CS tato 2008 n 4855 by J8DrL6

VIEWS: 7 PAGES: 6

									              REPUBBLICA ITALIANA                                          N. 4855/08 REG.DEC.

         IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                       N. 6668 REG:RIC.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione                ANNO 2007

ha pronunciato la seguente

                               decisione

sul ricorso n. 6668/2007 R.G. proposto da Ingegneria Biomedica Santa

Lucia S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa dagli avv. Giorgio Cugurra, Bruno Guareschi,

Diego Vaiano e Raffaele Izzo, ed elettivamente domiciliata in Roma

presso lo studio del terzo, Lungotevere Marzio, n. 3;


                              CONTRO

l’Azienda Ospedaliera “Istituti Ospitalieri” di Cremona, in persona del

legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv.

Rocco Mangia e Fabio Lorenzoni ed elettivamente domiciliata presso

in secondo, in Roma, Via del Viminale n. 43,

                           e nei confronti di

Tecnologie Sanitarie S.p.a. in proprio e quale capogruppo mandataria

dell’A.T.I. con Siram e Cpl Concordia, in persona dei rispettivi legali

rappresentanti pro tempore, rappresentate e difese dall'avv. Valentino

Vulpetti ed elettivamente domiciliati presso il suo studio, in Roma, Via

Sabotino n. 2/A,

                          per l’annullamento


della sentenza del      Tribunale Amministrativo        Regionale della

Lombardia, Brescia, sez. I, 23 luglio 2007, n. 633;

MA
                                      2                                   N°. RIC. 6668-07




Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;

Vista la costituzione in giudizio degli appellati;

Visto l’appello incidentale proposto da Tecnologie Sanitarie S.p.a. in

proprio e quale capogruppo mandataria dell’A.T.I. con Siram e Cpl

Concordia;

Visto l’art. 23 bis comma sesto della legge 6 dicembre 1971, n. 1034,

introdotto dalla legge 21 luglio 2000, n. 205;

Viste le memorie prodotte;

Visti gli atti tutti della causa;

Alla pubblica udienza dell’11 marzo 2008, relatore il Consigliere

Michele Corradino;

Uditi, altresì, gli avvocati Resta per delega di Vaiano, Lorenzoni e

Vulpetti, come da verbale d’udienza;

Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:


                                    FATTO


Con    sentenza     del   Tribunale       Amministrativo   Regionale   della

Lombardia, Brescia, sez. I, 23 luglio 2007, n. 633 veniva respinto il

ricorso principale proposto dall’Ingegneria Biomedica Santa Lucia Spa

(mentre è stato dichiarato improcedibile per carenza di interesse il

ricorso incidentale ed i relativi motivi aggiunti proposti dalla Soc.

Tecnologie Sanitarie Spa) per l'annullamento della delibera 19.4.2007

n. 96 con la quale gli Istituti Ospitalieri di Cremona hanno disposto a

favore dell’ATI appellata l'aggiudicazione dell'appalto relativo alla
                                    3                                    N°. RIC. 6668-07


gestione delle apparecchiature sanitarie, degli impianti elettrici e

prevenzione incendi.

Avverso la predetta sentenza di prime cure è stato proposto appello

dall’Ingegneria Biomedica Santa Lucia Spa che contrasta le

argomentazioni del giudice di primo grado.

L’Azienda Ospedaliera “Istituti Ospitalieri” di Cremona e Tecnologie

Sanitarie S.p.a. in proprio e quale capogruppo mandataria dell’A.T.I.

con Siram e Cpl Concordia, si sono costituite in giudizio per resistere

all’appello; Tecnologie Sanitarie S.p.a. in proprio e quale capogruppo

mandataria dell’A.T.I. con Siram e Cpl Concordia hanno proposto,

altresì, appello incidentale.

Alla pubblica udienza dell’11 marzo 2008, il ricorso veniva trattenuto

per la decisione.


                                 DIRITTO
1.                      Con atto in data 17 gennaio 2008 i difensori

dell’appellante Ingegneria Biomedica Santa Lucia Spa hanno chiesto

che venga dichiarata l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta

carenza di interesse.

2.                      L'istituto della sopravvenuta carenza di interesse,

istituto di carattere pretorio, deve intendersi sopravvissuto alla riforma

introdotta nel processo amministrativo dalla L. 6 dicembre 1971 n.

1034, nonostante che detta legge, all'art. 23, faccia menzione solo della

cessazione della materia del contendere formula stabilita per il caso in

cui l'amministrazione, entro il termine per la fissazione dell'udienza di

discussione, annulla o riforma l'atto impugnato in modo conforme
                                     4                                   N°. RIC. 6668-07


all'istanza del ricorrente; il sopravvenuto difetto di interesse riguarda

infatti, in senso più ampio, le ipotesi in cui l'atto impugnato abbia

comunque cessato di produrre i suoi effetti o il processo non possa per

qualsiasi motivo produrre un risultato utile per il ricorrente. In altri

termini, la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse in ordine

al ricorso giurisdizionale è, in via di principio, ricollegabile al

verificarsi di una situazione oggettivamente incompatibile con la

realizzazione dell'utilità o della situazione di vantaggio alla quale mira

il ricorso giurisdizionale medesimo, di modo che il suo esito

eventualmente positivo per il ricorrente non potrebbe più giovare a

quest'ultimo. La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse al

ricorso certifica che nessun effetto utile può essere conseguito dal

ricorrente con l'accoglimento del ricorso (cfr. Cons. Stato, Ad. Plen.,

29/01/2003, n.1). In questa situazione, il Collegio prende atto della

sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dell’odierno appello, e,

per tale motivo, lo dichiara improcedibile.

3.                    Quanto al gravame incidentale, esso non può

essere esaminato nel caso in cui il gravame principale sia stato respinto

ovvero lo stesso sia stato dichiarato inammissibile od improcedibile,

atteso che il gravame incidentale si sostanzia in un’eccezione

processuale, formulata dal controinteressato diretta a privare il

ricorrente principale della legittimazione all’impugnazione, che è del

tutto dipendente dalle sorti del gravame principale.

Per le ragioni esposte il Collegio dichiara il ricorso improcedibile per la

sopravvenuta carenza di interesse.
                                     5                                      N°. RIC. 6668-07


Si ravvisa la sussistenza di motivi equitativi per disporre la

compensazione delle spese di giudizio.

                                   P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione V) dichiara il

ricorso improcedibile.

Compensa le spese.

Ordina   che      la    presente   decisione   sia    eseguita   dall'autorità

amministrativa.

Così deciso in Roma, palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, nella

camera di consiglio dell’11 marzo 2008, con l'intervento dei sigg.ri:

Sergio Santoro                                                                   presidente,

Claudio Marchitiello                                                             consigliere,

Marco Lipari                                                                     consigliere,

Marzio Branca                                                                    consigliere,


Michele Corradino                                                                consigliere estensore,




     L'ESTENSORE                                     IL PRESIDENTE

    F.to Michele Corradino                           F.to Sergio Santoro

                             IL SEGRETARIO




                       DEPOSITATA IN SEGRETERIA
                                   Il 7-10-2008
                         (Art. 55. L. 27/4/1982, n. 186)
                                IL DIRIGENTE
                               F.to Antonio Natale
6   N°. RIC. 6668-07

								
To top