manuale procedure RIVOLI gennaio 2012 W97 by cW2VpZS

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                       MANUALE
                        DELLE
                   PROCEDURE EDILIZIE
                          Approvatocondeterminadirigenzialen.51del 25/01/2011

                                      Revisione Gennaio 2012
                       (Aggiornato alla legge 106_2011 e alla DGR 4-3084 del 12/12/2011)




                                                  INDICE

001                         OPERE LIBERE
002                         SCIA EDILIZIA
003                         DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ
004                         PERMESSO DI COSTRUIRE
005                         AGIBILITÀ
006                         AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
007                         DEPOSITO OPERE STRUTTURALI
008                         CERTIFICAZIONI e DEPOSITI
009                         SCIA (mezzi pubblicitari)
010                         GESTIONE TERRE E ROCCE DA SCAVO
011                         P.A.S. (solo settore energetico)
012                         MODULISTICA – ALLEGATO “A”
013                         FAQ – ALLEGATO “B”
014                         COMMENTI NORMATIVI DAL WEB

Il contenuto del presente documento non ha valore normativo, è una raccolta di informazioni e stralci di norme a carattere
generale. Solo le norme di legge costituiscono riferimento ufficiale.




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001                      OPERE LIBERE
001_A                    Principali norme di riferimento
001_B                    Attività edilizia libera
001_C                    Condizioni di applicabilità

001_A                 Principali norme di riferimento
D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.;
L.R. 56/77 e s.m.i.;
D.Lgs. n. 42/04 e s.m.i.;

001_B                    Attività edilizia libera


Le opere libere, ossia quelle che possono essere eseguite senza necessità di titolo abilitativo
edilizio, sono le seguenti:

- ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i. comma 1:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione
di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad
esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro
edificato;
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-
silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento
dell’attività agricola.
(ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 128 del 2006 «L'installazione dei depositi di gas di
petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 mc è considerata, ai fini urbanistici ed
edilizi, attività edilizia libera, come disciplinata dall'articolo 6 del d.P.R. n. 380 del 2001»)


- ai sensi dell’art. 48 della L.R. 56/77 e s.m.i., il mutamento di destinazione d’uso senza
opere di immobili relativi ad unità non superiori a 700 mc che siano compatibili con le
norme di attuazione del PRGC e/o degli strumenti esecutivi;


- ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i. comma 2, nel rispetto dei medesimi
presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori
da parte dell’interessato all’amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo
abilitativo i seguenti interventi:

a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), ivi compresa
l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti
strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino




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incremento dei parametri urbanistici;
b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere
immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a
novanta giorni;
c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano
contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi
compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta
delle acque, locali tombati;
d) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A)
di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

L’interessato agli interventi di cui al comma 2 art 6 dpr 380/01 allega alla comunicazione di inizio dei
lavori le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e,
limitatamente agli interventi di cui alla lettera a) del medesimo comma 2, i dati identificativi
dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori.

Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera a), l’interessato, unitamente alla
comunicazione di inizio dei lavori, trasmette all’amministrazione comunale una relazione tecnica
provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico
abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il
committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti
urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale
non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.

Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, l’interessato provvede, nei casi previsti dalle
vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale nel termine di cui
all’articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80. ( entro 30gg dalla data in cui si è verificato il
mutamento catastale)




001_C                     Condizioni di applicabilità

Sono sempre fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque il rispetto
delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare,
delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative all’efficienza
energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,

Per gli interventi su beni vincolati ai sensi della Parte Seconda del D.Lgs. n. 42/04 e s.m.i. è
necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza preposta alla loro tutela, che si configura
come provvedimento in materia di beni culturali e non come provvedimento edilizio ai sensi
del Testo Unico dell'Edilizia.

La definizione degli interventi di manutenzione ordinaria di cui all'art. 6, comma 1.a),
contenuta nell'art. 3, comma 1.a) del DPR 380/01, è la seguente:




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a) "interventi di manutenzione ordinaria", gli interventi edilizi che riguardano le opere di
riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad
integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.
Con riferimento all'art. 6, comma 1, del Testo unico, sono inclusi nella manutenzione
ordinaria le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e
quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnici esistenti, purché
non comportino la realizzazione di nuovi locali, ne modifiche alle strutture o all'organismo
edilizio.

La definizione degli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'art. 6, comma 2.a),
contenuta nell'art. 3, comma 1.b) del DPR 380/01, è la seguente:
b) "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e
sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-
sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e
non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione
tecnica, comportano la sanzione pecuniaria pari a 258 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la
comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.

Le CIL vanno presentate al Comune di Rivoli Servizio Edilizia Privata e indirizzate al
Dirigente del Servizio – Corso Francia 98 – Rivoli TO.




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                       SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA’
002
                       EDILIZIA
002_A                  Principali norme di riferimento
002_B                  Attività certificabile
002_C                  Condizioni di applicabilità
002_D                  Schema applicativo CIL,SCIA, DIA edilizia

002_A                 Principali norme di riferimento
Art. 19 legge 241/90
DPR 445 del 28 Dicembre 2000
Art. 5 comma 2 lettera c) della legge 106/2011

002_B                  Attività certificabile

Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta
comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per
l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda
esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti
amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente
complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti
stessi, è sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui
sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle
amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione,
all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle
finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante
dal gioco, nonché di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di
quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni
sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le
qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al d.P.R. 28
dicembre 2000, n. 445, nonché dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero
dalle dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38,
comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al
primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici
necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la
legge prevede l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero l’esecuzione di
verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e
asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli
organi e delle amministrazioni competenti. La segnalazione, corredata delle dichiarazioni,
attestazioni e asseverazioni nonché dei relativi elaborati tecnici, può essere presentata a
mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti
per cui è previsto l’utilizzo esclusivo della modalità telematica; in tal caso la segnalazione si




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considera presentata al momento della ricezione da parte dell'amministrazione.


002_C                  Condizioni di applicabilità

Le disposizioni di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 si interpretano nel
senso che le stesse si applicano alle denunce di inizio attività in materia edilizia disciplinate
dal d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, con esclusione dei casi in cui le denunce stesse, in base
alla normativa statale o regionale, siano alternative o sostitutive del permesso di costruire.
Le disposizioni di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 si interpretano altresì
nel senso che non sostituiscono la disciplina prevista dalle leggi regionali che, in attuazione
dell'articolo 22, comma 4, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, abbiano ampliato l'ambito
applicativo delle disposizioni di cui all'articolo 22, comma 3, del medesimo decreto e nel
senso che, nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, la Scia non
sostituisce gli atti di autorizzazione o nulla osta, comunque denominati, delle
amministrazioni preposte alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale.

L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della
segnalazione all’amministrazione competente.

L’amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di
cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al
medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e
di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile,
l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti
entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.

E' fatto comunque salvo il potere dell’amministrazione competente di assumere
determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies.

In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci,
l’amministrazione, ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6,
nonché di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445,
può sempre e in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.

Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3,
all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il
patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la
difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali
interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.Il presente
articolo non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi
comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione
finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.




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Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o
asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente
l’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 è punito con la reclusione da
uno a tre anni.

Nei casi di Scia in materia edilizia, il termine di sessanta giorni per la verifica di cui al
primo periodo del comma 3 art. 19 l. 241/90 è ridotto a trenta giorni. Fatta salva
l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 6 stessa legge, restano altresì ferme le
disposizioni relative alla vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia, alle responsabilità e
alle sanzioni previste dal d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e dalle leggi regionali.

Interventi non onerosi ma soggetti ai diritti di segreteria ai sensi del vigente regolamento.

Le SCIA vanno presentate al Comune di Rivoli Servizio Edilizia Privata e indirizzate al
Dirigente del Servizio – Corso Francia 98 – Rivoli TO.



002_D                 Schema applicativo CIL, SCIA, DIA

Con la CIL:            NO su parti strutturali (occorre presentare DIA), NO su opere interne
che aumentano le unità immobiliari (occorre presentare SCIA), No su opere che aumentano
parametri urbanistici (occorre presentare DIA)

                      SI in zona a vincolo con allegata aut. al vincolo o altra autorizzazione
obbligatoria dalla normativa di settore es. CPI

                       Si in sanatoria



Con la SCIA:          NO su interventi strutturali in zona sismica e in zona a vincolo
(occorre presentare DIA),

                       SI interventi disciplinati dall’art. 22 comma 1 e 2 DPR 380/01

                       Si per la sola sanatoria prevista dall’art. 37 comma 1 e 4

Con la DIA:          SI interventi esclusi dalla CIL e SCIA ma rientranti nell’applicazione
dell’art. 22 comma 1 e 2 DPR 380/01;

                       SI interventi rientranti nell’art. 22 comma 3 DPR 380/01

                       Si in sanatoria




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003                         DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ
003_A                       Principali norme di riferimento
003_B                       Interventi subordinati alla D.I.A.
003_C                       Condizioni di applicabilità
003_D                       Adempimenti
003_E                       Tempi
003_F                       Oneri
003_G                       Durata/Rinnovi
003_H                       Sanzioni amministrative pecuniarie
003_I                       Servizio a cui rivolgersi


003_A                   Principali norme di riferimento
D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.;
L.R. n. 20/09 e s.m.i.;
D.Lgs. n. 42/04 e s.m.i.;

003_B                  Interventi subordinati alla D.I.A.
Ai sensi dell'art. 22 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i. gli interventi realizzabili con denuncia di
inizio attività sono tutti quelli non compresi fra le opere libere (art. 6), e non riconducibili
agli interventi sottoposti a permesso di costruire, (art. 10).
Nella nota a piè pagina sono elencati gli interventi sottoposti a D.I.A., con indicazione dei
riferimenti normativi1.

