RAPPORTI TRA STATO EC HIESA by MLV6i9x

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									                                        RAPPORTI TRA STATO E CHIESA
                                    Dallo Stato confessionale allo Stato laico

          Il Regno d’Italia proclamato nel 1861 aveva come costituzione lo Statuto Albertino, concesso da
Carlo Alberto di Savoia al Regno di Sardegna nel 1848 ed esteso poi al Regno d’Italia. L’art. 1 dello Statuto
stabiliva che la religione cattolica, apostolica romana era la sola religione di Stato. L’Italia era,
dunque, uno Stato confessionale nel senso di avere, appunto, una religione di Stato.
          Tuttavia i rapporti tra il nuovo Regno d’Italia e la Chiesa Cattolica erano piuttosto tesi in quanto
all’unificazione mancavano i territori soggetti al dominio temporale del Papa: il Regno d’Italia aspirava
all’annessione dello Stato pontificio, mentre il Papa Pio IX non era intenzionato a rinunciare alla propria
sovranità temporale. Da qui la cosiddetta “questione romana” che esplose quando lo Stato italiano, nel
1870, occupò Roma proclamandola Capitale del Regno d’Italia. Per compensare il Pontefice della perdita del
potere politico venne approvata una legge (legge delle guarentigie) che gli riconosceva importanti
prerogative: l’inviolabilità della persona con gli onori sovrani, il possesso dei palazzi del Vaticano, del
Laterano e la Villa di Castelgandolfo, una cospicua dotazione annua e la piena libertà di svolgere la propria
missione spirituale nell’Italia e nel mondo. Il Papa non accettò, considerando come un atto arbitrario
l’occupazione da parte dello Stato Italiano ed anzi vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica (bolla “Non
expedit”).
          La questione romana fu risolta solo con i Patti Lateranensi sottoscritti l’11 febbraio 1929 tra lo
Stato, rappresentato dal primo ministro Benito Mussolini e la Chiesa, rappresentata dal cardinale Gasparri,
Segretario di Stato del Vaticano. Nei patti, composti da tre documenti (un Trattato, un Concordato e una
Convenzione finanziaria) si ribadiva che la sola religione statale era quella cattolica; lo Stato rinunciava alla
propria sovranità sul territorio della Città del Vaticano a favore del Papa; si regolavano anche molte altre
materie, fra cui l’obbligo dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali, il riconoscimento
degli effetti civili del matrimonio cattolico (matrimonio concordatario), agevolazioni fiscali per gli enti
ecclesiastici e sovvenzioni per i parroci da parte dello Stato (cosiddetta “congrua”). Firmando tali accordi, il
Capo del Governo Benito Mussolini si augurava di poter acquistare la simpatia e l’appoggio della Chiesa nei
confronti del fascismo e di liberare il campo da un potenziale avversario politico. Il Papa, dal canto suo,
affermò con soddisfazione che attraverso i Patti Lateranensi si era “ridato” Dio all’Italia e l’Italia a Dio.
Mussolini venne così considerato non solo il restauratore dell’ordine sociale ma anche dei valori religiosi e
morali.
          La nostra attuale Costituzione ha assunto una posizione neutrale in materia religiosa, garantendo a
tutti il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa (Stato laico):
 - afferma il principio dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge “senza distinzione di religione” (art.
     3 Cost.);
 - afferma che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” (art. 8 Cost.);
 - afferma il principio della libertà di religione (art. 19 Cost.: Tutti hanno diritto di professare liberamente
     la propria fede religiosa…);
 - stabilisce che “lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e
     sovrani” (art. 7, 1° comma, Cost.).
          Tuttavia la Costituzione ha riservato alla Chiesa Cattolica una posizione privilegiata rispetto alle altre
confessioni religiose, stabilendo all’art. 7, 2° comma, che i rapporti tra lo Stato e la Chiesa “sono regolati dai
Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di
revisione costituzionale”. Con ciò la Costituzione aveva implicitamente ribadito la validità di quanto previsto
dai Patti Lateranensi del 1929: in particolare rimaneva ancora applicabile l’art.1 del Trattato che considerava
la religione cattolica come sola religione dello Stato. Si trattava, dunque, di una soluzione di compromesso
che contrastava con l’insieme dei principi costituzionali.
          Tale incongruenza è stata definitivamente superata con l’accordo di modifica dei Patti Lateranensi
firmato il 18 febbraio 1984: scompare l’affermazione che la religione cattolica è la sola religione dello Stato
ed è solennemente proclamato il principio della libertà religiosa che sia lo Stato che la Chiesa sono tenuti a
rispettare; la religione cattolica rimane materia scolastica ma l’insegnamento non è più obbligatorio bensì
facoltativo; i benefici fiscali per gli enti ecclesiastici sono stati ridotti; la Chiesa Cattolica non dipende più
economicamente dallo Stato ma si autofinanzia con le offerte dei fedeli, fiscalmente detraibili; è previsto,
inoltre, che l’8 per mille delle imposte dirette possa essere devoluto a favore della Chiesa Cattolica su
specifico consenso del cittadino (mediante la firma nell’apposito riquadro della dichiarazione annuale dei
redditi).

								
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