racconti per bambini by QZ9dsh

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Cappuccetto Verde , di Giorgia Busi
Dino l’elefantino , di Ilenia Monzani
Gli animali in pericolo, di Luca Pezzotti
Il bimbo Cabir , di Ivan Longo
Il cucchiaino magico , di Marta Recalcati
Il serpente e la talpa, di Everton Drago
L’Olimpo, di Francesco Marcantonio
L’orso e il tricheco, di Denise Miceli
La giraffa dal collo corto, di Martina Fiore
La mucca che fa il vino, di Simone Megna
Le astuzie di Guerrin la Volpe, di Giorgia Pezzuto
        Cappuccetto Verde

C'era una volta una bambina

che     si        chiamava                  Cappucetto


Verde             . Un giorno, stanca di


stare    in        casa                 ,    decise       di

andare        a        fare        un       giro   tra    il


bianco            e           il        giallo           dei


fiori     e       il    verde                  dell'erba


             fresca.                Passeggiando,

decise di andare a trovare la sua
migliore amica Aurora. Arrivata

fin   lì,   decise         di   bussare         alla


porta         ;     le     aprì        un'anziana

signora;          naturalmente           era      la


nonna             della         sua       amica.

L’anziana         signora         le    disse     di

entrare e di sedersi.

Nel frattempo, Cappuccetto sentì

degli       strani        rumori        provenire

dalla sala; frettolosa decise di

andare       a     vedere         cosa     fosse.

Trovò la sua amica intrappolata
in cantina. Indovinate chi era


stato? Era stata la nonna           di

Aurora!

Cappuccetto liberò la sua amica,


così tutte e due         scapparono

e insieme andarono nel parco.

Giunte     lì,     incontrarono     la


mamma            di Cappuccetto, che

le stava cercando e le portò in

salvo.    Cappuccetto     e   la   sua

amica Aurora vissero per sempre

felici e contente.
Questa storia parla di Dino, l'elefantino        , che
era molto triste. Ogni giorno borbottava fra sé e sé: <



Ma a cosa mi serviranno queste orecchie            così



grandi e questo naso           così lungo?>. Osservava



gli altri elefanti        e diceva: <Come sono buffi!
Sono anch'io così buffo?>.
Se ne stava sempre da solo in disparte, mentre il
branco esplorava la savana in cerca di cibo; la
mamma preoccupata gli disse: < Dino, perché te ne
stai sempre da solo? Vai anche tu con gli altri



elefanti        !>. < No, mamma sono stanco, mi riposo
qui> mentre lui avrebbe voluto scappare.
Approfittando di una notte            buia, Dino scappò e
si allontanò dal branco.



Grazie alla proboscide, l'elefantino                riuscì a
mangiare e a bere. Mentre si addentrava nella foresta



incontrò un serpente             cattivo ma, grazie alla



proboscide, gli spruzzò un po' di acqua                  e il



serpente        scappò.
La mattina dopo la mamma si accorse che Dino era
sparito e allora iniziò a chiamarlo e lui, grazie alle



orecchie         grandi, riuscì a sentirla e corse da lei.
Con questa avventura Dino capì che non era
importante     l'aspetto     fisico    e     che     quelle



orecchie         e quel naso               erano utili   e si
accettò com'era.
   GLI ANIMALI               IN PERICOLO


C'era una volta, un uomo                molto

cattivo, che voleva ammazzare tutti gli


animali         del bosco        .


L'uomo           di nome Parapapappo viveva

in un laboratorio sotto terra.


Gli animali           mandarono l'uccello

sbirciatore a guardare che cosa stesse

facendo Parapapappo.

Quando        entrò    nel   laboratorio,   lo

sbirciatore vide che Parapapappo stava

costruendo un animale molto grosso, con la
testa di una tigre                , le orecchie


di un elefante                   , il corpo di una


scimmia         ,       la    coda               di   un


leone       e           le      zampe       di        un


ghepardo            ,    inventato      proprio       per

ammazzarli tutti.