1
    ►Sono soggetti a denuncia di inizio attività:
● ai sensi dell’art. 22 del D.P.R. 380/01 e s.m.i., gli interventi non riconducibili all’elenco di cui all’art. 6 e
all’art. 10 dello stesso Decreto, ossia:
(art. 22, comma 1 (o 2) del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i)
a) Manutenzione straordinaria che non rientri nell’art. 6 comma 2 del DPR 380/01(3.1.b);
b) Restauro e risanamento conservativo (3.1.c);
c) Intervento pertinenziale che comporta la realizzazione di un volume inferiore al 20% del volume
dell'edificio principale (3.e.6);
nonché:
a) le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non
modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le
eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai fini dell’attività di vigilanza urbanistica ed
edilizia, nonché ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tali denunce di inizio attività costituiscono parte
integrante del procedimento relativo al permesso di costruire dell’intervento principale e possono essere
presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori (22.2);
b) la ristrutturazione edilizia che non rientra nei casi specificati all'art. 10, c. 1 lettera c), del D.P.R. n. 380/01 e
s.m.i. (3.1.d);
c) i parcheggi pertinenziali di cui all’art. 9, c. 1, della L. n. 122/89, così come sostituito dall'art. 137, c. 3, del
D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.;
● ai sensi dell’art. 8 della legge regionale n. 20 del 14/07/2009 e s.m.i.:
1. Le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non
modificano la destinazione d'uso, non alterano la sagoma dell'edificio e non violano le eventuali prescrizioni




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003_C                  Condizioni di applicabilità
Gli interventi devono essere conformi al regime urbanistico – edilizio e vincolistico vigente.
Gli interventi proposti con la denuncia di inizio attività, che riguardino immobili sottoposti a
tutela storico-artistica o paesaggistica, sono subordinati al preventivo rilascio delle
autorizzazioni richieste dalle relative previsioni normative di cui al D.Lgs. n. 42/04 e s.m.i..
Gli interessati possono comunque richiedere il rilascio di permesso di costruire per la
realizzazione degli interventi sottoposti a D.I.A. di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 22, senza


contenute nel permesso di costruire, purché presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori
stessi, sono realizzabili mediante DIA, senza attendere alcun termine per l'inizio dei lavori.

►In alternativa al permesso di costruire, ai sensi dell’art. 22, c. 3, del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i., possono
essere realizzati mediante denuncia di inizio attività:
a) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal
precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti
o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino
mutamenti della destinazione d’uso; (22.3, lett. a)
b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica, qualora siano disciplinati da piani
attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che
contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia
stata esplicitamente dichiarata dal competente Organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di
ricognizione di quelli vigenti; qualora i piani attuativi risultino approvati anteriormente all’entrata in vigore
della L. n. 443/01, il relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta degli
interessati; in mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, purché il progetto di costruzione venga
accompagnato da apposita relazione tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani attuativi con le
caratteristiche sopra menzionate; (22.3, lett. b)
c) gli interventi di nuova costruzione, qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali
recanti precise disposizioni plano-volumetriche. (22.3, lett. c)
In alternativa al permesso di costruire, ai sensi dell’art. 8 comma 3 della legge regionale 20/09, possono
essere realizzati mediante denuncia di inizio attività:
a) gli interventi di ristrutturazione edilizia, come definiti dall'articolo 3 del d.p.r. 380/2001, e quelli disciplinati
dalla l.r. 21/1998 e dalla l.r. 9/2003;
b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica, se sono disciplinati da piani attuativi
comunque denominati, compresi gli atti negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise
disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente
dichiarata dal competente organo comunale con l'approvazione degli stessi piani o con atto di ricognizione di
quelli vigenti;
c) gli interventi di nuova costruzione, se sono in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti
precise disposizioni plano-volumetriche, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente
organo comunale.
La dichiarazione prevista al comma 3, lettere b) e c), è assunta dal competente organo comunale entro trenta
giorni dalla richiesta degli interessati ad operare con DIA; in mancanza si prescinde dall'atto di ricognizione
purché il progetto di costruzione sia accompagnato da relazione tecnica, nella quale sia asseverata l'esistenza
delle caratteristiche sopra menzionate.

►Per gli interventi sottoposti a denuncia di inizio attività, ai sensi dell'art. 22, c. 7, del D.P.R. n. 380/01 e
s.m.i., è facoltà del soggetto interessato chiedere il rilascio del permesso di costruire. (22.7)




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obbligo del pagamento del contributo di costruzione di cui all'art. 16, salvo i casi in cui la
D.I.A. è presentata in alternativa al permesso di costruire.

003_D                   Adempimenti
Il richiedente deve presentare la denuncia di inizio attività allo Sportello Edilizia del
Comune almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori.
La denuncia di inizio attività va redatta compilando il modello, disponibile presso il
“Servizio Edilizia Privata””, comprensivo di “Relazione asseverata”.
Il modello di cui sopra può essere ritirato direttamente dal soggetto interessato presso il
suddetto “Servizio”, ovvero può essere prelevato dal sito Internet dell’Ente.
Alla denuncia di inizio attività vanno allegati, pena improcedibilità, gli atti e gli elaborati
previsti nel modello e dall’art. 23 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i..
All’atto della presentazione della denuncia deve essere indicata, obbligatoriamente,
l’Impresa esecutrice dei lavori.
Ai sensi dell’art. 3, comma 8, del D.Lgs. 494/96 (come modificato dall’art. 86 del D.Lgs. n.
276/03 - cosiddetta riforma Biagi - e dall’art. 20 del D.Lgs. n. 251/04), con la presentazione
della D.I.A., o con la comunicazione dell’effettivo inizio dei lavori, devono essere inoltrati i
seguenti documenti:
    1. dichiarazione, resa dal titolare dell’impresa esecutrice, circa l’organico medio annuo,
    distinto per qualifica;
    2. dichiarazione, resa dal titolare dell’impresa esecutrice, relativa al contratto collettivo,
    stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato
    ai lavoratori dipendenti;
    3. Certificato di regolarità contributiva, rilasciato dall’INPS, dall’INAIL e dalle CASSE
    EDILI, per quanto di rispettiva competenza o, in alternativa, un Documento unico di
    regolarità contributiva (DURC).
Ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. n. 251/04, in assenza della certificazione della regolarità
contributiva dell’Impresa, l’efficacia della D.I.A. rimarrà sospesa.
Secondo quanto chiarito dalla Circolare del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, n.
848 del 14.07.05, il Certificato di regolarità contributiva dell’Impresa esecutrice dei lavori
deve essere prodotto in originale e, quindi, non può essere sostituito da autocertificazione.

Il Servizio Edilizia Privata, entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della DIA,
provvede:
a) a verificare la completezza della documentazione presentata;
b) ad accertare che la tipologia dell'intervento descritto ed asseverato dal professionista
abilitato rientri nei casi previsti dal presente articolo;
c) a comunicare l'importo del contributo di costruzione se non già auto liquidato alla
presentazione o eventuale conguaglio all’importo versato;
d) a notificare all'interessato le eventuali ragioni ostative che impediscono la realizzazione
dell'intervento.

Entro il termine di 30 giorni, in caso di incompletezza della documentazione, il Servizio
Edilizia ne richiede l'integrazione e il termine per l'inizio dei lavori è interrotto sino al




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ricevimento degli atti necessari. La richiesta di integrazione non può essere reiterata.
Il Servizio Edilizia può operare modalità di controllo di merito dei contenuti
dell'asseverazione allegata alla DIA e della corrispondenza del progetto e dell'opera in corso
di realizzazione o ultimata a quanto asseverato dal professionista abilitato, nell'osservanza
dei seguenti criteri:
a) il controllo è effettuato in corso d'opera e comunque entro sei mesi dalla comunicazione
di fine dei lavori o, in assenza di tale comunicazione, entro sei mesi dal termine di
ultimazione           dei       lavori        indicato         nel       titolo    abilitativo;
b) il controllo, effettuato anche a campione, deve riguardare almeno una percentuale del 20
per cento degli interventi edilizi eseguiti o in corso di realizzazione.

003_E                  Tempi
L’inizio dei lavori deve avvenire non prima di 30 giorni della presentazione della domanda
e l’ultimazione degli stessi dovrà concludersi entro 3 anni dalla data di efficacia della DIA.

003_F                    Oneri
Marca da bollo, da applicarsi alla domanda, solo nel caso di contestuale richiesta di
autorizzazione paesaggistica;
Diritti di segreteria in applicazione del regolamento comunale.
Oneri per contributo di costruzione di cui agli artt. 16 e seguenti del D.P.R. n. 380/01 e
s.m.i., ove dovuti e salvo esenzione in applicazione del regolamento comunale.

003_G                  Durata/Rinnovi
La denuncia di inizio attività è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a tre anni. La
realizzazione della parte non ultimata dell'intervento è subordinata a nuova denuncia.
L'interessato è comunque tenuto a comunicare al Servizio Edilizia Privata e Residenziale la
data di ultimazione dei lavori.
Ultimato l'intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un Certificato di Collaudo
Finale, che va presentato al Servizio Edilizia Privata e Residenziale, con il quale si attesta la
conformità dell'opera al progetto presentato con la denuncia di inizio attività, e,
contestualmente, presenta attestazione di variazione catastale conseguente alle opere
realizzate, ovvero dichiarazione che le stesse non hanno comportato variazione di
classamento.

003_H                   Sanzioni amministrative pecuniarie
Il D.P.R. n. 380/01 e s.m.i. riporta le sanzioni per interventi eseguiti in assenza o in
difformità dalla denuncia di inizio attività. L'art. 36 e l’art. 44 riportano le sanzioni per
interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire o in difformità da esso, che sono
applicabili anche ai casi delle denunce di inizio attività presentate in alternativa al permesso
di costruire ai sensi dell'art. 22, comma 3.




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                                    Prospetto riepilogativo Sanzioni D.I.A.
                                       (art. 37 del D.P.R. 380/2001 e s.m.i.)
               Tipologia d'abuso                                          Sanzione prevista
                                                    Sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento dei valore
Mancata presentazione della D.I.A. o
                                                    venale dell'immobile a seguito dei lavori, comunque in
difformità dalla stessa (c. 1);
                                                    misura non inferiore a € 516,00;
Mancata presentazione della D.I.A. su Restituzione in pristino a cura e spese del responsabile e
immobili vincolati ed oggetto di interventi di sanzione pecuniaria da € 516,0 a € 10.329,00;
restauro e di risanamento conservativo (c. 2)
Mancata presentazione della D.I.A. su Restituzione in pristino a cura e spese del responsabile o
immobili, anche non vincolati, compresi sanzione pecuniaria di cui al comma 1;
nella zona A D.M. 02.04.68 ed oggetto
interventi di restauro e di risanamento
conservativo (c. 3);
D.I.A. in sanatoria se l'intervento è conforme Somma variabile da €. 516,00 a €. 5.164,00, stabilita dal
(c. 4);                                             Responsabile del Procedimento in relazione all'aumento di
                                                    valore dell'immobile valutato dall'Agenzia del Territorio;
D.I.A. spontaneamente effettuata quando Sanzione pecuniaria nella misura minima di € 516,00.
l'opera è già in corso di esecuzione (c. 5).
 Ai sensi dell’art. 1, comma 558, della L. n. 311/04 (art. 23, comma 7, del T.U.E.), in
assenza dell’attestazione catastale, si applica la sanzione di € 516,00 di cui all’art. 37,
comma 5, del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i..

