cronopsicologia lezione 14

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cronopsicologia lezione 14 Powered By Docstoc
					       FUNZIONE DEL SONNO


 Un metodo efficace per determinare in maniera
indiretta le funzioni di un organo, di un sistema o
    di un comportamento è quello di rimuovere
     l’organo o il sistema o impedire quel dato
  comportamento osservandone le modificazioni
                      intervenute


            Paradigma “estirpazione”
 utilizzato in scienze biologiche apportato con
         successo allo studio del sonno
DEPRIVAZIONE DI SONNO



     TOTALE

     PARZIALE

     SELETTIVA
           DEPRIVAZIONE TOTALE
                  (DTS)


 RINUNCIARE TOTALMENTE A DORMIRE

Completa assenza di qualsiasi tipo di sonno
per studiarne le conseguenze su variabili:
•fisiologiche
•prestazioni cognitive
•comportamentali e motorie
•tono dell’umore
             LUNGHEZZA DELLA VEGLIA


Durata della veglia indice fondamentale per gli effetti della
deprivazione di sonno:

Pilcher e Huffcut, (1992) DTS a lungo termine > 45 ore


           Durata minima non in totale accordo


Babkoff et al., (1985) peggioramenti anche dopo DTS < 45h
         VARIABILI IN GRADO DI DETERMINARE
         L’IMPATTO DELLA DTS SULLE PRESTAZIONI
         COGNITIVE E SUI LIVELLI DI SONNOLENZA

Lunghezza veglia

Influenze circadiane                           Fatica

                                    Rumore, esercizio fisico
Variabili situazionali
                                     Temperatura, farmaci

                                  Interesse, motivazione, esperienza,
Caratteristiche soggetti          età, personalità, tipologia circadiana,
                                         Brevi\lunghi dormitori

                                 Durata del test, complessità,
Caratteristiche dei test                livello di abilità,
                           memoria a breve termine, misure ogg. e sogg
                                                EEG
             CONCLUSIONI



Assicurarsi che i soggetti siano stati realmente
               deprivati di sonno

 Tener conto dell’andamento circadiano delle
                 prestazione

             Variabili situazionali

          Differenze psicofisiologiche
    DEPRIVAZIONE PARZIALE DI SONNO
                 (DPS)



Riduzione della durata complessiva del sonno non limitata
            ad uno specifico stadio del sonno


       Esistenza di una quantità ottimale di sonno?



                Differenze inter-individuali
                     DURATA DPS



             •DPS breve termine = 1-2 notti

             •DPS lungo termine = es. 60 gg


•DPS acuta: restrizione improvvisa da 8 a 4 ore di sonno
per notte

•DPS progressiva: da 8 a 7 a 6 a 5 a 4ore nel corso di notti
successive
  DEPRIVAZIONE SELETTIVA DI SONNO


   Deprivazione di uno specifico stadio del sonno che
 permetta di ridurre al minimo o abolire la fase di sonno
stessa senza modificare il TTS ed evitando di alterare la
        normale architettura della notte di sonno


                Deprivazione sonno REM

                Deprivazione sonno NREM
               TECNICHE E CRITERI DI
              DEPRIVAZIONE SELETTIVA


                                 Invio di stimoli sonori
Tecniche non invasive            Brevi scosse elettriche




                         Generalmente usato per deprivazione di
Tecnica dei risvegli                     sonno REM
                            Svegliare il soggetto ogni volta che
                        la registrazione poligrafica indica l’esordio
                                       del sonno REM
                      DS REM


         Tecnica risveglio impatto notevole:
         •Sul tempo totale di sonno,
         •Sull’architettura del sonno
         •Aumento veglia intrasonno
         •Aumento stadio 1
         •Frammentazione del sonno