Allora    l'uccello              sbirciatore      tornò

indietro e disse a tutti gli altri animali


        quello che aveva visto.


Allora il leone              , prima che Parapapappo
facesse entrare in funzione l'animale,

arrivò al laboratorio con tutti gli altri


animali         .


Il leone            gli disse: "Non riuscirai a

sconfiggerci! " e Parapapappo gli rispose:

"Siete     in   tanti   ma   non   riuscirete   a


distruggermi!". Il leone           gli si avventò

contro e lo colpì con un colpo da Kung Fu


Panda           . Il bestione crollò a terra e

vissero tutti felici e contenti.
C'era una volta, tanto tanto tempo fa in

India, un bambino di dieci                   anni di

nome CABIR, che viveva con la sua


poverissima        famiglia         .    I        suoi


genitori           andavano ogni giorno a

mendicare mentre lui giocava con gli


animali        :     una      giraffa         ,    un

rinoceronte         , due        leoni            e un

serpente      ... ma l'animale preferito era


un grande orso             di nome ORSOLO e
giocavano     sempre     insieme.     I    suoi



genitori            temevano    che       fosse



pericoloso   giocare    con    animali

così   selvaggi   e    non    erano       molto

contenti. Ma lui tutti i giorni scappava a

giocare con loro.


In un giorno di caldo afoso, due

malviventi si avvicinarono per portare via


CABIR, ma l'orso         li fece scappare


tirando un super calcio in faccia            a
tutti e due       . Così CABIR non venne

rapito.


Quando i suoi genitori              tornarono ,

CABIR raccontò tutto quello che era

accaduto, loro allora ringraziarono subito


gli animali       e capirono di non dover

lasciare mai più da solo il proprio


figlio     .

E da quel giorno vissero poveri ma felici

di non aver perso il loro figlio.
         IL CUCCHIAINO MAGICO


C'ERA UNA VOLTA UNA BAMBINA                     DI
NOME     CHIARA,       CHE       ERA    SEMPRE
MALATA.     PER        GUARIRE,         AVREBBE
DOVUTO PRENDERE LO SCIROPPO AL

MIELE      , CHE LEI ODIAVA; COSÌ NON
LO PRENDEVA MAI E RIMANEVA MALATA

PER GIORNI E GIORNI. I GENITORI
NON SAPEVANO COME RIUSCIRE A
CONVINCERLA            A     PRENDER            LO
SCIROPPO PER GUARIRE.
UNA     VOLTA,    LA       MADRE       ANDO'    AL
MERCATO          E         INCONTRO'           UNA

VECCHIETTA                 CHE     DICEVA       DI

VENDERE     CUCCHIAINI                   MAGICI.
SPERANDO DI AIUTARE LA FIGLIA             ,

LA MAMMA NE ACQUISTO' UNO           .

QUANDO TORNÓ A CASA                , PER
PROVARE    SE   VERAMENTE     IL    SUO

CUCCHIAINO           FOSSE MAGICO, LA
MAMMA     CI    VERSÓ     SOPRA         DEL

LATTE     . QUANDO LO ASSAGGIÓ, LA

BEVANDA NON SAPEVA DI LATTE               ,

BENSÍ DI SUCCO            D'ALBICOCCA

   ,    CIOÉ    LA     BEVANDA      CHE
VERAMENTE AVEVA VOGLIA DI BERE IN
QUEL MOMENTO.
LA MAMMA CORSE SUBITO DA CHIARA E
LE   DISSE   CHE   POTEVA      BENISSIMO
PRENDERE LA MEDICINA, PERCHÉ NON
AVREBBE      SENTITO   IL   SAPORE   DEL

MIELE        , MA DELLA BEVANDA CHE
AVESSE       VOLUTO    BERE.     CHIARA,
FIDANDOSI, ASSAGGIÓ LA MEDICINA E

SENTÍ IL SAPORE DEL CIOCCOLATO         .

