Caduta dalle coperture 01

Document Sample
Caduta dalle coperture 01 Powered By Docstoc
					CADUTE DALLE COPERTURE




             Giancarlo Negrello
Scivola dal campanile e batte la testa
 Morta una guida alpina di Cortina




                      Giancarlo Negrello
Scivola dal campanile e batte la testa
 Morta una guida alpina di Cortina
   Da Pozzo era stato incaricato dalla parrocchia di fare
    delle piccole riparazioni e di cambiare delle lampadine.
    La guida era imbragata con dispositivi di sicurezza che
    ne hanno fermato la caduta, avvenuta per cause in corso
    di accertamento.
   L'urto contro la parete del
    campanile ne ha comunque
    provocato la morte per traumi
    al volto e al torace.




                                   Giancarlo Negrello
Scivola dal campanile e batte la testa
 Morta una guida alpina di Cortina
   La dinamica dell'incidente pare
    chiara:
     Da Pozzo sarebbe scivolato
      mentre era a metà del ripido
      pendio della guglia e con una
      mano avrebbe cercato anche di
      attaccarsi al cavo del parafulmine;
      poi un volo di qualche metro
      bloccato dalle corde di sicurezza
      e un urto violentissimo contro
      uno spigolo del cordolo esterno
      della torre campanaria.

                                     Giancarlo Negrello
Scivola dal campanile e batte la testa
 Morta una guida alpina di Cortina
   I colleghi lo hanno subito soccorso, issandolo fino alla
    cima, e hanno lanciato l'allarme al Suem, che ha inviato
    l'elicottero di Pieve di Cadore.
   Imbarcato con un verricello, è stato trasportato alla
    piazzola dell'ospedale, ma a nulla sono valse le manovre
    di rianimazione.




                                    Giancarlo Negrello
                 Punti di analisi
   Il lavoratore è morto nonostante l’imbracatura;
   Soccorsi esclusivamente pubblici;
   NOI NON ABBIAMO ELICOTTERI !!




                               Giancarlo Negrello
     Palermo, 36enne cade dal tetto
    su una inferriata e muore trafitto
 L'uomo era salito sul tetto della sua abitazione
  di due piani per controllare un serbatoio d'acqua
 PALERMO - Un uomo è morto trafitto dagli spuntoni
  di una inferriata a Palermo. Giuseppe Gandolfo, 36 anni,
  … è caduto dal tetto della sua abitazione, dove era
  salito per controllare
  un serbatoio d'acqua,
  ed è precipitato su
  un'inferriata.




                                 Giancarlo Negrello
          Incidente sul lavoro
    Cade dal tetto, grave un artigiano
   Empoli, 30 dicembre 2009 - Grave incidente sul
    lavoro per un uomo di 33 anni che è caduto dal
    tetto della Shelbox a Castelfiorentino. L'operaio
    stava effettuando lavori di manutenzione alla copertura
    del capannone, quando è improvvisamente caduto a
    terra.




                                   Giancarlo Negrello
           Incidente sul lavoro
     Cade dal tetto, grave un artigiano
   Adesso si lavora sulle circostanze e la dinamica
    dell’incidente, soprattutto se le misure di sicurezza
    siano state seguite e se l’addetto indossasse i dispositivi
    di protezione.
   Secondo una nota …"da una prima ricostruzione
    dei fatti risulta che il lavoratore e’ precipitato dal
    tetto prima di poter fissare l’imbracatura che
    indossava sul punto dove doveva operare.”




                                     Giancarlo Negrello
              Punti di analisi
 Si pensa sempre che ad impedire le cadute
  bastino i mezzi di protezione;
 Mancanza di ancoraggi sulla copertura;




                            Giancarlo Negrello
                Progetto FUNZIONALE
   L’ancoraggio in copertura deve essere progettato per
    essere FUNZIONALE, utilizzabile dagli addetti ai lavori,
    dare sicurezza, essere un prodotto che nel tempo
    mantenga le proprie caratteristiche invariate; l’ultima
    cosa che dovremmo guardare sarebbe il COSTO!
   Lo scopo del progetto di un sistema di sicurezza in
    copertura è: “eliminare le cause di infortuni nelle
    varie fasi lavorative”;




                                     Giancarlo Negrello
                Progetto FUNZIONALE
   Il mercato offre ancoraggi UNI EN 517 (oggi modificati e
    certificati UNI EN 795 CL A ), ottimi per reggere scale su
    tetti a forte pendenza, indispensabili per coperture aventi
    forte pendenza, ma non idonei per resistere alla caduta di
    una persona nel vuoto; il loro fissaggio, in questo caso,
    diventa molto delicato e pericoloso e nella totalità dei
    casi la responsabilità
    dell’installazione viene
    attribuita all’impresa
    che esegue il montaggio.




                                      Giancarlo Negrello
                Progetto FUNZIONALE
   La soluzione dei Ganci sottotegola
    ci obbliga a porci una domanda: “Il
    nostro addetto ai lavori sarà
    disposto a fare il gambero e,
    per percorrere 10 metri,
    staccarsi e riagganciarsi 5
    volte??”
   “Certamente NO!!”
   Noi continueremo a vedere sui tetti
    persone ancorate al NULLA. Tale
    intervento non
    incrementa la SICUREZZA,
    l’unico vantaggio che si avrà,
    sarà solo un risparmio
    economico.


                                          Giancarlo Negrello
    LINEA VITA INVISIBILE, ECONOMICA E
            FACILE DA MONTARE

   Il prodotto è nato dall'esigenza di mettere in sicurezza e
    coperture senza creare problemi sul fronte
    estetico.
   La linea vita rimane alla stessa altezza del coppo di colmo.
   Altre potenzialità di questo dispositivo sono la sua facilità
    di montaggio anche a tetto finito ed il fatto che non
    necessita di converse per
    l'impermeabilizzazione.