Tecnica non invasiva per DS sonno REM non impedisce il
                        risveglio
           Criteri in base ai quali applicare la
            tecnica di deprivazione selettiva



a) Criteri che sottostimano la durata del sonno REM

b) Criteri che sovrastimano la durata del sonno REM

c) Criteri che stimano correttamente la durata del sonno REM

d) Criteri non valutabili
     DS sonno onde lente


Pochi studi

Notevoli problemi metodologici

Non utilizzabile tecnica del risveglio
                TECNICHE E CRITERI DI DS SWS


STIMOLI ACUSTICI:

 Somministrazione di toni di intensità variabile incrementata nei casi in cui il
soggetto mostri abitudine

 Stimolazione uditiva mantenuta fino all’occorrenza di un arousal
o al cambiamento di stato

 Somministrazione di tono a partire da una certa intensità sogliare,
incrementata se il soggetto non si sveglia e diminuita nella prova successiva
quando il soggetto si sveglia



    Criteri di sovrastima e sottostima SWS generalmente sovrastimato
  STUDI SU ANIMALI
Tecnica di deprivazione totale di
sonno nei ratti
Rechtshaffen anni ’80




                          Piattaforma rotante circolare di c.a
                          45cm
        RISULTATI



•CONSUMO MAGGIORE DI CIBO
•PERDITA DI PESO
•AUMENTO CORTISOLO
•DIMINUZIONE TEMPERATURA CORPOREA
•ARRUFAMENTO DEI PELI
•LESIONI CUTANEE
•MORTE
DEPRIVAZIONE SONNO REM
              RISULTATI

EFFETTI SIMILI ALLA DEPRIVAZIONE TOTALE
   CON ALLUNGAMENTO DEL PERIODO DI
           MANIFESTAZIONE


LA MORTE SOPRAGGIUNGEVA DOPO CIRCA 40-60 GIORNI
       ESPERIMENTI SULL’UOMO


PRIMI STUDI SU UN SOLO SOGGETTO



         DTS PER 90 ORE CONSECUTIVE




                              PATRICK & GILBERT, (1896)
                                MISURE

Temperatura corporea, ritmo cardiaco, peso corporeo, forza del pugno,
forza di trazione

Tempi di reazione a tasto del telegrafo Morse in risposta a “click” sonori

Test di vigilanza usando tasto del telegrafo Morse rispondendo a
“click” forti e non ai deboli

Stanchezza muscolare misurata attraverso la pressione con un dito in un minuto

Sensibilità al dolore, pressione sul polpastrello attraverso un algometro

Acuità visiva (leggendo alla luce di una candela posta a 25cm di distanza)

Memoria di sillabe senza senso e somma di serie di numeri
il più velocemente possibile per 3 min.
                      Lo studio più lungo:
                     264 ore senza dormire
                                                                      Randy Gardner,
    Secondo giorno:
                                                                            1965
    Sonnolenza
    Difficoltà di accomodazione visiva (occhi pesanti e stanchi)
    Terzo giorno:
    Cambiamenti d’umore, disturbi di coordinazione
    Disturbi del linguaggio (in particolare nella ripetizione di scioglilingua)
    Quarto giorno:
    Irritabile non cooperante
    Disturbi di memoria
    Difficoltà di concentrazione
    “Sogni ad occhi aperti”
    Giorni successivi
    Progressivo peggioramento del linguaggio, flusso del pensiero frammentato
    Peggioramento disturbi visivi
Ore del mattino particolarmente difficili per tutti gli 11 giorni in corrispondenza
dell’aumento della sonnolenza
          RISULTATI FISIOLOGICI

 NORMALE PRESSIONE SANGUIGNA
 ECG NELLA NORMA
 EEG NELLA NORMA A PARTE L’ECCESSIVA SONNOLENZA
 DIMINUZIONE TEMPERATURA cutanea dovuta alla vasocostrizione per
 ridurre la dispersione di calore


 VISITA NEUROLOGICA: GRAVE DETERIORAMENTO
 DELL’ATTENZIONE
 DEL LINGUAGGIO E DELLA MEMORIA


EFFETTI DELLA PERDITA DI SONNO RELATIVAMENTE
MODESTI ECCETTO CHE PER LA CORTECCIA CEREBRALE
          CHE SEMBRAVA LA PIU’COLPITA
               NOTTI DI RECUPERO


PRIMA NOTTE DURATA DI SONNO 14 ORE E 45 MIN.

