’Isteria.
Monti è nervoso. Il Paese lo è da tempo. Anzi, è sull’orlo dell’
Annunciata la Svendita per necessità di Beni
Immobili dello Stato e di altri Enti, ed
immetteremo sul Mercato pure alcune
Aziende di Servizi. Italia all’asta…
Il Prof: "Pronti a vendere gli asset
pubblici". In vista la cessione pure di
servizi e Aziende di Comuni e Regioni
CI SIAMO. Monti, in vista del vertice europeo del 28 giugno, dal quale teme bacchettate dell’UE
sui nostri “ritardi” , lancia ai partiti che lo sostengono (ormai immusoniti e brontolando)
l'ennesimo appello alla coesione. Poi annuncia: potremmo vendere quote del patrimonio pubblico pubblico.
E siamo al punto : vendiamo l’argenteria di famiglia… L'obiettivo ufficiale è quello di valorizzare i
beni del patrimonio pubblico, cederli e fare cassa. Naturalmente a titolari di forti concentrazioni di
capitali…Che, ovviamente, tenderanno a fare buoni affari. Scartando le offerte poco interessanti e
mirando a quelle capaci di produrre quel Lucro che noi non siamo riusciti a realizzare. Per fare
questo il governo metterà a disposizione 3 miliardi e mezzo e subito dopo l'estate si potrà partire.
L'idea di Monti, come riporta il Corriere, è di istituire tre fondi: uno, di 1 miliardo di euro, sarà
to
gestito dalla Cassa depositi e prestiti che dovrà acquisire da Comuni, Province e Regioni beni
immobili che verranno ristrutturati, eventualmente modificati nella destinazione d'uso e collocati
sul mercato. Un altro fondo, nelle mani dell'Agenzia del Demanio, a avrà l'obiettivo di riappropriarsi
dei beni che furono trasferiti dallo Stato agli enti locali, che però non avendo soldi a disposizioni
non sono stati valorizzati. Il governo mette a disposizione di questo fondo un altro miliardo e
edere
mezzo che servirà a procedere nella dismissione, restaurazione e di nuovo l'immissione sul
mercato. Il terzo fondo sarà un fondo comune mobiliare, destinato cioè ad acquisire azioni. Anche
abba gestito dalla Cassa depositi e prestiti, ma attraverso il Fondo Strategico Ital
questo sarà Italiano: con
un miliardo di euro dovrà agevolare la dismissione delle agenzie controllate dai Comuni che
svolgono servizi pubblici locali. E Monti è stato ancor più preciso : tenteremo di vendere anche
nostri
Aziende Municipalizzate e Società di servizio che i nostr Comuni e le nostre Regioni non sono
riusciti a far decollare. L’idea era e resta che “I Privati le sapranno mettere a regime e le faranno
.
fruttare”. Nel senso che riusciranno a guadagnarci facendo pagare molto di più l’utenza. Anche
perché si tratterà , magari, di succursali italiane di grandi Società Estere che non si porranno mai
il problema della “popolarità” d’una tariffa perchè…voti non ne debbono cercare.
ultra-liberal che
Il tutto perfettamente in linea col “privatismo” di questa classe dirigente d’Alieni ultra
al termine di tutto privilegiano la logica dell’Utile e del Profitto invece di quella del Pubblico
Servizio DOVUTO a tutti i Cittadini.
Era stata la prima Contestazione di principio che avevamo fatto alla nascita di questo Governo
a
Gelido (“Penisola soleggiata vendesi”) e la facile profezia ecco che arriva, puntuale, al suo
appuntamento sulla scena della nostra Italia malgestita e malfunzionante : vendiamo i gioielli di
con
famiglia. Come capita ai pignorati. Ai falliti. Cominceremo con cose piccole, c bruscolini.Con
piccoli appezzamenti di terreno e immobili in abbandono. Poi ci distrarremo; perché avremo
accettato il principio. Sarà allora che alieneremo ben altro. Magari pezzi di memoria civica
celebri.
collettiva. Magari pezzi di Memoria. Magari Siti celeb
Perché il nostro Disavanzo è tale da poter giustificare qualunque follia, qualunque affronto. Ed
una volta presa la china e l’abbrivio chi può mai dire se ci si fermerà mai e “a che punto”? Frenare
motto
in discesa è più duro..Chi vende scende, diceva un mot popolare. E chi acquista in queste
condizioni fa sempre degli ottimi affari. Che, forse, era esattamente il punto a cui, strategicamente
si voleva arrivare…E vedrete, vedrete: QUESTO, per “alcuni” sarà l’Affare del Secolo. Ed avverrà
proprio QUI sotto i nostri occhi. E quando avverrà….”sarà tutto legale”…
sciremo
Usciremo da questa crisi bestiale che ci sta affettando in tranci solo con un atto
sovrano dello Stato. Non i tecnici, e nemmeno i partiti, ma Sua Maestà lo Stato .L’unico argine allo
strapotere delle banche e al mix internazionalista di ideologia, rating e finanza è lo Stato. L’unico
spone
soggetto che dispone di una forza per poter fermare la scalata del debito, l’aggressione all’economia
reale, l’unico potere legittimo che si può opporre a poteri forti larghi e lunghi è lo Stato. E lo Stato
può frenare, cancellare perfino, il debito, anche quello con se stesso. Occorre uno strappo e una
strategia, occorre un atto di forza per poter praticare il principio evangelico: rimetti a noi i nostri
debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Ingabbia il debito. Questo vale per l’Italia, e vale per
la Spagna, per la Grecia, probabilmente varrà per la Francia e per altri Paesi europei.
L'unica salvezza è lo Stato. Sappiamo quanto spiazzi chi proviene da esperienze liberiste, leghiste,
individuale o di mercato. Non stiamo
antistataliste e chi crede che tutto si risolva in privato, a livello i
sognando lo Stato imprenditore o lo statalismo debordante del passato. Pensiamo allo Stato
autorevole decisore, che poggia sul principio di sovranità nazionale e popolare e lo fa valere. Bisogna
noi.
ripartire da lì. Sarà l'ultima chiamata per lo Stato. E per no Per dargli un Volto Nuovo.
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