003_I                  Servizio a cui rivolgersi
Le denunce di inizio attività vanno presentate al Comune di Rivoli Servizio Edilizia Privata
e indirizzate al Dirigente del Servizio – Corso Francia 98 – Rivoli TO.




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                                                  PROCEDURA
                                       DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA’
                                       (art. 23 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.)


►                   Presentazione
     1                  DIA                        Sportello Edilizia


         Il termine per l’adozione del provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione dei
          suoi effetti sono sospesi fino all’acquisizione dei necessari pareri (art. 23 comma 3 e 4 DPR 380/01)

               Acquisizione eventuali                                                                            ◄
               pareri e atti di assenso                       Istruttoria del Responsabile del Procedimento
                       interni
               Acquisizione eventuali                  ►
     2
               pareri e atti di assenso
                       esterni                                        Positiva                    Negativa
             Eventuale conclusione della
                         CdS




                            ▼                                                                           ▼
                                                                                           Ordine di non
                                                               Entro 30 giorni            eseguire i lavori
     3                 Silenzio
                                                               da (1) o da (2)             (con adeguata
                                                                                           motivazione)

                                                                Possibilità di
                                                               presentazione di
                                                              nuova DIA o delle          ◄
                                                                 integrazioni
                                                                   richieste
                            ▼                                                                           ▼
                                                Decorso il termine
                                                                           Eventuale rimedio per conformare la
                                                   di 30 giorni,
     4              Efficacia DIA                                          DIA alla normativa vigente entro un
                                                decorrenti da (1) o
                                                                                 termine fissato dal RdP
                                                       da (2)
                                                   All’atto della
               Pagamento contributo di
     5                                         presentazione della
               costruzione, ove dovuto
                                                        DIA
                                                   Dalla data di
     6      Possibilità di iniziare i lavori   efficacia della DIA,
                                                    ossia da (4)
                                                Entro il termine di              Con presentazione variazione
             Ultimazione e collaudo dei        efficacia della DIA,                        catastale
     7
                      lavori                    ossia entro 3 anni                  (art. 23, c. 7, T.U.E.)
                                                       da (4)
              Presentazione domanda di          Entro 15 giorni da
     8                                                                               (art. 25, c. 1, T.U.E.)
                       agibilità                        (7)




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 004                         PERMESSO DI COSTRUIRE
004_A                        Principali norme di riferimento
004_B                        Interventi subordinati al permesso di costruire
004_C                        Condizioni di applicabilità
004_D                        Adempimenti
004_E                        Tempi
004_F                        Oneri
004_G                        Durata/Rinnovi
004_H                        Sanzioni amministrative pecuniarie e penali
004_I                        Servizio a cui rivolgersi


004_A                        Principali norme di riferimento
D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.;
L.R. n. 56/77 e s.m.i.;
D.Lgs. n. 42/04 e s.m.i.;

004_B                  Interventi subordinati al permesso di costruire
Sono soggetti a permesso di costruire gli interventi caratterizzati da trasformazione
urbanistica ed edilizia del territorio, così come elencati all’art. 10 del D.P.R. n. 380/01 e
s.m.i.. Nella nota a piè pagina sono elencati gli interventi sottoposti a permesso di costruire
con indicazione dei riferimenti normativi2.


2
 ►Sono subordinati al permesso di costruire:
● ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i., gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del
territorio comunale, ossia quelli di:
a) nuova costruzione, ampliamento (10.1.a) (3.e.1);
b) ristrutturazione urbanistica (10.1.b);
c) ristrutturazione edilizia che portino a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che
comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici,
ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della
destinazione d’uso (comprese le verande) (10.1.c);
d) urbanizzazione primaria e secondaria (3.e.2);
e) Realizzazione di infrastruttura o impianto (3.e.3) ;
f) Installazione di torri, tralicci, ripetitori (3.e.4);
g) Installazione di manufatti leggeri, prefabbricati, strutture in genere su suolo privato atte a soddisfare
esigenze non temporanee (3.e.5) ;
h) realizzazione di intervento pertinenziale in area di pregio qualificato dal PRG come nuova costruzione
(3.e.6);
i) intervento pertinenziale che comporta la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume
dell'edificio principale (3.e.6);
l) realizzazione di depositi di merci o materiali, impianti per attività produttive all'aperto cui consegue la
trasformazione permanente del suolo inedificato (3.e.7);
m) interventi sottoposti a D.I.A. ma presentati come permesso di costruire avvalendosi della facoltà di cui
all'art. 22 comma 7 del T.U.E. (22.7);




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004_C                  Condizioni di applicabilità
Gli interventi devono essere conformi al regime urbanistico – edilizio e vincolistico vigente.
Devono essere presenti o programmate le opere di urbanizzazione primaria, oppure
l'impegno da parte del richiedente alla realizzazione delle stesse. La realizzazione degli
interventi oggetto di richiesta di permesso di costruire, che riguardino immobili sottoposti a
tutela storico-artistica o paesaggistica, è subordinata al preventivo rilascio delle
autorizzazioni richieste dalle relative previsioni normative di cui al D.Lgs. n. 42/04 e s.m.i..

004_D                   Adempimenti
Per ottenere il permesso di costruire occorre presentare domanda, in bollo, allo Sportello
Edilizia del Comune.
La domanda di permesso di costruire va redatta compilando il modello, disponibile presso il
“Servizio Edilizia Privata ”, comprensivo di una specifica dichiarazione del progettista
abilitato che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed
adottati, ai regolamenti edilizi vigenti e alle altre normative di settore aventi incidenza
sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare alle norme antisimiche, di
sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nel caso in cui la verifica in ordine a tale
conformità non comporti valutazioni tecnico-discrezionali, alle norme relative
all’efficienza energetica.
Il modello di cui sopra può essere ritirato direttamente dal soggetto interessato presso il
“Servizio Edilizia Privata ”, ovvero può essere prelevato dal sito Internet dell’Ente.
Ai sensi dell’art. 3, comma 8, del D.Lgs. 494/96 (come modificato dall’art. 86 del D.Lgs. n.
276/03 - cosiddetta riforma Biagi - e dall’art. 20 del D.Lgs. n. 251/04), con la presentazione
del permesso di costruire, o con la comunicazione dell’effettivo inizio dei lavori, devono
essere inoltrati i seguenti documenti:
    1. dichiarazione, resa dal titolare dell’impresa esecutrice, circa l’organico medio annuo,
    distinto per qualifica;
    2. dichiarazione, resa dal titolare dell’impresa esecutrice, relativa al contratto collettivo,
    stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato
    ai lavoratori dipendenti;
    3. Certificato di regolarità contributiva, rilasciato dall’INPS, dall’INAIL e dalle CASSE
    EDILI, per quanto di rispettiva competenza o, in alternativa, un Documento unico di
    regolarità contributiva (DURC).
Ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. n. 251/04, in assenza della certificazione della regolarità
contributiva dell’Impresa, l’efficacia del titolo abilitativo edilizio rimarrà sospesa.
Secondo quanto chiarito dalla Circolare del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, n.
848 del 14.07.05, il Certificato di regolarità contributiva dell’Impresa esecutrice dei lavori
deve essere prodotto in originale e, quindi, non può essere sostituito da autocertificazione.

004_E                   Tempi
I tempi per il rilascio del titolo abilitativo edilizio sono di 90 giorni. Decorso il termine per
il rilascio del provvedimento finale senza che l’ufficio abbia opposto motivato diniego, sulla
domanda di permesso si intende formato il silenzio assenso, salvo i casi in cui sussistano




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vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. In tal caso (vincoli), se il parere dell’ente
proposto alla tutela è favorevole, i termini per la formazione del silenzio assenso sono di 30
gg dal rilascio dell’atto di assenso al vincolo; nel caso di parere non favorevole, dopo 30 gg
dall’emanazione dell’atto di diniego al vincolo, sul permesso di costruire si intende formato
il silenzio rifiuto.
L’inizio dei lavori deve avvenire non oltre un anno dal rilascio del permesso e dovrà
concludersi entro 3 anni.

004_F                  Oneri
Marca da bollo, da applicarsi alla domanda;
Marca da bollo, da applicarsi sul provvedimento finale e diritti di segreteria;
Oneri per contributo di costruzione di cui agli artt. 16 e seguenti del D.P.R. n. 380/01 e
s.m.i., salvo esenzione. Ai sensi del regolamento comunale sul contributo di costruzione
approvato con delibera di Consiglio comunale n. 14 del 21/02/2011 e vigente dal 21/3/2011,
alla domanda di permesso di costruire è allegato il prospetto della determinazione del
contributo il quale è da ritenersi approvato, salva diversa determinazione del comune da
notificare al richiedente entro il termine per il rilascio del permesso di costruire (90gg). In
ogni caso il comune può effettuare un ulteriore verifica del contributo ad ultimazione lavori.

004_G                   Durata/Rinnovi
Il termine per l'inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo
abilitativo edilizio. Quello di ultimazione, entro il quale l'opera deve essere completata, non
può superare i tre anni dall'inizio dei lavori e può essere prorogato, con provvedimento
motivato (senza più allegare documentazioni nel caso in cui la normativa sia rimasta
invariata), solo per fatti estranei alla volontà del titolare del permesso. Un periodo più lungo
per l'ultimazione dei lavori può essere concesso esclusivamente in considerazione dell’entità
dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive.
La realizzazione della parte dell'intervento non ultimata nel termine stabilito è subordinata
al rilascio di nuovo permesso per le opere ancora da eseguire, salvo che le stesse non
rientrino tra quelle realizzabili mediante denuncia di inizio attività ai sensi dell’art. 22. Si
procede altresì, ove necessario, al ricalcolo del contributo di costruzione.
Il permesso decade con l'entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche, salvo che i
lavori siano già iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio.