LA BIMBA        IN POCHI GIORNI GUARÍ
E, QUANDO DOVEVA PRENDERE LE

MEDICINE, GRAZIE AL CUCCHIAINO
MAGICO, NON ERA PIÚ UN PROBLEMA.
In un prato        verde      , viveva un



serpente         affamato.    Un    giorno

fece finta di essere ferito davanti alla



tana          di una talpa      . Appena



notò il serpente           ferito, la talpa



       gli disse: "Come mai sei qui?". Il



serpente             le rispose: "Sono
ferito, mi prenderesti un secchio



d'acqua     ?" La talpa        accettò



e uscì dalla sua tana          . Dopo



tre       passi il serpente         la

mangiò.

QUESTA STORIA CI INSEGNA A NON

FIDARCI      DI    UNA        PERSONA

SCONOSCIUTA.
UN RAGAZZO DI NOME JOHN ANDÓ AL PARCO CON

I SUOI AMICI JACK ED EDWARD E SUO FRATELLO



MARK    .   JOHN,   GIOCANDO     A     PALLONE        ,

DURANTE LA RINCORSA PER UN TIRO INCIAMPO’,



TROVANDOSI IN MANO            UNA PICCOLA PIETRA



BLU         . QUANDO TORNÓ A CASA                ,   LA

MOSTRÓ A PAPA’ CHE GLI DISSE: "NON ORA JOHN,

STO    LEGGENDO     IL   GIORNALE!".    ALLORA       IL

RAGAZZO PROVÓ A FAR VEDERE LA PIETRA BLU



       ALLA MAMMA CHE RISPOSE: "JOHN ADESSO

NO, STO PREPARANDO LA CENA!" . ALLORA LA FECE

VEDERE A SUO FRATELLO, MA ANCHE LUI AVEVA DA
FARE. QUINDI JOHN ANDO’ IN CAMERA                SUA



AD ASCOLTARE UN DISCO              DI MUSICA ROCK E

POCO TEMPO DOPO SI ADDORMENTO’ SULLA SUA



POLTRONA        . QUANDO ARRIVÓ L’ORA DI CENA,


JOHN MANGIO’ SPAGHETTI             AL SUGO        DI

OSTRICHE; MENTRE LUI SI INGOZZAVA, LA MAMMA

GLI CHIESE COSA VOLESSE FARGLI VEDERE PRIMA,

ALLORA LUI LE SPIEGÓ: "HO TROVATO UNA STRANA


PIETRA   BLU        E ORA, QUANDO DORMO, SOGNO


DI   ESSERE    IL    DIO   GRECO    DEI   MARI     ,

POSEIDONE!".

"NON C'E’ NIENTE DI STRANO!" RIBATTÉ PAPA’, "E’

SOLO UN SOGNO!" AGGIUNSE, MA JOHN SAPEVA
CHE NON ERA VERO.

JOHN CONTINUAVA A MANGIARE CON LA PIETRA


IN MANO        , IMPROVVISAMENTE GLI CADDE


DALLA   MANO          E    CADDE     NELLA       PASTA     .

INVOLONTARIAMENTE                   LA            INGOIO’.

NIIIIIIIIIIINOOOOOOOOOOOOOO

NIIIIIIIIINOOOOOOOOO

NIIIIIIIIIIIINOOOOOOOOOOOO!                    JHON       SI

STROZZO’   CON    LA      PIETRA,    SOFFOCAVA,          NON

RIUSCIVA   A     RESPIRARE      E        LO    PORTARONO


ALL'OSPEDALE      .    QUANDO        SI       SVEGLIO’    SI

TRITROV0’ … NELL'OLIMPO.