                                       Giancarlo Negrello
                         L.R. 61/85
   L’art. 79 bis della L.R. 61/85 al fine di porre le condizioni
    perché i futuri interventi di verifica e/o riparazione di
    un edificio avvengano in condizioni di sicurezza dispone
    che i progetti relativi agli interventi edilizi che
    riguardano nuove costruzioni o edifici esistenti
    prevedano tra la documentazione allegata alla richiesta
    relativa al titolo abilitativo o alla denunzia di inizio
    attività, idonee misure preventive e protettive per la
    sicurezza dei lavori di manutenzione da svolgersi in
    quota.




                                      Giancarlo Negrello
                        L.R. 61/85
   In modo particolare la
    norma impone di prendere
    in considerazione gli
    interventi manutentivi sul
    tetto e sulle pareti e di
    prevedere tutte le
    situazioni di rischio
    derivanti dalle operazioni
    di accesso, di transito e di
    stazionamento in quota
    che espongano il personale
    al rischio di caduta.

                                   Giancarlo Negrello
                       L.R. 61/85
 Le soluzioni tecniche da adottare per i lavori in quota
  devono essere riportate nella relazione di progetto e sugli
  elaborati grafici.
 In particolare vanno definiti nel progetto:
    i materiali e i componenti da impiegare per la loro
     attuazione;
    il dimensionamento e le caratteristiche di
     qualunque altro elemento o componente necessario a
     garantire la sicurezza nella manutenzione.
 La relazione di progetto e i grafici sono:
    allegati alla richiesta del PdC o DIA
    parte integrante del fascicolo

                                   Giancarlo Negrello
L.R. 61/85
     Le misure di sicurezza da
      predisporre sono specificate
      per le seguenti fasi:
       Accesso alla copertura
        (cap. 1.2)
       Transito ed esecuzione
        dei lavori sulle coperture
        (cap. 1.3)
       • Lavori in parete (cap
        1.4)



           Giancarlo Negrello
       Sarà necessaria una valutazione dei rischi
      Per scegliere i dispositivi più idonei sarà necessario che
       il progettista effettui:
         Una valutazione dei rischi di caduta


LA FMECA (acronimo dell'inglese Failure Mode, Effects, and Criticality Analysis
- Analisi dei modi, degli effetti e della criticità dei guasti) è una estensione della
FMEA (Failure Mode and Effects Analysis), in aggiunta alla quale include un'analisi
di criticità usata per valutare, mediante opportuni diagrammi, la gravità delle
conseguenze di un guasto correlata con la probabilità del suo verificarsi.
L'analisi, che viene utilizzata nei settori più diversi, mette in evidenza le
modalità di guasto che hanno nello stesso tempo una probabilità di accadere
relativamente alta unita ad un'alta gravità di conseguenze, mettendo in
evidenza i punti di debolezza di un progetto, sui quali occorre intervenire con
adeguate modifiche.

                                                    Giancarlo Negrello
Descrizione ed analisi della copertura




                      Giancarlo Negrello
Descrizione ed analisi della copertura




                      Giancarlo Negrello
Descrizione ed analisi della copertura




                      Giancarlo Negrello
Sarà necessaria una valutazione dei rischi




                        Giancarlo Negrello
Sarà necessaria una valutazione dei rischi




                        Giancarlo Negrello
           Cap. 1.2: Accesso alla copertura
   L’accesso alla copertura o a postazioni che espongano a
    rischio di caduta per dislivelli superiori ai 2 metri, per
    essere agevole e sicuro, richiede la predisposizione di
    strutture fisse quali:
    A - Percorsi
    B - Aperture
    C - Scale



   Dette soluzioni
    possono essere previste sia all’interno che all’esterno
    dell’edificio.
                                      Giancarlo Negrello
      A. I percorsi orizzontali e verticali
   altezza libera > 1,80 metri rispetto al piano di calpestio
    e una larghezza > 0.70 metri. In presenza di vincoli
    costruttivi non eliminabili, tale altezza può essere ridotta
    a 1,20 metri. Gli ostacoli fissi che per ragioni tecniche non
    possono essere eliminati devono essere chiaramente
    segnalati e, se del caso, protetti;
   parapetti normali con arresto al piede o altra
    difesa equivalente in corrispondenza dei lati aperti
    prospicienti il vuoto;
   illuminazione artificiale d’intensità > 20 lux, se è
    prevedibile un utilizzo del percorso in condizioni di scarsa
    o assente illuminazione naturale. I corpi illuminanti
    devono essere protetti dal rischio d’urto;

                                       Giancarlo Negrello
      A. I percorsi orizzontali e verticali
   piani di calpestio in materiale antisdrucciolo. Se gli
    stessi sono collocati all’esterno, la loro conformazione
    deve essere tale da evitare l’accumulo di fango e la
    formazione di lamine d’acqua;
   piani di calpestio grigliati con maglie non
    attraversabili da una sfera di 35 mm e, se sono
    sovrastanti luoghi con permanenza o passaggio di
    persone, non devono essere attraversabili da una sfera di
    20 mm;
   tutte le superfici di calpestio che garantiscano
    un’adeguata portata in relazione ai carichi previsti
    (persone, attrezzature e materiali);

                                     Giancarlo Negrello
A. I percorsi orizzontali e verticali
                   scale scelte secondo il
                    seguente ordine di
                    priorità:
                     scale fisse a gradini,
                     scale fisse a chiocciola,
                     scale fisse a pioli con
                      inclinazione < 75°,
                     scale retrattili,
                     scale fisse a pioli verticali o
                      con inclinazione > 75°.



                          Giancarlo Negrello
      A. I percorsi orizzontali e verticali

   scale scelte secondo il
    seguente ordine di
    priorità:
     scale fisse a gradini,
     scale fisse a chiocciola,
     scale fisse a pioli con
      inclinazione < 75°,
     scale retrattili,
     scale fisse a pioli verticali o
      con inclinazione > 75°.


                                        Giancarlo Negrello
      A. I percorsi orizzontali e verticali

   scale scelte secondo il
    seguente ordine di
    priorità:
     scale fisse a gradini,
     scale fisse a chiocciola,
     scale fisse a pioli con
      inclinazione < 75°,
     scale retrattili,
     scale fisse a pioli verticali o
      con inclinazione > 75°.


