Il nominativo

Document Sample
Il nominativo Powered By Docstoc
					                               Il nominativo

1.1 Il nominativo: caratteristiche e funzioni

Il nominativo è il caso che assegna il ‘nome’ a cose, persone, animali; sua funzione principale è di
esprimere il soggetto e tutti gli elementi nominali ad esso connessi (attributo, apposizione, nome
del predicato, complemento predicativo del soggetto).


1.2 Il doppio nominativo
In latino reggono il doppio nominativo gli stessi verbi che in italiano si costruiscono con il
complemento predicativo del soggetto, ovvero il verbo sum e i verbi copulativi. Si tratta di verbi
che esprimono significato compiuto solo in particolari contesti, mentre svolgono essenzialmente
funzione di ‘copula’ collegando il soggetto a una parte nominale (nome o aggettivo), che ne
definisce qualità o caratteristiche. La parte nominale viene definita complemento predicativo del
soggetto, in quanto‘predica’ informazioni relative al soggetto.

I verbi copulativi
Ecco, in sintesi, le diverse categorie di verbi copulativi latini:
■ verbi intransitivi (attivi o deponenti) che indicano modo di essere o cambiamento di stato: sum
(«essere»), fio («diventare»), evado («riuscire»), appareo («apparire»), maneo («rimanere»),
permaneo («restare a lungo»), nascor («nascere»), vivo («vivere»), videor («sembrare»):
■ verbi transitivi in forma passiva, in particolare appellativi (dicor, appellor, nominor, feror,
perhibeor,
salutor); elettivi (creor, eligor, declaror, designor); estimativi (iudicor, aestimor, existimor,
credor,
putor, habeor, ducor, invenior):
ESEMPIO Consules creantur Iulius Caesar Vengono eletti consoli Giulio Cesare
et P. Servilius (Cesare). e P. Servilio.
ESEMPIO Nemo nascitur dives (Seneca). Nessuno nasce ricco

Va sottolineato che tutti questi verbi mantengono la costruzione con il doppio nominativo anche
se preceduti da un verbo servile o di volontà (possum, queo, nequeo, debeo, incipio, soleo, volo,
nolo, malo ecc.):
 1I verbi che alla diatesi passiva reggono il doppio nominativo, volti alla diatesi attiva sono
costruiti con il doppio accusativo, del complemento oggetto e del complemento predicativo
dell’oggetto.




5
4
2.1 La costruzione personale di videor
Il verbo videor, «sembrare» – corrispondente alla forma passiva di video, «vedere» – presenta una
doppia costruzione, personale e impersonale.

Dal latino all’italiano
Esaminiamo la costruzione personale di videor prendendo le mosse da una frase latina:
Mihi (tu) videris esse prudens.
Per tradurre correttamente in italiano, occorre compiere quattro passaggi:
■ analizzare il verbo videor e individuarne il soggetto: videris, ind. pres. II sg., «(tu) sembri»;
■ individuare la persona cui sembra qualcosa o qualcuno, che è espressa al dativo e per lo più
posta a inizio frase: mihi, «a me» o, nella forma atona, «mi». Fatto ciò, hai ‘risolto’ la proposizione
reggente:
«A me (tu) sembri» ovvero «(Tu) mi sembri»;
■ adesso va tradotto l’infinito retto da videor: esse, «essere»;
■ da ultimo, bisogna volgere in italiano la parte nominale che, in quanto tale, concorda con il
soggetto in genere, caso e numero: prudens, «prudente». Il verbo videor, infatti, come tutti i verbi
copulativi, presenta costruzione con doppio nominativo: il nominativo espresso dal soggetto tu
(sottinteso) e il nominativo della parte nominale (prudens).
Ma la traduzione, sebbene completa, non è ancora corretta:
«A me tu sembri essere prudente»
Chi di noi si esprimerebbe in modo tanto ‘meccanico’? Perfezioniamo allora la nostra traduzione,
volgendo la frase in italiano ‘vivo’:
«Mi (= a me) sembri essere prudente» o, ancora meglio. «Mi sembra che tu sia prudente».
Perché usiamo il congiuntivo per tradurre il verbo «essere»? Perché è il modo della soggettività,
del pensiero, dell’ipotesi, della supposizione e tutto ciò che «sembra» non può che essere
soggettivo.