004_H                  Sanzioni amministrative pecuniarie e penali
Sono definite dai seguenti articoli del DPR 380/01:
Art. 20, comma 13, falsa dichiarazione del progettista;
Art. 31 - Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con
variazioni essenziali;
Art. 33 – Interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire o in totale
difformità;
Art. 34 - Interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire
Art. 44 - Sanzioni penali.




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Le disposizioni dell'art. 44 si applicano anche agli interventi edilizi suscettibili di
realizzazione mediante denuncia di inizio attività ai sensi dell'art. 22, comma 3 (ovvero
D.I.A. presentata in luogo del permesso di costruire), eseguiti in assenza o in totale
difformità dalla stessa.


004_I                 Servizio a cui rivolgersi
La richiesta per il rilascio del permesso di costruire deve essere presentate al Servizio
Edilizia Privata e indirizzate al Dirigente del Servizio – Corso Francia 98 – Rivoli.




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                                                 PROCEDURA
                                         PERMESSO DI COSTRUIRE
                                      (art. 20 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.)

                                           Sportello
1         Presentazione domanda
                                           Edilizia
             Designazione e                Entro 10
2
         comunicazione del RdP           giorni da (1)
          Richiesta integrazione           Entro 30
3                                                                   Per motivata richiesta di integrazione documentale
               documentale               giorni da (1)
                                                                       il termine di cui al punto (6) si interrompe e
        Presentazione integrazione       Nel termine
4                                                                      riprende a decorrere per intero dal punto (4)
               documentale                assegnato
                                        Entro 60/120                Sospensione del termine (6) fino all’esito
5           Istruttoria del RdP
                                        giorni da (1)               dell’acquisizione dei pareri e atti di assenso, ove
                                        o da (4)                    dovuti, o dell’eventuale conclusione della CdS
6       Proposta di provvedimento
      ▲                                                                            Entro il termine di cui al punto (6)
                                                                                  Comunicazione dei motivi ostativi
                                             ▼               ▼                     all’accoglimento della domanda e
                                                                         ►      assegnazione del termine perentorio di
                                         Positiva        Negativa                   10 giorni per la presentazione di
                                                                                 osservazioni ai sensi dell’art. 10-bis
                                                                ▼                           della L. n. 241/90
                          Richiesta di modifiche                                    (il termine di cui al punto (6) si
     Tale richiesta sospende il decorso del termine di cui al punto             interrompe e riprende a decorrere dalla
             (6) fino al relativo esito (art. 20, c. 4, T.U.E.)                data di presentazione delle osservazioni)
                                                                                    ▼
                                        Presentazione osservazioni nel termine di 10 giorni
                                             ▼                                ▼                           ▼
                                                                        Conferma dei motivi               Mancata
                                                                             ostativi e             presentazione delle
                                           Verifica positiva
                                                                          controdeduzioni            osservazioni nel
                                          delle osservazioni
                                                                           motivate alle               termine di 10
                                                                            osservazioni                   giorni
                                                                              ▼                           ▼
                                                                        6        Proposta di provvedimento negativo
                ▼ ▼
        Adozione provvedimento            Entro 30                                Adozione provvedimento finale
7                                                                       7a
           finale favorevole            giorni da (6)                                      non favorevole
         Notifica all’interessato                                               Notifica all’interessato dell’avvenuto
8                                       Appena dopo                     8a
         dell’avvenuto rilascio                                                                 diniego
                                         l’adozione
9      Pubblicazione Albo Pretorio         dell’atto
                                         Nel termine
          Pagamento contributo di
10                                      assegnato dal
               costruzione
                                        Regolamento
                                        Entro 1 anno
11            Inizio dei lavori
                                           da (7)
12      Ultimazione e collaudo dei      Entro 3 anni




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                  lavori               da (11)
005                         AGIBILITÀ
005_A                       Principali norme di riferimento
005_B                       Quando è necessario richiedere il Certificato di agibilità
005_C                       Adempimenti
005_D                       Tempi e formazione del silenzio - assenso
005_E                       Oneri
005_F                       Sanzioni amministrative pecuniarie
005_G                       Servizio a cui rivolgersi

005_A                Principali norme di riferimento
Legge 5 febbraio 1992 n. 104, Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti
delle persone handicappate;
DPR 6 giugno 2001 n. 380 e s.m.i., Testo Unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia;

005_B                  Quando è necessario richiedere il Certificato di agibilità
Ai sensi dell’art. 24 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e s.m.i., il certificato di agibilità è
necessario per gli edifici, o parti di essi, destinati ad un utilizzo che comporta la permanenza
dell'uomo, sia questa caratterizzata dalla semplice frequentazione, come nel caso di
immobile destinato ad attività produttiva, sia nel caso di soggiorno prolungato che
caratterizza l'uso abitativo. Il certificato di agibilità, nello specifico, deve essere richiesto
quando siano stati realizzati i seguenti interventi:
a) nuove costruzioni;
b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene,
salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati.
La richiesta per il rilascio del certificato di agibilità deve essere presentata entro quindici
giorni dall'ultimazione dei lavori di finitura dell'intervento (art. 25, c. 1) dal soggetto titolare
del permesso di costruire o dal soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attività (o i
loro successori o aventi causa).
               La domanda di agibilità non è dovuta per i seguenti casi:
- recinzioni, insegne e targhe, cabine elettriche, centrali termiche, bassi fabbricati o
autorimesse (9 posti auto max), edicole funerarie, impianti sportivi aperti, modifiche
    di facciata o verande, sistemazione aree per opere di urbanizzazione, tettoie,
      rifacimento solai, demolizioni, manutenzione straordinaria, risanamento e
consolidamento che non modifichino la consistenza delle singole unità immobiliari,
   modifiche interne, ristrutturazione che non modifichino le caratteristiche delle
                                 singole unità immobiliari,
  nel qual caso è necessaria esclusivamente la relazione di conformità del tecnico
                direttore di lavori e il deposito degli eventuali certificati.

005_C                      Adempimenti




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Per ottenere il certificato di agibilità il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio
attività o il permesso di costruire, oppure il soggetto in possesso di titolo adeguato, presenta
la domanda in bollo allo Sportello Edilizia.
La suddetta domanda va redatta compilando il modello, disponibile presso il “Servizio
Edilizia Privata” completo della documentazione richiesta dal modello.
Il modello di cui sopra può essere ritirato direttamente dal soggetto interessato presso il
“Servizio Edilizia Privata”, ovvero può essere prelevato dal sito Internet dell’Ente.

005_D                   Tempi e formazione del silenzio – assenso
Il Dirigente deve rilasciare il certificato di agibilità nel termine di 30 giorni dalla ricezione
della relativa istanza (art. 25, comma 3).
Il silenzio-assenso matura:
● dopo 30 giorni dalla richiesta quando il progetto allegato al permesso di costruire o alla
denuncia di inizio attività è corredato dal parere ASL che ne attesta la corrispondenza alle
norme igienico - sanitarie (art. 25, comma 4);
● dopo 60 giorni dalla richiesta quando la conformità del progetto alle norme igienico -
sanitarie risulti attestata dallo stesso interessato mediante apposita autocertificazione (art.
25, comma 4).
Il responsabile del procedimento può richiedere all'interessato la presentazione di
documentazione ulteriore rispetto a quella già prodotta (art. 25, comma 5) nel caso in cui
non siano trascorsi più di 15 giorni dalla presentazione della domanda e la richiesta riguardi
documentazione che non sia già nella disponibilità del Comune o che non possa comunque
essere dallo stesso autonomamente acquisita.
La richiesta di integrazione documentale sospende il termine per l'adozione del
procedimento, il termine di 30 giorni ricomincia a decorrere dalla data di ricezione della
documentazione integrativa.
Il silenzio dell'Amministrazione sull'istanza del privato intesa all'ottenimento del certificato
di agibilità assume significato di assenso solamente quando le dichiarazioni rese risultino
veritiere e la domanda sia completa di tutta la documentazione prescritta (art. 20, comma 1,
della L. n. 241/90 e s.m.i. e art. 3 del D.P.R. 300/92).

005_E                Oneri
Marca da bollo, da applicarsi alla domanda;
Marca da bollo, da applicarsi sul provvedimento finale e diritti di segreteria.

005_F                  Sanzioni
La mancata presentazione della domanda nel termine stabilito comporta l'applicazione della
sanzione amministrativa pecuniaria da € 77,00 ad € 464,00 (art. 24, c. 3, del D.P.R. n.
380/01 e s.m.i.).
Ai fini dell'applicazione della sanzione è necessario e sufficiente il semplice decorso di 15
giorni dall'ultimazione dei lavori di finitura.

005_H                 Servizio a cui rivolgersi
La richiesta per il rilascio del certificato di agibilità deve essere presentata al Servizio
Edilizia Privata e indirizzate al Dirigente del Servizio – Corso Francia 98 – Rivoli.



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                                                PROCEDURA
                                                  AGIBILITA’
                                     (art. 25 del D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.)