                                        Giancarlo Negrello
      A. I percorsi orizzontali e verticali

   scale scelte secondo il seguente ordine di
    priorità:
     scale fisse a gradini,
     scale fisse a chiocciola,
     scale fisse a pioli con inclinazione < 75°,
     scale retrattili,
     scale fisse a pioli
      verticali o con
      inclinazione > 75°.




                                   Giancarlo Negrello
A. I percorsi orizzontali e verticali

              scale scelte secondo il
               seguente ordine di priorità:
                scale fisse a gradini,
                scale fisse a chiocciola,
                scale fisse a pioli con
                 inclinazione < 75°,
                scale retrattili,
                scale fisse a pioli
                 verticali o con
                 inclinazione > 75°.


                         Giancarlo Negrello
    B. Le aperture per l’accesso diretto
        alla copertura devono avere:
   B.1 Se orizzontali o inclinate:
     dimensioni adatte ai prevedibili ingombri di materiali e
      attrezzature da trasportare e comunque una
      superficie non inferiore a 0,50 mq. Qualora
      l’apertura sia di forma rettangolare, il lato inferiore
      deve essere ≥ 0,70 metri.
     Se l’apertura è a sezione circolare il diametro deve
      essere ≥ 0,80 metri.




       ≥ 0,70 metri                ≥ 0,80 metri
                                    Giancarlo Negrello
      B. Le aperture per l’accesso diretto
          alla copertura devono avere:
   B.2 Se verticali:
     larghezza ≥ 0,70 metri e
      altezza ≥ 1,20 metri.
      Limitatamente agli edifici già
      esistenti, in presenza di vincoli




                                               ≥ 1,20 metri
      costruttivi non eliminabili,
      possono essere prese in
      considerazione dimensioni
      diverse, tali comunque da
      garantire un agevole passaggio
      delle persone e dei materiali.                           ≥ 0,70 metri




                                          Giancarlo Negrello
                        C. Scale:
   C.1 Le scale fisse a gradini a sviluppo rettilineo o a
    chiocciola devono avere:
     parapetto normale o altra difesa equivalente, in
      corrispondenza di lati aperti con rischio di caduta
      dall’alto;
     corrimano ad
      una altezza
      compresa tra
      0,90 e 1 metri
      su almeno uno
      dei due lati
      delimitati da
      Pareti;

                                   Giancarlo Negrello
                        C. Scale:
   C.1 Le scale fisse a gradini a sviluppo rettilineo o a
    chiocciola devono avere:
     larghezza pari a 0,60 metri . Se a chiocciola, il
      diametro deve essere pari a 1 metro. E’ preferibile,
      comunque, scegliere scale a sezione quadrata;
     gradini con pedata e alzata
      dimensionate a regola
      d’arte.




                                   Giancarlo Negrello
C. Scale:
   C.1 Le scale fisse a gradini a
    sviluppo rettilineo o a
    chiocciola devono avere:
     In presenza di vincoli costruttivi
      non eliminabili, l’alzata e la
      pedata possono avere
      dimensioni rispettivamente
      non superiori a 0,22 metri e
      non inferiori a 0,25 metri;




              Giancarlo Negrello
                           C. Scale:
   C.1 Le scale fisse a gradini a
    sviluppo rettilineo o a
    chiocciola devono avere:
     profili dei gradini a spigolo
      arrotondato;
     pianerottoli di riposo
      almeno ogni 20 gradini.




                                      Giancarlo Negrello
                             C. Scale:




                                            0,90 – 1,0 metri
   C.2 Le scale fisse a pioli
    devono avere:
     larghezza > 0,35 metri;
     distanza tra i pioli compresa




                                         0,25c – 0,30
      tra 0,25 – 0,30 metri;
     maniglioni di sbarco di altezza
      compresa tra 0.90 e 1 metro;
     distanza tra i pioli e la parete
      opposta al piano dei pioli pari
      o superiore a 0,15 metri.

                                                               ≥ 0,35 metri

                                                    Giancarlo Negrello
                             C. Scale:
   C.3 Le scale fisse a pioli verticali o con
    inclinazione > 75° e altezza > 5 metri
    devono essere dotate, lungo tutto il loro
    sviluppo, di sistemi (funi o rotaie di guida)
    per l’aggancio di idonei D.P.I. anticaduta.




                                         Giancarlo Negrello
C. Scale:
   In alternativa devono avere:
     solida gabbia metallica di
      protezione, a partire da una
      altezza di 2,50 metri, avente
      maglie o aperture di ampiezza
      tale da impedire la caduta
      accidentale della persona verso
      l’esterno;
     parete della gabbia opposta al
      piano dei pioli che non disti da
      questi più di 0,60 metri;


             Giancarlo Negrello
                           C. Scale:
   In alternativa devono
    avere:
     piattaforme di riposo
      ogni 4 metri, con superficie
      sufficiente a permettere
      l’appoggio completo di due
      piedi e tale da consentire di
      stare in piedi comodamente;
     sbarramenti che ne
      impediscano l’uso alle
      persone non autorizzate.


                                      Giancarlo Negrello
                          C. Scale:
   In alternativa devono avere:
     sbarramenti che ne impediscano l’uso alle persone non
      autorizzate.




                                     Giancarlo Negrello
C.4 Le scale retrattili a gradini devono
                 avere:
                larghezza utile ≥ 0,35 metri;
                gradini con alzata compresa tra 0,25
                 e 0,30 metri;
                montanti dotati di corrimano
                 distanti dagli stessi almeno 0,10
                 metri;
                dimensioni minime della botola, a cui
                 sono applicate, pari a 1,20 x 0,70
                 metri;




                             Giancarlo Negrello
C.4 Le scale retrattili a gradini devono
                 avere:
   ripiani di sbarco dotati
    di maniglioni di sbarco di
    altezza compresa tra 0.90
    e 1 metro;
   portata pari a 150 Kg
    (1500 N).

Tali scale devono essere
  utilizzate mantenendo una
  inclinazione compresa tra
  60° e 75°.