Disturbi precedentemente manifestati (memoria, linguaggio..)
erano scomparsi del tutto

Due notti successive dormì circa 6 ore in più del solito


            Recupero globale 24% del sonno perso
         NOTTI DI RECUPERO



Quantità di stadio 4 quasi 5 volte superiore al normale

Sonno REM più di tre volte superiore ai valori di base

Solo una piccola parte di stadio 1 e 2 venne recuperata
               CONCLUSIONI


Effetti negativi limitati al cervello e al comportamento

Diminuzione della temperatura corporea ma
con contromisure per ridurre la dispersione di calore

Ritmo circadiano della sonnolenza molto evidente

Prolungato periodo di sonno nel recupero con maggiore
quantità di sonno ad onde lente e REM
          CONCLUSIONI


Nelle successive notti di recupero solo alcuni
tipi specifici di sonno venivano recuperati

In particolare la maggior parte di sonno ad
onde lente e la circa la metà di sonno REM
Deprivazione su più soggetti
          205 ore
     9 giorni di deprivazione (8 notti)



      •Dati fisiologici
      •Endocrinologici
      •Neurologici
      •EEGgrafici
      •Psicologici
      •Comportamentali
      •Sonno di recupero
                   RISULTATI
AUMENTO CONSUMO DI CIBO

SONNOLENZA ESTREMA A PARTIRE DAL TERZO GIORNO CON
IMPOSSIBILITA’ DI LETTURA

DIFFICOLTA’ A RIMANERE SVEGLI IN PARTICOLARE TRA LE 2 E
LE 4 DEL MATTINO

Alterazioni percettive, IRRITABILITA’, PEGGIORAMENTO ALLE
PRESTAZIONI



          AL QUINTO GIORNO MIGLIORAMENTO GENERALE
                 “SVOLTA DEL QUINTO GIORNO”
                  RISULTATI (2)


    Risultati fisiologici non hanno mostrato anomalie dal
                      punto di vista clinico


Valori del sangue e delle urine non hanno mostrato alterazioni
rilevanti

No cambiamenti sensibili della frequenza respiratoria,
cardiaca ed EEG (oltre l’eccessiva sonnolenza)

Diminuzione temperatura corporea (risalita al 5 giorno)
               RECUPERO

     3 NOTTI DI RECUPERO DOVE GLI è STATO
             CONSENTITO DI DORMIRE
12 ORE PER LAPRIMA NOTTE E 9 NELLE 2 SUCCESSIVE


 SENSAZIONE DI BENESSERE GIA’ DOPO LA PRIMA NOTTE
          NORMALIZZAZIONE PRESTAZIONI



             NO RECUPERO STADIO 1 E 2
            RECUPERO MAGGIORE STADIO 4
  SOLO UN TERZO DEL SONNO REM PERDUTO ERA STATO
                    RECUPERATO
                       DUE TIPI DI SONNO

                                  Ripara gli effetti del logorio della veglia sul
                                  cervello si concentra nelle prime ore di
SONNO NUCLEARE                    sonno durante il quale predomina lo SWS
                                  stadio 4, comprende anche una parte del
                                  sonno REM




SONNO OPZIONALE                    Riempie le ore noiose di buio fino all’alba,
                                   influenzato dal ritmo circadiano molto più del
                                   sonno nucleare, sotto il controllo di un
                                   comportamento impulsivo a dormire.