                                           Sportello
 1    Presentazione della domanda                                        Corredata dai documenti di rito
                                            Edilizia
             Designazione e             Entro 10 giorni
 2
         comunicazione del RdP               da (1)
          Richiesta integrazione        Entro 15 giorni
 3                                                                 Per motivata di integrazione documentale il
               documentale                   da (1)
                                                                    termine di cui al punto (7) si interrompe e
        Presentazione integrazione       Nel termine
 4                                                                 riprende a decorrere per intero dal punto (4)
               documentale                 assegnato
                                        Entro il termine
 5          Istruttoria del RdP         di cui al punto
                                              (7)


                      ▼                                                        ▼                    ▼
                                               Entro il termine
 6                silenzio                     di cui al punto     Rilascio certificato     Diniego certificato
                                                     (7)

                                                                  Se in sede di provvedimento iniziale o DIA:

                                         Dopo 30 giorni           era stato acquisito il parere igienico –
                                         da (1) o da (4)          sanitario
               Efficacia del
 7
          silenzio - attestazione
                                         Dopo 60 giorni           era stata utilizzata l’autodichiarazione
                                         da (1) o da (4)          sostitutiva del parere igienico - sanitario




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 006                           AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
006_A                          Principali norme di riferimento
006_B                          Interventi subordinati ad autorizzazione
006_C                          Condizioni di applicabilità
006_D                          Adempimenti
006_E                          Tempi
006_F                          Oneri
006_G                          Durata/Rinnovi
006_H                          Sanzioni amministrative pecuniarie e penali
006_I                          Servizio a cui rivolgersi

006_A                          Principali norme di riferimento

D.Lgs. n. 42/04 e s.m.i.;
D.P.C.M. 12/12/2005 ;
L.R. 32/08;
D.P.R. n. 139/10 (procedura semplificata)

006_B                          Interventi subordinati ad autorizzazione

         Sono soggetti ad autorizzazione gli immobili ed aree di interesse paesaggistico,
tutelati dalla legge, a termini dell'art. 142, o in base alla legge, a termine degli Art. 136, 143,
comma 1 lettera d) e 157. Nella nota a piè pagina sono elencati gli interventi assoggettati ad
Autorizzazione con indicazione dei riferimenti normativi.3

3                              Art. 142. Aree tutelate per legge.

          1. Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo:

          a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i
terreni   elevati sul mare;

         b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia,
anche per           i territori elevati sui laghi;

          c) i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge
sulle acque          ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o
piedi degli argini per         una fascia di 150 metri ciascuna;

          d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul
livello   del mare per la catena appenninica e per le isole;

          e) i ghiacciai e i circhi glaciali;

          f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonchè i territori di protezione esterna dei parchi;




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        g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorchè percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a
vincolo di rimboschimento, come        definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.
227;

          h) le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;

          i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n.
448;

          l) i vulcani;

          m) le zone di interesse archeologico (217).

          2. La disposizione di cui al comma 1, lettere a), b), c), d), e), g), h), l), m), non si applica alle aree che alla
data del 6          settembre 1985 (218):

          a) erano delimitate negli strumenti urbanistici, ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come
zone      territoriali omogenee A e B (219);

         b) erano delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come
zone     territoriali omogenee diverse dalle      zone A e B, limitatamente alle parti di esse ricomprese in piani
pluriennali di      attuazione, a condizione che le relative previsioni siano state      concretamente         realizzate
(220);

          c) nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati ai sensi dell'articolo 18
della legge         22 ottobre 1971, n. 865.

         3. La disposizione del comma 1 non si applica, altresì, ai beni ivi indicati alla lettera c) che la regione abbia
ritenuto in tutto o in parte irrilevanti ai fini paesaggistici includendoli in apposito elenco reso pubblico e comunicato
al       Ministero. Il Ministero, con provvedimento motivato, può confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti
         beni. Il provvedimento di conferma è sottoposto alle forme di pubblicità previste dall'articolo 140, comma 4
(221).

          4. Resta in ogni caso ferma la disciplina derivante dagli atti e dai provvedimenti indicati all'articolo 157
(222).

                    ART. 136. IMMOBILI ED AREE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO.

          1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse pubblico:

           a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria
storica, ivi        compresi gli alberi monumentali     (197);

          b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si
          distinguono per la loro non comune bellezza;

          c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e
tradizionale,     inclusi i centri ed i nuclei storici (198);

        d) le bellezze panoramiche e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si
goda lo spettacolo di quelle bellezze (199).

                    143. Piano paesaggistico.

          1. L'elaborazione del piano paesaggistico comprende almeno:




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006_C                         Condizioni di applicabilità

         Ricevuta l'istanza occorre verificare se ricorrono i presupposti per l'applicazione
dell'art. 149 comma 1, alla stregua dei criteri fissati ai sensi dell'art. 140 comma 2, art. 141
comma 1, art 141-bis e 143 comma 3 lettere b), c), d) del D. Lgs. 42/04.
Nella nota a piè pagina sono elencati gli interventi non assoggettati ad Autorizzazione con
indicazione dei riferimenti normativi. 4
           d) eventuale individuazione di ulteriori immobili od aree, di notevole interesse pubblico a termini
dell'articolo 134, comma 1, lettera c), loro delimitazione e rappresentazione in scala idonea alla identificazione,
nonché determinazione delle specifiche prescrizioni d'uso, a termini dell'articolo 138, comma 1;

                   157. Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti e atti emessi ai sensi della normativa
          previgente.

          Conservano efficiacia a tutti gli effetti (256):

          a) le dichiarazioni di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, notificate in base
alla legge          11 giugno 1922, n. 778 (257);

          b) gli elenchi compilati ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497;

          c) le dichiarazioni di notevole interesse pubblico notificate ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497
(258);

          d) i provvedimenti di riconoscimento delle zone di interesse archeologico emessi ai sensi dell'articolo 82,
quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, aggiunto dall'articolo 1 del
decreto-legge 27 giugno      1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431 (259);

          d-bis) gli elenchi compilati ovvero integrati ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (260);

          e) le dichiarazioni di notevole interesse pubblico notificate ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999,
n. 490 (261);

           f) i provvedimenti di riconoscimento delle zone di interesse archeologico emessi ai sensi del decreto
legislativo 29      ottobre 1999, n. 490 (262).

          f-bis) i provvedimenti emanati ai sensi dell'articolo 1-ter del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312,
convertito, con     modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431 (263).

          2. Le disposizioni della presente Parte si applicano anche agli immobili ed alle aree in ordine ai quali, alla
data di   entrata in vigore del presente codice, sia stata formulata la proposta ovvero definita la perimetrazione ai fini
della     dichiarazione di notevole interesse pubblico o del riconoscimento quali zone di interesse archeologico.

4                           149. Interventi non soggetti ad autorizzazione.
          1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 143, comma 4, lettera a), non è comunque richiesta
l'autorizzazione  prescritta dall'articolo 146, dall'articolo 147 e dall'articolo 159 (239):

         a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro
conservativo      che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;

           b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione
permanente          dello stato dei luoghi con     costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di
attività ed opere che         non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;




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          c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di
conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall'articolo 142, comma 1, lettera g), purché previsti
ed autorizzati in base alla normativa in materia.

          140. Dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza.

          2. La dichiarazione di notevole interesse pubblico detta la specifica disciplina intesa ad assicurare la
conservazione       dei valori espressi dagli aspetti e caratteri peculiari del territorio considerato. Essa costituisce
parte integrante del          piano paesaggistico e non è suscettibile di rimozioni o     modifiche nel corso del
procedimento di redazione o revisione del piano medesimo (210).

          141. Provvedimenti ministeriali.

         1. Le disposizioni di cui agli articoli 139 e 140 si applicano anche ai procedimenti di dichiarazione di
notevole interesse pubblico di cui    all'articolo 138, comma 3. In tale caso i comuni interessati, ricevuta la
proposta di        dichiarazione formulata dal soprintendente, provvedono agli adempimenti indicati all'articolo 139,
comma 1,           mentre agli adempimenti indicati ai commi 2, 3 e 4 del medesimo articolo 139 provvede
direttamente il    soprintendente.

          141-bis. Integrazione del contenuto delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico.

          1. Il Ministero e le regioni provvedono ad integrare le dichiarazioni di notevole interesse pubblico
rispettivamente    adottate con la specifica disciplina di cui all'articolo 140, comma 2.

          2. Qualora le regioni non provvedano alle integrazioni di loro competenza entro il 31 dicembre 2009, il
Ministero          provvede in via sostitutiva. La procedura di sostituzione è avviata dalla soprintendenza ed il
provvedimento finale è      adottato dal Ministero, sentito il competente Comitato  tecnico-scientifico.

        3. I provvedimenti integrativi adottati ai sensi dei commi 1 e 2 producono gli effetti previsti dal secondo
periodo del comma 2 dell'articolo 140 e sono sottoposti al regime di pubblicità stabilito dai commi 3 e 4 del
medesimo          articolo (216).

          143. Piano paesaggistico.

           3. Approvato il piano paesaggistico, il parere reso dal soprintendente nel procedimento autorizzatorio di cui
agli       articoli 146 e 147 è vincolante in relazione agli interventi da eseguirsi nell'ambito dei beni paesaggistici di
cui        alle      lettere b), c) e d) del comma 1, salvo quanto disposto al comma 4, nonché quanto previsto
dall'articolo 146, comma       5.




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Con il DPR 9 luglio 2010 n. 139 in attuazione di quanto specificato al comma 9 dell’art. 146
del D.Lgs 22/01/2004 n. 42, si sono specificati in elenco, le opere di lievi entità sotto
l’aspetto paesaggistico ambientale che possono godere di un procedura semplificata in
termini di documentazione da allegare alla domanda, in termini di tempi per il rilascio del
provvedimento autorizzativo che sono ridotti nel complesso a 60 giorni, in termini di
efficacia del provvedimento che risulta immediato al rilascio, in termini di preventiva
verifica urbanistica ed edilizia e nel caso di diniego dell’istanza dopo l’esame in CLP, per il
qual caso non risulta necessario il parere della Soprintendenza che entra in campo
nell’eventualità di un ricorso da parte del privato.

        Fuori dai casi di cui all'art. 167 commi 4 e 5 del D.Lgs. n. 42/04, l'autorizzazione
non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche
parziale,degli interventi.
        L'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al
permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio.

006_D                  Adempimenti

        Per ottenere l'autorizzazione paesaggistica occorre presentare apposita richiesta, in
bollo, allo Sportello Edilizia del Comune.
        La richiesta di autorizzazione paesaggistica va redatta compilando il modello,
scaricabile direttamente on line dal sito ufficiale del comune www.comune.rivoli.to.it.
        Il modello di cui sopra può essere inoltre ritirato direttamente dal soggetto
interessato presso il “Servizio Edilizia Privata”.
        Alla suddetta richiesta formulata ai sensi dell’art 146 del DPR 380/01 devono essere
allegati documenti nel seguito indicati e redatti ai sensi del D.P.C.M. 12/12/2005 contenenti
esplicito riferimento di Richiesta di Autorizzazione Paesaggistica:
- elaborati grafici di progetto;
- relazione paesaggistica;
- documentazione fotografica;
- inserimento fotografico dell'intervento nell'intorno.
        In assenza dell'Autorizzazione Paesaggistica, l'efficacia del titolo abilitativo edilizio
rimarrà sospeso e fatti sempre salvi i relativi adempimenti.

006_E                  Tempi




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        I tempi per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica sono 120 gg.
        Per eventuale sospensione del procedimento per richieste documentali, i tempi per il
rilascio dell'autorizzazione paesaggistica sono 150 gg.