                                 Giancarlo Negrello
Cap. 1.3 Transito ed esecuzione dei lavori sulle
                   coperture
   Al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza
    durante il transito e la sosta sulla copertura, a partire
    dal punto di accesso, devono essere previsti:
     A) elementi permanenti di protezione;
     B) elementi che favoriscono la posa in opera e
      l’utilizzo di dispositivi di sicurezza.




                                    Giancarlo Negrello
Cap. 1.3 Transito ed esecuzione dei lavori sulle
                   coperture
   Nella scelta delle soluzioni sopraindicate deve essere
    considerata la frequenza degli interventi di
    manutenzione previsti, garantendo la priorità ai
    sistemi collettivi di protezione rispetto a quelli
    individuali.
   La presenza di parti non praticabili (con particolare
    riferimento al rischio di sfondamento della
    superficie di calpestio), quando non sia possibile
    segregarle, devono
    essere adeguatamente
    segnalate con appositi
    cartelli chiaramente
    visibili.
                                  Giancarlo Negrello
         A) Elementi permanenti di
                protezione:
   In funzione della struttura e della tipologia di
    rischio possono essere previsti:
     parapetti;
     passerelle, camminamenti o andatoie per il
       transito di persone e materiali;
     reti permanenti di sicurezza.




                                 Giancarlo Negrello
          A) Elementi permanenti di
                 protezione:
   I parapetti fissi di protezione sul perimetro delle parti
    non praticabili della copertura (es.elementi di
    copertura non pedonabili, lucernari ciechi, cupolini,
    ecc.) e di protezione contro il rischio di caduta verso il
    vuoto devono possedere le seguenti caratteristiche
    minime:
     essere resistenti ad un sovraccarico orizzontale ≥
       1,00 KN/mq;
     avere una altezza minima di 1 metro in
       presenza di solai con inclinazione < 15% e 1,20
       metri per inclinazioni > 15%;
     essere dotati di elemento fermapiede nella parte
       inferiore, di altezza ≥ 0,15 metri;

                                     Giancarlo Negrello
            A) Elementi permanenti di
                   protezione:
   …
     avere una altezza libera tra i correnti:
       ≤ 0,47 metri nel caso di inclinazione del solaio ≤ 10°
       ≤ 0,25 metri nel caso d’inclinazione del solaio ≤ 45°
       ≤ 0,10 metri nel caso d’inclinazione del solaio ≤ 60°;
     essere costruiti con materiale in grado di resistere agli
      agenti atmosferici.




                                        Giancarlo Negrello
          A) Elementi permanenti di
                 protezione:
   Le passerelle, i camminamenti e le andatoie per il transito
    di persone e materiali installati sulle parti non praticabili
    della copertura (es. elementi di copertura non
    pedonabili; lucernari, cupolini, ecc.) e per passaggi sul
    vuoto devono possedere le seguenti caratteristiche
    minime:
     resistere alle sollecitazioni e ai sovraccarichi
       previsti per il passaggio di persone e per la
       movimentazione dei materiali,
     avere larghezza > 0,60 metri se destinate al solo
       transito di persone e > 1,20 metri se utilizzate
       anche per il trasporto di materiali;
     essere dotate sui lati aperti di parapetti aventi le
       caratteristiche sopra riportate;

                                       Giancarlo Negrello
A) Elementi permanenti di
       protezione:




          Antisdruciolo



   060 metri (o 1,20 metri)



                          Giancarlo Negrello
          A) Elementi permanenti di
                 protezione:
   ….
     essere provviste di pavimentazione
      antisdrucciolevole con aperture non attraversabili
      da una sfera di 35 mm e, se sovrastanti luoghi ove è
      possibile la permanenza o il passaggio di persone, non
      attraversabili da una sfera di 20 mm;
     le andatoie con pendenza > 50 % devono avere piani
      di calpestio listellati ad intervalli < 0,40 metri,
      interrotti da pianerottoli di riposo in funzione della
      lunghezza dell’andatoia.



                                   Giancarlo Negrello
          A) Elementi permanenti di
                 protezione:
   Le reti permanenti predisposte al di sotto delle parti
    non praticabili della copertura (es. lucernari, cupolini,
    ecc.) devono:
     essere resistenti ad un carico di almeno 1,50
      KN/mq di superficie;
     presentare caratteristiche tecniche e tipologia di
      ancoraggio scelti tenendo conto dei fattori ambientali
      (es. agenti atmosferici, fumi, nebbie o vapori dovuti
      alla attività svolta
      nel locale);



                                    Giancarlo Negrello
  B) Elementi che favoriscono la posa in
opera e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza

   Qualora non sia possibile predisporre, in parte o in
    tutto, misure di protezione collettiva ( parapetti, reti,
    etc. ), è necessario che i lavori in quota vengano svolti
    con l’impiego di dispositivi di protezione
    individuale anticaduta.




                                     Giancarlo Negrello
  B) Elementi che favoriscono la posa in
opera e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza

                            Già in fase di
                             progettazione di un
                             edificio devono essere
                             previste le caratteristiche
                             e la collocazione dei
                             dispositivi a parti stabili,
                             dove il lavoratore possa
                             agganciarsi quali:
                              linee di ancoraggio;
                              dispositivi di
                                ancoraggio;
                              ganci di sicurezza da
                                tetto.

                             Giancarlo Negrello
      B) Elementi che favoriscono la posa in
    opera e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza

   Questi dispositivi devono:
     essere dislocati in modo da procedere in sicurezza su
      qualsiasi parte della copertura, a partire dal punto di
      accesso, fino al punto più lontano;
     essere chiaramente identificabili per forma e/o colore o
      con altro mezzo analogo;
     essere accessibili
      in modo da
      consentire
      l’ancoraggio
      senza rischio
      di caduta;

                                     Giancarlo Negrello
  B) Elementi che favoriscono la posa in
opera e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza

   Questi dispositivi devono:
     possedere i requisiti previsti dalla norma UNI EN
      795: «Protezione contro le cadute dall’alto –
      dispositivi di ancoraggio – requisiti e prove» e
      successivi aggiornamenti;
     garantire nel tempo le necessarie
      caratteristiche di resistenza e solidità;
     essere oggetto di periodiche verifiche e manutenzioni
      a cura del proprietario dell’immobile secondo le
      indicazioni del costruttore. Degli interventi
      eseguiti deve essere effettuata regolare
      registrazione.