GLI SI AVVICINO’ ZEUS, CHE GLI DISSE " NON TI


PREOCCUPARE SEI A CASA          !"
Un bel giorno, circa dieci           or sono, un



orso           passeggiava lungo il tracciato di

un ghiacciaio in cerca di una preda della quale

cibarsi. Dopo circa quaranta minuti avvistò sul

bordo di una spaccatura del ghiacciaio un



tricheco          moribondo. Con l'acquolina in



bocca         , l’orso          si avventò sulla

sua preda, ma qualcosa accadde... per la prima

volta in vita sua fu colto da un sentimento a lui
sconosciuto: la pietà. L'orso        ,vedendo in



che condizioni giaceva il tricheco            , non

se la sentì di sfamarsi con lui, anzi lo prese in

groppa   e   lo   portò   sin   dentro   ad    una



grotta            ,dove fece il possibile per

salvargli la vita. Dopo un paio di giorni passati



nelle cure dell'orso        , il tricheco

rinvenne; inizialmente fu spaventato dal suo

salvatore, animale che fino a quel momento era



stato il suo predatore. Il tricheco
perciò chiese all'orso           il perchè di quel



suo gesto tanto anomalo. L'orso               non

seppe   dargli    una    motivazione   ma   tra   i



due              nacque una profonda amicizia.

All'inizio conciliare le esigenze di vita tra i



due          non fu proprio cosa semplice ma

alla fine anche loro riuscirono a trovare un

equilibrio per convivere.
C'era un volta in una bella giornata di eclissi,



una giraffa            che aspettava un cucciolo.



Una volta partorito, mamma giraffa

rimase delusa... la povera mamma si accorse

che il piccolo era diverso dagli altri: aveva il



collo           corto corto e il corpo non più



grande di un leone              .

Il   branco   pensava     che       il   cucciolo,   che

chiamarono Shorty, avesse solo bisogno di

tempo     per        sistemarsi...         Ma        dopo
quattro             anni, il collo               non si

era allungato nemmeno di un centimetro.



Un giorno la giovane giraffa                      stava



brucando    nell'erba                da      sola;   un



leone           la stava puntando come preda

del giorno. Shorty se ne accorse e iniziò a



correre. Il leone           la rincorse... e lei per



la paura chiuse gli occhi                 e saltellò. Si
ritrovò   così   appesa     ad   un    ramo



biforcuto di un albero                : la sua testa



          si era incastrata lì dentro, ma Shorty,



per via del collo                 così corto, non



toccava terra. Il leone           disperato cercò

di saltare, ma non riuscì a prenderla.



Dopo due            , tre               giorni in cui
era rimasta lì appesa, la nostra giraffa



sentì la terra sotto i suoi zoccoli            : il



collo          si era finalmente allungato. Così



riuscì a scendere e corse al lago                a



vedersi il collo         : vide che era lungo...



lungo come quello di una giraffa           !
C'era una volta una mandria di tori           molto



forti e di mucche       che facevano un buonissimo



latte      .



Un bel giorno la mucca           più giovane ebbe



tre       vitelli: la prima che uscì dalla pancia si



chiamò Luisa, quella dopo Rosa      e la più piccola



Carlotta. Tutte e tre      le sorelle crebbero sane

e forti fino al giorno della prima mungitura.
Iniziarono prima le sorelle e tutto fu normale, ma

poi toccò a Carlotta che era tutta contenta, ma,

appena il mandriano iniziò la mungitura, vide che non


usciva il latte    , bensì il vino.

Carlotta non dava importanza a questa cosa finché



non crebbe e notò che nessuna mucca           voleva

più giocare con lei.



La povera     giovane mucca           stava tutto il

tempo a mangiare e a guardare le altre mucche



        divertirsi, quando decise di voler cambiare.

Andò dalla mamma ormai vecchia e saggia e le

chiese : <<Mamma, tu dici sempre che sono solo
diversa e non sbagliata, ma nonostante tutto

nessuna delle mie amiche, se le posso definire così,

vuole giocare con me; voglio cambiare, ma come

posso fare?>>. La mamma le rispose: <<Bimba mia, se

vuoi cambiare, c'è solo un modo e io te lo dirò>>.