006_F                 Oneri

       Marca da bollo, da applicarsi alla Richiesta di Autorizzazione Paesaggistica, diritti di
segreteria e marca da bollo sull’autorizzazione.


006_G                 Durata Rinnovi

       L'Autorizzazione Paesaggistica ha validità di cinque anni dalla data del
provvedimento autorizzativo scaduto il quale l'esecuzione dei progettati lavori deve essere
sottoposta a nuova autorizzazione.

006_H                 Sanzioni Amministrative pecuniarie e penali

Relativamente alla Parte III del D.Lgs. 42/04 e s.m.i. sono definite dai seguenti articoli:
    Art. 167. Ordine di remissione in pristino o di versamento di indennità pecuniaria.
    Art. 168. Violazione in materia di affissione.
    Art. 181. Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa.

006_I                 Servizio a cui rivolgersi

        La richiesta per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica deve essere presentata al
Servizio Edilizio Privata ed indirizzate al Dirigente del Servizio – c.so Francia n. 98 –
Rivoli.




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                                            PROCEDURA
                                   AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
                                          Art. 146 D.Lgs 42/04


(in rosso tempi e adempimenti della procedura semplificata)
         1 Presentazione Richiesta di      Sportello Edilizia
            Autorizzazione Peasaggistica

            Verifica completezza documentale (entro15gg+avvio
        2
            proc. + integrazioni entro 15gg)

        3   Acquisizione          Entro 40 gg
            Parere C.L.P.         decorrenti da
                                                                            Parere C.L.P.
                                  (1) 30gg previa
                                  verifica edilizia
                                                        Sospensivo/                      Favorevole/
                                                       Improcedibile     Contrario Favorevole Condizionato



             Comunicazione Entro 40 gg                                                   Inoltro in Soprintendenza
               di richiesta decorrenti da              Inoltro in Soprintendenza        Proposta di Autorizzazione
        4
              documentale (1)                          Proposta di Diniego (NO)           +avvio proc. al privato
               integrativa                                                                          30gg


            Entro 45 gg decorrenti dalla
        5                                                          Parere Soprintendenza (25gg)
            ricezione dell'istanza (4)


        6     Entro 15 gg decorrenti da (5)                  Facoltà di indire Conferenza di Servizi (NO)

                   Art. 146 c. 8 D.Lgs. 42/04          Preavviso di Diniego (senza
        7
                    Art. 10 bis L. n. 241/90             parere Soprintendenza)

                                                           Rilascio Diniego di
                                                                                         Rilascio Autorizzazione
        8   Entro 20 gg decorrenti da (6), (7)           Autorizzazione (senza
                                                                                                (60gg da 1)
                                                         parere Soprintendenza)

                                                                   Trasmissione Provvedimenti p/o
        9         Conclusione procedimento
                                                                    Soprintendenza e Regione (SI)

       10         Efficacia del provvedimento             Immediato immediato
                                                          5 anni dalla data del
       11      Validità del provvedimento
                                                          provvedimento autorizzativo
          Atto autonomo e presupposto rispetto al Permesso di Costruire o agli
       12
          altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio.




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          Pubblicazione on line elenco delle
       13                                       Aggiornamento ogni 30 gg
          Autorizzazioni /Dinieghi rilasciati
          Trasmissione provvedimenti alla                                    Esercizio    funzioni   di
       14                                        Aggiornamento trimestrale
          Regione e alla Soprintendenza                                      vigilanza.


007                    DEPOSITO OPERE STRUTTURALI
007_A                  Principali norme di riferimento
007_B                  Procedura Regionale
007_C                  Servizio a cui rivolgersi



007_A                  Principali norme di riferimento
D.P.R. n. 380/01 e s.m.i.;
D.M. Infrastrutture 14/01/2008 “Nuove Norme Tecniche delle Costruzioni”
In data 19 gennaio 2010 la Giunta Regionale ha approvato la Delibera relativa
all’aggiornamento e adeguamento dell’elenco delle zone sismiche. Tale provvedimento
prevede una suddivisione del territorio in sole due zone, la 3 e la 4, definite a “bassa
sismicità” e RIVOLI rientra nella zona 3 (a seguito della D.G.R. 19 gennaio 2010 n. 11-
13058 come modificata ed integrata dalla D.G.R. 1 marzo 2010 n. 28-13422).
   Per i comuni classificati in zona 3 ai sensi dell'ORD 3274/2003, della DGR del 17-11-
2003 n. 61-11017 nonché della DGR del 19-01-2010 n.11-13058, si avviano le procedure di
denuncia di cui ai punti 3 e 4 della Circolare del Presidente della Giunta Regionale
27/04/2004 n. 1/DOP, sia per le costruzioni pubbliche, che per quelle private, nonché per
gli strumenti urbanistici.
 La nuova classificazione prevede anche procedure amministrative di deposito e controllo
che devono essere attuate nelle zone dichiarate sismiche. Alla data di entrata in vigore della
Delibera, ossia a partire dal 18/02/2011 così come differito dalla DGR n.28-13422 del
01/03/2010, dovranno essere rispettate le disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia previste al Capo IV del DPR 380/2001 (artt. 83÷106 Provvedimenti per le
costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche).
Con la DGR 4-3084 del 12 dicembre 2011 vengono approvate le nuove procedure di
controllo e gestione delle attivita' urbanistico-edilizie ai fini della prevenzione del rischio
sismico attuative della nuova classificazione sismica del territorio piemontese a cui occorre
fare riferimento per la gestione della procedura.

007_B                  Procedura Regionale
    Qualora si intenda procedere a lavori di carattere edilizio o costruzioni in genere, che
possano in qualche modo interessare la pubblica incolumità, la proprietà (Circolare
Presidente Giunta Regionale 27 aprile 2004 n.1/DOP) dell'intervento deve ottenere
l'autorizzazione obbligatoria ad eseguire i lavori (in forma implicita o esplicita), come
previsto dagli articoli 93 e 94 del DPR 6 giugno 2001, n. 380, nonché dall'art. 1 della L.R.
12 marzo 1985, n. 19.




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  Quando lo deve fare ?
  - DOPO che sia divenuto esecutivo il titolo abilitativo all’intervento edilizio (D.I.A. -
Permesso di Costruire - Comunicazione Attività edilizia libera);
  - DOPO aver comunicato l’inizio dei lavori edili, per non incorrere in pesanti sanzioni;
  - PRIMA dell'inizio dei lavori strutturali.




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La modulistica e la procedura completa è scaricabile dal sito della regione Piemonte
all’indirizzo www.regione.piemonte.it/oopp/rischio_sismico/


007_F                 Servizio a cui rivolgersi
Le denunce di competenza comunale vanno presentate al Comune di Rivoli Servizio
Edilizia Privata e indirizzate al Dirigente del Servizio – Corso Francia 98 – Rivoli TO.




                                      PROCEDURA
                             DEPOSITO OPERE STRUTTURALI
                                 Art. 93 e 65 DPR 380/01




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 008                  CERTIFICAZIONI e DEPOSITI
008_A                 Principali norme di riferimento
008_B                 Adempimenti
008_C                 Servizio a cui rivolgersi



008_A                  Principali norme di riferimento
Certificato di destinazione urbanistica: DPR 380/01, legge regionale 19/99;
Certificato idoneità alloggiativa per ricongiungimento familiare: DPR 334/2004;
Certificato numero matricola impianti di sollevamento: DPR 162/99;
Certificato agevolazioni fiscali: legge 408/49, DPR 917/86, legge 457/78;
Deposito dichiarazioni conformità impianti: DPR 380/01;
Deposito inizio e fine lavori: DPR 380/01;
Deposito frazionamenti catastali: DPR 380/01;
Accesso agli atti edilizi: legge 241/90 e smi;
Notifiche dei provvedimenti edilizi: DPR 380/01;
Volture provvedimenti edilizi: DPR 380/01;



008_B                 Adempimenti

Le richieste di certificazioni predisposte secondo il modello comunale, sono inoltrate allo
Sportello Polifunzionale durante l’orario di apertura dello stesso. L’operatore di sportello
polifunzionale verificherà la completezza documentale e nel caso la richiesta possa essere
evasa in tempo reale provvederà di conseguenza.
Nell’eventualità l’istanza richieda ulteriori accertamenti la richiesta sarà trasmessa agli
uffici competenti che provvederanno entro il termine di 30 gg a trasmettere il
provvedimento allo Sportello Polifunzionale che ne curerà la notifica al richiedente.

Il deposito degli atti avverrà allo Sportello Polifunzionale che verificata la documentazione
provvederà alla trasmissione agli uffici competenti per l’archiviazione.



008_C                   Servizio a cui rivolgersi
Le richieste di certificati e i depositi degli atti sono presentate al Comune di Rivoli Servizio
Edilizia Privata presso lo Sportello Polifunzionale e indirizzate al Dirigente del Servizio –
Corso Francia 98 – Rivoli TO.




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009                    SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA’
009_A                  Principali norme di riferimento
009_B                  Attività certificabile
009_C                  Condizioni di applicabilità

009_A                Principali norme di riferimento
Art. 19 legge 241/90
DPR 445 del 28 Dicembre 2000

009_B                  Attività certificabile

Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta
comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per
l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda
esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti
amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente
complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti
stessi, è sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui
sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle
amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione,
all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle
finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante
dal gioco, nonché di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di
quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni
sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le
qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al d.P.R. 28
dicembre 2000, n. 445, nonché dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero
dalle dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38,
comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al
primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici
necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la
legge prevede l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero l’esecuzione di
verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e
asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli
organi e delle amministrazioni competenti. La segnalazione, corredata delle dichiarazioni,
attestazioni e asseverazioni nonché dei relativi elaborati tecnici, può essere presentata a
mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti
per cui è previsto l’utilizzo esclusivo della modalità telematica; in tal caso la segnalazione si
considera presentata al momento della ricezione da parte dell'amministrazione.


009_C                  Condizioni di applicabilità




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L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della
segnalazione all’amministrazione competente.

L’amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di
cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al
medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e
di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile,
l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti
entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.

E' fatto comunque salvo il potere dell’amministrazione competente di assumere
determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies.

In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci,
l’amministrazione, ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6,
nonché di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445,
può sempre e in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.

Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3,
all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il
patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la
difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali
interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.Il presente
articolo non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi
comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione
finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o
asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente
l’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 è punito con la reclusione da
uno a tre anni.