                                   Giancarlo Negrello
  B) Elementi che favoriscono la posa in
opera e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza




                          Giancarlo Negrello
  B) Elementi che favoriscono la posa in
opera e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza




                          Giancarlo Negrello
Dispositivi di ancoraggio UNI EN 795




                     Giancarlo Negrello
Dispositivi di ancoraggio UNI EN 795




                     Giancarlo Negrello
Dispositivi di ancoraggio UNI EN 795




                     Giancarlo Negrello
Dispositivi di ancoraggio UNI EN 795




                     Giancarlo Negrello
Dispositivi di ancoraggio UNI EN 795




                     Giancarlo Negrello
Dispositivi di ancoraggio UNI EN 795




                     Giancarlo Negrello
Tipi di imbracatura




             Giancarlo Negrello
Effetto pendolo




           Giancarlo Negrello
                Cap 1.4 Lavori in parete
   Per le pareti che hanno bisogno di frequente manutenzione
    ( vetri, cristalli, ecc.. ), all’atto della progettazione degli
    edifici sarà cura indicare nell’elaborato grafico di
    progetto le attrezzature fisse necessarie per
                                            i lavori in
                                            parete, quali
                                            ad esempio
                                            sistemi di
                                            scorrimento
                                            (verticale e
                                            orizzontale) e
                                            sistemi per l’
                                            ancoraggio di ponti.
                                        Giancarlo Negrello
Cap 1.4 Lavori in parete
                Agli elaborati devono
                 essere allegate le
                 indicazioni relative alle
                 attrezzature ausiliarie
                 da utilizzare in
                 combinazione con i
                 dispositivi fissi
                 installati.




                  Giancarlo Negrello
             Cap 1.5 Casi particolari
   In presenza di particolari vincoli costruttivi, come nel
    caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente,
    possono essere adottati sistemi diversi da quelli indicati,
    purché di pari efficacia.
   Nei casi di dimostrata impossibilità tecnica a
    realizzare un sistema fisso d’accesso alla quota
    di lavoro o di transito, deve comunque essere
    previsto almeno un luogo di sbarco adeguatamente
    protetto ed inequivocabilmente riconoscibile,
    raggiungibile con mezzi mobili.




                                     Giancarlo Negrello
             Cap 1.5 Casi particolari
   In tale luogo deve essere posto un ancoraggio al quale
    l’operatore, prima di accedere alla copertura, possa
    agganciare il dispositivo di protezione individuale e
    collegarsi ad un sistema di ancoraggio previsto sul tetto.




                                    Giancarlo Negrello
Cap. 2 Cartelli informativi
     In prossimità dell’apertura d’accesso alla
      copertura e in un punto ben visibile
      devono essere apposte le indicazioni di
      minima su:
       l’obbligo dell’uso di imbracature di
         sicurezza e di funi di trattenuta,
         l’identificazione e la posizione dei
         dispositivi fissi ai quali ancorarsi e le
         modalità di ancoraggio;
       il numero massimo dei lavoratori
         collegabili ai dispositivi
         d’ancoraggio;

                        Giancarlo Negrello
              Cap. 2 Cartelli informativi
   …
     la necessità o il divieto di
      utilizzare assorbitori di
      energia;
     i dispositivi di protezione
      individuale che devono
      essere utilizzati (dispositivi
      anticaduta compatibili con il
      sistema di ancoraggio,
      calzature con suola in
      gomma antiscivolo, elmetto
      di protezione);
    .
                                       Giancarlo Negrello
Cap. 2 Cartelli informativi
        …
          le raccomandazioni del
           costruttore del sistema anticaduta
           ( es.: eventuali scadenze,
           manutenzioni e loro
           periodicità, ecc.).
          Le informazioni di cui sopra
           devono essere realizzate su un
           supporto che consenta di
           mantenere inalterate nel tempo le
           caratteristiche di visibilità e
           leggibilità.

                      Giancarlo Negrello
                 Cap. 3 Fascicolo dell’opera
   Le misure preventive e protettive previste per la sicurezza
    dei lavori di manutenzione in quota da individuare ai sensi
    dell’art. 79 bis L.R. 61/85 anticipano nella
    documentazione richiesta ai fini dell’ottenimento dei titoli
    abilitativi a costruire o di presentazione della denuncia di
    inizio attività una parte dei contenuti del fascicolo
    dell’opera di cui all’art. 91 lett. b del D.Lgs. 81/98.




                                       Giancarlo Negrello
              Cap. 3 Fascicolo dell’opera
 Il coordinatore per la progettazione
  integra il fascicolo dell’opera con le
  soluzioni tecniche individuate ai fini
  dell’art. 79 bis citato inserendole nel Cap.
  II, come da modello delineato
  nell’Allegato XVI del D.Lgs. 81/98.
 Copia del fascicolo deve essere
  fornita al proprietario o comunque al
  committente responsabile dell’immobile
  (amministratore condominiale,
  responsabile della sicurezza nel caso di
  attività non residenziali, ecc.), che lo
  conserva a disposizione per le future
  manutenzioni.


                                      Giancarlo Negrello
                Cap. 3 Fascicolo dell’opera
   Il documento deve essere
    aggiornato, a cura del
    proprietario e/o responsabile
    dell’immobile, in occasione di ogni
    intervento successivo sulle
    componenti statiche e/o sugli
    impianti.
   Il fascicolo segue tutta la vita
    dell’edificio e deve essere quindi
    trasmesso ad ogni cambio di
    proprietà.


                                     Giancarlo Negrello
Cap. 4 Documentazione e informazioni sulle
           misure predisposte
   A lavori ultimati, l’impresa/installatore produce la
    seguente documentazione:
     dichiarazione di corretta messa in opera dei
      componenti di sicurezza in relazione alle
      indicazioni del costruttore e/o della norma di buona
      tecnica;
     certificazioni del produttore sulle caratteristiche
      tecniche dei materiali e componenti utilizzati;
     dichiarazione di rispondenza delle soluzioni
      adottate a quanto previsto in sede progettuale.