All’inizio della notte sia sonno nucleare che opzionale sono attivi: il sonno nucleare
declina dopo poche ore per lasciar progredire il sonno opzionale.
                   Due tipi di sonnolenza


Nucleare:
espressione della necessità di reintegrazione tissutale del cervello




Opzionale:
fenomeno di tipo appetitivo con significato analogo ai crampi da fame
 Il modo in cui la vigilanza e la sonnolenza fluttuano
 nel corso della giornata dipende in parte, dai fattori
che regolano l’alternanza sonno-veglia, (processo S e
                      processo C).
  Alcuni studi, però, hanno dimostrato che l’arousal
    fisiologico e la spinta al sonno possono essere
 considerati due processi relativamente indipendenti
           (Jones, 2000; Sangal et al., 1992)
Bonnet e Arand (1998), sonnolenza, misurata attraverso il MSLT, variava
in funzione dell’attività precedente. Comportamenti attivanti, prima di
andare a letto, come ad esempio guardare la tv per 25 minuti o
camminare per 5 minuti, induceva un’attivazione fisiologica seguita da una
maggiore latenza di sonno.



Le misure oggettive della sonnolenza sembrano dunque
essere il risultato della combinazione della spinta al sonno e
dell’arousal
                                 Edgar et al., (1993):
l’arousal fisiologico potrebbe mascherare la sonnolenza, scavalcando l’accumulata
                                   spinta al sonno.
    La spinta al sonno potrebbe non esprimersi perché ad essa si opporrebbe un
              processo attivante modulato dal nucleo soprachiasmatico.
      Verosimilmente, possiamo pensare che tra i vari indicatori di sonnolenza,
   potrebbero esservene alcuni come ad esempio la frequenza di ammiccamento
   oculare, particolarmente sensibili a cogliere questo aspetto, come mostrato da
                                    Barbato et al.,
     Rapporto fra ammiccamento oculare e sistema
     dopaminergico confermato da evidenze di tipo clinico in
     patologie che mostrano alterazioni di tale sistema.

                                       BLINK RATE
       DIAGNOSI                                                       AUTORI
                                 Pazienti      Controlli
         Parkinson              11 blink/min < 23 blink/min          Karson, 1983
   Parkinson e levodopa         21 blink/min = 23 blink/min          Karson, 1983
        Huntington              36 blink/min > 24 blink/min          Karson, 1984
       Schizophrenia            31 blink/min > 23 blink/min          Karson, 1983
Schizophrenia in visuo-motor
            task
                               16.6 blink/min > 9.3 blink/min     Mackert et al., 1990

    Myotonic Dystrophy         7.6 blink/min < 17.5 blink/min    Nakayama et al., 1998
                                                                 Deuschl e Goddemeier,
   Generalised dystonia        36.9 blink/min > 11.3 blink/min           1998
     Anorexia nervosa           20 blink/min > 11 blink/min       Barbato et al., 2005
              VARIAZIONE DIURNA
                EYE-BLINK-RATE

      GIOVANI                                 ANZIANI
Andamento diurno costante con
aumento in tarda serata (h           l’ammiccamento oculare
20,30), parallelamente ad un         non mostra una significativa
aumento     della   sonnolenza       variazione diurna.
soggettiva.




Aumento     attività  centrale
dopaminergica per contrastare    appiattimento del ritmo circadiano
la sonnolenza. (Barbato et al,   dell’attività dopaminergica centrale
2000)
Andamento
diurno
ammiccamento
oculare nei
giovani




                            20
                            18
                            16
                            14
Andamento
                Blink/min




                            12
diurno                      10
                             8
ammiccamento                 6

oculare negli                4
                             2
anziani                      0
                                 10.00   13.30   17.00   20.30
    VARIAZIONE DIURNA EBR IN GIOVANI ADULTI


                                    CIRCADIANO E OMEOSTATICO
                                         Barbato et al., 2006

FATTORE CIRCADIANO
     Barbato et al., 2000

Andamento diurno costante con
  aumento in tarda serata (h
 20,30), parallelamente ad un
   aumento della sonnolenza
          soggettiva.



   Aumento attività centrale
dopaminergica per contrastare la
sonnolenza. (Barbato et al, 2000)

				
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posted:6/11/2012
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