Relativamente alle SCIA per mezzi pubblicitari in caso di installazione di targhe o insegne
che per dimensioni e caratteristiche possano essere installate direttamente dalla proprietà, i
lavori possono essere svolti direttamente in economia dal proprietario che si sostituisce
all’installatore nella dichiarazione di stabilità del manufatto.
Le insegne temporanee non sono soggette al pagamento dei diritti di segreteria.




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010                   GESTIONE TERRE E ROCCE DA SCAVO
010_A                 Principali norme di riferimento
010_B                 Attività certificabile
010_C                 Condizioni di applicabilità

010_A                 Principali norme di riferimento
D.Lgs 152/06 artt. 185 e 186
D.Lgs 152/06 artt. 214 e 216
Linee guida regionali DGR24

010_B                   Trattamento delle terre
Il trattamento delle terre e rocce da scavo può avvenire secondo le seguenti modalità:
     - Riutilizzo (artt. 185 e 186 D.Lgs 152/06) soggetto a preventiva autorizzazione da
         parte del comune di Rivoli previa presentazione di un Piano di gestione delle terre di
         scavo in sede di Permesso di costruire o DIA;
     - Recupero rifiuti (artt. 214 e 216 D.Lgs. 152/06) soggetto a preventiva allo Sportello
         Ambiente della Provincia di Torino;
     - Smaltimento come rifiuto in discarica, nel qual caso occorre comunicare in sede di
         permesso di costruire o DIA, il centro autorizzato prescelto per il conferimento.

010_C                  Adempimenti
Per il riutilizzo:
il produttore (l’impresa appaltatrice dello scavo) presenta in sede di permesso di costruire o
DIA, la domanda (modello H) con allegato il Piano di gestione delle terre di scavo redatto
secondo lo schema dell’allegatoA delle linee guide regionali unitamente al modelloG per la
procedura semplificata (per aree residenziali o agricole o siti che non siano mai stati
utilizzati per scopi diversi dai precedenti, non potenzialmente contaminate con volume di
scavo minore di 2500 mc) dove il committente dell’opera nella quale si producono le terre,
dichiara la non sottoposizione all’indagine ambientale, o unitamente al modelloC per la
procedura ordinaria dove il committente verifica la contaminazione del sito e dichiara
l’assenza di contaminazione ed il sito di riutilizzo.
L’Amministrazione Comunale approva il Piano di gestione eventualmente richiedendo
parere al comune di conferimento se diverso da quello di produzione e ne fa menzione nel
permesso di costruire o dovrà essere citato come documento allegato alla DIA in sede di
presentazione della stessa.
Il produttore comunica l’inizio lavori con l’allegatoD.
Il produttore comunica la fine dei lavori con l’allegatoE.
L’allegatoB si utilizza in caso di utilizzo delle terre in produzioni industriali.
L’allegatoF è il modello per il trasporto del materiale scavato dal sito di produzine al sito di
riutilizzo.




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Per lo smaltimento in discarica occorre:
individuare un centro autorizzato al recupero o smaltimento delle terre o rocce da scavo
(CER 170504);
individuare l’eventuale deposito temporaneo presso cantiere di produzione;
il trasporto deve essere effettuato da ditte iscritte all’albo Gestori Ambientali o dell’impresa
previa richiesta all’Albo per il trasporto in conto proprio;
emettere il formulario di identificazione per il trasporto;
comunicare al Servizio Edilizia Privata il centro autorizzato prescelto.

                                         PROCEDURA
                            GESTIONE TERRE E ROCCE DA SCAVO
                                  Art. 185 e 186 D.Lgs 152/06




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 011                   P.A.S. (solo settore energetico)
011_A                  Riferimenti Normativi
011_B                  Che cos’è la PAS
011_C                  Procedure



011A                 Riferimenti Normativi
D.Lgs n. 28 del 3 marzo 2011
D.Lgs 387/2008
Legge 122/2010


011B                   Che cos’è la PAS

Il termine PAS è un acronimo, e sta per procedura abilitativa semplificata, per le fonti
rinnovabili. La PAS sostituisce la DIA (dichiarazione d’inizio attività) nel settore
energetico, anche se i due assensi differenziano poco l’uno dall’ altro (l’unica differenza tra
PAS e DIA è che la PAS serve per ottenere gli elaborati tecnici del gestore di rete). Il
procedimento “PAS” viene introdotto il 28 marzo 2011 con il decreto rinnovabile per la
produzione del energia da fonti rinnovabili. Le Regioni potranno applicare la PAS per dare
autorizzazioni agli impianti di potenza massima a 1 mw e estendere le attività di edilizia
libera a quelli fino a 50 kw. La comunicazione di edilizia libera, potrà essere estesa dagli
enti locali agli impianti fino 50 kw e al fotovoltaico a prescindere dalla potenza ma
posizionati sugli edifici. La procedura abilitativa semplificata prevede la presentazione al
comune di una dichiarazione accompagnata da una dettagliata relazione firmata da un
progettista abilitato che asseveri il progetto agli strumenti urbanistici approvati e ai
regolamenti vigenti con dichiarazione allegata alla non contrarietà agli strumenti urbanistici
adottati. I diritti di segreteria da versare possono variare anche in base ad aggiornamenti
ISTAT. Dopo 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione (che può essere cartacea o
telematica) scatta il silenzio assenso, salva la possibilità che il comune interrompa il termine
di 30 giorni per l’integrazione della documentazione. Da tutto ciò si può trarre la
conclusione che per le fonti rinnovabili sia previsto un regime particolare una procedura a
parte, privilegiata anche rispetto alle norme edilizie, e che la loro installazione venga vietata
solo per adeguate motivazioni.




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011C                   Procedure


Procedure amministrative «semplificate, accelerate, proporzionate e adeguate», sono
quelle che prevede il Dlgs 28/2011 per velocizzare l'installazione di impianti alimentati
da fonti rinnovabili.

L'autorizzazione unica viene modificata, viene introdotta la Pas (procedura abilitativa
semplificata) e sono chiarite le attività che costituiscono edilizia libera e possono essere
svolte sulla base di una semplice comunicazione.

Per il procedimento unificato che conduce al rilascio dell'autorizzazione unica, i
termini vengono dimezzati da 180 a 90 giorni, ma rimane escluso dal termine il tempo
necessario alle verifiche ambientali.

Sarà un prossimo Dm a chiarire quanto le modifiche sono sostanziali e dunque soggette a
una nuova autorizzazione unica di competenza regionale o provinciale se delegata, mentre le
varianti non sostanziali sono assoggettate alla Pas.

La Pas è una procedura abilitativa semplificata che sostituisce a tutti gli effetti la Dia
in materia di energia.

Al pari della Dia, è legittimato a presentarla presso il Comune competente il proprietario di
un terreno o di un manufatto, oppure chi ne abbia la disponibilità giuridica.
Alla Pas sono allegati la relazione di un progettista abilitato e gli elaborati progettuali.
La relazione assevera la «compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati e
i regolamenti edilizi vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il
rispetto    delle     norme      di    sicurezza     e      di   quelle     igienico-sanitarie».
Gli elaborati progettuali comprendono tanto quelli relativi all'impianto, quanto anche (e qui
è la novità rispetto alla Dia) gli elaborati tecnici per la connessione, redatti dal gestore di
rete.

Come nel caso della Dia, il Comune entro 30 giorni può inibire l'intervento.
Decorso il termine, «l'attività di costruzione deve ritenersi assentita» e possono essere
iniziati i lavori.

Il termine di 30 giorni non inizia a decorrere se sono necessari atti di assenso di natura non
urbanistico-edilizia che non sono allegati alla Pas.

Il decorso dei 30 giorni non impedisce che, nel limite di un termine ragionevole, il Comune
possa procedere in via di autotuela ad annullare il titolo, così come previsto per la Dia
edilizia.




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Il Comune che intervenga in tal senso è tenuto a bilanciare la tutela dell'interesse pubblico
con l'affidamento formatosi nel privato (che sulla base della Pas ha legittimamente iniziato a
investire nel progetto) e dunque potrà procedere all'annullamento solo in presenza di motivi
di interesse pubblico aggiuntivi a quello della mera ricostituzione della legittimità violata
dal progetto.

I lavori devono essere conclusi entro tre anni dal perfezionamento della Pas e per la
parte     non     ultimata      in    termini    è    necessaria     una     nuova     Pas.
Da ultimo, è necessario protocollare la comunicazione di fine dei lavori, alla quale devono
essere allegati il certificato di collaudo finale di conformità dell'opera al progetto e la
ricevuta dell'avvenuta presentazione della variazione catastale (o la dichiarazione di non
modifica del classamento catastale).

Il limite di capacità per presentare la Pas è indicato nella Tabella A allegata all'articolo 12
del Dlgs 387/2003 (ad esempio, 20 kW per il fotovoltaico), ma le regioni possono estendere
tale soglia fino ad 1 MW.

Le regioni possono peraltro considerare attività edilizia libera la realizzazione di
impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza nominale fino a 50 kW, nonché gli
impianti fotovoltaici di qualsivoglia potenza da realizzare sugli edifici (salva la
applicazione della normativa ambientale).

Per l'installazione di impianti solari termici è infine prevista una comunicazione, nel rispetto
dei criteri di aderenza al tetto, allineamento all'orientamento della falda, rispetto della
sagoma dell'edificio e comprensione della superficie dell'impianto in quella del tetto, ivi
indicati.

Tali impianti possono, inoltre essere realizzati nel rispetto dei limiti ivi individuati per
tipologia degli edifici e a condizione che vengano installati al di fuori dei centri storici.

I Comuni percepiscono per le Pas ricevute gli oneri istruttori commisurati alla potenza
dell'impianto, che saranno determinati dall'atteso Dm attuativo della legge 129/2010 che ha
previsto tali oneri.