Dall’italiano al latino
Proviamo adesso a procedere in modo inverso, partendo da una frase italiana:
«Alle maestre sembra che gli alunni siano diligenti».
Ecco i passaggi da compiere:
■ modifichiamo la frase italiana così da adeguarla alla costruzione personale latina: «Alle
maestre gli alunni sembrano essere diligenti»;
■ individuiamo il soggetto del verbo sembrare («gli alunni sembrano») e traduciamolo al
nominativo: discipuli;
La costruzione di videor
■ concordiamo il verbo «sembrare» con il soggetto: discipuli videntur;
■ a seguire, concordiamo con il soggetto la parte nominale («diligenti»): discipuli videntur seduli;
■ adesso traduciamo l’infinito «essere» in latino: discipuli videntur seduli esse;
■ infine, individuiamo la persona a cui gli studenti sembrano diligenti, ponendoci la domanda: «a
chi sembrano diligenti gli alunni?». La risposta è evidente: «alle maestre» che, quindi, tradurremo
con un dativo femminile plurale:
Magistris discipuli videntur seduli esse.
Riassumendo, possiamo affermare che nella costruzione personale di videor:
■ la persona che sembra (intelligente, buona, astuta, vile ecc.…) diventa soggetto di videor;
■ videor concorda con il soggetto in numero e persona e regge un verbo all’infinito;
■ se c’è una parte nominale o un complemento predicativo del soggetto, vanno espressi anch’essi
al nominativo in accordo con il soggetto di videor;
■ la persona a cui sembra (qualcosa o qualcuno) va al dativo.
2.2 La costruzione impersonale di videor
Meno frequente della forma personale, la costruzione impersonale presenta notevoli affinità con
la struttura della frase italiana. Si forma con il verbo videor, coniugato alla III persona singolare,
seguito dall’accusativo con l’infinito:
In verità, si tratta di una costruzione solo apparentemente impersonale, in quanto il verbo videor
ha come soggetto un’intera proposizione completiva all’infinito.
Quando si trova la costruzione impersonale
Va ricordato che videor si costruisce impersonalmente soltanto in poche circostanze:
■ quando è accompagnato da un aggettivo neutro:
■ quando ha il senso deliberativo di «sembrare bene, sembrare opportuno»:
■ quando è seguito da un verbo assolutamente impersonale (pudet, miseret, piget, paenitet,
taedet) o da una forma impersonale (come fore o futurum esse ut o ne + congiuntivo; la
coniugazione
perifrastica passiva impersonale ecc.):
■ quando è inserito in una locuzione incidentale del tipo ut videtur («a quanto sembra»):
Consigli per la traduzione
La costruzione impersonale di videor non presenta insidie: basta tradurre la frase latina in modo
letterale,
dal momento che la sua struttura è del tutto simile a quella italiana.
ESEMPIO Quintus frater, ut mihi videtur, Mio fratello Quinto, come mi sembra,
cum Pompeio nunc est. ora è con Pompeo.
ESEMPIO Mihi videtur te huius vitae paenitere. Mi sembra che tu ti penta di questa vita.
Mihi videtur fore ut numquam Mi sembra che tu non imparerai a parlare
Latine loqui discas. in latino.
Mihi videtur de bello dicendum esse. Mi sembra che si debba parlare della guerra.
ESEMPIO Mihi videtur ad te scrivere. Mi sembra opportuno scriverti.
ESEMPIO Mihi iustum videtur ex urbe proficisci. Mi sembra giusto andarmene dalla città.
ESEMPIO Marium fieri consulem valde utile Sembrava molto utile che Mario diventasse
videbatur (Cicerone). console.