                                  Giancarlo Negrello
    Cap. 4 Documentazione e informazioni sulle
               misure predisposte
   Al personale incaricato dell’esecuzione dei lavori
    successivi ( impresa, lavoratore autonomo….), devono
    essere fornite da parte del committente/ amministratore
    le informazioni scritte sulle misure tecniche predisposte e
    le istruzioni per un loro corretto utilizzo.
   Ciò al fine di eseguire i lavori commissionati tenuto conto
    delle caratteristiche dell’opera,
    dei rischi potenziali,
    degli elementi protettivi
    incorporati e delle
    eventuali misure di
    sicurezza aggiuntive
    necessarie.


                                      Giancarlo Negrello
Cap. 4 Documentazione e informazioni sulle
           misure predisposte
                Tali informazioni devono essere
                 fornite a maggior ragione laddove
                 non esiste la possibilità di accesso
                 alla copertura tramite apertura
                 dall’interno dell’edificio medesimo
                 e non esistano dispositivi fissi per
                 accedervi.
                Le disposizioni sopraindicate non
                 eliminano l’obbligo dell’ impresa
                 che esegue i lavori di allestire
                 ulteriori idonee misure preventive
                 e protettive laddove si configurino
                 rischi residui di caduta
                 dall’alto.
                           Giancarlo Negrello
Principali riferimenti normativi e tecnici




                         Giancarlo Negrello
       Indicazioni operative per interventi
         edilizi soggetti a pareri sanitario
   I progetti sono soggetti a valutazione da parte delle
    ASL nei casi previsti dall’art. 5 DPR 380/01, il mancato
    invio del progetto sarà oggetto di richiesta
    d’integrazione.
   Il progettista ad ultimazione dei lavori, con la domanda
    di rilascio di Agibilità, autocertifica la corretta
    esecuzione dell’opera.




                                    Giancarlo Negrello
     Indicazioni operative per interventi
       edilizi soggetti a pareri sanitario
 Il progetto delle misure preventive e protettive
  sarà autocertificato dal progettista dell’opera.
 Le SCIA interessate dal provvedimento sono quelle
  relative al rifacimento della copertura.




                              Giancarlo Negrello
              Indicazioni operative:
        Ruolo degli Uffici Tecnici comunali


   Verificano che le richieste
    di permesso a costruire o
    le denunce di inizio
    attività contengano la
    documentazione
    progettuale relativa alle
    misure di prevenzione e
    protezione utili in fase di
    realizzazione dell’opera.




                                  Giancarlo Negrello
               Indicazioni operative:
          Ruolo degli Organi di Controllo


   Durante le ispezioni in
    cantiere verranno
    controllati i fascicoli ed il
    progetto dei dispositivi
    previsti.




                                    Giancarlo Negrello
Giancarlo Negrello
          1)COPERTURA A CAPANNA
   Soluzione tecnica: adatta per esigenze di grande libertà
    di movimento con più operatori contemporaneamente
    sulla copertura, con linea vita UNI EN 795 in classe C
    ed ancoraggi puntuali sottotegola per evitare l’effetto
    pendolo e per il percorso, entrambi in UNI EN 795 in
    classe A2. Tale soluzione si applica con colmi di
    lunghezza superiore ai 5 metri.




                                    Giancarlo Negrello
1)COPERTURA A CAPANNA




             Giancarlo Negrello
    2)COPERTURA A PADIGLIONE “corto”
 Soluzione tecnica: da utilizzare in coperture dove il
  colmo è molto corto in sostituzione della linea vita.
 Si tratta di una soluzione da adottare con molta
  cautela. L'assenza di una linea orizzontale anticaduta
  costringe l'operatore ad attaccare e staccare
  continuamente i due cordini dai punti di ancoraggio in
  classe UNI EN 795 in classe A2 per lavorare in
  sicurezza.
 Il risultato è che spesso l'operatore "per fare
  prima" non adotta la prassi suddetta e si muove
  sul tetto senza protezione.


                                 Giancarlo Negrello
2)COPERTURA A PADIGLIONE “corto”




                  Giancarlo Negrello
    3)COPERTURA A PADIGLIONE “lungo”
 Soluzione tecnica: adatta per esigenze di grande
  libertà di movimento con più operatori
  contemporaneamente sulla copertura, con linea vita
  UNI EN 795 in classe C ed ancoraggi puntuali
  sottotegola per evitare l’effetto pendolo e per il
  percorso, entrambi in UNI EN 795 in classe A2.
 Da notare che sul palo viene posto un ancoraggio UNI
  EN 795 in classe A1 per lavorare in sicurezza
  sull’estensione longitudinale della linea.




                                Giancarlo Negrello
3)COPERTURA A PADIGLIONE “lungo”




                  Giancarlo Negrello
           4)COPERTURA A PIRAMIDE
   Soluzione tecnica: si può equiparare ad una copertura a
    padiglione con colmo breve con la differenza che viene
    montato un ancoraggio UNI EN 795 in classe A1
    sull’apice della copertura, devono essere sempre
    presenti gli ancoraggi puntuali sottotegola per evitare
    l’effetto pendolo e per il percorso, entrambi in UNI EN
    795 in classe A2.
   Tale soluzione implica l’intervento di un solo
    operatore.




                                   Giancarlo Negrello
4)COPERTURA A PIRAMIDE




             Giancarlo Negrello
             5)COPERTURA PIANA
 Soluzione tecnica: adatta per esigenze di grande libertà
  di movimento con più operatori
  contemporaneamente sulla copertura, con linea vita
  UNI EN 795 in classe C ed ancoraggi puntuali per
  evitare l’effetto pendolo e per l’eventuale percorso,
  entrambi in UNI EN 795 in classe A1.
 Da notare che la linea vita è particolarmente arretrata
  dal bordo in quanto si opera con tecnica a compasso
  all’estremità della stessa mediante ancoraggio UNI EN
  795 in classe A1.