 012                  MODULISTICA ALLEGATO “A” (link)
012_A                 Opere libere
012_B                 SCIA edilizia
012_C                 Denuncia Inizio Attività
012_D                 Permesso di costruire
012_E                 Agibilità




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012_F                    Autorizzazione Paesaggistica
012_G                    Deposito opere strutturali
012_H                    Certificazioni e depositi
012_I                    SCIA (Mezzi Pubblicitari)
012_L                    Gestione terre e rocce da scavo
012_M                    Bozze atti notarili a favore del comune
012_N                    Contributi edifici di culto
012_O                    Contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche
012_P                    P.A.S. (solo settore energetico)


 013                     FAQ ALLEGATO “B”
013_A                    Elenco FAQ




 014                     COMMENTI NORMATIVI DAL WEB
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014_A                    Dia, Scia e Pas: chiarimenti e dubbi interpretativi

Dia, Scia e Pas: chiarimenti e dubbi interpretativi
(Francesco Petrucci)

Il Consiglio di Stato con sentenza 29 luglio 2011, n. 15 e il Governo con il Dl 138/2011 (Manovra 2)
hanno chiarito che Dia e Scia non sono atti amministrativi impugnabili ma semplici dichiarazioni private
di esercizio di attività consentite.

Ricordiamo prima di tutto che SCIA e DIA non interessano più le fonti rinnovabili, dopo che il
Dlgs 28/2011 ha introdotto la PAS (vedi riferimenti). Si tratta comunque di capire se le novità del
Consiglio di Stato e del Dl 138/2011 interessano anche questo nuovo istituto. Cerchiamo di fare il
punto della situazione.

Giudici e Legislatore sono intervenute su una materia frutto negli anni passati di diverse interpretazioni
dottrinarie e giurisprudenziali che attendevano un intervento risolutivo e chiarificatore.

          Il punto in questione, riassunto in maniera semplice, era il seguente: è vero che, come
          sostengono alcuni, la DIA (nelle due forme di denuncia di inizio attività e dichiarazione di
          inizio attività) e la SCIA sono atti amministrativi ad efficacia differita (decorso un certo tempo
          sono validi) oppure si tratta di dichiarazioni di un privato che comunica all’Amministrazione
          pubblica (nella specie: il Comune) che sta per iniziare una data attività che la legge prevede
          come        “libera”,     cioè     esercitabile     previa      denuncia       o     segnalazione?
          A seconda che si accolga una tesi o l’altra le conseguenze, per il dichiarante e per i terzi
          eventualmente danneggiati dall’attività posta in essere dal dichiarante, sono diverse.
          Soprattutto sulle possibilità di impugnare il provvedimento.




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La tesi perdente: DIA e SCIA sono provvedimenti amministrativi taciti

Una tesi sosteneva che la DIA/SCIA fossero provvedimenti amministrativi taciti che si formavano con il
decorso                       del                      termine                        (silenzio-assenso).
Si era in presenza di un provvedimento della pubblica amministrazione che si forma in due fasi:
dichiarazione del privato + decorso del termine (30 o 60 giorni). Trascorso il termine, l’atto è formato e
il      terzo      danneggiato       può       impugnare        l’atto     davanti         al      giudice.
Questa tesi è stata rigettata dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato 29 luglio 2011, n. 15.
L’orientamento è stato ribadito dal Legislatore con il Dl 138/2011 che ha detto, in pratica le stesse
cose.




La tesi vincente: DIA e SCIA sono dichiarazioni private

La DIA/SCIA è la dichiarazione/segnalazione di un privato che comunica all’amministrazione (al
Comune)      che   sta    per    porre   in     essere   una     attività  pienamente        legittima.
La pubblica amministrazione ha semplicemente il potere/dovere, entro tempi stabiliti (30/60 giorni), di
vietare   la   prosecuzione   di   tale   attività   se   mancano       i presupposti     di     legge.

In altre parole la DIA/SCIA è un atto privato perfettamente valido e formato, quindi non è necessario
che per la sua formazione definitiva intervenga il silenzio-assenso “confermativo” della dichiarazione
del privato. Semplicemente l’amministrazione ha un certo tempo per verificare che la
dichiarazione/denuncia/segnalazione del privato sia legittima (cioè abbia tutti i contenuti previsti e
richiesti dalla legge) e se non li ha, vietare la prosecuzione dell’attività posta in essere dal privato.
Il silenzio-assenso, dunque, con la DIA/SCIA non c’entra nulla.

          Chiarisce il Consiglio di Stato: “(…) mentre nel silenzio assenso il titolo abilitativo è dato dal
          provvedimento tacito dell'autorità, nella fattispecie in esame il titolo abilitante è
          rappresentato dall'atto di autonomia privata che, grazie alla previsione legale direttamente
          legittimante, consente l'esercizio dell'attività dichiarata senza il bisogno dell'intermediazione
          preventiva di un provvedimento amministrativo”.




Azioni della parte danneggiata

A questo punto, il terzo danneggiato come può agire? Il Consiglio di Stato traccia la strada da seguire:

• impugnazione dell’atto lesivo entro 60 giorni dalla piena conoscenza dell’efficacia dell’atto (il Consiglio
ribadisce che si ha conoscenza piena con la fine dei lavori). Attenzione: il terzo danneggiato non
impugna la DIA/SCIA (come si è detto atti non impugnabili) ma il silenzio negativo
dell’amministrazione, cioè la mancata adozione da parte del Comune del provvedimento
inibitorio (cioè del provvedimento che vieta al privato di proseguire l’attività oggetto di DIA/SCIA).

• insieme alla impugnazione, il Codice del processo amministrativo (Dlgs 104/2010) consente al terzo
anche di presentare una azione di condanna dell’amministrazione volta a ottenere una pronuncia che
imponga alla stessa di adottare il provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività che essa aveva
rifiutato                                        di                                            emettere.

• se però il terzo interessato viene a conoscenza della DIA/SCIA durante i 30/60 giorni nei quali il
Comune ha il potere di vietare la prosecuzione dell’attività, il termine dell’impugnazione decorre dalla
fine dei 30/60 giorni in cui l’amministrazione poteva emettere le misure interdittive dell’attività.




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Cosa fare contro l’immediata efficacia?

Sia nel caso di DIA a legittimazione immediata che di SCIA, l’intervento/attività a cui si riferiscono può
essere subito esercitata. Come difendersi da atti che possono già danneggiare in modo grave e
irreparabile ben prima che scadano i 30/60 giorni?

          La DIA a legittimazione immediata consente l'esercizio dell'attività sin dalla data di
          presentazione della dichiarazione (articolo 19, comma 2, secondo periodo, legge 241/1990,
          con riferimento all'esercizio delle attività di impianti produttivi di beni e di prestazioni di
          servizi di cui alla direttiva 2006/123/Ce, compresi gli atti che dispongono l'iscrizione in albi o
          ruoli o registri ad efficacia abilitante).

Secondo il Consiglio di Stato, poiché la DIA (almeno quella con effetti immediati) e la SCIA producono
effetti potenzialmente pregiudizievoli nei confronti dei terzi immediatamente, ben prima che siano
decorsi i termini di 30/60 giorni durante i quali il Comune può eventualmente vietare di proseguire
l’attività, l’interesse legittimo del terzo potenzialmente danneggiato viene tutelato conferendogli la
possibilità di esperire una “azione di accertamento” con la quale egli chiede al Giudice l’adozione di
misure cautelari che “congelino” l’esercizio dell’attività denunciata dal privato, in attesa dei controlli
della                                       pubblica                                    amministrazione.
Se, decorsi i termini, il Comune in seguito ai controlli, annulla la DIA/SCIA cessa la materia del
contendere. Se il Comune non annulla la DIA/SCIA il procedimento davanti al Giudice può proseguire
come procedimento contro il silenzio del Comune che non ha impedito di proseguire l’attività.




Le norme della manovra estiva

Il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, articolo 6, ribadisce proprio quest’ultimo punto. Se da un lato
il Legislatore chiarisce che la DIA e la SCIA non sono atti autonomamente impugnabili – e quindi si
impugnerà il silenzio dell’amministrazione che non ha vietato le attività denunciate o segnalate –
dall’altro si ribadisce la possibilità per il terzo di fare istanza per ottenere dal Comune che verifichi
subito se la DIA o la SCIA siano legittime e se l’ente non lo fa, impugnare il silenzio del Comune
davanti al Giudice.

          Ecco il comma 6-ter inserito nell’articolo 19, legge 241/1990 dall’articolo 6 del Dl 138/2011:
          “6-ter. La segnalazione certificata di inizio attività, la denuncia e la dichiarazione di inizio
          attività si riferiscono ad attività liberalizzate e non costituiscono provvedimenti taciti
          direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche
          spettanti all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire l'azione di cui all'articolo 31,
          commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104”

I rimedi esperibili dal terzo danneggiato segnalati dal Consiglio di Stato paiono rimanere perfettamente
validi. Il Legislatore ribadisce il diritto del terzo di sollecitare l’esercizio delle verifiche da parte del
Comune e, nel caso, agire contro l’inerzia del Comune stesso ai sensi del Codice del processo
amministrativo (Dlgs 104/2010).




Quali effetti sulla PAS?




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Le      affermazioni     del     Consiglio    di    Stato    si     applicano      anche      alla   PAS?
L’articolo 6 del Dlgs 28/2011 disciplina la PAS (procedura semplificata) per le rinnovabili stabilendo che
tale procedura si sostituisce alla precedente procedura di DIA.

>> Per una disamina della PAS vedi riferimenti

Il punto che qui ci interessa è il comma 4 dell’articolo 6:

          “4. Il Comune, ove entro il termine ... sia riscontrata l'assenza di una o più delle condizioni
          stabilite al medesimo comma, notifica all'interessato l'ordine motivato di non effettuare il
          previsto intervento e, in caso di falsa attestazione del professionista abilitato, informa
          l'autorità giudiziaria e il consiglio dell'ordine di appartenenza; è comunque salva la facoltà di
          ripresentare la dichiarazione, con le modifiche o le integrazioni necessarie per renderla
          conforme alla normativa urbanistica ed edilizia. Se il Comune non procede ai sensi del
          periodo precedente, decorso il termine di trenta giorni dalla data di ricezione della
          dichiarazione di cui comma 2, l'attività di costruzione deve ritenersi assentita.”



La parte finale di questo comma sembra indicare che ci troviamo di fronte a un atto (la PAS) che si
forma                          tramite                         silenzio                         assenso.
Se così è, la PAS non è assimilabile alla DIA/SCIA e pertanto alla PAS non si applicano le considerazioni
di                                               cui                                               sopra.

La PAS rimarrebbe dunque provvedimento amministrativo a formazione differita (dichiarazione +
decorso dei 30 giorni e silenzio assenso), impugnabile dopo i 30 giorni o comunque, secondo le regole
generali, dopo che il terzo ha avuto piena conoscenza dell’atto.



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