3.1 Altri verbi con la costruzione personale
Come videor, presentano la costruzione personale anche i seguenti verbi utilizzati alla diatesi
passiva:
■ verba dicendi e declarandi, che significano «essere detto, tramandato, narrato» (per es.: dicor,
feror, narror, trador);
■ verba sentiendi, che significano «essere udito, percepito, conosciuto, compreso» (per es.: audior,
cognoscor, sentior, intellegor);
■ verba existimandi, che significano «essere stimato, ritenuto» (per es.: putor, ducor, habeor,
existimor);
■ verba iubendi e impediendi, che significano «essere costretto, essere comandato, essere vietato»
(per es.: cogor, iubeor, prohibeor, vetor, sinor);
■ verbi che esprimono il significato di «essere trovato, scoperto» (per es.: invenior, reperior):
Due costruzioni possibili
In genere, questi verbi presentano:
■ costruzione personale nelle forme del presente e in quelle derivate dal tema del presente;
■ costruzione impersonale nelle forme del perfetto e in quelle derivate dal tema del perfetto
(nonché nella coniugazione perifrastica passiva).
Unica eccezione è rappresentata dai verba iubendi e impediendi, che presentano sempre
costruzione personale, sia nei tempi semplici che in quelli composti.
Consigli per la traduzione
Nel tradurre questi verbi è opportuno evitare versioni troppo letterali, perché la costruzione della
frase italiana si discosta notevolmente dal latino. Serviamoci di un esempio, per rendere più chiara
la nostra spiegazione. Immaginiamo di dover tradurre la frase
Litterae a Phoenicibus repertae esse dicuntur (Plinio il Vecchio).
ESEMPIO Octavianus Mutinensi bello et Si dice che Ottaviano durante la guerra di
legisse et scripsisse et declamasse Modena abbia letto, scritto e declamato
cotidie dicitur (Svetonio). ogni giorno (lett.: Ottaviano durante la guerra di Modena è detto aver
letto, scritto e declamato ogni giorno).
Iam Caesar a Gergovia discessisse Già si sentiva dire che Cesare audiebatur (Cesare). aveva
lasciato Gergovia.
Parentes prohibentur adire ad liberos Si proibisce ai genitori di andare dai figli
(Cicerone). (lett. I genitori sono proibiti andare dai figli).

Verbi con la costruzione personale
MEMO
In alternativa alla costruzione passiva, tutti questi verbi ammettono anche la III persona plurale
della forma attiva seguita da una proposizione infinitiva con soggetto in accusativo. Trattandosi
di un plurale generico, il verbo andrà tradotto con il «si» passivante italiano.

PERCORSO 10
MEMO
Ricorda che, nei tempi composti, la costruzione impersonale di questi verbi può essere tradotta in
modo
letterale, in quanto la frase latina corrisponde alla struttura della frase italiana.
MEMO
In latino, l’idea di comando è resa anche dal verbo impero, che presenta la stessa costruzione
dell’italiano «comandare». Infatti, impero regge il dativo della persona che riceve l’ordine, mentre
la cosa comandata è espressa con una frase completiva introdotta da ut (o ne ) + il congiuntivo
Quali operazioni compiere?
■ innanzitutto va tradotto il verbum dicendi con il relativo soggetto: Litterae dicuntur, «Le lettere
dell’alfabeto sono dette»;
■ quindi occorre volgere l’espressione in forma impersonale, con il verbo alla III persona
singolare al «si» passivante, seguito dal soggetto (litterae): «Si dice che le lettere»;
■ si passa poi a tradurre il costrutto dell’infinito con il nominativo (qui femminile plurale perché
concordato con il soggetto): litterae… repertae esse, «Si dice che le lettere dell’alfabeto siano state
inventate»;
■ infine si analizzano gli eventuali complementi indiretti (in questo caso un complemento
d’agente): a Phoenicibus, «Si dice che le lettere dell’alfabeto siano state inventate dai Fenici».

Particolarità: i verba iubendi e impediendi
La traduzione di verba iubendi e impediendi segue il modello analizzato nel paragrafo precedente
con un’unica differenza: una volta tradotti soggetto e predicato verbale, occorre volgere
l’espressione in forma impersonale, con il verbo alla III persona singolare e il soggetto al dativo:
Ricordiamo nuovamente che verba iubendi e impediendi hanno sempre costruzione personale,
sia nei tempi semplici che nei tempi composti.
.

14

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Tags:
Stats:
views:31
posted:6/8/2012
language:
pages:4