                                  Giancarlo Negrello
5)COPERTURA PIANA




           Giancarlo Negrello
      6)COPERTURA PIANA “complessa”
   Soluzione tecnica: adatta per esigenze di grande libertà
    di movimento con più operatori
    contemporaneamente sulla copertura, con linea vita
    UNI EN 795 in classe C.
   La linea posta perimetralmente permette di operare
    in trattenuta sul bordo evitando qualsiasi ancoraggio
    puntuale ed evidenzia un’area sicura al suo interno.
    L’utilizzo di una linea vita sul bordo del fabbricato è da
    valutarsi attentamente esponendo di fatto l’operatore al
    rischio di caduta.




                                    Giancarlo Negrello
6)COPERTURA PIANA “complessa”




                 Giancarlo Negrello
    7)COPERTURA A FALDE “complessa”
 Soluzione tecnica: adatta per esigenze di grande libertà
  di movimento con più operatori
  contemporaneamente sulla copertura, con linea vita
  UNI EN 795 in classe C ed ancoraggi puntuali
  sottotegola per evitare l’effetto pendolo e per il
  percorso, entrambi in UNI EN 795 in classe A2.
 Da notare che sul palo viene posto un ancoraggio UNI
  EN 795 in classe A1 per lavorare in sicurezza
  sull’estensione longitudinale della linea, qualora i displuvi
  non dividono le falde secondo la bisettrice è
  consigliabile utilizzare un unico ancoraggio UNI EN 795
  in classe A1 per evitare l’effetto pendolo.

                                    Giancarlo Negrello
6)COPERTURA PIANA “complessa”




                 Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
   La legge prevede per i lavori eseguiti ad un'altezza superiore a 2 m la predisposizione di
    idonee opere provvisorie quali ponteggi e parapetti. Deroghe a tali disposizioni possono
    essere concesse nei casi in cui i soli lavori di breve durata (ispezioni, semplici
    manutenzioni, rilievi ecc.) sono effettuati da personale addestrato e dotato di idonei
    sistemi anticaduta. E proprio nel caso di brevi interventi di manutenzione possono essere
    utilizzati dispositivi come le linee vita, predisposti all'atto della costruzione dell'immobile o
    nel caso di manutenzione dello stesso.
   La regione Veneto, con l'obiettivo di ridurre il numero di incidenti derivanti dalle cadute
    dall'alto, attraverso il D.G.R. 2774 ha emanato il regolamento sulle misure preventive e
    protettive per l'accesso, il transito e l'esecuzione dei lavori in quota in condizioni di
    sicurezza attraverso il quale si è reso obbligatorio l'inserimento di adeguati punti
    d'ancoraggio conformi a EN 795 per le imbracature anticaduta su tutti gli edifici di nuova
    fabbricazione ed edifici in fase di ristrutturazione.
   Diventa quindi importante installare in modo corretto idonei dispositivi di ancoraggio
    sulle coperture delle costruzioni e predisporre quanto necessario ad un accesso sicuro ai
    tetti per il raggiungimento del primo ancoraggio utile.
    E' quindi necessario realizzare uno studio preliminare per esaminare il problema
    dell'accesso alle diverse tipologie di copertura ed affidare la progettazione e l'installazione
    di linee vita e sistemi anticaduta solo a personale qualificato.




                                                          Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
   "Il Decreto Legislativo 81/2008,Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro, ha rivisto e
    abrogato le precedenti impianto leggi e decreti in materia di sicurezza tra cui il DPR
    547/55, la 164/56, il D.l.vo 626/94 e il D.L.vo 494/96 e ha riproposto alcune parti delle
    precedenti norme che sono state in parte riscritte.
    Sopratutto il titolo IV capo secondo del D.L.vo 81/08 contiene la revisione del ex DPR
    164/56 con delle importanti novità:
      l'art.115 tratta i "SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE
        DALL'ALTO" ed è cosi citato:
        "Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva
        come previsto all'articolo 111, comma 1, lettera a), è necessario che i lavoratori
        utilizzino idonei sistemi di protezione composti da diversi elementi, non
        necessariamente presenti contemporaneamente, quali i seguenti:
        a) assorbitori di energia;
        b) connettori;
        c) dispositivo di ancoraggio (es: ancoraggio in classe A1 e A2);
        d) cordini;
        e) dispositivi retrattili;
        f) guide o linee vita flessibili (es: linee in classe C);
        g) guide o linee vita rigide (es: r Il sistema di protezione, certificato per l'uso specifico,
        deve permettere una caduta libera non superiore a 1,5 m o, in presenza di dissipatore
        di energia a 4 metri..“.




                                                            Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
   Quindi è obbligatoria, in assenza di opere provvisionali o
    di altri specifici dispositivi di protezione collettiva, la
    presenza di dispositivi di ancoraggio a norma UNI EN
    795:2002, gli unici punti a cui possono essere agganciati i
    DPI.Il Decreto Legislativo 81/2008 è legge nazionale e
    quindi rende obbligatorio l'uso su tutto il territorio
    nazionale dei Dispositivi anticaduta a norma UNI EN
    795:2002.
   Il mancato adempimento comporta (art.159) l'arresto
    fino a due mesi o un ammenda da 500,00 a 2.000,00
    euro. "


                                     Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
   L.R. 61/85 art. 79bis - “Misure preventive e protettive da predisporre negli
    edifici per l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di
    sicurezza”
   NORME UNI
    Fonte: Sito Internet UNI - www.uni.com
   UNI EN 795:2002 - Protezione contro le cadute dall'alto. Dispositivi di
    ancoraggio. Requisiti e prove.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 795 (edizione luglio
    1996) e dell'aggiornamento A1 (edizione ottobre 2000). La norma specifica i
    requisiti, i metodi di prova e le istruzioni per l'uso e la marcatura di dispositivi
    di ancoraggio progettati esclusivamente per l'uso con dispositivi di protezione
    individuale contro le cadute dall'alto.
   UNI 8088:1980 - Lavori inerenti le coperture dei fabbricati: Criteri per la
    sicurezza.
    Stabilisce le caratteristiche essenziali degli apprestamenti e dei mezzi necessari
    e fornisce indicazioni di comportamento al fine della prevenzione degli
    infortuni per i lavori di posa in opera, manutenzione e rimozione di manti di
    copertura, nonché per l'accesso ed il transito eccezionale su di essi per scopi
    diversi. Si applica ai manti di copertura qualunque sia il materiale impiegato per
    la loro realizzazione e per fabbricati di qualsiasi tipo (vedere dpr 7 gen. 1956 n.
    164).