Carlotta, tutta impaziente e felice, ascoltò la

mamma che le disse: <<Devi andare dal vecchio toro



        sul monte, lui ti mostrerà uno gnomo

che ti chiederà qualcosa e la vorrà subito da te; se

riuscirai ad accontentarlo allora potrai cambiare>>.



La mucca         di mise subito in viaggio; arrivò dal



toro         prima dell'ora di pranzo; Carlotta gli
fece tante domande: <<Da quanto vivi qui? Hai

fame? Dove fai i bisogni? Cosa mangi? Quanti anni



hai? >>.   L'anziano toro        con sguardo fermo

rispose a tutte le sue domande dicendo: <<Cosa

vuoi?>>. Carlotta tutta stranita gli disse: <<Voglio



cambiare>>.   Il   toro         non   fece   nessuna



espressione e le mostrò lo gnomo                    che,



guardando attentamente la mucca           , le disse:


<<Via,via, quello che voglio io, una mucca          non

me lo può dare adesso>>. Carlotta replicò:<< Basso


gnomo      , dimmi e io forse ti darò>>. Lo gnomo
con sguardo indignato ordinò:<<Voglio del vino

adesso e subito!>>.

Carlotta    si   illuminò   e   disse:<<Caro    gnometto,


mungimi e serviti! >>. Lo gnomo        con stupore vide


il vino e le disse:<<Mucca              , perché vuoi

cambiare? Sei riuscita a fare un’impresa impossibile

a ogni tua amica della tua specie>>.           Carlotta gli

spiegò: <<Beh, è vero, ma le mie amiche non vogliono

giocare con me per questo mio difetto>>. Lo gnomo


     tutto contento replicò: <<Racconta loro questa

breve avventura e vedrai come ti saranno vere

amiche>>.


La mucca           raccontò la storia alle sue amiche,
che stupefatte incominciarono a giocare con lei a

divertirsi insieme e tutti vissero felici e contenti

e diversi.
Un   giorno    la   Signora    Scoiattolo

decise di preparare una bella crostata ai


mirtilli. La posò sulla finestra     per farla

raffreddare,    ma,     quando     fece     per

riprenderla… era sparita!

La poveretta cominciò a gridare, gridò

così forte, che il suo grido giunse sino alle


orecchie         di Guerrin la Volpe        .

Mentre accorreva, Guerrin scorse vicino

ad un albero due simpatici orsetti che
ridacchiavano        dicendo:      <<Quella

vecchia non si è nemmeno accorta che

noi le abbiamo portato via la sua

torta!>>.

Allora la Volpe decise di convincerli a

seguirlo, figendosi anche lui un piccolo

delinquente.

I due       orsetti non sospettarono nulla e

come previsto lo seguirono...

Arrivati    dalla   signora     scoiattolo

Guerrin fece ridere i due          burloni a

crepapelle, tanto da poter vedere le
briciole della crostata sulla loro pelliccia.

La povera Signora Scoiattolo             non

capiva cosa stesse facendo Guerrin,

quindi sconvolta cominciò a gridare:

<<Ma che cosa stai facendo? Non è

questo il momento di scherzare!>>.

Ma poi, vedendo anche lei le briciole

sulla pelliccia dei due     amici, si calmò

e   capì     cosa   stava    cercando       di

dimostrare Guerrin.

A quel punto la Volpe        disse ai due

amici   di   correre   a    comprare     altri
ingredienti per un' altra crostata o li

avrebbero cacciati dal bosco. Disse loro

di comprare:

-UOVA        -LATTE   -FARINA -BURRO       -

LIEVITO -UNA PORZIONE EXTRA DI MIRTILLI.

Una volta tornati i due furbetti, la Signora

Scoiattolo        preparò subito un'altra

torta    che gustarono tutti insieme.

Si può dire che mangiarono felici e

contenti!

								
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