                                                    Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
   UNI EN 341:1993 + A1:1998 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute
    dall'alto. Dispositivi di discesa.
    Versione in lingua italiana della norma europea EN 341 (edizione dic. 1992). Specifica i
    requisiti, i metodi di prova, la marcatura e le istruzioni per l'uso dei dispositivi di discesa da
    usare congiuntamente a quelli di protezione individuale contro le cadute dall'alto. Include il
    foglio di aggiornamento 1998.
   UNI EN 353-1:2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
    Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 353-1 (edizione maggio 2002).
    La presente norma europea specifica i requisiti, i metodi di prova, la marcatura, le
    informazioni fornite dal fabbricante e l'imballaggio per i dispositivi anticaduta di tipo
    guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida, generalmente fissati o integrati a
    scale fisse o a pioli rese adeguatamente solidali a strutture idonee.
   UNI EN 353-2:2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
    Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 353-2 (edizione maggio 2002).
    La norma specifica i requisiti, i metodi di prova, la marcatura, le informazioni fornite dal
    fabbricante e l'imballaggio per i dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una
    linea di ancoraggio flessibile che possono essere fissati a un punto di ancoraggio superiore.
   UNI EN 354:2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
    Cordini.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 354 (edizione maggio 2002). La
    norma specifica i requisiti, i metodi di prova, le istruzioni per l'uso, la marcatura e
    l'imballaggio per i cordini fissi e regolabili.


                                                           Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
   UNI EN 355:2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
    Assorbitori di energia.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 355 (edizione maggio 2002). La
    norma specifica i requisiti, i metodi di prova, le istruzioni per l'uso, la marcatura e
    l'imballaggio per gli assorbitori di energia.
   UNI EN 358:2001 - Dispositivi di protezione individuale per il posizionamento sul lavoro e
    la prevenzione delle cadute dall'alto. Cinture di posizionamento sul lavoro e di trattenuta e
    cordini di posizionamento sul lavoro.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 358 (edizione dicembre 1999).
    La norma riguarda cinture e cordini destinati al posizionamento sul lavoro o alla
    trattenuta. Essa specifica i requisiti, le prove, la marcatura e le informazioni fornite dal
    fabbricante.
   UNI EN 360:2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
    Dispositivi anticaduta di tipo retrattile.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 360 (edizione maggio 2002). La
    norma specifica i requisiti, i metodi di prova, le istruzioni per l'uso e la marcatura per i
    dispositivi anticaduta di tipo retrattile.
   UNI EN 361:2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto.
    Imbracature per il corpo.
    Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 361 (edizione maggio 2002). La
    norma specifica i requisiti, i metodi di prova, le istruzioni per l'uso, la marcatura e
    l'imballaggio per le imbracature per il corpo.




                                                        Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
 UNI EN 362:2005 - Dispositivi di protezione individuale
  contro le cadute dall'alto. Connettori.
  Versione ufficiale della norma europea EN 362 (edizione
  dicembre 2004). La norma specifica requisiti, metodi di prova,
  marcatura ed informazioni fornite dal fabbricante per i
  connettori. I connettori conformi alla presente norma sono
  utilizzati come elementi di collegamento nei sistemi
  individuali di protezione contro le cadute, per esempio
  sistemi di arresto caduta, posizionamento sul lavoro, accesso
  con funi, trattenuta e salvataggio.
 UNI EN 363:2003 - Dispositivi di protezione individuale
  contro le cadute dall'alto. Sistemi di arresto caduta.
  Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN
  363 (edizione maggio 2002). La norma specifica la
  terminologia e i requisiti generali per i sistemi di arresto
  caduta che servono da dispositivo di protezione individuale
  contro le cadute dall'alto. il salvataggio.

                                     Giancarlo Negrello
    Leggi e norme prevenzione caduta
             nelle coperture
   UNI EN 364:1993 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute
    dall'alto. Metodi di prova.
    Versione in lingua italiana della norma europea EN 364 (edizione dic. 1992).
    Specifica i metodi di prova per materiali, componenti e sistemi relativi ai
    dispositivi di protezione contro le cadute come segue: apparecchiature per
    prove statiche e metodi per prove statiche; apparecchiature per prove
    dinamiche, compreso un torso di prova; metodi di prova per le prestazioni
    dinamiche e prove di resistenza dinamica dei componenti e dei sistemi; prove di
    corrosione dei componenti metallici; apparecchiatura di prova e metodi di
    prova per le prove di condizionamento e per le prove di durata. Contiene
    inoltre le raccomandazioni per la programmazione delle prove. Appendice A
    (informativa): Raccomandazioni per la programmazione delle prove.
   UNI EN 365:2003 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute
    dall'alto. Requisiti generali per le istruzioni per l'uso, la manutenzione,
    l'ispezione periodica, la riparazione, la marcatura e l'imballaggio.
    Versione ufficiale della norma europea EN 365 (edizione settembre 2004). La
    norma specifica i requisiti generali minimi per istruzioni per uso, manutenzione,
    ispezione periodica, riparazione, marcatura e imballaggio di dispositivi di
    protezione individuale, che includono dispositivi di trattenuta per il corpo, ed
    altri equipaggiamenti utilizzati congiuntamente ad un dispositivo di trattenuta
    per il corpo, per prevenire cadute, per accessi, uscite e posizionamento sul
    lavoro, per arrestare le cadute e per il salvataggio.

                                                 Giancarlo Negrello
                  Linee guida ISPESL
   Fonte: Sito Internet I.S.P.E.S.L. - www.ispesl.it
   Linea Guida per la scelta, l'uso e la manutenzione di
    Dispositivi di Protezione
    Individuale contro le
    cadute dall'alto. Sistemi
    di arresto
    caduta.




                                    Giancarlo Negrello

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Tags:
Stats:
views:9
posted:5/26/2012
language:Italian
pages:110